L'Aquila. "Apprendo che l’on. Daniela Aiuto si ritiene offesa dalle parole del presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso".
Lo afferma in una nota Alberto Balducci, vicecapogruppo Pd alla Regione, che aggiunge: "Sono invece io a chiedere da questa sede al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio se non ritiene di ravvisare un’offesa all’Aula e una lesione delle prerogative e della dignità dei consiglieri nell’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Aiuto il 27 gennaio 2016, allorché la deputata europea del M5S scrisse nell’oggetto “Finanziamenti illeciti all’aeroporto d’Abruzzo”, configurando in tal modo l’avvenuta commissione di un reato da parte del Consiglio regionale d’Abruzzo che aveva approvato quel provvedimento legislativo.
Infatti – come spiega il dizionario Treccani – illecito vuol dire “atto contrario alle norme del diritto”. Se riferito ad un provvedimento varato da un consesso elettivo, tale aggettivo implica un grave vulnus alla reputazione di chi lo ha assunto.
Giova ricordare che quella denuncia – veicolata anche a mezzo stampa – ha determinato l’archiviazione dalla magistratura italiana e non diede luogo ad alcuna conseguenza da parte della Commissione Europea".

Pescara. "Prendo atto delle sue dichiarazioni, ma sorprende sentire l’assessore Marinella Sclocco che, a proposito di questa amministrazione regionale, afferma di voler “rinnovare il suo impegno politico e personale”. Non ritengo che le ripetute assenze in giunta (1 presenza su 13 sedute nel 2018) siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio".

Così in una nota Silvio Paolucci, assessore regionale al bilancio e alla sanità, che aggiunge: "Inoltre, ella parla di “mancanza di collegialità e del rispetto delle più elementari regole di convivenza politica”. Anche in questo caso va sottolineato che, nel corso dei 46 mesi in cui è stata in carica come assessore, la Sclocco ha presentato decine di proposte di delibera, approvate anche in sua assenza nella totale fiducia della Giunta, che si sono poi trasformate in atti concreti, tanto che essa stessa ha dichiarato nella medesima sede che “i risultati conseguiti sono stati molti” ed io condivido questa sua valutazione.

Invito Marinella Sclocco a far sentire le sue considerazioni nelle opportune sedi di discussione politica, evitando di gettarle nell’arena mediatica. Credo che tutti i colleghi e le forze politiche possano contribuire con responsabilità in questo momento a costruire un finale di legislatura rafforzando il centrosinistra, occupandoci di allargare a tante esperienze la coalizione sulla base di un programma di fine mandato i cui temi della sanità, del lavoro e del sociale sono già stati individuati e che insieme occorre ora sviluppare".

L'Aquila. "Il noto creatore di fake news Giorgio De Matteis rimesta nuovamente nel falso sostenendo che in questi 46 mesi di amministrazione la Giunta regionale avrebbe concesso più fondi a Pescara che a L’Aquila".

Così in una nota Silvio Paolucci, assessore regionale al Bilancio, che aggiunge: "Basta guardare le cifre per capire che si tratta dell’ennesima bufala: al capoluogo di regione sono andati finora 189.063.437 euro a fronte dei 188.218.756 euro dati a Pescara. Non solo: a livello provinciale, L’Aquila e il suo comprensorio hanno avuto 650.796.021 euro a fronte dei 573.254.168 euro per il territorio pescarese.

De Matteis non è nuovo alle bufale: a fine gennaio aveva affermato che era solo grazie a lui e al sindaco Pierluigi Biondi se erano stati salvati i fondi per il recupero dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio a L’Aquila, fondi che in realtà erano previsti nel Masterplan sin dal 2015 e che nessuno si è mai sognato di deviare dallo scopo per cui erano stati assegnati.

De Matteis smetta di straparlare senza cognizione di causa e soprattutto si documenti prima di lanciarsi in intemerate prive di fondamento".

Chieti. "Da qualche tempo la Filt CGIL Abruzzo esterna critiche attraverso i mezzi di comunicazione sia alla Regione Abruzzo che a TUA SpA sulla nuova organizzazione dei servizi che vedono concentrati in Sangritana SpA tutti i servizi a mercato (agenzia di viaggio, servizi commerciali e trasporto ferroviario di merci), restando a TUA la sola gestione del trasporto pubblico locale".
Così in una nota il presidente di TUA SPA, Tullio Tonelli, che aggiunge: "Tale decisione è stata assunta per creare una netta distinzione tra servizi non contribuiti con risorse pubbliche e servizi contribuiti.
Purtroppo, si sono verificati ritardi nella concreta attuazione di questa nuova organizzazione del lavoro, poiché si è dovuto provvedere, per i servizi commerciali, ad adeguare la struttura aziendale a questa nuova situazione sia per quanto attiene il parco rotabile (una gara è andata deserta ed è stata riproposta) che per il personale necessario ad espletare i servizi. Anche i servizi ferroviari hanno avuto bisogno di tempi più lunghi per ottenere le autorizzazioni ai fini della sicurezza di esercizio. Comunque, siamo ormai vicini alla concreta attuazione del nuovo assetto.
Ma ritornando sull’argomento più volte oggetto di critica, cioè la gestione delle linee commerciali da affidare a Sangritana S.p.A., è bene precisare che nell’anno 2017 le linee commerciali hanno evidenziato un disavanzo di circa un milione di euro, parzialmente compensato nel bilancio complessivo delle attività a mercato dall’attivo registrato nel trasporto ferroviario, che ammonta a circa €. 500.000.
Il disavanzo dei servizi a mercato non può essere sostenuto da finanziamento pubblico, per cui la scelta andava fatta tra il tentativo di continuare la gestione a costi più bassi ovvero rinunciarvi, anche se in modo progressivo.
Come detto, la scelta è stata quella di concentrare i servizi a mercato su una società a totale capitale di TUA, esistente dal 2011, con la conseguenza di provvedere ad organizzare i servizi in modo tale da evitare sprechi e contenere i costi. Percorso che si è intrapreso da parte di TUA per consegnare a Sangritana SpA un servizio con buone prospettive di chiusura positiva del bilancio attraverso la riorganizzazione dei servizi stessi, già in parte attuata.
In merito alle considerazioni che i servizi potrebbero essere gestiti entrambi da TUA mediante semplice separazione contabile delle attività non è condivisibile per i seguenti motivi:
1) innanzitutto non offre le stesse condizioni di trasparenza di una gestione separata, come attestato da una recente delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha contestato ad una società campana di TPL di aver gestito servizi commerciali senza procedere a costituire per questi una società separata (delibera dell’Autorità del 17 gennaio 2018 Autoservizi Irpini A.IR. S.p.A.);
2) la presenza di una azienda pubblica in un settore da gestire in autonomia economico-finanziaria, può avere anche la funzione regolatrice sotto il profilo del costo sociale;
3) la regolamentazione dei servizi commerciali impone il rispetto delle regole di mercato a tutti coloro che agiscono in questo settore. Sangritana S.p.A. ha sicuramente maggiori possibilità di confrontarsi in un simile mercato, mentre per TUA sarebbe molto più difficile in quanto i maggiori costi sostenuti e da sostenere rispetto alla concorrenza potrebbero portare, in tempi anche brevi, all’abbandono dell’attività in questione.
Si vuole chiudere questo breve commento anticipando alcune conclusioni del bilancio relativo all’anno 2017, che hanno visto realizzare la gestione “in house” di TUA, la drastica riduzione dei costi ad offerta dei servizi invariata (circa 7 milioni di euro) e l’incremento del rapporto ricavi/costi di circa 4 punti percentuali".

L'Aquila. "Il M5S dovrebbe pensare a garantire un governo al Paese dopo le elezioni del 4 marzo piuttosto che sperare e lavorare affinché si blocchino istituzioni nazionali e regionali, lasciando i cittadini, le imprese e le famiglie senza guida e assunzioni di responsabilità".

Così in una nota Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, che aggiunge: "Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una ricostruzione di parte, interessata, volutamente finalizzata ad anticipare il ritorno al voto regionale nell’idea di poter così più facilmente vincere le elezioni che, ricordo, non sono mai scontate.

Anche perché se fosse così, Zingaretti non avrebbe vinto nella Regione Lazio nello stesso giorno in cui i M5S vincevano in Italia. Ciò significa che i cittadini sanno ben distinguere: più il voto è territoriale, più scattano altre motivazioni sulla scelta della rappresentanza.

Noi siamo per il rispetto puntuale dei termini previsti dal combinato disposto delle norme nazionali, che prevalgono nella gerarchia delle fonti, e delle norme regionali. Come già annunciato, nello stesso istante in cui si concluderà la procedura nazionale, il presidente D’Alfonso procederà alla opzione di senatore, dando via all’applicazione dei termini previsti dal regolamento regionale.

Per quanto mi riguarda, le cose sono diverse perché non sono il legale rappresentante dell’ente, per cui procederò nel breve a rassegnare autonomamente le dimissioni dalla carica di consigliere regionale.

Nel merito giuridico, si ricorda che il regolamento del Senato affida alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari il compito di verificare le eventuali sopraggiunte condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità. Ogni eletto, entro 30 giorni dalla proclamazione, trasmette a tale Giunta l’elenco delle cariche ricoperte. Il presidente della Giunta delle elezioni del Senato nomina un comitato per la verifica delle cariche e da qui si dà avvio ad un procedimento in contraddittorio con l’interessato. A seguito delle deliberazioni della Giunta delle elezioni, l’eletto dovrà procedere a rimuovere l’incompatibilità entro il termine perentorio stabilito dalla Giunta stessa. Sarà questo il termine rispettato dal presidente D’Alfonso che apre successivamente la procedura regionale.

In conclusione, sarebbe cosa buona ed opportuna che tutti fossero interessati a fare in modo che il governo regionale sia nella pienezza dei poteri fino alla fine; la guida sarà esercitata per il periodo successivo dal vicepresidente Giovanni Lolli affinché gli abruzzesi abbiano una istituzione funzionante e non congelata".

Pescara. "Avendo il sottoscritto, su incarico del presidente D’Alfonso, incontrato e promosso più riunioni con la società Progetto Sport da quando la stessa ha assunto la gestione del complesso Le Naiadi, mi meraviglia non poco il tenore della conferenza stampa tenuta oggi, nel corso della quale si è rimproverata alla Regione Abruzzo una mancata disponibilità a colloquiare con la società stessa".

Così in una nota Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente Luciano D’Alfonso, che aggiunge: "Il futuro del complesso Le Naiadi per la storia che racconta e per quella che deve ancora raccontare ha trovato e trova il più ampio interesse e la più elevata sensibilità dell’amministrazione regionale, per fare in modo che la struttura torni a essere lo splendore dei tempi passati.

Sono altrettanto meravigliato e non voglio credere anche a quanto mi viene riferito circa atteggiamenti di chiusura della società ai sopralluoghi e alle visite di tecnici regionali proprio per la ricerca di sbocchi positivi e migliorativi all’esistenza della struttura stessa.

Diversamente, rappresento per conto del presidente della Regione Abruzzo la più completa disponibilità ad incontrare la società per valutare l’ipotesi oggi prospettata alla stampa in un confronto sereno e partecipato con le strutture regionali competenti a valutare ogni singola proposta, compresa quella di un soggetto terzo che ha avanzato un progetto innovativo in una prospettiva che va ben oltre il triennio ipotizzato dalla Progetto Sport.

Sul delicato argomento non siamo stati mai dormienti ma sempre disponibili, ritenendo il valore del compendio estremamente importante per la comunità che lo frequenta, e per questo ci rendiamo ancora disponibili all’ennesima riunione con la consapevolezza di voler restituire decoro e prestigio a Le Naiadi ed evitare soluzioni pasticciate e di breve respiro che nulla possono aggiungere in termini positivi alla situazione attuale".

Bussi. "L'emendamento di Antonio Castricone per mettere fine alla fase commissariale ha accelerato l'iter di appalto dei lavori di bonifica. Il circolo Pd di Bussi pensava che il periodo delle polemiche a tutti i costi fosse concluso. Invece puntualmente ricompaiono, quasi che questo Paese non possa farne a meno. Non contenti, con questi atteggiamenti, si continua non solo a spaccare il Paese ma ad aumentare il nostro isolamento dal resto della comunità regionale".

Così in una nota il Circolo del Pd, che prosegue: "Evidentemente con l'avvicinarsi della campagna elettorale si vogliono nascondere i fallimenti di questa amministrazione, intestandosi meriti che non si hanno. I 50 milioni di euro sono stati stanziati dal governo di allora grazie al lavoro dei parlamentari abruzzesi del Pd (Legnini, Marini).

Per quanto riguarda i piani di caratterizzazione tanto decantati dal sindaco nella conferenza di servizi istruttoria del febbraio 2015, si prende atto del lavoro fatto da altri: il sindaco Salvatore Lagatta non ha fatto nulla. E' nella conferenza dei servizi decisoria del 21 settembre 2015 che si approva tutto il lavoro con l'acquisizione delle osservazioni e prescrizioni derivanti dall'esame istruttorio del 2012 e del 2015.

Il progetto di bonifica preliminare approvato nel giungo 2015 dal commissario Adriano Goio è stato presentato al ministero in data 14 agosto 2014, quindi prima della presa d'atto della conferenza di servizi del 2015 e tale è rimasto.

A tal riguardo una cosa è certa e inconfutabile: l'emendamento fatto da Antonio Castricone per mettere fine alla fase commissariale, ha sicuramente accelerato l'iter di appalto dei lavori di bonifica. Questo è un fatto incontestabile. Per questo lo ringraziamo come circolo locale. Un impulso peraltro riconosciuto dal presidente Luciano D'Alfonso e dalla sottosegretaria Federica Chiavaroli. Piuttosto qualcuno dovrebbe scusarsi per aver detto e scritto che i soldi si destinavano ad altro mettendo in discussione la bonifica.

La Regione a guida Pd ha stanziato i soldi che mancavano per la copertura finanziaria della gara e per questo ringraziamo il presidente Luciano D'Alfonso. Se i consiglieri comunali del Pd non avessero votato a favore per senso di responsabilità tutti gli atti amministrativi e l'accordo di programma fatto dal ministero, visto che da un anno il sindaco non ha più la maggioranza in consiglio comunale (ma rimane sempre al suo posto) oggi parleremmo del nulla.

Il comitato di Bussi, se non fosse di parte, dovrebbe darcene atto. La risoluzione dei problemi viene prima delle polemiche. Non siamo stati noi a bocciare tutti gli accordi di programma proposti dal sindaco ma il ministero dell'Ambiente. Infatti la commissione bicamerale presieduta dall'onorevole Alessandro Bratti li ha definiti “spirati senza esito di compiutezza” nella sua relazione finale. Altro che opposizione di politici locali. Per finire, vorremmo capire se per il 13 febbraio, vista la delicatezza dell'argomento, è stata fatta una convocazione ufficiale da parte del ministero".

L’Aquila. “Cialente chi? Quello che è stato per due volte sindaco de L’Aquila nonché deputato e avendo preziose occasioni per incidere sul territorio e portare le istanze aquilane e abruzzesi all’attenzione dei tavoli che contano non lo ha fatto? Comprensibile il suo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, ma una cosa è chiara persino a lui: gli aquilani e il loro sindaco Biondi tifano sì per Cialente ma per la sua sconfitta!”. Toni durissimi quelli del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia EtelSigismondi, capolista alla Camera, e Antonio Tavani, Capolista al Senato per tutto l’Abruzzo all’indirizzo dell’ex sindaco de L’Aquila Cialente in merito alle sue ultime dichiarazioni secondo le quali il primo cittadino de L’Aquila, Biondi, uomo ed espressione della destra di Fratelli d’Italia, starebbe “tifando per lui” e per la sua elezione a deputato.
“Se è vero come è vero che a L’Aquila il sindaco Biondi e la sua giunta rappresentano dal primo istante la discontinuità con l’era Cialente, come potrebbe mai un uomo espressione convinta e storica del centrodestra votare o far votare un uomo del Pd? Ma quale simpatia personale o stima politica verso Cialente!”. Continua il Capolista al Senato, contro le ultime bordate elettorali dell’ex primo cittadino de L’Aquila Cialente. “Ci sono uomini e donne che ricoprono ruoli importanti e di governo cittadino in seno alla giunta Biondi, basti pensare ad Ersilia Lancia vice presidente del consiglio comunale, che hanno deciso di scendere in campo candidandosi con la destra di Fratelli d’Italia o con le altre liste della coalizione – insistono Tavani e Sigismondi- e, quindi, come può Cialente dar fiato a simili dichiarazioni? Davvero l’ex sindaco aquilano è convinto che Biondi, uomo e amministratore di Fratelli d’Italia, sostenga lui tradendo i suoi alleati, i suoi amici alleati e soprattutto il suo elettorato?. O, piuttosto, anche Cialente, come D’Alfonso, pensa di gettare fumo negli occhi degli elettori capacissimi, invece, di fiutare il grande bluff che tutto il Pd in Abruzzo sta portando avanti con uscite e promesse insensate e prive di fondamento?”. Per i vertici del partito della Meloni in Abruzzo “tutto quanto sta accadendo in seno al Pd, altro non è che lo specchio della frustrazione politica che sta divorando il partito di Renzi anche in Abruzzo, in evidente affanno”.

Atessa. “Questa sera esponenti del centrodestra abruzzese sono a Guardiagrele per chiedere la trasformazione in ospedali di area disagiata anche dei nosocomi di Casoli e Guardiagrele, che loro stessi hanno chiuso nel 2010. Stamane gli stessi esponenti di centrodestra erano a Lanciano per sostenere che la delibera regionale che riconosce Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata è un “bluff elettorale”. Tra loro c’era anche qualcuno che ha votato a favore della nostra proposta nel Consiglio comunale del 6 novembre. Allora mi chiedo: se è un “bluff” perché chiedono adesso la stessa cosa per altri paesi? E ancora: se prima hanno votato la proposta, e ora ci attaccano, siamo sicuri che la propaganda non sia la loro? La campagna elettorale crea sempre degli smemorati. Noi non dimentichiamo”, così il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, risponde a Mauro Febbo e a Fabrizio Di Stefano che stamattina, a Lanciano, si sono “scagliati” contro l'avvenuta trasformazione del San Camillo de Lellis di Atessa in ospedale di area disagiata.

“Prima Febbo e Di Stefano – dice Borrelli - hanno insistito che la Regione dovesse assumersi le proprie responsabilità e deliberare, senza passare dal tavolo romano di monitoraggio, ora dicono che sarà il tavolo romano a decidere tutto e a bocciare la corposa delibera che cambia gli atti programmatori ospedalieri per quanto riguarda Atessa. La procedura adottata dalla Giunta Regionale è corretta, in quanto la proposta viene attivata con un atto deliberativo. Il passaggio dal regime commissariale al regime ordinario prevede che gli atti concernenti la programmazione regionale siano deliberati dalla Giunta Regionale e non più dal Commissario. Non vi è alcuna attività fumosa in quanto nel dispositivo deliberativo della DGR n. 15 è previsto espressamente di rimettere al vaglio del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia la proposta di riprogrammazione del P.O. di Atessa ai fini della approvazione prevista dall'Accordo sottoscritto tra Regione e Governo nel 2007 con l'inizio del Piano di Rientro. Così come è espressamente previsto nella Delibera che l'assenso ministeriale sulla proposta comporterà l'attuazione attraverso la definizione di azioni e cronoprogrammi della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, che potrà conseguentemente procedere ad una variazione dell'atto aziendale. Dalle interlocuzioni avute dall’assessore Paolucci con i ministeri romani, come dichiarato oggi al Centro, c’ è una condivisione di questa decisione”.

“La fragile polemica sui posti letto- evidenzia Borrelli - denota una lettura superficiale della proposta tecnica in quanto è espressamente chiarito al paragrafo 6 Titolato: "Obiettivi quantitativi" che in rapporto alla dotazione di posti letto per acuti vi è la possibilità per la Provincia di Chieti, nel rispetto del regolamento ospedaliero approvato con DM 70/15, di un adeguamento allo standard nazionale fissato al 3 per mille. Quindi non bisogna sottrarre o ridurre posti letto in altri Presidi. Invitiamo a leggersi il documento di programmazione della Rete Ospedaliera, dal quale si evince che in via prudenziale la Regione Abruzzo ha programmato un numero complessivo di Unità Operative leggermente al di sotto dei tetti massimi nazionali, proprio per consentire, laddove se ne ravvisasse la necessità di avere possibilità di adeguamenti senza penalizzazioni per altre strutture sanitarie. La comparazione sui costi è stata effettuata, come esplicitato nel documento, tra due modelli organizzativi diversi tra loro: l'ospedale per acuti e il presidio territoriale assistenziale, le cui voci di spesa gravitano su capitoli diversi del Fondo sanitario Regionale, per cui le risorse per la riabilitazione e la residenzialità fanno parte di un tetto di spesa diverso da quello della ospedalità per acuti. Nel comunicato stampa di Forza Italia , in maniera confusa e generica, si parla della proposta in contrasto con il Piano Sanitario Regionale. Sarebbe auspicabile un uso corretto dei termini perché il Piano Sanitario Regionale, approvato con Leggi Regionali n. 6/2007 e n. 5/2008 per quanto concerne la Rete Ospedaliera, è stato più volte corretto e modificato. Se al contrario si fa riferimento al Piano di Riqualificazione del S.S.R., approvato con DCA n. 55/2016, la correttezza della procedura adottata prevede appunto che l'atto commissariale possa essere modificato e/o integrato con atto deliberativo della Giunta Regionale, previo parere dei Ministeri affiancanti. Ed è esattamente l'iter avviato con la DGR n. 15 del 17/01/2018”.

L'Aquila. "E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona, proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere".
Così in una nota Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta regionale, e Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza con delega all’ambiente, che aggiungono: "Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda.
La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere.
In coerenza con quanto praticato finora, opereremo ad ogni livello per stoppare il progetto della Snam, così come abbiamo vittoriosamente fatto per la piattaforma petrolifera Ombrina Mare – smantellata nell’ottobre scorso – e per il Megalò 2 a Chieti".

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