Montesilvano. "Montesilvano è una città di mare ma non ha più i parcheggi per andare al mare - attaccano i consiglieri comunali M5S Ballarini, Di Carlo e Straccini. L'immobilismo e l'inadeguatezza della giunta Maragno sono ormai innegabili, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti".
Si legge così in una nota dei consiglieri comunali del M5S Montesilvano, che prosegue: "Per questo motivo, senza indugio e con spirito propositivo, abbiamo depositato un documento urgente in cui si richiede l'immediata predisposizione dell'area esterna di Villa Delfico, di proprietà comunale, a parcheggio. In questo modo, pur se con qualche sacrificio, i bagnanti che devono utilizzare obbligatoriamente l'auto, potranno finalmente recarsi in spiaggia senza dover penare per posteggiarla.
Alle pastoie burocratiche con cui i vertici politici di Comune e Provincia si stanno avviluppando, bisogna rispondere con un taglio netto del nodo - insistono i pentastellati. Occorre decidere e agire in fretta, per non compromettere ulteriormente l'immagine e gli interessi della città e degli operatori.
Successivamente si penserà al come e al perchè tutto questo sia potuto accadere. Noi e molti cittadini un'idea ce la siamo già fatta".

Montesilvano. "Ci siamo sempre battuti per la tutela dell'ambiente e del decoro urbano, abbiamo dato il nostro contributo fattivo con l'introduzione delle fototrappole sul territorio e l'attivazione del compostaggio domestico, quindi è giusto felicitarsi per un servizio necessario per la città di Montesilvano. Evidentemente il pungolare è servito".

Si legge così in una nota di Cristhian Di Carlo, capogruppo in consiglio comunale del M5S Montesilvano: "Ora però è fondamentale spingere per introdurre un sistema di premialità, per i cittadini che conferiscono correttamente i loro rifiuti presso l'isola, prendendo ad esempio altri comuni che hanno adottato tessere punti o altre soluzioni innovative. Sollecitiamo anche l'attivazione del servizio di guardia ambientale a operatori autorizzati, da affiancare alla Polizia Locale per controllare capillarmente il territorio e debellare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti. I fondi ci sono, individuati con l'approvazione di un nostro emendamento al bilancio 2018. Il Movimento 5 Stelle, per le cose utili e giuste, c'è e ci sarà sempre".

Atessa. “Il polverone sui piccoli ospedali è alle stelle, ma speriamo che prima o poi si diradi”: è quanto afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che spiega: “Il 5 luglio la Regione Abruzzo ha presentato ai ministeri romani la Tabella “C”, che riprogramma la rete ospedaliera nella nostra regione, e prevede, per Atessa, all'interno della legislazione vigente, il riconoscimento di nosocomio di area disagiata. Il 26 luglio, su questa riprogrammazione, si pronuncerà il Tavolo di monitoraggio romano (Stato-Regioni). Questi sono i fatti, per quanto ci riguarda”.
“C'è tuttavia - evidenzia Borrelli - una rincorsa, tra i partiti, a presentarsi, adesso, come paladini dei piccoli ospedali con le più disparate iniziative. I 5Stelle e il centrodestra fanno una grande confusione. Su Atessa, non c’è stata solo una mozione, né dichiarazioni di buona volontà, ma ben due delibere di giunta regionale e adesso l’inserimento nella riprogrammazione della rete ospedaliera. Mistificano, dunque, o non conoscono come funziona la materia neppure ora che sono arrivati al governo. Il decreto ministeriale Lorenzin ha valore di legge, perché è un regolamento attuativo della legge quadro, quindi la legge regionale nulla può da sola. Si chiama gerarchia delle fonti. Lo ha detto e ribadito la Consulta, non io.
La vicenda dell'ospedale di Atessa - spiega Borrelli - è diversa dalle altre perché è inserita in un percorso all'interno del decreto Lorenzin. E' stata riconosciuta dalla Regione Abruzzo una deroga, prevista dallo stesso decreto, per l’area disagiata. Gli altri piccoli ospedali (Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo) sono stati, invece, cancellati come presidi ospedalieri e riconvertiti con un decreto del governo nel 2010.

Quello che ho dichiarato, quindi, prescinde dalla vicenda di Atessa, che sta seguendo un suo iter, secondo la normativa vigente. Sono intervenuto nel dibattito, con la mia proposta, per dire a amministratori e partiti: se volete davvero riaprire gli altri piccoli ospedali, già chiusi, dobbiamo modificare la legislazione nazionale, che prevede la cancellazione dei nosocomi con meno di 20 mila accessi all'anno nel pronto soccorso, con l'unica eccezione delle aree disagiate. Per questo - conclude il sindaco di Atessa - chiedo a tutti i parlamentari abruzzesi, di maggioranza e di minoranza, di seguire la via maestra e presentare insieme una proposta per rivedere il decreto Lorenzin, nella parte che riguarda i piccoli ospedali. Imboccare scorciatoie regionali, come vorrebbero fare i cinquestelle e alcuni esponenti di centrodestra, aumenta il polverone e non porta da nessuna parte. Quando si governa, bisogna assumersi le proprie responsabilità e smetterla con la propaganda”.

Chieti. Depositata questa mattina al protocollo del Comune di Chieti la mozione con la quale il MoVimento 5 Stelle chiede al Consiglio comunale di impegnare Sindaco e Giunta a potenziare la segnaletica turistica e ad avviare, con Soprintendenza, Polo Museale e Università, una concertazione di progetti ed interventi tesi alla valorizzazione ed al recupero del patrimonio culturale cittadino.

“Ci sembrava un atto dovuto – spiegano i due Consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo – poiché, se da un lato questa Giunta sembra intenzionata a riproporre l'approvazione della tassa di soggiorno a carico dei turisti e di chiunque pernotti nelle strutture alberghiere cittadine, dall'altro non possiamo fare a meno di notare la pochezza degli interventi programmati ed attuati al fine di valorizzare e migliorare l'offerta turistico-culturale che la nostra città è in grado di offrire”.

“Abbiamo sempre ritenuto – continua Ottavio Argenio – che il turismo culturale possa fungere da volano per la ripresa socio-economica della città, tanto da considerarlo un sett ore fondamentale del programma che abbiamo presentato per le amministrative del 2015. Da allora ad oggi, sul piano della promozione culturale ho potuto ascoltare solo parole, come quelle che riguardano la creazione del polo da realizzare presso la ex caserma Bucciante ma ho potuto vedere pochissimi fatti concreti da parte di questa amministrazione che continua a farsi scudo con la situazione deficitaria del bilancio”.

“Proprio per non prestare il fianco a questo tipo di eccezione – continuano i due portavoce – abbiamo previsto un intervento che comporta un impegno di spesa minimo ma che restituisce un risultato evidente rappresentato dalla collocazione di una nuova segnaletica verticale dedicata alle risorse ed ai siti di interesse culturale presenti sul territorio comunale, da realizzare attraverso la destinazione di una percentuale, compresa tra l'uno ed il cinque per cento, dei proventi riscossi dalle sanzioni per infrazioni al Codice della Strada”.

Secondo Ottavio Argenio, “Si tratta di una goccia nel mare rappresentato dalle entrate del Comune, stimata intorno ai 20.000 Euro, più che sufficienti per realizzare un efficace progetto di collocazione della nuova segnaletica turisticasenza incidere sui delicati equilibri del bilancio”.

“Inoltre – conclude Manuela D'Arcangelo – abbiamo chiesto che il Comune di Chieti si faccia promotore di un tavolo di concertazione con la Soprintendenza, il Polo museale e l'Universi tà D'Annunzio poiché riteniamo che solo grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni e gli enti interessati, si possa effettivamente valorizzare il patrimonio culturale della nostra città”.

L'Aquila. Approvata all’unanimità in Consiglio regionale la legge Lavoro Abruzzo proposta dal M5S. La legge agevola l'insediamento e la permanenza delle aziende all’interno della nostra Regione, attraverso meccanismi di premialità che vanno dalla previsione di agevolazioni fiscali alla facilitazione nell’accesso ad incentivi e finanziamenti, a patto però che le imprese stipulino contratti di insediamento con la Regione per garantire il mantenimento dei posti di lavoro dei livelli occupazionali e degli impianti produttivi, ed attraverso la revoca dei contributi per quelle imprese che decidano, invece, di trasferirsi all’estero. Previste inoltre agevolazioni per favorire il rientro in regione di quelle imprese che hanno già delocalizzato all’estero, cosiddetto back reshoring.
“Lavoro Abruzzo” commenta il primo firmatario Riccardo Mercante “è un testo di legge di cui la nostra regione sente particolarmente bisogno. Non risolverà tutti i problemi occupazionali e di crescita dell'Abruzzo, ma rappresenta certamente un importante tassello in questa direzione. Scottano ancora sulla pelle i casi eclatanti come la Honeywell, che per via della delocalizzazione, nonostante l’azienda fosse in attivo, ha lasciato a piedi circa 400 famiglie abruzzesi. Casi come questo non devono ripetersi più. Non possiamo permettere che il nostro territorio sia il cavallo di troia attraverso il quale garantirsi dei fondi pubblici per le multinazionali senza alcun impegno sul mantienimento dei livelli occupazionali.

Pescara. “E’ passata quasi un’intera legislatura e la maggioranza di governo ancora non è riuscita a dare seguito alla volontà popolare dei cittadini abruzzesi che hanno chiesto la Nuova Pescara già dal 2014. Un fallimento che si traduce nelle miriadi di scuse portate sul tavolo della commissione bilancio dalla maggioranza di centro sinistra, a cui negli ultimi mesi strizza l’occhio anche il centro destra. Eppure i tempi istituzionali per arrivare presto alla fusione ancora ci sono e ad oggi il M5S è l’unica forza politica che, al di là degli annunci, sta dimostrando nei fatti di voler rispettare la scelta dei cittadini che nel lontano 2014 sono stati chiamati alle urne per decidere il futuro delle proprie città” ad affermarlo è il consigliere regionale Riccardo Mercante, che continua “Auspichiamo ora che i partiti non vogliano rubare altro tempo ai cittadini delle tre città e la smettano di boicottare la volontà referendaria espressa, accettando la nostra proposta che FISSA al 2021 la nascita del nuovo comune.
Andare oltre sarebbe una presa in giro per i cittadini e la conferma che in fondo in fondo nessun politico di vecchio corso voglia la nuova città.
Sappiamo bene che il processo di fusione è lungo e laborioso,, ma alla luce anche di tutte le realtà istituzionali e sociali ascoltate è ormai palese perfino ai più scettici che la nuova Pescara rappresenterà un centro urbano di riferimento assoluto oltre che per l’Abruzzo, per tutto il medio adriatico e se si vogliono rispettare i tempi, già colmi di enorme ritardo, bisogna iniziare a dar concretamente vita al processo e non continuare a parlare di quando si potrebbe fare ed a procrastinare ulteriormente i tempi per mantenere separati i tre comuni con l'unico scopo ormai evidente di avere più poltrone da occupare.
Anche i rappresentanti comunali del M5s sostengono fortemente la posizione assunta in Regione.
«Non c'è altro tempo da perdere» commenta la consigliera di Pescara Erika Alessandrini «e la politica dovrebbe smetterla di rimandare la realizzazione di una chiara volontà popolare. È ora di approvare la legge e cominciare a parlare del "come" procedere con l'organizzazione e la strutturazione tecnica della Nuova Pescara, e passare finalmente dai vuoti annunci alla concretezza dei fatti.»

Chieti. Secondo i portavoce del MoVimento 5 Stelle, la proposta di emendamento del Consigliere Vitale che vorrebbe introdurre la tassa di soggiorno anche a carico dei migranti non è accoglibile poiché contrasterebbe con le disposizioni del Decreto Legislativo 23/2011.

“Riteniamo – dice il Capogruppo Ottavio Argenio – che questa proposta sia dovuta alla totale ignoranza del dettato normativo sovraordinato e che l'eventuale accoglimento da parte del Consiglio comunale possa configurare la totale illegittimità delle relative previsioni regolamentari quindi sgombriamo subito ogni dubbio dichiarando, già da ora, il nostro voto contrario all'emendamento durante la prossima seduta di Consiglio comunale”.

“Siamo perfettamente consapevoli – dicono Argenio e D'Arcangelo – del peso socio-economico rappresentato dalle strutture di accoglienza dei migranti sul territorio dei Comuni ma allo stesso tempo non riteniamo possibile introdurre la tassa di soggiorno a carico dei gestori delle strutture che li ospitano. Così facendo la finalità della tassa risulterebbe totalmente snaturata e si introdurrebbe una illegittima estensione dei soggetti passivi incisi dal tributo visto che il D. Lgs. si riferisce solo ai soggetti che pernottano nelle strutture alberghiere e non anche a coloro che gestiscono queste strutture”.

Argenio liquida l'iniziativa di Vitale come “Un semplice copia e incolla di quanto già inutilmente proposto in altri Comuni italiani. Un'iniziativa spot peraltro illegittima che è ben lungi dal rappresentare una soluzione efficace ai problemi che le strutture di accoglienza dei migranti possono rappresentare per i territori.

Per quanto riguarda la nostra città, visto che il fenomeno risulta essere ben più contenuto rispetto ad altre realtà, siamo decisamente più propensi a studiare delle soluzioni che possano condurre ad una reale integrazione delle persone che legittimamente richiedono asilo o rifugio e magari introdurre dei sistemi di controllo più stringenti sull'operato delle associazioni che gestiscono i centri di accoglienza, anche attraverso una maggiore collaborazione con la Prefettura, per evitare che chi lucra sulla pelle delle persone possa godere di benefici ed agevolazioni che riguardano anche i tributi comunali”.

“Non siamo affatto d'accordo invece – concludono i due portavoce del MoVimento – con iniziative propagandistiche e connotate da profili di dubbia legittimità, del tutto ininfluenti sia sul bilancio comunale, sia soprattutto, sulla soluzione del problema rappresentato dall'elevato numero dei flussi migratori che interessano il nostro Paese”.

L'Aquila. “Il Consigliere Mauro Febbo lecca le ferite dell’Assessore Silvio Paolucci, forse nel goffo tentativo di salvarsi dalla inesorabile debacle che attanaglia Forza Italia. Ormai il fronte congiunto PD - Forza Italia è palese a tutti e le parole pronunciate alla stampa dal consigliere Mauro Febbo ne sono una chiara dimostrazione” ad affermarlo sono i consiglieri regionali del M5S Domenico Pettinari e Sara Marcozzi che continuano “non accettiamo lezioni da chi è complice del disastro sanitario che stiamo vivendo in Abruzzo. La giunta Chiodi, in cui Mauro Febbo è stato Assessore, in 66 mesi ha declassato 5 ospedali: Tagliacozzo, Pescina, Guardiagrele, Gissi e Casoli. Febbo dov’era quando accadeva tutto ciò? Oggi, invece di tacere, difende addirittura l’operato della Giunta D’Alfonso che in 48 mesi è riuscita a ridurre la sanità abruzzese ai minimi storici con il declassamento, in continuità col precedente governo di centro destra, degli ospedali di Penne, Popoli, Atessa, Ortona e Atri. Parole che fanno sorridere” incalzano Marcozzi e Pettinari “se si pensa al Mauro Febbo che fino a qualche mese fa urlava in consiglio affinchè la Giunta regionale non chiudesse i punti nascita o non depotenziasse gli ospedali. Oggi cosa è cambiato? Sbagliava prima o sbaglia oggi? O forse non importa l’onesta intellettuale, importa portare avanti un gioco delle parti nel tacito assenso di alternanza governativa tra destra e sinistra. Alternanza che in 10 anni ha prodotto il depotenziamento di 10 ospedali. Il consigliere Febbo sferra attacchi pretestuosi nei confronti del M5S, forse nel tentativo di recuperare un briciolo di credibilità sul territorio, ma i fatti passati e presenti raccontano un’altra storia. Il Ministro Grillo è già a lavoro per rimediare al progressivo depotenziamento della sanità pubblica posto in essere negli ultimi anni dai governi di centro destra e centro sinistra. Stia tranquillo Febbo, si preoccupi di ciò che accade in Regione che pare, fino ad oggi, essere stato un po’ distratto. L’Abruzzo deve dotarsi nell’immediato di uno strumento veloce ed efficace per risollevare la sanità regionale, nel pieno delle competenze legislative e di programmazione della giunta regionale, in attesa che il Governo centrale rimedi ai numerosi danni creati dai suoi predecessori.” Concludono i Consiglieri del M5S “Il resto è una disperata intesa PD-FI finalizzata al si salvi chi può da parte di coloro che hanno governato e hanno ridotto una intera regione in ginocchio”.

Chieti. Il Consiglio Comunale di Chieti è chiamato ad approvare l'introduzione della tassa di soggiorno che porterebbe introiti per circa 40.000,00 all'anno alle casse dell'Ente.

Il MoVimento 5 Stelle con Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, è tuttavia critico nei confronti del lavoro svolto dall'Amministrazione Di Primio, poiché, dicono, “dall'esame dei documenti prodotti in Commissione emergono le solite criticità dovute alla totale assenza di un serio e proficuo metodo di lavoro”.

“Avevamo già espresso le nostre perplessità in relazione all'inserimento nel bilancio 2018, del gettito previsto, pari a circa 40.000,00 Euro, poiché l'approvazione della tariffa da parte del Consiglio Comunale è comunque tardiva rispetto al termine ultimo previsto dalla Finanziaria 2017 ma a seguito delle riunioni delle Commissioni bilancio e regolamento, sono emersi altri profili di criticità”.

Innanzitutto, secondo i due Consiglieri del MoVimento, “Il Regolamento istitutivo identifica il Responsabile dell'imposta nel soggetto che gestisce la struttura ricettiva ma il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha chiarito che tale ruolo non può essere rivestito da albergatori e gestori di hotel e strutture assimilate ma solo da quei soggetti titolari di contratti di locazione breve. I gestori restano pertanto solo degli agenti contabili sui quali grava l'obbligo di riscuotere la tassa per conto del Comune.”

In secondo luogo, proseguono Argenio e D'Arcangelo, “l'iter amministrativo posto in essere dall'Ente risulta comunque carente sotto il profilo del coinvolgimento delle associazioni di categoria e della Soprintendenza. In un'ottica di condivisione delle scelte ed anche per quanto concerne la destinazione dei proventi della tassa di soggiorno, noi avremmo dato vita, così come abbiamo suggerito questa mattina in Commissione, ad un confronto istituzionale ed avremmo messo nero su bianco le proposte e le osservazioni fornite dai soggetti interessati. L'amministrazione Di Primio invece, come suo costume, si limita a riferire di aver svolto questi incontri ma non ne può documentare il contenuto perché a quanto pare, nessuno si è curato di redigere un verbale”.

Un'altra nota critica viene espressa poi sulla destinazione dei proventi:

“Sebbene il regolamento istitutivo ricalchi la norma nazionale, la relazione allegata allo schema di Delibera lascia ampi spazi di discrezionalità, decisamente troppi, all'utilizzo delle somme che il Comune incasserà. Da questo documento infatti traspare chiaramente l'intenzione della Giunta di usare i proventi della tassa anche per scopi estranei alle attività di promozione turistica o di manutenzione e recupero dei beni culturali ed ambientali che risultano connessi con i flussi turistici.

Noi avremmo fatto altro. Avremmo stabilito preliminarmente un'ordine di priorità degli interventi magari condividendo le scelte con la Soprintendenza che ha senza dubbio una maggiore esperienza nella gestione e nella fruizione dei beni culturali”.

Insomma – conclude Ottavio Argenio – abbiamo l'impressione che all'amministrazione interessi solo far cassa allo scopo di superare le criticità già ampiame nte note piuttosto che puntare realmente sull'implementazione del turismo e sulla promozione dell'immagine della città e con queste premesse il nostro voto in Consiglio sarà senza dubbio negativo”.

 

Pescara. Il Movimento 5 Stelle, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del Sindaco Marco Alessandrini rilasciate ieri al TGR Abruzzo, sulla questione tariffe dei nuovi parcheggi previsti per l'Area di Risulta, vuol capire se il Sindaco sta mentendo ai cittadini o se non legge neanche quello che vota.

«Il Sindaco ieri ha affermato in un'intervista al TGR che la tariffa di 9 euro prevista per parcheggiare 24 ore nei silos in progetto per l'Area di Risulta sarebbe una "fantasia messa in giro" probabilmente dall'opposizione» commenta la consigliera comunale M5S Erika Alessandrini. «Peccato che il Sindaco e la sua Giunta abbiano votato a favore di quel progetto preliminare approvando anche il relativo piano tariffario, allegato alla delibera, in cui sono scritte nero su bianco tutte le tariffe previste per l’area di risulta e per tutta l’area centrale di Pescara e, se il Sindaco non lo sapesse glielo diciamo noi! Il suo progetto prevede per una sosta di 24 ore un costo di 9 euro, 120 euro per un abbonamento mensile e 1.200 euro se si sceglie l’abbonamento annuale. Se vuole può venire ad un nostro incontro, sono pronta a spiegargli in dettaglio cosa c’è scritto nelle carte che lui e la sua Giunta hanno votato».

Il progetto preliminare che il centrosinistra vuole portare avanti, infatti, è stato approvato con delibera di Giunta Comunale n. 58 del 2018, il 2 febbraio scorso, e quella stessa riunione di Giunta è stata presieduta proprio dal Sindaco, che ha votato favorevolmente all'atto.

«Le dichiarazioni del Sindaco Alessandrini, che vengono smentite dagli stessi atti che il primo cittadino ha votato, ci portano ad un’unica conclusione» commenta la capogruppo M5S Enrica Sabatini « o il Sindaco mente consapevolmente alle telecamere per prendere in giro i Pescaresi o con un progetto complessivo di 42 milioni di euro non si degna neanche di leggere le carte che vota».

Il Movimento 5 Stelle, che il progetto lo conosce a menadito, si opporrà in Consiglio Comunale per fermare quanto proposto da Alessandrini e compagni, che hanno solo intenzione di regalare la nostra città ad un privato. Le tariffe dei parcheggi, che oggi vanno alle casse comunali, se il progetto dovesse mai passare, andranno invece per i prossimi 20 anni nelle tasche di un privato. Lo stesso privato a cui sarà permesso anche costruire residenze private e nuove attività commerciali in cambio del 50% di verde indicato oggi nel PRG.

Le consigliere comunali Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini invitano la comunità pescarese ad attivarsi in una mobilitazione partecipata e consapevole, che le stesse consigliere comunali stanno portando avanti in questi mesi con una serie di incontri, che si ripeteranno nelle prossime settimane, in vista dell'arrivo in Consiglio Comunale della delibera di adozione della variante.

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