Articoli filtrati per data: Mercoledì, 02 Novembre 2016

Lanciano. Ieri notte i militanti di Lotta Studentesca Lanciano hanno simbolicamente messo in quarantena l'Istituto tecnico industriale "Leonardo da Vinci" per denunciare le precarie condizioni di codesto istituto e di molti altri della città di Lanciano.
Negli anni scorsi si sono verificati numerosi episodi di allagamenti nelle aule, crolli di cornicioni e persino crolli di pezzi di soffitto nelle aule, come già denunciato esattamente un anno fa da Lotta Studentesca, quando portò all'attenzione dell'opinione pubblica le condizioni critiche dell'istituto più giovane della città il "De Giorgio".
"In questi giorni, dichiara il responsabile cittadino di Lotta studentesca Sergio Saraceni, le continue scosse di terremoto stanno facendo nascere e aumentare le già numerose situazioni di disagio nelle nostre scuole. Sono anni che Lotta Studentesca si batte per una scuola più sicura, le nostre ormai crollano a pezzi, è necessario un immediato intervento. La qualità dell'offerta scolastica, prosegue Saraceni, passa anche per gli edifici dove i ragazzi studiano, è intollerabile che la loro incolumità venga messa a repentaglio. Con questa azione abbiamo voluto dimostrare di nuovo che siamo al fianco di tutti gli studenti e che siamo pronti a difendere il diritto allo studio in scuole sicure. Coloro che dovrebbero vigilare su queste situazioni la devono smettere con le solite bugie e frasi di circostanza, piuttosto avviino un serio programma di edilizia scolastica prima che accada qualcosa di irreparabile".

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Roma. Striscioni in cento città italiane con la scritta “Manolis e Giorgos Immortali” e la presenza di una delegazione di Cpi alla commemorazione organizzata ad Atene da Alba Dorata: così, anche quest’anno, CasaPound Italia ha voluto ricordare Manolis Kapelonis e Giorgos Fountoulis, i due militanti di Alba Dorata assassinati ad Atene il 1 novembre del 2013.

"Manolis e Giorgos sono nostri fratelli: avevano scelto di impegnarsi per la loro Nazione senza chiedere nulla in cambio, come ogni giorno fanno i militanti di CasaPound nelle strade e nelle piazze di tutta Italia - sottolinea in una nota il leader di CasaPound Gianluca Iannone – A tre anni dal loro insensato e brutale assassinio vogliamo ricordarli come un eterno esempio di militanza e sacrificio”.

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L'Aquila. “Bastava un Sì per abrogare il privilegio del doppio vitalizio per i consiglieri regionali. Ma la maggioranza di questa regione ha preferito rimandare in commissione, e seppellirla li, la nostra legge sul taglio dei doppi, a volte, tripli vitalizi. Probabilmente per dire NO alla stessa dopo la votazione del referendum costituzionale del 4 dicembre”. Torna ad incalzare sui costi della politica e sulla propaganda per il sì, il capogruppo in Regione Abruzzo del M5S Sara Marcozzi.
“Siamo in giro per tutto l’Abruzzo da oltre un mese con l’IoDicoNo Abruzzo Tour” spiega Sara Marcozzi “e parlando con i cittadini ci rendiamo conto che la più grande bugia di questo referendum è l’unica cosa che desta il dubbio nei cittadini meno informati. Quelli, per intenderci, che la riforma non l’hanno letta e che apprendono solo da una parte ben schierata di media le ragioni del Sì”.
“Non serve deturpare la Costituzione per avere un abbassamento dei costi della politica” tuona Marcozzi “siamo la prova vivente che non è così. Se si fosse detto Sì alla nostra legge sull’abolizione dei vitalizi e alla nostra legge sul taglio degli stipendi, oggi l’Abruzzo sarebbe una regione all’avanguardia per il contenimento dei costi e un esempio virtuoso per tutti i cittadini a cui viene chiesto di fare sacrifici in momento di crisi. Ma la maggioranza di questo Governo propaganda sul Sì, salvo poi riservarsi tutti i No volti a mantenere privilegi e super stipendi”.
Con l’Abolizione del doppio vitalizio la Regione Abruzzo avrebbe risparmiato ben 500 mila euro l’anno e con l’approvazione della legge sul taglio degli stipendi ben 23milioni di euro solo in questa decima legislatura.
“Sono cifre importanti” commenta ancora Marcozzi “soprattutto se si pensa che con i primi 130mila euro, dei 400mila restituiti fino ad oggi, il M5S è riuscito a finanziare 29 aziende abruzzesi, dando respiro a quello che giudichiamo il vero motore economico di questa regione: le piccole e medie imprese. Cosa si sarebbe potuto fare con oltre 23 milioni di euro? Tanto” si risponde Marcozzi “ma è sempre più evidente che a questo Governo regionale il risparmio dei costi serve solo come cavallo di troia per far passare una riforma pericolosissima per l’anima democratica del nostro Paese e per la tutela dei nostri territori sempre più vessati da opere impattanti (inceneritori, trivelle ecc) che con questa riforma sarebbero imposte dal Governo Centrale senza nessuna possibilità di replica”.

Per maggiori informazioni su IoDicoNo Abruzzo tour iodicono.movimento5stelleabruzzo.it

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Pescara. Ben 28 famiglie, 130 persone per strada ed un edificio che fa paura ai residenti. Un bilancio quello del civico14 di Via Lago di Borgiano che rappresenta l’inefficienza politica della gestione delle Ater di competenza regionale.
Questa mattina, il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, che da anni si batte per migliorare la qualità della vita nelle periferie pescaresi, torna a chiedere ancora una volta ed ancora e con più forza, che nel Bilancio in discussione nei prossimi mesi siano stanziati fondi adeguati per la messa in sicurezza delle abitazioni Ater, in particolare quelle con la situazione più critica come, appunto il civico 14 di via lago di Borgiano.
“Oggi ancora una volta” spiega Domenico Pettinari “ho voluto convocare una conferenza stampa in loco per puntare anche il fare mediatico su situazioni di disagio che troppe volte fanno girare dall’altra parte politica e cittadini. Non è la prima conferenza che faccio nelle periferie pescaresi e non sarà certo l’ultima. Chi governa questa regione ha la responsabilità dell’incolumità dei cittadini che la abitano. Il terremoto ha dato un’ulteriore scossone a situazioni che normalmente versano in situazioni di grave disagio ed il momento degli annunci deve finire, prima che si abbia sulla coscienza la vita dei pescaresi”.
Sono parole durissime quelle di Domenico Pettinari, che non fa sconti né alla maggioranza di Governo né alle opposizioni. “E’ svilente” continua “che per avere l’interessamento di alcune forze politiche si debba attendere la furia di un terremoto. Le catastrofi, dove possibile, vanno evitate prima che accadano. Abbiamo presentato una legge per il rinnovamento delle Ater, abbiamo chiesto più volte ed in tutti i modi che la Regione stanzi fondi adeguati per il risanamento delle case, da Fontanelle a Rancitelli, fino a tutte le periferie pescaresi. Nei giorni scorsi” continua “in uno dei miei numerosi sopralluoghi ho visto con i miei occhi la situazione esterna di questo edificio, ed ancora di più mi ha colpito quella interna: intonaco caduto, lesioni nei muri, avvallamento dei pavimenti, che in alcuni casi ha portato anche all’impossibilità di aprire le porte per recarsi all’esterno. E per finire delle zone transennate, che però non riescono a inibire l’accesso soprattutto dei bambini che giocano, ignari, nei pressi dello stabile. Una situazione critica” afferma” soprattutto se si pensa che tutte le rassicurazioni ad oggi sono state fatte solo a parole. Manca infatti un’analisi approfondita poiché, a sentire l’Amministratore Unico Ater, la Regione non avrebbe le strumentazioni necessarie per fare una verifica diversa da quella visiva. Anche alla luce di queste informazioni chiediamo che la Regione intervenga immediatamente, con le proprie forze o con quelle esterne, per avere una certificazione scritta ed effettuata con i giusti rilievi tecnici sulla staticità degli immobili. Ci batteremo per avere i fondi necessari per la tutela e l’incolumità dei cittadini residenti negli stabili potenzialmente a rischio, sia nella provincia di Pescara che nelle altre della regione.

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Chieti. In occasione della ricorrenza del prossimo 4 novembre, “Festa dell’Unità Nazionale”, “Giornata delle Forze Armate” e “98° Anniversario della fine della I Guerra Mondiale”, si svolgeranno presso il Sacrario Militare nel Cimitero comunale e il Monumento ai Caduti nella Villa Comunale di Chieti, le iniziative celebrative come da seguente programma:


Sacrario Militare–Cimitero Comunale

Ore 8.30 – Arrivo dei partecipanti

Ore 8.50 – Cerimonia dell’Alzabandiera

Ore 9.00 – Santa Messa
celebrata da S.E. Mons. Bruno Forte

Ore 9.45 – Lettura della “Preghiera dell’Orfano” e della “Preghiera per i Caduti”

– Onori ai Caduti e deposizione delle Corone

Ore 10.30 – Cerimonia dell’Ammainabandiera

 

(In caso di pioggia la Santa Messa sarà celebrata nella Cattedrale di San Giustino)


Monumento ai Caduti–Villa Comunale

Ore 11.30 – Schieramento del Reparto di Formazione

Onori ai Labari delle Associazioni
combattentistiche e d’Arma

Onori ai Gonfaloni della Provincia,
della Città di Chieti e dei Comuni presenti

Onori al Signor Prefetto della provincia di Chieti

Ore 11.45 – Cerimonia dell’Alzabandiera

Deposizione delle Corone

Lettura dei messaggi

Allocuzione del Signor Prefetto
della provincia di Chieti

Recita della Preghiera per la Patria

Onore ai Caduti e deposizione delle Corone

Ore 12.30 – Termine delle cerimonia

Ore 12.45 – Cerimonia dell’Ammainabandiera

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Chieti. Venerdì 4 novembre 2016 alle ore 17.00 presso la Sala del Consiglio provinciale di Chieti verranno presentati i risultati della consultazione partecipativa degli studenti degli Istituti Superiori di Chieti sulla futura destinazione della ex sede della Biblioteca De Meis in piazza Templi romani.

Il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti ha organizzato una consultazione partecipativa che ha coinvolto oltre duemila studenti delle ultime tre classi di tutti gli Istituti Superiori della nostra città per conoscere quale destinazione secondo i giovani sarebbe preferibile venisse data alla ex sede della “De Meis” in piazza Templi Romani (la struttura resistita al crollo è composta di tre piani per un’estensione complessiva di circa 600 mq e un vasto piazzale esterno) una volta conclusi i lavori di messa in sicurezza e recupero estetico urbanistico del complesso.

Com’è noto, i lavori di recupero funzionale del luogo nel cuore del centro storico, unitamente al trasferimento della Biblioteca De Meis presso l’ex Ospedale militare, hanno formato oggetto della petizione che nel 2014, in poco più di un mese, ha raccolto l’adesione di 8.050 cittadini.

Gli studenti sono stati coinvolti attivamente, attraverso le loro rappresentanze e associazioni – Associazione Collettivo Studentesco di Chieti, Gruppo Culturale “Biblioteca Moderna G.B.Vico”, Kiwanis Key Club Galiani de Sterlich, Rappresentanti d’Istituto del Gonzaga – a condividere fin dall’inizio le finalità dell’iniziativa e hanno contribuito fattivamente alla realizzazione del questionario (rigorosamente anonimo e privo di richieste di dati sensibili) con la consulenza di una nota studiosa e sociologa, la prof.ssa Eide Spedicato Iengo.

Piena disponibilità e collaborazione vi è stata da parte dei Dirigenti scolastici e degli insegnanti di tutte le Scuole Superiori che il Comitato vivamente ringrazia: “N. da Guardiagrele”, “Galiani-de Sterlich”, “I. Gonzaga”, “F. Masci”, “U. Pomilio”, “L. Savoia”, “G.B. Vico”.

L’iniziativa, intesa a promuovere soluzioni capaci di rendere più a misura di giovani e più accogliente Chieti, città di studi per lunga tradizione e centro universitario, ha permesso di condividere con il mondo scolastico una importante esperienza di promozione dell’ascolto del punto di vista e dei bisogni della componente giovane della comunità, favorendo la cultura della partecipazione alle scelte sulle funzioni di luoghi e servizi pubblici.

Il risultato del sondaggio, occasione anche di riflessione per i ragazzi sui propri bisogni e su come strumenti di democrazia partecipativa possano stimolare la positiva interlocuzione con le Istituzioni, sarà illustrato dagli stessi studenti attraverso video-proiezioni.


Interverranno alla presentazione: Eide Spedicato Iengo, già Professore di Sociologia Generale Università G.d’Annunzio di Chieti, Mario Pupillo, Presidente della Provincia di Chieti, Umberto Di Primio, Sindaco del Comune di Chieti.

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Chieti. Borse e capi di abbigliamento griffati con marchi, però, rigorosamente contraffatti, sistemati in ogni angolo del mercato ambulante settimanale del mercoledì in via Amiterno da venditori extracomunitari abusivi. Confcommercio, dopo le veementi proteste della categoria, lancia l’allarme rosso e chiede maggiori controlli alle autorità competenti. “Purtroppo i mercati rionali sono sempre più alla mercè di avventori extracomunitari che espongono prodotti contraffatti. La situazione più difficile- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ci è stata lamentata, anche nella giornata odierna, dagli operatori del mercato settimanale del mercoledì a Chieti Scalo, storicamente il più affollato della città.” Infatti via Amiterno, dove ogni settimana trovano posto oltre ottanta bancarelle, è puntualmente invasa da decine di ambulanti abusivi extracomunitari che piazzano a terra borse e abbigliamento taroccato. “I controlli, in passato, ci sono stati ma, a detta dei commercianti, sono insufficienti e troppo sporadici. Per questo motivo Confcommercio- annuncia Tiberio- tornerà a chiedere interventi a tutela dei diritti di chi svolge regolarmente la propria attività quotidiana.”  Anche perché, ricorda Confcommercio, il settore dei venditori su aree pubbliche già vive un periodo nero per la stringente crisi economica e, da ultimo, per l’applicazione della direttiva Bolkestein che sta rivoluzionando il mondo dei balneatori e degli ambulanti costretti a convivere, come nel caso del mercato settimanale di via Amiterno allo Scalo, con la forte presenza di abusivi. “Un fenomeno che si fa fatica ad allontanare dal momento che all’arrivo della polizia municipale- racconta Tiberio- i venditori abusivi extracomunitari scappano salvo poi tornare nel proprio posto abusivo non appena le forze dell’ordine si allontanano. In tal senso auspichiamo maggiori azioni di controllo in quanto Confcommercio è da sempre a favore della legalità e non può che schierarsi con decisione al fianco di quei commercianti che hanno contribuito a costruire nel comune senso civico una consuetudine di antica tradizione, un punto di riferimento per quello che hanno rappresentato e che, quindi, va salvaguardato a tutti i costi.”

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Mercoledì, 02 Novembre 2016 00:00

Pescara, Ance su terremoto

Pescara. Sono frutto di una scarica barile le accuse dirette e indirette che in queste ore si susseguono contro i Costruttori. Una tecnica che scagiona tutti e che travolge a valle chi lavora sul campo contro tutte le difficoltà con le quali il pubblico riesce a far diventare impossibile qualsiasi attività di impresa.
“Le case crollano perché sono costruite male”… “Il Colosseo ha resistito, il problema è che oggi si costruisce male”: solo per citare, e a titolo di sintesi, questa è la misura del profilo intellettuale che si è voluto imprimere ad un dibattito che invece esige un livello elevatissimo.
Addirittura pure gli scrittori: qualcuno in onda nazionale ha beatificato lo Sry Lanka raso al suolo da un terremoto che ha cancellato il grande patrimonio di meravigliose case costruite con il fango e dipinte a mano e ha poi fatto il parallelo con l’Italia dove, invece, le case con il terremoto crollano perché sono costruite male.

Rimettiamo le pedine a posto.
L’immenso patrimonio dell’ITALIA È MEDIOEVALE, quindi in muratura perché ai tempi non esistevano le tecniche antisismiche. Questo patrimonio è fatto di BORGHI ed è tutto il nostro valore: produce turismo per 147 miliardi di euro, il 9,4% del Pil, con 2,5 milioni di persone che sono il 10,9% dell'occupazione nazionale.
Se è stato realizzato dai Costruttori e loro ne sono i responsabili, allora riconosciamo alla categoria una percentuale sul fatturato.
Quanto al Colosseo, il denaro speso per costruirlo fu pari a quello necessario per fabbricare una intera città capitale (più la manodopera degli schiavi a costo zero) ed è arrivato dal bottino delle guerre giudaiche e dal sacco di Gerusalemme... quindi, sicuramente non è costato quello che normalmente viene corrisposto per gli appartamenti.
E certo non si fece con le gare d’appalto al ribasso, come vuole il nostro Paese e non i Costruttori.
Nemmeno conobbe il cemento armato che, si sa, dopo 40 anni non svolge più la sua funzione: fu invece selezionata e scelta la migliore pietra che esistesse al mondo! Altro che bolle speculative e immobiliari alle quali siamo colpevolmente addomesticati!

Cosa vogliamo fare di questo patrimonio di Borghi?
Questo è il grande tema. Parlano tutti di mettere in sicurezza, ma nessuno prefigura gli scenari reali nei quali si va ad intervenire su casette di malta e pietra: con un terremoto 7 (in generale e per semplificare) il miglioramento antisismico non basta. Se vogliamo case sicure al 100% le dobbiamo rifare da capo. Questa è la verità ma nessuno la vuole dire perché è complicata.
Vanno stabiliti gli obiettivi e cercatele soluzioni, che siano innovative, futuribili, creative e intelligenti come l'ingegneria italiana è in grado di fare, organizzando e raccogliendo intorno a sé la sinergia delle competenze internazionali. Trovare una soluzione PER l’Italia e IN Italia ci riposizionerebbe nel ruolo della centralità delle costruzioni riconnettendo l’Italia all’immaginario mondiale di Giotto, Michelandelo, Raffello, Leonardo eccetera.
Tradotto, significa business a tutti i livelli.

Cerchiamo di stare sui dati.
Il patrimonio edilizio italiano è vetusto, in gran parte DA ABBATTERE, è così composto: oltre il 60% degli edifici, cioè circa 7 milioni, risale a prima del 1971, per cui non risponde alla normativa antisismica entrata in vigore nel 1974, ed 1 su 10 risale a prima del 1911 (solo in Sicilia ne sono 800 mila).
In totale oltre 2,5 milioni di costruzioni risultano in pessimo o mediocre stato di conservazione.
Le aree a elevato rischio sismico sono circa il 44% della superficie nazionale, interessano il 36% dei comuni (2.893), accolgono 21,8 milioni di persone, cioè il 36% della popolazione, per un totale di 8,6 milioni di famiglie.
Eppure, ogni volta che qualcuno di questi edifici crolla la responsabilità è dei Costruttori.

Le politiche della casa e dell’urbanistica non le fanno i Costruttori ma il Governo, nazionale e locale: è qui che si giocano le partite. L’ANCE e i Costruttori hanno dalla loro parte aver combattuto battaglie come la Riqualificazione Urbana, poi Rigenerazione Urbana, quindi la Demo-Ricostruzione… il rifacimento delle vie di comunicazione, completamente abbandonate e che potrebbero crollare in qualsiasi momento: ne abbiamo steso un elenco più e più volte.

Ieri Renzi ha detto: “i Comuni si facciano avanti con i progetti di riqualificazione perché siamo pronti e daremo seguito a tutti”.
L’ANCE, come le altre Istituzioni, sta sul territorio per questo: concentriamoci sui fatti e sulle azioni da intraprendere.
Da domani l’Ance Pescara intensificherà l’attività avviata con la Campagna Obiettivo ComunE e investirà su questa maggiori risorse per essere ancora più presente nell’operatività dei Comuni.
Valuteremo anche una strategia a livello nazionale per avviare su tutto il Paese una modalità format che i Comuni possano seguire con tempi rapidissimi e senza smarrirsi.
SCOPO: organizzare progetti veloci ed ineccepibili. L’occasione è questa ed è epocale.

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Mercoledì, 02 Novembre 2016 00:00

Pescara, segnalazione falsa su scuole e terremoto

Pescara. Sui social gira un avviso a firma del sindaco Marco Alessandrini circa una presunta decisione di evacuare tutte le scuole causa sisma, si comunica che né il sindaco, né l'Amministrazione hanno mai inoltrato annunci simili e che il messaggio è stato girato alle autorità competenti per le verifiche del caso.

"Nessun avviso è mai partito da me, né dal Comune per evacuare o chiudere le scuole causa terremoto – dice il sindaco Marco Alessandrini - Trovo davvero stupido e di dubbio gusto usare un dramma come quello che stanno vivendo migliaia di persone vicino a noi a causa del sisma, per guadagnare un giorno di vacanza. Il post è stato segnalato alle autorità per i rilievi del caso”.

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Fossacesia. Il Consiglio Comunale di Fossacesia ha approvato all’unanimità la modifica al Piano Demaniale vigente prevedendo l’obbligo per qualsiasi gestore di servizio pubblico, quindi di acqua, luce, gas e telefono, di realizzare i propri impianti interrati. “Abbiamo deciso di apportare questa importante modifica all’attuale piano demaniale – dichiara il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – al fine di evitare variazioni morfologiche al bene demaniale, salvaguardandolo quindi anche dal punto di vista ambientale e paesaggistico”. La modifica infatti prevede non solo che i gestori dei servizi pubblici non possano più costruire i propri impianti con i canonici tralicci, antiestetici nonché pericolosi, ma che, a seguito di apposita convenzione con l’Ente, debbano provvedere alla rimozione degli stessi e, di conseguenza, alla realizzazione degli impianti interrati. “La modifica apportata al piano demaniale – conclude Di Giuseppantonio – rientra in tutti quegli interventi che questa Amministrazione Comunale sta mettendo in campo per il rilancio di Fossacesia Marina, affinchè il nostro Lungomare possa diventare un luogo appetibile per gli investimenti commerciali e quindi per il rilancio del turismo”.

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