L'Aquila. Aveva ragione il M5S, la legge sulle guardie mediche emanata da Regione Abruzzo è sbagliata ed il Governo è stato costretto ad impugnarla. Nulla di nuovo per Daniele Del Grosso e Domenico Pettinari M5S che affermano: "Esattamente il 12 giugno scorso insieme a Sarà Marcozzi e Pietro Smargiassi abbiamo denunciato in conferenza stampa che il PD di Paolucci, con la connivenza di Forza Italia, aveva licenziato in commissione una legge sbagliata, che la Corte dei Conti o il Governo avrebbero sicuramente impugnato. Una rimostranza che avevamo espresso anche in commissione" incalza Pettinari "ma l'assessore Paolucci non volle darci retta. Non è chiaro se la sua sordità è stata dovuta ad un gioco politico allo scaricabarile o dalla presunzione di voler scrivere una legge che non si è in grado di scrivere. Quello che è certo è che oggi i fatti danno ancora una volta ragione al M5S e a pagare l'inefficienza di Regione Abruzzo sono le guardie mediche. Eppure la soluzione a questa anomalia noi l'abbiamo esposta più volte. Per annullare la famigerata delibera doveva essere emanata immediatamente una delibera di giunta che revocasse la precedente e autorizzasse le indennità, oppure si doveva emanare una legge che all'interno contenesse la sanatoria delle indennità pregresse ma specificando le motivazioni sul perché queste somme erano erogate. Motivazioni palesi come i servizi aggiuntivi, il trasporto 118, e la copertura di servizio nelle festività. Altro aspetto che doveva contenere la legge era la revoca della delibera che ha bloccato le indennità e richiesto le precedenti. Ma nulla di tutto questo è presente nella legge. Queste mancanze della norma Paolucci le avevamo provate a colmare noi del M5S con degli emendamenti che ci hanno sistematicamente bocciato, rendendo di fatto la legge impugnabile sia dal Governo che dalla Corte dei Conti. Oggi non è ancora il tempo di darci per vinti. La soluzione c'è: Paolucci e la sua giunta possono emanare una delibera che annulli la famigerata delibera precedente . Speriamo che sull'Assessore abbia la meglio il buon senso. Un atto dovuto alle guardie mediche che non possono pagare l'inefficacia di un provvedimento che forse ha sulle spalle una guerra partitica in cui i medici sono le uniche vittime.

Qui il link della conferenza stampa tenuta a giugno dal M5S

Pescara. "Nell’ormai lontano 2010 durante la consiliatura di centrodestra di Luigi Albore Mascia, l’assessore con delega ai mercati Stefano Cardelli tentò di rimettere ordine al Mercato Ittico di Pescara, scri-vendo un nuovo regolamento e dettando norme che fino a pochi mesi prima erano totalmente inesi-stenti, almeno all’interno della sala aste pubbliche.

Gli articoli 8 e 9 di questo regolamento prevedono tuttora la costituzione di una “commissione con-sultiva di mercato” che avrebbe dovuto avere molteplici funzioni, tra cui quella di proporre migliorie nelle attrezzature e nei servizi dello stesso mercato, al fine di assicurare la massima produttività e la miglior efficienza funzionale, anche sotto l’aspetto igienico-sanitario, sui canoni di concessione dei magazzini.

Ed è anche su questo aspetto che ho personalmente puntato l’obiettivo, visto che in sette anni, se-condo una risposta ad un accesso agli atti, questa commissione si è riunita una sola volta (13 set-tembre 2011). Ciò significa che non c’è stato alcun adeguamento relativamente al pagamento del canone degli stessi magazzini. Ho chiesto in questi giorni un successivo accesso agli atti, per identi-ficare a chi sono stati assegnati i magazzini, verificare da quanto tempo sono assegnati, se il paga-mento del canone è regolare e se esistono tra gli stessi degli abusivi. Se riscontrerò che ci sono abu-sivi, chiederò l’immediato sgombero e la successiva immediata ri-assegnazione a chi ne faccia ri-chiesta.

Sempre nel regolamento del Mercato Ittico all’ingrosso c’è anche l’art. 13, inserito dopo indagini, processi e condanne per fare in modo che gli episodi di turbativa d’asta, e vari altri reati non venis-sero mai più commessi all’interno di uno spazio pubblico così importante.

Ho posto quesiti ai responsabili del settore commercio e mercati e al C.te della Polizia Municipale, e la risposta è stata come al solito a dir poco sconfortante. Fino alla metà del 2012 il servizio si è svolto regolarmente, successivamente a quella data la presenza è stata “saltuaria” anche se mi risulta che lo stesso servizio non si è mai svolto come richiesto dal regolamento tuttora vigente.

Discorso ancor più scandaloso è il servizio pulizie all’interno dei locali dell’asta, che si dovrebbe svolgere 4 giorni a settimana con 12 ore totali e quindi distribuendo 3 ore al giorno con un’unica unità operativa. Come è possibile, con sole 3 ore a disposizione, riuscire a pulire efficacemente uno spazio così ampio e così strutturato? Nel capitolato del servizio pulizie del mercato all’art. 8 si elen-cano macchinari che in parte non esistono o sono palesemente obsoleti, e con materiale per le pulizie praticamente inesistente.

Il Mercato Ittico è una struttura che potrebbe essere il fiore all’occhiello del commercio pescarese, e che invece oggi vive nell’anarchia più totale. Sollecito la maggioranza in Consiglio Comunale, i re-sponsabili dei vari servizi, il C.te della P.M., gli armatori e le varie associazioni di consumatori af-finché si torni all’applicazione delle regole – che esistono! –, partecipando in modo fattivo alle atti-vità commerciali relative alla vendita del pesce, e pretendendo che ciò che un’aula consiliare ha vo-tato venga finalmente rispettato e condiviso con i cittadini tutti". Si legge così in una nota del consigliere comunale del M5S, Massimiliano Di Pillo.

L'Aquila. In Abruzzo nessuna modifica in extremis alla legge elettorale. La vittoria è del M5S che ha costretto, dopo giorni di ostruzionismo, la maggioranza a ritirare le modifiche alla legge elettorale. “La Democrazia è stata tutelata in Abruzzo” commentano i consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi “le soglie di sbarramento non saranno innalzate permettendo così a tutte le forze politiche di avere una propria rappresentanza in Consiglio. Ci siamo battuti con fermezza ed oggi siamo soddisfatti di questo risultato poiché la maggioranza ha dovuto cedere proprio su quegli elementi che andavano ad intaccare quello che per noi rappresenta l’anima del dibattito politico: la rappresentanza di tutti i cittadini. Ottenuto questo grande risultato non ci interessano quei punti che riguardano meramente la dinamica partitica sulla formazione delle liste e delle coalizioni della vecchia politica. Il M5S ha assunto sin dall’inizio della sua entrata nelle istituzioni un metodo diverso che anima lo spirito di partecipazione. E non abbiamo mai avuto bisogno di una legge che ce lo imponesse”. Questa la dichiarazione del M5S a margine della commissione Statuto.

Chieti. Domani mattina il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la Delibera con la quale il servizio di gestione dei parcheggi a pagamento passerà da Blu Parking a Teate Servizi.

“Un importante momento di svolta – a parere del MoVimento 5 Stelle teatino – che abbiamo sempre ritenuto auspicabile, anche mesi fa, quando il Sindaco con una scelta certamente inappropriata e non motivata, aveva stabilito di volerlo invece affidare a Chieti Solidale”.

Ma le modalità con le quali la Giunta ha deciso questa inversione di rotta non sono ritenute valide né credibili dai Consiglieri pentastellati. Ottavio Argenio, capogruppo del M5S teatino sostiene infatti che sia la delibera, sia l'iter amministrativo, risultano affetti da profili di illegittimità e da altre criticità che rischiano di avere riflessi negativi sulla concreta attuazione del provvedimento.

“Il Consiglio - secondoArgenio - rischia di approvare un provvedimento inutile dal punto di vista dell'erogazione del servizio ed addirittura dannoso per gli equilibri del bilancio posto che è stata nuovamente sottovalutata la pendenza dei giudizi tra Comune e Blu Parkinge che la risoluzione del contratto non è stata ancora dichiarata da alcun provvedimento definitivo e non è detto, purtroppo, che ciò accada”.

Inoltre, continua Argenio, “abbiamo riscontrato un altro problema in Commissione bilancio. Gli Uffici del Comune hanno omesso un atto fondamentale: la valutazione della convenienza economica dell'affidamento in house, ritenuta da costante giurisprudenza amministrativa, un fondamentale requisito di legittimit&agrave ; di queste delibere.

Ci è stato risposto che la valutazione di convenienza è stata omessa per non perdere tempo ma trovo assurdo – continua il Capogruppo - che con una serie di contenziosi in atto, si commettano errori così grossolani che prestano il fianco ad ulteriori iniziative dilatorie da parte di chi ha tutto l'interesse a mantenere invariata la situazione attuale.

Un eventuale nuovo ricorsoinfattifarebbe perdere molto più tempo di quello necessario a completare l'iter amministrativo nel pieno rispetto di norme e principi”.

Secondo il capogruppo del MoVimento 5 Stelle queste irregolarità sono attribuibili a cause ben determinate.

“Innanzitutto il modo di agire frettoloso e quindi approssimativo del Sindaco e dell'Assessore al bilancio, alla continua ricerca di escamotage necessari a far quadrare, almeno sulla carta, i conti pubblici. Così facendo portano in Consiglio provvedimenti assurdi dal punto di vista delle scelte politiche e finanche illegittimi sotto il profilo giuridico. Oltre a ciò, secondo i Consiglieri del MoVimento, “emergono responsabilità anche a carico dei Dirigenti degli Uffici che, dato il ruolo che rivestono, dovrebbero conoscere approfonditamente norme e principi di diritto ed applicarli alle Delibere sulle quali appongono il loro parere. Nel caso dei parcheggi a pagamento per Argenio, “ci saranno degli importanti riflessi negativi sulla qualità del servizio e come sempre, il capro espiatorio sarà la società chiamata alla gestione in house: I parcheggi coperti non avranno più orario continuato h24 ma chiuderanno alle 21:00 per poi aprire il mattino alle 07:00. Spariranno gli ausiliari del traffico che fino a ieri hanno garantito la sicurezza dei bambini all'entrata ed all'uscita dalle scuole. Risulterà notevolmente ridimensionato il numero di persone addette al controllo della regolarità dei pagamenti”.

“Siamo alle solite – concludono i Consiglieri del MoVimento – poche idee confuse e adottate con provvedimenti raffazzonati ed approssimativi che sacrificano i servizi resi alla città all'unico scopo di mistificare e dare una falsa rappresentazione dei conti pubblici".

Pescara. "Parola d’ordine: spremere l’Abruzzo fino alla fine. E’ questo il motto del PD morente che tenta un ultimo colpo di coda per cercare di "non perdere troppo" alle imminenti elezioni regionali. Tanta la paura della debacle, che tentano di cambiare le regole del gioco il giorno prima di quello che sarà l'ultimo consiglio regionale della legislatura. E se per farlo c’è da calpestare regolamenti e leggi regionali poco importa, quello che conta è una poltrona garantita".

E’ questo il commento dei consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, riguardo le modifiche della legge elettorale proposte dal PD. “Non si salva nessuno” incalzano” neanche il centro destra, che prova ad inserire qualche modifica ad personam nella legge, invece di combatterla con le unghie e con i denti. Stanno provando ad inserire il raddoppio della soglia di sbarramento all’8% per le liste che corrono da sole e del 3% per le liste che andranno in coalizione. E non vengano a raccontarci che tutto si fa in nome della governabilità, poiché in Abruzzo è già garantita dal premio di maggioranza della lista vincente. Addirittura hanno inserito una sorta di premio di consolazione che assegnerebbe un seggio in più alle coalizioni (che non vincono le elezioni) sottraendolo alle forze politiche che corrono da sole. Dunque ad una sola: il MoVimento 5 Stelle".

Quello che stanno tentando è l’attuazione dello scippo di qualche poltrona in più per le grandi coalizione perdenti attraverso una ripartizione diversa dei seggi e per farlo devono eludere completamente la rappresentanza di quei partiti che si presentano da soli alla competizione elettorale. Inoltre tentano di aumentare il numero dei consiglieri regionali inserendo la figura del “supplente” dell’assessore in carica."

Continuano "Il tutto in spregio dell'art 14 dello statuto di Regione Abruzzo che vieta espressamente di modificare la legge elettorale nei 6 mesi precedenti al voto. Giusto ieri il Presidente-senatore D'Alfonso ha dichiarato che si tornerà al voto a novembre. Delle due l'una o stanno deliberatamente e coscientemente violando lo Statuto della Regione oppure Luciano D'Alfonso ha deciso di rinunciare alla tanto agognata poltrona da Senatore. Come se non bastasse ricordiamo le dichiarazioni del 2014 di Luciano D'Alfonso in cui, criticando l'ex presidente Chiodi per aver modificato la legge elettorale "solo" 6 mesi prima delle elezioni, prometteva che lui l'avrebbe cambiata ad inizio legislatura. Ma quanto valga una promessa del presidente D'Alfonso lo sappiamo bene: nulla."

Anche se i sondaggi danno il M5S in netto vantaggio rispetto a tutte le altre forze politiche e Sara Marcozzi, addirittura avrebbe tra il 50 e il 54% di gradimento degli abruzzesi, affermano i portavoce M5S “Noi continueremo a lottare affinché tutte le correnti politiche siano equamente rappresentate nei banchi dell’opposizione del consiglio regionale, in nome dei principi democratici costituzionalmente garantiti. La battaglia è lunga e domani sicuramente si preannuncia un consiglio regionale infuocato".

Montesilvano. "Abbiamo depositato una interpellanza urgente per il prossimo consiglio comunale, con la quale chiediamo conto di alcune decisioni della giunta Maragno riguardanti le spiagge libere nel Piano Spiaggia Comunale" - riferisce il capogruppo M5S in Consiglio, Cristhian Di Carlo.

"Contestiamo innanzitutto che la delibera sia stata approvata in Giunta. Secondo noi il documento andava portato in consiglio comunale, dove sarebbe stata sicuramente oggetto di modifiche e miglioramenti, pena il rischio della non approvazione. La Giunta ne ha invece impedito la discussione, giustificandosi sostenendo che il Piano è un semplice recepimento del Piano Regionale e non prevede variazioni del carico urbanistico. Ma le definizioni contenute nelle ultime normative nazionali definiscono "carico urbanistico" anche gli spazi pubblici e lo spostamento e l'allargamento applicato alle spiagge libere secondo noi costituiscono una alterazione del carico. Si configurano inoltre, a nostro avviso, mutamenti di destinazione d'uso, come nel caso della spiaggia libera concessa alla Guardia di Finanza."

"La legge regionale di riferimento, inoltre, prevede un fronte massimo di mt. 50 per le concessioni già esistenti aventi un fronte inferiore - prosegue Di Carlo -. Noi contestiamo l'ampliamento della concessione alla Guardia di Finanza che, sottraendo spazio alla spiaggia libera, è stata portata a 66mt contro i 36mt iniziali."

Il Movimento 5 Stelle ha raccolto le segnalazioni e le rimostranze di molti cittadini e alcuni comitati. "I cittadini, informati solo a cose fatte da una presentazione in pompa magna, si sono visti sottrarre un tratto di spiaggia libera (quello antistante via Torrente Piomba), senza la possibilità di dire la propria opinione, senza contraddittorio. Il consiglio comunale, rappresentazione dei cittadini nelle istituzioni, a nostro avviso è stato scavalcato."
"Il M5S è sempre a difesa dei cittadini - conclude Di Carlo - e saremo pronti a far battaglia al loro fianco in tutte le sedi opportune, per far valere i nostri diritti."

Chieti. "I 5 milioni di Euro di debiti accumulati dal Comune nei confronti di Formula Ambiente e CNS fanno parte di quell'enorme massa di residui che contribuiscono a determinare l'evidente squilibrio del bilancio del nostro ente e certifica il totale fallimento della Giunta Di Primio incapace di concretizzare le azioni che, sulla carta, avrebbero dovuto determinare la riduzione dell'enorme disavanzo accumulato negli ultimi anni".

“Questa situazione ci impone l'obbligo di fare chiarezza e pertanto abbiamo deciso di proporre accesso agli atti al fine di ottenere la copia di tutte le fatture non pagate e delle determinazioni dirigenziali perché ci sembra assurdo che un Comune possa ricevere richiese di pagamento così ingenti e soprattutto reiterate da parte della stessa azienda. Ricordiamo infatti che già in passato Comune di Chieti e Formula Ambiente hanno sottoscritto una transazione milionaria che ha inciso non solo sulla tariffa della TARI versata dai cittadini ma anche sugli stessi conti del Comune”.

Così i portavoce in Comune del MoVimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo che peraltro annunciano la proposizione di questioni pregiudiziali nel corso del prossimo Consiglio comunale previsto per sabato 28.

“In Consiglio – dice Ottavio Argenio – verrà discussa una Delibera di modifica della TARI 2018 perché gli uffici anche questa volta, hanno commesso un errore nel calcolo. A nostro avviso si tratta di una delibera illegittima perché le tariffe non possono subire variazioni nel corso dell'anno a meno che si tratti di manovre di ri-equilibrio del bilancio e non pare essere questo il caso”.

Secondo Manuela D'Arcangelo, “Questa è la prova che in Comune, nonostante le parole del Sindaco, si continua a lavorare con superficialità ed in assenza di una vera e responsabile programmazione che conduca a risultati certi in tempi altrettanto certi”.

Le parole dei due consiglieri questa volta trovano ampio riscontro nel parere del Collegio dei Revisori dei Conti reso a margine della Delibera relativa agli equilibri di bilancio.

“Se anche i Revisori dei conti – osserva Ottavio Argenio – arrivano ad esprimere un giudizio così evidentemente negativo, dopo che gli stessi avevano accordato fiducia all'amministrazione Di Primio, significa che non c'è stato il benché minimo riscontro oggettivo alle parole rassicuranti espresse fino ad ora dal Sindaco e dall'Assessore al bilancio: tutte chiacchiere e zero fatti”.

Peraltro, questa volta non possiamo non evidenziare il parere del Dirigente dell'Ufficio finanziario del Comune che si pone sulla stesa lunghezza d'onda dei revisori: anche il Dott. Rispoli infatti avvisa la Giunta che il contenuto della Delibera relativa all'assestamento ed alla salvaguardia degli equilibri è da considerarsi aria fritta se non suffragato da riscontri oggettivi che lo stesso indica nella individuazione dei soggetti responsabili e delle azioni da porre in essere da parte di questi, dei tempi necessari alla adozione delle misure e dei risultati del controllo analogo.

Ebbene – conclude Argenio – sono mesi che sentiamo la stessa canzone da parte di Sindaco ed Assessore ma di risultati nemmeno l'ombra. E' evidente quindi che il Collegio dei Revisori dei Conti abbia indicato l'unica strada percorribile che è quella della dichiarazione del pre-dissesto, atto che non può che essere imputabile a questa amministrazione e non certo su chi sarà chiamato a prenderne il posto.”

Pescara. Si è tenuta questa mattina a Pescara la conferenza stampa che ha visto la partecipazione dei Consiglieri Regionali del M5S, Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi, con loro le associazioni di categoria Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casa artigiani. Sul tavolo c’è la legge approvata nella scorsa seduta di Consiglio che aprirebbe la strada all’insediamento di nuovi centri commerciali e gallerie commerciali. I cinque stelle attaccano la maggioranza di questo governo regionale che “ancora una volta dimostra di non avere una visione del futuro, dell’economia di questa regione e del suo territorio”. Secondo i Consiglieri regionali M5S, infatti, il progetto di legge avente ad oggetto “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali degli ex-consorzi” non sarebbe altro che “un colpo di coda pre-estivo per trasformare le aree industriali degli ex-consorzi confluite in ARAP, in aree destinate all’insediamento di strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, aree commerciali e altri usi di dubbia utilità sociale”.

L’ITER LEGISLATIVO
Per spiegare al meglio il grido dall’arme lanciato dai consiglieri del M5S è importante ripercorrere l’iter legislativo:
Il 17 Febbraio 2015, il Consigliere Olivieri presenta un progetto di legge avente ad oggetto “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali del Vastese”. Un progetto di legge che, già solo per il titolo, probabilmente imbarazza alcuni membri della stessa maggioranza di governo e che resterà per sempre chiusa nei cassetti della Commissione.
Ma il 12 Luglio 2017, lo stesso Consigliere Olivieri ripresenta un nuovo progetto di legge, questa volta con un titolo di poco diverso dal precedente “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali degli ex-consorzi”. Seppur con un titolo di poco diverso, di fatto, il testo di legge resta pressoché uguale al precedente progetto di legge. A differenza del primo, però, questa volta la legge approvata nella scorsa seduta del Consiglio Regionale apre a tutte le sedi territoriali dell’ARAP: Vasto, Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona. Una vera e propria beffa per i commercianti di quelle zone.


LE STRANE COINCIDENZE
Una legge evidentemente partita male e finita peggio, infatti l’art.2) prevede “I Benefici di cui all’articolo 1) sono esclusi per gli immobili […] che ricadano nelle aree consortili ubicate a ridosso dei porti regionali, a valle dell’esistente tracciato ferroviario della linea adriatica”
Appare del tutto evidente che nessuna delle sedi territoriali dell’ARAP, fuorché quella di Vasto, sia in una di queste condizioni, ovvero “a ridosso di un porto” e “a valle del tracciato ferroviario della linea adriatica”.
Ci sono linee ferroviarie adriatiche che passano per Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona?
E ancora. Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona sono per caso cittadine di mare?

“La competenza a modificare il cambio di destinazione d’uso di queste aree appartiene ad Arap che le esercita attraverso il Piano Regolatore Territoriale (PRT). E’ evidente che questa legge, seppur ben congeniata per assecondare gli interessi locali, non rispetta quelle caratteristiche di astrattezza e generalità che una legge dovrebbe avere” dichiarano Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi. “Chiediamo al Presidente di Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, di non promulgare questa legge e non costringerci a segnalare al Consiglio dei Ministri l’evidente illegittimità costituzionale del testo approvato in Consiglio. Riteniamo che l’Abruzzo, stante l’elevato livello di concentrazione di centri commerciali già presenti sul territorio, debba evitare qualunque provvedimento che possa incentivare insediamenti di questo tipo. Abbiamo bisogno di tornare a valorizzare i centri storici, i negozi di vicinato e non, al contrario, assecondare le mire di qualche speculatore che non farà altro che desertificare le nostre città. Lo stesso vale per le strutture ricettive. Che senso ha” si domandano Marcozzi e Smargiassi “favorire la costruzione di strutture alberghiere o extra alberghiere in aree industriali, quando tutte le realtà più lungimiranti programmano il governo del territorio cercando di valorizzare i centri storici?”

 

LE ASSOCIAZIONI

“Il Progetto di legge” commenta Daniele Erasmi Presidente Regionale di Confesercenti Abruzzo, “di fatto stravolge uno dei cardini della riforma tanto attesa nella nostra Regione. Un progetto che rischia di essere apripista della più grande speculazione finanziaria ai danni del commercio urbano da almeno 20 anni a questa parte. Ringraziamo il gruppo consiliare del M5S per aver accolto l’accorato appello della nostra associazione a bloccare o abrogare l’ennesima sveltina su possibili nuovi centri commerciali addirittura su aree industriali”.

“Ci vediamo costretti a disapprovare senza se e senza ma la nuova legge regionale” aggiunge Marisa Tiberio, Vice Presidente regionale di Confcommercio Abruzzo “Se qualcuno vuole giocare con noi al gioco delle tre carte non ci stiamo e non ci saremo ad avallare questa proposta di legge. Chiediamo al Presidente D’Alfonso e All’assessore Lolli di bloccare un atto che danneggerebbe un settore già gravemente in crisi come il terziario di mercato che ha dovuto subire per decenni le conseguenze nefaste di scelte miopi che sono andate esattamente nella direzione contraria dell’interesse dell’intero Abruzzo, della sua economia, del lavoro e dell’occupazione".

L'Aquila. "Riteniamo l'ordinanza del Tribunale de L'Aquila, riguardante la decadenza di Luciano D'Alfonso, non condivisibile e quindi ne annunciamo l'impugnazione in tempi brevissimi. Il presidente D'Alfonso è stato già proclamato senatore dalla Corte d'Appello de L'Aquila il 16 marzo e da quel momento è divenuto a tutti gli effetti componente del Senato integrando l'incompatibilità sancita dalla Costituzione secondo cui "Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento" commentano così i ricorrenti.
Il Tribunale, facendo propria la tesi di D'Alfonso e sorprendentemente in contrasto con numerosi pareri di illustri costituzionalisti, sostiene che il Senatore che si trova in situazione di incompatibilità possa optare per uno dei due incarichi fino a che non sia intervenuta la convalida della sua elezione da parte del Senato.

"Il Tribunale nella sentenza, di fatto, sostiene che la proclamazione non sia ancora avvenuta e avverrà solo a seguito del giudizio di convalida. Ma proclamazione c'è già stata: il 16 marzo da parte della Corte d'Appello. Inoltre, il tribunale non ha tenuto conto dell'esistenza del parallelo procedimento in Consiglio Regionale volto ad accertare l'incompatibilità e la permanenza nel ruolo di Presidente di Regione, in caso di sopravvenuta elezione al Senato. Questo procedimento si svolge, sulla base di leggi nazionali e regionali, in maniera del tutto autonoma dal procedimento senatoriale. Si può svolgere dinanzi alla Giunta per le elezioni regionale oppure dinanzi al Tribunale ordinario".
Con l'ordinanza odierna, il Tribunale de L'Aquila ha dichiarato che il Consiglio regionale
dell'Abruzzo non avrebbe mai potuto chiedere a D'Alfonso di optare tra uno dei due incarichi e mai avrebbe potuto dichiararne la decadenza dalla carica di consigliere regionale perchè il procedimento legittimo sarebbe solo quello che si svolge dinanzi al Senato.
"La domanda è: se a decidere è sempre e comunque la Giunta per le elezioni del Senato, che senso ha prevedere nell'ordinamento italiano anche la possibilità del Giudizio dinanzi alla Giunta per le elezioni della Regione o lo stesso ricorso al Tribunale ordinario?" commentano.
"Per noi questa interpretazione non è condivisibile. Abbiamo avanzato al Tribunale una domanda chiara: dichiarare la sussistenza della incompatibilità, e la successiva decadenza, dalla carica di consigliere regionale e presidente di regione, non di certo da Senatore. In sostanza abbiamo chiesto se fosse possibile “appartenere”, contemporaneamente, al Consiglio regionale dell'Abruzzo e al Senato della Repubblica. Non ci sembra che sia stata data risposta a ciò. Pertanto, ricorreremo in appello."

Montesilvano. "Montesilvano è una città di mare ma non ha più i parcheggi per andare al mare - attaccano i consiglieri comunali M5S Ballarini, Di Carlo e Straccini. L'immobilismo e l'inadeguatezza della giunta Maragno sono ormai innegabili, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti".
Si legge così in una nota dei consiglieri comunali del M5S Montesilvano, che prosegue: "Per questo motivo, senza indugio e con spirito propositivo, abbiamo depositato un documento urgente in cui si richiede l'immediata predisposizione dell'area esterna di Villa Delfico, di proprietà comunale, a parcheggio. In questo modo, pur se con qualche sacrificio, i bagnanti che devono utilizzare obbligatoriamente l'auto, potranno finalmente recarsi in spiaggia senza dover penare per posteggiarla.
Alle pastoie burocratiche con cui i vertici politici di Comune e Provincia si stanno avviluppando, bisogna rispondere con un taglio netto del nodo - insistono i pentastellati. Occorre decidere e agire in fretta, per non compromettere ulteriormente l'immagine e gli interessi della città e degli operatori.
Successivamente si penserà al come e al perchè tutto questo sia potuto accadere. Noi e molti cittadini un'idea ce la siamo già fatta".

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