Bussi. "L'emendamento di Antonio Castricone per mettere fine alla fase commissariale ha accelerato l'iter di appalto dei lavori di bonifica. Il circolo Pd di Bussi pensava che il periodo delle polemiche a tutti i costi fosse concluso. Invece puntualmente ricompaiono, quasi che questo Paese non possa farne a meno. Non contenti, con questi atteggiamenti, si continua non solo a spaccare il Paese ma ad aumentare il nostro isolamento dal resto della comunità regionale".

Così in una nota il Circolo del Pd, che prosegue: "Evidentemente con l'avvicinarsi della campagna elettorale si vogliono nascondere i fallimenti di questa amministrazione, intestandosi meriti che non si hanno. I 50 milioni di euro sono stati stanziati dal governo di allora grazie al lavoro dei parlamentari abruzzesi del Pd (Legnini, Marini).

Per quanto riguarda i piani di caratterizzazione tanto decantati dal sindaco nella conferenza di servizi istruttoria del febbraio 2015, si prende atto del lavoro fatto da altri: il sindaco Salvatore Lagatta non ha fatto nulla. E' nella conferenza dei servizi decisoria del 21 settembre 2015 che si approva tutto il lavoro con l'acquisizione delle osservazioni e prescrizioni derivanti dall'esame istruttorio del 2012 e del 2015.

Il progetto di bonifica preliminare approvato nel giungo 2015 dal commissario Adriano Goio è stato presentato al ministero in data 14 agosto 2014, quindi prima della presa d'atto della conferenza di servizi del 2015 e tale è rimasto.

A tal riguardo una cosa è certa e inconfutabile: l'emendamento fatto da Antonio Castricone per mettere fine alla fase commissariale, ha sicuramente accelerato l'iter di appalto dei lavori di bonifica. Questo è un fatto incontestabile. Per questo lo ringraziamo come circolo locale. Un impulso peraltro riconosciuto dal presidente Luciano D'Alfonso e dalla sottosegretaria Federica Chiavaroli. Piuttosto qualcuno dovrebbe scusarsi per aver detto e scritto che i soldi si destinavano ad altro mettendo in discussione la bonifica.

La Regione a guida Pd ha stanziato i soldi che mancavano per la copertura finanziaria della gara e per questo ringraziamo il presidente Luciano D'Alfonso. Se i consiglieri comunali del Pd non avessero votato a favore per senso di responsabilità tutti gli atti amministrativi e l'accordo di programma fatto dal ministero, visto che da un anno il sindaco non ha più la maggioranza in consiglio comunale (ma rimane sempre al suo posto) oggi parleremmo del nulla.

Il comitato di Bussi, se non fosse di parte, dovrebbe darcene atto. La risoluzione dei problemi viene prima delle polemiche. Non siamo stati noi a bocciare tutti gli accordi di programma proposti dal sindaco ma il ministero dell'Ambiente. Infatti la commissione bicamerale presieduta dall'onorevole Alessandro Bratti li ha definiti “spirati senza esito di compiutezza” nella sua relazione finale. Altro che opposizione di politici locali. Per finire, vorremmo capire se per il 13 febbraio, vista la delicatezza dell'argomento, è stata fatta una convocazione ufficiale da parte del ministero".

L’Aquila. “Cialente chi? Quello che è stato per due volte sindaco de L’Aquila nonché deputato e avendo preziose occasioni per incidere sul territorio e portare le istanze aquilane e abruzzesi all’attenzione dei tavoli che contano non lo ha fatto? Comprensibile il suo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, ma una cosa è chiara persino a lui: gli aquilani e il loro sindaco Biondi tifano sì per Cialente ma per la sua sconfitta!”. Toni durissimi quelli del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia EtelSigismondi, capolista alla Camera, e Antonio Tavani, Capolista al Senato per tutto l’Abruzzo all’indirizzo dell’ex sindaco de L’Aquila Cialente in merito alle sue ultime dichiarazioni secondo le quali il primo cittadino de L’Aquila, Biondi, uomo ed espressione della destra di Fratelli d’Italia, starebbe “tifando per lui” e per la sua elezione a deputato.
“Se è vero come è vero che a L’Aquila il sindaco Biondi e la sua giunta rappresentano dal primo istante la discontinuità con l’era Cialente, come potrebbe mai un uomo espressione convinta e storica del centrodestra votare o far votare un uomo del Pd? Ma quale simpatia personale o stima politica verso Cialente!”. Continua il Capolista al Senato, contro le ultime bordate elettorali dell’ex primo cittadino de L’Aquila Cialente. “Ci sono uomini e donne che ricoprono ruoli importanti e di governo cittadino in seno alla giunta Biondi, basti pensare ad Ersilia Lancia vice presidente del consiglio comunale, che hanno deciso di scendere in campo candidandosi con la destra di Fratelli d’Italia o con le altre liste della coalizione – insistono Tavani e Sigismondi- e, quindi, come può Cialente dar fiato a simili dichiarazioni? Davvero l’ex sindaco aquilano è convinto che Biondi, uomo e amministratore di Fratelli d’Italia, sostenga lui tradendo i suoi alleati, i suoi amici alleati e soprattutto il suo elettorato?. O, piuttosto, anche Cialente, come D’Alfonso, pensa di gettare fumo negli occhi degli elettori capacissimi, invece, di fiutare il grande bluff che tutto il Pd in Abruzzo sta portando avanti con uscite e promesse insensate e prive di fondamento?”. Per i vertici del partito della Meloni in Abruzzo “tutto quanto sta accadendo in seno al Pd, altro non è che lo specchio della frustrazione politica che sta divorando il partito di Renzi anche in Abruzzo, in evidente affanno”.

Atessa. “Questa sera esponenti del centrodestra abruzzese sono a Guardiagrele per chiedere la trasformazione in ospedali di area disagiata anche dei nosocomi di Casoli e Guardiagrele, che loro stessi hanno chiuso nel 2010. Stamane gli stessi esponenti di centrodestra erano a Lanciano per sostenere che la delibera regionale che riconosce Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata è un “bluff elettorale”. Tra loro c’era anche qualcuno che ha votato a favore della nostra proposta nel Consiglio comunale del 6 novembre. Allora mi chiedo: se è un “bluff” perché chiedono adesso la stessa cosa per altri paesi? E ancora: se prima hanno votato la proposta, e ora ci attaccano, siamo sicuri che la propaganda non sia la loro? La campagna elettorale crea sempre degli smemorati. Noi non dimentichiamo”, così il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, risponde a Mauro Febbo e a Fabrizio Di Stefano che stamattina, a Lanciano, si sono “scagliati” contro l'avvenuta trasformazione del San Camillo de Lellis di Atessa in ospedale di area disagiata.

“Prima Febbo e Di Stefano – dice Borrelli - hanno insistito che la Regione dovesse assumersi le proprie responsabilità e deliberare, senza passare dal tavolo romano di monitoraggio, ora dicono che sarà il tavolo romano a decidere tutto e a bocciare la corposa delibera che cambia gli atti programmatori ospedalieri per quanto riguarda Atessa. La procedura adottata dalla Giunta Regionale è corretta, in quanto la proposta viene attivata con un atto deliberativo. Il passaggio dal regime commissariale al regime ordinario prevede che gli atti concernenti la programmazione regionale siano deliberati dalla Giunta Regionale e non più dal Commissario. Non vi è alcuna attività fumosa in quanto nel dispositivo deliberativo della DGR n. 15 è previsto espressamente di rimettere al vaglio del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia la proposta di riprogrammazione del P.O. di Atessa ai fini della approvazione prevista dall'Accordo sottoscritto tra Regione e Governo nel 2007 con l'inizio del Piano di Rientro. Così come è espressamente previsto nella Delibera che l'assenso ministeriale sulla proposta comporterà l'attuazione attraverso la definizione di azioni e cronoprogrammi della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, che potrà conseguentemente procedere ad una variazione dell'atto aziendale. Dalle interlocuzioni avute dall’assessore Paolucci con i ministeri romani, come dichiarato oggi al Centro, c’ è una condivisione di questa decisione”.

“La fragile polemica sui posti letto- evidenzia Borrelli - denota una lettura superficiale della proposta tecnica in quanto è espressamente chiarito al paragrafo 6 Titolato: "Obiettivi quantitativi" che in rapporto alla dotazione di posti letto per acuti vi è la possibilità per la Provincia di Chieti, nel rispetto del regolamento ospedaliero approvato con DM 70/15, di un adeguamento allo standard nazionale fissato al 3 per mille. Quindi non bisogna sottrarre o ridurre posti letto in altri Presidi. Invitiamo a leggersi il documento di programmazione della Rete Ospedaliera, dal quale si evince che in via prudenziale la Regione Abruzzo ha programmato un numero complessivo di Unità Operative leggermente al di sotto dei tetti massimi nazionali, proprio per consentire, laddove se ne ravvisasse la necessità di avere possibilità di adeguamenti senza penalizzazioni per altre strutture sanitarie. La comparazione sui costi è stata effettuata, come esplicitato nel documento, tra due modelli organizzativi diversi tra loro: l'ospedale per acuti e il presidio territoriale assistenziale, le cui voci di spesa gravitano su capitoli diversi del Fondo sanitario Regionale, per cui le risorse per la riabilitazione e la residenzialità fanno parte di un tetto di spesa diverso da quello della ospedalità per acuti. Nel comunicato stampa di Forza Italia , in maniera confusa e generica, si parla della proposta in contrasto con il Piano Sanitario Regionale. Sarebbe auspicabile un uso corretto dei termini perché il Piano Sanitario Regionale, approvato con Leggi Regionali n. 6/2007 e n. 5/2008 per quanto concerne la Rete Ospedaliera, è stato più volte corretto e modificato. Se al contrario si fa riferimento al Piano di Riqualificazione del S.S.R., approvato con DCA n. 55/2016, la correttezza della procedura adottata prevede appunto che l'atto commissariale possa essere modificato e/o integrato con atto deliberativo della Giunta Regionale, previo parere dei Ministeri affiancanti. Ed è esattamente l'iter avviato con la DGR n. 15 del 17/01/2018”.

L'Aquila. "E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona, proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere".
Così in una nota Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta regionale, e Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza con delega all’ambiente, che aggiungono: "Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda.
La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere.
In coerenza con quanto praticato finora, opereremo ad ogni livello per stoppare il progetto della Snam, così come abbiamo vittoriosamente fatto per la piattaforma petrolifera Ombrina Mare – smantellata nell’ottobre scorso – e per il Megalò 2 a Chieti".

L'Aquila. "Il consigliere Mauro Febbo ha perso un'altra occasione per non apparire strumentale e propagandistico. Siamo poi davvero all'inimmaginabile quando accusa l'assessore Paolucci di non essere stato presente alla riunione del tavolo di Monitoraggio, cui non ha potuto partecipare per serie ragioni familiari che erano state comunicate in precedenza. Ci auguriamo che questo scivolone di pessimo gusto sia dovuto solo ad una cattiva informazione di Febbo".

Così in una nota Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, che aggiunge: "Ciò premesso, le sue affermazioni continuano ad essere prive di fondamento e frutto di una rappresentazione non veritiera della realtà. Non corrisponde assolutamente al vero che ci siano 100 milioni di euro di debito delle Asl al 31.12.2017, ed invece corrisponde al vero che l'obiettivo è stare pienamente dentro gli obiettivi del Programma Operativo cui la Regione deve attenersi.

Il consigliere Febbo nella sua foga polemica giunge al punto di attribuire all'attuale Giunta decisioni che risalgono alla Giunta Chiodi. Il contenzioso con la clinica "Villa Pini" risale alla Giunta di centrodestra, così come risale alla stessa Giunta la scelta di affidamento all'esterno della consulenza per la contabilità analitica delle Asl, che l'attuale governo regionale si è limitata a confermare, in considerazione dei risultati positivi che ha prodotto in altre situazioni.

Ma è evidente che siamo solo di fronte al tentativo, nell'approssimarsi della campagna elettorale, di gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica, cercando di offuscare i risultati positivi di questi primi 40 mesi di governo regionale anche in campo sanitario. Solo pochi giorni fa il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha festeggiato l'uscita dal commissariamento della sua Regione. Ebbene l'Abruzzo è stata la prima regione a conseguire questo risultato e ad approvare il Piano di Riqualificazione. Questo vuol dire aver restituito alla nostra regione lo scettro delle decisioni in campo sanitario, seppure nell'ambito di obiettivi nazionali che hanno valore per tutti, a partire dal potenziamento della medicina territoriale e dagli obiettivi di specializzazione ed eccellenza per i presidi ospedalieri, che non dobbiamo dimenticare se non vogliamo tornare alla condizione di prima e vogliamo garantire standard elevati ai nostri concittadini rispetto alla difesa del diritto alla salute.
Noi operiamo in questa direzione, avendo a cuore la salute degli abruzzesi e non le polemiche delle chiacchiere, come testimonia l'ulteriore miglioramento del punteggio LEA - giunto a quota 188 - che Febbo dovrebbe conoscere e invece finge di ignorare. Per gli abruzzesi vuol dire realtà molto concrete: il potenziamento della prevenzione oncologica; la riduzione dei tempi di intervento per i femori; il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro; la riduzione e il quasi dimezzamento del numero dei parti cesarei. Tutti obiettivi conseguiti sotto questa Giunta e che la Giunta Chiodi vedeva solo da lontano con il binocolo. E forse questo è il vero motivo di queste polemiche dal sapore elettoralistico".

Chieti. "Ormai è diventata un' abitudine scimmiottare il Presidente D'Alfonso nel replicare agli avversari, ma credo che agli Abruzzesi interessino più i fatti che le chiacchiere di questo Esecutivo e di questa maggioranza di Csx di cui fa parte anche l'ex partito Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) che 24 mesi fa aveva dato l'out out per la realizzazione del Parco della Costa Teatina, che invece è rimasto nel cassetto de/l Ministro ( sempre di un Governo di Csx). Basta leggere attentamente il comunicato per la replica di Mazzocca: "nessuno ha parlato di messa in discarica della "munnezza" della Raggi, ma di "accogliere 300 tonnellate ( e scusate se è poco) di indifferenziata" , cosa non anticipata a nessuno nonostante un Consiglio di cui si parlava di quell'argomento, e ci dice si tratti di "conferimento e trattamento negli impianti di trattamento meccanico biologico". Quindi centinaia e centinaia di autotreni che arrivano giornalmente in Abruzzo (non producono inquinamento ???), la lavorazione non produce alcun tipo di polvere o gas ??? e poi caro sottosegretario dopo la lavorazione perché non ci spiega cosa succede e dove finisce il prodotto trattato e soprattutto lo scarto ??? Nessuna smentita e/o chiarificazione di un emendamento che esce in aula all'ultimo secondo, in aula, dopo 10 ore di Consiglio. Anche qui domande semplici semplici:  perché non è stato già previsto nella pl (proposta di legge) così noi consiglieri avevamo 20/25 gironi per capire ??? Perché non è stato presentato durante i lavori di Commissione dove c'era tempo e modo di capire ??? Il testo dell'emendamento è chiaro, anche avendo bevuto "croditini" o essere dedeti "all'alcol" (accusa rivolta da D'Alfonso a consiglieri di maggioranza o giornalisti), la capacità delle discariche esistenti passa dalle 513.427 mc  del 31.12.2015 al 1.646.000 mc per il futuro, scritto firmato e votato da Mazzocca, Di Nicola e Berardinetti. Fatti e documenti !!! Adesso lo spieghi ai suoi compagni rossi e verdi, per gli Abruzzesi è tutto chiaro". Lo afferma in una nota Mauro Febbo.

Villa Santa Maria. “Sono accuse che chi minano il buon nome dell’istituto che da sempre rappresenta il nostro paese e la nostra storia”, risponde così il sindaco Pino Finamoreal “j’accuse” dagli studenti dell’Ipssar “G. Marchitelli” di Villa Santa Maria che metterebbe in dubbio la sicurezza della scuola. Le proteste degli alunni si sono sollevate in seguito al forte vento dei giorni scorsi che ha duramente colpito l’intero paese. “Sono cadute delle tegole dal tetto dell’edificio – spiega il primo cittadino – ma abbiamo subito provveduto con il montaggio, il giorno dopo l’accaduto, di impalcature a sostegno delle entrate e delle uscite della scuola in modo tale da garantire agli studenti la massima sicurezza. Inoltre, insieme alla Protezione Civile, abbiamo aperto un C.O.C. proprio per far fronte alle emergenze che si sono verificate ai danni di strutture pubbliche e private in seguito al forte vento che si è abbattuto anche sul nostro comune”
“L’edificio è vecchio e datato, nessuno dice il contrario – aggiunge - ma ci sono tutte le certificazioni che ne dimostrano la piena sicurezza. Non avrei mai permesso lo svolgimento delle attività didattiche, in qualità di sindaco e anche di padre, in un plesso scolastico non sicuro”.
E mentre gli studenti protestano e annunciano altre azioni di dissenso, il sindaco Finamore, dopo aver già incontrato stamane tre rappresentanti dell’istituto, si dice pronto ad un nuovo colloquio con gli alunni: “Sono pronto ad un ulteriore confronto mettendo a disposizione degli studenti tutte le documentazioni che accertano la sicurezza dell’edificio, la struttura è a norma e ho tutte le certificazioni che lo dimostrano”. “Non accetto – conclude - nessunaforma di diffamazione, oltretutto basata su fatti non reali come in questo caso, che hanno l’obiettivo di denigrare una struttura che è il fiore all’occhiello del nostro territorio”.

L'Aquila. "Voglio tranquillizzare Casartigiani, Claai, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti: non c’è alcun rischio di disimpegno in Abruzzo per quanto riguarda i fondi FSE e POR-FESR e il Piano operativo del FSE 2017-2019 è stato approvato con delibera n. 526 del 26 settembre scorso. Il presidente Luciano D’Alfonso e la struttura competente faranno il punto della situazione con le stesse associazioni in un incontro che si terrà venerdì 15 dicembre alle ore 17 a Pescara".
Così in una nota Vincenzo Rivera, direttore generale della Regione Abruzzo, che aggiunge: "Entrando nel dettaglio, al 20 ottobre scorso il FSE (dotazione complessiva: 142.503.150 euro) presentava interventi attivati nel primo semestre 2017 per 30.092.270 euro, interventi da attivare nel secondo semestre per 38.908.160 e nel primo semestre 2018 per euro 20.193.000.
Il POR-FESR (dotazione complessiva: 222.500.000 euro) a tutt’oggi presentava interventi attivati per 103.420.000 euro, avvisi da pubblicare entro il 31 dicembre 2017 per 13.000.000 euro e interventi da attivare nel primo semestre 2018 per 15.880.000, con ulteriori 27.200.000 euro che potrebbero essere mobilitati nello stesso periodo.
Quindi rassicuro le associazioni di categoria sul fatto che la Regione sta lavorando secondo il cronoprogramma stabilito inizialmente, come risulterà nell’incontro del prossimo 15 dicembre".

L'Aquila. "Il comunicatificio di Mauro Febbo - secondo il quale fare una indagine di mercato significa “alzare il telefono e chiamare 3 o 4 ditte “ (sic!) - oggi se la prende con l’appalto per le turbine bandito dalla Regione".
Così in una nota Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, che aggiunge: "Occorre fare un flashback sulla vicenda. Il Presidente della Regione Abruzzo, considerati gli evidenti limiti del parco mezzi degli enti preposti alla rimozione della neve che potrebbe accumularsi lungo le strade provinciali e comunali in occasione di eventi metereologici particolarmente calamitosi, ha richiesto una procedura amministrativa celere per l’affidamento dell’appalto mirato all’acquisto di mezzi spazzaneve. In conseguenza degli eventi calamitosi che si sono verificati nel gennaio 2017, gli uffici di diretta collaborazione della Presidenza della Giunta regionale avevano già provveduto ad acquisire le informazioni tecnico-economiche sui mezzi sgombraneve da molteplici operatori economici del settore, allo scopo di dotarsi dei suddetti mezzi prima dell’arrivo della stagione invernale qualora fossero state rese disponibili per l’amministrazione le risorse finanziarie da destinare a tal fine.
Con l’intento di reperire dette risorse - a seguito di precedente richiesta della Regione Abruzzo a Terna S.p.A. di poter contribuire economicamente all’acquisto dei mezzi spazzaneve - il 10 novembre scorso è stata sottoscritta una convenzione con la quale la società si impegna a contribuire con la somma di euro 600.000 + IVA. Contestualmente, la Regione Abruzzo si faceva parte diligente nel reperire l’ulteriore somma di euro 400.000, IVA inclusa, che veniva individuata tramite delibera n. 649 del 14 novembre.
Con determina del 17 novembre il Direttore generale della Regione Vincenzo Rivera ha dato mandato alla Stazione Unica Appaltante Abruzzo di procedere, nella modalità più tempestiva possibile, all’espletamento della gara ai sensi del D.lgs. n. 50/2016, per l’approvvigionamento dei mezzi sgombraneve al fine di fare fronte efficacemente alle emergenze derivanti da avverse condizioni meteorologiche in caso di eventi nevosi particolarmente rilevanti.
Si è quindi provveduto a redigere una proposta di Capitolato Tecnico d’Appalto, avente ad oggetto la fornitura di 2 turbine da neve e 2 veicoli dotati di specifiche attrezzature sgombraneve (lama e spargisale) per complessivi 1.132.000 euro. Nell’ambito dell’attività di redazione del Capitolato Tecnico d’Appalto, data la specificità del settore di riferimento, ci si è avvalsi della collaborazione di esperti quali l’ing. Federica Evangelista, Esperto Senior del Soggetto Aggregatore regionale, e il dott. Cristian Villani, Responsabile acquisti, contrattualistica e servizi generali di Abruzzo Engineering, tenendo in considerazione quanto precedentemente acquisito in materia dalla Regione Abruzzo e di dati, informazioni e approfondimenti tecnici ricercati in altri enti pubblici e società private che hanno curato istruttorie per l’acquisto di questa tipologia di mezzi.
Il termine per la presentazione delle offerte scade l’11 dicembre; la seduta per l’aggiudicazione avverrà il giorno successivo. La consegna dei mezzi deve avvenire per contratto entro 7 giorni dall’aggiudicazione definitiva.
Come si può facilmente desumere, la procedura ha avuto la massima speditezza: dal momento in cui è stata firmata la convenzione con Terna (10 novembre 2017) all’aggiudicazione (12 dicembre 2017) passeranno esattamente 32 giorni. Contiamo di avere i mezzi a disposizione entro Natale.
Nel frattempo la Regione ha erogato alle Province 510.000 euro per l’attuazione dei Piani Neve, comprensivi di un contributo straordinario di 110mila euro per garantire la fruibilità delle strade provinciali dei comprensori sciistici; a questa somma vanno aggiunte le risorse per il Comune di L’Aquila - pari a 40mila euro - finalizzate alla messa in sicurezza e riqualificazione della strada di collegamento tra il progetto C.A.S.E. di Assergi e il piazzale di Fonte Cerreto. Il totale complessivo ammonta a 550.000 euro messi a disposizione dall’amministrazione D’Alfonso.
Questi sono fatti, quelle di Febbo sono chiacchiere che – come noto – vengono spazzate via dal vento".

Pescara. "La presa di posizione del gruppo di Forza Italia contro il Presidente Di Marco rivela un sentire politico speculativo e del tutto inadeguato alle circostanze presenti".
Così in una nota la vicepresidente della Provincia di Pescara, Silvina Sarra, ed il capogruppo PD, Franco Galli, che aggiungono: "Mentre ribadiamo la fiducia nell’operato della magistratura che permetterà di fare luce sulle vicende al centro dell’attenzione pubblica in questo momento, non possiamo fare a meno di sottolineare che chi è classe dirigente ha il dovere di proporre e criticare nel merito delle questioni.
Un atteggiamento di questo genere non può che evidenziare che in questi anni la Provincia di Pescara è riuscita, sia pure con risorse del tutto insufficienti, a far fronte ai compiti istituzionali, mettendosi al servizio dei comuni e dei cittadini senza alcuna esitazione e con una attenzione non inferiore a quella dimostrata dall’Ente in passato, quando pure ben maggiori erano i mezzi e le possibilità a disposizione.
Noi ribadiamo la fiducia nei confronti del Presidente Di Marco e facciamo appello a tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio perché non venga meno la responsabilità e sia rigettata la tentazione di prestare ascolto alle sirene di una popolarità facile e opportunistica".

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