Articoli filtrati per data: Domenica, 26 Agosto 2018

Altino. A Fonte Mandrelle il Palio, ad Altino la Ricetta d’autore e a Briccioli il Folklore: queste le contrade premiate al decimo Festival del peperone dolce di Altino, che si è concluso a tarda sera sabato 25 agosto, al termine di due giornate di festa.

Fonte Mandrelle si è aggiudicata il Palio culinario delle contrade con il menu: Vortice di sapori, il primo, Se vuoi diventa panino, il secondo, e per dessert il Cannolo in vacanza. La motivazione della giuria di chef, presieduta da Ermanno Di Paolo: “Fonte Mandrelle ha proposto una cucina semplice, innovativa, con cura dei prodotti, tecniche di trasformazione evolute e composizione dei piatti che hanno messo in evidenza sapori, aromi, gusto e aspetti visivi”.

Il premio Ricetta d'autore, intitolato ad “Annamaria De Laurentiis”, è stato assegnato al primo della contrada Altino: Spaghetto in festa. La motivazione degli chef giudicanti: “I vincitori hanno proposto con semplicità e con una rilettura in chiave moderna dei classici aglio e olio, riuscendo ad abbinare, alla perfezione, gli ingredienti utilizzati con armonia ed equilibrio gustativo, ben valorizzando il peperone dolce di Altino”.

La piletta del folklore, infine, è andata alla contrada Briccioli, che ha realizzato lo stand “Trabocco punta Briccioli”. La giuria, presieduta dallo storico Gianni Orecchioni, ha così motivato: “La contrada ha presentato un programma folklorico pienamente rispondente alle indicazioni del bando di gara, reinterpretando, in modo coerente e innovativo, il motto popolare divenuto slogan delle battaglie ambientaliste del no ombrina, ‘mare e cost è tutta robba nostre’, che diventa lo spunto per proporre un abbinamento culinario di mare e terra”. Particolarmente apprezzata anche la presenza del “banditore vestito da marinaio che, con un corno dal suono simile alle sirene delle barche, richiamava l’attenzione dei passanti, introducendo il menù della contrada e lo spettacolo folklorico risultato molto simpatico”.

Commozione palpabile nelle parole del presidente dell'Associazione di tutela del peperone dolce di Altino, Sebastiano Scutti, che organizza il Festival. Scutti ha ringraziato particolarmente i contradaioli, “entusiasti e instancabili protagonisti della manifestazione”, e i componenti del direttivo, con i quali ha condiviso quattro anni “di esperienza esaltante, vissuti insieme come amici fraterni".

I ringraziamenti sono proseguiti all’indirizzo dall’amministrazione comunale di Altino, “sempre collaborativa per l'organizzazione del Festival, con a capo il sindaco Vincenzo Muratelli".
Ospite del Festival, con il tipico Gulasch, la delegazione di Kalocsa, cittadina ungherese nota a livello internazionale per la produzione di paprika, guidata dal sindaco Balint Jozseph Miklos.

In occasione del decennale, l’associazione di tutela ha fatto dono ad ognuna delle otto contrade partecipanti, oltre che della tradizionale piletta, anche di una medaglia celebrativa in argento.

Testimonial del Festival è stato un entusiasta Federico Quaranta, giornalista esperto in enogastronomia, autore e conduttore di Decanter su Rai Radio2 e volto di Linea Verde su Rai1. “Rappresentate un forte spirito di comunità in nome del peperone dolce di Altino”, ha detto Quaranta dal balcone della premiazione in Largo del palazzo, complimentandosi col paese in festa.
Il conduttore ha visitato gli stand di tutte le contrade, si è messo in posa per le foto di rito con i contradaioli e non ha lesinato parole, strette di mano e selfie agli avventori del Festival, telespettatori fedeli anche della Prova del cuoco.

Sulla scia dell'entusiasmo vissuto al Festival, Quaranta ha infine promesso: “Tornerò ad Altino e parlerò del vostro peperone dolce a Linea Verde".
“Sarebbe davvero un bel regalo, oltre che un volano importante per la promozione del nostro prodotto tipico”, ha commentato il presidente Scutti, ringraziando il noto giornalista per la calorosa partecipazione.

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Spoltore. Lo Spoltore batte il Delfino Flacco Porto 3-2 e accede così al secondo turno di Coppa Italia Eccellenza.

La gara. Al 22esimo gli ospiti passano in vantaggio. Saltarin di testa supera D’Ettorre che, con un colpo di reni, tenta di respinge la palla quando però la stessa aveva già varcato la linea di porta. Protesta l’estremo difensore di casa ma l’unica cosa che ottiene è un cartellino giallo. Gli uomini spoltoresi si buttano a testa bassa in avanti nel tentativo di raddrizzare la gara ma un super Falso respinge le conclusioni di Grassi prima, e Ranieri dopo. Lo stesso numero uno pescarese devia sulla traversa un missile terra aria di Filippo Di Pentima su calcio di punizione. Sugli sviluppi del calcio d’angolo Cabanyes, appostato sul primo palo, di testa beffa il portiere ospite. E al minuto 45 arriva il sorpasso firmato Fabrizio Grassi. Francesco Ranieri addomestica un bel pallone a centrocampo ed apre per il numero sette spoltorese che sfreccia verso la porta. Entrato in area di rigore il ‘sindaco’ con un finta manda a vuoto a Giannini e poi di destro piazza la sfera all’angolino, dove Falso non può arrivare. Dopo due minuti di recupero, decretati dall’ottimo Iannella della sezione de L’Aquila, le due squadre vanno al riposo con i padroni di casa in vantaggio per 2-1.

Nel secondo tempo lo Spoltore preme sull’acceleratore per cercare di chiudere subito la contesa. Grassi dalla sinistra, all'ottavo minuto, calcia a botta sicura. Falso respinge ma sulla ribattuta si avventa Ranieri che con freddezza realizza il 3-1. Subito dopo lo Spoltore sfiora la quarta rete sempre con gli scatenati Grassi e Ranieri, ma al minuto 18 sarà Calderaro ad accorciare le distanze con un tiro deviato da Zanetti. I portuali ci credono e spingono senza però creare grossi grattacapi a D’Ettore. Invece sarà lo Spoltore a sfiorare la quarta rete al novantesimo con un gran tiro di D’Intino respinto dall’estremo difensore ospite. E dopo sei minuti di recupero, dove non succede praticamente nulla, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Lo Spoltore accede al secondo turno mentre gli ospiti escono a testa alta. Da sottolineare le ottime prove di Mbodj, forse il migliore in campo in assoluto, Di Sabatino e un ottimo Sichetti, classe 2001 ma prestazione da veterano. E poi quei tre davanti: Grassi, Ranieri e Cabanyes insieme sono devastanti.

Spoltore-DelfinoFlacco Porto 3-2 (22′ Saltarin, 35′ Cabanyes, 45′ Grassi, 8’st Ranieri, 18’st Calderaro)

Spoltore: D’Ettorre, Sichetti, Di Pentima (25′ Ewansiha), Di Camillo,Mbodj, Di Sabatino, Grassi (22’st Bordoni), D’Intino, Ranieri, Cabanyes (17’st Sanz), Zanetti. A disposizione: Giangiacomo, Pompa, Buonafortuna, Gobbo, Palusci, Maggiore. Allenatore: Donato Ronci

Delfino Flacco Porto: Falso, Mastropietro (42’st Di Rosa), Sichetti S. Ligocki (6’st Calderaro), D’Incecco, Giannini, Saltarin, Di Norcia (15’st Tine), Comparelli, D’Alessandro (8’st Curri), Marcelli. Teraschi(8’st Brattelli) A disposizione: Di Felice, Rucci, Trisi, Pesce. Allenatore: Guglielmo Bonati

Terna arbitrale: Mauro Iannella de L’Aquila coadiuvato da Pierluigi Di Cerchio di Avezzano e Pierpaolo Salvati di Sulmona

Ammoniti: Di Sabatino, D’Ettorre, Di Camillo (S); Sichetti S. (DFP)

Recupero: 2’pt/6’st


Fonte: spoltorenotizie

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Chieti. Il Chieti F.C. cade all’Angelini e dice addio alla Coppa Italia. Il Miglianico passa 0 a 2 e ribalta il 2 a 3 subito nel match di andata, grazie alla doppietta dell’argentino Valdez che entra nel secondo tempo spacca la partita: prima si procura il rigore e lo realizza, mentre a tre minuti dal novantesimo firma di testa il gol del raddoppio che regala la qualificazione ai gialloblu. Grande rammarico in casa neroverde per la prima sconfitta davanti ai propri tifosi.

Marino dal primo minuto lancia tra i pali il classe 2000 Alonzi, Francis Delgado, Marwan e Terminiello, confermando il 4-3-3. Nel Miglianico allenato da Pesce sono gli esperti Battista e Orta con Di Donato a fare da chioccia ai tanti under presenti nell’undici iniziale. Il Capitano Martelli, fresco di rinnovo, si accomoda inizialmente in panchina. Sugli spalti una discreta cornice di pubblico nell’ultima domenica di agosto che si presenta fresca e nuvolosa.

Partita scialba in avvio con i neroverdi che fanno fatica a prendere le misure sul manto erboso rinnovato dalla società neroverde. Miglianico ben disposto in campo che imbriglia i portatori di palla teatini, che risultano leziosi e imprecisi dalla trequarti in su.

La prima annotazione di cronaca c’è al 10’ quando Ronzino è costretto ad abbandonare il gioco per uno scontro con un giocatore ospite: al suo posto Malandra. La prima vera occasione della partita capita sui piedi di Rodia che in velocità palla al piede entra in area e si fa ribattere il tiro da Rosano che si supera su Farindolini, che a sua volta sbaglia il più facile dei gol facendosi neutralizzare il tiro dal numero uno miglianichese. Tanto agonismo in campo e poche emozioni. La curva Volpi incita i Teatini in modo costante, mentre Cavacini fischia la fine del primo tempo.

Ad inizio ripresa dentro “El Tractor” Leccese al posto di Rodia per tentare di dare più brio in attacco. Qualche incursione interessante dell’attaccante argentino che prova a ravvivare una partita bloccata sullo 0 a 0. Al 60’ fiammata neroverde su angolo calciato da Miccichè per Delgado che si coordina perfettamente e prova la botta da fuori area: Rosano respinge con i pugni. Applausi della tribuna dell’Angelini per il bel gesto tecnico dell’esterno spagnolo. Nel frattempo inizia il walzer delle sostituzioni: nel Miglianico entrano Martelli e Valdez. Il Chieti prende coraggio e su punizione di Miccichè coglie la traversa da posizione centrale. Nel momento migliore neroverde, poco prima della mezz’ora, arriva l’episodio che riapre la qualificazione: Farindolini atterra proprio Valdez all’interno dell’area rigore, l’arbitro Cavacini assegna il penalty gialloblu. Dal dischetto Valdez batte Alonzi e porta in vantaggio il Miglianico. Nel finale Marino butta nella mischia Calvarese e Di Marco. Leccese spara alto a pochi metri da Rosano, mentre all’87’ su ribaltamento di fronte il Miglianico trova il gol qualificazione grazie alla testa di Valdez che gela l’Angelini. Miccichè da fuori area prova la preghiera che termina a lato. Si spengono qui le speranze dei neroverdi che al fischio finale a testa bassa si avviano sotto la Curva Volpi prima di abbandonare il rettangolo verde.

Tra sette giorni si torna in campo per l’inizio del campionato: domani pomeriggio a Francavilla Al Mare nello scenario di Palazzo Sirena verranno stilati i calendari.


IL TABELLINO:
CHIETI F.C. – MIGLIANICO 0 – 2 (0 – 0)
CHIETI F.C.: Alonzi,Ricci,Ronzino(10’pt Malandra),Terminiello,Marwan(80’st Calvarese),Pacella,Farindolini,Marfisi,Rodia(46’st Leccese),Miccichè,Delgado A disposizione: Salvatore,Marra,Centofanti,Cellucci,Di Ciccio Allenatore: Umberto Marino
MIGLIANICO: Rosano, Melillo, Grossi, Cinquino, Caniglia (58’st Martelli), Di Donato, Di Moia G.(80’st Morelli), Battista, Orta (90’st Cocco), Di Muzio (63’st Valdez),Polisena(79’st Falcone) A disposizione:Ferrara,Di Moia S.,Di Roberto,Pompeo Allenatore: Gianfranco Pesce
Marcatori: 72’st Valdez su rigore(M), 87’ Valdez(M)
Ammoniti:Marwan(C),Terminiello(C),Polisena(M),Farindolini(C)
Recupero: 1’pt – 5’st
Angoli: Chieti F.C. 2 – Miglianico 4
Arbitro: Cavacini di Lanciano (Caporali – Consalvo)
Spettatori: 400

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Pescara. “Pescara è rimasta comprensibilmente sconvolta dalla violenza subita ieri da una donna 39enne nell’area di risulta in pieno giorno. Una notizia diventata di primo piano sulle reti televisive nazionali, dove si è sentito l’eco di altri casi, da quello di Jesolo a quello di Catanzaro, non ultimo quello di Rimini, fatti tutti ugualmente atroci, che vedono nei panni di carnefici cittadini stranieri e anche due allievi poliziotti italiani, segno che la violenza non ha colore quando si scatena.

Dobbiamo mobilitarci contro la violenza, sia per quella che accade altrove che quando si manifesta a un passo da noi, come il fatto dell’area di risulta, un luogo attraversato da molti per prendere i mezzi pubblici o attraversare la città, fra il trafficato Corso Vittorio Emanuele il terminal degli autobus, dove la donna è stata raggirata e abusata da un uomo che voleva soddisfare i suoi desideri, trattandola come un corpo senza anima.

Dobbiamo aprire una riflessione sulla paura e sui reali rischi per le donne di una città che porta ancora le ferite aperte dei femminicidi che ha vissuto, ma che non ha mai avuto episodi così duri in quella zona e dove, al pari con il resto d’Italia, la violenza contro le donne si ripete con sempre maggiore frequenza.

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Pescara condanna quanto avvenuto e si stringe alla donna offesa nella sua dignità, manifestando una disponibilità piena a promuovere e sostenere iniziative volte a una maggiore tutela dei diritti femminili e all’incolumità di donne in ogni settore della loro vita, sia sul lavoro, che in casa, che per strada”. Lo ha affermato in una nota la presidente della CPO del Comune di Pescara, Tiziana Di Giampietro.

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Crecchio. Ieri a Crecchio è stato presentato in anteprima “NOI DI CRECCHIO anni 50-60 – tra ricordi e storia” di Clorilde Pierantoni edito da Il Torcoliere, un volume che offre al lettore una fotografia del paese nell’immediato dopoguerra e che recupera alla memoria storica l’intero mosaico della vita locale in quei difficili anni, prima del boom economico.

Davanti una folta platea, l’autrice, crecchiese di nascita, ha snocciolato tutti i temi trattati, partendo da un breve cenno della storia antica, descrivendo poi la natura di Crecchio, le botteghe, le case, la vita scolastica, i giochi, la parrocchia (in particolare la Prima Comunione e i Matrimoni), le feste religiose, le tradizioni del paese e delle frazioni, le attività economiche (artigianato, commercio, agricoltura, trasporti), i divertimenti, gli uffici pubblici, l’assistenza medica e infine i crecchiesi nel mondo.

Clorilde Pierantoni ha pensato bene di intervallare l’illustrazione dei vari capitoli con video delle numerose foto pubblicate e accattivanti musiche degli anni ’60. In questa carrellata sono stati passati in rassegna tutti i personaggi dell’epoca del paese, suscitando grande interesse nel pubblico presente. Era come se l’orologio del tempo si fosse fermato!

Oltre agli unanimi consensi sul volume, ora molte persone chiedono di avere copia dei video.

L’autrice ha promesso che a breve il materiale raccolto può essere montato in modo diverso, con aggiunta di voce narrante e altre immagini, per la realizzazione di un DVD che racconti l’intera vita crecchiese nel dopoguerra.

In apertura il sindaco Nicolino Di Paolo, l’assessore alla cultura Daniela Procida e l’autore della prefazione Ettore Mancinelli hanno avuto parole di elogio per l’autrice. Ha moderato Rocco Di Scipio.

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Domenica, 26 Agosto 2018 00:00

Lo sprinter Giuseppe D'Angelo

Vasto. Lo sprinter Giuseppe D'Angelo , 54 anni di Vasto, in sole 3 stagioni è tornato a essere competitivo e a segnare record su record sulle piste italiane ed europee. L'atleta vastese ha ripreso a prepararsi dopo oltre 30 anni di assenza dalle competizioni agonistiche con il supporto di Peppino di Pasquale e dallo scorso ottobre è seguito dal coach Fidal Roberto Ragonese che ne sta curando l'evoluzione tecnica e motoria. D'Angelo è affiliato Asd Us Aterno Pescara e gareggia sui 60,100 e 200 metri che gli hanno permesso di conquistare la medaglia di bronzo nei campionati Italiani indoor con la staffetta 4×200 di società. Nel suo palmares conta tre primi posti a livello interregionale centro Italia, sedicesimo a livello nazionale quest'anno a fine categoria e ventisettesimo europeo. I suoi personali sono 8.10" sui 60 metri, 12.80" sui 100 e 27.09 sui 200. Il prossimo appuntamento che chiuderà la stagione 2018 sarà il Campionato Mondiale a Malaga (Spagna) dal 4 al 16 settembre prossimi dove D'Angelo è iscritto alle gare dei 100 e dei 200. "Il prossimo anno - afferma D'Angelo- sarà molto importante con il passaggio alla categoria M55 e spero con il massimo impegno e sopratutto la raffinata guida del coach Ragonese di risalire alcune posizioni nel ranking nazionale e internazionale". D'Angelo ha indossato la maglia azzurra ad Ancona nel 2016 ai Campionati Europei Indoor, nel 2017 ad Aharus in Danimarca nel 2017 e lo scorso marzo a Madrid.
Per il contributo ricevuto per il prossimo e primo impegno mondiale, D'Angelo ringrazia Francesco Menna, Alfonso Ottaviano, Antonella Marrollo, la palestra Energy Life, l'ottica Vincitorio, Bontà Di Fiore e Carmine Torricella.

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Pescara. "Per un antifascismo non partitico, ma dei diritti universali bisogna cominciare dalla coerenza storica.

Di fronte allo “sdoganamento” in corso di tutto il nefasto armamentario retorico e comportamentale dei neofascisti, assisi anche nelle aule parlamentari e nei Ministeri della Repubblica, nello stillicidio quotidiano di intimidazioni, minacce ed azioni violente razziste e revansciste, come, da ultimo, le dichiarazioni dell'On. leghista abruzzese Giuseppe Bellachioma, l'acquitrinio purulento del neofascismo va prosciugato.

In che modo ? Con la vigilanza, la militanza antifascista dei luoghi della socialità, con la determinata rivendicazione dell'applicazione delle leggi, ma anche e soprattutto con le iniziative culturali e formative. Queste ultime, nel lungo periodo, possono recidere la mala pianta dell'autoritarismo che sta accerchiando la fragile democrazia repubblicana italiana occupandone ambiti istituzionali e possono prevenire la deriva delle “rimozioni” e dei “giorni alterni” nei quali indossare, all'occorrenza, il fazzoletto rosso da combattimento dei partigiani. Da questo punto di vista, s'apprezza l'impegno dichiarato del Sen. D'Alfonso il quale, superando palesi "contraddizioni" manifestate in altre circostanze ed il torpore, sembra essere stato "folgorato sulla via di Damasco" e ravveduto sull'antifascismo.

L'ANPI, altresì, esorta alla coerenza pubblica di tutti coloro che hanno responsabilità politico-amministrative e/o istituzionali facendo divergere le ansie elettoralistiche e di consenso da discorsi ed azioni che siano prodotto, non tardivo, genuino e concreto, di una visione democratica della vita associata in grado di unire la memoria del 25 Aprile 1945 al quotidiano dei giorni attuali, senza che si acquieti l'antifascismo in una confederazione di interessi d'affermazione partitica o personale e in una conflittualità meramente legale". Si legge così in una nota del Comitato Provinciale Anpi Pescara “Ettore Troilo”.

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Domenica, 26 Agosto 2018 00:00

Regione verde o nera

L’Abruzzo: territorio affascinate, ambienti vergini, storie da scoprire, patrimonio da godere; un popolo pronto ma politiche arrugginite con orizzonti chiusi e tristi. Giunge sempre l’opportunità di una svolta, la vera svolta, quella che però fallisce dopo ogni insediamento. Puntualmente ecco la solita trama; qualche buon provvedimento, qualche impegno assecondato, leggi e leggine pronte all’occorrenza, ma tutto fila dritto lungo lo stesso binario, quello della consolidata continuità con il passato con le solite promesse disattese, con i soliti discorsi triti e ritriti, con i soliti desolanti fallimenti.

Pace, Del Turco, Chiodi e D’Alfonso: ultime rappresentazioni di un’unica storia, quella dell’Abruzzo Regione Verde dalle mille risorse, mille possibilità, mille ricchezze che puntualmente fallisce e ripiomba nell’ombra di un passato che non passa mai. Abruzzo Regione Nera, dalle mille storiacce e bruttezze che puntualmente si materializzano in tutta la loro orrida rappresentazione cancellando ogni residua speranza d’affrancamento da quel presente immanente che intristisce e demoralizza.

Populismi inutili, oclocrazie ed urlocrazie dannose in ogni caso, l’unica vera certezza adesso non può che risiedere in un’azione di svolta decisiva che dall’alto possa squarciare il velo oscuro che opprime e deprime ogni viva speranza di cambiamento. La fiducia in una luce che possa irrompere dall’alto per illuminare i più reconditi angoli di questo incredibile territorio per poter offrire quell’energia necessaria al germoglio d’ogni agire utile e fecondo per ambire a quel paradiso di Regione Verde, sogno e realtà d’ogni uomo forte e gentile. Quale futuro per questa terra mortificata ...?

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Vasto. Il concerto di Ada Montellanico in programma questa sera alle ore 22:00 ai Giardini d 'Avalos, per Ladies in Jazz Vasto, è posticipato al 27 settembre prossimo a causa delle condizioni meteo avverse.

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Pescara. Una dotazione di telecamere di video sorveglianza capillare e funzionante, illuminazione pubblica adeguata e ronde di polizia costanti in tutto il quadrilatero della stazione. Sono queste le iniziative promosse dal consigliere Domenico Pettinari del M5S, Vice presidente commissione Sicurezza Sociale in Regione Abruzzo che interviene sul caso del brutale stupro avvenuto ieri nel primo pomeriggio in zona stazione. “Quello che è successo ieri a Pescara in pieno giorno è intollerabile" afferma "Pescara deve rispondere immediatamente con interventi concreti per contrastare le azioni illecite, che nella zona antistante la stazione stanno diventando sempre più preoccupanti. Una vetrina ignobile per i turisti che arrivano con treno o autobus. Una zona d’ombra per i residenti che devono aver paura di passare nello snodo centrale dei mezzi pubblici anche in pieno giorno. L’area è una colata di cemento che in alcune zone si trasforma in una terra di nessuno. Lo stupro di ieri, fermato grazie ai cittadini che sono intervenuti e alle forze di polizia accorse sul luogo, è l’ultimo gravissimo atto in termini temporali, ma in quelle zone c’è costantemente spaccio, bivacco di alcolizzati e drogati. Un angolo di degrado che fa sentire autorizzato chi delinque a prendere una donna in pieno giorno buttarla per terra con violenza e abusarne. Non è tollerabile ed è assurdo che l’amministrazione comunale non muova un dito davanti al proliferare della criminalità a due passi dal cuore della città. Il terminal bus è un luogo frequentato da cittadini anziani e dai minorenni che si muovono con gli autobus. Tra qualche giorno inizierà nuovamente la scuola, e il terminal sarà invaso dai ragazzi che si muovono con mezzi pubblici per raggiungere gli istituti. Ci aspettiamo una risposta ferma ed immediata da parte del Sindaco. Inoltre è ora che si lavori sulla riqualificazione di quelle zone, il decoro urbano è un deterrente per chi delinque e restituisce alla parte sana della città i luoghi che per ora sono inaccessibili a causa del degrado. Mi auguro che chi ieri ha commesso un atto così brutale sia punito dalla giustizia senza nessuna attenuante. Allo stesso modo mi auguro che Pescara non abbia più zone d’ombra in cui l’illegalità fa da padrona” conclude Pettinari.

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