Roma. E' stato un incontro a sorpresa e sicurmente tra i primissimi per il neo Ministro Marco Bussetti quello con gli studenti e le studentesse delle classi III A, B e C del Liceo Classico M. Delfico di Teramo, accompagnati dai professori Claudia Cutina, Roberto Ricci, Patrizia Vernisi, Monia Verzilli. La scolaresca si è recata mercoledì 6 giugno a Montecitorio per assistere alla seduta del giorno e in questa occasione hanno incontrato senza avere un appuntamento, il nuovo Ministro della Pubblica Istruzione Bussetti accompagnato dalla collega insegnante attualmente in servizio al Ministero Prof.ssa Gabriella Liberatore.
Il Ministero ha testimoniato l'incontro con un tweet (https://twitter.com/MiurSocial/status/1004360464611102720)110

Chieti. Guardare la criminalità con occhi nuovi avendo il coraggio di scavare nelle vite e negli ambienti dei “mostri” da prima pagina senza indulgenza, ma seguendo il bisogno di avviare quel cambiamento culturale che ne mini le fondamenta.

Il libro-inchiesta sarà spunto di riflessione venerdì 8 giugno, durante l'incontro formativo che si terrà presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università d'Annunzio a partire dalle ore 16, alla presenza degli autori, dell'Arcivescovo dell'Arcidiocesi Chieti Vasco Mons. Bruno Forte, del Procuratore Antimafia Federico Cafiero De Rhao e del Vicepresidente del Csm Giovanni Legnini.

E' partito dalla Sicilia e arriva ora in Abruzzo il messaggio lanciato dai giornalisti perché si inizia a parlare di giustizia e pena con occhi diversi. Se la Sicilia è la terra dove la criminalità ha scritto alcune delle pagine più nere della cronaca italiana, l'Abruzzo è quella da dove quel messaggio per cui si diventi “cronisti di speranza” è stato messo nero su bianco nel libro-inchiesta “La Speranza Oltre le Sbarre” scritto a quattro mani dalla giornalista Rai Angela Trentini e il teologo sistematico Maurizio Gronchi.

Libro che sarà lo spunto di riflessione dell'incontro formativo che si terrà venerdì 8 giugno a Chieti alla presenza, tra gli altri, dell'Arcivescovo Monsignor Bruno Forte, del Procuratore Antimafia Federico Cafiero De Rhao e del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, e nel corso del quale sarà proiettato il videomessaggio inviato ai giornalisti da una delle “vittime” della mafia siciliana: Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone. Vittima anche lei, come i parenti di tutti coloro che la criminalità ha ucciso, di una visione culturale che va ribaltata e capace, come ha lei stesso affermato nell'incontro palermitano, di non odiare gli assassini di suo fratello e di essere pronta a perdonarli se, e solo se, tale richiesta venisse da una reale e convinta redenzione interiore.

Ed è proprio il lato umano degli assassini quello di cui la cronaca deve occuparsi al di là dell'innegabile orrore e del male che i loro gesti sono capaci di realizzare. Per la prima volta, quindi, alcuni degli assassini dei giudici Falcone, Borsellino e Livatino, attualmente reclusi in regime di 41 bis del carcere di Sulmona, parlano in un libro-inchiesta che non chiede alcuna indulgenza, ma che apre ad una riflessione profonda attraverso il confronto con i parenti delle vittime, andando ad indagare gli aspetti umani e sociali che, ancora oggi, sono l'elemento di scelte che, per alcuni di loro, sembrano quasi “obbligate”. Quella realtà sociale che ancora oggi, da dietro le sbarre, fa dire a Domenico Ganci, , figlio del boss Raffaele Ganci che proprio degli omicidi di Falcone e Borsellino fu uno dei mandanti, queste parole: “giudico la mia coscienza 'pulita' – afferma – perché ho inseguito tutto ciò che ho visto fare dai miei genitori. Ciò che per loro era giusto lo era e lo è ancora per me”.

Dovere di un cronista, oggi, è dunque anche quello di raccontare i risvolti umani della vita degli assassini, non per giustificarli, ma perché si conoscano le ragioni di scelte tanto scellerate e anche quelle figure, alcune delle quali fortemente presenti nel libro, che se avessero potuto avere un'influenza maggiore nelle loro vite, li avrebbero probabilmente condotti verso esistenze totalmente differenti.

“La Speranza Oltre le Sbarre” è uscito non a caso il 10 maggio. Il giorno successivo alla pubblicazione della lettera dei Vescovi di Sicilia che, 25 anni dopo, ha voluto ricordare quel “Convertitevi” urlato da Papa Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento. Una lettera in cui si ricordano, tra l'altro, le sue parole pronunciate due anni dopo: “la mafia – affermò il 22 giugno 1995 – è generata da una società spiritualmente incapace di riconoscere la ricchezza della quale il popolo siciliano è portatore”. Un vero e proprio deficit culturale, scrivono i vescovi, che va affrontato, dunque, con l'educazione alla giustizia e la misericordia.

Un passaggio, questo, in cui il libro si inserisce perfettamente. Nessuno scoop né perdonismo, ma un'approfondita analisi introspettiva dei condannati che scava a fondo in quelle problematicità che possono essere risolte solo e soltanto attraverso un profondo cambiamento culturale. Una visione che Fiammetta Borsellino ha voluto vivere in prima persona incontrando in carcere due dei killer di suo padre: Filippo e Giuseppe Graviano: “un percorso che intendo continuare – ha affermato – perché è importante sia per me che per loro”.

“Dal libro emerge come troppe volte – afferma il Vescovo Mons. Bruno Forte - si sia voluta più una giustizia vendicativa che non una pena riabilitativa, tale cioè da condannare con fermezza il male, ma al tempo stesso offrire a chi lo ha commesso la possibilità di prenderne coscienza, di aprirsi a percorsi di pentimento e di nutrire, nonostante tutto, una speranza per il suo futuro”. Il cambiamento culturale che auspicava già Giovanni Paolo II e che oggi è messaggio di Papa Francesco può avvenire soltanto se si è pronti ad “accompagnare il colpevole a prendere coscienza delle radici del male compiuto – aggiunge Forte - e a rifiutarle per dare nuovo senso alla vita e alle azioni è quanto di più importante e utile deve fare la giustizia in una società fondata sul diritto e sulla dignità della persona”, citando una delle frasi dei detenuti intervistati dalla Trentini: Non cerco sconti chiedo soltanto di essere accolto e accompagnato”.

Ne “La Spreanza oltre le Sbarre” si rompe dunque il silenzio di quei “vuoti a perdere – sottolinea Gronchi – condannati a vivere lo stesso giorno all'infinito, ad abitare e a condividere una dimensione in cui drammi e miserie collettive, convivono con desideri e speranze individuali di riscatto”. Un riscatto che non è solo il loro, ma che “riguarda ognuno di noi”.

Montesilvano. Stabilire la tempistica di realizzazione degli interventi di mitigazione acustica lungo il tracciato ferroviario della città di Montesilvano. Questo il tema dell’incontro che si è svolto questa mattina a palazzo di città tra il sindaco Francesco Maragno, il consigliere delegato Mauro Orsini e i tecnici di Rfi.

«L’installazione di barriere fonoassorbenti lungo il tracciato ferroviario che insiste sul territorio di Montesilvano - specifica il consigliere Mauro Orsini - è un’opera attesa da moltissimi anni dai residenti. Abbiamo promosso diversi incontri con RFI per avviare l'intervento di risanamento acustico obbligatorio, stabilito dalle leggi comunitarie e nazionali a tutela della salute dei cittadini. Ora siamo agli ultimi decisivi passi. Con la progettazione definitiva approvata, una volta ottenute le autorizzazioni paesaggistico ambientali previste e la consegna del progetto alla ditta appaltante, potranno finalmente partire i lavori lungo il tracciato ferroviario per tutelare il diritto alla salute dei residenti che da anni subiscono il rumore assordante del passaggio dei treni. Ringrazio Rfi, il sindaco e l'ufficio lavori pubblici per avere portato a termine con impegno e professionalità un lavoro che la città e le leggi chiedevano da tempo».

«Questi lavori - aggiunge il sindaco Maragno - sono particolarmente attesi da chi vive a ridosso della ferrovia. L’installazione delle barriere fonoassorbenti contribuirà a migliorare la qualità della vita di queste persone, riducendo l’inquinamento acustico, il tutto con la massima attenzione all’impatto estetico sull’immagine del territorio».

 

Pianella. A seguito dell’incontro organizzato lo scorso 18 aprile presso il Comune di Pianella, dove è stato possibile illustrare, alla presenza dei Sindaci e degli amministratori dell’area vestina, la relazione del Presidente della società di trasporti abruzzesi TUA SpA Ing. Tullio Tonelli inerente il progetto di sviluppo del trasporto dell’area metropolitana, il Comune di Pianella ha inoltrato formale richiesta alla Regione Abruzzo per ottenere l’estensione del perimetro del biglietto unico anche al territorio pianellese in attesa che si completi il più articolato ed innovativo percorso necessario per giungere all’attuazione del progetto della società dei trasporti stessa.
Si auspica, visto anche l’approssimarsi dell’anno scolastico 2018-2019, che la giunta regionale recepisca al più presto la richiesta con apposita delibera.

Pescara. “Il momento più bello è quando entro in cucina a lavorare con i miei ragazzi e oggi sono felice come il primo giorno, 38 anni fa. Entrare in cucina significa sporcarsi le mani, ed è nobile farlo, non è da ‘operaio’, significa che una persona tiene al suo lavoro. Se voi studenti volete, un giorno, fare gli chef, sporcatevi le mani, non fate gli attori, altrimenti scegliete un’altra professione”. Lo ha detto lo Chef stellato Heinz Beck che oggi ha incontrato i 21 studenti del Progetto PON ‘A scuola di scrittura – Giornalisti si diventa’ promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’Aula Magna, alla presenza, tra gli altri, della dirigente Alessandra Di Pietro, del Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, del Presidente della Saga Enrico Paolini, e delle docenti Pina Fusco, Grazia Coccia e Cristiana De Martinis, responsabili del Progetto Pon.
“Parlare con uno chef pluristellato – ha detto la dirigente Di Pietro, presentando Beck ai ragazzi – significa ascoltare una lezione di professione e di vita, non ci limitiamo a parlare di cucina, ma parliamo di metodo, significa parlare di competenze, di multidisciplinarietà, di passione, di cura del dettaglio. Significa preparare i nostri ragazzi al loro futuro nel senso più ampio del termine”. Quindi si è aperto il fuoco di fila di domande da parte dei 21 ragazzi del Progetto PON, che hanno scelto, nell’ambito del percorso formativo, di intervistare lo Chef Heinz Beck. “Circa 38 anni fa anch’io ero in un Istituto Alberghiero a studiare – ha detto Chef Beck – e in 38 anni è cambiato il mondo, quando ho cominciato io, lo chef non era considerato come oggi, e io da ragazzo non volevo neanche fare lo chef, ma il pittore. Poi mio padre mi ha indotto a ‘studiare qualcosa di serio’, perché la pittura non era considerata ‘cosa seria’. Con gli anni, lavorando, ho capito come sia importante cucinare bene e sano e oggi la cucina offre un’ampia multidisciplinarietà. Sono arrivato nel ’94 in Italia dalla Germania, quando mi hanno offerto di gestire il ristorante ‘La Pergola’, che faceva parte del gruppo Hilton, avevo deciso di restare due anni, da quel momento sono passati 24 anni e oggi sono felice di non aver lasciato il ristorante dopo due anni. Poi, nel 2001, ho sposato una donna italiana, siciliana, Teresa e insieme abbiamo creato una società di consulenza e management nel food con 8 ristoranti e 2 alberghi. Il segreto del nostro lavoro – ha detto Chef Beck – è la passione e stare vicino ai ragazzi, alle giovani leve, è importante, perché voi siete il futuro dell’Italia e della ristorazione, ma solo se noi siamo capaci di insegnare bene e voi di apprendere bene, possiamo garantire che la migliore energia dell’Italia vada avanti. È importante studiare, leggete molti libri, ampliate i vostri orizzonti, solo così potrete creare e non copiare un buon piatto, specie in Italia che è il paese enogastronomicamente più importante al mondo. La cura di un piatto è creatività, la cucina è una tavolozza di colori e poi c’è la dimensione del gusto”. Rispondendo alle domande sui suoi inizi, Chef Beck ha ricordato di aver “creato piatti, come i fiori di zucca e il fagottello alla carbonara che ancora oggi tutti gradiscono e nessuno direbbe che sono stati concepiti vent’anni fa. Chi inizia oggi la nostra professione non deve pensare al cosiddetto ‘successo’: il successo è soddisfare i miei clienti, e solo se il cliente torna uno chef può pensare di aver avuto successo, il cliente è la persona più importante, è quello che ci paga le bollette e ci paga gli stipendi. Il mio stile è quello di una cucina salutare dai sapori mediterranei che non sono solo quelli italiani. E la salute è importante perché la maggior parte delle malattie sono oggi legate all’alimentazione”. E sulle critiche, “tutti le abbiamo ricevute, critiche che vanno ascoltate, analizzate e poi occorre vedere se la critica è fondata oppure no secondo i tuoi canoni, ma senza alcuna presunzione”. Il miglior piatto realizzato, “sarà il prossimo che creerò, spero di non aver ancora concepito la mia opera migliore. Oggi sono venuto all’Istituto Alberghiero e ho indossato la nostra divisa da Chef, perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra uniforme che ci caratterizza e distingue. E la divisa di uno Chef dev’essere sempre immacolata, pulita, essa rappresenta l’immagine della sua cucina, ossia del suo regno”. A Chef Heinz Beck la dirigente Di Pietro ha donato il gagliardetto della scuola, un volume sul gusto realizzato dall’Istituto Alberghiero e un’opera in ceramica sull’Abruzzo.

Chieti. Il singolo dei Kom “Grazie Vasco” è arrivato nelle mani di Vasco Rossi.Una consegna speciale quella che ha visto come protagonista il front man della nota tribute band Mirco Salerni che in un incontro privato ha consegnato personalmente a Vasco la targa ricordo contenente il disco dorato in edizione esclusiva “Grazie Vasco”.
“In quel momento ho provato come la sensazione di aver fatto centro – racconta Mirco che è stato ricevuto dal suo idolo durante le prove del “Vasco no stop tour 2018” - ho sentito l’orgoglio di aver dato il giusto premio al brano”. Il pezzo, che rappresenta la grande scommessa di una cover band che inizia a scrivere pezzi inediti, aveva già lasciato senza fiato i numerosi fan di Vasco sparsi in tutta Italia. Mancava solo il “punto di vista” del protagonista del brano che è una novità assoluta nel panorama musicale delle cover band, ovvero la dedica di una canzone inedita all’artista originale. Scelta molto apprezzata da Vasco che, al racconto di Mirco del singolare progetto che lo vede indirettamente coinvolto, ha mostrato il suo apprezzamento con un’energica stretta di mano seguitada un grosso in bocca al lupo per il lavoro che dovrà arrivare, ovvero l’album di inediti dei Kom che conterrà il fortunato singolo “Grazie Vasco”.
“Incontrare Vasco e poter esternare la mia assoluta devozione professionale mi ha regalato grande emozione – racconta il cantante dei Kom – durante l’incontro ho sentito potenza ed energia. Finalmente avevo davanti a me la figura che per venti anni ha dato a me stesso la causa indiscussa di tutto ciò che sono e sapere che ora la canzone che ho cantato per lui è nelle sue mani mi regala una sensazione di forza e determinazione”.
Un incontro storico quello tra Vasco e i Kom che sottolinea l’importanza e la particolarità del progetto “Grazie Vasco”(https://youtu.be/loxSLM1Ri4M), prodotto da Music Force, che vede peraltro la collaborazione di Claudio Golinelli “il Gallo”,braccio destro artistico di Blasco e noto per aver accompagnato per oltre trent’anni anni i suoi concerti.
Una grande scommessa quella dei Kom che si è concretizzata nell’apprezzamento del rocker di Zocca che ha inoltre manifestato la volontà di voler ascoltare l’intero album di inediti.

Pescara. Ripercorrere la nascita e l’evoluzione di alcune esperienze di rigenerazione urbana e sociale realizzate sul territorio nazionale e regionale e, al tempo stesso, discutere di una nuova visione di città polifunzionale e policentrica a partire dalle testimonianze dirette di chi le ha vissute in prima persona. Domani, giovedì 17 maggio (ore 18) alla Libreria Primo Moroni – Spazio 010 (via dei Peligni n° 93, Pescara) è in programma l’incontro “Territori reattivi: teorie e pratiche di rigenerazione urbana” organizzato dall’ARCI di Pescara con il contributo di Pacini Editore.

Nell’occasione sarà presentato il libro “Leggere la rigenerazione urbana - Storie da "dentro" le esperienze” della collana New Fabric (Pacini Editore) che raccoglie 14 esempi di rigenerazione urbana e sociale realizzati in Italia.

Attraverso l’esposizione dei più avanzati progetti sulla riqualificazione delle periferie (che spaziano dal welfare culturale alla condivisione degli spazi pubblici, dalla mobilità sostenibile alla riqualificazione di linee infrastrutturali), si discuterà con l’assessore alla Riqualificazione delle Periferie del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi, di come è possibile cambiare il lavoro, il territorio e la comunità di riferimento grazie alla collaborazione, alla creatività e al potere dei desideri e delle relazioni.

All’incontro interverranno anche il curatore del volume “Leggere la rigenerazione urbana - Storie da "dentro" le esperienze” Carlo Andorlini, gli autori Valeria Baglione, Cristina D'Agostino, Antonella Marrocchi (Team ReUSEs L'Aquila), Paola Donatiello (Associazione Fare Ricerca, Bologna) e la referente del progetto Culturability per ARCI Pescara Giulia Ferri.


IL LIBRO
“Leggere la rigenerazione urbana - Storie da “dentro” le esperienze” è un racconto collettivo incentrato su 14 esperienze di rigenerazione urbana, a cura di Carlo Andorlini, Luca Bizzarri e Lisa Lorusso, con i contributi di Annibale d’Elia e Elena Granata.

Il libro, edito da Pacini, nasce da un progetto editoriale della collana New Fabric che lo scorso gennaio ha ideato il bando PRiNT raccontare per trasformare. Dal bando sono stati scelti 14 racconti che narrano di esperienze dirette sui territori: storie di riscatto, di rigenerazione urbana e riutilizzo dei beni confiscati.

Quattordici racconti per sei direzioni precise che puntano alla rigenerazione urbana passando per altrettanti concetti sostanziali al processo di innovazione sociale: la contaminazione o la cucitura (come è stata denominata nella pubblicazione), la comunità orizzontale, la cultura che produce coesione sociale, l’ambiente praticabile, il riscatto sociale e l’abitare di senso. La prima parte del volume è dedicata alla cucitura degli spazi, affidata ai racconti dell’associazione di promozione sociale Warrols di Putignano (Bari), l’associazione culturale La Capagrossa di Ruvo di Puglia e l’Urban Landscape Hub di Milano. La seconda parte è invece improntata sull’importanza di fare rete e di essere una comunità, raccontata dalle esperienze del LabSOP di Trento e il Kilowatt di Bologna. La cultura è protagonista nella terza parte del libro con l’associazione culturale Dynamoscopio di Milano, la cooperativa sociale Young Inside di Bolzano e l’Università Tor Vergata di Roma. La quarta parte pone al centro l’ambiente e i beni comuni attraverso i racconti di Amata Brancaleone e Villaggio Globale coop. soc. di Ravenna e Libera Campania. Nella quinta parte del testo la rigenerazione urbana passa attraverso il riscatto con Libera Campania e ReUSEs dell’Aquila. L’ultima parte, invece, è rivolta all’abitare con La Rete delle Case del Quartiere di Torino e Dar=Casa di Milano.

Pescara. Il panorama politico è sconvolgente; in questi giorni abbiamo toccato con mano la fine della Politica con pericolose deviazioni Populiste e Plebiscitarie, ma il dato più incredibile è rappresentato dal Friuli in cui alla regionali della scorsa settimana ha vinto il Partito del NON VOTO.

Non ha partecipato al voto delle Regionali il 50% degli elettori. É inutile gioire. Un friuliano su due non si identifica nelle forze politiche...ovvero, non si identifica nel centro-destra (che ha vinto meritatamente), nel PD e neppure nella protesta pentastellata.

Ovvio che c'è un'area politica centrista, moderata che fa riferimento alla tradizione Popolare e democratico-cristiano che non é rappresentata. Occorre dare voce al POPOLARISMO che nel novecento ha vissuto due grandi stagioni con Sturzo e De Gasperi. Non é un tornare nostalgicamente indietro, ma attualizzare principi e idee che hanno permesso all'Italia di diventare una delle Sette potenze mondiali: Libertà, Democrazia e Giustizia sociale.
Questo il senso degli incontri organizzati dal Laboratorio Spataro - scuola di formazione politica per il Popolarismo.
Venerdì ci sarà la presentazione del volume "De Gasperi l'antipopulista".

Ortona. “Le competenze di lettura per la cittadinanza digitale” è il tema dell’incontro di martedì 8 maggio alle ore 17 presso l’auditorium della Sala Eden, inserito nel programma degli eventi del Maggio dei libri ortonese e programmato nel piano del corso di aggiornamento per genitori e insegnanti dal titolo Nati Per Crescere. Un argomento delicato e di grande attualità educativa, tanto che l’Unione Europea lo ha inserito tra le otto competenze di base per l’apprendimento. La professoressa Nardone, docente di Didattica e di Pedagogia Speciale presso l’Università D’Annunzio, indaga da anni le strategie educative di qualità dei modelli d’uso degli strumenti digitali nei contesti infantili quotidiani, in quelli familiari così come nei servizi educativi di territorio.

Fossacesia. Pulizia e manutenzione delle canaline, quantità e pressione dell’acqua. Questi gli argomenti trattati durante un incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Fossacesia. Presenti il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, il Commissario del Consorzio Franco Amicone, il Consigliere delegato alle Politiche Agricole del Comune di Fossacesia, Lorenzo Santomero, il Consigliere delegato ai Lavori Pubblici, Danilo Petragnani, Tommaso Abbonizio di Coldiretti e Luciano Gallucci, sempre del Consorzio di Bonifica. Durante il confronto  il Sindaco, Enrico Di Giuseppantonio ha sottoposto al Commissario Amicone le criticità del Comune di Fossacesia ed in particolare l’assenza di manutenzione ordinaria delle canaline e la ridotta quantità e pressione di acqua, due fattori che penalizzano notevolmente l’operato degli agricoltori. “Fossacesia è una città a carattere prevalentemente agricolo – dichiara Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia – in cui una grande fetta dell’economia è basata proprio sull’agricoltura. E’ per questa ragione che risulta essere assolutamente importante tutelare gli interessi e le buone condizioni lavorative degli agricoltori che hanno il sacrosanto diritto di ricevere servizi idonei soprattutto ai canoni versati, ma sono assolutamente fiducioso e certo che il Consorzio di bonifica abbia a cuore, tanto quanto noi, la categoria e cercherà di tutelarla nel miglior modo possibile”. Il Commissario Amicone, prendendo atto delle problematiche evidenziate, ha assicurato il massimo impegno da parte del Consorzio e seppur evidenziando le enormi difficoltà economiche in cui versa l’ente, ha illustrato una serie di progetti ed ipotesi sulle quali si sta lavorando. "Ringrazio il Commissario Amicone, il suo collaboratore sempre disponibile Luciano Gallucci, la Coldiretti e gli agricoltori tutti che hanno partecipato a questo costruttivo confronto, in cui sono emersi problemi di cui, purtroppo, eravamo già a conoscenza, ma che sono stati affrontati nell’ottica di nuove ipotesi di soluzione – conclude Lorenzo Santomero, Delegato alle Politiche Agricole del Comune di Fossacesia – Soprattutto, durante l’incontro, si è fatto chiarezza sulla situazione attuale del Consorzio di Bonifica Sud, una situazione verso la quale questa Amministrazione Comunale ha sempre mostrato particolare interesse, portando ad esempio, in Consiglio Comunale l’annoso problema dei pesanti rincari dei canoni applicati sulle quote del 2015, oppure collaborando con costanza con lo stesso Consorzio, attraverso incontro e sopralluoghi fatti di concerto”. A tal proposito l’Amministrazione Comunale anticipa sin da ora che nel mese di giugno vi sarà un nuovo incontro in cui saranno affrontati più nel dettaglio i futuri progetti in capo al Consorzio di Bonifica.

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