Articoli filtrati per data: Venerdì, 03 Novembre 2017
Venerdì, 03 Novembre 2017 00:00

Tombesi a Campobasso per continuare a vincere

Ortona. Terza trasferta di campionato per la Tombesi e, forse, la più difficile fino ad ora. Lo Chaminade, squadra ostica e sempre ben messa in campo, è a quota 7 punti in classifica ma, soprattutto, è reduce dall’importante e per molti versi inattesa vittoria sul campo del Cassano. Ecco dunque che per i gialloverdi l’attenzione e la cura nel preparare il match di domani sono cresciuti ancor di più, perché vincere a Campobasso, contro questo avversario, costituirebbe un’altra dimostrazione di forza e un ulteriore tassello verso l’obiettivo di fine stagione. Mancherà lo squalificato Amelii, espulso nella gara contro il Giovinazzo, per il resto sono tutti a disposizione del tecnico Morena, a caccia della quinta vittoria in campionato. Tra i più continui e positivi di questo avvio di stagione, Marciano Piovesan ha già segnato sei reti in campionato e spera di ripetersi anche contro lo Chaminade:

“Sarà una partita molto dura, contro un avversario che ha fatto vedere con il Cassano quanto vale e quanto sia pericoloso. Dovremo stare attenti, sarà una battaglia come, d’altra parte, tutte le partite di questo girone. Noi però siamo sulla strada giusta, arriviamo da una serie di risultati positivi, stiamo bene e andremo a Campobasso con l’obiettivo di vincere anche lì. Siamo una buona squadra, sempre compatta in campo, difendiamo e attacchiamo bene e soprattutto siamo un gruppo unito, sia dentro che fuori dal campo. Ad Ortona mi sto trovando molto bene, sia con la società che con mister Morena, che oltre ad essere un bravo tecnico sa anche dialogare con i suoi giocatori e tenere unito lo spogliatoio. Con lo Chaminade sarà dura ma siamo consapevoli della nostra forza e sappiamo di poter tornare da Ortona con un risultato positivo”.

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Chieti. Sarà una CO.GE.D. a caccia di riscatto quella che ospiterà domani il Volley Cave per la quarta giornata di campionato. Dopo la brutta prestazione e la conseguente sconfitta contro il PVG Bari, le neroverdi proveranno a ritrovare la via del successo contro la formazione laziale, ferma a quota 5 punti in classifica (come la CO.GE.D.) dopo la netta sconfitta patita nell’ultimo turno a Napoli. Dopo aver recuperato tutte le ragazze dai rispettivi infortuni, Alceo Esposito spera di potersi giocare il match di domani con più frecce nel proprio arco, rispetto alla sfida di Bari. Dall’ultima sconfitta, tuttavia, si può imparare e trovare nuovi spunti per crescere, come ci spiega anche Lorenza Lupidi:
“A me non piace fabbricare alibi né giustificazioni. Indubbiamente a Bari ci sono stati dei problemi, tante compagne avevano avuto guai fisici in settimana, gli allenamenti di conseguenza non erano stati di intensità e qualità elevate e tutto questo si è visto in campo. Ma ciò non può nascondere le mancanze che tutte noi abbiamo mostrato. Nel secondo set, in cui abbiamo preso un’autentica imbarcata incassando una decina di punti consecutivi e segnandone alla fine solo undici, abbiamo commesso errori non da noi, non riuscendo mai a mettere la palla per terra. Mi ci metto io per prima in discussione, e le assenze non sono una spiegazione sufficiente: anche a Benevento eravamo arrivate con i cerotti, eppure lì abbiamo vinto. Dobbiamo sforzarci, per il futuro, di dare tutte qualcosa in più nei momenti di difficoltà. La sconfitta di Bari non deve essere né un fardello né un episodio da dimenticare, ma anzi dobbiamo tenerla a mente come la tappa di un percorso che dobbiamo percorrere per migliorare. Già nella prossima gara dobbiamo evitare di commettere gli errori visti la scorsa settimana. Speriamo, questo sì, di tornare ad essere tutte disponibili, senza più problemi fisici. Del nostro avversario non so molto: conosco Valentina Fedeli, per averci giocato assieme in passato, e so che hanno schiacciatrici e centrali di ottimo livello. L’importante comunque è che noi riprendiamo il filo, tornando a giocare come si era visto nelle prime due partite. Le nostre potenzialità tecniche sono enormi, abbiamo le carte in regola per fare un ottimo campionato. Ma dipende da noi. Dobbiamo crescere come squadra, imparare a giocare assieme, a fidarci l’una dell’altra, ad aiutarci a vicenda in ogni momento della partita. Questa secondo me è la base: dopo, tutto verrà di conseguenza, ed io sono fiduciosa che le qualità ci siano tutte per fare una grande stagione”.

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Ortona. Si chiude il nuovo trittico di gare ravvicinate con l’arrivo ad Ortona del Club Italia Crai Roma, Sabato sera alle 20.30. La squadra capitolina, di proprietà della FIPAV, è composta da giovani atleti provenienti dai settori giovanili di tutta Italia guidati da Monica Cresta, allenatrice di grande esperienza nei settori giovanili e fresca del titolo di Campione d'Italia Under 19 con la Revivre Segrate.

Il Club Italia CRAI Roma occupa l’ultima posizione in classifica con tre punti ma la SIECO è cosciente di cosa sono capaci questi “ragazzini terribili” che di certo non vanno presi sotto gamba. Lo sanno bene quelli della VBC Mondovì che hanno faticato, e non poco, per avere la meglio sui campioncini che si sono arresi al loro cospetto, soltanto al tie-break. Ma in un gruppo composto da quello che, si spera, sia il futuro della pallavolo italiana c’è anche un po’ di passato. Nel roster capitolino compaiono infatti nomi illustri che hanno fatto la storia del volley azzurro: Gardini e Cantagalli, figli dei “fenomeni” Andrea e Luca.

La SIECO arriva da tre sconfitte consecutive, due delle quali al tie-break (in casa contro Gioia Del Colle e in trasferta, sul campo del forte Bergamo) e una, sempre in casa, quando gli impavidi, con qualche rimpianto hanno lasciato l’intera posta in gioco al Tuscania. Arriva quindi l’occasione per un riscatto, sempre consci del valore degli avversari, ma con il motore degli ortonesi che comincia a girare con più regolarità e maggiore costanza.

«La partita di Bergamo è stata davvero dura, ma sono contentissimo della nostra prestazione, il lavoro specifico in allenamento comincia a dare i suoi frutti.» Racconta lo schiacciatore Simmaco Tartaglione. «Quella con il Club Italia è una partita da non prendere alla leggera, ma che dobbiamo e vogliamo vincere per rimetterci in carreggiata. Bisogna essere più consapevoli dei nostri mezzi provando a puntare alle zone di vertice, senza accontentarci di stazionare a centro classifica»

LE ALTRE GARE DEL GIRONE BLU

Domenica 5 Novembre, ore 16.00
Monini Spoleto – Mosca Bruno Bolzano
PAG Taviano – Caloni Agnelli Bergamo

Domenica 5 Novembre, ore 19.30
VBC Mondovì – Pool Libertas Cantù
Maury’s Italiana Assicurazioni Tuscania – Gioiella Gioia Del Colle
Geosat Geovertical Lagonegro – Centrale Latte McDonald’s BS

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Chieti. Si è rivelata finora azzeccata la scelta della società neroverde che ha puntato su un progetto lungimirante fatto di un mix di tante giocatrici giovani e alcune esperte.
Il rinnovato gruppo si è dimostrato sin da subito affiatato e i risultati ottenuti sono decisamente positivi: sei punti in classifica, una sconfitta all’esordio contro il Latina e poi due convincenti vittorie con Virtus Partenope e Lazio Women, numeri che testimoniano il buon lavoro svolto dalla squadra in questo inizio di stagione.
Domenica impegno duro in quel di Catania per le ragazze di mister Lello Di Camillo: la squadra ci arriva in buona forma e con il morale altissimo dopo i buoni risultati ottenuti.

Maria Grazia Balbi, uno dei volti nuovi di questa stagione, arrivata a Chieti con ottime credenziali, si sta rivelando fra le certezze della squadra neroverde: grande personalità, sicurezza fra i pali e un carattere che le ha subito permesso di inserirsi al meglio in gruppo.

“Ci voleva una vittoria come quella di domenica scorsa contro la Lazio - esordisce Maria Grazia Balbi – perché è servita a dare morale alla squadra: sono le prime giornate di campionato, siamo un gruppo nuovo, ci stiamo conoscendo pian piano. La prima vittoria casalinga è arrivata al cospetto di una forte compagine, dunque una bella soddisfazione per noi. Abbiamo rimontato dallo 0-1 al 2-1 dimostrando di avere carattere. Siamo un mix di giocatrici giovani (ci sono anche ragazzine di quattordici o quindici anni) e alcune più esperte, a mio giudizio possiamo fare bene quest’anno”.

A Catania sarà dura, come sottolinea Balbi: “Dovremo cercare di fare un’impresa, loro sono forti, hanno sette punti in tre partite, affronteremo una trasferta lunga ed ostica. Ci portiamo dentro l’entusiasmo della vittoria di domenica scorsa. Ci siamo allenate bene già da martedì lasciandoci alle spalle i tre punti conquistati e mettendoci a lavorare sodo in vista di domenica , credo che possiamo ottenere un buon risultato”.

Queste le impressioni sulla piazza neroverde di Balbi: “Ho sempre stimato il Chieti, sia le giocatrici che la società, anche quando ci giocavo da avversaria: trovarmi ora insieme a ragazze come Vukcevic e le sorelle Di Camillo è per me una bella soddisfazione. A mio giudizio possiamo puntare in alto: in poco tempo siamo riuscite tutte insieme a creare un bel gruppo. Mi sono inserita subito bene: sono una ragazza che riesce a legare immediatamente con un nuovo ambiente, poi a Chieti è stato tutto particolarmente semplice farlo”.

Maria Grazia Balbi dedica un pensiero speciale ai tifosi, alla città e alla squadra: “Mi sono accorta subito che qui tengono molto alla squadra: quando dico in giro che gioco nel Chieti Femminile la gente mostra immediato interesse. È stato molto bello vedere tutto quel tifo a Cepagatti domenica scorsa, non me lo sarei aspettato. Da quest’anno abbiamo tanti tifosi anche a Napoli: quando ci abbiamo giocato c’era una bella atmosfera. Mi piace l’ambiente a Chieti, sono molto fiduciosa nelle potenzialità della squadra, c’è tanta serietà a partire dallo staff, dal mister Di Camillo e dal preparatore dei portieri mister Pacchiarotti, vedo un grande impegno da parte di tutti”.

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Sulmona. «Apprendiamo con massima soddisfazione la fausta notizia della sentenza del Tribunale di Sulmona sull'eccidio dei Limmari nell’avvicinarsi del 74° anniversario». Interviene così Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale nonché storico membro di ANPI Abruzzo, che ricorda come «fra il 16 ed il 21 novembre del 1943 a Pietransieri, nei pressi di Roccaraso, in località bosco di Limmari i soldati tedeschi trucidarono 128 persone inermi (fra cui molti anziani, 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese), senza motivazioni documentate, ma per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. La rappresaglia dei tedeschi si accanì dapprima contro il bestiame razziato, poi i nazisti rastrellarono gli abitanti inermi che si trovavano fra i casali dei Limmari e li trucidarono». I cadaveri restarono a lungo abbandonati nella boscaglia, nelle radure, fra le rovine dei casali, sepolti dalla neve. Scampò alla strage una sola superstite, Virginia Macerelli, una bambina di sei anni che fu occultata e protetta dalle vesti della mamma. L’eccidio, sino ad oggi, era ancora senza colpevoli.

Il Tribunale di Sulmona, con una esemplare ed eroica sentenza depositata oggi dal giudice Giovanna Bilò, ha sancito la colpevolezza della Repubblica Federale di Germania per l'eccidio dei Limmari, riconoscendo al contempo anche la titolarità ad un risarcimento di 1,6 milioni di euro da parte del Comune di Roccaraso e di circa 5 milioni di euro a beneficio di gran parte degli eredi delle vittime.

«La sentenza – commenta Mazzocca – nell’accertare inequivocabilmente le responsabilità di un eccidio tanto efferato quanto incomprensibile, rappresenta un fatto storico; essa costituisce un primo e fondamentale passo di un percorso che va ben oltre l’aspetto del materiale risarcimento ma che sarà un formidabile strumento affinché la comunità locale, insieme all’Istituzione Comunale e Regionale, possa condividere ed individuare idonee iniziative strategiche volte ad alimentare nel tempo il valore assoluto della memoria collettiva e l’incommensurabile tributo ad esso dato dai martiri pietransieresi».

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Pescara. La Regione Abruzzo, attraverso il Por Fesr 2014-2020 – asse VII, ha destinato 23 milioni di euro alla realizzazione di 4 progetti di sviluppo urbano sostenibile. I progetti presentati mirano a migliorare la vivibilità e la qualità della mobilità nei 4 capoluoghi di provincia abruzzesi (Pescara, L'Aquila, Teramo e Chieti) in base a una Strategia urbana sostenibile (Sus).
La ripartizione delle risorse – cui si sommerà una premialità di compartecipazione minima del 20% – prevede l'assegnazione di fondi ai Comuni di Pescara (6.900.000 euro), Chieti (6.210.000 euro), all'Aquila (5.290.000 euro) e Teramo (4.600.000 euro); la compartecipazione di ciascun Comune farà lievitare il totale dei fondi investiti a 29.772.651,01 euro (vedi tabella). Con i fondi erogati saranno effettuati interventi a infrastrutture esistenti, per il rinnovo del materiale rotabile, riqualificazione dei poli di attrazione per attrarre visitatori e soprattutto l'acquisto di strutture per l'utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale.
Con le risorse assegnate saranno acquistati 133 antenne wi-fi e sensori di rilevamento dell'inquinamento atmosferico, e 33 autobus elettrici per favorire la riduzione dell'emissione di carbonio; realizzati 60 km di percorsi TPL "intelligenti"; acquistate 60 colonnine per la ricarica di veicoli elettrici; realizzati interventi mirati alla tutela dei poli di attrazione culturali e ambientali (a Pescara sarà realizzata la pista ciclabile nella pineta dannunziana; all'Aquila è prevista la ristrutturazione dell'ex Zecca; a Chieti sarà recuperato l'ex mercato ittico; a Teramo sarà riqualificato l'ex mercato del centro storico).
“23 milioni di euro per irrobustire la struttura delle nostre città capoluogo e consentire loro di essere città – ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – un grande sindaco di Venezia, Cacciari, ci ha insegnato che una città riesce a fare la città se ci sono strutture dedicate per il trasporto di qualità, per il trasporto collettivo sostenibile. Noi attraverso queste misure abbiamo deciso di aiutare le quattro città capoluogo d’Abruzzo e torneremo sopra per aiutare anche per aiutare la città capoluogo di regione che è L’Aquila perché vogliamo per loro la modernizzazione dei vettori che consentono il trasporto collettivo, l’informatizzazione riferita alle informazioni concernenti i mezzi di trasporto collettivo, vogliamo la valorizzazione dei beni culturali e vogliamo che si insedi anche una cultura della visione strategica dell’evoluzione delle città, una visione che consenta ad esempio le alleanze, la capacità di sviluppare le prossimità territoriali. Con questa misura di 23 milioni che abbiamo diviso articolatamente su base progettuale per le quattro città di sicuro l’Abruzzo diventa più moderno, ma diventa anche un Abruzzo più capace di fare Europa. Noi sarmeo implacabili nel controllo, eviteremo che accada con questa misura quello che è accaduto con più quinquienni all’Arit, dove sono passate molte risorse e poco si è rinvenuto a favore della regione. Eviteremo ‘l’arittizzazione’ della regione, le risorse che passano assumendo come bersaglio l’innovazione della trasportistica devono produrre e provvedere alla cosa del miglioramento della trasportistica, ci devono essere i fatti, non i convegni o le consulenze. Le amministrazioni comunali dovranno essere dei tori che portano avanti con velocità la spesa pubblica di qualità e la capacità della rendicontazione, non potranno dormire, non potranno messicanizzarsi col sombrero”.

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Pescara. La Polizia di Stato nella serata e nella notte poste a cavallo tra il 31 Ottobre ed il 01 Novembre scorso, ha assicurato un articolato servizio di prevenzione e controlli interforze, particolarmente volto al monitoraggio ed alla salvaguardia dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, nelle aree cittadine elettivamente interessate dalla frequentazione in massima parte di giovani e giovanissimi, anche in concomitanza del giorno dei festeggiamenti di “Hallowen”.
Il servizio disposto dal Questore Francesco MISITI con specifica ordinanza, ha incrementato i presìdi già presenti e costantemente dedicati alle attività di controllo del territorio.
Le aree particolarmente interessate dal servizio interforze sono state quelle di Piazza Muzi e dell’area nota come “Pescara vecchia” e zone limitrofe. Unpresìdio di sicurezza è stato posto anche in relazione all’area interessata dall’evento “Oktoberfest”, presso i luoghi del Porto Turistico di Pescara.
Il servizio interforze è stato assicurato simultaneamente sui tre siti, da operatori presenti sia in uniforme che in abiti borghesi, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Pescara.
Il personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, nel corso della disposta attività, ha rilevato alcune infrazioni di natura amministrativa in relazione a nr. 3 esercizi commerciali.
L’esito del servizio ha registrato il regolare andamento dell’Ordine e Sicurezza Pubblica.

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Ortona. Ieri sono stati ufficialmente consegnati i lavori che prevedono la sistemazione delle scogliere a nord della costa ortonese. I lavori di riqualificazione sono stati finanziati dalla Regione Abruzzo per un importo complessivo di 700mila euro e appaltati alla ditta Dragaggi srl. L’intervento sollecitato dal comune di Ortona prevede l’eliminazione del pennello sulla battigia nei pressi del lido Maristella e il rifacimento insieme al riallineamento di cinque scogliere a mare nel tratto di spiaggia tra il lido Pontile e Miami Beach.
«Questo intervento ha l’obiettivo di eliminare il fenomeno erosivo che ogni anno danneggia quel tratto della costa ortonese – commenta il sindaco Leo Castiglione – e sono opere importanti per la difesa della costa ma anche per le attività balneari».
Dopo il posizionamento delle nuove scogliere è previsto il ripascimento del tratto di spiaggia con la sabbia certificata proveniente dal prossimo dragaggio del porto di Ortona.

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Pescara. In Regione a Pescara è stato presentato il resoconto dell’andamento turistico a Pizzoferrato nella stagione estiva e 2017 insieme al sito web Visit Pizzoferrato, l’esperienza di educational school degli studenti gallesi nel centro e la stagione delle “colture d’alta quota”.
I risultati che interessano i flussi turistici in entrata tracciano una panoramica positiva sulle principali tendenze del comparto. Decisamente in crescita le presenze e quindi l’economia ad essi legata. Sono aumentate rispetto alla scorsa stagione del 20 per cento.
Il periodo preso in esame è ricompreso tra giugno e settembre (compreso), ed è in linea con il positivo risultato che la montagna abruzzese dichiara. A Pizzoferrato si riscontrano 30.000 presenze tra tutte le strutture ricettive presenti.
Confermati sicuramenti i flussi provenienti dalla vicina Campania, dal Lazio e dalla Puglia, ma sono state interessanti le presenze anche dalla Sicilia e dal Veneto e Lombardia. Per quanto riguarda i flussi esteri l’America fa registrare una buona presenza e rispetto all’Europa sono da sottolineare presenza di stranieri provenienti dal Belgio, Francia e Inghilterra.
Il territorio ricco di paesaggi incantevoli, di autentica gastronomia, dotato di strutture ricreative e sportive e il meraviglioso clima di un ambiente tranquillo e incontaminato ha fatto sì che tante famiglie, diversi gruppi sportivi e accademie culturali, e anche gruppi religiosi hanno scelto il nostro territorio per trascorrere una vacanza risalassante e allo stesso tempo coinvolgente.
Il sindaco ha presentato anche il nuovo sito turistico del Comune “Visitpizzofettaro” che sarà lo strumento per raggiungere sempre più persone in rete e sarà anche uno strumento a disposizione per tutti gli operatori dei vari settori turistici, di Pizzoferrato e del territorio dei Monti Pizzi, per proporre loro stessi e i loro prodotti.
Alla presentazione era presente una delegazione di cittadini di Talgarth (Galles) che dal 28 ottobre al 4 novembre soggiornano a Pizzoferrato perché partener del gemellaggio tra i due paesi. La delegazione dei cittadini di Talgarth parteciperanno a diverse attività in paese, i ragazzi della Secondary School frequenteranno le lezioni in classe insieme ai ragazzi della nostra scuola, gli adulti visiteranno le nostre attrattive turistiche e parteciperanno ai momenti della vita quotidiana frequentando case e luoghi comuni. Finalità del gemellaggio si propone prioritariamente una crescita sociale e culturale attraverso una maggiore conoscenza delle 2 comunità nel contesto di un’Europa unita, ormai realtà. S’individua nel fitto scambio turistico, nonché economico le fondamenta per lo sviluppo. I principali temi per lo sviluppo: Culturale – didattico; Sociale e solidale; Sportivo e ricreativo; Turistico ed economico. Soffermandoci sull’argomento turistico è reciproca l’intenzione di una fattiva collaborazione del turismo esperienziale.
“Ci siamo dati un nuvo strumento perché ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di elementi funzionali ed efficienti – ha spiegato il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli – abbiamo incaricato una società di farci questo lavoroe pare che siamo riusciti nell’obiettivo. Chiaramente viaggiando su un binario concreto di un gemellaggio con il mondo anglosassone. Quindi il turismo insieme al mondo esperienziale credo che possano contribuire allo sviluppo del nostro paese e dell’Abruzzo in generale. Noi abbiamo bisogno di tanta cultura, di sentirci europei e di formarci come cittadini, questa è una cosa importante che si fa non solo sotto il punto di vista culturale in senso stretto, ma poi ci sono tanti altri elementi che contribuiscono allo sviluppo della parte economica. La delegazione che è stata qui ha scoperto le ricchezze e le bellezze dei nostri borghi e la bontà dei nostri alimenti, per cui la strada è quella giusta”.
Inoltre è stata anche presentata la stagione delle colture locali, patate di montagna, fagioli 40giorni o suocere e nuore, hanno fatto registrare oltre che l’aumento della produzione ad oggi anche l’esaurimento dell’intera raccolta. Nonostante la mancanza della pioggia, il raccolto è stato di ottima qualità grazie alle abbondanti nevicate.
“Il nostro essere accoglienti fa in modo che le comunioni che si attuano con i gemellaggi, in questo caso tra il Comune di Pizzoferrato ed il Comune di Talgarth, in questo splendido luogo che è il Galles con i suoi meravigliosi paesaggi e la sua incredibile storia fa in modo che ci sia una sorta di naturale integrazione delle culture di questa meravigliosa landa che è l’Europa – ha sottolineato il direttore del Dipartimento Turismo, Cultura e Ambiente della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta – io ringrazio il futuro, che sono questi ragazzi, e penso che si crei un passaparola all’interno del Galles. Abbiamo bisogno di ripeters all’interno di questa regione perché è una regione di turismi, è una regione dove il turismo attivo sono i luoghi di elezione che sono i tre Parchi nazionali, un Parco regionale e27 Oasi protette. Il 5% del territorio regionale è votato alla biodiversità e alla conservazione della natura. Per cui i percorsi turistici di questa regione sono variegati perché è una città-regione, è una regione-territorio che ha al proprio interno tante variegature, tante diversificazioni, tutte specifiche, per cui si trova la montagna più alta dell’Appennino, il Gran Sasso nell’aquilano ed il mare a 40 minuti dalla montagna e da Passo Lanciano anche a 20 minuti, una montagna di quasi 2.900 metri ha il mare Adriatico a due passi, si scia a Passo Lanciano vedendo il mare e forse è l’unico posto in Europa dove accade questo. A questo abbiniamo un culto della terra che è il prodotto tipico, abbiamo stroncato le velleità dell’Unione Europea che preferiva l’omologazione dei prodotti, noi abbiamo preferito diversificare, abbiamo la biodiversità più ampia di tutta l’Europa: ci sono prodotti tipici di questa regione che non si trovano da nessuna altra parte (patate di montagna, il fagiolo del Tavo,lo zafferano di Navelli, la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, oltre ai prodotti enologici). Per cui i dati che sono enormemente confortarti per la presenza turistica a Pizzoferrato, il rilancio con la possibilità di avere una strada a scorrimento veloce nell’alto Sangro che permette ai vari comuni di avere una mobilità più intensa e più lecita, permetterà a questi territorio di essere frequentanti visto che fino ad ora hanno avuto il cruccio di essere mal serviti dalle strade e dagli altri mezzi di comunicazione. Questo isolamento fa bene alla nostra regione eprchè la sua fragilità è anche la qualità più grande. Nonostante il terremoto del 2016 per quest’anno possiamo vantare il più alto trend per lo sviluppo del turismo che in Abruzzo ha raggiunto il 9% rispetto al 7% di media dell’Italia. Quindi nonostante il maltempo che ha provocato la strage di Farindola ed il sisma che ha colpito anche questa regione, abbiamo dalla parte nostra un territorio che è ricco di appeal ed è ricchissimo anche di potenzialità. Frequento molto la Gran Bretagna che in me riveste il fascino degli studi e dei luoghi dell’anima”.

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L'Aquila. Un libro ci lascia sempre un segno, una morale, se vogliamo un’intuizione. Nel secondo romanzo di Laura Benedetti, che arriva a due anni di distanza da “Un paese di carta”, pubblicato sempre da Pacini Editore, di segni ce ne sono diversi, da cogliere, da portare con sé per qualche giorno, dopo che le pagine si sono chiuse sulle storie e la mente ha elaborato quello che si è letto. È un romanzo complesso, scritto con un linguaggio volutamente semplice, che vuole essere compreso, che vuole riempire il tempo di chi legge e stimolare riflessioni, ma senza eccessivi manierismi, intellettuale si lo è. Come “Un paese di carta” appare diviso in due, secondo una sequenza temporale che si snoda tra le ore dell’ordinaria esistenza, la vita immobile per dirla con la Yourcenar e quello che ti accade, a volte, in uno dei giorni sempre uguali dello scorrere borghese del tempo.
L’inizio è per i cinefili: lento come una sceneggiatura di un film di Sergio Leone, in un lungo slow-motion, che ricorda non a caso una scena di “Match Point” di Woody Allen, palesa in una completa introspezione, quasi tutto quello che di Fede, il protagonista, dobbiamo sapere. Insegnante, emigrante, italiano istruito, cittadino del mondo, orgoglioso delle nobili origini della sua cultura, costretto quotidianamente a fuggire la vergogna degli stereotipi, alimentati dalla politica nostrana.
Poi l’oggetto reale della protesta, mai celato nelle pagine del libro, si mostra chiaramente, in una critica aperta al sistema di istruzione americano, da cui tanto e acriticamente anche il bel paese sta mutuando le proprie direttive scolastiche. Quindi in una piccola Università americana, gli alunni diventano clienti, gli insegnanti commessi, la cultura, o meglio il titolo accademico, merce: «Pur di cercare di attirare in qualche modo i clienti c’era chi faceva di tutto, prometteva corsi di cucina, inviti a cena, biscottini fatti in casa a ogni lezione e naturalmente comprensione illimitata e voti generosi. Internet aveva fatto il resto, con siti appositi che permettevano agli studenti, protetti dall’anonimato, di mettere alla gogna i professori. I più popolari, invariabilmente, erano quelli che, a detta degli stessi individui che compilavano i giudizi, elargivano voti altissimi, non assegnavano compiti o letture, somministravano solo test a risposta multipla, intrattenevano affabilmente. Gli studenti, prima di iscriversi a un corso, consultavano il sito per poi dirigersi in massa verso chi prometteva il massimo del risultato, il minimo dello sforzo e magari anche bella presenza e doti culinarie».
Accade poi, come le cose che accadono per caso, che in questo ambiente così già provato nei sentimenti e nelle relazioni vi sia una morte, improvvisa e misteriosa, pronta ad alimentare un vero e proprio giallo, dove solo chi è più puro cercherà la verità, imbattendosi di volta in volta in echi di Eco, da il Nome della Rosa, presente come un filo, dal nome di uno dei protagonisti, ad un “Finis Africae” poetico, che cela la risposta alle tante domande, che indica un colpevole tra i tanti sospetti.
Accade che un soggetto impensabile entri dal romanzo in un altro romanzo, nella casa di Raskolnikov, con una leggerezza unica, trascinante, inebriante, mentre il mondo al di fuori, compreso da pochi non riesce ad afferrare tanta profondità poetica, disprezzando anzi con la superficialità dell’ignoranza, quanti riescono ancora a perdersi tra le pagine di un libro.
Accade che ogni innovazione ti par vana, in ogni principio di rivolta si veda una restaurazione della peggior specie e non si riesca a coglierne il giusto (forse perché non vi è) sperando quasi di essere sottratti al tempo. Accade in fondo che pochi poeti, insegnanti, sognatori, si ergano a difensori culturali del rinascimento, viva barricata contro l’ingresso delle lezioni di cucina tra le arti del quadrivio, prima di comprendere che forse, ai tempi nuovi che incalzano occorre rispondere con metodi nuovi, perché è impossibile sottrarsi al tempo.
Tutto questo accade nel tempo di cento ottantanove pagine, troppo poche per potersi permettere di interrompere la lettura, una volta che si è iniziato a sfogliarle.
Per me è un’altra scoperta, un altro libro da non archiviare, da tenere vicino per rileggerne qualche passo quando la mente ne richiama il ricordo, è il libro che regalerò a Natale a tutti gli amici insegnanti, con viva raccomandazione di comprarne uno per i presidi e ai presidi di incartarne uno per i direttori scolastici, sperando che almeno una copia arrivi ai vertici del MIUR e venga compresa.
Laura Benedetti insegna letteratura italiana alla Georgetown University (Washington, D.C., U.S.A.). Tra i suoi lavori figurano La sconfitta di Diana. Un percorso per la «Gerusalemme liberata», la traduzione inglese di Esortazioni alle donne e agli altri di Lucrezia Marinella e The Tigress in the Snow. Motherhood and Literature in Twentieth-Century Italy, vincitore del Premio Flaiano per l’italianistica. Nel 2015 ha pubblicato per Pacini il suo primo romanzo, Un paese di carta.

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