Pescara. Decorsa note, i Carabinieri della Stazione di Pescara Scalo hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 39enne pescarese.
L’operazione in parola rientra in una più ampia manovra di controllo del territorio, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Pescara, che consiste nell’incrementare la presenza dei militari nelle aree degradate della città e della movida giovanile.
L’uomo, che infatti stazionava nei pressi di un noto locale di via Cesare Battisti probabilmente alla ricerca di possibili acquirenti, è stato sottoposto ad una prima perquisizione personale d’iniziativa che ha consentito ai Carabinieri di rivenire gr.7 di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, suddivisa in altrettanti dosi pronte per essere immesse sul mercato.
Gli operanti, a seguito di ciò, hanno poi esteso la perquisizione anche al domicilio del prevenuto rinvenendo ulteriori 105 gr. della medesima sostanza nonché 110 di “hashish” confezionati in un unico panetto, 1 bilancino elettronico di precisione e materiale atto al confezionamento delle dosi.
Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, debitamente repertato, assunto in carico e custodito presso il reparto procedente per i successivi accertamenti.
L’arrestato è stato ristretto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo fissato nella giornata odierna.

Chieti. L’operazione, denominata “ALL INCLUSIVE”, ha consentito di individuare una vasta attività criminosa ad opera di soggetti provenienti sia dall’area Frentana che da quella foggiana e dell’alto vastese, dediti a reati di natura predatoria (furti di auto ed in abitazioni, nonché a ricettazione ed anche a spaccio di droga). L’area coperta dai raid comprendeva non solo il territorio lancianese ma anche le zone limitrofe, nonchè alcune comunità dell’alto vastese e del vicino Molise.
Le investigazioni sono iniziate nel mese di Gennaio del 2018, a seguito di un furto di un autocarro Fiat Daily avvenuto nella zona di Castel Frentano : in tale occasione alcuni cittadini segnalavano a quella Stazione Carabinieri la presenza di un mezzo, molto simile a quello rubato, nei pressi della proprietà di uno degli indagati. Venivano avviati mirati servizi di osservazione e pedinamenti finalizzati a riscontrare quanto emerso, successivamente ampliati con attività tecnica di intercettazione delle utenze in uso agli indagati che man mano emergevano, intercettazione ambientale e positioning di un’autovettura in un uso ad uno degli indagati. L’articolata attività info-investigativa condotta dagli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano, (con intercettazioni di conversazioni telefoniche di difficile interpretazione poiché gli interlocutori si esprimevano con termini convenzionali ed in dialetto foggiano) ha consentito di sostanziare esaustivi elementi di colpevolezza a carico di 20 indagati, nei confronti di 4 dei quali il G.I.P. del Tribunale di Lanciano Dr. Massimo CANOSA ha ritenuto di emettere motivati provvedimenti restrittivi in ordine ad una quindicina di episodi criminosi accertati, che vanno dal furto aggravato di autovetture, alla ricettazione e, in alcune circostanze, anche allo spaccio di droga.
Dalle attività investigative è stato accertato che i soggetti foggiani si avvalevano della collaborazione di personaggi della zona, residenti appunto nell’area frentana e dell’alto vastese, per commettere furti di ogni genere, anche su ordinazione, sia di autovetture, utilizzando centraline modificate, sia nelle abitazioni dalle quali asportavano di tutto, purchè fosse possibile successivamente “piazzarli” a ricettatori operanti sulla costa e nel foggiano. Ed è appunto proprio da questa particolarità, ovvero dalla loro propensione ad impossessarsi di tutto senza remore, che prende il nome l’operazione odierna (ALL INCLUSIVE=TUTTO COMPRESO).
Ma lo stimolo principale a concludere l’attività è stato dato dalla scoperta che questi soggetti avevano iniziato ad “attenzionare” gli istituti scolastici, ritenuti fornitori di personal computer e lavagne elettroniche : infatti gli stessi sono responsabili del furto avvenuto all’interno dell’aula di informatica dell’Istituto Comprensivo Castiglione Messer Marino-Carunchio, durante il quale erano stati asportati 7 notebook che, grazie alle attività tecniche in corso, erano stati ritrovati in un casolare (ove erano stati temporaneamente depositati) e restituiti alla scuola. Nella considerazione del danno, non solo economico ma soprattutto sociale correlato a furti di questo tipo, che incidono addirittura sul futuro scolastico dei nostri figli, nelle prime ore della mattinata odierna, circa 50 Carabinieri della Compagnia di Lanciano, supportati da 2 unità cinofile antidroga del Comando Provinciale di Chieti, dai colleghi delle Compagnie di San Severo, Atessa ed Ortona, hanno dato la materiale esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 3 ai domiciliari) nei confronti di:
- L. R. 47 anni di San Severo;
- L. G., 29 anni di Castiglione Messere Marino;
- D. S. F., 36 anni di Fossacesia;
- S. M., 30 anni di San Severo.

Contestualmente all’esecuzione delle misure restrittive, sono state eseguite ulteriori 11 perquisizioni domiciliari. Nel corso delle attività, L. R., uno degli indagati destinatari del provvedimento restrittivo non è stato rintracciato ed al momento è attivamente ricercato. Presso la sua abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto due centraline elettroniche modificate, solitamente usate per avviare ed asportare le autovetture, che sono pertanto state sequestrate. L’operazione ha permesso di ottenere i seguenti risultati:
-nr.4 O.C.C. delle quali 1 da eseguire;
-nr.1 arresto in flagranza per furto di auto operato nel corso delle indagini;
-nr. 16 persone segnalate in stato di libertà;
-nr.3 veicoli rubati recuperati ed altrettante centraline elettroniche
-refurtiva varia recuperata.

Pescara. Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di G. C., 67enne, di origine rumena, per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’evento morte.
Il provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria è la risultante della pervicace indagine da parte dei militari del citato Nucleo Operativo a seguito del decesso della convivente, una 53enne di origine rumena, avvenuto il 30 maggio scorso. Erano le 18.30 circa, quando l’uomo ha contattato l’utenza “112” riferendo confusamente della morte della sua compagna. All’arrivo dei militari la donna era riversa supina, priva di vita, di fronte al portone di casa e già da un primo esame presentava vistose ecchimosi su diverse parti del corpo; l’uomo, invece, si presentava confuso e sotto l’effetto di alcool, non riuscendo a riferire nell’immediatezza quanto accaduto. Trasportato presso il Pronto Soccorso del locale nosocomio, dopo aver effettuato le previste analisi atte ad confermare il suo stato di ebrezza, ha iniziato a rendere le prime dichiarazioni sugli eventi del pomeriggio, fornendo, fin da subito, diverse versioni dei fatti, confuse e contraddittorie.
Sul posto, nel frattempo, è giunto anche il medico legale, Prof. Christian D’Ovidio, ed il P.M. che ha diretto le indagini, la Dott.ssa Anna Benigni, la quale ha poi disposto l’esame autoptico. Nel corso dei giorni seguenti, i Carabinieri hanno escusso i familiari della donna, nonché numerosi conoscenti della coppia al fine di ricostruire non solo le ultime ore di vita della vittima, ma anche il quadro completo dell’intera situazione familiare. Ciò che è emerso fin dalle prime risultanze investigative è il comportamento violento dell’uomo che era solito maltrattare la sua convivente, non solo infliggendole punizioni corporali, ma anche umiliazioni verbali. I familiari, in particolare, hanno riferito di aver visto in più circostanze la donna con evidenti lividi ed ecchimosi su diverse parti del corpo e, solo dopo pressanti richieste di spiegazioni, la vittima aveva confessato, a mezza bocca, di essere stata picchiata dal convivente. A corroborare l’intero quadro investigativo è stata utile anche l’intercettazione telefonica dell’utenza in uso all’indagato; nel corso delle telefonate con i suoi amici e conoscenti che gli chiedevano cosa fosse accaduto alla sua compagna, l’uomo ripeteva, sempre in maniera confusa e contraddittoria, la stessa versione dei fatti, raccontata agli inquirenti, modificando piccoli particolari; tale circostanza ha permesso di fornire la conferma che il racconto non fosse genuino. Una telefonata in particolare, poi, ha destato l’attenzione dei militari: uscendo dalla caserma dopo la notifica di un atto, l’uomo ha chiamato un suo amico e, usando un tono beffardo e sprezzante, dopo avergli raccontato dell’incontro avuto con i Carabinieri, ha proferito la frase “Non mi hanno chiuso, stupidi del cavolo!”, riferendosi evidentemente al fatto che non era stato tratto in arresto perché non erano riusciti a smascherarlo. La conferma della tesi investigativa si è avuta, infine, con la relazione riepilogativa del C.T. che, a seguito dell’autopsia, ha evidenziato come la morte fosse stata causata da “un’insufficienza cardio-respiratoria da emotorace massivo sinistro e sbandieramento medianistico a destra”; in altri termini, il quadro emorragico che ha causato il decesso era stato indotto per effetto traumatico perforativo sul polmone sinistro, escludendo la causa accidentale dell’evento.
L’esame autoptico ha individuato l’orario della morte tra le 11.00 e le 14.00 del 30 maggio e lo specifico esame svolto sulle ecchimosi e sui lividi sul corpo della donna hanno permesso di appurare che il quadro polilesivo non può essere riconducibile a traumatismi da un’unica caduta accidentale, come, invece, era stato riferito dall’indagato che sosteneva di averla trovata già morta in seguito ad una ipotetica caduta. La versione confusionaria dell’uomo è stata quindi smontata, anzitutto dalle attività di indagine svolte dai Carabinieri che hanno scovato e smascherato tutte le contraddizioni nel racconto e successivamente dalla perizia, in quanto è risultato palese che la vittima, in prossimità dell’esito infausto, aveva subito numerosi colpi in svariate parti del corpo che ne avevano cagionato la morte.
L’uomo, a cui sono state contestate le ripetute condotte violente, integranti il reato di maltrattamenti in famiglia che hanno avuto come conseguenza l’evento morte, è stato tradotto presso il carcere di “San Donato” a disposizione dell’A.G. mandante.

Miglianico. Si è svolto domenica 25 novembre l’incontro tra i Carabinieri della Stazione di Miglianico e un nutrito gruppo di anziani di Giuliano Teatino per sensibilizzare questa particolare fascia debole della cittadinanza sulle purtroppo sempre più frequenti forme di truffe.

L’occasione è stata data proprio dalla “Giornata dell’Anziano” che il Sindaco di Giuliano Teatino, Nicola ANDREACOLA, ha voluto celebrare proprio nella giornata del 25 novembre.

E’ dal 1982, seguendo le indicazioni del Santo Padre Giovanni Paolo II, che sensibilizzò gli Amministratori locali a dedicare più tempo e attività agli anziani, che il Comune di Giuliano Teatino, in virtù di una delibera di Giunta Comunale, ogni anno festeggia gli “anziani” della comunità.

E domenica è toccato a circa 260 di loro ritrovarsi dapprima in chiesa, presso la Chiesa della Santissima Maria Assunta, per una messa celebrata da Don Rocco Calabrese, e poi all’Hotel Mara di Ortona per una piacevole conviviale.

Proprio al termine della cerimonia ha preso la parola il Mar. Magg. Corrado Perseo, Comandante della Stazione Carabinieri di Miglianico, il quale ha illustrato a tutti i presenti il contenuto di un opuscolo, realizzato dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con l’amministrazione comunale, contenente un vero e proprio decalogo per prevenire le truffe. Molto apprezzata l’iniziativa che, con la distribuzione a ciascuno dei presenti di una copia a colori dell’opuscolo, consentirà agli anziani, in particolar modo a coloro che vivono da soli, di avere sempre a portata di mano un’utile “guida” per prevenire spiacevoli sorprese.

 

Pescara. Nel corso della mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Pescara hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Pescara su richiesta della Procura della Repubblica – PM Dott. Andrea Papalia - a carico di 7 dipendenti della società “Provincia e Ambiente” s.p.a., per i reati di peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata e violazioni norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche in concorso.
Altri 10 sono indagati.
L’indagine è stata condotta dalla Stazione Carabinieri di Pescara Scalo a partire dal maggio 2017 ed ha avuto riguardo i dipendenti della citata società, la quale, operando in regime di “in house providing”, si occupa del controllo, manutenzione e certificazione degli impianti termici per conto della Provincia di Pescara. Sono emerse alcune condotte illecite tenute da diversi dipendenti “assenteisti” che, durante le ore di lavoro, per ragioni private, si allontanavano dall’ufficio senza alcuna autorizzazione e senza passare il badge nell’apposito orologio marca tempo.
Le evidenze investigative sono state raggiunte a seguito di numerosi servizi di osservazione, di pedinamento. Contestualmente sono state installate sul luogo di lavoro telecamere interne ed esterne per controllare, monitorare e registrare l’ingresso e l’uscita dei dipendenti. L’attività video è durata più di sei mesi ed ha certificato che diversi dipendenti della società, dopo aver passato il badge nell’orologio marcatempo, all’atto dell’ingresso in ufficio, erano soliti assentarsi arbitrariamente e senza autorizzazione alcuna recandosi a svolgere commissioni private. I dipendenti utilizzavano anche lo stratagemma del “doppio passaggio” consecutivo in entrata (entrata/entrata) o in uscita (uscita/uscita); tale artifizio serviva a far si che l’orologio marcatempo annullasse la precedente operazione di uscita o entrata, contabilizzando le ore di servizio previste (8 ore per i lavoratori a tempo pieno) al fine di percepire, a fine mese, la retribuzione di ore lavorative maggiori di quelle realmente effettuate. Dalla visione delle immagini delle telecamere è emerso, altresì, che alcuni dipendenti procedevano a passare il badge di altri colleghi giunti presso a lavoro in ritardo e/o anch’essi assenti arbitrariamente.

L’indagine ha avuto riguardo anche delle autovetture di servizio utilizzate per gli spostamenti dai dipendenti addetti alle verifiche esterne degli impianti di riscaldamento; si è così scoperto che i veicoli venivano utilizzati abusivamente per mere esigenze private. E’ anche emerso che il direttore tecnico, responsabile dell’ufficio, pur essendo in condizioni di poter controllare le condotte dei dipendenti, ha omesso l’attività di verifica consentendo loro di percepire a fine mese la retribuzione di ore di lavoro mai prestate.
Nel corso delle indagini, per oggettivare ancor più i comportamenti illeciti, è stata acquisita tutta la documentazione contabile della società procedendo al raffronto tra i dati registrati dall’orologio marcatempo, quelli riportati nelle buste paga e le evidenze documentate dalle telecamere. Chiara, dunque, la truffa operata dai dipendenti infedeli.

L’intera attività di indagine ha evidenziato che ben 17 dipendenti su 21 effettivi si sono resi responsabili delle condotte descritte, ma solo per 7 di loro, che si sono dimostrati particolarmente abituali nella commissione dei comportamenti illeciti, è scattata l’applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione di 6 mesi dall’esercizio di attività lavorativa e di impiego presso amministrazioni o enti pubblici o a prevalente partecipazione pubblica. In altri termini i predetti indagati hanno tenuto comportamenti illeciti che non hanno avuto connotazioni occasionali, ma hanno costituito espressione di un’analitica e approfondita programmazione, ponendo in essere detti comportamenti non solo in un arco rilevante di tempo ma anche quasi senza soluzione di continuità, arrivando a percepire ingiusti compensi in danno di un ente pubblico territoriale per attività lavorative mai svolte.
I reati contestati, di cui tutti gli indagati dovranno rispondere a vario titolo, sono di truffa aggravata continuata, in alcune occasioni anche in concorso, per alcuni peculato, falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro, in talune circostanze anche in concorso e falsità materiale ed ideologica commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici.

Pescara. Proseguono incessanti i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Pescara agli alloggi e.r.p. di proprietà dell’ATER; nella mattinata odierna, infatti, i militari, nel corso di un servizio “straordinario” di controllo del territorio, hanno proceduto al censimento degli occupanti degli appartamenti ubicati in via Rigopiano n.88 al fine di verificarne l’effettiva assegnazione e contrastare, così, il fenomeno delle occupazioni abusive.
Il dispositivo messo in campo, che ha visto impiegati oltre 30 militari della Compagnia cittadina, ha, inoltre, proceduto ad effettuare 4 distinte perquisizioni personali e domiciliari a soggetti già noti agli operanti per pregresse vicende giudiziarie. Sono state, altresì, controllate 68 persone e 45 veicoli, uno dei quali è stato sottoposto a sequestro perché privo della prescritta copertura assicurativa.
Il massiccio servizio svolto nella mattinata rientra nella più ampia campagna di prevenzione e controllo che i Carabinieri di Pescara stanno svolgendo ormai da mesi in tutta la città e nelle aree più sensibili sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica e segue quelli delle scorse settimane che hanno interessato i quartieri di “Rancitelli” e “Fontanelle”.

Pescara. Nella mattinata di ieri il sindaco Marco Alessandrini ha ricevuto i due carabinieri che lo scorso 12 ottobre hanno salvato un 91enne dall'incendio della sua abitazione sulla Tiburtina. Alla consegna dell'attestato di ringraziamento da parte dell'Amministrazione e della Città all'appuntato Michele Mise e al brigadiere Rocco Baldassarre, erano presenti il colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale dell'Arma pescarese e il capitano Antonio Di Mauro, al comando della compagnia dei Carabinieri di Pescara.
"Doveroso ringraziare chi ha messo a rischio la sua vita per salvare la vita altrui - così il sindaco Marco Alessandrini - Azioni che questi uomini compiono ogni giorno senza aspettarsi o chiedere nulla in cambio. Per questo vogliamo testimoniare vicinanza e consapevolezza del loro coraggio e della loro prontezza, che, come in questo caso particolare, sono risultate determinanti per mettere in salvo l'anziano signore rimasto intrappolato dentro la sua abitazione".

 

Pescara. Anche nel corrente anno scolastico, i Carabinieri della Compagnia di Pescara condurranno una campagna di controlli finalizzata al contrasto del fenomeno dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti scolastici, condotta in stretta sinergia con i dirigenti di vari istituti cittadini.
I militari, che già nello scorso anno avevano controllato diversi Istituti sequestrando a carico di ignoti “marijuana”, “hashish” e diversi spinelli manufatti, questa mattina, unitamente a personale del Nucleo Cinofili CC di Chieti, hanno controllato un altro Istituto Superiore, rinvenendo, grazie all’utilizzo dei cani antidroga, 10 grammi di “hashish”, abilmente occultati in un armadietto all’interno di una classe nonché ulteriori 0,2 grammi della medesima sostanza e 2 spinelli manufatti contenenti “marijuana” nel cortile esterno, probabilmente abbandonati proprio a seguito della presenza degli operanti.
Nel corso del citato servizio sono stati altresì sottoposti a controllo circa 30 persone e 20 autoveicoli, condotto 7 perquisizioni personali e domiciliari, nonché tratto in arresto un soggetto destinatario di provvedimento dell’Autorità Giudiziaria e 2 denunciati.
Nello specifico i carabinieri hanno:
- tratto in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso La Corte d’Appello di Catanzaro-Ufficio Esecuzioni Penali, Callà Nunzio Manuel, 32enne di origini calabresi e domiciliato in Pescara, pregiudicato, essendo stato condannato ad espiare la pena di 11 anni e 4 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole dei reati di concorso in tentato omicidio continuato aggravato dalle modalità mafiose e concorso in detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo commessi in Vibo Valentia nel febbraio 2012. Nello specifico, il giovane, destinatario nel marzo del 2013 di una misura cautelare scaturita da mirate indagini coordinate dalla D.D.A. di Catanzaro e condotte dal Nucleo Investigativo di Vibo Valentia – nel cui ambito furono tratti in arresto diversi soggetti per i medesimi reati in quanto ritenuti responsabili del tentato omicidio perpetrato ai danni di un 48enne del luogo – in una prima fase si rese irreperibile e, solo dopo incessanti ricerche, nel novembre 2014 fu scovato in un casolare sito in una Contrada del comune di Spilinga (VV) e tratto in arresto da citato Comando Arma congiuntamente a personale della Squadra Mobile di Vibo Valentia. Lo stesso, che era agli arresti domiciliari nel comune di Pescara a seguito di decisione del Tribunale del Riesame, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto poi tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria;
- deferito in stato di libertà:
• per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: A.D.A., 49enne con precedenti di polizia, poiché, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di gr.3,2 di sostanza stupefacente del tipo “eroina”, già suddivisa in dosi e gr. 0,22 di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”;
• per evasione M.F., 26enne pregiudicato, in atto sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, poiché non trovato in casa nel corso di controllo domiciliare.

Pescara. SI È CONCLUSO CON 4 ARRESTI, 5 PERSONE DENUNCIATE A PIEDE LIBERO, 2 SEGNALATE QUALI ASSUNTORI DI STUPEFACENTI E 4 VEICOLI SEQUESTRATI, IL SERVIZIO “STRAORDINARIO” DI CONTROLLO DEL TERRITORIO CONDOTTO DALLE PRIME ORE DELLA MATTINATA ODIERNA DAI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI PESCARA NEL QUARTIERE DENOMINATO “RANCITELLI”, SVOLTO CON IL SUPPORTO DI UNA SQUADRA DELLA C.I.O. (COMPAGNIA INTERVENTO OPERATIVO) DEL 14° BATTAGLIONE “CALABRIA” E DI UN’UNITÀ DEL NUCLEO CC CINOFILI DI CHIETI.
IN PARTICOLARE, OLTRE AL CONTROLLO DI 40 PERSONE E 30 VEICOLI, SONO STATI TRATTI IN ARRESTO:
- IN FLAGRANZA DEL REATO DI EVASIONE:
• N.M.V., 28ENNE PESCARESE, CON PRECEDENTI DI POLIZIA, IN ATTO SOTTOPOSTO ALLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI, POICHÉ SORPRESO FUORI DAL PROPRIO DOMICILIO, SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE DELL’A.G.;
• M.S., 39ENNE ORIGINARIO DELLA PROVINCIA DI LECCE MA RESIDENTE A PESCARA, CON PRECEDENTI DI POLIZIA, IN ATTO SOTTOPOSTO ALLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI, POICHÉ SORPRESO FUORI DAL PROPRIO DOMICILIO, SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE DELL’A.G.;
- IN OTTEMPERANZA ALL’ORDINE DI ESECUZIONE IN REGIME DI DETENZIONE DOMICILIARE:
• V.D.G., 71ENNE PESCARESE, PREGIUDICATO, DOVENDO ESPIARE LA PENA RESIDUA DI ANNI 1, MESI 5 E GIORNI 15 DI RECLUSIONE POICHÉ RICONOSCIUTO COLPEVOLE DEI REATI DI FALSIFICAZIONE MONETARIA E TRUFFA COMMESSI IN VARIE PROVINCE NEL NORD ITALIA NEL 2013;
• F.M., 50ENNE, PREGIUDICATO, DOVENDO ESPIARE LA PENA RESIDUA DI MESI 6 DI RECLUSIONE POICHÉ RICONOSCIUTO COLPEVOLE DEL REATO DI RICETTAZIONE COMMESSO NEL 2006 A SAN GIOVANNI TEATINO (CH);

NEL CORSO DEL MASSICCIO SERVIZIO, I MILITARI DELL’ARMA HANNO ALTRESÌ DEFERITO IN STATO DI LIBERTÀ PER:
- DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI:
• V.B., 43ENNE PESCARESE, POICHÉ, SOTTOPOSTO A PERQUISIZIONE PERSONALE E VEICOLARE NEL CORSO DI CONTROLLO ALLA CIRCOLAZIONE STRADALE, È STATO TROVATO IN POSSESSO DI GR.4 DI SOSTANZA STUPEFACENTE DEL TIPO “MARIJUANA”, GIÀ SUDDIVISA IN DOSI;
- RICETTAZIONE, USO DI ATTO FALSO E DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI:
• A.D.A., 50ENNE CON PRECEDENTI DI POLIZIA, POICHÉ, NEL CORSO DI CONTROLLO ALLA CIRCOLAZIONE STRADALE, È STATO SORPRESO A BORDO DEL MOTOCICLO APRILIA CROSS COMPENDIO DI FURTO DENUNCIATO IL 2.6.2017, SUL QUALE AVEVA APPOSTO UNA TARGA ASPORTATA IL 27.5.2015 E FALSIFICATA CON NASTRO ADESIVO DI COLORE NERO AL FINE DI MODIFICARNE UN CARATTERE ALFABETICO. SUCCESSIVA PERQUISIZIONE PERSONALE HA PERMESSO AI MILITARI DEL NUCLEO OPERATIVO E RADIOMOBILE DI RINVENIRE GR. 2,5 DI SOSTANZA STUPEFACENTE DEL TIPO “EROINA” GIÀ SUDDIVISA IN DOSI, E GR. 0,2 DI SOSTANZA STUPEFACENTE DEL TIPO “COCAINA”;
- FURTO AGGRAVATO:
• L.D.P., 40ENNE PESCARESE, RESIDENTE NEL CONDOMINIO UBICATO IN VIA LAGO DI CAPESTRANO, CON PRECEDENTI DI POLIZIA, POICHÉ HA FRAUDOLENTEMENTE REALIZZATO UN ALLACCIO ABUSIVO ALLA RETE ELETTRICA DELL’ASCENSORE CONDOMINIALE “ATER” A FAVORE DELLE PROPRIE UTENZE DOMESTICHE;
- RICETTAZIONE:
• V.N., 33ENNE SENZA FISSA DIMORA, CON PRECEDENTI DI POLIZIA, POICHÉ NEL CORSO DI CONTROLLO, È STATO SORPRESO A BORDO DELL’AUTOVETTURA OPEL CORSA RISULTATA OGGETTO DI FURTO DENUNCIATO IL 19.10.U.S.;
- EVASIONE:
• N.S., 45ENNE PESCARESE, SOTTOPOSTA ALLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI, POICHÉ NON È STATA TROVATA IN CASA NEL CORSO DI CONTROLLO.

A SEGUITO DI ULTERIORI CONTROLLI, SONO STATE POI INDIVIDUATE 4 AUTOVETTURE, PARCHEGGIATE IN VIA LAGO DI CAPESTRANO, RISULTATE PRIVE DI COPERTURA ASSICURATIVA; I MEZZI IN QUESTIONE SONO STATI RIMOSSI, SOTTOPOSTI A SEQUESTRO AMMINISTRATIVO ED AFFIDATI IN CUSTODIA GIUDIZIALE. NELLO SPECIFICO, SI TRATTA DI:
• 1 FORD KA;
• 1 FIAT PANDA;
• 1 FIAT PUNTO;
• 1 FIAT MULTIPLA.
INFINE, I CARABINIERI DEL NUCLEO OPERATIVO E RADIOMOBILE, A SEGUITO DI MIRATE PERQUISIZIONI PERSONALI, HANNO SEGNALATO ALLA LOCALE PREFETTURA QUALI ASSUNTORI DI SOSTANTE STUPEFACENTI DUE GIOVANI DEL LUOGO IN QUANTO TROVATI ENTRAMBI IN POSSESSO DI 0,3 GR. DI “EROINA”, SOTTOPOSTI A SEQUESTRO.

Pescara. Questa mattina due Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara hanno salvato la vita ad un anziano rimasto intrappolato nella propria abitazione interessata da un incendio.
Sono circa le 10.15, quando arriva al centralino del Pronto Intervento “112” la segnalazione di un incendio all’interno di una villetta in Via Tiburtina; nel giro di pochi minuti arriva una pattuglia Radiomobile che vede fuori dall’abitazione, dalla quale si stava sprigionando un denso fumo nero, un’anziana in evidente stato di agitazione. Con fare concitato la signora spiega che si è appena verificato un incendio nella cucina posta al primo piano e che suo marito, 91enne, nel vano tentativo di spegnerlo, è rimasto intrappolato. I militari, senza pensarci due volte, si catapultano dentro l’abitazione e, saliti al piano superiore, scorgono a fatica, a causa della densa cortina di fumo acre, l’anziano proprietario che, in stato di semi incoscienza, si era rifugiato nell’angolo più lontano della stanza. Incuranti delle fiamme, che ormai avevano avviluppato i mobili, la cappa di aspirazione ed alcuni suppellettili, prendono di peso la vittima e la trascinano fuori dall’abitazione, traendola così in salvo. Non paghi, rientrano subito nello stabile e, dopo aver recuperato un secchio, hanno spento l’incendio che, senza il loro provvidenziale intervento, si sarebbe propagato anche al resto della casa, provocando potenziali danni ingenti.
Nel frattempo, allertati dalla stessa Centrale Operativa, sono giunti sul posto anche un mezzo dei Vigili del Fuoco di Pescara ed un’ambulanza del 118 che ha immediatamente prestato soccorso all’anziano il quale, solo grazie al coraggioso e deciso intervento dei militari, non ha riportato ustioni o altri gravi conseguenze ma solo un’intossicazione da inalazione di fumi.
Solo dopo aver spento il rogo i due Carabinieri si sono recati, anch’essi, presso il Pronto Soccorso, accusando malessere generalizzato e qualche lieve dolore al petto ed alla gola; visitati e sottoposti ad accertamenti, sono stati riscontrati affetti da “intossicazione da monossido di carbonio” e dimessi, qualche ora dopo, con una prognosi di 10 giorni.
Dagli accertamenti esperiti a seguito di sopralluogo si è appurata la natura accidentale dell’incendio che potrebbe essersi sviluppato a seguito di probabile corto circuito di una presa vicino ai fornelli del piano cottura; accortosi del propagarsi delle prime fiamme, dal fumo che fuoriusciva dalla finestra, l’anziano proprietario ha provato a spegnerle gettandovi sopra un tappeto che però ha preso immediatamente fuoco alimentando ulteriormente la combustione già in atto.

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