Articoli filtrati per data: Mercoledì, 08 Novembre 2017

Pescara. Milano corsaro a Pescara. Nella gara originariamente prevista in data 25 novembre e poi anticipata a questa sera causa partecipazione del club biancazzurro al Girone “Elite Round” di Futsal Cup (che si svolgerà proprio a Pescara nel periodo 21/26 novembre), il fanalino di coda espugna il Palarigopiano per 6-4.
Gara che sembrava in discesa per i biancazzurri, dopo il gol di Cuzzolino in avvio, ma terribilmente complicatasi dopo la rimonta meneghina firmata Migliano Minazzoli - Urio. Nella ripresa, nonostante la rete di Rescia e, successivamente, una doppietta da piazzato di Cuzzolino, il Pescara paga dazio alle tante disattenzioni difensive e deve capitolare sotto i colpi di Peverini, Esposito e Ziberi (per due volte). Al suono della sirena, Sau ed i suoi festeggiano l'impresa e si portano a quota 7 punti in classifica.
La sfida a Milano è già da archiviare, il calendario non concede infatti soste. Sabato al PalaRigopiano sarà di scena la Luparense (diretta streaming sul canale ufficiale YouTube del nostro club), nuovo capitolo di una sfida infinita che vedrà le due squadre italiane ancora in lizza in Europa sfidarsi anche il 20 dicembre a Padova con in palio la Supercoppa Italiana. Tra le fila biancazzurre torneranno a disposizione sia Borruto, che per ironia del destino proprio contro la Luparense tornerà a calcare il parquet di una gara di campionato dopo la squalifica comminata in gara 1 dell’ultima serie Scudetto, sia Morgado, il cui recupero è completo come dimostrato nel cospicuo scampolo di gara disputato contro Gargantini e soci stasera. La sfida di campionato con il Rieti, che chiuderà le fatiche italiane della truppa per il mese di novembre, farà da prologo al grande evento della Uefa Futsal Cup.

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Sambuceto. Undici risultati utili consecutivi, miglior difesa del campionato (solamente 8 gol subiti in 12 partite), e secondo posto in classifica in Eccellenza: i “numeri” in casa Sambuceto in questo primo scorcio di stagione sembrano parlare da soli. Se però a questi si aggiungono anche dei “nomi” e delle parole, allora si può capire meglio quale sia l’alchimia che sta spingendo Tatomir e i suoi ragazzi quest’anno. Marco Conversano (al suo secondo anno alla Cittadella dello Sport) è infatti l’unico “vecchio volto” del comparto arretrato dei viola della stagione 2017-18, con la formazione titolare praticamente cambiata per quattro quinti (se si considera, oltre alla linea difensiva a quattro, anche il portiere Testa): «Credo che l’aspetto molto positivo», spiega il centrale, «sia che i nuovi si sono integrati subito e bene. In generale stiamo facendo un ottimo lavoro, e i risultati si vedono. Facendo tutti gli scongiuri del caso, speriamo di continuare così il più a lungo possibile».
Gli ottimi risultati e la difesa “super” dei viola sono però il frutto non soltanto di una retroguardia arretrata all’altezza e ben assortita, ma di una serie di “ingranaggi” che l’allenatore e la squadra stanno oliando in maniera quasi impeccabile di partita in partita: «La squadra è cambiata molto rispetto allo scorso anno», prosegue Conversano, «Ed effettivamente non si difende solamente in 4 o 5, ma in 11, così come stiamo facendo. Parte tutto da davanti, con i nostri attaccanti che sono sempre bravi a pressare e a cercare di “sporcare” le manovre avversarie sin dalla partenza. In questo modo tutti, attaccanti, centrocampisti e difensori facilitano il nostro lavoro lì nella retroguardia».
E così come gli attaccanti, con spirito di abnegazione, si mettono al servizio dell’intera squadra, anche lo stesso Conversano, quando può, cerca di “ricambiare il favore” lì davanti. Anche se a differenza dello scorso anno non è ancora riuscito a timbrare il tabellino dei marcatori, il difensore quest’anno ha indossato i panni dell’assistman, come dimostra tra l’altro il pregevole lancio millimetrico per la rete di Camperchioli che ha deciso il match di Ognissanti contro l’Amiternina: «Non ho ancora segnato perché sono stato un po’ impreciso, anche nell’occasione avuta domenica scorsa sul sinistro», spiega Conversano, aggiungendo poi con grande umiltà, «L’importante però è cercare di non subirne. A fare gol ci pensano gli altri miei compagni, che sono di sicuro più bravi di me nel farlo».
L’analisi finale del difensore centrale è per l’andamento e gli obiettivi stagionali del Sambuceto, alla luce anche del brillante avvio sin qui dimostrato: «Per adesso stiamo puntando a una salvezza tranquilla, ed essendo a 23 punti, per arrivare alla “classica” soglia dei 40 ci mancano 17 punti. Poi proveremo a rifare quanto di buono successo nella scorsa stagione, chiusa a 53 punti, e nel caso proveremo a migliorarci. Andiamo per gradi anche perché la classifica è cortissima, e con un pareggio o una sconfitta puoi tranquillamente passare dal secondo al sesto posto o viceversa. Sembra una classica frase fatta, ma qui davvero bisogna ragionare e concentrarsi partita dopo partita, perché porsi un obiettivo adesso è impossibile, poiché quello di quest’anno è realmente un campionato duro e difficile».

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Chieti. Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e l’Assessore alla Cultura e Manifestazioni, Antonio Viola, questa mattina, con il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, hanno presieduto la prima riunione per la costituzione del tavolo di lavoro per il rilancio culturale della città di Chieti, svoltosi presso la Sala Riunioni della Prefettura, che vede il coinvolgimento di Istituzioni e associazioni culturali e di categoria della città di Chieti.

Obiettivo del Tavolo di lavoro sarà quello di far convergere proposte e idee utili ad un ulteriore sviluppo della città di Chieti nell’ottica di un capoluogo competitivo e con nuovi “asset” su cui posizionare il proprio futuro.

Alla riunione erano presenti: il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione, Enzo Del Vecchio; il Rettore dell’Università “G. d’Annunzio”, Sergio Caputi: il Direttore del Polo Museale d’Abruzzo, Lucia Arbace: il Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo, Rosaria Mencarelli; il responsabile dei Beni culturali ecclesiastici della Curia arcivescovile, Mons. Giuseppe Liberatoscioli; la Consigliera delegata dal Presidente della Provincia di Chieti, Chiara Zappalorto; il Presidente vicario della Camera di Commercio, Marisa Tiberio; il Presidente del Cda del Teatro Marrucino, Cristiano Sicari; il Presidente del Cda della Fondazione dell’Uda, Luigi Capasso; il vice Presidente del Cda della Fondazione Chieti Abruzzo Molise, Angelo Marrone; il Presidente del Cda della Fondazione Immagine, Luciano Di Tizio; il coordinatore del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, Giampietro Perrotti; i Presidenti delle associazioni “Chieti C’Entro”, Gianfranco Cesarone, Confocmmercio, Marisa Tiberio, Confesercenti, Lido Legnini e Marina De Marco; il Direttore del CNA, Letizia Scastiglia; il funzionario di Confartigianato Francesco Cicchini.

«Oggi Chieti è proiettata verso un futuro di città smart, più accessibile e tecnologicamente innovata – ha sottolineato il Sindaco Di Primio - grazie ad investimenti di circa 70 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture che incideranno positivamente anche sulla qualità della vita. E’ necessario, però, riempire anche di contenuti e di funzioni questa città nuova che abbiamo progettato e che stiamo per realizzare rendendo Chieti protagonista, competitiva, proiettata nel contesto regionale e con nuovi asset su cui posizionare il proprio futuro. In tale ottica abbiamo a disposizione un importante serbatoio cui attingere, rappresentato dalla cultura - siti archeologici, musei, Teatro Marrucino, lo stesso sistema delle associazioni culturali – dall’alta formazione - università d’Annunzio che, oltre ad essere il più grande centro di formazione cittadino, è un grande produttore di economia – e dal sistema delle attività produttive e del terziario: dobbiamo fare in modo che tutte queste realtà confluiscano in un progetto unico strategico integrato.

Partendo dall’analisi oggettiva della situazione attuale – ha aggiunto il Sindaco - vogliamo costruire un percorso che metterà a sistema l’intero contesto socio economico cittadino. Il tavolo di lavoro per il rilancio culturale della città di Chieti, di cui il Comune è capofila, lavorerà su due livelli: 1) sull’immediatezza delle attività fruibili dai cittadini; 2) sulla progettazione del futuro delle attività strategiche.
Ciascuno, per quanto di propria competenza, – Comune, Prefettura, Provincia, Regione, Soprintendenza, Polo Museale, Università, Camera di Commercio, Teatro Marrucino, Arcidiocesi Chieti-Vasto, Associazioni di Categoria e Associazioni Culturali – dovrà fare la propria parte».

«Esprimo soddisfazione – ha aggiunto l’Assessore Antonio Viola - per una iniziativa che abbiamo fortemente voluto insieme al Prefetto di Chieti, sia per i contenuti degli interventi, sia perché vi hanno partecipato le Istituzioni coinvolte ed i portatori di interesse. Il compito dell’Amministrazione Comunale, capofila dell’iniziativa, sarà quello di coordinare le proposte che proverranno sia dagli Enti che dalle associazioni culturali e di categoria. Nei prossimi incontri – ha concluso l’Assessore - saranno valutati progetti e idee per poi cercare di trovare la sostenibilità economica per la loro realizzazione. In una seconda fase, si cercherà di coinvolgere personaggi del territorio che possano, anche in virtù delle attuali leggi a cominciare dall’Art Bonus, sostenere economicamente tali iniziative».


«L’incontro nasce dalla volontà di condividere esperienze e idee per un ulteriore sviluppo della città – ha rimarcato il Prefetto, Antonio Corona - non in una logica meramente campanilistica ma perché una città capoluogo degna di questo nome deve essere il punto di riferimento dell’intero territorio per tornare ad essere una città competitiva in termini di qualità e accoglienza. Per tale ragione, abbiamo invitato a sedere al tavolo tutti coloro che concorrono alla vita sociale, economica e amministrativa della città. A breve verrà convocato un nuovo incontro per sintetizzare le linee strategiche emerse nel corso della riunione che ha visto già diversi contributi».

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Mercoledì, 08 Novembre 2017 00:00

Sansificio Treglio, incontro in Regione

Treglio. E' fissato per domani, alle 16.30, nella sede della Regione Abruzzo, in viale Bovio a Pescara, un incontro tra il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, e gli assessori Dino Pepe (Agricoltura), Mario Mazzocca (Ambiente) e Giovanni Lolli (Attività produttive) per discutere della questione del sansificio di Treglio e del problema dello stoccaggio delle sanse. Lunedì 6 novembre ai Sansifici Vecere Srl di Treglio (Ch) è stato notificato il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, competente per legge, ha bocciato la domanda per motivi igienico-sanitari e urbanistici. La decisione è scaturita a seguito della Conferenza dei servizi che si è tenuta nel luglio 2016 e il 30 gennaio scorso. Conferenza dei servizi in cui quasi tutti gli enti presenti - Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni, Sasi Spa, Arta Abruzzo, Asl Lanciano Vasto Chieti, Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico – hanno espresso parere negativo al prosieguo dell'attività dell'impianto per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale e a tutela della salute pubblica, dato che la zona in cui insiste il sansificio è densamente popolata.
L'autorizzazione di Vecere ad esercitare l'attività era scaduta il 21 dicembre 2016; poi c'era stata una proroga di 90 giorni all'esercizio, scaduta a fine marzo 2017. La società, quindi, senza autorizzazioni, non avrebbe potuto riaprire. Invece, in barba alle norme, l'ha fatto, il 3 novembre scorso. Poi, però, è arrivato il diniego della Regione e lo stabilimento, classificato come insalubre, ha dovuto chiudere i cancelli. Non ha potuto, quindi, più ritirare sansa dalla imprese agricole e dai frantoiani, che sono scesi sul piede di guerra. “La riunione in Regione – spiega il sindaco Berghella – servirà a fare il punto della situazione. Nessuno vuole penalizzare l'agricoltura, ma le leggi vanno rispettate. Quindi la proposta che porterò al tavolo sarà quella di individuare, con urgenza, un'area di stoccaggio temporanea per il conferimento delle sanse, che successivamente dovranno essere spostate in un impianto autorizzato, in Abruzzo se esiste, o altrimenti fuori regione”.
“Mi chiedo – prosegue Berghella – come mai l'associazione Confrantoiani, che oggi sta facendo polemiche e minaccia sommosse, non si sia mai attivata su una questione così importante. Perché non è stata presente alla Conferenza dei servizi, in cui avrebbe potuto portare le istanze e le necessità delle aziende di settore? Perché, dato che il problema del sansificio è annoso, non si è mai fatta viva e non ha presentato proposte?”
“Quest'amministrazione – conclude Berghella – si muove nel rispetto e per il rispetto della legalità e quindi la soluzione paventata da alcuni politici regionali e da Confrantoiani di riaprire temporaneamente il sansificio non è plausibile e non è attuabile”.

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Sulmona. Rombano i motori sul VI seminario di Criminologia Città di Sulmona e Molina Aterno. Sono pronti, infatti, gli organizzatori dell’annuale approfondimento criminologico a mettere in scena il ricco programma voluto dalla UIL Abruzzo, dall’International Police Association e dall’Associazione Vittime del Dovere è frutto di un anno intenso di lavoro.

Il seminario di quest’anno vuole essere uno spazio di discussione e di approfondimento tecnico su un tema delicato quale è il regime detentivo 41 bis, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge 23/06/2017 n°103 (G.U. 04/07/2017) “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” e dalla circolare del Dipartimento della Polizia Penitenziaria n. 3676/6126 del 2 ottobre 2017.
Un argomento che nel corso degli ultimi mesi ha sicuramente interessato e coinvolto il mondo della politica, le Istituzioni e l’opinione pubblica.L’idea di organizzare un evento così significativo nella cornice di due splendide icone abruzzesi, quali le città di Sulmona e di Molina Aterno, nasce dalla volontà di rendere merito a realtà che hanno voluto accettare la sfida di realizzare, pur da piccoli contesti, iniziative di grande valenza sociale.Si è dunque pensato di coinvolgere il Ministero della Giustizia, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Prefettura, gli Enti Locali, l’Arma dei Carabinieri, il Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, l’Università, i Sindacati di categoria, l’Associazione Vittime del Dovere Onlus, la Uil Pa Polizia Penitenziaria e l’International Police Association Abruzzo.In questa edizione abbiamo voluto onorare, come già facemmo nel 2016, la memoria delle numerose Vittime del Dovere, servitori dello Stato che con onore hanno donato la vita per il bene della Nazione. Desideriamo commemorare, una per tutte, la figura del Maresciallo Franco Lattanzio, figlio della nostra terra, esempio di pura umanità, strappato alla vita 11 anni fa a Nassiriya. Un uomo che ha testimoniato con il sacrificio la sua dedizione ai valori in cui credeva e che rappresenta l’orgoglio di noi tutti.

In occasione dei lavori del Convegno abbiamo voluto dare spazio ai ragazzi diversamente abili dell’AIAS, che con la loro capacità artistica e grazie al supporto del Professor Sante Ventresca, anche in questa edizione, hanno realizzato i premi Vittime del Dovere.Un sentito ringraziamento va a coloro che hanno patrocinato questa manifestazione, in particolare il Ministero della Giustizia, alla Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, i Comuni di Sulmona e di Molina Aterno, la Fondazione Carispaq, la UIL Abruzzo, gli Ordini Professionali degli psicologi, dei giornalisti, degli avvocati e degli Assistenti Sociali della Regione Abruzzo, la Camera Penale di Sulmona “S.Speranza”, le Università di Craiova, L’Aquila, Urbino, Chieti e Pescara, l’Associazione “Voci di Donne”, l’Istituto per lo Studio dell’Esecuzione Penale e del Diritto Penitenziario Onlus, l’Associazione Giostra Cavalleresca e l’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS), il Ristorante Grancia dei Celestini.Gratitudine va a Tonia Cartolano giornalista di Sky, al Dott. Massimo di Paolo che curerà la direzione dei lavori della borsa di studio donata dall’Associazione Vittime del Dovere e a Luca Calandini orfano del carabiniere Michele, Vittima del Dovere che ideato l’immagine della locandina.Grazie ai componenti del Comitato Scientifico Organizzativo: Padre Agostino, Michele Americo, Marco Angelini, Federico Bonomo, Gianmarco Cifaldi, Federico Cifani, Emiliana Colaiuda, Nicola Colucci, Calogero Cusimano, Deborah D’Amico, Maria Rosaria De Panfilis, Marinucci Federica, Colonico Ferruccio, Pellegrino Gaeta, Sergio Giancola, Cristian Leone, Fabio Liberatore, Michele Lombardo, Giovanni Matricciani, Mauro Nardella, Vincenzo Nicolardi, Giuseppe Ninu, Angelo Ottaviani, Lorenzo Pellegrino, Emanuela Piantadosi, Marco Prosperini, Annamaria Raciti, Maurizio Sacchetta, Barbara Scudieri, Gabriele Silvestri, Cinzia Simonetti, Luisa Taglieri.

Si comincerà il 9 mattina con un evento storico e di grandissima portata culturale. L’indirizzo del carcere cambierà e lo farà con una cerimonia che vedrà il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli scoprire la targa che cambierà da Via Lamaccio a Piazzale Vittime del dovere la toponomastica di uno degli istituti più conosciuti. L’Appuntamento è alle ore 10.30 dinanzi l’entrata del carcere.
L’evento, curato nei minimi particolari dal presidente dell’International Police Association di Sulmona Giuseppe Ninu, ha un’enorme importanza poiché ora i detenuti e i loro familiari dovranno apporre sulle lettere ( quelle di inviare e ricevere epistole è la cosa che amano più fare in cella) un indirizzo che metterà gli stessi nelle condizioni di riflettere sui propri errori attraverso il ricordo delle vittime del dovere. Riflessioni che siamo sicuri faranno bene al loro animo e utili per quell’opera di rieducazione e reinserimento sociale decantato tanto dall’art. 27 della Costituzione.
A tal proposito un sentito ringraziamento va all’attuale Amministrazione Comunale di Sulmona che con il suo impegno ha dimostrato un’innata vicinanza alle vittime del dovere nonché a tutte le forze armate.

Alle 15.00, presso l’aula magna della Scuola di Istruzione dell’Amministrazione Penitenziaria sulmonese, sarà la volta di un interessante workshop ove parteciperanno illustri ospiti nazionali ed internazionali. Quest’anno si è voluto “gemellare” lo studio del carcere speciale italiano con quello rumeno. Saranno presenti rappresentanti delle università di Bucarest e Craiova. Non è un caso che sia la Romania quest’anno a vestire i panni dell’ospite. Si è voluto confrontare i sistemi penitenziari di queste due nazioni sfruttando il fattore che lega queste due nazioni: il bimillenario della morte di Ovidio.
A moderare l’interessante appuntamento ci sarà il Professor Gianmarco Cifaldi docente dell’università “G.D’Annunzio” di Chieti e Pescara sotto l’attenta direzione del presidente della XIV delegazione IPA Abruzzo Pellegrino Gaeta.

A partire dalle ore 9.00 di Venerdì 10 novembre, presso il teatro “Maria Caniglia” di Sulmona, gli interessantissimi relatori accuratamente scelti per questo importantissimo appuntamento dagli organizzatori si confronteranno su quello che rappresenta un prodotto penitenziario tipicamente italiano e che molte altre nazioni nel mondo vorrebbero copiare.
Tra i relatori citiamo:
il Generale Mauro D’Amico Responsabile nazionale del Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria;
Pino Arlacchi docente dell’università di Sassari e famoso per aver vestito i panni di Sottosegretario delle Nazione Unite affianco a Kofi Annan;
Marco Del Gaudio Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziario nonché magistrato di notevole fama;
Paola Balducci componente laico del CSM;
Piero Porciani Avvocato penalista esperto in difesa di Forze dell’Ordine;
Gian Antonio Girelli Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio Regionale della Lombardia ;
Emanuela Piantadosi Presidente Associazione di Volontariato Vittime del dovere Onlus;
Marcella Reni Presidente di Prison Fellowship Italia Onlus;
Michele Sirimarco Generale di Brigata e Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise;
Angelo Urso Segretario Generale UIL PA Polizia Penitenziaria.
Il ricco carnet di relatori sarà raccordato dalla giornalista di SKY TG 24 Tonia Cartolano e sarà inframmezzato da altri tre importantissimi eventi:
1. La consegna del primo premio internazionale e secondo premio nazionale Vittime del Dovere “ Stefano Piantadosi” quest’anno attribuito alla memoria dei poliziotti di New York vittime del terrorismo e al compianto Franco Lattanzio maresciallo dei carabinieri deceduto a seguito di attentato terroristico in quel di Nassirya; I premi sono stati realizzati dalle mani sapienti dei diversamente abili dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici sotto la guida del Professor Sante Ventresca. Gli stessi sono stati confezionati da Daniela Di Carlo.
2. presentazione della borsa di Studio voluta dall’Associazione di Volontariato Vittime del Dovere Onlus a cura del Professor Massimo Di Paolo;
3. presentazione del libro “bambini a metà: figli della Ndrangheta” della giornalista Angela Iantosca.

Coniugherà gli interventi che si andranno a fare con le questioni legati al diritto sindacale il segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo mentre chiuderà gli interventi Il Sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri.

A scandire i tempi ci penserà la musica di Angelo Ottaviani.

Per l'occasione si sono accreditati diversi ordini professionali più vicini alla tematica che si andrà ad affrontare. Tra questi quello degli avvocati, dei giornalisti, degli Assistenti sociali e degli Psicologi.

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Pescara. Venerdì 10 novembre 2017, alle ore 21, la cinquantaduesima Stagione Concertistica della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” prosegue con il concerto dell'Orchestra Sinfonica del Conservatorio "Luisa D'Annunzio" di Pescara, diretta da Roberto Molinelli e con il pianista Alexander Romanovsky come solista. Il programma della serata prevede l'esecuzione del Concerto n. 1 in Si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra di Petr Ilic Ciaikovskij, della Mediterrussian Suite per pianoforte e orchestra composta da Roberto Molinelli e della Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95, "Dal Nuovo Mondo" di Antonin Dvorak.

Il concerto si svolgerà al Teatro Massimo di Pescara, con inizio alle ore 21. Il biglietto di ingresso al concerto costa 20€ (ridotto a 15€ per i soci della Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara") e si può acquistare sui circuiti online e a Pescara, presso la sede di Via Liguria.

Il concerto è realizzato nell'ambito del Progetto Circolazione Musicale in Italia del CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica.

Nato ad Ancona, Roberto Molinelli ha studiato presso il Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro, diplomandosi in viola con il massimo dei voti e la lode. Ha suonato come solista con orchestre, in duo con il pianoforte ed in numerose formazioni cameristiche, vincendo premi in concorsi nazionali e internazionali ed esibendosi in alcune delle più prestigiose sale da concerto italiane ed estere. Ha effettuato registrazioni discografiche e radiofoniche. Ha inciso, fra l’altro, in prima registrazione assoluta i Drei Phantasiestücke op. 43 di Carl Reinecke, per viola e pianoforte. Le sue incisioni hanno ottenuto ottime critiche su periodici italiani ed esteri, tra cui "Piano Time" (Italia), "Diapason" (Francia), "Fanfare" (U.S.A.), "The clarinet" (U.S.A.). Ha collaborato con orchestre sinfoniche e da camera italiane come prima viola solista, è stato Direttore artistico dell’Orchestra da Camera di Bologna. È docente di viola al Conservatorio "L. D’Annunzio" di Pescara. È fondatore e direttore dell’Ensemble Opera Petite, un gruppo che esegue arie liriche e opere intere rispettando l’effetto della sonorità di un’orchestra, grazie alle sue elaborazioni e trascrizioni di famose opere. In veste di compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra collabora con artisti italiani e stranieri, tra i quali Andrea Bocelli, Sara Brightman, Gustav Kuhn, Cecilia Gasdia, Federico Mondelci, Enrico Dindo, realizzando arrangiamenti e lavori inediti. È autore di brani che abbracciano i generi musicali più svariati (classico sinfonico o da camera, jazz, pop, colonne sonore). Molte sue première sono state eseguite in sedi illustri in Italia e all’estero riscuotendo sempre un ampio successo di pubblico e di critica. In occasione delle celebrazioni del Centenario per Maria Montessori 1907-2007, la sua Opera "Montessoriana" è stata da lui diretta e rappresentata in Svezia, Stati Uniti d’America e in Italia, a Roma, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.

La Stagione dei Concerti della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” di Pescara prosegue, sempre al Teatro Massimo, venerdì 17 novembre 2017, con l'esibizione del pianista Alberto Ferro, vincitore del Premio Venezia 2015 e secondo classificato al Premio Busoni 2015.


Scheda del Concerto

Orchestra Sinfonica Del Conservatorio "Luisa D'Annunzio" Di Pescara
Roberto Molinelli, direttore
Alexander Romanovsky, pianoforte - Premio "F. Busoni" 2001

P.I. Ciaikovskij
Concerto n. 1 in si bem. min. op. 23 per pianoforte e orchestra
R. Molinelli
Mediterrussian Suite per pianoforte e orchestra
A. Dvorak
Sinfonia n. 9 in mi min. op. 95 - "Dal Nuovo Mondo"

Concerto realizzato nell'ambito del Progetto Circolazione Musicale in Italia del CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica

Venerdì 10 novembre 2017. ore 21

Teatro Massimo
Pescara. Via Caduta del Forte, 15

Biglietto di ingresso. 20€ (Soci STM Luigi Barbara: 15€)

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L’Aquila. mysuite, l’innovativa piattaforma all-inclusive che permette alle piccole e medie aziende, ma anche artigiani, commercianti, professionisti e partite IVA, di controllare e gestire il proprio business online arriva in Abruzzo. Un servizio digitale a 360 gradi lanciato da axélero, società attiva nel settore della digitalizzazione delle imprese, che consente alle Piccole e medie aziende di utilizzare quelle soluzioni e strategie di marketing che ad oggi sono appannaggio delle big company. In tutta Italia, migliaia di aziende si stanno dotando di questo innovativo strumento, e l’Abruzzo non è da meno con 18 piattaforme mysuite già rilasciate e operative. In particolare, hanno scelto l’innovazione digitale soprattutto le aziende abruzzesi che si occupano di servizi alle imprese (il 16,78% del totale), vendita al dettaglio (16,67%) e vendita all’ingrosso (16,54%).
Le aziende che hanno scelto la piattaforma mysuite per innovare il proprio business e adeguarsi al trend internazionale di digitalizzazione di tutte le attività imprenditoriali provengono da quasi tutto il territorio abruzzese. In particolare, Chieti è la provincia che ha fatto registrare il maggior numero di adesioni, con il 44% delle attivazioni totali, a cui segue la provincia de l’Aquila (22%) e le province di Teramo e Pescara (entrambe con il 17% delle attivazioni). Queste piccole aziende che hanno digitalizzato il proprio business con la piattaforma mysuite, si sono rese in questo modo più competitive sul mercato, perché hanno sfruttato le potenzialità del web e dei Social Network per attrarre nuovi clienti e gestire al meglio quelli già fidelizzati.
Le aziende abruzzesi che hanno scelto di acquistare questa piattaforma, infatti, hanno oggi l’opportunità di gestire tramite un unico dispositivo (disponibile anche in versione APP mobile) tutto il traffico di dati e richieste che si genera dal proprio sito web e dai propri canali social, oltre che avvalersi del supporto di Consulenti marketing dedicati che con sessioni di consulenza telefonica spiegano ai titolari dell’aziende come utilizzare il software di gestione contatti, definire campagne di marketing, analizzare insieme i risultati commerciali generati dalle campagne di marketing.

Cecilia Silveri, titolare di Silver Sisters, azienda che produce borse artigianali a Spoltore (PE) (www.silversisters.it) è tra gli early adopter abruzzesi di mysuite "mysuite è una piattaforma eccellente, che consente di modificare in autonomia le diverse sezioni del sito, adattandole rapidamente alle nostre esigenze grafiche e di business”.

“Tempo addietro, quando veniva avviata un'impresa, era assai difficile inserirsi nel mercato e risultare anche competitivi. Sul web, invece, tutto è molto più veloce e, in pochissimo tempo, si possono raggiungere risultati davvero sorprendenti. Oggi, 8 aziende su 10, però, affermano di non avere abbastanza tempo da dedicare alla propria presenza su Internet, soprattutto in mancanza di competenze e di strumenti idonei a rendere la cosa efficace. mysuite è uno strumento innovativo che consente a ciascuna attività, in modo semplice e immediato, di generare nuovi contatti, tenere aggiornati i clienti e raggiungerli con campagne personalizzate e azioni di fidelizzazione mirata. Tutti gli strumenti di marketing che servono all'attività in unica piattaforma, per rendere più comoda e veloce la gestione quotidiana del business. Noi consulenti? Assistiamo e supportiamo il cliente click dopo click nel percorso di crescita digitale” commenta Alex D’Andrea, Team Manager Abruzzo, axélero.

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axélero S.p.A., azienda fondata nel 2008 e quotata sul mercato AIM Italia da dicembre 2014, è leader nell’offerta di soluzioni di digital marketing per le PMI. La mission della Società è infatti accelerare il business di piccole e medie imprese offrendo loro l’accesso a soluzioni e servizi digitali come quelli utilizzati dalle big company, con l’obiettivo di sbloccarne il potenziale competitivo. I clienti che scelgono axélero ottengono visibilità, contatti utili e risultati concreti per la propria attività. Approccio da market maker, innovatività e radicamento sul territorio sono le caratteristiche dell’azienda che opera attraverso 4 business unit: Smart & Business, che offre soluzioni digitali per PMI e Soho con una rete di oltre 400 consulenti digitali distribuiti su tutto il territorio nazionale; Executive, specializzata in progetti custom per grandi aziende e Pubblica Amministrazione; Next, focalizzata sullo sviluppo di prodotti basati sull’intelligenza artificiale vincitori del Premio Innovazione Smau e del Best Use of Artificial Intelligence in Customer; Lab, un veicolo di corporate venture capital che accelera startup che sviluppano prodotti e servizi ad alto potenziale per le PMI.

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Pescara. Una regione poco attraente e competitiva, alle prese con un'insicurezza di fondo e che, dunque, ha bisogno di una spinta decisa per tornare a crescere in maniera solida e costante.
È l'analisi di Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, all'indomani della presentazione del Rapporto Svimez. "A fronte di un reddito pro capite e di un'occupazione sostanzialmente rimasti stabili - commenta - siamo in presenza di un Pil che arretra e di una propensione al risparmio che torna a crescere. In altri termini, c'è una sfiducia ancora molto diffusa verso il futuro, dovuta al tracollo della piccola e media impresa, che rappresenta la spina dorsale della nostra economia, e a numerose crisi aziendali ancora aperte, a partire da Honeywell e Hatria, con migliaia di posti di lavoro a rischio".
Come se ne esce? "L'Abruzzo deve tornare ad essere attrattivo e competitivo, per fare in modo che le aziende che investono possano rimanere nel tempo. Per cui, in primo luogo è importante che le decisioni che si prendono siano rapide e senza incertezze: più volte abbiamo detto che rimane ancora troppo lenta la cantierizzazione del Masterplan, il solo strumento che allo stato attuale potrebbe rilanciare gli investimenti pubblici e infrastrutture come strade e porti, di cui le imprese hanno un grande bisogno in un mercato globale che corre oggi alla velocità della luce. Lo stesso vale per le cosiddette Zone Economiche Speciali, di cui si parla da qualche tempo: anche in questo caso auspichiamo che si decida in fretta, perché potrebbero essere fattori di attrazione e competizione molto forti, rispetto ad altri territori che non beneficerebbero di condizioni sicuramente in grado di incentivare impresa e lavoro. Infine, in una regione dove asset importanti come l'automotive, la chimica farmaceutica, l'agroalimentare e il tessile rimangono comparti importanti, si investa ancora di più in ricerca e sviluppo per fare in modo di essere pronti ad agganciare la quarta rivoluzione industriale che cambierà le capacità progettuali e di produzione nel prossimo futuro. In tal senso, massima priorità va data anche alla formazione, affinché le competenze possano essere sempre più centrali nella crescita e e nella competizione produttiva. È giunta l'ora - conclude Lombardo - di rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme per il rilancio concreto dell'Abruzzo che ad oggi, rispetto alle regioni del sud, rimane la sola regione che fa fatica a crescere".

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Castelvecchio Subequo. Amelio Pizzocchia, caporal maggiore di Castelvecchio Subequo (AQ), del Battaglione L’Aquila, quello dal motto dannunziano “D’Aquila Penne Ugne di Leonessa”, IX Reggimento Alpini, divisione Julia, aveva appena compiuto 21 anni il 7 dicembre del 1942. Non c’era nulla da festeggiare a ridosso di quel sanguinoso Natale di guerra sul fronte russo, nella steppa lungo il fiume Don. Un immaginario doloroso immortalato da Bepi De’ Marzi nel brano: “L’ultima notte”https://www.youtube.com/watch?v=UgjaacdDU-A. Poi dal 21 gennaio del 1943, dal combattimento di Popowka, durante la ritirata e per sfondare la sacca in cui erano intrappolati dall’Armata rossa, il giovane alpino abruzzese venne considerato scomparso e morto presunto, fino all’atto definitivo di morte del 1985 da parte della Commissione Interministeriale.
Non è stato il solo a perdere la giovane vita in quelle drammatiche circostanze. Erano tre le divisioni raggruppate del 4º Corpo d'armata alpino, fra nuove leve e reduci del fronte greco-albanese, agli ordini del generale Nasci: la Cuneense (generale Battisti), la Tridentina (generale Reverberi) e la Julia (generale Ricagno), che sommavano circa 55.000 uomini (E. Corradi, La Ritirata di Russia, Longanesi & C. 1965) tutte in forza all'ARMIR agli ordini del generale Italo Gariboldi. Erano partiti insieme nell’estate del ’42 con altre divisioni italiane (Cosseria Ravenna, Sforzesca). Tutto ciò nel mentre era già in corso dal 1941 l’Operazione della Germania nazista “Barbarossa”, contro l’Unione Sovietica, tradendo quel patto di non belligeranza Molotov-Ribbentrop del 1939 fra le due superpotenze. Un fronte lungo 1600 km dal Mar Caspio al Mar Nero, che coinvolse in totale 229 mila italiani, fra fanteria ed altri corpi militari, prima come CSIR (Corpo di Spedizione in Russia - generale Messe, divisioni Pasubio, Torino e Celere) e poi come ARMIR (Armata Militare in Russia - generale Gariboldi). Per un totale complessivo con le forze dell’Asse di oltre 4,5 milioni di uomini, soprattutto tedeschi.
All’inizio la destinazione delle nuove divisioni alpine doveva essere il Caucaso, invece, per via dell’andamento degli eventi bellici, furono mandati in pianura, nella steppa, a presidiare la sponda del fiume Don, mal equipaggiati e con mezzi ed armi inidonei. Dovevano essere pronti ad intervenire dalle retrovie, a compensare le falle della prima linea con altre le divisioni italiane, tedesche, ungheresi e anche romene, già impegnati sul fronte di Stalingrado. Un contributo italiano, come ebbe a dire Montanelli, insignificante sulle sorti dell’operazione Barbarossa. Del resto non era un mistero lo scetticismo e la diffidenza sin dall’inizio dei tedeschi nei confronti del regio esercito italiano agli ordini del duce.
Purtroppo la neve del generale inverno a – 40 gradi e l’Armata rossa, rifornita dagli alleati americani, martellanti a suon di “katiusha” e carrarmati, i quali potevano agevolmente attraversare il congelato Don, non solo respinsero il fronte di Stalingrado ma vennero in controffensiva e accerchiarono in una sacca il nemico. Il 16 dicembre ’42, prima con l’operazione “Piccolo Saturno” e poi dal 12/1/1943 con l’offensiva “Ostrogorsk-Rossosc”, i russi costrinsero alla sanguinosa ritirata i poveri alpini, affamati e a rischio di morte per congelamento. Per poter sopravvivere dovevano eroicamente sfondare gli sbarramenti russi, subendo continue perdite, non a caso la Julia venne definita “divisione miracolo” (Di Michele, “Io, prigioniero in Russia”, pag. 60, MEF, Firenze, 2009). Resta memorabile l’ultimo sanguinoso sfondamento, combattuto il 26/1/1943, che costò circa 6 mila morti, immortalato nello struggente canto di Bepi de Marzi: “Le voci di Nikolajewka” (https://www.youtube.com/watch?v=IGbyKOO9Cys).
“Delle centomila gavette di ghiaccio”, volendo focalizzare le cifre solo sulle tre divisioni alpine summenzionate, con cui povero Amelio era partito, di circa 55 mila uomini, circa 43.580 restarono lì morti o prigionieri. Ovvero solo il 20 per cento, a piedi, fra feriti sulle slitte, malati, denutriti, stremati, riuscì a raggiungere la linea tedesca alla fine di febbraio, dopo quasi mille chilometri. L’unico conforto fu quell’espressione di pietà “talianski karasciò” (italiani buoni), da parte delle popolazioni, soprattutto ragazze ucraine, alle quali si deve la sopravvivenza di molti alpini, grazie all’offerta di cibo e riparo nelle isbe.
Da tale scenario, in cui, da come si legge nella letteratura dei sopravvissuti a quell’inferno di ghiaccio, i corpi degli alpini e dei muli saltavano in aria a brandelli, simili a papaveri rossi, con caduti per i quali non c’era modo né tempo per una sepoltura, del compianto Amelio non si è avuta più nessuna traccia.
Tempo fa Gaston Billerbini, di origini italiane, nato in Argentina ed ora in Pennsylvania, appassionato studioso delle guerre mondiali, in particolare del fronte russo, collezionista-fotografo, memore di caduti della sua famiglia di origine, nel ricercare testimonianze belliche, ha intercettato dei cimeli degli alpini, in vendita su ebay da parte di russi che li avevano ritrovati, sepolti nel terreno. Li ha acquistati e fra questi cimeli ha notato la piastrina del povero Amelio. La spedizione postale di partenza dalla Russia, recapitata a Billerbini e mostrata con una foto, porta proprio il timbro da Rossocch, uno dei paesi nel medio Don, dove gli alpini avevano una sede di comando durante il presidio prima della ritirata. Il bravo Gaston, studioso ma contrario alle guerre come ci tiene a sottolineare, ha, sempre grazie al web, effettuato ulteriori ricerche per rintracciare eventuali parenti a cui donare la piastrina e, tramite facebook, ha contattato lo scrivente, poiché con lo stesso cognome, figlio del caporale alpino Tullio Pizzocchia, classe 1914, reduce dai fronti greco-albanese e russo, commilitone e cugino del compianto alpino subequano, di cui spesso ne aveva raccontato la sciagura. La piastrina partita dagli USA a metà ottobre è attualmente in transito nell’aeroporto di Milano Malpensa e, per i vari controlli, potrebbe arrivare anche nell’arco di due mesi.
L’attesa per il ritorno di una piastrina appartenuta alla breve vita di un figlio della Valle Subequana, morto in un’allucinante guerra, suscita molta emozione. Amelio, attualmente, non ha eredi diretti, ma solo nipoti. A Castelvecchio Subequo pertanto sarà organizzata una cerimonia. Si sta pensando ad una sezione museale, nell’ambito della Comunità Montana Sirentina – Ecomuseo d’Abruzzo, raccogliendo con l’aiuto della cittadinanza i vari i cimeli e foto, dedicati ai conflitti mondiali del secolo scorso, fino alla Liberazione. Perché come recita il drammaturgo Marco Paolini: “il fronte è una storia di famiglia e non c’è cognome italiano che non ci sia restato”. La mostra-museo servirà a testimoniare e a narrare dal vissuto della comunità locale. Alcuni episodi sono riportati anche in varie pubblicazioni, per esempio: “E si divisero il pane che non c’era”, a cura del Liceo Scientifico di Sulmona. L’iniziativa dovrà coinvolgere i volontari del Servizio Civile Nazionale, essendo la Comunità Montana Sirentina un ente accreditato, e le locali istituzioni scolastiche. La finalità vuole essere anche a valenza di pedagogia sociale, per evitare quel rischio temuto da W. Churchill: “La storia è maestra di vita, ma ha negli uomini dei pessimi studenti”; così le nuove generazioni, più consapevoli della brutalità della guerra, potranno desiderare sempre più un mondo di Pace.

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Mercoledì, 08 Novembre 2017 00:00

Pescara, Licia Colò al Mediamuseum

Pescara. Venerdi 10 novembre alle ore 18,00 al Mediamuseum di Pescara sarà presentato il libro “Oltre lo sguardo” della fotoreporter e giornalista Romina Remigio. Interverranno, oltre all’autrice, Licia Colò, Giovanna Botteri da New York, Lia Giancristofaro e Carla Tiboni.
La Fondazione Edoardo Tiboni, dopo il grande successo di pubblico e di critica della mostra fotografica Tribe No Name di Romina Remigio, ha scelto di finanziare Oltre Lo Sguardo, che è un libro fotografico che raccoglie gli ultimi due grandi reportage della fotogiornalista abruzzese. TRIBE NO NAME, un lavoro su una tribù ancora sconosciuta che la fotografa sta mappando per la sezione antropologica del National Geographic. AFRICAN LIFE, invece, è un lavoro inedito sull’identità africana . Oltre lo Sguardo, contiene l’introduzione di Giovanna Botteri, Giornalista e Capo dell’Ufficio Rai a New York e i testi di Silvano Bicocchi, noto critico fotografico, Direttore del Dipartimento Cultura FIAF. Il libro è in italiano e inglese.

…Oltre lo Sguardo è un libro che vuol essere uno strumento contro l’attuale opera di permeabilità del cervello umano all’ignoranza, alla paura e all’irragionevolezza nei confronti degli africani. È un invito ad andare oltre, oltre la foto, oltre la storia giornalistica per interrogarsi su cosa ci sia oltre. Per me è diventato un modus operandi, un imperativo nella testa e nel cuore. L’ Africa, per quanto ci si affanni a mostrarla come la terra degli uomini neri e cattivi, è l’utero del Mondo.

<< In Africa per fare un buon reportage o devi avere molti soldi o devi avere molto tempo, diceva Ryszard Kapuscinski >>.
Io inevitabilmente ho scelto la seconda opzione. Da più di dieci anni osservo e vivo la loro quotidianità. Nessuno dei miei reportage sarebbe stato possibile se io non avessi scelto di ascoltarli e di camminare insieme, prima di iniziare a scattare. Ho sempre pensato che un buon giornalista fosse anche un cantastorie con l’obbligo morale di dar voce a chi non ha voce. Non si nasce fotoreporter. È un amore e una vocazione che crescono nel tempo, potrebbe sembrare, spesso lo è, un mestiere pericoloso e sfiancante ma per noi reporter è un irrinunciabile modo di vivere. È la passione per la conoscenza, per il raccontare, che mi ispira e spinge ad andare e a stare mesi e mesi. È la sensazione adrenalinica di essere presente alla tua e alla loro vita, di essere dentro la storia mentre la storia accade e di esserlo in maniera decisiva tanto da tollerare qualsiasi cosa. Il registrare quell’istante nello scorrere del tempo, è un’emozione meravigliosa che mi lascia ancora senza fiato (Romina Remigio).

“ A Ryszard Kapuscinski sarebbe molto piaciuto il lavoro di Romina. Gli sarebbe piaciuto quel suo sguardo curioso, attento, mai giudicante, sull’Africa che tanto amava, quel suo andarsi a cercare le storie fuori dalle piste battute, lontano da qualsiasi riflettore. Solo lei, i suoi occhi, il suo cuore, e il suo coraggio” (Giovanna Botteri).


ROMINA REMIGIO fotogiornalista e antropologa si occupa di reportage sociale e culturale. Collabora con agenzie fotogiornalistiche nazionali ed internazionali: dall’Associated Press, al National Geographic America. Si è affermata nel panorama giornalistico, come osservatrice ed esperta del continente Africa: dallo studio antropologico e sociale di tribù sconosciute, al rapporto islam-Cristianesimo. Le sue foto sono state esposte in importanti gallerie in Italia e all’estero. Da dieci anni vive per gran parte dell’anno in Tanzania, dove oltre al lavoro di reporter, segue due scuole realizzate con i proventi di un suo libro: I Care Tanzania che ha venduto 9500 copie in Italia. Da sei anni sta studiando e fotografando una tribù ancora sconosciuta in Tanzania. Insegna fotografia attraverso corsi base, avanzati e workshop di reportage sociale presso scuole, università ed enti privati in Italia e all’estero.

Il ricavato del libro andrà a costituire un fondo costante per l’acquisto di medicinali per le persone affette da una rarissima forma di epilessia.

Ingresso libero

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