Pescara. “Le strutture tecniche dell’amministrazione comunale Alessandrini rispediscono in Regione lo scottante fascicolo di PescaraPorto con annesso l’onere di dover annullare il titolo edilizio, come stabilito dal Tar, ma sembra che la Regione Abruzzo non abbia molto gradito il gentile omaggio arrivato senza alcun preavviso. La vicenda PescaraPorto potrebbe determinare la fine di un idillio tra le due amministrazioni politicamente gemelle che si ritrovano a dover gestire una vicenda che tutti rifuggono, o almeno questo dicono i rumors del palazzo che intendiamo chiarire attraverso un’interrogazione urgente nella quale chiediamo formalmente al sindaco Alessandrini di snocciolare tutti gli atti posti in essere sulla vicenda dopo il pronunciamento del Tar e la propria azione nei confronti della Regione affinchè venga ottemperato il dispositivo del Tribunale amministrativo regionale”. Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli ufficializzando la presentazione dell’interrogazione per la prossima seduta del Consiglio comunale.
“Di fatto il pronunciamento del Tar è divenuto uno scacco matto per la giunta Alessandrini e per la Regione Abruzzo – ha ricordato il Capogruppo Antonelli – visto che lo stesso Tribunale ha reintestato alla Regione la competenza a decidere per l’intervento edilizio della società sulle aree del lungomare Cristoforo Colombo prospicienti l’arenile, ordinando l’annullamento della licenza edilizia rilasciata dal Comune, la demolizione di quanto costruito dalla società sino a oggi e, infine, la restituzione di aree assolutamente strategiche in favore del Comune che dovrà poi decidere il loro assetto. Le strutture tecniche del Comune di Pescara, ovviamente, non se lo sono fatto ripetere due volte e, ricevuta la decisione del Tar, hanno impacchettato tutto il faldone e l’hanno subito spedito in Regione ‘per quanto di competenza’, sollecitando anche il rispetto del pronunciamento del Tar. Un invio veloce e avvenuto nel silenzio degli uffici, senza che nessuno abbia preventivamente interpellato la Regione stessa per ‘avvisarla’ del pacco speciale, e la Regione si è ritrovata con il cerino in mano e con l’obbligo, oggi, di assumere una decisione storica, oltre che strategica per l’intero territorio. Ed è a questo punto, però, che si confondono voci, notizie e ‘dicerie’ su quanto accaduto in seguito al ricevimento del gentile omaggio, voci su cui intendiamo fare chiarezza andando direttamente alla fonte, ossia al sindaco Alessandrini che ha un obbligo di trasparenza evidente nei confronti della città. Attraverso un’interrogazione formale e ufficiale chiederemo al sindaco – ha spiegato il Capogruppo Antonelli – quale sia stata la reazione degli uffici regionali a fronte del faldone ricevuto, ossia se ci sia stato un qualunque contatto telefonico tra autorevoli rappresentanti della Regione e i dirigenti comunali, o se addirittura qualche esponente regionale si sia preso il disturbo di chiedere chiarimenti recandosi personalmente nei nostri uffici di piazza Italia. Al sindaco Alessandrini chiediamo di sapere se gli sia giunta voce circa la forte doglianza o critica che sarebbe stata espressa dalla Regione per non essere stata preventivamente allertata circa l’invio del fascicolo su ‘PescaraPorto’ o per non aver condiviso il livello di procedura, ma di aver messo la Regione dinanzi al fatto compiuto, lasciata sola ad assumere la decisione definitiva. Un atteggiamento, se confermato, che attesterebbe, una volta di più, il palese ‘disinteresse’, in realtà l’eccessivo interesse, della Regione nei confronti di una vicenda che, a oggi, paradossalmente, vede la prevalenza dell’interesse pubblico e, nella fattispecie, dell’Ente Comune che, sulla base di quanto stabilito dal Tar, acquisirà le aree del lungomare sud, adiacenti l’ex Cofa, e deciderà, nell’interesse della città, quale possa essere il loro miglior utilizzo. Nella stessa interrogazione, chiederemo al sindaco Alessandrini di riferire con la massima urgenza circa le ulteriori attività poste in essere nei confronti della Regione, ovvero ci aspettiamo che, dopo aver inviato il faldone, abbia attivato la macchina del pressing per sollecitare una decisione, visto che ormai i tempi amministrativi stringono ed entrambe le amministrazioni sono agli sgoccioli e siamo certi che nessuna delle due amministrazioni intenda lasciare la questione in sospeso”.

Pescara. "A gennaio 2017 il consigliere regionale PD delegato alla cultura Luciano Monticelli così si esprimeva sul Sistema Bibliotecario Regionale unitario: 'Questo consentirà notevoli economie di gestione, una maggiore specializzazione del patrimonio librario e la generalizzazione di servizi informatici quali l’hot-spot wifi, consentendo allo stesso tempo di finanziare un aumento dell’orario di apertura' ”.

Così in una nota Paolo Mantini, coordinatore Giovani Comuniste/i Pescara, e Corrado Di Sante, segretario PRC-SE Federazione provinciale di Pescara, che aggiunono: "A distanza di più di un anno è accaduto l’esatto contrario, ad esempio gli orari dell’ex biblioteca provinciale di Pescara “G.D’Annunzio” sono ulteriormente ridotti. La Regione Abruzzo ha tagliato altre 12 ore di apertura settimanale. Sono confermate le chiusure di sabato e domenica, un vero assurdo per una città universitaria come Pescara. Dal lunedì al giovedì la chiusura dalle 19,30 è stata anticipata alle 18. E il venerdì la chiusura della biblioteca è addirittura alle 13,30. Una vergogna! Che fine hanno fatto le economie del sistema bibliotecario regionale annunciate dal consigliere regionale Luciano Monticelli? A Pescara, città universitaria, è sempre più arduo per studenti e lettori trovare un’aula, una sala o una biblioteca aperta per leggere o studiare durante la settimana, quasi impensabile nel fine settimana. Si riducono, invece di aumentare, tempi e spazi per la cultura e l’istruzione. Da anni il diritto allo studio viene leso dalle politiche irresponsabili dei vari governi di larghe intese e dalle solite “riforme” truffa, come il cosiddetto “taglio delle province”. Quello che rimane della giunta D’Alfonso, tuttora seduto su due poltrone quella di presidente e quella di neo-senatore, ha azzerato il diritto allo studio e ha interesse solo per le grandi opere inutili. I soldi ci sono! Chiediamo a gran voce che vengano stanziate sia risorse che personale per aprire le sale e le biblioteche sia durante la settimana che nei week-end come avviene nella maggior parte delle città universitarie".

L’Aquila. “La seduta odierna del Consiglio regionale certificherà ancora una volta che questa legislatura di fatto è finita. D’Alfonso non ha più i numeri e neppure una maggioranza politica per governare e amministrare in maniera legittima la Regione Abruzzo”. Questo affermano i consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti e Emilio Iampieri durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina a L’Aquila prima dell’apertura dei lavori consiliari che aggiungono quanto segue: “Ormai è palese a tutti come il Presidente D’Alfonso continui illegittimamente a rinviare le sue dimissioni pur essendo in uno stato di incompatibilità conclamata in quanto senatore proclamato. Questo è confermato dall’art. 122 della Costituzione italiana, dalla Legge Regionale numero 51, dal regolamento del Consiglio Regionale e dal comportamento del Partito Democratico nel resto d’Italia dove svolge, come in Abruzzo, azione di governo. Infatti in Emilia-Romagna, Galeazzo Bignami (FI) dopo essere stato ‘calorosamente’ invitato attraverso una missiva da parte della presidenza della Regione Emilia-Romagna (PD) a rimuovere con urgenza la sua incompatibilità in ossequio all'articolo 122 della Costituzione, che sancisce l'incompatibilità tra un seggio nelle Regioni e uno in Camera o Senato, si è dimesso da Consigliere regionale, optando per la Camera dove è stato eletto lo scorso 4 marzo. Come vedete abbiamo due pesi due misure”.

“E’ del tutto evidente – spiega Sospiri – che D’Alfonso continui, nella sua piena illegittimità, ad indire concorsi, effettuare nomine, scegliere Direttori e assunzioni, sottoscrizioni di convenzioni, a pregiudicare il futuro di nuovi assetti, a fare scelte in sanità molto discutibili nonostante la sua incompatibilità, come decretato anche dal Partito Democratico dell’Emilia-Romagna. Quindi chiediamo di rimuovere la sua incompatibilità affinché la Regione ritrovi la sua piena azione amministrativa, legittimità politica e operatività per ultimare in maniera serena e oggettiva questa legislatura. Il senso di responsabilità avrebbe dovuto consigliare al Presidente D’Alfonso di lasciare in maniera ordinata al vice, Giovanni Lolli, la chiusura della legislatura. Invece oggi ci troviamo in una situazione di grandissima difficoltà dove tutto è bloccato”.

“La poca serenità del Presidente D’Alfonso – continua Febbo – è del tutto evidente anche nelle ultime sue esternazioni non degne di un ruolo istituzionale dette davanti a dei bambini in occasione dell’inaugurazione della pista ciclopedonale di Ortona. Non è la prima volta che D’Alfonso denigra e offende il mondo agricolo. Un settore già molto penalizzato dal fatto che i fondi del PSR non vengono spesi tanto da essere al terzultimo posto tra le regioni italiane per capacità di spesa e, ahimè, prossimi alla restituzione di milioni di euro alla Comunità Europea. Stesso film si ripete nel FESR e FSE dove abbiamo percentuali ridicole sulla rendicontazione. Un danno enorme per la nostra economia regionale dove si continua a sottoscrivere convenzioni senza aprire un solo cantiere. Per non parlare del settore cultura: anche qui tutto fermo. Il Teatro Marruccino, nonostante i capitoli presenti in bilancio e le garanzie ricevute anche attraverso una precisa missiva, rischia di chiudere definitivamente se non si interviene tempestivamente con le somme ordinarie. Insomma abbiamo una Regione in uno stato comatoso”.

“D’Alfonso – sottolinea Iampieri - ha scritto un programma di 135 pagine che ha totalmente disatteso. Non ha portato a termine un solo impegno assunto con gli abruzzesi. Pertanto è urgente dare a questa Regione un governo forte, credibile e fattivo”.

“Finalmente l’attualità politica – conclude Gatti – e se venissero confermate le notizie di elezioni anticipare, potranno risolvere finalmente a D’Alfonso il suo conflitto interiore. Invito il presidente a dimettersi da senatore così da risolvere questo suo enigma esistenziale per tornare a dedicarsi completamente alla Regione. In questo modo D’Alfonso avrà un altro anno di tempo per decidere le sue sorti politiche. In sei mesi questo Consiglio regionale, con la seduta di oggi, si è riunito solo due volte. Credo che solo questo indichi plasticamente il grave stato di stallo e confusione in cui vive la Regione Abruzzo”.

Pescara. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri hanno presentato il ricorso inoltrato presso il Tribunale de L’Aquila.
L’incompatiblità del presidente-senatore che la giunta per le elezioni non ha riconosciuto è sancita dall’articolo 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale. Per i consiglieri regionali del M5S “sarebbe dovuta essere una mera presa d’atto e invece il centrosinistra ha preferito prendere tempo allontanando il più possibile il confronto elettorale che evidentemente li vedrebbe perdenti”. Ora sarà il Tribunale a decidere, peraltro in tempi strettissimi, molto probabilmente meno di 60 giorni.
“Il presidente D’Alfonso è incompatibile dal 16 marzo – ha sottolineato la consigliera regionale del M5S, Sara Marcozzi – giorno in cui la Corte d’appello lo ha proclamato senatore. Si ostina contro quella che è la nostra carta costituzionale a volere restare in tutte e due le posizioni, le raccole firme non servono a nulla, abbiamo deciso da cittadini di depositare un ricorso affinchè sia il Tribunale de L’Aquila a scegliere una delle due posizioni. La giunta per le elezioni purtroppo ha votato a maggioranza e la maggioranza è quella del presidente D’Alfonso, questa maggioranza ha deciso di non tutelare l’istituzione in Consiglio Regionale, ma di tutelare la posizione del presidente-senatore Luciano D’Alfonso, per cui hanno preferito la carriera politica di una persona all’interesse dei cittadini abruzzesi. I tempi del nostro ricorso saranno molto brevi, il Tribunale de L’Aquila si pronuncerà entro 30-60 giorni perché hanno un ricorso in materia elettorale, per cui i tempi sono assolutamente celeri. L’effett o ce lo spiega una sentenza della Corte Costituzionale, cioè dal momento della notifica del ricorso, il presidente-senatore non potrà più optare per restare consigliere regionale ovvero presidente di Regione ma decadrà”.
“La norma impone di comunicare la cause di sopravvenuta incompatibilità entro 60 giorni dal momento in cui si sono verificate – ha commentato l’avvocato Isidoro Malandra - per cui il governatore D’Alfonso entro 60 giorni dalla nomina a senatore avrebbe dovuto fare la comunicazione e l’avrebbe dovuta fare anche al Consiglio Regionale, questa è una norma che esiste anche peril Consiglio Regionale. Un’altra questione è che c’è una norma della Legge 154 dell’81 che dice che la cessazione delle funzioni deve aver luogo entro 10 giorni dal momento in cui è venuta a concretizzarsi l’incompatibilità. Non c’è sanzione, però teoricamente la cessazione delle funzioni sarebbe già dovuta avvenire. Nel momento in cui noi presentiamo questo ricorso lo facciamo come cittadini elettori del Consiglio Regionale e si chiede con un procedimento parallelo che non interferisce con il procedimento di convalida di accertare l’incompatibilità. La notifica del ricorso e della fissazione dell’udienza permetterebbero il cristallizzarsi della situazione, quindi nel momento del ricevimento del ricorso D’Alfonso non potrebbe più optare per il Consiglio Regionale. Abbiamo la dichiarazione di decadenza ma in Regione ed in Senato c’è una procedura diversa nel senso che la rilevata incomatibilità viene data al soggetto che è stato eletto per addurre le proprie motivazioni e gli viene dato un ulteriore termine per optare. Nel momento in cui noi presentiamo questo ricorso si presenta un meccanismo per cui o si opta in termini brevissimi per il Consiglio Regionale o non potrà più farlo. Non è comprensibile come la giunta per le elezioni abbia potuto dichiarare che non c’è incompatibilità quando è lo stesso D’Alfonso che dichiara in Senato che c’è incompatibilità. D’Alfonso anche nella memoria che ha presentato non ha mai detto che non c’è incompatibilità, ha detto che si doveva consentire il procedimento del Senato, quindi come ha fatto la giunta per le elezioni regionali a dire che non c’è incompatibilità?”.

Pescara. “E’ nei fondi europei che l’incapacità di Governare della Giunta di centro sinistra si palesa nettamente. Il Movimento 5 Stelle è intervenuto a più riprese sull’importante partita dei programmi operativi dei fondi europei. Abbiamo già denunciato da anni l’immobilismo della nostra regione sulla capacità di reperire i fondi della Comunità. Come abbiamo già denunciato i gravi ritardi nella pubblicazione dei bandi e di come questo comporti la mancanza di risorse economiche per imprese e beneficiari, che attendono da troppo tempo di poter usufruire delle risorse messe a disposizione dall'Europa. In Abruzzo i fondi europei non vengono utilizzati, non vengono richiesti e non vengono investiti correttamente. Ciò da anni, sia durante l’amministrazione Chiodi di centro destra che da parte di quella di centro sinistra a guida D’Alfonso. Ed ora, come se non bastasse, arriva la proposta di budget europeo presentata dalla Commissione che sancisce i tagli alla politica di coesione del 7% . Riteniamo che questo sia inaccettabile. Si tratta di andare a colpire le Regioni che, come l’Abruzzo, hanno già gravi problemi di risorse economiche in ambito di sviluppo e crescita. Secondo le prime stime, effettuate dai parlamentari europei del M5S, si tratta di circa 5 miliardi di euro in meno di risorse investite. Per questo ci uniamo alla richiesta di Laura Agea, capodelegazione 5 Stelle, nella richiesta di inserire il livello di disoccupazione giovanile come indicatore principale, oltre al PIL, per quantificare l’assegnazione dei fondi europei”, così i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri, commentano il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2020-2027 presentato da Juncker al Parlamento europeo.

 

A loro si uniscono Laura Agea e Marco Valli, europarlamentari M5S, che commentano “Durante la discussione al Parlamento europeo – spiegano - presenteremo emendamenti per rimediare agli errori della Commissione. Comprendiamo le sfide al budget europeo rappresentate dall’uscita della Gran Bretagna, ma non possono essere i cittadini a pagarne le conseguenze. Ci sono spazi per ridurre i troppi sprechi europei e per rimodulare le spese. Diciamo no ai tagli lineari e, per quanto riguarda la PAC, chiederemo di privilegiare nell’assegnazione dei fondi i piccoli agricoltori ed eliminare le inefficienze. Vogliamo capire meglio, infine, come verranno utilizzati i 25 miliardi stanziati a sostegno delle riforme strutturali. Se per riforme strutturali Juncker intende il Jobs Act e la riforma Fornero faremo le barricate. Il Movimento 5 Stelle mette al centro della sua azione politica l’Italia e i cittadini italiani”, concludono.

 

Calcolo Totali Regioni indicate con perdita del 7%:

Abruzzo: 28 milioni

Puglia: 500 milioni

Campania: 370 milioni

Sicilia: 340 milioni

Calabria: 160 milioni

Lombardia: 133 milioni

Piemonte: 128 milioni

Lazio: 125 milioni

Emilia Romagna 105 milioni

Sardegna: 95 milioni

Veneto: 91 milioni

Basilicata: 77 milioni

Marche: 61 milioni

Umbria: 60 milioni

Liguria: 52 milioni

Friuli Venezia Giulia: 35 milioni

Prov. regionale Bolzano: 19 milioni

Molise: 10 milioni

Valle D’Aosta: 8 milioni

Pescara. “La Giunta in data odierna ha autorizzato il comando dell’architetto Pierpaolo Pescara presso la Regione Abruzzo, dove andrà a ricoprire il prestigioso incarico di Direttore del Dipartimento Opere Pubbliche Governo del Territorio e Politiche Ambientali.

Si tratta di un importante incarico che consentirà alla Regione Abruzzo di servirsi della professionalità maturata in prima linea e nel corso di questi anni da Pescara, che vogliamo ringraziare per lo spirito di servizio, la competenza e le doti umane e professionali con cui ha adempiuto al suo incarico per la città e per i suoi cittadini.

Anche se con rammarico ci priviamo del nostro dirigente che andrà a svolgere un ruolo di primo piano nell’organico della Regione e quindi si dovrà confrontare sin da subito con la programmazione finanziaria di interventi strategici contenuti nel Masterplan-Patto per il Sud, fondi a vantaggio di tutte le comunità abruzzesi e anche del Comune di Pescara.

Mesi fa, nell’ambito della nuova macrostruttura comunale e in ottemperanza ai criteri di rotazione degli incarichi dirigenziali, il sindaco ha scelto proprio Pescara per l’incarico di dirigente di un settore molto complesso qual è quello dell’Urbanistica, dell’Edilizia scolastica e del Patrimonio ed Edilizia residenziale pubblica, comparti che già dal prossimo mercoledì 2 maggio provvederemo ad affidare alle competenze dei dirigenti attualmente in servizio, i quali siamo sicuri saranno in grado di proseguire il lavoro iniziato con altrettanta competenza e disponibilità”. Lo afferma in una nota il vicesindaco di Pescara e assessore al Personale, Antonio Blasioli.

Pescara. <<Il Presidente D’Alfonso sbaglia: ricorrendo ad artifizi allunga il suo governo ma porta acqua al mulino dell’antipolitica. Questa agonia della Regione non porterà niente di buono né all’Abruzzo e neppure paradossalmente a lui>>. Così Gianfranco Rotondi parlando a Pescara ha commentato la decisione della giunta delle elezioni abruzzese che di fatto ha aperto la strada a una conclusione naturale della legislatura regionale abruzzese.

L'Aquila. Si fa sempre più debole la posizione del Governo che ha osservato il Piano Rifiuti della Regione Abruzzo perché non prevede inceneritori: il Tar del Lazio rimanda alla Corte di Giustizia Europea l’esame dell’articolo 35 dello Sblocca Italia (che imponeva di costruire anche in Abruzzo un inceneritore) perchè in contrasto con la normativa dell’Unione Europea sui rifiuti.

Queste sono le conclusioni alle quali sono giunti i giudici amministrativi nell’esaminare il ricorso presentato da due associazioni ambientaliste, Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare e l’Associazione Verdi Ambiente e Società, accogliendo e sottoponendo ai giudici europei cinque questioni pregiudiziali sulle difformità tra le norme europee (Direttive 2008/98/CE e 2001/42/CE) oltre che nazionali (D.Lgs.152/2006) e lo Sblocca Italia (Legge 133/2014).

“L’Ordinanza del TAR del Lazio pubblicata ieri – afferma il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca – rappresenta una conferma delle tesi da noi sostenute nel difendere la coerenza del nostro piano di gestione integrata dei rifiuti con i principi dell’economia circolare che sono alla base della legislazione europea. Quando, a commento della decisione del Governo di osservare il nostro piano di gestione dei rifiuti, definii Gian Luca Galletti il peggior ministro dell’ambiente della storia repubblicana, non mi sbagliavo di certo e ogni giorno emergono motivi per confermare questo poco lusinghiero giudizio”.

In sostanza i giudici europei dovranno pronunciarsi, tra l’altro, su: la corretta attuazione della gerarchia di trattamento dei rifiuti (riduzione-riutilizzo-recupero) che prevede solo in ultimo lo smaltimento, visto che i 40 impianti autorizzati non prevedono alcun recupero di energia; la mancata esecuzione della VAS, del tutto ignorata dal Ministero senza alcuna motivazione accettabile; l’errato calcolo del presunto fabbisogno residuo di incenerimento basato su dati male interpretati o gonfiati, come nel caso dell’Abruzzo.

“Faremo valere questa ordinanza – conclude Mazzocca – davanti alla Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sul Piano Rifiuti della Regione Abruzzo, sollevando la questione della legittimità della norma in base alla quale il Governo ha impugnato la nostra legge regionale”.

Pescara. “Finalmente annunciamo una ‘buona notizia’. L’Abruzzo conquista una posizione sull’avanzamento della spesa del Programma di Sviluppo Rurale. Siamo passati dal quart’ultimo posto (6,08%), al 31.12.2017, al terz’ultimo posto (7,06%) al 31.03.2018. Questo significa che siamo vicinissimi al disimpegno e alla restituzione di oltre 25 milioni di euro come certificato dal Ministero delle Politiche agricole (Mipaaf). Tutto questo mentre agli agricoltori del Consorzio Bonifica Centro arrivano le cartelle dei canoni consortili aumentati del 40%. Un incremento che mette in ginocchio l’agricoltura e il suo indotto”. Ad affermarlo i Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri nel corso della conferenza stampa di questa mattina. “L’incompatibile D’Alfonso – hanno aggiunto Febbo e Sospiri - continua ad offendere gli abruzzesi e gli italiani forzando regolamenti, leggi e la stessa Costituzione italiana pur di rimanere su due poltrone con il solo intento di continuare a decidere da solo su tutto e tutti, causando danni enormi alla Regione e agli abruzzesi. È vergognoso che il mondo agricolo paghi la disorganizzazione e la sciattezza di questo governo regionale che, nascondendosi dietro i commissariamenti, grava lavoratori e imprenditori agricoltori con maggiori tasse. Come d’altronde è già accaduto anche per il Consorzio di bonifica Sud di Vasto dove i canoni aumentati due anni fa del 57% non sono stati abbassati nonostante le rassicurazioni e un contributo di 500 mila euro della Regione utilizzato per aumentare del 43% l’indennità al commissario, triplicare i rimborsi spesa e dispensare consulenze”. “Stessa tragica situazione – hanno rimarcato Febbo e Sospiri – che riguarda il mondo delle piccole imprese, dell’artigianato e del commercio che in questi anni non ha ricevuto beneficiato di contributo, bando o finanziamento regionale. Ricordiamo come la regione Abruzzo si attesta tra le ultime regioni italiane ad aver speso i fondi europei. Il 2 marzo scorso abbiamo richiesto al Direttore Rivera una copia della relazione della riunione sul POR FESR Abruzzo 2014-2020 e del POR FSE Abruzzo 2014-2020 svoltasi a Pescara il 22 febbraio. Ad oggi non abbiamo ricevuto nulla a riprova dei dati e dei giudizi fortemente negativi sull’andamento dei bandi relativi ai fondi europei confermato d'altronde in altre sedi da parte della Commissione europea e dalle tabelle pubblicate su autorevoli quotidiani nazionali. Una confusione generale palpabile con l’ente Regione al quale mancano una guida politica, direttive ben precise dettate dai Direttori e dirigenti e un’incisiva organizzazione nei vari settori e dipartimenti. Siamo di fronte ad una follia pura considerando che non abbiamo più gli assessori che decidono quali politiche adottare, il Direttore generale potrebbe non avere i titoli idonei per ricoprire quel ruolo e siamo in attesa di avere una risposta ad una nostra richiesta inviata il 5 aprile, visto che esiste anche una sentenza. Intanto il presidente D’Alfonso continua a sfornare in continuazione convenzioni sul Masterplan senza programmazione e copertura economica certa e gli amministratori accorti e diligenti si rifiutano di firmare ed impegnare le proprie casse per risorse ad oggi inesistenti, come ha fatto giustamente il Presidente della provincia di Chieti Pupillo. Sono anni che sentiamo annunci di risorse per la viabilità ma le strade sono ancora piene di buche e inaccessibili tant’è che la provincia dell’Aquila ha dovuto chiuderle”.

“Questo è il risultato di un caos generale – concludono Febbo e Sospiri – frutto di pasticci su pasticci, soprattutto in questi ultimi mesi con un Presidente che si ostina a il ruolo di Governatore e Senatore. Ieri, l’ufficio legislativo, e non le minoranze, in maniera chiara e netta, ha decretato la sua incompatibilità nonostante il voto a maggioranza da parte della commissione elettorale. Siamo sicuri e certi che il voto di 16 contro 12 di ieri in Commissione è destinato a cambiare e mutare durante la seduta del prossimo consiglio regionale in programma giovedì prossimo dove non ci sarà più la maggioranza. Oggi di incolto vi è solo l’Abruzzo che per l’incoscienza di D’Alfonso e l’inettitudine della sua maggioranza rischia seriamente di portare la nostra regione in recessione”.

Pescara. Sono state presentate le attività della “Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria” – SIdSI - ( http://www.sidsi.it/ ) presso la Sede della “Regione Abruzzo” di Pescara con l’intervento dell’Ing. Davide Cavuti, Direttore della “Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria”, del Prof. Gianfranco Totani e dell’Ing. Giuseppe Zia, entrambi componenti del “Comitato Scientifico” del SIdSI: alla conferenza stampa era presente la Dott.ssa Marinella Sclocco, Assessore regionale con delega all’Università.
La “Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria”, nata con lo scopo di diffondere la cultura scientifica, in tutti i suoi campi, ha la sede operativa del “Comitato Scientifico” all’interno del “DICEAA - Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura, Ambientale” dell’Università dell’Aquila (Polo Universitario di Roio). Il Comitato Scientifico è composto da un gruppo di lavoro che annovera tra le sue fila docenti universitari, ricercatori, studiosi, cultori delle materie scientifiche e non, manager d’azienda e professionisti.
<< Il programma delle attività 2018-2019 - ha dichiarato l’Ing. Davide Cavuti, Direttore del SIdSI - ha lo scopo di promuovere, favorire e tutelare la diffusione della cultura scientifica, in tutti i suoi campi, con azioni sinergiche che si basano sulle competenze delle diverse personalità del mondo della scienza e delle istituzioni. L’obiettivo principale è quello di creare un rapporto diretto con un ampio pubblico ed in particolare con i giovani>>.
Per attuare il programma, la “Società italiana della Scienza e dell’Ingegneria” si avvale di collaborazioni con Università italiane e straniere, Ordini professionali, Centri di ricerca, Associazioni di categoria, Istituzioni pubbliche e private, Industrie, Scuole di ogni ordine e grado, ed Enti e Istituti culturali di varia natura, per realizzare programmi comuni di ricerca e di studio, aderendo ad iniziative volte a soddisfare le esigenze espresse nel territorio nazionale.
<< La sfida che il SIdSI lancia - continua il Direttore Cavuti - sarà diretta alla creazione di sistemi che siano più performanti secondo i paradigmi tipici della sostenibilità attuati attraverso l’azione integrata del mondo della ricerca universitaria, degli ordini professionali e delle industrie. Per quanto attiene l’attività di ricerca, saranno cinque i progetti che verranno implementati: “Sicurezza sismica delle costruzioni e del territorio”; “L’Idrogeno, opportunità per la mobilità del futuro”; “Azienda 4.0 e Sistemi integrati per l’efficienza della produzione industriale”; “Economia e Ingegneria del Mare “, “Formazione”.
È stata individuata la parola chiave “Five S” prendendo spunto dalle “Cinque S” che sono le fondamenta del metodo di ottimizzazione dei processi industriali, applicato attraverso il miglioramento continuo strutturato, nelle aziende moderne e prerogativa della sostenibilità aziendale: le “Five S” del SIdSI sono declinate come Sostenibilità, Società, Scienza, Salute, Sicurezza>>.
L’appuntamento con il convegno internazionale, dal titolo “Sostenibilità: la sfida per l’efficienza energetica”, è previsto nel mese di novembre 2018 e vedrà la partecipazione di Università italiane e straniere e degli Ordini Professionali.
<<La sostenibilità investe diversi ambiti tra i quali l’etica ambientale, l’equilibrio sociale, lo sviluppo economico. Le tre condizioni di sostenibilità ambientale, economica e sociale partecipano insieme alla definizione di benessere e progresso – ha dichiarato il Prof. Gianfranco Totani, componente del Comitato Scientifico del SIdSI - in ambito ambientale, la sostenibilità è considerata una prerogativa essenziale per garantire la stabilità di un ecosistema. Con riferimento alla società, il termine di sostenibilità sociale indica un equilibrio tra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie. La sostenibilità economica è alla base delle riflessioni nell’ambito dell’economia dello sviluppo che studiano la possibilità futura che un processo economico “duri” nel tempo. Da questo punto di vista, perché un processo sia economicamente sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente >>.
Il “Consiglio Nazionale di Presidenza” del “SIdSI” – recita una nota – ha inoltre autorizzato la pubblicazione degli atti relativi al convegno “Sostenibilità ambientale, economica e sociale” e programmato le attività volte alla diffusione del sapere scientifico con l’ideazione e la realizzazione del “Festival della Scienza e dell’Ingegneria” e del “Premio Scienza Giovani” entrambi nati con il presupposto di coniugare la cultura scientifica con le attività dei giovani sensibilizzandoli e avvicinandoli ai vari insegnamenti universitari e post-universitari e non solo.
<< La “Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria” opera in un momento storico che vede l’Italia nella necessità di impegnare le proprie energie intellettuali con impiego dell’intelligenza e delle migliori tradizioni della propria storia e della propria cultura. - ha affermato l’Ing. Giuseppe Zia componente del Comitato Scientifico del SIdSI - Solo con un linguaggio scientifico, di corrispondenza certa ed accertabile tra il dire ed il fare, possiamo dare un nuovo impulso, che possa rivalutare i saperi scientifici e la loro applicazione a vantaggio di tutti per il massimo benessere sociale, in termini di pace sociale, salute e sicurezza nel presente e per il futuro >>.

 

Info:
Per le attività proposte, il “Comitato Scientifico” del SIdSI vede la presenza di autorevoli esponenti del mondo accademico e delle professioni: il Prof. Enzo Chiricozzi (già Prorettore delegato per il placement universitario e per i rapporti con il mondo del lavoro e Professore Emerito di “Macchine elettriche”), il Prof. Gianfranco Totani (Docente di “Ingegneria Geotecnica” all’Università dell’Aquila e membro della “International Society of Soil Mechanics and Geotechnical Engineering”), il Prof. Angelo Luongo (Docente di “Scienza delle Costruzioni”all’Università dell’Aquila e Direttore del “Dipartimento di Ingegneria Civile Edile-Architettura, Ambientale”), il Prof. Costanzo Manes (Docente di “Robotica Industriale”, Presidente del Corso di Laurea in “Ingegneria Informatica e Automatica” e ricercatore presso lo “IASI-CNR” a Roma), il Prof. Daniele Zulli (Docente di “Scienza delle Costruzioni” all’Università dell’Aquila), l’Ing. Giuseppe Zia (già membro del “Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Ingegneri” e del “Continuing Professional Development Committee” del “F.E.A.N.I.”) e l’Ing. Davide Cavuti (Direttore del SIdSI e Docente del corso professionalizzante di “Ingegneria del miglioramento continuo” all’Università dell’Aquila).


Sito web ufficiale: http://www.sidsi.it/ 

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