Pescara. Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Pescara Principale hanno arrestato M.R., 32enne Pescarese con precedenti di polizia, in ottemperanza all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale del Riesame de L’Aquila, responsabile di una serie di truffe on-line.
Nello specifico, il giovane si era specializzato nel compimento di una serie di truffe servendosi della piattaforma di compravendite on-line “Subito.it”, ove pubblicava inserzioni di articoli di tendenza (tra cui motori per motoscafi, cerchi in lega per autovetture sportive nonché smartphone e videogiochi), da lui però non posseduti, a prezzi stracciati, con le quali riusciva ad incassare fino ad oltre 30.000,00 Euro in un mese.
Adescato il malcapitato acquirente, attirato dal “vantaggioso” affare, l’arrestato si faceva accreditare il compenso pattuito tramite ricariche su carte prepagate postali “postepay”, ovviamente senza poi concretizzare la vendita.
Le indagini dei Carabinieri hanno portato alla luce anche un altro artifizio utilizzato dal truffatore, mediante il quale sperava di poter passare inosservato agli investigatori e continuare impunito nella sua azione criminosa: si serviva, infatti, di carte “postepay” intestate a persone sempre diverse, soggetti evidentemente compiacenti - spesso tossicodipendenti - che dietro compenso in denaro richiedevano carte a proprio nome per poi di fatto consegnargliele.

Pescara. Questa mattina i Carabinieri del Nucelo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara hanno arrestato, per estorsione, lesioni personali aggravate e danneggiamento, A.I., 39enne di origini Napoletane, già noto alle FF.OO., in ottemperanza ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Pescara, che ha pienamente condiviso le risultanze investigative rassegnate.
I fatti risalgono al 6 ottobre u.s. quando l’uomo, con lo scopo di incassare un credito vantato arbitrariamente a seguito della conclusione di un rapporto lavorativo con la vittima, unitamente ad altro complice (sul conto del quale sono in corso ulteriori accertamenti per stabilirne l’identità), si sono recati in Cepagatti, hanno atteso che il 31enne residente a S.G. Teatino uscisse dalla propria azienda di rivendita di materiale edile e, dopo averlo minacciato, lo hanno aggredito violentemente con calci e pugni al volto ed al costato, tanto da rendergli necessario il trasporto in ambulanza presso il Pronto Soccorso del locale nosocomio.
Sottoposto a cure mediche, il malcapitato è stato riscontrato affetto da numerose fratture al seno mascellare, al seno paranasale, frattura delle ossa nasali nonché frattura di tre coste e dimesso con una prognosi di 30 giorni.
L’aggressore, in aggiunta, prima di allontanarsi dal luogo del pestaggio ha anche pensato bene di tagliare le gomme dell’autovettura del giovane teatino al fine di rincarare la dose di minacce appena servitegli.
L’azione del picchiatore non è finita però come egli sperava, non avendo incassato nessuna somma di denaro, ed essendo adesso ristretto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’A.G. mandante.

Pescara. Ieri mattina, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere a carico di Mario BOLOGNESE, pescarese di 28 anni, pregiudicato, che deve rispondere del reato di lesioni gravi. Nel pomeriggio dello scorso 2 ottobre, nella centralissima Piazza della Rinascita, il predetto aggrediva un quindicenne, colpendolo al volto con due pugni, causandogli una contusione cranio facciale e una frattura dell’orbita destra con una prognosi di trenta giorni.
All’indagato veniva contestata l’aggravante dei futili motivi perché, dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura, emergeva che il quindicenne stava semplicemente discutendo con la sua ex fidanzata, peraltro in presenza di altri amici, quando è stato affrontato dal BOLOGNESE che, in evidente stato di ebbrezza, lo colpiva, asserendo di essere un amico di famiglia intervenuto in difesa della ragazza.
Quel giorno il BOLOGNESE si trovava a Pescara in permesso, essendo ristretto da alcuni mesi agli arresti domiciliari presso una comunità di recupero di Ortona (CH) per una serie di reati (tentata rapina aggravata, ricettazione e porto abusivo di armi) commessi a Pescara nel luglio del 2016.
La misura è stata emessa dalla Corte di Appello di L’Aquila che, lo scorso 16 novembre, per quei fatti delittuosi ha condannato il BOLOGNESE alla pena di tre anni di reclusione, revocandogli quindi il beneficio degli arresti domiciliari.

Pescara. Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Pescara sono stati impegnati in un ampio servizio “straordinario” di controllo del territorio svolto in tutti i comuni ricadenti nella giurisdizione finalizzato sia alla prevenzione che repressione dei reati in generale.
Molto efficace il servizio che ha consentito di conseguire risultati molto positivi a seguito di moltissimi controlli a persone ed autovetture: infatti, i Carabinieri hanno tratto in arresto 1 persona, denunciato in stato di libertà complessivamente 8 soggetti e segnalato alla Prefettura di Pescara 3 persone in quanto assuntori abituali.
In particolare, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato, la 49enne Emilia Cirelli che è stata sorpresa lungo una via della città, lontana dalla sua abitazione, violando così gli obblighi imposti dalla Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno al suo domicilio. La predetta, al termine delle formalità di rito, è stata ristretta in regime di arresti domiciliari.
Sempre i Carabinieri del citato reparto hanno deferito in stato di libertà:
- per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 20enne di origine pugliese che, sottoposto a perquisizione d’iniziativa domiciliare, è stato trovato in possesso di gr. 6 di sostanza stupefacente de tipo “marijuana”, 30 semi della stessa sostanza nonché di ulteriori 2 gr. di “marijuana”, occultati all’interno di un garage nella sua disponibilità;
- per contraffazione marchi, commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, un 38enne senegalese, il quale, durante un controllo dinamico alla circolazione stradale, è stato sorpreso a bordo di una bicicletta con una grossa busta e, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di numerose targhette tagliate di abiti ed alcune parti di vestiti. Nella convinzione che lo stesso effettuasse attività di contraffazione, gli operanti hanno proceduto poi a perquisizione domiciliare d’iniziativa, appurando l’esistenza di un vero e proprio laboratorio per la preparazione di abiti in una stanza in cui era presente una macchina da cucire professionale e moltissime targhette, etichette, talloncini e medagliette metalliche riproducenti marchi griffati importanti. Infine, all’interno di un garage a lui in uso pertinenza dell’abitazione, sono stati rinvenuti complessivi 16 giubbini contraffatti di varie marche. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro;
- per possesso ingiustificato di attrezzi atto allo scasso, un 24enne ucraino, residente in Francavilla al Mare, poiché, sorpreso in atteggiamento sospetto a passeggiare lungo questa via Mazzini, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di vari arnesi atti allo scasso, sottoposti a sequestro.
I Carabinieri della Stazione di Pescara Colli, invece, hanno deferito in stato di libertà un 33enne senza fissa dimora che si era impossessato di taluni prodotti per l’igiene dagli scaffali espositori di un esercizio commerciale eludendo gli addetti ai controlli alle casse. L’autore del furto, al termine degli accertamenti, è risultato altresì contravventore al Foglio di via Obbligatorio emesso nei suoi confronti dal Questore di Pescara.
I Carabinieri della Stazione di Pescara Scalo hanno denunciato a piede libero:
- per ricettazione, un pregiudicato nigeriano trovato in possesso di un I-Pad che, da speditivi accertamenti, è risultato oggetto di furto;
- per ricettazione e porto abusivo di strumenti atti ad offendere, un 20enne albanese ed un 26enne ungherese, i quali, sorpresi all’interno del locale “Parco Florida”, a seguito di perquisizione personale, sono stati trovati in possesso di un tirapugni, un coltello a serramanico, 2 involucri in cellophane trasparente contenenti ciascuno 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo “eroina” (per cui sono stati altresì segnalati alla Prefettura di Pescara per uso di sostanze stupefacenti) nonché un martelletto frangivetro in acciaio utilizzato sui vagoni dei treni in caso di emergenza.

Infine, a Spoltore, i Carabinieri della locale Stazione:
- a seguito segnalazione pervenuta su utenza pronto intervento “112”, sono intervenuti presso un noto esercizio commerciale, ove una 21enne romena aveva cercato di darsi alla fuga dopo aver asportato dagli scaffali espositori diversi articoli (cioccolatini e pile stilo “duracell”) per un valore complessivo di 210,00 euro. Tutta la merce è stata restituita all’avente diritto;
- a seguito di controllo su strada, hanno segnalato alla Prefettura di Pescara, per uso di sostanze stupefacenti, un 38enne di Manoppello in quanto, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”, sottoposti a sequestro.

Pescara. Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pescara hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Di Rocco Osvaldo, 33enne di Pescara.
Gli investigatori dell’Arma cittadina, grazie al contributo informativo dei colleghi della Stazione di Spoltore, hanno proceduto ad una mirata perquisizione domiciliare d’iniziative, estesa alle relative pertinenze, durante la quale sono stati rinvenuti, abilmente occultati:
- complessivi 20 gr di sostanza stupefacente del tipo “eroina”, suddivisa in diversi involucri di cellophane trasparente;
- complessivi 10 gr di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”, suddivisa in vari involucri di cellophane trasparente;
- un bilancino elettronico di precisione nonché banconote di vario taglio per un ammontare di 80,00 euro.
Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, debitamente repertato, assunto in carico e custodito presso il reparto procedente per i successivi accertamenti di rito.
Per il 33enne il Sostituto Procuratore di turno della locale Procura ha disposto la traduzione in carcere in attesa di udienza di convalida.

Pescara. Nel pomeriggio di ieri la Polizia di Statoè intervenuta presso la via Tiburtina all’altezza dell’aeroporto di Pescara su segnalazione di rapina in corso, ai danni di un minorenne. Giunti sul posto i poliziotti della Squadra Volante ricostruivano prontamente la dinamica dei fatti: nel mentre stava muovendosi in bici, la vittima veniva fermata dal rapinatore, che nella circostanza gli chiedeva di fargli fare una telefonata. A quel punto il ragazzo fermato veniva minacciato con un coltello e gli venivano chiesti dei soldi. Non avendo denaroal seguito, alla vittima venivano sottratti sia il telefono che la bicicletta. Acquisite le testimonianze utili alla descrizione del rapinatore l’equipaggio della Squadra Volante rintracciava subito dopo in via Vicenza il 16enne autore del malfatto, che aveva con séla bicicletta e il telefono cellulare pocanzi rapinati, nonché il coltello “a scatto” di 15cm utilizzato per compiere il reato.
I poliziotti della Squadra Volanteprocedevano pertanto ad arrestare in flagranza di reato per rapina aggravata il predetto, collocandolo presso il centro di prima accoglienza deL’Aquila.La bicicletta mountain bike e il telefono cellulare venivano restituiti alla vittima.
Il minore autore della rapina, nel mese di Maggio scorso era stato arrestato dalla personale della Squadra Mobile, per essere stato coinvolto in analogo episodio delittuoso.

Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Statoha eseguito un ordine di esecuzione di pene concorrentiemesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello de L’Aquila nei confronti di TUCCI Viviana, classe ’72, pescarese, in quanto la stessa deve espiare la pena di 1 anno, 8 mesi e  19 giorni per un cumulo di peneinerenti i reati contro il patrimonio e lo spaccio e la detenzione di sostanza stupefacente per fatti avvenuti a Pescara tra il 2012 ed il 2015. La predetta, dopo le formalità di rito, è stata accompagnata presso la locale Casa Circondariale. L’ordinanza è stata eseguita da personale della Squadra Mobile.

Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato, in esecuzione al Decreto di Sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo, emesso in data 02 novembre 2017 dalla Procura della repubblica presso la Corte di Appello di Perugia, ha tratto in arrestoOLOYEDE Christ,cittadino nigeriano, classe 1975; il predetto deve espiare la pena detentiva di mesi 2 e giorni 14 perchè riconosciuto colpevole del reato di lesioni personali, commesso nel 2015 a Perugia.
Dopo le formalità di rito OLOYEDE è stato tradotto presso la casa circondariale di Pescara.
Il provvedimento è stato eseguito da personale della Squadra Mobile.

Pescara. Questa mattina, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Massimiliano COLLINI, pescarese di 28 anni, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti perché, nel periodo compreso tra il mese di dicembre del 2016 e il mese di agosto del 2017, in più occasioni ha ceduto dosi di cocaina ad alcuni suoi clienti abituali che a lui si rivolgevano con cadenza pressoché settimanale.
La misura, con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, è stata emessa dal GIP del Tribunale di Pescara, dott.ssa Antonella DI CARLO, su richiesta del P.M., dott. Gennaro Varone, ed è stata eseguita da personale della Squadra Mobile.
L’indagine ha preso la mosse nello scorso mese di settembre quando il COLLINI è stato fermato per un controllo ed è stato denunciato a piede libero perché trovato in possesso di 18 grammi di cocaina.
L’analisi del cellulare del giovane ha permesso di rilevare numerosi messaggi, inviati tramite l’applicazione “Whatsapp”, dal tenore sospetto, in cui si concordavano appuntamenti e si sollecitava il pagamento di somme di denaro.
I destinatari dei messaggi sono stati quindi convocati in Questura e, messi di fronte all’evidenza, hanno confermato di aver acquistato, nel corso degli ultimi mesi, numerose dosi di cocaina dal COLLINI.

Pescara. Questa mattina, la Polizia di Stato di Pescara ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Pescara, dr.ssa Antonella DI CARLO, su richiesta del P.M., dr. Gennaro VARONE, con cui sono stati disposti gli arresti domiciliaria carico del diciannovenne SuadHAJIRA per il reato di lesioni aggravate dai futili motivi.
L’arresto, eseguito dalla Squadra Mobile della Questura, giunge a distanza di pochi giorni da quelli dei tre minorenni che, la scorsa estate, si erano reciprocamente aggrediti a causa di una faida in atto tra due gruppi contrapposti di giovani.
A fare scattare la violenza, in questo caso, è stato un motivo ancora più futile: il 20 settembre scorso, non lontano dall’Ospedale Civile di Pescara, Suad HAJRA, che si trovava in compagnia del diciassettenne pescarese L.G., ha chiesto del tabacco da sigaretta ad un ragazzo di ventidue anni incontrato per strada. Al diniego del giovane, i due lo hanno colpito più volte al viso e ad un braccio con un oggetto contundente, verosimilmente un martello, causandogli un grave trauma facciale con fratture multiple, con prognosi superiore ai quaranta giorni, che ha comportato la compromissione dell’organo della masticazione e reso necessario anche un intervento chirurgico correttivo.
Il diciassettenne è stato deferito alla Procura per i Minorenni di L’Aquila, che ora sta valutando la sua posizione, per lo stesso reato contestato al complice maggiorenne.
Nella sua ordinanza cautelare il GIP afferma che “le modalità del fatto - efferate, odiose e ingiustificate - sono sintomatiche di una personalità incline a delinquere, priva del senso della misura ed incapace a controllare i propri impulsi”.
Per il reato di lesioni gravi il Codice Penale prevede una pena massima di sette anni di reclusione.

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