Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Maggio 2017

Chieti. Grande successo per l’iniziativa del 30 aprile che ha visto il Marrucino, gremito, accogliere una festa-cerimonia in onore del maestro Sante Centurione. Tra le sorprese, la diffusione di un toccante messaggio registrato da Germano D’Aurelio (in arte ‘Nduccio) che proprio con Centurione aveva iniziato a suonare, negli anni ’70.

Alla parte musicale, si sono intervallati i ringraziamenti pubblici - con relativa consegna degli attestati di partecipazione - rivolti ai sostenitori della rassegna concertistica promossa dalla ArtEnsemble, rappresentata dal maestro Giuliano Mazzoccante. Lo stesso presidente della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino, nella persona dell’avv. Cristiano Sipari, ha definito Mazzoccante un “Uomo-Squadra” tessendo parole di elogio per il suo operato. Tra i presenti anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

Dopo questo profondo e insieme leggero momento associativo, culturale e spirituale, la rassegna prosegue ora con un NUOVO CONCERTO NEL FOYER: giovedì 4 maggio alle 19 (ingresso 5 euro) tocca infatti a Luigi Colagreco autore e protagonista di Non muoversi - Interpretazione scenica di testi poetici in ambiente sonoro.

Atteso anche l’attore Giovanni Adriani e l’ensemble strumentale composto da Sonia Del Grammastro al flauto, Maurizio Schillaci alla chitarra, Lorenzo Miceli al pianoforte, Rocco Carabba al basso e contrabbasso, Luca Ricciuti e Alain Rapposelli alle percussioni. Direttore e maestro concertatore: Cristiano D'Urbano. Dietro le quinte opereranno invece Fabio Colucci e Francesco Gatti.

“L'intenzione - dichiara Luigi Colagreco - è quella di rendere palpabile la parola poetica, liberandola dalla pagina scritta. Questa volta in particolare - prosegue l’autore - sarà una grande emozione per me, perché presento una mia opera nella mia città. Si tratta di un lavoro intermediale, nato dal legame viscerale tra parola poetica e musica contemporanea. Spero inoltre, con questo progetto, di contribuire ad avvicinare il pubblico alla poesia, linguaggio artistico oggi troppo poco diffuso”.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l'associazione MIRA e mette in primo piano testi poetici (letti e sonorizzati dal vivo) tratti dalla raccolta che dà il titolo alla serata, pubblicata dalla Ianieri Edizioni e curata da Federica D'Amato.

Laureatosi cum laude presso l'università di Pisa, Luigi Colagreco consegue anche il diploma in Canto presso il conservatorio D'Annunzio di Pescara. Musicista e interprete, ha vinto, a fine anni ‘90, le selezioni regionali dell'Arezzo Wave Love Festival dove si esibirà con la band teatina La Fenice. Negli anni successivi prende parte al coro del Teatro Marrucino e di altri ensemble vocali, lavorando sotto la direzione di maestri quali ad esempio Ugo Gregoretti e Gianluigi Gelmetti. Nel tempo ha realizzato testi di presentazione per cd, concerti ed eventi artistici. Come autore di saggi, ha scritto per Bianco & Nero (rivista del centro sperimentale di cinematografia di Roma) e per Ateatro.it

INFO BIGLIETTI
Botteghino: 0871/330470
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Pescara. Venerdì 5 maggio ore 21.00 - Florian Espace Florian Metateatro presenta per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi / La storia si fa teatro La compagnia Frosini-Timpano in ACQUA DI COLONIA testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano consulenza Igiaba Scego voce del bambino Unicef / Sandro Lombardi aiuto regia e drammaturgia FrancescaBlancato scene e costumi Alessandra Muschella e Daniela De Blasio disegno luci Omar Scala progetto grafico Valentina Pastorino uno spettacolo di Frosini/Timpano produzione Accademia degliArtefatti, Kataklisma Teatro con il contributo produttivo di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Romaeuropa Festival, con il sostegno di Armunia si ringrazia il Teatro di Roma - Teatro Nazionale Noi siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E che c'entriamo? E oggi cosa siamo?
Torna dopo lungo tempo a Pescara Daniele Timpano, di cui il pubblico del Florian ha avuto modo di apprezzare la brillante e originale ironia in spettacoli quali “Dux in scatola” e “Ecce Robot”, e torna con Elvira Frosini con la quale ha avviato da qualche stagione un collaudato sodalizio di teatro e di vita.
Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell'Ottocento, ma che nell'immaginario comune si riduce ai 5 anni dell'Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c'entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall'Italia, l'Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell'Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c'entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull'autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.
"Dalla confusione iniziale (figlia delle nostre paura odierne e del nostro rimorso per il passato) si passa a un’impalcatura testuale molto più articolata. La chimica tra Frosini e Timpano è perfetta e ancora una volta i due attori e autori riescono a raccontarci un pezzo della storia italiana, facendo letteralmente a pezzi le nostre fragile certezze. “Acqua di Colonia” (un titolo bellissimo, che ci ricorda come quanto hanno fatto i nostri connazionali in Africa ci resterà addosso e sarà difficile da lavare via) è uno spettacolo importante, corposo e pedagogico, senza per questo risultare noioso e saccente. Frosini e Timpano, con i loro lavori che scandagliano la storia e la società italiana (come “Aldo morto” e “Zombitudine”) hanno ribaltato e rinnovato il concetto stesso di teatro civile…." (Diego Curcio, GenovaQuotidiana, novembre 2016)
Dopo lo spettacolo per Incontri a teatro seguirà un colloquio con la compagnia a cura di Paolo Verlengia
Biglietti: intero € 10 ; ridotto € 8 ; professionale € 6 (per gli allievi delle scuole di teatro convenzionate). E' consigliata la prenotazione.

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Pescara. “Ho raccolto l’appello che ci è arrivato dall’ex deputato Giuseppe Quieti perché l’Amministrazione provvedesse a restituire decoro alla stele di piazza Alessandrini e a uno dei muri di cinta del Museo Vittoria Colonna, che dei vandali avevano imbrattato con delle scritte, come capita a diverse mura e monumenti cittadini".
Così in una nota l’assessora al Decoro Urbano del Comune di Pescara, Paola Marchegiani, che aggiunge: "Il suo appello non è caduto nel vuoto, ho chiesto ad Attiva di provvedere alla pulizia del monumento e del muro del Museo Vittoria Colonna, dove una grossa scritta campeggiava fino a pochi giorni fa. Si tratta di interventi che facciamo giornalmente, contro un fenomeno di puro vandalismo, le scritte rimosse non avevano infatti nulla di artistico, né aggiungevano valore ai luoghi dove sono state apposte. Ringrazio Quieti per il suo occhio vigile nei confronti della città, che testimonia il suo grande e storico attaccamento a Pescara, una cura che ci sta molto a cuore”.

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Pescara. Nella giornata di oggi in Commissione Gestione del Territorio presieduta dal consigliere Ivano Martelli è approdata la proposta di delibera consiliare n. 46 del 2017 con cui si approverà il progetto preliminare dell'intervento denominato "Museo del Mare - Ricostruzione ed ampliamento," per complessivi 4.500.000,00 adottando così una variante al PRG della particella catastale n. 1107 foglio di mappa n. 27 per la quale è già cominciato l'esproprio verso la Croce Rossa di Roma, attualmente proprietaria. La delibera prevede prima il completamento e poi l’ampliamento del MuMa e verrà portata in Consiglio Comunale il prossimo 10 maggio per l'approvazione.

“Si tratta di fondi interamente stanziati dalla Regione Abruzzo nell'ambito del Patto per il sud – così il sindaco Marco Alessandrini e il vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici Antonio Blasioli - Parliamo di una consistente fetta delle risorse aggiudicate attraverso il Masterplan che ci consentirà di portare a termine e subito dopo di ampliare affinché diventi un vero e proprio riferimento turistico e culturale della città, un Museo che Pescara attende da anni. Sarà una struttura identitaria, perché raccoglierà reperti, documenti e ricerche relative al mare e che potrà essere d’impulso all’azione di tutela, diventando il punto di riferimento della storia e della biodiversità marina di cui siamo portatori. Ma sarà anche innovativa, perché, come detto, la struttura verrà ampliata per accogliere visitatori sul modello delle più belle realtà simili italiane ed europee. Una volta portata a termine e resa interamente fruibile la struttura esistente, la parte nuova si configurerà come un lungo pontile proteso verso il mare, che nascerà in un’area confinante con il realizzato, ampia 942 metri quadri. Un Museo delle Meraviglie Marine fatto di vetro e acciaio con le pareti traslucide che lasciano trasparire ciò che vi avviene all’interno, leggero e simile ad un cetaceo.
Il preliminare prevede la ricostruzione e l’ampliamento dell’ala sud- est, la realizzazione del nuovo corpo espositivo appena descritto, la realizzazione di finitura delle facciate con pannelli traslucidi, oltre a finiture interne, impianto elettrico e la climatizzazione.
Con l'approvazione del progetto, in aula il prossimo 10 maggio, si aprirà poi la gara europea per l'individuazione del progettista: in pratica l’Amministrazione individua sostanzialmente forma e dimensioni di quella che dovrà essere l’opera definitiva.
Naturalmente il lavoro parte dal completamento della struttura esistente, per arrivare poi all'ampliamento sotto cui nascerà una nuova piazza, proprio di fronte alla Madonnina.
E’ una grande occasione per Pescara, perché prevede la riqualificazione del centro nevralgico della sua storica riviera, a un passo dal porto, a un passo anche dall’ex FEA, nel cuore di uno dei suoi borghi marinari e in una zona che questa Amministrazione intende rilanciare e rendere maggiormente fruibile alla città. Un’area di riferimento anche per il turismo, con i lavori che, auspichiamo al più presto, interesseranno anche il porto che Pescara attende da decenni e che rilancerà la sua funzione di scalo commerciale e passeggeri che aveva nel passato”.

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Pescara. Sono iniziati oggi i lavori per il rifacimento del manto delle strade provinciali che saranno percorse, il prossimo 14 maggio, dagli atleti del 100esimo Giro d’Italia, che vedrà proprio in provincia di Pescara uno dei tratti più spettacolari della gara nazionale. Gli operai della ditta appaltatrice, la Conglomerati Bituminosi Vomano di val Vomano, assegnataria dei lavori in seguito a gara pubblica, sono all’opera per concludere entro il 12 maggio il rifacimento di tutto il manto stradale, la segnaletica orizzontale e pulizia delle banchine dei complessivi 41 chilometri di strade provinciali, che sono: la SR 539, la SP58, la SP60, la SR487 e la SP 64. I Comuni interessati sono quelli di Roccamorice, Abbateggio, San Valentino, Scafa, Lettomanoppello e Manoppello
Sul tratto terminale della SP 64 è ancora presente, ai margini della strada, una coltre di manto nevoso che impone un impegno maggiore ai cantonieri della Provincia, con la speranza che le condizioni meteorologiche prevedano un aumento delle temperature, fino ad oggi ancora rigide.
“L’impresa si è impegnata a lavorare giorno e notte – dichiara il presidente Di Marco – per riconsegnarci strade levigate e rinnovate. Un intervento di cui la Provincia ha bisogno come non mai, per rimettere a posto la prima tranche di una viabilità fortemente provate dall’ondata di maltempo dell’inverno scorso e da insufficienti lavori di manutenzioni anche precedenti al maltempo, a causa – come tutti sanno – della scarsità di risorse economiche”.
“Ringrazio il Presidente della Regione – conclude – che ha consentito il finanziamento di 1.280.000,00 euro da parte del CIPE per il recupero del piano viabile delle strade interessate dal Giro d’Italia, e auspico altri interventi del Governatore funzionali al reperimento di risorse per il rifacimento di altre strade del territorio provinciale in condizioni di forte criticità e dunque insicure per mezzi a motore e ciclisti”.

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Pescara. L’appuntamento è per venerdì 5 maggio al Teatro Massimo di Pescara a partire dalle ore 21 con il gran ritorno della lirica a Pescara, di scena l'opera La Traviata di Giuseppe Verdi, secondo il libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal romanzo La Signora dalle camelie di Alexandre Dumas (figlio). Sul podio il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli che darà al capolavoro verdiano una lettura pulsante e vitale e la firma del grande regista italiano Alberto Paloscia, affiancato dall’Aiuto regista Matteo Anselmi , Direttore di scena sarà Franco Prunotto. Oggi la conferenza di presentazione con dall'assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, Angelica Frassetto Presidente Società Culturale Artisti Lirici Torinese "Francesco Tamagno", motore dello spettacolo, il consigliere Tonino Natarelli il regista Alberto Paloscia e il Maestro Jacopo Sipari.

“Ringrazio i produttori e registi dello spettacolo e il consigliere Natarelli che è stato motore del ritorno della lirica a Pescara – così l’assessore Giovanni Di Iacovo – La nostra città ha diversi appetiti culturali, la lirica di alto profilo ha un significato importante nella nostra programmazione e deve tornare a rappresentare temi e contenuti in cui la nostra cultura si riconosca. Questa proposta negli anni è un po' calata, perciò abbiamo voluto sostenere questo tentativo che spero possa essere anche un viatico perché l’opera possa entrare nel linguaggio culturale della città, per un ritorno a pieno titolo con una compagnia storica che propone il lavoro a Pescara”.

“L’opera è sia importante anche per il benessere sociale che questa tradizione storica italiana porta a chi ne è spettatore – aggiunge il consigliere Tonino Natarelli, presidente della Commissione Politiche Sociali – Per attirare l’attenzione domani, mercoledì 3 maggio, alle 18,30 fra Corso Umberto e via Fabrizi si terrà un flash mob. E’ una grande occasione per Pescara, per ricominciare a diffondere l'Opera e iniziare qui un discorso che sarà più difficile perché il grande pubblico non è ancora più tanto, ma che ha proseliti perché c’è chi va fuori a seguire la lirica. Abbiamo affidato al Maestro Paloscia questo compito, un nome che è garanzia per la buona riuscita dello spettacolo, abbiamo poi un direttore abruzzese noto e stimato, origini importantissime per valorizzare le risorse locali senza che siamo costretti ad andare fuori dall'Abruzzo a cercare nuovi inizi”.

“Volevo ringraziare l'Amministrazione per questa operazione che non sarebbe nata senza questa disponibilità – così il regista Alberto Paloscia – Alcune mie radici mi legano all'Abruzzo e sono veramente orgoglioso e lieto di aver portato qui la Traviata, che nasce da un'idea concepita con Sergio Licurzi, in arte Giuseppe Costanzo, che purtroppo non c'è più da dicembre e al quale questo esordio è dedicato. Abbiamo voluto puntare su un'opera di grande repertorio per il ritorno della lirica in città: un grande titolo verdiano, il più prodotto al mondo. Abbiamo voluto dare un taglio all'antica, con un lavoro importante sulla drammaturgia e sui personaggi, perché la Traviata è un'opera che punta sul realismo e sui personaggi, e su una donna condannata dalla società in cui vive a una crescente solitudine e disperazione. Sono onorato di lavorare per la prima volta con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, conosciuto a Torre del Lago del quale ho apprezzato l’energia positiva e il talento, è un grande trascinatore di orchestre, con una giovane ma grandissima esperienza direzionale. Abbiamo lavorato con giovani voci, emergenti e non, aprendo le porte agli artisti del territorio, l'orchestra proviene per lo più dal Marrucino e per gli altri luoghi sono tutti cantanti abruzzesi da Pescara e Chieti. E’ giusto che nella città di d'Annunzio la lirica viva un ritorno in grande stile”.

“Ho accettato questa operazione con grande determinazione, perché ci fosse un ritorno della lirica in una città come Pescara – così Angelica Frassetto, Presidente Società Culturale Artisti Lirici Torinese "Francesco Tamagno", - Sarà fondamentale capire se c'è un riscontro del pubblico in grado di coprire i costi dell'opera lirica che sono sempre onerosi, ma confidiamo che l’attenzione cresca e si affermi. La nostra società è nata 25 anni fa per aiutare i giovani ad emergere, fino ad oggi è andata bene, con grandi difficoltà e sforzi anche per via dei tagli sulla cultura che sono stati enormi, ma mi auguro che si possa instaurare un discorso nuovo che ci consenta di giocare qui nuove opportunità in forma continuativa. La Traviata è il nuovo inizio ma il 26 agosto eseguiremo il Barbiere di Siviglia al Teatro d'Annunzio, un ritorno o, come speriamo, il secondo passo di un nuovo circuito”.

“Facciamo la Traviata che è l'opera che per tutti gli italiani e i cittadini del mondo rappresenta più ogni altra cosa la Lirica – così il Maestro Jacopo Sipari - Sintetizza il progetto e la volontà di dimostrare che nel 2017 a parlare di opera e di lirica sono i giovani: qui a Pescara si porta una traviata fatta da ragazzi che sono in carriera e professionisti e se vogliamo salvare il teatro dobbiamo far capire che l'opera potrebbe essere il futuro, perché esprime i sentimenti che ognuno di noi vive. La gente oggi va ancora a vedere la Traviata scritta 160 anni fa, perché questa dà sfogo a tutto quello che abbiamo nel cuore. La cosa bella del progetto di cui sono onorato di fare parte è proprio questo, inoltre diamo una speranza a chi vuole fare questo lavoro domani. L'augurio è che la Traviata sia bella per tutti e che ognuno si riconosca nei personaggi della Traviata con l'augurio che possa trasformare Pescara in una piccola perla anche di questa cultura musicale, e dare ragione a ciò che diceva Benedetto Croce, che quando qualcuno si sente giù può sempre dire di essere abruzzese”.

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Pescara. Si terrà venerdì 5 maggio alle ore 18 in Sala Consiliare di Palazzo di Città la presentazione dello studio “Libri parrocchiali. Prospettive di ricerca”, uno studio a firma di due docenti dell’Università d’Annunzio, Carmelita Della Penna e Francesco Berardi, voluto dalla parrocchia della Madonna dei Sette Dolori e svolto in collaborazione con l’Università di Chieti, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale che racconta la storia della città ante prima Guerra Mondiale dagli archivi della chiesa della Madonna dei Sette Dolori. Oggi la conferenza di presentazione a cui hanno preso parte il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli, il parroco della basilica Padre Vincenzo di Marcoberardino e gli autori della pubblicazione.

“Ho preso parte alla gestazione di questo lavoro da prima che fossi eletto presidente del Consiglio Comunale e sono ben felice oggi di vederlo arrivare a compimento – così il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli – Lo studio degli archivi della parrocchia ripercorre un pezzo della vita di Pescara ricostruita attraverso i registri di quella che è stata la sua prima comunità religiosa. Oggi mi ritrovo a promuovere l'iniziativa che si svolgerà in Sala Consiliare venerdì e a cui invitiamo a partecipare tutta la città, in particolare quella che vede le sue origini storiche in Castellammare, per scoprire aspetti della propria storia che affiora dai registri del tempo e riporta alla vita cittadina di epoche lontane e antiche. Un viaggio affascinante di cui si completa la prima tappa attraverso i nati”.

“La parrocchia risale al 1665, ha un'origine particolare, in precedenza la chiesa si trovava dentro a quella che oggi è la Questura, la Madonna del Carmine – racconta padre Vincenzo di Marcoberardino, parroco della Madonna dei Sette Dolori - gli abitanti di Pescara Colli erano pochissimi e chiesero al Vescovo di Penne di poter elevare a parrocchia quella chiesa e così avvenne, così quella divenne la prima parrocchia. E’ dalle origini che inizia il nostro viaggio che per ora ha riguardato la documentazione dei battesimi, ma abbiamo una storia precedente alla fusione di Pescara e Castellammare con dati che precedono quelli del Comune stesso. Era dunque opportuno computerizzare questi dati perché si conservassero ancora, un lavoro iniziato con la Soprintendenza archivistica 25 anni fa, ma che grazie alla collaborazione con l’Università d’Annunzio è andato avanti e oggi è diventato un libro, dopo tre anni di gestazione delle operazioni di archiviazione dei dati. Un impegno grande dovuto anche alla diversità delle calligrafie, nonché alle aggiunte che i parroci succedutisi hanno fatto fino ai giorni nostri, per questo si tratta di un’opera preziosa perché non si limita a dati anagrafici, ma racconta la storia della città attraverso il tempo”.

“La fonte archivistica è importante e interessante è il fatto che padre Vincenzo l'avesse protetta – illustra Carmelita Della Penna, docente associata di Scienze Giuridiche e Sociali dell'Università d’Annunzio e una delle autrici – Abbiamo accolto con gioia l'invito a informatizzare il materiale. Le fonti sono i registri parrocchiali dove si appuntano battesimi, matrimoni e morti, con degli schemi fissi ma che i parroci arricchivano inserendo informazioni di altro genere legate a mestieri, etnia, flussi migratori, un materiale che offre tanti spunti di ricerca. La parrocchia è stata unica per un lungo periodo e racconta momenti importanti di trasformazione, dalle dominazioni (angioine, aragonesi, borboniche) all’Unità d'Italia. Importanti anche le differenze fra le due realtà cittadine. In principio il progetto comportava la sola informatizzazione, ma durante il cammino è divenuto un libro che è un ulteriore modo per conservare le informazioni: per ora lo abbiamo fatto per i battesimi, auspichiamo di completarlo per matrimoni e atti di morte, allargando i confini di una ricerca voluta tutta dalla parrocchia e sostenuta da questa anche per le borse di studio che hanno preso gli studenti che hanno elaborato il materiale”.

“Abbiamo registrato e informatizzato 13 volumi di atti di battesimo – conclude l’altro autore Francesco Berardi - selezionando tutte le informazioni: un volume di circa 260.000 dati, sui 25.700 nati dal 3 settembre 1667 al 31 dicembre 1914, data convenzionale per la ricerca, sia per l’importanza che ebbe lo scoppio della Prima guerra mondiale, sia perché dalla fine dell'800 la parrocchia non era più l'unica di Castellammare. E' un archivio che in continuità presenta tutti i dati per ricostruire tasselli importanti di storia e che consente un lavoro di tutela che ha salvato i volumi e ciò che contenevano”.

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Martedì, 02 Maggio 2017 00:00

Chieti, rubata la statua di Achille

Chieti. Questa mattina gli operai che stanno lavorando alla ristrutturazione di Palazzo D'Achille, sede storica in piazza San Giustino del Comune, hanno scoperto il furto della statua equestre di Achille a Cavallo che si trovava nel cortile del palazzo. Lo ha reso noto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, sulla propria pagina Facebook, che ha detto: "Ho provveduto a denunciare ai Carabinieri il furto. Il fatto è particolarmente grave, non tanto per il valore economico e storico del bronzetto, ma per quello che simbolicamente esso rappresenta per la città. Spero che presto le indagini dei Carabinieri possano consegnare alle patrie galere questi vigliacchi e restituire alla città il suo simbolo perché sia riposizionato nel cortile del Palazzo che fra poco riconsegneremo ristrutturato alla comunità Teatina".

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Pescara. Si conclude il ciclo di iniziative promosse dall’Aeroclub R. Breda in collaborazione con l’Associazione Arma Aeronautica per il centenario della nascita dell’aeroporto abruzzese.
Dopo l’inaugurazione della mostra che ha presentato documenti inediti e foto d’epoca, sono previste due conferenze sulla storia del volo a Pescara e le attività che hanno condotto alla realizzazione dell’attuale aeroporto.
Si inizia mercoledì 3 maggio, dalle ore 10.00 all’Aurum, con un incontro che avrà come protagoniste tre scuole superiori (il Liceo Classico “G. d’Annunzio di Pescara, il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Pescara e l’Istituto Tecnico Aeronautico “L. di Savoia” di Chieti”) che proporranno degli interventi sulla storia dell’aeroporto abruzzese.
Si continua giovedì 4 maggio, dalle 18.00 alle 20.00, sempre all’Aurum, con storici e professionisti del settore aeronautico.
I relatori e gli argomenti trattati saranno i seguenti:

- Enzo Fimiani (storico, coordinatore del sistema bibliotecario d’Ateneo dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara): “La guerra Grande come officina della modernità”;

- Giovanni Guido (storico, ex presidente dell’Aeroclub R. Breda di Pescara): “Il volo a Pescara, dal Campo di San Rocco all’aeroporto d’Abruzzo”

- Antonio Di Gregorio (ex controllore del traffico aereo, vice presidente dell’Associazione Arma Aeronautica, sezione di Pescara): “D’Annunzio e il volo: un’eredità aviatoria per Pescara”;

- Licio Di Biase (storico, direttore del complesso Aurum di Pescara): “Un evento drammatico per Pescara: il bombardamento del 4 maggio 1917”.

Le relazioni saranno accompagnate da letture di Antonella De Collibus, che concluderà la conferenza con una recita dedicata alla passione e all’ossessione dell’uomo per il volo nel corso dei secoli.

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Montesilvano. «Un plauso agli operatori della Polizia Locale, prontamente intervenuti sul luogo dell’incidente, che grazie ad attente indagini hanno individuato il proprietario dell’auto pirata». A dirlo è il sindaco Francesco Maragno.

Nella serata di venerdì, alle 22:40 circa, un uomo di 50 anni è stato investito sul lungomare di Montesilvano, all’altezza dello stabilimento balneare Europa Mare. L’auto che viaggiava in direzione sud - nord, da Pescara verso Silvi ha falciato il cinquantenne, originario di Bari e domiciliato a Montesilvano. Subito dopo l’impatto, che ha provocato all’investito una frattura e ferite giudicate guaribili in 30 giorni, l’auto pirata si è dapprima fermata, per poi riprendere la sua corsa. Nello scontro, tuttavia, il veicolo ha perso il frontalino anteriore con annessa la targa.

«Grazie a questo importante particolare - dichiara ancora il sindaco - all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e all’incrocio dei dati con la Polizia Locale di Città Sant’Angelo, gli operatori della nostra Polizia Locale sono riusciti ad individuare il proprietario dell’auto. Le indagini proseguiranno per accertare chi era effettivamente alla guida dell’auto». Il pirata della strada verrà denunciato per omissione di soccorso e lesioni.

L’intervento della Polizia Locale è stato effettuato nell’ambito del progetto “Antidegrado sicurezza urbana” con cui l’Amministrazione Comunale ha introdotto il terzo turno serale, dalle 19 all’una per tre volte a settimana durante tutto l’anno.

«Con il progetto - afferma ancora il sindaco - è stato potenziato il servizio a tutela della sicurezza urbana. I nostri operatori, nonostante le significative carenze di organico, svolgono con grande impegno l’attività di controllo del territorio e quanto accaduto ne è concreta testimonianza».

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