Articoli filtrati per data: Mercoledì, 07 Marzo 2018

Chieti. Il 9 marzo i Come ci Pare, Tris/buto a Fabi Silvestri e Gazzè, saranno per la prima volta in concerto a Chieti Scalo nello scenario unico dello Stammtisch Tavern (inizio ore 22.00).

I Come ci Pare presentano così il loro concerto:

"Siamo molto felici di portare il nostro spettacolo in un locale come lo Stammtisch che consideriamo uno dei migliori live club abruzzesi, nonché quasi una seconda casa.
Sappiamo che tantissimi estimatori di Silvestri, Gazzè e Fabi della zona non vedevano l'ora di ascoltarci e siamo sicuri di aver scelto la location più adatta ad accoglierli e far passare loro una bella serata. Sappiamo che le aspettative sono molto alte e questo ci dà tanta carica per fare del nostro meglio."

I Come ci Pare nascono a fine 2017 dall'idea di Simone Flammini di tributare quelli che considera i migliori cantautori italiani della nostra generazione, Daniele Silvestri, Max Gazzè e Niccolò Fabi. Raduna attorno a sé quattro amici di lunga data, anch'essi fan dei tre cantautori, e si chiudono in sala prove per qualche mese con l'intento di costruire uno show in cui si alternino senza sosta momenti elettrici ed acustici, scegliendo i migliori arrangiamenti live dei brani più famosi dei tre, senza dimenticare alcune chicche per i fan più sfegatati, e curando particolarmente gli arrangiamenti vocali con cinque voci soliste. Il 16 febbraio 2018 esordiscono ufficialmente con un live al Soulkitchen di Sulmona che ottiene un ottimo riscontro da parte del pubblico, e col concerto del 9 marzo allo Stammtisch di Chieti Scalo iniziano il loro tour nei migliori live club italiani.

La line up dei Come ci Pare comprende:
Simone "Flammen" Flammini: Voce e Chitarra
"Leja": Voce e Chitarra
"Pollicino": Voce e Basso
"Il Bomber": Voce e Tastiere
"Charlie": Voce e Batteria


“Come ci Pare in concerto allo Stammtisch Tavern (Viale Unità d’Italia, 645 Chieti Scalo)
9 marzo 2018
Info e prenotazioni: 0871. 577171 – 342.0704408 (anche whatsapp)

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Chieti. Per la prima volta in bruzzo di fronte ad un pubblico universitario e non solo, ritroveremo assieme i protagonisti che misero fine alle stragi della “Banda della Uno Bianca” arrivando all'arresto dei fratelli Savi e di tutti gli altri componenti dell'organizzazione. Da una idea nata e realizzata dalla Dott.ssa Micaela Buffignani e con il prezioso supporto del Prof Antonello Canzano e di tutto il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell'Università D'Annunzio di Chieti, Mercoledì 14 marzo 2018 alle ore 15.00 avrà luogo un incontro aperto al pubblico che punta soprattutto a sensibilizzare le nuove generazioni su quello che possiamo considerare uno dei crimini più oscuri ed efferati della storia del nostro paese, dalla Seconda Repubblica ad oggi. L'incontro sarà moderato dal prof. Canzano, dalla prof.ssa Scardaccione e dalla Dott.ssa Buffignani e interverranno in via del tutto eccezionale il Sostituto Procuratore Dr. Daniele Paci, il Sostituto Commissario Luciano Baglioni anche Vice Dirigente della Squadra Mobile di Rimini e il Sovrintendente Capo Pietro Costanza ora in pensione ma al tempo in forza alla Questura di Rimini. Con l'occasione verrà riproposto e presentato il libro "Baglioni e Costanza la vera storia della Uno Bianca" curato da Marco Melega per la Mandragola Editrice. L'incontro punta ad essere un evento unico nel suo genere che possa tornare a restituire la giusta attenzione non solo su alcune delle pagine più sanguinose della cronaca italiana ma vuole anche servire a sottolineare l'impegno ed il lavoro quotidiano delle nostre forze di polizia e dello Stato Italiano per la lotta alla criminalità organizzata. La Banda della Uno Bianca ha portato a segno 103 azioni criminali dal 1987 al 1994 uccidendo 24 persone e ferendone 102, accumulando un bottino di circa 2 miliardi di lire. Un fenomeno che per molti aspetti resta unico nella storia Italiana e non solo, perché a condurre le operazioni è stato proprio un commando formato, per la maggior parte, da funzionari in servizio alla Polizia di Stato. Il nome dei fratelli Savi resterà inciso nella memoria nera del nostro paese: Roberto e Alberto in servizio alle Questure rispettivamente di Bologna e Rimini e poi Fabio, il lungo, il fratello non poliziotto. E a questi si aggiungono anche i nomi dei poliziotti Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli che hanno operato nella banda in circostanze occasionali. Azioni efferate insomma, per la maggior parte rapine a supermercati, banche, pompe di benzine ma anche delitti senza apparenti motivazioni come, ricordiamo tra tante, la strage avvenuta il 4 Gennaio 1991 al quartiere Pilastro di Bologna dove a perdere la vita furono 3 giovanissimi Carabinieri di pattuglia. La scia di terrore si concluse il 24 Novembre del 1994 e oggi, all'Università di Chieti, grazie al prezioso contributo del Sostituto Procuratore Paci e dei poliziotti Baglioni e Costanza, avremo la possibilità di ascoltare dalla loro voce quello che accadde veramente in quegli anni, dai primi indizi raccolti a tutto quello che è stato lo sviluppo della loro indagine che ha portato all'identificazione e quindi all'arresto dei fratelli Savi e di tutti i componenti della banda.

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Chieti. La festa delle donne è dietro l’angolo e Confcommercio Chieti torna a sollevare il problema dei venditori abusivi di mimose che puntualmente, come ogni anno, sfruttano la ricorrenza dell’8 marzo per ottenere guadagni in maniera illecita. Una pratica, purtroppo, in costante espansione che penalizza oltremodo i commercianti corretti e rispettosi delle regole. “La vendita abusiva di fiori non danneggia solo i fiorai. Infatti acquistare mimose da venditori irregolari- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- è un atto illegale che alimenta criminalità e sfruttamento di persone. La vendita abusiva di mimose, inoltre, rappresenta un’evidente forma di elusione fiscale e di concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari ed è spesso legata ad attività criminose.” Per questo Confcommercio lancia un appello accorato rivolto al sindaco e, in particolare, a tutte le forze dell’ordine per chiedere che vengano intensificati i controlli durante la giornata di domani, Festa della donna. L’obiettivo è scoraggiare gli abusivi che arrecano un chiaro danno ai venditori del settore floreale, già alle prese con un’evidente contrazione dei consumi. “Chiediamo soltanto il rispetto delle regole- spiega Tiberio- nell’interesse di tutti. Sono convinta che le forze dell’ordine vigileranno sui nostri territori per evitare che gli abusivi sfruttino una ricorrenza importante come la Festa della donna per facili guadagni illeciti. Confidiamo anche in una maggiore consapevolezza dei consumatori con l’augurio che scelgano di acquistare le mimose soltanto da rivenditori autorizzati”.

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San Giovanni Teatino. "Speciale Donna. Teatro e Solidarietà con G.A.I.A.". E' il titolo dell'evento che si terrà domenica 11 marzo alle ore 17.30, nell'auditorium della Scuola Civica Musicale "San Giovanni Teatino" (piazza San Rocco), per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.
In scena: "Maja, storie di donne dalla Majella al Gran Sasso", di e con Francesca Camilla D'Amico. Lo spettacolo, che nel 2016 segnò il debutto come attrice solista della D'Amico, è una ricerca sulla donna nella civiltà contadina abruzzese. Un ricerca costante che si arricchisce, nel tempo di nuove memorie raccolte tra gli anziani "per non perdere l'identità e la memoria storica e culturale del territorio abruzzese".
"In una ricorrenza come la Festa della Donna - dichiara il Sindaco Luciano Marinucci - siamo molto felici di appoggiare questa iniziativa teatrale che unisce il tema della femminilità con la cultura e le tradizioni. Le donne sono custodi della nostra civiltà e del nostro mondo, un pilastro fondamentale che, se va celebrato ogni giorno, merita di essere ricordato con eventi come questo, capaci di valorizzare attraverso il ricordo delle donne del nostro passato, tutte quelle presenti".
"Abbiamo scelto di partire dalla nostra storia, le nostre tradizioni di donne abruzzesi - dichiara l'assessore alla cultura Maria Rosaria Elia - per proseguire nella battaglia delle donne per il riconoscimento dei propri diritti. E' ancora processo lungo e difficile. La Giornata Internazionale della Donna è l'occasione per accendere il faro della riflessione su quel tantissimo che rimane ancora da fare. Le donne sono le grandi assenti nei luoghi del potere. Spesso sono presenze silenziose, talvolta quasi invisibili, ma determinanti, come nella storia delle nostre donne abruzzesi".
L'iniziativa, patrocinata dal Comune di San Giovanni Teatino, è organizzata dal G.A.I.A. onlus (Generosità Attiva Ideazione Attenta), associazione di volontariato fondata a sostegno delle donne operate al seno (Chieti-Ortona), in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Chieti. L'ingresso è libero (Info 339.8393327 - 389.9263225 www.gaia-onlus.org).

Nota sullo spettacolo.
MAJA storie di donne dalla Majella al Gran Sasso Racconti e canti per attrice sola e "Vasanicola"
"Un piccolo grande racconto ricostruito attraverso la vita delle donne che hanno attraversato ogni giorno, a piedi, scalze, cantando, faticando, i campi del '900. Maja, è interamente dedicato al lavoro femminile, ai matrimoni, alla condizione della donna in Abruzzo nel '900 fino agli anni del secondo Dopoguerra. Il tutto inframezzato da canti popolari femminili, leggende fiabesche legate alle montagne sacre per gli abruzzesi, che a volte fanno da sfondo e a volte emergono quasi come persone, personaggi: la Majella e il Gran Sasso. Come sempre, vorrei che non fosse mai solo uno spettacolo, ma un momento di incontro... Un incontro con la memoria per giovani, meno giovani e “smemorati” che sentono il bisogno di conoscere la propria storia, per pensare al cambiamento e sperare in un futuro. Le storie sono tratte da racconti popolari, memorie di famiglia, testimonianze di anziani, dai racconti di Zi Angelo, narratore contadino e da rielaborazioni personali. I canti provengono dalla tradizione popolare abruzzese".

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Pescara. L’Abruzzo, lo sappiamo, è presente in tutto l’arco della produzione letteraria di D’Annunzio, dalle primissime poesie e novelle al Notturno, un Abruzzo che, di volta in volta si manifesta in forme e modi diversi, ma sempre con una intensa partecipazione emotiva, sia che si tratti di componimenti poetici, novelle, romanzi, opere teatrali, taccuini, articoli di giornale, corrispondenze.E sono molti i personaggi che affollano la mente del Vate, a cominciare dalla vecchia madre, ritrovata e ricordata nella casa natale di Corso Manthoné in una pagina memorabile del Notturno. Da lì inizia il viaggio dannunziano della bella serie di 4 documentari “Con D’Annunzio attraverso l’Abruzzo”, realizzati nel 1987 dalla Sede regionale dell’Abruzzo con la collaborazione del Centro Nazionale di Studi Dannunziani, ideati da Edoardo Tiboni e scritti da Ivanos Ciani, che funge anche da narratore, con la regia di Franco Farias. A D’Annunzio e alla vecchia Pescara, alla sua casa natale e ai suoi luoghi d’infanzia evocati nelle sue pagine più belle, affidate alla lettura di Carlo Orsini, è dedicato il documentario che verrà presentato alle ore 17.30 al Mediamuseum nell’ambito del programma di manifestazioni curate da Licio Di Biase “Il Vate e la “piccola Patria”, con la collaborazione della Fondazione Edaordo Tiboni, del Centro Nazionale di Studi Dannunziani e del Polo Museale dell’Abruzzo. La proiezione sarà preceduta da una breve tavola rotonda alla quale interverranno Dante Marianacci, presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani, Franco Farias, giornalista e regista del documentario, Antimo Amore, giornalista Rai-Abruzzo e Licio Di Biase, che modererà la serata.

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Roma. La compositrice abruzzese Ada Gentile sarà impegnata in varie conferenze durante la primavera di quest’anno. La prima si terrà il 16 Marzo a Stoccolma alla LILLE AKADEMIE dove è stata invitata dal responsabile del Dipartimento di Composizione Joel Engstrom a tenere una conferenza sul tema “Il linguaggio musicale di Ada Gentile nel panorama generale della musica italiana d’oggi”. Seguirà il 12 Aprile un’analoga conferenza all’Università di Bucarest dove la Gentile è stata invitata dal Prof. Nicolae Gheorghita, Docente di Composizione. Il 26 Aprile sarà la volta di Tirana dove la conferenza è stata organizzata dal Prof. Pjeter Guralumi, Coordinatore del Programma Cooperazione internazionale della University of Arts. Il 10 Maggio la Gentile sarà a Zagabria dove terrà la sua conferenza all’Academy of Music, su invito del Prof. Viekoslav Njezic del Dipartimento di Composizione. Dal 24 al 27 Maggio
sarà a Sansepolcro dove, per il sesto anno consecutivo, farà parte della Giuria del Concorso Internazionale Pianistico Maria Giubilei. Il tour si concluderà il 27 Giugno con l’ultima conferenza alla Hochschule fur Musik di Hannover dove la Gentile è stata invitata dal Dean di Composizione Gordon Williamson.

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Roseto degli Abruzzi. Dopo un episodio di una aggressione denunciata da parte di un ragazzo, riportato in maniera cruenta dalla stampa, l’amministrazione comunale ha rappresentato al comandante della stazione dei Carabinieri l’opportunità di ulteriori controlli, seppur saltuari, nella Villa comunale.
Si ricorda, tuttavia, che l’ingresso della biblioteca (lato via Cavour) è video sorvegliato, e questo è già un elemento di sicurezza. Gli operatori, inoltre, sono stati sensibilizzati a stare in massima allerta e quindi i ragazzi possono essere sicuri che trovano nella biblioteca un luogo dove poter studiare in tranquillità.

L’invito dell’amministrazione è, comunque, quello di evitare di transitare nei giardini che attualmente sono interessati dal cantiere per i lavori di ristrutturazione dell’antico edificio e, per tanto, interdetti all’uso del pubblico.

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Ortona. Termina agli ottavi di finale l’avventura della Tombesi nella Coppa della Divisione, ultima e solo in parte riuscita competizione per le squadre del futsal nostrano. Se il pronostico sembrava bloccato già in partenza, al cospetto di una squadra del massimo campionato nazionale, la Tombesi ha però centrato in pieno l’obiettivo di giocarsi con dignità l’impegno, senza venire travolti ed anzi potendo permettersi qualche rimpianto, in particolare a proposito di certi errori commessi nel primo tempo. Nonostante un campionato non ancora chiuso e ben quattro giocatori in diffida (un eventuale giallo sarebbe stato scontato nella prossima gara di Ruvo), mister Morena ha schierato la formazione migliore (a parte Trusgnach preferito a Dell’Oso nel primo tempo), che infatti è partita fortissimo: l’1-0 ortonese porta la firma di Piovesan, al minuto 4-50. Primi otto minuti di sostanziale equilibrio, fino a quando la superiorità (soprattutto fisica) degli avversari non si è fatta sentire: le reti di Stringari (8.14), Cesaroni (12.36), Manfroi (12.51) e ancora Cesaroni (14.17) fissavano il risultato, alla fine del primo tempo, su un esagerato 1-4 per i marchigiani. Ma la Tombesi non si è affatto scomposta, ed anzi è ripartita subito forte, con il gol di Pizzo dopo 10 secondi del secondo tempo. Al quinto gol pesarese a firma di Boaventura (5.07) ha risposto due minuti dopo un gran destro di Silveira (7.07), in un secondo tempo nel quale la differenza di ben due categorie non si è vista in campo. La Tombesi ha chiuso con Adami portiere di movimento, sfiorando più volte il gol e rischiando pochissimo dietro. Finisce così, a testa alta, la Coppa della Divisione degli ortonesi, pronti però, sabato a Ruvo, ad aggiungere gli ultimi, decisivi tasselli per il raggiungimento dell’unico, vero obiettivo stagionale.

“Questa partita ha confermato l’orgoglio che provo verso la mia squadra – ha commentato a fine partita mister Massimo Morena –. Abbiamo giocato con attenzione, con lucidità e con qualità contro una formazione di serie A e per lunghi tratti questa differenza non si è neanche vista in campo. Abbiamo pagato a caro prezzo un paio di minuti di blackout nel primo tempo, in cui invece abbiamo avvertito la forza di una squadra che, soprattutto fisicamente, può contare su altri ritmi di lavoro e su una maggior frequenza di allenamenti. Ho dato spazio a tutti i ragazzi che avevo a disposizione perché era giusto così, e siamo usciti a testa alta. Ora tutta la nostra attenzione è rivolta alla gara di sabato contro il Ruvo: vincere per chiudere il discorso promozione e sigillare una stagione fantastica”.

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Teramo. Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 18.00, inaugura nelle sale de L’Arca- Laboratorio per le Arti Contemporanee di Teramo “HIV/AIDS” a cura di Alessandra Angelucci, personale dell’artista Paolo di Giosia da anni impegnato nella ricerca fotografica analogica, con particolare attenzione alle tematiche sociali che toccano più da vicino il tempo dell’esistenza umana. HIV/AIDS nasce grazie alla volontà della AUSL di Teramo, primo sostenitore e promotore del progetto, in collaborazione con l’artista Paolo di Giosia, un percorso artistico di ampio respiro e nobile finalità che presenta i patrocini della Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Città di Teramo, Università degli Studi di Teramo e Ufficio Scolastico Regionale. All’evento inaugurale di venerdì 9 marzo, moderato dal giornalista RAI Antimo Amore, oltre all’artista e alla curatrice interverranno: Roberto Fagnano, Direttore Generale AUSL Teramo, Franco Santarelli, Responsabile Formazione e Qualità AUSL Teramo, Pierluigi Tarquini, Responsabile Malattie Infettive AUSL Teramo. Tutti insieme per un significativo obiettivo umano e sanitario: tornare a dare voce al principio della responsabilità insito nell’agire umano, un agire appunto che potrebbe ritorcersi contro come boomerang, quando la disattenzione, la noncuranza e l’incoscienza prendono il sopravvento sul terreno fragile delle scelte.

Il titolo della mostra è chiaro e diretto, non lascia nulla alla immaginazione: HIV/AIDS, per un problema sociale – individuale e collettivo – su cui pesa l’urgenza di tonarne a parlare dopo anni di silenziosa quiete. Nessuno può sentirsi escluso, è il Registro Nazionale AIDS a restituirne un quadro dettagliato con dati chiari: il virus dell’HIV continua a fare il suo corso e così la malattia dell’AIDS. Lo spiega bene la curatrice della personale, Alessandra Angelucci, quando scrive nel catalogo: «Paolo di Giosia articola un lavoro significativo, sceglie di essere fedele alla sua ricerca portata avanti nel corso degli anni, una ricerca fatta di attenzione alla realtà, in questo caso cucita intorno al dato scientifico puro, allo studio psico-socio-comportamentale. Il verme nella mela esiste, può insinuarsi sotto pelle, ha un nome: AIDS. Chi muore in palcoscenico può sempre rialzarsi; chi muore in terra no. È questa la drammatica differenza tra virtualità e concretezza, è questo il racconto che l’artista decide di offrire al pubblico col fine ultimo di ripulire il setaccio di tutti i grumi che rendono opaco lo stato delle cose. Se si dimentica che l’HIV esiste, si rischia un agire senza barriere difensive; se si conosce e si ricorda, vivo resta il pensiero come l’atto che lo caratterizza. E l’artista sembra dirlo in ogni scatto, in ogni braccio che si scompone nella bellezza fatta di carne e respiro: guardare attentamente è un atto di coraggio, ricordare un’attestazione di responsabilità».

La personale di Paolo di Giosia si articola in tre momenti ben distinti, ciascuno dei quali mette in evidenza i diversi linguaggi espressivi contemporanei (fotografia, video arte, installazioni) cui l’artista ricorre per entrare in contatto con il fruitore: «Una storia delicata che, dal culto del fascino corporeo, si addentra nello scavo diretto di un male che non lascia spazio ai ripensamenti, un male che ancora oggi assoggetta chi ne soffre all’impronta del pregiudizio, diremmo meglio giudizio» scrive ancora la curatrice Angelucci.

Nella prima sala è la fotografia ad accogliere con 7 scatti lo sguardo dell’osservatore, per mettere in risalto il culto della bellezza corporea con tutte le velate declinazioni del rischio celato dietro il volto della promiscuità.

Nella seconda sala il linguaggio della video arte propone una narrazione multimediale di grande impatto: la storia di due giovani, Andrea e Sara, colti nel gesto lento e consapevole dello scrivere su un muro scalfito dalle crepe del tempo. I dati scientifici che i protagonisti lasceranno sulle bianche pareti non daranno scampo alle coscienze di chi legge. Un unico monito: «Fai il test anche tu». Il video rivive anche nelle strisce di pellicola (36 scatti), collocate nella stessa sala in una teca retroilluminata, in cui poter osservare concretamente con un lentino che cosa significhi ancora oggi fare ricerca fotografica secondo il tempo analogico. (Il video è stato realizzato in collaborazione con il videomaker Vito Bianchini).

Nella terza ed ultima sala avviene un sottile ed intimo ripiegamento. L’osservatore è chiamato ad interagire con l’installazione presente: uno scrittoio, una sedia, un muro bianco e un foglio su cui si legge qualcosa. L’incipit cita testualmente: «Mi chiamo Daniele Kihlgren e l’anno che ha cambiato la mia vita è stato il 1987». Ai visitatori si lascia la curiosità e la responsabilità di proseguire nella lettura.


Dal Catalogo HIV/AIDS (Ricerche&Redazioni Editore)

«Centrale per lo sviluppo di adeguati strumenti di informazione rivolti ai cittadini è la collaborazione di operatori sanitari che, con le loro conoscenze sia tecniche che del contesto culturale del nostro territorio, possono individuare modalità e strumenti adeguati. La mostra fotografica e gli altri interventi sull’HIV si inseriscono pienamente in questo ambito».
Roberto Fagnano, Direttore Generale AUSL Teramo.

«Un individuo correttamente informato può assumere scelte consapevoli ed appropriate nella cura della propria salute, oltre a saper utilizzare meglio i servizi esistenti. […] La scelta di coniugare l’arte, e la fotografia in particolare, con tematiche sanitarie, riteniamo sia uno dei modi più efficaci per sensibilizzare la popolazione; ne è un bell’esempio la mostra fotografica HIV/AIDS che, insieme ad altri interventi, stiamo sviluppando con la preziosa collaborazione di Paolo di Giosia».
Franco Santarelli, Responsabile Formazione e Qualità AUSL Teramo.

«L’infezione da HIV è oggi una realtà completamente diversa rispetto a quella conosciuta negli anni ‘80 e ‘90. La malattia era nota per essere una condizione spesso mortale; i problemi sociali ad essa correlati erano molto importanti, anche perché legati alla alta prevalenza in alcune categorie a rischio. Dopo il 2000 la situazione si è modificata radicalmente grazie alla introduzione di nuove cure, sempre più efficaci, maneggevoli e con pochi effetti collaterali, che hanno permesso alla maggior parte delle persone di non avere più disturbi e ciò ha prolungato di molto la sopravvivenza. Anche l’epidemiologia si è modificata: la principale modalità di trasmissione odierna è infatti quella sessuale ed omosessuale nei maschi».
Pierluigi Tarquini, Responsabile Malattie Infettive AUSL Teramo.


@Paolo di Giosia
Appassionato di fotografia sin da ragazzo, fotografa prevalentemente in bianco e nero in modo analogico. Ha tenuto numerose mostre personali e ha partecipato a diverse collettive e fiere internazionali, collaborando con gallerie italiane ed estere. Ha prodotto diversi video, presentati in occasione di rassegne di videoarte e corti cinematografici, e pubblicato alcuni volumi fotografici.
www.paolodigiosia.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@Alessandra Angelucci
Docente di Lettere e giornalista, scrive di Arte Contemporanea per Exibart. Ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Dirige la collana d’arte Fili d’erba (Edizioni Di Felice).
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Pescara. Diversi i controlli sui territori di Pescara e Spoltore effettuati nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Pescara che, con l’impiego di oltre 30 militari, oltre a sottoporre a controllo più di 150 persone e 90 veicoli, hanno tratto in arresto 2 persone, denunciate in stato di libertà 10, nonché segnalati alla locale Prefettura 6 assuntori di stupefacenti.
In particolare, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di evasione, Sergio Di Girolamo, 43enne pescarese, sorpreso al di fuori della propria abitazione, senza alcuna autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, sebbene sottoposto agli arresti domiciliari.
I denunciati in stato di libertà sono invece:
- F.C., pregiudicata pescarese 40enne, per i reati di evasione e furto aggravato, avendo i Carabinieri della Stazione CC di Pescara P.le accertato che la donna, in data 25.2.u.s., si è allontanata dal domicilio cui era sottoposta rendendosi altresì responsabile del furto di prodotti cosmetici per un valore di € 35,00 ai danni del supermercato “Acqua e Sapone”, corrente in questa via Mazzarino n.8;
- R.G., pescarese 51enne, per truffa, avendo i Carabinieri della Stazione di Pescara Colli accertato che la donna ,in data 27.1.u.s., si è fatta recapitare da un’azienda agricola locale, ordinandole telefonicamente, svariate confezioni di carni nostrane, olio d’oliva e salsa di pomodoro, del valore complessivo di euro 2.200,00, pagate alla consegna con un assegno bancario risultato falso e rendendosi irreperibile subito dopo;
- D.D.D., 28enne residente in Spoltore, per furto aggravato, poiché sorpreso ad asportare un televisore, del valore di € 169,99, all’interno del supermercato “Auchan” corrente in questa Via Tiburtina Valeria;
- M.G., 26enne Pescara, per ricettazione, poiché, sottoposto a controllo in viale della riviera a bordo di un motociclo risultato oggetto di furto;
- F.M., 32enne pregiudicato residente in Pescara, per porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere, poiché, sottoposto a controllo a bordo di autovettura lungo via Londra di Spoltore, a seguito di perquisizione veicolare, è stato trovato in possesso di un coltello del genere proibito, sottoposto a sequestro;
- F.C., 43 enne pregiudicato residente in Spoltore, per porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere, poiché, sottoposto a controllo lungo via Italia di Spoltore, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di una mazza della lunghezza di cm.48, sottoposta a sequestro;
- V.F., 57enne residente in Pescara, per porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere, poiché, sottoposto a controllo in questa via Tavo, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un pugnale a doppia lama del genere proibito, sottoposto a sequestro;
- E.C., 50enne residente in Pescara, pregiudicata, per violazione degli obblighi imposti dalla Sorveglianza Speciale di P.S., poiché, sebbene sottoposta alla citata misura di prevenzione, è stata sorpresa in questa via Lago di Capestrano alla guida di autovettura nonostante la patente revocata;
- A.G., 36enne residente in Spoltore, pregiudicato, per violazione degli obblighi imposti dalla Sorveglianza Speciale di P.S., poiché, sebbene sottoposto alla citata misura di prevenzione, è stato sorpreso alla guida di autovettura nonostante la patente revocata.

Infine, nella mattinata odierna, in Spoltore e Cappelle sul Tavo, i Carabinieri della locale Stazione hanno condotto un mirato servizio finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, nel corso del quale è stata deferita in stato di libertà una donna, L.R. 33enne residente in Cappelle sul Tavo, la quale è stata sorpresa a cedere una dose di eroina, del peso di 1 grammo, ad un 37enne tossicodipendente, originario della Provincia di Pescara, segnalato nella circostanza quale assuntore.
Gli altri segnalati alla Prefettura di Pescara quali assuntori di stupefacenti sono:
- un 24enne e un 23enne residenti in Spoltore, poiché, sottoposti a controllo a bordo di autovettura in Contrada Boragne di Cappelle sul Tavo, a seguito perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”;
- un 21enne e 28enne pescaresi, nonchè un 43enne di Montesilvano, poiché, sottoposti a controllo a bordo di autovettura nella medesima Contrada Boragne, a seguito di perquisizione veicolare e personale, sono stati trovati in possesso di 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”.

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