Pescara. “Che l’Abruzzo non sarebbe mai dovuto diventare la discarica del Lazio il centrodestra lo ha sempre detto e ribadito. Ma oggi fa francamente sorridere assistere al solito teatrino tra il sottosegretario Mazzocca che ha detto stop alla ‘solidarietà orizzontale’ con Roma, solidarietà difesa a spada tratta quando il suo Presidente D’Alfonso aveva già firmato gli accordi con il sindaco Raggi e con la Regione del Governatore Pd Zingaretti, e il Movimento 5Stelle che, ovviamente, si batte contro gli impianti di moderna tecnologia per il trattamento dei rifiuti, ma non si fa scrupolo di far portare nella nostra terra altre 70mila tonnellate di immondizia del sindaco pentastellato. Pudore vorrebbe veder tacere sinistra e cinque stelle su una vicenda in cui a rimetterci sono stati solo gli abruzzesi”. È il commento del Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in merito alla querelle esplosa tra l’Abruzzo e il Lazio che, dopo il rogo doloso che ha devastato l’impianto romano di Tmb, ha chiesto una ulteriore proroga di un anno all’accordo in atto per portare appunto in Abruzzo i rifiuti romani, accordo che altrimenti sarebbe scaduto il prossimo 31 dicembre.
“L’Abruzzo continua a essere vittima dello scontro politico-elettorale tra Pd e 5 Stelle – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -: tutti ricordiamo le tappe di una telenovela vergognosa quando il Governatore D’Alfonso firmò il proprio consenso per accogliere le 70mila tonnellate l’anno di rifiuti da Roma, e nell’occasione fu proprio il sottosegretario Mazzocca a scendere in campo per difendere una scelta contestata in modo vigoroso, dicendo che l’Abruzzo avrebbe tratto grossi vantaggi economici da tale operazione che, comunque, si richiamava al senso di solidarietà tra Istituzioni. Poi la solidarietà era finita a inizio anno, quando il Governo Renzi ordinò al Pd di non aiutare più le amministrazioni pentastellate in vista delle elezioni nazionali e infatti D’Alfonso tenne per alcuni giorni sulla graticola la collega Raggi affermando che, per portare avanti l’accordo, la Raggi avrebbe dovuto dichiarare lo stato di emergenza, ammettendo il proprio fallimento nella gestione del settore. Ovviamente quell’ammissione non è mai arrivata perché fu sufficiente una telefonata del Governatore del Lazio Zingaretti per far rientrare nei ranghi il collega D’Alfonso. Ora ci risiamo: Roma, come ampiamente previsto, non ha risolto la propria emergenza, anzi peggiorata, e di nuovo intende scaricare in Abruzzo la propria immondizia, difesa dai 5stelle abruzzesi. Mazzocca, dal canto suo, si riveste d’autorità e annuncia di voler chiudere le frontiere ai rifiuti romani, un vero teatrino che temiamo, anche questa volta, si concluderà con la telefonata tra Zingaretti e il facente funzioni Lolli che, alla fine, dovrà riaprire i confini abruzzesi. E a farne le spese continueranno a essere solo gli abruzzesi: a oggi continuiamo a non sapere quando quella quantità enorme di pattume verrà smaltita, e con quali modalità. Non solo: mentre proseguiamo a imbarcare immondizia dal Lazio, il Governo regionale continua a non risolvere il problema dei 28 siti per discariche esaurite, già oggetto di infrazione europea, che ci sono già costate 20milioni di euro di sanzioni. Da una precedente indagine, in cinque anni di gestione D’Alfonso, abbiamo tirato fuori 14 discariche che sono avviate a soluzione parziale della bonifica, mentre ne restano 12 che a oggi sono discariche dismesse non risanate e per questo in Abruzzo siamo quasi uno scandalo italiano. Dalle cartine emerge che dopo la Basilicata, per inadempienza, c’è l’Abruzzo, tanto che il Governo ci ha commissariati nominando un Generale dell’Arma dei Carabinieri per le operazioni di bonifica. Senza dimenticare che, ancora oggi, abbiamo un Piano regionale dei rifiuti, approvato in Consiglio col voto contrario del centro-destra, e impugnato lo scorso maggio dal Governo, rendendo peraltro impossibile portare sul nostro territorio impianti di alta tecnologia a basso impatto ambientale. A porre fine all’assurdo teatrino Pd-5Stelle ci penserà il centrodestra a partire dal prossimo 11 febbraio, ringraziando il Pd e D’Alfonso per il disastro ereditato”.

L'Aquila. “I dati che arrivano dall’Istat riguardo al terzo trimestre del 2018 certificano il crollo dell’occupazione in Abruzzo e confermano il momento di enorme difficoltà in cui la Giunta Regionale del PD ci ha trascinato dopo anni di pessima gestione”. A dichiararlo è Sara Marcozzi, consigliere regionale e candidato presidente dell’Abruzzo con il M5S per le elezioni del 10 febbraio.

“Sono andati persi ventiseimila posti di lavoro rispetto al 2017, il tasso di disoccupazione è passato dal 9,7% al 12,1%, 2,4 punti percentuali in più. Una situazione che si riversa direttamente sulle spalle dei lavoratori abruzzesi e delle loro famiglie. Questo crollo occupazionale si somma ad altri dati che confermano come in Abruzzo si viva peggio adesso rispetto a cinque anni fa. In media abbiamo un abruzzese su sei che non ha i soldi per l’affitto o le bollette, uno su cinque a rischio povertà e addirittura uno su tre a rischio esclusione sociale”.

“In questi anni dai banchi dell’opposizione abbiamo provato a far luce sulle questioni occupazionali e lavorative senza mai essere ascoltati. In assenza della creazione di bandi seri per favorire le imprese abruzzesi, siamo stati noi a creare un fondo, finanziato dal taglio dei nostri stipendi, da 133mila euro, che ha garantito prestiti alle PMI da 2 milioni di euro su 80 progetti. E se dall’opposizione siamo riusciti a fare tutto questo, alla maggioranza potremo allargare ulteriormente la nostra azione per creare nuovo lavoro”.

“Noi – conclude Marcozzi – crediamo che il tempo dell’attesa sia finito. Mentre dal centrosinistra continuano ad autodefinirsi competenti, l’Abruzzo soffre come non mai e crolla pezzo dopo pezzo. Il tempo delle poltrone è finito. La guida della Regione deve essere affidata a persone che siano a contatto con la realtà e conoscano le priorità dei cittadini. Il 10 febbraio, giorno delle elezioni regionali, è vicino e gli abruzzesi sono pronti a riprendere il controllo del proprio destino, relegando alla minoranza chi ci ha condotto in questa condizione comatosa”.

L'Aquila. “Arrivano le analisi per investimenti di oltre 2,4 miliardi di euro per l’edilizia sanitaria, nel piano anche Regione Abruzzo, questo Governo leva ogni alibi a chi vuole fare profitto sulla salute pubblica, qualunque idea di Project financing per l’edilizia sanitaria non ha mai visto l’appoggio del M5S ed ora anche dal Governo arriva l’alternativa che noi abbiamo sempre auspicato” ad affermarlo è Sara Marcozzi, consigliere regionale e candidato per la presidenza di Regione Abruzzo per il M5S. A fronte della notizia che arriva direttamente dal Ministero della salute, in cui Giulia Grillo affida il mandato al Nucleo di valutazione degli investimenti di esaminare nel più breve tempo possibile le proposte di Accordi di programma già in itinere relativi all'edilizia sanitaria.
“Da quanto affermato dal Ministero – spiega Marcozzi – sono stati chiesti approfondimenti necessari per permettere il via libera alla realizzazione di infrastrutture fondamentali per la salute dei cittadini. Un passaggio finalmente possibile grazie alle nuove regole di funzionamento del nucleo.
Tra i compiti dei tecnici vi sarà anche quello di tenere in considerazione le risorse previste nel Ddl di Bilancio per il 2019, ora al Senato, che aumentano di 4 miliardi il fondo per l'edilizia sanitaria. Sono numeri importanti che potranno dare finalmente ossigeno ai bilanci delle Regioni evitando, dove possibile, il ricorso a modelli di finanziamento spesso eccessivamente onerosi come il project financing. Una notizia che interessa molto l’Abruzzo visto che l’Assessore alla Sanità Paolucci ha una predilezione per il ricorso ai prestiti da finanza privata in tema di costruzione di strutture pubbliche – afferma ancora Marcozzi - Una visione della sanità che si discosta molto da quella del M5S che non vuole vedere gli ospedali alla stregua di “negozi della salute” e l’Ente regione indebitato fino all’osso per azioni che dovrebbero essere eseguite con fondi pubblici senza pesare sulle tasche degli abruzzesi. Con l’asse regione/governo 5 stelle, in Abruzzo dall’11 febbraio, il Project financing sarà solo un brutto ricordo per le tasche dei cittadini”.

Pescara. “Che l’Abruzzo non sarebbe mai dovuto diventare la discarica del Lazio il centrodestra lo ha sempre detto e ribadito. Ma oggi fa francamente sorridere assistere al solito teatrino tra il sottosegretario Mazzocca che ha detto stop alla ‘solidarietà orizzontale’ con Roma, solidarietà difesa a spada tratta quando il suo Presidente D’Alfonso aveva già firmato gli accordi con il sindaco Raggi e con la Regione del Governatore Pd Zingaretti, e il Movimento 5Stelle che, ovviamente, si batte contro gli impianti di moderna tecnologia per il trattamento dei rifiuti, ma non si fa scrupolo di far portare nella nostra terra altre 70mila tonnellate di immondizia del sindaco pentastellato. Pudore vorrebbe veder tacere sinistra e cinque stelle su una vicenda in cui a rimetterci sono stati solo gli abruzzesi”. È il commento del Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in merito alla querelle esplosa tra l’Abruzzo e il Lazio che, dopo il rogo doloso che ha devastato l’impianto romano di Tmb, ha chiesto una ulteriore proroga di un anno all’accordo in atto per portare appunto in Abruzzo i rifiuti romani, accordo che altrimenti sarebbe scaduto il prossimo 31 dicembre.
“L’Abruzzo continua a essere vittima dello scontro politico-elettorale tra Pd e 5 Stelle – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -: tutti ricordiamo le tappe di una telenovela vergognosa quando il Governatore D’Alfonso firmò il proprio consenso per accogliere le 70mila tonnellate l’anno di rifiuti da Roma, e nell’occasione fu proprio il sottosegretario Mazzocca a scendere in campo per difendere una scelta contestata in modo vigoroso, dicendo che l’Abruzzo avrebbe tratto grossi vantaggi economici da tale operazione che, comunque, si richiamava al senso di solidarietà tra Istituzioni. Poi la solidarietà era finita a inizio anno, quando il Governo Renzi ordinò al Pd di non aiutare più le amministrazioni pentastellate in vista delle elezioni nazionali e infatti D’Alfonso tenne per alcuni giorni sulla graticola la collega Raggi affermando che, per portare avanti l’accordo, la Raggi avrebbe dovuto dichiarare lo stato di emergenza, ammettendo il proprio fallimento nella gestione del settore. Ovviamente quell’ammissione non è mai arrivata perché fu sufficiente una telefonata del Governatore del Lazio Zingaretti per far rientrare nei ranghi il collega D’Alfonso. Ora ci risiamo: Roma, come ampiamente previsto, non ha risolto la propria emergenza, anzi peggiorata, e di nuovo intende scaricare in Abruzzo la propria immondizia, difesa dai 5stelle abruzzesi. Mazzocca, dal canto suo, si riveste d’autorità e annuncia di voler chiudere le frontiere ai rifiuti romani, un vero teatrino che temiamo, anche questa volta, si concluderà con la telefonata tra Zingaretti e il facente funzioni Lolli che, alla fine, dovrà riaprire i confini abruzzesi. E a farne le spese continueranno a essere solo gli abruzzesi: a oggi continuiamo a non sapere quando quella quantità enorme di pattume verrà smaltita, e con quali modalità. Non solo: mentre proseguiamo a imbarcare immondizia dal Lazio, il Governo regionale continua a non risolvere il problema dei 28 siti per discariche esaurite, già oggetto di infrazione europea, che ci sono già costate 20milioni di euro di sanzioni. Da una precedente indagine, in cinque anni di gestione D’Alfonso, abbiamo tirato fuori 14 discariche che sono avviate a soluzione parziale della bonifica, mentre ne restano 12 che a oggi sono discariche dismesse non risanate e per questo in Abruzzo siamo quasi uno scandalo italiano. Dalle cartine emerge che dopo la Basilicata, per inadempienza, c’è l’Abruzzo, tanto che il Governo ci ha commissariati nominando un Generale dell’Arma dei Carabinieri per le operazioni di bonifica. Senza dimenticare che, ancora oggi, abbiamo un Piano regionale dei rifiuti, approvato in Consiglio col voto contrario del centro-destra, e impugnato lo scorso maggio dal Governo, rendendo peraltro impossibile portare sul nostro territorio impianti di alta tecnologia a basso impatto ambientale. A porre fine all’assurdo teatrino Pd-5Stelle ci penserà il centrodestra a partire dal prossimo 11 febbraio, ringraziando il Pd e D’Alfonso per il disastro ereditato”.

L'Aquila. Cgil, Cisl e Uil vogliono denunciare al Ministro della Salute, Giulia Grillo, dopo le sue ultime dichiarazioni sull’abolizione dei superticket da parte delle Regioni, che il Ministero Economia e Finanze, nel mese di settembre, ha deciso di bocciare la proposta della Regione Abruzzo di azzeramento dei superticket e le proposte di riorganizzazione della sanità regionale.
Il Ministro Giulia Grillo ha elogiato il provvedimento della Regione Emilia Romagna sull'abolizione del superticket, esprimendo la volontà del suo Dicastero di inserire un emendamento in merito, a valenza per tutte le regioni, nella Legge di bilancio. Nell’ipotesi probabile che ciò non fosse possibile si dovrebbe attendere l’anno prossimo per intraprendere il percorso di eliminazione.
I sindacati abruzzesi ricordano che la Regione Abruzzo ha già da tempo scelto la strada della riorganizzazione della sanità regionale per creare economie significative, utili oggi a raggiungere l’obiettivo dell’abolizione di questa tassa iniqua.
Un percorso che ha portato, dopo mesi di concertazione con le forze sociali grazie all'uscita della Regione Abruzzo dal commissariamento, ad un’intesa tra le OO.SS. e l'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Silvio Paolucci, che stabiliva un’iniziale rimodulazione del superticket con l’obiettivo finale dell’eliminazione integrale.
Un buon accordo che soddisfaceva le esigenze delle fasce più deboli, purtroppo bocciato a Roma, che ha bloccato la possibilità per la Regione Abruzzo di proseguire la fase di risanamento nella sanità.
La bocciatura del Governo Nazionale della proposta di riduzione del superticket avanzata dalla Regione Abruzzo è stata una scelta grave ed ingiusta che peserà sulle spalle dei cittadini abruzzesi che continueranno a dover pagare questa odiosa tassa sulla salute e che, in molti casi, saranno costretti a rinunciare alla cura e alla prevenzione o a rivolgersi alle strutture private a causa di tempi di attesa e degli alti costi delle prestazioni.

Atri. Metti una sera due amici a cena, che si sono conosciuti a tavola e hanno parlato della loro splendida regione, l’Abruzzo. Un anno dopo, “galeotto fu l’incontro”, i due amici che sono gli chef Gianni Dezio e Davide Di Fabio, sono stati i protagonisti della serata “Due amici raccontano l’Abruzzo”. La cena si è svolta ad Atri (Te), nel ristorante Tosto di Gianni Dezio dove lo chef insieme al sous chef migliore al mondo, Davide Di Fabio, hanno cucinato dei piatti con i migliori ingredienti abruzzesi.
Classe 1986, Gianni, ha vissuto per molti anni in Venezuela, terra dove la sua famiglia è emigrata e dove ha aperto diversi ristoranti nei quali il giovane si è fatto le ossa. Laureato in Scienze del Turismo, decide di ritornare in Abruzzo per frequentare l’Accademia Niko Romito, scuola diretta dallo chef 3 stelle Michelin Niko Romito. Nel 2014 apre Tosto insieme alla moglie Daniela, nel meraviglioso borgo di Atri (Te). Il giovane chef rivisita nei sui piatti l’Abruzzo e i suoi profumi in chiave contemporanea, ma senza rinunciare alle contaminazioni dell’America Latina.
Davide Di Fabio non ha bisogno di presentazioni, è il sous chef di Osteria Francescana, da sempre braccio destro di Massimo Bottura. 33 anni, nasce a Milano, ma a 6 anni si trasferisce in Abruzzo, a Bellante (Te), paese d'origine del padre. Frequenta l’Istituto Alberghiero a San Benedetto del Tronto (Ap). Lì inizia la sua avventura ai fornelli, e dopo poco tempo si ritrova nelle cucine di quello che poi diventerà il primo ristorante al mondo. Per lo chef la sperimentazione e la continua ricerca sono fondamentali, come lo sono la tradizione e le materie prime.
Due ragazzi coetanei, che amano il loro lavoro e che hanno lasciato il paese d’origine per crescere e migliorare. Ma entriamo nel cuore della cena che si è svolta in due tempi, il primo a cura dello chef resident Gianni Dazio con i seguenti piatti: Liquirizia di Atri (anguilla affumicata, liquirizia e croccante ai pinoli), Zafferano di Navelli, (chitarra allo zafferanno, latte di mandorla e mazzancolla), Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, (ristretto di lenticchie affumicate, trippa fritta e rapa bianca).
Il secondo tempo è stato affidato a Davide Di Fabio che ha presentato questi piatti: Aglio Rosso di Sulmona, (riso con lumache, prezzemolo, crema di tartufo e spuma di aglio), Agnello nostrano (ferratella di ceci con agnello e salsa tzatziki) e Genziana del Gran Sasso (sorbetto alla genziana con frutta secca e pasta frolla). A chiusura uno speciale “gen tonic” preparato da Davide con il vino Passerina di Marina Palusci e la genziana, tipico liquore con radice coltivata proprio nel Gran Sasso.
Ingredienti tutti abruzzesi, quelli utilizzati dai nostri chef che hanno raccontato questa regione in maniera creativa, divertente, coraggiosa, identitaria, una cucina la loro dove ricerca e sperimentazione contaminata da viaggi e esperienze di vita e professionali l’hanno fatta da padrona.

«E’ stata una cena fantastica –ci ha raccontato entusiasta lo chef Gianni Dezio- con un clima di grande armonia ed energia positiva. E’ stato per me un grande onore lavorare con Davide, gli sono grato per averci regalato questa indimenticabile serata dove tutti ci abbiamo messo il cuore».
«E’ stata un serata di grande gioia- ha detto Davide Di Fabio- C’erano gli amici di sempre, la mia famiglia, sono felice quando torno in Abruzzo per eventi come questo. E’ bello sapere che qui ci sono persone come Gianni e il suo gruppo che ci mettono tanta passione e impegno per questo lavoro e per questa regione così testarda ma così speciale allo stesso tempo».
Ad accompagnare le pietanze, i vini e gli oli di un altro grande amico dell’Abruzzo e amico dei nostri chef, Massimiliano D’Addario, produttore Pianella, nella provincia di Pescara dell’azienda Marina Palusci. In vigna solo rame e zolfo e in cantina solo fermentazioni spontanee. «Quando mi hanno chiesto di partecipare a questa serata -ha concluso Massimiliano D’Addario- ho subito detto di sì. Davide e Gianni sono grandi amici e noi come azienda ci teniamo a dare valore e cura ai giovani talenti abruzzesi, così come facciamo per i nostri vitigni e per le nostre cultivar».
Una serata dove non si sono gustati solo dei piatti dai sapori sorprendenti ma dove si è creata un’atmosfera di sintonia, amicizia, passione, energia e grande amore per questo lavoro.

È operativo il progetto “IN…FORMA. VIAGGIO SOCIALE” [1] dell'associazione Dimensione Volontario, mirato a sviluppare il turismo accessibile in tutta la Regione Abruzzo, partendo dai comuni di Roseto degli Abruzzi e Pineto, in provincia di Teramo.

Attraverso il progetto, si desidera superare le criticità territoriali e soddisfare le esigenze di tutti i turisti e gli abitanti della zona, con una particolare attenzione alle persone con disabilità.
Lo scopo è, infatti, quello di: agevolare chi ha difficoltà nel trascorrere un soggiorno nei comuni interessati, a causa di criticità strutturali e culturali; offrire una rete coordinata di operatori sociali e turistici, garantendo un soggiorno di qualità per tutti; illustrare la valenza economica del turismo accessibile agli operatori turistici.

Pertanto, l'intercettazione di nuovi turisti, l'aumento della produttività finanziaria e la diffusione della cultura della disabilità sono traguardi da raggiungere, ma «il nostro vero obiettivo è di offrire servizi adatti all'accoglienza dei disabili che siano apprezzati anche da chi non ha alcuna disabilità perché ideati per soddisfare sì la comodità, ma anche la bellezza e il gusto», afferma Peppe Palermo: Presidente Dimensione Volontario.


Nello specifico, le attività previste sono: Ricerca e analisi dei bisogni e dell'attuale ricettività sul territorio; Costruzione di una rete territoriale operativa, che possa garantire risposte tempestive ai turisti; Creazione di un portale web interattivo, capace di fornire soluzioni appropriate alle esigenze dei turisti attraverso la mappatura di luoghi e servizi effettuata dal team di progetto e fornita all'utente finale sulla base di criteri oggettivi, come: misure, materiali ecc.; Formazione all'accoglienza per il personale delle strutture turistiche aderenti alla rete territoriale; Istruzione ad hoc per ragazzi con disabilità da impiegare come guide turistiche.

Il progetto ha una durata limitata di 11 mesi, ma la sfida è di garantire il servizio anche successivamente.

Per far sì che ciò avvenga è necessaria la collaborazione delle associazioni di categoria e degli operatori del turismo in Italia, ai quali gli organizzatori chiedono di compilare un questionario entro il 15 dicembre 2018, per raccontare le loro esigenze rispetto al turismo accessibile e permettere così l'avvio di tutto questo percorso verso città attraenti.

Per richiedere il questionario, scrivere un messaggio e-mail all'indirizzo elettronico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pescara. “Sindacati uniti sotto un unico appello: “parlare di riorganizzazione della sanità non solo durante la campagna elettorale. Che sia il pilastro nell’attività politico-amministrativa della Regione in sinergia con le università ed in continuo rapporto con la medicina territoriale”. Hanno infatti le idee chiare le varie sigle sindacali che hanno apprezzato la chiamata di Fabrizio Di Stefano, Candidato alla Presidenza della Regione, ad un confronto con coloro che i problemi della sanità e di coloro che lavorano nel settore, li vivono e li affrontano ogni giorno. I rappresentanti di categoria hanno partecipato infatti ieri al Convegno “La rete ospedaliera - Il nostro progetto 2019-2024”, organizzato da “Civiche per l’Abruzzo”.

L’incontro si è aperto con la relazione del Professor Ferdinando Romano, già direttore generale sanità della regione Lazio e direttore del dipartimento Sanità Ambiente e Agricoltura della Regione Campania, che ha evidenziato la drammatica situazione economica della Sanità abruzzese, che “dopo un encomiabile azione di risanamento portata avanti dal Governo Chiodi - tanto da riuscire ad ottenere un disavanzo di 36,8 milioni di Euro nel 2011 -ha toccato il fondo nel 2017, con meno 52,2 milioni di euro. Sullo stato di salute della popolazione, la capacità di risposta ai bisogni di salute, e il mantenimento dello stato di salute, l’Abruzzo ottiene una valutazione (su una scala da 1 a 10) di 4,6. Dai dati emersi si evince quindi la necessita di migliorare l’assistenza sanitaria regionale a partire da un diverso e più efficace utilizzo della rete ospedaliera nel territorio. Servono pertanto nuove assunzioni e restituire ai giovani, che investono tanto tempo e molti soldi nella formazione, la possibilità di accedere ai ruoli del servizio sanitario” - ha spiegato Romano.

Le conclusioni sono state tracciate da Di Stefano che ha esposto un decalogo dei valori fondamentali nella sanità abruzzese. “Bisogna rafforzare e riorganizzare l’assistenza territoriale. È necessario trasferire al domicilio dei pazienti o a strutture di prossimità, quelle prestazioni che oggi sono erogate impropriamente in ospedale. Si andrebbe così ad alleggerire la pressione sugli ospedali, migliorando il contesto in cui opera lo stesso personale ospedaliero, aumentando l’offerta sanitaria, l’appropriatezza delle prestazioni, la tempestività dell’erogazione, riducendo i costi e liberando le risorse per gli investimenti. Altro obiettivo è quello di reinterpretare una sanità privata accreditata quale effettivo ed efficace complemento/risposta alle criticità dell’offerta sanitaria pubblica, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa e soprattutto la mobilità passiva regionale.

Importante dunque un Modello organizzativo regionale che abbia quattro aziende Ospedaliere multipresidio (L’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara) di cui due Aziende Ospedaliero-Universitarie. Un’Azienda Sanitaria Locale Unica Regionale senza presidi ospedalieri integrati e un’Azienda Zero con funzioni di supporto alla programmazione sanitaria e socio-sanitaria”.

I sindacati, dopo aver apprezzato le proposte del professor Romano, hanno evidenziato le proprie linee direttrici sulle modalità e sulle politiche sanitarie che il prossimo governo regionale dovrebbe adottare. Per Itala Corti (Segretario Regionale- CIMO) “i costi della sanità non sono controllati perché manca una contabilità analitica”; per

Giuseppe De Angelis (Segretario Regionale- UIL FPL)”non si capisce perché, nonostante ci sia stato il taglio del personale, i costi aumentino”; per Alessandro Di Felice (Presidente Regionale- A.N.P.O. Associazione Nazionale Primari Ospedalieri) “serve una maggiore qualificazione delle figure sanitarie. A Sulmona hanno aperto una struttura antisismica ma mancano i Primari”; per Alessandro Grimaldi (Segretario Regionale ANAAO ASSOMED), invece, “ci vuole un maggiore impegno da parte della Regione sulle assunzioni del personale e la qualificazione dello stesso. Definisco infatti la mia proposta con il concetto di Fattore Umano”; per Luigi Leonzio(Segretaria Regionale CISL) “apprezzo l’iniziativa, ma soprattutto il fatto che l’On. Di Stefano queste iniziative non le fa solo nell’approssimarsi di un appuntamento elettorale, ma le ha sempre fatte. In merito alla sanità ritengo vi sia una forte incongruenza del precedente Governo nazionale e regionale che è uscito dal commissariamento pur avendo un disavanzo di 70 milioni di euro certificati”. Per Gabriele Pasqualone (Segretario Regionale FIALS Federazione italiana Autonomie Locali e Sanità), infine, “è necessario l’avvio del Turnover del personale, perché non è pensabile che la sanità non investa sul personale”.

L'Aquila. “Per l’ennesimo rapporto, questa volta sulla natalità, l’Abruzzo dimostra un trend negativo frutto di classi dirigenti, di destra e di sinistra, che hanno mal governato negli ultimi anni. I dati presentati oggi dall’Istat collocano l’Abruzzo con il suo -22,7%, in confronto al dato medio nazionale del -24,5%, precisamente a metà classifica per quello che concerne le variazioni percentuali dei primi figli nati in rapporto al periodo 2008-2017. Un dato, la metà classifica, che certamente non può essere un vanto.
Anzi, aggiungendo il dato del -28% dei primi matrimoni (28,2% dato medio nazionale) sempre riferito al 2008-2017, è del tutto evidente come le politiche per la famiglia siano state in questi anni completamente inappropriate” sono le parole del deputato Andrea Colletti a seguito della presentazione dell’Istat del “Rapporto natalità e fecondità della popolazione residente 2017” presentato questa mattina.
“Come sottolinea il Rapporto, l’innalzamento dell’età media del primo matrimonio, causato dalla crisi economica è uno dei motivi principali della sempre più scarsa natalità. In sostanza, senza un vero sostengo alle politiche sulla famiglia, rischiamo un calo demografico e un invecchiamento della popolazione con tutti gli effetti negativi che ne conseguono a livello sociale ed economico. La politica nazionale e regionale degli ultimi anni ci consegnato questa situazione. Il Governo, nato da pochi mesi, ha già messo in campo diverse iniziative e nei prossimi provvedimenti si vedrà sempre più attento a quelle che sono le impellenti questioni legate alla natalità e al sostegno della famiglia” conclude Colletti.

L'Aquila. “Non possiamo che esprimere soddisfazione e gratitudine per il grande lavoro che in questi anni l'Assessore alla Sanità Paolucci e la Regione hanno condotto su una delle questioni centrali della vita di tutti noi abruzzesi.

Ieri la giunta ha adottato la delibera "Indirizzi per la redazione degli strumenti di programmazione delle ASL per il triennio 2019-20121.

Questa delibera segna di fatto la fine di anni difficilissimi, nei quali la sanità abruzzese ha pagato lo scotto di un pesante, a volte "spietato" commissariamento, del piano di rientro, del piano di riqualificazione 2016/2018”. Con queste parole Renzo Di Sabatino, Segretario regionale Pd Abruzzo, e Massimo Cialente, responsabile Sanità segreteria regionale del Pd, intervengono per commentare l’uscita prossima dell’Abruzzo dal piano di rientro.

“Anni durante i quali da un lato si doveva rimettere il bilancio sanitario sui binari, ma dall'altro governare un comparto decisivo – continuano Di Sabatino e Cialente -. Anni difficili. Ma la sanità abruzzese, grazie anche al sacrificio, sì, sacrificio, di tutti gli operatori, è andata avanti nella qualità complessiva, come testimonia il punteggio dei Livelli Essenziali di Assistenza, una sorta di pagella ministeriale annuale su 33 indicatori, che dall'insufficienza del 2013 ci vede oggi al valore di 202 (62 punti sopra la sufficienza), che ci proietta tra le migliori regioni italiane.

Uscire dal Commissariamento, uscire nei prossimi mesi dal piano di rientro, vuol dire che finalmente l'Abruzzo può cominciare a "pensare" il suo sistema salute.

Questi anni di sacrifici terribili, di blocco del turnover degli operatori sino addirittura al 20% (per 5 pensionati si poteva fare una sola assunzione), pur non intaccando la qualità delle prestazioni mediche, hanno reso insoddisfatti tanti abruzzesi, soprattutto per il problema della mancanza di personale e per le liste d'attesa, in buona parte causate dai pochi operatori disponibili.

La scorsa settimana si è data l'autorizzazione alle prime 882 assunzioni, e la delibera di ieri investe in tre anni 18 milioni per nuovo personale e ben 24 per la medicina territoriale.

Si apre il percorso nuovo, che permetterà di completare il lavoro già avviato nei mesi scorsi per cominciare ad abbattere le liste d'attesa, le assunzioni saranno infatti prioritariamente fatte nei settori con le maggiori criticità, ma anche per realizzare, insieme ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta, quella profonda riforma della medicina sul territorio, delle cure primarie, rivolte in particolare ai pazienti anziani e cronici che richiedono ogni giorno ben l'80% delle prestazioni mediche.

Questi anni ed il lavoro dell'Assessore Paolucci testimoniano di come un lavoro coraggioso ma determinato, coerente e strategico, porta sempre a risultati concreti. La prossima consiliatura, il prossimo governo regionale potranno ora andare avanti, con progetti ambiziosi”.

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