Articoli filtrati per data: Martedì, 18 Aprile 2017

L'Aquila. La Giunta regionale nella seduta odierna ha approvato una delibera per finanziare interventi urgenti per la difesa della costa nei Comuni di Vasto, Casalbordino, Fossacesia, Montesilvano, Roseto degli Abruzzi, Martinsicuro, Rocca San Giovanni, Pescara, Silvi e Ortona.
Gli interventi proposti sono ritenuti indifferibili ed urgenti, in quanto finalizzati a contrastare un fenomeno erosivo generalizzato, ripristinare le condizioni di massima sicurezza ed eliminare potenziali rischi per la pubblica e privata incolumità. La cifra complessiva ammonta a 670mila euro così ripartiti: Vasto 50mila, Casalbordino 100mila, Fossacesia 50mila, Montesilvano 50mila, Roseto degli Abruzzi 60mila, Martinsicuro 60mila, Rocca San Giovanni 50mila, Pescara 150mila, Silvi 50mila e Ortona 50mila.
La Giunta ha in questo modo dato seguito alle segnalazioni pervenute dal Servizio Opere Marittime e Acque Marine della Regione, con le quali, al fine di ripristinare le condizioni di massima sicurezza ed eliminare potenziali rischi per la pubblica e privata incolumità, vengono elencati i siti che presentano le problematiche più gravi, con le descrizioni sommarie degli interventi e le stime dei costi necessari, con la distinzione tra gli interventi eseguiti direttamente dal Servizio Opere Marittime (Casalbordino e Rocca San Giovanni) e i lavori affidati in concessione alle amministrazioni comunali (i restanti).
Per l’assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci “si tratta di una risposta significativa, considerato che nelle situazioni individuate vi sono a tratti vere e proprie emergenze”.
L’assessore regionale al demanio marittimo Dino Pepe ha commentato: “In prossimità della stagione estiva, abbiamo voluto dare un contributo importante per la manutenzione dell’arenile e la promozione turistica del territorio”.

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Martedì, 18 Aprile 2017 00:00

Asl Chieti, Paolucci replica a Di Primio

L'Aquila. "Respingo nettamente l’affermazione secondo la quale la Asl 2 è l’unica ad essere penalizzata da una norma nazionale: basta ricordare il dibattito sull’ospedale unico a Teramo e quello sull’ospedale per l’area Pescara-Chieti. Inoltre vanno sottolineate le procedure avviate per i tre nuovi presidi che si intendono realizzare a Chieti, Lanciano e Vasto, e i 78 posti letto attivati in 18 mesi nel polo cardiochirurgico teatino, laddove qualcuno voleva un centro per l'invecchiamento".
Così in una nota l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, che aggiunge: "Quanto alle funzioni espresse dai due direttori, la posizione assunta è la stessa di un numero limitato di sigle sindacali che di ASL in ASL accende lo stesso tipo di dibattito. Ricordo che si tratta di funzioni che intendiamo presidiare con figure innovative, vista la riduzione degli staff in forza alla direzione generale della Asl, ma siamo ovviamente aperti al dibattito. Quanto ad una mia convocazione, sono sempre disponibile e ogni confronto mi è gradito".

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Pescara. “Siamo sconcertate nell’apprendere che la difesa di Davide Troilo ha chiesto il rito abbreviato per l’assassinio di Jennifer Sterlecchini, perché l’imputato potrebbe cavarsela con una pena irrisoria nonostante la crudeltà con la quale le ha inflitto la morte (ben 10 coltellate). Abbiamo visto troppo spesso una pioggia di sconti e prescrizioni che aiutano gli assassini e condannano ad un doppio ergastolo la famiglia della vittima: quello per la perdita del proprio caro - che dura tutta la vita - e quello per l’ingiustizia compiuta".
Così in una nota Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI AN e Carola Profeta, Referente del Dipartimento per la Provincia di Pescara, che aggiungono: "Tutto ciò è inaccettabile e, anche se rispettiamo l’indipendenza dell’operato della magistratura, non possiamo però tacere di fronte a certe incredibili e scioccanti sentenze.
Come documenta anche IRES con dati statistici, in media un condannato per omicidio volontario, in Italia, non fa più di 12 anni di carcere perché spesso vengono maggiormente riconosciute le attenuanti e negate le aggravanti.
Noi non accetteremo che l’assassino di Jennifer tra 10 anni possa girare indisturbato per le vie di Pescara, come già accade per Giulio Cesare Morrone, che, grazie all’istituto della prescrizione, non ha fatto un’ora di carcere dopo aver ucciso la moglie con premeditazione.
La certezza della pena è importantissima sia per la famiglia - poiché rimane l’unico senso che può dare alla propria esistenza, quello di vedere la giustizia fare il suo giusto corso - sia anche per il carnefice, perché ciò comporterebbe un segnale forte per chi pensa di rimanere impunito quando uccide una donna.
La famiglia e la vittima non possono, infine, pagare l’incapacità dello Stato di aprire nuove carceri, di non saperne gestire il sovraffollamento, di cavilli burocratici che fanno prescrivere le sentenze, di avere giudici che inspiegabilmente - e la cronaca ogni giorno ce lo racconta - interpretano la legge anziché semplicemente APPLICARLA.
Le istituzioni con fondi e atti concreti devono sì garantire la tutela e la difesa di chi denuncia la violenza, ma senza la certezza della pena tutto il resto diventa vano.
Il Dipartimento tutela Vittime di FdI AN s’impegna a rimanere a fianco della famiglia di Jennifer, per affrontare quella che sarà una battaglia di giustizia e civiltà, non solo per lei ma per tutte le donne uccise da chi credevano le amasse, affinché sia riconosciuto sempre come un OMICIDIO VOLONTARIO a tutti gli effetti, e con tutte le aggravanti del caso.
Il Dipartimento si batterà infine perché sia creata una sezione preferenziale nei tribunali per questi casi, che non possono diventare uno stillicidio finanziario ed emotivo per ha subito un dolore così grande ed ingiusto.”

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Chieti. “Non approverò l’Atto Aziendale redatto sulla scorta delle nuove linee guida approvate dalla Regione Abruzzo con delibera di giunta n. 78 del febbraio 2017 e sono pronto ad impugnarlo nelle sedi deputate perché rappresenta una evidente disparità di trattamento che penalizza la sola Asl Lanciano Vasto Chieti”.
E’ quanto ha affermato il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, all’esito della riunione del Comitato Ristretto dei Sindaco della ASL 2, di cui è Presidente, convocata nel pomeriggio di oggi, alla quale hanno partecipato il Direttore Generale della ASL 2, Pasquale Flacco, il Direttore Amministrativo, Sabrina Di Pietro, il Direttore Sanitario, Vincenzo Orsatti, ed i Sindaci di Casoli, Vasto e Lanciano.

«Vi sono aspetti che non risultano essere in linea con la normativa vigente in materia sanitaria, ovvero il decreto legislativo 502 del ’92, e neppure con il contratto nazionale del comparto sanitario – ha commentato il Sindaco Di Primio - . In particolare, ho contestato la istituzione di due nuove figure dirigenziali quali il direttore della funzione ospedaliera e il direttore della funzione territoriali che, a mio avviso, oltre ad essere in contrasto con la legge perché non previste, ledono, per le modalità con cui è prevista la loro assunzione, le professionalità presenti nella nostra Azienda, duplicano funzioni già esistenti e, soprattutto, rappresentano un costo ulteriore per la sanità abruzzese e, quindi, per i cittadini. Motivo per il quale – ha proseguito il Sindaco - ho fortemente contestato la loro presenza esprimendo il mio parere negativo rispetto all’Atto aziendale in quanto lo stesso è evidentemente condizionato da linee guida regionali contro legge.
Inoltre non approverò l’atto perché, ad oggi, la sola ASL 2 Lanciano Vasto Chieti parrebbe essere obbligata ad attuare le nuove previsioni del decreto Lorenzin. L’attuazione del Patto per la Salute vedrebbe fortemente penalizzata la sola Asl di Chieti considerato che, nel decreto sul terremoto, oltre ai territori di L’Aquila e di Teramo, è stata inserita anche la Asl di Pescara. Il decreto sospende l’applicazione delle previsioni della Lorenzin per le tre Asl di Teramo, L’Aquila e Pescara lasciando la sola Asl di Chieti ad essere penalizzata sotto il profilo dei tagli a personale e risorse. Tale disomogeneità creerà uno squilibrio sia in termini di offerta di prestazioni sanitarie, sia in termini di disponibilità economica. Mai darò il mio assenso a questo atto aziendale che sono pronto ad impugnare nelle sedi deputate per una evidente disparità di trattamento che finirebbe per gravare sui cittadini di Chieti e della sua provincia. NO FERMO E DECISO fino a quando l’atto non si uniformerà alla legislazione vigente eliminando figure ridondanti rispetto a quelle dirigenziali già per legge previste. NO FERMO E DECISO fino a quando tutte le Asl si adegueranno alla Lorenzin. In considerazione delle perplessità sollevate anche dagli altri colleghi del Comitato – ha concluso il Sindaco - ho chiesto all’Assessore Paolucci di intervenire alla prossima riunione per chiarire le questioni di diritto sollevate rispetto alla legittimità dell’atto aziendale e per riferire anche sull’esito della commissione tecnica istituita per lo studio del DEA di secondo livello funzionale Chieti-Pescara.»

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Pescara. Venerdì 21 e sabato 22 aprile ore 21.00 - Florian Espace FLORIAN METATEATRO presenta per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi / Performing art and electro sound in collaborazione con Deposito dei Segni Stalker Teatro in DRAMA SOUND CITY progetto e regia Gabriele Boccacini musiche originali eseguite dal vivo Ozmotic: Stanislao Lesnoj e SmZ performer Elena Pisu, Dario Prazzoli, Stefano Bosco disegno luci Andrea Sancio Sangiorgi video Fabio Melotti.
“Drama Sound City“ è un progetto della compagnia Stalker Teatro in collaborazione con i musicisti di Ozmotic. Una performance dal forte impatto visivo e musicale che si rivolge a un pubblico eterogeneo, curioso e attento alle novità. Un spettacolo dal vivo visionario, un ponte tra electro music e performing art. La performance, in cui si intrecciano arte visiva e performativa, musica elettronica e pop sperimentale, conduce lo spettatore attraverso sei scene/quadri visionari, scanditi da luci, azioni e suoni che compongono e scompongono geometrie della periferia cittadina come in un time lapse che ne cattura le rapide trasformazioni, cogliendo ne i caratteri più solitari, notturni, enigmatici.
Stalker Teatro sviluppa la propria ricerca nel rapporto tra teatro e arti visive, producendo spettacoli ed eventi performativi partecipati, con una forte vocazione sociale, che spesso prevedono il coinvolgimento diretto degli spettatori. Negli anni ’90, ospite per cinque anni a Cittadellarte, ha sviluppato importanti progetti con Michelangelo Pistoletto in Italia e in Europa presso festival, teatri, università, e musei d'arte contemporanea.Stalker Teatro opera principalmente a Torino, dove ha creato in intesa con la Città di Torino e la Regione Piemonte, le Officine per lo Spettacolo e l'Arte Contemporanea "Caos" e nel Biellese dove svolge un programma articolato di "Residenza Multidisciplinare".
Dopo la prima, per Incontri a teatro seguirà un colloquio con la compagnia a cura di Paolo Verlengia.

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Chieti. Si parlerà di radio e comunicazione verbale, attraverso consigli utili ed esperienza diretta sul campo, nell’incontro, ad ingresso libero, “La comunicazione radiofonica”, che si terrà Sabato 22 Aprile 2017, alle ore 17, in Via Monte Grappa n. 176, a Chieti Scalo (Contrada San Martino), nella sede dell’Associazione di volontariato onlus Erga Omnes.
Testimonial d’eccezione sarà Beppe De Marco, tra i più noti conduttori di RDS (Radio Dimensione Suono) 100% Grandi Successi, tra le prime tre emittenti in Italia, con quasi cinque milioni di ascoltatori.
Dopo le iniziali esperienze presso le emittenti locali, a Radio Studio ’99, Prima Rete e Tele Radio San Pietro, Giuseppe, in arte Beppe, con grande personalità, ha maturato una lunga gavetta a Radio Delta 1, la regina delle radio abruzzesi, prima di passare alla romana Radio Globo e quindi, in un crescendo di soddisfazioni personali e professionali, a RDS, dove adesso, insieme a Petra Loreggian, conduce nella fascia oraria 12-15, con risultati straordinari che tutti invidiano.
Costantemente allenato sulla dizione e la tecnica del linguaggio, oltre ad essere speaker radiofonico è docente del corso di radio e comunicazione dell’Università LUISS di Roma, del Master sulla Comunicazione de Il Sole 24 Ore, Docente dell’RDS ACADEMY ed insegnante presso il CRC Centro di Ricerca e Cura Balbuzie, disturbi della voce e del linguaggio.
Pasquale Elia, Presidente di Erga Omnes: “Un’ottima opportunità formativa, aperta a tutti, ad ingresso gratuito, utile non solo agli addetti ai lavori ma anche a coloro che vorrebbero migliorare o rafforzare la propria comunicazione, nella vita personale e professionale, grazie alla disponibilità, umiltà e professionalità del nostro corregionale Beppe De Marco”.

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Martedì, 18 Aprile 2017 00:00

Eremo di San Bartolomeo di Legio

Roccamorice. San Bartolomeo, (in aramaico figlio DI TALMAI e in ebraico "DONO DI DIO"), è uno dei dodici apostoli e faceva il pescatore. In oriente, intorno all’anno 50 d.C. fu torturato, scorticato vivo e decapitato. Viene invocato come guaritore delle piaghe e delle malattie epidermiche.L’escursione all’eremo di San Bartolomeo di Legio, un eremo solitario ed appartato, è piacevole, facile, panoramica, storica. L’eremo si trova nel Parco Nazionale della Maiella, nel vallone di San Bartolomeo, nel comune di Roccamorice (PE). Sulla facciata dell’eremo vi sono residui di affreschi del 1400, una Madonna col Bambino e un Cristo benedicente, ormai gravemente danneggiati dalle intemperie e dalle iscrizioni che hanno lacerato il lavoro. Il portale della chiesa è costituito da un semplice architrave in pietra. Sopra l’altare del 1500 c’è un incavo di dimensioni medio-piccole, protetta da una apertura in ferro, che ospita la statua lignea del 1800 di San Bartolomeo, raffigurato con un coltello nella mano destra e sulla spalla sinistra un sacco con la propria pelle ed in mano una maschera che raffigura il suo volto sofferente. Questi simboli ricordano il suo martirio. È importante osservare che dai lineamenti del viso, deformati dalla sofferenza, Michelangelo ha voluto mostrare il proprio autoritratto. La costruzione dell'eremo, risale all’anno 1200. Era una dipendenza dell’Eremo di S. Spirito a Maiella, poco distante e fu restaurato da Pietro da Morrone all'incirca nell’anno 1250. Pietro da Morrone eletto papa il 29 agosto del 1294, con il nome di Celestino V, che rinunciò al pontificato il 13 dicembre dello stesso anno e proclamato santo Pietro dal Morrone, il 5 maggio del 1313 da papa Clemente V, al ritorno del suo viaggio a Lione, fatto per ottenere dal papa Gregorio X il riconoscimento della sua Congregazione dei celestini, vi ci stabilì dal 1274 al 1276. Una riflessione alla quale dovrebbe seguire una risposta è… come è stato trovato questo tetto di roccia in un ambiente severo, inesplorato? Come gli eremiti trascorrevano la giornata, con qualsiasi tempo, senza coperte per ripararsi dal freddo, senza luce, procurandosi il cibo in qualche maniera? Certamente c’era abbondanza di acqua e legna per accendere il fuoco.
L’escursione inizia dalla Valle Giumentina. Si esce dall’autostrada A 25 (Roma – Pescara) e si prende la strada regionale 487 per Caramanico Terme. Superato San Valentino, poco dopo si gira a SX al segnale ABBATEGGIO ROCCAMORICE. Dopo pochi metri si prende a DX il bivio per la Valle Giumentina, percorrendo una strada inizialmente asfaltata. Quando diventa sterrata, la si percorre ancora per un centinaio di metri perché è quasi impercorribile e si parcheggia l’auto, (650 m). A piedi, si supera l’Ecomuseo del Paleolitico sino al segnale che indica l’Eremo, (700 m). Si prosegue per prato incontrando due tholos crollati, affacciandosi sul vallone di San Bartolomeo. Il sentiero per la discesa al torrente Capo La Vena – Capo Lavino, è ripido, ma vedere l’eremo mimetizzato nella roccia calcarea, procura una soddisfazione di pace. Il panorama è indescrivibile. La Majella e il Morrone, quasi si toccano. Il Gran Sasso e il mare Adriatico. Si attraversa il torrente su un ponte naturale ricavato nella roccia, affiancato ad una piccola sorgente. Il torrente scorre in una gola profonda scavata nella roccia immerso in un’oasi ben conservata in un verdeggiante incanto, (550 m). Ora bisogna salire le scale lucidissime, quindi scivolose, che introducono all’eremo, (600 m). Si arriva al camminamento antistante l’eremo su una panoramica balconata. L'eremo è costituito da una cappella e da due vani scavati nella roccia destinati agli eremiti. La tradizione vuole che la statua viene portata in processione dai fedeli il 25 agosto, dopo essere scesi al torrente Capo la Vena per bagnarsi secondo un rituale molto antico, per poi portare l'effigie del santo nella chiesa del paese, dove rimane fino al 9 settembre. L’acqua purissima del torrente custodisce insetti acquatici di diverse specie anfibie. Il tritone crestato, il rospo, l’ululone appenninico, (è un piccolo rospo con il dorso grigio-bruno fortemente verrucoso e ventre giallo macchiato di nero o di grigio-bluastro. Il nome ululone è associato al caratteristico vocalizzo simile a un ululato del maschio, durante il periodo riproduttivo, per segnalare la loro presenza), la raganella italiana e la rana appenninica. L’escursione non termina qui perché bisogna visitare l’Ecomuseo del Paleolitico. La valle Giumentina era un piccolo lago che occupava una depressione carsica. Il giacimento, un deposito alluvionale appartenente al piccolo lago,è un patrimonio messo in luce dagli scavi e dagli studi effettuati nel suo territorio. Ci sono sei capanne costruite con pietra a secco, tipo i tholos, dove sono illustrati al pubblico gli argomenti collegati alle testimonianze ed attività dell’uomo di Neanderthal nella Valle Giumentina, il legame archeologico dalla protostoria al medioevo nel territorio di Abbateggio, la vita dei pastori transumanti, la flora e la fauna.

Straordinario che una escursione possa offrire tante occasioni come la cultura, la storia, l’ambiente.
Difficoltà: T/E (turistico/escursionistico)
Lunghezza: 4,5 km A/R
Dislivello: 250m
Durata: 2 ore senza soste

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Orsogna. I Talami di Orsogna sanno rappresentare come poche altre manifestazioni in Abruzzo la civiltà contadina nel suo complesso: il rito propiziatorio per il futuro raccolto, la devozione popolare, l'iconografia della fede, il teatro sotto forma di dramma liturgico, i canti, la danza, la bellezza dei costumi tipici, l'arte orafa (in mostra una bellissima "presentosa"), il cibo tradizionale (il pane, la pupa, innumerevoli dolci portati quasi in trionfo da donne in abiti antichi), l'omaggio agli animali che aiutano l'uomo nel lavoro dei campi (e c'erano due bellissime mucche a trainare il carro dei doni). Un racconto per immagini, per episodi, che prende spunto dalla Bibbia e dalle sue scene per guardare in se stessi, nella propria storia, nella cultura locale.
Il recupero attento, certosino di tutti gli aspetti della tipicità dei Talami è stato premiato anche questa mattina da una piazza gremita di orsognesi, ma anche di turisti attratti dalla magia dei sette quadri biblici viventi, interpretati da attori immobili dinanzi a fondali affrescati, che hanno preso vita tra le strade del paese. Sette meraviglie firmate, oltre che dall'Associazione culturale Talami Orsogna (che ha realizzato il Talamo portato a spalla dal Gruppo Alpini), da artisti selezionati con un apposito concorso internazionale e premiati al termine della sfilata dal sindaco, Fabrizio Montepara: Tosca Iocco, Francesco Costanzo, Giuseppe Zaccaretti, Concetta Daidone, Antea Iocco nonché gli alunni della Scuola secondaria di I grado di Orsogna coordinati da Graziella Gentile. Premiate anche le associazioni di orsognesi negli Stati Uniti che, insieme alle imprese, hanno sostenuto economicamente i singoli carri allegorici.
Le scene dei Talami, che hanno avuto come filo conduttore il significato del cibo nella Bibbia, sono state commentate nella sfilata conclusiva da don Giuseppe Liberatoscioli, parroco di Orsogna: la gioia del vino e la santità del pane, la manna nel deserto, Elia e la vedova di Sarepta, il banchetto degli sposi, le nozze di Cana, la parabola del seminatore, Gesù cuoce il pesce per i suoi discepoli sul lago di Tiberiade.
Per rendere omaggio al cibo non solo nella narrazione, gli organizzatori hanno allestito anche un pranzo dei Talami, con i cibi tradizionali della festa, a partire dal primo piatto, "li gnuccune aristufate".
La festa in onore della Madonna del Rifugio prosegue alle ore 17.30 con la Santa Messa nella Chiesa parrocchiale e, alle 18, con la Processione. Alle 19.30 il concerto conclusivo dell’Orchestra “Domenico Ceccarossi” dell'Istituto comprensivo di Orsogna. Info: www.talamiorsogna.it e www.comune.orsogna.chieti.it.

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Martedì, 18 Aprile 2017 00:00

Vandali in azione a Montesilvano Colle

Montesilvano. «Un atto vile, tanto più che compiuto ai danni di un luogo sacro in giorni di importanti celebrazioni». Così il sindaco Francesco Maragno commenta l’episodio di vandalismo che ha colpito Montesilvano Colle. Nella notte tra Domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo alcuni vandali hanno danneggiato l’ingresso della Chiesa di San Michele Arcangelo. Piante gettate, vasi rotti e il marmo all’ingresso della chiesa frantumato. Questo le scenario che si è trovato nella mattina di ieri.

«Quanto accaduto è un gesto di gravissima e imperdonabile inciviltà che colpisce la comunità, oltre che un edificio storico che fa parte del patrimonio culturale ed artistico di Montesilvano. Invitiamo tutti i cittadini - conclude il sindaco - che dovessero avere informazioni utili che possano aiutare le forze dell’Ordine ad individuare i responsabili di questo atto spregevole, alla massima collaborazione».

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Pescara. L’Assessorato alla Mobilità del Comune di Pescara organizza, attraverso il Centro di Monitoraggio e Gestione della Sicurezza Stradale e in collaborazione cpn l'Ufficio Scolastico Provinciale, il primo corso formativo per la figura del Mobility Manager Scolastico. Cinque giornate di intenso lavoro che vedranno la partecipazione di oltre 30 Mobility Manager Scolastici di fresca nomina. Il corso avrà luogo presso la sede dell’Aurum, il pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 17,00, il 20 e il 26 aprile e poi il 3, l’11 e il 18 maggio, con relazioni e laboratori.

Il programma è nel link:
http://mobilita.comune.pescara.it/mobility-manager-scolastico-il-programma/

“La figura del Mobility Manager - sottolinea Stefano Civitarese, Assessore alla Mobilità - è stata introdotta in Italia sin dal 1998, anche se ha stentato sinora a farsi strada nelle nostre città. Il Comune di Pescara ha nominato lo scorso anno il proprio Mobility Manager, cosiddetto di area, avendo esso il compito di coordinare e stimolare i Mobility Manager che le aziende pubbliche e private devono a loro volta designare.
Una legge del 2015 in materia di green economy, ha previsto che le scuole debbano dotarsi a loro volta di un Mobility Manager, figura chiave per promuovere forme di mobilità sostenibile casa-scuola. In questi primi mesi del 2017, una fruttuosa collaborazione tra il Centro di Monitoraggio e Gestione della Sicurezza Stradale e l’Ufficio Scolastico Provinciale ha portato alla nomina di ben oltre 30 Mobility Manager Scolastici in tutti gli Istituti del territorio comunale e anche dei comuni limitrofi. Si tratta di un risultato per nulla scontato, che poche realtà possono ad oggi vantare in Italia, e che costituisce una base fondamentale per la governance della mobilità della città e dell’intera area metropolitana.
E’ proprio per dare consistenza e sostegno a questo contesto“, sottolinea l’Assessore Civitarese, “che, con i consulenti del Centro di Monitoraggio e Gestione della Sicurezza Stradale, abbiamo organizzato un corso di formazione per Mobility Manager Scolastici. Un gruppo di operatori, coordinato dal Mobility Manager Comunale, che sono certo darà al complesso sistema della mobilità urbana, su cui le sedi dei vari plessi scolastici hanno un rilevante peso funzionale, un grande contributo di idee e di proposte in termini di sostenibilità e innovazione che, come Amministratore, raccoglieremo e valuteremo già dalla fine del corso stesso.
“Siccome il Mobility Manager opera sul governo della domanda di trasporto, lavorando in particolare sugli spostamenti sistematici, quelli ripetitivi, e sui comportamenti delle persone”, conclude Civitarese, “ci aspettiamo importanti risultati dal corso, perché l’attività del Mobility Manager consente di dare risposte di breve periodo, e senza interventi infrastrutturali, a una consistente parte dei problemi derivanti dalla congestione del traffico”.

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