Pianella. Grazie all’interessamento dell’avvocato Loris Di Giovanni dell’UNPLI Abruzzo che ha segnalato alle autorità competenti diverse scritte vandaliche sull’abside e le mura laterali della Chiesa di Santa Maria Maggiore (Sant’Angelo per i pianellesi)" e al contributo di tutti i residenti della contrada versato nelle mani del Parroco Padre Giuseppe Grussu, la restauratrice Cornelia Dittmar, avute le necessarie autorizzazioni, ha provveduto a ripristinare la bellezza del Monumento Nazionale.

Per gli “Amici di Sant’Angelo” il prossimo obiettivo è quello di dotare l'area di un impianto di videosorveglianza per scoraggiare altri eventi del genere. Partirà presto una raccolta fondi per l’acquisto delle strumentazioni necessarie.

 

Francavilla al Mare. “La chiesa di Santa Maria Maggiore opera di Ludovico Quaroni (1911-1987) a 70 anni dalla sua progettazione (1948)”: è il titolo del mini-convegno artistico-teologico-pastorale organizzato dal parroco di Santa Maria Maggiore in Francavilla al Mare, mons. Michele Giulio Masciarelli, per commemorare il settantesimo anniversario della vincita del concorso nazionale per la ricostruzione della chiesa matrice della città adriatica. Santa Maria Maggiore, come parrocchia, è antecedente al 1413, anno in cui il parroco don Nicola Rauti, ricevette in donazione il prezioso ostensorio, opera di Nicola da Guardiagrele. Nella visita pastorale del 5 maggio 1568, l’arcivescovo di Chieti, mons. Giovanni Oliva, la trovò «tutta devastata e bruciata per lo spopolamento fatto negli anni passati dai turchi» (l’incursione turca ad opera di Pialì Basha e il suo esercito avvenne il 30 luglio 1566) e, dopo avervi celebrato la messa e amministrato il sacramento della cresima, nel pomeriggio visitò l’altra chiesa parrocchiale di sant’Elena «che parimenti trovò bruciata e piena di rovina». In seguito, l’arcivescovo Santacroce, con decreto promulgato durante la visita pastorale del 1636, unì la cura di sant’Elena e le sue esigue rendite all’arcipretura di Santa Maria Maggiore. Intanto, la congregazione dell’oratorio, con rogito del 23 giugno 1623, notificato da papa Urbano VIII con il breve apostolico del 26 marzo 1624, cedette la giurisdizione spirituale di Francavilla al Mare alla diocesi teatina. Con bolla di Benedetto XIV del 17 dicembre 1746, l’arcipretura di Santa Maria Maggiore fu elevata a collegiata e tale rimarrà fino al 1867. Il capitolo era composto da un arciprete e sette canonici, i quali avevano per insegne il rocchetto e la mozzetta violacea. La storia recente riguarda le vicende belliche e la distruzione della imponente chiesa matrice. Il progetto per la ricostruzione fu realizzato, appunto, dall’architetto Ludovico Quaroni, vincitore di un progetto nazionale. I lavori iniziarono negli anni ’50 per essere portati a termine nel 1957, anno in cui fu aperta al culto. Benedetta dall’arcivescovo mons. Giovanni Battista Bosio il 2 ottobre 1960, la cerimonia di dedicazione della nuova chiesa al titolo di Santa Maria Maggiore è stata presieduta dall’arcivescovo mons. Vincenzo Fagiolo il 13 dicembre 1979. Il convegno si terrà martedì 4 settembre 2018, alle ore 18.30, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Sono previste tre relazioni: la prima, dell’arcivescovo mons. Bruno Forte su “Quando l’architettura aiuta a meditare e a pregare”, la seconda, dell’architetto Arturo Stuard su “Ludovico Quaroni nell’architettura italiana del novecento”, l’ultima, del teologo e parroco mons. Masciarelli che offrirà una “Lettura teologica della chiesa francavillese di Ludovico Quaroni”. L’invito è per tutti quelli che sono interessati al tema.

Francavilla al Mare. L’artista pescarese Nicola Falcone ha donato alla parrocchia Matrice Santa Maria Maggiore di Francavilla al Mare una sua opera. Si tratta di un dipinto ad olio su tela di 120x130 cm raffigurante “Le tre Madri”. Conosciuta anche come “Le tre Marie”, l’opera ritrae la scena della crocifissione di Cristo in cui è evidente il grande dolore provato dal Signore, riscontrabile anche nei volti tristi delle tre donne in primo piano.
Con tonalità pastello incentrate sul blu e relative sfumature derivate, che evidenziano la drammaticità della scena di sfondo, il Falcone ha saputo cogliere, come in una istantanea, il momento tragico della morte in croce di Gesù. In primo piano, invece, il rosso e il giallo – colori caldi che evocano la vita e la luce – richiamano la speranza della risurrezionenei volti, pur provati dal dolore, delle tre donne che, secondo le testimonianze evangeliche, sono presso il patibolo. Il tutto in un armonico gioco prospettico di luci e ombre.
L’Artista mostra di saper usare benissimo la tecnica delle trasparenze; anche la qualità dei drappeggi esprime l’elevato livello del dipinto. Per questi motivi e per la sua espressività altamente plastica, i critici lo accostano al M° Renato Guttuso. È un’opera, questa del Falcone, che eccellente nel suo insieme e di grande impatto emotivo.
Edomenica prossima, 29 ottobre, dopo la Messa solenne delle ore 10.30, alla presenza dell’Autore, la tela sarà presentata alla comunità. Interverrà per l’occasione il critico d’arte dott. Massimo Pasqualone. L’opera, ospitata provvisoriamente nella biblioteca dell’Oratorio San Franco, sarà collocata nella chiesa di San Rocco tato cara alla devozione dei francavillesi, dopo i restauri che – ci auguriamo – saranno realizzati entro breve.


La scheda. Nicola Falcone, nasce a Macchia Valfortone (CB) nel 1948; si trasferisce nel 1955 con la famiglia a Pescara ove tuttora risiede ed opera. Poco più che ventenne, oltre che agli studi universitari di filosofia si dedica alla pittura come scelta di vita. In anni di attività ha allestito mostre personali in Italia e all'estero. Ama l'arte, la poesia, il teatro e la scrittura. La conoscenza degli stili del passato e la fusione in una nuova forma di espressione sono attributi peculiari dell'arte di Nicola Falcone. Evidenti sono infatti i legami con l'arte liberty, noveau e decò; si possono anche scorgere vicinanze con Felice Casorati e con il giovane Ferruccio Ferrazzi, ancor di più la sua pittura magica, seducente e raffinata. Nella pittura di Nicola Falcone aleggia una sospensione del tempo che potremmo attribuire alla pittura Metafisica. Nicola Falcone si fa portavoce del "Surrealismo Metropolitano": scene di vita dall'accento surreale caratterizzano le sue narrazioni. Una nuova geometria della forma prende vita. Falcone arriva così ad elaborare una propria linguistica. Un proprio alfabeto visivo in grado di proporre agli occhi dell'osservatore un'insolita realtà. La donna è sempre protagonista delle sue opere che affascinano l'osservatore con una grande sincerità di sentimenti, poesia della forma e armonia del colore.

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