Articoli filtrati per data: Sabato, 12 Gennaio 2019

Ci ha lasciati la giornalista-guerriera Paola Nappi, brillante,generosa e sfortunata inviata della Rai.Il 13 febbraio 2012 era stata colpita da ictus mentre si trovava all'Isola del Giglio, per la messa in suffragio delle vittime della Costa Concordia. Combattente.Ha lottato con tutte le sue forze per sette anni.Il coma, la lenta, faticosa e difficilissima ripresa,le speranze, le ricadute e purtroppo mercoledì mattina la resa. Altruista.Sempre pronta a partire.Livornese,55 anni,era stata inviata del Tgr della Toscana dopo il terremoto che dieci anni fa ha devastato L’Aquila.Una esperienza che l’ha segnata profondamente.Lo ricordava spesso. Tanti servizi, tante foto e commenti su facebook per raccontare la tragedia aquilana, per richiamare l’attenzione sui disagi e sostenere la popolazione in difficoltà. “Nei pressi di Castelnuovo, a circa venti chilometri da L'Aquila, il paese adottato dalla regione Toscana, speriamo di riuscire davvero ad aiutare i suoi 200 abitanti e ricostruire il paese”,scriveva il 10 aprile del 2009.

Testimonianze drammatiche degli scampati: “Castelnuovo.Un superstite racconta: "I calcinacci mi hanno colpito al volto mentre dormivo, prima di scappare abbiamo perso qualche secondo cercando un pila prima di scendere per le scale. Quei pochi secondi ci hanno salvato la vita, le scale sono crollate e noi siamo scesi correndo sopra le macerie".Il grande cuore della solidarietà “con il saluto alla mia amica Pasqualina prima della partenza.Ha vissuto a Torino, poi con il marito è tornata nella sua terra per farsi una casetta che adesso non c'è più. "Ho 74 anni, viviamo in due con 800 euro di pensione, dopo una vita di lavoro e sacrifici non abbiamo più niente. Non ci lasciate soli".E Paola non li ha mai dimenticati gli abruzzesi. “La trasferta in Abruzzo- mi ha scritto nel 2015- ha dato un senso alla mia professione, esserci e raccontare. Il verde d'Abruzzo è un verde particolare e l'azzurro del suo cielo sono indimenticabili! Sono stata la prima volta in Abruzzo per “la Vita in diretta”. Una settimana a Pescara, per casi vari,fra cui quello dell’uccisione dell'avvocato dei Carabinieri. Mi ricordo il processo Capoccitti, lì vidi la collega Rita Mattei, era il mio mito”.

Quando nel gennaio del 2017 c’è stata in Abruzzo la situazione di grave emergenza con il terremoto, la grande nevicata e la tragedia di Rigopiano,ho ricevuto da Paola questo commovente sms: “Ciao Mimmo. Ti ho pensato molto. Volevo telefonarti,adesso lo scrivo qui. Vedo le immagini dell'Abruzzo e vi penso. Volevo ospitarti a casa mia in Toscana, a Livorno, sul mare. Sappi che qui ci sarà sempre posto per voi. Io non sono la stessa di una volta, adesso sono disabile, in sedia a rotelle, ma sarei felice di ospitarti e di abbracciarti ancora. Ricordatevi che qui sarebbe bello riabbracciarvi, un'occasione che la vita ci dà. Tvb capo”.

L’amicizia,nata quando ero Capo Redattore in Abruzzo, si è irrobustita con il passare degli anni.Lunghi colloqui telefonici nei momenti più difficili del suo lungo calvario.Cercavo di darle coraggio,ricordando il grande impegno professionale, i risultati positivi che aveva ottenuto,e augurandole di ritornare in campo come sempre “giornalista guerriera”. E lei: “Mi ha fatto bene al cuore sentire la tua voce.Grazie che mi ricordi continuamente la mia vita passata. E chi ero”.Dopo l’esperienza abruzzese, con Paola ci eravamo nuovamente “incontrati” professionalmente nel 2011,con l’avvio dell’iniziativa editoriale della Tgr “Italia Sera”. A Roma ero Capo Redattore Centrale.Ricordo le sue impeccabili dirette fatte dalla Toscana in occasione dell’alluvione che aveva colpito anche la Liguria.

Una donna allegra, una giornalista ricca di interessi,impegno professionale a tutto campo.Paola era molto amata dai telespettatori.Si ricordano le sue dirette per Miss Italia e le belle interviste fatte a Fabrizio Frizzi. Sorriso indimenticabile.Che non si spegnerà mai. Nel 2011 aveva pubblicato su facebook una foto gioiosa,molto significativa del bel rapporto con il conduttore televisivo della Rai. L’allegria coinvolgente. Sono volati in cielo troppo presto due protagonisti della televisione italiana che hanno lasciato segni positivi incancellabili nel mondo dello spettacolo e dell’informazione.

Un mese fa avevo sentito il marito Nicola. “Purtroppo non ho buone notizie,per Paola non c’è più niente da fare”.Mercoledì mattina il triste annuncio della morte dato dal padre Roberto.La Rai perde una grande risorsa professionale.Un esempio di buon giornalismo. Paola il 27 arile 2014 aveva raccontato la sua storia a Irena Vella di Vanity Fair. “Io, salvata dagli angeli della Concordia” era il titolo dell’intervista alla quale ci teneva tanto.” Era un continuo andare all'isola e tornare a Livorno, e ogni volta il relitto mi sembrava sempre più grande, non riuscivo a togliermelo dagli occhi nemmeno quando tornavo a casa. Immaginavo il terrore che dovevano aver provato i naufraghi, in particolare la piccola Dayana, da mamma non riuscivo a non pensare a lei”. Il ricordo di quel drammatico 13 febbraio: “Sono arrivata al Giglio quella mattina, e già erano presenti molti dei naufraghi e dei parenti delle 32 vittime. Tornavano nella Chiesa che quella notte li aveva accolti, tornavano con le coperte lavate e stirate da restituire agli abitanti che li avevano riscaldati. C'erano i giornalisti di tutto il mondo, le tv straniere, i volontari delle ambulanze della Toscana, tanta neve, e freddo”.

Il malore improvviso:«Un aneurisma al cervello. I volontari delle ambulanza erano lì per i sopravvissuti della Costa Concordia e hanno salvato me. Mi hanno messa in elicottero e portata a Siena dove sono stata operata subito, se non fossi stata lì probabilmente non mi sarei salvata».La paura di non farcela: «Sì, anche perché il recupero è stato ed è tuttora molto difficile, appena mi sono risvegliata dal coma non riuscivo a parlare, mi stancavo subito, prima di rialzarmi ci ho messo dei mesi».Il sostegno “dei figli Leonardo e Gaia e mio marito in primis, e poi tutte le testimonianze d'affetto ricevute dai colleghi e dalle persone incontrate durante il mio lavoro, avevano anche creato un blog dove si scambiavano informazioni e mi incitavano a non mollare. Ogni giorno sulla bacheca di Facebook mi lasciavano messaggi di incoraggiamento. C'era chi pregava, chi mandava sms al mio cellulare spento, nel momento del bisogno ho scoperto che tante persone mi volevano bene».

Il momento più bello della ripresa: «Quando mio marito mi ha portato il tablet e mi ha detto di scrivere sul mio profilo per salutare tutti. Ho scritto solo: “ciao sono Paola, la giornalista guerriera: ce l'ho fatta». Purtroppo la malasorte si è accanita contro Paola. E oggi con tanto dolore e con le lacrime agli occhi dico ciao alla coraggiosa giornalista-guerriera,ringraziandola per la preziosa eredità umana e professionale che ci consegna e che non dovrà essere dispersa.

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Chieti. La prima gara del 2019 per l’Asd Chieti Basket termina con una sconfitta amara contro la Nova Campli. I padroni di casa, dopo un primo tempo davvero buono, entrano in crisi offensiva segnando solo 18 punti e perdendo 15 palloni (22 in totale) nei secondi venti minuti. Un vero peccato per come si era messa la gara, merito anche dei farnesi capaci di trovare i punti decisivi nell’ultimo quarto quando la gara entra nel vivo.

Campli la mette sulla fisicità schierando nello starting five due lunghi di assoluto livello quali Sumskis e Listwon che provano ad impensierire la nostra difesa specie spalle a canestro, coadiuvati dai tre esterni esperti come Di Carlo, Schiavoni e Moretti. In un amen i farnesi trovano subito lo strappo (0-7) sfruttando al meglio la disparità fisica e tecnica. Chieti, pur giocando con un quintetto pesante con Mijatovic da “3” e Cocco e Pappalardo sotto le plance e faticando ad arrivare al ferro, resta a contatto sfruttando la linea dei 6,75. Un break negli ultimi due minuti (9-0) ci porta avanti nel punteggio, frutto di una diversa attenzione difensiva che spinge Campli a perdere diversi possessi (16-14).

L’Asd Chieti Basket continua a macinare punti tanto in transizione con la difesa farnese non schierata quanto dall’arco con Berardi subito in doppia cifra (10). Nova Campli sembra aver perso quella fiducia mostrata all’inizio del primo periodo ma si affida alle soluzioni individuali di Sumskis (8) e Schiavoni (5). Coach Tempera comprende il momento difficile dei suoi, sotto di cinque (31-26), ed interviene fermando il gioco. Rientrati dal time out, gli ospiti sono ancora in apnea subendo la grinta dei teatini e trovano solo due punti a cronometro fermo con Moretti, mentre i nostri si dimostrano in controllo (39-28).

Dopo la pausa lunga i padroni di casa si dimostrano ancora concentrati, continuando a far ruotare al meglio la palla e cercando sempre di lasciare agli avversari tiri forzati negli ultimi istanti d’azione. La squadra di coach Tempera non sembra riuscire ad arginare i terminali offensivi teatini, specie Mijatovic (17) ma, superato il giro di boa della frazione, qualcosa cambia nell’atteggiamento dei farnesi che ricorrono alla zone press a tutto campo per togliere tranquillità sul portatore di palla. I nostri ragazzi accusano un po’ d’inesperienza e, dopo essere stati sopra anche di 10 (44-34), subiscono un break pesante (3-15), firmato soprattutto da Di Carlo (14) e Moretti (12), che ci costringe a giocarci l’ultimo quarto sotto (47-51).

Tutto riaperto quindi al PalaTricalle con la gara che si fa incandescente, complice anche una serie di decisioni arbitrali che rendono scontente entrambe le squadre. In modo particolare si registra l’espulsione del nostro dirigente al tavolo Gianluca Cocco. Campli sfrutta al meglio il momento caotico, mettendo alle corde i nostri ragazzi, capaci di riportarsi anche ad un possesso (52-53) con Pappalardo, prima del parziale farnese (0-8). Moretti getta scompiglio nell’area dei padroni di casa che crollano psicologicamente non trovando più punti e concedendo diversi possessi extra a rimbalzo (57-65).

Parziali: 16-14; 39-28 (23-14); 47-51 (8-23); 57-65 (10-14)

Asd Chieti Basket: Berardi 10, Sarchioto, Abdulai, Cocco 6, Sigismondi 3, Cassano NE, Pappalardo 9, Bantsevich 8, Desario NE, Oliva 2, Mijatovic 19, D’Onofrio. Coach Mucci.

Nova Campli: Listwon 9, Nardi 2, Di Emidio, Di Carlo 16, Moretti 18, Ferrari 2, Lupinelli, Schiavoni 5, Sumskis 13, Zacchigna, Di Attilio. Coach Tempera.

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Napoli. E’ quasi già sold out il prossimo concerto di Tony Colombo che si terrà giovedì 28 febbraio (alle ore 21) al Teatro Palapartenope di Napoli. “Ti aspetto all’altare”: questo il titolo dell’evento, lo stesso del singolo del famoso artista neomelodico che ha fatto da colonna sonora a migliaia di proposte di matrimonio la scorsa estate, pezzo che è stato suonato addirittura nelle discoteche d’Italia e il cui video su Youtube ha raggiunto 23 milioni di visualizzazioni. Numeri da capogiro, che lasciano presagire che anche il suo ultimo singolo, “E chist’ammore sta parlano tutt’o’ munno”, sarà tra le canzoni più ascoltate di quest’inverno. Special guest del concerto Franco Ricciardi, cantautore napoletano premiato due volte con il David di Donatello (prima nel 2014 con ‘A verità, brano tratto dal film “Song’e Napule”, e poi l’anno scorso con ‘Bang bang’, colonna sonora della commedia musicale dei Manetti Bros ‘Ammore e malavita’).

Tony Colombo è uno degli artisti neomelodici più noti del momento. Classe ’86, di origini sicule, faccia da bravo ragazzo, ha iniziato a cantare (e a comporre le sue canzoni) in età precoce (si è esibito per la prima volta in pubblico a soli 6 anni e all’età di 7 anni ha inciso il primo CD). Ha all’attivo ben 12 album registrati in studio, cover importanti e la colonna sonora del film Tatanka. La sua musica, che si rifà alla tradizione della canzone napoletana, piace tanto anche ai calciatori (come Lorenzo Insigne, Gigi Donnarumma e Paolo Cannavaro) che condividono sui social stories che li vedono impegnati nell’intonare sue canzoni.

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Pescara. Si è svolta questo pomeriggio presso il Padiglione “Becci” del Porto turistico di Pescara la manifestazione della “Befana in giallo verde”, pregevole iniziativa dedicata ai figli dei finanzieri.

L’evento, fortemente voluto dal Comandante Regionale delle “Fiamme Gialle” Generale Flavio Aniello, ha visto la partecipazione delle famiglie dei militari appartenenti ai Comandi Provinciali di Chieti e Pescara e del Reparti Aeronavali, che hanno costituito la straordinaria cornice ai festeggiamenti dei circa 200 bambini partecipanti – fino a 10 anni - che hanno potuto ammirare l’arrivo della “Befana” con un elicottero del Corpo che è atterrato nel piazzale antistante il porto.

A testimonianza della grande sensibilità del Corpo alle fasce più deboli della società civile presenti sul territorio, la manifestazione è stata ulteriormente impreziosita dalla presenza degli ospiti delle Sezioni Anffas di Chieti e Pescara, che si occupano di garantire la piena autonomia ed integrazione alle persone diversamente abili, e dei “Willclown”, i volontari dell’omonima Associazione Onlus che dedicano il proprio tempo libero a regalare un sorriso ai bambini degenti presso i Reparti di Pediatria e Trapianto dell’Ospedale Civile di Pescara. E, per suggellare questa vicinanza tra la Guardia di Finanza e il mondo della protezione sociale, sono intervenuti all’evento l’Assessore regionale alle Politiche Sociali Marinella Sclocco e gli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni di Pescara e Chieti,rispettivamente Antonella Allegrino e Emilia De Matteo (quest’ultima rappresentata da Maria Rita Salute). Tra gli ospiti intervenuti, anche il Presidente della Camera di Commercio di Chieti e Pescara Mauro Angelucci che ha gentilmente messo a disposizione il Padiglione “Becci” per la realizzazione dell’evento.

Nel corso della manifestazione, oltre alla consegna dei doni, tutti gli ospiti hanno assistito allo spettacolo organizzato dalla associazione teatrale “Il Canovaccio” di Giancamillo Marrone e poi all’esibizione delle unità cinofile della Guardia di Finanza che hanno suscitato grande ammirazione ed entusiasmo.

“Una giornata dedicata ai nostri bambini,che hanno potuto trascorrere un pomeriggio di svago orgogliosamente in compagnia dei loro papà o delle loro mamme in divisa, perché i bambini di oggi saranno i cittadini e i professionisti di domani, la futura classe dirigente; ecco perché è assolutamente necessario coltivarli, trasmettendo loro i fondamentali messaggi di umanità e legalità. Ma anche una giornata a favore dell’impegno nelle politiche di assistenza sociale perché il Corpo svolge anche una delicata funzione sociale e vuole essere vicino alla gente, soprattutto dalla parte dei più deboli”, queste le parole espresse dal Generale Aniello durante la breve presentazione iniziale dell’evento.

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L'Aquila. "Ringrazio Luigi Di Maio per l’impegno preso con gli abruzzesi di attivarsi personalmente affinché sia bloccata la pretesa di immediata esecuzione della richiesta di restituzione o, in ogni caso, sia trovata una soluzione alternativa. Chiedere indietro i risarcimenti ai parenti delle vittime è inaccettabile.
Lo Stato torna a fare lo Stato e difenderà i familiari delle vittime dei terremotati di L'Aquila dalle assurde richieste di restituzione per le somme provvisoriamente concesse come risarcimento dopo la condanna in primo grado della Commissione Grandi rischi, poi sfociata in un’assoluzione.
Quanto affermato da Luigi Di Maio sulla questione ci rincuora e ci conferma che finalmente abbiamo un Governo che tutela i cittadini e non mette la testa sotto la sabbia". Così commenta il candidato Presidente alla Regione Abruzzo M5S Sara Marcozzi.

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Lanciano. “E' iniziato l'anno in cui ricorre il decimo anniversario del terremoto de L'aquila e questo anno si apre con una nuova udienza, che si terrà il 14 gennaio in tribunale a L'aquila, dove pendono ancora le cause che la Presidenza del Consiglio ha intentato contro le famiglie delle vittime. Addirittura l'avvocatura dello Stato, che rappresenta la Presidenza del Consiglio, ha chiesto la provvisoria esecuzione per somme da noi familiari contestate in toto. Tutto questo è segno dell'accanimento con cui lo Stato persegue questo giudizio e le famiglie delle vittime del sisma del 2009”. Così l'avvocato Maria Grazia Piccinini, di Lanciano (Ch), mamma di Ilaria Rambaldi, una delle 309 vittime del terremoto dell'Aquila e presidente della Onlus che porta il nome della figlia.
Con a capo Matteo Renzi, la Presidenza del Consiglio ha chiesto la restituzione della provvisionale data in seguito al processo alla commissione Grandi Rischi. Processo che in via definitiva ha visto la condanna dell'ex vicecapo della Protezione civile Bernando De Bernardinis, che ha avuto 2 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni in relazioni alle rassicurazioni infondate date alla popolazione aquilana alla vigilia del sisma. Lo Stato, dopo la sentenza di primo grado, in cui erano stati condannati tutti i membri della commissione, aveva elargito provvisionali. A seguito dell'assoluzione, in Appello, di 6 dei 7 componenti della commissione, con contemporanea estromissione dal processo di numerose parti civilli costituite, lo Stato, con atto di citazione, ha chiesto indietro i soldi. Fatti analoghi sono accaduti ai familiari delle vittime della Casa dello Studente.
“Ai tempi del Pd, in sede di Question time, - riprende Piccinini - l'onorevole Finocchiaro aveva assicurato che il Governo era intenzionato a trovare una soluzione. Cambiato il Governo, dimenticato tutto. Ed allora io nel giugno 2018, ho inviato una pec al presidente del Consiglio, Giiuseppe Conte, nella quale lo informavo dell'esistenza di queste cause e chiedevo un incontro per cercare di sistemare la vicenda, anche perché, sin dal primo momento, il premier, nelle sue varie e innumerevoli apparizioni, ha dichiarato di essere “l'avvocato degli italiani” e di voler incontrare le persone che glielo chiedono. Non ho mai avuto risposta. Tale pec è stata spedita anche al senatore dei Cinque Stelle, Primo Di Nicola, e neppure da lui ho saputo nulla. Inoltre dal 13 ottobre 2009 langue, chissà dove, una mozione votata all'unanimità dalle forze politiche in Parlamento, che affermava la volontà del Governo di riconoscere lo status di vittime del lavoro ai morti del terremoto del 6 aprile. Nonostante io abbia fatto tanto per fare che in modo che si desse seguito a tale disposizione, è stato sempre ribattuto che mancavano i fondi, anche quando i fondi c'erano, erano stati indicati ed identificati. Nessuno si è mai interessato veramente a questa drammatica vicenda, senza prenderci in giro, senza burlarsi di noi e della nostra tragedia”.
“Le case – aggiunge Piccinini - sono state ricostruite o sono in via di rifacimento, le cose sono state risarcite; invece le vite no, in nessun modo. Anzi... Per noi in dieci anni i fondi non ci sono stati mai. Ci hanno palleggiato da destra a sinistra, per poi palleggiarci anche al centro e poi daccapo. E come se questo turbillon non bastasse, siamo costretti ancora a difenderci nelle aule di tribunale nella indifferenza generale dei politici. Nessuno che si interessi di noi. Veniamo classificati nella categoria terremotati, ma a differenza di tutti gli altri che sono stati risarciti, a noi che abbiamo lutti in casa, nemmeno hanno trovato una qualche forma di risarcimento ed indennizzo che superi lo zero. Noi non abbiamo avuto nulla, se non guai giudiziari e la Presidenza del Consiglio che ci scaglia contro l'avvocatura dello Stato che addirittura chiede la provvisoria esecuzione. Ho sentito, in questi giorni, che forse c'è una sensibilità diversa verso le grandi tragedie che hanno colpito l'Abruzzo, e che ci sono anche fondi già resi disponibili. Vorrei augurarmi che non si vorranno fare categorie tra le stesse: sciagure di serie A, di serie B e via di seguito. Lo troverei disgustoso, ingiusto e offensivo. Le lacrime infatti hanno lo stesso colore e la stessa amarezza per tutti”.

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L'Aquila. "Ringraziamo tutte le compagne e i compagni – iscritti e simpatizzanti – che hanno lavorato per la presentazione della nostra lista alle elezioni regionali.

Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo della presentazione autonoma di una lista coerentemente di sinistra e ambientalista. Molteplici sono le cause ma la principale riguarda il ritardo con cui siamo partiti nella raccolta firme visto che fino alla sera del 28 dicembre c’era l’impegno pubblico di Sinistra Italiana alla costruzione di una lista unitaria alternativa al PD. Dopo la decisione di SI di imboscarsi in una delle liste civiche di Legnini abbiamo dovuto in pochi giorni mettere insieme liste provinciali e avviare la raccolta in molti casi fronteggiando in tanti comuni il gelo e la neve.

Tra l’altro in Abruzzo c’è stata non solo la vergognosa scelta di farci votare in inverno ma anche di negare il dimezzamento delle firme come sarebbe accaduto in caso di elezioni nazionali. Il paradosso è che per le politiche l’anno scorso bastavano 800 firme e per le regionali ce ne vogliono più di 6000.

Comunque il vero problema è politico. Abbiamo rinviato l'inizio della raccolta firme perché auspicavamo una lista unitaria che potesse competere per superare il 4% (cosa possibile visto che 5 anni fa Maurizio Acerbo sostenuto dalla sola Rifondazione prese il 3,1%). Abbiamo proposto e tentato di costruire una coalizione "sociale" che mettesse insieme formazioni a sinistra del PD e realtà di movimento accomunate dalle lotte.

Noi continuiamo a lavorare per l’unità di tutti quelli che si battono per l’attuazione della Costituzione, la difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori, per i diritti sociali a partire dalla sanità pubblica, la salvaguardia dei beni comuni e dell’ambiente.

Lavoreremo in Abruzzo per la riorganizzazione del nostro partito perché senza una forte Rifondazione Comunista non c’è la possibilità di ricostruire una sinistra autonoma e credibile.

Siamo amareggiati perché per la prima volta non ci sarà in Abruzzo una lista comunista, di sinistra e ambientalista da votare mentre i neofascisti di Casa Pound saranno presenti sulla scheda.

Siamo orgogliosi perchè continuiamo a essere un partito che - per dirla con De Andrè - va in direzione ostinata e contraria.

Ringraziamo il segretario Maurizio Acerbo e tutti gli altri compagni che ci hanno dato per l’ennesima volta la disponibilità a candidarsi senza mai farsi calcoli di convenienza". Si legge così in una nota di Marco Fars, segretario regionale PRC-Se.

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Pescara. Una corona, la messa e la consegna di riconoscimenti alle famiglie stamane durante la cerimonia di commemorazione delle vittime del mare. Una manifestazione, quella che si è articolata fra il monumento ai Caduti del Mare sulla banchina sud del porto e la Stazione marittima di Pescara, organizzata dal Flag Costa di Pescara, patrocinata da Comune e Regione e in collaborazione con l’associazione Armatori di Pescara, per ricordare le tante vite dei pescatori che si sono interrotte in mare in condizioni drammatiche. Con le marinerie e le famiglie stamane c’era anche il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore alle Attività produttive Giacomo Cuzzi, il consigliere con delega al porto Riccardo Padovano, Il direttore del Flag Andrea Mammarella, i rappresentanti dell’Associazione degli Armatori. Alla cerimonia era presente anche Enzo Del Vecchio del Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

“Un abbraccio a un comparto che rappresenta la nostra storia e la nostra identità e alle perdite che in questi anni ci sono state e che hanno segnato le marinerie tutte – così il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore alle Attività Produttive Giacomo Cuzzie il consigliere Riccardo Padovano– Il Flag è uno strumento innovativo e concreto per la prima volta nelle mani del comparto pesca dei territori, nato per avere attenzione, risorse da destinare alla riqualificazione del comparto e all’ammodernamento della filiera e operatività sulle banchine e sui tavoli istituzionali”.

“Si tratta di una cerimonia civile e religiosa nel corso della quale sono state ricordate e commemorate le vittime del mare della marineria locale – così il direttore del Flag Andrea Mammarella – Questa attività rientra nell’opera di sensibilizzazione e diffusione della Strategia di Sviluppo Locale e del rafforzamento del riconoscimento identitario della zona e della comunità legata alla pesca che il Flag porta avanti e che sta dando ottimi risultati”.

 

 

Ecco i nomi degli uomini ricordati oggi:

 

Giustino Barbieri 1888/1948

Giovanni Mazza 1923/1948

Antonio Padovani 1923/1948

Domenico Padovani 1898/1948

Orazio Palestini 1909/1948

Mario Renzetti 1912/1948

Guido Romano 1931/1948

Carmine Vianale 1907/1956

Libero Ferraccione 1921/1958

Adriano Zizzi 1944/1964

Aldo Mazzone 1903/1966

Giovanni Romano 1898/1968

Enrico Papponetti 1936/1971

Bruno Sciarra 1922/1974

Sergente Nocchiere Di Porto:

Raffaele Lepore 1941/1965

Domenico Di Rocco1935/1983

Franco Di Rocco 1958/1983

Nicola Cipollone 1951/1983

Romano Ferrari 1959/1987

Lorenzo Serafini 1924/1995

Giorgio Serafini 1953/1995

Antonio Serafini 1940/1995

Renato Di Tollo 1960/1999

Luciano Ortolano 1962/2000

Mohamed Settai 1948/2002

Salvatore Calise 1955/2006

Luigi Marini 1944/2006

Carlo Porcelli 1947/2006

Luigi Luchetti 1946/2006

Francesco Annibali 1967/2006

Othmane Abderrazak 1962/2006

Remo Lattanzio 1935/2006

Onuis Gasmi 1955/2006

Cristian Dell'Osa 1972/2012

Mario Orsini 1907/1947

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L'Aquila. "Il romano Marsilio e la sua maxi coalizione sono allo sbando ancor prima di cominciare. Neanche il tempo di depositare le liste e il centro destra è già spaccato. La notizia che al candidato presidente del centro destra non sia stato neanche comunicato il contenuto delle liste, tanto da costringerlo ad una imbarazzante e squalificante presa di posizione pubblica appena dopo il deposito, la dice lunga sull’autorevolezza e sul rispetto che il “console” romano è in grado di esercitare sui suoi. Come pretende di governare la nostra regione per 5 anni se non è in grado neanche di controllare chi si candida in coalizione con lui?
Una sceneggiata in casa centro destra, casa in cui la Lega di Salvini ha scelto di coabitare, che sembra mettere a nudo tutto il marciume e i giochi di potere di una politica vecchia ed incancrenita di cui questa regione deve liberarsi il più presto possibile. È vergognoso che i cittadini siano costretti ad assistere a queste svilenti pantomime e, tanto i responsabili tanto chi ha permesso che tutto questo accadesse, dovrebbero chiedere scusa agli abruzzesi poiché è proprio per questi indegni atteggiamenti che le persone oggi non credono più nella politica. E come dargli torto davanti a simili azioni? Il M5S si è sempre posto l’obiettivo di restituire alle comunità la fiducia nelle Istituzioni. Stiamo lottando anche per questo. L’unica alternativa credibile è un governo del M5S". Così il candidato Presidente M5S Sara Marcozzi.

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Pescara. “Osservo con meraviglia, questa stucchevole situazione che vede protagonista la coalizione del centrodestra” - così Fabrizio di Stefano in una nota in merito alla diatriba della lista Udc, e le dichiarazioni del Candidato presidente Marsilio-

“Leggendo le dichiarazioni in merito, mi sorgono dubbi anche sulla correttezza procedurale della presentazione delle liste, ma soprattutto, ci tengo a sottolineare, che io e le Civiche per l’Abruzzo, che abbiamo fatto della coerenza e della lealtà un tratto distintivo della nostra battaglia politica, ritenendo essere ancor più convinti di aver fatto la scelta giusta chiamandoci fuori, e non aderendo a questa coalizione che è molto distante nelle azioni e nei principi a cui crediamo".

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