Articoli filtrati per data: Martedì, 01 Gennaio 2019

San Salvo. “Vi aspetto tutti sabato 5 gennaio, dalle ore 18.00 per l’inaugurazione del nuovo “Fit5 – Studio del Movimento”, a pochi metri dalla sede attuale, in via Sandro Pertini, a San Salvo”.Esordisce così la titolare, Lida Pesaresi – nell’annunciare la realizzazione, dopo quattro anni di attività, del sogno di creare nuovi spazi, in un ambiente completamente rinnovato, dove restano costanti la professionalità e lo stare al passo con le evoluzioni delle esigenze di benessere, ma numerose saranno le novità, prima fra tutte un sistema di recupero, deumidificazione e sanificazione dell’aria, fondamentale per una struttura con spazi molto ampi. “Sarà tutto diverso, ma come prima, meglio di prima – afferma Lida. Saranno tantissime le innovazioni che s’innesteranno nello Studio, sulle discipline, sugli allenamenti e sul fronte benessere a 360 gradi: nell’ambito del pilates, di cui “Fit5 – Studio del Movimento” è diventato centro di formazione per la Federazione Italiana Pilates e Benessere Psicofisico, lo studio si è arricchito di nuovi attrezzi come le Springboard e la Ladder Barrel  che, insieme ai grandi macchinari già presenti, lo renderanno ancor più esclusivo e quindi in grado di soddisfare a pieno le esigenze dei praticanti; con nuovo anno iniziamo percorsi di training in mini-gruppo sotto la guida di un personal trainer motivatore che seguirà direttamente gli allievi con allenamenti specifici, mirati e personalizzati, fino al raggiungimento dell’obiettivo finale scelto e condiviso; nel campo del benessere psico-fisico e della cura naturale di molti disturbi della vita moderna, proponiamo il lavoro sinergico del psicoterapeuta e del dietista che lavoreranno assieme ad un percorso di dimagrimento per fornire ai partecipanti, tutti gli strumenti necessari per diventare protagonisti principali di un cambiamento consapevole e totalizzante; sempre nello stesso campo ampio spazio avrà l’osteopata, figura praticante una medicina non tradizionale che utilizza tecniche manuali non invasive, attraverso le quali è in grado di innescare i processi di autoguarigione di è cui naturalmente dotato l’organismo; sarà presente come protagonista la scuola di danza ad indirizzo professionale Style Dance di Campobasso, con la direttrice Sara Aniello mentore della Royal Academy of Dance di Londra che preparerà le allieve nel percorso studi ed esami secondo il livello maturato”. Per informazioni contattare “Fit5 – Studio del Movimento” ai numeri 0873547926, 3890135587, oppure tramite mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Fossacesia. Il Comune di Fossacesia, sta provvedendo a distribuire i calendari relativi alla raccolta differenziata per l’anno 2019 attraverso il quale potrà essere seguito e rispettato il servizio nel territorio cittadino eseguito della EcoLan. Il programma per i prossimi 12 mesi del nuovo anno è a disposizione dei cittadini presso lo sportello della società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti urbani, aperto tutti i sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00,(piano Terra del Municipio - entrata da Piazza Fantini) e presso il centralino del Comune di Fossacesia, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 ed il martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.00. Il calendario è inoltre consultabile sul sito istituzionale e sulla pagina Facebbok del Comune di Fossacesia. “La nostra Città ha compreso quanto sia importante lo scopo di praticare una buona differenziazione dei rifiuti – sottolinea in una nota l’Amministrazione Di Giuseppantonio -. D’altro canto, sia per i dati conseguiti nel 2016, che nel 2017, Fossacesia, per due anni consecutivi, è stata premiata da Legambiente come Comune Riciclone. Lo scorso anno abbiamo raggiunto la quota di raccolta differenziata pari al 85,4%. Mettere in condizione i cittadini di poter essere informati per poter ridurre ulteriormente la quantità di rifiuti è un obiettivo sul quale dobbiamo lavorare tutti. La EcoLan, dal canto suo, con la pubblicazione del calendario, contribuisce a rafforzare l’impegno dei cittadini, ricordando con poche e semplici regole come dev’essere eseguito il corretto conferimento dei propri rifiuti. Solo così potremo raggiungere nuovi e più lusinghieri obiettivi nell’interesse della nostra Città e del nostro territorio”.

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Montesilvano. Questa mattina il sindaco, Francesco Maragno, e l’assessore alla Polizia municipale, Valter Cozzi, hanno fatto visita al comando dei vigili per portare il proprio saluto e quello di tutta la città.

E’ stata anche l’occasione per rivedere le immagini dell’arresto, riprese da una telecamera in strada, avvenuto nei giorni scorsi, sul tratto di riviera all’altezza di via Petrarca. L’ambulante abusivo, poi arrestato, ha aggredito un vigile che ha avuto una prognosi di 5 giorni.

«Siamo molto soddisfatti del lavoro che i nostri agenti svolgono ogni giorno sul territorio», ha detto il sindaco Maragno, «l’attività di contrasto all’abusivismo commerciale è continua e svolta con grande professionalità anche se talvolta ci si trova di fronte a persone senza scrupoli. Anche oggi, giorno di Capodanno, la Polizia municipale svolge la propria attività di tutela della sicurezza dei cittadini con la consueta operosità. Il loro impegno è, quotidianamente, a 360 gradi, dal contrasto all’abusivismo commerciale alle situazioni di degrado e di illegalità oltre che agli ordinari controlli stradali e nei mercati. L’impegno della mia giunta ci sta dando ottimi risultati, con una notevole diminuzione dei fenomeni di illegalità nella nostra città. Ovviamente, nel 2019, continueremo la nostra linea di intransigenza contro i venditori abusivi. Montesilvano, per loro e per chiunque delinque, non è una città accogliente. Ai nostri vigili, invece, va il mio più caloroso ringraziamento anche a nome della nostra comunità».

La notte di San Silvestro e la mattinata di oggi, per fortuna, non hanno fatto registrare particolari emergenze nel territorio cittadino.

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Chieti. È venuta alla luce a Vasto la prima nata del 2019 in provincia di Chieti. Si chiama Aurora, pesa 3 kg ed è la terzogenita di Laura Di Carlo e Antonio Chiavaro residenti a Gissi. Al parto, avvenuto alle ore 9.47, hanno assistito le ostetriche Carmen Cannavacciuolo e Maria Battista, l'infermiera Angela Gaspari e i medici Maria Pina Sassi e Angelo Marchesani. Il 2018 si è concluso, sempre a Vasto, con un maschietto di nome Carmine nato alle ore 13.13 del 31 dicembre, per la felicità della mamma Francesca La Barbera e del papà Giovanni D"Onofrio, di Ururi.

Il nuovo anno non ha invece portato in dono bimbi a Lanciano e Chieti, dove le attenzioni si concentrano sugli ultimi nati del 2018. Che al "Renzetti" si è chiuso con la nascita di una tenerissima piccina chiamata Marianeve Teresa, che ha riempito di gioia mamma Anita Sciorra e papà Marco Di Lillo. Al "SS. Annunziata" alle ore 23.41 della notte di San Silvestro Caterina Di Falco ha dato alla luce un bellissimo maschietto di 3,6 kg di nome Leonardo.

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Roma. "Il ministro delle Infrastrutture Toninelli ha bloccato i pazzeschi aumenti tariffari previsti per l'A24-25. Quello che era stato promesso ai cittadini è stato fatto. Ma è chiaro che così non si può continuare. Perché il problema si riproporrà sino a quando resteranno in vigore le clausole previste dall'attuale meccanismo che determina la formazione delle tariffe. Meccanismo che va rivisto ridiscutendo la concessione in corso. Una concessione che ha ridotto le due autostrade in condizioni di sicurezza penose. E che a causa dello stato allarmante di ponti, gallerie e frane potrebbe rendere necessaria, così come scritto in alcuni documenti ministeriali, persino la chiusura a breve. Per questo ai cittadini vanno dette parole chiare. In questo modo non si può continuare. E' arrivato il momento di prendere atto del fallimento totale delle strombazzate privatizzazioni. In nome delle quali governi fallimentari e politici compiacenti hanno permesso per un ventennio e sino a pochi mesi fa ai concessionari di fare il bello e cattivo tempo. Incassando profitti mostruosi e socializzando le perdite. Un lusso che la buona politica e le tasche dei cittadini non possono più continuare a tollerare".  Così il Senatore Primo Di Nicola.

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L'Aquila. "Con il Consiglio Regionale di ieri si è conclusa, ingloriosamente, la gestione del governo di centro sinistra della Regione Abruzzo.
È stato solo grazie al senso di responsabilità del consigliere regionale Mario Olivieri che, pur in netto dissenso con il centro sinistra, ha assicurato il numero legale, indispensabile per approvare il bilancio ed evitare la gestione provvisoria, che sarebbe stata disastrosa per i cittadini abruzzesi.
Al consigliere Olivieri va il ringraziamento di quanti, come la sottoscritta, hanno a cuore le sorti della nostra Regione.
Ai cittadini abruzzesi chiediamo invece di tenere a mente ciò che è riuscito a fare D’Alfonso & C., polverizzando la maggioranza di centro sinistra e le speranze di quanti lo avevano votato, e realizzando la peggiore gestione che abbia mai avuti la regione Abruzzo". dice Angelica Bianco, segretario regionale della Democrazia Cristiana. Chiusa la lista Dc, Udc dei candidati e limati i programmi siamo pronti per iniziare un cammino di rinnovamento per l' Abruzzo.

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Chieti. "Apprendo da notizie di stampa dell'apertura di una ipotesi di procedimento penale da parte della Procura della Repubblica di L'Aquila, che viene attribuito ad uno dei miei almeno sei esposti relativamente al "famoso" project financing del nuovo Ospedale di Chieti. Sotto osservazione sarebbero finite le due DGR, la n. 540/2017 e la n. 495/2018, per la mancata sottoscrizione per attestazione di parere favorevole delle stesse da parte del Direttore Muraglia e sulla efficacia della sottoscrizione da parte del Direttore Generale dott. Rivera. Sempre dalla stampa apprendo dell' esistenza, mai resami nota, nonostante avessi fatto richiesta più volte di tutta la documentazione utile sulla questione, di una lettera del 18.07.2018 da parte del Direttore Muraglia che attesta la "condivisione del provvedimento n. 495/2018", documento peraltro che porta "stranamente" correzioni sul n. di procotollo e su cui chiaramente farò accesso agli atti". Queste le dichiarazioni di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e Presidente della Commissione di Vigilanza.

"Orbene ritengo di precisare in primis che le DGR oggetto d'indagine sono ben due e non una sola, ma soprattutto non sfugge a chi, chiaramente, in buona fede conosce l'iter amministrativo-burocratico, nella formazione degli atti deliberativi e delle relative responsabilità civili e penali, le conseguenze derivanti dalla sottoscrizione o mancata sottoscrizione degli stessi. Le DGR in questione sarebbero dovute nascere, o meglio partire, dalla Direzione Regionale Sanità, sarebbero dovute essere "estese" da un responsabile titolato, mentre sono scritte da un soggetto non titolato, l' addetta alla Segreteria del Presidente D'Alfonso (che poi risulta essere la moglie di altro segretario, cioè di E. Del Vecchio), poi sottoscritte dai Dirigenti del Dipartimento, e non lo sono (!!!), e poi dal Direttore del Dipartimento stesso, dott. Muraglia, il tutto prima di essere sottoposte all'approvazione della Giunta. In questi casi la firma del Direttore Generale si rende necessaria solo in assenza delle precedenti sottoscrizioni perché gerarchicamente assorbente. Orbene a nulla vale la "dichiarazione" resa alla stampa di mancata sottoscrizione per assenza, men che meno valore giuridico, civile e/o penale ha la sottoscrizione di una lettera, peraltro successiva, di semplice "condivisione" di una sola (la 495/2018) delle due (e non anche della 540/2017) delibere, che è cosa ben diversa dall'esprimere "parere favorevole" su una delibera di Giunta che assume efficacia nei confronti di terzi e che, per chi la sottoscrive, comporta una responsabilità amministrativa e contabile, con eventuali conseguenze anche di natura penale. Peraltro - prosegue Febbo - nei miei diversi esposti, non solo sulla questione project financing, ho anche contestato la validità e legittimità della firma del dott. Rivera poiché, secondo una recente sentenza del Tribunale Civile - sezione lavoro - di L'Aquila, lo stesso non avrebbe i titoli per ricoprire l'incarico di Dirigente, figuriamoci quello di Direttore Generale, tant'è che anche su questa questione sembrerebbe stia indagando la Procura. Quindi ben due sono gli atti deliberativi da verificare (e non uno) e analizzare con attenzione sin dalla stesura, sia per la ipotesi di falso e sia per la efficacia giuridica e amministrativa degli stessi.

"Chiaramente di tutto ciò - conclude Febbo - renderò dichiarazione alla Procura prima che la stessa decida e, non mi sembra ricorrano gli estremi, per una eventuale archiviazione".

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Pescara. “Il CAS di Loreto Aprutino è stato definitivamente chiuso. Dopo i due nostri esposti alla Procura della Repubblica per le problematiche riscontrate nella struttura, in cui già dal 2017 abbiamo denunciato la situazione di totale caos in cui vivevano gli immigrati ospitati, la Prefettura ha disposto lo svuotamento del Centro, situato in Tenuta Borgo Cancelli, con il relativo trasferimento dei presunti profughi in altre strutture, ci auguriamo in condizioni di vita più dignitose. Esprimendo dunque piena soddisfazione per il risultato raggiunto, comunque attendiamo l’esito delle indagini successive ai nostri esposti: nel secondo, in particolare, abbiamo riportato le segnalazioni ricevute dai residenti, secondo i quali sembrerebbe che ogni mattina alcuni pulmini si presentassero nella Tenuta per caricare gruppi di presunti profughi e portarli a lavorare non sappiamo bene dove. Una procedura che ci è parsa assolutamente anomala e, se confermata, meritevole di un approfondimento giudiziario e prefettizio: se i giovani accolti nella struttura erano infatti richiedenti asilo, qualcuno deve ancora spiegarci se sia stato legittimo impiegarli per lavorare e soprattutto se sia stato legittimo pagarli o, piuttosto, se tale attività non somigliasse sempre più a quella di un ‘caporalato’ di ultima generazione”. Lo hanno annunciato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e il consigliere comunale di Loreto Aprutino Antonello Delle Monache che, già dall’agosto del 2017, hanno sollevato la problematica.
“Nell’agosto 2017 – hanno ricordato il Capogruppo Sospiri e il consigliere Delle Monache – abbiamo scoperchiato un vero ‘vaso di Pandora’ nella zona di contrada San Desiderio, sul territorio di Loreto Aprutino, a 100 metri dal confine con Pianella: all’interno di un Agriturismo, Tenuta Borgo Cancelli, erano stati ospitati presunti profughi in un numero che ci è sembrato subito abnorme rispetto alle reali potenzialità della struttura. Come rilevato, all’epoca, in un sopralluogo effettuato dalla Polizia municipale, oltre una settantina di ragazzi di diverse etnie uscivano da ogni angolo, con materassi sistemati dentro un fienile da cui uscivano persone appena sveglie, in barba a qualunque norma igienico-sanitaria. L’Agriturismo peraltro si compone di mini-cottage sparsi per la campagna dove, al massimo, ci saranno due o tre posti letto, ma all’interno di ciascuno di essi è stata verificata anche la presenza di dieci presunti profughi affacciati e dunque ci siamo chiesti dove potessero dormire. Inoltre ci siamo chiesti dove potessero mangiare gli immigrati visto che nella struttura non siamo riusciti a trovare una sorta di salone-mensa-ristorante, e questo ci ha lasciato presupporre che i ragazzi mangiassero seduti sui letti o all’aperto. Raccogliendo anche le voci e le preoccupazioni dei residenti abbiamo aperto il ‘caso’ Loreto Aprutino – hanno proseguito il Capogruppo Sospiri e il consigliere Delle Monache -, inviando note ufficiali al sindaco, per sapere se fosse a conoscenza della presenza, sul suo territorio, di un piccolo agriturismo in cui venivano ospitati presunti profughi in un numero almeno 3 o 4 volte superiore rispetto alle capacità della struttura stessa, e poi la Prefettura e, infine, un esposto in Procura per segnalare la situazione sicuramente anomala. Nel frattempo la Prefettura ha emanato un nuovo bando per l’accoglienza al quale sembra che la cooperativa che gestisce la Tenuta di Loreto Aprutino non abbia ricandidato la struttura quale centro di accoglienza. Tuttavia l’esito del bando è stato impugnato con alcuni ricorsi al Tar che hanno congelato la procedura e hanno imposto alla Prefettura di concedere una proroga ai CAS attualmente in attività, compreso quello di Loreto Aprutino, che dunque ha continuato a operare nelle stesse condizioni. Lo scorso novembre nuovi dettagli hanno aggravato la situazione – hanno aggiunto il Capogruppo Sospiri e il consigliere Delle Monache -: dal racconto di alcuni cittadini, sembrerebbe infatti che ogni mattina nella Tenuta arrivassero macchine e pulmini per caricare i presunti profughi, accompagnarli a lavorare e poi riportarli la sera. Tale rivelazione ci ha lasciato sconcertati sollevando una lunga serie di interrogativi, ovvero: chi, se fosse vero, ha autorizzato l’impiego professionale di presunti profughi richiedenti asilo? In quali mansioni e dove viene utilizzata tale manodopera? E i presunti profughi impiegati percepiscono uno stipendio, una indennità, un rimborso spese e in quale misura? Personalmente abbiamo sollevato più di un dubbio di legittimità sulla vicenda che, francamente, ci ha riportato la mente a una sorta di ‘caporalato’ di nuova generazione e, in qualità di pubblici amministratori, abbiamo chiesto chiarimenti alla Prefettura in primis e, subito dopo, abbiamo presentato il secondo esposto alla Procura. Ora la svolta: il CAS di Loreto Aprutino, su disposizione della Prefettura di Pescara, è stato definitivamente svuotato e chiuso, con il relativo trasferimento delle decine e decine di presunti profughi ospiti in altre strutture. Un provvedimento che conferma in maniera chiara i nostri dubbi e le nostre perplessità circa la legittimità di quel Centro e sulla necessità di restituire dignità alle persone presenti nella Tenuta. Ovviamente continueremo a tenere alta l’attenzione sulla problematica e anche sulla gestione degli altri CAS ancora aperti nella nostra provincia, nell’attesa di conoscere gli esiti dei nostri esposti che, evidentemente, hanno scoperchiato un pentolone in ebollizione”.

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Pescara. Si svolgerà domani, nella parrocchia del Cristo Re Gesuiti, in via del Santuario, alle ore 18.30, la celebrazione della Santa Messa in memoria dell’onorevole Nino Sospiri, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture, a 13 anni dalla scomparsa, avvenuta il 2 gennaio 2006.

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Nel ricevere il libro per l’ormai consolidato e atteso appuntamento conGoffredo Palmerini, siamo all’ottavo, il titolo nobileGrand Tour a volo d’Aquila (One Group Edizioni, L’Aquila, novembre 2018),immediatamente cattura la nostra attenzionecon due forti richiami.Il primo,immediato, fulmineo,non poteva non andare ai secoli dei grandi viaggiatori che dalla fine del Seicento si riversarono in Italia assetati di cultura e conoscenza, viaggi tramandati dalla storia con l’appellativo diGrand Tour.

“Il Grand Tour ha una identità sovranazionale che riluce soprattutto negli spiriti più alti che vissero questa esperienza e tale carattere cosmopolita è un dato costitutivo fin dalle origini […], l’Italia è la terra di Dante, Petrarca, Machiavelli, di Michelangelo e Raffaello, di Vivaldi, di Galileo […], l’Italia è a un tempo Parnaso e Campi Elisi e terra delle Esperidi. E Roma costituisce il centro di questo viaggio” (Cesare De Seta, Vedutisti e viaggiatori in Italia tra Settecento e Ottocento).

Il secondo richiamo riguarda il termine Aquila, vocabolo dal valore polisemico e metaforico. Alfredo Cattabiani (1937-2003), valente scrittore e studioso delle tradizioni popolari, nel suo libro Volario sulla mitologia degli esseri alati, riportò diverse leggende sull’uccello/aquila e le sue capacità di rigenerarsi, riprese soprattutto dagli indiani del Nord America. Una di queste narra la necessità, quando è giunta la vecchiaia, di abbandonare i propri luoghi e di volare su in alto fino al sole che brucia le penne e oscura la vista per poi tuffarsi in picchiata per tre volte nell’acqua, rigenerarsi e volare verso nuovi incontri. EL’Aquila, la città di Goffredo, la nostra terra!

Così da queste annotazioniil pensiero si sposta ad altri viaggi, ad un’altra Italia, a quell’Italia che ha avuto Le ali per andare, le radici perrestare, come da un’intervista concessa dal nostro autore alla giornalista Valentina Di Cesare, a quelle donne e a quegli uomini orgogliosi della loro terra d’origine, fuori e dentro confine, dove nella quotidianità esprimono storie di rigenerazione e di ricchezza umana, di eccellenza e di cultura, di dialogonei valori fondanti della pace e dell’amore secondo la significativa Presentazione di HafezHaidar, di speranza edi accoglienza come dalla profonda Prefazione di Tiziana Grassi per “ quegli occhi ci riguardano” riferita a Josefa e a tutti gli emigranti che giungono sulle nostre coste.Quindi un Grand Tour a volo d’Aquilache si dispiega in oltre 350 pagine e che ci porta a viaggiare con l’autore per conoscere, per riflettere, per legare il nostro tempo con il nostro passato e il nostro futuro.

Questo ed altro ancora è il libro davanti a noi nel quale si dipana il filo della vita con narrazioni di oggi e di ieri, di persone e di luoghi, di gioie e di tragedie, di successi e di resilienze, un lungo percorso di attualità e di memoria nel quale il ricordo è il nostro presente, per richiamare una frase del grande poeta messicano Octavio Paz, Premio Nobel per la letteratura nel 1990.Allora apriamo il volume e con attenta lettura seguiamo le pagine che ci conducono in terre lontane e vicine Alla scoperta delle meraviglie del Belpaese dentro e fuori confine, come recita il titolo di ogni capitolo e nel quale confluiscono personaggi, avvenimenti, luoghi.

Significativamente, le prime pagineriportano il discorso che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella tenne agli Italiani d’Argentina nel maggio del 2017 durante la sua visita. Oltre a ricordare pezzi di storia dell’emigrazione, dei sacrifici affrontati, “dell’altro oggi”,Mattarella parlò di “una nazione fuori dalla nazione” nel considerare i circa 26 milioni emigrati dal 1875 al 1975 che arrivano a 80 milioni tra i pionieri, i figli, i nipoti e i pronipoti di diretta appartenenza e discendenza italiana (“sangue italiano” specificato da Palmerini nell’intervista rilasciata a Valentina Di Cesare). Concetto più volte ripreso dall’autore e ampliato in una lettera diretta al Capo dello Stato in occasione della sua venuta a L’Aquila nel giugno successivo con la richiesta di inserire la storia dell’Emigrazione nei programmi di studio anche “per riportare l’Italia dentro i confini con l’altra Italia, persino più numerosa”, quell’altra Italia che ama la terra d’origine e rifugge dall’acredine di parlarne male come spesso avviene dentro i confini nazionali. Purtroppo in Italia c’è stata la rimozione del fenomeno migratorio e della sua storia dolorosa (Intervista a Goffredo Palmerini di Valentina Di Cesare). Quindi la necessità di costruire quei ponti che possano far conoscere, unire e tramandare la storia e la forza di “un Noi inclusivo, non contrapposto al voi, dell’Altro tra noi, dell’Altro parte di noi” l’altro di oggi che arriva da terre affamate, l’altro di ieri che eravamo noi, come Tiziana Grassi nella sua Prefazione.

Le pagine scorrono e ogni parte offre tesserine preziose: amicizie vicine e lontane, luoghi da ammirare, avvenimenti da celebrare o ricordare. Palmerini, ambasciatore in un mondo globale, raccoglie esperienze e le trasmette.Quanti personaggi e quanti ricordi escono dalle narrazioni, quante terrericche di cultura, di bellezza, di sapori vengono esplorate, quanti fatti di diversa natura sono disseminati! È difficile tenerne il conto, solo esempi possono illuminarne il percorso. In una soggettiva e arbitraria suddivisione tematica è possibile enucleare tre aree di lettura che continuamente si sovrappongono: amicizia e memoria, conoscenza e sapienza, vicende umane.

AMICIZIA E MEMORIA
Tra le pagine troviamo gli “ambasciatori dell’Italia e della sua cultura” (Filippo Baglini, Letizia Airos, Ottorino Cappelli) che a Londra e a New York sono i fondatori di un sistema Italia multimediale per la conoscenza e la diffusione della nostra cultura, a dimostrazione che la fuga dei cervelli è da valorizzare nell’assetto di un mondo globale.Incontriamo donne come Laura Benedetti, Maria Assunta Accili, Ada Gentile, Daniela Musini, valori dell’Italia nel mondo oppure il ricordo di Maria Grazia Cutuli, giornalista coraggiosa perita in Afghanistan edell’aquilana Amalia Sperandio, pioniera della fotografia a cavallo di due secoli.

La storia leggendaria e tragica di Rodolfo Zanni, geniale compositore di origine abruzzese, sparito a soli 26 anni nell’Argentina dei colonnelli, si accomuna al ricordo doloroso delle due uniche vittime durante l’operazione tedesca per la liberazione di Mussolini al Gran Sasso: il carabiniere Giovanni Natale e la guardia forestale Pasquale Vitocco.Poi gli amici scomparsi: Constantin Udroiu, il grande artista rumeno a cui è dedicato il libro e Ludovico Nardecchia con cui l’autore ha condiviso pezzi di storia aquilana.E come non citare il tratteggio di Mons. Orlando Antonini e del suo pensiero per L’Aquila della ricostruzione e del domani, oppure le riflessioni di Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e frequente ospite della comunità di Paganica, sulla gioia di vivere nella letizia della condivisione. Infine e non ultimo il grande drammaturgo Mario Fratti, mentore dell’Abruzzo e dell’Aquila nel mondo, le pagine a lui dedicate risplendono di amicizia e di amore.

CONOSCENZA E SAPIENZA
Percorrendo le strade del Belpaesetra minuscoli borghi quasi dipinti da maestri del Rinascimento e città dalle bellezze nascoste,mentre i raggi del sole fanno scintillare le onde del mare e dei laghi “trapuntati di vele”, o si poggiano sui declivi delle colline e illuminano le alte vette, la pennadell’autore offre al lettore un susseguirsi continuo di meraviglie, un connubio inseparabile di arte, cultura, spiritualità, gastronomia, tradizioni. Conoscenza e sapienza sono l’inchiostro a cui Palmerini attinge per ogni sosta o passaggio del suo viaggioche inizia sul magazinei-Italy NY 2016, primo servizio sulle regioni italiane per interessare i lettori americani alle meraviglie del Belpaese. Solo la lettura può dare l’idea di come l’autore alimenta il suo percorso. Le prime immagini sono dedicate alla sua regione: “[...]scrigno inesauribile di tesori d’arte, d’antiche tradizioni ricche di suggestione, d’una grande varietà di sapori […], ricco di boschiè l’Abruzzo, incontaminata la natura […], lo raccontano in pagine stupende letterati e viaggiatori […], dalle dritte pareti del Gran Sasso […], agli altipiani […], dagli incantevoli borghi […], alle meravigliose città d’arte, dai laghi alle mutevolezze delle colline […], dalle ampie spiagge di sabbia dorata alle scogliere della verde costa dei trabocchi dove il mare diventa verde smeraldo […]. Fin dall’Età del bronzo l’Abruzzo racconta una storia di valore […]”.

Il viaggio continua, con una molteplicità di servizi, giù lungo il Tratturo Magno dove un tempo le greggi di pecore transumanti scendevano verso il Tavoliere, terra degli antichi Dauni. Un susseguirsi di immagini visive, lampi di luce per spazi culturali, ogni sosta un frammento: il Promontorio del Gargano che “imperla” la costa di pertugi e insenature rocciose, la costa “trapuntata”di borghi dalle antiche civiltà, Mattinata, Rodi Garganico, Peschici, Vieste e all’interno San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, luoghi di pellegrinaggi e di spiritualità.

Poi il Salento: Metaponto “dal mare di perla”, Taranto “città ricca di storia”, “colori e odori intensi dove la madre natura declina le sue copiose possibilità”, “il Salento una cornucopia feconda di bellezze, sapori, tradizioni, arte, e storia millenaria”. E ancora: Nardò, Galatone[…].E come non citare le pagine dedicate alla Basilicata: Matera “una straordinaria visione da imponente presepe”, Melfi con il Castello normanno dai geometrici e possenti bastioni, Potenza “città altera della sua antica storia” e Bernalda con i suoi ricordi.

Ancora più giù verso lo Ionio blu e turchese, la Calabria dai luoghi vecchi di storia e di arte, terra di antiche dominazioni dagli Achei agli Aragonesi nel corso dei secoli: la pianura di Sibari, Corignano e Rossano Calabro, Cirò Marina e Crotone e ancora […].Poi in un altro viaggio ecco il lago di Garda “gagliardo, azzurro, intenso” e lì è Catullo cantore della bellezza del luogo con i suoi versi d’amore per Lesbia, poi Desenzano, Gardone Riviera e il Vittoriale con d’Annunzio il Vate d’Italia.Ma tante altre sono le località nelle quali conoscenza e sapienza entrano per lasciare ampie tracce dei viaggi del nostro autore.

VICENDE UMANE
Le vicende umane guidano gli itinerari del nostro autore. Non ci sono confini, le ali per andare in ogni parte e in ogni luogo. Palmerini ritrova le amicizie fraterne in ogni angolo del mondo, dissemina cultura e conoscenza lungo i percorsi, approda nei lidi dove è chiamato per la sua persona, per avvenimenti da celebrare, per tragedie da ricordare.L’Ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo varca l’oceano e i reportage dagli States con le intense giornate descritte danno la misura di quest’impegno: incontri con le comunità italiane, interviste a personaggi di rilievo, conferenze richieste e rilasciate, incontri culturali, partecipazione al Columbus Day e tanto altro ancora. Giorni e giorni di percorrenza: “Un cielo terso”lo accompagna, “un’enorme luna piena” lo saluta.

Difficile è la scelta nel seguire i diversi percorsi, ma su di uno è necessario riflettere: Mons e Marcinelle nella ricorrenza del 60° anniversario della tragedia nella miniera di carbone di BoisduCazier dove 262 persone di cui 136 immigrati italiani trovarono la morte a causa di un incendio nel mattino dell’8 agosto 1956.Tutto è annotato. Mons, città belga che annuncia i luoghi della tragedia e della memoria “Mi piace annusarla questa città” narrata nei suoi luoghi e nella sua storia, la commemorazione presso il Centro culturale italiano di Hornu con i maggiori rappresentanti istituzionali e Goffredo Palmerini in qualità di Presidente dell’Osservatorio Regionale dell’Emigrazione dell’Abruzzo, infineMarcinelle con l’omaggio davanti al monumento della memoria.Qui, dopo Marcinelle, vogliamo chiudere con le stesse parole dell’autore: “L’Italia contemporanea ha una scarsa ed epidermica conoscenza del fenomeno migratorio … c’è bisogno che le due Italie si conoscano e si riconoscono”e aggiungiamo: anche per non dimenticare.

 

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