Articoli filtrati per data: Venerdì, 14 Settembre 2018
Venerdì, 14 Settembre 2018 00:00

Ortona, inaugurazione Punta dell'Acquabella

Ortona. Un Belvedere “Ideale” che guarda il Belvedere “Francesco Paolo Tosti” più noto come Passeggiata Orientale, luoghi che danno emozioni e rappresentano un percorso paesaggistico e culturale del nostro territorio. Domenica 16 settembre alle ore 11 sarà inaugurato nella Riserva Naturale Regionale Punta dell’Acquabella il Belvedere Ideale, un omaggio simbolico alla musica e alle romanze di Francesco Paolo Tosti, illustre ortonese che fu un protagonista della vita culturale regionale e europea tra Ottocento e Novecento.

L’iniziativa chiude una serie di interventi effettuati per la tutela e valorizzazione delle due riserve naturali regionali presenti sul territorio ortonese, Ripari di Giobbe e Punta dell’Acquabella. Lavori finanziati nel 2017 attraverso l’accesso ai fondi POR FESR Abruzzo 2014-2020 Asse VI per la “Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali” con il finanziamento di 300mila euro a cui sono stati aggiunti 75mila euro come quota di co-finanziamento da parte dello stesso Comune.

 

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Città Sant'Angelo. “E' stata una scelta molto difficile da prendere – annuncia Gabriele Florindi Sindaco di Città Sant'Angelo – ma alla fine ho optato per rinunciare alla mia candidatura in Regione”. Questa è la scelta definitiva annunciata ieri nel corso di una riunione tenuta presso il Partito Democratico di Città Sant'Angelo, dal primo cittadino angolano.
“Ho riflettuto a lungo sulla possibilità di intraprendere una candidatura regionale, per me sarebbe stata la degna conclusione di 30 anni di onorata militanza politica, senza considerare che ormai da troppo tempo manca un rappresentante in Regione che appartenga al nostro territorio, ma sul piatto della bilancia c'erano troppi elementi ostativi, primo tra tutti quello di dover abbandonare Città Sant'Angelo ben 8 mesi prima delle elezioni, nelle mani di un Commissario Prefettizio, senza poter portare a termine alcuni tra i punti più importanti del nostro programma elettorale. Sarebbe stato un passo troppo doloroso per me, una sorta di tradimento nei confronti dei tanti elettori che mi hanno sostenuto e che continuano a dimostrarmi la loro vicinanza”. Volendo candidarsi alle prossime elezioni regionali il Sindaco Florindi, così come ogni altro Sindaco, avrebbe dovuto infatti dimettersi subito, aprendo di fatto la strada all'intervento di un Commissario Prefettizio per la reggenza del Comune di Città Sant'Angelo fino alla prossima tornata elettorale. “Una legge che reputo ingiusta, un Sindaco è prima di tutto una sorta di padre per la propria comunità, ha innumerevoli responsabilità sopra le proprie spalle e non può permettersi, se ha un briciolo di etica umana oltre che politica, di abbandonare tutto con così grande anticipo lasciando il proprio territorio in balia di eventi e situazioni che ogni anno diventano più difficili da affrontare e imprevedibili e che certamente un Commissario non gestirebbe con la stessa premura, passione e attenzione che invece contraddistingue ogni Sindaco che ama la propria cittadina”.
Dunque Gabriele Florindi continuerà ad indossare la fascia tricolore in rappresentanza della sua amata Città Sant'Angelo, in questi giorni interessata dalle Feste Patronali e del Perdono, e a gestire una maggioranza che, seppure risicata, dopo il distacco da parte della compagine di Liberi e Uguali, sembra essere compatta e risoluta nel portare a termine questo mandato elettorale. “Rinunciare alla candidatura è anche un gesto di rispetto e riconoscenza verso i miei consiglieri e assessori, che mi hanno accompagnato uniti e convinti nonostante le tante battaglie burrascose che hanno contraddistinto questi ultimi 4 anni di legislatura. Voglio approfittare di questo momento di riflessione per spronarli ancora ad andare avanti insieme per dimostrare a Città Sant'Angelo che questa amministrazione intende mantenere le promesse, nonostante le tantissime difficoltà in cui versano tutti i comuni italiani”.

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Venerdì, 14 Settembre 2018 00:00

Il Bibliopride 2018 a Cori

Cori. Anche quest’anno la Biblioteca civica di Cori (LT) “Elio Filippo Accrocca”, aderisce al Bibliopride, la giornata nazionale delle biblioteche promossa dall’A.I.B. (Associazione Italiana Biblioteche) e giunta alla sua settima edizione, su iniziativa dell’Associazione culturale “Arcadia”, con il patrocinio del Comune di Cori e la collaborazione dell’Associazione culturale “Amici del Museo della Città e del Territorio di Cori”.

Per l’occasione, domenica 23 Settembre, dalle ore 17:00, in Vicolo Macari, si terrà un appuntamento speciale di “Cervelli in scena”, la rassegna pensata per conoscere e valorizzare la ricchezza culturale prodotta attraverso le tesi di laurea e di dottorato, e proporla in modo scientificamente accurato ma comprensibile a tutti. Gli autori dei lavori proposti hanno modo di esprimersi in un contesto intimo ed informale, seppur in presenza di voci esperte.

Si parlerà dei nuovi modelli di biblioteca e delle loro ripercussioni nei territori con Chiara Faggiolani, docente di Metodologie di analisi e gestione dei servizi bibliotecari dell’Università La Sapienza di Roma; Roberta Montepeloso, bibliotecaria e ricercatrice; le bibliotecarie di Cori, Chiara Teodori ed Egizia Cecchi. Quest’ultima presenterà la sua tesi di diploma di specializzazione “Immaginare la biblioteca pubblica: analisi della costruzione di un’idea”.

Inoltre sarà possibile visitare la mostra collettiva allestita con le fotografie scattate in biblioteca ed esposte in modo da creare una narrazione per immagini, alla quale i presenti, insieme, daranno un titolo. Infine prenderà avvio un percorso di indagine tramite lo svolgimento di un focus group condotto dalle specialiste coinvolte nella giornata per approfondire, scoprire e comprendere la realtà della biblioteca di Cori.

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Pescara. “Abbiamo salvato dal massacro quasi centomila lepri!”: è questo il commento a caldo del coordinatore regionale delle Guardie WWF, Claudio Allegrino, alla ordinanza emessa poche ore fa dal TAR in merito al calendario venatorio regionale.

Il WWF aveva chiesto con il suo ricorso la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso la caccia alla lepre per il mese di settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto di non esserci più esigenze cautelari: il calendario venatorio nella sua seconda versione si era infatti già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime due specie nelle aree Natura 2000 (SIC e ZPS).

Il divieto di caccia alla lepre a settembre salverà potenzialmente 98.952 animali: sono stati cancellati infatti 7 giorni di attività venatoria in ciascuno dei quali ogni cacciatore (in Abruzzo secondo i dati Istat 2007 sono 14.136) avrebbe potuto ucciderne una. “Un risultato importante che si aggiunge – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle puntuali osservazioni presentate dalla nostra associazione e alle osservazioni dell’ISPRA, in parte recepite dalla Regione dopo la presentazione del ricorso del WWF redatto dall’avv. Michele Pezone. Bisogna per questo dare atto all’assessore Dino Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso”.

L’Ente regionale ha infatti emanato pochi giorni fa alcune modifiche migliorative al calendario venatorio con le quali ha ridotto il prelievo nei tempi e nei modi di molte specie cacciabili, accogliendo le prescrizioni dell’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale (VINCA) della Regione Abruzzo. A queste vanno aggiunte alcune richieste del WWF pure accolte nella modifica del calendario venatorio come la restrizione del periodo di caccia alla beccaccia portata al 31 dicembre.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia: “Vincere i ricorsi al TAR Abruzzo è oramai una prassi consolidata per il WWF e questo è dovuto non solo alla tenacia della nostra Associazione nel voler far rispettare le norme e i principi di tutela della fauna selvatica ma soprattutto alla nota e ormai cronica carenza di pianificazione faunistica della Regione. Cambiano i colori politici al governo ma purtroppo nella gestione venatoria i problemi restano immutati: mancanza del Piano Faunistico Regionale, Osservatorio Faunistico Regionale mai istituito, carenza di dati e di studi scientifici in grado di dimostrare la sostenibilità del prelievo, Comitati di Gestione degli ATC che spendono solo per ripopolamenti pronta-caccia. È ora di cambiare, anche per non far spendere inutilmente soldi ai contribuenti. La fauna, lo ricordiamo sempre, è un patrimonio indisponibile dello Stato, cioè di tutti i cittadini, non un trastullo per la piccola minoranza rappresentata dai cacciatori”.

Per concludere, un appello del WWF alla politica regionale: la manifestazione dei cacciatori abruzzesi dello scorso 6 settembre avvenuta a Pescara e che ha visto la partecipazione di meno di 50 cacciatori dovrebbe indurre i nostri amministratori pubblici ad avere meno timore di un mondo venatorio ormai in crisi generazionale e disgregato nelle sue diverse componenti associative.

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L’Aquila. “Sono state aperte le finestre più serrate della vita della scrittrice Laudomia Bonanni per nuove rivelazioni”. Così la storica casa editrice Carabba di Lanciano, annuncia l’uscita del libro “Antologia Sommersa”, ultimo imponente lavoro (354 pagine con la catalogazione di ben 1232 scritti) dello studioso Gianfranco Giustizieri, il maggiore esperto e divulgatore della vastissima produzione bonanniana. Ci racconta una Bonanni poco conosciuta. Con rigorosi e illuminanti riscontri. Preziosissimo contributo per nuovi approfondimenti “tra la memoria storica ed il futuro letterario”, sottolinea l’editore. Ma vediamo quali “finestre” in particolare sono state aperte da Giustizieri. “L’obiettivo principale del libro - ci spiega - è far conoscere un altro aspetto della Bonanni scrittrice di romanzi: la giornalista impegnata in grandi quotidiani e riviste tramite elzeviri di terza pagina, inchieste, note di costume e tanto altro. E’ una Bonanni poco conosciuta e studiata, eppure ci troviamo di fronte a 1232 “pezzi” sparsi su giornali di tutta Italia e fuori confine. E’ il confronto o per meglio dire l’osmosi tra i suoi libri e la scrittura breve. Per questo li ho catalogati, pochi sono sfuggiti e ho riportato integralmente, anche con successive varianti, una sessantina sconosciuti perché mai ripubblicati. Raggruppati per aree tematiche ci rivelano molto dell’Italia del ‘900 e toccano argomenti che possiamo considerare attuali ancora oggi.

C’è ancora tanto altro di nascosto da pubblicare?

Un mio carissimo amico, Pietro Zullino, giornalista famoso e fraterno amico della Bonanni, scriveva sempre che della scrittrice aquilana non si finirebbe mai di parlare nello scandagliare i diversi aspetti della sua opera e del suo pensiero, pensiero anche filosofico che in un celebre saggio avvicinò a Sartre. Poi c’è la donna che ho sempre appellato “senza tempo” per la capacità di essere sempre avanti e moltissimi elzeviri, ma soprattutto le interviste concesse, fanno capire. Forse ciò che ancora è da mettere in luce sono gli anni che vanno dal 1939 al 1945, pochi scritti brevi, due inediti ancora nel cassetto.

Ma quantosono attualigli scritti della Bonanni?

Direi moltissimo, indico solo alcuni argomenti: l’educazione dei ragazzi, la famiglia intesa in un significato molto ampio, il ruolo della donna, le droghe, i temi ecologici, la mancanza di senso civico nelle nostre città d’arte e … potrei continuare con tantissimi altri esempi. Poi i suoi racconti e le descrizioni dei multiformi aspetti della vita, dei fatti, degli ambienti.

Con competenza e pazienza certosina lei ha letto e catalogatoben1232 scritti. Quanto tempo c’è voluto per metterein ordineil materialeritrovato nell’imponente archivio bonannianoe poi scrivere il libro?
Dapprima il ritrovamento del possibile tra lasciti, cataloghi, biblioteche, emeroteche, sedi di quotidiani, indicazioni e commercio dell’antiquariato. Poi lettura integrale del ritrovato e infine scrittura. La catalogazione e la stesura del libro circa tre anni, la ricerca … senza tempo.

A quale fascia di lettori si rivolge?

Direi a tutti coloro che amano l’ottima scrittura giornalistica, ai curiosi lettori che vogliono apprezzare il valore dell’elzeviro di terza nei quotidiani, a chi vuole approfondire la conoscenza della scrittura bonanniana.

Quali scrittil’hanno maggiormente colpita?

Amo molto i reportage dalle città visitate come inviata, le descrizioni delle stagioni romane, alcune figure femminili tra cui primeggia una zingara minorenne conosciuta nella sua esperienza presso i Tribunali per minori.

In questo libro leisi sofferma su Laudomia Bonanni giornalista. Tante belle pagine di buon giornalismo. Lezionidiuna giornalista libera. Da leggere e rileggere. Come l’intervista a Giorgio La Pira, pubblicata dal Giornale d’Italia, che lei opportunamente ripropone. Perché è importante questa intervista?

Direi importante e attuale. Era il 1955 e il quotidiano “Il Giornale d’Italia” portava avanti una campagna non proprio favorevole al sindaco di Firenze. Decise di inviare la Bonanni per una serie di interviste dalle quali La Pira ne uscì come la direzione del quotidiano non si aspettava, tanto da concludere con un editoriale non firmato ma sicuramente dello stesso direttore con alcuni interrogativi verso lo stesso sindaco. Ciò a dimostrazione dell’onestà intellettuale della scrittrice/giornalista. Inoltre non dimentichiamo che Giorgio La Pira è stato molto ricordato in questo periodo in occasione della commemorazione per l’uccisione di Aldo Moro, considerato come il maggior ispiratore dello statista italiano.

Quale era il rapporto della Bonanni con il mondo del giornalismo? C’era qualche giornalista che lei apprezzava particolarmente?

Un riferimento al suo carattere severo e riservato è d’obbligo. Non aveva molte amicizie consolidate nel mondo del giornalismo e della letteratura in generale, i maggiori consensi si colgono in chi scrisse di lei per i suoi romanzi. Ma tre nomi fraterni li posso sicuramente fare, due per la letteratura, uno per il giornalismo: Maria Bellonci, Alba de Céspedes, Ferdinando Giannessi.

Lei haletto in tre anni decine di giornali e centinaia di articoli. Un tuffo nel passato. Che giudizio si sente di dare del giornalismo di oggi, raffrontandolo con quello di ieri?

Credo che non possa esserci paragone per me accanito lettore di giornali e riviste. Quando prendo in mano i “lenzuoloni” di una volta, tutta un’altra aria con spazi che ora non esistono più o sono mortificati. Intendo la terza pagina che comparve per la prima volta proprio su “Il Giornale d’Italia” nel 1902 diretto da Alberto Bergamini, se ricordo bene. Giornalisti/scrittori, scrittori/giornalisti, impegnati nel contatto diretto con i lettori. Poi una selezione più severa delle notizie, con un controllo direzionale che poco lasciava all’improvvisazione. Probabilmente la formazione sul campo dell’arte della scrittura è molto cambiata. Appunto arte, molti la posseggono ma le notizie si sovrappongono in tempi di velocità spaziale per cui non c’è tempo di …

Su Laudomia Bonanni c’è stato un lungo ed ingiusto oblio. Se si sono riaccesi i riflettori su questa grande scrittrice,grande meritoè proprio di Gianfranco Giustizieri. Quando gli chiediamo come è nata questa sua grande attenzione,o meglio passione, per la produzione letteraria della letterata aquilana ci risponde: “Qui non svelo, è tutto nel Prologo del libro”. E dà appuntamento alla presentazione ufficiale in programma per venerdì 28 settembre alle ore 17 a L’Aquila(Auditorium Elio Serecchi BPER,via Pescara 2).Previsti gli interventi di Raffaele Marola,presidente del Premio L’Aquila BPER; Stefania Pezzopane,presidente giuria Premio L’Aquila BPER.Relatori lo scrittore Renato Minore e la giornalista Maria Rosaria La Morgia,che ha scritto la prefazione e che dialogherà con l’autore Gianfranco Giustizieri.Letture dell’attrice Eva Martelli,con gli intermezzi musicali Porta Napoli Ensemble.CoordineràWalter Capezzali,presidente della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi.

Un evento culturale e storico ad alto livello,dunque,che non mancherà di fornire ulteriori spunti di riflessione sulla straordinaria produzione della scrittrice/giornalista, considerata a giusta ragione tra “le penne più illustri del XX secolo”. E Gianfranco Giustiziericertamente ci dirà altro ancora, perché,come sosteneva Pietro Zullino “della scrittrice aquilana non si finirebbe mai di parlare”. Tante altre “chicche”, come lo studioso aquilano definisce solitamente le scoperte interessanti che fa durante le sue attente ricerche. Rarità come la foto di copertina.

Una originale cartolina di auguri.“Raffigura con un’ironia arguta e affettuosa un importante e conosciuto direttore di giornali del ‘900: Giuseppe Longo. Giornalista, scrittore e poeta dai numerosi incarichi editoriali, il Longo conseguì nel 1976 il Premio Estense per il libro “Italia dove”. Per l’occasione la Bonanni inviò un biglietto di felicitazioni a cui Longo rispose con una curiosa cartolina dipinta dal pittore Mario Vellani-Marchi che lo ritraeva circondato da un notevole numero di quotidiani, dalle copertine dei suoi libri e dalla firma di personalità della cultura italiana. La cartolina è datata 24 settembre 1976 e affettuosamente la Bonanni la conservò senza distruggerla come avvenne per gran parte delle “sue memorie”, segnale di gratitudine per un uomo che fu il suo direttore al Giornale dell’Emilia e a Il Resto del Carlino”.

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Francavilla al Mare. L’A.S.D. Francavilla Calcio 1927 comunica ufficialmente di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive, fino al 30 giugno 2019, di Andrea Di Pinto, centrocampista classe 1997 nato a Chieti. Di Pinto, è cresciuto nelle giovanili del Pescara per poi esrdire in B con i biancazzurri. Nella scorsa stagione ha indossato la casacca del Francavilla Calcio. Nel mercato in uscita sono due le cessioni: Federico Sonnini, classe 1998, è stato ceduto a titolo definitivo all’ASD Adrenese 1909; Gianmarco Fiore, classe 1998, è stato trasferito a titolo temporaneo alla ssdarl Axys Zola. A tutti e tre i calciatori, auguriamo le migliori fortune e un sincero in bocca al lupo.

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Pescara. Era agli arresti domiciliari a Pescara, per dei furti commessi presso il centro commerciale Megalò di Chieti lo scorso marzo, ma questo non ha impedito a C.E.D., 26 anni, originario della provincia di Foggia, di continuare ad infrangere la legge.
Infatti, nella serata di ieri, il giovane è stato sorpreso dagli agenti della sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Pescara con quasi 30 grammi di cocaina e più di un etto di hashish, nascosta proprio nell’abitazione in cui si trovava ristretto.
I poliziotti, avuta la notizia che il 26enne, nonostante la misura cautelare cui era sottoposto, aveva messo in piedi una fiorente attività di spaccio, si sono appostati nei pressi dell’abitazione, al pianterreno di uno stabile di via Rigopiano e, senza essere scorti, confondendosi tra i residenti del quartiere, sono riusciti a fare irruzione nell’appartamento, cogliendo di sorpresa il suo unico occupante che, alla vista dei poliziotti, ha tentato di gettare nel bagno parte dello stupefacente poi rinvenuto nel corso della perquisizione. Oltre alla droga gli agenti hanno sequestrato un bilancino di precisione ed altro materiale destinato al confezionamento delle dosi.
C.E.D., vecchia conoscenza della Squadra Mobile di Pescara (che nel dicembre del 2016 lo aveva sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per una rapina commessa in una gioielleria di viale D’Annunzio) è stato pertanto tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio. Nei suo confronti il Sost. Procuratore della Republica Andrea Di Giovanni ha richiesto procedersi con giudizio direttissimo.

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Ortona. La Capitaneria di Porto di Ortona ha sequestrato, nella mattinata di oggi (venerdì), oltre 120 kg di vongole, destinate all’immissione sul mercato illecito del pesce.

Il controllo è stato effettuato con l’ausilio dell’impianto di videosorveglianza installato nella sala operativa della Capitaneria, e rientra nell’ambito delle operazioni che, quotidianamente, vengono svolte a tutela delle specie ittiche e della salute dei consumatori. Notati - sui monitor portuali - alcuni movimenti sospetti sotto bordo ad alcune imbarcazioni rientrate nella prima mattinata dalla battuta di pesca, i militari della Guardia Costiera hanno intercettato poco distante, mentre si dirigeva verso l’uscita del porto, un’autovettura privata carica di sacchi di vongole, senza alcun documento di tracciabilità o etichettatura.

La pesca delle vongole viene gestita da un apposito consorzio, cui aderiscono tutte le aziende presenti nel porto di Ortona; la commercializzazione dei quantitativi pescati, avviene tramite alcuni grossi centri di spedizione che ne curano la raccolta in banchina, a mezzo furgoni autorizzati (idonei dal punto di vista igienico sanitario), la messa in commercio oltre che, quando necessario, il trattamento c.d. di “stabulazione”.

Trasportare le vongole su veicoli privati, senza alcun documento che ne garantisca la tracciabilità e la provenienza, vuol dire alterarne l’intero mercato, con danni sia ai pescatori onesti, che si vedono aggirati da concorrenti sleali, sia, anche, ai consumatori finali, che non hanno più quelle garanzie di bontà e freschezza del prodotto che il rispetto delle norme igienico sanitarie, e la possibilità di conoscerne provenienza e data di prelievo, assicurano.

I controlli hanno portato anche a sanzionare i tre marittimi coinvolti, con verbali per complessivi 5.000 €. Le vongole sequestrate, ancora vive, sono state rigettate in mare.

Nonostante le note difficoltà che il settore sta attraversando ormai da diversi anni, c’è ancora chi preferisce risolvere i problemi aggirando le regole fissate, invece, proprio per tutelare l’intera categoria.

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Roccamontepiano. Dopo 708 anni dall’arrivo del Beato Roberto nel monastero di San Pietro Apo- stolo di Roccamontepiano, sabato 15 settembre alle ore 17, le mura di questo edificio sacro sentiranno nuovamente parlare della vita del Beato Roberto da Salle. Il frate, che apparteneva all’ordine dei Celestini, infatti, era nato a Salle nel 1272 e dopo ave- re vissuto una vita rigorosamente ascetica, per dodici anni presso il convento di San Giorgio a Roccamorice, nel 1310 si reca nel monastero di San Pietro Apostolo, dove inizia una vita attivissima nell’evangelizzazione e fonda molti monasteri, tra cui il convento di S. Croce a Roccamontepiano, che il Sindaco Adamo Carulli, grazie alla localizzazione dello storico Aurelio Subranni, sta tentando di recuperare.
L’evento è stato organizzato dal Sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, che è da sempre lodevolmente impegnato nella valorizzazione culturale del suo pae- se. Interverranno, oltre al Sindaco di Roccamontepiano, padre Giulio Capetola, par- roco di Roccamontepiano; la prof.ssa Maria Lucia Calice, assessore alla cultura e il prof. Aurelio Subranni, storico. Sarà presente, inoltre, una delegazione di Sallesi, ca- peggiati dal Sindaco Maurizio Fonzo; dal cassiere del Comitato Feste in onore del Beato Roberto, Roberto D’Addario e da Katja Battaglia, autrice del libro Il Beato Roberto da Salle, discepolo di San Pietro del Morrone. Parteciperanno anche i citta- dini sallesi. Di questo libro, l’autore della prefazione, S.E. Mons. Claudio Palumbo, vescovo di Trivento, scrive: “corona degnamente la storiografia sul Beato, rinsal- dandola entro i binari della ricerca scientifica. Davvero eccellente il capitolo quarto (fra tutti gli altri ammirevoli che compongono l’opera)”. Proprio per questa motiva- zione, l’autrice del libro ha ricevuto un pregevole riconoscimento dal Sindaco del Comune di Salle.
Il volume è stato presentato per la prima volta nella chiesa Ss. Salvatore, il 18 luglio, davanti ad un vastissimo pubblico, costituito dai Sallesi residenti a Salle e al- l’estero, dai pellegrini provenienti da Morrone del Sannio, in provincia di Campo- basso e da Casaluce, in provincia di Caserta, con la Congregazione di S. Maria, di cui è priore Mario Comella. Hanno partecipato anche molti devoti dei paesi limitrofi; alcuni soci e deputati della Deputazione di Storia Patria d’Abruzzo, ma anche docen- ti, genitori e alunni dell’Istituto Comprensivo “B. Croce” di San Valentino.
A presentare il volume è stato S.E. Mons. Claudio Palumbo, vescovo di Tri- vento, docente universitario di Storia della Chiesa e grandissimo conoscitore dei Ce- lestini, tra l’altro autore di un brillante libro su San Giovanni da Capestrano. Inoltre, è stato presentato a Caramanico, il 20 agosto, da padre Quirino Salomone, presidente della Fondazione Studi Celestiniana per la pace. Ambedue le presentazioni sono state moderate dalla prof.ssa Daniela D’Alimonte, Dirigente Scolastico.
Il volume si sofferma sugli aspetti meno noti della vita del Beato Roberto, gra- zie al ritrovamento, in Francia, dell’apografo cinquecentesco Vita Beati Roberti e al- l’analisi e all’incrocio delle fonti coeve, fra le più importanti il Libro dyalogorum, il Compendium dell’Inquisitio in partibus, Vita et obitus Beati Petri Confessoris, le pergamene custodite nell’Archivio Arcivescovile di Chieti e nell’Archivio dell’Abba- zia di Montecassino.

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San Salvo. "Le nuove iniziative messe in campo dal Comune di San Salvo, non certo da ieri, attengono alla richiesta della Commissione Regionale di Vigilanza e alla convocazione dei comuni proprietari dell'impianto (Cupello, Vasto, Casalbordino, Villalfonsina, Scerni e Pollutri) per decidere azioni comuni e realmente incisive".
Lo afferma in una nota il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, che aggiunge: "Credo che a poco servano le iniziative di mera facciata, non in grado di essere incisive e di natura meramente propagandistiche in vista della futura campagna elettorale.
Vorrei ricordare soprattutto al mio caro amico Olivieri che a causare questa situazione è stata la giunta di centrosinistra che egli ha appoggiato e i cui provvedimenti ha votato fino a ieri, mentre alcuni sindaci, tra cui il collega Di Giacomo, avvertivano il presidente D’Alfonso dell'uso strumentale del commissariamento e delle derive che avrebbero avuto per il nostro territorio.
Non condivido nulla di ciò che si sta facendo con l'impianto di proprietà dei comuni il quale, pur essendo ancora proprietari, sono stati estromessi da ogni decisione circa il futuro.
Quanto sta accadendo è quantomeno opaco e poco chiaro sia nei rapporti con gli altri enti sia rispetto ai rifiuti in ingresso.
Ritengo altresì che gli incendi degli scorsi mesi non siano frutto del caso e gettano ombre inquietanti su quanto sta accadendo nell’impianto.
Mi sembra che la giunta di centrosinistra sinistra molto abbia fatto per rendere il territorio di Cupello territorio di conquista da parte di chi intravede nella gestione dei rifiuti grandi affari.
Alcuni sindaci si sono mossi in epoca insospettabile e continuano a farlo anche senza comunicati.
Lavoriamo tutti insieme, ma vi prego, non ricordiamoci del Civeta solo in campagna elettorale e non ne facciamo solo un argomento propagandistico per fortune di tipo personalistico.
Ringrazio il sindaco di Monteodorisio che in questa battaglia contro chi ha prodotto l'attuale risultato è sempre stato in prima linea e sono certa che lo farà ancora".

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