Cupello. “La quarta vasca non si farà”. Non ha alcun dubbio il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca sull’esito dell'iter procedurale relativo alla proposta della società privata “Cupello Ambiente srl” di costruire una nuova discarica accanto a quelle del consorzio pubblico dei rifiuti “Civeta”.

Ribadito che si tratta di una proposta di un operatore privato e che non può essere contemplata dal Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, che si occupa solo di impiantistica pubblica, Mazzocca ha dichiarato: “Ad oggi non appaiono in alcun modo superabili le valutazioni contrarie, che condivido per intero, espresse dal Commissario del Consorzio Franco Gerardini sulla base della destinazione dell’area, vincolata a “compensazione ambientale” del polo tecnologico Civeta, e sulla tipologia dei rifiuti che la ditta in questione vorrebbe conferirvi”.

"Chi, sulla base di notizie false, cerca di creare confusione per delegittimare il lavoro che sta svolgendo il Commissario per il risanamento finanziario del Consorzio e gli investimenti in atto per innovare la dotazione impiantistica del consorzio (con la costruzione di un biodigestore che produrrà biometano), vuole tornare a un passato che non è più proponibile non solo perchè economicamente non sostenibile, ma anche perchè non previsto dalla L.R. 36/2013, in base alla quale sono stati recentemente nominati i componenti degli organismi direttivi dell’Agir, l’Agenzia pubblica regionale, che si occuperà della gestione del ciclo dei rifiuti. Chi oggi vorrebbe nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione per spartirsi posti di potere ben retribuiti è fuori tempo massimo ed è bene che se ne faccia una ragione”.

Stando ai dati forniti dagli uffici regionali competenti, dal 2001 al 2015 il costo lordo complessivo sostenuto dal Consorzio per il Consiglio di Amministrazione è pari a poco meno di 2 milioni di euro (per la precisione pari a € 1.866.364,00).
Attualmente il Commissario Straordinario percepisce 18 euro lordi a missione, il che vuol dire che non copre neanche le spese vive che lo stesso sostiene per recarsi a Cupello. Da non sottovalutare, poi, il fatto che un’eventuale reintroduzione del Consiglio di Amministrazione comporterebbe l’aumento di € 5 della tariffa di conferimento per pagarne le spese.


“Non penso - conclude Mazzocca - che siano molti i cittadini che guardano al recente passato con sentimenti di nostalgia. Ciò di cui ha bisogno l’Abruzzo è una classe dirigente che accetti le sfide del futuro, più che rimpiangere un improponibile passato”.

Pescara. Il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca ha annunciato che, con delibera 683 del 6 settembre 2018, è stato finalmente adottato il Piano Regionale Attività Estrattive (PRAE) contenente il Rapporto Ambientale e la Valutazione di Incidenza Ambientale.

“L’adozione del Piano Regionale Attività Estrattive - commenta il Sottosegretario Mazzocca - rappresenta un nuovo importante tassello del mosaico che l’esecutivo ha disegnato nella prospettiva dell’economia circolare. Il principio al quale si ispira è la sostenibilità economica, sociale e ambientale. La sua coerenza con la Carta di Pescara e il Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti, che hanno al centro il principio della sostenibilità, del riuso e del risparmio del suolo, rappresenta una chiara indicazione sulla strada che l’economia abruzzese deve perseguire negli anni a venire”.

“Si tratta – sottolinea Mazzocca – del decimo strumento di pianificazione territoriale prodotto da questa Amministrazione Regionale. Tra questi voglio sottolineare l’importanza del Piano Rifiuti, che ci ha consentito di far uscire l’Abruzzo dalla settima procedura d’infrazione europea. Infine, è in via di adozione il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che completa un’opera di programmazione e pianificazione con pochi precedenti nella storia della nostra Regione”.

Con la pubblicazione sul sito della Regione Abruzzo di tutta la documentazione per eventuali osservazioni si avvia alla conclusione la procedura per la piena operatività del Piano a 34 anni dall’approvazione della L.R. n.54 del 1983 che disciplinava le attività estrattive nella nostra regione.

Anche in questo settore vanno praticati i dettami dell’economia circolare da realizzare attraverso il riutilizzo degli scarti, anche di altre lavorazioni comprese le demolizioni, per ottenere materiali per l’edilizia. L’obiettivo è trovare un rapporto equilibrato tra le attività estrattive e i reali fabbisogni dell’economia regionale.

Il Piano privilegia l’ampliamento e il completamento delle attività esistenti rispetto all’apertura di nuove cave, in modo da risparmiare il suolo. Inoltre sono resi molto più stringenti i vincoli per il ripristino ambientale delle cave una volta che queste abbiano esaurito la propria funzione.

La normativa approvata stabilisce inoltre che tutta l’attività estrattiva dovrà essere compatibile con la tutela del paesaggio e degli altri beni comuni come l’acqua, il suolo e l’ambiente, a tale scopo saranno posti vincoli puntuali riferiti alle condizioni specifiche di ogni sito e sarà incentivato il ricorso alle certificazioni ambientali delle attività estrattive.

Pescara. «Accogliamo in maniera estremamente positiva la decisione della Commissione Europea sul nostro "Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti". E’ la riprova, qualora ce ne fosse stato bisogno, della bontà dell’operato di questa Regione negli ultimi anni sul tema della programmazione del proprio sistema ecologico, che - si rammenta - fin dal novembre 2014 è stato conformato agli indirizzi politici dell’esecutivo regionale, ovvero "economia circolare" e assenza di impianti di incenerimento di sorta». Così in una nota il Sottosegretario regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia, Mario Mazzocca, interviene nuovamente su di un tema di pressante attualità.

Il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha recentemente comunicato alla Regione Abruzzo l’archiviazione della Procedura di Infrazione "UE 2015 – 2065" relativa al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Nei confronti dell’Abruzzo, come per altre regioni in Italia, a causa dei ritardi per l’approvazione del documento di adeguamento del Piano Rifiuti, che doveva avvenire entro l’anno 2013 come previsto dall’art. 199, co. 8 del "Codice dell’Ambiente", era stata aperta una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.

«In realtà - continua il Sottosegretario -, non solo il documento programmatic ma anche lo stesso Piano erano già stati redatti nel novembre 2014, ma nella fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il Ministero dell’Ambiente chiese alla Regione Abruzzo (ndr. febbraio 2016) di aggiornare tutti i dati gestionali dello strumento di pianificazione.
Tale richiesta, di fatto, impose alla Regione la completa realizzazione di un nuovo documento di Piano, per altro resasi necessaria anche alla luce della pubblicazione del "Decreto Inceneritori" del 2016 ed al fine di chiarire la posizione della Regione Abruzzo assolutamente contraria alla realizzazione di un impianto dedicato di incenerimento dei rifiuti urbani di 120.000 t/a, come invece ancora previsto dallo stesso. Il nostro Piano Rifiuti, infatti, dimostrava come il complessivo fabbisogno teorico di incenerimento era pari a 58mila tonnellate annue, oltre il 50% in meno rispetto alle stime del DPCM (121mila t/a). Con tali quantitativi non è assolutamente giustificata la costruzione di un impianto di incenerimento in regione Abruzzo. Tant’è che anche nel corrente anno abbiamo ribadito la propria decisione, originariamente assunta con la delibera n° 316 del 26 giugno 2017, circa il proprio NO alla costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti nel proprio territorio».

«A tal proposito - incalza Mazzocca - si accolgono favorevolmente le dichiarazioni dell’attuale Ministro all’Ambiente Costa di non volere realizzare inceneritori e di voler modificare il DPCM. Pertanto ci si aspetta una valutazione positiva del nostro Piano Regionale dei Rifiuti da parte del Ministero competente, valutazione che srà ulteriormente rafforzata dalla costante crescita delle raccolte differenziate dei Comuni che hanno raggiunto nel 2017 l’obiettivo del 56% (oltre il 4% in più rispetto al 2016 e circa il 10% in più sul dato 2014) e su cui non sarà difficile migliorarsi ulteriormente alla luce della avanzata realizzazione della "Rete Regionale del Riciclo" costituita da oltre un centinaio di impianti pubblici (fra centri di raccolta, piattaforme ecologiche, centri del riuso, ecc.) dislocati sull’intero territorio regionale e completamente finanziati dalla Regione Abruzzo con un investimento complessivo di 36 milioni di euro».

«Ora - conclude il Sottosegretario regionale - sarà necessario superare l’eccezione di costituzionalità sollevata dal Consiglio dei Ministri sulla L.R. 5/2018, per la quale è stato presentato

un apposito disegno di legge regionale al fine di dare corso al documento di Piano approvato dal Consiglio regionale con Verbale n. 110/8 del 02/07/2018, uno strumento che intende procedere convintamente verso un’economia circolare e diffondere le buone pratiche ambientali dei cittadini e delle imprese».

Pescara. Tutto partì nel 2009 dall’allora Presidente e Direttore del Parco, Gianfranco Giuliante e Nicola Cimini. Il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca sarà promotore di un’azione legale a supporto dei cittadini per il ristoro delle somme ingiustamente pagate.

La Cassazione ha demolito le “multe pazze” della vecchia gestione del Parco Nazionale della Majella. «Un epilogo scontato di una vicenda ai limiti del paradosso e che non resterà dormiente». Esordisce così il Sottosegretario Regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca oggi, nel corso della conferenza stampa da lui indetta sull’argomento. “Avevamo ragione noi Sindaci, allora minuscoli rappresentanti di un grande territorio. Lo avevamo detto e scritto da 6 anni. Ora i responsabili se la vedranno con la Corte dei Conti».

Tutto parte dalla Deliberazione n.5 del 20 luglio 2009 (All.01), a firma degli allora Presidente e Direttore del Parco Nazionale della Majella, rispettivamente Gianfranco Giuliante e Nicola Cimini, inerente la "Graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie".

«All’epoca – spiega il Sottosegretario - manifestammo tutte le nostre perplessità, dapprima con una nota specifica al Ministero, poi con una Deliberazione della Comunità del Parco, circa le disposizioni contenute nell’atto che, fin dall’inizio, apparve chiaramente controverso, dotato di un corposo margine di discrezionalità nella fase applicativa, mai ratificato dal Consiglio Direttivo dell’Ente, oltre che pubblicato sul sito ufficiale e sull’albo pretorio ‘on-line’ dell’Ente Parco stesso solo anni dopo. Ma soprattutto, ad una analisi più approfondita, rilevammo allora come le esose multe applicate dal Parco Majella, stangate fino a centinaia di migliaia di euro, fossero totalmente illegittime, non previste dalla legge, eccedenti i poteri assegnati dallo Stato, dunque abusive. Tali convinzioni furono rafforzate da analoghe valutazioni contenute in una nota del Corpo Forestale dello Stato datata 26 aprile 2012 (All.02), nella quale l’allora Capo del CFS evidenzia come "la deliberazione presidenziale n.5/2009 appare inficiata da gravi profili di illegittimità" e propone, al contempo, "la sospensione della esecutività delle sanzioni amministrative irrogate" oltre che la doverosa "sospensiva, in via cautelare" del richiamato atto presidenziale, "anche al fine di evitare di incorrere in profili di responsabilità penale che potrebbero essere ravvisabili nelle procedure sin qui rappresentate"».

«La questione, poi – prosegue Mazzocca - balzò agli onori della stampa nazionale. Nell’edizione on-line del 4 giugno 2012 del quotidiano "La Stampa" di Torino (All.03) il giornalista Giuseppe Salvaggiulo pubblica un articolo dal titolo "La Forestale stoppa le multe pazze dei Parchi" nel quale argomenta come "Le esose multe applicate da sei tra i più importanti parchi nazionali (fra cui il Majella), stangate fino a centinaia di migliaia di euro, sarebbero totalmente illegittime … La mannaia della illegittimità travolgerebbe le sanzioni degli ultimi anni, con il rischio di risarcimenti milionari".

I parchi nazionali 'nel mirino' sono quelli "che hanno approvato ‘un cosiddetto regolamento per le sanzioni amministrative' con l’elenco dei comportamenti vietati e annesse 'tabelle sanzionatorie'. Queste tabelle prevedono la moltiplicazione delle multe con coefficienti numerici che le fanno arrivare a centinaia di migliaia di euro. ... Altri parametri quantitativi sono legati al peso, al volume, agli esemplari animali ... Il quadro che emerge dall’indagine della Forestale è di un diritto a macchia di leopardo, con comportamenti analoghi trattati diversamente dai parchi e 'disomogenee e discrezionali applicazioni' dei limiti di pena. Un caos inaccettabile e penalizzante per i cittadini", con il concreto rischio di "contenziosi milionari"».

«"Questi parchi - continua il giornalista citando il CFS – 'in modo del tutto singolare' hanno creato codici con illeciti e sanzioni. Ma la legge non lo consente, né avrebbe potuto lasciare ai parchi 'una sorta di delega in bianco' in violazione dei principi dello Stato di diritto. Anche perché i regolamenti fai-da-te dei parchi tagliano fuori gli enti locali. La Forestale conclude la lettera proponendo al ministero l’adozione di nuove regole omogenee su tutto il territorio nazionale e la sospensione dei regolamenti sanzionatori dei parchi, "anche al fine di evitare di incorrere in profili di responsabilità di varia natura"».

Doveva arrivare il nuovo Presidente Franco Iezzi il quale, di fresca nomina ministeriale in sostituzione di Gianfranco Giuliante, "sulla base della concreta applicazione triennale di tali sanzioni" procede immediatamente (Deliberazione Presidenziale n. 6 del 11 dicembre 2012) a rimodulare la tabella sanzionatoria "al fine di meglio garantire la duplice funzione preventiva e repressiva", portando al contempo l’atto a ratifica del Consiglio Direttivo (all’epoca non ancora ricostituito).

«Il nuovo Consiglio Direttivo dell’Ente - incalza Mazzocca -, tenendo conto di un ricorso straordinario al Capo dello Stato da parte della Comunità Montana ‘Majella Pescarese’ e di un pronunciamento negativo della Comunità dei Sindaci, non ratifica né la prima né la seconda deliberazione presidenziale atteso che, nel frattempo, il Ministero dell’Ambiente, con nota del 15 gennaio 2013 fa proprie le criticità del CFS e sospende la validità dell’atto. Successivamente, il Consiglio Direttivo, supportato da uno specifico parere scientifico rimesso dal Prof. Giampiero Di Plinio (15 febbraio 2016) e dal pronunciamento dell’Avvocatura Distrettuale (22 dicembre 2016), con proprie Deliberazioni n.20 del 30 ottobre 2017 e n.27 del 18 dicembre 2017 riconosce e dichiara "l’illegittimità ab origine" degli atti presidenziali n.5/2009 e n.6/2012 (quest’ultima comunque già sospesa) "in quanto recanti sanzioni amministrative proporzionali non legittimate dalla fonte legislativa e carichi sanzionatori superiori al massimo di legge" e adegua la tabella sanzionatoria ai criteri di legge riconducendola in un "alveo di legittimità"».

«Purtroppo, però, buona parte del danno era già fatto!», chiosa il Sottosegretario. «Quella "concreta applicazione triennale" delle sanzioni della Delibera del duo Giuliante-Cimini del 2009 ha nel frattempo determinato una lunga scia di contenziosi, alcuni dei quali solo in questi mesi stanno giungendo a conclusione con un epilogo che vede soccombere l’Ente Parco. Sono già tre, infatti, le sentenze emesse dalla suprema Corte di Cassazione che condannano il Parco Majella a ristorare tutte le spese ai cittadini che giustamente impugnarono le ingiunzioni di pagamento per centinaia di migliaia di euro. Ma la maggioranza dei cittadini colpiti preferì pagare quelle illegittime ed inique sanzioni del Parco nella impossibilità di affrontare un giudizio lungo, costoso e dagli esiti apparentemente imprevedibili, con un conseguente aumento esponenziale della distanza fra cittadini e istituzione Parco».

«Un epilogo - conclude Mazzocca -, per noi scontato da tempo, che rischia di travolgere l’Ente Parco stesso qualora non si proceda ad agire tempestivamente per il recupero delle somme alla competente magistratura contabile. Per tali motivi, mi accingo ad invitare formalmente l’Ente a procedere in tal senso, verificando al contempo i pareri assunti o le determinazioni eventualmente espresse dall’Ufficio Legale dell’Ente Parco in ordine alla reiterata difesa dell’Ente medesimo nonostante le chiare pronunce giurisdizionali che dichiaravano l’illegittimità e l’ulteriore indifendibilità delle tabelle sanzionatorie del 2009. Contestualmente mi farò promotore di un’azione legale complessiva ed organica supportando gratuitamente tutti quei cittadini che intendono rivalersi per il ristoro delle somme che hanno ingiustamente pagato per assolvere alle sanzioni irrorate da parte dell’Ente Parco medesimo sulla base di un atto illegittimo.

In conclusione, per dirla con le parole del giornalista Salvaggiulo, oggi ci sono tutte le condizioni affinché il rischio "che i cittadini multati si ribellino, chiedendo la restituzione dei quattrini versati per pagare multe illegittime e aprendo contenziosi milionari" si tramuti in una incrollabile certezza. E noi non staremo di certo a guardare».

La conferenza stampa ha visto la partecipazione, accanto al Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca, del Sindaco di Palena e Presidente pro-tempore del Parco della Majella Claudio D’Emilio.

Pescara. La Regione Abruzzo ha stanziato, a beneficio delle reti stradali delle Province abruzzesi, risorse per oltre 100 milioni di euro fra fondi Masterplan, Fondo Sviluppo e Coesione, e finanziamenti straordinari, sopperendo così (almeno in parte) ai progressivi tagli dei trasferimenti governativi.

Oltre a ciò, con il Decreto Delrio-Gentiloni del 28 aprile scorso, il Governo ha dato attuazione alla decisione di ritrasferire ad Anas la titolarità di oltre 500 km di strade provinciali.

“Una decisione – spiega il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - a cui abbiamo lavorato intensamente per un biennio, lungamente attesa dalla popolazione abruzzese e dagli enti locali, a partire dagli enti provinciali in difficoltà nell'eseguire opere manutentive nei tratti stradali di competenza”.

Tuttavia, le Province non ancora procedono alla sottoscrizione degli atti di convenzione.

Il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, risponde che “si stia procedendo alla compilazione delle schede e che a breve si darà conto degli accordi fatti con Anas”.

Tuttavia, ormai da tempo, da parte delle Province, non hanno avuto alcun tipo di riscontro i ripetuti solleciti sia di Anas che dello stesso Mazzocca, il quale ha inviato missive alle Province dalla scorsa primavera in poi, relativamente all'ottimizzazione dei tempi per il passaggio di consegne ad Anas.

Fatto ancora più grave se si considera l’entità del problema vissuto in maniera drammatica soprattutto nelle zone interne d'Abruzzo.

Di conseguenza, questi tratti stradali sono ancora in capo alle Province che, da un anno circa, in vista del passaggio ad Anas, hanno di fatto interrotto ogni forma di manutenzione stradale, aggravando ulteriormente lo stato di salute di diversi tratti, per altro già fortemente provati dalle cicliche avversità atmosferiche e sismiche che hanno interessato la nostra regione dal 4 marzo 2015.

A mero titolo esemplificativo, dei 746 Km di cui è titolare la Provincia di Pescara, ben 125 (ovvero il 16,7% del patrimonio viario complessivo) attendono, fin dal mese di aprile, di essere trasferiti ad Anas.

Vasto. Ieri conferenza stampa insieme al Sottosegretario Mario Mazzocca sull’approvazione, avvenuta nei giorni scorsi in Consiglio regionale, del Piano di gestione dell’Area Sic di Vasto Marina. Erano presenti gli assessori: Giuseppe Forte, Luigi Marcello, Gabriele Barisano, Lina Marchesani, Anna Bosco, i consiglieri: Luciano Lapenna, Marco Marra, Marino Artese, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, i gestori delle Riserve di Punta Aderci e Marina di Vasto e diversi operatori turistici.

“E’ il primo Piano di gestione dei 58 Siti d’importanza comunitaria’ (Sic) a vedere la definitiva approvazione - ha dichiarato il sottosegretario regionale delegato ad Ambiente ed ecologia, Mario Mazzocca - una buona pratica che fungerà anche da apripista per gli altri Piani di gestione dei Sic abruzzesi, molti dei quali pronti per la definitiva approvazione. Il nostro auspicio è che ciò avvenga in tempi brevi, così da coniugare correttamente il rapporto uomo-natura e disporre di uno strumento adeguato non solo alla gestione intelligente della vincolistica, ma anche - continua il Sottosegretario - a programmare ed attuare interventi sostenibili grazie alle già disponibili provvidenze economiche europee. È un risultato a cui hanno contribuito in molti, in particolar modo l’amministrazione della Città del Vasto che ha sempre spinto verso questa direzione, mentre da parte nostra c’è stata una continua attività di approfondimento e sensibilizzazione nei confronti degli uffici regionali al fine di definire dapprima le questioni procedimentali, per un periodo arenatesi in commissione, e successivamente le questioni di merito - conclude Mazzocca - Vasto è una città che presenta peculiarità naturalistiche da tutelate e valorizzate sviluppando forme di turismo attivo sostenibile”.

“E’ stata una lunga procedura - ha detto il sindaco di Vasto, Francesco Menna - che ha trovato ascolto. Nonostante alcuni tentativi maldestri, questo Piano è stato licenziato. Ringrazio tra gli altri il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Pietro Smargiassi che ha sposato in pieno il Piano. Un altro tassello importante contro la cementificazione selvaggia della costa”.

“Questo è un risultato importante dal punto di vista ambientale - ha concluso l’assessore alle Politiche Ambientali, Paola Cianci - perché rispondiamo finalmente a quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di Sic dotandoci di un Piano di gestione che tiene conto delle esigenze di fruibilità da parte dei turisti e delle attività ricettive che convivono con l’area. E’ anche un grande risultato politico che vede vincente la filiera corta con la Regione Abruzzo”.

Chieti. Venerdì 3 agosto, presso il ristorante Amadeus a Brecciarola (Ch), è nata l'associazione di promozione sociale "ReteAbruzzo" presentata da Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale.

All'assemblea hanno partecipato circa 70 cittadini - mentre il numero di chi ha già aderito supera il centinaio - in rappresentanza di differenti segmenti delle comunità abruzzesi che vanno dal mondo accademico e scientifico a quello dell'associazionismo culturale e ambientalista, fino ai numerosi comitati di difesa del territorio sorti in Abruzzo in questi ultimi anni, oltre a molti amministratori, ex amministratori regionali e locali provenienti da tutte le province della nostra regione.

"ReteAbruzzo sarà un'associazione che parlerà poco e lavorerà molto - ha dichiarato Mazzocca - incentrando la propria attività sul perno del mutualismo sociale dal deciso carattere trade-unionista, in grado di connettere sinergicamente tutte quelle esperienze virtuose che già pullulano nella nostra regione. L’esigenza di mettere in connessione tutte queste esperienze, moltiplicando così in maniera esponenziale l’impatto e l’efficacia dell’insieme delle pratiche sociali, è emersa in maniera chiara durante il lungo ed appassionante dibattito nel corso della serata, segno inequivocabile del fatto che il vuoto lasciato dalla politica contemporanea deve essere colmato al più presto".

Nell’immediato, ReteAbruzzo inaugurerà un primo sportello di assistenza a lavoratori e disoccupati e tutela del diritto alla prima casa. A ciò si coniugherà una serie di interventi mirati alla salvaguardia attiva del patrimonio ambientale e all’integrazione multiculturale.

"In questi anni - conclude il Sottosegretario - abbiamo avuto modo di conoscere tantissime straordinarie realtà sociali e abbiamo ritenuto come fosse necessario arrivare ad un coordinamento e ad un'unità d'intenti. Oggi non nasce l'ennesima associazione politica che, ammantata di civismo, nasconde solo tattiche elettoralistiche. Tutt'altro, oggi scegliamo di segnare il passo, di indicare una via tanto antica quanto sempre meno battuta, la via della prossimità e dell'utilità per l’intera costellazione delle soggettività resistenti. Da troppo tempo la sinistra non risponde a questo appello".

Teramo. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ha partecipato a Teramo all'assemblea pubblica "Un Tetto per Tutti", sul tema della ricostruzione e delle politiche dell'abitare in special modo per le case Ater di Colle Atterrato e per le palazzine popolari di via Luigi Longo che versano in uno stato di vera e propria emergenza abitativa.

L'iniziativa è stata organizzata dall'USB e dal centro politico "Sandro Santacroce", insieme al neo-sindaco Gianguido D'Alberto, alla Vice Sindaco Maria Cristina Marroni, all’Assessore Valdo Di Bonaventura ed al Capogruppo Consiliare di Maggioranza, Andrea Core.

"Si è affrontato il problema del cosiddetto housing sociale di via Longo e l'opportunità di ripensare radicalmente il paradigma ereditato dalla precedente amministrazione - scrive Mazzocca sulla sua pagina social - A tal riguardo, la posizione netta e limpida del Sindaco D'Alberto è stata sia illuminante che confortante".

"Abbiamo poi discusso il tema della ricostruzione - continua il Sottosegretario - Vero nodo politico fondamentale non solo per la città ma anche per la credibilità della Regione tutta. A fronte del dramma di 4mila teramani, è necessario un deciso cambio di passo. Per queste ragioni ho paventato la possibilità di restituire la delega da poco assegnatami. E, anzi, rimarco con forza la necessità di disporre di un adeguato numero di unità attive nell'Ufficio Ricostruzione. La gestione di una simile crisi merita una rubricazione eminente, non trascurabile, irrimandabile".

"Nonostante ciò - conclude Mazzocca - nel pomeriggio di oggi, sarò a Teramo presso l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, per gli incontri previsti con i cittadini e per prepararmi alla prossima riunione di Cabina di Regia che avrà luogo a Roma giovedì 2 agosto".

L'Aquila. “Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante. Si poteva fare qualcosa in più? Forse sì, per quanto mi riguarda, se avessi avuto la possibilità di poter contare su qualche collaboratore in più e su strumenti adeguati come, ad esempio, purtroppo non sta accadendo per l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR). Tant'è che, su questo tema specifico, se non si risolve qualcosa nel giro di qualche giorno, credo che sarò costretto a rimettere la delega nelle mani del Presidente D'Alfonso”.

Lo ha dichiarato il Sottosegretario Regionale d'Abruzzo Mario Mazzocca a margine della conferenza stampa che si è svolta in mattinata a Teramo relativamente al bando “Comunicare per Proteggere” con i Comuni beneficiari Pineto e Crognaleto, incentrato sulla mission di rendere più efficaci i modelli comunicativi ed informativi in ambito di Protezione Civile.

Pescara. Con il nuovo Piano Rifiuti la Regione Abruzzo sta progressivamente attuando le proprie linee di indirizzo in materia di gestione dei rifiuti, definitivamente approvate fin dal lontano 16/02/2016, con la prioritaria previsione di delineare "uno scenario impiantistico e gestionale basato sul massimo recupero di materia dai rifiuti e la promozione di sistemi di 'tariffa puntuale', escludendo la costruzione di nuovi impianti di produzione di CSS e di impianti di incenerimento dedicati".

«Nell’occasione - interviene il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - è stata svolta un’articolata ed intensa attività di diffusa e attiva partecipazione da parte della Comunità regionale che ha contemplato: il coinvolgimento dei numerosi soggetti interessati in n.8 tavoli di concertazione; lo svolgimento di svariate riunioni tecniche di lavoro; l’organizzazione di eventi tematici in cui Enti, Organizzazioni di categoria, Parti sociali, Associazioni ambientaliste ed operatori economici interessati si sono confrontati sulle scelte strategiche di settore come delineate nel nuovo Piano Rifiuti; la celebrazione di n.44 assemblee pubbliche su tutto il territorio organizzate e tenute direttamente dal sottoscritto».

Il Piano Rifiuti, passato poi al vaglio della necessaria Valutazione Ambientale Strategica, è stato nuovamente adottato dall’Esecutivo Regionale, con gli stessi contenuti esaminati nell’ambito della procedura VAS (tra i quali la questione delle distanze minime). «Approfittando di tale opportunità - continua il Sottosegretario -, la Regione ha inteso cogliere l’occasione per riordinare la propria legislazione sui rifiuti ribadendo l’adesione ai principi dell’Economia Circolare, favorendo la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni a fine vita, il riciclaggio e minimizzando il loro smaltimento. Il progetto di legge a mia firma, già depositato al vaglio della competente commissione consiliare, supera le questioni di legittimità sollevate dal governo con il ricorso alla Corte Costituzionale».

«Questa scelta - continua Mazzocca -, si è resa necessaria per non temporeggiare ulteriormente, visto che la Regione Abruzzo è interessata da una Procedura di Infrazione UE per il mancato aggiornamento del proprio Piano entro il 2013.

E’ indispensabile che detta procedura venga superata positivamente, con priorità assoluta, mediante la risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ma, come talvolta accaduto in passato, alcuni soliti "personaggi in cerca di autore" poco inclini allo studio ed all’approfondimento delle questioni e non nuovi a scambiare "lucciole per lanterne", hanno visto in questa procedura la volontà della Regione di favorire le ditte a scapito della salute dei cittadini. Niente di più falso.

Non vi è nessun "giallo" o "manina" nella procedura che sta espletando la Regione per concludere il percorso amministrativo del nuovo Piano Rifiuti. Si tratta, invece, di adottare provvedimenti funzionali al superamento delle riserve formulate dal Governo. In particolare è stato necessario ripristinare il documento di Piano che è stato sottoposto a regolare procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che era stato modificato in Consiglio regionale con alcuni emendamenti (tra cui quello sulle distanze minime) ed approvato con legge regionale. Procedura dal governo ritenuta in contrasto con l’art. 117 della Costituzione (violazione del principio generale di "primarietà dell’ambiente")».

In altre parole, il documento di Piano non poteva essere modificato con questa procedura, essendo un atto tecnico sottoposto ad una procedura di VAS. Per modificarlo bisogna seguire un’altra procedura, ripubblicando il documento e sottoporlo a procedura di valutazione ambientale. Concluso questo percorso saranno valutati attentamente i testi degli emendamenti introdotti in Consiglio regionale (distanze incluse) che andranno costituire un documento di aggiornamento del Piano per gli aspetti ritenuti compatibili con la programmazione regionale.

«Preme, infine, sottolineare due aspetti - dichiara ancora il Sottosegretario regionale con Delega ad Ambiente ed Ecologia - Le distanze minime del Piano recentemente riapprovato in Consiglio regionale, comunque improntate a parametri di sicurezza rispetto ai contesti ambientali, non si discostano da quelle adottate da molte altre regioni. Inoltre, se vi fosse stata maggiore attenzione e partecipazione da parte di tali “personaggi” nella fase di consultazione pubblica del Piano Rifiuti, questi aspetti (es. distanze impianti) potevano essere oggetto di puntuali osservazioni (procedura corretta), che tuttavia non sono pervenute, almeno da parte di chi oggi solleva strumentali critiche e ipotizza chissà quali relazioni interessate o comportamenti anomali di funzionari e politici, senza conoscere l’esatta situazione dei fatti e facendo solo demagogica confusione».

«Avremo altre occasioni - conclude Mazzocca - di confrontarci con la comunità abruzzese, a partire da un prossimo evento che si terrà molto probabilmente a Rocca San Giovanni; in tale appuntamento, concertato con Giulio Borrelli, per il Coordinamento dei Sindaci della Val di Sangro, e Giovanni Di Rito, primo cittadino dell’amena località costiera, avremo modo di approfondire la vicenda dell’ipotesi realizzativa di una discarica di rifiuti contenenti amianto nella zona e di smentire ancora una volta l’ennesima "fake news" dei soliti noti "personaggi in cerca d’autore"».

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