Articoli filtrati per data: Sabato, 20 Maggio 2017

Pescara. In merito alla recente presa di posizione della dirigente scolastica Marsili, di alcuni genitori e rappresentanti del Consiglio comunale di Cepagatti, unitamente alla consigliera provinciale Palozzo, in merito alla chiusura dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Villareia, il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco precisa quanto segue:

“ La Provincia di Pescara, pur nelle oggettive difficoltà di carattere finanziario in cui versa, si è adoperata per l’esecuzione degli interventi sulla struttura, che non si limitano a “qualche macchietta di umidità e muffa”, ma sono interventi ben più importanti, per i quali 100.000, 00 euro sono appena sufficienti a garantire la riapertura almeno di una parte dell’istituto. Infatti in un primo tempo era stato richiesto al MIUR un importo di 300.000,00 euro. Somma che si è poi dovuta ridurre, ritenendo che un terzo di essa possa garantire la piena funzionalità almeno di un’ala dell’edificio. Alla luce di quelle diffuse infiltrazioni, avendo a cuore innanzitutto la sicurezza dei nostri studenti, abbiamo dovuto, nostro malgrado, effettuare la scelta di chiudere la sede di Villareia e dislocare gli alunni presso altri locali, che, dopo una serie di indagini sul territorio, sono stati individuati nel Centro Agroalimentare di Villanova di Cepagatti, unica struttura disponibile sul territorio comunale. Per fare questo, abbiamo dovuto investire 36.800,00 euro + IVA per attivare un servizio di trasporto giornaliero degli alunni dalla sede di principale al Centro Agroalimentare, e acquistare – per un importo di 270 euro - due bagni chimici nelle aree di pertinenza delle esercitazioni in campo, dove si predispongono le prove pratiche per la qualifica di operatore agricolo. Dunque anche noi siamo stati costretti ad investire oltre 37.000,00 euro per tamponare questa situazione emergenziale e provvisoria. All’appello rivolto al Miur e alla regione Abruzzo ha risposto soltanto il Presidente Luciano D’Alfonso, che ha già intrapreso l’iter per la concessione del finanziamento. La Regione – desidero sottolinearlo - non ha alcuno obbligo a riguardo, e se questo è avvenuto è grazie anche al fatto che il Presidente non abbandona i territori, soprattutto quando c’è un rapporto di stima tra i loro vertici istituzionali. Perciò mi fido e ritengo non ci sia bisogno di inscenare manifestazioni che sembrano ignorare il lavoro che c’è dietro questa vicenda. Condivido l’esigenza di trovare al più presto una soluzione, a tutela del corretto esercizio del diritto allo studio dei nostri studenti. Per questo la nostra richiesta è stata inviata con sollecitudine e già da tempo alla Regione e viene seguita con premura dallo stesso Presidente, come io avuto modo di assicurarmi”.

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Sabato, 20 Maggio 2017 00:00

Verso gara 4 di playout Forlì vs Chieti

Chieti. Diciannove minuti di buona pallacanestro non sono cero bastati per rimediare alla sconfitta interna di gara 1. Nel terzo quarto si sono purtroppo ancora una volta evidenziati tutti i vizi e i limiti della Proger di questa stagione. Peccato! Pino Di Paolo, però, non disarma e alla vigilia di gara 4 torna a spronare i suoi per compiere l’impresa di allungare la serie sino a martedì prossimo: ”La partita di domani sarà fondamentale, una gara da ultima spiaggia. Dobbiamo recuperare tutte le energie fisiche e mentali a nostra disposizione e metterle in campo per cercare di portare la serie a gara 5, davanti al nostro pubblico. Tutti abbiamo l'obbligo di rivolgere la nostra concentrazione verso un unico obiettivo e sappiamo che, tutti uniti, possiamo fare cose straordinarie. Bisognerà essere al limite della perfezione per tutto l'arco dei quaranta minuti, tutti coesi e compatti. Nella partita di ieri abbiamo giocato un buon primo tempo, a viso aperto e senza timori di sorta, ma poi, alla ripresa del gioco, siamo stati poco lucidi offensivamente e abbiamo subito troppo il ritorno dei forlivesi. Bisognerà quindi cercare di difendere con più intensità quando in attacco la palla non entra nel canestro, rimanendo uniti nei momenti di difficoltà. Abbiamo dimostrato che possiamo farcela e siamo pronti a giocarci le nostre carte al meglio delle nostre possibilità”.

Il coach di Forlì, Giorgio Valli, dal suo canto, fa il pompiere con l’obiettivo di smorzare i facili entusiasmi di chi crede che l’obiettivo salvezza sia ormai a portata di mano: ”Dal presidente all'ultimo dei tifosi, dobbiamo restare tutti col profilo basso, ci si salva solamente con l'umiltà. Abbiamo conquistato il primo tempo di una partita che si concluderà domenica. Nel terzo quarto, dopo un primo tempo giocato in modo troppo soft, anche a causa di una umanissima tensione, abbiamo interpretato la partita 'faccia a faccia', senza grandi fronzoli, a muso duro. Non mi fido di questa Chieti, che domenica avrà probabilmente Allegretti e un Golden diverso. Noi, come si è visto anche in Gara 3, se solo per un attimo perdiamo filo e concentrazione, smettiamo improvvisamente di essere la squadra che dobbiamo essere. Venerdì Adegboye ha fatto una buona partita ma dovrà fare i conti con le proprie energie. Per questo una delle chiavi sarà passarsi la palla. Se ci si passa la palla i giocatori medi diventano buoni. Se non ci si passa la palla i giocatori medi vanno in difficoltà".

Ci sono fondate speranze di rivedere in campo Allegretti anche se una decisione in merito sarà presa solo in prossimità dell’inizio della gara. I tifosi teatini, nonostante la sconfitta di venerdì, non hanno affatto messo da parte le speranze di vittoria e si annunciano a seguire la squadra numerosi in quel di Forlì. Palla a due alle ore 18.00, quando gli arbitri Perciavalle, Yang Yao e Boscolo daranno inizio alla partita più importante di tutta la nostra stagione.

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Sabato, 20 Maggio 2017 00:00

Grave assalto omofobico a Pescara

Pescara. "Giovedì sera si è consumato a Pescara un grave assalto omofobico nei confronti di un ragazzo (peraltro volontario di Arcigay Chieti) che intorno alle 22, dopo aver salutato il proprio fidanzato con un semplice bacio sul lungomare, ha inforcato la propria bici per dirigersi a casa.
Due individui che hanno assistito alla scena a bordo di un’auto gli gridano subito con tono minaccioso improperi legati al suo orientamento sessuale (lasciamo immaginare quali: è stata utilizzata tutta la gamma dei possibili insulti); ma purtroppo l’episodio non si è chiuso subito: i due, non appagati evidentemente dalla prima serie di offese, l’hanno inseguito per un bel tratto superandolo e fermandosi più volte per aspettarlo e ogni volta che si avvicinavano (anche guidando contro mano) gli urlavano contro ingiurie con tono violento, spaventando moltissimo il ragazzo che sulla propria bici non ha potuto far rientro subito in direzione di casa in quanto, sentendosi minacciato, non voleva rivelare loro il suo domicilio".
Lo racconta in una nota l'Arcigay Chieti che prosegue: "Non è bastata purtroppo nemmeno la chiamata al 113 a tranquillizzare il ragazzo in quanto per circa 10 minuti il numero di emergenza ha squillato a vuoto. E nemmeno la chiamata in Questura - visto che alla Polizia non rispondeva nessuno - ha trovato conforto: gli è stato risposto di rivolgersi al 113. E infine nemmeno una pattuglia che in quel momento passava ha risposto alle sue richieste di aiuto - tirando dritto -, ma almeno ha avuto l’effetto di far scappare i due violenti. Il rammarico per questo episodio, purtroppo, non finisce qui: intorno alle 23 il ragazzo si è recato sia in Questura che dai carabinieri per sporgere denuncia, ma gli è stato riposto in entrambi casi che poiché, a parer loro, non si configurava alcun reato loro non potevano fare niente. Ebbene noi di Arcigay Chieti vogliamo sottolineare e denunciare quanto sia grave non solo l’inseguimento minaccioso con ingiurie operato ai danni del ragazzo, che ha subito una vera e propria violenza privata, come ci ha spiegato l’Avv. Andrea Cerrone - di cui alleghiamo in calce una nota che approfondisce le tematiche giuridiche che in questo episodio sono implicate - quanto anche la totale assenza di aiuto delle forze dell’ordine, che altresì hanno frettolosamente liquidato - sia telefonicamente che di persona - il ragazzo non curandosi minimamente del fatto che non spetta a loro giudicare la presenza o meno di un reato in un episodio di violenza e ingiuria. Cogliamo l’occasione per chiedere con forza che - analogamente a quanto ha fatto la Regione Umbria - anche l’Abruzzo si doti di una legge regionale volta al contrasto contro le discriminazioni e le violenze di genere determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, che assolutamente non ha alcuna attinenza con le opinioni, come tanti oppositori di questa legge si affannano ad affermare erroneamente. In Senato è arenata ormai da anni una legge contro l’omofobia proprio a causa di posizioni di veto davvero incomprensibili. Spiace anche constatare infine che il fatto sia accaduto proprio il giorno successivo alla Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia del 17 maggio, che ha visto anche il Presidente Mattarella lanciare un messaggio contro l’omofobia, quale violazione inaccettabile dei diritti umani universali".

In una nota l'Avv. Andrea Cerrone: “Esprimo tutta la mia solidarietà al ragazzo ed al suo fidanzato. In casi come questo, ancorché shockanti e paralizzanti, bisogna tentare di farsi coraggio, urlare vigorosamente, attirare l’attenzione dei passanti e, se possibile, riuscire a raccogliere qualche elemento che valga ad identificare gli autori di queste poderose gesta medievali. È vero che l’ingiuria è stata recentemente depenalizzata, ma è altrettanto vero che rimane illecita ed è previsto, per chi se ne macchia, l’obbligo alle restituzioni ed al risarcimento del danno, oltre che l’obbligo di pagare una sonante sanzione pecuniaria civile, che va da 100 ad 8.000 euro. Aggiungo che da come mi sono stati descritti i fatti, si è senza dubbio perfezionato anche il delitto di violenza privata, che s’invera ogni volta che qualcuno, con violenza o minaccia, costringa qualcun altro a fare, tollerare od omettere qualcosa: usare un’automobile per inseguire un ragazzo in bicicletta, arrestare la marcia, spegnere i fari, attendere che si avvicini, vomitargli addosso offese con tono minaccioso e poi, ancora, spostarsi più avanti, aspettare che passi di nuovo e tendergli lo stesso agguato, non so per quante volte complessivamente, non è soltanto raggelante, ma è anche un reato; lo sappiano questi gaudenti perdigiorno. Studiando bene il caso, peraltro, potrebbero venire alla mente anche ulteriori ipotesi di reato. Ed è per questo che rimango basito dalla risposta frettolosa che ha rimediato questo ragazzo dalle Forze dell’Ordine cui si è rivolto. Non è compito degli Ufficiali di Polizia giudiziaria decidere se una determinata condotta celi o meno un’ipotesi di reato. Essi sono obbligati a raccogliere le denunce. Provvederà poi il Pubblico Ministero ad iscrivere il fatto nel Registro Generale delle Notizie di Reato ed a coordinare nel modo che riterrà più opportuno le indagini. Si figuri che nel nostro ordinamento neppure il P.M., che è un magistrato, ha il potere di decidere se una condotta inveri o meno un’ipotesi di reato: sarà un giudice terzo ed imparziale a deciderlo definitivamente. Noi avvocati abbiamo il compito, previsto dalla legge, di garantire ai cittadini l’effettività della tutela dei diritti: qualora un Ufficiale di Polizia Giudiziaria congedasse frettolosamente un cittadino che chiede aiuto, quest’ultimo chiami senza ritardo un collega avvocato e si faccia assistere. Concludo dicendo che la violenza privata è punibile d’Ufficio; dunque la Polizia Giudiziaria (od il P.M.) che leggesse il vostro comunicato dovrebbe immediatamente riconvocare questo ragazzo, scusarsi per l’inconveniente, ed ascoltare con attenzione quanto ha da dire”.

Le dichiarazioni dell'Avv. Francesca Di Muzio: "C'è un vuoto normativo che occorre assolutamente colmare. All'indomani della giornata internazionale contro l' omo - lesbo - transfobia alla luce dei fatti di cronaca che si verificano quasi giornalmente nei confronti delle persone lgbti occorre necessariamente che l'Italia approvi una legge contro l' omofobia. L'agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) dimostra che i crimini commessi in ragione dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere rappresentano un preoccupante fenomeno sociale e che la protezione di questi gruppi non e' ancora sufficiente perché viene di fatto impedito loro l'effettivo accesso alla giustizia penale. Nel resto d'Europa sono diversi i Paesi che hanno già previsto espressamente il reato di omofobia e/o una circostanza aggravante della pena legata all'omofobia per alcuni reati. Abbiamo da poco assistito all'approvazione da parte della Regione Umbria di una legge volta al contrasto contro le discriminazioni e le violenze di genere determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere e ciò ci induce a ritenere che a livello istituzionale c'è ancora molto da fare. Il monito in assenza di una legge ad hoc è quello di continuare a denunciare al fine di creare dei precedenti giurisprudenziali che possano indicare la strada al legislatore".

Così il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini: “Pescara città dei diritti manifesta piena vicinanza e solidarietà al ragazzo vittima di comportamenti omofobici. Ho appreso con sconcerto della storia nella denuncia fatta dall'Arcigay a mezzo stampa, ma sono sempre più convinto del fatto che chi è titolare di pieni doveri deve anche essere portatore di pieni diritti, questo dice la nostra Costituzione e per questo ci siamo battuti affinché si arrivasse ad una legge in tal senso che è un traguardo finalmente varcato, importante per tutti. Ognuno di noi ha dunque il diritto di amare chi vuole, l'omofobia è solo espressione di comportamenti che sono fuori da una realtà che dopo anni di attesa e lotta si è evoluta e che rispetta e dà spazio ai sentimenti di tutti, nessuno escluso. Siamo stati fra le prime città d'Italia a chiedere la ratifica della legge sulle unioni civili e a prepararci all'istituzione del relativo registro perché venissero riconosciute e perché venissero celebrate in tutti i luoghi deputati dentro e fuori Palazzo di Città. Si tratta di passi avanti verso la civiltà, Pescara non tornerà indietro”.

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Pescara. Con Delibera di Giunta Comunale n. 292 dell’11 maggio 2017 torna ad essere pedonale dal giovedì pomeriggio il tratto di Via Cesare Battisti compreso tra l'incrocio con Via Edmondo De Amicis e l'intersezione con Via Quarto dei Mille nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 17,30 fino alle ore 1,00 (del giorno seguente) per il periodo che va dal 20.05.2016 e fino al 02.10.2016.

“Abbiamo riproposto una misura che sottrae al traffico una delle parti più centrali della città e la restituisce alla fruibilità cittadina in sicurezza – illustra l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci – Si tratta infatti di una zona molto frequentata da pedoni per la vocazione commerciale ed economica che ha acquisito negli ultimi anni e che per questo ha necessità di misure che non mettano a rischio l’incolumità di chi la frequenta, considerata l’alto numero dei frequentatori.
Tale provvedimento scatta adesso e in anticipo rispetto allo scorso anno, perché coincidente con il 65esimo Raduno dei Bersaglieri, dunque proprio per via della maggiore presenza in città di persone che hanno necessità di muoversi a piedi e di farlo in piena sicurezza. La maggiore fruibilità della zona cittadina interessata, può inoltre costituire un’ulteriore offerta ricettivo-turistica che l’Amministrazione comunale in occasione di questo importante evento potrà e dovrà garantire, rispondendo non solo alle esigenze di tutti gli operatori che lì hanno investito, ma soprattutto alle opportunità offerta dal passaggio del pubblico del Raduno che porterà a Pescara ben oltre 70.000 persone.
La scelta di anticipare di mezz’ora la chiusura è stata disposta al fine di consentire agli esercizi commerciali presenti nella zona l’allestimento delle attrezzature per l’accoglienza dei fruitori.
La città avrà un’isola pedonale più grande, da vivere come la conquista di una sostenibilità che nelle altre zone precluse al traffico funziona e riporta famiglie, giovani e visitatori in strada, a vantaggio delle cosiddette utenze deboli e anche a sostegno dell’economia cittadina. Un modello che ci avvicina ad altre realtà italiane ed europee che hanno reso liberi dalle auto i centri nevralgici delle città, riconsegnandoli a cittadini e frequentatori abituali, ma anche a turisti e nuovi visitatori. Una scelta che è sicuramente un valore aggiunto per la città e chi la vive”.

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Chieti. Nuovo Atm Postamat per l’ufficio postale di via Spaventa a Chieti.

La nuova installazione fa parte di un piano di interventi straordinari che in tutta la provincia prevede la sostituzione dei vecchi apparecchi con sportelli automatici di ultima generazione, in grado di garantire elevati standard di sicurezza e prestazioni tecnologicamente avanzate.

In tutta la provincia teatina sono 85 gli sportelli ATM Postamat, disponibili 24 ore su 24 per il prelievo automatico di denaro contante e numerose altre operazioni come le interrogazioni del saldo e la lista movimenti, le ricariche della carta Postepay e dei telefoni cellulari, il pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.

Nell’ufficio postale di via Spaventa a Chieti è inoltre disponibile il servizio wi-fi gratuito ed è possibile prenotare il turno allo sportello direttamente da smartphone con l’app “Ufficio Postale”.

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San Giovanni Teatino. L'amministrazione Marinucci non perde tempo e comincia a dare concretezza alle priorità "Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2017/2019 e annuale 2017", fondamentale documento di programmazione approvato dalla maggioranza di "Progetto Comune" (le minoranze si sono astenute senza proporre alcun emendamento).
La realizzazione di un Centro Raccolta (piattaforma ecologica) è la prima delle sei priorità illustrate dall'assessore Massimiliano Cesario Bronzino. Il plastico del centro raccolta è stato mostrato mercoledì mattina, 17 maggio, al Sindaco Luciano Marinucci e agli assessori Massimiliano Bronzino Cesario ed Ezio Chiacchiaretta. Presenti la responsabile settore III (Lavori pubblici) architetto Assunta Di Tullio, il responsabile del progetto architetto Enrico Vecchiotti e rappresentanti di SGS (San Giovanni Servizi srl) società partecipata che ha la gestione dei servizi di igiene urbana in città.
"Un’opera necessaria - spiega l'assessore Bronzino - per accompagnare la riforma del sistema di raccolta e la crescita della percentuale di differenziazione dei rifiuti del nostro comune. Grazie a tale opera i cittadini saranno liberi di conferire il rifiuto direttamente nell’area dedicata qualora necessitassero e efficienteremo il sistema di raccolta. Abbiamo raggiunto una piena condivisione del progetto insieme al management della SGS Servizi e nelle prossime settimane il progetto preliminare sarà depositato per dare avvio alle procedure di approvazione e variante".
Di recente, infatti, la Regione Abruzzo ha comunicato al Sindaco Marinucci lo sblocco delle risorse necessaria alla realizzazione del Centro Raccolta, nell'ambito dei "Programmi straordinari per lo sviluppo delle raccolte differenziate, il recupero ed il riciclo" e del "Programma straordinario per la prevenzione e riduzione dei rifiuti". Sono 200 mila euro provenienti dalla Linea di azione PAR FAS: IV.1.2.a. Il Comune di San Giovanni Teatino integra il contributo regionale con 85.714,28 euro, derivanti dall'avanzo di amministrazione 2015.
La "piattaforma ecologica" sarà realizzata in via Bolzano, in un'area di circa 2 mila mq adiacente l'Autoparco comunale. Nei prossimi giorni la firma della convenzione in Regione Abruzzo.
L'attivazione del Centro Raccolta sarà accompagnata da una intensa campagna di sensibilizzazione. Il conferimento diretto, soprattutto di ingombranti, sarà incentivato. Sarà possibile l'introduzione della 'Tariffa Puntuale' pesando esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica.

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Lanciano. “I Comuni, per poter istituire le Ztl, devono ottenere le autorizzazioni dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, mentre non risulta che codesto Comune le abbia ottenute, con conseguente illegittimità dei procedimenti di istituzione delle Ztl, pertanto anch'esse illegittime”: attacca così una istanza di Ascom Abruzzo in cui l'associazione, evidenziando una serie di irregolarità riguardo alle Zone a traffico limitato istituite a Lanciano, chiede al Comune “di annullare in autotutela tutte le sanzioni ad oggi elevate, riconoscendo coraggiosamente l'errore,... e l'immediata sospensione della Ztl”. Il documento, a firma del presidente di Ascom Abruzzo, Angelo Allegrino, è stato inviato alla Prefettura, alla Regione, alla magistratura, alla Polizia municipale di Lanciano e agli assessori al Commercio e all'Urbanistica del Comune di Lanciano. Nel lungo documento Ascom, dunque, chiede che le Ztl siano “rimosse, in quanto istituite in maniera irregolare e tutte le sanzioni amministrative irrogate ai cittadini – fa presente - sono illegittime. La quasi totalità delle infrazioni – scrive Ascom - sono state rilevate da apparecchiature elettroniche poste a sentinella di via dell'Asilo, di Corso Roma e di via Gennaro Finamore. Dette strade, val la pena evidenziarlo, sono tutte a senso unico e sottoposte alla Ztl; la scarsa chiarezza della segnaletica e la complessiva modalità di istituzione della Ztl ingenera confusione ed errori a parte della cittadinanza, sia essa munita di permesso, sia non rientrante tra i residenti. Nessuna segnalazione stradale rivolta all'automobilista in transito al varco elettronico rende noto quale delibera di Giunta comunale abbia istituito la Ztl della via percorsa. Sicché si ingenera l'affidamento sulla possibilità di transitare nelle ridette Ztl con il permesso di circolazione in proprio possesso. Tale affidamento costituisce causa di nullità delle sanzioni, in quanto il cittadino possessore di un permesso di transito ha il diritto di conoscere dal cartello affisso al varco Ztl quale sia la norma (id est delibera di Giunta Comunale) per la quale viene sanzionato! I titolari di autorizzazione – viene spiegato - vedono specificato che l'autovettura con la targa riportata può circolare in un dato quartiere, ma il Comune di Lanciano era ed è obbligato a rilasciare permessi per attraversare i varchi delle Ztl non facendo riferimento ai quartieri, ma solo alla via ove esiste la Ztl. La Delibera d'istituzione delle Ztl di Lanciano non ha mai previsto la possibilità di scambiare il nome della strada gravata dal varco con il nome del quartiere. Le strade di Lanciano hanno nomi diversi dai quartieri ed è difficile per tutti abbinare il nome della strada al quartiere. La legge non impone al cittadino, specie quando è destinatario di una norma precettiva, di fare interpretazioni "logiche". Il Comune di Lanciano, né sulla segnaletica, né sugli accertamenti sanzionatori notificati, ha indicato quale sia la norma violata dal cittadino (delibera di Giunta comunale che ha istituito la Ztl sulla via specifica attraversata nelle circostanze di tempo e di luogo dell'infrazione)”.
“Il Comune di Lanciano – sottolinea Ascom - aveva ed ha l'obbligo anche di installare l'opportuna segnaletica visibile all'automobilista ad una distanza di almeno 80 metri ai sensi dell'art. 79 del Codice della Strada. L'amministrazione comunale di Lanciano, in tutti i casi rappresentati negli accertamenti, non ha affatto reso visibile a tutti li automobilisti il varco e la relativa segnaletica, informativa e semaforica. Infatti, in tutti i varchi dove sono state effettuate le sanzioni amministrative ci sono dei problemi di visibilità dei cartelli che indicano l'inizio delle Ztl, con conseguente difficoltà per percepire ed adeguarsi alla prescrizione.
Nello specifico, nel varco che introduce nella Ztl instaurata in corso Roma il cartello è appena visibile a una 20 di metri se si arriva da viale Cappuccini, ma se si arriva da via Spaventa, direzione Torri Montanare-Ferro di Cavallo, i cartelli si vedono soltanto quando si imbocca la rotonda: infatti, il cartello che preannuncia la Ztl che si trova davanti alla pizzeria Ok (Pizzeria corrente in via Spaventa 11 a 15/20 metri dal varco di Corsa Roma) è coperto dalla vegetazione. Stesso discorso si può riproporre se si imbocca via Spaventa dalla direzione opposta, ossia Ferro di Cavallo-Torri Montanare, i cartelli si vedono soltanto quando si imbocca la Ztl, in quanto è segnalato da un cartello a 20 metri dal varco che è piccolo e di difficile visibilità per le persone giovani e dalla vista ottimale, figuriamoci per una persona anziana e con problemi di vista. Su tale punto si è espresso il Tribunale di Lecce che annullava una sanzione perché i. segnali erano ravvicinati e poco visibili per la presenza di alberi. La sentenza del Giudice Ordinario fa espresso riferimento all'articolo 79 del codice della strada e al mancato rispetto delle prescrizioni sulla distanza della segnaletica e quindi attribuiva la colpa all'amministrazione comunale. Infatti il giudice Pierluigi D'Antonio, afferma che la presenza degli alberi, il traffico di autobus rendeva difficile la percezione del divieto da parte dell'automobilista, divieto che non viene anticipato da alcun preavviso. Il Comune ha in questo caso violato l'articolo 79 del codice della strada che regola la distanza e lo spazio minimo di avvistamento dei segnali di prescrizione. Nel caso di segnale di ingresso in Ztl, il codice della strada stabilisce uno spazio minimo di avvistamento del segnale di almeno 80 metri in maniera tale che i segnali siano percepibili dall'automobilista sia di notte che di giorno.
I segnali di prescrizione installati dal Comune di Lanciano non sono stati istallati ai sensi dell'art. 79 del Codice della Strada e infatti non sono visibili in uno spazio minimo di avvistamento di 80 metri, ma sono visibili soltanto a qualche decina di metri dal varco o addirittura all'imbocco del varco stesso, tale fatto è confermato dalla recente sentenza del Giudice di Pace di Lanciano, n. 144/2017, Angela Calderoni”.
“Inoltre, - ribadice Ascom Abruzzo - il Comune di Lanciano sulle vie indicate ha posto i varchi elettronici in posizioni e zone ove è impossibile fare dietrofront ovvero evitare di cadere nella trappola della Ztl. L'ultima constatazione da fare è che con l'instaurazione di queste Ztl il Comune di Lanciano ha reso molto difficoltoso uscire e rientrare nel quartiere Borgo da parte dei propri residenti instaurando la Ztl su ben 3 strade a senso unico, ossia via dell'Asilo, corso Roma e via Gennaro Finamore. Infine il Comune di Lanciano non ha svolto diligentemente il dovere di informare i cittadini sul funzionamento delle Ztl, sulle date di inizio di funzionamento delle stesse o meglio sulla data in cui il passaggio all'interno delle medesime Zone a Traffico Limitato sarebbe stato sanzionato. Tale fatto è dimostrato dalla circostanza che, nel giro di 5 mesi, si sono verificate più di 9000 infrazioni, numeri da record.
L'amministrazione comunale non ha spiegato, o meglio comunicato, alla cittadinanza e soprattutto alle fasce più anziane e di diversa nazionalità (quindi con difficoltà maggiori nella comprensione della lingua italiana e di conseguenza delle norme relative agli accessi alle diverse Ztl) come possano essere utilizzate le autorizzazioni rilasciate ai residenti”.
“I "semaforini" posti ai varchi di entrata erano fuori legge, non contemplati né dal Codice della Strada, né dal suo successivo regolamento e quindi idonei a segnalare l'orario di apertura e di chiusura dei varchi, circostanza dimostrata dal fatto che tra coloro che ricevevano contravvenzioni c'era anche un avvocato che faceva ricorso e scriveva al Ministero per segnalare la presenza di semafori "irregolari", che traevano in inganno. Tale irregolarità veniva accertata dal Ministero il quale ordinava al resistente, che eseguiva nel mese di febbraio, di rimuovere i semafori e di installare l'opportuna segnaletica luminosa con la scritta "Varco aperto" oppure "Varco chiuso" collegati con le "telecamere", già presenti in altre città italiane. Da ciò deriva che i verbali di accertamento d'infrazione per violazione di Ztl meritano di essere annullati in quanto viziati ab origine. Le telecamere – spiega ancora Ascom - sono strumenti di misura ed in quanto tali devono essere sottoposti a manutenzione e taratura, per cui l'amministrazione comunale deve fornire la prova di aver sottoposto l'apparecchiatura di rilevamento a taratura presso l'ufficio pubblico (ufficio metrico) a ciò deputato”.
“Atteso che l'azione della pubblica amministrazione – viene rilevato - deve ispirarsi alla legalità e alla buona fede, anche nelle modalità con le quali essa si rapporta con i propri cittadini; che, nel caso che ci occupa, la mancanza delle prescritte autorizzazioni ministeriali, nonché delle norme relative al preavviso di varchi attivi, ex art, 79 Codice della Strada, si traduce in una condotta illegittima in quanto contra ius;
che la funzione delle norme, anche secondarie, di regolamentazione stradale deve essere di prevenzione degli illeciti e promozione e valorizzazione di una zona cittadina, ma non un espediente per sanzionare ignari cittadini ;
che, diversamente, la sanzione viene percepita come ingiusta e modalità spicciola per il comune di battere cassa a fronte dell'errore in cui la cittadinanza è, suo malgrado, indotta proprio da chi dovrebbe far rispettare quelle norme poste anche a loro tutela; che, più esplicitamente, il Comune di Lanciano, non appena verificato il possibile fraintendimento delle regole di accesso ai varchi, avrebbe dovuto immediatamente sospendere la validità delle norme istitutive della Ztl, in quanto le condizioni di luogo e le modalità erano tali da rendere impossibile o assai difficile il rispetto delle predette norme, illegittimamente previste e confusamente segnalate. In definitiva, la modalità con la quale la Ztl è stata congegnata è essa stessa causa delle tante violazioni riscontrate”. Di qui la richiesta di rimborso ai cittadini e di eliminazione della Ztl.

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Chieti. “Esprimo grande soddisfazione per l’elezione di Sergio Caputi quale Rettore dell’Università d’Annunzio. Sono certo che saprà interpretare a pieno la necessità di rilancio del nostro Ateneo”. È il commento del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in merito alla recente elezione del nuovo Rettore dell’Università di Chieti/Pescara.

 “Il nuovo Rettore – prosegue il Sindaco - saprà attuare una riorganizzazione della d’Annunzio utile sia alla struttura tecnico-amministrativa che al mondo accademico. Inoltre, sono certo che i progetti di sviluppo e di crescita del nostro Ateneo troveranno in lui una giusta guida, in particolare su quelli riguardanti la nostra città. Sono altresì convinto, poi, che nella scelta dei suoi collaboratori più stretti avrà cura di non far mancare una qualificata rappresentanza teatina“.

 “Ieri sera – ha evidenziato il Sindaco – ho voluto complimentarmi personalmente con il professor Caputi non soltanto per esprimere ad un amico la soddisfazione per il suo successo ma anche per congratularmi per la capacità di aggregare il consenso degli altri candidati, degli studenti e del personale tecnico amministrativo intorno al suo nome. Una d’Annunzio unita intorno al suo Rettore è garanzia di realizzazione dei progetti e raggiungimento degli obiettivi“.

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Pescara. Si è tenuto mercoledì 17 maggio nella suggestiva cornice di Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno l’incontro tra ASSAI (Associazione Scuole Sicure Abruzzo Italia) rappresentata dalla Presidente Leda Ragas e da Elisa Boffi, il Comitato Scuole Sicure Italia (raccordo di comitati delle regioni Molise, Marche, Lazio) con la Presidente Iride Luzi e Raffella Bellini, e una rappresentanza di Save The Children Italia tra cui Flaminia Cordani, coordinatore emergenza.
Durante l’incontro ASSAI e CSSI hanno raccontato le esperienze vissute, le attività svolte, il percorso attuato anche nel rapporto e confronto con le amministrazioni; Save the Children ha evidenziato invece quale sia la fotografia purtroppo poco rassicurante dello stato dei fatti: in Italia solo 10-12% delle scuole è costruito con criteri antisismici, e la legge non obbliga gli Enti all’adeguamento ma solo alle verifiche di stabilità.
Obiettivo delle nostre associazioni è dunque quello di fare in modo che venga modificata l’attuale legge introducendo l’obbligo di adeguamento delle strutture scolastiche alle più recenti norme antisismiche per l’edilizia scolastica. Non sarà economico, non sarà rapido ma può fare la differenza tra la vita e la morte dei nostri figli.
L’Associazione Scuole Sicure Abruzzo Italia, forte della collaborazione e dell’appoggio di realtà forti, efficienti e pragmatiche quali Save the Children e Comitato Scuole Sicure Italia continua dunque nella sua attività di controllo e vigilanza, oltre che di proposta di soluzione delle criticità.

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Pescara. Nella giornata odierna, alle ore 05.30, la Polizia di Stato interveniva in questa Via Lago di Capestrano nr. 23 su segnalazione di incendio in atto presso un palazzo di edilizia popolare di quattro piani. Gli equipaggi della Squadra Volanti si recavanotempestivamente sul luogo della segnalazionee avvistavano da subito numerose persone affacciate ai balconichechiedevano aiuto, mentre nel vano scale notavano la presenza di una fitta coltre di fumo che impediva l’uscita delle medesime.
Nella circostanza gli agenti accedevano allo stabile per condurre e assicurare all’esterno i residenti ed individuare l’origine del fumo.In particolare venivano raggiunti i piani superiori dello stabile, da cui riuscivano a condurre all’esterno una donna in stato di gravidanza con i suoi tre figli, un uomo con la sua compagna, un’altra donna incinta all’ottavo mese di gravidanza con i suoi due figli e dal terzo piano una madre con suo figlio.
Gli operatori intervenuti all’interno dello stabile, proteggevano le vie respiratoriecon utilizzando di stoffe imbevute d’acqua per sè stessi e porgendole alle persone condotte all’esterno.
Sul posto giungeva personale deiservizi di pronto intervento “115” e “118”.
Il personale sanitario si prodigava nel medicare alcuni residenti dell’edificio in argomento, mentre il personale dei Vigili del Fuoco, dopo aver evacuato tutti i residenti dell’edificio facendoli uscire in strada, rilevava che la presenza del fumo era dovuta ad un probabile corto circuito dell’impianto dei contatori situato al pian terreno dello stabile.
Dopo i riscontri effettuati sulla struttura, i Vigili del Fuoco ritenevano lo stabileagibile, cosicchè i residenti potevano rientrare nei rispettivi appartamenti.
Gli agenti, avendo inalato del fumo, si portavano al Pronto Soccorso per le cure del caso, altresì le donne in stato di gravidanza si recavano presso l’Ospedale per accertamenti.

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