Roma. “La Regione Abruzzo ha avviato azioni di rivalsa nei confronti dell’ex guardie mediche: un intervento assolutamente scomposto di cui ci si dovrebbe vergognare. Per bloccare questa ingiustizia ci auguriamo che, in sede di discussione della Legge di Bilancio, venga approvato l’emendamento che abbiamo presentato. Nello specifico, chiediamo al governo che le cosiddette ex guardie mediche non siano penalizzate con azioni di rivalsa da parte delle Regioni per avere usufruito delle indennità di rischio per le loro attività”.

Così i deputati abruzzesi del MoVimento 5 Stelle Andrea Colletti, Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca.

“In diverse regioni italiane alle guardie mediche sono state tagliate le voci del salario legate all’indennità di rischio e le Regioni stanno attivando azioni di rivalsa. Tra queste Regioni c'è anche l'Abruzzo. A tutto questo ci opponiamo: troviamo allucinante che si stiano chiedendo indietro le somme percepite dai medici come indennità di rischio. Stiamo parlando di quel personale che lavora nelle guardie mediche aperte tutta la notte e nei giorni festivi. Personale, ricordiamolo, che a volte lavora in condizioni gravose e che percepisce stipendi assolutamente normali. Dal momento che D’Alfonso non sembra intenzionato a rinsavire, riteniamo necessario intervenire: è una questione di civiltà, di tutela del lavoro e anche, a cascata, di tutela della salute dei cittadini abruzzesi”.

Pescara. "Per molti anni Piazza Salotto è stata il fulcro della nostra città, la più bella e importante piazza cittadina, equiparata dagli architetti che ne hanno curato parte del restauro, a Piazza della Signoria di Firenze e Piazza San Marco di Venezia".

Così in una nota il consigliere comunale di Pescara del MoVimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo, che aggiunge: "Purtroppo però le precedenti amministrazioni, che si sono recentemente susseguite, l'hanno via via stravolta e adesso, della bellissima e antica Piazza Salotto, non c’è più nulla: poche panchine, niente verde, né posti per ripararsi dal caldo sole in estate. I faraonici e costosissimi tentativi di inserire elementi ornamentali sono miseramente falliti: il calice di Toyo Ito, crollato nel 2009 dopo solo 64 giorni dall’installazione e costato circa 1,3 min di euro, ma anche l’Urban Box con le vetrate ricoperte di scritte adesive e la pedana esterna arrugginita che conferisce un senso di approssimazione alla già scarna e “anemica” piazza . L’unico vero componente apprezzabile rimasto è l’Elefante di Vicentino Michetti, la grande statua di cemento da poco restaurata e ubicata in posizione defilata al lato sud vicino ai portici, attrazione esclusiva dei bambini.

Ma c’è un altro elemento della piazza che attira l’attenzione dei più piccoli, potremmo definirla una” statua per caso”. Si tratta di un blocco di resina o grès di colore scuro, ipotetica base di un progetto mai andato in porto che vedeva protagonista una fontana monumentale, con geyser marino e getti d’acqua che, si legge nella presentazione della fontana, era stata concepita “per fungere da anello di congiunzione tra la città e il mare, tra la fragilità dell’uomo e la potenza della natura e in questa chiave deve essere letta l’esplosione della pavimentazione e la fuoriuscita copiosa di acqua”.
Di tutto questo imponente e aulico progetto rimane solo un parallelepipedo ormai deteriorato, che per mesi è stato protetto da transenne che ne hanno giustamente impedito l’accesso, ed ora improvvisamente viene liberato dalle protezioni per la gioia dei bambini, che quotidianamente lo utilizzano come spazio di gioco sul quale salgono, corrono, si divertono.

Chi ha deciso di restituire al pubblico utilizzo il decadente blocco usurato? Con quali garanzie di sicurezza? Dalle foto si evince lo stato di degrado in cui questa raccapricciante costruzione versa: muffa, sporcizia e ruggine da per tutto, e pericolose sporgenze potrebbero contribuire a causare incidenti, soprattutto con i più piccoli che la utilizzano come base per i loro giochi. Al di là delle considerazioni puramente architettoniche su un elemento di risulta che non ha nulla in comune con l’ambiente circostante, se non di essere di cattivo gusto come tutto il resto della piazza, chiediamo all’amministrazione comunale, che non è stata finora in grado di partorire un progetto che restituisca bellezza al cuore di Pescara, di attivarsi urgentemente per garantire le condizioni minime di pulizia e sicurezza rimuovendo o, in ultima analisi, ristrutturando il decadente e pericoloso blocco usurato, soprattutto in vista del periodo natalizio in cui la piazza si riempirà di bambini con le loro famiglie e aumenterà il rischio di possibili incidenti di cui evidentemente la nostra amministrazione non si preoccupa".

Pescara. In Abruzzo, dati dei Monopoli alla mano, nel 2016 sono stati bruciati oltre 2,5 miliardi in gioco d’azzardo, di cui 660 milioni in provincia di Chieti e 654 milioni in provincia di Pescara. E' l'ora che i Comuni si organizzino per produrre atti di indirizzo a contrasto del gioco d'azzardo, in modo tale da limitare le sale slot presenti sul territorio.

Parliamo di miliardi di euro inghiottiti da un settore improduttivo per la collettività, miliardi che potrebbero essere spesi nell’economia reale, uno spreco che provoca un danno concreto per il commercio e l’indotto di piccole imprese virtuose.

Una spesa pro capite per ogni abitante pari a 1944 euro a persona e ben 4.548 euro a famiglia, 379 euro al mese.

Se si considera che per l’Istat la spesa mensile pro capite delle famiglie abruzzesi nel 2016 era pari a 2.158 euro mensili, dei quali il 18% in alimentari e bevande (388 euro), risulta che viene bruciato in azzardo una cifra analoga a quella per mangiare e bere. Un dato più che allarmante, in una terra che fa del lavoro e della famiglia il suo valore. Lo ripetiamo, sono dati Istat: ogni mese mediamente le famiglie abruzzesi spendono in alimentari, incluse bevande alcoliche, 388 euro. 379 euro vanno nell'azzardo. Ogni euro bruciato nel tentare la sorte in Slot, Vlt, Online, Gratta e Vinci è denaro sottratto all’economia sana e produttiva. Non si generano e non si salvaguardano posti di lavoro, anzi se ne perdono, come ha ben spiegato l’economista Maurizio Fiasco della Consulta anti-Usura della CEI.

UN FINTO GUADAGNO PER LO STATO: INCASSI DEL 10-11%, A CUI AGGIUNGERE MANCATA IVA SU CONSUMI, COSTI SOCIO-ECONOMICI
Non ingannino le cosiddette “vincite”, come evidenziano ricerche da noi pubblicate in altri Comuni (ad esempio Reggio Emilia http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2017/10/28/news/reggio-emilia-in-un-anno-bruciati-765-milioni-nel-gioco-d-azzardo-1.16050194) dove siamo riusciti ad ottenere anche i dati disaggregati nei Comuni (con accessi agli atti li abbiamo richiesti e siamo in attesa anche per i Comuni dell’Abruzzo), dove si evidenziano entrate per lo Stato pari solo al 10-11% del giocato. Gran parte di quanto “vinto” rientra, come un gatto che si morde la coda, sempre nello stesso gito dell'azzardo
Chi “vince” rigetta subito nel gioco le somme illudendosi di poter ‘sbancare’. A questo vanno poi aggiunti i costi socio-sanitari e la mancata Iva sui consumi per beni di consumo (chi spreca nell’azzardo non spende per altri beni).

CHIETI : 660 MILIONI DI EURO - 4.066 EURO SPESA PER FAMIGLIA A EURO, 1697 PRO CAPITE
In provincia di Chieti, nel 2016, secondo i dati dei Monopoli si è azzardato per 660.698.161 euro. La spesa pro capite per famiglia è stata di 4066 euro ( 338 euro mensili), 1697 euro quella pro capite. In Slot sono stati azzardati 157 milioni di euro, in VLT 165 milioni, e ben 120 milioni in online. Oramai scomparso il Totocalcio, fermo a 110.650 euro.

PESCARA: 654 MILIONI EURO - 4834 EURO FAMIGLIA, 2.036 EURO PRO CAPITE
In provincia di Pescara, nel 2016, secondo i dati dei Monopoli si è azzardato per 654.446.346 euro. Dati record La spesa pro capite per famiglie pescaresi è stata a 4.834 euro (402 euro mensili) , 2.036 quella pro capite. Sono dati allarmanti. Si azzarda molto di più in Abruzzo che in regioni ricche come il Veneto e l’Emilia Romagna. In Slot e Vlt e online va oltre il 60% dell’azzardato: infatti sono stati azzardati 138 milioni di euro,178 milioni in Vlt ,126 milioni online, 41 milioni in scommesse, 64 in “Gratta e Vinci”, 60 in Lotto, 20 in Bingo. Il Totocalcio e simili hanno totalizzato neanche 191.231 euro.

RICICLO DENARO SPORCO

In questo allarmante quadro c’è inoltre il flusso di denaro che viene ripulito dalle mafie, anche nelle VLT-Slot-Online formalmente legali, che poi si scoprono sempre più spesso legate a società vicine a ‘ndrangheta, camorra e mafie.

CON NUOVE NORME INTERCETTAZIONI STOP A INDAGINI SU AZZARDOPOLI

Ma la cosa più grave è questa: la stretta sulle intercettazioni voluta da governo e maggioranza, come ha pubblicamente denunciato oggi il Procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, impedirebbe anche indagini come quelle che hanno sgominato (tramite il sistema ‘trojan’) una vasta rete di gioco d’azzardo illegale in 24 sale di Toscana, Marche, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. Un giro per cui sono stati arrestati ai domiciliari sette indagati nell'inchiesta 'Doppio jack' della guardia di finanza di Firenze.


Movimento 5 Stelle

Pescara. "L’amministrazione Comunale di Pescara ha attivato per il periodo di Natale, Capodanno ed Epifania una navetta che circola fino alle ore 20 per attirare i clienti dei centri commerciali naturali, senza considerare la sicurezza nelle strade soprattutto nelle ore notturne".

Si legge così in una nota dei portavoce del M5S al Consiglio Comunale di Pescara, Chieti, Francavilla, S. G. Teatino e Montesilvano (Massimiliano Di Pillo, Manuela D’Arcangelo, Ottavio Argenio, Livio Sarchese, Mario Cutrupi, Cristian Di Carlo, Paola Ballarini, Gabriele Straccini), che proseguono: "Con l’esperienza acquisita nella scorsa estate, quando dal 7 di luglio è stato attivato il bus notturno per i fine settimana sulla linea n. 21 che collega Pescara con Francavilla, si potrebbe riproporre almeno per le vacanze di Natale, Capodanno ed Epifania, un servizio simile che permetta ai cittadini di 4 comuni Pescara, Francavilla, Montesilvano e San Giovanni Teatino e ai turisti presenti, di viaggiare sicuri diminuendo il traffico e il relativo smog prodotto dalle emissioni degli autoveicoli e motoveicoli. Tutto questo semplicemente estendendo il servizio notturno, già attivo nei fine settimana sulla linea 21 fino al 30 gennaio 2018, anche alla linea 38 coinvolgendo eventualmente anche il bus che collega Pescara con Chieti. Tale implementazione, per essere davvero utile ai cittadini e favorire la circolazione, dovrà essere attivata non solo nel weekend ma tutti i giorni del periodo natalizio dal 24 dicembre all'8 gennaio 2018. Si tratta di poche tratte facilmente implementabili che agevolerebbero il traffico urbano garantendo la sicurezza nelle strade.
E' indubbio che tale servizio, almeno per i fine settimana, dovrà essere istituito in pianta stabile per tutto il 2018 e a tal proposito stiamo lavorando per la presentazione di una eventuale proposta da discutere in Consiglio Comunale.

L’area metropolitana che a breve ci si augura diventi un unico Comune, ha collegamenti che se sfruttati e pubblicizzati a dovere, può produrre principalmente sicurezza sulle strade, come anche la certezza di raccogliere tanti clienti non solo per le attività commerciali ai due lati del fiume Pescara, ma anche e soprattutto clienti della “Movida” di Chieti e Pescara. Raccogliere e trasportare chi vuole solo un divertimento sicuro è stato l'obiettivo che ha permesso, questa estate, la sinergia tra amministrazioni e azienda di trasporti regionali e comunali TUA.

La fascia di utenza che potrebbe usufruire di questo servizio, va naturalmente informata a dovere attraverso campagne di sensibilizzazione sui media, nelle scuole e nei locali, che non solo i più giovani frequentano. Abituare la popolazione dell’area vasta a guardare ad un servizio integrato e sostenibile anche notturno che possa essere utile al cittadino come al turista, soprattutto nei periodi come quello natalizio dove la presenza di ghiaccio o eventuali colpi di sonno possono ridurre la sicurezza stradale, tornerebbe ad avvicinare la politica al “bene comune”.

L’uso del mezzo pubblico negli ultimi anni è sempre più appannaggio di ceti sociali disagiati o di migranti. La necessità di aiutare il cittadino ad avvicinarsi a pratiche di mobilità alternative come treno e bus di linea, invece che auto e motocicli, può partire anche da un servizio utile e competitivo non solo nel prezzo, ma anche e soprattutto nel tempo, attraverso corse come quelle notturne, magari associate come già accaduto nel periodo estivo a guardie giurate, che garantiscano la sicurezza degli stessi passeggeri.

La visione futura delle nostre città dovrà necessariamente guardare oltre ai confini del singolo comune, unendo servizi utili alla persona ma soprattutto migliorando la qualità della vita con parametri che guardino all’ambiente come l'incentivazione delle energie rinnovabili, la riduzione del consumo di suolo e il contenimento nell'utilizzo di combustibile fossile, interprete principale dell’inquinamento dell’area urbana e dei centri cittadini".

Pescara. Qualche settimana fa l’assessore Cuzzi, in una lunga conferenza stampa, ci ha accusati di creare allarmismo poiché avremmo diffuso false notizie:
“…si è diffusa una notizia che noi dalle indagini fatte internamente riteniamo falsa e infondata, cioè quello per cui il grano della pasta fornita alle mense scolastiche, si ritiene essere non di provenienza italiano. Noi smentiamo categoricamente questa notizia. Quello che hanno detto i cinque stelle è totalmente infondato, la polemica politica deve avere una fondatezza, ed anche un limite…”
Queste le dichiarazioni dell’Assessore Cuzzi che, davanti a giornalisti e telecamere, additava il M5S come gente che sa solo polemizzare, e raccontare “balle” ad arte per incutere nella cittadinanza allarmismi inutili e dannosi. Ed invece, avendo lavorato sempre con coscienza e cognizione di causa, avendo acquisito e studiato i vari documenti e grazie ad ispezioni effettuate abbiamo valutato che, a nostro avviso, emergono difformità tra le forniture ed il bando e l’offerta tecnica.Proprio sulla base di ciò e sulla base del nostro esposto è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Pescara e, più specificatamente, dalla Dott.ssa Mantini.
Questo a significare - dichiara Di Pillo - che ogni nostro atto relativo alla storia della mensa scolastica a Pescara, è stato sempre votato a migliorare il servizio, ma soprattutto al rispetto del capitolato e delle regole dettate da un appalto molto oneroso (17 milioni di euro per cinque anni), ed anche molto complesso.
L’allegato 7 del capitolato speciale d’appalto è chiarissimo e a pag. 9, quando si riferisce a “Paste alimentari e farine”, enuncia: “deve essere prodotta con farine di grano duro COLTIVATO E PRODOTTO in Italia”. Nelle due dichiarazioni dove la ditta produttrice della pasta risponde ai quesiti del Bando del Comune di Pescara, si parla di grano di “provenienza italiana” e non di grano “coltivato in Italia”. Ma, da un’analisi dello stesso marchio, emergerebbe come la pasta sia prodotta con una miscela di grani italiani ed esteri.
Il vero problema dei grani esteri è la possibile presenza di Glifosato e micro-tossine potenzialmente dannose per l’uomo, come emergeva, tempo fa, dalla trasmissione “Report”, che raccontò di come veniva trattato il grano canadese per l’uso massiccio di questo diserbante.
Ma - dichiara il deputato Colletti – il problema non è solo di sicurezza alimentare bensì di riattivare la filiera italiana del grano, favorendo così le nostre aziende e non le grandi multinazionali.
“Dopo l’esposto presentato dal Deputato M5S Andrea Colletti e dal sottoscritto - prosegue Di Pillo - la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta ed ora, a neppure due mesi dall’avvio del servizio refezione mensa, abbiamo saputo che le due ditte in ATI che gestiscono il servizio hanno cambiato un’altra volta tipologia di pasta utilizzando, sembrerebbe, un prodotto che corrisponde ai requisiti richiesti da capitolato, cioè con grano COLTIVATO E PRODOTTO in Italia.”

La certezza di stare sempre e comunque dalla parte della città di Pescara e dei Pescaresi ci ha indotto ad andare avanti, consapevoli che il nostro lavoro, come per il precedente bando, possa ridare dignità ad un servizio che nell’ultimo decennio ha perso di qualità. Come la dignità che, a nostro avviso, ha perso l’Assessore Cuzzi che difendendo l’indifendibile è inciampato in questa brutta storia. A questo punto non gli rimane che chiedere scusa ai genitori dei bambini che mangiano nelle mense scolastiche e magari dimettersi da un ruolo che, evidentemente, non riesce ad espletare al meglio e che ha procurato, a lui e a tutti i cittadini interessati, solo guai da quando la delega per le mense scolastiche gli è stata assegnata.

Pescara. Il Consiglio comunale di Pescara, nella seduta di ieri pomeriggio ha ribadito che nella nostra città chi non rispetta le regole va aiutato a raggiungere i propri fini, anche a scapito dell’interesse pubblico.
Purtroppo, questa è la triste conseguenza di una gestione del territorio portata avanti, ancora una volta, derogando e quindi non rispettando le norme urbanistiche del piano regolatore.
<Con il solo voto contrario del M5s> commenta la consigliera M5s Erika Alessandrini < destra e sinistra permetteranno la realizzazione di campi da calcetto e da squash in via Prati, evitando che la società Wakup debba cedere alla collettività quasi 3.000 mq per aree verdi, così come prevede il piano regolatore vigente.>

Dov’è allora l’interesse pubblico posto alla base della delibera consiliare approvata con il voto del partito trasversale che va da Sinistra Italiana a Fratelli d’Italia? Perchè i cittadini devono rinunciare al verde, ai parcheggi pubblici ed alla pista ciclabile, in un’area già troppo densamente costruita e congestionata da un continuo traffico di passaggio, per fare realizzare ad un privato un’iniziativa economica lucrosa?
Queste le domande centrali che non hanno trovato risposta e che hanno portato al fermo voto contrario del Movimento 5 Stelle.

< Anche il TAR > prosegue la Alessandrini < che già nel 2010 aveva annullato un progetto di impianti sportivi in deroga al PRG, proprio nel lotto accanto a questo, ha affermato che il solo fatto di far avviare una nuova iniziativa economica non costituisce, di per sè, un interesse pubblico.>

Il M5S ha tentato in ogni modo di non accettare, tra le deroghe proposte, l’eliminazione della cessione del 40% del lotto per aree pubbliche ed ha chiesto, in alternativa a quella cessione, almeno la monetizzazione delle stesse aree, principio introdotto sia dal Decreto Sviluppo che dalle nuove Norme Tecniche di Attuazione, che avrebbe portato nelle casse comunali all’incirca 100.000 euro per la realizzazione dei relativi servizi, carenti in quell’area.

Purtroppo gli stessi consiglieri che appena un mese fa, durante la famosa sessione urbanistica, hanno dimostrato tanto entusiasmo per aver introdotto queste regole, con il voto di ieri, hanno invece votato per non applicarle e per derogare, a vantaggio del solo interesse privato. Il M5s avrebbe voluto garantire al privato la realizzazione del proprio intervento ed al pubblico di vedere soddisfatto il proprio interesse in termini di verde e parcheggi. Ma evidentemente - concludono le consigliere Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini - per il centrodestra ed il centrosinistra, la legge non è uguale per tutti.

L'Aquila. "Nella primavera scorsa la Regione Abruzzo ha presentato un bando per l’acquisto di alloggi da destinare agli sfollati del terremoto del 2016/2017. Questa iniziativa è consentita dalla legge n. 45 del 7 aprile 2017, con la quale si è stabilito che le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria possono acquisire (a titolo oneroso) al patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, prioritariamente nei Comuni del cratere sismico e limitrofi, unità immobiliari a uso abitativo agibili o rese agibili dal proprietario. All’esito della gara sono risultati conformi alle richieste 427 appartamenti dislocati in 17 Comuni, per una spesa che sfiora i 68 milioni di euro, la cui copertura è assicurata dalla Protezione civile nazionale".

Così in una nota Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, e Antonio Iovino, dirigente coordinatore del Centro operativo regionale di Protezione civile, che aggiungono: "Le offerte degli alloggi si riferivano ad un prezzo onnicomprensivo, ovvero prevedevano anche gli oneri accessori (spese notarili, bolli, etc) poiché non si può chiedere agli sfollati di pagare per le sistemazioni. Il bando richiedeva alloggi sismicamente adeguati, mai abitati, di classe energetica almeno B e con un prezzo fissato secondo i criteri dell’edilizia residenziale pubblica, attraverso la delibera di Giunta regionale n. 615/2010, ovvero 1.820,13 euro al metro quadro.

La congruità del prezzo è stata calcolata tenuto conto della DGR 615/2010 e del costo al metro quadro delle strutture abitative di emergenza (SAE) che ammonta a 1.600,00 €/mq al netto degli oneri di smantellamento, trattandosi di strutture temporanee. Dalla graduatoria può evincersi che la Regione Abruzzo acquisterà alloggi nuovi anche ad un prezzo di gran lunga inferiore.

Per quanto riguarda il prezzo stimato dall’Agenzia delle Entrate - OMI, citato dal M5S, esso non tiene conto delle caratteristiche riportate dal bando (appartamenti nuovi, antisismici e con classificazione minima di B energetica) essendo basato sul mercato immobiliare esistente con l’incertezza delle caratteristiche minime richieste dal bando.

Un ultima annotazione afferisce al costo massimo previsto, ai fini della congruità, di € 1820,13 in quanto la DGR 615/2010 considera l’importo al netto delle spese accessorie mentre il bando regionale ha incluso tali spese nello stesso.

Da ultimo va sottolineato che questa iniziativa ci consente di cogliere più obiettivi con una sola azione: dare un tetto alle famiglie sfollate; evitare ulteriore consumo di suolo; acquisire un patrimonio abitativo da devolvere poi alle Ater; sostenere le imprese edili abruzzesi che stanno uscendo dalla crisi".

Pescara. “Hanno un costo superiore a quello di mercato le 427 abitazioni che Regione Abruzzo si accinge ad acquistare dai privati per destinarle a una parte di terremotati, per poi assegnarle all’edilizia residenziale pubblica. Infatti, i prezzi al metro quadrato, stimati dai rivenditori privati per le singole unità, sono ben superiori alle quotazioni stimate invece dall’Agenzia delle entrate. Una discordanza non ammessa dall’iter presente nel Decreto legge N.8 del febbraio 2017, a cui la delibera di Giunta regionale si appella per l’acquisto delle case. Una discordanza, inoltre, palesata anche nel decreto n. 373 dove gli uffici preposti da Regione Abruzzo scrivono: “la Commissione Giudicatrice chiarisce che non è stato possibile accertare la convenienza economica cosi come richiesto dal comma 3 dall’Art 14 del decreto legge n . 8 del 2017, poiché è espressamente previsto che il prezzo offerto fosse omnicomprensivo di tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione e pertanto non direttamente comparabili ai parametri citati dalla legge”. La Giunta Regionale sceglie, quindi, di prevedere nell’Avviso pubblico la presentazione delle offerte comprensive di tutto, immettendo in un conteggio omnibus, gli oneri fiscali delle spese notarili per la stipula della compravendita e gli oneri dei bolli delle spese di registrazione. Una scelta che però ha come risultato l’impossibilità per gli uffici di applicare la legge sulla valutazione di congruità sul prezzo convenuto. Non stiamo parlando di piccole cifre: il surplus supera i 16 milioni di euro ed anche volendo considerare le cifre scorporate dagli oneri a carico dell’Amministrazione, si raggiungerebbe comunque un surplus di circa 15 milioni di euro.
Se i prezzi al metro quadrato offerti dai privati fossero stati correttamente equiparati alle quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle entrate, si sarebbero potute comprare molte unità abitative in più dei 427 alloggi stimati. Se su tale vicenda ci siano state omissioni volontarie lo decideranno la Corte dei Conti, l’Anac e la Procura dell’Aquila, alle quali abbiamo presentato un esposto per verificare tutta l’operazione ed eventualmente verificare la presenza o meno di un possibile danno per le casse pubbliche”. La disamina arriva dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari che questa mattina nel corso di una conferenza stampa ha mostrato la comparazione del prezzo delle case, tra le quotazioni dell’Agenzia delle Entrate e quando riportato nella graduatoria stilata a seguito delle offerte pervenute dopo la pubblicazione dell’Avviso di Regione Abruzzo. Una comparazione eseguita anche tenendo conto degli oneri a carico dell’Amministrazione, utilizzati dalla Commissione giudicatrice (nominata dalla Regione Abruzzo), a giustificazione dell’impossibilità di poter effettuare la valutazione di congruità, come previsto dal Decreto Legge n. 8/2017.

MA COSA DICE LA NORMA?
“Il Decreto Legge è chiarissimo” spiega Pettinari “e recita: Le proposte sono sottoposte alla preventiva approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile previa valutazione di CONGRUITA’ SUL PREZZO CONVENUTO RESA DALL’Ente regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica con riferimento ai parametri di costo dell’edilizia residenziale pubblica ed alle quotazioni dell’osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, nonché valutazione della soluzione economicamente più vantaggiosa tra le diverse opzioni, incluse le strutture abitative d’emergenza (SAE)”

COSA DICE L’AVVISO?
La previsione nell’Avviso pubblico, invece, prevede di presentare il prezzo al metro quadrato degli immobili offerti omnicomprensivi di tutti i costi: come gli oneri fiscali, le spese notarili per la stipula della compravendita e dei bolli delle spese di registrazione. Scelta che rende inapplicabile i criteri contenuti nel Decreto Legge. Perché questa scelta?

L’ANALISI DEI COSTI
“Il costo stimato da graduatorie effettuata dalla Regione Abruzzo è di euro 61.795.262,48, mentre tenendo in considerazione la tabella dell’Agenzia delle Entrate si stima un prezzo di euro 45.678.000,70.
Abbiamo effettuato l’analisi dei costi” continua Pettinari” prendendo addirittura i parametri più alti per singola unità immobiliare per le abitazioni civili in normale stato conservativo previsti dall’Agenzia delle entrate.
Dalla comparazione si riscontra un’ allarmante scostamento tra i due prezzi, in quanto quello al metro quadrato offerto dai privati appare notevolmente maggiore rispetto alla tabella dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. Uno scostamento che ha fatto lievitare i prezzi creando un surplus complessivo di oltre sedici milioni di euro.
Ora ammesso che ci siano le spese a carico dell’Amministrazione, che da una rilevazione effettuata presso professionisti del settore (notai ed esperti di edilizia residenziale pubblica), abbiamo stimato su circa 2 o 3mila euro ad unità abitativa (senza tener conto che in caso di più unità abitative acquistate da uno stesso proprietario questi costi si riducono), non si capisce come si possa arrivare ad una tale differenza. Infatti pur mantenendo il parametro più alto di 3mila euro ad immobile, per le 427 unità abitative, il costo degli oneri per l’Amministrazione si aggirerebbe intorno al 1.281.000,00 euro. Una cifra che se pur volessimo forzatamente arrotondare per eccesso arriverebbe al massimo a 2 milioni di euro, quindi ben lontana dal surplus di 16.117.261,78 euro previsto dalle graduatorie.

LE RICHIESTE DEL M5S
Chiediamo di attuare quanto previsto dal D.L. 8/2017 effettuando le dovute verifiche di congruità dei prezzi di acquisto degli immobili offerti, scorporando dall’importo complessivo le voci degli oneri a carico dell’amministrazione, facendo sostenere al pubblico il giusto prezzo al metro quadrato, così da poter acquistare con il fondo a disposizione il giusto numero di alloggi, sicuramente superiore ai 427 previsti.

L'Aquila. <<Un voto irregolare, un ennesimo esempio di politica dell’arroganza, un teatrino tra maggioranze cadenti ed “opposizioni stampella” squalificante>>. E’ durissimo il commento dei consiglieri regionali del M5S che raccontano  la bagarre in aula, accaduta nel corso della votazione per disporre una indagine conoscitiva e trasmetterlo alla commissione. <<Il Vice Presidente del Consiglio Lorenzo Paolini apre la votazione e la conclude dichiarando che la proposta è “passata a maggioranza”>> raccontano i portavoce <<Ma non c’è il numero legale per l'assenza dall'aula del consigliere di maggioranza Camillo D'Alessandro. Una volta accertata la mancanza del numero legale denunciata dai portavoce del M5S, il Presidente Paolini,  in palese imbarazzo, cerca di spostare  l’attenzione sulla presenza o meno in aula del consigliere D’Ignazio. Ma la presenza di D'Ignazio è ininfluente dal momento che a mancare in aula è il consigliere D’Alessandro, come palesemente riscontrabile dal video della diretta. Dunque in violazione del regolamento, il Vice Presidente del Consiglio Paolini decide di far ripetere la votazione. L'ennesimo abuso per tentare di colmare l’inconsistenza di una maggioranza ormai a pezzi>>  aggiungono  i 5 stelle <<A tenere il gioco della maggioranza, il consigliere di “opposizione” Giorgio D’Ignazio (NCD) che, nonostante in precedenza non avesse espresso alcun voto, sostiene di essere stato presente  in aula, tenendo così il gioco alla sgretolata maggioranza di centro sinistra che vuole sviare l’attenzione dall’assenza di D’Alessandro. Un'ennesima prova che D’Alfonso non ha più i numeri per governare questa Regione. Giorgio D’Ignazio deve lasciare la segreteria dell’Ufficio di Presidenza>>  incalzano i  consiglieri <<in quanto è stato eletto per un ruolo nelle fila dell’opposizione ma non rappresenta più la minoranza del Consiglio, essendosi mostrato, in più di una occasione negli ultimi 3 anni, la stampella che tiene in piedi una maggioranza a pezzi del PD>>.

Pescara. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Montesilvano, dopo aver sollecitato una convocazione urgente della Commissione Garanzia, tenutasi il 14 Novembre, esprime preoccupazione per la decisione del Comitato VIA di non concedere la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale.
"Notiamo alcuni elementi contraddittori" - obiettano i consiglieri pentastellati Ballarini, Di Carlo e Straccini. "Se l'immersione delle sabbie di classe A1 e A2 dragate dal porto di Ortona non comporta davvero incidenze negative nei confronti degli habitat e specie tutelate, come espresso dal comitato CCR-VIA, perchénon viene presa in considerazione la possibilitàdi utilizzare tali sabbie per il ripascimento delle coste soggette ad erosione?
Potrebbe essere una valida alternativa all'immersione nel fondale marino prospicente le coste di Montesilvano e Pescara." "Tale opportunità-- affermano i 5 stelle -- ci risulta essere stata, tra l'altro, avanzata anche dalle associazioni dei balneatori e da altri portatori di interesse. Se davvero il comitato VIA non rileva alcun pericolo ambientale, perchénon utilizzare le sabbie per il ripascimento, visto che ogni anno vengono stanziate ingenti somme dalla Regione per tale scopo?"
Il Consigliere Comunale M5S di Pescara Massimiliano Di Pillo presenterànel prossimo Consiglio un’interrogazione urgente al sindaco Marco Alessandrini chiedendo le ragioni del silenzio dell’amministrazione pescarese. “Il comitato VIA -scrive anche Di Pillo- non concede la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale ma pone la prescrizione secondo cui i fanghi non dovranno essere buttati quando i venti e il moto ondoso ‘di rilevante entità’(di cui non viene precisato e quantificato il termine rilevante) vanno nella direzione dell'area marina protetta. Quindi si ammette un potenziale impatto che le nostre spiagge dovranno in qualche modo subire. Senza poi considerare che questi fanghi, una volta immersi nel mare, potrebbero viaggiare con le correnti per decine di Km e compromettere il nostro litorale, come si evidenzia negli studi Icram giàanalizzati ampiamente dalla SOA.”
Stessa cosa farà il Consigliere Comunale di Città S. Angelo Carlo Ciabarra, presentando nel prossimo Consiglio Comunale un’interrogazione urgente con le medesime richieste, reiterando al Sindaco Gabriele Florindi ciò che sembra essere il modo peggiore per preservare le coste del proprio comune.
Il Movimento 5 Stelle auspica che il progetto venga rivisto rivalutando le osservazioni fatte dai portatori di interesse e si prendano in considerazione provvedimenti alternativi per tutelare la salute del nostro mare, giàgravemente compromessa dai tristemente noti episodi di sversamento incidentale di migliaia di metri cubi di liquame.

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