L'Aquila. Le Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 13 e domenica 14 ottobre, hanno riportato un ottimo risultato in Abruzzo; un grande afflusso di persone, visitatori entusiasti e consapevoli hanno potuto scoprire e visitare le 51 eccellenti aperture proposte in 12 borghi, e hanno potuto apprezzare e godere delle meravigliose bellezze naturalistiche e culturali del territorio abruzzese.

Organizzato dal Fondo Ambiente Italiano, ha coinvolto in Italia 120 Delegazioni, 89 Gruppi FAI, 87 Gruppi FAI Giovani e 7.500 volontari che con il loro lavoro capillare e la loro preziosa collaborazione hanno reso possibile l’evento e ne hanno garantito il grande successo, confermando come l’appuntamento con le Giornate FAI si confermano come uno dei più importanti eventi dedicato alla conoscenza e alla salvaguardia dei beni culturali.

L’Abruzzo ha contribuito in maniera notevole a questa pacifica invasione più che raddoppiando rispetto all’edizione 2017 e registrando circa 12.300 mila visitatori, arrivati anche da fuori regione soprattutto Puglia, Lazio, Marche e dal nord Italia alla scoperta delle più belle realtà storico-culturali, alcune delle quali solitamente chiuse al pubblico, individuate dalle delegazioni abruzzesi di L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, Lanciano, e dal Gruppo FAI della Marsica coinvolgendo volontari e Apprendisti Ciceroni®, giovani studenti che hanno accompagnato i partecipanti, illustrandone in modo spontaneo, divertente e coinvolgente gli aspetti storici e artistici che rappresentano l’identità, la storia e le tradizioni delle nostre città.

Un risultato favorito anche dalle calde giornate autunnali e dall’evidente radicamento del FAI sul territorio abruzzese: vero boom di presenze ha riportato la Delegazione FAI di Teramo con il percorso Teramo nascosta: Domus e Dimore storiche che ha accolto 4000 visitatori, favoriti sicuramente dalla elevata concentrazione di aperture in città, 18, e dalla bellezza dei luoghi stessi. Contemporaneamente la Delegazione FAI di Chieti, con 4 distinte aperture snodate tra Chieti, Casoli, Ortona e Pennapiedimonte, ha visto arrivare almeno 3000 persone. Hanno riportato grande apprezzamento e curiosità la visita al Cimitero monumentale di Chieti e al borgo di Pennapiedimonte, da tanti visitatori definita la Matera d’Abruzzo.

Il Gruppo FAI della Marsica, con le visite a Magliano e Rosciolo, accoglie 2200 visitatori, il percorso più visitato è stato ”Facciamo visita al signore del vento il grifone“, mentre la Delegazione Fai di L’Aquila con le aperture di Tempera e dell’Eremo della Madonna d’Appari il sabato e con la passeggiata alla scoperta di Calascio, Castel Del Monte, Santo Stefano di Sessanio nella giornata di domenica e Sulmona per l’intero week end raggiunge i 1700 visitatori.
Sulmona con il percorso alla scoperta di luoghi, storie e memorie medioevali risulta il luogo più visitato. Chiudono Pescara con 1000 visitatori per il percorso tra natura e storia a Serramonacesca raggiunta anche da fuori regione per le sue interessanti ricchezze paesaggistiche e Lanciano che riscopre il piccolo paese di Frisa con 450 visitatori.

Sensazioni positive sulla raccolta fondi grazie alla campagna “Ricordati di salvare l’Italia” e anche sui tesseramenti grazie alle importanti campagne di comunicazione e sensibilizzazione sui temi della fragilità di un patrimonio che invecchia e sulla necessità della sua costante manutenzione.

Chieti. Questa settimana ospite d'eccezione in Abruzzo il dr. Saverio Gaeta, invitato dagli Apostoli della Croce, movimento laico legato al compianto don Danilo Belotti guidato da Nando Marinucci, per una testimonianza di fede. Il noto personaggio delle reti TV nazionali, giornalista di Famiglia Cristiana, vaticanista e voce familiare di Radio Maria, sarà dunque in Abruzzo per presentare un suo nuovo libro e raccontare le sue ultime scoperte legate alle profezie dei due papi, della beata Emmerick e alle ultime rivelazioni sulla Chiesa; una testimonianza di due giorni, che si svilupperà in cinque incontri.

I l prossimo mercoledì, 17 ottobre
- alle ore 16:00 a Cepagatti da don Lucio Giacintucci presso la Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia;
- alle ore 18:30 a Dragonara di San Giovanni Teatini d a don Roberto Antonucci, presso la Cappella della Mater Populi Teatini;
- alle ore 21:00 a San Valentino in AC da don Rocco D'Orazio presso il Duomo di San Valentino e Damiano,
ed il prossimo giovedì 18 ottobre
- alle ore 17:30 a Lanciano da Padre Milton preso la Cattedrale della Madonna del Ponte;
- alle ore 21:00 a Piazzano di Atessa da don Andrea Rosati presso la Chiesa di San Benedetto.

San Giovanni Teatino. "Dal dossier d’intermodalità regionale, documento con il quale la regione Abruzzo fa il punto della propria capacità logistica e di trasporto, appare che quel raddoppio servirà a far arrivare giornalmente 8 coppie di treni merci, da 750 metri ciascuno, dall’asse ferroviario adriatico all’Interporto d’Abruzzo di Manoppello. Ora, i lunghissimi treni, non potendo proseguire verso gli Appennini a causa delle elevate pendenze della linea che porta alla capitale, affideranno i container ai camion.

Capirete dunque che all’interno dell’interporto avverrà il “travaso” delle merci dal trasporto su rotaia al trasporto su gomma. L’interporto d’Abruzzo, vero beneficiario dell’opera, struttura faraonica mai decollata, è costata diverse centinaia di milioni di euro. Negli ultimi periodi da Presidente di Regione, l’adesso senatore D’Alfonso, aveva persino provato a farla diventare sede di esperimenti nucleari: bocciata anche per quello scopo.
A gestire l’interporto e’ la Intermodale s.r.l., di proprietà della DI VINCENZO DINO & C. S.P.A. e TOTO S.P.A. COSTRUZIONI GENERALI, che ha in concessione la struttura fino al 2038 e che, con il raddoppio ferroviario, vede finalmente la possibilità di dare un senso all’impianto.
Chissà se la TOTO S.P.A. COSTRUZIONI GENERALI vede anche la possibilità di un forte incremento d’utilizzo dell’autostrada, e del numero dei pedaggi, che ha in concessione?!

Ma andiamo avanti e veniamo al dunque... se l’Intermodale s.r.l. sicuramente vede di buon occhio il raddoppio di RFI, non posso dire lo stesso per i territori di Pescara-San Giovanni Teatino-Chieti scalo sui quali, oltre all’impatto su territorio, nasceranno non pochi disagi a causa dell’inquinamento acustico.
Oltremodo, ritengo di portare all’attenzione del M5S sia lo stato in cui versa l’autostrada sia la possibilità di procrastinare l’inizio dei lavori, proponendo, ove possibile, il travaso dei fondi da RFI ad ANAS al fine di accelerare più possibile i tempi di messa in sicurezza dell’autostrada. Cosa accadrebbe? La tratta PE-CH rimarrebbe ad un solo binario ancora per qualche anno e, il tempo che avremo a disposizione servirà per trovare la migliore soluzione possibile sia per la Intermodale s.r.l. che per la cittadinanza.
Penso al coinvolgimento delle università e allo studio meticoloso dei documenti finora nascosti per non svelare le reali intenzioni di menti poco trasparenti". Lo afferma in una nota Mario Cutrupi, consigliere comunale del M5S a San Giovanni Teatino.

L’Aquila. Nella mattinata odierna, il Sottosegretario Regionale con delega alla Protezione CivileMario Mazzocca ha presentato, nel corso di una Conferenza Stampa appositamente convocata, il bilancio delle attività relative alla Campagna AIB (Antincendio Boschivo) 2018condotte dalla Protezione Civile Regionale unitamente al Corpo dei Vigili del Fuoco, al Comando Regione Carabinieri Forestale Abruzzo e Molise ed alle altre forze dell’ordine, oltre che con il supporto del proprio corpo di volontariato. L’investimento complessivo ammonta a poco meno di 2 milioni di Euro (precisamente €. 1.840.000).
«Il periodo di alta pericolosità incendi boschivi (A.I.B.) 2018 - argomenta il Sottosegretario -, si è concluso il 15 settembre scorso. Inevitabile è il raffronto con il 2017 che ha visto la Regione Abruzzo interessata da una vastità e numero di incendi paragonabili all’anno di “fuoco nazionale” 2007. I dati provvisori raccolti ad oggi indicano una stagione caratterizzata da un ridotto numero di emergenze derivate da incendi grazie, da un lato, ad una stagione estiva “normale” e, dall’altro, ad una sistema regionale antincendio perfettamente strutturato. Fondamentale è stato lo sviluppo di attività sinergiche tra i Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Volontari di Protezione Civile, che ha consentito un affinamento delle procedure di intervento per spegnimento/bonifica/sorveglianza, consentendo un efficace intervento dell’apparato di contrasto entro i 20 minuti dalla segnalazione e una conclusione delle attività entro la giornata. Da sottolineare che nessun incendio ha superato le 24 ore di vita».
Particolare attenzione è stata riservata alla zona sulmonese interessata dai ben noti incendi del Morrone 2017, con un monitoraggio giornaliero dalle ore 10 alle ore 20 e con un impiego di 5 Organizzazioni di Volontariato e 4 uomini/giorno dal 26 luglio al 15 settembre a seguito di segnalazioni di ripetuti inneschi seppur di modeste entità. La Regione Abruzzo, deputata per legge (L.335/2000) alle attività di lotta attiva agli incendi boschivi, ha stanziato la somma 1.700.000,00€ (che si aggiungono alla somma di 165.000€ già disponibile) che ha consentito: - il potenziamento del volontariato dedicato (si sono superate le 1.000 unità di personale) ; - un’ottimale convenzione con i Vigili del Fuoco, che ha permesso, tra l’altro, la presenza in S.O.U.P di 3 componenti V.V.F., la disponibilità di DOS H24 su ogni Provincia, oltre a specifici DOS per le aree protette e l’implemento di squadre di soccorso; - l’accordo di programma con i Carabinieri Forestali che hanno operato in termini di prevenzione mediante avvistamenti e verifiche preventive, con il supporto nelle attività di lotta attiva mettendo a disposizione la conoscenza dei luoghi, della tipologia della vegetazione e storicità degli eventi; - il noleggio dell’elicottero regionale dedicato alle attività A.I.B.; L’efficacia degli interventi urgenti di un sistema A.I.B. così strutturato ha determinato per il cittadino l’errata percezione di assenza di incendi sul territorio abruzzese che invece ha subìto diversi inneschi: dal 1 gennaio al 15 settembre sono stati 280 di cui 143 nella provincia di Chieti, 95 nella provincia di L’Aquila, 26 in quella di Pescara e 16 in quella di Teramo; 16 sono stati gli interventi aerei con un totale di 150 lanci di liquido estinguente.

L'Aquila. Sabato 13 e domenica 14 ottobre torna anche in Abruzzo la campagna “Io Non Rischio”, giunta alla sua 8^ edizione, con punti informativi su territorio regionale allestiti dai volontari di Protezione Civile allo scopo di diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare i cittadini sui rischi sismici e alluvionali.

Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca, come di consueto, parteciperà anche quest’anno a diverse tappe nel corso del weekend: “I volontari di Protezione civile appartengono alle sezioni locali delle organizzazioni nazionali di volontariato, nonché a gruppi comunali e associazioni locali di tutte le regioni italiane. Vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Quindi, chi meglio di loro?”.

Tra le piazze e location abruzzesi che ospiteranno Io Non Rischio 2018: a Pescara in Piazza della Rinascita (Piazza Salotto), a Chieti in Piazza G.B. Vico, a L’Aquila in Piazza Duomo, a Colonnella (Te) presso il Centro commerciale Val Vibrata, a Pagliare di Morro d’Oro (Te) in Largo Aureliano, a Civitella Roveto (Aq) in Piazza Gran Sasso, a Sulmona (Aq) in Piazza XX settembre, a Pacentro (Aq) in Piazza Umberto I, a Furci (Ch) in Piazza Beato Angelo. La campagna toccherà anche i seguenti Comuni: nella provincia de L’Aquila, Carsoli, Barrea, Castel di Sangro, Scurcola Marsicana; nella provincia di Chieti a Vasto; nella provincia di Teramo a Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Pineto e Roseto degli Abruzzi.

Come annunciato da Mazzocca nel corso dell’edizione “Io Non Rischio” dello scorso anno, nel mese di maggio 2018 la Protezione Civile Regione Abruzzo ha dato il via alla sperimentazione del progetto "Io Non Rischio Scuola". "L'iniziativa - spiega il Sottosegretario d’Abruzzo - è rivolta ai bambini della scuola primaria e ha lo scopo di illustrare le buone pratiche di Protezione Civile, stimolando, al tempo stesso, la conoscenza e la consapevolezza dei rischi naturali e antropici, nonché l'importanza della prevenzione intesa come ruolo attivo nella riduzione dei rischi. Il progetto, tra le attività della campagna di comunicazione nazionale "Io non Rischio", è stato ideato da pedagogisti, psicologi, scienziati ed esperti di progettazione educativa ed è condotto da volontari di protezione civile altamente formati che cercheranno di stimolare nei bambini riflessioni su scelte, comportamenti e regole per conoscere e difendersi dai rischi naturali”.

“Io Non Rischio”, campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio sismico, è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis - Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra - Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo - Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab - Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi - Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica.

L'Aquila. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ha sottoscritto il manifesto "Inclusione per una società aperta" rivolto agli amministratori locali d'Italia e del quale è primo firmatario il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Le prossime elezioni regionali in Abruzzo intersecano un momento importante per il futuro della sinistra italiana - dichiara Mazzocca - Progetti incompleti e profili politici incerti hanno annichilito le forze organizzate del centro-sinistra tra cui il Partito Democratico. Se alla sua sinistra soffriamo particolarmente lo scarso risultato elettorale venuto fuori dal 4 marzo anche per il PD si registra una situazione di sofferenza. Se Atene piange Sparta non ride.

Personalmente ho sempre pensato che qualsiasi rilancio politico debba partire dal rapporto col territorio e dalle buone pratiche amministrative. In questo senso, negli ultimi anni, mentre mi dedicavo ad assolvere al meglio la mia funzione in Regione, ho promosso incontri tra esperienze virtuose: prima fra tutte quella della Regione Lazio, incontrando in più occasioni il suo Vicepresidente Massimiliano Smeriglio e il suo Presidente Nicola Zingaretti che, in controtendenza, hanno vinto le ultime elezioni regionali dimostrando quanto contino oggi amministrare bene e avere una visione d’insieme e di lungo periodo.

Col Presidente Zingaretti mi sono incontrato quest’estate e ho avuto modo di condividere con lui esperienze e punti di vista, sull’amministrazione regionale certo, ma anche sulla politica nazionale; tant’è che fin dall’agosto scorso ho raccolto il suo appello sottoscrivendo il manifesto “Inclusione per una società aperta” contro la retorica dell’odio che sta dilaniando il nostro Paese e che ha raccolto l'adesione di oltre 300 amministratori locali in tutta Italia fra cui lo stesso Zingaretti primo firmatario, i capigruppo del centrosinistra della Regione Lazio, il Sindaco di Milano Beppe Sala, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Rimango convinto che l’affermazione di Lega e 5 Stelle sia frutto più di un demerito del nostro campo che di un loro particolare merito, pertanto accolgo con estremo interesse ogni opzione rifondativa del centro-sinistra che parta da una seria analisi degli errori e delle sconfitta, ma che sappia al contempo mettere a valore le esperienze positive che certamente non mancano.

Non sono iscritto al PD, ma sono attento a quello che ci circonda e in questo senso voglio augurare all’amico Nicola di riuscire a far prevalere le sue idee in quel contesto, ma non solo, voglio augurare a tutti noi che l’ambizione sia molto più grande e che possa farci ritrovare insieme superando le case del presente, case diroccate da troppe sconfitte e personalismi”.

L'Aquila. Mario Mazzocca, Sottosegretario Regionale e Capogruppo di Art.1 Mdp Abruzzo, in merito alle elezioni regionali che si terranno tra pochi mesi, il 10 febbraio 2019:

“Mi sembrano evidenti due elementi su cui vale la pena riflettere: da un lato è emerso un bisogno di individuazione di una figura in grado di dare piena rappresentanza ad una stagione politica nuova ed al contempo in continuità con alcuni percorsi intrapresi in questa legislatura, dall’altro restano irrisolte diverse questioni emerse durante l’attuale stagione di governo. A me pare, e mi auguro di essere smentito dai fatti, che il primo dei due elementi sia oggi agitato da chi nutre pur legittime ambizioni personali. Il raggiungimento di un obiettivo politico così difficile quale la vittoria nella competizione elettorale regionale può essere ottenuto solo ed esclusivamente con la creazione di un percorso trasparente e plurale di discussione politica sui contenuti e le proposte che una coalizione vuole darsi. Solo su questa base si è in grado di costruire un consenso diffuso. Nel nostro caso converrebbe ripartire dai nodi rimasti insoluti e dalle questioni che non sono state affrontate. Se facessimo un’analisi corretta sui limiti della nostra azione politica, emergerebbero, come cause di certo non secondarie, la mancata collegialità in coalizione, dovuta ad una debolezza intrinseca delle strutture partitiche, e una modalità eccessivamente leaderistica di vivere il ruolo della presidenza regionale, figlia di un modo errato di intendere la questione della rappresentanza. Ci tengo a sottolineare questo secondo aspetto perché temo che certe sollecitazioni a mezzo stampa siano non solo infruttuose ma anche controproducenti. Giovanni Legnini è un ottimo candidato, di gran lunga il migliore che l’Abruzzo oggi riesca ad esprimere. Tuttavia, senza una reale discussione tematica, approfondita, puntuale e previdente, rischieremmo di bruciare tutto e tutti. Gli abruzzesi hanno bisogno di risposte, e queste non passano per le biografie personali. Lo capiscono bene quelli che, come me, hanno fatto la scelta di aderire ad una organizzazione che a tratti ha anteposto le biografie alla costruzione di una soggettività politica. Lo dovrebbero aver capito tutti nel perimetro del centrosinistra dopo il disastro del 4 marzo. Probabilmente non è così e ciò dimostra ancora di più la necessità di un tavolo politico di discussione, fermo restando che il sottoscritto considera l’eventuale candidatura di Giovanni Legnini il ‘non plus ultra’. Non basta, però, decantarne le indubbie ed eccelse qualità professionali. E lo dice uno che una professionalità lavorativa se l’è guadagnata sul campo e sa bene, a differenza di chi non l’ha fatto e ama parlare delle professioni altrui, che questo non basta per suffragare e spingere una coalizione verso la vittoria. Parola di chi non ama andare di fiore in fiore, trasformando l’amore in un sentimento che dura solo una mezza stagione”.

Chieti. Torna il morbillo in Abruzzo e in proporzioni maggiori rispetto al resto d’Italia, con un’incidenza più elevata nelle province di Pescara e Chieti: è quanto emerge da una rilevazione effettuata dal Dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha monitorato la diffusione della patologia in tutto il territorio regionale nel periodo 2013-2017. In totale i casi sono stati 437, così suddivisi: Asl Avezzano Sulmona L’Aquila 59, Asl Lanciano Vasto Chieti 159, Asl Pescara 201, Asl Teramo 18.

Il dato senza dubbio più significativo riguarda la tendenza che viene disegnata, in netta crescita: i casi registrati nel 2017 sono 252, a fronte dei 167 del 2013. Nel mezzo si colloca il 2014, con 18 casi, mentre i due anni successivi viaggiano con zero casi, quasi a sorpresa. «Non deve stupire il fatto di non aver avuto alcun evento per un certo periodo - spiega Giuseppe Torzi, direttore del Dipartimento Prevenzione - perché le epidemie di solito non sono continue. Ci sono anni di quiete, durante i quali si accumulano soggetti sensibili che, poi, al primo contagio sviluppano la patologia, determinando un’impennata nel numero dei casi».

Resta il dato più macroscopico, comunque, dell'aumento dei casi del 33% a distanza di tre anni, dimostrazione evidente dell'effetto del calo delle vaccinazioni. Quasi tutte le segnalazioni sono riferite a cittadini residenti in Abruzzo (418 su 437), con un tasso di incidenza annuo per 100mila abitanti del 17,9, più del doppio di quello nazionale, che si ferma all'8,8. A essere più colpite sono le donne: 221 a fronte dei 197 maschi.

Il 2013 e il 2017 risultano gli anni “epidemici”, con una diffusione del morbillo maggiore nei mesi invernali, e un picco massimo a marzo che poi cala negli altri mesi. Massicciamente “colpiti” i territori di Pescara e Chieti, dove si concentra l’82% del totale dei casi registrati nell'arco temporale preso in esame.

Lo studio mette a fuoco anche le collettività frequentate dalle persone che hanno sviluppato la patologia e pone al primo posto la scuola con 47 casi tra gli studenti e quattro tra il personale, mentre 35 se ne contano in ospedale, di cui 16 ricoverati e 19 tra il personale sanitario. Un dato, quest'ultimo, significativo sia in rapporto all'esposizione professionale a casi contagiosi sia per il ruolo che il personale sanitario può svolgere nella catena di trasmissione ai degenti.

Quanto alla copertura vaccinale, il 94,7% dei soggetti che ha contratto la malattia ne era sprovvisto, pur avendo ricevuto informazioni a riguardo. Nel 44% dei casi (193 sul totale di 437) si sono verificate complicazioni che hanno colpito principalmente la fascia di età compresa tra 15 e 39 anni, con stomatite (22%) polmonite (7%), diarrea (22%) epatite (6%), mentre non è stato registrato alcun episodio di encefalite.

Il 46,5% dei casi di morbillo è stato trattato in ospedale, con una degenza media di sei giorni, mentre un ulteriore 22% si è rivolto al Pronto soccorso.

Pescara. Via libera al nuovo Piano del Parco Nazionale della Majella dopo l’approvazione da parte del consiglio direttivo dell’Ente.
A seguito dell’odierna approvazione da parte del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale della Majella, il nuovo Piano sarà prontamente inviato al Ministero dell’Ambiente per il proprio parere di competenza, all’esito del quale lo strumento sarà depositato per quaranta giorni presso le sedi dei Comuni e della Regione per la necessaria fase di pubblicazione. Entro i successivi quaranta giorni chiunque potrà presentare osservazioni scritte, sulle quali l’ente Parco esprimerà il proprio parere entro trenta giorni.
I capisaldi del Piano sono “Competenza giuridica, profonda conoscenza dei processi ecologici, visione territoriale e aderenza alle normative internazionali”. Il nuovo Piano è lo strumento di pianificazione principale del territorio della Majella, custodito da un Parco di 750 kmq, con 39 territori comunali e con uno dei più grandi patrimoni di biodiversità d’Europa.
“Troppe cose, da allora, sono cambiate - interviene il Presidente Vicario e Sindaco di Palena Claudio D’Emilio - nella gestione del territorio e soprattutto negli strumenti della conservazione della natura: i cambiamenti ecologici in corso, la presenza di specie faunistiche di pregio, come il lupo, il camoscio appenninico e l’orso marsicano, che nel frattempo hanno raggiunto consistenze e distribuzioni importanti, la presenza delle attività antropiche sui territori, le modalità di gestione agro-zootecniche, gli sport sostenibili, le nuove visioni gestionali nel frattempo maturate anche sulla scorta delle Direttive europee, dei progetti Life, dei piani di gestione dei Siti di interesse comunitario. Cambiamenti della natura e delle istituzioni che non potevano essere contemplati vent’anni fa e che necessitavano di aggiornamento e di una nuova fase operativa. Con il vecchio Piano, per altro, affetto da eccessiva sintesi ed indeterminatezza, mancando il Regolamento del Parco, che doveva disciplinare le attività consentite, l’ampia discrezionalità dirigenziale aveva prodotto una mole inconcepibile di ricorsi e di questioni giudiziarie, oltre che un magma informe di burocrazia che appesantiva il rapporto tra Ente e territorio”.
Il componente del CD e della Giunta Esecutiva Licio Di Biase sottolinea che “con questo Piano si compie un passo in avanti verso l’attenuazione della rigidità gestionale del territorio che, nel passato, ha creato molto malessere e proteste nelle popolazioni. Infatti, col precedente Piano approvato nel 2009, dopo una prima stesura avvenuta nel 1998, si era determinata una inconcepibile rigidità repressiva che determinò un distacco sempre più polemico tra Parco e popolazioni. E poi il distacco verso i problemi della proliferazione incontrollata dei cinghiali - nulla a che fare con il Piano - ma che sta a testimoniare l’eccessivo distacco del parco dal territorio e la comparsa di tanti drammatici problemi che ora iniziano una nuova stagione di attenzioni”.
“L’approvazione del nuovo piano del Parco da parte del Consiglio Direttivo - dichiara il componente del CD e Sindaco di Gamberale Maurizio Bucci - segue quanto già all’unanimità deliberato dalla Comunità del Parco a dimostrazione che il lavoro svolto è stato un processo condiviso da tutti”.
La stesura del lavoro ha fatto seguito ad una dettagliata attività ricognitiva di vaglio e comparazione della pianificazione adottata nella maggior parte dei parchi nazionali italiani e ad un confronto con gli strumenti di gestione di alcuni rappresentativi parchi europei di Cat. II IUCN. La cognizione degli elementi di criticità apparsi nelle diverse realtà o prassi applicative ha costituito la base per una piattaforma di miglioramento ed ammodernamento; sono stati acquisiti spunti utili dall’evoluzione anche internazionale dei principi cardine dell’environmental law e dei suoi strumenti applicativi. In questi termini, per esempio, vanno evidenziate l’ingerenza propositiva del Parco nella gestione dei rifiuti, nella tutela dall’inquinamento luminoso o anche l’azione attiva nella eliminazione dei detrattori ambientali. Sono stati, inoltre, aggiunti importanti passaggi e chiarimenti relativi alle misure previste per la gestione e la conservazione delle c.d. “aree Natura 2000”, ad indirizzi di gestione attiva della wilderness, alle misure di prevenzione degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, alla semplificazione procedimentale recata per le attività edilizie nelle zone D, all’impiego di meccanismi pattizi tra Parco e stakeholder, ed altri strumenti che corrispondono un adeguamento strutturale che tende ad avvicinare la realtà italiana all’esperienza europea.
La proposta di nuova zonizzazione, per altro, è stata interessata da importanti cambiamenti (vedasi allegata tabella riassuntiva di raffronto): la zona A di riserva integrale aumenta di oltre 5.700 ettari (passando da 35.940,76 Ha a 41.664,27 Ha), mentre la zona D di promozione economica e sociale resta di fatto immutata se si considera che alcune porzioni di territorio (ora individuate con la ‘Zona D3 - Altre zone di piani urbanistici comunali’) ricomprendono aree già previste dai PRG comunali (come parchi pubblici attrezzati, verde pubblico di rispetto, verde pubblico attrezzato, parchi tecnologici e deputativi, parchi archeologici, zone di rispetto e salvaguardia ambientale, aree di risanamento idrogeologico, aree cimiteriali, parchi fluviali, ecc.) che non contribuiscono in alcun modo al processo di utilizzo edificatorio dei suoli, oltre che semplicemente ed esclusivamente per la dovuta effettuazione di alcuni adeguamenti cartografici al fine di ristabilire la necessaria e indispensabile coerenza fra Piano del Parco e strumenti locali. Un nuovo piano che, pertanto, oltre ad essere in linea con i principi generali di contenimento dell’uso del suolo, declina nella pianificazione di settore un procedimento di pensiero ed una nuova visione, che negli ultimi mesi ha visto impegnati uffici, tecnici e comunità del Parco, nel disegno di una nuova pianificazione, connessa ad una rinnovata elaborazione tecnico-giuridica, al passo con i tempi e con le norme della conservazione e, al tempo stesso, coerente con la storia del territorio.
Si comunica, infine, che i dettagli ed ogni ulteriore informazione sul nuovo Piano del Parco verranno illustrati in una dedicata Conferenza Stampa fissata per il prossimo venerdì 12 ottobre alle ore 10:30, a Pescara, presso la Sede Regionale di Via Passolanciano n.75 (5* piano).

Chieti. La commedia teatrale che è liberamente ispirata alla giornalista abruzzese Simona Petaccia (Presidente della onlus Diritti Diretti), attraverso il sorriso, riesce a sfatare un pregiudizio ancora molto diffuso: Le persone con disabilità vedono spesso scambiare i propri partner per badanti o, quando dicono di essere fidanzati/sposati, devono rispondere alla solita domanda: 'Ah, è disabile?'.

FASCINO A ROTELLE è una commedia teatrale scritta da Dario Scarpati (Attore e regista) che, attraverso il sorriso, riesce a sfatare un pregiudizio ancora molto diffuso: Le persone con disabilità vedono spesso scambiare i propri partner per badanti o, quando dicono di essere fidanzati/sposati, devono rispondere alla solita domanda: 'Ah, è disabile?'. FASCINO A ROTELLE scavalca, invece, quest'idea romanzata mostrando al pubblico che, come succede a tutti, l'affettività delle persone con disabilità ha tante sfaccettature.

E lo fa prendendo a pretesto l'idea di un trasloco, con tutte le riflessioni sull'accessibilità delle quali una persona con disabilità motoria deve tener conto quando desidera cambiare casa. È anche questo il tema che sta a cuore all'ispiratrice della commedia: l'abruzzese Simona Petaccia, giornalista ed esperta di comunicazione, nonché presidente della onlus Diritti Diretti (www.dirittidiretti.it) che progetta, insegna e comunica il turismo accessibile dal 2008.

FASCINO A ROTELLE ha debuttato in prima nazionale a Palermo nel mese di maggio 2018 ottenendo un buon consenso da parte del pubblico e un vivace interesse da parte dei media. Ora, dopo essere stata accolta dalla "Villa Penna" di Scicli (RG) lo scorso 22 settembre nell'ambito del programma “Scicli d’estate 2018, eventi di musica, arte e cultura”, la palermitana "Compagnia in valigia" continua a festeggiare il decimo compleanno di Diritti Diretti in teatro allo scopo di raccogliere anche fondi per sostenere la sua mission.

FASCINO A ROTELLE arriva così a Roma dove ad ospitarla è il "Teatro Elettra". La capitale aspetta, infatti, la commedia per 4 repliche in due giorni: 5 - 6 ottobre 2018 (ore 17:30 - 21:00).

«È la narrazione - afferma Petaccia - del quotidiano di una coppia e supera l'idea dell'integrazione tra 'abili' e 'disabili' perché la dà per scontata. Quello che l'autore porta in scena è l'interazione tra persone, ognuno con i propri contrasti e le proprie debolezze. Con questa commedia, infatti, si vivono la vanità, la passione, la paura, la maldicenza, l'avarizia, il dilettantismo ecc. In una parola: La realtà».

«Anche la nostra comunicazione visiva - conclude la presidente - è volutamente diversa da quella che, normalmente, si usa per i progetti che parlano di accessibilità per tutti. Di solito, infatti, s'impiegano immagini circoscritte alla sola disabilità, per lo più motoria. Noi no, abbiamo voluto cambiare registro e lo abbiamo fatto partendo dalla locandina sulla quale non c'è una sedia a rotelle, ma un intrigante rossetto rosso che salta in aria».

Con ironia e leggerezza, a portare in scena FASCINO A ROTELLE sono quattro attori: Laura Gestivo rappresenta Marta (cioè: Simona), Dario Scarpati incarna il marito Luigi, Luciano Cucinotta interpreta un bizzarro architetto e Francesca Vaglica impersona una vicina indiscreta.


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