Campo di Giove. La Repubblica Italiana ha conferito la medaglia d’argento al valor civile al Comune di Campo di Giove (Aq) per l’eroico comportamento della sua popolazione che, durante la seconda guerra mondiale, sfidò l’occupante nazista aiutando antifascisti, partigiani, prigionieri inglesi e francesi, renitenti alla leva repubblichina.

Così il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca: “Ho appreso dalla stampa, con estremo piacere, l’evento dell’importante onorificenza istituzionale concretizzatasi con specifico decreto del Presidente della Repubblica e da tempo fortemente attesa, e le relative motivazioni a supporto della decisione, che recitano: «Fulgido esempio di spirito di sacrificio e di amore patrio nel secondo conflitto mondiale. Situato sulla linea “Gustav”, dopo l’8 settembre 1943, diventò punto di riferimento per i militari italiani allo sbando, per i prigionieri fuggiaschi dai campi di prigionia di Sulmona e per i renitenti alla leva della Repubblica di Salò. Tutte le famiglie del paese diedero rifugio ai fuggiaschi, fornendo loro abiti e cibo, nonostante le perquisizioni tedesche nelle case sotto la minaccia delle armi. A seguito dell’ordine di sfollamento del paese e della requisizione di viveri e di animali, alcuni contadini, che cercarono di mettere in salvo il bestiame, furono immediatamente fucilati».

Sui centri della Maiella si scrisse una splendida pagina di solidarietà umana, di Resistenza antifascista e di amore per la Patria. Un mio sentito ringraziamento va ai cari cittadini di Campo di Giove, costruttori della democrazia repubblicana del nostro Paese e del nostro Abruzzo. Giovedì prossimo mi recherò appositamente in visita istituzionale presso la Casa Comunale quale doveroso atto di gratitudine e riconoscimento da parte dell’intera comunità regionale”.

Pescara. Il Sottosegretario Regionale e Capogruppo di Art.1 Mdp Abruzzo Mario Mazzocca ha incontrato il leader di Liberi e Uguali (LeU) Pietro Grasso, nel corso della sua giornata abruzzese costellata di iniziative pubbliche da Pescara a Roseto e L'Aquila con i candidati alle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

Ambiente, territorio, lavoro sono stati alcuni dei temi affrontati. "Noi siamo per un'economia diversa, un'economia circolare, che possa rimettere al centro l'ambiente - ha sottolineato Grasso - Abbiamo realizzato un nuovo piano verde per l'economia in cui le priorità non sono le grandi infrastrutture ma la messa in sicurezza del territorio”. E in merito alla mission di LeU, nato da Art.1 Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, ha aggiunto:“Tante ferite non si sono ancora rimarginate, il nostro compito è quello di guarirle. Liberi e Uguali è un progetto politico che si sta impegnando per questa campagna elettorale ma non si ferma qui. Il giorno dopo le elezioni continuerà la sua attività con l'intento di ricostruire un Paese dove i diritti vengono riconosciuti, tutelati e attuati”.

Pescara. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ha incontrato, stamane, negli uffici della Regione Abruzzo, gli esponenti delle associazioni “Bussi ci Riguarda” e “Italia Nostra” per esaminare le iniziative da intraprendere per salvaguardare i manufatti industriali presenti nel sito della Montecatini di Piano D’Orta e cercare, nello stesso tempo, di accelerare l’inizio dei lavori di messa in sicurezza e bonifica dell’area.

A giudizio unanime dei partecipanti, come già messo in evidenza in altre occasioni, non c’è nessuna necessità di abbattere gli edifici che ospitarono gli storici impianti di una delle prime industrie chimiche italiane in quanto la stabilità di dette costruzioni non è in discussione e la bonifica delle aree insistenti sulla loro pertinenza, o sotto di loro, può essere fatta nella massima sicurezza attraverso misure ormai di routine in tutti i cantieri.

“La Regione Abruzzo – ha dichiarato Mazzocca – intende aprire un’interlocuzione con gli attuali proprietari dell’area per concordare le misure idonee a non pregiudicare un possibile utilizzo dell’area che ne valorizzi la memoria ospitando, nei recuperandi fabbricati, un museo di archeologia industriale e un centro di documentazione dedicato allo sviluppo dell’industria chimica italiana che proprio in Abruzzo, con i siti di Bussi e Piano d’Orta, ha lasciato importanti testimonianze”.

L'Aquila. La Regione Abruzzo ha finanziato la messa in sicurezza del fiume Tordino, nel tratto dei Comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzo, per un importo complessivo di 1 milione 200mila euro.

 

Il Sottosegretario Regionale e Capogruppo di Art.1 Mdp Abruzzo Mario Mazzocca spiega: “Due anni fa, sollecitato dai compagni di Roseto degli Abruzzi, abbiamo dato inizio ad una serie di incontri-ascolto nella popolosa frazione di Cologna Spiaggia e, mediante un puntuale sopralluogo, abbiamo individuato, insieme al Genio Civile regionale, diversi punti critici del fiume Tordino.

Da queste iniziative è nato il progetto preliminare per la messa in sicurezza dello stesso, che ho presentato alla cittadinanza.

Oggi, finalmente, dopo l’intero iter burocratico, e ricevuto il corposo finanziamento del Masterplan, quel progetto da preliminare è diventato esecutivo ed è stato inserito nella piattaforma Rendisweb.

Ciò vuol dire che per l’estate del 2018 il progetto sarà cantierabile.

L’ammontare dei lavori non sarà di 800 mila euro, come stabilito due anni fa, ma di 1 milione e 200 mila euro.

Le difficoltà in questi due anni sono state diverse: mancavano di fatto sia l’accredito sia la disponibilità all’utilizzo. Ciò che non è mai venuto meno è invece il nostro impegno rispetto alla promessa fatta ai cittadini: la progettualità politica in grado di combattere gli effetti nefasti del dissesto idrogeologico.

Cologna Spiaggia ha pagato un duro prezzo per la mancata cura della questione. Allagamenti, esondazioni, discariche abusive sembravano essere l’unico eterno scenario per i suoi abitanti. Invece noi, con modestia e tenacia, abbiamo cantierato prima un progetto da 600 mila euro realizzato agli inizi del 2016, e poi altri interventi-tampone nel 2017.

Finalmente l’anno nuovo porterà la realizzazione di questo grande progetto nel tratto a monte della SS16 per oltre due chilometri.

È un bel passo in avanti. Per questa ragione mi sento in dovere di ringraziare i tanti cittadini che in questi anni mi hanno chiamato, e di ricordare Sabatino Prosperi, Massimo Moretti, Donatella Di Cesare, Dalia Collevecchio, Gianni Rosini, Gianni Dozzi, Guerino Prosperi e Francesco D’Andrea che hanno contribuito in maniera attiva alla risoluzione della problematica.

Presto tornerò a Cologna Spiaggia per incontrare i cittadini, carte alla mano, perché questo risultato sia motivo non di vanto ma di riscossa per tutti quelli che, ahimè, negli anni hanno visto il fiume erodere, in maniera implacabile, i frutti del loro duro lavoro”.

 

Così Sabatino Prosperi, Responsabile organizzativo Art.1 Provincia di Teramo:

“Non posso nascondere la soddisfazione per questo risultato. Quando iniziammo la progettazione, insieme ai tanti cittadini di Cologna Spiaggia eravamo ben coscienti che l’obiettivo perseguito avrebbe richiesto pazienza e meticolosità. Il crono programma messo a tavolino ha trovato ostacoli e lungaggini burocratiche. Alcune di queste difficoltà erano legate ad una certa sonnolenza del governo nazionale che puntualmente promette fondi senza verificare le coperture effettive né offrire tempistiche adeguate rispetto alle esigenze dei territori.

Tuttavia, sapevamo che la promessa fatta andava onorata nel migliore dei modi possibili. E fino a quando non vedremo realizzati i nuovi argini non canteremo vittoria. Anzi! In questi mesi i nostri sforzi si moltiplicheranno per vedere finalmente la completa realizzazione di quanto progettato.

Sarà nostra premura tenere aggiornati i cittadini colognesi nelle prossime settimane sul divenire delle cose.

Intanto, un sentito ringraziamento a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo, a partire dal Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca, prodigo nell’azione ed autorevole nel rapporto sia col Governo che con i cittadini tutti”.

Ortona. In merito allo sversamento in mare dei sedimenti derivanti dal dragaggio del Porto di Ortona, è opportuno precisare, per l’ennesima volta, anche a beneficio del Pd di Silvi, che in tempi non sospetti, e parliamo di diversi mesi fa, assunsi una posizione di aperta criticità sulla questione, evidenziando da subito una carenza documentale della VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale); inoltre appariva evidente, allora come ora, che il tema delle opere progettuali relative alla "vasca di colmata" costituissero, sia tecnicamente che giuridicamente, intervento di competenza del Comitato Via Nazionale.

Il tema della tutela ambientale mi ha visto sempre in prima linea su tutte le battaglie, a partire dalle iniziative contro le trivellazioni. Sullo sversamento dei sedimenti del dragaggio del Porto di Ortona ho già fatto diversi incontri anche a Pineto presso gli uffici dell’AMP Torre di Cerrano, al fine individuare e condividere percorsi alternativi e soluzioni sostenibili.

È ormai chiaro, però, che talune linee di indirizzo che ho ciclicamente promosso, in fedele attuazione e stretta osservanza del programma di mandato, sono talvolta scaturite in declinazioni attuative non proprio consequenziali e convergenti.

Bene farà, pertanto, il presidente D’Alfonso ad esprimersi autorevolmente sulla vicenda disponendo consequenzialmente, competentemente ed in piena autonomia. Come già operato in passato, ad esempio, nella recente nomina del commissario del Consorzio Piomba-Fino Laura D’Alessandro, che solo ora apprendiamo come ieri, con propria nota, abbia messo in discussione le disposizioni del nuovo Piano Regionale di Gestione Rifiuti che inibiscono l'intervento di ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri: opera, si ribadisce, allo stato non più realizzabile. A tal riguardo lunedì chiederò al presidente D’Alfonso di disporre l'immediata conclusione dell'indagine interna da lui disposta ad inizio anno sull'operato del suddetto consorzio rifiuti regionale, affinché dirima la questione al pari di quella insorta sul tema caso del posizionamento dei sedimenti marini dragati dal porto di Ortona.

Su quest'ultima, in particolare, ritengo oltremodo opportuno che il Presidente intervenga esercitando un'auspicata sintesi tanto autorevole quanto politica; ciò anche e soprattutto alla luce delle odierne prese di posizione assunte da autorevoli esponenti del PD (Dino Pepe, Luciano Monticelli, Sandro Mariani, Manola Di Pasquale e Stefania Pezzopane) alle cui stesse conclusioni, debitamente e pubblicamente evidenziate (http://www.ortonanotizie.net/notizie/attualita/5907/il-sottosegretario-mazzocca-su-progetto-dragaggio-fanghi-nel-porto-di-ortona), giunsi fin dal novembre scorso.

Pescara. Così il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ricorda l'ex calciatore biancazzurro Bruno Pace, subito dopo i suoi funerali.

 

"CIAO BRUNO.


Ci ha lasciato un campione. Un romantico del pallone che ho avuto la fortuna di conoscere.

Per chi come me ha trascorso l'infanzia con i miti delle figurine 'Panini', ascoltare dalla sua voce una seppur minima parte delle sue vicende di calciatore professionista ha rappresentato un'esperienza indimenticabile.

Dai primi anni '90 in poi ci incrociammo più volte. L'occasione che amo ricordare più frequentemente risale a circa 25 anni fa.

Settembre 1993, Caramanico Terme: Bruno Pace, insieme al preparatore atletico Vittorio Amoroso (mio concittadino, ora docente alla D’Annunzio), conduceva al 'San Nicolao' uno stage di preparazione precampionato per una serie di allora illustri "disoccupati", ovvero quei giocatori professionisti con contratto scaduto e che non avevano ancora trovato una nuova collocazione (fra cui Righetti, Caffarelli, Nobile, Marchegiani, Ferretti, Leone, Sgherri, Delli Rocili, Giordano, Lupo, ecc.). In quella occasione ci omaggiò di alcuni frammenti di vita calcistica vissuta che contribuirono a svelarci la vera natura della sua personalità.

Correva l'anno 1966, un'epoca attraversata da profonde trasformazioni sociali e da innovativi fermenti culturali. Bruno Pace esordiva a 23 anni in serie A nelle file del Bologna, in una compagine che solo due anni prima era Campione d'Italia e che annoverava gente del calibro di Janich, Bulgarelli, Haller, Nielsen, Pascutti. Ben presto, nonostante la giovane età, iniziò ad entrare progressivamente nelle dinamiche di spogliatoio, che facevano emergere le figure del bomber Pascutti e di capitan Bulgarelli. Dall'altro capo del pianeta, in Vietnam, era in pieno svolgimento l'escalation bellica del generale Westmoreland determinata dall’offensiva statunitense "Search and Destroy" (letteralmente "Ricerca e Distruzione"), finalizzata ad attaccare i Vietcong direttamente nelle loro roccaforti e infliggergli perdite sempre più importanti.

Accadde che sui muri della città, a stagione in corso, iniziarono a comparire diversi appelli per l'immediata interruzione del conflitto in Indocina; la scritta più ricorrente era: "PACE IN VIETNAM!". Una di queste campeggiava in bella mostra sulla balaustra di un frequentatissimo cavalcavia. Alla sua vista, Bruno, giovane innamorato della vita e buon goliarda, con l'aiuto di alcuni tifosi coetanei e di una lunga scala a pioli, completò (!) l'iscrizione con l'aggiunta in basso della scritta "E PASCUTTI PURE!". Il friulano Ezio Pascutti, tanto amante della disciplina quanto introverso, protagonista del Bologna scudettato del '64, dotato di un vigore inversamente proporzionale al "sense of humor", appena vide la scritta 'completata' si precipitò alla seduta di allenamento e, non riuscendo nell’intento di appurare l'autore di tale atto di 'lesa maestà', si consolò sfasciando mezzo spogliatoio. I compagni, fra risate trattenute e conseguenti battute ironiche, assistettero ignari e divertiti alle gesta di Pascutti.

Da quel momento, quando nei discorsi con gli amici ricorre la figura di Bruno Pace, quei ricordi prevalevano sulle immagini della "Panini", da quelle con le maglie di Bologna, Palermo e Verona, a quella di allenatore in A del Catanzaro dei miracoli. Prevaleva la visione di un calcio ancora romantico e la personalità di uno scanzonato amante della vita, di uno che riusciva egregiamente a non prendersi mai troppo sul serio. Qualità oggi sempre più rare.

Sai Bruno, solitamente paragono il destino ad un fiume in piena senza sponde e che all’improvviso ci sommerge. Stai tranquillo: tu questo rischio non lo corri. Ciao."

Nella foto: Disoccupati Caramanico Settembre 1993. Ultimo a destra Bruno Pace (in piedi). Settimo da sinistra Mario Mazzocca

Pescara. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ha convocato e presieduto una riunione alla quale hanno preso parte il Sindaco di Sulmona Annamaria Casini, i presidenti di Legambiente e Wwf Abruzzo Giuseppe Di Marco e Luciano Di Tizio, unitamente all’Avvocatura Regionale, ai legali delle associazioni ambientaliste e del Comune di Sulmona, allo scopo di delineare una strategia comune per scongiurare la costruzione della centrale di compressione del metanodotto Snam a Sulmona e la realizzazione del tratto Sulmona-Foligno del metanodotto stesso.
Nel ribadire le ragioni dell’opposizione delle popolazioni locali e delle istituzioni alla realizzazione degli impianti così come previsti dalla Snam che ha sempre rifiutato un confronto vero con gli interlocutori del territorio, tutti i convenuti, ciascuno per la propria parte, hanno dichiarato che continueranno a battersi in tutte le sedi, sia politiche che giudiziarie, come peraltro fanno da diversi anni e come hanno fatto i sindaci della Valle Peligna che hanno incontrato, a ridosso di capodanno, il governo dopo l’intempestiva decisione del Consiglio dei Ministri di dichiarare chiusa la procedura amministrativa.
Wwf e Legambiente hanno messo in evidenza l’importanza della battaglia condotta al fine di prevenire un rischio ambientale troppo alto per il territorio, la necessità di garantire l’incolumità pubblica e favorire l’elaborazione di una strategia energetica che non punti sull’utilizzo delle fonti fossili.
Il Sottosegretario Mazzocca ha fissato per venerdì 16 febbraio il prossimo incontro in cui i partecipanti alla riunione odierna si ritroveranno per concordare modalità, forme, sostanze e tempi di elaborazione del ricorso al Tar avverso la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso.

Vasto. Sollecitato da cittadini, associazioni, amministratori comunali e dal Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, ad esprimersi in merito al progetto di realizzazione di un cementificio a freddo in località Punta Penna di Vasto, a pochi passi dalla Riserva naturale regionale di Punta Aderci, il direttore generale dell’Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli ha costituito una task force, un gruppo di lavoro multidisciplinare, composta da dipendenti esperti dell’Agenzia (un ingegnere, una biologa ed un tecnico specializzato in procedimenti ambientali), per approfondire tutti gli eventuali risvolti di carattere prettamente ambientale che la realizzazione dell’impianto potrebbe determinare.

Oltre ad esprimere la propria soddisfazione per l’iniziativa dell’Arta, il Sottosegretario Mario Mazzocca ha dichiarato: “Se dopo anni di rinvii il governo la smettesse di tergiversare e istituisse finalmente il Parco della Costa Teatina, i continui tentativi di insediare stabilimenti altamente impattanti come i cementifici a ridosso di aree protette sarebbero scoraggiati da subito. Inoltre, dovrebbe far riflettere il fatto che, mentre lo storico cementificio di Scafa chiude i battenti lasciando in eredità al territorio notevoli problemi di ripristino ambientale, c’è chi vuole aprirne uno a ridosso di un’area incontaminata”.

«Ho creato questa task force interna di variegate professionalità - spiega Chiavaroli - per avere un’esatta cognizione delle potenziali interferenze dell’attività produttiva sull’area protetta, in applicazione del principio di precauzione di derivazione europea, trasposto nel codice dell’ambiente vigente in Italia, in modo da poter fornire un contributo qualificato nella discussione in corso e anche nell’ipotesi che l’Agenzia sia chiamata ad esprimere un parere tecnico nella successiva fase procedimentale dell’opera».

Chiavaroli ricorda che ad oggi Arta «non è mai stata investita ufficialmente della questione. La tematica, tra l'altro, non è stata ancora affrontata neanche in seno al Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci, di cui, come opportunamente richiesto dall’assessore all’ambiente e vice sindaco del Comune di Vasto, l'Agenzia fa parte da pochi mesi con un proprio rappresentante, l'ingegner Massimo Di Gennaro dell'Ufficio Controlli Integrati del Distretto subprovinciale di San Salvo-Vasto. E’ dovere di Arta, in quanto agenzia di tutela ambientale affrontare la problematica nel rispetto delle normative vigenti in materia, al fine di gestire al meglio il delicato equilibrio tra lo sviluppo produttivo del territorio e la difesa della Riserva naturale di Punta Aderci, una delle aree protette più belle e frequentate della nostra regione».

L'Aquila. “La Regione Abruzzo – ha dichiarato il Sottosegretario Mario Mazzocca – ha interesse a coltivare e valorizzare la storia del sito, così come è stato già fatto per la documentazione e la letteratura disponibile, a partire dagli edifici più significativi e anche di pregevole caratura, recuperabili come testimonianza di archeologia industriale, e non solo per ricostruire la storia di questo importantissimo sito e mantenerne la memoria evidenziandone il ruolo primario nella storia produttiva del Paese, ma anche per l’interesse a un riuso finalizzato a costruirvi in prospettiva un polo culturale/documentale”.

Lo stabilimento chimico di Piano d’Orta ha uno straordinario valore storico, di archeologia industriale e demo-antropologico di importanza nazionale. E’ stato luogo di produzioni innovative, di applicazioni di ricerca avanzata, di genialità delle maestranze. A cavallo del passaggio tra il XIX e il XX secolo, infatti, l’Italia registrava un fortissimo ritardo nello sviluppo della chimica (allora praticamente inesistente) e la sua economia, basata quasi per intero sull’agricoltura, era arretrata e caratterizzata da bassi rendimenti soprattutto per la carenza di concimi fondamentali: azotati e fosfatici. Mancavano inoltre tutte le materie prime della chimica di base, e questa carenza costituiva un fattore limitante per una vastissima quantità di produzioni e, in definitiva, per l’intero sviluppo economico e sociale. L’importanza storica di questo sito è riportata oramai nei testi di chimica, nella sitografia e nelle enciclopedie (es. Treccani).

Già nel primo decennio di produzione, Piano d’Orta era in stretta relazione e connessione con la nascente grande industria nazionale e l’Italia passava dall’assenza completa nei convegni internazionali di chimica ad essere presente, citata ed apprezzata, anche per i brevetti che esportava.

“La prima fabbrica di concimi basata sul metodo Frank-Caro, nacque proprio in Italia nel 1905 a Piano d’Orta, in Abruzzo. Finalmente era disponibile il primo concime azotato che permetteva l’utilizzo di azoto atmosferico”. (fonte: www.alzchem.com/it/storia). Parliamo della Calciocianammide, concime ancora oggi largamente usato per le straordinarie rese che consente di raggiungere in agricoltura e per le sua compatibilità ambientale. Fu la ricerca condotta in quello stabilimento a ingegnerizzarne la produzione basata sulle risorse disponibili localmente a partire dall’aria, che di azoto ne contiene i 4/5, e dall’energia elettrica prodotta dai fiumi Tirino e successivamente dal Pescara.

Piano d’Orta fu anche uno dei primi siti italiani per la produzione di acido solforico concentrato, a partire all’anidride solforosa ottenuta dall’arrostimento delle piriti (la pirite è il un minerale costituito da solfuro di ferro) al posto del dispendioso zolfo puro. Il metodo era quello a “camere di piombo”, metallo in grado di resistere indefinitamente alle fortissime capacità corrosive dell’acido solforico.

Produzione gemella, avviata nel 1901, era a Milazzo ed entrambi gli stabilimenti, abruzzese e siciliano, erano alimentati dalla materia prima proveniente dalle miniere del grossetano. Si consideri che la Montecatini di Milazzo ha cessato la produzione nel 1959 e gli edifici, classificati oggi come archeologia industriale, sono sottoposti a vincolo congiunto architettonico-archeologico ed etno-antropologico dalla Regione Sicilia con DARS n. 5114 del 21.01.1998.

L’acido solforico concentrato consentì lo sviluppo dell’industria del perfosfato minerale, altro concime-chiave per l’agricoltura, ottenuto dalle rocce fosforitiche che però non sono, tal quale, in grado di nutrire i vegetali. A Piano d’Orta, pertanto, si produceva a grande beneficio dell’agricoltura italiana, il primo concime azotato (la calciocianammide) e il perfosfato, oltre al solfato di rame, anticrittogamico indispensabile per la coltura della vite e per una vasta gamma di impieghi compatibili per l’ambiente al punto che oggi è consentito nelle produzioni agricole con il marchio biologico.

L’importanza di questo stabilimento nella storia nazionale è stata notevole anche in periodo bellico,soprattutto nel primo conflitto mondiale, e non solo per il sostegno all’agricoltura e quindi alla produzione primaria che ha sostenuto la nazione e le truppe in guerra assai più di quanto avvenuto nei paesi avversari, ma anche per l’acido solforico concentrato e i prodotti azotati che costituiscono materia prima per la fabbricazione di esplosivi e polveri da sparo, mentre il sottoprodotto dell’arrostimento delle piriti ferro che veniva conferito alle acciaierie di Bagnoli e in parte a Terni, ove veniva lavorato per produrre acciaio.

Si consideri, infine, che la produzione dello stabilimento abruzzese ha alimentato le industrie dei moderni coloranti e dei detergenti, settori che hanno registrato un’autentica rivoluzione industriale negli anni del boom economico. La storia industriale del sito di Piano d’Orta ne ha determinato interamente anche l’assetto urbanistico attuale: ab origine lo stabilimento era collocato alla confluenza del fiume Orta con il Pescara, in un posto paludoso, piuttosto malsano, privo di insediamenti antropici ad eccezione di qualche casolare distante e isolato dalle colline. Con la crescita della fabbrica si è sviluppato negli anni l’attuale insediamento pianodortese in cui le testimonianze di archeologia industriale dell’insediamento chimico rappresenta, oltre a quanto già detto, un importante fattore identitario, al punto che la piazza attigua nata negli anni ’60 è chiamata “piazza Azoto”.

Si consideri, in aggiunta, che l’archivio della fabbrica, abbandonato in un ambiente tutt’altro che idoneo, è stato recuperato nel 1989 parzialmente degradato , è stato disinfestato e restaurato a cura della Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico con provvedimento della stessa Soprintendenza del 15 marzo 1991, n, 48 e restituito al proprietario. (http://siusa/archivi beni culturali.it).

Tale interesse storico, già sancito dal provvedimento della Soprintendenza, non può non essere esteso agli edifici principali e più interessanti, dei quali si ritiene che vada assolutamente evitato l’abbattimento, facendo ricorso a tecniche di carotaggio, di messa in sicurezza e di bonifica adeguate".

“Ritengo pertanto – conclude Mazzocca – che l’obiettivo della conservazione degli edifici più significativi ed identitari, a logico completamento dell’iniziativa a suo tempo assunta per l’archivio dalla Soprintendenza, sia da assumere come uno degli elementi direttori da porre alla base delle azioni del processo di bonifica in essere e in quelle future (Caratterizzazione e Piano di Bonifica), nella consapevolezza che la prospettiva di acquisizione al pubblico per il riuso dei manufatti storici sia praticabile, non di ostacolo e che incentivi e valorizzi la bonifica stessa”.

L'Aquila. Il Sottosegretario Mazzocca ha incontrato, nel pomeriggio di ieri, i rappresentanti delle associazioni firmatarie della “Carta per la lotta agli incendi boschivi” passando in rassegna gli elementi fondamentali relativi alla varie fasi contemplate nelle sei pagine del documento: prevenzione, gestione dell’emergenza, restauro e manutenzione.
Così Mazzocca nel corso della riunione di ieri alle associazioni presenti: “La mia idea è quella di trasporre la Carta in uno specifica proposta da portare all'esame della Giunta Regionale. Il mio impegno sarà finalizzato a coinvolgere tutti i soggetti competenti, sia dal punto di vista politico che tecnico-amministrativo e scientifico, a coordinare questa attività perchè diventi un segno indelebile, una linea direttiva da poter lasciare in dotazione a chi dovrà effettivamente operare scendendo di dettaglio, creando le condizioni concrete affinchè ciò possa avvenire. Per cui, nell'immediato, invierò preliminarmente la Carta al tavolo tecnico istituito dal Presidente D'Alfonso proprio sul tema della manutenzione delle aree percorse dal fuoco e che si dovrebbe riunire a L'Aquila la prossima settimana chiedendo al contempo di svolgere un'audizione ad hoc con le associazioni”.

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