Chieti. Stamane a margine dei lavori di Consiglio comunale, il Sindaco di Chieti Umberto Di Primio avrebbe dichiarato che la responsabilità per la situazione di crisi economico-finanziaria in cui versa l'ente sarebbe da attribuire ai cittadini che evadono le tasse.

Secondo i Consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo si tratta dell'ennesimo goffo tentativo del Sindaco di esonerarsi da responsabilità che ormai nessuno può più nascondere.

Secondo Argenio, “Siamo di fronte all'ennesima sciocchezza di un Sindaco che in una sorta di delirio onirico cerca di convincere sé stesso ed i pochi che ancora gli danno credito, che lui non ha nessuna responsabilità per quello che sta avvenendo nel nostro disgraziato Comune”.

“La verità – prosegue il Capogruppo del M5S - è ben altra e le responsabilità di Di Primio che amministra Chieti da ormai 8 anni, sono tali e tante da essere ormai ingombranti.”

“Alcuni esempi possono far comprendere meglio di cosa stiamo parlando: questo Sindaco ha sottoscritto un accordo milionario con la società Formula Ambiente relativamente alla raccolta differenziata che di fatto, ha comportato un sensibile aumento della TARI a carico dei cittadini con un contestuale aumento delle difficoltà di pagamento. A nostro avviso il Comune non doveva riconoscere alcunché a Formula Ambiente poiché il Capitolato d'appalto ed il successivo contratto non prevedevano oneri ulteriori a carico dell'ente. Quindi o il contratto era stato redatto da persone poco capaci o è stata poco avveduta l'Amministrazione”.

“Ma abbiamo anche altri esempi – continua la D'Arcangelo - come la cronica incapacità di attrarre finanziamenti e di programmare interventi mirati. Basti pensare ai 700.000 Euro che il Comune non è riuscito a farsi accreditare per il lavori di manutenzione degli asili nido. Situazioni come questa sono il preludio al riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Per non parlare dei premi che vengono pagati ai Dirigenti degli uffici senza che sia stata mai fatta una corretta operazione di valutazione delle performance cioè dei risultati realmente conseguiti ai quali sono parametrati i c ompensi.”

“Noi abbiamo provato a chiarire la situazione – precisa Ottavio Argenio – nel mese di settembre, quando abbiamo presentato una richiesta all'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale affinché venisse istituita una speciale Commissione d'inchiesta così come previsto dal Regolamento. Abbiamo pensato a questo particolar strumento proprio perché riteniamo che sia necessario, da parte del Consiglio comunale, fare estrema chiarezza anziché continuare a dar credito alle sirene di una amministrazione ormai allo sbando, il cui vertice pensa solo ed esclusivamente al suo futuro politico. Riteniamo che sia inconcepibile attribuire la responsabilità della tensione economico-finanziaria ai cittadini senza sapere a quanto realmente ammonta l'evasione e quale peso ha sulla situazione deficitaria complessiva del Comune. Abbiamo appreso che la nostra proposta ha ricevuto tutti i visti di regolarità da parte degli Uffici ma ciò nonostante, è ancora ferma in qualche cassetto e non viene presentata all'Assise civica che la dovrebbe discutere e votare. Proprio questa mattina, durante la seduta di Consiglio comunale che ha visto approvare il nostro ordine del giorno relativo al Poliambulatorio di via De Litio, sono stato costretto ad intervenire al fine di ammonire l'Ufficio di Presidenza affinché quella proposta sia messa tra i punti all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale. Siamo stanchi dell'incompetenza di questo Sindaco e delle persone delle quali si è circondato e riteniamo che nessuno possa più accontentarsi di proclami e chiacchiere. Chieti ha assoluto bisogno di fatti!".

L'Aquila. Un esposto indirizzato a Prefettura, AGCom e Co.Re.Com, per segnalare l’infrazione della legge sulla par condicio da parte di Luciano D’Alfonso che sembrerebbe più volte aver strumentalizzato l’Ente Regione per una campagna mediatica volta alla promozione della sua immagine personale come candidato nel listino plurinominale del senato in quota PD. Una denuncia firmata dai consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e dal deputato Gianluca Vacca. Nel mirino dei 5 Stelle la violazione delle disposizioni dettate dall’art. 9 della Legge n. 28/2000 (comunicazione istituzionale nel periodo elettorale). “Una campagna elettorale in cui la facciata istituzionale nasconde una mera propaganda personale” incalzano “utilizzando strutture e risorse dell’Ente pubblico che nulla dovrebbero avere a che fare con la promozione dell’immagine di un candidato. Basta leggere i comunicati stampa pubblicati dal sito istituzionale di Regione Abruzzo, a seguito di conferenze stampa convocate ad hoc, e poi divulgati sugli organi di stampa locali, attraverso l’ausilio di foto e titolazione che non lasciano margine di dubbio: all'esame delle uscite pubbliche di Regione Abruzzo di quest’ultimo mese” spiegano i 5 Stelle “si evince come le comunicazioni del Presidente non soddisfino i requisiti dell’indispensabilità per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni e della forma impersonale, così come dettato dall'articolo 9 della Legge n. 28/2000”.

La legge di riferimento recita testualmente: "dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

“Alla luce dell’articolo citato” affermano ancora Marcozzi, Pettinari e Vacca “le comunicazioni, con cui il Candidato e Presidente D’Alfonso ha occupato le pagine dei quotidiani e i siti istituzionali di Regione Abruzzo, dovevano essere rimandate in un momento successivo alla data di svolgimento delle elezioni politiche e, comunque, qualora fossero giudicate improrogabili per urgenza, non dovevano riportare nomi e cognomi di personaggi politici ricoprenti cariche istituzionali, riconducibili ad uno specifico schieramento politico o addirittura candidati alle elezioni in prima persona”.

Ma non solo la legge sembra dar forza al M5S, anche la Circolare n. 20/2005 del Ministero dell'Interno non lascia spazio ad equivoci laddove precisa che “i singoli soggetti titolari di cariche pubbliche, se candidati, possono svolgere attività di propaganda elettorale al di fuori dell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali purché non utilizzino mezzi istituzionali e non utilizzino altresì argomenti collegabili, direttamente o indirettamente, a qualsivoglia attività amministrativa”.

Ancora più esplicito è il parere del Prof. Pierluigi Mazzella, per sei anni direttore dell'AGCOM, che riporta: “Al Primo ministro, al Governatore, al Sindaco che parla in prima persona si richiede di essere Uomo dell’Istituzione (di tutti), dimenticando di essere Uomo di Parte politica (di alcuni). Tutto ciò è di comune comprensione”. Ed ancora “la comunicazione istituzionale non deve fare altro che favorire e promuovere in termini positivi le attività amministrative, senza avere in sé altra finalità, meno che mai quella diretta all’acquisizione del consenso politico per il Politico-Amministratore”.

“Ancora una volta il Presidente D’Alfonso si macchia di arroganza istituzionale e i dati pessimi che riporta il PD in Abruzzo non possono essere una giustificazione per la sua ansia da risultato” concludono i 5 stelle “se il Governo guidato dal Pd avesse lavorato per gli italiani negli ultimi anni, se la Regione sotto la sua direzione avesse lavorato per gli abruzzesi, oggi probabilmente non dovrebbe scadere in queste squalificanti strumentalizzazioni nel tentativo di strappare qualche consenso in più e forse non si troverebbe a parlare a sé stesso con un megafono. Ci aspettiamo dalle autorità competenti un celere riscontro all’esposto che sicuramente darà ragione alla nostra denuncia.”

Nel dettaglio l’esposto è stato inviato a: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, C.A Presidente AGCom dott. Angelo Marcello Cardani; Al Co.Re.Com Abruzzo alla C.A. Presidente Co.Re.Com dott. Filippo Lucci; alla Prefettura de L'Aquila alla C.A. Prefetto de L'Aquila dott. Giuseppe Linardi; alla Prefettura di Pescara alla C.A. Prefetto di Pescara dott.ssa Gerardina Basilica, alla Prefettura di Chieti alla C.A Prefetto di Chieti dott. Antonio Corona; alla Prefettura di Teramo alla C.A. Prefetto di Teramo dott.ssa Graziella Patrizi.

Pescara. l movimento 5 stelle di Pescara grida allo scandalo per quella che sembra a tutti gli effetti una presa in giro della volontà espressa dal Consiglio comunale sul sorteggio degli scrutatori per le prossime elezioni del 4 Marzo. Sembra, infatti, che la commissione elettorale comunale, che si riunirà domani 9 febbraio, procederà alle nomine degli scrutatori con il vecchio deprecabile sistema della nomina politica diretta, come da tradizionali spartizioni di destra e sinistra.

<Lo scorso giugno> dichiara la consigliera M5s Enrica Sabatini < il Consiglio, dopo una durissima battaglia del M5s, aveva finalmente votato l’applicazione di un nuovo regolamento per la nomina degli scrutatori, con il quale procedere al sorteggio tra gli iscritti all’albo, con l’adozione di requisiti legati alla disoccupazione, alla condizione di studente, esodato, cassaintegrato, soggetto in mobilità ecc. per svincolare il sistema delle nomine da possibili “parentopoli” o “lottizzazione di seggi” così come è accaduto nel nostro Comune da parte di PD, Forza Italia e liste civiche di appoggio di una e dell’altra parte.>

I tempi troppo ravvicinati tra la votazione consiliare e l’appuntamento elettorale anticipato per le politiche, fissato per il prossimo 4 marzo, avrebbe causato un’impossibilità per gli uffici a mettere in atto il nuovo regolamento consiliare e procedere alla stesura del bando pubblico per la richiesta di inserimento da parte dei cittadini nelle specifiche fasce di categorie svantaggiate, per le quali eseguire il sorteggio. E rifuggiandosi dietro questo tecnicismo, la politichetta di destra e sinistra sceglie di non procedere al sorteggio tout court, e continuare, per elezioni così importanti come quelle dei nuovi membri di Camera e Senato, a nominare persone di fiducia segnalate da consiglieri ed assessori.

<Ricorderete certamente> prosegue la consigliera m5s Erika Alessandrini <il tristissimo caso della segnalazione come scrutatrice della figlia dell’ex vice sindaco Enzo Del Vecchio, e la nomina di mogli, fidanzate, cugini e parenti da parte di svariati consiglieri di maggioranza e minoranza, addirittura la segnalazione di elenchi dettagliati di nominati da parte di ciascun consigliere ed assessore, che non sono mai stati resi pubblici nonostante le ripetute interrogazioni in aula. Il Movimento 5 stelle è sempre stato contrario alle “quote” a disposizione di ciascun consigliere o assessore e non ha mai effettuato alcuna segnalazione o indicazione all’ufficio elettorale, anzi ha sempre preteso di escludere qualunque collegamento tra la politica e la scelta di uno specifico scrutatore per evitare, in qualunque modo, che vengano innescati “sentimenti di gratitudine” alla base di possibili istituzionalizzazioni di meccanismi clientelari e/o di voti di scambio.>

Il M5s pretende che la volontà del Consiglio comunale venga rispettata e che si proceda alla nomina degli scrutatori con il metodo del sorteggio, pur se, per questa volta, non si avrà la garanzia di nominare cittadini appartenenti alle categorie più svantaggiate. Le nomine dovranno essere completate entro il prossimo 12 febbraio e ci auguriamo di non trovare alcun “nome eccellente” nelle liste fornite dalla commissione elettorale, di cui fanno parte, come componenti politici, i consiglieri Riccardo Padovano (Partito socialista) e Francesco Pagnanelli (PD) per la maggioranza e Massimo Pastore (FdI) per la minoranza e l'assessore Simona di Carlo (PD) come Presidente.

<La politica deve sollevarsi da quell’atteggiamento strisciante di servilismo e clientelismo in cui per anni, si è mossa> concludono le consigliere < Quello che costituisce un diritto per tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta, deve prescindere dalle conoscenze e dalle raccomandazioni politiche. La politica deve riacquisire la propria dignità morale ed istituzionale e garantire che le nomine degli scrutatori, che non competono alla politica, siano effettuate secondo precisi criteri di trasparenza, imparzialità, indipendenza e rotazione.>

L'Aquila. “L’Abruzzo ha perso 4.206 imprese in 5 anni. I dati arrivano da uno studio condotto dal CNA. A chiudere sono maggiormente le piccole e medie imprese, proprio quelle che danno lavoro al 54% degli abruzzesi.” In sede di bilancio” spiega Sara Marcozzi, “ho presentato un emendamento per dare la copertura finanziaria di 7 milioni all’attuazione della legge 23 del 2009, che va ad intervenire proprio sul comparto artigiano e che pone in essere tutte le iniziative volte al miglioramento e allo sviluppo delle piccole e medie imprese sul territorio.L’emendamento” continua Marcozzi “è stato bocciato da questa Giunta dimostrando ancora una volta disattenzione per le realtà economiche minori che invece a nostro avviso rappresentano il vero motore per lo sviluppo ed il sostentamento economico del nostro territorio. E’ per questo che con parte delle nostre restituzioni abbiamo dato vita al fondo di garanzia per le PMI abruzzesi che, a oggi, ha finanziato 68 aziende della regione Abruzzo. Tutto questo dall’opposizione”.
“A livello nazionale negli ultimi 5 anni” incalza Gianluca Vacca “stando all’opposizione e quindi non governando questo Paese, grazie al taglio dei nostri stipendi abbiamo dato vita a circa lo stesso numero di aziende che hanno chiuso in Abruzzo sotto i governi di centro destra e sinistra. Il mondo del lavoro deve uscire dall’immobilità. Nel nostro programma per il Governo abbiamo impegnato 2 miliardi di investimento per la riforma degli uffici di collocamento ed il Reddito di Cittadinanza. Le strutture che consentono ai cittadini abruzzesi il reinserimento nei luoghi di lavoro devono tornare ad essere efficienti ed il reddito di cittadinanza deve permettere a chi ha bisogno di inserirsi nuovamente nel mercato di formarsi e di trovare un’occupazione senza scendere sotto la soglia di povertà”.

Chieti. La ben nota vicenda dell'autovelox installato sulla Tiburtina Valeria approda in Prefettura a Chieti.

Il MoVimento 5 Stelle ha infatti protocollato una richiesta di chiarimenti al Prefetto Antonio Corona che ha ad oggetto, sia la delimitazione dei tratti rientranti nel centro urbano effettuata dal Comune di Chieti con l'apposizione dei cartelli stradali di inizio e fine del centro abitato, sia la classificazione operata dall'ANAS del Tratto di Tiburtina Valeria sul quale è stato installato l'autovelox.

Secondo i Consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo “l'apposizione dei cartelli stradali di recente operata dal Comune di Chieti non è stata preceduta da una nuova Delibera di Giunta modificativa di quella originariamente adottata ed alla quale è allegata la planimetria descrittiva. La Delibera è un atto necessariamente prodromico all'apposizione della cartellonistica ed a noi non risulta che la Giunta abbia mai adottato un simile atto nell'ultimo periodo né che abbia provveduto a modificare gli allegati planimetrici esistenti.”

“Inoltre, la questione sulla classificazione data dall'ANAS della Tiburtina Valeria, da noi più volte evidenziata – proseguono i due portavoce - continua ad essere ignorata mentre siamo convinti che sia il nodo centrale da sciogliere per comprendere come debba essere concretamente e legittimamente messo in funzione l'autovelox: se con contestazione immediata delle infrazioni, come noi riteniamo o con contestazione differita, come invece è stato fatto funzionare sino ad oggi.”

“La Tiburtina Valeria – precisa Ottavio Argenio - in quello specifico tratto non possiede le caratteristiche tecniche e strutturali previste dal Codice della Strada e dalle norme funzionali per poter essere classificata come di categoria “C” o come di categoria “D”, uniche classificazioni che consentirebbero appunto la contestazione differita delle infrazioni.”

I due Consiglieri quindi, nel ribadire la loro posizione che non è contraria tout court al posizionamento degli strumenti di prevenzione delle infrazioni al codice della strada ma è attenta alla legittimità dell'azione amministrativa, ritengono che la questione debba essere sciolta dal Prefetto anche alla luce delle Circolari che proprio la Prefettura di Chieti ha emanato nel corso degli ultimi anni.

Chieti. Da alcuni giorni intere e popolose zone della città sono escluse dal servizio di trasporto scolastico a causa degli ormai noti problemi degli scuolabus comunali e numerose famiglie sono costrette a subire, inermi, questo ennesimo disservizio.

Il MoVimento 5 Stelle si è occupato di questo problema già nel corso dell'estate del 2017 quando i due Consiglieri comunali, Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo hanno evidenziato i problemi connessi con il servizio e soprattutto le irregolarità con le quali il Comune ha noleggiato i mezzi di trasporto.

“Abbiamo depositato un'interrogazione a giugno che purtroppo ha ricevuto risposta solo nello scorso autunno – precisa Ottavio Argenio – e la nostra intenzione era proprio quella di sollecitare l'amministrazione a programmare meglio questo importante servizio. Purtroppo la risposta è stata del tutto inadeguata ed evanescente visto che l'Assessore Giampietro ha dichiarato che il servizio era regolarmente funzionante ed oggi, questo atteggiamento di intollerabile superficialità, sta producendo gli effetti negativi che sono sotto gli occhi di tutti.”

Secondo i due portavoce “Anche il Sindaco ha evidenti responsabilità visto che, quando si è trattato di fornire risposta alle osservazioni critiche avanzate sul bilancio comunale dalla Corte dei Conti, lo stesso ha dichiarato in Consiglio Comunale la sua intenzione di affidare il servizio a Chieti Solidale, con evidenti benefici per i cittadini e risparmio di spesa per l'ente.

Anche quest'ennesima dichiarazione è rimasta tuttavia, lettera morta come molti dei proclami di Umberto Di Primio. Tanto per ricordarne alcuni, l'affidamento dei parcheggi a pagamento a Chieti Solidale ed i posti di lavoro del progetto In.Te.”

“Ci auguriamo, concludono Argenio e D'Arcangelo, che i cittadini di Chieti abbiano preso coscienza della levatura politica e delle reali competenze delle persone che hanno eletto nel 2015 e che alle imminenti elezioni politiche di marzo, diano un chiaro segnale della loro volontà di cambiamento.”

L'Aquila. “Pochi controlli e quei pochi effettuati hanno messo in luce una serie di non conformità che sembrerebbero non messe in regola. E’ questo il dato saliente dei tanti pubblicati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti sull’attività di monitoraggio e controllo su Strada dei Parchi. Dati che confermano le criticità che abbiamo più volte evidenziato” ad affermarlo sono Sara Marcozzi consigliere regionale e Gianluca Vacca, parlamentare M5S e candidato al proporzionale camera per le politiche 2018. “Quello che emerge è un quadro di controllo ministeriale molto debole, nessun controllo nel 2013, solo 5 ispezioni nel 2014 e nel 2015 e 2016, anni in cui il M5S ha puntato l’obiettivo proprio sulle attività di controllo anche in Parlamento, sono state evidenziate circa 48 non conformità non sanate.
Con questi scarsi risultati” continuano i 5 stelle “i dubbi sull’elargizione di circa 350 milioni di fondi stanziati al gestore di Strada dei Parchi sotto varie forme e la scelta nel corso dell’ultima legge di stabilità di raddoppiare la percentuale dei lavori assegnati in formula diretta senza bando pubblico, stona davvero tanto. Dubbi che abbiamo sempre sollevato e che continuiamo a sostenere anche oggi. Il Ministero si conferma debole con i potenti e potente con i deboli” incalza Gianluca vacca “ non riuscendo ad intervenire sull’aumento vertiginoso dei costi per i cittadini che percorrono il tratto di autostrada ma consolidando la forza di Autostrada dei Parchi nonostante i dati confermino una gestione fallimentare”.

E come se le strade d’Abruzzo non avessero già tanti problemi, il Candidato D’Alfonso continua la sua propaganda politica travestita da attività istituzionale con dichiarazioni fuori luogo sul passaggio di strade provinciali all’Anas. Sa benissimo D’Alfonso” concludono Vacca e Marcozzi“ che il passaggio era già stato deciso dal Ministero e a lui non è attribuibile merito sulla questione”.

Pescara. “Luciano D’Alfonso deve dimettersi da presidente di Regione. Non può farsi campagna elettorale sfruttando le istituzioni, i soldi della collettività abruzzese e il ruolo di Presidente che i cittadini gli hanno affidato per guidare la Regione e non certo per renderla un trampolino di lancio personale verso Roma”. E’ questo il commento del M5S Abruzzo che sulla candidatura di D’Alfonso ha le idee ben chiare e le ha esposte questa mattina in conferenza stampa “Regione Abruzzo è paralizzata in balia della carriera politica di un solo uomo. Sapevamo che sarebbe finita così e lo sapeva anche lui. Quello di D’Alfonso è stato un Governo regionale fallimentare che ha portato l’Abruzzo ai minimi storici per trasporti, sanità, ambiente e occupazione. Negli ultimi 3 anni, che coincidono con il Governo di Luciano D’Alfonso, L’Abruzzo ha perso 15mila posti di lavoro, 2500 imprese hanno chiuso i battenti e 11mila abruzzesi hanno lasciato la regione per cercare lavoro altrove. Questi sono i dati al di là della propaganda incessante alla quale Luciano D’Alfonso sottopone i cittadini abruzzesi dal 2014.

E per uscire fuori da questa drammatica situazione il presidente fugge verso Roma per nascondere il nulla che in quattro anni ha prodotto il suo Governo Regionale. Ora l’importante per D’Alfonso è prendere quel posto. E non importa quanto bisogna spararla grossa per avere una poltrona in Senato: dal taglio dello stipendio alle promesse da marinaio fatte ai pescatori. Fino addirittura a smascherare il pessimo lavoro svolto sul riordino Sanitario in Abruzzo, che secondo il Presidente, appunto, sarebbe risanato solo con la sua candidatura al Senato. Un uomo in affanno” affermano i 5 stelle “che cerca di giustificare goffamente una scelta infelice e prova a raccattare voti sbandierando promesse già disattese. Nonostante non abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale nel 2014, oggi ci riprova con nuove roboanti e irrealizzabili promesse”.

Ma c’è di più e a spiegarlo questa volta sono i consiglieri regionali che hanno richiesto un parere tecnico agli uffici di Regione Abruzzo secondo il quale “Lolli non potrà guidare la Regione al posto di D’Alfonso” e quindi, quello che il Presidente lascerà sarà un Abruzzo senza guida, con le ferite inflitte da un governo regionale pessimo che ha avuto come scopo, sin dall’inizio, il volo verso Roma per il Presidente e per alcuni suoi fedelissimi consiglieri. Con le regole del M5S l’impresentabile D’Alfonso non si sarebbe neanche potuto candidare. Ma davvero serve una regola per non lasciare l’Abruzzo per una poltrona più comoda?

Da senatore promette di tagliarsi lo stipendio mai in questi 4 anni ha sempre bocciato la proposta del M5S sul taglio ai costi della politica. Un esempio, questo, che vale più di mille parole per spiegare l’inaffidabilità di chi ha già disatteso, deluso e distrutto la regione. Ma lui questo lo sa bene” concludono i 5 stelle “l’essersi candidato in un seggio blindato come quello del capolista al plurinominale è l’ultimo colpo di schiena di un uomo che sa di essere politicamente finito come consenso e credibilità. Se fosse così forte come ripete continuamente, si sarebbe candidato su un uninominale e non in un posto sicuro e blindato”.

Probabilmente, visti i sondaggi che danno il Pd perdente su tutti i fronti, quello che il presidente aspira a fare il Ministro di un “Governo dell’inciucio” tra centro destra e centro sinistra.

L’Abruzzo merita ben altro, merita di essere rappresentato in Parlamento, come in Regione, da persone che abbiano davvero a cuore il bene del territorio e che non siano attaccate alla poltrona, anzi a due poltrone, come sta dimostrando il (quasi ex) Presidente di Regione Abruzzo”.

Pescara. Ancora non è stata istituita la commissione d’Inchiesta sull’emergenza neve che ha coinvolto anche l’Hotel Rigopiano lo scorso gennaio. Il M5S torna a chiedere chiarezza attraverso le parole del consigliere regionale Domenico Pettinari e dei consiglieri comunali di Penne, Luca Falconetti, Paola Maria Duttilio e Maurizio Fidanza.
“Siamo ancora in attesa di capire se e quali responsabilità ci sono per questa tragedia che ha colpito l’Abruzzo” commenta Pettinari “abbiamo richiesto già lo scorso anno l’istituzione di una commissione d’Inchiesta ma ad oggi da Regione Abruzzo ancora nulla”.
“Questa tragedia” aggiunge Luca Falconetti "ha colpito al cuore la popolazione vestina. Il nostro ricordo va alle vittime ed anche ai loro famigliari. Conoscevamo personalmente molte delle persone rimaste sepolte sotto quella maledetta valanga. Ad un anno da quel 18 gennaio siamo ancora scossi ed il dolore che ha provocato è una ferita aperta che non si potrà mai rimarginare. Chiediamo che sia fatta giustizia” continuano i consiglieri 5 stelle “pretendiamo che, qualora ci fossero dei responsabili a tutti livelli, vengano fuori e paghino per la loro condotta. Abbiamo fiducia nella magistratura e confidiamo nel lavoro che svolge. Anche la politica, però, deve fare il suo percorso, pertanto ci uniamo al consigliere regionale Domenico Pettinari nella richiesta dell’istituzione della commissione d’Inchiesta. Ad un anno dalla tragedia è assurdo che ancora nulla si muova in direzione della trasparenza e della verità”.

L'Aquila. “L’Abruzzo vale… una poltrona sicura al Senato” è questo il commento a caldo dei consiglieri 5 stelle Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, che canzonano lo slogan con cui Luciano D’Alfonso si propose agli abruzzesi nel 2014. Un atto, quello della candidatura al Senato del Presidente di Regione Abruzzo, che non piace ai 5 stelle e neanche a tanti cittadini che sui social hanno mostrato il loro disappunto su questa scelta. “Alla fine il Governatore molla l’Abruzzo per Roma” continuano i portavoce “Forse una poltrona più larga e comoda è stata una tentazione troppo forte per il Presidente di Regione che ha lasciato gli abruzzesi con tante promesse e un pugno di mosche in mano. Un’occasione golosa” incalzano “che l’ego e le tasche di D’Alfonso non si sono fatti scappare. Lasciare il mandato per cui i cittadini lo hanno eletto” continuano “è uno schiaffo a chi gli ha dato fiducia nel 2014. Ribadiamo che per noi l’impegno politico deve tornare ad essere un onore per chi lo prende e non un mero lancio professionale del singolo candidato. L’Abruzzo non è una palestra per il Governo, i cittadini abruzzesi non lo meritano. Dopo aver fatto disastri in economia, lavoro, trasporti, sanità e viabilità mollano tutto e scappano a Roma” accusano i 5 stelle “L’ennesima prova che, probabilmente, per alcuni l’unico interesse sono i soldi e la carriera personale, altro che il bene della gente e del territorio. Mentre il presidente e i suoi fedelissimi, insieme ad altri consiglieri regionali di centro destra, sgomitano per accaparrarsi la poltrona romana, l’unico gruppo consiliare che continua il suo lavoro istituzionale dentro e fuori da palazzo, tenendo bene a mente il mandato che gli è stato conferito dai cittadini, è quello del M5S. Una realtà che qualcuno non vorrà vedere, ma che è l’unica riscontrabile nei fatti. In questi giorni stiamo continuando il nostro lavoro di sindacato ispettivo, stiamo continuando a depositare interpellanze e studiare nuove leggi” affermano “La campagna elettorale la facciamo, ovviamente, ma per le idee e le proposte, non per le persone. E portiamo avanti un programma scritto con i cittadini. Un programma che seguiremo, come abbiamo già fatto, e che non sarà il “lascia passare” per il posto più alto. Il Presidente (quasi) uscente, invece, ha tappezzato nuovamente le città con 6x3 pagati con i soldi dei contribuenti abruzzesi, gigantografie, tra l’altro, che recano una lunga serie di slogan e mancate verità che non raccontano minimamente il reale operato in questi 3 anni di Governo D’Alfonso. D’Alfonso brama una poltrona in Senato, speriamo solo abbia la decenza di dimettersi prima del 4 marzo, il M5S è pronto a governare l’Abruzzo e restituire la nostra regione ai cittadini”.

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