Chieti. L’Europa Ovini Chieti non riesce a bissare il successo della scorsa settimana a Corato e si arrende al Campetto Basket Ancona (72-73) al termine di una partita in cui i protagonisti, insieme ai dieci atleti sul campo, sono stati i due direttori di gara, che nel momento cruciale della partita hanno scatenato le vibranti proteste del pubblico di casa per diversi fischi rivedibili, che hanno finito per incidere in modo decisivo sull’esito della partita.

L’avvio di gara sembra prospettare grande spettacolo sul parquet con Gueye (5-0 in un amen) subito motivato a perforare la difesa anconetana dalla lunga distanza. L’Europa Ovini Chieti, però, nonostante provi a difendere con energia soprattutto sui lunghi di coach Marsigliani, nulla può di fronte ai colpi mortiferi dei fratelli Centanni che rispettano il pronostico, rivelandosi cecchini precisi dalla linea dei 6,75. A parte loro, Campetto Basket Ancona fatica a trovare altre soluzioni, in virtù anche dell’assenza di Polonara dal campo per falli. Grazie ad una tripla allo scadere da oltre otto metri di Simone Centanni, gli ospiti chiudono avanti il primo periodo (18-20).

Forse spinti dall’inerzia del gioco a proprio vantaggio, gli ospiti partono con grande determinazione nei secondi dieci minuti, aumentando soprattutto l’intensità difensiva a volte al limite dei falli grazie anche al metro arbitrale abbastanza permissivo. Chieti mostra un po’ di sofferenza e non riesce più a trovare la via del canestro con regolarità, l’opposto della Luciani Mosconi che, con il coriaceo S. Centanni (già 13 punti per lui) e Baldoni, prova il primo allungo (24-33). Ma il pubblico teatino, accorso in oltre mille unità, entra in scena nel momento del maggior bisogno riuscendo a scuotere l’Europa Ovini da un blackout prolungato e, grazie al sostegno dagli spalti i nostri, i padroni di casa chiudono un contro break (10-1) in due giri d’orologio che vale la parità alla fine del primo tempo (34-34).

Rientrati dalla pausa lunga, gli uomini di coach Sorgentone mostrano una nuova faccia, sicuramente più cinica e “sporca” di quella dei primi istanti di partita. La differenza la si registra tanto in difesa, che concede solo 15 punti, quanto in attacco con Meluzzi che si erge su tutti e dispensa giocate da applausi in un PalaTricalle incantato. L’Europa Ovini, con vera tenacia, si porta avanti di due possessi sugli ospiti marchigiani (56-50).

Sembrava che i padroni di casa avessero calato la spada di Damocle ad inizio periodo costruendo un vantaggio cospicuo (62-52) con due triple in successione di Meluzzi e capitan Gialloreto. Ma, nel momento forse più complicato per la sua squadra, si attiva Polonara al quale la difesa teatina lascia il tiro dalla distanza ed il centro ex Nardò non perdona con due bombe che consentono a Campetto Basket Ancona di ricucire il divario. In un finale punto a punto a dir poco infuocato, complice anche un fallo tecnico assolutamente ingeneroso fischiato a coach Sorgentone ad un minuto dalla sirena finale, Ancona riporta la testa avanti e, con un guizzo di Baldoni lasciato indisturbato di prendersi un gioco da tre punti, conquista il risultato con molte proteste al seguito (72-73).

Parziali: 18-20; 16-14 (34-34); 22-16 (56-50); 16-23 (72-73)

Europa Ovini Chieti: Gialloreto 7 (2/3 da due, 1/1 da tre), Di Carmine 12 (5/9 da due, 2/2 tl), Di Emidio 10 (2/4 da due, 1/2 da tre, 3/3 tl), Ponziani 4 (2/3 da due), Pappalardo 2 (1/1 da due), Milojevic 2 (1/2 da due), Gueye 9 (2/4 da due, 1/2 da tre, 2/2 tl), Staffieri 7 (1/2 da due, 1/2 da tre, 2/2 tl), Meluzzi 19 (5/5 da due, ¼ da tre, 6/6 tl). Coach Sorgentone, Ass. Coach Perricci, Ass. Coach Cinquegrana.

Campetto Basket Ancona: Polonara 12 (3/6 da due, 2/2 da tre), Baldoni 14 (2/5 da due, 2/3 da tre, 4/5 tl), Casagrande 9 (2/5 da due, 5/7 tl), Maddaloni, Centanni S. (3/8 da due, 4/7 da tre, 5/5 tl), Redolf 3 (3/4 tl), Centanni F. (2/4 da due, 1/2 tl), Zandri, Luini 5 (2/2 da due, 1/1 tl), Cognigni, Giombini, Pajola. Coach Marsigliani, Vice All. Pozzetti, Ass. All. Mele

Ortona. Non è quella vista contro Bergamo la vera Sieco. Una gara dall’andamento altalenante solo per il primo set con gli ortonesi che più volte si sono trovati in vantaggio. Qualche “infortunio” nei fondamentali e qualche ingenuità di troppo hanno dato una spinta in più agli avversari che poi hanno chiuso il parziale a proprio favore. Scarsa resistenza opposta dagli abruzzesi nel secondo e nel terzo set con i bergamaschi che hanno avuto vita facile. Tanti gli errori al servizio che alla fine saranno 13 così come tanti sono stati i muri subiti dai locali 10. Ci sarà di certo da lavorare ma quella di questa sera è senza dubbio una prestazione sotto tono che dopo un buon pre-campionato, nessuno si aspettava.

Primo Set che vede la SIECO schierarsi con la diagonale Lanci al palleggio e Marks opposto. Centrali sono Menicali e Simoni, schiacciatori Dolfo e Ogurčák. Libero Toscani.

Lombardi che invece mettono in campo Garnica in cabina di regia e Romanò opposto. I Centrali sono Erati e Cargioli mentre il posto quattro è affidato alla coppia Shavrak-Tiozzo.

Ed è di Marks il primo punto impavido della stagione, suo il muro dell’1-0, mentre il primo ace è di Ogurčák, 2-0. L’ace di Romanò riequilibra il parziale 3-3. Intensi gli scambi sotto rete e dopo un breve vantaggio ospite gli impavidi tornano avanti di due lunghezze 7-5. Bello e lungo lo scambio che porta la Sieco sull’11-8. Ottimo in questa circostanza, spettacolare il lavoro difensivo di entrambe le formazioni ma è Menicali che decide che ne ha abbastanza e mette la palla a terra con un muro. Coach Spanakis chiama tempo. Ci pensa Erati a riportare il punteggio in parità: muro e tabellone sul 12-12. Erati continua a far male alla SIECO, piazza due aces di fila e da il via alla prima fuga ospite: Bergamo 18, Ortona 16. Sfortunato Marks che dopo aver schiacciato, scivola sul mondoflex e finisce con un piede nel campo avversario: invasione e punto agli ospiti 17-20. Shavrak sbaglia il classico “rigore a porta vuota” spedendo sulla rete una Pipe che, avendo colto di sorpresa gli ortonesi, era addirittura priva di muro. L’opposto bergamasco la spara sul nastro superiore della rete ed è di nuovo parità 20-20. Poco dopo Marks però restituisce il favore schiacciando sulla rete una parallela e l’Olimpia si porta su un pericoloso 20-22. Ogurčák tira una bordata che finisce fuori e l’arbitro assegna il punto agli ospiti, ma Coach Lanci vuole il controllo elettronico. Tuttavia il tocco non c’è ed il punto va a Bergamo 20-23. Sono 3 i set-point per Bergamo ma il punto decisivo arriva al secondo tentativo. Il parziale si chiude 22-25

Nessuna variazione nelle formazioni del Secondo Set, che si apre con l’errore al servizio degli ospiti 1-0. Errore di Dolfo, il suo servizio incontra la rete 4-3 ma Simoni tira la bomba ed e la distanza è ristabilita 5-3. Fallo di rotazione, Marks alza la mano e si dichiara colpevole 5-5. Una ricezione sbagliata porta di nuovo gli ospiti in vantaggio 5-6. Out l’attacco di Marks, ancora una volta il video-check non ci da ragione 5-7. Arriva anche l’invasione fischiata a Dolfo e dopo un parziale di 0-5 adesso gli ospiti conducono 5-8 con Lanci costretto al Time-Out. Per fortuna arriva anche qualche errore da parte degli ospiti, che bucano una veloce al centro permettendo l’agevole ricostruzione locale con Ogurčák che realizza il punto del 7-8. Incisivo a muro “Bibob” Marks che riporta i suoi a distanza minima 10-11. Invasione fischiata ad Ogurčák 12-15. Ace di Simoni, 14-15.

Si accende una piccola polemica tra la panchina ortonese ed il primo arbitro Zingaro. Non viene rilevata una piuttosto evidente invasione degli ospiti e Coach Lanci chiama Video-Check. Tuttavia il primo arbitro ritiene che la richiesta sia arrivata fuori tempo massimo e non la concede. 15-17.
Ancora polemiche con il primo arbitro Zingaro, che questa volta fischia una palla accompagnata a Dolfo, che ovviamente non è d’accordo e cerca spiegazione. Tra le contestazioni della tifoseria locale, l’arbitro non cambia idea 16-20. Prende il largo l’Olimpia Bologna su una SIECO scoraggiata 18-23. Quando anche Simoni la tira fuori, seppur di poco, sono sei i set point per gli avversari. Romanò piazza il punto decisivo e set che si conclude sul punteggio di 19-25.

Nessuna novità anche in questo terzo set e la palla è in mano ad Ogurčák pronto al servizio, ma il primo punto è per Bergamo. Muro di Erati con la Sieco ferma al palo 0-4. È Dolfo a sbloccare la situazione per i padroni di casa 1-4. Errore di Simoni al servizio 5-8. Finalmente un po’ di fortuna anche per gli ortonesi e Ogurčák, con l’aiuto del nastro mette a segno un Ace 8-10. Il solito Erati ferma Dolfo a muro 10-13. Ancora un break a favore dei lombardi, ora il punteggio di 11-15 costringe Mister Nunzio Lanci a chiamare Time-Out. La Sieco è troppo fallosa al servizio mentre Bergamo sfrutta bene le sue cartucce 12-17. Appaiono spenti e demoralizzati i padroni di casa. Cala la concentrazione e la reattività, gli ospiti si portano sul 14-20. È ancora la rete a fermare il servizio di Marks 16-22. Shavrak piazza anche l’ace ed ora i Match-Point da sfruttare, per Bergamo sono davvero tanti 16-24. Il Servizio di Shavrak è da ripetere perché l’arbitro fischia una “linea pestata” in servizio che però, vista al video-check, pestata non è. Si chiude così una gara lascia l’amaro in bocca ai tifosi locali.

Nunzio Lanci. «Il primo è stato un set approcciato nel miglior modo possibile, con le squadre che hanno giocato un’ottima pallavolo. Non siamo poi riusciti a mantenere la stessa intensità per il resto della gara, a differenza loro. Dobbiamo crescere fino a riuscire a mantenere la stessa qualità di gioco dimostrata nella prima parte della partita. Non si può mollare una partita per qualche episodio a sfavore. Il problema, nell’immediato, è quello di mantenere il ritmo per tutta la durata dell’incontro.»

«Dobbiamo allenarci con maggiore intensità, concentrazione e qualità.» dice Simoni. «Perché poi in partita non riusciamo a mantenere il ritmo. Nell’ultima settimana abbiamo avuto qualche assenza ed è logico che poi in partita ne paghiamo le conseguenze. Se la prossima settimana riusciremo ad allenarci meglio, sono convintissimo che le differenze si noteranno»

Il prossimo avversario della SIECO sarà la VIDEX GROTTAZZOLINA, vittoriosa all’esordio di campionato contro la matricola TIPIESSE Cisano Bergamasco per tre set ad uno. Quella di domenica prossima, 21 ottobre, alle 19, sarà la prima di due trasferte consecutive. Dopo Grottazzolina la Sieco visiterà infatti la PAG Taviano. Per rivedere i nostri tra le mura amiche bisognerà quindi attendere GIOVEDÌ 1 NOVEMBRE, turno infrasettimanale che si svolgerà alle ore 18.00. In quell’occasione, ospiti degli ortonesi saranno i ragazzi di Tuscania.

SIECO SERVICE IMPAVIDA ORTONA – OLIMPIA BERGAMO 0-3 (22-25/ 19-25/ 17-25)
Durata Set: I (28’) / II (28’) / III (25’) Durata Totale: 1h 21’
Aces: Ortona 3 – Bergamo 6
Errori al servizio: Ortona 13 – Bergamo 11
Muri Punto: Ortona 4 – Bergamo 10
Arbitri dell’incontro: Zingaro (FG), Dell’Orso (PE).

Sieco Service Impavida Ortona: Simoni 7, Pesare (L), Zanettin n.e., Berardi n.e., Dolfo 5, Toscani (L), Sitti n.e., Sorrenti, Lanci A. 1, Marks 13, Fiscon, Ogurčák 11, Menicali 5. Allenatore: Lanci N.

Olimpia Bergamo: Erati 10, Innocenti (L), Cargioli 7, Marzorati n.e., Tiozzo 7, Cioffi n.e., Franzoni (L), Cogliati n.e., Garnica 1, Gritti n.e., Shavrak 11, Sette n.e., Romanò 14. Allenatore: Spanakis

LA SIECO IN TV. Torna come ogni anno l’appuntamento con Sergio Zappalorto ed il suo Pallavolley che andrà in onda ogni mercoledì alle ore 23.00 sul canale 11 – RETE 8 SPORT con replica ogni giovedì sul canale 113 – TELEMARE alle ore 20.30.

Le gare di campionato verranno invece riproposte ogni

lunedì alle ore 16.15 sul canale 11 – RETE 8 SPORT (ampia sintesi)
martedì alle ore 20.30 sul canale 113 – TELEMARE (integrale)
mercoledì alle ore 13.30 sul canale 113 – TELEMARE (integrale)

Civitella Casanova. ColorMax Civitella C5 subito in vantaggio con Titon che lascia tutto il Paladirceu attonito dopo 28 secondi di gioco. La Feldi Eboli non ci sta e in meno di sette minuti di gioco, prima pareggia, con Marco Scigliano, e poi mette la freccia del sorpasso con Josiko.

I padroni di casa non mollano la presa e mettono pressione agli avversari, trovando il terzo centro della serata con un autogol di Jelavic, che supera il suo compagno di gioco, Mazzocchetti, dopo un tocco sfortunato di testa.

Anche nella seconda parte d'inizio match è di marca Colormax Civitella C5. La prima occasione da goal capita sui piedi di Horvat che a tu per tu contro l'estremo difensore della Feldi Elboli non riesce a superarlo in dribbling. Neanche il tempo per disperarsi che il capitano dei biancoazzurri, Coco Smith, viene espulso per doppio giallo; uomo in più che l'Eboli non si fa sfuggire e realizza il quarto goal, sempre con Josiko, in grande forma di inizio stagione. Per i ragazzi di mister Palusci è serata no. Su palla distante dal gioco, gli arbitri ravvedono un fallo di reazione di Horvat; rosso diretto e seconda espulsione. Questa volta, però, i campani non approfittano della superiorità numerica in campo, e si fanno infilare da Fabinho con un perfetto contropiede. L'ultimo centro è di Pedotti, Feldi Eboli, che sfrutta una errata giocata del Civitella in fase di portiere di movimento.


FELDI EBOLI-CIVITELLA COLORMAX SIKKENS: 5-2 (3-1 p.t.)
FELDI EBOLI: Laion, Romano, Josiko, Fornari, Pedotti, André, Glielmi, Giannicola, Pasculli,, Scigliano, Arrieta,, Bocao, Nigro, Caponigro. All. Basile
CIVITELLA COLORMAX SIKKENS: Mazzocchetti, Morgado, Horvat, Coco, Titon, Pieragostino, Pavone, Rocchigiani, Jelavic, Dodò, Fabinho, Curri, Vitinho, Gargantini. All. Palusci
MARCATORI: 0'28'' p.t. Titon (C), 5'48'' Scigliano (F), 6'43'' Josiko (F), aut. Jelavic (F), 5'45'' Josiko (F), 8'40'' Fabinho (C), 18'37'' Pedotti (F)
AMMONITI: Coco (C)
ESPULSI: 3'57'' s.t. Coco (C) per somma d'ammonizioni, 8'02'' Horvat (C)
ARBITRI: Daniele Di Resta (Roma 2), Vincenzo Sgueglia (Civitavecchia) CRONO: Giovanni Ferraioli Vitolo (Castellammare di Stabia)

Pescara. Partita in equilibrio su ritmi altissimi. Parte bene il Civitella, il più in palla dei ragazzi di mister Palusci è Titon; nei primi 5' minuti di gioco impensierisce l'estremo difensore del Rieti, Garcia Pereira, per ben cinque volte. Da una sfida personale si passa al break di Tuli che porta in vantaggio gli amarantoclesti su una ripartenza errata della ColorMax. Ma non c'è tempo di esultare che, sempre Titon, serve un assist al bacio per Fabinho che basta solo spingere la palla in rete. Si torna in pareggio e su una rimessa dal fondo per i padroni di casa Fabinho raddoppia con un bel tiro da fuori. Il vantaggio dura poco, a ristabilire la partita in pareggio ci pensa Kaka. Il primo tempo finisce con le due squadre in pareggio per 2 a 2.
Lo spartito della partita, nella ripresa, continua nel direzione dell'equilibrio, occasioni da una parte e dall'altra, a rompere questa stabilità, a circa metà ripresa, è RAFINHA con un pregiato tracciante laterale che si i infila sotto il sette della porta di Mazzocchetti. Il Civitella ci prova a riprendere l'incontro e gioca il restante tempo di gioco con il portiere di movimento, ma ad allungare è il Rieti con JOAOZINHO che si invola a porta vuota dopo un errato giro palla dei biancazzurri.
CIVITELLA COLORMAX SIKKENS-REAL RIETI 2-4 (2-2 p.t.)
CIVITELLA COLORMAX SIKKENS: Mazzocchetti, Morgado, Horvat, Coco Schmitt, Titon, Gargantini, Rocchigiani, Jelavic, Romano, Correia, Fabinho, Curri, Pavone. All. Palusci
REAL RIETI: Garcia Pereira, Chimanguinho, Nicolodi, Jefferson, Rafinha, Esposito, Stentella, Tuli, Borges, Chilelli, Joaozinho, Kakà, Evandro, Giannone. All. Mannino
MARCATORI: 5’40’’ p.t. Tuli (R), 6’34’’ e 8’20’’ Fabinho (C), 13’ Kakà (R), 9’20’’ s.t. Rafinha (R), 18’10’’ Joaozinho (R)
AMMONITI: Morgado (C), Horvat (C), Jefferson (R)
ARBITRI: Nicola Maria Manzione (Salerno), Luigi Fiorentino (Molfetta) CRONO: Gabrio Scarpetti (San Benedetto del Tronto)

Foligno. Esordio amaro per la Magic sconfitta a Foligno dopo aver giocato alla pari con i padroni casa per tutti i 40’ di gioco. In avvio i ragazzi di Andrea Sansone vanno avanti 4-0 ma Povilaitis, Musci e Mennilli impattano subito sul 7-7, innescando una progressione che all’ottavo minuto porta i neroverdi ad un vantaggio massimo di 10 lunghezze (12-22). Po e Musci in questa fase sono devastanti e Foligno sembra non avere le chiavi difensive per fronteggiarli. Di tutt’altro tenore il secondo quarto, in casa Magic tagliano i fili della luce, mentre Giacomo Tosti inizia il suo show di serata sforacchiando la difesa dei teatini con precisione chirurgica e fornendo a Sakinis un paio di canestri facili facili. Si va così al riposo con i fulginati avanti di sei. Tornati sul parquet dopo il riposo lungo i neroverdi grazie soprattutto alla precisione balistica di Italiano e De Gregorio riescono a restare in partita, pur non riuscendo a chiudere convenientemente le maglie difensive. Sale in cattedra il lusitano Camacho e Foligno si issa sino ad accumulare 13 punti di vantaggio. Nel finale di frazione la Magic riesce finalmente a difendere convenientemente, recuperando punti sino a rientrare in scia. Clima rovente nell’ultimo quarto, una tripla di Mennilli, a lungo fuori dalla partita, per essersi subito caricato di falli, sembra preludere ad un riaggancio. Viene fischiato un fallo antisportivo ad Anastasi ma Povilaitis spadella entrambi i tiri liberi e il tiro successivo di Italiano si ferma sul ferro. Musci però realizza poco dopo e, sotto di due, la Magic ha per tre volte la palla del sorpasso. Si va avanti a sbagliare da una parte e dall’altra fino a quando Rath piazza una tripla che rimette avanti i locali a più sette, a meno di 3’ dal suono della sirena. Musci va ancora a canestro ma è il capitano Mariotti, grande prova la sua, a decretare il game over. Peccato per i neroverdi che avrebbero potuto,, tornare a casa con i due punti, qualora avessero saputo gestire meglio i momenti decisivi della partita. Una sconfitta, infatti, che è sembrata il prezzo da pagare, più per un deficit di esperienza che di qualità tecnica. Poco male, domenica ci sarà la possibilità di una pronta rivincita. Campionato lungo ed equilibrato, rimboccarsi le maniche e lavorare, la Magic, lo si è visto questa sera, ha tutte le potenzialità per far bene.

 

UBS FOLIGNO vs MAGIC BASKET CHIETI 77-70 (15-22, 35-29, 62-56)
UBS FOLIGNO
Guerrini ne, Tosti F. 2, Anastasi 6, Di Tutta, Tosti G. 14, Ruth 10, Mariotti 14, Camacho 23, Silvestri ne, Marani, Marchionni 2, Sakinis 6. All. Andrea Sansone.
Tiri dal campo 30/62 - Tiri da tre 13/28 Rimbalzi 28.
MAGIC CHIETI
De Gregorio 18, Alba, Di Falco 5, D’Amico ne, Mennilli 6, Italiano 12, Povilaitis 9, Pelliccione 6, Masciulli ne, Torlontano ne, Razzi ne. All. Renato Castorina.
Tiri dal campo 28/62 - Tiri da tre 7/27 Rimbalzi 35.

Chieti. La Teate Basket Chieti gioca un solo quarto, l’ultimo, e nonostante questo esce sconfitta solo di due lunghezze dallo scrimmage contro la Janus Basket Fabriano.

Gli uomini di coach Sorgentone partono in modo molto contratto faticando contro la fisicità dei marchigiani che, con grande cinismo, provano ad impattare la gara facendo dell’intensità il proprio marchio di fabbrica. Il maggior affiatamento del gruppo, unita ad uno strapotere fisico a rimbalzo nel primo periodo, si concretizza in una circolazione di palla che lascia disarmata la difesa teatina troppe volte rimasta attonita di fronte alle spaziature discrete e alle conseguenti realizzazioni specie dall’arco. Nella seconda frazione il discorso si sviluppa sullo stesso canovaccio dei primi dieci minuti. La Janus continua a perforare la difesa teatina con estrema facilità mettendo a nudo alcune difficoltà della Teate Basket Chieti nel leggere al meglio la storia della partita e nel trovare prontamente la risoluzione del problema. Rientrati sul parquet del Palacingolani di Recanati dopo la pausa lunga, Fabriano inizia a mostrare i primi segnali di un calo fisico comprensibile alla luce del dispendio energetico dei due quarti precedenti e, contemporaneamente, i nostri prendono sempre più fiducia al tiro. Chieti prende il controllo del match, però, in modo ineccepibile nell’ultima frazione di gioco durante la quale Meluzzi (26 punti per lui) e compagni si destano dal lungo torpore e realizzano la concreta possibilità di poter ribaltare il trend negativo del pomeriggio. Purtroppo la sirena finale emette inesorabilmente il suo verdetto prima che la rimonta teatina si potesse chiudere in toto. La Teate Basket torna in terra abruzzese con una prova di sicuro negativa rispetto a quella di sabato scorso contro la Virtus Cassino ma anche con la consapevolezza di dover ripartire dalla prestazione dell’ultimo periodo di gioco.

Coach Sorgentone commenta: “Partita in cui abbiamo fatto un deciso passo indietro rispetto all’ultima uscita contro Cassino di sabato scorso in cui sono pesate tantissimo le condizioni non ottimali di alcuni giocatori che vanno rimessi in sesto per il campionato per poter dare un contributo alla squadra. Non sono assolutamente soddisfatto dell’approccio e della tensione con la quale abbiamo giocato la partita, troppo “amichevole” per essere un’amichevole. Nel quarto periodo abbiamo avuto anche la possibilità di ribaltare diplomaticamente il risultato ma sinceramente non ho perseguito questo obiettivo perché sarebbe rimasta la situazione di una partita vinta di un paio di punti e non quella di trenta minuti giocati discretamente male. C’è da lavorare e rimettere subito la testa sotto per galoppare in vista dell’inizio di stagione ormai imminente”.

 

Parziali:25-16; 24-18 (49-34); 17-14 (66-48); 11-27 (77-75)
Janus Basket Fabriano: Paparella 12, Dri 10, Cimarelli 5, Gatti 13, Morgillo 17, Monacelli 7, Mencherini 6, Bordi, Donati, Thiam 5, Francavilla. Coach Fantozzi.
Teate Basket Chieti: Meluzzi 26, Di Carmine 8, Gialloreto 12, Cocco NE, Milojevic 1, Ponziani 8, Pappalardo 4, Gueye 7, Di Emidio 9, Bantsevich NE. Coach Sorgentone, Ass. Coach Perricci, Ass. Coach Cinquegrana.

 

Verona. Il Pescara viene sconfitto di misura a Verona dal Chievo, 1-0, nel secondo turno di Coppa Italia ed esce dalla competizione.
Decide un gol di Rigoni all'11' della seconda frazione di gioco dopo che il primo tempo si era chiuso a reti bianche senza grosse emozioni. Pillon si è presentato al Bentegodi da ex, aveva infatti allenato i clivensi nella stagione 2005/2006. Nel prossimo turno il Chievo affronterà la vincente di Cagliari - Palermo.


Tabellino
Chievo: Seculin, Cacciatore, Tomovic, Rossettini, Jaroszynski; Rigoni, Radovanovic, Hemetaj; Birsa, Giaccherini; Stepinski. A disp.: Semper, Sorrentino, Tanasijevic, Garritano, Pucciarelli, Leris, Liyine, Bani, Djordjevic, Pellisier, Valjent, Meggiorini. All. D’Anna.
Pescara: Fiorillo, Balzano, Gravillon, Elizalde, Perrotta; Palazzi, Brugman, Memushaj; Mancuso, Cocco, Antonucci. A disp.: Kastrati, Galante, Scognamiglio, Monachello, Machin, Bunino, Fornasier, Ventola, Proietti, Cracco, Melegoni, Kanouté. All. Pillon.
Arbitro Signor Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo, assistenti Andrea Tardino e Filippo Bercigli, IV Ufficiale Eugenio Abbattista
Marcatori: 11' st Rigoni

Vasto. Nulla può la Vastese Beach Soccer contro un ottimo Catania che sfrutta al meglio le proprie potenzialità battendo i biancorossi 9-2, risparmiando energie in vista delle semifinali e con il minimo sforzo. Va dato merito ai biancorossi di aver retto per 2 tempi contro la corazzata guidata da Costa. Nel primo la Vastese BS si è portata in vantaggio con Maccione. Sfortunati, poi, i vastesi in occasione del goal di Rafael e del sorpasso di Ott a causa di rimbalzi anomali e cunette sulla sabbia che hanno favorito il Catania e che sono, però, tipiche insidie del beach soccer. Nel secondo tempo sotto di 2-1 la squadra allenata da Sabalino ha continuato a lottare con grinta e mettendo il cuore in ogni azione e contrasto per cercare di sopperire li dove era evidente la differenza di livello tecnico e di esperienza. La DomusBet Catania si è portata avanti per 5-1 andando in goal con Corosiniti, Palazzolo e Zurlo. Han chiuso poi i conti nel terzo, con i vastesi calati notevolmente sotto l'aspetto fisico e mentale, sul 9-2. Goal rossoblu di Stankovic (doppietta), Ott e Palazzolo; rete biancorossa siglato da Daniele Di Foglio. Si ferma cosi ai quarti la corsa della Vastese BS nella Coppa Italia a Viareggio.

“Ottima prestazione tecnico tattica nei primi due tempi. Poi siamo calati un po’ fisicamente e mentalmente e loro hanno preso il largo” analizza mister Sabalino. “Dobbiamo migliorare molto in fase di possesso palla. I complimenti di molte persone fanno piacere ma non ci possono far smettere di lavorare per impegnarci”

"Abbiamo comunque lottato contro una squadra come Catania e quello che abbiamo mostrato è qualcosa da cui ripartire. Abbiamo retto bene e il risultato magari non rispecchia nemmeno a pieno l'andamento della partita. Ovvio che loro hanno persone con dei valori che da un momento all'altro possono far la differenza. Per noi ottimo punto di partenza per il futuro questo lavoro che stiamo svolgendo in questa stagione" spiega Nicola Ciappa.

Pescara. All’Adriatico il Pescara viene sconfitto di misura, 0-1, dall’Ascoli, decide l’incontro un gol di Bianchi al 17’ della prima frazione di gioco.
I biancazzurri sembravano essere partiti bene, ma dopo la marcatura marchigiana la gara del Delfino si è fatta in salita, il match si è complicato ulteriormente al 25’ quando viene espulso Coda con un rosso diretto per un fallo scomposto su Monachello. La squadra di Pillon ha cercato di raddrizzare la gara ma senza fortuna, anzi sono stati i bianconeri ad andare vicini al raddoppio nella ripresa centrando due legni. Ora, ad una giornata dal termine, si complica il cammino verso la salvezza per il Delfino, costretto a fare risultato a Venezia per evitare i play out.
Nel Pescara assente Perrotta, appiedato dal Giudice Sportivo. Invece nell’Ascoli out lo squalificato Padella e gli indisponibili Carpani, Favilli e Martinho. Sfida tra ex sulle due panchine, Pilon e Cosmi, mentre i due ex biancazzurri Ganz e Kanoutè lasciati in panca.


La cronaca
Al 5’ Brugman riceve in area e prende la parte esterna della rete. Al 15’ replica l’Ascoli con un timido tentativo di Monachello dal limite, da posizione defilata sulla destra, ma Fiorillo è ben piazzato e blocca. È il preludio al vantaggio ospite che arriva al 17’ con Bianchi che sugli sviluppi di un calcio di punizione in area spizzica di testa e insacca all’angolino alla destra dell’estremo biancazzurro. Al 20’ ancora marchigiani in avanti con Monachello che costringe Fiorillo all’angolo. Al 25’ il Pescara rimane in dieci per l’espulsione di Coda per un brutto intervento a centrocampo su Monachello. Al 30’ Clemenza riceve dal Baldini e dal limite manda di poco sul fondo. Al 34’ Cherubin appoggia per Clemenza, Fiorillo ribatte in angolo. Al 47’ Pettinari in area per Mancuso, Gigliotti respinge in angolo.
Nella ripresa al 1’ Machin dai 25 metri centra la traversa. Al 5’ Pettinari raccoglie di testa un traversone dalla destra e manda a lato. Al 7’ su un lancio dalla sinistra il subentrato Rosseti di testa impegna Fiorillo che blocca a terra. All’11’ una conclusione di Clemenza è respinta da Fiorillo, sulla ribattuta Rosseti arriva leggermente per la battuta a rete. Al 18’ una punizione di Machin è ribattuta da Agazzi, sul ribaltamento di fronte doppio tentativo di Buzzegoli sventato da Fiorillo. Al 28’ Brugman da fuori lambisce il palo. Al 29’ Clemenza si accentra e con una conclusionea giro manda di un soffio sopra l’incrocio. 1’ dopo una punizione da Machin è intercettata da Agazzi. Sul capovolgimento di fronte Baldini centra il palo. Al 40’ Baldini riceve solitario in area e centra la parte interna della traversa, sulla ribattuta salva Gravillon. Al 43’ Fiorillo si supera su Addae che ribatte in corner. Al 47’ Machin dalla sinistra mette in mezzo per Gravillon che di testa manda di poco a lato.


Le dichiarazioni dei due tecnici
Bepi Pillon (allenatore Pescara): “Ci siamo complicati la vita con la partita di oggi, decisa dagli episodi, dobbiamo fare un mea culpa perché non si può rimanere in dieci per quasi 70 minuti, diventa poi problematico rimediare la partita perché siamo passati in svantaggio in situazioni in cui sapevamo che dovevamo stare attenti perché loro sono molto bravi sulle palle inattive e abbiamo peccato lì. Dobbiamo rimboccarci le maniche e guardare avanti perché dobbiamo andare a Venezia e cercare di fare quel punto che ci serve per arrivare alla salvezza. Il rosso di Coda? Devo rivedere l’azione perché non so se era un fallo da espulsione diretta, però un giocatore della sua esperienza doveva stare un po’ più attento, in situazioni in mezzo al campo non serviva fare un fallo così eclatante che ci ha messi poi in grande difficoltà. L’Ascoli inizilmente si era messo sotto la linea della palla, noi avevamo cercato di girare da destra a sinistra per attaccarli, ma poi quando succedono questi episodi saltano tutti i piani tattici che erano stati preparati, anche perché dieci contro undici era diventata una partita difficile. Avevamo la partita sotto controllo anche perché con il loro gol se non ricordo male era la prima volta che si erano affacciati nella nostra metà campo su una punizione di Brugman che aveva fatto fallo e alla prima occasione ci hanno fatto gol, è anche difficile da commentare una partita di questo tipo. Quando sono arrivato qui ho trovato la stessa situazione di adesso, la squadra era a due punti dai play out e si è espressa subito molto bene, abbiamo le corde per venir fuori da questa situazione e sono convinto che ne verremo fuori. La prossima settimana andremo a Venezia come abbiamo sempre fatto, cercando di fare la nostra partita mettendo in difficoltà l’avversario sulla pressione. Poi è chiaro che le partite hanno dei risvolti com’è successo oggi e a Vercelli dove abbiamo giocato per 80 minuti in dieci, bisogna essere molto attenti su queste cose. Non sono preoccupato, da domani iniziamo a lavorare subito per prepararci bene, non c’è niente da fare, il calcio è questo, ci siamo complicati la vita e dobbiamo tirarci fuori. Oggi è subentrato un po’ di nervosismo dopo il gol che abbiamo preso e l’espulsione, prima magari avevamo sbagliato qualche passaggio ma non eravamo nervosi, forse si sentiva troppo la partita, è difficile capire alle volte perché succedono queste situazioni”.
Serse Cosmi (allenatore Ascoli): “Siamo partiti molto timorosi, quindi con un atteggiamento tattico non voluto, cercavamo comunque di contenere il palleggio di questa squadra che a centrocampo ha tre giocatori di una grande qualità tecnica e poi ripartire. Invece eravamo troppo bassi, non salivamo mai e quindi, pur non subendo situazioni troppo importanti, la sensazione era che avessimo troppa paura, come succede spesso nel calcio, un episodio, un gol bello oer carità di Bianchi, ha spostato leggermente gli equilibri, c’è stato un altro episodio a mio giudizio fondamentale come la superiorità numerica per tanti minuti, ed io so in questo campo che cosa significa giocare 70 minuti in dieci, mi è già successo, poi non siamo stati bravi a chiudere la partita, anche se ho visto più sfortuna nei pali e nelle parate del portiere che imprecisione nostra perché erano bei tiri, anche le conclusioni erano per far gol, invece abbiamo dovuto sudare fino all’ultimo secondo, poi il campionato, se vogliamo salvarci, ci farà soffrire fino all’ultimo secondo, se abbiamo un piccolissimo vantaggio rispetto alle altre squadre è che noi lo sappiamo, qualcuno è impreparato a giocarsi quest’ultima partita. Poi ci sono i valori tecnici, sappiamo che i nostri valori tecnici sono buoni ma non straordinari. Sognavo che noi vincessimo e che il Pescara si salvasse anche con la sconfitta, noi ovviamente avevamo ancora una partita da giocare. Però è un campionato particolare dove si aspetta la contemporaneità delle partite e poi si giocano le partite il giorno prima, ci sono squadre dispensatrici di punti, poi improvvisamente si ricordano che sono forti. In questo campionato se ci dovessimo salvare mi sentirei non orgoglioso per quello che abbiamo fatto ma di più perché non ci ha regalato niente nessuno, giocheremo l’ultima partita con una squadra che non può regalarci niente, sarebbe una grande soddisfazione non solo per me ma aanche per Ascoli, per la società e per i tifosi. Avevo detto che oggi avremmo dovuto meritarci 1.500 persone anche se la distanza è vicina, è un numero cospicuo in questo campionato e per il calcio in genere. Quest’anno mi vengono in mente Foggia, Bari e qualche altra squadra, i nostri tifosi sono andati in mille a Perugia ultimi in classifica di lunedì, sono andati in 800 a Foggia da penultimi in classifica, vengono qui sapendo di giocarsi tutto in 1.500. Io credo che c’è quella appartenenza che ho sempre considerato un fatto positivo della città che a volte sfocia in un troppo amore e diventa a volte una situazione difficilmente gestibile per tutti, ma io li ringrazio a nome mio e a nome della squadra perché sono stati importantissimi anche loro. Baldini? Ha una sua prerogativa che è fondamentale, ha una gamba superiore rispetto alla categoria, ci deve mettere il piede ed il cervello per diventare un giocatore di un’altra categoria. È un giocatore che rompe perché ha una progressione di 30-40 metri, anche all’andata ha preso un palo, ha giocato in diverse posizioni, quindi è anche molto duttile. Monachello? L’ho cambiato perché secondo me non stava bene, l’ho visto sfasato sin dall’inizio, aveva di fronte giocatori come Machin e Brugman che sono bravi a dialogare in mezzo al campo. Dovremmo per forza far risultato nell’ultima della prossima settimana, oggi avevamo dato tutti per scontato che il Brescia avrebbe pareggiato, ma l’Empoli ha ritrovato una forza enorme oggi in questa partita, quindi troveremo una squadra che non ci avrebbe comunque regalato niente, però le motivazioni nostre e del Brescia saranno le stesse e saranno dettate dalla corsa alla salvezza”.

 

Tabellino
Pescara (4-3-3): Fiorillo, Fiamozzi, Gravillon, Coda, Crescenzi, Machin, Brugman, Valzania (33’ st Baez), Mancuso, Pettinari (20’ st Bunino), Capone (27’ pt Fornasier) A disposizione: Baiocco, Savelloni, Yamga, Elizalde, Cocco, Mazzotta, Carraro, Cappelluzzo, Coulibaly Allenatore: Pillon
Ascoli (4-4-2): Agazzi, De Santis, Gigliotti, Cherubin, Pinto (37’ st Mignanelli), Mogos, Addae, Bianchi (15’ st Buzzegoli), Baldini, Clemenza, Monachello (1’ st Rosseti) A disposizione: Lanni,Mengoni, De Feo, Parlati, Castellano, Ganz, Florio, D’Urso, Kanoutè Allenatore: Cosmi
Arbitro: Aureliano (sezione di Bologna)
Assistenti: Robilotta (sezione di Sala Consilina) e Luciano (sezione di Lamezia Terme)
IV Uomo: Baroni (sezione di Firenze)
Marcatori: 17’ pt Bianchi
Ammoniti: Brugman, Crescenzi (P) Cherubin, Bianchi, Clemenza, Rosseti (A)
Espulsi: Coda (P)
Note: recupero 3’ pt 4’ st, angoli 4-4, spettatori 9.794 (4.880 paganti + 4.914 abbonati) per un incasso di 75.818 euro (45.154 euro quota paganti + 30.664 rateo abbonati)

Sant’Elia Fiumerapido. Forte della salvezza conquistata con un turno di anticipo, la CO.GE.D. ha affrontato con grande serenità l’ultima, proibitiva sfida dell’anno. Ha vinto Sant’Elia, come da pronostico, ma le neroverdi hanno fatto la loro partita, potendo anche nutrire qualche rammarico per una serie di errori evitabili, commessi in particolare in battuta e nel gioco a rete (moltissime invasioni sanzionate dagli arbitri), senza i quali i tre combattuti set avrebbero potuto prendere una piega differente. La CO.GE.D. si è ritrovata più volte in vantaggio nel corso delle tre frazioni e, soprattutto nel terzo set perso ai vantaggi, se l’è giocata punto a punto. Alla fine, il talento e la maggiore esperienza delle laziali hanno prevalso. Tra le fila neroverdi, Lupidi (16) e Kus (10) chiudono in doppia cifra, ma pesano le 11 battute sbagliate. Molto bene in ricezione: come già successo nella gara d’andata, Claudia Mazzarini fa registrare un’altra grande prestazione che chiude nel migliore dei modi la sua ottima stagione (82% positiva, 36% perfetta, ma va forse anche meglio in difesa), ma sulla sua scia ci sono Alice Di Tonto (60% e 40%) e Federica Matrullo (57% e 33%). La CO.GE.D. chiude il suo campionato a quota 36, all’ottavo posto finale: a pari punti con Orsogna, a +1 sull’Antoniana Pescara e a +3 sulla quart’ultima, l’ultima delle retrocesse, che a sorpresa è Minturno.

“La partita è stata compromessa da tanti errori evitabili – ha commentato a fine gara Alceo Esposito –. Mi riferisco alle moltissime invasioni che ci sono state fischiate contro e alle battute sbagliate. Eravamo già salvi e quindi sono mancate la concentrazione e la cattiveria delle ultime partite, e questo si è visto soprattutto in difesa, quando abbiamo fatto cadere dei palloni che ultimamente non cadevano più. Al di là di questo, comunque si sono viste cose buone a tratti, siamo sempre arrivati attorno ai venti punti e tutte le ragazze hanno avuto modo di giocare e di fare il loro, specie nel terzo set. Adesso è francamente difficile e ancora prematuro fare previsioni sul futuro e su come questa squadra possa e debba essere migliorata. Abbiamo detto tante volte che da questa stagione ci aspettavamo di più, forse ha pesato quell’inizio ad handicap in cui, complice quell’infortunio a Marta Negroni, abbiamo perso un po’ di certezze e non siamo più riusciti a ritrovarle. Le divisioni all’interno dello spogliatoio e tanti altri piccoli problemi sono nati da lì. Comunque, per come si era messa ad un certo punto, essere riusciti a difendere la categoria non era affatto scontato e le ragazze sono state brave a fare quadrato e a centrare l’obiettivo”.

Assitec Sant’Elia – CO.GE.D. Pallavolo Teatina 3-0 (25-21, 25-19, 26-24)

Assitec Sant’Elia: Borghini n.e., Rotondo, Pantano, Krasteva (L), Di Nardi 9, Magni 9, Gatto 2, Pallucci, Botarelli n.e., Giglio 10, Ghezzi n.e., Guidozzi 11, Schirinzi 3. All.: Luca D’Amico

CO.GE.D. Pallavolo Teatina: Mazzarini (L), Michetti (L), Palmieri 3, Kus 10, Negroni 2, Di Tonto, Matrullo 4, Capone, Ragone 7, Lupidi 16, Perna (C) 4. All.: Alceo Esposito.

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