Pescara. “Bloccare e rivedere immediatamente la recente Delibera approvata dalla Giunta regionale, numero 480 del 5 luglio 2018, che istituisce le Aree contigue al Parco Nazionale d’Abruzzo poiché danneggia ulteriormente il mondo venatorio, non assicura e garantisce affatto la conservazione dei valori delle aree protette stesse e inoltre penalizza ulteriormente il mondo agricolo”. Ad annunciarlo sono i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiunge quanto segue: “Come sempre quando governa il centrosinistra in Regione Abruzzo, siamo qui a commentare le immani sciagure provocate dalle scellerate scelte di questa Giunta regionale, e, cosi come avvenuto negli anni precedenti, ci troviamo a dover contare ancora una volta i danni provocati, questa volta, non solo al mondo agricolo ed a quello venatorio, ma anche alla tutela della fauna pregiata che, con enormi sacrifici, abbiamo tentato di gestire evitando fughe in avanti del mondo animalista, oltre che gestioni sbagliate di quello ambientalista radicale. Al contrario, in pochi notti di mezza estate, l’assessore regionale Pepe e compagni hanno rovinato tutto, da una parte irridendo tutti i portatori di interesse attraverso il completo disinteresse a tutte le normali quanto opportune indicazioni e segnalazioni consegnate durante la consulta della caccia ai fini della redazione del calendario venatorio, visto che le proposte che vanno in giro e che sono oggetto delle valutazioni di incidenza lo certificano.

Noi del centrodestra – continuano Febbo e Sospiri - ci eravamo ben guardati sempre dal fare una simile scelta sulla istituzione delle Aree contigue al Parco Nazionale d’Abruzzo, e non tanto perché si sia contrari a prescindere ad uno strumento di tutela, che tra l’altro non attiene alla regolamentazione dell’attività’ venatoria in senso stretto, quanto perché si era in attesa della variazione della legge sui parchi, la n. 394 del 94, per la quale ad andare a caccia nelle aree contigue sarebbero solo i pochissimi residenti nelle predette aree. Abbiamo usato il condizionale, perche mentre questi semiprofessionisti della politica facevano il decreto, nessuno ricordava che l’art. 26 della legge 10/2004, cioè la legge regionale sulla caccia, espressamente impone che nelle aree contigue hanno diritto di accesso tutti gli iscritti ed ammessi all’ambito con carico venatorio 1/19, e non più 1/35 come stabilito dall’accordo provincia/parco per la ormai ex Zpe.

Insomma, un ennesimo pastrocchio, anzi l’ennesimo. Una conferma tangibile di ignoranza irresponsabile, peraltro allietata dalle pubblicazioni, sul proprio sito, del Parco d’Abruzzo, che con tono gaudente esulta al pensiero che tutti i fuori regione, siano ora autorizzati ad andare ad affollare i terreni del Preparco, con i pericoli connessi, e fregandosene dei regolamenti, con le nostre montagne ormai abbandonate viste le ridottissime attività di controllo ridotte al lumicino con l’estinzione della Polizia provinciale e del Corpo Forestale dello Stato.

Pertanto – concludono Febbo e Sospiri - l’assessore Pepe e il Governo D’Alfonso, se ve ne fosse bisogno, dimostrano per l’ennesima volta di non conoscere fino in fondo la materia, ma in una notte di mezza estate invece sono capaci di rovinare gestione, Atc, Preparco e area protetta”.

Pescara. “D’Alfonso e la sua Giunta su importanti provvedimenti, come quella inerente il Project Financing del nuovo ospedale di Chieti, continua ad adottare una serie di delibere illegittime, carenti di passaggi amministrativi essenziali, senza i pareri preventivi, senza visto di copertura di bilancio, senza visto, pubblicate in ritardo e, cosa più grave, senza l’approvazione e la firma dei Dirigenti e Direttori competenti. Per questa produzione di atti tutta dalfonsiana ho depositato presso la Procura di Cheti circostanziati esposti, precedute da diffide a regolarizzare gli atti, per denunciare le tante irregolarità riscontrate su questo metodo di lavoro assurdo, insostenibile e inammissibile istaurato proprio da questo Governo regionale all’interno della pubblica amministrazione regionale”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina che aggiunge quanto segue: “Il Presidente D’Alfonso, in quattro anni di Governo, ha costruito un modus operandi senza precedenti approvando una valanga di Delibere e atti stravolgendo procedimenti amministrativi, le regole e le leggi basilari fissati da Statuto e regolamenti regionali”.

“Sul Project Financing, in modo particolare, riscontriamo – illustra Febbo documenti alla mano - come il Direttore Rivera continua in solitaria a firmare Delibere importanti (Dgr n.495 del 9.07.2018), dove impegna l’Ente Regione a rate di 15 milioni di euro per 25 anni. Inspiegabile e senza precedenti è vedere pubblicata la DGR n.495 con la sola firma del funzionario estensore Sig.ra Capodicasa mentre mancano le firme del Responsabile dell’Ufficio, del Dirigente del Servizio e cosa più grave del Direttore del Dipartimento Sanità Angelo Muraglia, firma e parere fondamentali. Voglio rimarcare come il funzionario estensore (guarda caso moglie del segretario particolare del Presidente, Enzo del Vecchio) nel deliberato riporta il parere positivo del Direttore Angelo Muraglia ma poi 'stranamente' manca la sua firma all’atto approvato. Non credo che questa sia solo una semplice dimenticanza anche perché riscontriamo stessa situazione nella DGR n. 540 del 29.09.2017, sempre inerente il Project Financing, dove anche qui mancano sia il parere sia le firme del Direttore generale Angelo Muraglia e dei direttori e funzionari competenti, i quali costituiscono fondamento di garanzia per l’intera procedura. Per questi motivi ho presentato il 12 luglio scorso un circostanziato esposto per evidenziare e denunciare le storture, le gravi omissioni e le contraddizioni contenute all’interno degli atti (n. 540/2017 e 465/2018) approvati a distanza di soli 10 mesi. Credo che sia del tutto legittimo e opportuno chiedersi e verificare quali sono le vere motivazioni per cui manchino firme dei responsabili competenti e se ci sia la contrarietà del Direttore Muraglia”.

“Cosa più grave – continua Febbo – è riscontrare come in queste due DGR inerenti il Project Financing, oltre alla firma dell'estensore Capodicasa, ci sia solo la firma del Direttore Generale Rivera che ad oggi non sappiamo se ha i titoli e requisiti per ricoprire quel ruolo apicale. Secondo il tuttologo e tuttofare Presidente Senatore D’Alfonso la firma del dott. Vincenzo Rivera dovrebbe sostituire quella dei Dirigenti e Direttori. Vincenzo Rivera però sembrerebbe non possedere i requisiti idonei per ricoprire l’incarico e questo viene sentenziato dal Giudice del Lavoro del Tribunale de L’Aquila Annamaria Tracanna. Infatti il mio ultimo esposto (2.07.2018) riguarda proprio la Dgr n. 33/2017 avente per oggetto il conferimento dell’incarico di Direttore del Dipartimento della Presidenza e rapporti con l’Europa al Dott. Vincenza Rivera. Dopo la mia prima nota del 5 aprile scorso e successivi solleciti inviati a Fabrizio Bernardini, Direttore Risorse Umane, sulla legittimità della nomina di Rivera, a cui non ho mai avuto risposta, ho protocollato un esposto per fare chiarezza sull’operato proprio di Bernardini e se nella sua attività si configuri un comportamento omissivo. Pertanto ritengo un comportamento grave, ingiustificato e inopportuno quello del dott. Rivera che continua a rivestire un ruolo apicale così importante senza conoscere se sia in possesso dei titoli e l’attestazione dei requisiti idonei come previsto alla lettera b) dell’art. 22 della L.R. 77/1999”.

“Inoltre – continua Febbo – voglio ricordare anche come alla procura della Corte dei Conti abbiamo già segnalato ad inizio anno come in ben 10 delibere svolgono contemporaneamente le funzioni di segretario, in maniera illegittima e irregolare, l’Assessore Paolucci e il Direttore Generale Rivera. Lo stesso Paolucci, che non potrebbe svolgere le funzioni di segretario, addirittura vota le delibere altrimenti mancherebbe il numero legale”.

“Pertanto – conclude Febbo – dopo aver utilizzato tutti gli strumenti che il regolamento mette a disposizione del singolo Consigliere regionale e del Presidente della Commissione Vigilanza credo che sia opportuno l’intervento delle due Procure da me interpellate per arginare un modus operandi del tutto arbitrario e si proceda immediatamente alla verifica della regolarità degli atti in questione approvati da D’Alfonso prima che l’Ente Regione affondi sotto un mare di ricorsi e contenziosi milionari che erediterà il prossimo Governo regionale ”.

Chieti. "Apprendo dai media che nel corso della seduta del Senato Accademico di ieri è stata proposta la modifica della intestazione in "Università degli Studi dell'Adriatico Gabriele D'Annunzio Chieti - Pescara”. La storia della nostra Università Lei la conosce molto più approfonditamente del sottoscritto, con tutti i risvolti di natura economica e territoriale sui quali non voglio entrare e soffermarmi".

Si legge così in una lettera aperta del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, al Magnifico Rettore dell'Università D'Annunzio, Sergio Caputi, che prosegue: "Ritengo che la decisione, però, non colga il significato della Istituzione che interpreta il sentimento degli Abruzzesi e non. La individuazione "Adriatico" coinvolge un territorio che va dal Friuli alla parte estrema della Puglia, cioè tutta la costa del Mare Adriatico con diverse regioni, mentre con "G. D'Annunzio" c'era la piena e totale individuazione dell'Abruzzo e poi del territorio "Chieti - Pescara", che, peraltro, ha lavorato e fatto sacrifici per ottenere i risultati che ben conosciamo. L'individuazione di "Adriatico" sembra uno scivolamento verso la costa, che peraltro già cresce di per sé, ed un abbandono dei territori interni, collinari e montani di cui l'Abruzzo è costellato e che rappresentano una peculiarità imprescindibile. A me sembra che la nuova denominazione non rispecchi quella identità territoriale che finora l'Università ha rappresentato e soprattutto non c'è quella identificazione che oggi si coglie immediatamente e che era nelle menti degli illuminati fondatori".

Pescara. “La scellerata decisione di aderire all’Autorità Portuale di Ancona, da noi sempre osteggiata, oggi viene confermata quale scelta sbagliata, miope e soprattutto dannosa per i nostri porti di rilevanza nazionale come Ortona e Pescara che vengono completamente cancellati dalla programmazione degli investimenti”. Questa la denuncia sollevata dal capogruppo consiliare di Forza Italia Lorenzo Sospiri e dal collega Mauro Febbo che sottolineano quanto segue: “La verità e realtà che emerge dal ‘Documento per il Fondo per la Progettazione di Fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo Sviluppo del Paese’ (Art.202 D.L. n. 50/2016) è sconvolgente e assurda. Oggi scopriamo come gli otto (8) progetti prioritari proposti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale da far finanziare dal Ministero delle Infrastrutture attraverso questo Documento di programmazione vengono tutti realizzati esclusivamente al Porto di Ancona, ossia sede dell’Autorità Portuale. Praticamente vengono esclusi da interventi e programmazione tutti gli altri Porti dell’Adriatico Centrale quali Pesaro, Falconara, San Benedetto, Pescara e Ortona. In sede di Consiglio Regionale – rimarcano Sospiri e Febbo – abbiamo da subito ritenuto errata e scellerata la decisione di aderire all’Autorità Portuale di Ancona e come invece l’adesione al Porto di Taranto, da noi proposta e suggerita, sarebbe stata una scelta strategicamente e commercialmente giusta e lungimirante per lo sviluppo dei Porti di Ortona e Pescara. Ritenevamo improbabile ed irrealistico che un Governo finanziasse Porti e poli strategici distanti tra loro a solo poche miglia marine come quelli di Ancona, Ortona e Pescara. Oggi i fatti ci danno pienamente ragione e la programmazione avanzata al Ministero nel Documento riguardano interventi, purtroppo tutti, da realizzare presso il Porto di Ancona. Tutto questo avviene con il silenzio assenso dei nostri rappresentanti regionali che hanno anche loro visionato e avallato questa ripartizione a senso unico. Dove erano i vari Coletti, l’ammiraglio Veri e Del Vecchio quando furono prese queste decisioni?! È del tutto evidente l’assenza della politica all’interno dell’Autorità che difenda e rappresenti le ragioni dei porti abruzzesi. Pertanto chiediamo che D’alfonso e il Presidente dell’Autorità Portuale di Ancona vengano immediatamente in II° Commissione Consiliare a riferire e spiegare cosa intendono fare per rendere competitivi e strategici i porti di Ortona e Pescara, che come tutti sappiamo hanno bisogno di interventi urgenti quali dragaggio, completamento di banchine, attracchi, prolungamento diga foranea, vasca di colmata. Chiediamo – concludono Sospiri e Febbo – di limitare i danni e quindi di rivedere e rimettere in discussione questa programmazione inserita all’interno di questo Documento che mortifica e danneggia fortemente lo sviluppo dell’economia abruzzese e di tutto l’indotto che ruota intorno ai Porti di Ortona e Pescara che da tempo attendo investimenti e una programmazione certa e seria”.

Chieti. “Il gioco delle Tre carte. Dopo aver reinserito i quattro euro dell’indennità di rischio vengono tolti, per mancanza di risorse, i quattro euro per le prestazioni ambulatoriali ai dottori della Guardie mediche. È questa la paradossale e ridicola verità di una Asl, quella di Lanciano Vasto Chieti, fallimentare e di un governo regionale inetto e inadeguato”. Lo rende noto il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Mentre la stessa Asl decide di farsi carico e indebitarsi per i prossimi 25,5 anni di una rata annuale di 15 milioni di euro per il “capriccio dalfonsiano” del Project Financing che non ha ragioni di esistere, arriva un provvedimento a firma del Direttore Generale, Pasquale Flacco (prot. n. 32174U18CH del 9 luglio 2018)  di una gravità inaudita che conferma e certifica tutte le mie preoccupazioni e di come la Asl di Chieti sia da tempo nel caos più totale con bilanci in forte perdita. Con il prevedimento del 9 luglio (in allegato) arriva l’ennesima doccia fredda da parte del Governo regionale targato D’Alfonso e Paolucci tutto a danno dei cittadini, soprattutto delle aree interne e più svantaggiate. La Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, contrariamente alle altre ASL abruzzesi, ha comunicato a tutte le sigle sindacali e ai medici di Continuità Assistenziale la mancata copertura economica per pagare i quattro euro all’ora (sic!!!) quale compenso aggiuntivo per le prestazioni ambulatoriali. Praticamente da una parte vengono  reinseriti i famosi quattro euro per l’Indennità di rischio e dall’altra parte contemporaneamente vengono tolte in un’altra voce”. Quindi, se ieri i pazienti potevano ricevere le prime cure ambulatoriali (medicazione, endovenose, intramuscolo, fleboclisi ecc..) presso gli ambulatori attrezzati,  da oggi invece dovranno recarsi obbligatoriamente presso il Pronto Soccorso aumentando disagio, file, lungaggini e disservizi. “Praticamente – conclude Mauro Febbo - con questa assurda, inspiegabile e inaccettabile decisione i pazienti andranno ad ingolfare ed affollare i Pronto Soccorsi dove abbiamo già una situazione intollerabile con operatori sanitari al collasso per la gran mole di lavoro da svolgere e per mancanza di personale, strutture ed attrezzature idonee nonché la mancanza cronica di medicinali”.​

L’Aquila. “Dagli organi di stampa apprendo come D’Alfonso si ostini ancora a ricoprire in maniera del tutto inopportuna sia il ruolo di Presidente sia quello di Senatore rinviando, forse, le sue dimissioni in autunno cercando di portare illegittimamente la legislatura a scadenza naturale così da continuare a mortificare le istituzioni e, soprattutto, senza pudore chiarisce il suo malefico e scellerato progetto: continuare ad occupare poltrone per i suoi amici di partito e agevolare alcune lobby imprenditoriali”.Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “L’Abruzzo ha bisogno urgentemente di un Consiglio e di una Giunta regionale che abbia piena agibilità politica ed ampio mandato per far tornare l’Abruzzo ad essere protagonista mettendo in campo quelle politiche concrete di rilancio e di sviluppo attese ormai da troppo tempo. Purtroppo tutti gli studi, i dati, le rilevazioni e ricerche pubblicate dai più noti giornali e Istituti nazionali di economia dimostrano come la nostra Regione in questi quattro anni non abbia saputo cogliere i segnali positivi di crescita e rilancio ma, al contrario, si è impantanata per colpa di una maggioranza litigiosa, inconcludente e prigioniera di un Presidente ‘padrone’. Inoltre – continua Febbo - abbiamo la macchina regionale amministrativa mortificata e ingolfata, uffici in subbuglio e Direzioni strategiche senza dirigenti liberi di poter agire, lavorare e amministrare serenamente. Un Presidente che giorno dopo giorno continua a pontificare in conferenze stampa dove vediamo annunciare e piovere dal cielo ‘fantamilioni’, ma la realtà ci mostra interi territori abbandonati senza trovare traccia delle sue promesse. Tutto questo mentre i Fondi Europei non vengono spesi, la sanità è mal gestita, i nuovi ospedali non sono mai partiti, i poveri e i disoccupati aumentano a dismisura. Questi sono i risultati e la dimostrazione plastica del fallimento di questa giunta regionale di centrosinistra. D’Alfonso si ostina in maniera del tutto inopportuna a rimanere saldamente in due sedie pubbliche mortificando gli stessi ruoli istituzionali da lui ricoperti. Il suo tempo, invece, è scaduto e gli abruzzesi hanno capito da tempo il suo grande bluff. Pertanto - conclude Febbo – D’Alfonso non continui  a indebolire la nostra economia impedendo all’Abruzzo di intraprendere la strada del risanamento e protocolli immediatamente le sue dimissioni da Presidente senza perdere altro tempo prezioso”.

L'Aquila. “Arrivano i dati ISTAT sul bilancio demografico e con essi arrivano, purtroppo, impietose conferme della regressione dell’Abruzzo che perde 7.051 abitanti e decresce dello 0,53%, valore triplo rispetto al - 0,17% dell’Italia. E’ il quarto anno consecutivo che l’Abruzzo segna valori percentuali peggiori di quelli medi nazionali”. Questo l’annuncio di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia.

“Se hanno creato scalpore e clamore i dati comunicati dal rapporto di Bankitalia con cui veniva evidenziato come l’Abruzzo viaggi in controtendenza rispetto alla flebile ripresa nazionale, oggi arriva l’ennesima certificazione dell’inappropriatezza e inconsistenza dell’azione politica e strategica di questo governo regionale, targato PD. Come comunicato dall’economista, Dott. Aldo Ronci, nel 2017 l’Abruzzo – prosegue Mauro Febbo – registra dati peggiori di quelli del Mezzogiorno. Rispetto agli altri anni arriva anche l’allarmante novità: flessione consistente anche nell’Area Metropolitana, trainante per l’economia e lo sviluppo della regione, Chieti - Pescara”.

“Sono dati che non possono essere trascurati visto che, come evidenzia il Dott. Aldo Ronci, la capacità della Regione di creare ricchezza dipende anche dal suo andamento demografico: più cresce la popolazione, più aumentano i consumi e si alimenta la forza lavoro. Per questo i recenti dati diffusi dall’Istat sul trend negativo dei residenti in Abruzzo destano preoccupazione specialmente se analizzati assieme ad altre componenti:

OCCUPAZIONE: si sono dimezzati i contratti di lavoro a tempo indeterminato (dai più di 50.000 del 2015 ai 25.000 del 2017), mentre i contratti di lavoro a termine crescono (da 92.000 a 132.000);

POVERTA’ : 80.000 persone in condizioni di povertà e 350.000 persone a rischio povertà. Il 15,6% delle famiglie abruzzesi nel 2017, sono in una condizione di povertà relativa. La situazione è drasticamente peggiorata rispetto al 2016, anno in cui il dato si fermava al 9,9%. Mai così poveri!;

PMI: il numero di chiusure delle attività della PMI, ovvero la struttura portante dell’economia abruzzese e nazionale, è superiore rispetto alle aperture”.

“Condivido le dichiarazioni dell’economista, Dott. Aldo Ronci: una popolazione che cala a causa del basso tasso di natalità, del basso tasso di migrazione dall’estero e dell’alto tasso di migrazione verso altre regioni, non è certo la base migliore per crescere. Questa la sintesi anche delle inconsistenti politiche di questo governo regionale che nulla ha fatto per il lavoro, per il credito e per gli investimenti. Anche se il numero degli abruzzesi è in costante calo – conclude Mauro Febbo - sarà sufficiente per mandare a casa D’Alfonso & C. aprendo una nuova stagione politica per invertire la rotta di una barca che nel silenzioso logorio sta affondando”.

Ortona. “La nomina di Enzo Del Vecchio in seno al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale è un atto di inaudita gravità, ma soprattutto di mancato rispetto e di offesa per la città di Ortona”. Questo il commento di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia che spiega: “L’Autorità Portuale di Ancona comprende sia il Porto di Pescara che quello di Ortona. Visto che il ruolo ricoperto dal Senatore Coletti all’interno dell’organismo è decaduto in base alla Deliberazione Presidenziale n° 43 del 20 marzo 2018, sarebbe stato necessario e opportuno provvedere alla nomina di un nuovo rappresentante del Porto di Ortona che ha il riconoscimento di porto industriale regionale e soprattutto della principale infrastruttura d'Abruzzo. Ed invece D’Alfonso prosegue nella sua opera di trasferire i componenti della giunta pescarese​, tutta PD, ​ all’interno della Regione a scapito di chi sarebbe oggettivamente più meritevole​ e titolato.​ La notizia ad ora non suffragata da atti ufficiali, ma annunciata dal Sindaco di Ortona, Leo Castiglione, se fosse vera dimostrerebbe l’incuranza del Presidente D’Alfonso per la rappresentazione dei territori, delle loro peculiarità e interessi seguendo una logica incondivisibile ed indifendibile”.

“Sul Porto di Ortona gravitano troppe partite ancora aperte e difficilmente possono essere difese e tutelate da ​chi non ne ha contezza e consapevolezza, ma, mi permetto, neanche i titoli curriculari. Come non pensare all’annoso problema del dragaggio e all’opportunità della ZES su cui ad oggi nulla è stato fatto. Ma soprattutto – conclude Mauro Febbo - un “fido” e fidato amico di D’Alfonso qual è Del Vecchio, potrà scongiurare la realizzazione del progetto del “finanziatore” di D’Alfonso, ovvero la costruzione del deposito di GPL di cui nessuno più parla, ma che è tuttora in esame al Ministero dello Sviluppo Economico? Ortona merita ben altra considerazione affinché esprima il suo enorme potenziale sociale, economico e produttivo”.

Pescara. "Ancora una volta un quotidiano nazionale (Affari&Finanza, inserto di La Repubblica, vedi allegato) rileva come l'Abruzzo sia ultima ed in forte affanno nell'utilizzo dei Fondi strutturali Europei e addirittura posiziona la nostra regione in fondo alla classifica con appena il 2% nell'utilizzo del Fondo Sociale Europeo (FSE) e in ritardo anche per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)". E' quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: "L'Abruzzo rimedia l'ennesima brutta figura a livello nazionale e conferma tutte le mie preoccupazioni sollevate da tempo. I dati che emergono dall'ultimo report pubblicato dalla Commissione Europea, e riportati dal quotidiano nazionale di Finanza, sono allarmanti e gravi. Da tempo ho segnalato come questo Governo regionale sulle politiche dei fondi europei è stato, sin dall'inizio della legislatura, troppo superficiale, confusionaria e poco lungimirante". "L'inchiesta pubblicata dal quotidiano – continua Febbo – vede un Abruzzo non solo in ritardo ma anche e soprattutto in forte affanno nello spendere risorse fondamentali per la nostra economia, i nostri Comuni e i nostri giovani. Tant'è che assistiamo oggi al tentativo del vice Presidente Lolli di arrampicarsi sugli specchi nel pubblicare bandi, che sarebbero dovuti uscire da tempo, pensando di recuperare quattro anni di completo immobilismo. Oggi è ancora più palese come in Regione sia mancata completamente una programmazione seria dei Fondi Europei, basta ricordare la fuga del Direttore Generale Cristina Geradis, del responsabile dell'Autorità di Gestione dei Fondi europei Giuseppe Savini, del Direttore di Compartimento Di Rino e di tutti gli altri che sono stati cambiati più volte e sono di nuovo in scadenza tra qualche mese. Una completa mancanza di coordinamento e pianificazione mai registrata nella storia della Regione Abruzzo. Infatti, gli ultimi dati pubblicati dall'Istat sulla povertà in Italia descrivono come l'Abruzzo sia tra le regioni messe peggio: oltre quindici famiglie abruzzesi su cento, cioè il 15,6% del totale, nel 2017, sono in una condizione di povertà relativa. La situazione è peggiorata drasticamente rispetto al 2016, anno in cui il dato si fermava al 9,9%. Come sottolineato e denunciato finanche dalla Cgil". "La confusione di questo Governo regionale - conclude Febbo - è talmente eclatante da registrare un risultato pessimo a livello nazionale ed europeo. Siamo di fronte alla sconfitta su tutti i fronti dalla politica messa in campo da D'Alfonso e dal suo 'fidato' Direttore Generale Rivera, sui cui 'titoli' nel curriculum" si è già espresso un tribunale, e ribadisco come alla luce di questi pessimi dati dovrebbero solo rassegnare le dimissioni".

L’Aquila. “L’approvazione del nuovo provvedimento legislativo sul Testo Unico per il Commercio rende la nostra Regione più moderna e tutela una categoria di lavoratori come ambulanti e artigiani che in questi anni hanno subito troppo la crescita esponenziale della grande distribuzione”. Questo il commento dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che spiegano quanto seguono: “Si tratta di un provvedimento atteso dal 2008 che consente finalmente al settore del commercio di avere un quadro normativo più completo andando a colmare ​diverse ​lacune.
Ringraziamo i colleghi della maggioranza che durante i lavori svolti in Commissione hanno accolto e ascoltato le nostre proposte migliorative per rendere un testo finale volto ad agevolare un settore strategico soprattutto per

​i ​nostri borghi e piccoli centri abruzzesi. Nello specifico – spiegano Febbo e Sospiri - il provvedimento legislativo mette ordine sulla questione del Durc introducendo strumenti più snelli al fine di contrastare i fenomeni di abusivismo nei mercati e nelle fiere. Inoltre si introduce la ‘Carta di esercizio’ ossia il documento identificativo dell'operatore che esercita l'attività di commercio su aree pubbliche e contiene i dati dell'impresa e dei titoli abilitativi in suo possesso, mentre l’Attestazione annuale è il documento da allegare alla Carta di esercizio che comprova l'assolvimento degli obblighi previdenziali e assistenziali previsti dalle vigenti normative in relazione all'attività di commercio su aree pubbliche, esercitata negli ultimi due anni. Non da ultimo è da sottolineare come in maniera univoca si è anche approvata ed inserita la moratoria per l’apertura dei grandi esercizi di vendita che viene estesa anche ai cosiddetti parchi commerciali fino al 31 dicembre 2021. Tutto questo per accogliere le esigenze dei piccoli commercianti e per mettere un freno alla crescita smisurata dell​a grande distribuzione. Pertanto da oggi – concludono Febbo e Sospiri - con l’approvazione definitiva in Consiglio regionale del Testo unico sul commercio si apre una nuova fase per il settore del commercio ​e per agli operatori del settore”.

 

Pagina 1 di 34

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione