L'Aquila. Interviene così il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca sui reali effetti del provvedimento licenziato ieri dal Governo, che aggiunge come "nelle prossime ore diffonderemo un dettagliato prospetto evidenziante la competente e diligente attività freneticamente condotta da Regione Abruzzo sul tema specifico".

"È stato da noi agevolmente dimostrato, contrariamente a quanto si dice, di voler perseguire sul piano della riduzione dei tempi, mentre la procedura di commissariamento ha fatto accumulare ulteriori ritardi. Da qui il parere negativo formulato dalla Regione Abruzzo fin dal 31 agosto scorso e da me reiterato ieri in sede di Consiglio dei Ministri".

"Va subito ribadito come su n.25 discariche abusive iniziali da bonificare, n.12 siano state già escluse dalla procedura d'infrazione Ue. Nonostante ciò, è stato previsto il Commissariamento da parte del Ministero (verso cui la Regione ha espresso parere negativo), un provvedimento con carattere “tecnico” esclusivamente perché, essendo stato superato il cronoprogramma degli interventi da parte dei Comuni, in pratica lo stesso sarà funzionale, come previsto dal Decreto, per il solo pagamento dei lavori effettuati da parte del Commissario Vadalà, al quale è stata affidata sin dal 2016 la contabilità speciale".

"Nello specifico - continua Mazzocca - in aggiunta alle n.12 già escluse, in n.7 discariche i lavori sono conclusi e si attende il contraddittorio dell’Arta ai fini dell’esclusione. In tutte le restanti (n.6) discariche i lavori, attualmente in corso, sono in fase conclusiva".

"Nel corso dell’incontro tenutosi a Pescara nel mese di agosto 2017 con il Commissario Vadalà - conclude il Sottosegretario - lo stesso ha avuto parole di apprezzamento per l'azione svolta dalla Regione Abruzzo, definendo al contempo la nostra situazione procedurale e sostanziale di gran lunga la più avanzata rispetto a quella delle altre regioni interessate dalla Procedura di Infrazione Ue. Per assurdo, il commissariamento ora sta determinando non solo ulteriori ritardi per le procedure burocratiche da attivare e definire da parte della struttura commissariale, ma anche l'insorgenza di contenziosi legali nei confronti dei Comuni da parte delle imprese esecutrici che attendono, ormai da alcuni mesi, di essere liquidate. L’assurdità di una situazione in cui i burocrati del Mattm non hanno dato alcun supporto, lasciando la Regione da sola".

Montesilvano. Il Sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca continua il ciclo di appuntamenti su territorio regionale incentrati sul progetto Abruzzo Resiliente. Il quinto incontro, dopo la tappa di Caramanico Terme, si terrà mercoledì 22 novembre a Montesilvano, dalle ore 18, nella location della Sala Tricolore a Palazzo di Città.
Il progetto Abruzzo Resiliente è stato ideato allo scopo di coinvolgere i cittadini relativamente alle tematiche ambientali, agli effetti dei cambiamenti climatici, al consumo responsabile dell’energia, all’economia circolare fondata sul riciclo e riutilizzo dei rifiuti, allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’adozione delle migliori tecnologie per il risparmio energetico e, in generale, allo sviluppo della capacità di resilienza necessaria per reagire prontamente ad eventi negativi e trasformarli in opportunità.
L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo - World Meteorological Organization) ha recentemente lanciato l'allarme nel rapporto sullo stato dei gas serra presentato a Ginevra: le elevate concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera, responsabili dei cambiamenti climatici, hanno toccato un nuovo record nel 2016 (403,3 ppm su una soglia di sicurezza di 350 ppm), raggiunto soltanto tra i 3 e i 5 milioni di anni fa. Le cause, si legge nel rapporto della Wmo, sono dovute ad "una forte presenza di El Niño e una combinazione di attività umane".
Fondamentale è, quindi, il ruolo che ciascuno di noi può assumere nella sua quotidianità adottando uno stile di vita a maggior tutela dell'ambiente, parallelamente all'azione dei Governi.

Bonn. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca annuncia la nascita dell'Alleanza Globale, sancita anche dall'Italia a conclusione della Cop23, la Conferenza Internazionale sul Clima, che quest'anno si è tenuta a Bonn.
Nel corso della Cop23 sono state definite le procedure necessarie all'aggiornamento dei target nazionali di decarbonizzazione che permetteranno, dopo l'Accordo di Parigi nella Cop21 sul mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi dai livelli pre-industriali o possibilmente entro 1.5 gradi, di raggiungere quantomeno l'obiettivo minimo nel 2020, quando l'accordo entrerà in vigore.
“Infatti, al momento - dichiara Mario Mazzocca, Sottosegretario Regionale e Vice Presidente Fedarene (Federazione Europea delle Agenzie e Regioni per Energia ed Ambiente) con delega al cambiamento climatico - la traiettoria attuale ci porterebbe a +2,7 gradi. Stima considerata ottimistica poichè a più riprese è stato evidenziato come si potrebbero superare facilmente perfino i 3 gradi. Dopo le linee guida di Parigi, quindi, occorre adesso imprimere un’accelerazione.
Nel corso della Cop23 a Bonn, intanto, è nata la “Global Alliance to Power Past Coal” (in italiano ribattezzata “Alleanza globale per l’elettricità oltre il carbone”): un'alleanza di 25 Paesi (tra cui l'Italia), guidata dal Regno Unito, che si prefigge l’obiettivo di accelerare la crescita pulita e la protezione del clima attraverso la rapida eliminazione del carbone, fonte da cui proviene il 40% di emissioni gas serra causando 1 milione di morti l’anno. Anche su questo si lavorerà alacremente in vista della prossima Conferenza Onu sul Clima, la Cop 24 di Katowice (Polonia) nel novembre 2018”.
Intanto l'Abruzzo è stato colpito, alcuni giorni fa, da una nuova ondata di maltempo durante la quale è stato registrato un picco di precipitazioni di oltre 200mm di pioggia in 24 ore, abbattutosi soprattutto nella zona di Atri.
"È ormai evidente - spiega Mazzocca - come bisogna effettuare velocemente un radicale ripensamento della tipologia di approccio al territorio, abbandonando drasticamente modelli comportamentali propri del XX secolo e sviluppando la capacità di resilienza necessaria per reagire prontamente ad eventi negativi e trasformarli in opportunità”.
Dopo vari appuntamenti su territorio abruzzese mirati al coinvolgimento delle istituzioni e cittadinanza, il processo partecipativo al Pacc (Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) giovedì 23 novembre a L'Aquila vedrà l'incontro conclusivo durante il quale verranno affrontate criticità emerse dal Profilo Climatico e problematiche quali riscaldamento, conseguenze biogeografiche ed effetti sul patrimonio naturale.

Ortona. “Dopo un lungo e latitante silenzio, finalmente anche il sottosegretario della giunta regionale con delega all’ambiente, Mario Mazzocca, decide di intervenire sul delicato problema del dragaggio di Ortona per validare la nostra tesi sbugiardando e condannando il suo collega Camillo D’Alessandro”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo e del coordinatore locale del medesimo partito, Simone Ciccotelli.

“Che la realizzazione di una vasca di colmata sia una infrastruttura portuale di competenza della Commissione VIA nazionale lo stiamo dicendo da oltre 36 mesi. Purtroppo, però, i nostri contributi, portati avanti in collaborazione con l’ex consigliere comunale, Avv. Tommaso Cieri, sono rimasti inascoltati e inevasi per futili, inutili e dannosi “capricci” dell’ ex sottosegretario Camillo D’Alessandro. La realtà dei fatti – proseguono Febbo e Ciccotelli - dimostra che D’Alessandro, pur di non darci ragione ed ammettere le sue colpe, barricandosi dietro una insostenibile tesi, ha continuato e continua ad accumulare errori su errori trasformati in insostenibili ritardi per gli ortonesi, gli imprenditori portuali e più in generale per le imprese abruzzesi. Ora che Mazzocca, suo compagno di maggioranza in Regione, è uscito allo scoperto condividendo il nostro pensiero, D’Alessandro cosa farà? Si lancerà in offese gratuite anche nei suoi confronti? Farà finta di non capire anche lui?”.

Ortona. “Riguardo a tale progetto, all'esame dell'odierna seduta del Comitato Via Regionale, mi preme evidenziare alcune valutazioni sulla scorta delle informazioni attualmente in mio possesso”.

Esordisce così il Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca anche in risposta alla missiva inviata dal consigliere regionale PD Luciano Monticelli relativamente alla richiesta di intervento sui fanghi del dragaggio del porto di Ortona.

“In attesa della effettuazione dei necessari approfondimenti (tuttora in corso) da parte mia – continua Mazzocca - ritengo doveroso sottolineare quanto segue: il progetto sembrerebbe essere carente nella formulazione del documento di VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale); appare ormai acclarato, sia tecnicamente che giuridicamente, come il tema delle opere progettuali relative alla "vasca di colmata" costituiscano intervento di competenza del Comitato Via Nazionale; ciò in base al recente Decreto che il Governo ha promulgato sull'argomento, atto per altro eccepito dalla Regione Abruzzo tramite la produzione di idoneo ricorso in sede amministrativa. In forza di tali considerazioni e, ribadisco, in attesa della conclusione degli ulteriori approfondimenti in corso, ritengo altamente improbabile che il progetto in questione possa essere approvato nel corso della odierna seduta del Comitato Via Regionale. La tutela del mare, nonostante io sia uomo di montagna, ha costituito fin dall’inizio del mio mandato la priorità che ha assorbito gran parte delle mie energie. Com'è stato per la battaglia su Ombrina Mare, conclusa con successo nonostante l’opposizione dell’allora Presidente del Consiglio, oppure per l’impegno profuso per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, oggi inspiegabilmente insabbiata nelle stanze di Palazzo Chigi. Ancora, l’impegno per migliorare la qualità delle acque di balneazione attraverso un importante investimento per l’efficientamento del sistema depurativo e il monitoraggio costante della realizzazione degli interventi da parte degli enti gestori del servizio idrico. Per finire, il lavoro svolto dalla Regione Abruzzo nell’ambito della Marine Strategy”.

“Quindi - conclude il Sottosegretario - anche in questo caso, ho già affrontato il problema con gli uffici regionali che si occupano della materia”.

Sulmona. «Apprendiamo con massima soddisfazione la fausta notizia della sentenza del Tribunale di Sulmona sull'eccidio dei Limmari nell’avvicinarsi del 74° anniversario». Interviene così Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale nonché storico membro di ANPI Abruzzo, che ricorda come «fra il 16 ed il 21 novembre del 1943 a Pietransieri, nei pressi di Roccaraso, in località bosco di Limmari i soldati tedeschi trucidarono 128 persone inermi (fra cui molti anziani, 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese), senza motivazioni documentate, ma per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. La rappresaglia dei tedeschi si accanì dapprima contro il bestiame razziato, poi i nazisti rastrellarono gli abitanti inermi che si trovavano fra i casali dei Limmari e li trucidarono». I cadaveri restarono a lungo abbandonati nella boscaglia, nelle radure, fra le rovine dei casali, sepolti dalla neve. Scampò alla strage una sola superstite, Virginia Macerelli, una bambina di sei anni che fu occultata e protetta dalle vesti della mamma. L’eccidio, sino ad oggi, era ancora senza colpevoli.

Il Tribunale di Sulmona, con una esemplare ed eroica sentenza depositata oggi dal giudice Giovanna Bilò, ha sancito la colpevolezza della Repubblica Federale di Germania per l'eccidio dei Limmari, riconoscendo al contempo anche la titolarità ad un risarcimento di 1,6 milioni di euro da parte del Comune di Roccaraso e di circa 5 milioni di euro a beneficio di gran parte degli eredi delle vittime.

«La sentenza – commenta Mazzocca – nell’accertare inequivocabilmente le responsabilità di un eccidio tanto efferato quanto incomprensibile, rappresenta un fatto storico; essa costituisce un primo e fondamentale passo di un percorso che va ben oltre l’aspetto del materiale risarcimento ma che sarà un formidabile strumento affinché la comunità locale, insieme all’Istituzione Comunale e Regionale, possa condividere ed individuare idonee iniziative strategiche volte ad alimentare nel tempo il valore assoluto della memoria collettiva e l’incommensurabile tributo ad esso dato dai martiri pietransieresi».

Montesilvano. Il Sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca continua il ciclo di appuntamenti su territorio regionale per Abruzzo Resiliente: il quarto incontro si terrà venerdì 3 novembre ore 18 nella Sala del Tricolore, quarto piano del Palazzo Municipale, in Piazza Diaz a Montesilvano.
Il progetto Abruzzo Resiliente è stato ideato allo scopo di coinvolgere i cittadini relativamente alle tematiche ambientali, agli effetti dei cambiamenti climatici, ad un consumo responsabile dell’energia e all’economia circolare, fondata sul riciclo e riutilizzo dei rifiuti; allo sviluppo delle energie rinnovabili e all’adozione delle migliori tecnologie per il risparmio energetico.
“Una realtà resiliente - spiega Mazzocca, reduce dalle tappe di Loreto Aprutino, Rosciano e Frisa - non si limita ad adeguarsi ai cambiamenti in atto come il global warming, ma progetta risposte sociali, economiche e ambientali innovative che le permettano di resistere nel lungo periodo alle sollecitazioni e cambiamenti dell’ambiente e della storia”.
Alcuni giorni fa, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO - World Meteorological Organization) ha lanciato l'allarme nel rapporto sullo stato dei gas serra presentato a Ginevra: le elevate concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera, responsabili dei cambiamenti climatici, hanno toccato un nuovo record nel 2016 (403,3 ppm su una soglia di sicurezza di 350 ppm), raggiunto soltanto tra i 3 e i 5 milioni di anni fa.
Le cause, si legge nel rapporto della WMO, sono dovute ad "una combinazione di attività umane e a una forte presenza di El Niño". Fondamentale è, quindi, il ruolo che ogni persona può assumere nella sua quotidianità adottando uno stile di vita a maggior tutela dell'ambiente, parallelamente all'azione dei Governi.
Dopo le Conferenze internazionali sul Clima (Cop21 di Parigi e Cop22 di Marrakesh), che hanno visto tra i protagonisti l’esperienza abruzzese, è alla porte la Cop23 che si svolgerà dal 6 al 17 novembre a Bonn con 197 Paesi partecipanti per fare il punto della situazione sui cambiamenti climatici e sulle misure da attuare per arginarli. Uno dei punti focali della Conferenza di quest'anno saranno i fondi necessari affinchè possano concretizzarsi interventi su larga scala, atti allo sviluppo delle opportunità provenienti dalla green economy.

Bussi. “Per quanto mi riguarda, l'unica opzione praticabile è quella della rimozione di gran parte della massa dei rifiuti insistenti sul Sir di Bussi". E' quanto dichiara, in riferimento alla bonifica della discarica Tre Monti di Bussi sul Tirino (Pescara), il Sottosegretario alla Presidenza Regionale con delega all'Ambiente Mario Mazzocca.
“Riteniamo che la proposta Edison, consistente prevalentemente nella applicazione di una lastra di plastica in prossimità dell'alveo fluviale, rappresenti una soluzione tutt'altro che sicura. Natura e consistenza delle situazioni di Bussi vanno necessariamente affrontate da un (almeno) duplice punto di vista: geologico ma anche idrogeologico. Se è vero come è vero che il sottosuolo di Bussi, dove transita il più grande e importante acquifero d'Abruzzo, si compone in buona parte di materiale litoide (equiparabile, dunque, ad una sorta di barriera permeabile) in presenza del quale il semplice e tipico intervento di "tombamento" non può apparire risolutivo. Nel caso specifico, d'altro canto, gli ecoreati sono più che conclamati: ora è il tempo delle bonifiche. Gli interventi di “capping” o con palancole sono propri della messa in sicurezza mentre l'asportazione diventerebbe il migliore intervento per non avere più pericoli su potabilità delle acque e qualità della vita”.
“Dopo un puntuale ed esaustivo confronto con l'Arta - continua Mazzocca - i nostri uffici hanno elaborato alcune proposte e formulato diverse richieste di chiarimenti che, come concordato con il Ministero, sono state oggi presentate in sede di Conferenza istruttoria nel previsto incontro con tutte le parti interessate. Le stesse, in detta sede, sono state assentite dal Ministero medesimo: gran parte dei rifiuti, dunque, andranno rimossi ed Edison dovrà rivedere il suo progetto.
In ogni caso, la Regione Abruzzo procederà ad esercitare una decisa azione di convincimento nei confronti di Edison affinché la stessa proceda ad una reale attività di bonifica ambientale della imponente area di competenza”.
“Questa Regione - prosegue il Sottosegretario - fin dal 2014 si occupa costantemente del tema della bonifica dell'area pesantemente contaminata di Bussi, nonostante il sito sia di Interesse Nazionale e non Regionale. E lo ha fatto con atti concreti, come dimostreremo in occasione di una conferenza stampa prevista per la prossima settimana. Sul tema delle aree pubbliche ricomprese nel sito, va sottolineato come Regione e Arta hanno pressoché concluso le attività di caratterizzazione e che le relative risultanze, concretizzate grazie a risorse stanziate da questa Regione ed ormai in via di definizione, attesteranno l'esclusione di dette aree dalla parte inquinata del Sin”.
Riguardo al tema della riprogrammazione dei fondi Masterplan a beneficio della viabilità provinciale, Mazzocca afferma come “lo stato di estrema e pericolosa criticità in cui versa la rete infrastrutturale viaria locale impone risposte immediate ed un radicale ripensamento, da parte delle pubbliche istituzioni, di una rinnovata visione strategica nel medio e lungo termine. La nostra, dunque, è l'ultima di una serie di fatti concreti operati a beneficio delle Province sopperendo alla cronica carenza di trasferimenti una volta tipicamente assicurati dallo Stato. Concordo, quindi, con il Presidente D'Alfonso nella scelta di anticipare l'utilizzo di quei fondi a beneficio della viabilità provinciale, consapevole che la bonifica di Bussi "è dello Stato e accanto allo Stato l'obbligo è di chi o ha inquinato o si sente responsabile socialmente per l' inquinamento", così come allo Stato compete il finanziamento della viabilità provinciale. In relazione, poi, al necessario intervento di bonifica, che contempla una serie di passaggi propedeutici ancora in corso e per il quale si sono attivati lo Stato e il privato, appreso di come Edison sia "pronta a fare la sua parte" e nell’attesa che le dette "operazioni Stato/privato vadano in esercizio", perché non creare un fondo di 56 milioni di euro per rimuovere i pericoli della viabilità provinciale che non possiamo far finta di non vedere?”.

L'Aquila. All’indomani dell’approvazione – lo scorso 4 luglio – da parte del Consiglio regionale della Puglia di una risoluzione per l’istituzione di una «Giornata della Memoria per ricordare le vittime meridionali dell’Unità d’Italia» presenta dal Movimento 5 Stelle, lo storico Giovanni De Luna scriveva che occorre più “storia e meno memoria per distanziarsi dalla tempesta sentimentale che imperversa nelle nostre istituzioni” e dunque per “recuperare un rapporto con il passato più critico, più consapevole”. La stessa risoluzione, con la quale si intende elevare a dignità di commemorazione pubblica la ricorrenza della resa dell’esercito Borbonico a Gaeta (13 febbraio 1861), quale fine dell’indipendenza meridionale, è stata presentata dai gruppi consiliari pentastellati in tutte le Assemblee delle Regioni meridionali. Da qualche in tempo, l’uso pubblico della storia si è fatto così aggressivo da volersi, come in questo caso, addirittura formalizzare in atti istituzionali, trascurando con spavalda ignoranza un pur necessario rapporto tra assemblee elettive e saperi. Non è accettabile dimenticare il pensiero dei tanti meridionalisti che nel primo sessantennio post-unitario hanno riflettuto, da prospettive ideali e politiche diverse, sul dualismo economico e sociale che caratterizzava il processo unitario. D’altra parte, gli studiosi italiani e stranieri che hanno indagato da angolazioni prospettiche diverse il processo di Unificazione hanno sempre preso le distanze da un altro uso pubblico della storia, speculare nella sua problematicità a quello delle risoluzioni di sapore neoborbonico presentate, ossia dal paradigma ‘risorgimentale’ e ‘sabaudista’ che leggeva quel processo come una sorta di epopea western: giubbe azzurre contro indiani, buoni contro cattivi. Esso è stato invece indagato senza sconti: dai limiti dell’opzione di una unificazione politica e amministrativa su basi rigidamente centralistiche imposta dalla classe dirigente cavouriana, ai limiti delle élites politiche ed economiche meridionali i cui errori si sono ripercossi innanzitutto sui ceti più deboli della società; agli aspetti sociali del brigantaggio, senza con questo trasformare Carmine Donatello Crocco, disertore dell’esercito borbonico e poi bandito, in un epigono di Simon Bolivar. Ma anche la letteratura e la filmografia molto hanno detto su questo passato problematico: da De Roberto a Pirandello, da Alvaro a Tomasi di Lampedusa a Camilleri, da Carlo Levi a Silone a Jovine, da Visconti ai fratelli Taviani a Martone (l’elenco è solo esemplificativo e non pretende certo di essere esaustivo). In questo caso, lo sforzo di lettura e visione, magari su tablet, è più abbordabile e sarebbe bene che chi pone certe questioni lo tentasse. Ecco allora che si può cogliere questa occasione per cercare di riannodare un tipo di rapporto più consapevole con il nostro passato, e dunque come una premessa allo studio e a un dibattito che non può ammettere una conclusione quale viene proposta nelle risoluzioni presentate in serie. Per questo chiedo al Consiglio regionale di rivolgere un invito al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio a incontrare i rappresentanti della società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCo) affinché possano illustrare il documento dalla stessa elaborato su questo delicato tema, che non ha soltanto un aspetto storiografico, e di promuovere con le Facoltà di Scienze Politiche e di Economia del sistema universitario abruzzese una giornata di studio sul tema: L’Abruzzo tra ‘questione meridionale’ e processi di modernizzazione”.

Teramo. Nel tardo pomeriggio di ieri, presso la Sala Polifunzionale della Provincia a Teramo, si è tenuto il quarto incontro pubblico del percorso partecipativo volto alla definizione del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pacc) della Regione Abruzzo. Nel corso dell'evento sono stati affrontati temi relativi a eventi sismici, incendi, adattamento climatico, esodi e migrazioni da eventi estremi.

In apertura il Prof. Piero Di Carlo dell'Università D'Annunzio di Ch-Pe ha presentato il Profilo Climatico abruzzese; subito dopo, il Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca, con Silvia Ferrante (Cdca) e il Dott. Tommaso Pagliani, coordinatore scientifico del Cdca Abruzzo (Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali), ha illustrato le buone pratiche e i fattori di resilienza giù presenti sul territorio, oltre alle proposte di azioni da intraprendere per procedere verso l'adattamento al cambiamento climatico.

In particolare, Mazzocca e Pagliani hanno annunciato come Bruxelles stia per indirizzare una parte cospicua del redigendo bilancio proprio a beneficio di questi interventi. Ad esempio, le Urban Innovative Action (Uia), che sono state introdotte dalla Commissione Europea nell'ambito della politica di coesione Ue 2014-2020 per aiutare le aree urbane con più di 50.000 abitanti a identificare e testare soluzioni innovative affinchè possano rispondere alle crescenti sfide dei prossimi anni. Le Action, sostenute dal Fondo Europeo di sviluppo regionale (Fesr), costituiscono una valida opportunità: le risorse stanziate per le Uia 2015-2020 ammontano a 371 milioni di euro. Il bando per il 2017 verrà pubblicato a fine anno e sarà orientato a finanziare progetti che affrontano le questioni relative alla qualità dell'aria, all'adattamento ai cambiamenti climatici, housing, lavori e competenze nell'economia locale.

Il processo partecipativo del Pacc si concluderà giovedì 23 novembre a L'Aquila con un incontro sulle criticità emerse dal Profilo Climatico e problematiche locali: riscaldamento, conseguenze biogeografiche ed effetti sul patrimonio naturale.

Tutte le info sul Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo (Pacc) sono disponibili nella sezione Pacc Abruzzo (https://www.regione.abruzzo.it/content/pacc-abruzzo-resilienza-e-politiche-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici) all'interno dell'area tematica Ambiente.

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