Chieti. “Se oggi l’ex Ipab rischia il collasso e vive da tempo una situazione di empasse per la composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione le colpe sono tutte ascrivibili all’inerzia della Regione Abruzzo e all’assessore Sclocco e non al comune di Chieti e alla persona designata che continua lecitamente a difendere il diritto di rappresentanza, di chiarezza e di principio”.
Questo il commento congiunto di Concezio TILLI, ex Presidente dell’Organismo Straordinario, e del consigliere regionale Mauro Febbo che sottolineano quanto segue: “rispediamo al mittente completamente le dichiarazioni rilasciate da qualche ​ Organizzazione ​Sindacale​ in quanto proprio loro non possono dare lezioni di procedure amministrative e trasparenza poiché in passato qualche rappresentante ​ha svolto (e vorrebbe continuare a svolgere)​ attività all’interno dell’Istituto in maniera poco chiara senza capire i nobili fini sindacali. Sufficiente ricordare, ad esempio, - rimarca Tilli - la presentazione di alcuni esposti in Procura a difesa di specifici interessi finiti in malo modo e con i costi legali successivamente addebitati sul bilancio dell’Ente o come l’aver stimolato ripetuti ricorsi al giudice del lavoro per l’attribuzione di incarichi anch’essi conclusi in maniera infruttuosa e con spese legali da verificare da chi erano sostenute in quale modo rimborsate e se magari non sono configurati come danno erariale​. Il Comune di Chieti, - sottolinea Febbo - per il tramite del suo rappresentante Maurizio COSTA, ha sempre partecipato alle riunioni dell’Assemblea dei portatori di interesse esercitando in maniera corretta e costruttiva le funzioni di rappresentanza compreso l’adempimento di designazione nella persona di Concezio TILLI che continuiamo a ritenere legittima e fondata. Infatti, visto che questa vicenda si protrae da svariati anni assumendo contorni a dir poco grotteschi, siamo in attesa del pronunciamento del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale che si farà carico della vicenda con una sentenza definitiva. Si specifica – ricorda Tilli – come la mancata ratifica de sottoscritto, da parte della Giunta Regionale, quale rappresentante del Comune di Chieti rappresenta una prevaricazione politica smentita da leggi dello Stato, contrasta con altre nomine regionali, dove in casi simili si sono date interpretazioni diverse, osteggia la delibera dell’ANAC che riconosce le ragioni giuridiche della corretta designazione.

Pertanto – concludono Febbo e Tilli - se i sindacati intendono, legittimamente, lanciare l’allarme devono necessariamente partire da altri argomenti, accantonando momentaneamente le vicende giudiziarie. Non da ultimo stupisce, infine, la poca attenzione o i minimi accenni che i sindacati riservano alla complessa procedura della compartecipazione; auspicabile, invece, sarebbe ammettere che il sistema della compartecipazione, così come voluto da D’Alfonso nell’estate del 2014, è uno strumento che ha solo appesantito la burocrazia, coinvolto una miriade di Enti che sono al di fuori di tali dinamiche ricadendo sulle famiglie dei soggetti assistiti. Ci saremmo inoltre aspettati che qualcuno ponesse l'attenzione necessaria sulla reale situazione economica finanziaria dell'Istituto che rasenta il default e che mette a rischio malati e posti di lavoro. Questo mi sarei aspettato dai sindacati ossia quello quello che potrebbe accadere fra pochi mesi”.

Chieti. "Un innalzamento di 1,1 milioni di metri cubi di acqua che, tradotto in termini di autonomia, corrisponderebbe a soli quattro giorni in più di irrigazione. Quanto corrisponde realmente l'aumento del volume di acqua all'interno della Diga di Chiauci autorizzato dall'ufficio dighe di Napoli". Questo il commento del consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea quanto segue : "Non comprendo l'euforia manifestata dal Commissario Amicone visto che per due mesi, Giugno e Luglio, il Consorzio è stato autorizzato a raggiungere il livello di 741 m s.m., livello superiore di tre metri rispetto alla quota già autorizzata di 738 m s.m. E' ovvio che nei mesi di Giugno e Luglio dovranno verificarsi precipitazioni sufficienti per raggiungere detto aumento di livello. Negli ultimi anni questa condizione non si è verificata, le precipitazioni sono state praticamente quasi nulle. Ricordo – spiega Febbo - come la precedente autorizzazione al perseguimento degli invasi sperimentali di Giugno 2012 (quando c'era la Deputazione Amministrativa) prevedeva di raggiungere una quota ordinaria di invaso, quindi per tutto l'anno, di 738,00 m s.m., con possibilità temporanea, in caso di eventi di piena, di raggiungere quota 740 m s.m. a cui corrisponde un aumento di acqua pari a 0,7 milioni di metri cubi. Quindi il volume aggiuntivo di acqua all'interno della diga che si avrebbe in caso di improbabile raggiungimento di quota 741 è di circa 1,1 milioni di metri cubi di acqua, ossia quattro giorni in più di irrigazione. Pertanto non capisco quale vittoria viene proclamata da Amicone e quali sono i benefici che riceverebbe la popolazione, i turisti, gli agricoltori e le industrie con soli quattro giorni in più di disponibilità di acqua. Invito il Commissario Amicone ad evitare inutili affermazioni e false notizie come il riferimento al Masterplan che avrebbero permesso il completamento della Diga entro la primavera 2018. L'unica cosa - conclude Febbo - che Amicone è riuscito ad aumentare in questi due anni di commissariamento sono il suo stipendio, i canoni irrigui alle aziende agricole e il numero dei dirigenti e impiegati assunti all'interno del Consorzio di Bonifica Sud: tutto fuorché l'acqua all'interno della diga".

​L'Aquila. ​"Rispediamo al mittente le colpe che il Partito democratico, in modo patetico e con un vittimismo infantile, cerca di scaricare sulle minoranze per la mancata approvazione dei fondi da destinare alla Protezione Civile per la prevenzione degli incendi". E' quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo. "La responsabilità della mancata maggioranza e della sua liquefazione - prosegue Febbo - è tutta ascrivibile al Presidente D'Alfonso poiché, la sua incompatibilità acclamata rende difficile se non impossibile qualsiasi "collaborazione" istituzionale; a questo si aggiunge che ​invece di presiedere i lavori in Consiglio e garantire la sua presenza, è dovuto scappare per la terza volta a Roma per essere presente in Senato di fatto abbandonando i problemi degli abruzzesi". "Ricordo all'attuale maggioranza - aggiunge ancora il Consigliere - come il Pd attraverso i Governi Renzi-Gentiloni ha completamente smantellato sia la Protezione Civile sia il corpo di polizia Forestale togliendo loro forza lavoro, professionalità e soprattutto risorse, abbandonando di conseguenza i territori. Inoltre, sono due anni che denuncio unitamente a tanti Sindaci delle aree interne​ il completo stallo di alcune Misure del Programma di Sviluppo Rurale dedicate alla forestazione e la loro mancata pubblicazione. Su quelle specifiche Misure sono a disposizione complessivamente 11 milioni di euro che sono stati utilizzati solo in parte. Infatti, ci sono sindaci del territorio marsicano che hanno richiesto incontro specifico per modificare il bando della Misura 8.3 poiché così come scritto i Comuni sono impossibilitati a rispondere. Incontro infruttuoso anche in Commissione di Vigilanza dove per ben due volte non si sono presentati né l'assessore né il direttore​ competenti. Quindi, il finanziamento di 1 milione e 700 mila euro da stanziare adesso in somma urgenza a favore della protezione Civile è ben ​poca cosa rispetto alle risorse disponibili grazie al Psr, che sono bloccate e sarebbero vitali per la prevenzione degli incendi, e per questo potrebbe essere destinato per altre emergenze. ​Pertanto rispedisco al mittente ogni accusa da parte di questa maggioranza che anche oggi in sede di Prima Commissione, convocata per le ore 10, è risultata latitante ed è mancato nuovamente il numero legale. E' acclarato ​che la maggioranza si è liquefatta ​e mi aspetto da parte loro un senso di responsabilità e maggiore dedizione al lavoro per risolvere le problematiche e non per scaricare le responsabilità su chi oggi è chiamato ad aver un ruolo di vigilanza". "Pertanto – conclude Febbo – se D'Alfonso non vuole dimettersi consiglio ai colleghi del centrosinistra di presentare le proprie dimissioni in modo che l'Abruzzo ritorni alle urne nel più breve tempo possibile".

Pescara. “Il Consiglio Regionale ha definitivamente approvato oggi l’erogazione del fondo da 700mila euro al Consorzio di Bonifica Centro per permettere all’Ente di coprire un buco di bilancio senza gravare sugli utenti con aumenti del 40 per cento dei canoni, una norma equa, giusta, inattaccabile e che tutelerà i cittadini. Ora chiediamo che alla norma stessa venga applicata la procedura di pubblicazione d’urgenza ricordando che la prossima rata in scadenza è quella del 30 giugno, dunque la legge dovrà divenire efficace entro quella data”. Lo hanno detto i consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Capogruppo, e Mauro Febbo, Presidente della Commissione Vigilanza, sottolineando l’approvazione odierna, all’unanimità, della legge che ha scongiurato il salasso degli utenti del Consorzio di Bonifica centro.
“Il problema – hanno ricordato i consiglieri Sospiri e Febbo – è emerso nelle scorse settimane quando centinaia di contribuenti del Consorzio si sono visti recapitare le prime bollette con un aumento dei canoni pari al 40 per cento, canoni quindi quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno. È stato sufficiente leggere le carte per verificare che tali aumenti erano generati da lacune di bilancio e che il Consorzio ha ingiustamente riversato tale operazione di recupero di risorse sui cittadini. Da quel momento abbiamo portato avanti, in quarta Commissione, un attento lavoro di studio per concepire una legge che ha un elevato valore sociale e che ha visto la collaborazione dell’assessore Pepe, degli uffici, dell’assessore Paolucci e del Movimento 5 Stelle con alcuni emendamenti migliorativi. In sostanza eroghiamo al Consorzio di Bonifica Centro, oggetto di problematiche extragestionali, un fondo di 700mila euro, che dovrà restituire negli anni, e che gli consentirà di ripianare il ‘buco’ senza gravare sugli utenti con l’aumento del 40 per cento dei canoni. A testimoniare il valore della norma c’è il voto unanime odierno dell’aula. Ora abbiamo già chiesto – hanno proseguito i consiglieri Sospiri e Febbo – che il Presidente D’Alfonso proceda con la pubblicazione, almeno on line, della legge con una procedura d’urgenza per darle efficacia prima del 30 giugno, quando i cittadini dovrebbero pagare la prossima rata per i consumi idrici del Consorzio di Bonifica, e parliamo di una piattaforma di centinaia di utenti”.

Chieti. "Destano molta preoccupazione e perplessità le modalità ed i tempi in cui vengono annunciate le 117 assunzioni, che vanno ad aggiungersi alle 33 di qualche giorno fa, da inserire presso la Asl di Lanciano- Vasto - Chieti che vengono enfatizzate sia dall'assessore Paolucci sia dai vertici della stessa azienda". Questo il commento del consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: "Che ci sia la necessita di nuovo personale professionale è fuori discussione, ma che la gestione sanitaria ed economica finanziaria della sanità regionale, soprattutto quella teatina, sia ormai in pieno caos e fuori controllo è sotto gli occhi degli stessi operatori sanitari e dei cittadini. Questi annunci a ripetizione, l'altro ieri la Asl di teramo annunciava 208 assunzioni, destano solo molta preoccupazione e creano perplessità. Ormai tutti siamo consapevoli di come il Presidente D'Alfonso, con l'insediamento delle commissioni sarà inevitabilmente costretto a dimettersi entro queste mese di giugno, conseguentemente si tornerà al voto regionale tra la fine di ottobre e meta novembre, per cui questi annunci di assunzioni ci sembramo molto collegati al "naufragio" del PD e di chi ha gestito la "malaSanita" in questi quattro anni. Nutro molta preoccupazione inoltre perché ricordo come il bilancio della asl 02 ha chiuso il bilancio in profondo rosso: il 2016 con una perdita di ben 26 milioni, ma mitigata ad entrare (sic!!!) straordinarie di oltre 21 milioni da richiedere alla curatela fallimentare ex villa Pini (ma chi ci crede ?!??!), e di circa 17 milioni il 2017. A questo disastro economico finanziario, bisogna aggiungere il trappolone che sta preparando il Presidente D'Alfonso, con il silenzio complice dei vertici della asl e del PD teatino, con il project Financing di Maltauro che impegnerebbe il bilancio Asl per 25,5 anni con un canone annuo di oltre 15 milioni. Praticamente si vuol lasciare in default al prossimo governo regionale la sanita teatina.  Sono convinto che le assunzioni occorrono visto che da mesi e mesi il personale sanitario nella sua interezza è allo stremo, ma poi non si comprendono (o meglio si comprendono benissimo !!!) alcune decisioni. Infatti con la delibera 661 del 31.05. 2018 al dott. Beniamino Flacco (????) dirigente medico ortopedia traumatologia P.O. di Lanciano viene autorizzato il comando per 12 mesi, rinnovabili,  presso la asl 8 di Berica (Vicenza). Da un lato si devono assumere 57 nuove figure tra medici e speclisti, dall'altro si autorizzano al trasferimento, ma non è tutto. Il dott. B. Flacco venne trasferito proprio 6 mesi e 1 solo giorno (si proprio 6 mesi ed un giorno !!!) dalla Asl di Vicenza, ora acquisito definitivamente il posto (1 giorno !!!) alla asl teatina torna da dove e venuto ma mantiene il posto occupato nella nostra azienda sanitaria. Che dire ??? caos, default, amici e partenti..... ecco perche siamo preoccupati di come verranno gestite le future assunzioni. Pertanto continueremo a vigilare ed a tenere alta l'attenzione soprattutto per evitare il DEFAULT che qualcuno vuol lasciare in regalo alla prossima legislatura".

L'Aquila. "Presenteremo un emendamento per specificare che la delibera che ha disposto il recupero delle indennità per i medici di guardia venga revocata. E’ questo l’unico modo di rendere la legge presentata alla stampa da Paolucci e  Forza Italia, una norma che mette davvero al sicuro le guardie mediche. Oggi questa legge è monca, anche se a parole sembra sanare il pregresso, di fatto  mantiene attiva una delibera di giunta che dispone per quelle indennità. Una lacuna che potrebbe essere utilizzata per richiedere ancora una volta le indennità ai medici. Per questo nel prossimo consiglio, se si presenterà questa legge anche agli organi politici e non solo alla stampa, il M5S presenterà un emendamento e siamo sicuro che Forza Italia e Pd non avranno nessun problema a votarlo. Basterebbe scrivere il  comma seguente “le disposizioni previste nella DGR 398/17 nella parte in cui si ordina il recupero delle indennità percepite si intendono annullate”. In caso contrario i nostri dubbi sulla reale efficacia a lungo termine di questa norma saranno giustificati. Inoltre ricordo al consigliere Febbo che sulla stampa fa voce grossa, non stiamo facendo una gara al primo della classe, ma stiamo lottando esclusivamente per dare alla categoria dei medici di guardia un atto legislativo completo che li liberi da ogni preoccupazione nel merito. Del resto è sotto gli occhi di tutti che il M5S si occupa di questo problema da tempo, problema causato anche dall’inerzia della Giunta regionale di cui era Assessore.  Pertanto il non credo che spostare il dibattito su questo fronte convenga a chi è stato seduto sui banchi della maggioranza per anni ed ora tuona dall’opposizione come se si fosse svegliato oggi". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del M5S, Domenico Pettinari.

Pescara. "Il consigliere Pettinari farebbe bene a seguire con più attenzione e rispetto il lavoro che si svolge all'interno delle Commissioni e, soprattutto, dovrebbe mostrare inoltre maggiore maturità e capacità di comprensione da parte di quei colleghi che hanno maturato più esperienza legislativa, prima di lasciarsi andare a dichiarazioni senza alcun fondamento logico". Questa la replica del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: "Capisco che arrivare sempre secondi è fastidioso ma il collega pentastellato poteva benissimo evitare di rimediare l'ennesima brutta figura se solo avesse letto con attenzione il Disegno di Legge, tra l'altro scritto in italiano, presentato per salvare le indennità di rischio dei medici di base. Infatti nel dispositivo legislativo è chiaramente detto, al comma 1 dell'art. 1, come non sia assolutamente necessaria nessuna altra Delibera regionale aggiuntiva poiché viene scritto che le indennità aggiuntiva percepite fino al 18 luglio 2017, data di approvazione della DGR 398, sono tutte confermate. Pettinari inoltre dovrebbe sicuramente conoscere le norme e sapere come una Legge Regionale è di rango superiore ad una DGR. Quindi non capiamo assolutamente quali sono i contenuti e la tipologia di Delibera di Giunta di cui parla Pettinari visto che ad oggi con questo Disegno di legge si supera ogni ostacolo legislativo compreso la DGR398/17. Pertanto – conclude Febbo – consiglio al collega dei Cinque Stelle, prima di avventurarsi in inutili giudizi dal sapore di campagna elettorale, di studiare e leggere attentamente i contenuti dei testi che vengono esaminati e discussi in Commissione altrimenti rischia sia di fare brutte figure sia di fomentare confusione nei confronti di quei dottori che hanno aspettato ben un anno prima di avere una risposta e soluzione concreta".

Pescara. "Un provvedimento per sospendere gli effetti della DGR n. 398/17 e una specifica Legge da presentare in occasione del prossimo Consiglio Regionale per risolvere definitivamente l'annoso problema che ha colpito i medici di base che si sono visti arrivare prima la sospensione e poi la richiesta di restituzione delle indennità di rischio. Sono queste le soluzioni concrete emerse durante i lavori della commissione Vigilanza". Ad annunciarlo è il Presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: "L'assessore Paolucci ha illustrato come sia necessario intervenire immediatamente con uno specifico atto al fine di sospendere il provvedimento nei confronti di centinaia di medici di guardia chiamati a restituire ingenti somme. Mentre con i sindacati si è concordato la necessità di approvare una Legge specifica, come quella della Basilicata, con la quale trova un definitiva e risolutiva soluzione questa vicenda. Nei prossimi giorni mi attiverò con gli uffici competenti, tutti i gruppi consiliari e i sindacati per arrivare alla immediata stesura del testo e approvazione già nel prossimo Consiglio regionale. Piena soddisfazione dal lavoro emerso oggi in Commissione ma rimane il rammarico dei mesi persi, visto che avevo chiesto alla maggioranza di trovare delle soluzione concrete al problema delle indennità di rischio". "Invece – aggiunge ancora Febbo – non mi trova per nulla soddisfatto il lavoro svolto in merito alla situazione degli ospedali di Atessa e Guardiagrele. O meglio, del lavoro non svolto, nonostante i proclami spot elettorali degli ultimi mesi, da parte di D'Alfonso e Paolucci per riconvertire i due Presidi ospedalieri in Ospedale di Area Disagiata. Non vorrei che si producessero chiacchiere e non la documentazione richiesta. Infatti, per l'ospedale di Guardiagrele l'Azienda Sanitaria non ancora produce gli atti necessari e propedeutici da avanzare al Tavolo di Monitoraggio. Dalle audizioni odierne purtroppo emerge come l'Agenzia regionale ancora non abbia ancora avuto disposizioni da parte dell'esecutivo regionale di recepire la risoluzione approvata l'8 maggio scorso e quindi nulla ad oggi è stato fatto. Mente per l'ospedale di Atessa si stanno elaborando documenti da portare al prossimo tavolo di monitoraggio che si terrà a Luglio, ma in concreto non ci è stato consegnato nulla". "Pertanto – conclude Febbo - per tutelare la Sanità della Provincia di Chieti sarà mia cura continuare ad attenzionare l'iter che riguardano la riconversione del Presidio di Guardiagrele e di quello di Atessa e questo importante punto, insieme al Project Financing, di cui non di è parlato vista assenza dell'ing. Primavera Rup Regionale del project financing, saranno riportatiti all'attenzione della Commissione vigilanza riconvocato fra due settimane, mercoledì 20".

Pescara. "Sulla vicenda relativa alla sospensione e alla restituzione delle indennità di rischio ai dottori delle Guardie mediche l'assessore Paolucci assume un atteggiamento politico camaleontico, addirittura oggi esprime un pensiero e una posizione diametralmente opposti a quanto sostenuto con arroganza e superbia fino a ieri". E' quanto dichiara il Consigliere regionale Mauro Febbo. "Dopo un anno – aggiunge Febbo - il duo Paolucci e D'Alfonso, si accorge del grande pasticcio creato e del danno arrecato a centinaia di medici di guardia chiamati a restituire ingenti somme, senza tener conto che le stesse sono state legittimamente erogate negli anni dalle Asl e regolarmente assoggettate a tassazione". "Infatti, questa tematica tornerà domani di nuovo all'esame della Commissione vigilanza – spiega Febbo - per ribadire da una parte la legittimità del diritto acquisito da parte dei medici e dall'altra il pasticcio creato da Paolucci che da subito si è arroccato su una posizione di chiusura senza sentire le ragioni di medici e sindacati, a differenza di quanto deciso nelle altre regioni. E' paradossale come, solo adesso, all'indomani della sentenza favorevole da parte del Giudice del Lavoro, si voglia trovare una strada percorribile che possa accogliere le ragioni dei medici e sospendere il recupero delle indennità, quando il 19 settembre scorso non si è dato seguito alla risoluzione approvata all’unanimità in quinta Commissione mentre in Consiglio regionale che andava proprio incontro alle richieste avanzate dai sanitari al fine di sospendere le procedure di recupero. Ricordo, inoltre, che avevo inutilmente fatto osservare in tutti i tavoli di confronto, e durante il Consiglio regionale, come la Regione avesse intrapreso una strada illegittima, frettolosa e incoerente mentre altre Regioni avevano assunto atteggiamenti più cauti e azioni meno dannose nei confronti dei dottori che hanno percepito l'indennità dopo aver siglato più di dieci fa un preciso accordo con la ASL. Purtroppo questo è il risultato di anni di mal governo regionale nel corso dei quali sono mancati il confronto, la condivisione e l'istituzione di tavoli tematici su argomenti importanti e vitali per la Regione Abruzzo come la sanità". "Domani, a partire dalle 10 a L'Aquila, in Commissione Vigilanza oltre al tema delle Guardie mediche verranno affrontati altri due punti fondamentali inerenti la situazione dell'Ospedale di Atessa e quello di Guardiagrele. "Su entrambe le strutture – conclude Febbo - è urgente attivare, preso i Ministeri e il Tavolo di Monitoraggio, tutte le opportune procedure per riconvertire i presidi ospedalieri quantomeno in Ospedali di area Disagiata. Passaggio fondamentale per evitare che le aree interne della Provincia di Chieti rimangano senza le adeguate strutture sanitarie".

Pescara. "Ci risamo. Il presidente Luciano D'Alfonso, il neo assessore Lorenzo Berardinetti e il sottosegretario Mario Mazzocca scherzano letteralmente con il fuoco e si presentano con misere briciole per una ridicola prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi  per la stagione 2018. Da anni, nonostante la mia denuncia, le amministrazioni delle aree interne attendono di conoscere i veri motivi per i quali è ancora bloccato il bando relativo alla prevenzione degli incendi del PSR (8.3.1) chiuso ancora in un cassetto della Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo”.  Questa le dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo in seguito alla conferenza stampa odierna. “Assistiamo – continua Febbo – inesorabilmente dopo quattro anni ancora ad una totale assenza di una politica seria di prevenzione mai messa in campo da questo Governo regionale. Il nostro patrimonio boschivo e forestale non può essere tutelato solo con risorse prese dal bilancio regionale ma deve essere salvaguardato attraverso una programmazione seria dei fondi che dovevano essere inseriti e rimodulati nel PSR. Esistono precisi fondi, milioni di euro che possono e devono essere utilizzati proprio per la prevenzione e ripulitura dei boschi, invece il nulla. La realtà – continua Febbo -  purtroppo racconta una storia ben diversa: le risorse inserite nel PSR sono poche e il bando non esce altrimenti sarebbero solo due i Comuni beneficiari, ossia coloro che hanno i Piani di Gestioni approvati e vigenti. Peraltro, proprio su sollecitazione del Comune di Pratola Peligna che lo scorso anno è stata colpita fortemente da vasti incendi, questo punto è stato affrontato nell'ultima seduta della Commissione Vigilanza dove sono emerse tutte le incongruenze, l’inefficienza e i gravi problemi inerenti proprio i bandi del Programma di Sviluppo Rurale che non avvantaggiano per nulla le comunità delle aree interne. Proprio su questo argomento nei prossimi giorni presenterò una risoluzione urgente.  Pertanto – conclude Febbo – nonostante i soliti proclami e conferenze di circostanza da parte di D’Alfonso e compagni siamo alle porte di una stagione estiva dove le aree interne con le loro amministrazioni vengono lasciate sole nel risolvere le problematiche inerente la prevenzione agli incendi”.

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