L'Aquila. "Nella primavera scorsa la Regione Abruzzo ha presentato un bando per l’acquisto di alloggi da destinare agli sfollati del terremoto del 2016/2017. Questa iniziativa è consentita dalla legge n. 45 del 7 aprile 2017, con la quale si è stabilito che le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria possono acquisire (a titolo oneroso) al patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, prioritariamente nei Comuni del cratere sismico e limitrofi, unità immobiliari a uso abitativo agibili o rese agibili dal proprietario. All’esito della gara sono risultati conformi alle richieste 427 appartamenti dislocati in 17 Comuni, per una spesa che sfiora i 68 milioni di euro, la cui copertura è assicurata dalla Protezione civile nazionale".

Così in una nota Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, e Antonio Iovino, dirigente coordinatore del Centro operativo regionale di Protezione civile, che aggiungono: "Le offerte degli alloggi si riferivano ad un prezzo onnicomprensivo, ovvero prevedevano anche gli oneri accessori (spese notarili, bolli, etc) poiché non si può chiedere agli sfollati di pagare per le sistemazioni. Il bando richiedeva alloggi sismicamente adeguati, mai abitati, di classe energetica almeno B e con un prezzo fissato secondo i criteri dell’edilizia residenziale pubblica, attraverso la delibera di Giunta regionale n. 615/2010, ovvero 1.820,13 euro al metro quadro.

La congruità del prezzo è stata calcolata tenuto conto della DGR 615/2010 e del costo al metro quadro delle strutture abitative di emergenza (SAE) che ammonta a 1.600,00 €/mq al netto degli oneri di smantellamento, trattandosi di strutture temporanee. Dalla graduatoria può evincersi che la Regione Abruzzo acquisterà alloggi nuovi anche ad un prezzo di gran lunga inferiore.

Per quanto riguarda il prezzo stimato dall’Agenzia delle Entrate - OMI, citato dal M5S, esso non tiene conto delle caratteristiche riportate dal bando (appartamenti nuovi, antisismici e con classificazione minima di B energetica) essendo basato sul mercato immobiliare esistente con l’incertezza delle caratteristiche minime richieste dal bando.

Un ultima annotazione afferisce al costo massimo previsto, ai fini della congruità, di € 1820,13 in quanto la DGR 615/2010 considera l’importo al netto delle spese accessorie mentre il bando regionale ha incluso tali spese nello stesso.

Da ultimo va sottolineato che questa iniziativa ci consente di cogliere più obiettivi con una sola azione: dare un tetto alle famiglie sfollate; evitare ulteriore consumo di suolo; acquisire un patrimonio abitativo da devolvere poi alle Ater; sostenere le imprese edili abruzzesi che stanno uscendo dalla crisi".

Pescara. “Hanno un costo superiore a quello di mercato le 427 abitazioni che Regione Abruzzo si accinge ad acquistare dai privati per destinarle a una parte di terremotati, per poi assegnarle all’edilizia residenziale pubblica. Infatti, i prezzi al metro quadrato, stimati dai rivenditori privati per le singole unità, sono ben superiori alle quotazioni stimate invece dall’Agenzia delle entrate. Una discordanza non ammessa dall’iter presente nel Decreto legge N.8 del febbraio 2017, a cui la delibera di Giunta regionale si appella per l’acquisto delle case. Una discordanza, inoltre, palesata anche nel decreto n. 373 dove gli uffici preposti da Regione Abruzzo scrivono: “la Commissione Giudicatrice chiarisce che non è stato possibile accertare la convenienza economica cosi come richiesto dal comma 3 dall’Art 14 del decreto legge n . 8 del 2017, poiché è espressamente previsto che il prezzo offerto fosse omnicomprensivo di tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione e pertanto non direttamente comparabili ai parametri citati dalla legge”. La Giunta Regionale sceglie, quindi, di prevedere nell’Avviso pubblico la presentazione delle offerte comprensive di tutto, immettendo in un conteggio omnibus, gli oneri fiscali delle spese notarili per la stipula della compravendita e gli oneri dei bolli delle spese di registrazione. Una scelta che però ha come risultato l’impossibilità per gli uffici di applicare la legge sulla valutazione di congruità sul prezzo convenuto. Non stiamo parlando di piccole cifre: il surplus supera i 16 milioni di euro ed anche volendo considerare le cifre scorporate dagli oneri a carico dell’Amministrazione, si raggiungerebbe comunque un surplus di circa 15 milioni di euro.
Se i prezzi al metro quadrato offerti dai privati fossero stati correttamente equiparati alle quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle entrate, si sarebbero potute comprare molte unità abitative in più dei 427 alloggi stimati. Se su tale vicenda ci siano state omissioni volontarie lo decideranno la Corte dei Conti, l’Anac e la Procura dell’Aquila, alle quali abbiamo presentato un esposto per verificare tutta l’operazione ed eventualmente verificare la presenza o meno di un possibile danno per le casse pubbliche”. La disamina arriva dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari che questa mattina nel corso di una conferenza stampa ha mostrato la comparazione del prezzo delle case, tra le quotazioni dell’Agenzia delle Entrate e quando riportato nella graduatoria stilata a seguito delle offerte pervenute dopo la pubblicazione dell’Avviso di Regione Abruzzo. Una comparazione eseguita anche tenendo conto degli oneri a carico dell’Amministrazione, utilizzati dalla Commissione giudicatrice (nominata dalla Regione Abruzzo), a giustificazione dell’impossibilità di poter effettuare la valutazione di congruità, come previsto dal Decreto Legge n. 8/2017.

MA COSA DICE LA NORMA?
“Il Decreto Legge è chiarissimo” spiega Pettinari “e recita: Le proposte sono sottoposte alla preventiva approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile previa valutazione di CONGRUITA’ SUL PREZZO CONVENUTO RESA DALL’Ente regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica con riferimento ai parametri di costo dell’edilizia residenziale pubblica ed alle quotazioni dell’osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, nonché valutazione della soluzione economicamente più vantaggiosa tra le diverse opzioni, incluse le strutture abitative d’emergenza (SAE)”

COSA DICE L’AVVISO?
La previsione nell’Avviso pubblico, invece, prevede di presentare il prezzo al metro quadrato degli immobili offerti omnicomprensivi di tutti i costi: come gli oneri fiscali, le spese notarili per la stipula della compravendita e dei bolli delle spese di registrazione. Scelta che rende inapplicabile i criteri contenuti nel Decreto Legge. Perché questa scelta?

L’ANALISI DEI COSTI
“Il costo stimato da graduatorie effettuata dalla Regione Abruzzo è di euro 61.795.262,48, mentre tenendo in considerazione la tabella dell’Agenzia delle Entrate si stima un prezzo di euro 45.678.000,70.
Abbiamo effettuato l’analisi dei costi” continua Pettinari” prendendo addirittura i parametri più alti per singola unità immobiliare per le abitazioni civili in normale stato conservativo previsti dall’Agenzia delle entrate.
Dalla comparazione si riscontra un’ allarmante scostamento tra i due prezzi, in quanto quello al metro quadrato offerto dai privati appare notevolmente maggiore rispetto alla tabella dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. Uno scostamento che ha fatto lievitare i prezzi creando un surplus complessivo di oltre sedici milioni di euro.
Ora ammesso che ci siano le spese a carico dell’Amministrazione, che da una rilevazione effettuata presso professionisti del settore (notai ed esperti di edilizia residenziale pubblica), abbiamo stimato su circa 2 o 3mila euro ad unità abitativa (senza tener conto che in caso di più unità abitative acquistate da uno stesso proprietario questi costi si riducono), non si capisce come si possa arrivare ad una tale differenza. Infatti pur mantenendo il parametro più alto di 3mila euro ad immobile, per le 427 unità abitative, il costo degli oneri per l’Amministrazione si aggirerebbe intorno al 1.281.000,00 euro. Una cifra che se pur volessimo forzatamente arrotondare per eccesso arriverebbe al massimo a 2 milioni di euro, quindi ben lontana dal surplus di 16.117.261,78 euro previsto dalle graduatorie.

LE RICHIESTE DEL M5S
Chiediamo di attuare quanto previsto dal D.L. 8/2017 effettuando le dovute verifiche di congruità dei prezzi di acquisto degli immobili offerti, scorporando dall’importo complessivo le voci degli oneri a carico dell’amministrazione, facendo sostenere al pubblico il giusto prezzo al metro quadrato, così da poter acquistare con il fondo a disposizione il giusto numero di alloggi, sicuramente superiore ai 427 previsti.

L'Aquila. <<Un voto irregolare, un ennesimo esempio di politica dell’arroganza, un teatrino tra maggioranze cadenti ed “opposizioni stampella” squalificante>>. E’ durissimo il commento dei consiglieri regionali del M5S che raccontano  la bagarre in aula, accaduta nel corso della votazione per disporre una indagine conoscitiva e trasmetterlo alla commissione. <<Il Vice Presidente del Consiglio Lorenzo Paolini apre la votazione e la conclude dichiarando che la proposta è “passata a maggioranza”>> raccontano i portavoce <<Ma non c’è il numero legale per l'assenza dall'aula del consigliere di maggioranza Camillo D'Alessandro. Una volta accertata la mancanza del numero legale denunciata dai portavoce del M5S, il Presidente Paolini,  in palese imbarazzo, cerca di spostare  l’attenzione sulla presenza o meno in aula del consigliere D’Ignazio. Ma la presenza di D'Ignazio è ininfluente dal momento che a mancare in aula è il consigliere D’Alessandro, come palesemente riscontrabile dal video della diretta. Dunque in violazione del regolamento, il Vice Presidente del Consiglio Paolini decide di far ripetere la votazione. L'ennesimo abuso per tentare di colmare l’inconsistenza di una maggioranza ormai a pezzi>>  aggiungono  i 5 stelle <<A tenere il gioco della maggioranza, il consigliere di “opposizione” Giorgio D’Ignazio (NCD) che, nonostante in precedenza non avesse espresso alcun voto, sostiene di essere stato presente  in aula, tenendo così il gioco alla sgretolata maggioranza di centro sinistra che vuole sviare l’attenzione dall’assenza di D’Alessandro. Un'ennesima prova che D’Alfonso non ha più i numeri per governare questa Regione. Giorgio D’Ignazio deve lasciare la segreteria dell’Ufficio di Presidenza>>  incalzano i  consiglieri <<in quanto è stato eletto per un ruolo nelle fila dell’opposizione ma non rappresenta più la minoranza del Consiglio, essendosi mostrato, in più di una occasione negli ultimi 3 anni, la stampella che tiene in piedi una maggioranza a pezzi del PD>>.

Pescara. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Montesilvano, dopo aver sollecitato una convocazione urgente della Commissione Garanzia, tenutasi il 14 Novembre, esprime preoccupazione per la decisione del Comitato VIA di non concedere la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale.
"Notiamo alcuni elementi contraddittori" - obiettano i consiglieri pentastellati Ballarini, Di Carlo e Straccini. "Se l'immersione delle sabbie di classe A1 e A2 dragate dal porto di Ortona non comporta davvero incidenze negative nei confronti degli habitat e specie tutelate, come espresso dal comitato CCR-VIA, perchénon viene presa in considerazione la possibilitàdi utilizzare tali sabbie per il ripascimento delle coste soggette ad erosione?
Potrebbe essere una valida alternativa all'immersione nel fondale marino prospicente le coste di Montesilvano e Pescara." "Tale opportunità-- affermano i 5 stelle -- ci risulta essere stata, tra l'altro, avanzata anche dalle associazioni dei balneatori e da altri portatori di interesse. Se davvero il comitato VIA non rileva alcun pericolo ambientale, perchénon utilizzare le sabbie per il ripascimento, visto che ogni anno vengono stanziate ingenti somme dalla Regione per tale scopo?"
Il Consigliere Comunale M5S di Pescara Massimiliano Di Pillo presenterànel prossimo Consiglio un’interrogazione urgente al sindaco Marco Alessandrini chiedendo le ragioni del silenzio dell’amministrazione pescarese. “Il comitato VIA -scrive anche Di Pillo- non concede la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale ma pone la prescrizione secondo cui i fanghi non dovranno essere buttati quando i venti e il moto ondoso ‘di rilevante entità’(di cui non viene precisato e quantificato il termine rilevante) vanno nella direzione dell'area marina protetta. Quindi si ammette un potenziale impatto che le nostre spiagge dovranno in qualche modo subire. Senza poi considerare che questi fanghi, una volta immersi nel mare, potrebbero viaggiare con le correnti per decine di Km e compromettere il nostro litorale, come si evidenzia negli studi Icram giàanalizzati ampiamente dalla SOA.”
Stessa cosa farà il Consigliere Comunale di Città S. Angelo Carlo Ciabarra, presentando nel prossimo Consiglio Comunale un’interrogazione urgente con le medesime richieste, reiterando al Sindaco Gabriele Florindi ciò che sembra essere il modo peggiore per preservare le coste del proprio comune.
Il Movimento 5 Stelle auspica che il progetto venga rivisto rivalutando le osservazioni fatte dai portatori di interesse e si prendano in considerazione provvedimenti alternativi per tutelare la salute del nostro mare, giàgravemente compromessa dai tristemente noti episodi di sversamento incidentale di migliaia di metri cubi di liquame.

Pescara. Sabato 18 novembre ore 18,30, presso l’Auditorium Cianfarani di Chieti, si terrà l’anteprima nazionale di “Cent’anni di veleni”. Il documentario che racconta la storia del polo chimico di Bussi e del disastro che, al momento della scoperta, fu definito dai media “la più grande discarica tossica d’Europa”. Un racconto inedito, anche grazie all’intervista esclusiva al geologo ed informatore scientifico del Cnr Mario Tozzi e alle rivelazioni del giornalista de Il Fatto Quotidiano Antonio Massari, che sarà presente all’anteprima. A seguire, dibattito con la scrittrice Gisella Orsini, autrice di “Veleno nelle Gole”, l’avvocato Isidoro Malandra e i portavoce M5S, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, la senatrice Enza Blundo e il deputato Gianluca Vacca. Modererà l’incontro il giornalista Primo Di Nicola.
“Vogliamo cominciare a parlare di Bussi in un’accezione positiva – ha sottolineato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi – e dunque abbiamo deciso di raccontare la storia passata in un docu-film che riepiloga quella che è stata la storia triste del polo industriale con gli insediamenti chimici, ma pensare al futuro con un contest di idee, quindi il lancio di una sorta di concorso aperto a tutti i giovani studenti di Architettura, Ingegneria e Geologia per arrivare a scegliere il miglior progetto di riconversione e sviluppo economico sostenibile per l’intera area del sito di Bussi. Noi guardiamo cosa accade nel resto del mondo e nel resto d’Europa: pensiamo a Bilbao, pensiamo alla Vur in Germania, ci sono tantissimi esempi di siti che sembravano persi definitivamente e che sono diventati invece delle destinazioni turistiche. L’Abruzzo ed il suo sviluppo devono puntare necessariamente alla natura e al turismo. Siamo la regione dei Parchi, vogliamo tornare a parlare di Abruzzo solo per i Parchi e non più per le discariche”.
Il contest “Riscattiamo Bussi”. #Riscattiamobussi è il contest di idee che il M5S Abruzzo ha deciso di promuovere per la riconversione dell’intera area Sin Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. L’idea di un contest di idee nasce dall’esigenza di coinvolgere i cittadini in un processo decisionale allontanandosi dalla logica partitica dell’imposizione.
“Non dimenticare, recuperare la memoria storica – ha rimarcato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinai – troppo spesso abbiamo dimenticato, non è più tempo di dimenticare, dobbiamo conoscere, dobbiamo sapere quel che è stato, dobbiamo conoscere anche le tragedie della nostra terra. Quindi questo docu-film vuole recuperare la memoria storica, trasmetterla anche a chi verrà dopo è importante e poi presentare un grande progetto di rifondazione. Noi non vogliamo più che la politica imponga delle scelte, ma abbiamo scelto appunto di individuare i ragazzi migliori delle nostre Università per progettare quella che un domani dovrà essere la riconversione di Bussi. Troppo spesso ci siamo voltati dall’altra parte, oggi è il giorno di non voltarsi più dall’altra parte”.

Pescara. Il Movimento 5 Stelle chiede di ritirare al più presto la delibera portata in Consiglio dalla Giunta Alessandrini per la realizzazione del mercatino etnico nel sottopasso della stazione centrale, che costerà 250.000 euro di soldi pubblici dei pescaresi.

«Da giorni siamo in aula per chiedere al Partito Democratico di ritirare questa delibera» commenta la capogruppo M5s Enrica Sabatini. «I 250 mila euro stanziati per il mercatino nel sottopasso della stazione vengano utilizzati per tutto il commercio cittadino e non per la realizzazione di questa che ci sembra una follia amministrativa».

Il Movimento 5 Stelle, da più di due anni propone come alternativa di integrare tutti gli operatori, nei mercati esistenti o in mercati rionali sperimentali, coloro che già vi lavorano e coloro che dovrebbero essere collocati nel sottopasso, con posizioni amministrative in regola e con tutti i titoli abilitativi necessari per l’esercizio dell’attività commerciale, per garantire a tutti di esercitare l’attività nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie, dei requisiti di sicurezza ed adempiendo, inoltre, agli oneri imposti dai regolamenti comunali sul commercio.

«La nostra proposta fu accolta due anni fa dal Partito Democratico con l'approvazione di un nostro ordine del giorno» commenta la consigliera M5S Erika Alessandrini «ma l'indirizzo politico dato dal Consiglio Comunale, non è stato portato avanti dalla Giunta, anzi del tutto sconfessato».

La volontà dal centrosinistra di istituire il mercatino nel sottopasso della stazione è già stata ripetutamente contestata dalla maggioranza dei cittadini pescaresi e da molte realtà presenti sul territorio, sia per il grande esborso di soldi pubblici, sia per l'inadeguatezza strutturale del sito in cui far lavorare i commercianti che, invece, hanno bisogno di luoghi di lavoro più dignitosi e più adeguati alle attività di vendita.

«La collocazione in un’area lontana dal passeggio» prosegue Erika Alessandrini «e priva di ogni caratteristica che invogli i passanti all’acquisto, con la volontà di relegare lontano dagli occhi i commercianti in questione, ci vede turbati per il trattamento che la sinistra vuole riservare a questi cittadini, che per noi sono esattamente come gli altri e non diversi».

«Chiediamo all'Amministrazione di fare velocemente marcia indietro ritirando la delibera» concludono le consigliere M5S di Pescara. «Gli amministratori pubblici hanno il dovere di utilizzare le poche risorse a disposizione, per tutto il commercio cittadino e non per assecondare le richieste di una sparuta parte della maggioranza, capitanata dai consiglieri di Sinistra Italiana, che pretende che vengano ascoltate le richieste di pochi a scapito dell'interesse di molti.»

Chieti. Il MoVimento 5 Stelle di Chieti torna a puntare i riflettori sul Servizio idrico integrato fin'ora gestito dal Comune e sostiene la totale illegittimità delle ultime bollette inviate ai cittadini.

“Non siamo noi a dirlo – spiegano i Consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo – ma una lunga serie di sentenze della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e di vari Tribunali sparsi per l'Italia secondo i quali, il rapporto tra il gestore del servizio e gli utenti è regolato dalle norme di diritto privato relative ai contratti a prestazioni corrispettive: mi dai tot. litri di acqua ed io li pago in base alle tariffe vigenti”.

Il Comune di Chieti invece applica le tariffe in base ai consumi stimati ricorrendo, dicono i Consiglieri del MoVimento, “all'espediente della fatturazione in acconto”. “Si tratta in realtà, di una pratica illegittima – spiega la D'Arcangelo - poiché la fatturazione in acconto è ammissibile solo nei casi di accertata impossibilità di procedere alla lettura del contatore”.

“Inoltre, prosegue la Consigliera pentastellata, le fatture da noi esaminate presentano tutte il calcolo dell'aliquota IVA pari al 10% anche sulla parte di Quota fissa. In questo caso la giurisprudenza è concorde nel ritenere illegittima tale maggiorazione poiché la quota fissa non attiene al corrispettivo di un servizio. In tali casi, se viene richiesto il pagamento dell'imposta su quote fisse o su somme che prescindono dai consumi reali, tale parte della bolletta è senz'altro contestabile!”.

Ottavio Argenio rende noto che nella mattinata odierna è stata depositata la prima di alcune interrogazioni a risposta scritta destinate a fare chiarezza sulle sorti del Servizio Idrico Integrato: “Abbiamo intenzione di chiedere spiegazioni al Sindaco ed all'Assessore al Bilancio ed alle società partecipate su questa operazione posta in essere da Teate Servizi.

Riteniamo ingiustificabile che la società che si deve occupare delle entrate del Comune di Chieti adotti pratiche illegittime che sono destinate ad avere dei riflessi negativi su un bilancio già funestato da ben note criticità. Allo stesso modo riteniamo ingiustificabile che Sindaco ed Assessore avallino con il loro silenzio simili pratiche salvo poi puntare il dito contro la stessa Teate Servizi solo quando le illegittimità vengono a galla. Teate Servizi è pur sempre il braccio operativo del Comune e sul suo operato il Comune può e deve esercitare il Controllo Analogo e quindi conoscere, anche in anticipo, le scelte della partecipata sulle quali incidere.”

“Un altro profilo sul quale chiediamo che sia fatta chiarezza – dice il capogruppo del MoVimento 5 Stelle – riguarda la cessione dei contratti di utenza dal Comune ad ACA S.p.A. individuato quale nuovo gestore del Servizio. In presenza di cessione del contratto il cedente, in questo caso il Comune, deve comunicare al ceduto (cioè il cittadino) il mutamento della titolarità del rapporto. Se non lo fa la cessione non produce effetti. Ad oggi non ci risulta che il Comune di Chieti abbia provveduto ad inoltrare queste comunicazioni. Gli unici documenti pervenuti agli utenti sono solo le fatture illegittime avverso le quali riteniamo sussistenti fondati motivi di contestazione”.

“Siamo alle solite, concludono i due portavoce, i soliti professionisti della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica che vengono pescati con le mani nel barattolo della marmellata o meglio nelle tasche dei cittadini!”.

Roma. “L’Università di Chieti Pescara organizza un convegno che ha per tema 'l’evoluzione digitale nella Pubblica Amministrazione' e, tra gli altri, in cattedra saliranno anche il minsistro Marianna Madia e il generale Tullio Del Sette. È sorprendente questa decisione, perché Madia, piuttosto che parlare di evoluzione digitale, all'interno di un ateneo potrebbe invece spiegare il caso della sua tesi scopiazzata eDI come ha fatto a farla franca, restando anzi ministro della Repubblica nonostante tutto. Invece il Generale Del Sette, invitato per parlare del valore dei dati, risulta attualmente indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio”.

Così Andrea Colletti, deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, il quale sottolinea come: “ci sarebbe quasi da ridere di fronte a una situazione paradossale come questa, ma il sentimento che mi provoca invece è indignazione e rabbia. Non c’è un minimo di decenza e mi chiedo che esempio si trasmetta agli studenti. Dall’altra parte mi domando chi nell’Università di Chieti Pescara abbia fatto una scelta così discutibile e su quali basi, esclusa quella di ossequiare personaggi potenti”.

Teramo. Il M5S sarà presente alla manifestazione organizzata dall’Osservatorio indipendente dell’Acqua del Gran Sasso prevista per sabato 11 novembre a Teramo. Una scelta che si inserisce nelle numerose battaglie che i portavoce del M5S Abruzzo, sia in regione Abruzzo che in Parlamento, stanno portando avanti per la tutela dell’acqua pubblica e sicura.
"Le risorse idriche del Gran Sasso sono una rarità e un patrimonio preziosissimo per tutti i cittadini abruzzesi" - commentano gli eletti del m5s Abruzzo. "Purtroppo la coesistenza della rete autostradale, dei laboratori di fisica nucleare dove già ora sono stoccate più di 2000 tonnellate di idrocarburi, della faglia di Campo Imperatore-Assergi pone a serio rischio un serbatoio naturale che disseta circa 800.000 cittadini.
Tutelarlo e metterlo in sicurezza, alla luce dei ripetuti incidenti e contaminazioni che si sono verificati in passato, diventa quindi non più un’opzione, ma la più naturale forma di buon senso.
Invitiamo tutti i nostri simpatizzanti, ma non solo, ogni cittadino che ha a cuore il suo territorio a partecipare alla manifestazione dell’11 novembre".

Pescara. E’ in discussione in Consiglio comunale a Pescara il recepimento della Legge Regionale 49/2012 per applicare sul territorio pescarese il cosiddetto Decreto Sviluppo.

<Questa amministrazione sarà ricordata come "la sinistra del cemento" di Pescara> commenta la consigliera M5s Erika Alessandrini. <Una proposta di delibera, quella arrivata in aula, per applicare a gran parte della città gli incentivi massimi previsti dalla legge regionale 49 del 2012.>

Questa legge, approvata dall’allora maggioranza regionale di centrodestra, con la contrarietà del PD e di tutto il centrosinistra, permette, attraverso la demolizione e successiva ricostruzione, un incremento volumetrico del 50% rispetto all’edificio demolito, sfruttando anche le deroghe alle altezze ed alle distanze previste dal piano regolatore. Uno sviluppo solo del cemento a discapito del pubblico interesse e delle aree libere cittadine. Un Decreto che dichiara di voler rilanciare l’economia e che diventa, invece, solo un pesante contributo alla devastazione del paesaggio e del territorio, ed un regalo alle lobby.

<Ci vuole coraggio a chiamare un simile provvedimento “decreto sviluppo”, considerando che dalla sua applicazione si sviluppano solo gli incrementi di cubatura su una città che è tra le prime 7 in Italia per densità abitativa, superando addirittura le aree urbane di Genova o Roma> continua la Alessandrini. <Come si fa a professarsi per l’ambiente quando la variante alle N.T.A. del piano regolatore e il recepimento del decreto sviluppo favoriscono solo la speculazione edilizia, aumentando gli indici e modificando le norme (altezze e distanze dai confini) per facilitare tutto ciò?>

Questa norma, osannata oggi da chi è stato contrario per anni, finirà per dare il colpo di grazia ad un già sofferente piano regolatore, che si fonda su un delicato equilibrio tra abitanti ed aree per standard e servizi (parcheggi, verde, scuole, attrezzature sociali).
Purtroppo, la cosiddetta “monetizzazione degli standard”, permessa proprio dal decreto sviluppo, concede agli immobiliaristi la possibilità di costruire anche dove non avrebbero mai potuto, pagando un contributo. Soldi al posto di aree verdi e parcheggi.
Ma proprio la mancanza di aree a standard, cedute al Comune, mette in crisi gli spazi vitali e la qualità della vita dei pescaresi, già sommersi da palazzi e auto.

<Il Comune> prosegue la Alessandrini <con i soldi di queste monetizzazioni, non riuscirà mai a coprire il fabbisogno di spazi pubblici dovuti all’incremento della popolazione aggiuntiva (50%), ma, a mala pena, potrà acquistare le aree già oggi destinate a standard, che servono per soddisfare gli abitanti già previsti nel PRG: oltre al danno, insomma, la beffa.>

Il M5s ha più volte dichiarato, fuori e dentro l’aula, la propria contrarietà a gestire la rigenerazione urbana attraverso la sola iniziativa privata come prescritto nel Decreto Sviluppo perchè, solo attraverso un preciso criterio d’analisi, alla base della redazione di un nuovo PRG, si possono verificare le previsioni di crescita demografica, la presenza e la frequenza di edifici abbandonati, invenduti o inutilizzati, la capacità di riutilizzo di aree ormai deindustrializzate, il tasso di edilizia condonata, la verifica della presenza di sufficienti standard. E sulla base di tali dati, proporre la propria idea di città e di futuro che oggi, invece, è sintetizzato dal PD con lo slogan "più cemento per tutti".

<Ma il PD e il centrosinistra, seguendo le politiche del centrodestra, hanno smesso di pensare alla nostra città e alla qualità della vita dei pescaresi.> conclude la consigliera. <Soldi al posto di aree. Questa è la tragica svendita del nostro benessere che è stata messa in atto ad ogni livello di governo. Questo è quello contro cui il M5s si sta impegnando a lottare.>

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