Edilizia: in Abruzzo è crisi. L'allarme della Feneal Uil dal congresso regionale

Città Sant’Angelo. “Lavoro: un diritto da ricostruire” è stato il tema del congresso della Feneal Uil Abruzzo, la federazione di categoria che rappresenta i dipendenti di imprese che operano nel settore delle costruzioni e del legno e boschivo, che si è svolto stamattina a Città Sant’Angelo. Un appuntamento ricco di spunti, conclusosi con la conferma del segretario regionale Gianni Panza e dei territoriali Luigi Di Donato, L’Aquila-Teramo, e Louis Panza, Pescara-Chieti.

Un’occasione utile per fare il punto su un settore in forte difficoltà, specie nella nostra regione. Come ha rimarcato nella sua relazione il segretario regionale Gianni Panza: “L'Abruzzo è divorato dalla disoccupazione e dalla devastazione causata dai disastri naturali e minacciato costantemente da dissesti idrogeologici. Dei 2,5 miliardi trionfalisticamente dichiarati dal Governatore – ha aggiunto - fra Masterplan e Fondi Europei, quando ne vedremo la cantierizzazione? Potrebbero far uscire definitivamente l’Abruzzo dalla crisi, dando risposta a circa 50 mila inoccupati. Sono stati finanziati alcuni grandi investimenti nella nostra Regione, ma risulta incomprensibile una tale fatica ed un tale ritardo a cantierizzare queste opere. L’Abruzzo – ha riconosciuto - è al centro di una quantità straordinaria di investimenti, ma il motivo è anche perché dal 2007 al 2014 gli investimenti in infrastrutture in Abruzzo si erano ridotti del 32 per cento su un importo complessivo già esiguo”. Dunque, è buono il rovesciamento di clima: “La nostra regione tra strade e ferrovie ha già messo in cascina 6 miliardi di euro sui piani pluriennali, già stanziati 299 milioni per il raddoppio della Pescara-Bari, 141 milioni per il collegamento ferroviario Pescara-Roma. Soldi tutti spendibili, già previsti nel bilancio dello Stato. Esprimiamo apprezzamento per tutto ciò, ma la macchina è ingessata perché i lavori non partono. È inconcepibile in questo momento storico imbattersi in lungaggini burocratiche che non fanno altro che rallentare l’esecuzione dei lavori, l’innalzamento del buon livello di vita delle persone e l’attivazione di un vortice economico di primaria importanza”. In merito alla ricostruzione del sisma del 2009, Panza ha rimarcato che “procede in modo disomogeneo: va benino L’Aquila, male tutto il resto d’Abruzzo. Per il terremoto del 2016-2017 siamo messi malissimo. È ancora tutto fermo. Le casette non sono state neanche messe a gara e addirittura le macerie sono ancora tutte lì”.

Al dibattito hanno partecipato anche Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil, Luigi Di Donato, segretario Feneal Uil L’Aquila-Teramo, Louis Panza, segretario Feneal Uil Pescara-Chieti, Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, e Emilio Correale, segretario nazionale Feneal Uil. Quest’ultimo nelle conclusioni ha ribadito che “si perdono i finanziamenti quando si dorme, e questo è grave in una regione che sconta forti ritardi sul dissesto idrogeologico. Possibile che tutto si risolva con lo spopolamento dei centri interni? Perché non ipotizziamo un processo inverso dalle città alle zone interne? Questo genera nuovo lavoro e il settore edile si candida ad avere un ruolo trainante”.

Al termine del congresso è stato approvato il documento finale in cui Feneal Uil Abruzzo ribadisce che “occorre rilanciare un modello di sviluppo che restituisca qualità e dignità al lavoro e che riconosca il lavoratore e le sue rappresentanze come una risorsa, vero patrimonio della stessa impresa e della società”. È stata inoltre ribadita la “necessità di rilanciare il settore attraverso la programmazione della messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati, perseguendo anche la sostenibilità a livello ambientale”. Se è fondamentale la valorizzazione degli Enti Bilaterali di settore, la Feneal “ribadisce la centralità del tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e della legalità” e auspica di “arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale ribadendo l’importanza e la centralità dei due livelli contrattuali (nazionale e territoriale)”. La federazione poi “sollecita l’impegno ad affrontare a tutti i livelli il nodo delle pensioni per gli edili: la legge Fornero va messa in discussione. Va rivendicato ad ogni livello il riconoscimento di ogni lavorazione edile come lavoro usurante”, così come ritiene vitale un incremento della rappresentatività: in edilizia in vista della possibile revisione dei vigenti accordi sulle quote di adesione contrattuale; negli impianti fissi in ragione del nuovo criterio sulla rappresentanza e rappresentatività”.

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