Vasto. "Ieri è stato diffuso un comunicato, a firma del PD provinciale, in merito all’incontro tenuto a San Salvo ed organizzato dalla Sindaca Magnacca, concernente i problemi occupazionali collegati alla attuale situazione di incertezza produttiva del maggior stabilimento industriale della nostra zona, (e non solo) la Pilkington".

Si legge così in una del M5S, che prosegue: "Non si può non osservare che il comunicato oscilla, per quanto riguarda il M5S, tra lo stupidario, l’offesa e una sorta di analfabetismo politico. Prendiamo atto, in primis, che nel PD provinciale o non sanno leggere o non leggono affatto. Solo pochi giorni fa abbiamo scritto che, in risposta ad un comunicato della CGIL, quando viene chiesto alle forze politiche, ai Parlamentari e ai Consiglieri Regionali del territorio, un rinnovato impegno di contrasto della crisi occupazionale che investe il nostro territorio, siamo disponibili - in tutti i livelli istituzionali (Regione, Camera, Senato) - a rappresentare le istanze provenienti dal nostro territorio. Ed è chiaro che vogliamo contribuire a determinarle.

Vogliamo dire ai dirigenti del PD provinciale che il gioco “a chi ce l'ha più lungo” lo lasciamo volentieri a loro. Noi siamo convinti che per sviluppare una strategia concreta di sviluppo economico è necessario comprendere i limiti degli attuali paradigmi che guidano la dimensione produttiva, di servizi, e degli assetti territoriali.Dimensioni rispetto alle quali vi è anche una responsabilità del PD. Solo per fare un esempio, porre l’accento sui caratteri della trasformazione industriale 4.0 deve significare che bisogna rendere evidente anche la contraddizione sociale di fondo, ossia quella tra chi decide e chi subisce le nuove regole produttive.

Sappiamo bene che, non solo il nostro territorio è attraversato da dimensioni di ristrutturazioni produttive di una certa rilevanza, ma lo è anche l’intera Regione: l’Abruzzo ha perso 4.206 imprese in 5 anni (secondo uno studio condotto dal CNA). A chiudere sono maggiormente le piccole e medie imprese, proprio quelle che danno lavoro al 54% degli abruzzesi; 11mila abruzzesi hanno lasciato la regione per cercare lavoro altrove e perso 15mila posti di lavoro.

A chi dobbiamo addebitare questa situazione? Non certo al M5S.
Dobbiamo segnalare agli smemorati e distratti dirigenti del PD provinciale che da cinque anni (ed ancora OGGI, formalmente) ci sono stati governi nazionali a guida PD: e come mai le lavorazioni del vetro non sono tra i lavori usuranti (è vero: loro “portano” presso i ministri competenti;poi se il problema si risolve o meno ,poco importa :e’ stato”portato”)? E qualcuno ha fatto mai la verifica dei Contratti di Sviluppo richiamati? E come mai dal PD provinciale non si sente mai parlare di logistica e trasporti collegati con le attività della Pilkington spa? E chi governa la Provincia delle strade dissestate e deformate della Provincia di Chieti?

Ed ancora: lo sanno al PD Provinciale che solo il M5S si è opposto alla fusione dei Consorzi industriali voluta dal Centro Destra, ma utilizzata subito dopo, con il cambio di maggioranza politica, in primis dal PD? Sanno al PD provinciale che sulla follia di accorpare il Consorzi industriali solo il M5S ha fatto due esposti alla Corte dei Conti e una interrogazione parlamentare?Ed il PD provinciale che dice sulla sparizione di 800.000 euro destinati ad opere essenziali per la Pilkington spa e spariti dalla casse della loro ARAP, guidata da Leombroni nominato da D'Alfonso, PD?

E potremmo continuare all’infinito sulle responsabilità del PD provinciale (e non solo).

Da chi ha questo livello di responsabilità politica non accettiamo e rispediamo al mittente accuse del tipo “Il Movimento 5 Stelle non permette di parlare al Deputato del territorio Grippa” oppure “Assente il senatore Castaldi: i nuovi governanti 5 Stelle in sostanza non prendono impegni per i lavoratori”. Al contrario del Pd, noi non facciamo vuoti annunci e non spariamo promesse irrealizzabili per imbonire l'elettorato. Non ci piace dire “faremo”, preferiamo ascoltare e poi dire “abbiamo fatto”, dopo aver individuato soluzioni concrete e fattibili. E vere.

Vi lamentate della presunta nostra assenza,(che è una falsa accusa) invece di scusarvi per i problemi causati dalla vostra presenza. Sarebbe stato il minimo, ma ormai siete fuori tempo massimo anche per fare mea culpa: state scomparendo inesorabilmente, come hanno dimostrato le ultime elezioni.Per il bene del Paese, non possiamo che augurarci una maggiore “assenza” del Pd dal panorama politico e che l'esclusione dal Consiglio regionale della Valle D'Aosta, dove non siederete nemmeno come opposizione, sia soltanto un primo e buon inizio.

Se e quando uscirete da questa dimensione delirante ed allucinata, vi spiegheremo - sperando in una vostra comprensione - del come siamo disponibili ad una battaglia per ridare, in primis, dignità al nostro territorio, attraverso una sua rivitalizzazione sostenibile. Una nuova e diversa infrastrutturazione del territorio, la pianificazione delle infrastrutture anche digitali deve avvenire in funzione di un territorio più connesso al suo interno e verso il mondo che lo circonda.

Senza un degno sistema di trasporti, di reti (stradali , ferroviarie, digitali,territoriali) non si ha attrattività, non si valorizzano le risorse ambientali, non si difendono dallo spopolamento le aree interne, non si crea futuro e non si ridetermina una nuova sostenibilità sociale.

Bisogna che vi convinciate che il vostro tempo di governo è terminato (nel Paese) e terminerà a breve (a livello regionale)".

Montesilvano. "In merito alla nota diramata dall'assessore Paolo Cilli sull'abbandono indiscriminato dei rifiuti, noto con soddisfazione che è stato superato l'iniziale scetticismo verso lo strumento delle fototrappole, introdotto grazie ad una mozione del M5S, e che anzi viene espressa la volontà di potenziarne l'utilizzo".
Così in una nota Cristhian Di Carlo, consigliere comunale del M5S Montesilvano, che aggiunge: "Nell'ottica di assicurare un miglior servizio a beneficio della cittadinanza, mi permetto ancora di intervenire: suggerisco di dare massima diffusione alle foto scattate ai contravventori, poiché sono un magnifico deterrente, e di dare maggior risalto al numero verde per il ritiro gratuito per i rifiuti ingombranti. Ho infatti osservato con sgomento che sui manifesti 6x3 affissi recentemente per la campagna contro l'abbandono dei rifiuti, il numero verde, da scrivere con caratteri cubitali, era invece totalmente assente!".

Pescara. La scorsa mattina si è tenuta l’Asta per la vendita della casa di Silvio Buttiglione. L’abitazione è stata aggiudicata ad un offerente. Ma noi non ci fermiamo, siamo sempre stati vicino a Silvio e lo continueremo a fare. Abbiamo aperto un fondo per sostenerlo, un conto corrente che resterà attivo per aiutarlo nel tentativo di trovare per lui una nuova sistemazione". Lo dicono in una nota i portavoce abruzzesi del M5S eletti a tutti i livelli istituzionali.
“Il caso di Silvio Buttiglione è il simbolo dell’enorme battaglia che il M5S porta avanti da anni a tutela della prima casa e dei cittadini vessati ingiustamente dalle agenzie di riscossione. Durante questi anni, gli siamo stati vicini in tanti modi differenti, dell'assistenza legale a quella psicologica. E abbiamo tentato di avviare un negoziato con i creditori per la ristrutturazione del suo debito, negoziato poi fallito per volere dei creditori stessi. Adesso - concludono i portavoce Cinquestelle - si tratta di non lasciarlo solo, di difendere la sua dignità e di consentirgli di ritrovare un barlume di serenità e di fiducia nel futuro. Silvio deve essere il faro acceso su tutti quei cittadini che vivono questo dramma, spesso in solitudine e senza nessuno che li aiuti. Non siete soli.
Per fare una donazione, basta anche un piccolo aiuto con un versamento all'iban: IT47P0305801604100571845941, intestato a Gennaro Donadio.

Pescara. Una proposta di legge per il recupero e il reimpiego dei medicinali inutilizzati in corso di validità con il fine di abbattere la spesa farmaceutica sostenuta da Regione Abruzzo. In Italia la spesa farmaceutica complessiva, pubblica e privata, si aggira intorno ai 30 miliardi/anno di Euro di cui circa 15 miliardi rappresentano i farmaci di fascia A, rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale. L’incidenza dei farmaci sprecati e non riutilizzati in Italia è stimata intorno ai 2 miliardi di euro ogni anno, circa il 7% della spesa totale.

In Regione Abruzzo la spesa per i farmaci di fascia “A” ammonta a 274 milioni di Euro. Si tratta di oltre 9.000 tipologie di farmaci, riportati negli elenchi stilati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), tra i quali i più comuni antibiotici, antinfiammatori, cardiovascolari, antidepressivi. Secondo l'Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali nel corso dell'anno 2016 Regione Abruzzo ha fatto registrare una spesa farmaceutica convenzionata di classe A-SSN pro capite pari a €204,46, ben superiore alla media nazionale che si attesta intorno a €175,25.

La proposta di legge del M5S, a firma del consigliere regionale Sara Marcozzi, presentata questa mattina in conferenza stampa nella Sala D’Ascanio del Palazzo del Consiglio regionale a Pescara, mira ad abbattere proprio questi sprechi prevedendo la possibilità per il cittadino di donare i medicinali acquistati e non utilizzati, contribuendo a far risparmiare la Regione contenendo la spesa farmaceutica e, allo stesso tempo, istituendo una filiera socio assistenziale che tuteli la salute degli abruzzesi e protegga l’ambiente dai rifiuti medicinali. Senza contare l’ulteriore effetto positivo di contrasto alla corruzione e prevenzione dal racket del mercato nero di farmaci e medicinali.

“Tutti noi cittadini” afferma Sara Marcozzi “ci troviamo spesso in possesso di farmaci inutilizzati, questa eventualità può presentarsi in tutti i casi in cui il medico curante ha ritenuto necessario variare una terapia già prescritta a causa dell'inefficacia di quella somministrata oppure per il sopraggiungere di effetti collaterali intervenuti a danno del paziente, fino ad arrivare ai casi di ricovero o decesso dello stesso. Questi farmaci finiscono generalmente nell’immondizia provocando danni ambientali e dando origine ad uno sperpero che invece può essere contrastato”.

La possibilità viene suggerita dall’Unione Europea, con le Direttive 2001/83/CE del 6 novembre 2001 e 2003/94/CE dell’8 ottobre 2003. Tali disposizioni sono state recepite dal Governo nazionale con il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e, in particolare, con l’articolo 157 dove sono individuate le modalità che rendono possibile l’utilizzazione di medicinali non utilizzati, correttamente conservati e in corso di validità.

Altre regioni hanno già dato attuazione al decreto 219, in particolare Regione Veneto in cui i primi due anni di sperimentazione dei progetti pilota della raccolta e del riuso hanno portato risparmi ingenti per le casse della Regione. Spiega Marcozzi “A Vicenza, a fronte di una spesa annua di 100 milioni (per i farmaci di fascia “A” rimborsati dal SSN) il risparmio annuo è di circa 135.000 euro l’anno. Solo a Verona, in meno di 2 anni sono state donate e raccolte circa 17.000 confezioni per un valore di 230.000 euro. Sulla base delle esperienze delle altre regioni, possiamo stimare anche per l’Abruzzo un risparmio medio annuo in una forbice che va dallo 0,05%, nella fase iniziale, fino ad arrivare a regime all’1% del totale della spesa, dunque un risparmio annuo che va da un minimo di 137mila fino a 2,7 milioni di euro”.

“Questi sono i tagli di cui la sanità ha bisogno” conclude Sara Marcozzi “In attesa dell’approvazione di una legge nazionale sull’utilizzo e la vendita dei farmaci monodose, che abbatterebbe i 2 miliardi di sprechi, riteniamo che questo progetto di legge rappresenti il primo e non più rinviabile passo avanti per la nostra regione in termini di tutela della salute e dell’ambiente, contenimento della spesa e civiltà. Pertanto ci auguriamo che venga approvato il prima possibile”.

Vasto. Gianluca Castaldi (portavoce M5S al Senato), Carmela Grippa (portavoce M5S alla Camera) e Pietro Smargiassi (consigliere regionale M5S Regione Abruzzo) inviano una nota congiunta sui gravi problemi di viabilità in Provincia di Chieti.

“La situazione della viabilità nel vastese, nella sua drammatica criticità, - si legge nella nota dei pentastellati - è chiara a noi tutti. La Provincia cosa fa? Prova a sterzare all'ultimo momento, per evitare le buche profonde della propria inefficienza programmatica e di gestione, sperando di non dare troppo nell'occhio.”

Gli eletti vastesi del MoVimento 5 Stelle fanno il punto della situazione stradale nella Provincia di Chieti, ringraziando tecnici e addetti ai lavori per il loro impegno, ma anche evidenziando la sostanziale inerzia della politica di fronte alla sfida dell'emergenza viabilità.

“Tecnici e addetti ai lavori, ai quali va il nostro ringraziamento per l'impegno profuso nello svolgimento delle proprie funzioni, sono alla costante ricerca di soluzioni per rispondere all'emergenza viabilità. Ma con ogni evidenza faticano ad ottenere la considerazione e il necessario appoggio di una classe politica che si mostra sempre più incapace di far proprie le istanze della società civile e dei territori, sorda al grido d'allarme lanciato in questi mesi da cittadini, amministratori locali e operatori economici. Fino a quando? Cosa stanno aspettando?”

Masterplan Abruzzo: parlando dei 9 milioni di euro previsti per l'area vastese dal Decreto del presidente della Provincia di Chieti n. 26 del 27 febbraio 2018, Castaldi, Grippa e Smargiassi avvertono infine sui pericoli di una “corsa al finanziamento” da sfruttare per “allargare il bacino elettorale di qualche sindaco o altro amministratore”.

“È un rischio – continua il comunicato - che il nostro territorio non può permettersi di correre. Vigileremo sull'erogazione dei fondi e sulla gestione degli appalti. Faremo la nostra parte, come sempre.

Nel frattempo, - conclude la nota - rivolgiamo il seguente invito a Provincia e Regione: l'attesa del Masterplan e delle risorse previste non diventino l'alibi perfetto di un altrimenti ingiustificabile e allarmante immobilismo!”.

Pescara. “Appoggiamo pienamente le richieste poste dalle associazioni di primo soccorso che tramite missiva hanno richiesto un tavolo di confronto con la Regione e l’Assessorato competente per discutere sulla revoca dell’avviso comparso sul sito web della Asl Pescara dal 16 aprile, contenente la Manifestazione di interesse per l'affidamento in convenzione dei servizi di soccorso in emergenza con ambulanza con soccorritori trasporto ordinario ( ospedalieri ed extra ospedalieri), con ambulanza con soccorritori”. L’appoggio incondizionato arriva dal Consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, vice Presidente della commissione Sanità, già in prima fila al fianco dell’associazione Croce Rossa nella questione della sede dell’unità operativa provinciale.
“Ancora un attacco ad una categoria che andrebbe, invece, tutelata e protetta" continua Pettinati "I volontari ed il personale di Primo Soccorso in Ambulanza svolgono un lavoro straordinario e la prospettiva di tagliare fondi, già bassi in quanto fermi al 2012, per i servizi di trasporto ambulanza è inconcepibile, soprattutto se si pensa a quanti sprechi in ambito sanitario si effettuano giornalmente nella nostra Regione. Nella missiva, che i volontari hanno inviato alla dirigenza Asl e al Responsabile Corruzione e Trasparenza della stessa, vengono poste argomentazioni assolutamente condivisibili che trovano il pieno sostegno del M5S. Ci impegneremo, seppur dall’opposizione, affinché la maggioranza di Governo regionale dia seguito all’incontro richiesto e tenga conto delle osservazioni poste da chi è sul campo giorno e notte ed al quale va il nostro più sentito ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto”.

L'Aquila. “La maggioranza del Presidente Senatore Luciano D’Alfonso scatta sull’attenti quando si tratta di salvare le due poltrone “dell’Incompatibile”. Ma si dilegua sulla proposta delle opposizioni di votare la modifica della legge elettorale regionale che avrebbe consentito l’introduzione della doppia preferenza di genere. La proposta di legge, a firma dell’Assessore Sclocco, era stata sollecitata più volte dalla Commissione pari opportunità, da ultimo nel corso di un convegno a cui hanno partecipato il Presidente del Consiglio Di Pangrazio e l’Assessore Paolucci che oggi, tra gli altri, hanno votato contro”. Così commentano i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri.

L'Aquila. “Non sussistono cause di incompatibilità tra la carica di Senatore e quella di Presidente della Regione Abruzzo. Con 16 voti contro e 15 a favore il Consiglio regionale d' Abruzzo ha respinto l'istanza di incompatibilità nei confronti del governatore Luciano D'Alfonso, eletto Senatore nelle scorse politiche del 4 marzo. E’ questa la clamorosa decisione che la maggioranza del Governo regionale di Luciano D’Alfonso ha imposto oggi alla nostra Regione, invece di prendere atto dell’incompatibilità, sancita dall’art. 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale, e deliberare la conseguente contestazione di incompatibilità a Luciano D’Alfonso”. Così commentano i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi. “

“Un atteggiamento di prepotenza istituzionale paradossale e in spregio della democrazia” continuano i 5 stelle “Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Ancora una volta la maggioranza pone la carriera politica del Presidente D’Alfonso davanti agli interessi della comunità abruzzese.

Ciò anche in totale spregio del parere degli uffici legislativi del Consiglio Regionale che ben hanno chiarito la totale indipendenza del procedimento di decadenza previsto dal Regolamento del Consiglio regionale rispetto a quello sancito nel Regolamento del Senato. Siamo davanti alla scena più triste nella storia democratica d’Abruzzo: un’intera regione tenuta in ostaggio dalla carriera politica di un uomo appoggiato da una maggioranza di figure deboli che non sono state capaci di difendere i cittadini dall’arroganza istituzionale del Presidente-Senatore Luciano D’Alfonso.

Quello che avrebbe dovuto essere un semplice adempimento burocratico di constatazione delle due cariche è stato rimesso ancora una volta alla volontà della maggioranza di governo solo per agevolare la carriera politica di un uomo.

E gli abruzzesi devono aspettare che tra un impegno e l'altro da senatore, Luciano D'Alfonso trovi qualche ritaglio di tempo per fare il presidente della nostra regione.

Cos’altro deve accadere perché il Presidente D’Alfonso si renda conto che sta facendo il peggio per l’Abruzzo? Prosegue imperterrito la strada dell’equilibrismo fanta-giurisprudenziale, citando come precedenti per lui plausibili Mazzini e Garibaldi, deputati del Regno nel 1866, nella personalissima interpretazione delle leggi a suo abuso e consumo.

Un atteggiamento che è ormai straripato dall’arrogante al patetico. Una Regione intera è paralizzata con la connivenza di una maggioranza che guarda sempre più al proprio orticello e non al benessere dell’Abruzzo. Quello che sta accadendo in questa regione è un caso unico in Italia. Siamo sicuri che gli abruzzesi meritino di meglio e faremo tutto quanto nelle nostre possibilità, tutto quanto la legge ci consente, per ridare all’Abruzzo la dignità persa negli ultimi 10 anni”.

Vasto. I portavoce M5S di Vasto scrivono a Germano di Laudo, segretario generale della Camera del Lavoro Provinciale, per intervenire sulla crisi industriale che in Abruzzo sta riguardando fabbriche come NSG Pilkington e TE Connectivity.

La lettera è firmata da Gianluca Castaldi, portavoce al Senato, Carmela Grippa, portavoce alla Camera dei Deputati e Pietro Smargiassi, consigliere regionale. Lo scopo della missiva è quello di manifestare, da parte del MoVimento 5 Stelle, la disponibilità ad aprire un tavolo di discussione per "costruire una RETE in grado di determinare un nuovo futuro dei nostri territori".

LA LETTERA DEL M5S A GERMANO DI LAUDO

"Al segretario generale della Camera del Lavoro Provinciale
Germano Di Laudo

In questi giorni, a fronte di una evidente situazione di crisi che coinvolge alcune grandi e significative aziende industriali del nostro territorio come NSG Pilkington e TE Connectivity, viene chiesto a forze politiche, Parlamentari e Consigliere Regionali, un rinnovato impegno di contrasto della crisi occupazionale che investe il nostro territorio. Dichiariamo, senza ombra di dubbio, la nostra disponibilità, a tutti i livelli istituzionali (Regione, Camera, Senato), nel rappresentare le istanze provenienti dal nostro territorio. Istanze che vogliamo, nel contempo, contribuire a determinare.

Per sviluppare una strategia concreta di sviluppo economico è necessario comprendere i limiti degli attuali paradigmi che guidano la dimensione produttiva, i servizi, gli assetti territoriali. Solo per fare un esempio, porre l’accento sui caratteri della trasformazione industriale 4.0 deve significare che bisogna rendere evidente anche la contraddizione sociale di fondo, ossia quella tra chi decide e chi subisce le nuove regole produttive.

Sappiamo bene che non solo il nostro territorio è attraversato da dimensioni di ristrutturazioni produttive di una certa rilevanza, ma anche l'intera Regione: l’Abruzzo ha perso 4.206 imprese in 5 anni (secondo uno studio condotto dal CNA). A chiudere sono maggiormente le piccole e medie imprese, proprio quelle che danno lavoro al 54% degli abruzzesi; 11 mila abruzzesi hanno lasciato la Regione per cercare lavoro altrove, 15 mila posti di lavoro sono andati persi.

Il comunicato della CGIL del 16 aprile 2018, nel quale si vuole determinare un coinvolgimento di “rappresentanti istituzionali, imprenditoriali e della politica” per costruire una RETE in grado di determinare un nuovo futuro dei nostri territori, ci trova pienamente concordi e disponibili.

Siamo disponibili ad una battaglia per ridare, in primis, dignità al nostro territorio attraverso una sua rivitalizzazione sostenibile. Una nuova e diversa pianificazione delle infrastrutture, anche digitali, deve avvenire in funzione di un territorio più connesso al suo interno e verso il mondo che lo circonda. Senza un degno sistema di trasporti, di reti (stradali, ferroviarie, digitali, territoriali) non si ha attrattiva, non si valorizzano le risorse ambientali, non si difendono dallo spopolamento le aree interne, non si crea futuro e non si ridetermina una nuova sostenibilità sociale.

Con questo spirito, ribadiamo la nostra disponibilità alla costruzione della rete da voi indicata".

Pescara. Quale sarà il futuro di Pescara e del suo commercio? A giudicare dalle iniziative della classe politica di destra e di sinistra, la città si appresta a divenire lo spettro di se stessa, con i negozi che, sempre più numerosi, abbassano le saracinesche per chiudere definitivamente o trasformarsi in garage, spazi divenuti ormai più preziosi delle vetrine commerciali che, invece, per anni hanno caratterizzato l’economia e la fisionomia della nostra città.

Ma c’è un caso che sta facendo scuola, in negativo. Un caso politico, imprenditoriale, normativo che martedì “sosterrà l’esame di maturità”, quando in Consiglio comunale si dovrà votare il progetto per la realizzazione di un supermercato in via Bologna, in deroga alle norme edilizie e sul commercio.

<Purtroppo sembra che per questa iniziativa privata> commenta la consigliera M5s Erika Alessandrini <le norme che valgono per tutti gli altri verranno disapplicate, alla faccia di quanto continua ad essere scritto nelle aule di giustizia e cioè che “la legge è uguale per tutti”. Purtroppo a Pescara, grazie a chi governa questa città e a chi preferisce astenersi dai giudizi, rischia di essere ridotta ad una pessima presa in giro>.

Così con una variante al piano regolatore prima, e una richiesta di deroga poi, un’area che doveva essere originariamente un parcheggio pubblico al servizio del centro cittadino, un decennio fa, con l’accoglimento di un’osservazione divenne un parcheggio privato, e ora, sempre grazie al voto dei politici che dovrebbero rappresentare la voce dei loro cittadini, rischia di diventare un centro commerciale.

< Un’iniziativa commerciale di oltre 1.200 mq> prosegue la consigliera M5s Alessandrini <che rischia di far collassare definitivamente la rete del commercio di vicinato locale, che dovrebbe rappresentare, per essere votata positivamente, un pubblico interesse. Mi chiedo cosa potrebbe esserci di “pubblicamente interessante” per la nostra città nell’apertura di supermercato che finirà solo per fagocitare le attività di tanti altri piccoli imprenditori che la crisi sta già mettendo a dura prova. Il centrodestra ed il centrosinistra voteranno in aula per assegnare il colpo di grazia.

La deroga alle norme comunali e regionali, che dovrebbero essere sporadici casi isolati per incentivare la riqualificazione urbana, nella città di Pescara stanno diventando all’ordine del giorno ed il caso del centro commerciale di via Bologna rappresenta una delle peggiori speculazioni che si siano mai compiute nella nostra città, e tanto, troppo, ricordano il tristemente noto caso della Pescaraporto, con i tre palazzoni sul mare.>

Va sottolineato che nella commissione consiliare “Gestione del territorio” che ha espresso il parere per la delibera sul centro commerciale di via Bologna, che martedì verrà discussa in consiglio comunale, solo il Movimento 5 Stelle ha votato contro: il centrosinistra si è detto favorevole in modo compatto ed il centrodestra ha scelto di non votare.

< Martedì il M5s sarà dalla parte di chi difende il rispetto della legge e gli interessi dei Pescaresi> concludono insieme le consigliere del M5s Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini. <Faremo la nostra battaglia senza sconti a nessuno e speriamo che questo possa servire a far cambiare idea ai partiti di destra e sinistra, perché mai si difendano gli interessi privati di qualcuno, ma solo gli interessi pubblici di un’intera città.>

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