Ortona. “Inaccettabile tanto l’atteggiamento della Giunta Regionale che imperterrita continuerebbe a celare gli atti o a far credere della loro esistenza quanto l’avventurarsi in annunci spot ed acefali del sindaco Castiglione in merito alla presunta proroga del Pronto Soccorso di Ortona”. Questo il commento di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e Simone Ciccotelli, coordinatore locale del medesimo partito.

“Apprendiamo dagli organi di stampa di una chiamata fatta dall’assessore Paolucci al sindaco Castiglione per rassicurarlo dell’approvazione in giunta regionale di una delibera per la proroga del Pronto Soccorso di Ortona, ahinoi, oggi Punto di Primo Intervento. Peccato – proseguono Febbo e Ciccotelli - che della stessa non vi sia traccia né tra le delibere approvate né tra quelle in scaletta, ovvero di quelle da portare in approvazione. Pertanto o la stessa viene nascosta impedendo ed ostacolando la democrazia o non esiste. Conoscendo la sua scrupolosità e meticolosità, quantomeno nel passato, avendo condiviso con lui tanto le azioni di governo a guida centrodestra che le battaglie di opposizione, se il sindaco Castiglione si lancia in un’ affermazione simile, purtroppo lacunosa ed approssimativa, vista che manca di riferire sia il numero che la data di approvazione, deve quantomeno aver letto una copia di tale delibera. Se così fosse che la pubblicasse aiutandoci nella nostra opera di ricostruzione della vicenda al fine di dare un proficuo contributo. Qualora così non fosse, purtroppo, dobbiamo invitarlo a diffidare dal credere alle chiacchiere e a basare, almeno per il futuro, le sue affermazioni su documenti certi e concreti, non teorizzati o inventati".

“La delibera o c’è e viene nascosta, atto gravissimo, oppure non esiste, e sarebbe un fatto ancor più grave. Riteniamo in ogni caso che una delibera di giunta regionale sia insufficiente per riportare il Pronto Soccorso ad Ortona perché va modificato il Decreto 79 del 21 luglio 2016, atto con cui veniva approvato il riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo. Se Paolucci – concludono Febbo e Ciccotelli - si è reso conto di aver preso un abbaglio rendendo Ortona l’unica città d’Italia con un casello autostradale ed un porto di valenza nazionale, ma senza Pronto Soccorso, è proprio su quel decreto che deve intervenire senza creare illusioni o allusioni nei cittadini e trappole per un sindaco troppo fiducioso ed accondiscendente nei confronti dei vertici regionali che un tempo contestava”.

Chieti. “Il Presidente D’Alfonso, nella fretta di dimostrare la sua nota efficienza e velocità al suo segretario nazionale Matteo Renzi,  ha rimediato al contrario l’ennesima brutta figura presentando una delibera di giunta vuota,  la numero 580 approvata il 18 ottobre scorso dove vengono stanziati 300.000 euro a favore della Pilkington di San Salvo, dove mancano sia l’approvazione e firma del Servizio Bilancio sia la certificazione del finanziamento visto che sono fondi della Programmazione europea. Praticamente viene approvato in giunta la solita delibazione, vuota di copertura e quindi solo cara straccia". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che specifica quanto segue: “D’Alfonso ha perso letteralmente il controllo dei fondi Par FSC 2007/2013 e continua a dispensare risorse senza avere la cognizione del loro funzionamento e lo invito, prima di rimediare l’ennesima figuraccia, a revocare e rettificare immediatamente la DGR 580 perché cosi come scritta è tecnicamente sbagliata e quindi non può essere sottoscritto nessun accordo di programma. Inoltre, cosa più grave, non si è mai né visto né sentito che i fondi del PAR FSC impongono, come riportato nel deliberato, ‘la previa ed imprescindibile verifica della disponibilità finanziaria che sarà accertata sul bilancio regionale 2018’. Tutti sappiamo e conosciamo, certamente anche chi ha scritto la dgr, come i fondi del PAR FSC 2007/2013 hanno un loro specifico programma, linea e azione di intervento e non centrano nulla con il bilancio regionale, due programmazioni distinte e distanti. Infatti in questo caso trattasi  di fondi di Area 1 (Competitività), Linea di Azione 1.2.1.a , con uno specifico baget da spendere in attività e quindi non possono assolutamente   essere inserite nel bilancio regionale, poi addirittura in quello del 2018. Cosa accadrebbe se il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) dovesse chiamare fra un mese la Regione Abruzzo, la Regione Veneto, l’Invitalia e la stessa Pilkington a sottoscrivere l’accordo?? Dove sono i 300.000 euro? Dobbiamo aspettare addirittura la verifica della disponibilità degli stanziamenti programmati nell’esercizio finanziario 2018? È del tutto evidente come il Presidente D’Alfonso abbia perso totalmente il contatto con la realtà visto che vediamo approvate decine e decine di dgr, dello stesso tenore e contenuto senza avere nessuna certificata copertura economica, dove i Fondi del PAR FSC vengono rimodulati in continuazione aspettando di verificare la loro futura disponibilità. Pertanto – conclude Febbo – invito il Presidente D’Alfonso a rettificare la DGR 580 poiché la serietà di aziende produttive come la Pilkington di San Salvo meritano tutta l’attenzione del Governo regionale e non le promesse da marinaio che il Presidente continua a dispensare in delibere vuote, tecnicamente sbagliate e senza la copertura finanziaria. Una Regione, infine, che non riesce a certificare un finanziamento di 300.000 euro su un baget complessivo di 700 milioni di euro del PAR FSC significa che ha fallito il suo compito come è altrettanto evidente  la situazione della struttura regionale responsabile della programmazione europea che continua a lavorare senza possedere una rotta e una guida precisa continuando a sbagliare tecnicamente e sistematicamente sull’iter e sulla certezza dei fondi europei disponibili”.

L’Aquila. “Il Presidente D’Alfonso intende andare avanti con il project financing del nuovo ospedale Santissima Annunziata di Chieti perdendo  solo altro tempo poiché non ha spiegato neanche oggi come superare tutte le criticità sollevate ed emerse da ultimo dal Rup ing. Emidio Primavera, dopo quelle irrisolte e insormontabili riscontrate dal precedente Rup della Asl Filippo Manci che si è avvalso anche di due consulenti esterni (avv. Veronica Vecchi e avv Delia Leone) rimettendo entrambi pareri negativi e contrari sulle procedure adottate in merito all’iter. Una regione sorda che intende calpestare la sanità pubblica per portare avanti un progetto di finanza che non ha, ad oggi, i piedi e i numeri per camminare”. Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo a margine dei lavori svoltosi oggi in seduta straordinaria alla presenza del Presidente D’Alfonso per affrontare la problematica inerente la procedura di pubblico interesse relativa alla demolizione e ristrutturazione dell’Ospedale di Chieti. “Incredibile la posizione assunta oggi dal Presidente D’Alfonso – spiega Febbo – poiché, dopo esseri presentato con mezz’ora di ritardo in sede di Commissione, non ha fornito nessuna spiegazione logica, tecnica, economica e pratica di come la Regione intende arrivare alla chiusura della procedura di pubblico intesse di un progetto così complicato ed importante. infatti anche il responsabile unico del procedimento Emidio Primavera, capo dipartimento Opere pubbliche della Regione Abruzzo, ha consegnato al responsabile e direttore Vincenzo Rivera, le sue valutazioni critiche e tutte le eventuali modifiche da apportare alla proposta formulata dal soggetto proponente, ossia  la Maltauro. Ormai sono tre anni che questo progetto viene passato da Rup in Rup come una patata bollente e nessuno ha l’intenzione di prendersi la responsabilità di chiudere l’iter nonostante che l’opera è stata avocata sotto la tutela della Regione. Questa mia tesi è supportata innanzitutto dai precedenti pareri tutti negati e da ultimo dall’odierno passaggio del Presidente D’Alfonso in Commissione Vigilanza dove non ha apportato nessuna notizia utile a risolvere la complessa pratica del project financing visto che rimangono sul tavolo tutte le criticità emerse sin dall’inizio. Pertanto – conclude Febbo – continuerò a monitorare tutto l’iter e la fondatezza e concretezza dei pareri che oggi la Regione è chiamata a rilasciare. Il SS Annunziata necessita di interventi urgenti per i gravi e conosciuti problemi esistenti sul alcune specifiche palazzine e oggi, invece, la Regione dopo tre anni insiste su un percorso artificioso e poco chiaro come quello intrapreso con questo project financing da sviluppare nel nosocomio di Chieti”.

Vasto. “Quanto brucia la verità. Il famigerato e misterioso ‘Pd Territoriale’ ha perso l’ennesima occasione per tacere e, al contrario, ha prodotto la solita grottesca e insignificante risposta d’ufficio che, oltre a confermare le mie preoccupazioni e quelle dei colleghi di altri partiti, evidenzia il totale distacco dalla realtà e dalle problematiche che oggi vive il nosocomio di Vasto”. Questa la secca replica del Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea: “Il ‘Pd territoriale’ dovrebbe imparare ad ascoltare, in questo caso il personale medico, a riflettere e a giudicare con serenità le problematiche, affrontarle e tentare di risolverle o quanto meno trovare la soluzione o le strade da percorrere: questo in politica si chiama Amministrare! Ma questo è chiedere troppo a un partito che, oggi e non ieri,  si riduce solo a rispondere con comunicati da Prima Repubblica dal sapore di naftalina incolpando e scaricando le colpe addirittura a chi governava precedentemente. Considerando la visione politica, racchiusa nei vari comunicati naftalina di risposta emanati dal ‘PD Territoriale’, credo fortemente che se continua di questo passo il PD sia destinato all’oblio e a scomparire arrivando a percentuali ridicole. Basta rileggere gli ultimi risultati elettorali e la situazione dentro le loro segreterie. Il PD regionale governa saldamente da quasi quattro anni e da più di undici anni la città di Vasto e credo che i cittadini, e non il sottoscritto, siano ben consapevoli di chi siano le responsabilità della vergognosa e penosa situazione in cui oggi, e non ieri, versano molti Reparti del presidio ospedaliero ‘San Pio’ che mai e poi mai, neanche ieri, hanno vissuto periodi così bui. D’altronde, le stesse motivazioni della mia denuncia sono state sollevate da vari esponenti politici sia del Partito Democratico (on. Amato) sia da un consigliere regionale (Mario Olivieri Presidente della Commissione Sanità) che oggi mantiene, spero ancora per poco, la maggioranza al Governo regionale di cui il ‘bocconiano’ assessore alla sanità è parte integrante. Oggi il ‘vostro’ assessore alle Politiche sanitarie ha beneficiato esclusivamente delle politiche di risanamento messe in atto, quelle si che sono certificate e fondate, dal Governo Chiodi di cui orgogliosamente ho fatto parte, che hanno risanato la Regione Abruzzo portandola fuori sia dall’indebitamento sia dalla etichetta di Regione Canaglia lasciata in eredità dal ‘vostro’  PD. Invece sottolineo come, dal beneficiare al passare poi al governo e alla gestione della Sanità, sia emersa tutta l'arroganza e la superbia di chi non riesce più ad interpretare le esigenze e le richieste dei territori. Ma questo i cittadini realisti lo sanno benissimo. Ringraziando infine  – conclude Febbo - i dottori, gli infermieri e tutto il personale paramedico che quotidianamente lavorano e mi sollecitano ad intervenire e denunciare le inefficienze e le problematiche inerenti il nosocomio del vastese, voglio raccomandare al ‘PD territoriale’ di stare sereno poiché dal canto mio continuerò a metterci la faccia, come ho sempre fatto ieri e oggi, e non nascondendomi, come i bambini con le mani sporche di marmellata, dietro un ridicolo e risibile marchietto territoriale”.

Pescara. "Quanto sta accadendo in Consiglio Regionale è alquanto avvilente, anzi sarebbe meglio dire quanto non sta accadendo visto che anche oggi è saltata la seduta del Consiglio regionale e, addirittura, riconvocata solo per il 31 ottobre. Puerili e sterili sono, inoltre, le scuse presentate dalla stessa maggioranza visto che, senza il Presidente, la maggioranza è formata da ben 17 consiglieri. La realtà è un'altra: siamo di fronte ad una maggioranza senza né i numeri né la compattezza dove più fazioni territoriali si fronteggiano e si ricattano a vicenda senza avere il coraggio di confrontarsi sui veri temi ed esigenze di questa regione". Questo è il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che rimarca quanto segue: "In Regione Abruzzo abbiamo una maggioranza che si auto celebra di risultati positivi presenti solo nella sua illusione ed è del tutto evidente invece come l'esecutivo di governo regionale ha perso il contatto con la gente, le imprese, le amministrazioni comunali e con i territori. Basta semplicemente guardare cosa accade fuori dai palazzi del potere dove attività industriali, imprese commerciali, artigianali e agricole chiudono, ospedali al collasso, giovani senza lavoro, viabilità dissestata, emergenze ambientali ancora irrisolte, banche locali azzerate, credito azzerato, fondi europei non spesi, carceri che scoppiano, invasione di emigranti e l'elenco potrebbe continuare. Mentre l'Abruzzo piange, il Partito Democratico pensa solo a litigare per i loro prossimi congressi provinciali. Comunque - chiosa Febbo - c'era da aspettarselo e immaginare visto la larghissima e variegata coalizione messa in piedi da D'Alfonso pur di vincere e diventare Presidente. Dal canto nostro avremmo immaginando tutto ma mai che si arrivasse ad punto così basso, avvilente e mortificante per gli Abruzzesi e per la stessa Politica quelle con la P maiuscola, che purtroppo non abita più tra i banchi dalla maggioranza del governo regionale. Vedremo giovedì prossimo se Renzi, durante il suo tour con il suo treno, porti pace e serenità tra i consiglieri di maggioranza e riesca a placare le varie fazioni che oggi danneggiano fortemente l'intero Abruzzo, imprigionandolo nella posizione di stallo".

Chieti. "L'assessore Paolucci nelle sue conferenze stampa dovrebbe dire fino in fondo tutta la verità e spiegare al territorio vastese anche come mai a tutt'oggi è ancora inutilizzata l'Osservazione Breve Intensiva (Obi)presso l'ospedale di Vasto dopo essere stata inaugurata nel mese di aprile scorso. Il Pronto Soccorso del San Pio vive da tempo forti disagi e riesce ad andare avanti solo grazie alla disponibilità del suo personale come del resto accade in molti dei reparti del presidio ospedaliero vastese". Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: "In questi giorni sono stato sollecitato ad intervenire dopo ripetuti e persistenti disagi che si sono riscontrati proprio presso il Pronto soccorso dell'ospedale di Vasto dove il reparto vive da tempo una situazione lavorativa al limite del sopportabile, un'emergenza dentro l'emergenza. È inaccettabile e vergognoso come un reparto come l'Obi inaugurato sei mesi fa per supportare il lavoro del Pronto soccorso sia ancora chiuso per mancanza di organizzazione e personale infermieristico. Infatti - continua Febbo - ad aprile scorso è stata inaugurata, alla presenza dall'assessore Paolucci e del sindaco Menna gli 8 posti letto dell' Osservazione breve intensiva con lo scopo di decongestionare il Pronto soccorso e migliorare la qualità dell’assistenza dove i pazienti sono accolti e trattati in un contesto più tranquillo in cui è previsto un tempo di permanenza compresa tra un minimo di 6 ore ed un massimo di 24 ore al fine di capire sia la patologia sia la cura. Oggi l'Osservazione breve intensiva (Obi) con i suoi otto posti letto resta ancora inutilizzata causando pesanti disagi e forti difficoltà all'intero Pronto soccorso per mancanza di infermieri. Pertanto non capisco i recenti toni trionfalistici dell'assessore Paolucci visto che la sanità regionale oggi vive una situazione critica. Propio il Presidio ospedaliero di Vasto è l'esempio di inefficienza politica e amministrativa che ha visto recentemente anche la soppressione della Unità operativa complessa di Geriatria e la riconversione della Uoc di Urologia in Uos (unità operativa semplice) afferente alla Uoc di Urologia di Chieti. Per non parlare dei reparti fondamentali come ortopedia medicina e chirurgia che sono carenti di personale medico. Quindi - conclude Febbo - l'assessore Paolucci dovrebbe solo constare la cruda e nuda realtà dell'Ospedale di Vasto ossia che, dal suo avvento in giunta regionale e nelle politiche sanitarie, è solo visibilmente e concretamente peggiorato nonostante le inutili difese e sterili giustificazioni che il suo partito cerca di far apparire poiché la toppa è peggio del buco".

Vasto. "Da quando sono stata eletta per rappresentare gli interessi degli italiani a Bruxelles, mi è capitato diverse volte di occuparmi di varie tematiche di interesse nazionale, che ho sottoposto, ove possibile, all’attenzione della Commissione europea, o che ho discusso in aula a Strasburgo o nelle varie commissioni di riferimento in Parlamento".

Così in una nota l'europarlamentare Daniela Aiuto, che aggiunge: "Devo dire che spesso ci si attacca, in politica, fra colleghi di vari schieramenti, ma tra i vari deputati qui a Bruxelles, pur nella diversità di visione e di scelte politiche, non è mai mancata la cordialità, il rispetto e la professionalità. Perché si “attacca” l’avversario su temi politici, non su vicende personali nè tantomeno lo si insulta o lo si denigra.
Quando invece mi è capitato di occuparmi di temi a carattere “locale”, ebbene, in questi casi è uscito da parte dei miei avversari politici il peggior comportamento che si possa avere non solo in politica, ma nelle relazioni umane in generale.

Sarà una strana coincidenza, ma quando mi occupai delle problematiche legate all’Aeroporto d’Abruzzo (finanziamenti pubblici profusi a dismisura ed attenzionati anche dalla Corte dei Conti) quel gentleman del Presidente D’Alfonso commentò la mia azione politica affermando che meritavo di essere innaffiata con un “noto liquido fisiologico giallastro”.

Quando poi sollevai a Vasto e in Regione, la problematicità della mancanza di case rifugio per le donne vittime di violenza (andando a scoperchiare una questione legata ad alcuni finanziamenti ricevuti e da attenzionare) anche in quel caso il Sindaco di Vasto non perse tempo nel rispondermi e dandomi della ignorante, ridicola ed inopportuna (peccato per loro, prima di parlare e ancor più, di scrivere, io verifico le mie fonti...per cui stessero sereni).

Questa volta tocca al simpatico Mauro Febbo (viene da dire, diverso schieramento, ma stessa classe ed educazione...) che, messo di fronte alla notizia di una mia interrogazione alla Commissione europea sulla questione #COTIR, avendo evidentemente la coscienza non proprio a posto, ha pensato bene di aggredirmi verbalmente andando a ripescare nella memoria collettiva una calunnia ai miei danni risalente a diversi mesi fa, della quale per altro si ricordava solo lui. Se però avesse fatto un piccolo sforzo mnemonico in più, il gentilissimo e cordialissimo Dott. Febbo (ah...no...scusate...il ragionier Febbo...) avrebbe potuto ricordare quando, nelle vesti di Assessore all’Agricoltura (Governo regionale Chiodi 2009-2014) promise i famosi 600.000€ ai lavoratori COTIR per il pagamento di stipendi arretrati (basta verificare qui, due link di esempio tra i tanti: https://goo.gl/bMbKU6 - https://goo.gl/FqoBY2 -, che quegli stessi euro non arrivavano - https://goo.gl/9LdMLN - e sopratutto che, come Assessore uscente, in campagna elettorale fece quella ed altre promesse pur di mantenere la sua poltrona in Regione.

Come sopra menzionato, se parlo o scrivo, è perché prima mi sono informata. Ma voglio essere magnanima e perdonarli tutti, anche i pennivendoli da strapazzo che approfittano di leggere il mio nome sulla stampa pur di scrivere qualche ameno post su di me (mi pensate sempre, vero? Io fortunatamente ho altro a cui pensare che non soffermarmi sulle vostre misere esistenze...).
Perché è ovvio aspettarsi da tali personaggi, cariatidi della nostra politica locale (che a quanto mi risulta è un vero modello di efficienza, correttezza, trasparenza e funzionalità) scelte stilistiche di così indubbia classe, anche perché si sa che contro una donna che si “impiccia” di politica è sempre più facile scendere di livello nel confronto. Non è colpa loro, ma di madre natura che non è stata generosa.
Ne riparleremo non appena arriverà la risposta da parte della Commissione europea. Stay tuned...".

Lanciano. “Bloccare e sospendere immediatamente il bando di selezione pubblicato dalla SASI per assumere con contratto indeterminato 67 figure poiché, oltre  a vizi di forma e di trasparenza, esistono criteri legislativi e sentenze recentissime  oggettive per sostenere che tale avviso sia totalmente illegittimo”. Questo l’annuncio dato dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo durante la conferenza stampa convocata per questa mattina a Lanciano per spiegare le sue ragioni in merito al bando pubblicato dalla società SASI. Documenti alla mano Febbo spiega quanto segue: “ Il presidente Basterebbe nella sua recente conferenza stampa, dove sosteneva le ragioni e la legittima dell’avviso pubblico, individua esattamente la natura giuridica dell’ente ossia dichiara letteralmente come la SASI SpA sia ‘una società partecipata, totalmente pubblica, cioè soggetta al Codice Civile e alla Legge Madia’’. Quindi il Presidente dovrebbe sapere appunto come il Decreto legislativo 175/2016 (cosiddetto Legge Madia) pone tra i divieti e assume primario rilievo proprio quello sancito dall’art. 25, comma 4, che prevede per le società in controllo pubblico, il blocco fino al 30 giugno 2018, di nuove assunzione a tempo indeterminato, se non attingendo, con le modalità stabilite da un decreto ministeriale, all’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti a seguito della ricognizione del personale in servizio alla data del 30 settembre 2017. Vero si che il Decreto ministeriale di attuazione ancora non viene pubblicato ma è altresì vero che la Corte dei Conti si è già espressa in ben due sentenze sia in quella pronunciata dalla Corte dei Conti della sezione Abruzzo numero 252/2016 sia in quella, più recente, della Corte dei Conti della Regione Puglia numero 71/2017 dove scrivono ed evidenziano entrambe "nonostante il decreto non sia stato ancora approvato (e quindi al momento non sia possibile attingere agli elenchi del personale eccedentario, di cui proprio il decreto deve fissare le modalità di utilizzo), il divieto di assunzione è operativo ed assoluto" (testuale) Quanto appena sottolineato – evidenzia Febbo – rende illegittimo l’avviso pubblico della SASI sul piano legislativo e normativo e lunedì stesso, ultimo giorno utile per inoltrare e presentare domanda, presenterò una precisa diffida stragiudiziale all’attenzione del Difensore Civico regionale chiedendo la sospensione immediata dell’avviso pubblico per i motivi appena illustrati. A queste gravi criticità legislative esposte – continua Mauro Febbo – vi sono altre anomalie che non possono essere sottaciute. Innanzitutto la scarsa comunicazione e poca trasparenza dell’avviso visto che è stato pubblicato solo il 2 ottobre sul sito dell’Ente con scadenza il 16, praticamente con solo 15 giorni di pubblicazione. Altrettanto singolare è la procedura di valutazione dei candidati dove dal bando si evince come non esista un’adeguata e precisa tipologia di selezione senza prove idonee scritte e orali ma solo un colloquio con da effettuare con un Commissione interna o esterna. Inoltre ad oggi non sappiamo da chi e come sarà composta tale commissione esaminatrice che deve essere, a mio avviso, invece specificato nell’avviso.  Si sarebbe auspicato una maggiore trasparenza da parte della SASI nella parte in cui parla di Commissione esaminatrice o Società esterna lasciando tutto nel vago. Ciò per una un più efficace e completa tutela del principio di imparzialità, in particolare negli avvisi pubblici. A tal proposito si richiama un principio ormai ribadito dall’ANAC  secondo il quale nella scelta delle commissioni esaminatrici bisogna “impedire ab origine il verificarsi di situazioni di interferenza" che possano "pregiudicare il principio di imparzialità” (delibera n. 421 del 13 aprile 2016). Ma la cosa che mi lascia molto perplesso e interdetto sono invece i requisiti richiesti per accedere ad uno o più dei 17 profili di impiego che sono stati inserti nel bando. Infatti è molto strano come in tutti i profili viene richiesto il possesso della patente B (come se nel 2017 fosse una rarità ...mah !!!) tranne invece alla figura relativa all’addetto allo Sportello Online. Un particolare che naturalmente mi fa dubitare circa il possesso o meno dell’attuale lavoratore incaricato a questa specifica mansione . Stessa storia vale per la ricerca delle tre figure amministrative dove si richiede tra i requisiti il diploma secondaria superiore ma costituisce titolo preferenziale la Laurea in Economia e Commercio, Laurea in Servizi Giuridici e Laurea in Giurisprudenza e anche qui mi sorge spontaneo la curiosità di conoscer i titoli delle tre figure che oggi ricoprono quel specifico ruolo. E  potrei continuare anche per gli altri profili per dimostrare al Presidente Basterebbe che non è come dichiarato da lui in conferenza stampa. Pertanto – conclude Febbo – auspico che, sia per i motivi ostativi che impone la Legge Madia sia per i vizi di forma e di sostanza contenuti nell’avviso, la SASI sospenda  immediatamente l'avviso  di selezione del personale prima di incorrere in una valanga di ricorsi, e non solo amministrativi, che esporrebbero la Società ad una ingovernabilità senza precedenti oltre al danno che potrebbe causare ad un ente pubblico specifico ed importante per il nostro territorio”.

Chieti. “Comprendo il legittimo entusiasmo del Presidente D'Alfonso nel presentare ai media l'aggiudicazione dell’appalto di 190 milioni di euro per l’ultimazione della Fondo Valle Sangro, nel tratto compreso tra le stazioni di Gamberale e Civitaluparella, ma il buon senso vuole che il film vada visto dall’inizio e non raccontata solo l’ultima parte”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea: “Non ho problemi e remore nel dare atto del risultato raggiunto rispetto ad un'opera strategica per il collegamento con il versante tirrenico e fondamentale per il sistema industriale, turistico ed economico dell'intero Abruzzo. D’Alfonso presenta il completamento della Fondovalle Sangro con la consueta enfasi e logorroica retorica, questa volta (parzialmente) giustificata, poiché potrebbe, e sottolineo con rammarico il potrebbe, essere l’unico risultato degno di rilievo del suo mandato e che magari raddrizzi i suoi dati negativi e ritardi circa gli impegni assunti con il Masterplan”. “Mi sarei aspetto però - spiega Febbo – anche in considerazione della sua lunga esperienza amministrava e professionale (come dirigente Anas),  che la presentazione ufficiale si svolgesse all’apertura vera del cantiere, ossia alla famosa posa della prima pietra. Anche perché tutti sappiamo molto bene che ad ogni aggiudicazione seguono ricorsi amministrativi, figuriamoci per un'opera di ben 192 milioni di euro con un ribasso del 31% (il che già fa preannunciare varianti in corso d'opera ecc.... ecc...). Nel caso specifico temo che i ricorsi saranno fondati anche  su basi squisitamente tecniche tutte relative e scaturenti dalle ben 147 pagine di prescrizioni VIA ( datate 5/7/2016), purtroppo come già avvenuto (e da me annunciato con due anni di anticipo) per il dragaggio del Porto di Ortona. Infatti sono ancora da capire come sono state interpretate, risolte e quantificate economicamente alcune fondamentali prescrizioni come il piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, l'attuazione del monitoraggio ambientale,  l'acquisizione dell'autorizzazione  paesaggistica, i lavori per le integrazioni idrauliche (R.D. 523/1904)  ,  l'attuazione integrale della micronizzazione sismica (art. 19 L.R. n. 28/2011), solo per citarne alcune ma che hanno sicuramente impatti economici rilevanti e di sostenibilità ambientale. Questo lo dico ricordando il mio impegno per la realizzazione di questa importante  infrastruttura che mi ha visto protagonista prima in qualità di Presidente della Provincia di Chieti quando nel 2002, con la Presidenza di Giovanni Pace, quando appaltammo e cantierammo la "variante di Quadri"  per 62 milioni di euro (lavori eseguiti e collaudati), e dopo in qualità di componente dell’esecutivo del Governo regionale (2008-2014) di centrodestra quando  siamo riusciti a far inserire l'opera di completamento della Fondovalle nel 2010, dal Governo Berlusconi, all’interno del piano delle opere Anas 2007 - 2014 con un finanziamento cospicuo di 112 milioni di euro poi inseriti successivamente  nel Decreto 133/2014. E le mie preoccupazioni sono fondate anche dal ritardo con cui è avvenuto tutto l'iter, infatti come stabilito dall’art. 3 dello stesso Decreto Legge l’opera doveva essere cantierabile per il 31 agosto 2015.  Chiarito e rimarcato ciò auspico che le mie preoccupazioni (chiamiamole così) siano infondate perché come già detto quest'opera è troppo importante per l’economia del nostro Abruzzo e tutti, oltre qualunque casacca politica, aspettiamo di vedere il vero inizio, l’apertura e la chiusura del cantiere. Ora auspico che il ventriloquo Balbucci non firmi comunicati di risposta anche perché gli abruzzesi aspettano ancora le sue scuse rispetto all'annuncio che l'opera si sarebbe appaltata il 30.06.2016 (si proprio 30 giugno 2016!!!) o dell'ex sottosegretario "responsabile" del mancato dragaggio del Porto di Ortona”.

L’Aquila. “Perpetrato un autentico furto ai danni del Cotir di Vasto colpendo in maniera mortale i suoi lavoratori. Ecco spiegate le tre assenze consecutive dell’assessore Pepe alle precedenti convocazioni. Oggi scopriamo la Delibera di Giunta, approvata il 5 ottobre da questo esecutivo regionale, e tenuta ancora secretata, attraverso la quale, con un atto di ‘delinquenza politica’, si cancellano arbitrariamente i 450 mila euro destinati ai centri di ricerca per dirottarli interamente al nuovo soggetto Crua (ex Crab), lasciando di fatto il Cotir di Vasto in una situazione ancora agonizzante”. Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza a margine dell’audizione odierna dove si è discusso proprio della Situazione dei Centri Ricerca regionali alla presenza dell’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe e del direttore Antonio Di Paolo. “Quanto scoperto oggi durante la sessione di audizione – spiega Febbo –  è veramente vergognoso poiché in maniera arrogante e sovversiva viene capovolta una decisione presa in maniera collegiale e pubblica con l’approvazione di una specifica legge da me proposta. Ricordo come nel mese di luglio scorso è stata approvata da tutto il Consiglio regionale la Legge regionale numero 38 art 9 ‘ Disposizioni urgenti in favore dei Centri di ricerca regionali del settore agricolo’ con un contributo di 450 mila euro. Oggi invece, scopriamo come quel contributo viene, attraverso una Dgr del 5 ottobre, completamente destinato in maniera esclusiva al CRUA ossia all’ex Crab. Una scelta dal sapore dittatoriale che non tiene contro delle esigenze e delle criticità che attraversa anche il Cotir di Vasto”. “Infatti proprio il 20 settembre scorso – continua Febbo – ho scritto una nota al Presidente del Consiglio regionale, all’assessore Pepe e al direttore chiedendo loro di diffidare il neo Commissario Micucci ad utilizzare la somma di 450 mila euro per risolvere un contenzioso dell’ex Crab nei confronti di un istituto di credito, come da lui anticipato nella precedente audizione svolta il 13 settembre. Purtroppo  tutto questo è stato disatteso e addirittura avvallato e autorizzato dalla giunta regionale di utilizzare una i fondi destinati invece a tutti e tre i Centri”. “Pertanto – conclude Febbo – chiedo al Presidente del Consiglio che venga rispettato quanto deciso e approvato in sede di Consiglio e nello specifico con la legge numero 38 altrimenti sarò costretto ad adire alle autorità competenti”.

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