Articoli filtrati per data: Domenica, 06 Gennaio 2019

Chieti. La trama delle ultime gare è ormai stucchevole con la Magic sempre più dominante e le avversarie costrette a recitare sotto i fendenti dei teatini gli umili panni panni dello sparring partner. Anche questa sera, pur di fronte ad una avversaria di tutto rispetto, i neroverdi sono sembrati, infatti, tanti aliens from outher space. L’equilibrio è infatti durato lo spazio di qualche minuto, poi l’onda lunga della Magic si è inesorabilmente riversata sugli ospiti, ben presto apparsi inermi e rassegnati di fronte alla calamità domenicale. Tutto qui o quasi, d’altro canto quando una squadra, la Magic, tira con il 50% di realizzazione da 3 e l’altra, Foligno, risponde con un misero 17%, qualsiasi ulteriore disamina tecnica ha poco senso.

Magici belli, maledettamente efficaci sia in attacco, sotto le plance e sul perimetro, che in difesa, grazie ad un’aggressività vicina alla ferocia e ad una concentrazione avulsa da pause. Per Foligno, pur capace qualche settimana fa di violare il parquet di Lanciano, la quasi immediata e frustrante consapevolezza di non avere armi utili per opporsi ai satanassi neroverdi. Eppure il primo canestro è di Sakinis, che si rivelerà però nello sviluppo della partita, forse, il peggiore tra i suoi. Ma è soprattutto l’esperto Anastasi a mettersi in luce nelle battute iniziali tra le fila di Foligno ed è grande lo stupore quando coach Sansone lo relega in panca, al quarto minuto, rimpiazzandolo con il modesto Guerrini. Si era sul 13-6 per gli ospiti e da questo momento cala il buio sugli umbri. Due bombe in sequenza di capitan Di Falco e Pelliccione riportano subito la partita in parità e di lì fino alla sirena di primo quarto salgono in cattedra Italiano, Musci e Povilaitis che con i loro canestri fruttano il primo vantaggio dei neroverdi, che chiudono la frazione in crescendo, portandosi avanti di 5 lunghezze (22-17). Ma per gli umbri il peggio deve ancora arrivare e, infatti, in avvio di secondo quarto Foligno inciampa su un parziale passivo di 12-3 che porta a 14 punti il vantaggio dei padroni di casa (34-20). Coach Sansone cerca di serrare le maglie della difesa ma in questa fase Pelliccione sfodera la migliore performance di stagione e questo basta e avanza per garantire alla Magic l’assoluto controllo della partita. Foligno ce la mette tutta e per tre minuti riesce quasi anche ad arginare l’attacco dei teatini, rosicchiando qualche punticino ma non riuscendo comunque mai a bucare con la necessaria fluidità di gioco la difesa dei magici. Tutto vano per gli umbri che nel finale di quarto affondano nuovamente sotto i colpi di Mennilli e Di Falco, subendo una striscia aperta di 8-0 con la quale si chiude la frazione prima del riposo lungo (44-28).

La fortuna non sorride certo ai malcapitati ospiti, che perdono per infortunio, in aggiunta a Rath, ancora convalescente e relegato in panca, anche Tosti, a causa di una torsione innaturale del ginocchio sinistro. Sale sugli scudi Musci che sotto canestro hai gradi di master&commander, mentre oltre la linea dei tre punti non gli sono da meno Italiano, Di Falco e Mennilli che colpiscono a ripetizione il bersaglio. il tabellone mostra a chiusura di terzo quarto un inequivocabile verdetto, 70-40 per la Magic, un trentello che sancisce con dieci minuti di anticipo la vittoria dei padroni di casa.

Spazio quindi ai giovani e ai giovanissimi, con Pelliccione a far da balia a Razzi, Fusella, Masciulli e Torlontano nelle vesti di attori giovani alla ribalta, capaci di tener bene la scena, mostrandosi questa volta pienamente all’altezza della situazione. Alla fine applausi scroscianti per tutti, la giusta moneta per una prestazione maiuscola. Chiusura in bellezza, concomitante con i risultati che arrivano dagli altri campi e che sanciscono la quinta vittoria consecutiva e la conquista da parte dei neroverdi della seconda piazza di classifica in condominio con Lanciano. Tanta ma tanta roba e non finisce qui!

 

MAGIC BASKET CHIETI vs LUCKY WIND FOLIGNO BK 89-53
Punteggi progressivi: 22-17; 44-28; 70-40; 89-53.
Punteggi parziali: 22-17; 22-11; 26-12; 19-13.
MAGIC BASKET CHIETI 89
De Gregorio 11, Alba 1, Di Falco 8, D’Amico 1, Mennilli 16, Italiano 12, Povilaitis 4, Fusella, Razzi 2, Torlontano, Pelliccione 18, Masciulli 4, Musci 13. All. Renato Castorina.
Tiri totali 28/66 42%; tiri da tre 11/22 50%; tiri liberi 12/20 60%; Rimbalzi 39 (7-32).
LUCKY WIND FOLIGNO BK 53
Guerrini, F. Tosti 3, Anastasi 9, Di Titta, G. Tosti 11, Rath NE, Mariotti 2, Camacho 14, Marani, Nikoci 2, Marchionni 6, Sakinis 6. All. Andrea Sansone.
Tiri totali 23/67 34%; tiri da tre 4/23 17%; tiri liberi 3/5 60%; Rimbalzi 37 (13-24).

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Ortona. In una giornata dove tutte le gare disputate nel girone blu sono finite al tie-break nessuna descrizione può essere più adeguata per questa SIECO di quella fornita a fine gara da Coach Nunzio Lanci: “Una squadra a corrente alternata”. Che sarebbe stata una gara lunga lo si è intuito dal primo set, che gli ortonesi si sono aggiudicati per 31 punti a 29. Qualche sbavatura di troppo in fase di copertura permette alla Videx di tornare sotto nel secondo set. La Sieco va in bambola e non riesce a gestire il servizio di Centellas Rosales. La Videx allunga senza che i padroni di casa possano fare nulla per contrastarli. Sembrava tutto risolto quando nel terzo set la SIECO macina gioco e la Videx subisce. Da buona altalena, la gara inverte invece nuovamente le sue parabole, e nel quarto set la Videx esce vincitrice. Si va al tie-break con gli ospiti che sembrano avere una marcia in più. Se ciò non bastasse, così come nella gara di andata, Dolfo cade male e si infortuna ad una caviglia. I grottesi non gli portano bene. Il clima si scalda in campo ed in panchina, il palasport diventa una bolgia. I tifosi urlano ed incitano, Dolfo è fuori dal campo dolorante, il primo arbitro chiama spesso e volentieri i capitani a sé e la Videx è in vantaggio 3-5. In campo fa il suo silenzioso ingresso in campo Mattia Sorrenti. Lanci lo cerca subito e subito si capisce che il ragazzo è in serata. Con il suo servizio insidioso mette in seria difficoltà la ricezione ospite e in attacco è efficace. I suoi quattro punti saranno pesantissimi in un set che si ferma a soli 15 punti. La Sieco rosicchia punti e addirittura supera gli avversari mettendo a segno un importante break. E l’ultimo punto sarà proprio di Sorrenti che finalizza una ricostruzione. La Sieco prende due punti molto importanti e continua la sua rincorsa alla permanenza diretta in serie A2. Prossima gara sempre in casa, domenica 13 alle 18.00 contro l’insidiosa PAG Taviano.

PRIMO SET Anno nuovo ma consueto schieramento per Mister Nunzio Lanci che per questa gara dovrà rinunciare a iscrivere nel roster il nuovo arrivato De Waard in attesa dell’OK definitivo della Lega Nazionale. Al via dunque con Andrea Lanci palleggiatore e Marks opposto. I centrali saranno Simoni e Menicali mentre, schiacciatori “di mano”, Dolfo ed Ogurčák. Libero Toscani. Gli ospiti rispondono con il palleggiatore Marchiani opposto a Calarco. Gaspari e Cubito al centro, Centelles Rosales e Vecchi in con Romiti Libero. La prima palla è della Videx con Marchiani al servizio ma il primo punto lo fa Marks 1-0. Murato Marks ed è primo vantaggio per Grotta 2-3. Astuto pallonetto di Marks che risolve al meglio una situazione non facilissima 4-6. Anche Ogurčák sfoggia un pallonetto efficace 8-10. La fortuna aiuta Dolfo 11-12. Marks di prepotenza 12-13. Dolfo pizzica la linea con un attacco chirurgico 13-13. Ace di Ogurčák, la Sieco torna in vantaggio 15-14. Menicali intercetta una palla di ritorno ed è doppio vantaggio per i bianco-azzurri. La Videx si rifugia in panchina 16-14. Bibob Marks è in palla, schiaccia e mette a segno il 19-16. Sbaglia il servizio la Videx 21-18. Castellana si aggiudica un punto che arriva dopo uno scambio lungo e spettacolare 21-20. L’intesa Lanci/Menicali riporta la Sieco a +2: 22-20. Grottazzolina riesce a ricucire lo strappo e solo un errore al servizio di Vecchi permette alla SIECO di restare avanti 23-22. Centelles Rosales tocca l’asticella ed è set point 24-22. Annullato il primo per un’invasione di Menicali 24-23. Dolfo battezza fuori una palla e la lascia cadere … sulla linea 24-24. Marks fermato da Centelles Rosales ed ora il set point è per la Videx, ma la Sieco annulla. Ace di Mars, la palla si ferma tra le mani di Centelles Rosales. Out il muro di Dolfo e di nuovo Set point Videx. Centelles e Dolfo prendono la rete al servizio 27-28. Menicali a muro ribalta di nuovo la situazione 29-28. Out il pallonetto di Centelles Rosales e la SIECO si aggiudica questo lunghissimo set: 31-29

SECONDO SET. Nessuna variazione nei sestetti ma a servire è la Videx. Serve subito il VideoCheck per determinare se il pallonetto di Marks abbia o meno pizzicato la linea di fondo campo. Verdetto: Palla out: 2-2. Ancora un ace per Marks! 3-3. Ogurčák la butta giù pesante 6-5. Lanci giura di non aver toccato a muro, ma gli avversari non gli credono, il VideoCheck dirà che non c’è stato tocco 8-8. Muro di Marks sul tentativo di pallonetto, poi sempre Marks attacca una diagonale strettissima 10-9. Vecchi elude il muro di Simoni 12-12. Muro del Capitano, Lanci mette a terra il 15-13. Ogurčák mette a terra il 16-14 ed anche il 17-14. Buona la sua prova fino ad ora. Ace per gli ospiti 18-16 ma Nunzio Lanci vuole controllare che sia tutto a posto con la liea di fondo. Ace valido. Fermato Dolfo 19-19. Marks fermato a muro ora è la Videx in vantaggio 20-21 e Nunzio Lanci chiama tempo. Ace per Centelles, che sta mettendo in seria difficoltà la retroguardia ortonese 20-23. Sul 21-23 esordio per l’opposto De Waard, olandese però che non punge a muro 21-24. Sbaglia Toscani e la VIDEX fa ACE. 25-21

TERZO SET. Che parte con una botta di Marks che neanche l’arbitro sa valutare e chiede aiuto all’elettronica. La palla è dentro. 1-0. Out la diagonale stretta di Marks 2-3. Out di poco il muro di Lanci 3-5. Centelles schiaccia sull’asta 4-5. Ogurčák mette in pari i conti 7-7. Nuovo Ace per Fero Ogurčák 10-9. Muro di Simoni in solitaria 12-10. Di nuovo pari, 12-12. Stavolta Centelles Rosales la spedisce fuori 13-13. Fischiata invasione aerea al regista ospite 15-13. Out l’attacco della Videx e quando i padroni di casa si portano sul 18-14, Coach Ortenzi chiama tempo. Menicali ferma Calarco, spettacolare muro 19-15. Ace di Lanci 21-15. Dolfo, sportivo, ammette il tocco a muro 24-16. Impennata d’orgoglio per i marchigiani che rosicchiano due punti costringendo Nunzio Lanci ad interrompere il gioco 24-18. Ace di Gaspari 24-19. Lo stesso Gaspari, però, spinge troppo e la SIECO si aggiudica il parziale 25-19.

QUARTO SET che mantiene il solito equilibrio di inizio parziale. Videx che però fa subito break a muro 1-3. Sieco che parte all’inseguimento e Simoni attacca al centro 2-4. Astuto colpo di Ogurčák che sfrutta la mano esterna del muro 5-6. Out il servizio di Menicali 6-8. Pesante muro di Centelles su Marks 7-10. Ancora Centelles su Marks 8-12. Out anche la soluzione al centro di Simoni 8-14. Ci prova Ogurčák a dare una scossa, ma il gap è ancora troppo ampio 9-14. Murato Centelles da parte di Mark 14-17 e marchigiani in time-out. Fuori il servizio di Pulcini 15-18. Dolfo ammette un tocco a muro 17-20. Out il muro di Simoni 18-22 e Nunzio Lanci chiama tempo. Ampio margine per gli ospiti che si trovano a sfruttare cinque palle set. Il set termina 20-25 e si andrà al tie-break.

QUINTO SET. Parte la Videx al servizio e fa subito punto perché il muro non ha toccato la schiacciata di Ogurčák. Out anche l’attacco di Dolfo 0-2. Subito Marks pareggia i conti 2-2. Dolfo cade male da una schiacciata e accusa un forte dolore alla caviglia. L’arbitro interrompe il gioco mentre Lo schiacciatore impavido è scortato fuori dal campo. Così come all’andata, sempre con la Videx Dolfo si fa male alla caviglia. Sorrenti prende posto in campo. Fischiata una doppia a Lanci 2-4, poi Marks la mette fuori 2-5. Bella botta del neo entrato Sorrenti 3-5. Il muro grottese questa volta non riesce a fermare Marks 5-7. Il VideoCheck dice che il muro ortonese non ha toccato 6-7. Marks trova il punto del 7-7. Buono il lungo linea di Centelles, sul 7-8 si invertono i campi. Ogurčák tiene la SIECO incollata agli avversari 8-8. Out il muro impavido 8-10. Ogurčák ferma un pallonetto ed è di nuovo parità 10-10. Out l’attacco di Marks ma il video-check smentisce l’arbitro, c’è stato un tocco 10-11. Out l’attacco di Centelles 13-12. Marks spara fuori una ghiotta occasione 13-13. Simoni trova la spizzata giusta 14-13, gli ospiti chiamano tempo per organizzare un attacco importantissimo. Arriva una ricostruzione finalizzata da Sorrenti che ha letteralmente cambiato l’andamento della gara 15-13

Il protagonista del finale di gara Sorrenti: «Siamo contentissimi per questa vittoria contro un Grottazzolina che ha i nostri stessi obiettivi. Peccato solo perché abbiamo avuto la possibilità di chiuderla prima. Dispiace per Dolfo, speriamo di recuperarlo al più presto possibile, sono contento di averlo sostituito degnamente e di aver aiutato la squadra a prendere due punti. Vorrei dedicare di nuovo questa vittoria a mio padre che non la smette mai di credere in me e di spronarmi a fare sempre meglio»

Nunzio Lanci: «Siamo andati a corrente alternata, dovevamo essere più cattivi nel secondo set e sfruttare al meglio il vantaggio. Purtroppo non siamo stati abbastanza cinici e siamo andati in difficoltà sul loro servizio. Ormai saranno tutte gare così, “all’arma bianca”. Sorrenti è un ragazzo di gran valore e quando è entrato lo ha dimostrato a tutti.»


Sieco Service Ortona – Videx Grottazzolina 3-2 (31/29, 21/25, 25/20, 21/25, 15-13)

SIECO Service Impavida Ortona: Simoni 10, Pesare (L) n.e., Berardi, Dolfo 13, Toscani (L), Sitti, Sorrenti 4, Lanci 2, Marks 23, Fiscon n.e., Ogurčák 19, Menicali 10. Allenatore: Lanci N.

VIDEX Grottazzolina: Cubito 10, Vecchi 19, Centelles Rosales 25, Calarco 18, Minnoni 1, Di Bonaventura, Romagnoli n.e, Gaspari 7, Marchiani 1, Pulcini 1, Vallese(L) n.e., Romiti(L)

Durata Set: I (31’), II (26’), III (24’), IV(26’), V(25’)
Durata Totale: 2h 12’
Aces: Ortona 5 – Grottazzolina 4
Errori Al Servizio: Ortona 15 – Grottazzolina 18
Muri Punto: Ortona 9 – Grottazzolina 9
Arbitri dell’Incontro: Rolla Massimo (Sezione Umbria 1) e Grassia Luca (Sezione Roma).
Classifica: Bergamo 38, Piacenza 37, Catania 29, Grottazzolina 29, Ortona 27, Gioia Del Colle 25, Club Italia 25, Castellana Grotte 24, Cantù 23, Taviano 15, Prata 12, Cuneo 11, Cisano Bergamasco 10, Tuscania 7.

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Chieti. Nel giorno dell’Epifania i teatini trovano una vittoria importante per il modo con il quale è maturata, dopo un primo tempo di onnipotenza cestistica di Porto Sant’Elpidio dall’arco (10/17), specie con Marchini (23). Ma nel momento più caldo, nonostante le medie fino a quel punto davvero basse, nell’ultimo quarto si sono scaldati dalla linea dei 6,75 Di Emidio (18) e Gialloreto (16) che hanno affondato gli avversari una volta per tutte. Ottimo il primo tempo di Bogdan Milojevic capace di tenere la sua squadra a contatto. Ma di questi 86 i più speciali sono stati gli ultimi due perché segnati da Sigismondi (i primi in Serie B) su assist di Cocco!

Chieti parte subito concentrata chiudendo i primi tre minuti con un solo errore dal campo. Coach Coen pesca dalla panchina Bogdan Milojevic che si fa trovare prontissimo confezionando un parziale (0-5) che costringe i padroni di casa al timeout (7-12). Porto Sant’Elpidio però, nonostante alcune palle perse ed errori al tiro, resta agganciata alla partita specie con Marchini che mette fieno in cascina dispensando diversi assist ai compagni e prendendo in mano le redini della squadra: infatti in un amen raggiunge la doppia cifra e mette in azione Serroni (7) con un gioco da quattro punti. Le triple di Milojevic (10 punti) e Gueye consentono agli ospiti di stare avanti (23-24).

L’Europa Ovini inizia a soffrire a rimbalzo e concede qualche possesso extra di troppo agli adriatici che puniscono dalla lunga distanza, specie con un paio di triple “ignoranti” di Serroni assistito dal vetro. Nel complesso Chieti continua a segnare nel pitturato con Ponziani (8) mentre si smarrisce dall’arco (5/15). Il tiro da tre punti si dimostra, al contrario, un fattore decisivo per la Malloni che viaggia con medie irreali (10/17) con Marchini (4/6) e Serroni (4/6) sugli scudi riuscendo a chiudere il primo tempo in vantaggio, seppur esiguo (43-41).

A rientrare dagli spogliatoi dopo la pausa lunga è una Teate Basket diversa, sicuramente più compatta in difesa sebbene i risultati ottenuti nella propria area non si concretizzino nell’altra metà campo. I teatini continuano a litigare col ferro, muovendo il punteggio soprattutto a cronometro fermo (9/9 ai liberi) con un solo 3/11 dal campo. Due fiammiate di Gueye nell’ultimi minuto colgono impreparati i padroni di casa che perdono quello smalto realizzativo della seconda frazione ma che restano comunque a contatto (56-57).

Pronti via e la squadra di coach Coen piazza due bombe consecutive con Gialloreto che scuotono i teatini ed il nutrito pubblico accorso al Palasport di Via Ungheria. Nonostante Giammo e Torresi provino a tenere il discorso ancora aperto, l’Europa Ovini Chieti gioca un ultimo quarto davvero da grande squadra concedendo solo due triple agli avversari e tamponando l’emoraggia in fase offensiva con carattere, specie dalla linea dei 6,75. Infatti, nel momento più delicato, proprio quando la Malloni cambia la difesa per proteggere il ferro, si ergono i nostri cecchini (Gialloreto e Di Emidio) che puniscono senza remora ogni piccolo spazio concesso. Porto Sant’Elpidio crolla non trovando più il sostegno dall’arco (4/16 nel secondo tempo dopo il 10/17 del primo) ed è costretta ad issare bandiera bianca. Epifania felice per i teatini che festeggiano anche i primi due punti in Serie B di Sigismondi (66-86).

Parziali: 23-24; 20-17 (43-41); 13-16 (56-57); 10-29 (66-86)

Malloni Porto Sant’Elpidio: Marchini 23 (4/9, 5/8), Romani 3 (1/4, 1/2 tl), Serroni 13 (4/9, 1/1 tl), Torresi 5 (1/1, 1/3), Giammo 8 (1/2, 2/6), Cinalli 7 (2/3, 1/4), Divac 2 (1/1), Marconi 2 (1/2), G. Prati, L. Prati NE, Rosettani 3 (1/2), Balilli NE. Coach Schiavi.

Rimbalzi O/D 29, 7+22 (Torresi 8), tiri da due (11/27), tiri da tre (14/33), tiri liberi 2/3

Europa Ovini Chieti: Gialloreto 16 (2/6, 4/9), Di Carmine, Di Emidio 18 (2/2, 3/6, 5/5), Ponziani 14 (5/11, 4/4 tl), Milojevic 16 (3/4, 2/3, 4/5 tl), Gueye 13 (4/4, 1/6, 2/2 tl), Rotondo NE, Meluzzi, Cocco, Staffieri 7 (2/4, 1/2 tl), Sigismondi 2 (1/1). Coach Coen, Ass. Coach Perricci, Ass. Coach Cinquegrana.

Rimbalzi O/D 30, 8+22 (Ponziani 7), tiri da due (17/30), tiri da tre (12/29), tiri liberi 16/18

Ecco le dichiarazioni di coach Coen al termine della gara: “Porto Sant’Elpidio è stata molto brava nel primo tempo a mantenere quelle percentuali realizzative anche se abbiamo concesso diversi tiri che non dovevamo concedere. Pertanto abbiamo difeso non bene nel primo tempo proprio perché potevamo farlo meglio e lo abbiamo dimostrato nella seconda metà di gara nella quale abbiamo alzato l’attenzione difensiva. Da lì poi si sono alzate anche le nostre percentuali in attacco fino a trovare lo strappo decisivo nell’ultimo quarto. È vero che, dopo San Severo, ho palesato il nostro problema in attacco ma non sono sufficienti 29 punti negli ultimi dieci minuti per dire che l’abbiamo risolto, tuttavia sono di buon auspicio per il futuro. Oggi è tornato sul parquet Meluzzi per dare fiato a Di Emidio ma era ovviamente fuori ritmo perché era lontano dal parquet da tanto ma non gli si poteva chiedere di più in questo momento!”.

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Domenica, 06 Gennaio 2019 00:00

Pescara, Befana a Piazza della Rinascita

Pescara. Spettacolare atterraggio della Befana a Piazza della Rinascita da Palazzo Arlecchino! Un “viaggio” speciale voluto dai Vigili del Fuoco e dal Comune che insieme hanno reso possibile il primo volo befanesco sulla piazza principale della città, affidato al Vigile del Fuoco Francesco Di Tommaso. Ad accoglierlo a terra oltre a migliaia di fan grandi e piccoli, c’erano il vicesindaco Antonio Blasioli, il comandante Vincenzo Palano e tutti i colleghi e colleghe "assistenti di volo". Una volta nella piazza gremita, la Befana ha distribuito dolci e caramelle.

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Bisceglie. Si interrompe nella prima partita del 2019 la striscia positiva dell’Unibasket Amatori Pescara, che durava da nove gare. La Di Pinto Panifici Bisceglie impone il terzo stop stagionale alla squadra del presidente Carlo Di Fabio al termine di una partita intensissima, decisa nel finale. Al suono della sirena il punteggio recita 78-75.
Partita durissima al PalaDolmen, in un impianto gelido che non ha permesso al pubblico presente di godersi la bella pallacanestro offerta da due delle grandi protagoniste del Girone C. L’Unibasket Pescara torna a casa senza i due punti al termine di un match con un ultimo minuto al cardiopalma. «Abbiamo lottato nonostante qualche singolo sottotono», ha commentato il presidente Carlo Di Fabio, «il finale è stato intensissimo, ma sfortunato. Complimenti comunque a Bisceglie».
La gara. Per l’approccio al match coach Rajola sceglie il consueto quintetto composto da Caverni in regia, Leonzio e Potì esterni ed il tandem Micevic-Capitanelli sotto le plance. L’inizio è stato a ritmi ridotti, forse anche per il grande freddo che ha condizionato entrambe le squadre ed alcuni singoli in particolare (ad esempio Caverni), ma parte comunque meglio la squadra di casa con un 4-0 che si mantiene per i primi 2 minuti, prima di una bomba di Big Cap ad accorciare. Ed è ancora una tripla di Capitanelli a siglare il 10-10 a metà frazione superata da 30’’. La gara è subito una corsa punto a punto, fino a quando l’Unibasket non inizia a fare sul serio. Il primo sorpasso Amatori lo firma Carpanzano dalla lunetta (13-14 a 7’32’’) ed è lo stesso numero 5 ospite, con la collaborazione di Leonzio, a produrre il primo allungo pescarese sul 13-19. Dopo il time-out chiamato dai pugliesi, è Cantagalli dai 6.75 e dalla lunetta a tenere in corsa la sua squadra (10 punti totali nella prima frazione per il numero 12 di casa). Tre punti di Serafini permettono però alla squadra di Rajola di chiudere il quarto avanti di 6 sul 18-24.
Ad inizio secondo quarto la squadra del presidente Di Fabio mantiene il comando della gara, Micevic e soci toccano anche un vantaggio di 10 punti prima di subire il prepotente ritorno dei pugliesi. Dopo un time-out chiesto dalla panchina di casa, infatti, Bisceglie diventa molto aggressiva e con un parziale di 9-0 recupera lo svantaggio fino a quando Kushchev non suggella la rimonta con i due punti della parità (36-36). Una bomba di Smorto produce il nuovo vantaggio pugliese, subito vanificato da una prodezza di Leonzio dai 6.75. Ma un paio di errori banali di Pescara consentono a Bisceglie di rimettere la testa avanti e di portarsi all’intervallo in vantaggio sul 41-39.
Il terzo quarto è ancora di battaglia, su ogni possesso. Le due squadre lottano punto a punto a lungo, senza che nessuna delle due riesca a prendere il largo. Ma è Bisceglie alla fine ad allungare, portandosi sul +12 (59-47) anche grazie ad un fischio dubbio e ad un successivo tecnico comminato alla panchina pescarese per proteste. Quattro punti di Leonzio permettono di limare il gap e di presentarsi all’ultima frazione sul 59-51. Non 10 minuti da ricordare per l’Unibasket Pescara, insomma, imprecisa in attacco e molle in difesa.
Nell’ultimo quarto serve una sterzata decisiva per portare a casa la decima vittoria consecutiva. Bisceglie sente l’odore dell’impresa e si mantiene avanti, ma l’Amatori ha un piglio gagliardo che consente di recuperare totalmente lo svantaggio. A 90’’ dalla sirena due punti di Serafini fissano il punteggio sul 73-73. Potì porta in vantaggio la squadra di Rajola con un canestro dall’area pesantissimo quando mancano 28’’ alla fine.Un fischio arbitrale sfortunato riconsegna il possesso a Bisceglie a 23’’ secondi dalla sirena. La palla scotta davvero ma Cantagalli non sbaglia i tre tiri liberi che si guadagna (fallo di Potì) e che significano vittoria per Bisceglie, certificata dalla lunetta anche da altri due punti dello stesso numero 12 locale. Al PalaDolmen finisce 78-75.
Il 2019 si era aperto in casa Unibasket Pescara con una vittoria di prestigio nella giornata di ieri. La formazione Under 16 guidata dal responsabile tecnico del settore giovanile, coach Fabio Di Tommaso, si è infatti aggiudicata al PalaPadovani di Parma il Torneo Mom, importante appuntamento per le promesse della pallacanestro italiana battendo in finale la Vanoli Cremona per 79-62. Nelle precedenti partite del Torneo, la squadra di coach Di Tommaso aveva mandato ko la Grissin Bon Reggio Emilia per 96-53, Brescia per 95-51 e Fidenza per 55-45. Enrico Del Principe eletto MVP della manifestazione. Infine, sono attualmente in provatre giovani atleti, testati anche con l'Under 16 a Parma: si tratta di FellBaba, classe 2003 del Senegal, BassidikiTraorè, classe 2003 del Mali, e MamadouSeye, classe 2004 del Senegal. Nel corso della loro permanenza verranno valutate le potenzialità dei giocatori in vista di un eventuale tesseramento.

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Domenica, 06 Gennaio 2019 00:00

Marcozzi replica a Legnini

Pescara. "Per il candidato Legnini sarebbe già un trionfo riuscire a recuperare i delusi del PD, il suo partito di cui oggi si vergogna così tanto da nasconderne il simbolo. Lo stesso PD che in Abruzzo ha demolito la sanità pubblica e che al governo del Paese ha distrutto lo stato sociale con il Jobs Act e l'abolizione dell'art. 18. Legnini oggi ha la pretesa di porsi come alternativa credibile ma ricordiamo che, da senatore PD, voto' a favore della Riforma Fornero, che ha gettato nella disperazione migliaia di lavoratori, e a favore del decreto IMU Bankitalia, provvedimenti ai quali il Governo del M5S sta mettendo riparo.” Così Sara Marcozzi, candidato presidente per il M5S in Regione Abruzzo.

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Domenica, 06 Gennaio 2019 00:00

Aree degradate a Tollo, la denuncia di Art.1

Tollo. "Il gruppo consiliare Art.1 per Tollo sempre attento alle varie problematiche del paese, informa la cittadinanza che in questi giorni sta montando una polemica, alimentata dal sindaco Angelo Radica nei confronti di un imprenditore con maestranze riguardante il cosiddetto “quartiere sociale” ".
Si legge così in una nota di Ettore Leve del gruppo consiliare Art.1 per Tollo, che prosegue: "La polemica è oltremodo inutile perchè riguarda un progetto presentato dal comune ed inserito nel “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane Degradate", che, nel caso si dovesse attuare, sicuramente avrà tempi lunghi. Ciò in considerazione del fatto che il progetto, riguardante lo stabilimento artigianale dove esercita l'attività l'imprenditore, è stato inserito in graduatoria al n. progressivo 88 ed i progetti finanziati sono stati 46. Quindi, ci si chiede, perchè alimentare una polemica da parte del Primo Cittadino su una cosa, che nel caso dovesse andare in porto, avrà tempi lunghi. Fatto certo è che questo inutile chiacchiericcio sicuramente non giova all'attività che si svolge nello stabile ed è motivo di preoccupazione e' danno per il titolare. Lo stesso titolare pone un interrogativo pertinente: “può considerarsi la zona in questione degradata? Nel progetto presentato dal comune è stato evidenziato che nel locale interessato viene esercitata una avviata attività commerciale ed artigianale?
Aldilà di questi aspetti tecnici, che vanno verificati, crediamo, che anziché creare contenziosi con cittadini che vogliono tranquillamente solo lavorare, l'amministrazione, volendo recuperare “le aree degradate” potrebbe iniziare da una sua proprietà: il mattatoio comunale. Le foto pubblicate riportano lo stato di degrado del mattatoio comunale, il quale è diventato una discarica di rifiuti a cielo aperto, che richiederebbe l'intervento dei Carabinieri Guardia Forestale, molto attiva in questi giorni a Tollo".

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Domenica, 06 Gennaio 2019 00:00

La befana della Croce Rossa

Pescara. Il freddo e la neve non hanno scoraggiato gli organizzatori ed i protagonisti della tradizionale festa che il Comitato di Pescara della Croce Rossa italiana organizza ogni anno in occasione della befana.
Presso la colorata ludoteca Happy Bear di Pescara nel pomeriggio di venerdì 4 gennaio si sono ritrovati i volontari della Croce Rossa e alcune famiglie di Pescara con i loro bambini per trascorrere delle ore di serenità e divertimento. Giochi, musica, dolci, caramelle e pop corn a volontà, atmosfera da paese dei balocchi resa più magica dall'arrivo della befana che ha distribuito giocattoli e calze ai tanti ragazzi presenti.
“Purtroppo, nella nostra città, ci sono tante famiglie che vivono le difficili conseguenze della crisi economica - dice l’Avv. Fabio Nieddu, Presidente del Comitato CRI di Pescara - e la Croce Rossa durante tutto l’anno le assiste, le supporta e le aiuta, partendo dalle esigenze concrete del vivere quotidiano attraverso il pagamento delle utenze domestiche, fornendo pacchi alimentari e prodotti per l’igiene personale, per finire con l’ascolto delle loro problematiche e la condivisione degli strumenti di supporto anche psicologico.
Inoltre, con iniziative come questa, si cerca di ricostruire anche quelle particolari atmosfere di festa, proprie del periodo natalizio, e che spesso, per difficoltà economica, queste famiglie non riescono a proporre ai loro figli.
Questo per noi è il miglior modo per svolgere il nostro servizio in favore della parte più debole della nostra comunità, battendoci per una vera giustizia sociale.
I bambini che hanno partecipato alla riuscitissima manifestazione, infatti, sono tutti figli di persone che, quotidianamente, si rivolgono al nostro Comitato di Croce Rossa. Un particolare ringraziamento, prosegue Nieddu, va alle nostre volontarie dell’Area Sociale che, con il loro contributo, hanno reso possibile, anche quest’anno, la riuscita manifestazione.

 

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L’Aquila. Gian Luigi Piccioli è uno scrittore d’origine abruzzese fecondo e raffinato, da riscoprire in tutta la sua dimensione nel panorama letterario italiano. Ad un lustro dalla sua scomparsa, va sicuramente in tale direzione la recente ripubblicazione del suo romanzo Tempo grande - uscito in prima battuta nel 1984 per l’editore Rusconi - per i tipi delle Edizioni Galaad, a cura di Simone Gambacorta che ne ha vergato una corposa e puntualePresentazione. La sinossi del romanzo: in un grande studio televisivo romano, il conduttore Marco Apudruen e lo scrittore Gigi Insolera trasmettono in tempo reale immagini che arrivano da ogni parte del mondo sotto forma di servizi giornalistici. I due non potrebbero essere più diversi: freddo, ambizioso, dispotico il primo, sensibile e introverso il secondo. L’irrompere sulla scena di Marianna Estensi, un’affascinante fotoreporter, mette in crisi il loro sodalizio, innescando un crescendo di situazioni incandescenti e drammatiche in cui si riflettono le contraddizioni e i retroscena del mondo televisivo e il cinismo della “società dello spettacolo”. Fa da sfondo alla vicenda una Roma maestosa e svagata, capace di esaltare chi la vive oppure di schiacciarlo, mentre nei capitoli finali l’azione si trasferisce nel cratere di Ngorongoro, in Tanzania, dove un evento imprevedibile segnerà una svolta nella storia.

Scrive Simone Gambacorta nella sua Presentazione: “Tempo grande parla di paure, passioni, speranze, dolori, ipocrisie, tradimenti. E contempla, non a caso, il topos del triangolo amoroso: ne sono coinvolti lo scrittore Gigi Insolera, la fotografa Marianna Estensi e il conduttore televisivo Marco Apudruen, i tre personaggi principali. Ma Tempo grande, uscito originariamente per Rusconi nell’orwelliano 1984, è anche un romanzo sui media, e nel caso specifico il medium è la televisione (verrebbe da dire: è un romanzo sui media appunto perché è un romanzo sull’uomo). […]Il villaggio globale di McLuhan, la società dello spettacolo di Debord, la tv “assassina” di Baudrillard: Tempo grande racconta la bulimia di una televisione sempre più aggressiva e sempre più «cattiva maestra» – secondo la lettura di Popper e Condry –, un gigantesco tubo digerente a ipertrofico tasso tecnologico che aggredisce e sbrana l’attualità su scala globale per trasformarla e rendere l’informazione e l’intrattenimento (la loro sintesi) merce da consumo, nell’oltranza produttiva del live e del reality (entrambi illusori)”. […]

Dei personaggi del romanzo Gambacorta analizza relazioni, interdipendenze, soggezioni e condizionamenti nel loro mondo della comunicazione, nel vissuto quotidiano con il mezzo televisivo e nel “risucchio della macchina tv”, un coacervo di sentimenti nel quale si dipana la trama del romanzo che è bene lasciare per intero alla scoperta del lettore. “Il tempo grande del titolo – annota ancora Simone Gambacorta - è un tempo che si è ingrandito, è il tempo di una mutazione in atto, di una frontiera che si sposta, come un perimetro che scoscende e sfuma nell’evoluzione continuata (e anche metamorfica) di se stesso. È un tempo ignoto che porta in sé altro. È il tempo della contendibilità dei duplicati audiovisivi del reale, è il tempo di un nuovo potere che si afferma. Non manca nel romanzo una parte più spiccatamente avventurosa, dove la scelta del pericolo (con quel tanto di suspense che ne discende) fa tutt’uno con la scommessa assai rischiosa che porta Marianna Estensi a immolarsi in un sacrificio dove la vita diventa la contropartita di un esperimento a fini di audience.” […].

E aggiunge: “Tempo grande segna il momento della pienezza creativa di Piccioli (qui forse non estraneo da alcuni accenti neobarocchi) e si apre con una lezione di sapienza scrittoria: «Da Porta Pinciana Gigi Insolera scese via Veneto lasciandosi alle spalle Villa Borghese, pensile sui muriccioli e appena bagnata dal sole. All’ingresso della metropolitana esitò; il divertente tapis roulant in pochi minuti lo avrebbe lasciato davanti agli studi televisivi della TDN, dove lavorava, a piazza di Spagna. Proseguì nell’aria trasparente tra i tavolini appena lavati di Harry’s. La libreria era aperta, e il suo ultimo romanzo non era più in vetrina». L’accenno all’esitare di Insolera e all’assenza del libro dalle vetrine sono allusioni per nulla casuali che prefigurano tanto il carattere quanto lo stato e il destino del personaggio. In quelle righe incipitali Piccioli suggerisce molto senza però rivelare nulla: ma il lettore avrà pian piano modo di appurare quante tracce siano già nascoste in quelle parole. Insolera è un intellettuale che cammina con grazia e fragilità tra i corpi contundenti di un presente pragmatico e cinico. È nella sua indole una disarmata assenza di ogni forza antagonistica, e tuttavia è un uomo capace di resistere (di resistere più che opporsi alle cose) e questo impedisce di considerarlo – almeno in senso stretto – un debole, tanto più che la sua capacità di resistere pare anche derivare dal suo essere un uomo sempre un poco discosto da tutto il resto, anche quando pare esservi più ampiamente coinvolto; in realtà il suo coinvolgimento più intimamente vero – quello irrevocabile, quello radicale – sarà quello per Marianna. Prende in ogni caso da lì avvio un romanzo tutto calato nell’«era elettrica» di McLuhan, ma anche profondamente e drammaticamente italiano.”

“[…] Esiste in Piccioli una vena civile netta e fortissima che de facto ne informa ogni opera e che torna a mostrarsi con non minore chiarezza nel romanzo anch’esso romano che sarà dato alle stampe dopo Tempo grande, ossia Il delitto del lago dell’Eur. […] Tempo grande ha interrogato il presente - conclude Gambacorta nella sua Presentazione - e ha dato risposte anticipatorie sul futuro. Quando uscì, Piccioli, che era nato nel 1932, era cinquantenne. La sua generazione era “naturalmente” lontana dall’orizzonte immaginato nel libro: perciò, più ancora che dai suoi interessi e dalle sue letture, Tempo grande è frutto del suo intuito della contemporaneità; quell’intuito che agiva come un istinto e che tuttora – nei suoi esiti – rappresenta una delle peculiarità più spiccate e sorprendenti di questo sorprendente narratore. Uno scrittore non è uno stregone né un indovino e tanto meno un mago, ma una forza critica che agisce dentro un’epoca. Questo ricorda Tempo grande”.

Nato a Firenze il 24 settembre 1932, Gian Luigi Piccioli trascorre l’infanzia in Abruzzo, che lascerà solo ventenne. Con l’Abruzzo conserverà un forte legame, in particolare grazie ai frequenti ritorni a Chieti, Navelli e Francavilla al Mare, dove trascorrerà sempre le vacanze estive. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, inizia a scrivere da ragazzo. Roma diventa la sua città adottiva: vi vive con la moglie Anna Di Nicola, anche lei abruzzese, e con i loro tre figli. Lavora all’Eni con Enrico Mattei e per anni scrive reportage per le riviste «Ecos» (dell’Eni) e «Synchron» (dell’Agip) raccontando l’Europa, l’Africa, le Americhe e l’Oriente. Innamorato del viaggio, è un osservatore inesausto e attento della sua epoca e non manca di riunire scelte dei suoi reportage in libri: da Una Cina per il 2000 (Ecos, 1980) a Viaggio nel mestiere Saipem (Kappagraph, 1980), per arrivare al più recente Africa vivi. Taccuini di un reporter (Galaad Edizioni, 2012). L’Africa è un suo grande polo d’interesse: a fornirne testimonianza è, fra l’altro, l’ampia conversazione con Alberto Moravia che Piccioli pubblica nella rivista «Synchron» nel 1985.

Come narratore esordisce nel 1966 con il romanzo Inorgaggio (Mondadori), cui seguono Arnolfini(Feltrinelli, 1970), Epistolario collettivo (Bompiani, 1973), Il continente infantile (Editori Riuniti, 1976), Sveva (Rusconi, 1979, Premio Villa San Giovanni), Viva Babymoon (Bompiani, 1981, Premio internazionale Trento per la letteratura giovanile) e Tempo grande (Rusconi, 1984), con cui vince il Premio Scanno. Nel 1987 vince il Premio Flaiano per la narrativa con Il delitto del lago dell’Eur, edito da Camunia. Nel 1990 dà invece alle stampe Cuore di legno (Rizzoli); successivamente vedono la luce altri due romanzi: La Pescarina. L’età del cambiamento (Esa, 2005) e Tesi di laurea (Carabba, 2010). Del 1978 è la favola Olofìn e la tribù dei cacciatori (Lisciani e Zampetti), del 1998 Favole proibite (Arlem), del 2000 L’erba di Auschwitz cresce altrove (Arlem) e del 2007 Safari alla bambola rossa. Racconti paralleli e racconti reportage di persone e animali (Carabba). Del 2012 è Tempi simultanei. Libri e viaggi di uno scrittore (Galaad Edizioni), il libro-intervista firmato con Simone Gambacorta. Gian Luigi Piccioli muore a Roma il 21 aprile 2013.

Riferimenti all’opera di Gian Luigi Piccioli, oltre che nella Storia della letteratura italiana contemporanea(1940-1996) di Giuliano Manacorda (Editori Riuniti, 1996), si trovano nel Dizionario della letteratura italiana contemporanea (Vallecchi, 1973), nell’Autodizionario degli scrittori italiani (a cura di Felice Piemontese, Leonardo, 1990) e nel Dizionario della letteratura italiana del Novecento (diretto da Alberto Asor Rosa, Einaudi, 1992). Cenni sono presenti nel compendio di Walter Pedullà La narrativa italiana contemporanea1940/1990 (Newton Compton, 1995). Un primo inquadramento critico, in gran parte incentrato su Epistolario collettivo, è invece offerto da Renato Minore nel saggio Sul “gusto” della critica militante raccolto in Mass-media intellettuali società (Bulzoni, 1976). Su Epistolario collettivo non manca di fornire cenni Carlo De Matteis nel suo volumeCiviltà letteraria abruzzese (Textus, 2001). A Piccioli dedica inoltre attenzione Lucilla Sergiacomo nel suo saggioLa narrativa abruzzese del Novecento,un percorso tematico, che può leggersi nel volume L’Abruzzo del Novecento, a cura di Umberto Russo ed Edoardo Tiboni (Ediars, 2004). Di Lucilla Sergiacomo è inoltre assai utile la scheda critica che introduce una scelta delle pagine di Epistolario collettivo nell’antologia Narratori d’Abruzzo, curata dalla stessa Sergiacomo per Mursia nel 1992. Una precedente antologia dove Piccioli compare con un breve racconto è Narratori dell’Abruzzo e del Molise, edita anch’essa da Mursia nel 1971 per la cura di Giovanni Titta Rosa e Giuseppe Porto. «La sua opera attende ancora un risarcimento che gli è dovuto. Piccioli è stato uno dei più grandi scrittori del secondo Novecento, non si può lasciare il suo nome nel dimenticatoio», ha scritto Massimo Pamio.

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Domenica, 06 Gennaio 2019 00:00

Riuscita mostra presepi di Giuseppe Di Iorio

Conclusa la 30° Mostra di Presepi Artistici realizzati dal Maestro Giuseppe Di Iorio, noto presepista e artista teatino di fama europea realizzati con la canna vegetale, iniziativa organizzata dall’Associazione Musicale Culturale “Coro Polifonico Santa Maria Arabona”, presieduta da Frank William Marinelli, in collaborazione con il Liceo Classico G.B.Vico diretto da Paola Di Renzo. Inaugurata il 20 Dicembre 2018anche questa edizione è stata dedicata in ricordo dell’architetto Bruno Ricciuti.L’esposizione, rimasta aperta fino a Domenica 6 Gennaio 2019, ha riscosso un notevole successo di visitatori superati gli ottomila.
Il Presidente Frank William Marinelli ha dichiarato: “Sono molto contento del particolare successo di visitatori oltre ottomila provenienti da Chieti e da varie zone d’Italia nella ricorrenza della 30^ Mostra. Ringrazio il Rettore-Dirigente Scolastico Dott.ssa Paola Di Renzo per la disponibilità che ci ha sempre dimostrato in questi tre anni.Il Maestro Di Iorio, socio della nostra Associazione Musicale Culturale “Coro Polifonico Santa Maria Arabona” e Artista componente del gruppo “Mostre d’Arte Arabona” dell’Associazione,è una delle eccellenze della città di Chieti che ha portato la sua arte, in particolare con i presepi artistici, in tutto il mondo. Il Liceo Classico, fulcro culturale della città, è il luogo perfetto per esporre le sue opere.Vi diamo appuntamento alla 15^ Mostra dei Bozzetti Artistici de “Il Venerdì Santo a Chieti durante la settimana santa”.
Non poteva esserci inizio dell’anno sociale 2019, in cui il giovane Presidente Marinelli è stato riconfermato presidente per il quarto anno consecutivo.

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