Pescara. Prosegue l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio e di contrasto ai traffici illeciti da parte della Guardia di Finanza di Pescara.
Sono le ore 20,30 circa quando una pattuglia composta da militari della Sezione Pronto Impiego della Compagnia di Pescara – meglio noti come “baschi verdi” – è impegnata nel rocambolesco inseguimento di un motociclo condotto da un soggetto di nazionalità italiana che, disatteso l’alt di polizia, tenta la fuga percorrendo le strade dell’agro di marina di Città Sant’Angelo.
Nel tentativo di sottrarsi al controllo dei militari l’uomo perde il controllo del mezzo, cade a terra e prosegue a piedi finché non viene raggiunto e fermato da uno dei componenti della pattuglia dal quale cerca invano di divincolarsi.
Da un primo sommario controllo risulta che il soggetto era alla guida del mezzo senza aver mai conseguito la patente e senza la necessaria copertura assicurativa RC auto.
Tuttavia, l’atteggiamento del fuggitivo insospettisce i militari al punto da convincerli a estendere il controllo in maniera più approfondita anche sulla persona.
Ancora una volta l’intuito dei “baschi verdi” – principali operatori su strada della Guardia di Finanza – si rivela prezioso. La perquisizione personale permette il rinvenimento e il sequestro di oltre 5 grammi di cocaina, 4 di hashish, uno di marijuana oltre che di 1.200 euro in contanti, sicuro provento della vendita di droga. Tutto il materiale sequestrato era occultato all’interno della biancheria intima che il soggetto indossava.
O.S. italiano di 30 anni viene arrestato per possesso di sostanze stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale.

Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato, ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Pescara nei confronti di D.R., 34enne originario di Mantova, il quale dopo essere stato rintracciato dagli Agenti della Squadra Mobile è stato tratto in arresto e accompagnato presso la propria abitazione per espiare una pena detentiva domiciliare di 8 mesi di arresto in quanto riconosciuto colpevole e condannato per il reato di porto abusivo di armi, fatto commesso a Pescara  il 18.04.2012.

Pescara. Nel corso della nottata odierna i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara, hanno tratto in arresto, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, E. F., 38enne pescarese, già gravato da numerose segnalazioni di polizia.
Tutto è iniziato intorno alle 21.00 circa di ieri quando, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di reati in genere, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, nel transitare in via Lago di Capestrano, ha incrociato un’autovettura Y10 che, alla vista dell’autoradio, ha improvvisamente accelerato l’andatura; notata la strana manovra, i militari hanno fatto inversione di marcia ed hanno intimato l’alt all’auto che, per tutta risposta, ha iniziato ad accelerare sempre di più al fine di sottrarsi al controllo. Dopo un breve inseguimento sulla via Tiburtina, l’uomo alla guida, vistosi braccato, ha abbandonato l’auto sul bordo della carreggiata ed ha tentato un’improbabile fuga a piedi. I militari, postisi prontamente all’inseguimento, lo hanno raggiunto dopo qualche decina di metri bloccandolo definitivamente. Condotto in caserma e compiuti i dovuti accertamenti, si è scoperto che l’auto a bordo della quale viaggiava era oggetto di furto, perpetrato qualche ora prima in zona Colli; a seguito di perquisizione, sempre all’interno dell’auto, i Carabinieri hanno trovato due “spadini”, cioè parti di chiavi metalliche limate all’estremità in modo da poter essere utilizzate per forzare il blocchetto di avviamento delle auto.
L’uomo, arrestato per il citato reato e ristretto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo, dovrà rispondere anche dei reati di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.

Pescara. Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di G. C., 67enne, di origine rumena, per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’evento morte.
Il provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria è la risultante della pervicace indagine da parte dei militari del citato Nucleo Operativo a seguito del decesso della convivente, una 53enne di origine rumena, avvenuto il 30 maggio scorso. Erano le 18.30 circa, quando l’uomo ha contattato l’utenza “112” riferendo confusamente della morte della sua compagna. All’arrivo dei militari la donna era riversa supina, priva di vita, di fronte al portone di casa e già da un primo esame presentava vistose ecchimosi su diverse parti del corpo; l’uomo, invece, si presentava confuso e sotto l’effetto di alcool, non riuscendo a riferire nell’immediatezza quanto accaduto. Trasportato presso il Pronto Soccorso del locale nosocomio, dopo aver effettuato le previste analisi atte ad confermare il suo stato di ebrezza, ha iniziato a rendere le prime dichiarazioni sugli eventi del pomeriggio, fornendo, fin da subito, diverse versioni dei fatti, confuse e contraddittorie.
Sul posto, nel frattempo, è giunto anche il medico legale, Prof. Christian D’Ovidio, ed il P.M. che ha diretto le indagini, la Dott.ssa Anna Benigni, la quale ha poi disposto l’esame autoptico. Nel corso dei giorni seguenti, i Carabinieri hanno escusso i familiari della donna, nonché numerosi conoscenti della coppia al fine di ricostruire non solo le ultime ore di vita della vittima, ma anche il quadro completo dell’intera situazione familiare. Ciò che è emerso fin dalle prime risultanze investigative è il comportamento violento dell’uomo che era solito maltrattare la sua convivente, non solo infliggendole punizioni corporali, ma anche umiliazioni verbali. I familiari, in particolare, hanno riferito di aver visto in più circostanze la donna con evidenti lividi ed ecchimosi su diverse parti del corpo e, solo dopo pressanti richieste di spiegazioni, la vittima aveva confessato, a mezza bocca, di essere stata picchiata dal convivente. A corroborare l’intero quadro investigativo è stata utile anche l’intercettazione telefonica dell’utenza in uso all’indagato; nel corso delle telefonate con i suoi amici e conoscenti che gli chiedevano cosa fosse accaduto alla sua compagna, l’uomo ripeteva, sempre in maniera confusa e contraddittoria, la stessa versione dei fatti, raccontata agli inquirenti, modificando piccoli particolari; tale circostanza ha permesso di fornire la conferma che il racconto non fosse genuino. Una telefonata in particolare, poi, ha destato l’attenzione dei militari: uscendo dalla caserma dopo la notifica di un atto, l’uomo ha chiamato un suo amico e, usando un tono beffardo e sprezzante, dopo avergli raccontato dell’incontro avuto con i Carabinieri, ha proferito la frase “Non mi hanno chiuso, stupidi del cavolo!”, riferendosi evidentemente al fatto che non era stato tratto in arresto perché non erano riusciti a smascherarlo. La conferma della tesi investigativa si è avuta, infine, con la relazione riepilogativa del C.T. che, a seguito dell’autopsia, ha evidenziato come la morte fosse stata causata da “un’insufficienza cardio-respiratoria da emotorace massivo sinistro e sbandieramento medianistico a destra”; in altri termini, il quadro emorragico che ha causato il decesso era stato indotto per effetto traumatico perforativo sul polmone sinistro, escludendo la causa accidentale dell’evento.
L’esame autoptico ha individuato l’orario della morte tra le 11.00 e le 14.00 del 30 maggio e lo specifico esame svolto sulle ecchimosi e sui lividi sul corpo della donna hanno permesso di appurare che il quadro polilesivo non può essere riconducibile a traumatismi da un’unica caduta accidentale, come, invece, era stato riferito dall’indagato che sosteneva di averla trovata già morta in seguito ad una ipotetica caduta. La versione confusionaria dell’uomo è stata quindi smontata, anzitutto dalle attività di indagine svolte dai Carabinieri che hanno scovato e smascherato tutte le contraddizioni nel racconto e successivamente dalla perizia, in quanto è risultato palese che la vittima, in prossimità dell’esito infausto, aveva subito numerosi colpi in svariate parti del corpo che ne avevano cagionato la morte.
L’uomo, a cui sono state contestate le ripetute condotte violente, integranti il reato di maltrattamenti in famiglia che hanno avuto come conseguenza l’evento morte, è stato tradotto presso il carcere di “San Donato” a disposizione dell’A.G. mandante.

Chieti. In Montesilvano (PE), i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti, nell’ambito di una specifica attività investigativa, sviluppatasi tra le province di Chieti e Pescara, finalizzata a contrastare il fenomeno dei reati in materia di armi, hanno tratto in arresto una donna del luogo, censurata, 32enne.
La donna, peraltro gravata da misura di prevenzione personale e sottoposta alla detenzione domiciliare, è stata trovata in possesso di 2 fucili, uno calibro 16 ed un moschetto calibro 6,5.
Dagli immediati accertamenti, inoltre, è emerso che le armi risultavano di provenienza furtiva, asportate da un’abitazione di Spoltore ed il cui furto era stato denunciato lo scorso 13 novembre.
L’arrestata, completate le formalità di rito è stata trattenuta agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.
L’attività di contrasto alla criminalità condotta dall’Arma di Chieti, in sinergia con l’Arma di Pescara, si è ulteriormente infittita nei territori contermini tra le due province ove, non di rado, diventano crocevia di soggetti ed attività delinquenziali.

 

Vasto. Nel corso di attività preventiva e repressiva circa lo spaccio delle sostanze stupefacenti, nella tarda serata di ieri, 16 novembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vasto hanno tratto in arresto S.D., noto pregiudicato vastese di anni 42.
Dopo alcune ore di appostamento, i Carabinieri notavano due autovetture che si erano appartate in maniera sospetta in località Tratturo di Monteodorisio. Dopo alcuni minuti di osservazione i conducenti, scesi dalle rispettive autovetture, venivano visti scambiarsi qualcosa. Notata la circostanza, in considerazione che entrambi gli individui erano ben noti ai Carabinieri per i loro precedenti penali, i militari decidevano di intervenire e controllarli. All’esito della perquisizione personale e veicolare, i Carabinieri rinvenivano addosso al pregiudicato vastese, S.D., la somma contante di euro 1.050,00, ritenuta provento di spaccio di sostanze stupefacenti. Pertanto la perquisizione veniva estesa anche presso l’abitazione di quest’ultimo. Presso il predetto domicilio veniva individuato un piccolo sgabuzzino utilizzato come laboratorio per la preparazione e il confezionamento della sostanza, tant’è che all’interno si presentava un tavolino su cui vi era posto: una vaschetta contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina con la quale si potevano confezionare n. 62 “dosi” da gr. 0,5 cadauna, un bilancino di precisione, numerose bustine di varia grandezza, gr. 120 di sostanza da taglio e un mixer di plastica.
L’arrestato, che dovrà rispondere di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato associato al carcere di Vasto a disposizione dell’A.G. procedente. Le attività investigative proseguiranno senza escludere ulteriori sviluppi positivi.

Pescara. Ieri pomeriggio, la Polizia di Stato ha arrestato P.G., di anni 40, nato nella provincia di Foggia, ma residente a Pescara, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere in sostituzione degli arresti domiciliari, emessa il 7 novembre scorso, dal Giudice Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia.
In data 26 ottobre 2018, gli Agenti della Squadra Volante hanno eseguito un controllo suonando insistentemente al citofono senza avere risposta e hanno notato un individuo correre per le scale, poi identificato per P.G. che, dopo essere rientrato in casa, ha aperto la porta con indosso ancora la giacca, ammettendo di essersi allontanato dall’abitazione dove era ai domiciliari per i reati di ricettazione, riciclaggio, detenzione illegale di armi.
Pertanto il Giudice, ricevuta la segnalazione sulla sua evasione, ha disposto l’aggravamento della misura, disponendo la custodia in carcere.

Pescara. La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 37 anni residente in provincia di BARI per adescamento di minorenni, detenzione di materiale pedopornografico e pornografia minorile.

La misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di L’Aquila dott.ssa Guendalina Buccella, trae origine da un’attività di indagine condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara coordinata dal Sostituto Procuratore dr.ssa Roberta D’Avolio.

L’indagine scaturiva dalla segnalazione di una madre di Pescara preoccupata da alcuni messaggi ricevuti su “Messanger” dal figlio da parte di un interlocutore anonimo che manifestava apprezzamenti ambigui.

Il profilo Facebook dell’ignoto interlocutore appariva essere di un adulto che aveva come “amici” vari ragazzini alle cui foto esprimeva “espliciti” commenti.

Veniva identificato il titolare dell’account che risultava essere un 37enne della provincia di Bari nei confronti del quale si eseguiva una perquisizione e si sequestrava materiale informatico sottoposto ad analisi forense.

A seguito dell’analisi tecnica emergevano continui tentativi di adescamento di minorenni.

La ricerca della “vittima” era assolutamente casuale essendo rivolta a soggetti titolari e/o utilizzatori di un account su diversi social network come Facebook, Instagram, Badoo, Telegram e WhatsApp. L’arrestato contattava minori di anni 16 instaurando con loro relazioni amichevoli e, carpendo la loro fiducia con artifizi e lusinghe, incanalava la conversazione su argomenti sessuali proponendo appuntamenti per incontri sessuali.

Veniva riscontrata la presenza di oltre 2600 chat nelle varie applicazioni di messaggistica istantanea le quali venivano estrapolate, lette e analizzate nei contenuti. Le vittime identificate risultano residenti anche in altre province italiane.

L’arresto è stato eseguito da personale del Compartimento Polizia Postale di Pescara, che ha condotto le indagini, con la collaborazione della Polizia Postale di Bari.

Ortona. Quando alcuni commercianti della Marina di San Vito Chietino lo hanno visto denudarsi e masturbarsi per strada noncurante della presenza dei passanti, hanno immediatamente avvisato, tramite il 112, la Centrale Operativa della Compagnia di Ortona, che ha subito inviato sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile. All’arrivo dei militari, il giovane, S.S.N., 20enne di origine somala, da un anno in Italia con lo status di protezione sussidiaria e senza una fissa dimora, si era già allontanato in direzione della spiaggia “Cintoni” di Ripari, del confinante comune di Ortona, un tratto di arenile che costeggia l’ex tracciato ferroviario. Il cittadino straniero, approfittando del luogo isolato e dell’assenza di qualsivoglia testimone, ha avvicinato un’anziana pensionata di Ortona,intenta a godere in spiaggia dell’ultimo sole della stagione e, dopo averla bloccata con violenza sulla sabbia tanto da farle sbattere la testa su alcuni ciottoli di grosse dimensioni, ha costretto la donna a subire atti sessuali. La vittima, riuscita per un attimo a divincolarsi dalla presa del suo aggressore, è fuggita in acqua dove, nel frattempo, è stata raggiunta dai militari dell’Arma dei Carabinieri che, avendo notato da lontano la parte finale della scena, hanno immediatamente bloccato l’uomo, dichiarandolo successivamente in arresto per violenza sessuale. La donna, trasportata con un’ambulanza presso l’ospedale di Lanciano, è stata visitata dai sanitari del Pronto Soccorso e ricoverata per le numerose escoriazioni ed ecchimosi riscontrate, nonché, soprattutto, per il trauma cranico subito. Il giovane, dopo le formalità di rito, su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Chieti, Dott. Giuseppe Falasca, è stato trasferito presso il carcere di Chieti. Per lui è scattata anche la denuncia per atti osceni in luogo pubblico e falsa attestazione sulla sua identità, avendo fornito, in quest’ultimo caso, ai militari false generalità. Infatti, solo la comparazione delle sue impronte con quelle già presenti nel casellario centrale d’identità del Ministero dell’Interno ha consentito di risalire alla sua vera identità e di stabilire che, dopo essere entrato clandestinamente in Italia quasi un anno fa durante uno dei numerosi sbarchi sulle coste siciliane, proprio il mese scorso aveva ottenuto lo status di protezione sussidiaria.
Il sindaco Leo Castiglione esprime tutta la sua vicinanza e solidarietà alla donna ortonese che questa mattina è stata vittima di una violenza sessuale mentre si trovava su una spiaggia del territorio.
«Si tratta di un fatto gravissimo che condanniamo e che purtroppo conferma quanto alta deve essere l'attenzione quotidiana delle Istituzioni sui temi della prevenzione e del contrasto al fine di evitare episodi di questo genere. Da qui l’importanza anche della sensibilizzazione sui temi della violenza sulle donne, per cui chiedo a tutta la città di partecipare attivamente ai tanti eventi messi in campo dall’amministrazione e dalle associazioni locali per la settimana dal 18 al 25 novembre. Un ringraziamento particolare al Comandante Ragucci e agli uomini della Compagnia di Ortona per il lavoro svolto e per aver assicurato, con tempestività, l’aggressore alla giustizia».

"Un episodio gravissimo che conferma come i problemi che denunciamo ormai da tempo, sia a livello nazionale che sui territori, possano avvenire ovunque, anche nella nostra città e non solo nei grandi centri e a decine di chilometri di distanza". Così il consigliere comunale di Ortona Angelo Di Nardo, capogruppo di Fratelli d'Italia, Lega, Libertà e Bene Comune, a proposito della vicenda avvenuta tra Ortona e San Vito, dove un migrante somalo di 20 anni, che gode dello status di protezione sussidiaria, si è spogliato in strada ed ha violentato una pensionata che prendeva il sole sulla spiaggia Cintioni.
"L'episodio odierno - aggiunge il capogruppo - ci lascia indignati. Prima che sia troppo tardi, è necessario fare il possibile per garantire il controllo dell'immigrazione e per non essere più costretti a leggere passivamente, da spettatori, storie tragiche come quella che ha visto protagonista una pensionata di 68 anni che in tutta tranquillità si godeva il sole di novembre sulla spiaggia".
"Fatti del genere sono sconvolgenti - prosegue Di Nardo - Il concetto di sicurezza non è un optional e la politica, dal Governo agli amministratori locali, deve fare di tutto per tutelare i cittadini e per far sì che le città tornino ad essere sicure. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo, oggi più che mai: servono misure più drastiche per garantire la sicurezza, servono più uomini sul territorio, servono maggiori controlli. Bisogna far sì che il cittadino torni ad avere fiducia nello Stato, dato che c'è una scarsissima percezione di sicurezza, dovuta, tra le tante cose, anche ad una gestione incontrollata dell'immigrazione, divenuta oggi un problema di politica interna".
"Un plauso alle forze dell'ordine, che hanno subito arrestato lo straniero responsabile dei fatti. Una cosa, però, è certa: ben vengano la repressione e i provvedimenti nei confronti di questi soggetti, ma è necessaria anche la prevenzione. I nostri cittadini devono tornare a sentirsi sicuri e la politica deve garantire loro questa sicurezza. Non ci stancheremo mai di ripeterlo", conclude Angelo Di Nardo.

"È inaccettabile" dice il segretario regionale Angelica Bianco della Democrazia Cristiana "che nel 2018 una donna non possa tranquillamente passeggiare sulla spiaggia in una località amena come la bellissima spiaggia di Ortona zona Ripari , la cosiddetta spiaggia con i sassi". Un ragazzo,ventenne di origine somala, di oggi la notizia, l' ha violentata, ed arrecato oltre che un danno fisico uno ancora più grande, la non tranquillità nella società, "mi sento di sollevare questa problematica a  tutela di chiunque, siamo persone libere,liberi  cittadini che hanno diritto alla loro dignità e siamo per la  difesa di tutte le categorie, nessuno può violare un diritto cosi importante.E' inaccettabile pensare di uscire, e  dover avere paura di essere violentante. Non può accadere e non deve accadere. Un grazie giunga alle forze dell' ordine che hanno operato tempestivamente arrestando il violentatore. Occorre un piano sicurezza importante . Crediamo nella giustizia e che sia pena esemplare. "Concluede il segretario Dc auspicando che non accada più.

Così Anna Rita Guarracino, responsabile regionale del Dipartimento Donne della Lega: “L’increscioso avvenimento accaduto nel territorio di Ortona fa comprendere che nessuno è salvo da questo male nel senso che non ci sono città più esposte, nel senso che tutte le città, tutti i posti, tutti i paesi può essere un luogo adatto per un’azione così violenta. Dico questo perché dove è accaduto questo episodio è uno dei luoghi più tranquilli della costa ortonese dove c’è gente che lavora e vive questa realtà di un posto dove trascorrere dieci minuti, prendere un raggio di sole e fare una passeggiata. Quindi questo fa capire che nessuno è salvo dal problema della violenza perpetrata da questa gente arrivata in Italia, che non ha fissa dimora, girovaga, è gente che, non avendo un posto dove vivere, vive in maniera stanziale e purtroppo si trova a violentare, ad abusare, a fare atti di livello deprecabile, animalesco, addirittura, come dice il nostro vicepremier Matteo Salvini, a fare atti che possono fare solo dei ‘vermi umani’. Non si può far del male in questo modo ad una donna che sta vivendo dici minuti di relax. Io credo che la soluzione arriverà con questo Decreto voluto dal nostro ministro e vicepremier Matteo Salvini. Ci stiamo avviando verso un cammino che porterà perlomeno a ridare un po’ di regolarità cittadina alla vita quotidiana. Non più di una settimana fa sono stata a Roma e ho visto la condizione drammatica con moltissimi extracomunitari che avevano invaso zone cercando di dare fastidio, prendendo a sassi altre persone. C’è un grandissimo disordine, siamo arrivati ad avere questo atto violento, non deve essere un atto finalizzato a se stesso, dobbiamo capire che domani mattina se vogliamo fare una passeggiata sul nostro bellissimo porto, quello di Ortona, potremmo incorrere in una situazione del genere. Questo può accadere a una ragazza, ad una giovane donna e a una persona di una certa età, quindi sono d’accordo sul Decreto emanato dal nostro ministro e spero che venga tranquillamente approvato. Il Dipartimento delle Donne della Lega l’anno scorso ha ativato un gazebo itinerante con cui abbiamo toccato diversi comuni e abbiamo parlato di violenza perpetrata in ogni luogo, sia tra le pareti di casa, sia nei luoghi frequentati quotidianamente. Ormai abbiamo migliaia di esempi, siamo veramente spaventate noi donne e abbiamo necessità di avere certezze che ci saranno provvedimenti. Il convegno che abbiamo tenuto lo scorso anno e che è stato molto affollato, ha dimostrato che c’è grande interesse e c’è molta paura, per cui questa paura si trasforma anche nella incapacità di uscire e di muoversi liberamente come si faceva una volta”.

"È inaccettabile" dice il segretario regionale Angelica Bianco della Democrazia Cristiana " che nel 2018 una donna non possa tranquillamente passeggiare sulla spiaggia in una località amena come la bellissima spiaggia di Ortona zona Ripari , la cosiddetta spiaggia con i sassi". Un ragazzo,ventenne di origine somala, di oggi la notizia, l' ha violentata, ed arrecato oltre che un danno fisico uno ancora più grande, la non tranquillità nella società, "mi sento di sollevare questa problematica a  tutela di chiunque, siamo persone libere,liberi  cittadini che hanno diritto alla loro dignità e siamo per la  difesa di tutte le categorie, nessuno può violare un diritto cosi importante.E' inaccettabile pensare di uscire, e  dover avere paura di essere violentante. Non può accadere e non deve accadere. Un grazie giunga alle forze dell' ordine che hanno operato tempestivamente arrestando il violentatore. Occorre un piano sicurezza importante . Crediamo nella giustizia e che sia pena esemplare." Conclude il segretario Dc auspicando che non accada più.

Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato, durante un servizio mirato alla prevenzione e repressione dei furti in abitazione, in questa via Marconi, notava I.F., pescarese 42enne già noto per altri precedenti di Polizia, intento ad osservare con fare furtivo le auto in sosta. Gli Agenti della Squadra Mobile, avendo intuito le intenzioni del noto pregiudicato, decidevano di appostarsi tenendolo d’occhio, ed infatti di lì a poco questi si avvicinava ad un furgone per le consegne il cui autista era sceso per recapitare della merce, e tentava di forzarne il portellone posteriore; non riuscendovi apriva la portiera del guidatore e si introduceva nell’abitacolo. A questo punto gli Agenti in borghese si avvicinavano repentinamente al furgone cogliendo il ladro all’interno dello stesso mentre frugava in uno zainetto posto sul sedile del passeggero. Per il ladro colto in flagranza, scattavano le manette.
Il P.M. di turno, successivamente notiziato dell’accaduto disponeva che lo stesso fosse posto agli arresti domiciliari, ove peraltro era già ristretto per altra causa, in attesa del giudizio con rito direttissimo che si terrà in data odierna.

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