Articoli filtrati per data: Mercoledì, 07 Novembre 2018

Cori. Dal 9 all’11 Novembre, l’artista di Cori (LT) Alessio Pistilli esporrà in Inghilterra, al Contemporary Art Fairs di Windsor, una delle fiere artistiche più importanti d’Europa, che dal 2005 riunisce ogni anno centinaia di espositori tra pittori, scultori, incisori, fotografi, ceramisti e gallerie, provenienti dal Regno Unito e dal resto del vecchio continente, per offrire al pubblico una selezione del meglio dell’arte contemporanea europea, anche per mezzo di laboratori e dimostrazioni.

“En to Pan” è il titolo della mostra personale, dal latino “L’uno il Tutto”, che in tal caso è associato al Dio Denaro. Denaro inteso come banconota di scambio, come valore etico-morale e socio-culturale nella vita di un essere umano, attributo di potere e ricchezza, ma anche di limite e dipendenza. Una dipendenza che rapisce e isola allo stesso tempo, un limite che non permette l’ascesa (la scala) per una rinascita. L’intento è trovare, attraverso una scelta nascosta nella nostra coscienza, il “vero lume della ragione”.

Nelle sue 10 tele inedite, i fattori “tempo” e “tecnologia” appaiono negativi non per la loro importanza oggettiva, ma per l’esagerato e, spesso, sbagliato utilizzo che se ne fa, portandoci sempre più ad un conveniente isolamento. Infine lo spazio che circonda queste presenze. Uno scorcio arido e freddo, reso ancora più crudo dalla presenza di alte mura (le difficoltà da superare) e da una fioca illuminazione di “lampade speciali” (le tentazioni) su di un uomo sempre più solo e perso, che è oramai la sua stessa ombra.

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Luna Agostini in arte LUNA, è una ragazza di diciotto anni di Quarrata con tante passioni artistiche. Tra queste quella per la musica.

Nel febbraio 2017 ha ottenuto un premio importante nell’ambito della manifestazione canora “Sanremo Music Awards” con una canzone di Birdy, Not about Angels, colonna sonora del film “Colpa della stelle”.
Sempre nel 2017 Luna ha fatto parte insieme ai Big della Musica Italiana della compilation The Colors of the Rainbow, dedicata alla memoria di Papa Wojtyla e ai 100 anni dell’apparizione della Madonna di Fatima.

Dal palco di Sanremo è passata al set cinematografico partecipando alla scena iniziale del docu-film trasmesso su Rai Storia “Se mi ascolti e mi credi”, dedicato alla vita del medico Giorgio Antonucci e alle battaglie che egli ha svolto contro i disumani trattamenti dei malati mentali.

Nel mese di dicembre 2017 si è tenuta presso il Santomato Live Club di Pistoia la “Prima cinematografica nazionale” dello short film Cerco le parole, firmato nella sceneggiatura e nella Regia da Roberta Mucci, alla presenza del dott. Leonardo Marini Tossicologo della Asl, e dell'intero cast artistico e tecnico.

Protagonisti di questo cortometraggio, che tratta il problema dell’alcolismo, sono un padre, l’attore Renato Raimo, e una figlia, Luna, che lottano contro un tremendo destino.
Nel film, Luna, 17 anni, è una splendida ragazza che vorrebbe vivere come tutte le sue coetanee in un mondo fatto di sogni da realizzare, come cantare, invece si trova a combattere i demoni della sua infanzia tormentata. La sua capacità di affrontare il disagio che stanno passando e di riuscire ad aiutare il padre ad affrontare il problema dell'alcolismo è straordinario, ma purtroppo non semplice. Sarà lei attraverso le sue parole a far riflettere il padre.

Il titolo dello short-film Cerco le parole è tratto dalla canzone scritta da Roberta Mucci autrice e consulente di vari programmi televisivi Rai, Renato Droghetti (collaboratore di Paolo Meneguzzi, Bennato, De Crescenzo, Alexia, Iskra Menarini, ecc…) e Manuel Auteri della casa discografica SanLucaSound e cantata da Luna Agostini, canzone che dedicherà al suo amatissimo padre, interpretato appunto da Renato Raimo, in chiusura del film.

Il trailer dello short-film appena pubblicato su youtube ottiene nel giro di una sola settimana ben 120mila visualizzazioni, portandolo all'attenzione di tv e giornalisti.
Lo short-film è stato selezionato - tra migliaia di cortometraggi - da RAI CINEMA e RAI CINEMA CHANNEL dove è andato in onda nel mese di aprile 2018.

Il film ha ottenuto inoltre il prestigioso Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) come Miglior cortometraggio al Concorso Nazionale del Corto di Chianciano Terme, con la seguente motivazione:
"L’amore di una figlia per il padre la porta ad affrontare una difficilissima situazione che purtroppo in questa società è più diffusa di quanto pensiamo. Un corto toccante che rimarrà nella nostra memoria".
E' stato inoltre in nomination al Festival di Genova.

Cerco le parole, non è soltanto un film, ma è il primo singolo di LUNA. Cerco le parole è una canzone il cui tema focus è l’amore, il brano esprime la mancanza di una persona a te cara che può essere un fidanzato o un padre.

Luna Agostini viene seguita nel suo percorso artistico dall'autrice e regista Roberta Mucci.

Info: https://www.facebook.com/Lunaagostini2000/ 

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Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato, durante il servizio di controllo del territorio in Pescara, ha proceduto all’arresto di M.C., pregiudicato marocchino 36enne. Gli agenti della Squadra Volante, a seguito dell’identificazione del cittadino extracomunitario verificavano come lo stesso fosse destinatario di un ordine di esecuzione di carcerazione per un anno e cinque mesi di reclusione, emesso dalla Corte d’Appello de L’Aquila in virtù di sentenza passata in giudicato.
Pertanto il cittadino extracomunitario è stato tratto in arresto, ed associato presso la locale casa circondariale.

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Mercoledì, 07 Novembre 2018 00:00

Pescara: arrestato per atti sessuali con minorenni

Pescara. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato, ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara nei confronti di O.M., pescarese di 53 anni, il quale è stato tratto in arresto dagli agenti della Squadra Mobile ed associato presso la locale casa circondariale, poiche deve espiare una pena detentiva di nove mesi e quattro giorni, in quanto riconosciuto colpevole in via definitiva del reato di atti sessuali con minorenni.

 

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Pescara. Risultati oltre le aspettative per QuattroZampe Expo, la prima fiera professionale del Centro Sud Italia dedicata al mondo del Pet che lo scorso fine settimana si è svolta al Porto turistico di Pescara. Famiglie, bambini, anziani ma soprattutto centinaia di animali a quattro zampe hanno affollato il polo espositivo allestito con decine di stand dedicati al mondo animale in tutte le sue varianti. L’evento, promosso da Video&Dintorni con il supporto della Cna di Chieti e di Pescara e a ingresso gratuito anche per i pelosetti, ha coinvolto, diverto, emozionato e fornito anche preziosi consigli alle tante persone che condividono la propria casa con un pet, ma anche ai professionisti di un settore che nel Centro Sud Italia ha ancora un grande potenziale di crescita. Tanti gli ingredienti che hanno decretato il successo di questa seconda edizione della fiera che si conferma un punto di riferimento per i pet lovers del Centro Sud Italia.
A cominciare dai partecipatissimi concorsi The Best Cat e The Best Dog. Nel primo caso a portare a casa il titolo e gustosi premi, è stato Zeus, uno splendido esemplare di Maine Coon di 22 mesi e 7 chili, accompagnato da Francesca De Marco di Manoppello. «E’ una razza che proviene dal Nord America, frutto di un incrocio con gli orsetti lavatori che può arrivare fino ai 17 chili», ha spiegato la proprietaria evidenziando il carattere docile del gattone. Non solo felini alla fiera del Porto Turistico che ha visto in passerella anche decine di cani iscritti alla mostra amatoriale The Best Dog, momento ludico per grandi e piccini per sfilare con i propri amici a quattrozampe. Sono stati cinque, in questo caso, i premiati: Muffin, uno splendido alano, che ha ottenuto il primo posto assoluto; Pandora, un intelligentissimo dogo argentino "sordo" vincitore nella categoria outsider; Mozzo, un esemplare pastore maremmano che ha strappato il titolo di “più pelosone”; Graf, un levriero afgano, che ha conquistato il premio come “più tale e quale” per la somiglianza nei colori e nelle movenze con la sua padroncina; Inverno, un pastore abruzzese, condotto da un bimbo di appena due anni che ha meritato il premio nella categoria “baby handler” per la tenerezza suscitata da un bambino conduttore di un cane di 50kg.
QuattroZampe Expo ha visto la presenza anche di graziosi cincillà e di centinaia di fido che, rigorosamente al guinzaglio, hanno partecipato come visitatori all’evento e hanno osservato le straordinarie performance dei loro “colleghi” delle unità cinofile delle forze dell’ordine. Dopo un’interessante tavola rotonda coordinata dal docente universitario Andrea Mazzatenta incentrata sul ruolo del naso del cane nella ricerca di persone scomparse, gli eroi a quattro zampe hanno dato dimostrazione della loro intelligenza e della potenza del loro “tartufo”. Leo per la Polizia di Stato, Nox per i Carabinieri, Maike per la Guardia di Finanza e Xa e Inko per la Polizia Penitenziaria, guidati dai loro accompagnatori, hanno dimostrato di saper scovare droga, tabacco, esplosivi, soldi e una persona sequestrata, per il semplice gusto di poter ricevere giochi e coccole.
«Il popolo dei pet lovers dimostra di anno in anno non solo di crescere sempre di più, ma di essere interessato a contribuire allo sviluppo di una vera cultura del proprio mondo», evidenzia Silvia Di Silvio, titolare di Video&Dintorni. «Questo è possibile soprattutto attraverso il rapporto relazionale che si crea con gli operatori del settore, con cui i proprietari degli animali devono collaborare per una vera crescita condivisa. Con questo evento vogliamo contribuire ad aumentare il senso civico delle persone e il rispetto nei confronti degli animali e siamo pronti a ricevere tutti i suggerimenti per far decollare sempre di più questo appuntamento che, oltre a una fiera di settore, vuole essere una grande festa per pelosetti e pet lovers».

 

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L'Aquila. Il 2018 è un anno speciale per I Solisti Aquilani. Cinquant’anni fa, per l’esattezza il 21 aprile del 1968, si svolgeva presso l’Auditorium del Castello dell’Aquila il primo concerto dei Solisti Aquilani, diretti dal loro fondatore e a lungo direttore stabile Vittorio Antonellini.
Da allora, l’attività del complesso non ha conosciuto sosta con migliaia di concerti in tutta Italia e in tutti i continenti, registrazioni discografiche, brani commissionati, collaborazioni autorevolissime: solo per citarne alcune, Vladimir Ashkenazy, Jean Pierre Rampal, Severino Gazzelloni, Dee Dee Bridgewater, Salvatore Accardo, Renato Bruson, Luis Bacalov, John Malkovich, e ultimamente Shlomo Mintz, Mario Brunello, Giovanni Sollima. È la testimonianza della riuscita di un progetto, nato su impulso di Nino Carloni, di espansione della proposta musicale verso la produzione. "Un percorso lungo - afferma il direttore artistico Maurizio Cocciolito - che ha intercettato anche il mondo della scuola, della formazione, del disagio, che conosce la ribalta internazionale di palcoscenici prestigiosi, templi della musica come la Filarmonica di Berlino o esclusivi come la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, ma anche tanti piccoli comuni, spesso ingiustamente destinati a restare tagliati fuori dalla fruizione della offerta culturale".
Tanti gli appuntamenti in programma previsti nel corso della attività artistica 2018 - 2019 che vedono I Solisti Aquilani ospiti delle più importanti società concertistiche in Italia e all'estero. Nell’ambito delle attività promosse, torna l’ormai consueto omaggio alla città dell’Aquila con MUSICA PER LA CITTA’ che prenderà il via il 14 novembre e si concluderà il 15 maggio: una vetrina delle migliori produzioni che I Solisti Aquilani porteranno in Italia e nel mondo dove hanno conquistato una precisa e insostituibile posizione nel quadro delle più prestigiose formazioni cameristiche internazionali. Protagonisti, sempre, tutti i componenti dell’ensemble che si esibiranno a rotazione in ruoli solistici di elevato impegno virtuosistico e interpretativo. Molti gli artisti a cominciare da Manuel Barrueco, considerato uno dei più grandi virtuosi della chitarra di oggi in ambito classico, forse il più grande, a cui è affidata l'apertura della rassegna. Ad affiancarlo Cesare Chiacchiaretta, fisarmonicista e bandoneonista, uno dei migliori interpreti della musica di Astor Piazzolla. E ancora Marco Rizzi, premiato nei 3 concorsi più prestigiosi per violino - il Čaikovskij di Mosca, il Queen Elizabeth di Bruxelles e l’Indianapolis Violin Competition; Jörg Demus che a novant'anni è uno dei più illustri testimoni di un’intera epoca della musica europea. Pianista celebre in tutto il mondo, condivide tuttora con il pubblico e gli allievi la sua sapienza interpretativa e didattica. Protagonista ancora il pianoforte, per gli appuntamenti successivi, con Andrea Lucchesini e Ilia Kim. In cartellone anche due artisti ospiti dei Solisti in precedenti edizione di Musica per la città: Paolo Carlini, fagotto e Andrea Griminelli, flauto.
Particolarmente "impegnativo" il mese di dicembre. Dall’1 al 14, nella sede del Rettorato del Gran Sasso Science Institute, sarà possibile visitare la mostra dedicata alla storia dei Solisti Aquilani, curata dal Prof. Francesco Zimei, il 4 dicembre concerto in collaborazione con il Festival Internazionale "Le strade d'Europa. Lituania-Italia", l'Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia e la Filarmonica Nazionale Lituana. Protagonisti della serata I Solisti Aquilani, il Quartetto d'archi Ciurlionis con Francesco Mammola al mandolino. Il 14 dicembre, nella sede del rettorato del Gran Sasso Science Institute si terrà il Concerto di chiusura delle celebrazioni del 50° anniversario della fondazione dei Solisti Aquilani e Tavola rotonda “I prossimi 50 anni” con presentazione del volume “Cinquant’anni dei Solisti Aquilani”. Sul podio Gabriele Bonolis. In programma due prime esecuzioni assolute, commissionate per l'occasione da I Solisti Aquilani (“Alone”, per ensemble d’archi e violino concertante di RobertaVacca e “Salvador”- impressioni surrealiste-cinque miniature per orchestra d’archi di Fabio Massimo Capogrosso). Non poteva mancare, come da tradizione, il concerto di Natale (20 dicembre) con I Solisti Aquilani, la Big Band del Conservatorio "A. Casella" e sul podio Massimiliano Caporale.
Campagna abbonamenti da giovedì 8 ottobre a mercoledì 14 novembre 2018
Intero: € 70,00
Ridotto: € 50,00
(abbonati Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” – Istituzione Sinfonica Abruzzese - Teatro Stabile d’Abruzzo – Over 65)
Ridotto per i giovani fino a 25 anni: € 25,00
Ridotto speciale per gli studenti delle scuole medie a indirizzo musicale, licei musicali e conservatori di musica: € 10,00

Punti vendita:
Associazione I SOLISTI AQUILANI – L’Aquila, Viale Alcide De Gasperi, 47 – tel. 0862 420369
Hotel Castello – L’Aquila, Piazzale Battaglione Alpini – tel. 0862 419147
Libreria Polarville – L’Aquila, Via Castello 49 – tel. 0862 65657

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Gaeta. Le attività del Polo Museale sono partite nel mese di agosto scorso con la fortunatissima iniziativa de “Le notti dell’Annunziata”, e dal 1 settembre tutti i siti sono aperti con orari stabili, secondo una calendario pubblicato, e presidiati da giovani operatori, affinchè ogni turista o fedele possa essere accolto con cordialità e sufficiente competenza.
Questi primi due mesi di attività hanno attirato al Polo più di 2000 visitatori, contribuendo alla diffusione della conoscenza del patrimonio artistico e culturale di Gaeta, e alla naturale promozione dei luoghi dell’arte.
Ringrazio i volontari dell’Associazione Ante Omnia, che assicurano le aperture dei siti, la cura della promozione sui mezzi di comunicazione, il coinvolgimento di figure nuove e giovanili, perché il progetto del Polo possa continuare con entusiasmo e passione.
Presento con piacere il calendario di eventi culturali del Polo Museale per i mesi di novembre e dicembre prossimi, frutto della sinergia tra l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Gaeta, l’IPAB SS. Annunziata, la parrocchia della Basilica Cattedrale, e l’Associazione Ante Omnia. Gli incontri culturali spaziano dalla ricerca storica, all’approfondimento artistico, fino ai preziosi momenti musicali, intrisi della spiritualità natalizia, che avranno come cornice il Santuario dell’Annunziata. Accanto al calendario di attività, pubblichiamo gli orari stabili di apertura dei siti, ricordando che i contatti indicati per info e accoglienza, sono sempre attivi ed efficienti.
È questo il modo in cui vogliamo parlare di arte, questo il dinamismo del nostro proporre cultura. Il Polo testimonia un modello culturale in cui fare rete è fondamentale, tra siti culturali e con tutte le realtà del territorio in cui operiamo, per cercare anche nuove strade e nuovi linguaggi per trasmettere la bellezza dell’arte a chi si avvicina a noi.
Auguro a tutti felici e serene festività natalizie, invitando ciascuno a farsi circondare dalla bellezza, così generosa e nobile in questa nostra terra.

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L’Aquila. Detroit è la principale città del Michigan. Affacciata sul fiume omonimo che la separa dal Canada, con Windsor che la fronteggia sulla sponda canadese, Detroit fu fondata nel 1701 da un ufficiale francese, Antoine Laumet de la Mothe, che la eresse come insediamento fortificato - Fort Detroit - in posizione strategica, nella regione dei grandi laghi. Il nome - dal francese détroit, stretto - si riferisce al "fiume dello stretto" che collega i laghi St. Clair e Erie. L'insediamento prosperò subito come centro commerciale per i cacciatori di pellicce, mentre il porto offriva riparo alle navi francesi che solcavano i grandi laghi. Proprio per la sua favorevole posizione,fu ripetutamente contesa tra colonizzatori francesi e inglesi, fin quando nel 1760non cedette alla resa alle truppe inglesi, diventandone roccaforte durante la Guerra d'indipendenza americana. Nel 1796, in seguito al Trattato di Jay, Detroit passò agli Stati Uniti e qualche anno dopo fu capitale del Michigan, fino al 1847.

La città crebbe molto -le raffinate architetture la fecero definire la "Parigi dell'ovest"- grazie all'economia basata sul sistema industriale e sui cantieri navali, oltreché favorita dalla grande versatilità dei trasporti lacuali e terrestri. Ma alla fine dell'Ottocento fu proprio nel settore dei trasporti cheHenry Ford progettò e nel 1904 costruì la prima automobile, avviando quella fiorente industria che ancor oggi porta il suo nome. Con l'avvento poi in quel medesimo settore di Walter Chrysler e dei fratelli Dodge con le loro industrie,Detroit divenne la capitale mondiale dell'automobile, definita non a caso "the Motor City". L'industria dell’automobile ne spronò la straordinaria crescita nella prima metà del secolo scorso, attirando nell’area urbana molti immigrati dall'Europa e soprattutto lavoratori di colore dagli Stati del sud, non senza tensioni sindacali nelle fabbriche e problemi razziali tra la popolazione "nera" e "bianca" della città, arrivata a negli anni Cinquanta a quasi due milioni di abitanti.

Diversi i casi di turbolenze razziali, nella prima metà del Novecento. Ma fu nel luglio del 1967 quando una rivolta degli afroamericani,generata da un raid notturno della polizia in un locale della 12^ Strada, sconquassò la cittàcon violenze e distruzioni, saccheggi ed incendi. Oltre quaranta furono i morti, migliaia i feriti, negli scontri tra rivoltosi e le forze di polizia e militari dell'esercito. Quella sommossa accelerò il fenomeno dell'abbandonodella cittàdei “bianchi”, che si allontanarono nei centri dell'hinterland dove costruirono le loro residenze, oltre le 8 miglia da Detroit, mentre la popolazione nera si avviava a superare l'80 per cento. Da allora la città conobbe un progressivo declino, con le periferie in gran parte abbandonate e in degrado, e con la disoccupazione seguita alla crisi dell'industria dell'auto. Perse molti abitanti Detroit, scendendo sotto i 700mila. Quella crisi, durata poi per decenni, si è scaricata anche sul Comune, andato nel 2013 in fallimento. Ora, con la ripresa industriale specienel settore dell'automotive– basti citare la nuova stagione della Chrysler in FCA sotto l’impulso diSergio Marchionne – e con un'amministrazione civica più oculata e progettuale che ha riportato i conti in ordine, Detroit si è finalmente avviata alla rinascita. Lo racconta il forte recupero architettonico del downtown, il rigoglio delle attività commerciali e culturali che la stanno rendendo di nuovo appetibile alle residenze, oltre che alle attività direzionali e terziarie.

La città, con le sue architetture, mette in mostra una buona varietà di stili, l'Art déco dei grattacieli si sposa con il postmoderno nella ComericaTower e nel Renaissance Center, diventato il simbolo di Detroit. Grazie all’opera di valenti architetti e urbanisti, in passato ed ora, che ne stanno ridisegnando il volto. E così tornano a risplendere il Guardian Building, il Penobscot Building, ilFisher Building, ed altri edifici, alcuni dei quali portano l’impronta artistica dello scultore d’architetture italiano Corrado Parducci (1900 – 1981), che ha decorato i più importanti palazzi e grattacieli di Detroit (i building Loan, Buhl, Guardin, Greater Penobscot,First State Bank,David Stott, Detroit Public Library, Music Hall, ed altri ancora). Non mancanopoi d’interessegli edifici della Wayne State University, dove brulicano nelle loro attività oltre 27 mila studenti e diverse migliaia di docenti. Intensa la vita culturale, che gira intorno al Fox Theatre, alla Detroit Opera House, al MasonicTempleTheatree al Detroit Institute of Arts. Ma è soprattutto la musica che caratterizza Detroit, portandola all’attenzione del mondo. Conta i locali “live” più importanti degli States.Sin dagli anni Quaranta del secolo scorso il blues, il jazz, vent’anni dopo il rock, più recentemente la musica techno,funke rap, hanno potuto contare su grandi interpreti. Fino a Madonna – Louise Veronica Ciccone – icona della musica nata a Detroit ma di origine italiana (Pacentro, in Abruzzo), che proprio in quel contesto artistico si è allevata. Inoltre i più impostanti artisti hanno inciso a Detroitper la casa discografica Motown Records.La città ogni anno organizza diversi festival, come il Ford Detroit International Jazz Festival, l'Electronic Music Festival, il Motor City Music Conference (MC2), l'Urban Organic Music Conference, il Concert of Colors e l'Hip-hop SummerJamz Music Festival.

Detroit è divisa in quartieri e distretti storici. La Midtown e la zona di New Center richiamano milioni di visitatori ogni anno con i loro musei e con le iniziative culturali. La sera il Downtown e il Bricktown pullulano di gente nei ristoranti tipici, ma soprattutto di giovani nei locali di svago, mentre il Casinò attira clienti anche dal vicino Canada. Altro quartiere famoso è l'Eastern Market, che ogni sabato è affollato da 50 mila persone tra banchi di frutta e verdure, vendute dai diretti produttori, e i tanti banchi delle altre mercanzie. Un caleidoscopio di varia umanità. Là, in Market Street, c’è Vivio’sFood&Spirits, locale cult di Detroit:arredato con stile un po’ rétro, con vecchi arnesi e pubblicità,serve un’ottima cucina ebevande di qualitàa quattro passi dalla Gratiot Avenue, una delle principali arterie che alimentano a raggiera l’accesso al centro della città.

Ci siamo andati il 2 ottobre scorso da Vivio’s, insieme aSandra Tornberg ed Enzo Paglia, appena usciti dall’incontro molto cordiale con la Console d’Italia,Maria Manca. Ci sono andato soprattutto per salutare Vincent Vivio (Vince), un personaggio davvero straordinario che avevo conosciuto nel 2010, in occasione di un’altra missione a Detroit. Con mia sorpresa lo avevo rivisto nel 2013 a Paganica, dov’egli era venuto– per la prima volta - a ricercare le sue radici e a conoscere i parenti, ritagliandosi due giorni da un viaggio d’affari in Italia, per acquistare un forno e a caccia di prodotti di qualità per la sua cucina. E’ sempre un evento incontrare Vince. Ci siamo raccontate le novità, mentre consumavamo un buon pasto caldo e un buon vino italiano. Amico di Sandra ed Enzo, Vinceè un generoso e impegnato esponente della comunità italiana ed è stato un dirigente della Federazione Abruzzese del Michigan.La storia della su famiglia è una tessera della storia della nostra emigrazione negli Stati Uniti. Come pure della stessa storia di Detroit nell’ultimo secolo. Suo nonno, Luigi Vivio, era nato nel 1897 a Paganica, bel centro vicino a L’Aquila posto ai piedi del Gran Sasso d’Italia. Luigi aveva servito la Patria, nella Grande Guerra, nel 27° Reggimento di Fanteria. Nel 1920 era emigrato negli States, dapprima fermandosi a New York, poi stabilendosi in Pennsylvania, lavorando nei cantieri dicostruzione di linee ferroviarie. Divenne cittadino americano nel 1932, proprio nell’anno in cui a Pittsburgh nacque suo figlio John, il padre di Vince. John Vivio servì gli Stati Uniti nella Marina, durante la guerra di Corea. Rientrato negli States alla fine della guerra, preferì lasciare Pittsburgh per Detroit, per lavorare nell’industria automobilistica.

Nel 1967 John Vivioconsua moglie Shirley, grazie ad un prestito di papà Luigi, rilevano lo storico edificio dellaMeyfarth's Hall. Costruita nel 1892, la Meyfarth's Hall originariamente serviva l'allora circostante comunità tedesca, con un bar al primo piano, una sala sociale al secondo piano e la residenza della famiglia Meyfarthal terzo piano. Nell’edificio,rinominato Vivio'sFood&Spirits,avviano gradualmente l’attività,lavorando molto duramente. Era quello un momento complicato, quando molte altre aziende commerciali stavano fuggendo lontano dalla città a causa dei problemi razziali e delle rivolte in corso. John e sua moglie Shirley hanno lavorato sette giorni su sette in condizioni molto difficili per creare Vivio’se portarlo al successo di oggi, rinascendo persino da un devastante incendio che nel 1975 aveva distrutto il locale. Ci volle un anno per ricostruirlo e ripartire con l’attività. John Vivioè morto nel 2001 e l'attività è stata rilevata da suo figlio. Vince laporta avanti insieme al socio Mijo Alanis, marito di sua sorella Pamela. Di recente si è aggiunto un terzo partner, David Colling, un amico di Vince da quasi 40 anni, per avviarel’espansione dell’azienda con l’apertura di nuove sedi e la vendita on line dei prodotti enogastronomici. Vivio's è diventato un punto di riferimento di Detroit,fa ormai parte della storia dell'area del mercato orientale e del sud-est del Michigan.

Recentemente Vivio’sha celebrato il 50° anniversario di attività. Specialità del locale sono le cozze, gli hamburger, le Bloody Mary - le migliori di tutta Detroit - e ovviamente la porchetta. Ogni sabato nello storico mercato orientale di Detroit si vedrà la brillante squadra di Vivio’s impegnata a servire la lunga fila di centinaia diclienti, fin dalle 8del mattino! Vivio's gestisce inoltre una società di specialità alimentari all'ingrosso, vendendo i propri prodotti attraverso distributori in negozi al dettaglio, bar, ristoranti, mercati, nonché attraverso vendite on line, con spedizione dal proprio deposito. L’azienda ha aperto altri due locali nell’area di Detroit ed un terzo nell’alto Michigan.Vincent Vivio è nato nel 1967 a Detroit. Laureato in Lettere moderne all’Università di Oakland, in Michigan, Vince ha grande curiosità culturale. Quando è libero dal lavoro suona a meraviglia la sua chitarra e guida la sua spendente Moto Guzzi. Ha cercato di consolidare le sue radici ricollegandosi con la famiglia d’origine a Paganica, avendo a cuore il rafforzamento delle relazioni con i parenti in Abruzzo. Spera di tornare prestoin Italia e magari aprire un ristorante con suo cugino Erasmo Lentini, il miglior pizzaiolo di Paganica e dintorni! E poterviservire anche le sue famose Bloody Mary, una magnifica bevanda alla vodka. Idee molto chiare, quelle di Vince, che ho apprezzato durante la nostra conversazione. Quando lo lascio a fine pranzo non ho mancato di prenotare una cena da lui per il 5 ottobre, per una serata speciale.

Vi arriviamo puntuali alle 7 di sera delvenerdì 5 ottobre, con mia moglie Anna e i nostri ospiti e cugini Vittorino Tarantae sua moglieElena Vincenti, che vivono in una bella casa a Clinton Township. Lui un passato da ufficiale pilota nell’Air Force e poi nell’amministrazione federale della Giustizia ed Elena, emigrata da Paganica dopo il matrimonio, docente di italiano e spagnolo in un liceo di Grosse Point, ora in pensione. Elena è cugina di Anna, sono figlie di due sorelle. E’ una serata speciale per Anna, il suo compleanno. Vince ci fa trovare un tavolo già apparecchiato per 6 persone. Ci presenta Victoria Mastracci Jakel e Craig Mastracci. Sono suoi cugini, la loro nonna era una Vivio. Entrambi nati a Detroit ed entrambi medici, Victoria vive a Norway, piccolo villaggio di circa 2800 abitanti nell’estremo nord del Michigan a confine con il Wisconsin, situato sulla striscia di terra che separa i laghi Michigan e Superiore, suo fratello Craig è anestesista presso il Children’s Hospital di Detroit. La storia della loro famiglia negli Stati Uniti ha inizio con Saverio Mastracci, nato a Paganica nel 1890 ed emigrato in Pennsylvania nel 1916. Solo un ritorno in Italia per il nonno Saverio, nel 1920, per sposare la compaesana Maria Vivio e portarsela in America. Passiamo insieme una splendida serata a raccontarci storie di vita. Come quel singolare incontro in Afghanistan tra due Mastracci, Craig nell’Esercito americano e l’altro Mastracci nell’Aeronautica Militare italiana. Forse lontani parenti, chissà. Quanto è piccolo il mondo! Intanto Vinceci fa servire le leccornie della sua cucina e gli ottimi vini. Infine un eccellente Prosecco e l’immancabile torta con la candelina da spegnere. Una bella serata, nel segno degli affetti e delle radici,sempre vive. L’indomani continuano i miei impegni nelle celebrazioni del Columbus Day, sulle quali abbiamo già riferito qualche settimana fa. Ci aspetta, invece, una trasferta il 9 ottobre a Rochester, nello Stato di New York, per incontrare Mario Daniele. Un aquilano di valore.

Decidiamo di partire in auto di buon mattino, con Anna, Vittorino ed Elena, traversando il Canada. Il cielo è coperto, ma non minaccia pioggia. Anzi, talvolta il sole riesce a farsi vedere. Sull’intestate 94, che sale verso il nord del Michigan, da un lato e l’altro della trafficata arteria gli alberi ad alto fusto disegnano splendide quinte policrome con le loro foglie, cangianti dal verde al giallo, dall’ocra al ruggine, dal rosso al carminio. Una tavolozza di colori che solo madre natura sa comporre nelle sue armonie, rendendo i boschi del Michigan delle vere e proprie opere d’arte naturali. I boschi del Michigan in autunno richiamano visitatori, anche da lontano e apposta per ammirarli. Quest’incredibile spettacolo ci accompagna finquando all’orizzonte non s’intravvede il profondo blu del lago Huron. Lo vediamo bene poi, sulla sinistra, passando il grande ponte di ferrosul fiume Saint Clair, ilBluewater Bridge, per metà americano e per l’altra canadese. Attraversato il ponte siamo già in Canada, a Sarnia. L’autostrada 402 ci porta verso London tra una lunga sequela di sterminati campi arati e boschi, ogni tanto trapunti da fattorie e da svettanti pale eoliche. Il parossismo e la densità demografica degli Stati Uniti hanno lasciato il passo all’ordinata tranquillità del Canada, già così bello in questa meridionale parte dell’Ontario, la provincia più popolosa tra le 13 della Federazione. Si corre verso est, sulla McDonald Cartier Fwy, poi sulla 403.

Giungiamo ad Hamilton– quanti amici vi ho nella“città dell’acciaio”, ma non possiamo fermarci –, l’attraversiamo nella parte meridionale e lambendo la costa del lago Ontario scendiamo sulla Queen ElisabethFwyverso St. Catharines. E’ mezzogiorno quando arriviamo nella città di Niagara Falls. Il tempo d’una visita immancabile alle Cascate e di un pasto. Il cielo è sereno, azzurro, senza una nuvola. L’unica grande nuvola bianca è quella che l’immensa massa d’acqua del fiume Niagara provoca nel precipitare giù per 50 metri, producendo in quell’anfiteatro di roccia lo spettacolo mozzafiato che attira l’ammirazione di milioni di visitatori da tutto il mondo. Sulla sinistra, in territorio americano, l’altra cascata che pur bella non riesce a pareggiare l’intrigo visivo delle Niagara Falls canadesi. Incantevole il contesto ambientale, curatissimo di prati, fiori ed essenze arboree, luccicantigli arditi edifici al servizio di turisti e visitatori. Di queste meraviglie godiamo la vista, in una giornata davvero calda, quasi estiva, mentre un vivace arcobaleno si stampa nella nuvola di vapore acqueo che copiosamente s’alimenta dall’immane cascata, mentre giù le acque solcate dai traghetti carichi di turisti temerari ribollono di bianca schiuma. Alle 3 del pomeriggio si riparte, verso Rochester. Attraversato il Raimbow Bridge siamo già negli Stati Uniti, ci aspettano poco più di 150 chilometri per arrivare a destinazione. Mario Daniele, per telefono, ci dà l’indirizzo dove ci attende, presso la sede della Daniele Family Companiesin Monroe Avenue, all’ingresso di Rochester. Lì accanto c’è anche un suo albergo, dove ha riservato le camere per noi.

C’è gran traffico sull’autostrada che collega Buffalo a Rochester. Siamo tuttavia quasi in orario quando vi arriviamo. Salgo da Mario, nel suo ufficio. E’ pieno di sue foto con importanti personalità delle istituzioni americane ma anche di istantanee nei luoghi di lavoro. Colmano un’intera parete della stanza. Altri documenti richiamano gli anni da vice Console onorario d’Italia, un servizio verso la comunità che egli ha prestato con notevole impegno fino ai suoi settant’anni. Ora sembra che una modifica alla norma possa rendere possibilela carica fino ai 75 anni. Il fatto che se stia occupando l’on. Francesca La Marca, deputata di Toronto eletta nel nostro Parlamento nella Circoscrizione centro e nord America, è già una garanzia d’una cura assidua e attenta della questione. Ma veniamo a Mario Daniele, alla sua storia di vita. Un romanzo davvero da scrivere. Perché Mario capitò per ventura in Canada, nell’ultimo semestre della sua vita militare nell’Aeronautica italiana. Sarebbe lungo raccontare. Fatto gli è che non avrebbe scommesso un centesimo sull’eventualità di venire a vivere negli Stati Uniti. Aveva in Italia già un avviato lavoro con forti propensioni imprenditoriali, a Castelnuovo in provincia dell’Aquila, sull’altopiano che produce lo zafferano migliore del mondo dove castelli e chiese romaniche raccontano secoli di storia. ARochester, invece, dov’era andato per salutare i parenti, incrociò la sua vita con quella di Flora, compagna di scuola che era emigrata con la famiglia all’età di 8 anni.

Fu il colpo di fulmine. Dopo qualche mese Mario e Flora si sposarono. Alcuni anni li vissero a Detroit, dove condussero una pizzeria. Poi tornarono a Rochester, dove Flora aveva i genitori ed altri parenti. Oggi la famiglia di Mario Daniele, con i figli Anthony e Daniel, ha una ramificata attività con una dozzina di aziende che spaziano dalla ristorazione alla ricettività alberghiera, dalla gestione di porti turistici alle costruzioni edili, dagli impianti di lavaggio per auto alla costruzione dicondomìni. E poi in programmac’è un piano di sviluppo perun grande centro commerciale e altri servizi, in un’area nevralgica di Rochester. Altre attività imprenditoriali sono pure avviate in Florida. Tutto nato e cresciuto in mezzo secolo di attività, grazie all’ingegno e alla lungimiranza imprenditoriale di Mario Daniele, arrivato dal Canada negli Stati Uniti con qualche decina di dollari, quando aveva 20 anni. Un self made man, come dicono qui. Una capacità d’intraprendere e un talento che si sposano ad una notevole attitudine alle relazioni, alla valorizzazione delle risorse umane, al lavoro di squadra, alla tenacia nel perseguire gli obiettivi, al carisma nella comunicazione, alla giovialità e ad una sottile ironia che aprono le porte dell’amicizia. A Rochester basta dire “Mario” perché si capisca che ci si riferisce a Mario Daniele.

D’altronde lo si comprende dalla stima e dal prestigio guadagnato con il lavoro, dal rispetto che la comunità italiana gli porta anche per la straordinaria disponibilità di servizio che ha reso generosamente come vice Console, carica onoraria che egli ha interpretato in pienezza di dedizione verso i nostri connazionali. Lo si deduce dal vasto consenso che ha accompagnato le ripetute elezioni di suo figlio Anthony nel Consiglio della Contea. Anthony Danieleè stato per dieci anni Presidente della Contea, forse il più giovane nella storia dell’istituzione, eletto alla presidenza con i voti anche dell’opposizione democratica. Un fatto che la dice lunga in una società politica così contrapposta tra Repubblicani e Democratici. Sono aspetti che, osservati oggettivamente,ci riempiono d’orgoglio e ammirazione. Da abruzzese e da aquilano. E fanno capire come e perché, negli anni seguiti al terremoto dell’Aquila, Mario Danielesia riuscito a convogliare nella nostra terra martoriata dal sisma una cospicua quantità di aiuti e di gesti di solidarietà, contando sulla generosità dei cittadini di Rochester.

A sera andiamo a cena nelgrandioso ristorante Mario’s,accanto agli attracchi turistici del porticciolo, dove penetra una lingua d’acqua del vicino lago Ontario. Con Mario e Flora, Vittorino e Elena, chi scrive con Anna, passiamo una serata di grande cordialità e simpatia, di rimembranze e racconti di vita. La cena è eccellente. Là, nei pressi del ristorante, c’è un grande complesso residenziale. Villette di bella fattura, 350 abitazioni. E’ una recente operazione del ramo costruzioni della Daniele Family. Il contesto ambientale, il pregio architettonico, l’arredo esterno, la qualità delle abitazioni hanno presto favorito la definizione dell’operazione immobiliare con la cessione del complesso ad una compagnia di gestione.Come dire, quando il successo segue un’ottima intrapresa. Bellissima giornata, anche mercoledì 10 ottobre. In programma la visita alla città.Rochester, capoluogo della Contea di Monroe, situata nel territorio un tempo abitato dagli indiani Irochesi, è davvero una graziosa città di oltre duecentomila abitanti, con un’area metropolitana che per vastità e numero d’abitanti è la seconda dello Stato, dopo quella di New York, con quasi un milione di residenti. Numerosa è la comunità italiana, ben inserita ed organizzata in diversi club. Con propri fondi ha costruito l’Italian American Community Center, un superbo complesso di 3500 metri quadrati coperti su 10 ettari, dove vengono svolte attività sociali, culturali e sportive. Rochester, conosciuta da metà Ottocento come The Flour City per via della produzione di farina nei suoi numerosi mulini disposti sul corso del fiume Genesee - ora un’attrazione d’archeologia industriale - è diventata nel secolo scorso The World's Image Centre per via della Kodak, colosso della fotografia e della cinematografia, che nella città ha la sua sede generale. Città universitaria con diversi atenei, eccelle specialmente nelle discipline della musica, della medicina e dell’economia. Rinomata per le sue iniziative culturali, Rochester è diventata in pochi anni capitale del jazz con l’International Jazz Festival, il più famoso d’America, con duecento concerti in ogni edizione.

L’ammiriamo, la città, entrando nel suo cuore storico, apprezzandone le stupende architetture dei palazzi e delle ville d’inizio Novecento disposte lungo le belle strade alberate, ora con i colori dell’autunno. Un’incantevole città di provincia, a dimensione umana. Quieta e lontana dai fastidiosi parossismi delle metropoli. Nel primo pomeriggio Mario ci porta in visita al Palazzo della Contea, una gradevole costruzione dove stile, architettura, marmi e raffinati stucchi raccontano maestranze italiane.Ne apprezziamo i dettagli architettonici salendo le ampie scalee verso la sommità del quarto piano. Un’ampia vetrata a cupola copre la corte interna, dove affacciano gli ingressi degli uffici dai quattro lati. Stucchi non invadenti ornano le quattro pareti interne della corte, dalla base alla sommità. Dopo un saluto che ci porta la County Executive Cheryl L. Dinolfo, visitiamo l’ufficio del Presidente della Contea e l’aula consiliare. Una grande foto di Anthony Daniele campeggia, ultima nella serie di ritratti dei Presidenti nella storia della Contea. Dalla cordialità con la quale Mario e Flora sono accolti comprendo quanta sia la stima che circonda la famiglia Daniele. Conclusa la visita, Mario ci porta quindi fuori città, all’Italian American Community Center, un centro assai importante per la vita sociale e culturale della comunità italiana. Ha quasi vent’anni di attività alle spalle da quando è stato edificato. Mario ne è stato per alcuni anni presidente. E’ un complesso imponente, con ampie sale attrezzate e strutture sportive. La giornata volge al tramonto. Stasera Flora e Mario ci tengono a cena nella loro bella casa. Anthony si porta Vittorino in aeroporto. Ha un volo notturno solo strumentale, con il suo aereo. Con loro in volo anche un pilota tutor, anche se Anthony è quasi pronto a volare da solo, di notte. Rientrano soddisfatti, dopo due ore. L’indomani mattina Flora e Mario ci vengono a salutare in albergo. Un abbraccio forte e una grande empatia tra di noi. Ci lasciamo con il desiderio e la nostalgia di rivederci presto. Abbiamo passato due magnifiche giornate, dense di emozioni e di amicizia vera.

Si ritorna a Clinton Twp, facendo a ritroso il percorso dell’andata. Nella serata del 12 ottobre ci attende il matrimonio di Alba e Marvin. La cerimonia si tiene a Troy, presso l’Ocean Prime. Celebra un Pastore evangelico, cognato di Marvin. Alba è figlia di Gigino e Diva Tempestini, nostri amici d’origine paganichese. Ci dicono che è una gioia per loro averci in questa festa, arricchita dalla “sorpresa” che Elvira e Giuseppe -2 dei quattro fratelli di Diva che vivono in Louisiana -le hanno fatto arrivando senza preavviso da New Orleans. Anche per me è una grande gioia riabbracciare Giuseppe Pieri. Non ci vedevamo da 62 anni, da quando condividevamo gli anni della nostra infanzia a Paganica. Elvira, invece, torna di frequente in Italia ed abbiamooccasione di vederci in paese. Tanti gli altri incontri in questi scampoli di missione in Michigan, con i compaesani che vivono nell’area di Detroit - Ermando, Giocondo, Renate, Italia, Giuseppe e Anna - e tante le feste di famiglia con Giampaolo, Angelo e Iole, i figli di Elena e Vittorino.

Alla vigilia del rientro in Italia incontro Alfonso Caradonna, imprenditore siciliano di San Vito lo Capo che ha ereditato le meritorie attività filantropiche dell’indimenticabile Teresa Nascimbeni, presidente dell’ANFE in Michigan. Alle attività proprie della più antica e prestigiosa associazione italiana nel campo dell’emigrazione –l’ANFE fu fondata nel 1947 da Maria Federici, deputata dell’Assemblea Costituente e componente della Commissione dei 75 che scrisse la bozza della Costituzione italiana – Teresa Nascimbenifino al giorno della sua scomparsa ha associato un impegno generoso per curare a Detroit centinaia di bimbi da patologie agli occhi presso strutture ospedaliere d’avanguardia. Alfonso Caradonna ne ha raccolto il testimone, continuando quest’opera che nel frattempo s’è innervata anche in un ospedale di Roma. Lasciamo Detroit il 18 ottobre, con il pieno d’emozioni. L’altra Italia, quella che vive fuori dall’Italia, non manca mai di stupirci!

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"La quarta dimensione nella pittura" è il titolo delle mostre con cui i tre autori, nel corso degli anni entrarono in contatto diretto. Progetti che coinvolsero varie sedi espositive e numerosi studiosi, ponendo faccia a faccia gli artisti, diversi per temi e stili, ma che hanno in comune l'audacia coloristica che sembra provenire da una stessa area geografica, in cui hanno realizzato molte delle loro opere, posta tra i riflessi del mare Adriatico, azzurro come quei monti Sibillini che lo coronano. Artisti estremi, ribelli e visionari che hanno incarnato il proprio tempo senza appartenere alle varie tendenze, piuttosto creandone di originali e ancora non pienamente comprese. Si pensi alle presenze lunari e all'utilizzo simbolico dei colori, specie nell'uso costante che i tre fanno del rosso e del blu.

A Palazzo Buonaccorsi di Macerata, in un percorso di venticinque opere si può cogliere la forte impronta che Lotto ha lasciato nelle Marche e come il territorio abbia influenzato la sua arte, tanto da averlo eletto per lunghi anni luogo di residenza. Di grande rilievo le due pale con San Sebastiano e San Cristoforo provenienti dal museo di Berlino, il Cristo che conduce gli apostoli sul monte Tabor e la Madonna delle Grazie in prestito dall’Hermitage di San Pietroburgo. Esposta per la prima volta in Italia è la Sacra famiglia con Sant’Anna e San Gerolamo restaurata della Galleria degli Uffizi. La mostra è una delle proposte sul Lotto che si potranno scoprire fino al 10 febbraio, insieme agli altri comuni come Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino, uniti in una sorta di museo diffuso.

A sessant'anni dal Gran Premio per la pittura alla XXIX Biennale di Venezia del 1958 il Guggenheim di Venezia ricorda il grande maestro con una retrospettiva curata di Luca Massimo Barbero. Undici sale espositive, oltre cento opere, ripercorrono il dirompente quanto tormentato percorso artistico di Licini, la cui carriera fu caratterizzata da momenti di crisi e cambiamenti stilistici apparentemente repentini. La mostra Osvaldo Licini. Che un vento di follia totale mi sollevi presenta la sostanziale coerenza di tale percorso che raggiunge risultati di assoluto lirismo e poeticità. La mostra si apre con le tele giovanili, quei paesaggi marchigiani da cui Licini non si distaccò mai e sono queste stesse vedute a fare da sfondo anche alla successiva transizione dal realismo all’astrattismo dei primi anni ‘30. Le sue opere più rappresentative sono tuttavia quelle dedicate all'Amalassunta, del quale ci offre molteplici sfaccettature della sua personalità, silenziosa e contemplativa, come ironica e dissacrante.

Al Museo Diocesano di Gaeta è in corso la mostra di Mario Vespasiani (1978) intitolata Lepanto, inaugurata nei giorno dell'anniversario della celebre Battaglia avvenuta nel 1571. L'artista attento ai simboli e alle date, ha voluto presentare tale progetto proprio in questa sede in quanto è qui conservato lo stendardo originale che sventolava sull'albero della nave ammiraglia della flotta della Lega Santa, ad evocare negli spettatori un flashback temporale e spaziale di notevole originalità. La battaglia di Lepanto nel corso dei secoli ha ispirato alcuni dei più grandi innovatori della pittura occidentale, da Tiziano a Tintoretto, da Veronese fino a Twombly. Dopo 500 anni, il racconto che l'artista introduce non è più quello drammatico che ci perviene dalla storia, non si concentra sulla raffigurazione di distruzioni e perdite, bensì sembra voler unire le differenti sapienze di due civiltà millenarie nella metafora della navigazione, l'interesse comune ad essere portatori di un messaggio di cooperazione nel rispetto delle proprie identità.

La quarta dimensione nella pittura di Osvaldo Licini e Mario Vespasiani, tenutasi nel 2010 presso la galleria Licini di Ascoli Piceno, a cura di Stefano Papetti.
La quarta dimensione nella pittura di Lorenzo Lotto e Mario Vespasiani, tenutasi nel 2012 in tre sedi, Monte San Giusto, Mogliano e Fermo, a cura di Walter Scotucci.

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Palermo. Un nuovo inizio, una ripartenza, una rinascita. Martedì 6 novembre 2018 Almendra Music pubblica Ensemble/Encore, il nuovo album di Giovanni Di Giandomenico, Luca Rinaudo a.k.a. Naiupoche e Marco Betta, il ritorno del trio di compositori a un anno di distanza dall'EP Ecuba/Ifigenia. Tre personalità diversissime per estrazione ed orizzonti si ritrovano accomunate nel laboratorio sonoro del collettivo Almendra, con un lavoro che caratterizza fortemente la nuova collana Almendra Live Series, arricchita da Palermo Sketches del quartetto Siwula, Iacovone, Mazzù e Troja. Il piano di nuove pubblicazioni Almendra appena inaugurato prevede tredici uscite, di cui sei con Giovanni Di Giandomenico in veste di protagonista o co-protagonista, che tra novembre 2018 e la primavera 2019 nutriranno il già ricco catalogo del collettivo siciliano, sempre in evoluzione tra album, sonorizzazioni, live performance, opere fonografiche, concept liveset e DJ set, colonne sonore originali. In omaggio a una peculiarità della poetica di Almendra Music, quella della registrazione live in studio, la Almendra Live Series cattura dei "fermo immagine sonori" e li restituisce con autenticità - "no edits, no overdubs", recita il manifesto della Serie. In tal senso Ensemble/Encore ha un ulteriore valore aggiunto poichè è nata in occasione della memorabile serata dell'1 ottobre 2017, durante la quale sette dei pianisti e compositori Almendra hanno inaugurato lo spazio eventi di Cre.Zi.Plus a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, il nuovo spazio urbano restituito alla creatività e alla partecipazione in una città in grande trasformazione.

Di Giandomenico, Naiupoche e Betta si muovono con equilibrio tra composizione e improvvisazione, due approcci solo in apparenza contrapposti ma in realtà accomunati dai tanti e continui feedback tra musicisti, pubblico e contesto: la loro è una live composition che tiene conto dell'ambiente in cui prende forma e viene scritta in tempo reale, partendo solo da elementari sketches d'avvio. Ensemble è un flusso ininterrotto di oltre 40 minuti, in cui il piano di Di Giandomenico e l'elettronica di Naiupoche attraversano blocchi di suono compatti, generando costanti e raffinate microvariazioni sia sulla componente spettrale che da un punto di vista strettamente formale, come una forma che prende vita respirando con le emozioni e il pensiero del pubblico e dei musicisti. Ne scaturisce una lenta metamorfosi in cui l’ascoltatore può immergersi senza avere la percezione di un ascolto frontale, distante, ma al contrario percepire una sensazione avvolgente in cui sentirsi parte del cambiamento, della lenta trasformazione di sé. La breve Encore è un vero e proprio bis alla fine del concerto che stravolge il concetto stesso di bis: non si ripete nulla di quanto già ascoltato, non si esaspera qualcosa della performance, semplicemente si scrive ancora musica insieme, suonando ancora. Cambiano anche gli attori, al piano, a quattro mani, Betta e Di Giandomenico in uno scambio costante di ruoli e parti nonostante la breve durata, rilanciano lo stesso concetto di live-composition: la performance viene richiesta dal pubblico stesso e realizzata con l’invito sul palco di un musicista che in Ensemble era tra i suoni uditi solo come autore degli spunti iniziali da cui il viaggio condiviso è partito, per il resto seduto sugli spalti da ascoltatore.

Giovanni Di Giandomenico, Naiupoche e Marco Betta hanno scelto di non rendere disponibile questa loro opera su portali generalisti come Spotify o Apple Music, ma al fine di condividere con il pubblico veramente appassionato una cultura della diffusione di musica più sana, che tenga conto anzitutto degli interessi di ascoltatori e artisti, Ensemble/Encore è disponibile solo su Bandcamp e Resonate. Bandcamp é il sito equosolidale della musica e degli ascoltatori indipendenti, che permette di supportare gli artisti senza mediazioni. Resonate è la startup berlinese basata su blockchain che rivoluziona il rapporto tra musica, tecnologia e creatività, sostenendo gli interessi sia degli ascoltatori che degli artisti grazie a un approccio cooperativo e trasparente: Ensemble/Encore è la prima release italiana lanciata in esclusiva streaming su tale piattaforma.

La prossima uscita dalla boutique label del collettivo Almendra uscirà il 13 novembre 2018: si tratta di KI, il primo album della pianista e compositrice Valentina Casesa, a un anno di distanza dall'EP di debutto Orior, arricchito dai contributi elettronici e strumentali di altri artisti del collettivo.


Info:

Ensemble/Encore - BandCamp:
https://almendramusic.bandcamp.com/album/ensemble-encore

Ensemble/Encore - Resonate:
https://resonate.is/a1/3568/3/11941

Almendra Music:
http://www.almendramusic.com/album/ensemble-encore

Bio Naiupoche:
http://www.almendramusic.com/portfolio/naiupoche/?fbclid=IwAR2AFwAACYi4bOdCQJNoisLO0fu1UJRAB_XlM5Q9LxJdRZ3hLvAXK4E1C5o

Bio Marco Betta:
http://www.almendramusic.com/portfolio/marco-betta/?fbclid=IwAR0mBCSzswDhRdKuwKWUlEEPE77lWmfZ2b8xm-9NcllE4OUPZxPGypkjqyI

Bio Giovanni Di Giandomenico:
http://www.almendramusic.com/portfolio/giovanni-di-giandomenico/?fbclid=IwAR3dMdwKT5__7LA4nLH_GIx618n-dvIAAW52dYa4vPLXvHfy9eyHoNOGA2Q

Synpress44:
http://www.synpress44.com/

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