Pescara. “Questa volta potrebbe scapparci il morto”. Questa è la denuncia del Movimento 5 Stelle sulla situazione criminosa di via Rigopiano a Pescara dove, a sentire i cittadini, tra le altre cose ci sarebbe un aspetto sensibile su cui bisognerebbe immediatamente intervenire: i minori che abitano nelle case abusive non sarebbero tutelati nei diritti fondamentali.
“Ormai siamo arrivati a quello che accadeva nella stagione degli attentati a Fontanelle tanti anni fa – ha sottolineato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari – perché non abbiamo mai raccontato quello che sta accadendo oggi: i cittadini sono fatti oggetto ogni giorno di atti intimidatori, di violenze e ci sono state anche violenze di stupro nei confronti di alcune donne. Oggi con noi ci sonoi cittadini ma hanno paura, quindi li teniamo a volto coperto perché non è più consentito andare avanti, una situazione insostenibile, minacce continue, addirittura i bambini dei cittadini onesti, i regolari, quindi non degli abusivi, stanno vivendo dei traumi perché sentono i genitori costantemente minacciati da queste persone. Quindi prima o poi ci scappa il morto, non è più possibile andare avanti, si sta verificando quello che si verificò con l’escalation a Fontanelle che poi si concluse, se così si può dire, con l’incendio delle macchine, portoni sfondati, citofono incendiati e quant’altro. Quindi noi torniamo a chiedere con forza lo sfratto immediato degli abitanti abusivi, criminali pluripregiudicati che detengono il controllo millimetrico di quel quartiere. Un’altra cosa importante: i cittadini onesti non ce la fanno più a pagare la corrente per loro e per gli abusivi perché questi si attaccano tutti quanti alla corrente delle scale. Abbiamo anche parlato con l’Aca, qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro con il prefetto, ci hanno promesso ma ormai non c’è più tempo da perdere”.
“È un degrado continuo in tutta la città – ha affermato il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo – su via Rigopiano come su altre zone di Pescara purtroppo la situazione è veramente drammatica, io la sto monitorando su varie zona tra cui anche quella di via Rigopiano. Nonostante le nostre sollecitazioni in più occasioni, in più incontri, l’unico discorso che abbiamo visto è stato quello della presenza di alcune autorità che sono andate sul posto a fare campagna elettorale, ma poi alla fine di sostanza non c’è nulla:non c’è il controllo che abbiamo chiesto da parte delle forze dell’ordine, non c’è soprattutto lo sfratto degli abusivi che devono andar via immediatamente”.

Chieti. Nella giornata di mercoledì i Portavoce del MoVimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, Consigliere regionale e Candidata alla Presidenza di Regione Abruzzo, Manuela D'Arcangelo, Ottavio Argenio e Alfredo Mantini, Consiglieri comunali di Chieti e Bucchianico, si sono recati nuovamente presso il sito di stoccaggio di rifiuti di Colle S. Antonio, al confine tra i due Comuni.

La discarica, tristemente nota per l'incendio doloso del 2015, che Comune di Chieti e Regione Abruzzo avrebbero già dovuto mettere in sicurezza e bonificare.

Ed invece, spiega Ottavio Argenio, “L'incuria ed il disinteresse delle istituzioni qui sono tangibili e concreti. Il continuo rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione ha fatto sì che questo luogo venisse dimenticato proprio dai soggetti che invece, avrebbero dovuto maggiormente curarsene. Di certo non sono stati i cittadini di Chieti e di Bucchianico a dimenticare ed infatti il nostro accesso su questi luoghi è dovuto anche a questo. Al dovere di dare risposte a chi continua a manifestare preoccupazione per la criticità della situazione”.

A rincarare la dose interviene anche Sara Marcozzi, Consigliere regionale M5S, che ricorda di aver presentato diverse interpellanze in Regione Abruzzo ma evidenzia come “Il Sottosegretario con delega all'ambiente Mazzocca, nel rispondere alle mie legittime domande, mi ha sempre accusato di fare demagogia ed ha più volte affermato che si stava occupando del problema di concerto con il Comune di Chieti. Alla luce dei fatti e del tempo inutilmente trascorso (tre anni dall’incendio) abbiamo però la prova che le parole demagogiche erano le sue e non certo le mie. Insieme ai miei colleghi infatti abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, pur dall'opposizione, senza mai smettere di tenere alta l'attenzione. La discarica incendiata è ancora lì senza che nessuna misura sia stata attivata nel corso di questi tre anni”.

L'aspetto maggiormente problematico che evidenziano i portavoce del MoVimento 5 Stelle è tuttavia legato alle attuali condizioni del sito e delle aree contigue. A causa dell'incuria e del disinteresse, la strada di accesso è franata proprio a pochi metri dal cancello e tutta l'area sulla quale si dovrebbe intervenire risulta di fatto inaccessibile a qualunque mezzo, anche a quelli che dovrebbero accedere nella malaugurata ipotesi di una nuova situazione di emergenza come quella del 2015.

Per questo motivo i Consiglieri comunali di Chieti Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo hanno depositato un Ordine del Giorno all'attenzione del Consiglio comunale con il quale sollecitano un intervento del Comune, anche in collaborazione con la Regione, affinché siano prontamente eseguiti i lavori di ripristino dello stato dei luoghi in maniera da garantire quantomeno l'accesso ad eventuali mezzi di soccorso e comunque nella prospettiva, auspicabile, di una pronta soluzione al problema della messa in sicurezza e della bonifica del sito.

Ricorda infatti Alfredo Mantini, Consigliere comunale M5S di Bucchianico che “già nel 2015 le condizioni in cui versava l'intera zona resero particolarmente difficili le operazioni di spegnimento dell'incendio che oggi sarebbero, di fatto, rese praticamente impossibili e questo causerebbe nuovi danni non solo a chi vive nelle immediate vicinanze”.

“Un intervento immediato di Comune e Regione è pertanto improcrastinabile” concludono i portavoce del MoVimento5 Stelle.

Pescara. “Termina oggi la pantomima montata dal PD, capofila il presidente reggente Lolli. Una fake news portata avanti per 5 giorni, complice parte della stampa locale, da tutti gli esponenti del PD abruzzese di ogni ordine e grado, compresi quelli presenti alla Giunta regionale che il 9 luglio scorso ha autorizzato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a prendere in prestito – e non a scippare, come propagandato ipocritamente dal PD – i fondi destinati agli interventi ricompresi nel Masterplan” così i consiglieri regionali M5S Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante nella conferenza stampa “verità” tenuta oggi a Pescara.

“La delibera 499 del 9 luglio scorso a firma Luciano D’Alfonso e alla presenza di Lolli, Pepe, Paolucci, e Berardinetti prevedeva esattamente quanto riportato del Decreto Genova e cioè di consentire, per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24-A25, in via anticipata, l’impiego di fondi FSC 'assegnati - recita letteralmente l’atto - e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto di copertura di SAL entro il 31.12.2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio'” svelano i 5 stelle.

Lo aveva ben spiegato il MIT nella nota di lunedì scorso nella quale si precisava: “Come richiesto dalla stessa delibera regionale, i fondi sarebbero stati reintegrati entro i termini temporali dell'esercizio di bilancio 2018. La norma contenuta nel dl Genova, con una copertura dell’intervento fissata dal MEF, ha provveduto ad utilizzare momentaneamente i fondi laddove c’è cassa, ossia i Patti territoriali, e ha stabilito di rimodulare, attraverso il Cipe, il Piano operativo FSC 2014-2020, che ha molte risorse in termini di competenza, in modo da rifinanziare con somma analoga il Masterplan Abruzzo”.

Solo una anticipazione di cassa, dunque, NESSUNO SCIPPO, nessun furto, nessuna sottrazione e neanche alcun ritardo! Il Governo del M5S ha stanziato 192 milioni di euro in favore della messa in sicurezza di A24/A25!

A testimonianza di ciò le dichiarazioni rese dall’allora presidente D’Alfonso al quotidiano Il Centro il 10 luglio scorso. Dice D’Alfonso: “Il Ministro dei lavori pubblici e oggi il capo di gabinetto ci hanno chiesto di autorizzare spazi finanziari dei nostri finanziamenti per completare i lavori a settembre ottobre. Il Ministero si è impegnato a restituirci la somma nell’arco di 3-4 mesi o al più tardi dopo la legge di bilancio e la legge finanziaria” dunque i fondi sarebbero rientrati nelle disponibilità della Regione a partire dal 2 gennaio 2019, esattamente come dichiarato pochi giorni fa dal Ministro Toninelli. L’operazione era possibile, precisava D’Alfonso “perchè i fondi non sono riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio e quindi non sono destinati a copertura Sal cioè al pagamento di stati di avanzamento dei lavori”.

Già questo potrebbe bastare a far luce sulla becera e ipocrita propaganda portata avanti negli ultimi 4 giorni, ma vi è di più. Il 10 luglio, la senatrice PD Stefania Pezzopane, oggi in prima linea contro il Governo, dichiarava all’ANSA: “Una soluzione fattibile la partita di giro con l’anticipazione da parte della Regione di fondi che resterebbero comunque inutilizzati in attesa che si ultimi l’iter progettuale di varie opere pubbliche finanziate del Masterplan. Un’operazione che è già stata fatta per sbloccare in Abruzzo altri interventi”.

Ma l’ipocrisia è bipartisan e alle critiche avanzate dai consiglieri regionali Febbo e Sospiri di Forza Italia basta rispondere con quanto dichiarato dall’On. Antonio Martino a margine dell’incontro dedicato a questa anticipazione di cassa tenuto in regione Abruzzo il 10 luglio scorso cui parteciparono anche Cesare Ramadori e Mauro Fabbris per Strada dei Parchi, Luciano D’Alfonso, Luigi D’Eramo (Lega), Nazario Pagano (FI), Stefania Pezzopane (PD) e Gaetano Quagliariello (UDC), tutti insieme appassionatamente. Dichiarava Martino solo tre mesi fa: “Quando le aziende e la politica interloquiscono su opere strategiche è sempre un dato positivo visto che loro rappresentano i giusti interessi economici, noi rappresentiamo le esigenze dei cittadini”.

“E’ una vergogna la propaganda di falsità, la strumentalizzazione che abbiamo dovuto subire in questi ultimi 5 giorni ha raggiunto livelli inesplorati. E’ imbarazzante la capacità di certi soggetti di mentire spudoratamente ai cittadini abruzzesi sia nel merito delle questioni che nella narrazione dei fatti. Ma non ci stupisce. Da decenni prendono in giro gli italiani e gli abruzzesi e le loro attuali percentuali di gradimento testimoniano che il loro tempo è finito, la loro credibilità è pari a zero. Quello che è maggiormente inaccettabile, invece, è la memoria corta della “stampa di servizio”. A servizio di chi? Non certo degli abruzzesi che hanno dovuto subire 5 giorni di terrorismo mediatico, di bugie e di propaganda di regime” attaccano i 5 stelle. Dov’erano stampa e partiti in questi anni di ammaloramento dei piloni di A24 e A25? Dov’erano stampa e partiti nei bui decenni in cui i contratti di concessione sono stati nascosti ai cittadini?

MA ENTRIAMO NEL MERITO:

La Giunta regionale abruzzese ha deliberato, in data 9 luglio 2018 (D.G.R. n. 499) di “prendere atto” del contenuto del D.L. 31/2017 convertito con modificazioni in legge 123/2017 (decreto Mezzogiorno).

Peraltro, nella parte dispositiva, laddove si cita l’articolo 16 bis (“contributo per interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 eA25”), il testo non è aggiornato alla legge di bilancio per il 2018 (il comma 725 dell’articolo 1 della legge 205/2017, di cui evidentemente la Giunta abruzzese non si è avveduta, tanto per mettere i puntini sulle “i” sull’incompetenza di questi soggetti): in quella sede, il Legislatore aveva infatti incrementato di 58 milioni di euro per l’anno 2018 quella dotazione, a valere sempre sul Fondo Sviluppo e Coesione.

La Giunta deliberava di consentire, nell’imminenza e per intervenire con urgenza sulla rete autostradale abruzzese, l’utilizzo dei fondi FSC assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che “non possono essere oggetto di SAL entro il 31/12/2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio”.

Precisava di “rendere disponibili” quelle risorse fino alla nuova legge di bilancio per il 2019.

Ora, non sfugge la contraddittorietà nel comportamento dei medesimi rappresentanti dell’esecutivo abruzzese: per la norma contenuta all’articolo 16 del D.L. 28/9/2018, n. 109 (decreto per Genova), che (oltre a prevedere coperture per gli interventi anche per l’anno 2019, nella misura di 142 milioni) fissa correlativi incrementi sul FSC dal 2021 al 2025 e specifica che il CIPE debba provvedere “alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell’ambito dei Patti di sviluppo” sottoscritto con la Regione Abruzzo, la Giunta regionale ha reagito “alzando barricate” e parlando addirittura di scippo del governo a danno del Masterplan abruzzese. Non di meno alcuni arguti giornalisti i quali, in modo totalmente gratuito e infondato, hanno sostituito la parola “rimodulazione” con “taglio”.

E’ invece evidente che la modalità operativa per la quale la Giunta si era mostrata disponibile appena 90 giorni fa è assolutamente identica a quella stabilita nel decreto per Genova: non si tratta affatto di una sottrazione di finanziamenti, ma dell’uso di una “provvista” finanziaria, sì giuridicamente assegnata alla Regione (con la delibera CIPE 16/2016), sì oggetto di una programmazione accordata con il Governo, ma invero non ancora costituente “cassa” per la Regione medesima.

Questo per una ragione molto semplice e testuale: la delibera CIPE prevede il pagamento in via anticipata alla regione “beneficiaria” del 10% di 753,4 milioni assegnati. Va precisato che ad oggi, Regione Abruzzo ha sottoscritto convenzioni per 700 milioni di euro e caricato schede sulla piattaforma dedicata per 559 milioni di euro circa.

Dunque l’Abruzzo dispone già di oltre 50 milioni di euro circa di cassa per fare fronte ai primi pagamenti.

“Piuttosto ci sarebbe da chiedere alla Giunta: 1. Che cosa ne stanno facendo di questa rilevante quantità di denaro? 2. Quali percentuali di pagamento sugli anticipi è stata effettuata? 3. Qual è lo stato di avanzamento dei progetti? 4. Quanti trasferimenti sono stati effettuati nei confronti dei soggetti attuatori? Ad oggi, non è dato sapere. Non esiste alcun documento in regione Abruzzo che possa evidenziare quante risorse siano già state erogate da Regione Abruzzo ai Soggetti attuatori” dichiarano Marcozzi, Pettinari, Smargiassi, Ranieri e Mercante “Una situazione inaccettabile per la quale ci aspettiamo che queste domande siano rimbalzate sulla stampa, a doppia pagina, almeno per i prossimi 5 giorni!”

E’ importante notare che, ad oggi, scorrendo i singoli progetti sul sito “Open Coesione”, non risultano effettuati pagamenti da parte dei soggetti attuatori e non è in alcun modo reperibile il dato delle procedure di gara realmente avviate.

Inoltre, la delibera CIPE prevede che l’85% dell’importo assegnato a ciascun intervento venga successivamente versato a titolo di rimborso delle spese sostenute. Ciò presuppone non solo l’avvio dei contratti (il cui termine decadenziale è stato spostato dalla delibera CIPE del 28.2.2018 in avanti dal 31/12/2019 al 31/12/2021, proprio a causa dei ritardi nella firma delle convenzioni e nell’avvio dei lavori da parte degli assegnatari), ma la materiale effettuazione di pagamenti a presentazione di stato avanzamento lavori. A tal proposito, si precisa che, ad oggi, se non fosse arrivata la proroga da parte del CIPE, Regione Abruzzo avrebbe perso 50 Milioni di euro a causa dell’incompetenza di questa Giunta!

Realisticamente, vista la natura complessa di molti degli interventi previsti nel Masterplan, ciò potrà avvenire, per la maggior parte di essi, non prima del 2020-2021 e la stragrande maggioranza degli interventi non sarà consegnata prima del 2024-2025.

Ora, tenendo presente che l’operazione contabile posta in essere con il decreto per Genova non sottrae risorse(!), come più volte ribadito, ma semplicemente stabilisce l’utilizzabilità immediata di una parte della cassa (che altrimenti resterebbe momentaneamente inutilizzata da Regione Abruzzo) per la messa in sicurezza delle autostrade ed il pieno reintegro delle disponibilità a partire dal 2021, è evidente il carattere del tutto strumentale delle proteste della giunta abruzzese. Soprattutto in ragione dell’impegno del Ministro Toninelli a restituire il prestito – non lo scippo (!) – al più tardi in legge di stabilità, dunque tra un paio di mesi o, in alternativa, a reperire le risorse a valere sulle quote non vincolate nel Fondo FSC per evitare che i progetti del Masterplan abruzzese possano avere dei ritardi, anche in linea astratta, nei rimborsi da parte dello Stato.

“Speriamo che questo chiarimento puntuale e documentale metta fine, una volta per tutte, al vergognoso comportamento degli esponenti del PD coinvolti e di quella parte della stampa che ha avallato mistificazione e terrorismo mediatico nei confronti delle centinaia di imprese coinvolte nel Masterplan.

L'Aquila. “Ormai sono così prevedibili da poterci sincronizzare l’orologio: immobili per una intera legislatura ma quando si avvicina la campagna elettorale dal Pd arrivano roboanti promesse di posti di lavoro, assunzioni dei precari e investimenti. Manca solo la promessa di una mountain-bike con cambio shimano alle prime 10 telefonate”. La dissacrante affermazione arriva da Sara Marcozzi, consigliere regionale e candidato alla presidenza di Regione Abruzzo per il M5S che commenta le nuove promesse elettorali dell’uscente governo regionale. “L’Assessore Paolucci si ostina nella strada dello scellerato ricorso allo strumento del Project Financing benché sia chiaro, oramai anche alle pietre, quanto sia svantaggioso per le casse pubbliche e per la qualità dei servizi erogati. Inoltre, non tiene affatto conto di quanto previsto nel DEF appena varato dal Governo, in cui è scritto nero su bianco che “Una recente ricognizione effettuata dal Ministero della Salute ha rilevato un rilevante fabbisogno di interventi infrastrutturali in materia di edilizia sanitaria (…) Presso il Ministero della Salute, entro marzo 2019, si prevede l’insediamento di una ‘cabina di regia’ con il compito di selezionare le priorità del Paese, a partire dalle zone a maggiore rischio sismico, per implementare un piano pluriennale degli investimenti da realizzarsi nei prossimi anni. Anche per questi motivi è prevista la collaborazione e compartecipazione agli investimenti di altri soggetti istituzionali pubblici.” Non si capisce, dunque, la fretta dell’assessore Paolucci di consegnare tutto nelle mani dei privati condannando la regione per i prossimi 30 anni a esborsi insostenibili” afferma Marcozzi.
E sulle assunzioni annunciate: “L’Assessore si ricorda oggi che negli ospedali manca personale o che ci sono centinaia di operatori sanitari precari al limite della schiavitù. Quando denunciavamo con forza queste situazioni in consiglio regionale dove si trovava? E’ tornata di colpo la memoria, forse dettata dalla propaganda pre-elettorale, che nel caso del PD si traduce in un bluff di promesse che non saranno mantenute. Del resto l’Abruzzo sta ancora aspettando i 100mila posti di lavori annunciati dal Presidente D’Alfonso nella scorsa campagna elettorale. Le grandi manovre annunciate da Paolucci” conclude Marcozzi “sono irrealizzabili e nocive. Questo lui lo sa benissimo. Quello che non sa è che i cittadini non cascano più in questi tranelli, perché di promesse non mantenute da lui, dalla sua maggioranza e dal suo partito, gli abruzzesi ne hanno le tasche piene… anzi vuote”.

Chieti. A Chieti sembra terminato il teatrino delle dimissioni del Sindaco che il 4 ottobre ne ha annunciato la revoca con una laconica nota indirizzata ai Consiglieri comunali.

“Purtroppo la città di Chieti ha perso l'occasione di sbarazzarsi anzi tempo di questa inutile e dannosa amministrazione comunale, anche se era facile prevedere questo scenario”.

E' questo il commento a caldo di Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo.

Secondo i portavoce del Movimento 5 Stelle, “Umberto Di Primio continua a sostenere di essere forte del consenso della gente ma la realtà è ben diversa ed è evidentemente nota e condivisa dai vertici del centro destra che lo hanno silurato”.

La sua attuale esclusione dai giochi politici – continua Ottavio Argenio - testimonia che Umberto Di Primio è politicamente finito.

Ad avviso dei due Consiglieri pentastellati, il Sindaco di Chieti si è guadagnato l'inimicizia dei Comuni confinanti a causa delle sue folcloristiche ma del tutto inutili ed inconcludenti espressioni becero-campanilistiche ed anche in città non se la cava meglio. Se nel 2015 ha ricevuto i voti necessari per essere confermato Sindaco di Chieti, la situazione a 3 anni di distanza lo vede assolutamente in declino con un gradimento ridotto ai minimi termini. Anche le dinamiche consiliari lo confermano: continua a perdere pezzi all'interno della originaria maggioranza a causa delle scellerate scelte politiche ed amministrative che cancellano importanti servizi sociali (scuolabus, farmacie comunali e asili nido) e si pongono in antitesi rispetto a quelle che erano le linee guida del mandato.

In più di otto anni – incalza Manuela D'Arcangelo - l'amministrazione targata Di Primio non è riuscita a fare nulla per Chieti e la sua gente: non è riuscita a risolvere la questione dei parcheggi a pagamento, non è riuscita a dare un senso alla spesa sostenuta per la costruzione dell'ascensore che doveva collegare il terminal con il centro storico, non è stata capace di sottoscrivere il contratto per il miglioramento e l'efficientamento energetico della pubblica illuminazione e non è stata nemmeno capace di migliorare il servizio di raccolta differenziata visto che siamo illegittimamente in proroga da diversi anni.”

“Le uniche cose in cui questa amministrazione e questo Sindaco eccellono – afferma Ottavio Argenio – sono gli inutili proclami con i quali sperano di tenere sopita l'opinione pubblica ed i pochi elettori rimastigli fedeli e l'arte di occultare il profondo e conclamato dissesto economico-finanziario nel quale hanno precipitato l'ente.

E' dunque normale secondo Ottavio Argenio, che Umberto Di Primio abbia ricevuto il due di picche da parte del centro destra “che di certo - continua il capogruppo in Comune - vuole tentare di colmare il gap che lo vede staccato dal MoVimento 5 Stelle, tentando di scegliere una persona più credibile di lui, anziché aumentare il divario scegliendo un personaggio per molti versi scomodo”.

Quel che è ormai chiaro, concludono i due portavoce è che Umberto Di Primio è riuscito a fugare ogni dubbio sui suoi reali interessi: puntare alla candidatura come Presidente per vedersi garantito un posto in Consiglio regionale, con buona pace per quanti lo avevano scelto come Sindaco sperando, ormai vanamente, nelle sue presunte capacità amministrative.

Pescara. Manca solo l’invasione delle cavallette ed il delirio di certi soggetti politici di PD e FI sarebbe degno di una delle scene più belle della commedia americana. Ma non siamo al cinema, siamo nella realtà quotidiana che vivono tutti i cittadini abruzzesi, e c’è poco da scherzare. Trovo profondamente squalificante che chi ha costretto gli abruzzesi a subire tagli ai servizi primari e manovre volte ad arricchire banche e multinazionali, si permetta di parlare su una manovra che finalmente restituisce quanto finora è stato solo sottratto ai cittadini. A parlare sono FI, che ha istituito Equitalia, e il PD, che ha abolito l’articolo 18. Chi ha distrutto il Paese ieri, oggi sale in cattedra e ci dice cosa è meglio per gli italiani? Dovrebbero almeno avere la decenza di tacere!”.
Non usa mezzi termini Sara Marcozzi, consigliere regionale e candidato per il M5S alla Presidenza di Regione Abruzzo, nel commentare le esternazioni di Pagano di Forza Italia e Di Sabatino del Partito democratico, relative alla Manovra del Popolo prevista per la prossima legge di Bilancio.
“Si stanno trincerando dietro una politica del terrore” incalza Marcozzi “che ha solo lo scopo di nascondere l’inefficienza e la negligenza che ha caratterizzato i governi di centro destra prima e centro sinistra poi, che non hanno mai fatto in 20 anni quello che il M5S è riuscito a fare in pochi mesi al governo. Una realtà evidentemente troppo dura da accettare.
Ci accusano di fare deficit, ma noi abbiamo iniziato tagliando gli sprechi. Sprechi basati su privilegi che proprio i partiti, che vogliono giocare il ruolo dei moralizzatori oggi, si sono concessi ieri, votandosi leggi ad personam. Stiamo mettendo fine a questo stato di cose e gli unici a dover avere paura di questo governo sono i signorotti della politica e alcuni giornalisti dalla memoria corta, non certo i cittadini, non le piccole e medie imprese o i disoccupati. Non certo gli abruzzesi.
La manovra 2019 è incentrata su alcuni punti fondamentali del contratto di governo e prevede per il 2019 un rapporto fra deficit e PIL pari al 2,4%, non certo il più alto della storia, anzi, alcuni governi precedenti hanno innalzato questo rapporto con punti ben maggiori (Governo Berlusconi arrivò ad un massimo di 5,30% ed il Governo Letta/ Renzi al 3%) e non certo per ridare ricchezza ai cittadini. Questo minimo innalzamento del decifit è necessario a finanziare tutto quello che vogliamo realizzare con la prossima Legge di Bilancio. Reddito di cittadinanza, Pensione di Cittadinanza, abbassamento delle tasse, risarcimenti ai cittadini truffati dalle banche, e qui in Abruzzo sappiamo bene cosa significhi. Stiamo ridando aria pura all’Italia e quindi anche all’Abruzzo. Ma quali sono reali effetti di un piccolo aumento del deficit e come la prenderebbero i mercati? Se ci sono risorse inutilizzate, ed è difficile pensare che non ci siano con una disoccupazione sopra l'11%, un aumento della spesa in deficit produce un aumento più che proporzionale del PIL. Più tecnicamente si dice che il moltiplicatore è molto maggiore di 1 e questo lo sostengono anche il Fondo Monetario ed economisti di rilievo.”
Conclude Marcozzi: “La manovra del popolo non fa paura agli abruzzesi. Fa paura alla vecchia politica terrorizzata dal restituire dignità ai cittadini spezzando definitivamente le catene del ricatto clientelare di decenni di politiche di centro destra e centro sinistra”.

Pescara. “Ci sarebbero delle incongruenze nell’atto di acquisto da parte del Comune di Bussi per le aree di proprietà della Solvey. Il documento, del 24 maggio 2018, è preso in esame dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari, che punta il faro sulle operazioni che hanno determinato i rapporti tra Solvey e Amministrazione comunale, sull’acquisto da parte di quest’ultima delle aree all’interno del Sin Bussi, relative alla bonifica”.
“Leggendo l'Accordo di Programma” Spiega Pettinari “sottoscritto nel 2017, tra il Ministero dell'Ambiente, la Regione Abruzzo, il Comune di Bussi e la Solvey, relativo alla procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione degli interventi di bonifica delle aree esterne Solvay in Bussi sul Tirino, notiamo che al comma 4, dell'articolo 2 (Passaggio di proprietà delle Aree Solvay), è riportato : "il passaggio di proprietà delle Aree Solvay non potrà in alcun caso avvenire in caso di mancata aggiudicazione della Procedura di Gara, nonchè in caso di mancata stipula del contratto. In tal caso le Parti dichiarano sin d’ora di non aver nulla a pretendere l’un l’altra in ragione del mancato verificarsi di tali presupposti". Ed il contratto sembrerebbe proprio mancare, non essendo stato ancora firmato, così come dichiarato dallo stesso Sindaco del Comune di Bussi sul Tirino nella sua missiva dell’11 luglio 2018, (protocollo n. 4245) inviata al Ministro Costa, dove si legge chiaramente, tra le atre cose: "Inoltre non è stato ancora nominato il direttore dei lavori, non è stato ancora sottoscritto il contratto con la società aggiudicataria e non è avvenuto il trasferimento delle risorse disponibili nella contabilità speciale n. 3911 all’uopo istituita”. Un aspetto che violerebbe quanto previsto dall’Accordo tra Ministero, Regione e Comune, che di fatto non avrebbe dovuto permettere al Comune di Bussi di poter procedere a sottoscrivere l'atto di compravendita. Esortiamo il Sindaco a fare chiarezza su questo aspetto.
A questo dubbio si aggiunge quello relativo ad alcune particelle catastali, che se pur presenti nell'atto di compravendita firmato tra la Solvay e il Comune di Bussi, non risulterebbero comprese nell'allegato "C" dell'Accordo di Programma, dove si elencano gli estremi catastali delle Aree Solvay e delle Aree Privati. Come è possibile tale discrepanza? Ci chiediamo, inoltre, se l'atto di compravendita sia stato comunicato nei tempi previsti alla Regione e al Ministero, così come disposto dall'Accordo di Programma.
E’ importante sottolineare” continua Pettinari “che il comune di Bussi ha tutto il diritto di riprendersi quanto negli anni è stato levato, anzi, crediamo che un’ulteriore occasione persa si riscontri nell'ultimo atto di concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico del Fiume Tirino nel territorio del Comune di Bussi, emanato da Regione Abruzzo. Infatti, a seguito della concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico, qualcosa non torna: il Comune di Bussi, in data 10.11.2016, con nota prot. n. 90919, ha manifestato il proprio interesse per lo sfruttamento della risorsa idrica presente nel proprio territorio in quanto "bene pubblico al servizio dello sviluppo della comunità" come concordato nel protocollo di intesa, finalizzato al rilancio produttivo e occupazionale nel territorio di bussi. Una richiesta nel pieno delle funzioni in quanto il Comune, in caso di nuova assegnazione, poteva beneficiare di uno speciale diritto di prelazione per interesse pubblico, come stabilito dal Decreto 13 agosto 2007, n. 3/reg. della Regione Abruzzo. Una richiesta, però, apparsa carente sia nei contenuti che nelle modalità di presentazione, tanto che Regione Abruzzo ha invitato il Comune di Bussi a presentare un'integrazione. Integrazione che non è mai arrivata, come si evince dalla stessa Determinazione di assegnazione, lasciando di fatto che la concessione venisse assegnata ad una società privata, estromettendo lo stesso comune di Bussi da qualsivoglia futura possibilità di utilizzo della risorsa acqua per uso idroelettrico ai fini del rilancio del territorio. Come è stato possibile presentare una domanda carente dei principali contenuti e non preoccuparsi poi di effettuare le opportune integrazioni? La gestione della derivazione di acqua per uso idroelettrico sarebbe stata un valore aggiunto per il Comune di Bussi che attraverso il governo diretto degli introiti che ne sarebbero derivati, avrebbe rappresentato un importante incentivo per la riqualificazione del territorio e dei servizi per la comunità”. Conclude Domenico Pettinari.

Roma. “Il Governo del Cambiamento mette al centro i cittadini perbene e le imprese oneste. Con la riforma approvata oggi alla Camera offriremo ai più deboli uno strumento capace di tutelarsi e difendersi alla pari anche con aziende multinazionali” sono le parole del deputato Andrea Colletti del Movimento 5 Stelle.

“Una vittoria per tutti: cittadini e non solo consumatori, che così avranno più strumenti per difendersi dalle vessazioni; tribunali ordinari, che avranno meno carico; imprese virtuose, che non avranno nulla da temere, perché potranno finalmente operare in un mercato in cui la concorrenza è leale e ispirato a meritocrazia. Ciò comporterà meno spese per le aziende, che si potranno costituire solo in una causa e non necessariamente in 100. Inoltre, il Tribunale delle Imprese, con la sua ‘specializzazione’ offrirà maggiori rassicurazioni anche alle aziende. Chi si oppone a questa riforma non vuole fare passi avanti nella difesa del cittadino e fa di tutto affinché nulla cambi. Attendiamo che la proposta venga adesso approvata anche in Senato” sottolinea il deputato Colletti.

San Giovanni Teatino. “La ferrovia a San Giovanni Teatino non sarà mai interrata. Ed il Sindaco ed il Vice Sindaco dovrebbero saperlo benissimo" Ad affermarlo è il consigliere comunale M5S Mario Cutrupi che grazie al supporto della Senatrice Gabriella Di Girolamo e della deputata Carmela Grippa è riuscito a far luce su quella che sembrerebbe essere stata una mera operazione di propaganda per il Sindaco Marinucci ed il Vice Sindaco Di Clemente del comune di San Giovanni Teatino.
“Abbiamo assistito ad annunci come se l’opera stesse per partire” incalza Cutrupi “ma probabilmente, Marinucci e Di Clemente, si sono dimenticati di dire ai cittadini che l’operazione non verrà mai realizzata, come ha affermato l’Ing. Maurizio Gentile, AD di RFI, durante l’audizione che si è svolta in Commissione LL.PP. del Senato a seguito di un’interrogazione della Senatrice Gabriella Di Girolamo”.
“La Senatrice M5S” spiega il consigliere comunale “ha chiesto se gli elaborati grafici, fatti arrivare in Comune, rappresentassero o meno una reale volontà, da parte di RFI, di effettuare l’interramento. In risposta l’Ing. Gentile ha affermato che, un conto è parlare di fattibilità tecnica, cosa che nessun ingegnare, proprio perché tale, potrebbe mai negare; un altro discorso è parlare di realizzazione. È impensabile che quel tratto di ferrovia possa essere fermato per i 3-4 anni necessari ad approntare l’interramento. A rendere ancora di più irrealizzabile l’opera, sarebbero gli enormi costi d’intervento. Come se questo non bastasse si aggiunge quanto riferitomi qualche giorno fa della parlamentare Carmela Grippa” continua Cutrupi “alla quale, nel corso di un altro intervento, era stato risposto che, in RFI gli elaborati grafici dello studio di fattibilità sono accompagnati da una relazione che riporta chiaramente le motivazioni della non realizzazione dell’interramento”.
“Ringrazio le due parlamentari del M5S che hanno permesso a questa città di sapere come stanno realmente le cose. Quello che mi chiedo è come abbia fatto un’amministrazione composta da veterani della politica, come quella in carica, a non essere a conoscenza di questi fatti. Pare addirittura che a ritirare il CD con gli elaborati grafici, presso il compartimento, sia stato proprio il Vicesindaco Di Clemente, al quale però, stranamente, non è stata consegnata la famosa relazione. Gli eccessivi festeggiamenti, a ridosso delle elezioni regionali in cui lo stesso Vicesindaco sarebbe tra i candidati, fanno sorgere il sospetto che non si tratti di ingenuità. Forse l’intento era quello di festeggiare prima, per poi scaricare le responsabilità della non realizzazione sul Governo. Tentativo che comunque sarebbe fallito poiché essendo stato dichiarato irrealizzabile dalla stessa RFI il progetto non arriverà neppure sul tavolo del Ministero”.

Pescara. “Il report economico del primo Semestre 2018 conferma la disastrosa situazione della Società TUA S.p.A. che gestisce il trasporto pubblico locale” a denunciarlo è il consigliere regionale Domenico Pettinari che già negli scorsi mesi aveva illustrato una situazione tutt’altro che rosea per la Società Unica Abruzzese di Trasporto. “I numeri confermano ancora una volta quanto abbiamo sempre sostenuto, ovvero che le operazioni relative all’azienda sono state esposte ai cittadini come “oro” quando siamo davanti al “piombo”. Nel report, infatti, notiamo che i ricavi da traffico passano dai 16.135.417 euro del I semestre 2017 ai 15.238.860 del I semestre 2018, con una perdita di 896.556 euro. Una perdita gigantesca se pensiamo che quella da traffico autolinee chiusa alla fine del 2017 rispetto al 2016 ammontava ad euro 917.647. Inoltre” continua Pettinari “ Il valore della produzione al I semestre 2018 si attesta ad euro 62.571.875, con una perdita di euro 1.220.954, rispetto al dato registrato al I semestre 2017 di euro 63.792.829. In compenso aumentano i costi della produzione, confermando il trend degli anni passati, che per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci, passa dai 10.450.333 euro del I semestre 2017 ai 11.476.464 euro del I semestre 2018, con un aumento di euro 1.026.131, così come è aumentato il costo del personale che passa dai 35.904.719 del I semestre 2017 ai 36.476.892 euro del I semestre 2018, con un surplus di 572.173 euro. In sintesi al I semestre 2018 registriamo un dato negativo tra la differenza del costo e valore della produzione di euro 1.922.981, maggiore di euro 827.353 rispetto al dato registrato al I semestre 2017, pari ad euro 1.095.628.

La Società TUA S.p.A. al I semestre 2018 registra nel conto economico una perdita di euro 2.161.469,69, maggiore di euro 681.230,30 rispetto alla perdita iscritta al I semestre 2017 pari ad euro 1.480.239,39, che conferma le nostre preoccupazioni esternate in occasione dell'illustrazione dei dati di bilancio di TUA S.p.A. del 2017.

“Ancora una volta i cittadini abruzzesi devono subire un taglio di servizi a fronte dell’aumento dei costi. Ed ancora una volta gli annunci del centro sinistra abruzzese finiscono in un pugno di mosche”. Conclude Pettinari.

 

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