Articoli filtrati per data: Lunedì, 07 Maggio 2018

Campobasso. Messaggio di cordoglio dell’arcivescovo di Campobasso –Boiano S.E. Mons. GianCarlo Bregantini per il ritorno alla Casa del Padre di S.E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia- Vieste- San Giovanni Rotondo.
«La diocesi di Campobasso–Boiano prende atto, con dolore, del ritorno al Cielo di Mons. Michele Castoro. Ne è compartecipe nel dolore per tre grandi motivi.
Il primo è il dolore di un vescovo giovane che ci lascia; il secondo perché è un uomo di Dio che ha saputo reggere il dolore con il sorriso; il terzo per l’ultima volta che lo abbiamo incontrato personalmente quando, come pastorale del lavoro. Ci siamo incontrati con l’Azione Cattolica di Manfredonia il giorno 10 marzo 2018 e abbiamo dialogato con la gente su cittadinanza attiva e sentieri di legalità. Ma prima dell’incontro con il pubblico lui ci ha accolti con grande gioia e sorriso di forte benevolenza, in Episcopio.
Si è visto il suo dolore, il deperimento fisico ma confortato da una cordialità ed un’accoglienza mirabile sempre con quel sorriso che ha ormai accompagnato l’intera sua vicenda di Dolore. Esprimiamo la nostra vicinanza e soprattutto auguriamo che il Signore ci mandi sempre Pastori come lui, Pastore Michele Castoro. Di lui ci colpisce il tenero messaggio di speranza quando ha affermato di recente che tra sofferenza e speranza c’è bisogno di un segmento intermedio, quello della umanizzazione della sofferenza. E questo lo possiamo fare noi tutti come Chiesa sanante che annuncia il Dio della con-solazione attraverso la sfida educativa della “prossimità” a chi è nella sofferenza».

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San Salvo. Da oggi tutto il litorale di San Salvo è ancora più blu. Questa mattina a Roma, nella sala convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Città di San Salvo ha ottenuto per la ventunesima volta la Bandiera Blu che potrà sventolare su tutta la marina. Alla cerimonia di consegna erano presenti l’assessore all’Ambiente Giancarlo Lippis e il responsabile del settore Michele De Filippis.
Un riconoscimento riassegnato per l’ennesima volta a San Salvo a dimostrazione che l’impegno congiunto di Amministrazione comunale, operatori del comparto turistico e dei cittadini, consente di raggiungere obiettivi importanti: mantenimento qualità delle acque marine, bontà dei servizi offerti e tutela dell’ambiente.
Il sindaco Magnacca ha espresso la piena soddisfazione per la riconferma per la Città di San Salvo e per l’Abruzzo. “Sono felice perché la Bandiera Blu viene assegnata a tutta la marina di San Salvo. Siamo stati in grado di rispettare tutti i criteri, sempre più rigidi, fissati dalla Fee Italia, che ringraziamo per averci ancora una volta assegnato questo vessillo. La mia Città si conferma eccellenza nel settore ambientale con tutti gli onori e gli oneri. Maggiore responsabilità verso l’intero Abruzzo di cui rappresentiamo a pieno titolo l’immagine più spendibile di un turismo accogliente, familiare e ambientale”.
L’assessore Giancarlo Lippis ha ribadito: “La Bandiera Blu è la conferma che San Salvo possiede e ha risposto in pieno ai requisiti stabiliti dalla Fee per la cura dell’ambiente e la fornitura di servizi ai cittadini. In particolare la pulizia del mare, la depurazione delle acque, la qualità eccellente della balneabilità delle acque marine, la presenza di piste ciclabili, aree verdi, la spiaggia fruibile da tutti con un’area dedicata ai disabili, il servizio assistenza ai bagnanti in tutte le spiagge libere, i servizi degli stabilimenti balneari e persino la nidificazione del fratino hanno contribuito a far ottenere questo risultato per la ventunesima volta”.

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Fossacesia. Acque eccellenti e servizi di qualità: la Fee premia l’intera spiaggia di Fossacesia con la diciassettesima Bandiera Blu. La FEE premia Fossacesia con la diciassettesima Bandiera Blu. Ad annunciarlo è il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, nel corso della cerimonia di consegna delle bandiere blu che si è tenuta oggi a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Sono molto orgoglioso di essere qui per ritirare la diciassettesima Bandiera Blu che premia tutti e cinque i chilometri di spiaggia - commenta Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia - e questo non solo per il prestigio che tale sigillo porta alla mia città , ma anche perché il suo ottenimento dimostra che l’impegno, faticoso e costante necessario per poter mantenere gli standard elevati richiesti dal programma Fee, sono stati ancora una volta premiati”. Il programma internazionale per la Bandiera Blu, infatti, è un programma rigido e trasparente, rientrante nei requisiti europei previsti dalla certificazione iso 9001 2008 e prevede:il rispetto di parametri rigidissimi che contemplano l’eccellenza delle acque di balneazione; il rispetto dei parametri della raccolta differenziata; la presenza di servizi di qualità dedicati ai turisti, alle persone disabili, a tutti i frequentatori della spiaggia; l’organizzazione di attività di sensibilizzazione ed educazione nei confronti delle tematiche di rispetto ambientale. “Ottenere la bandiera blu non è affatto semplice - prosegue il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio - bensì è il risultato di un duro lavoro, protratto nel tempo, in cui è necessario l’impegno massimo da parte delle Amministrazioni Comunali, in sinergia con altri attori e dell’ intera comunità che concorre al raggiungimento degli obiettivi fissati dal programma Fee. E a tal proposito ringrazio la Sasi, gestore del servizio di depurazione, la Ecolan gestore del servizio di igiene urbana, grazie alla quale abbiamo raggiunto una percentuale dell’85 per cento, e soprattutto tutti gli operatori economici ed i cittadini che sono i primi veri protagonisti, nonché beneficiari della Bandiera Blu”. “Fossacesia -aggiunge il vice sindaco Paolo Sisti- ha da anni intrapreso una politica di tutela ambientale e di servizi rivolti al turista, facendo del proprio mare, le cui acque di balneazione sono state classificate dall’Arta eccellenti, una risorsa utile per la crescita del proprio territorio”. “Colgo questa occasione per invitare la Regione Abruzzo a valorizzare i comuni che hanno ottenuto la bandiera blu, 9 quest’anno(compreso il Lago di Scanno) - conclude il primo cittadino, Enrico Di Giuseppantonio - facendo di noi un motivo di orgoglio per l’intera regione, nonché strumento di promozione da utilizzare fuori dal nostro territorio. Auspico inoltre che la Regione si faccia da promotore del programma Fee anche per i comuni che ad oggi non possono veder sventolare questo sigillo sulle proprie spiagge così da far sì che il numero dei comuni Bandiera Blu aumenti e l’Abruzzo oltre ad essere regione verde diventi anche regione blu d’Europa”.

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Guardiagrele. Torna per il quarto anno a Guardiagrele il GO Festival, evento organizzato dall'associazione Guardiagrele, una manifestazione che fonde l’opera lirica con altri generi musicali, al dibattito culturale, letterario e di attualità. Nell’ultima decade di luglio arrivano a Guardiagrele, grazie all’Opera Studio e alle masterclass di strumenti musicali, giovani cantanti e musicisti dall’Italia e da tutto il mondo, portando energia in quello che è considerato tra i “borghi più belli d’Italia”.
In questo evento importante è l'apporto di uno dei due direttori artistici, il soprano Susanna Rigacci, la voce che accompagna Ennio Morricone nelle tournée in Italia e all’esteropre, che ci ha gentilmente concesso un'intervista.

D. Con che spirito da alcuni anni a questa parte contribuisce all’organizzazione del GO Festival a Guardiagrele?
R. "Senz’altro uno spirito giovanile, di grande entusiasmo. Sottolineo la parola “giovanile” perché Guardiagrele è un festival giovane, alla sua IV edizione, ed è la terza volta che sono responsabile delle voci e della masterclass legata al debutto nelle opere liriche. Quindi un festival giovane, caratterizzato da un grande entusiasmo. Credo molto in questo Festival, perché pur essendo giovanissimo avrà un grande successo e un grande avvenire".
D. Di questa manifestazione è la curatrice delle voci, in quanto affermata soprano. Quali sono le peculiarità di questo evento che predilige?
R. "Essendo la curatrice delle voci, mi sento molto partecipe e responsabile non solo dell’aspetto vocale e tecnico, ma anche di altri aspetti più generali di queste voci. Dall’esperienza degli ultimi anni mi sono accorta quanto è importante essere vicina a questi giovani. Non solo da un punto di vista vocale o musicale, in questo ho la collaborazione con il grandissimo Maurizio Colasanti, ma anche nell’aspetto della preparazione. Cosa vuol dire un debutto per un giovane? Non è solamente cantare bene, ma avere una preparazione, avere una base solida, un sostegno; e credo che noi insegnanti abbiamo nei confronti dei giovani questo dovere di sostenerli nei primi passi della loro carriera".
D. Questa rassegna è appunto dedicata ai giovani artisti del campo musicale; quanto è importante per lei la valorizzazione dei giovani?
R. "Ho già in parte risposto. Credo molto nei giovani, credo che i giovani debbano essere aiutati il più possibile soprattutto oggi, che non è facilissimo farsi strada; il nostro è un mestiere che presenta tante incognite e quindi i giovani vanno molto aiutati. Forse, ancor più che aiutati, incoraggiati, perché spesso necessitano di questo sostegno da parte degli insegnanti, importantissimo nella loro formazione, musicale e non".
D. Tra le sue esperienze più famose e importanti ci sono le interpretazioni nei brani delle colonne sonore dei film di Sergio Leone. Come si è avvicinata a questo tipo di esperienza?
R. "Come succede nel nostro lavoro e nella nostra carriera, ci sono gli incontri. Io ho avuto l’onore e il piacere di lavorare per il maestro Morricone: lui non era direttore d’orchestra, aveva un concerto con musica sua, contemporanea, musica assoluta, quindi non da film. Dirigeva un altro musicista, lui era in sala, dopo è venuto a trovarmi: era rimasto molto contento dell’esecuzione e da lì è nata la nostra collaborazione".
D. Nel corso del tempo ha ampliato il suo repertorio classico attivandosi con la musica moderna e contemporanea. Come ha contribuito questa apertura al prosieguo della sua carriera e che importanza ha la formazione classica per affacciarsi ad altri generi?
R. "Io sono nata come cantante lirica. Ho iniziato questa carriera, oramai sono diversi anni, come interprete di belcanto italiano: ho debuttato con Il Barbiere di Siviglia, ho cantato molto, appunto, Rossini, poi Donizetti, Bellini, Verdi. In seguito ho cominciato a cantare musica contemporanea, mi è sempre piaciuta molto, mi ha interessata moltissimo. Secondo me un musicista deve avere una conoscenza della musica… chiaramente non esiste a 360 gradi, però l’interesse sì, quello sì, ci deve essere, a tutto tondo. E questa è una cosa che sicuramente mi ha caratterizzato durante tutta la carriera, l’interesse per qualsiasi tipo di musica".

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Lunedì, 07 Maggio 2018 00:00

32 meravigliose cicogne bianche in Abruzzo

L'Aquila. "La presenza in migrazione della Cicogna bianca in Abruzzo è fatto abbastanza regolare ma vederne uno stormo di 32 assieme con lo sfondo di uno tra i più bei paesaggi d'Abruzzo rimane sempre un'esperienza affascinante.

Le tre foto scattate dal socio SOA Massimo Pellegrini dopo una segnalazione dell'appassionato Mario Rainaldi documentano la presenza di una specie che fortunatamente sta tornando a nidificare in molti siti italiani ed europei.

Per ragioni di tutela preferiamo non indicare il posto esatto dove queste meraviglie della natura si sono fermate per rifocillarsi per qualche giorno durante il lungo viaggio dall'Africa all'Europa.

È l'occasione per evidenziare per l'ennesima volta l'importanza degli altipiani maggiori abruzzesi come siti di sosta per l'avifauna durante la migrazione sia primaverile che autunnale. Sono luoghi che dovrebbero essere individuati e mappati secondo la direttiva comunitaria 147/09/CE "Uccelli" a fini di tutela ma l'Abruzzo, privo di Piano faunistico venatorio, non ancora provvede. Tra l'altro a poche centinaia di metri dal punto di osservazione i nostri soci hanno osservato ben tre gruppi di cacciatori con cani in addestramento che costituiscono, come più volte affermato dall'ISPRA e dalla stessa Corte Costituzionale in una recente sentenza proprio su una abruzzese sull'addestramento cani, una forma di disturbo sia per i migratori sia per le specie che stanno iniziando a riprodursi (alcune di queste nidificano a terra).

Questa segnalazione si aggiunge a quelle di altri animali protetti quali falchi grillai, albanelle reali e minori e altri rapaci che in aprile-maggio e settembre-ottobre si concentrano in territori ristretti dove riescono ad alimentarsi. Se pensiamo che la loro migrazione può coprire traiettorie di 5-6.000 km si comprenderà l'importanza di evitare qualsiasi forma di disturbo in momenti delicatissimi come la sosta". Si legge così in una nota della Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS.

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Pescara. “Parte domani, al Mediamuseum di Pescara, alle ore 9.30, il ‘Maggio degli Autori’, promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, cinque incontri con diversi autori per scoprire il loro mondo e stimolare il piacere della lettura nei ragazzi, cinque eventi che impegneranno cinque diversi luoghi della città, per aprire la scuola al territorio. Obiettivo dell’iniziativa è non solo quello di incentivare la creatività, la fantasia dei nostri studenti, ma anche quello di approfondire e ampliare i loro orizzonti, al fine di fornire loro gli strumenti più adeguati per affrontare i cambiamenti paradigmatici della nostra società, ovvero aiutarli a potenziare le sempre più elevate competenze richieste dalle professioni della ristorazione, della ricezione alberghiera e del turismo. Protagonisti della giornata di domani saranno due autori, Tino Di Ciccio e Simone Di Plinio, seguiti dalla premiazione di ‘Calici d’Autore’”. Lo ha detto la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, Alessandra Di Pietro, ufficializzando i cinque appuntamenti con il ‘Maggio degli Autori’, dall’8 al 15 maggio prossimi.
“Per stimolare il piacere della lettura nei nostri ragazzi occorre prima di tutto che vengano in contatto con i libri, meglio se si tratta di un contatto guidato, e, in tal senso, assistere alla presentazione di un libro e incontrare gli scrittori è l’esperienza ottimale – ha spiegato la dirigente Di Pietro -. Ma innanzitutto occorre promuovere la lettura per la sua grande capacità di evocare emozioni, di mantenere le persone in contatto con gli altri, di farci comprendere meglio la realtà, di stimolare la mente, la memoria, la fantasia. Il libro è un mondo vasto, non solo è uno strumento di arricchimento personale ma può anche diventare una professione, per questo abbiamo voluto organizzare incontri non solo con gli autori ma anche con illustratori, editor, esperti di comunicazione, traduttori, editori. L'incontro con l'autore, pensato come momento significativo di un percorso di educazione alla lettura, è sicuramente il mezzo più efficace per avvicinare i ragazzi ai libri e farli loro apprezzare e la possibilità di interloquire con la persona che ha effettivamente pensato e scritto le storie contenute, è un'esperienza difficilmente sostituibile con altre iniziative di promozione alla lettura. L’incontro con lo scrittore genera attesa, aspettative, affettività verso i libri e le storie. Il nostro obiettivo finale è il potenziamento della preparazione culturale degli studenti per consentire loro di acquisire una formazione qualitativamente d’eccellenza che determini il loro miglior inserimento nel mondo del lavoro. La creatività, che solo la lettura può sollecitare, è fondamentale per aiutare i nostri ragazzi ad affrontare anche i momenti di crisi, i periodi professionalmente difficili, donando loro quella duttilità, quella poliedricità e quella capacità di adattamento essenziale per fronteggiare i cambiamenti sociali”.
Il primo appuntamento in calendario si svolgerà domani, martedì 8 maggio, alle 9.30, al Mediamuseum, per l’incontro con due scrittori, Tino Di Ciccio, autore di ‘Avrei dovuto amare di più’, e Simone Di Plinio, autore de ‘La mia MelaMarcia’. “Per l’occasione – ha ripreso la dirigente Di Pietro – avremo anche la prima edizione del Premio letterario ‘Calici d’Autore’, punto d’arrivo dei laboratori di lettura promossi nel corso dell’anno dalla docente Laura Intilangelo, e i laboratori di scrittura creativa del professor Roberto Melchiorre. E infatti avremo anche la premiazione degli elaborati degli studenti dell’Istituto Alberghiero, esaminati da una giuria presieduta dal Direttore artistico Massimo Pamio, con la presenza di Elisabetta Filograsso.

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Pescara. “Oggi i ragazzi hanno un dovere: quello di aggredire la vita, di ‘mangiarsi’ il mondo, superando le difficoltà, gli imprevisti, le possibili ingiustizie che aiutano a crescere, a maturare, sapendo che, alla fine del percorso, la meritocrazia premia sempre. L’ho vissuto sulla mia pelle, ho conosciuto le cadute, ma anche le riprese, imparando a ricominciare sempre da zero”. Sono le parole con cui l’attore e showman Federico Perrotta oggi ha accolto i 21 studenti del Progetto PON promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara. Presenti la dirigente dell’Istituto Alberghiero Alessandra Di Pietro, e le insegnanti responsabili del Progetto, Giuseppina Fusco, Grazia Coccia e Cristiana De Martinis.
“Lo scorso gennaio – ha ricordato la dirigente Di Pietro – nell’Istituto Alberghiero sono partiti i progetti Pon per la promozione delle attività extradidattiche straordinarie, ospitate nella scuola nelle ore pomeridiane e rivolte agli studenti del biennio, con l’obiettivo di dare loro l’occasione per conoscere meglio le mille opportunità offerte dalla nostra scuola sotto il profilo conoscitivo, formativo, didattico e sociale, in attesa di scegliere il proprio indirizzo di studio e soprattutto la propria professione del futuro. Uno dei progetti PON, ‘A scuola di scrittura, Giornalisti si diventa’ è rivolto al settore del giornalismo, per dimostrare ai nostri studenti che è fondamentale curare non solo la formazione laboratoriale, ma anche quella più nozionistica perché uno dei possibili sbocchi professionali. In questi mesi i nostri ragazzi hanno partecipato, proprio in veste di cronisti, a diversi incontri e momenti di confronto, compresa una visita alla redazione di Pescara del quotidiano ‘Il Centro’, esperienze che dovranno portare, infine, alla realizzazione del numero zero della ‘Gazzetta dell’Ipssar’. Tra gli step del Progetto Pon erano previsti anche due incontri-intervista a personaggi di fama scelti dagli studenti stessi”.
“La prima sensazione che ho avvertito entrando oggi nella vostra sede – ha detto l’attore Federico Perrotta rispondendo alle domande dei ragazzi – è stata quella di trovarmi nella scuola dell’accoglienza, una scuola che vi garantisce una marcia in più, una possibilità in più per entrare nel mondo del lavoro perché sono convinto che l’Italia e l’Abruzzo hanno proprio nell’enogastronomia l’asso nella manica, quella peculiarità che permetterà loro di risollevarsi dalla crisi. Per riuscirci è però importante che ciascuno individui la propria unicità, ciò che ci rende speciali. I personaggi che oggi spopolano sul web, o nei reality, non sono unici, non hanno delle specificità. Uno studente di Torrevecchia Teatina che si è aggiudicato, unico italiano su 28 vincitori, una borsa di studio da 100mila dollari ha una sua specialità. Per questo dico ai ragazzi di mettere insieme i tanti ingredienti, di ‘cucinare’ il mondo e poi di servirsi”. L’attore Perrotta, sottoposto alle domande dei ragazzi, ha poi raccontato se stesso: “Ho iniziato facendo le imitazioni dei miei insegnanti e facendole ‘pesantemente’ dinanzi a loro. Quello era un modo per aggredire la vita. Il primo ad aver capito la professione che avrei scelto è stato mio padre che, vedendomi fare lo showman nel negozio di bomboniere di famiglia, mi disse di andare a Roma, di ricominciare daccapo e di provare a volare alto. Io c’ho creduto, ma è stato difficilissimo entrare nella grande macchina televisiva dello show business e ogni volta è difficile rientrarci, specie se sei un ragazzo che arriva da San Martino di Chieti Scalo con, tra le mani, i sogni di quando, ragazzino, guardavi il Bagaglino in televisione il sabato sera. Quando ho chiesto ai miei miti, come Oreste Lionello, come potevo entrare al Bagaglino, mi hanno tutti risposto di ‘studiare tanto’. E io l’ho fatto, studiando con Pino Insegno nell’Accademia di recitazione di Corrado Pani, arrivando sul palco, il luogo dove dimentichi tutto, le bollette da pagare, le tristezze, le liti con qualcuno, ed entri nella magia. Oggi – ha proseguito Perrotta – mi piacerebbe lavorare con Luca Marinelli, e con Michele Placido regista, ma se fosse possibile, mi piacerebbe anche farmi una chiacchierata con Gino Bramieri, Corrado e Raimondo Vianello, mostri sacri dello spettacolo italiano. Apprezzo Sorrentino, ma gli preferisco Virzì”. Infine le rivelazioni del Perrotta più intimo: “Il mio punto di riferimento è la famiglia, mio padre continua a essere il mio faro guida, come mia madre, e poi mia moglie Valentina Olla, che mi fa mangiare le verdure, e mia figlia Vittoria. Se non avessi fatto l’attore, avrei sicuramente fatto l’insegnante, perché trovo straordinario parlare con i ragazzi, poter loro trasmettere qualcosa della tua esperienza. Infine, sto imparando a cucinare: ho cominciato per caso, dopo il terremoto di Amatrice, conoscendo il proprietario dell’Hotel Roma, che durante un cooking show di solidarietà, mi ha insegnato a cucinare l’amatriciana”. “Per il nostro Istituto – ha aggiunto in conclusione la dirigente Di Pietro – la giornata odierna ha rappresentato un altro momento clou di un maggio caratterizzato da grandi eventi che spaziano dalla cucina alla cultura, da momenti legati a tema della legalità all’incontro con scrittori di assoluto rilievo, occasioni di riflessione che offriamo ai nostri studenti per far loro comprendere come sia importante crearsi un bagaglio culturale ampio, variegato, capace di spaziare in ogni campo del nostro vivere per meglio affrontare il mondo all’esterno delle aule scolastiche”.

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Lunedì, 07 Maggio 2018 00:00

Guglielmo esordisce con l'album 5.55AM

E’ uscito 5:55 am, il primo album del cantautore bolognese Guglielmo, disponibile in tutti gli stores digitali il 3 Maggio 2018 con 10 brani inediti prodotti da Renato Droghetticon la supervisione di Manuel Auterisu etichetta SanLucaSound.

Il Giovanissimo cantautore Gugliemo Rossi Scota esordisce con la sua semplicità e la freschezza legata alla sua giovane età, 22 anni, che talvolta si trasforma, in alcune canzoni, in malinconia e riflessioni.

«Ho scritto questo album, 5:55 am, perché parla un po’ della “suddivisione” delle mia giornate, suddivisione un po’ bizzarra, in quanto scrivo e lavoro in gran parte proprio intorno le 5:55 del mattino visto che dormire non è mai stata la mia passione.»

Tra i temi trattati nel primo disco di Guglielmo l’amore predomina: amori mancati, amori riusciti ma finiti spesso male, da segnalare il branoProteggimiche è una canzone dedicata alla sorella più grande a cui Guglielmo è molto legato.
L’album inizia a prendere forma, con le prime note e i primi testi, la scorsa estate del 2017 in mezzo ai viaggi, ai suoi amici, alla famiglia, gli affetti, la socialità, i problemi e le mancanze.
«Ho tantissimi sogni- spiega Guglielmo -e la realizzazione di questo album fa parte dei sognirealizzati, quindi è servito incrociare le dita alle 5:55 ed esprime il desiderio».

Il disco è stato scritto interamente da Guglielmo, che suona anche il pianoforte, con i consigli e suggerimenti dell’amico Federico Capranica,e vanta la straordinaria partecipazione del trombettistaFrank Nemola, noto per essere da anni un musicista di Vasco Rossi.

Guglielmo è già al lavoro su un nuovo brano dedicato al nonno venuto a mancare due anni fa e che uscirà nei prossimi mesi.

L’uscita dell’album di Guglielmo Rossi Scota è stata anticipata dalla pubblicazione del singolo Casual già in rotazione su tutte le radio italiane da marzo scorso e il 30 Maggio 2018 il disco5:55 amsarà disponibile anche in versione CD fisico e verrà presentato inanteprima presso FICO Eataly World all’arena Fonoprint con firma copie.

TRACKLIST album 5:55AM
1. 5:55 am
2.Voglio
3. Come nei Film
4. Casual
5. La vita è bella
6. Non passa più
7. Avrei voluto dirti
8. Lontana da qui (Far away)
9. Proteggere
10. Routine (Ghost Track)
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Gli Arconti Ombra, primo capitolo della saga fantasy in quattro volumi Il fuoco segreto di Altea, descrive un mondo dalle forti tinte steampunk,popolato da esseri straordinari e ricco di ambientazioni originali che contengono echi dei lavori di H.G Wells e Jules Verne. Temi come l’amicizia, il coraggio e la forza della verità e della giustizia trovano risalto nelle avventure del protagonista Ailan, nelle sue relazioni con creature bizzarre, e negli scontri con personaggi inquietanti e crudeli che determineranno ancora di più il suo percorso di crescita e di consapevolezza dell’ingannevole realtà che lo circonda.

«[…] Con mani tremanti si mise il cannocchiale davanti agli occhi. Girò le tre ghiere, componendo una sequenza di lettere e cifre che lui solo conosceva e fece scattare una leva. Dai meccanismi scintillanti del cilindro uscirono sottili lingue di fumo che fluttuarono come serpenti e si infilarono nelle sue pupille. Midas gridò per il dolore, ma resistette all’impulso di togliersi quel macchinario dalla fronte, anche se freddi artigli sembravano frugargli il cervello, afferrare i suoi ricordi e strapparli a forza, insieme ai suoi segreti. Era quello che voleva, era la cosa giusta: cancellarli e nasconderli per sempre».

Tanto vapore e tanta fantasia risiedono ne Il fuoco segreto di Altea. Volume 1: Gli Arconti Ombra. Un romanzo fantasy nato per i ragazzi ma godibile e interessante per tutte le età, in cui si rappresenta un mondo dominato da macchine e congegni a vapore che donano un tocco stravagante e steampunk a una storia già impreziosita da originali invenzioni narrative. Prime fra tutte,le accurate descrizioni disingolari animali quali il Mimure, piccola bestiola della famiglia degli psicoguari, in grado di comunicare telepaticamente con il protagonista Ailan, la Memostrilla, mollusco gelatinoso che riesce a imitare la forma di ciò che vede ed è anche un abile scassinatore, e poi i Tenerilli, esseri rosa e morbidissimi usati dall’arconteVimperion come carta igienica, e ancora il Pestaduro, i Feoryn e i Narcotteri. Un vero e proprio bestiario di creature fantastiche, che prendono parte a una storia avvincente e costellata dimomenti di pura creatività che suscitano stupore e divertimento nel lettore. La descrizione del Bazar delle Meraviglie di Dedalus è uno di questi momenti: un luogo labirintico in cui trovare oggetti strani e misteriosi, detti “Le Invenzioni Dimenticate”. Ailan comincia la sua avventura proprio quando scopre questa bottega incantata e il suo proprietario, un eccentrico uomo che spingerà il giovane protagonista a intraprendere un pericoloso viaggio alla ricerca di un modo per salvare il popolo di Altea. Gli Arconti Ombranon è solo un bel fantasy ricco di inventiva, è infatti anche una storia di resistenza, di coraggio e di lotta. Una storia che sottolinea come il potere posto in mani sbagliate possa generare solo infelicità e disordine.Ailan cercherà di combattere questo potere, in compagnia di personaggi pronti a sacrificare tutto per la loro missione, e che ricordano al lettore quanto sia importante il valore dell’amicizia. Questo primo capitolo della tetralogia de Il fuoco segreto di Altea pone le basi per un’avventura entusiasmante, forte di un’ambientazione ben costruita e soprattutto di una galleria di personaggi finemente tratteggiati. Nei successivi volumi: Il tesoro di Vjnlan, La regina di Keola e La nuova fiamma ritroveremo il protagonista Ailan in compagnia dei fedeli amici Marill e il mimureZill, in viaggio in territori lontani da Altea. Tra mille peripezie e atti di estremo coraggio, i giovani eroi intrecceranno i loro destini con quelli di personaggi sempre più pericolosi e singolari che li spingeranno oltre i loro limiti, e che li costringeranno a crescere e a credere in loro stessi. E il lettore insieme a loro compirà un viaggio appassionante all’interno di una saga che riesce a mescolare sapientemente avventura, umorismo e sfrenata fantasia.

TRAMA. Altea un tempo era un’isola felice, sostenuta da una mitica Fiamma che sprigionava energia e permetteva la vita e la prosperità al suo popolo. A seguito di un sanguinario colpo di stato orchestrato dal tiranno Vimperion, un uomo subdolo, spietato e avido di potere, la Fiamma scompare, e gli abitanti di Altea vedono pian piano esaurire la loro forza vitale.Gli Arconti Ombra Dedalus e Amandine, veri eredi del potere usurpato dal tiranno, da tempo cercano invano una soluzione per ristabilire l’ordine. Ed è così che Ailan e la sua amica Marill, pur nella confusione e fragilità dei loro giovani cuori, decidono di accettare la missione di ritrovare la Fiamma di Altea, assumendosi una responsabilità più grande di loro, per contrastare il menzognero Arconte e i suoi alleati, e riportare pace e giustizia nel loro paese.

IL MONDO DELLA SAGA IL FUOCO SEGRETO DI ALTEA:

L’isola di Altea. Altea è l’isola più grande dell’arcipelago di Asteria. Ha una forma allungata e schiacciata in due punti, che ricorda vagamente la sagoma di una formica. La città di Altea, capitale dell’isola di Altea, è una città immaginaria, simile alla Londra di fine ottocento, tutta proiettata verso la produzione, le macchine e la velocità, incantata dal mito del progresso e dalle infinite possibilità della scienza. Qui tutti credono solo in ciò che si può misurare e dimostrare razionalmente. Chi esce dagli schemi è guardato con sospetto, come sciocco, bizzarro e anche come sovversivo.

Vjnlan – l’arcipelago del vento. Vjnlan è un arcipelago montuoso, situato molto a nord di Asteria, con pareti di roccia bianca fino a mille metri a strapiombo sul mare. Sulla sommità dei monti di Vjnlan si stendono verdi altopiani abitati. Le isole sono circondate da anelli di sabbia bianchissima. Gli abitanti di Vjnlan sono organizzati in tribù e vivono in simbiosi con il vento. Indossano un vestito con membrane sotto le braccia e tra le gambe, che permette loro di praticare una sorta di volo a vela, sfruttando venti e correnti ascensionali.

Keola. Keola è un piccolo continente quasi interamente ricoperto da foreste pluviali. È un territorio misterioso e in gran parte inesplorato, separato dall’isola di Altea da uno sterminato arcipelago che si sviluppa lungo tutto l’oceano. Sulla costa occidentale di Keola vive un popolo la cui sopravvivenza è messa in pericolo dalla presenza, sempre più invasiva, degli impianti industriali di Altea, costruiti per estrarre le risorse di Keola, in particolare la sua inesauribile (così almeno crede il governo di Altea) riserva di acqua dolce, ma anche di ferro, rame, zinco, stagno, oro e carbon fossile.

BIOGRAFIA. Isabel Harper è lo pseudonimo sotto cui scrivono due coniugi milanesi, Isabella Salmoiragoe Marco Rosso. Si occupano da anni di narrativa per ragazzi e hanno vinto premi prestigiosi, tra cui il Premio Andersen Baia delle Favole nel 1993. In particolare Isabella Salmoiragoha un’esperienza ventennale in campo editoriale come autrice, editor, responsabile editoriale e illustratrice,ed è attiva nelle scuole con laboratori di promozione della lettura. È la creatrice di Storybox Creative Lab, in cui si occupa di storytelling, editing e illustrazione.

Genere: Fantasy
Casa editrice: edizione cartacea Edicart
Casa editrice: edizione digitale Storybox Creative Lab
Pagine: 320
Codice ISBN: 978-8847457959
Codice ISBN: 978- 8831927000 / 978-8831927017

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NO COMFORT ZONE è il primo singolo di Francis McVan Project che anticipa l'uscita a settembre dell'omonimo EP, primo lavoro discografico di questo progetto. Un'onda travolgente di dance'n roll in cui si fondono i suoni elettronici dei synth, all'adrenalina di batteria, basso e chitarre elettriche. Un viaggio oltre il limite della propria comfort zone e delle proprie certezze.

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Lui è SuperGifMan! Un uomo ben vestito, col pantalone dentro gli anfibi, una sciarpa, un paio di occhiali da sole e una keytar. Non canta, forse suona in playback ma ha un super potere: è una fonte naturale di gif animate. Si muove in maniera ripetitiva, quasi psichedelica e cambia schema motorio quanto basta per generare una nuova gif. Ad ogni cambio di scena è in grado di provocare terremoti più o meno forti, interferenze video e fasci di luce colorata. SuperGifMan è il supereroe al servizio della nuova musica pop! Puoi chiamarlo quando hai bisogno di animare la tua musica low cost e home made e lui sarà da te in un momento, pronto a generare gif con la sua sola presenza!

CREDITS VIDEO:

con Francesco Vannini e i gufi

Regia: Francesco Vannini

Aiuto regia: i gufi

Soggetto: Francesco Vannini

Un ringraziamento speciale a Francesco Vannini

Produzione: DNV Productions

Ufficio stampa: DNV Press

 

Francis McVan Project è un atto di ribellione. Francis è la libertà di fare musica senza confini ed etichette, ma soprattutto è la libertà di superare di volta in volta la propria comfort zone. Francis McVan ha un fratello gemello cantautore (Francesco Vannini) con tre dischi all'attivo e un'esperienza ventennale, che non molto tempo fa dichiarò di voler cambiare strada, di volersi rinnovare, di voler uscire una volta per tutte dal solco del cantautorato italiano così di stampo anni 70 da rendere datata qualsiasi ispirazione, anche la più futuristica. Cadde giù il cielo e tutti a criticarlo, tutti ad accusarlo di voler rinnegare se stesso, la musica italiana, la tradizione del cantautorato impegnato e mediamente radical chic. Francesco aveva osato pronunciare la parola "Pop" e fu così che anche alcuni dei suoi musicisti trasalirono, inorridirono, pregarono intensamente il proprio Dio perché Francesco tornasse in se. Non potendo più sopportare questa gabbia fatta di cliché cantautoriali, Francis decise di staccarsi una volta per tutte dal fratello gemello e di iniziare la propria vita artistica. Primo passo? Fare ciò che gli piacesse, qualunque cosa fosse. Nasce così una cassa in quarti, un basso che pulsa, tanta elettronica, ma anche tante chitarre. Cos'è mai tutto ciò? Ma soprattutto, vogliamo davvero mettere etichette alla sua musica? Chiamiamolo allora Dance'n roll, se proprio non possiamo farne a meno!

Pubblicato in Cultura e eventi
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