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Domenica, 05 Novembre 2017 00:00

La Coged cade al tie-break

Chieti. Seconda sconfitta consecutiva per la CO.GE.D., battuta in cinque set da un avversario coriaceo che ha saputo mettere in difficoltà la squadra neroverde e approfittare dei suoi molti errori. Dopo aver vinto un buon primo set, la CO.GE.D. ha ceduto nettamente la seconda frazione, rifacendosi però con una grande rimonta nel terzo set, vinto per 25-23. Senza storia, al di là del 21-25 finale, il quarto set a favore di Cave, mentre nel tie-break le neroverdi hanno combattuto punto su punto fino alla resa, 13-15. Top scorer delle teatine è stata Federica Matrullo con 21 punti, seguita in doppia cifra da Lupidi (19), Perna (14), Kus (12) e Ragone (11). Dall’altro lato, incontenibile Marika Longobardi, autrice di 27 punti.
“Purtroppo è una sconfitta meritata – ha commentato a fine gara Alceo Esposito –. Il nostro avversario di stasera ci aveva studiati bene e ha saputo metterci in difficoltà. Noi però ci abbiamo messo molto del nostro: in settimana avevamo preparato un certo tipo di partita e non siamo riusciti a fare nulla di quello che ci eravamo proposti. Tanti errori tecnici banali, dagli appoggi alle battute, fino ad alcune gravi distrazioni: avevamo detto, per esempio, di non fare pallonetto dietro il loro muro e invece abbiamo fatto pallonetto solo in quel modo; oppure, il loro opposto mancino, Longobardi, che ci ha fatto malissimo, sapevamo che tirava quasi sempre in diagonale, come in effetti ha fatto, ma noi l’abbiamo sempre murata come se avesse dovuto tirare in lungolinea. Siamo alla quarta giornata, quindi è ancora presto per parlare di un momento di difficoltà, ma certamente dall’inizio della stagione non siamo migliorati, ma anzi abbiamo fatto qualche passo indietro. Dobbiamo subito reagire, perché questa sconfitta è figlia davvero di troppi errori”.
CO.GE.D. Pallavolo Teatina – Volley Cave 2-3 (25-22, 18-25, 25-23, 21-25, 13-15)
CO.GE.D. Pallavolo Teatrina: Mazzarini (L), Michetti (L) n.e., Palmieri, Kus 12, Negroni 4, Di Tonto n.e., Matrullo 21, Cocco, Capone, Di Tizio, Ragone 11, Lupidi 19, Perna (C) 14. All.: Alceo Esposito.
Volley Cave: Longobardi 27, Ferrieri 1, Fornari (L), Casella 8, Polisini 7, Zia 12, Massani 8, Grossi (L), Maurizi n.e., Luciani 3, Fedeli 2, Tomassi, Muzi 1, Felici n.e. All. : Pietro Camiolo.

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Domenica, 05 Novembre 2017 00:00

Serie D, Pineto - Francavilla 2-0

Pineto. Al Mariani-Pavone di Pineto, i padroni di casa sfidano il Francavilla. Il match termina 2-0 in favore dei biancazzurri. La cronaca dell’incontro parte al 5’ minuto di gioco quando Yussif, con un fendente, impegna Mazzocchetti alla parata in due tempi. È sempre il Francavilla a rendersi pericoloso. Minuto 11’ sul cronometro, sempre Yussif sugli sviluppi di un corner, svetta di testa ma la traiettoria sfiora solo l’incrocio dei pali. Il Pineto si vede solo al 25’ con Pezzotti che, dal limite dell’area, inventa un gran diagonale che sfiora il palo alla destra di Spacca. Francavilla con quasi totale possesso palla e Pineto che attende. La prima frazione di gioco si chiude, così, a reti bianche. Nella ripresa il Pineto entra con un altro piglio e al 62’ passa in vantaggio. Cross di Ciarcelluti, Battista sbuca dalle retrovie anticipando tutti e con la punta del piede insacca alle spalle di Spacca. Il Francavilla non ci sta e risponde un minuto più tardi con Mancini che calcia, Mazzocchetti respinge con i pugni. Sulla ribattuta arriva Banegas ma la sua conclusione sfiora solamente il palo. Il Pineto gestisce il vantaggio e all’82’ minuto chiude la partita. Pezzotti dalla bandierina, cross per Mariani che da solo in area stacca di testa e infila all’angolino. Durante l’esultanza dell’undici teramano, il direttore di gara Silvera ha espulso Pezzotti per eccesso di foga. Banegas prova a risollevare le sorti del Francavilla al 92’ minuto con un tiro di esterno forte ma centrale, facile preda dell’estremo difensore di casa. È l’ultima emozione del match, il Francavilla dopo quattro risultati utili consecutivi interrompe la striscia positiva, rimanendo a quota 16 punti.

 

TABELLINO
Pineto Calcio-Francavilla Calcio 2-0
Marcatori: 62’ Battista (P); 82’ Mariani (P)
Pineto Calcio: Mazzocchetti, Della Quercia, Pomante, Zane, Gragnoli (57’ Farias), Bisegna (64’ Esposito), Battista (67’ Capocasa), Pepe, Pezzotti, Mariani, Di Rocco (57’ Ciarcelluti). A disposizione: Giacchetta, Napolano, Rachini, Orlando, Fiumara. All. Daniele Amaolo
Francavilla Calcio: Spacca, Fiore, Sembroni, Amenta, Palumbo, Miccichè, Mele, Yussif (83’ Di Pinto), Romeo (70’ Galli), Zerbo (57’ Banegas), Mancini (70’ Di Renzo). A disposizione: Salvatore, Milizia, Sanseverino, Di Pietrantonio, Velardi. All. Pierluigi Iervese
Arbitro: Julio Milan Silvera (Valdarno)
Assistenti: Federico Fratello (Latina); Michele Colavito (Bari)
Ammoniti: 29’ Sembroni (F); 33’ Pomante (P); 91’ Mele (F); 91’ Pepe (P)
Espulsi: Pezzotti nel Pineto al 82’ minuto

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Domenica, 05 Novembre 2017 00:00

Eccellenza, Spoltore - Alba Adriatica 2-0

Spoltore. Sale sempre più in alto lo Spoltore Calcio che supera anche l'ostacolo Alba Adriatica. Gli uomini di Ronci, reduci da tre vittorie consecutive, e da nove risultati utili, salgono al terzo posto con 22 punti, alle spalle della capolista Giulianova (29 punti) e dell'inseguitrice Sambuceto (23 punti). Una prova di forza e di maturità per gli uomini di Sabatino Pompa che hanno sofferto non poco contro un Alba ben messo in campo da D'Eugenio. La gara, nonostante il gran possesso palla degli azulgrana, è rimasta in equilibrio per ben 87 minuti. Quando la partita sembrava ormai destinata ad uno scialbo 0-0 arriva la perla di Simone Vitale che trasforma in gol il calcio di punizione assegnato dal direttore di gara D'Ettorre. Un missile terra-aria scagliato dai trenta metri che prima batte sulla traversa interna e poi si insacca alle spalle di Spinelli. Passano appena due minuti e lo spagnolo Mario Sanchez, da oggi ufficialmente Supermario, in contropiede firma il raddoppio. Terzo gol consevutivo per lo spagnolo sempre più protagonista.

La cronaca. L'Alba si presenta al Caprarese con la formazione tipo. Ronci invece deve fare ancora a meno di Sborgia, Mottola, Ranieri e di Ewansiha che accusa un problema durante il riscaldamento. Sbaraglia rientra ma si accomoda inizialmente in panchina. Le chiavi del centrocampo oggi sono affidate al calciatore iberico David Vera. Circa trecento gli spettatori presenti sugli spalti. La prima conclusione in porta arriva intorno al ventesimo con un calcio di punizione di Vitale deviato in angolo da Spinelli. Poco dopo risponde Veccia, sempre su calcio piazzato, ma Proietti non si fa trovare impreparato. Poco prima delal mezz'ora Vitale prende un colpo al naso che lo costringe ad uscire momentaneamente dal terreno di gioco per ricorrere alla cure dello staff sanitario. Alla mezz'ora Vera conclude da fuori area, ma la palla si perde sul fondo. Subito dopo Di Sante prova a sorprendere Proietti, lontano dai pali, con una conclusione dalla trequarti che si perde sulla traversa. Va invece vicino al gol il suo compagno di squadra Emili con una botta dal limite dell'area ma Proietti si distende e devia in angolo. L'ultima vera emozione del primo tempo porta la firma di Andrea Zanetti che batte di prima intenzione uno splendido palone servito da Nardone. Ma la sua conclusione, troppo centrale non impensierisce più di tanto Spinelli. Nella ripresa, a parte un colpo di testa di Nardone che finisce sopra la traversa, pescato in area da Grassi su azione di calcio d'angolo, non succede quasi nulla. Allora Ronci prova a cambiare qualcosa mettendo dentro Sbaraglia per Morales passando al 3-4-3, con Di Camillo che torna a centrocampo. Gli spoltoresi fanno un gran possesso palla ma concludono poco. Allora ci pensa l'ex Pescara, Simone Vitale, con quello splendido calcio di punizione a due minuti dal triplice fischio finale a mandare in estasi i tifosi di casa. E poco dopo Sanchez mette il sigillo definitivo alla gara.


Donato Ronci: "Non era facile oggi contro una buona squadra che si difendeva bene. Sono contento dell'atteggiamento dei miei uomini ma soprattutto della mentalità. In questo momento abbiamo raggiunto la giusta tranquillità. Negli ultimi due mesi abbiamo fatto degli enormi progressi. Bisgona continuare sulla strada intrapresa e non abbassare la guardia".

 

Spoltore-Alba Adriatica 2-0 (43'st Vitale, 45'st Sanchez)
Spoltore Calcio: Proietti, D’Intino (30'st Evangelista), Vitale, Di Camillo, Buonafortuna, Vera, Grassi, Zanetti, Sanchez, Morales (10'st Sbaraglia), Nardone (43'st Pompa). A disposizione: Gentileschi, Di Marco, Zucchetti,
Landucci. Allenatore: Donato Ronci
Alba Adriatica: Spinelli, Calvarese, Picone, Veccia, Fabrizi, Gibbs, Emili (15'st Capocasa), Di Nicola (42'st Lazzarini), Miani , Di Sante, Florimbj . A disposizione: Petrini, Iuvalo, Passamonti, Pantoni, Giorgio. Allenatore: D’Eugenio
Ammoniti: Morales, Nardone, Sanchez (S) Di Sante, Gibbs (A)
Terna arbitrale: Fabio D'Ettorre di Lanciano coadiuvato da Andrea Marziani di Teramo e Fabrizio Aspite di Chieti

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Domenica, 05 Novembre 2017 00:00

Il Pescara di Segundo sale sull’Ottovolante

Pescara. Numeri da vera corazzata, numeri da record. Non conosce ostacoli la marcia trionfale del Pescara targato Everaldo Segundo, che sul parquet amico del PalaRigopiano rifila nove reti al Real Grisignano e si conferma in vetta alla graduatoria a braccetto con l’Olimpus Roma, pur dovendo recuperare una partita (quella di Cagliari, in programma in data 15 novembre).
Tutto in discesa sin da subito contro le pur volenterose ragazze di mister Adriano Turcato, che di rado escono dalla propria trequarti per impensierire Vecchione e che chiudono la prima frazione sotto di 7 gol. Il monologo pescarese poteva in realtà essere ben più ampio di quanto non reciti lo score finale, ma tra legni colpiti, salvataggi dell’estremo ospite ed imprecisioni sotto porta Bertè e compagne devono “accontentarsi” di nove reti, che portano il totale stagionale a 60 marcature (dieci di più dell’Olimpus, che ha subito però due reti in meno: 9 contro 11). L’ottava meraviglia delle biancazzurre è servita nella prima domenica di novembre e porta la firma di Taty, che apre le marcature e la collezioni di reti che conta la tripletta di Tampa, le doppiette di Vanessa e Siclari ed il sigillo di Jenny. Adesso in casa Pescara si aprirà una settimana di lavoro intenso per preparare al meglio la trasferta di Terni, banco di prova attendibile per saggiare anche la tenuta difensiva.

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Domenica, 05 Novembre 2017 00:00

Tripla rimonta del Chieti sul Cupello

Chieti. Partita rocambolesca, dalle mille emozioni, questo pomeriggio all’Angelini tra il Chieti F.C. e il Cupello nella dodicesima giornata del campionato di Eccellenza.

Risultato finale 3 a 3 con una grande rimonta neroverde firmata dalla coppia Lalli-Catalli, che nella mezz’ora finale, riacciuffa il Cupello, dopo aver disputato un primo tempo soporifero, a ritmi bassi, compresi i primi quindici minuti della ripresa, quando gli ospitiavevano messo le mani sul match grazie alla terza marcatura firmata da D’Antonio.
Primo tempo da dimenticare per la compagine di mister Aielli, scesa in campo senza idee e senza gioco, complice anche un po’ di stanchezza vista la terza partita in sette giorni, dopo il grande sforzo fisico nel match di mercoledì a Montesilvano. Aielli rispetto al turno infrasettimanale con l’Acqua&Sapone cambia due undicesimi nella formazione iniziale e schiera dal primo minuto Ricci e Capitoli al posto di Catalli e Ferrante. Chieti F.C. con il 4-3-2-1: Cattenari tra i pali, linea di difesa composta da Ricci, Felli, Patacchiola e De Fabritiis, centrocampo con Fanelli, Simonetti e Bordoni, esterni alti Selvallegra e Capitoli a supporto del Capitano Fabio Lalli. Risponde ilCupello di Carlucci con Marconato, De Cinque, Bruno, Progna, Giuliano, Benedetti, D’Antonio, Tucci S., Pendenza, Quaranta, Troiano.

L’avvio è tutto di marca ospite con due conclusioni verso la porta di Cattenari con Pendenza e la punizione di Tucci che sfiora il palo da buona posizione. Il terzo campanello d’allarme arriva al 27’ con il disimpegno errato di Fanelli che regala l’assist a Tucci che si ritrova a tu per tu con l’estremo difensore neroverde ma spara alto. Chieti F.C. incapace di reagire, gli ospiti pungono ancora con Pendenza che mette in mezzo un crossperfetto per De Cinque, Cattenari è super nello smanacciare la sfera destinata in rete. Al 37’ arriva l’episodio che regala il vantaggio al Cupello: Ricci commette fallo su Progna e l’arbitro Di Cola di Avezzano assegna il rigore agli ospiti. Dal dischetto Pendenzaspiazza Cattenari e firma lo 0 a 1. Come se non bastasse, la doccia fredda, arriva poco prima del riposo ancora con Pendenza che sfrutta un errore della retroguardia teatina per battere per la seconda volta Cattenari.

I neroverdi rientrano negli spogliatoi a testa bassa sotto i fischi del pubblico. Aielli, nel tentativo di dare una scossa alla squadra, inserisce dal primo minuto della ripresaComparelli, Ferrante, Catalli e Cioffi per Ricci, Simonetti, Capitoli e Fanelli. Cambia anche l’assetto tattico: spregiudicato 4-3-3 nel tentativo di recuperare il match. In attacco Lalli e Cioffi, Catalli leggermente arretrato a fare da rifinitore.

Al 54’ si fa vedere Patacchiola che raccoglie di testa il corner battuto da Catalli, palla alta sopra la traversa di Marconato. Cupello che non si scompone e sornione risponde al 63’ con De Cinque che non inquadra lo specchio della porta. Dopo due minuti su azione di contropiede D’Antonio è freddo nell’infilare Cattenari per la terza volta. Sull’Angelini cala il gelo, ilChieti F.C. con la forza della disperazione si getta in avanti e d’ora in poi si assiste ad un autentico show neroverde. Il segnale lo lancia il Capitano Lalli che segna un gol pregevole da cineteca per gli esteti del calcio, Marconato può solo vedere la sfera che s’infila sotto l’incrocio dei pali. Nel frattempo, il tecnico Aielli, effettua il quinto cambio inserendo Iommetti a centrocampo al posto di Bordoni. I Teatini riprendono fiducia nei propri mezzi e continuano l’assedio verso la porta ospite. Al 78’ arriva un’altra magia su calcio di punizione battuto da Catalli bravo a tirare di precisione, dove Marconato è apparso incerto. 2 a 3, partita riaperta, l’Angelini di colpo diventa una bolgia.Il Cupello si rinchiude nella propria metà campo a difesa del vantaggio. Match che diventa nervoso con il passare dei minuti. La remuntadaneroverde è completata al primo minuto di recupero dei cinque concessi dall’arbitro Di Cola. Ci pensa sempre Lalli (settimo gol stagionale) a gonfiare la rete di testa e far esplodere tutto lo stadio. Grande festa in campo e sugli spalti per una rimonta pazzesca che fa morale dopo il black – out dei primi 45’ minuti di gioco. Complimenti al Cupello che ha disputato una partita perfetta per buoni sessanta minuti. Nell’ultima mezz’ora il Chieti F.C. ha reagito in modo impeccabile con la forza dei nervi e con la qualità dei singoli. In classifica si sale a ventuno punti, al quinto posto, in compagnia della R.C. Angolana. Davanti vince il Giulianova a San Salvo per 0 a 3, pareggi per Paterno e Sambuceto. Si rifà sotto lo Spoltore che supera per 2 a 0 l’Alba Adriatica e guadagna il quarto posto in graduatoria. Prossimo impegno per i ragazzi del Presidente Trevisan, domenica prossima, sul terreno delMontorio 88.

 

Tabellino:
CHIETI F.C. – CUPELLO 3 – 3 (0 – 2)
Reti: 38’ pt (rig.) e 45’ pt Pendenza, 65′ st D’Antonio, 69’ st e 90′ st Lalli, 78’ st Catalli
CHIETI F.C.: Cattenari, Ricci (1’st Cioffi), Felli, Patacchiola, Bordoni (66’st Iommetti), Selvallegra, Fanelli(1’ st Comparelli), Simonetti (1’st Catalli), Capitoli (1’st Ferrante), De Fabritiis, Lalli
A disp: Massa, Comparelli, Fruci, Iommetti, Cioffi, Catalli, Ferrante
Allenatore: Aielli
CUPELLO: Marconato, De Cinque, Bruno, Progna, Giuliano, Benedetti, D’Antonio (73’st Berardi), Tucci, Pendenza, Quaranta (83’st Tucci A.), Troiano (72’st De Santis)
A disp: Bellano, Tucci A., Avantaggiato, Berardi, De Santis, Bassano, Nuozzi
Allenatore: Carlucci
Arbitro: Di Cola di Avezzano 1° assistente Carullo, 2° assistenteAlonzi
Ammoniti: Catalli, Ferrante, Patacchiola, Quaranta, De Cinque
Recupero: 1’ pt e 5’ st
Spettatori: 500

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L'Aquila. E’ stato un vero e proprio “Flash Mob Istituzionale” quello messo in atto ieri da tutti i consiglieri comunali del M5S che, nello stesso giorno, hanno protocollato nei rispettivi Comuni, una Mozione per impegnare i Sindaci all’aggiornamento tempestivo del Piano di Emergenza Comunale. “L’obiettivo è quello di mantenere il fiato sul collo dei Comuni e vedere, entro la fine dell’autunno, i nostri Comuni provvisti di Piano aggiornato e trasmesso secondo quanto stabilito dalle vigenti norme regionali e nazionali, in collaborazione con il Servizio di Protezione Civile di Regione Abruzzo - commentano i portavoce comunali del M5S – Ora tocca ai sindaci adoperarsi per mettersi al più presto in regola. La stagione invernale è alle porte, riteniamo che entro il 21 dicembre p.v. tutti i Comuni dovrebbero, per ragioni di sicurezza, ultimare l’aggiornamento dei rispettivi piani. Invitiamo anche i consiglieri comunali, a qualunque forza politica appartengano, a prendere spunto dalla nostra Mozione e incalzare le amministrazioni comunali”.
La mozione è stata depositata dai consiglieri comunali M5S nei Comuni di Chieti, Pescara, Teramo, Bucchianico, Nereto, Francavilla al Mare, Bellante, Atessa, Paglieta, Spoltore, San Giovanni Teatino, Tortoreto, Mosciano S. Angelo, Vasto, Avezzano, Civitella Roveto, Pineto, Miglianico, Penne, Giulianova, Castellalto, Martinsicuro.
La massiccia azione istituzionale si inserisce nella battaglia di prevenzione del M5S in Regione Abruzzo, che vede come capofila il consigliere regionale Sara Marcozzi. Dopo aver scoperto che 300 Comuni su 305 risultano privi di un Piano di Emergenza aggiornato, nei giorni scorsi, la consigliera 5 stelle ha inviato una lettera a tutti i 300 sindaci d’Abruzzo non i regola, sollecitandoli all’aggiornamento e alla trasmissione dei Piani secondo normativa vigente e fornendo loro le indicazioni degli uffici tecnici delle Protezione Civile e cui rivolgersi.
“Come siamo soliti fare, abbiamo intrapreso un’azione coordinata tra i vari livelli istituzionali per garantire efficacia al risultato” commenta Sara Marcozzi “Il fine è quello di garantire ai cittadini la corretta prevenzione e previsione degli eventi dannosi e dare alle amministrazioni la possibilità di gestire in maniera efficace ed efficiente l'emergenza e i soccorsi. Quella della prevenzione e della pianificazione rappresenta per il M5S una priorità assoluta. Aver scoperto che 300 comuni abruzzesi su 305 sono inadempienti, purtroppo, ci ha confermato lo scarso interesse che c’è stato, fino ad ora, da parte delle amministrazioni per la prevenzione e la sicurezza dei cittadini. Crediamo che l’Abruzzo non possa più permettersi errori, soprattutto dopo la tragedia di Rigopiano. La nostra regione è esposta a molti rischi tra i quali terremoti, incendi e alluvioni. E’ incredibile che chi amministra la Regione, il Presidente D’Alfonso, non si sia mai fatto carico di verificare l’efficacia e l’efficienza dei Piani Comunali. Fino ad oggi abbiamo constatato un totale immobilismo della politica salvo poi, a tragedia avvenuta, veder piangere lacrime di coccodrillo per le vittime e i danni. Il M5S intende invertire questa tendenza. Stiamo sopperendo alle lacune dell’amministrazione regionale come se ci fossimo noi al governo d’Abruzzo. La prevenzione e la pianificazione delle azioni di emergenza possono salvare delle vite. Non si tratta di una battaglia politica ma di un metodo di governo e di civiltà.”

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Pescara. “Sì della Giunta al Piano triennale delle azioni positive 2018/2020. E’ un atto importante che ora ha bisogno di azioni concrete per camminare, azioni che rimettiamo al lavoro e alla professionalità del dirigente del personale Fabio Zuccarini e della Presidente del CUG avvocato Lorena Petaccia. Il CUG è il Comitato unico di garanzia deputato all’incentivazione delle pari opportunità lavorative tra uomo e donna, al benessere di chi lavora ed alla lotta ad ogni forma di discriminazione in ambito lavorativo".
Così in una nota il vicesindaco di Pescara e assessore al Personale Antonio Blasioli, che aggiunge: "Nell’ordinamento europeo le azioni positive sono delle misure che possono essere anche temporanee e speciali e che possono anche derogare al principio di uguaglianza formale, se mirano a rimuovere gli ostacoli che in un ambiente di lavoro si frappongono alla effettiva pari opportunità e alla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego.
Il Piano delle azioni positive per l’attenzione che l’ordinamento europeo sta dando a questi temi per il Comune di Pescara è uno strumento per offrire a tutte le lavoratrici e i lavoratori la possibilità di svolgere le proprie mansioni in un contesto lavorativo sicuro e attento a prevenire situazioni di malessere e di disagio. Tre sono gli obiettivi individuati:
1) Pari opportunità: per raggiungere questi obiettivi tengo in maniera particolare che anche nel nostro Comune siano sperimentate le prime forme di “smart working”. Non solo telelavoro ma anche nuove opportunità spazio-temporali di prestazione lavorativa, due modalità che potrebbero aiutare, ad esempio, il dipendente che deve prestare delle cure parentali.
2) Benessere organizzativo: particolare attenzione voglio porre anche sull’aspetto della flessibilità lavorativa legata ai tempi. Da un paio di mesi lavoriamo ad un nuovo regolamento dell’orario di lavoro che preveda delle fasce di cosiddetta flessibilità dell’orario, in anticipo e in posticipo, perché si possa giungere ad una conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che non sia più una vuota enunciazione e che possa tradursi in un vantaggio per l'ente in termini di produttività. Per un migliore benessere organizzativo spero di poter approvare entro dicembre/gennaio questo nuovo regolamento.
3) Contrasto a qualsiasi forma di discriminazione e disequilibrio di genere. Si lavorerà ad un nuovo Codice di condotta che integrerà il Codice di comportamento dell’Ente in materia di omofobia, discriminazione, molestie e mobbing.
Questi obiettivi ci arrivano dalla normativa, ma sono anche linee innovative e civiche di gestione del personale, al quale chiediamo veramente tanto, specie in questi anni di predissesto e che in carenza di fondi mi sento di ringraziare prima di tutto personalmente e poi con queste azioni che consentono di svolgere al meglio il lavoro e che si troveranno per i prossimi anni”.

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Pescara. La Giunta ha approvato il progetto esecutivo dell’ex ONMI di via del Circuito. Dopo l’approvazione dell’accordo in Consiglio Comunale con il quale si accettava che la nostra società Pescara Energia effettuasse i lavori ancora rimasti relativi al piano rialzato dell’edificio dove si trovava l’Opera nazionale maternità infantile, ora la Giunta Comunale ha approvato il progetto per un importo di 1.200.000, euro, progetto proposto dagli architetti Carmine Falasca e Carlo Lufrano che già avevano lavorato sul progetto iniziale. Con la stessa delibera la Giunta ha autorizzato Pescara Energia ad eseguire opere sull’immobile e solo al termine dei lavori diverrà proprietario del piano rialzato.

“Parliamo di una storia lunga e di un recupero atteso da anni. In origine destinata all’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, dal 1990, invece, al Comando della Polizia Municipale che l’ha utilizzata fino al 2002 – illustra il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Antonio Blasioli – Poi a causa di indispensabili lavori di risanamento strutturale e di adeguamento degli impianti tecnologici il Comando è passato nella vicina Scuola Media “Michetti”. Da allora alcuni dei lavori sono stati compiuti, ma non sono risultati però sufficienti al ripristino funzionale dell’immobile rimasto in stato di abbandono. Con la cessione dunque si centrano diversi obiettivi, dare a Pescara Energia una sede funzionale e fruibile dall’utenza, ad oggi divisa in più edifici, ma anche accorpare negli altri spazi la sede del Centro Operativo Comunale, della Protezione Civile comunale e delle associazioni di protezione civile, un lavoro iniziato dall’ex vice sindaco Enzo Del Vecchio, che io ho portato avanti con forza e determinazione.
Ne gioveranno tutti: la città che vedrà rinascere questi spazi, il Comune e Pescara Energia che potranno finalmente utilizzarli. Ora la palla passa a Pescara Energia di cui conosciamo la solerzia affinchè i lavori vengano affidati quanto prima. Già solo avere i lavori in corso aiuta i residenti a non percepire più quell’area come una terra di nessuno, ma avendo avuto modo di visitare la struttura posso garantire che è uno spettacolo e che i progettisti hanno fatto veramente un bel lavoro anche per il recupero dell’identità storica dell’opera. Quando termineranno i lavori, mi auguro per l’estate 2018, anche la città potrà tornare a impossessarsi di questa perla architettonica”.

“Siamo reduci dall’approvazione in Consiglio Comunale della cessione di parte del fabbricato a Pescara Energia – sottolinea il sindaco Marco Alessandrini - Con un accordo importante e risolutivo toglieremo dal degrado un edificio che da troppi anni aspetta di trovare una nuova destinazione grazie a un investimento da parte della nostra Spa pari a circa 1.200.000 euro che consentiranno di ultimare una riqualificazione in corso da anni. Il resto tornerà nella disponibilità del Comune che lo destinerà a fini pubblici.
In primo luogo pensiamo che questo luogo dovrà essere la sede della Protezione Civile che ha bisogno di spazi dove strutturare gli interventi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Pescara Energia, essendo un Ente in predissesto avremmo avuto difficoltà a trovare un finanziamento così ingente, lo facciamo attraverso la nostra partecipata, rimaniamo nel perimetro pubblico dando una risposta che ha un grande valore nel senso della riqualificazione anche di questo cartiere, dunque la marginalità sociale si combatte anche in questo modo, riqualificando e portando a termine opere importanti come questa”.

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Bruxelles. Bruxelles è una città bella e brutta insieme, internazionale e provinciale, speciale e ordinaria, facile e difficile. I giudizi sono contraddittori: c'è chi se ne innamora, c'è, invece, chi la considera un passaggio obbligatorio, chi vi fissa la propria dimora, chi la lascia alla prima occasione. Il giovane ristoratore abruzzese Jonathan Cardelli vi ha trovato la sua giusta dimensione, il posto dove realizzare il suo sogno aprendo "L'Atelier des Pâtes" in Rue Namur n. 4: venerdì 10 novembre si festeggerà il primo anniversario.
Sono venuto a Bruxelles - ci dice - per finire i miei studi e poi sono rimasto in città, perché me ne sono innamorato. È abbastanza a misura d'uomo, c'è abbastanza verde.
La prima cosa che ti ha colpito?
È multicentrica, non ha un centro storico e basta. C'è anche il quartiere europeo, Ixelles, Flagey, Atomium, ogni comune ha la sua particolarità: una città dai mille volti.
Che studi hai fatto?
Ho preso la laurea in Scienze diplomatiche in Italia a indirizzo Unione Europea e poi ho pensato che un master a Bruxelles fosse quasi un must, ho studiato altri due anni qui: sono rimasto e ho lavorato per la prima banca del Paese, la BNP Paribas Fortis.
E che c'entra dunque l'Atelier des Pâtes?
È un sogno di vecchia data: nella vita concreta dovevo comunque trovare un lavoro e per circa nove anni ho lavorato nell'ambito del marketing, però la prima cosa che mi è mancata da quando sono arrivato a Bruxelles undici anni fa è stata la pasta fresca, non la pasta in generale, ma la pasta fresca. Undici anni fa non era così facile trovarla, oggi è più semplice. Non trovavo all'inizio la piccola bottega della pasta fresca, all'uovo, che pure in Italia - nelle città - va scomparendo. L'idea iniziale era di avere un laboratorio di pasta fresca ma poi ho combinato la produzione di pasta fresca con il ristorante: abbiamo una cucina con macchine italiane per produrre pasta fresca e la facciamo gustare con ricette classiche o leggermente rivisitate, ma puramente italiane.
L'Atelier des Pâtes esisteva già da prima?
No, è stato concepito dal nulla.
Anche il nome l'hai pensato direttamente in francese o sei stato tentato di tenere "pasta" in italiano?
No, perché sarebbe stato uno dei tanti posti italiani. Volevo proprio andare a toccare il pubblico di Bruxelles, volevo un nome che già richiamasse la manualità, dunque Atelier ... ma con "pasta" mi sembrava un'accozzaglia, mentre "des Pâtes" mi suonava molto più scorrevole.
Atelier richiama l'artigianalità ma anche la moda, l'arte, l'idea del laboratorio: che cosa metti di artistico nella preparazione della pasta?
A livello strutturale tutto quello che c'è nel ristorante come mobilio è stato fatto a mano da me, mio padre e mio fratello: tavoli, il bancone e le mensole in legno, luci, attaccapanni, lampadari. Inoltre, tutta la maestria dello chef Antonio produce le nostre paste e inventa le sue ricette per farle degustare.
C'è una ricetta tradizionale che hai uniformato al gusto belga?
Nessuna, né panna né salse: ogni tre mesi cambiamo menù, secondo la stagione. Ci sono dei piatti fissi e altri che cambiano ogni tre mesi. Qualche ricetta è stata modificata, ma con gusto italiano: ad esempio, la nostra carbonara è una carbonara scomposta con 'nduja; rivisitiamo, quindi, i piatti da italiani, non al gusto belga.
E i belgi che cosa apprezzano di più?
Penso questa autenticità non dispiaccia perché chi viene qui prova piatti che non trova altrove. Una delle nostre specialità sono i ravioli farciti, presenti anche nel logo del ristorante.
E gli italiani?
Penso che vengano più per curiosità per provare l'ennesimo italiano che ha aperto. Poi vedono che il ristorante è abbastanza gastronomico, quindi tornano: vi trovano gusti autentici che richiamano la tradizione.
Per esempio?
Ci sono due piatti dedicati alle mie due nonne. Uno è la "Chitarra alla Teramana con Pallottine di Carne" tipica ricetta di Teramo: uno spaghetto quadrato il cui ragù è fatto con piccole pallottine di carne. Un'altra sono i ravioli col tartufo della mia zona, il teramano. Questi piatti vanno quasi per la maggiore: anche il fatto di chiamare i piatti "Nonna Mentina" e "Nonna Amelia" attira molto.
Evidentemente hai trasmesso il contenuto affettivo...
Penso di sì: questo elemento rende di più l'autenticità e piace ai clienti.
I prodotti?
Vengono dall'Italia: abbiamo dei fornitori con cui lavoriamo. Fra gli antipasti abbiamo le olive all'ascolana che arrivano dalle Marche. Abbiamo inventato i tartufini, olive all'ascolana nera perché c'è il tartufo, che arrivano dal mio paese ogni due settimane.
Ma l'Italia ti manca?
Più che altro gli affetti. Tutta la mia famiglia è lì: una nipotina nata da poco, per esempio. L'Italia in sé per adesso non mi manca. Mi trovo bene qui e a livello lavorativo avrei avuto meno possibilità di carriera rispetto al Belgio: posso parlare con tutta l'umiltà della situazione di meritocrazia perché non conoscevo nessuno e non ho fatto scalate sociali in base a raccomandazioni; ho dovuto lavorare per arrivare dove sono, però ci sono. In Italia sarebbe stato un po' più difficile senza le spalle coperte.
In base alla tua esperienza, noi italiani continuiamo a essere un po' piagnoni?
Sì, ci lamentiamo dei trasporti, il tempo e se stiamo in Italia diciamo le stesse cose. Non siamo tutti così ovviamente.
Un'esperienza come l'Atelier des Pâtes sarebbe esportabile in Italia? Sembra un paradosso...
Non lo so. Come chiedere a un cinese se aprire un ristorante a Shanghai o a Bruxelles sarebbe la stessa cosa... non sarebbe un ristorante cinese, ma un ristorante. Per l'Atelier des Pâtes bisognerebbe andare a cercare un mercato molto specifico dove qualcosa del genere potrebbe mancare: nelle grandi città non so quanto, a meno che non si crei qualcosa di tendenza.
C'è qualche personaggio famoso, qualche politico che è passato da qui?
Penso di sì, ma non lo sappiamo. Ci troviamo in una buona posizione: vicino c'è la Corte dei Conti, il Ministero degli Esteri, la Fondazione Roi Baudoin, è venuto il Cabinet di Rudi Vervoort, Ministro-Presidente di Bruxelles... Ho un mezzo pensiero da quando ho aperto: siamo l'unico ristorante la cui parete confina col Palazzo Reale e ho avuto sempre l'idea di invitare il Re a mangiare...
Perché no?
Perché un mese dopo l'apertura è uscito un articolo su Le Soir in cui si diceva che il Re mangiava senza glutine, e quindi con la pasta non va proprio bene. Chissà, però, possiamo invitare Paola e Alberto.
Qui oltre alla pasta si possono gustare antipasti e dolci. Prezzo medio?
Pasto completo: fra i 25 e i 35€. Son voluto rimanere sui prezzi standard.

 

Giovanni Zambito
Fattitaliani.it

Pubblicato in Cronaca

Sulmona. Comincerà martedì 7, davanti al Tribunale di Sulmona, il processo a carico del 64enne di Pettorano sul Gizio che, nel settembre del 2014, sparò a un orso marsicano causandone la morte. L’udienza era stata in verità già messa in calendario il 21 marzo scorso ma venne rinviata perché coincidente con un giorno di astensione dalle udienze da parte degli avvocati. Il WWF, come da sua consolidata abitudine, si costituirà parte civile, attraverso l’avv. Michele Pezone, che da anni cura gli interessi dell’associazione ambientalista nella tutela della fauna selvatica, ad esempio nei tanti ricorsi presentati per ottenere che il calendario venatorio rispetti le disposizioni di legge.

«Il WWF – spiega il delegato Abruzzo Luciano Di Tizio – sarà presente in aula per far valere le ragioni dell’ambiente in un processo che ha un particolare rilievo: negli ultimi 50 anni una ottantina di orsi sono morti per cause riconducibili ad attività umane, vittime di incidenti ma anche di bocconi avvelenati e armi da fuoco, eppure solo in rarissimi casi si è arrivati all’esame di questi episodi in un’aula di giustizia».

L’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921), sottospecie unica al mondo e preziosissima per la biodiversità, sopravvive soltanto con una cinquantina di individui concentrati prevalentemente in Abruzzo (e in piccola parte in Lazio, Molise e Marche). Un numero molto basso che porta la sottospecie sull’orlo dell’estinzione e rende necessarie eccezionali misure di protezione. Si tratta di un animale con il quale bisogna imparare a convivere, ancor più di quanto si è fatto finora.

Nelle montagne abruzzesi, e in alcune zone più che nelle altre, la possibilità di un incontro ravvicinato è tutt’altro che remota. Questo tuttavia non giustifica reazioni esagerate da parte dell’uomo, neppure in difesa dei propri interessi economici, visto che si tratta di un animale mite e che i danni che provoca vengono rimborsati. Gli incontri avvengono soprattutto in estate. Non a caso il WWF nel giugno scorso diffuse una nota, con alcune informazioni di base e poche e semplici regole da rispettare, condensate in otto cose da sapere e altrettante regole da rispettare che vi riproponiamo qui di seguito.

Cose da sapere

1. L’orso naturalmente teme l’uomo e se ne mantiene a distanza.

2. Ad oggi non è noto alcun caso di aggressione all’uomo da parte di un orso marsicano.

3. Incontri ravvicinati sono stati più volte documentati, ma non sono mai state raccolte evidenze o atteggiamenti di aggressione.

4. Un orso che si solleva sulle zampe posteriori non vuole minacciare ma sta semplicemente valutando la situazione.

5. Gli orsi non hanno un’ottima vista, ma sanno arrampicarsi sugli alberi e corrono veloci quanto un cavallo.

6. Come accade per tutti gli animali selvatici, certe situazioni possono essere più pericolose di altre perché stimolano l’istinto di difesa. In particolare:

a. una femmina d’orso insieme ai suoi piccoli fa il possibile per difenderli da un potenziale pericolo;

b. un orso che si sta nutrendo può anche cercare di difendere il suo pasto;

c. un orso ferito è più pericoloso;

d. un orso che si sente minacciato da un cane può diventare pericoloso.

7. Eccezionalmente un orso potrebbe simulare un attacco, ma senza entrare in contatto fisico, solo per spaventare e farci allontanare: è una possibile normale reazione di fronte a una presenza non gradita.

8. Può capitare che vi siano orsi che per varie ragioni frequentano ambienti di vita e di lavoro dell’uomo. In questo caso non è improbabile che qualche orso diventi un osservato speciale, per danni o preoccupazioni che può generare a carico di una comunità. La gestione di simili situazioni fa capo al Parco con il coinvolgimento dei residenti e di esperti. È bene che frequentatori occasionali si affidino alle raccomandazioni date volta per volta in questi casi dalle autorità competenti.

Cose da fare (e da non fare)

1. Se volete evitare di incontrare un orso sul vostro cammino, è sufficiente parlare o produrre rumori in modo che l’animale percepisca la vostra presenza con largo anticipo e si allontani.

2. Se avete la fortuna di intravedere l’orso in lontananza, arrestatevi e rimanete fermi ad osservarlo. Non avvicinatevi mai a meno di 100 metri di distanza.

3. In particolare non avvicinatevi mai a cuccioli di orso, ma anzi allontanatevene subito perché la loro madre dovrebbe essere vicina e può reagire se immagina i suoi piccoli in pericolo, come farebbe qualsiasi madre anche della nostra specie.

4. Non avvicinatevi mai a una tana di orso e tantomeno tentate di entrarvi.

5. Se vi doveste imbattere improvvisamente in un orso a distanza ridotta, mantenete la calma e non urlate, ma parlate per farvi riconoscere. Se l’orso rimane fermo, allontanatevi con calma, indietreggiando o muovendovi lateralmente. Se l’orso dovesse seguirvi, fermatevi e mantenete la vostra posizione. Non lanciate contro l’animale pietre o bastoni, non scappate di corsa e non arrampicatevi su un albero.

6. È molto improbabile che l’orso vi attacchi ma se nonostante tutto dovesse farlo, rimanete immobili: con grande probabilità l’orso si fermerà vicino a voi senza alcun contatto fisico. Se l’attacco dovesse arrivare al contatto, distendetevi a terra a faccia in giù, coprendovi il collo con le mani. Rialzatevi solo quando l’orso non sarà più nei paraggi e segnalate l’accaduto al Parco e ai Carabinieri-Forestali.

7. Se passeggiate con il vostro cane nell’habitat del plantigrado, tenetelo al guinzaglio per evitare che si avvicini a un orso, disturbandolo o attaccandolo, ma anche che lo conduca verso di voi se dovesse tornare indietro in cerca di protezione.

8. Non date mai da mangiare ad animali selvatici e non abbandonate mai cibo e altri rifiuti organici nel bosco e nelle sue vicinanze, né nei pressi di rifugi. Tutti i rifiuti devono essere riportati a casa, oppure depositati in bidoni della spazzatura non accessibili alla fauna. È molto importante che gli orsi non associno fonti alimentari con la presenza umana, perché questo accentuerebbe i conflitti tra le due specie.

Pubblicato in Cronaca
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