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Venerdì, 03 Novembre 2017 00:00

Enrico Brignano al Teatro Massimo di Pescara

Pescara. Enrico Brignano sarà al Teatro Massimo di Pescara il 22 e 23 gennaio 2018 con “ENRICOMINCIO DA ME UNPLUGGED”. Biglietti già in vendita nei circuiti TicketOne e Ciaotickets.

Il recordman torna con uno spettacolo scritto insieme a Mario Scaletta, Riccardo Casini, Manuela D’Angelo, Massimiliano Giovanetti e Luciano Federico. Fuoriclasse del teatro italiano, Enrico Brignano compie 30 anni di carriera e 50 di vita, un doppio anniversario che pone le basi per la genesi di questo nuovo allestimento. Varcato il traguardo del mezzo secolo, a 50 anni tondi tondi, Brignano non smette di farsi domande. Soprattutto, si chiede se ciò che è diventato è stato il frutto consapevole delle scelte fatte, un disegno del destino oppure una gran botta di cu… riosa casualità. Amato dal pubblico che lo premia con la sua folta presenza a ogni spettacolo, Brignano è arrivato ai 30 anni di carriera. Ecco perché decide di rimettersi in discussione. Cosa lo ha condotto dov’è ora? Enrico intraprende un viaggio nel tempo, attraverso un’analisi attenta di ciò che è stato, ritrovando vecchie conoscenze, strane figure, forse ombre o forse realtà; rinfrescando brani storici della sua comicità, si pone di fronte a bivi da ripercorrere prendendo una strada diversa da quella già fatta, per il gusto di scoprire dove lo avrebbe condotto.

Tra i suoi pezzi forti e nuove situazioni comiche, coadiuvato da strani personaggi dai mille volti, musiche accattivanti e originali scritte da Andrea Perrozzi e Federico Capranica, scene che attraversano il tempo insieme alla storia che viene raccontata, Enrico ricomincia dal principio, ricomincia dal palcoscenico… praticamente ENRICOMINCIA, per darsi la chance di guardarsi dentro, di ritrovarsi e rinnovarsi; per guardare al futuro che gli si prospetta davanti e poter dire a se stesso: “Stavolta ENRICOMINCIO DA ME!”.

Lo spettacolo di Pescara è organizzato da Alhena Entertainment. Prevendite disponibili sui circuiti TicketOne, Ciaotickets. Prezzi biglietti: Poltronissima Numerata: 69,00 € c.d.p.; Poltrona Numerata: 57,50 € c.d.p.; Palchi: 55,00 € c.d.p.; Galleria Numerata: 36,00 € c.d.p. Infoline: 085.9433361 www.alhena.it http://on.fb.me/1OExn6C https://twitter.com/AlhenaLive

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Chieti. Si è rivelata finora azzeccata la scelta della società neroverde che ha puntato su un progetto lungimirante fatto di un mix di tante giocatrici giovani e alcune esperte.
Il rinnovato gruppo si è dimostrato sin da subito affiatato e i risultati ottenuti sono decisamente positivi: sei punti in classifica, una sconfitta all’esordio contro il Latina e poi due convincenti vittorie con Virtus Partenope e Lazio Women, numeri che testimoniano il buon lavoro svolto dalla squadra in questo inizio di stagione.
Domenica impegno duro in quel di Catania per le ragazze di mister Lello Di Camillo: la squadra ci arriva in buona forma e con il morale altissimo dopo i buoni risultati ottenuti.

Maria Grazia Balbi, uno dei volti nuovi di questa stagione, arrivata a Chieti con ottime credenziali, si sta rivelando fra le certezze della squadra neroverde: grande personalità, sicurezza fra i pali e un carattere che le ha subito permesso di inserirsi al meglio in gruppo.

“Ci voleva una vittoria come quella di domenica scorsa contro la Lazio - esordisce Maria Grazia Balbi – perché è servita a dare morale alla squadra: sono le prime giornate di campionato, siamo un gruppo nuovo, ci stiamo conoscendo pian piano. La prima vittoria casalinga è arrivata al cospetto di una forte compagine, dunque una bella soddisfazione per noi. Abbiamo rimontato dallo 0-1 al 2-1 dimostrando di avere carattere. Siamo un mix di giocatrici giovani (ci sono anche ragazzine di quattordici o quindici anni) e alcune più esperte, a mio giudizio possiamo fare bene quest’anno”.

A Catania sarà dura, come sottolinea Balbi: “Dovremo cercare di fare un’impresa, loro sono forti, hanno sette punti in tre partite, affronteremo una trasferta lunga ed ostica. Ci portiamo dentro l’entusiasmo della vittoria di domenica scorsa. Ci siamo allenate bene già da martedì lasciandoci alle spalle i tre punti conquistati e mettendoci a lavorare sodo in vista di domenica , credo che possiamo ottenere un buon risultato”.

Queste le impressioni sulla piazza neroverde di Balbi: “Ho sempre stimato il Chieti, sia le giocatrici che la società, anche quando ci giocavo da avversaria: trovarmi ora insieme a ragazze come Vukcevic e le sorelle Di Camillo è per me una bella soddisfazione. A mio giudizio possiamo puntare in alto: in poco tempo siamo riuscite tutte insieme a creare un bel gruppo. Mi sono inserita subito bene: sono una ragazza che riesce a legare immediatamente con un nuovo ambiente, poi a Chieti è stato tutto particolarmente semplice farlo”.

Maria Grazia Balbi dedica un pensiero speciale ai tifosi, alla città e alla squadra: “Mi sono accorta subito che qui tengono molto alla squadra: quando dico in giro che gioco nel Chieti Femminile la gente mostra immediato interesse. È stato molto bello vedere tutto quel tifo a Cepagatti domenica scorsa, non me lo sarei aspettato. Da quest’anno abbiamo tanti tifosi anche a Napoli: quando ci abbiamo giocato c’era una bella atmosfera. Mi piace l’ambiente a Chieti, sono molto fiduciosa nelle potenzialità della squadra, c’è tanta serietà a partire dallo staff, dal mister Di Camillo e dal preparatore dei portieri mister Pacchiarotti, vedo un grande impegno da parte di tutti”.

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Ortona. Si chiude il nuovo trittico di gare ravvicinate con l’arrivo ad Ortona del Club Italia Crai Roma, Sabato sera alle 20.30. La squadra capitolina, di proprietà della FIPAV, è composta da giovani atleti provenienti dai settori giovanili di tutta Italia guidati da Monica Cresta, allenatrice di grande esperienza nei settori giovanili e fresca del titolo di Campione d'Italia Under 19 con la Revivre Segrate.

Il Club Italia CRAI Roma occupa l’ultima posizione in classifica con tre punti ma la SIECO è cosciente di cosa sono capaci questi “ragazzini terribili” che di certo non vanno presi sotto gamba. Lo sanno bene quelli della VBC Mondovì che hanno faticato, e non poco, per avere la meglio sui campioncini che si sono arresi al loro cospetto, soltanto al tie-break. Ma in un gruppo composto da quello che, si spera, sia il futuro della pallavolo italiana c’è anche un po’ di passato. Nel roster capitolino compaiono infatti nomi illustri che hanno fatto la storia del volley azzurro: Gardini e Cantagalli, figli dei “fenomeni” Andrea e Luca.

La SIECO arriva da tre sconfitte consecutive, due delle quali al tie-break (in casa contro Gioia Del Colle e in trasferta, sul campo del forte Bergamo) e una, sempre in casa, quando gli impavidi, con qualche rimpianto hanno lasciato l’intera posta in gioco al Tuscania. Arriva quindi l’occasione per un riscatto, sempre consci del valore degli avversari, ma con il motore degli ortonesi che comincia a girare con più regolarità e maggiore costanza.

«La partita di Bergamo è stata davvero dura, ma sono contentissimo della nostra prestazione, il lavoro specifico in allenamento comincia a dare i suoi frutti.» Racconta lo schiacciatore Simmaco Tartaglione. «Quella con il Club Italia è una partita da non prendere alla leggera, ma che dobbiamo e vogliamo vincere per rimetterci in carreggiata. Bisogna essere più consapevoli dei nostri mezzi provando a puntare alle zone di vertice, senza accontentarci di stazionare a centro classifica»

LE ALTRE GARE DEL GIRONE BLU

Domenica 5 Novembre, ore 16.00
Monini Spoleto – Mosca Bruno Bolzano
PAG Taviano – Caloni Agnelli Bergamo

Domenica 5 Novembre, ore 19.30
VBC Mondovì – Pool Libertas Cantù
Maury’s Italiana Assicurazioni Tuscania – Gioiella Gioia Del Colle
Geosat Geovertical Lagonegro – Centrale Latte McDonald’s BS

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Chieti. Sarà una CO.GE.D. a caccia di riscatto quella che ospiterà domani il Volley Cave per la quarta giornata di campionato. Dopo la brutta prestazione e la conseguente sconfitta contro il PVG Bari, le neroverdi proveranno a ritrovare la via del successo contro la formazione laziale, ferma a quota 5 punti in classifica (come la CO.GE.D.) dopo la netta sconfitta patita nell’ultimo turno a Napoli. Dopo aver recuperato tutte le ragazze dai rispettivi infortuni, Alceo Esposito spera di potersi giocare il match di domani con più frecce nel proprio arco, rispetto alla sfida di Bari. Dall’ultima sconfitta, tuttavia, si può imparare e trovare nuovi spunti per crescere, come ci spiega anche Lorenza Lupidi:
“A me non piace fabbricare alibi né giustificazioni. Indubbiamente a Bari ci sono stati dei problemi, tante compagne avevano avuto guai fisici in settimana, gli allenamenti di conseguenza non erano stati di intensità e qualità elevate e tutto questo si è visto in campo. Ma ciò non può nascondere le mancanze che tutte noi abbiamo mostrato. Nel secondo set, in cui abbiamo preso un’autentica imbarcata incassando una decina di punti consecutivi e segnandone alla fine solo undici, abbiamo commesso errori non da noi, non riuscendo mai a mettere la palla per terra. Mi ci metto io per prima in discussione, e le assenze non sono una spiegazione sufficiente: anche a Benevento eravamo arrivate con i cerotti, eppure lì abbiamo vinto. Dobbiamo sforzarci, per il futuro, di dare tutte qualcosa in più nei momenti di difficoltà. La sconfitta di Bari non deve essere né un fardello né un episodio da dimenticare, ma anzi dobbiamo tenerla a mente come la tappa di un percorso che dobbiamo percorrere per migliorare. Già nella prossima gara dobbiamo evitare di commettere gli errori visti la scorsa settimana. Speriamo, questo sì, di tornare ad essere tutte disponibili, senza più problemi fisici. Del nostro avversario non so molto: conosco Valentina Fedeli, per averci giocato assieme in passato, e so che hanno schiacciatrici e centrali di ottimo livello. L’importante comunque è che noi riprendiamo il filo, tornando a giocare come si era visto nelle prime due partite. Le nostre potenzialità tecniche sono enormi, abbiamo le carte in regola per fare un ottimo campionato. Ma dipende da noi. Dobbiamo crescere come squadra, imparare a giocare assieme, a fidarci l’una dell’altra, ad aiutarci a vicenda in ogni momento della partita. Questa secondo me è la base: dopo, tutto verrà di conseguenza, ed io sono fiduciosa che le qualità ci siano tutte per fare una grande stagione”.

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Venerdì, 03 Novembre 2017 00:00

Tombesi a Campobasso per continuare a vincere

Ortona. Terza trasferta di campionato per la Tombesi e, forse, la più difficile fino ad ora. Lo Chaminade, squadra ostica e sempre ben messa in campo, è a quota 7 punti in classifica ma, soprattutto, è reduce dall’importante e per molti versi inattesa vittoria sul campo del Cassano. Ecco dunque che per i gialloverdi l’attenzione e la cura nel preparare il match di domani sono cresciuti ancor di più, perché vincere a Campobasso, contro questo avversario, costituirebbe un’altra dimostrazione di forza e un ulteriore tassello verso l’obiettivo di fine stagione. Mancherà lo squalificato Amelii, espulso nella gara contro il Giovinazzo, per il resto sono tutti a disposizione del tecnico Morena, a caccia della quinta vittoria in campionato. Tra i più continui e positivi di questo avvio di stagione, Marciano Piovesan ha già segnato sei reti in campionato e spera di ripetersi anche contro lo Chaminade:

“Sarà una partita molto dura, contro un avversario che ha fatto vedere con il Cassano quanto vale e quanto sia pericoloso. Dovremo stare attenti, sarà una battaglia come, d’altra parte, tutte le partite di questo girone. Noi però siamo sulla strada giusta, arriviamo da una serie di risultati positivi, stiamo bene e andremo a Campobasso con l’obiettivo di vincere anche lì. Siamo una buona squadra, sempre compatta in campo, difendiamo e attacchiamo bene e soprattutto siamo un gruppo unito, sia dentro che fuori dal campo. Ad Ortona mi sto trovando molto bene, sia con la società che con mister Morena, che oltre ad essere un bravo tecnico sa anche dialogare con i suoi giocatori e tenere unito lo spogliatoio. Con lo Chaminade sarà dura ma siamo consapevoli della nostra forza e sappiamo di poter tornare da Ortona con un risultato positivo”.

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Vasto. Decine di modelli di abiti da sposa, confetti di ogni gusto e formato, suggerimenti preziosi per bomboniere e per tutto quanto ruota intorno al giorno più bello della propria vita, il matrimonio. Nello scorso fine settimana, nei saloni del Palace Hotel di Vasto, è andata in scena la quarta edizione di “Vasto Sì Sposa”, la kermesse dedicata al matrimonio patrocinata da Confcommercio Chieti. L’atteso evento fieristico ha visto la partecipazione di espositori del territorio vastese ma anche delle regioni limitrofe, come Molise e Puglia. Nell’intensa due giorni vastese non sono mancate sfilate di abiti da sposa, con le ultime tendenze da matrimonio in vetrina, momenti di intrattenimento, stand con bomboniere e con idee di partecipazioni originali. Ad impreziosire la manifestazione, poi, auto d’epoca e suggerimenti fotografici da parte di esperti del settore per immortalere al meglio la giornata del proprio matrimonio. Sono state centinaia le persone che hanno visitato la quarta edizione di “Vasto Sì Sposa” ad ulteriore riprova di quanta attenzione ci sia intorno al matrimonio, un nuovo modello economico inserito da Confcommercio nel cosiddetto comparto dell’ “Economia della bellezza”. Un settore di mercato che continua a scalare posizioni nel commercio dal momento che l’economia della bellezza, in Italia, vale ben 240 miliardi, il 17% circa del Pil del Paese con una possibile crescita calcolata in altri 130 miliardi. Per questo Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti, invita a sfruttare a pieno l’indotto economico della bellezza. “L’Italia è considerata sinonimo di bellezza in virtù del suo patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico ma anche per l’alimentazione, il gusto, il design e la moda. La ripresa deve ripartire da questo immenso patrimonio materiale di bellezza. Non potevamo certo sfidare i mercati globali sulla competitività del prezzo, ma possiamo sfidarli e vincere le nostre partite- afferma Tiberio- se adottiamo una visione dello scambio di beni e servizi che metta al centro la persona, le sue emozioni, i suoi sensi.”

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Ortona. Ieri sono stati ufficialmente consegnati i lavori che prevedono la sistemazione delle scogliere a nord della costa ortonese. I lavori di riqualificazione sono stati finanziati dalla Regione Abruzzo per un importo complessivo di 700mila euro e appaltati alla ditta Dragaggi srl. L’intervento sollecitato dal comune di Ortona prevede l’eliminazione del pennello sulla battigia nei pressi del lido Maristella e il rifacimento insieme al riallineamento di cinque scogliere a mare nel tratto di spiaggia tra il lido Pontile e Miami Beach.
«Questo intervento ha l’obiettivo di eliminare il fenomeno erosivo che ogni anno danneggia quel tratto della costa ortonese – commenta il sindaco Leo Castiglione – e sono opere importanti per la difesa della costa ma anche per le attività balneari».
Dopo il posizionamento delle nuove scogliere è previsto il ripascimento del tratto di spiaggia con la sabbia certificata proveniente dal prossimo dragaggio del porto di Ortona.

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Bagheria. Moda e cultura, per una passerella artistica, nello storico Palazzo Villarosa di Bagheria, nel palermitano, è il “Fashion Day” organizzato dall'associazione culturale Hostessmodelle e da RosaCasaEvent.

Uno shooting realizzato dal fotografo di moda Fabrizio Dia, dove l’arte trova la sua massima espressione, fashion e bellezza architettonica della Sicilia negli scatti.Dieci modelle hanno indossato gli outfit fall/winter, di noti brand siciliani, passeggiando tra le vie di un giardino incantato e per il terrazzo dello storico edificio, che offre una visuale mozzafiato.
Corpi sinuosi, hanno indossato gli abiti sartoriali della maison Antinoro alta moda, lo stilista Antonio Antinoro propone esclusivamente “Made in Italy”. Altri modelli sono stati forniti dalla boutique La Griffe di Bagheria di Caterina Casa.
In primo piano l’artigianato “Made in Sicily”, che spopola sempre più.
Il look delle modelle è stato curato da Riccardo Clemente Hairstylist e da Marisa Morana look maker.
La qualità artigianale veste le modelle che invadono la storica location, con naturalezza e pose esclusive, a completare il quadro artistico, gli accessori indossati dalle ragazze, la collezione “Crèativitè” bigiotteria della giovane fashion designer Elisa Rini, specializzata in gioielleria e lavorazione dei metalli.
Il Fashion Day proprone una donna completa nel suo stile, dagli abiti, ai gioielli, alle borse di Costanz Bags di Chiara Oddo, create con materiale morbido, lavabile ed antimuffa e per rendere esaustivo il look, occhiali da vista e da sole di ottica Paolo di Luca Scalisi.
Arte, moda, handmade, è tutto questo il Fashion Day, un’ esperienza unica che serve a catturare l’attimo della bellezza.

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Pescara. La Polizia di Stato nella serata e nella notte poste a cavallo tra il 31 Ottobre ed il 01 Novembre scorso, ha assicurato un articolato servizio di prevenzione e controlli interforze, particolarmente volto al monitoraggio ed alla salvaguardia dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, nelle aree cittadine elettivamente interessate dalla frequentazione in massima parte di giovani e giovanissimi, anche in concomitanza del giorno dei festeggiamenti di “Hallowen”.
Il servizio disposto dal Questore Francesco MISITI con specifica ordinanza, ha incrementato i presìdi già presenti e costantemente dedicati alle attività di controllo del territorio.
Le aree particolarmente interessate dal servizio interforze sono state quelle di Piazza Muzi e dell’area nota come “Pescara vecchia” e zone limitrofe. Unpresìdio di sicurezza è stato posto anche in relazione all’area interessata dall’evento “Oktoberfest”, presso i luoghi del Porto Turistico di Pescara.
Il servizio interforze è stato assicurato simultaneamente sui tre siti, da operatori presenti sia in uniforme che in abiti borghesi, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Pescara.
Il personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, nel corso della disposta attività, ha rilevato alcune infrazioni di natura amministrativa in relazione a nr. 3 esercizi commerciali.
L’esito del servizio ha registrato il regolare andamento dell’Ordine e Sicurezza Pubblica.

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L'Aquila. Un libro ci lascia sempre un segno, una morale, se vogliamo un’intuizione. Nel secondo romanzo di Laura Benedetti, che arriva a due anni di distanza da “Un paese di carta”, pubblicato sempre da Pacini Editore, di segni ce ne sono diversi, da cogliere, da portare con sé per qualche giorno, dopo che le pagine si sono chiuse sulle storie e la mente ha elaborato quello che si è letto. È un romanzo complesso, scritto con un linguaggio volutamente semplice, che vuole essere compreso, che vuole riempire il tempo di chi legge e stimolare riflessioni, ma senza eccessivi manierismi, intellettuale si lo è. Come “Un paese di carta” appare diviso in due, secondo una sequenza temporale che si snoda tra le ore dell’ordinaria esistenza, la vita immobile per dirla con la Yourcenar e quello che ti accade, a volte, in uno dei giorni sempre uguali dello scorrere borghese del tempo.
L’inizio è per i cinefili: lento come una sceneggiatura di un film di Sergio Leone, in un lungo slow-motion, che ricorda non a caso una scena di “Match Point” di Woody Allen, palesa in una completa introspezione, quasi tutto quello che di Fede, il protagonista, dobbiamo sapere. Insegnante, emigrante, italiano istruito, cittadino del mondo, orgoglioso delle nobili origini della sua cultura, costretto quotidianamente a fuggire la vergogna degli stereotipi, alimentati dalla politica nostrana.
Poi l’oggetto reale della protesta, mai celato nelle pagine del libro, si mostra chiaramente, in una critica aperta al sistema di istruzione americano, da cui tanto e acriticamente anche il bel paese sta mutuando le proprie direttive scolastiche. Quindi in una piccola Università americana, gli alunni diventano clienti, gli insegnanti commessi, la cultura, o meglio il titolo accademico, merce: «Pur di cercare di attirare in qualche modo i clienti c’era chi faceva di tutto, prometteva corsi di cucina, inviti a cena, biscottini fatti in casa a ogni lezione e naturalmente comprensione illimitata e voti generosi. Internet aveva fatto il resto, con siti appositi che permettevano agli studenti, protetti dall’anonimato, di mettere alla gogna i professori. I più popolari, invariabilmente, erano quelli che, a detta degli stessi individui che compilavano i giudizi, elargivano voti altissimi, non assegnavano compiti o letture, somministravano solo test a risposta multipla, intrattenevano affabilmente. Gli studenti, prima di iscriversi a un corso, consultavano il sito per poi dirigersi in massa verso chi prometteva il massimo del risultato, il minimo dello sforzo e magari anche bella presenza e doti culinarie».
Accade poi, come le cose che accadono per caso, che in questo ambiente così già provato nei sentimenti e nelle relazioni vi sia una morte, improvvisa e misteriosa, pronta ad alimentare un vero e proprio giallo, dove solo chi è più puro cercherà la verità, imbattendosi di volta in volta in echi di Eco, da il Nome della Rosa, presente come un filo, dal nome di uno dei protagonisti, ad un “Finis Africae” poetico, che cela la risposta alle tante domande, che indica un colpevole tra i tanti sospetti.
Accade che un soggetto impensabile entri dal romanzo in un altro romanzo, nella casa di Raskolnikov, con una leggerezza unica, trascinante, inebriante, mentre il mondo al di fuori, compreso da pochi non riesce ad afferrare tanta profondità poetica, disprezzando anzi con la superficialità dell’ignoranza, quanti riescono ancora a perdersi tra le pagine di un libro.
Accade che ogni innovazione ti par vana, in ogni principio di rivolta si veda una restaurazione della peggior specie e non si riesca a coglierne il giusto (forse perché non vi è) sperando quasi di essere sottratti al tempo. Accade in fondo che pochi poeti, insegnanti, sognatori, si ergano a difensori culturali del rinascimento, viva barricata contro l’ingresso delle lezioni di cucina tra le arti del quadrivio, prima di comprendere che forse, ai tempi nuovi che incalzano occorre rispondere con metodi nuovi, perché è impossibile sottrarsi al tempo.
Tutto questo accade nel tempo di cento ottantanove pagine, troppo poche per potersi permettere di interrompere la lettura, una volta che si è iniziato a sfogliarle.
Per me è un’altra scoperta, un altro libro da non archiviare, da tenere vicino per rileggerne qualche passo quando la mente ne richiama il ricordo, è il libro che regalerò a Natale a tutti gli amici insegnanti, con viva raccomandazione di comprarne uno per i presidi e ai presidi di incartarne uno per i direttori scolastici, sperando che almeno una copia arrivi ai vertici del MIUR e venga compresa.
Laura Benedetti insegna letteratura italiana alla Georgetown University (Washington, D.C., U.S.A.). Tra i suoi lavori figurano La sconfitta di Diana. Un percorso per la «Gerusalemme liberata», la traduzione inglese di Esortazioni alle donne e agli altri di Lucrezia Marinella e The Tigress in the Snow. Motherhood and Literature in Twentieth-Century Italy, vincitore del Premio Flaiano per l’italianistica. Nel 2015 ha pubblicato per Pacini il suo primo romanzo, Un paese di carta.

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