Articoli filtrati per data: Giovedì, 09 Novembre 2017

Spoltore. L’Accademia Biancazzurra da un calcio alla disabilità. E’ il marzo del 2015: la società capitanata da Simone Vitale, ex calciatore di Pescara, Nocerina, Frosinone e Chieti, ed ora in forza allo Spoltore, che aveva già alle spalle esperienze importanti con la ginnastica artistica e la scuola calcio, inizia a collaborare con i ragazzi diversamente abili della Cooperativa Aurora. La Onlus di Carlo Pepe gestisce da poco il polmone verde cuore della marineria pescarese, dove è presente anche un campo di calciotto in cui l’Accademia svolge le proprie attività. In questo preciso istante scatta la scintilla che si insinua nella mente di Milena, la moglie di Simone: il desiderio di fare qualcosa per coinvolgere questi ragazzi nei percorsi motori. In pochi mesi Parco De Riseis diventa una splendida oasi di integrazione sociale. I ragazzi continuano ad occuparsi della ristorazione, della manutenzione del verde pubblico e della gestione ordinaria del parco. E poi trovano nello staff dell’Accademia Biancazzurra dei formidabili coach pronti a rispondere al loro desiderio di sport. Partono così i primi corsi di atletica leggera e di calcio. Un momento di socializzazione, di integrazione e di sana attività motoria gestita magistralmente da Simone Vitale e Maurizio Di Giandomenico, con l’ausilio di Milena Pesolilllo. Una realtà che cresce giorno dopo giorno tanto che oggi conta ben 20 allievi, impegnati nella preparazione pre-campionato in vista del campionato di categoria. "Non stiamo inventando nulla –afferma Simone Vitale-l’obiettivo è quello di farli divertire dando l’opportunità di vivere un’esperienza ludica, che accresca le loro motivazioni di apprendimento per le regole dello sport e al tempo stesso di sviluppare socievolezza, autocontrollo e senso di appartenenza al gruppo”. Ed i risultanti sono sotto gli occhi di tutti e i ragazzi allenati da Vitale non vedono l'ora di scendere in campo per il calcio di inziodel campionato FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) per portare in alto i colori Biancazzurri.

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Pescara. L’Asd Pescara ed il tecnico Fulvio Colini si separano. La decisione è maturata dopo aver preso atto, anche a seguito dei recenti risultati ottenuti, della chiusura fisiologica di un ciclo sportivo che ha portato questo club a primeggiare nella disciplina nell’ultimo triennio, con la conquista di 5 titoli nazionali (1 Scudetto, 2 Coppa Italia e 2 Supercoppa), e a renderlo il quarto nel Ranking Uefa e il sesto nel mondo nell’anno 2015.
La società ringrazia il signor Colini, che ha apprezzato e continua ad apprezzare sia come persona sia come tecnico, per l’impegno, le grandi capacità professionali, la serietà e la passione con le quali ha affrontato in questi anni l’esperienza biancazzurra: insieme abbiamo condiviso grandi sfide, importanti successi e straordinarie soddisfazioni, l’affetto e i rapporti personali resteranno per sempre.
Orgogliosi di aver potuto collaborare con l’allenatore più vincente d’Italia, gli auguriamo di cuore le migliori fortune in campo professionale ed umano.

L’Asd Pescara rende noto di aver individuato come nuovo guida tecnica Mario Patriarca, che dopo quattro stagioni torna a dirigere la squadra biancazzurra, che nel campionato 2010/11 guidò sino alla finale playoff, eliminando le teste di serie Lazio e Luparense e cedendo alla Marca solo in Gara-4.
“In questo momento - ha dichiarato il vice presidente del Pescara Matteo Iannascoli - innanzitutto salutiamo con piena riconoscenza per il suo straordinario operato Fulvio Colini, grazie al quale siamo riusciti ad acquisire quei numerosi successi che oggi permettono alla nostra Società di qualificarsi come una tra le più importanti del panorama nazionale ed europeo. Nello sport, purtroppo, niente è per sempre ma l’affetto e la gratitudine per mister Colini da parte nostra non cesserà mai. Al contempo non posso che essere felice per il ritorno graditissimo di Mario Patriarca che, è stato il primo allenatore a dare impulso e slancio al club biancazzurro, riuscendo ad offrire un contributo essenziale, grazie, soprattutto, a quella fantastica impresa, cementò in un legame d’amore indissolubile, i tifosi pescaresi e il gioco del futsal. Mario Patriarca coniuga, nei suoi principi tecnici, ai risultati il bel gioco e la spettacolarità del futsal, siamo quindi certi che, pur, seguendo un’impronta tecnica molto diversa da quella impostata, con successo, da Fulvio Colini, la nostra squadra potr tornare molto presto a dare quelle soddisfazioni e quelle gioie che tutti gli sportivi di Pescara attendono”.
“La mia felicità è assoluta - ha esordito così Mario Patriarca alla notizia del suo nuovo incarico - e non nascondo la mia piena soddisfazione per questo ritorno. Questa è casa mia e seppur lontano, in questi quattro anni, il legame affettivo che provo per questi colori non si è mai interrotto. Ringrazio, quindi Danilo e Matteo Iannascoli, per aver rinnovato nei miei confronti quella fiducia che già in passato hanno manifestato nei miei confronti. Conosco bene l’ambiente e i giocatori che compongono l’attuale rosa del Pescara e questo mi mette nelle condizioni di avere un piccolo vantaggio nel lavoro che mi attende. Sono fiducioso, anche se il tempo per dare un’impronta nuova a questa squadra è pochissimo. Tra meno di 15 giorni avremo un appuntamento delicatissimo e centrale per l’attuale stagione, l’Elìte Round. Sono certo di una piena collaborazione sia da parte dei ragazzi della rosa che dello staff tecnico che mi supporterà. Possiamo far un buon lavoro ma dobbiamo farlo in fretta e per questo non potremo risparmiarci e dovremo lavorare con l’intensità massima possibile. Rivolgo, inoltre, un appello a tutti i tifosi del Pescara, perché siano numerosi quando ci troveremo di fronte ad avversari di prima caratura. Sarà la prima volta che questo sarà possibile, vista la squalifica del campo che ha impedito agli sportivi pescaresi finora l’accesso alle gare. Ci attende un’impresa al limite dell’impossibile, battere il Barcellona, ma tutti uniti, squadra, tifosi e società, possiamo giocare a viso aperto.con qualche avversario. Facciamo in modo che questo evento contribuisca al rilancio delle nostre ambizioni”.

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Pescara. Il match amichevole tra Pescara e Under 21 termina con la vittoria degli abruzzesi per 2-1. In vantaggio nel primo tempo la formazione di mister Di Biagio con Vido, Mancuso ben servito da Carraro pareggia per il Delfino . Nella ripresa il gol vittoria porta la firma del neo entrato Cappelluzzo.

Pescara – Italia U21 2–1 (1-1)

Reti: 10’ Vido (I), 31’ Mancuso, 60’ Cappelluzzo (P)

Pescara: Pigliacelli; Crescenzi, Fornasier, Perrotta (46′ Elizalde), Zampano (59′ Mazzotta); Carraro (46′ Kanouté), Valzania (59′ Brugman), Coulibaly (59′ Palazzi); Mancuso (70′ Latte Lath), Ganz (59′ Cappelluzzo), Baez.
A disposizione: Fiorillo.
Allenatore: Zdenek Zeman.

Italia U21: Audero (46’ Scuffet); Capradossi (46’ Felicioli), Mancini, Dickmann (46’ Calabresi); Orsolini (46’ Verde), Depaoli (46’ Mandragora), Locatelli, Murgia (75’ Orsolini), Parigini (66 ‘ Depaoli); Cutrone (66’ Vido), Vido (46’ Favilli).
A disposizione: Pezzella, Petretta, Chiesa, Barella, Bonazzoli, Romagna.
Allenatore: Luigi Di Biagio.

Arbitro: Aleandro Di Paolo di Avezzano.

Assistenti: Francesco Fiore di Barletta e Vito Mastrodonato di Molfetta, quarto ufficiale Antonio Di Martino di Teramo.

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Chieti. “Definire immediatamente le specifiche aree di collegamento e candidare il Porto di Ortona quale Zona Economiche Speciali (Zes) visto che, ad oggi, l’Abruzzo è l’unica Regione in ritardo nel presentare al Governo la propria proposta. Ancora una volta questo esecutivo regionale si distingue nell’essere molto fumoso e poco concreto e capace solo di chiacchiere”. Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Le Zone economiche speciali (Zes) hanno l’obiettivo e lo scopo di creare condizioni economiche, finanziarie e amministrative favorevoli allo sviluppo di imprese già operanti nelle aree portuali interessate ovvero stimolare l'insediamento di nuove imprese attraverso agevolazioni fiscali, con corridoi doganali semplificati e protocolli che rendono veloci le transazioni amministrative. Le altre Regioni (Siciliana, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Sardegna) chiamate ad esprimersi hanno già individuati i propri confini e già scelti qualiPorti candidare (Bari, Taranto, Napoli, Gioia Tauro, Augusta, Palermo e Cagliari) per sviluppare la propria Zes. L’Abruzzo, invece, come riporta anche il quotidiano Il Sole24Ore, ancora non riesce a decidere su quale area di competenza bisogna sviluppare la propria Zes. Praticamente mentre le altre Regioni hanno già individuate da tempo la propria area e su quale Porto investire, l'Abruzzo si trova ancora nella fase consultoria.  A fine novembre – commenta Febbo - saranno definiti e decisi, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, (su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata) i limiti sul perimetro delle Zes che avranno diritto ai benefici con la definizione del numero degli ettari e la percentuale massima di territorio regionale che può far parte della Zona economica speciale. Ad oggi da parte della Regione Abruzzo ancora non conosciamo, se esiste, la proposta che intende avanzare e la relativa documentazione di individuazione del Porto su cui sviluppare la Zes. Il Porto di Ortona – sottolinea Febbo –  ha tutte le caratteristiche su cui sviluppare la Zona economica speciale sia per la sua vocazione logistica e industriale sia per essere in una posizione baricentrica e, quindi, collegare e coinvolgere anche le aree di Pescara, di Vasto e del vicino Molise. Pertanto – conclude Febbo –, dopo gli spot e gli annunci, auspico una immediata accelerazione da pare della Regione Abruzzo nel decidere e candidare al più presto il Porto oggi più attrezzato evitando di fare sempre la figura dell’ultima della classe come si legge oggi sul quotidiano nazionale economico”.

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Roseto degli Abruzzi. Si è tenuta a Teramo, in mattinata, l’assemblea dei sindaci del Teramano, convocata dal presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, in merito alla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, problema emerso in seguito alla possibilità che il Laboratorio di fisica nucleare realizzi un esperimento, denominato Sox, con l’impiego di materiali radioattivi.
I sindaci, all’unanimità, hanno votato un documento in cui si chiede di sospendere l’esperimento e di intervenire per garantire le massime condizioni di sicurezza della salute dei cittadini, e, in particolare, di preservare le sorgenti di acqua.

“Il presidente ci ha ribadito”, dice il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Sabatino Di Giro-lamo, “che la Regione ha promosso un confronto con il governo nazionale per progettare e realizzare, a stretto giro, lavori di messa in sicurezza della sorgente. Inoltre, ci ha informato che il ministero delle Infrastrutture sta trattando con Autostrada dei parchi, affinché questa società faccia la sua parte. E’ stato deliberato, poi, che in attesa di questi lavori è assolutamente necessario sospendere l’esperimento Sox, perché non ci possiamo permettere nemmeno margini di rischio potenziale, in quanto è in gioco la salute della nostra popolazione. Nel documento è stato chiesto di rimuovere tutte le sostanze radioattive, nocive e tossiche, attualmente presenti all’interno del laboratorio. E’ infatti inammissibile tenerle quando non sono strettamente necessarie per gli esperimenti. Se non dovessimo ottenere la sospensione dell’esperimento”, aggiunge il primo cittadino, “abbiamo deciso di valutare un ricorso in sede giurisdizionale promosso da tutti i Comuni e dalla Provincia. Esprimo la massima soddisfazione per l’esito dell’incontro. Il docu-mento è stato votato all’unanimità da tutti i sindaci, e ringrazio la presidenza della Provincia per il prezioso lavoro svolto”.

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Vasto. “L’Amministrazione Comunale in queste settimane – ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna - sta seguendo con grande attenzione il progetto di riqualificazione del Terminal bus finanziato nel Master Plan Abruzzo -Patti per il sud con un investimento pari a 550 mila euro.Siamo in contatto diretto con il soggetto attuatore del progetto, la società T.U.A., che sta condividendo con l’Amministrazione Comunale e le società di trasporto l’idea progettuale”.
Ha aggiunto Paola Cianci vicesindaco e assessore alle Politiche Ambientali e del Territorio con delega ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile: “Si tratta di un’opera strategica per una città turistica come Vasto, che ha come obiettivo quello di adeguare il servizio dei trasportiai tempi e alle esigenze dei cittadini, dei turisti, degli studenti e dei lavoratori pendolari soprattutto in termini di accoglienza e sicurezza al momento dello scalo. L’ambizione che abbiamo è quella di diventare una città smart a cominciare dalla mobilità che gli interventi previsti nel progetto contribuiranno a rendere più sostenibile come ad esempio la razionalizzazione e il decongestionamento del traffico stradale, la realizzazione diuno scambio intermodale di servizi TPL urbani, interurbani e linee a lunga percorrenza,lo scambio intermodale con il traffico veicolareprivato ed elettrico”.

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Teramo. Il M5S sarà presente alla manifestazione organizzata dall’Osservatorio indipendente dell’Acqua del Gran Sasso prevista per sabato 11 novembre a Teramo. Una scelta che si inserisce nelle numerose battaglie che i portavoce del M5S Abruzzo, sia in regione Abruzzo che in Parlamento, stanno portando avanti per la tutela dell’acqua pubblica e sicura.
"Le risorse idriche del Gran Sasso sono una rarità e un patrimonio preziosissimo per tutti i cittadini abruzzesi" - commentano gli eletti del m5s Abruzzo. "Purtroppo la coesistenza della rete autostradale, dei laboratori di fisica nucleare dove già ora sono stoccate più di 2000 tonnellate di idrocarburi, della faglia di Campo Imperatore-Assergi pone a serio rischio un serbatoio naturale che disseta circa 800.000 cittadini.
Tutelarlo e metterlo in sicurezza, alla luce dei ripetuti incidenti e contaminazioni che si sono verificati in passato, diventa quindi non più un’opzione, ma la più naturale forma di buon senso.
Invitiamo tutti i nostri simpatizzanti, ma non solo, ogni cittadino che ha a cuore il suo territorio a partecipare alla manifestazione dell’11 novembre".

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Chieti. E’ un bacino di utenza di circa 71mila abitanti quello servito dal Presidio Ospedaliero Barnabeo di Ortona. Un ospedale che sorge in una città in cui vi è un’importantissima bretella autostradale, una presenza industriale importante con realtà come la Turbo Gas, il porto. Insomma un bacino di utenza sostanzioso ed un territorio che potrebbe aver bisogno di interventi di primo soccorso e non solo. Eppure l’Ospedale è stato clamorosamente depotenziato disegnando la strada per quello che molto probabilmente sarà l’epilogo: la chiusura. Quella del declassamento degli ospedali minori è una vera e propria piaga d’Abruzzo, a sostenerlo è il consigliere regionale Domenico Pettinari, che punta il faro sulla situazione dei piccoli centri del territorio teatino. “Hanno chiuso il reparto di ortopedia, chirurgia d’urgenza, ginecologia ostetricia, punto nascita , pediatria , oculistica , otorino laringoiatria e, cosa più allarmante, un depotenziamento drastico del Pronto soccorso. I risultati del riordino del Piano sanitario anche in questo territorio vanno a massacrare la sanità pubblica, sminuendo eccellenze riconosciute in tutta Italia, come era proprio il reparto di ostetricia e punto nascita di Ortona. Non possiamo che sostenere” continua Pettinari “la grande battaglia sul territorio che stanno portando avanti i numerosi comitati di cittadini a tutela del diritto alla salute. Chiediamo pertanto il ripristino del pronto soccorso h 24, la riapertura del punto nascite ed il ripristino di tutti quei reparti strategici che servono ad una città attiva e viva come Ortona”.

In materia sanitaria, al fianco di Pettinari, le emergenze del territorio compreso tra Francavilla, San Giovanni Teatino ed Atessa vengono espresse dai rispettivi consiglieri comunali del M5S Livio Sarchese, Mario Cutrupi e Emilio Falcone.
E’ grave constatare come Francavillla al Mare, Comune di ben 26.000 abitanti circa, non disponga di un'ambulanza del 118 medicalizzata 24 ore su 24 per l'intero anno” afferma Livio Sarchese “ Forse molti non sono a conoscenza che a Francavilla al Mare opera una ambulanza del 118, 24 ore su 24, medicalizzata, solo tre mesi all'anno, quelli estivi, mentre vi sono Comuni meno densamente popolati come Lama dei Peligni (1250 abitanti); Torricella Peligna (1303 abitanti); Casoli (5631 abitanti) e Villa Santa Maria (1350 abitanti) ai quali il servizio è garantito tutto l'anno. Nei restanti nove mesi, dalle 21,00 alle 7,00, l'ambulanza giunge da Chieti”.
“La ragione di questa anomalia non può essere giustificata con il fatto che a venti minuti vi sono gli ospedali: si consideri che, in tal modo, i tempi di percorrenza si raddoppiano e la possibilità che un'emergenza accada quotidianamente, è molto più elevata in rapporto alla popolazione residente con il più che evidente rischio di prestare soccorso in ritardo.”
“Per il Centro Vaccinale di San Giovanni Teatino dipendente dalla ASL di Chieti” sostiene Mario Cutrupi “gli utenti continuano a ricevere solo promesse. Locali inadeguati, quando addirittura non a norma, organico carente, orari non adeguati alle esigenze territoriali. Gli utenti, dai neonati agli anziani, si trovano a doversi divincolare, tra obblighi ed esigenze, in sole due mattine ogni settimana. Il personale, praticamente una sola addetta, in un ciclo giornaliero costretta a raggiungere punte di 60 somministrazioni. Non va meglio per l’adiacente struttura ASL, dove ad essere carente sono sempre di più i servizi. Insomma i cittadini ricevono sempre meno di quello che continuano a pagare sempre di più”.
“Non comprendiamo il comportamento della Regione, riguardante la chiusura dell’Ospedale di Atessa” interviene anche Emilio Falcone “ Eppure la giunta D’Alfonso è appoggiata da Abruzzo Civico, i cui componenti oggi amministrano la nostra città. Negli ultimi 3 anni di amministrazione Regionale, cosa hanno fatto per evitare che ci portassero via l’Ospedale? Un territorio come quello di Atessa e dei comuni dell’intera Val di Sangro, che grazie alla presenza della Zona Industriale produce 1/3 del PIL regionale, non può restare privo di servizi essenziali posti a tutela della salute pubblica. E bisogna comunque ricordare che il diritto alla salute è fondamentale e irrinunciabile per ogni singolo cittadino.”

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L'Aquila. Ennesimo campanello d’allarme per la nostra Regione. Questa volta è lo studioso Aldo Ronci a srotolare i pessimi risultati raggiunti dal Governo D’Alfonso. Lo studio, infatti, prende in considerazione il triennio 2014-2016. In questo triennio sono oltre 11 mila gli abruzzesi che hanno deciso di lasciare la nostra regione per cercare fortuna altrove, il triplo rispetto alla media nazionale. Un vero è proprio esodo.

La situazione delle imprese è allarmante: nel corso di questo triennio, perse 2.425 imprese, il triplo rispetto alla media nazionale. “La politica economica di questo governo regionale è attenta solo alle esigenze delle poche grandi imprese” dichiara Sara Marcozzi “Sia chiaro, è importante essere vicini alle necessità dei grandi insediamenti industriali, ma va pianificata una seria azione a supporto delle piccole e medie imprese che soffrono, da oltre un decennio, gli effetti della crisi. Abbiamo più volte avanzato proposte alla maggioranza, tutte cadute nel vuoto. La nostra economia si regge sul lavoro delle piccole e medie imprese e non deve essere dimenticato che sono proprio le PMI le maggiori contribuenti del Paese, dal momento che molte grandi imprese dislocano le proprie sedi legali all’estero e non pagano le altissime tasse italiane. Unico dato positivo è quello dell’aumento del livello delle esportazioni che sono aumentate in valore assoluto, e ciò non può che farci piacere. Si evidenzia, però, che il vero traino delle esportazioni è il comparto dell’automotive. L’Abruzzo ha bisogno di valorizzare le virtuose realtà locali e metterle in condizioni di vincere le sfide sul mercato internazionale”.

Lo studio mette a nudo anche il tonfo del governatore sugli occupati. Infatti, dal quarto trimestre 2013 al quarto trimestre 2016 in Abruzzo sono andati persi 15.000 posti di lavoro. “Anche in tema di occupazione abbiamo avanzato proposte (inascoltate) per far ripartire il mercato del lavoro” commenta Marcozzi “è evidente che tutte le iniziative “spot” che questa giunta regionale ha intrapreso, attraverso l’impiego dei fondi europei, si sono rivelate mere azioni di propaganda, carenti di qualsivoglia visione e lontane anni luce dai principi della programmazione strutturale. Con queste premesse, il risultato non poteva che essere deludente, come è stato. La situazione di stagnazione, che da un decennio interessa la nostra regione, andrebbe combattuta con un’azione decisa e di grandi proporzioni. Ad esempio, una misura potrebbe essere rappresentata da un “patto con le imprese” finalizzato a diminuire le ore di lavoro pro-capite per aumentare il numero complessivo dei lavoratori, a salario invariato e senza perdite o costi aggiuntivi per le imprese che potrebbero essere sostenute attraverso incentivi strutturali sia statali che regionali. Il M5S ha realizzato “Lavoro2025”, uno studio presentato qualche mese fa alla Camera dei Deputati, che evidenzia come, nel prossimo futuro, complice l’implementazione delle macchine e dei robot nei processi lavorativi, il numero complessivo dei lavoratori tenderà a scendere vertiginosamente. L’unica soluzione praticabile è: lavorare meno, lavorare tutti. In questi anni è mancata una programmazione a livello centrale sulle politiche del lavoro e le iniziative “Obiettivo lavoro”, “Garanzia giovani”, “Garanzia Over”, oltre ad essere totalmente slegate l’una dall’altra si sono dimostrate un autentico flop. E i numeri ce lo confermano”.

“Il Presidente D’Alfonso in campagna elettorale, tra una promessa e l’altra, aveva annunciato 100.000 nuovi posti di lavoro. La drammatica realtà è che, a distanza di tre anni e mezzo dal suo insediamento, l’Abruzzo ha perso 15.000 posti di lavoro. Dubito fortemente che, in questo ultimo scorcio di legislatura, D’Alfonso creerà 115.000 nuove posizioni! La sua credibilità agli occhi del popolo abruzzese si è oramai esaurita” è il commento lapidario di Sara Marcozzi.

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Pescara. "Oggi 9 novembre il Comitato Via è nuovamente convocato per decidere in merito al dragaggio del porto di Ortona che prevede l’immersione di 342.694 mc di sedimenti nel tratto di mare compreso tra Pescara e Silvi. L’Area Marina protetta “Terre del Cerrano”, il WWF, il comune di Silvi e di Città Sant’Angelo, la stazione Ornitologica Abruzzese e da ultimo anche il comune di Montesilvano, hanno fatto pervenire le proprie osservazioni e censure rispetto al progetto di immersione di una così grande quantità di fanghi".

Così in una nota Corrado Di Sante Rifondazione Comunista, che aggiunge:: "Assordante invece il silenzio dell’amministrazione di Pescara del sindaco Alessandrini. La giunta Alessandrini non ha nulla da dire in merito? Il centrosinistro di Pescara non ha a cuore la salute del nostro mare? Visto quanto accaduto nelle precedenti stagioni balneari nutriamo fondati dubbi, ma auspichiamo sempre un ravvedimento operoso.

Come ha dichiarato la Stazione Ornitologica Abruzzese, l’Adriatico non è una discarica e il comune di Ortona farebbe bene a rivedere in toto la propria progettualità in merito allo smaltimento dei fanghi di dragaggio.

Non vorremmo che anche su questa vicenda, sul silenzio del comune di Pescara, pesi l’intervento del presidente della regione Luciano D’Alfonso. Non vorremmo che la salute del mare venisse sacrificata sul piatto di equilibri e interessi che nulla hanno a che fare con la buona politica. Mitigare i rischi dovrebbe essere una priorità delle nostre amministrazioni per tutelare il già fragile equilibrio del nostro mare. Auspichiamo che, anche senza il contributo del comune di Pescara, il Comitato VIA mandi il progetto, ora in valutazione di assoggettabilità, in procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, e che il progetto di smaltimento dei fanghi venga radicalmente rivisto e ridimensionato".

Per approfondire: http://sra.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1291:lavori-di-escavazione-per-approfondimento-dei-fondali-del-porto-di-ortona&catid=5:procedura-va&Itemid=3

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