Pescara. L’emergenza rifiuti del Comune di Roma va discussa con serietà e senza speculazioni elettorali. Purtroppo, infatti, ancora una volta ci troviamo di fronte alle farneticanti dichiarazioni della consigliera Sara Marcozzi. Probabilmente impegnata in qualche lunga partita di golf dopo estenuanti sedute dal visagista, l’eterna candidata grillina imposta (e non scelta) alla presidenza, dimostra di non aver letto nemmeno la documentazione. La proroga per il trasferimento dei rifiuti genera da una richiesta avanzata dall’AMA SpA, municipalizzata del Comune di Roma guidato dalla sua amica Virginia Raggi.

In merito all’ennesima emergenza rifiuti romana di questi giorni e alla manifestata esigenza di prorogare per l’anno 2019 l’accordo interregionale inerente il trasferimento dei rifiuti urbani residui della Capitale, occorre ribadire alcuni concetti già espressi dal Presidente Vicario Giovanni Lolli: la Regione Abruzzo è disposta al massimo al trattamento e non di certo allo smaltimento, anche perché non era assolutamente prevista l'ipotesi di rinnovare l'accordo dopo il 31 dicembre di questo anno, e comunque non prima dell’esito di un doveroso e meticoloso approfondimento tecnico che gli uffici hanno responsabilmente avviato per tempo nonostante la richiesta del Comune di Roma latiti ancora.

Il metodo dello scaricabarile non convince più nessuno ma questo la consigliera Marcozzi non può comprenderlo. Troppo facile girare tra le trasmissioni televisive nazionali additando responsabilità a tutti fuorché alla propria compagine. Studi piuttosto le carte, ogni tanto!

Anzi, inizino a farlo tutti i grillini, soprattutto tale Ranieri, perfetto bello addormentato nel sottobosco della Casaleggio Associati, a cui consiglio vivamente di cambiare il proprio alchimista di fiducia e alla svelta, visto che si avvicinano le elezioni europee. Un consigliere regionale che non conosce la distinzione tra capoluogo e capitale meriterebbe di ripetere la quarta elementare. Figuriamoci se può essere in grado di interpretare un documento o una delibera! Figuriamoci se può intendere, dalla sola lettura di dati inconfutabili, come l’Abruzzo abbia registrato un +16% di Raccolta Differenziata in soli 4 anni: oggi, infatti, siamo al 62% (superando le Marche ed avvicinandoci all’Emilia Romagna), un risultato impensabile nel 2014 quando il dato regionale era fermo al 46%.

Dati che, a quanto vediamo, non sono solo i grillini ad ignorare. Purtroppo la castroneria a buon mercato non si limita ai recinti del “Mò Vi Mento” ma invade anche i meandri del centro-destra. Sì, perché ci vuole davvero coraggio, per non dire altro, per sostenere le elucubrazioni esternate dal consigliere Sospiri, il quale sembra essere sceso da Marte dimostrando di non conoscere minimamente le tematiche della gestione rifiuti e dell’impiantistica PUBBLICA. Occorre ricordare, infine, che Sospiri era nella maggioranza di Chiodi e quindi è anche responsabile di pesantissime eredità del passato; nello specifico mi riferisco a ben tre procedure di infrazione: la n.2003/2077 (per la bellezza di n.391 siti abusivi da bonificare), la n.2011/2215 (in materia di mancato adeguamento di una cinquantina di vecchie discariche alla direttiva europea) e la n.2015/2165 (a causa del mancato adeguamento del Piano Rifiuti entro il 2013). L’incessante attività del nostro impegno istituzionale, invece, ci sta permettendo di superare le relative ed annose sanzioni milionarie.

L'Aquila. “Incompetenza o malafede. Cosa spingerà Mazzocca di dire tante castronerie in poche righe di una nota stampa? Non lo sappiamo, quello che però sappiamo e che forse Mazzocca fa finta di non sapere è che gli accordi di cui parla lui sono tra regioni, non vengono fatti con l’Ama e sono stati fatti 4 anni fa, quando Roma, la regione Lazio e la Regione Abruzzo erano a guida PD. L’Ama comunica solo le eventuali necessità alla regione Lazio che poi fa partire le richieste”. Il commento arriva dal consigliere regionale Gianluca Ranieri che incalza “E’ stata proprio AMA a comunicare alla cabina di regia di Ministero e Regione che grazie all’ottimo lavoro svolto, da gennaio 2019 non avrebbe più avuto bisogno di esportare i rifiuti di Roma. È solo a causa dell’incidente TMB, un incendio che pare essere doloso proprio a pochi giorni dalla fine del contratto tra Regione Abruzzo e Regione Lazio, che nasce di nuovo un momento di crisi per i rifiuti della capitale . Mazzocca piuttosto ragioni sul fatto che è stato proprio lui nell’ultimo PRGR ad aumentare le capacità di trattamento di rifiuti indifferenziati degli impianti abruzzesi, un’operazione speculativa ed insensata, che abbiamo più volte contestato, che spinge le stesse società di trattamento abruzzesi a comunicare a Roma la loro disponibilità ad accogliere i rifiuti. Quindi Mario Mazzocca invece di spararle grosse, forse inebriato dal clima pre elettorale, dovrebbe interrogarsi su come ha operato in questi anni in termine di gestione dei rifiuti. Infine prendiamo atto che per Mario Mazzocca finché era necessario dare una mano all’ incompetenza del PD sulla gestione dei rifiuti era ben disposto a raccogliere l’immondizia del Lazio, ora che c’è un motivo serio che richiede vera solidarietà, perché Roma (capitale del Lazio, oltre che d’Italia) è stata colpita da un atto doloso che causa problemi alla cittadinanza, fa propaganda su un’emergenza che mette a rischio anche la salute dei cittadini. Che bella figura Mario, complimenti!” conclude Gianluca Ranieri.

Mosciano Sant’Angelo. Discarica di Santa Maria Assunta, biodigestore e Protezione Civile: saranno questi i temi trattati nell’incontro pubblico indetto dall’Amministrazione Comunale di Mosciano Sant’Angelo (Te) per domani sera, giovedì 13 dicembre, alle ore 20:30, presso il Palazzo del Comune nella Sala Consiliare.

Nel corso del dibattito interverranno il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale d'Abruzzo Mario Mazzocca, il Sindaco Giuliano Galiffi, gli Assessori del Comune di Mosciano Luca Lattanzi, delegato all’ambiente, e Federica Ricci, delegata alla Protezione Civile.

L’occasione sarà utile per fare il punto sul finanziamento da 6,5 milioni di euro, erogato al Comune di Mosciano per la chiusura definitiva della discarica di S. Maria Assunta, e sulle altre tematiche sopra citate.

Pescara. “La verità ha le gambe lunghe – dichiara il Sottosegretario Regionale delegato ad Ambiente ed Ecologia Mario Mazzocca - Sono soddisfatto della decisione del Comitato VIA che ha bocciato la proposta della ditta Eugenio Di Nizio di Mafalda (Campobasso) di aprire un sito per la sterilizzazione di rifiuti infettivi e altro in Val di Sangro”.

Così Mazzocca nel maggio scorso, nell’annunciare la sua partecipazione e quella di Lolli alla manifestazione contro questo impianto e la proposta CIAF: “Ho preso atto con grande attenzione delle motivazioni tecniche addotte dalle amministrazioni locali e dai cittadini a sostegno della loro contrarietà ai due progetti e, posso assicurare, se ne terrà dovutamente conto nel processo di valutazione attualmente in corso negli organi previsti dalla legge”.

“C’è differenza - continua Mazzocca - tra chi ha usato queste occasioni pubbliche per fare passerella e chi ha tenuto fede agli impegni assunti per affermare, sempre nel rispetto della legge, i princìpi dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare per questo territorio. Come feci rilevare allora, queste iniziative promosse da privati sono in contrasto con la programmazione strategica e le relative progettualità della Regione di cui si nutre il nuovo Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti. Infatti, l’obiettivo perseguito da tempo dall’esecutivo regionale è di dotare tutto il nostro territorio di un’impiantistica, soprattutto pubblica, che sia in grado di rendere l’Abruzzo autosufficiente nella gestione della filiera del riciclo e del riuso e del recupero di materia”.

“Considero di grande interesse – conclude Mazzocca – la proposta di Legambiente di realizzare un Eco distretto in Val di Sangro e confermo, a tale riguardo, tutta la mia disponibilità a dare un mio contributo costruttivo”.

Pescara. Mancano due mesi alla fine del mandato dell'amministrazione regionale targata centrosinistra che ha governato l'Abruzzo negli ultimi cinque anni. Allora abbiamo ascoltato il Sottosegretario Regionale e Capogruppo Art.1-MDP Abruzzo, Mario Mazzocca che ha un po' tracciato il bilancio di questa consiliatura ed ha buttato un occhio alle prossime elezioni fissate per il prossimo 10 febbraio 2019.


1.Alla fine della legislatura mancano due mesi: come li impiegherà?

Né più né meno di come ho fatto dal 1° luglio 2014 fino ad oggi, ovvero lavorando per l'Abruzzo. Tuttavia, appropinquandosi la fine del mandato, giunge anche il tempo di guardarsi indietro, di fare un bilancio delle attività condotte quale membro dell'esecutivo regionale. A breve terrò una specifica conferenza stampa per illustrare l'attività condotta sugli argomenti inerenti le deleghe assegnatemi, dalla tutela ambientale all'emergenza dissesto idrogeologico, dalla implementazione del sistema idrico integrato alla promozione dell'economia circolare. I miei collaboratori mi rimproverano spesso di dedicare troppo tempo a lavorare in silenzio anche in tale ultimo frangente e troppo poco tempo per il mio naturale bacino elettorale. Vero: sarà un mio difetto, ma io sono fatto così.
Negli ultimi due mesi andranno necessariamente portate a termine le attività che sono realmente concretizzabili in detto arco di tempo, a partire dalle criticità procedurali della Ricostruzione post-sisma anche se il recente Decreto 'Genova' ha di fatto annullato la relativa delega assegnatami qualche mese fa. La mia attività continuerà, poi, con l’ormai prossima pubblicazione del nuovo "Rapporto sullo Stato dell’Ambiente" (importante documento che scontava un ritardo di 13 anni), sull’avanzamento procedurale del 'Piano Cave' (in tal caso il ritardo è ultratrentennale), sul completamento della 'Rete regionale del Riciclo' in attuazione del nuovo "Piano di Gestione dei Rifiuti", sulla implementazione del Sistema regionale del Volontariato di Protezione Civile.

 

2. Come sono i rapporti col nuovo Governo?

In realtà non sono state molte le occasioni per interfacciarci con il nuovo Governo; più che altro abbiamo preso atto di talune scelte operate nella direzione opposta a quella perseguita dalle nostre politiche in tema di sostenibilità: dall’aumento (20 volte!) dei limiti di spargimento di idrocarburi nei fanghi di depurazione civili e industriali, alla cancellazione di 60 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie delle nostre città capoluogo, all’aumento della spesa per l’acquisto di aerei caccia 'F-35' in luogo dei 'Canadair' per la nostra Protezione Civile, alla repentina accelerazione impressa alla 'TAP', al maldestro tentativo di scippo di 200 milioni di euro dai fondi del nostro Masterplan.

 

3. Le elezioni regionali alle porte: come giudica la probabile candidatura di Giovanni Legnini alla guida della coalizione di centro-sinistra?

Mi sembra oltremodo evidente l’esigenza di individuare una figura in grado di dare piena ragione ad una stagione politica nuova ed al contempo in continuità con alcuni percorsi virtuosi intrapresi in questa legislatura. Giovanni Legnini è un ottimo candidato, di gran lunga il migliore che l’Abruzzo oggi riesca ad esprimere. Tuttavia, senza una reale discussione tematica, approfondita, puntuale e previdente, rischieremmo di bruciare tutto e tutti. Gli abruzzesi hanno bisogno di risposte, e queste non passano per le biografie personali. Lo capiscono bene quelli che, come me, hanno fatto la scelta di aderire ad una organizzazione che a tratti ha anteposto le biografie alla costruzione di una soggettività politica; lo dovrebbero aver capito tutti nel perimetro del centrosinistra dopo il disastro del 4 marzo. Probabilmente non è così, e ciò dimostra ancora di più la necessità di un ampio tavolo politico di discussione. Il fine a cui da mesi lavoriamo è quello di costruire una proposta organica, in grado di incarnare i valori fondanti di una sinistra che stenta a ritrovare le proprie radici e allo stesso tempo capace di alimentare quel processo inclusivo avviato con le tante realtà associative incontrate nel corso di questi quattro anni.

 

4. A che punto sono le trattative di coalizione?

Nel ribadire che il sottoscritto considera l’eventuale candidatura di Giovanni Legnini di gran lunga la migliore in assoluto, non appena il già Vice Presidente del CSM avrà definitivamente sciolto le proprie riserve, avvieremo tempestivamente ed ufficialmente consultazioni ad ampio raggio. Non mi risulta ci siano trattative in corso a cui partecipa Art.1-MDP. Se ci sono stati incontri esplorativi, tanto legittimi quanto inopportuni, da parte di singoli esponenti, questi sono stati intrapresi ad esclusivo titolo personale e in quanto tali valgono. Fin da giovanissimo appresi come una qualsiasi delegazione trattante si sceglie con il metodo democratico. Io non ne conosco altri.

Teramo. Gli Onorevoli Fabio Berardini e Antonio Zennaro: altri due rappresentanti istituzionali che se impiegassero un po’ del loro tempo a studiare non farebbero male a loro stessi e soprattutto all’Abruzzo.

Non è certamente un segreto che i numerosi adempimenti, con le relative complesse procedure legate alla ricostruzione, hanno da subito reso palese la necessità di implementazione del personale dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione post-sisma 2016-17.
Fin dal luglio scorso, poco dopo l'assegnazione della specifica delega da parte del Presidente, io stesso evidenziai tali criticità in relazione alla carenza di personale all'Usr di Teramo.
In settembre, poi, tornammo a sottolineare come «per consentire all’ufficio un’attività a regime così come registrato nelle viciniori Regioni, si rende necessario portare a completamento l’organico del personale con ulteriori risorse tecniche ed amministrative, portandolo dalle attuali 29 almeno a 50 unità».

All’epoca, inoltre, dichiaravo come persistessero gravi «difficoltà per l'emendamento bocciato dal Governo, che ci avrebbe permesso di utilizzare il nostro personale di Abruzzo Engineering». Da tempo, infatti, stante la carenza di organico, fu valutata la possibilità di impiego del contingente di personale dipendente di società in “house providing” Abruzzo Engineering, che conta unità lavorative già impiegate in campo della ricostruzione sisma 2009, pertanto ampiamente professionalizzate e strategicamente utili per l’immissione in attività istruttoria sisma 2016.
La normativa primaria, purtroppo, non prevede la possibilità di impiegare il personale dipendente di società in house e, allo scopo, il Vice Commissario, in più occasioni, per il tramite della struttura commissariale, si è adoperato affinché venisse modificata, anche nel corso delle modifiche e integrazioni apportate al D.L. 148/2017 e al D.L. 55/2018.
Orbene, dal momento che, in sede di approvazione dei suddetti provvedimenti legislativi, le modifiche non sono state apportate, avevamo chiesto di inserirle, a mezzo di apposito emendamento, in sede di conversione del c.d. Decreto “Genova” al fine di sbloccare il divieto di impiego di personale delle società in house.
Di tale intera ricostruzione, così come delle pressanti esigenze dell'Abruzzo di utilizzare il personale di Abruzzo Engineering, fu messo a conoscenza tempestivamente anche il neo Commissario alla ricostruzione Farabollini.
Purtroppo, l’emendamento fu respinto, la norma primaria restò inalterata e il citato Decreto ‘Genova’ convertito dal parlamento (dunque anche dagli Onorevoli Berardini e Zennaro) non contempla tale opportunità.
Questi sono i fatti. Il resto "sò chiacchiere"!
Tralasciando le lungaggini a cui è stato costretto l’U.S.R. al fine di reperire idoneo personale (bando per il reclutamento presso le Pubbliche Amministrazioni, attingimento alle graduatorie Formez/Ripam, ricorso alle agenzie interinali), con la modifica della norma avremmo potuto utilizzare da 6 mesi il personale di Abruzzo Engineering a beneficio della ricostruzione teramana.
Purtroppo, il voto parlamentare sul Decreto ‘Genova’ del #governodelcambiamento ce lo impedisce.
Infine, se non fosse tragica sarebbe comica la richiesta di sopperire alle manchevolezze del governo imputando il relativo onere alla Regione Abruzzo, ad una di quelle Regioni che proprio dal #governodelcambiamento sono state completamente esautorate dalla governance della ricostruzione sui territori.


Mario Mazzocca - Sottosegretario alla Presidenza Regionale
Già delegato alle Politiche sulla Ricostruzione Post-Sisma 2016-17

Pescara. Non nasconde la sua soddisfazione il sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca nel commentare i dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti relativa al periodo 2014-2018 (primo semestre): seppure i dati di partenza, come reso noto dallo steso sottosegretario, con il 46,12%, vedevano l'Abruzzo decisamente al di sotto della soglia del 50%, il ritmo della crescita, nell’ultimo periodo è stato esponenziale. Particolarmente significativo è il raffronto 2017/ primo semestre 2018: si passa infatti dal 55,98% al 61,88%. L’obiettivo del 65% entro il 2020 è a portata di mano e raggiungibile già nel prossimo anno.
Mazzocca ha poi annunciato una rimodulazione di somme derivanti da economie che saranno investite: grazie allo scorrimento della graduatoria relativa ai Centri di Raccolta, nel finanziamento degli impianti di Atri, Bellante, San Vito, Tollo, Orsogna, Capistrello, per un totale di € 1.300.000,00; nelle Piattaforme Ecologiche di Avezzano (Aciam SpA) per € 200.000,00 e Alanno (Ambiente SpA) per €.189.303,00; negli impianti per il 'Compostaggio di Comunità' per € 800.000,00; nei 'Centri di Raccolta EcoBank' per € 1.000.000,00.
Rispetto agli ultimi due interventi Mazzocca ha precisato che si faranno dei bandi per favorire la realizzazione di piccoli impianti per l’autocompostaggio, destinati ai centri delle Aree Protette abruzzesi, e per l’installazione, nei pressi di centri commerciali nei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, di attrezzature meccaniche 'EcoBank' alle quali conferire lattine o bottiglie di plastica.
Infine Mazzocca ha annunciato l’avvio di un’attività del “Centro del riuso sociale” che consiste in una piattaforma informatica nella quale ogni Comune aderente avrà uno spazio a disposizione dove I “Donatori” potranno inserire le foto degli oggetti da donare e il comune potrà farli avere alle organizzazioni del terzo settore che ne faranno richiesta.
“Il dato più importante è quello della raccolta differenziata – ha sottolineato il sottosegretario Mario Mazzocca – nel 2014 eravamo fermi a circa il 41% e adesso siamo quasi al 62%, quindi 16 unti percentuali in più, un dato che nel 2014 era un qualcosa di impensabile fissandolo al primo semestre del 2018. Chiaramente è un dato che stride con le proposte di una parte del Governo del cambiamento, soprattutto della Lega che sostanzialmente spinge, anche in maniera abbastanza importante, sul tema dell’incenerimento. Noi abbiamo dimostrato che l’incenerimento in generale dei rifiuti non ha caratteritiche di peoduttività, tant’è che quelli esistenti si reggono per il sostegno dello Stato e non per altro. Abbiamo dimostrato anche, con il nostro piano di getione dei rifiuti che in Abruzzo di questo piano non c’è utilità alcuna, per no giungere al tema dell’impatto ambientale, tant’è che il Governo ha impugnato il nostro piano regionale dei rifiuti proprio perché non prevede l’inceneritore. Noi continuiamo lungo la strada intrapresa e abbiamo evidenziato ulteriori iniziative sul tema dei centri di raccolta per integrare la rete del riciclo sulle piattaforme ecologiche, sugli impianti di compostaggio di comunità, sulle attrezzature tecnologiche avanzate per implementare la differenziata ulterirmente sul territorio su una proposta importante che è il Centro del Riuso Sociale e Virtuale su tutto il territorio regionale. Queste azioni seguono le previsioni del piano di gestione dei rifiuti che attualmente è ampiamente confermato, il risultato del 70% nel 2022 è molto più che a portata di mano per l’Abruzzo. In Abruzzo nel 2014 abbiamo ereditato qualcosa come 391 siti inquinati o bonifiche da fare per quanto attiene la Legge di scarico. È stato evidenziato la settimana scorsa come in realtà ormai questi siti restano al numero di 7, anche lì c’è un lavoro infinito, abbiamo investito 43 milioni di euro, non è stata una cosa semplice, soprattutto nessuno aveva avuto né il coraggio né la capacità e anche la pazienza di metterci le mani, le bonifiche normalmente non si inaugurano. Oggi con questo tema che implementa ulteriormente l’economia circolare con un investimento di circa 3 milioni e 100 mila euro, un investimento sicuramente non altisonante, proseguiamo verso la strada della trasparenza, ovvero della possibilità concreta, attraverso un’adeguata infrastrutturazione, il cittadino possa in qualche modo perseguire davvero il tema dell’economia circolare e non adottare comportamenti non più consoni che magari, fino a tutto il ventesimo secolo, venivano dati per scontati. I rifiuti da Roma? È un aspetto che dobbiamo ancora discutere in maggioranza, certo è che noi abbiamo due impianti come quello di Avezzano e di Sulmona che sono per il momento, per quanto riguarda la frazione organica, sottoutilizzati, quindi questo è un dto da tenere presente”.

Pescara. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca annuncia l’approvazione del Profilo Climatico e delle Linee Guida a definizione del PACC - Piano regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo.

«I cambiamenti climatici rappresentano la più grande sfida che governi, enti territoriali, istituzioni internazionali e popolazioni sono chiamati ad affrontare. Per farvi fronte bisogna mettere in campo politiche complesse ed integrate. Da un lato, si devono contrastare le cause dell’innalzamento delle temperature globali, riducendo le emissioni di gas serra. Dall’altro, occorre predisporre piani di adattamento che minimizzino gli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale e che sostengano le capacità resilienti dei territori. Su quest’ultimo punto, centrale è il ruolo dei governi territoriali e in particolare delle Regioni».

Si pronuncia così sul tema il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca con delega all’Ambiente, che sottolinea come «la Regione Abruzzo fin dal 2015 lavora alla definizione di un proprio Piano Regionale di Adattamento. Con la deliberazione assunta recentemente, l’esecutivo regionale ha definitivamente concluso la 1A Fase del PACC con l’approvazione del Profilo Climatico regionale e delle Linee Guida del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pacc)». Entrambi i documenti sono stati redatti dalla Università degli Studi 'G. D’Annunzio' - Dipartimento 'Disputer' - e dal CDCA (Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali) Onlus. L’atto verrà a breve pubblicato sul sito web della Regione Abruzzo dal competente Servizio che si occuperà anche di porre in essere tutte le attività ivi previste.

«La Regione Abruzzo - continua Mazzocca - mantiene l’impegno assunto di dotarsi di uno strumento operativo finalizzato a costruire una risposta organica e coordinata agli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Il PACC 'Abruzzo Regione Resiliente', inoltre, mette a frutto anche i risultati di un articolato processo partecipativo. Vanno ricordati, a tal riguardo, alcuni passaggi del percorso finora svolto. Nello specifico:


1. Il contributo dato dalla Regione Abruzzo alla formulazione della 'Strategia Nazionale di Adattamento' da parte del Ministero dell’Ambiente, approvata nel giungo 2015.

2. La partecipazione dell’Abruzzo - come parte attiva della delegazione nazionale - ai lavori della Cop20 (2014 - Lima), della Cop21 (2015 - Accordo di Parigi - in detta sede la Regione organizzò una serie di tavoli di lavoro in collaborazione con Unione Europea, Ministero dell’Ambiente e Fedarene) e della Cop22 (2016 - Marrakech), su invito del Ministero dell’Ambiente con cui ha organizzato un side event.

3. Definizione e divulgazione del protocollo internazionale "Under 2 MoU" (Memorandum of Understanding on Subnational Global Climate Leadership) in cui la Regione Abruzzo coopera con i Paesi aderenti alla riduzione delle emissioni di gas-serra entro il 2050.

4. Il citato “processo partecipativo” al PACC è stato avviato nel giugno 2015 con il 'World Wide Views on Climate and Energy', la consultazione planetaria sul clima ed energia tenutasi a Chieti il 6 giugno 2015 mediante il coinvolgimento di 120 abruzzesi individuati su un campione rappresentativo, il collegamento con 75 nazioni per 96 dibattiti tenutisi fra 10.000 cittadini e la discussione in tempo reale con la Regione Toscana (unico partner italiano dell’evento), la Mauritania, la Nigeria e la municipalità di Parigi.

5. È stato compiutamente realizzato il programma del “Processo Partecipativo”, rappresentato dal coinvolgimento delle parti interessate, dalle pubbliche istituzioni, al tessuto produttivo, alle realtà associative, in decine di incontri disseminati sul territorio regionale.


«Una delle principali difficoltà affrontate - conclude il Sottosegretario - è la penuria di adeguate risorse finanziarie. Analizzando le vulnerabilità del nostro Paese, le cui cronache riportano sempre più spesso eventi meteorologici che sfociano in drammatiche emergenze territoriali, appare evidente l’urgenza di un intervento che garantisca il rafforzamento delle capacità resilienti sia a livello urbano, sia nelle zone rurali, montane e costiere. L’Unione Europea si appresta a varare delle misure concrete al fine di sostenere le strategie di adattamento di tutti i Paesi membri. Toccherà alle Regioni metterle in atto e cogliere tale importante opportunità».

Pescara. «Sospiri dovrebbe studiare prima di parlare - dichiara il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca - Avrebbe probabilmente intuito che la Regione Abruzzo, ora come negli ultimi 4 anni, è stata pronta e celere ad attivare le procedure previste.

Come ha già sottolineato il collega Berardinetti , fortunamente gli eventi calamitosi del 28 e 29 ottobre hanno colpito solo marginalmente la nostra regione, mentre la dichiarazione di stato di emergenza è funzione di verificate ed impellenti necessità alle quali si deve far fronte con provvedimenti straordinari per estensione e gravità.

Di concerto e su espresso invito del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile in quanto regione interessata da allerta meteo rossa, insieme all’Assessore Berardinetti, ho prontamente inviato ai sindaci, che nei giorni citati hanno attivato il COC, le schede forniteci affinchè potessero tempestivamente dettagliare la stima dei danni subiti ai fini dell’attivazione nazionale del Fondo di Solidarietà Europeo.

Fuori tempo massimo, quindi? Semmai è accaduto in passato, quando nel 2012 la giunta Chiodi (assessore Giuliante) - da Sospiri fortemente sostenuta - davvero fallì nella semplice richiesta dello stato di emergenza, causando così non pochi disagi ai tantissimi Comuni che si ritrovarono da soli nel fronteggiare un’emergenza immane (ma allora era una costante) e che rischiarono il tracollo finanziario.

Durante questa amministrazione regionale non c’è stato un euro di rimborso non captato dalla nostra azione giornaliera, tanto per le strutture e le infrastrutture pubbliche quanto per i danni subiti dai privati. E di emergenze ne abbiamo sofferte tante, imparagonabili rispetto al passato.

Di fatto, dal 4 marzo 2015, l’Abruzzo ha sopportato un’emergenza continua. Ma v’è di più. Ad esempio, quante volte in passato vi erano state interruzioni di energia elettrica e quante volte gli abruzzesi hanno potuto contare sui rimborsi Enel? Zero».

«Sul tema del dissesto idrogeologico, poi - continua Mazzocca - Sospiri dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza. Nei 66 mesi di giunta Chiodi i finanziamenti straordinari per le opere di risanamento del nostro territorio ammontarono a poco più di 30 milioni di euro per l’intera Regione, per altro nemmeno spesi tutti. Ben poca cosa rispetto ai 218 milioni di euro per la realizzazione di oltre 250 interventi (il 90% dei quali attualmente in corso di realizzazione per un ammontare complessivo di circa 170 milioni) concretizzati dalla attuale Giunta Regionale».

«Infine – conclude il Sottosegretario – a Sospiri vorrei dare un ultimo consiglio: la pratica demagogica la faccia praticare ad altri, magari ai suoi alleati politici oggi impegnati nel #governodelcambiamento con Grillo. Lui non è proprio portato».

Pescara. “Il NO del Comitato VIA nazionale al progetto della CMI di estrarre gas dal giacimento del lago di Bomba – dichiara il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca - dimostra la giustezza della linea che ho sempre seguito: costruire l’unità tra i movimenti di lotta e le istituzioni per affermare un modello di sviluppo sostenibile che non può che partire dalla tutela dell’ambiente”.

"Il grande lavoro di documentazione e di lotta svolto dal Comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” presieduto da Massimo Colonna, insieme al WWF e Legambiente e con l’appoggio degli enti locali del territorio, aveva già evidenziato tutte le criticità del progetto di estrarre gas dal giacimento di Bomba ed aveva ottenuto le sue prime vittorie con due pronunciamenti del Comitato VIA regionale nel 2012 e 2013 e nel 2015 con una sentenza del Consiglio di Stato.
Quest’ultima sentenza è particolarmente importante perché venivano ritenute assorbenti le ragioni che avevano portato il Comitato VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) della Regione Abruzzo ad avvalersi del principio di precauzione in considerazione dei rischi di danni insostenibili per la collettività locale connessi al fenomeno della subsidenza".

"A questo punto - continua Mazzocca - la partita sembrava chiusa ma, approfittando dell’approvazione della legge “Sblocca Italia” con la quale il governo nazionale avocava i procedimenti autorizzativi per la ricerca di idrocarburi, la società CMI Energia presentava, nel maggio 2016, un’istanza di modifica del programma dei lavori per la coltivazione dello stesso giacimento di gas naturale. Nei fatti, veniva ripresentato lo stesso progetto già bocciato in precedenza.

Già nel settembre 2016 scrivevo al Ministro Galletti per chiedere la sospensione della valutazione del progetto, inclusa la VIA nazionale, e, nell’ottobre dell’anno successivo, inviavo un ampio dossier, oltre che a Galletti anche a Calenda, titolare del MISE, per chiedere che venisse tempestivamente respinta la richiesta della CMI anche in considerazione della vittoria della Regione Abruzzo davanti alla Corte Costituzionale la quale aveva accolto il ricorso sull’art 7 dello Sblocca Italia con cui veniva ribadito il ruolo della Regione in materia di legislazione concorrente.
Infine, nel gennaio scorso, con un documento congiunto firmato da 22 Sindaci dei Comuni del comprensorio a partire da quello di Bomba, dal Presidente della Provincia di Chieti, dal WWF, Legambiente e Comitato “Gestione Partecipata Territorio”, dal Presidente della Regione Abruzzo e dal sottoscritto, venivano ribadite al Ministro dell’Ambiente e al Comitato VIA nazionale le ragioni per bloccare il progetto".

Mentre si sviluppava questa attività istituzionale, la mobilitazione popolare continuava a produrre momenti di protesta e di informazione.

“In tal direzione – sottolinea il Sottosegretario regionale - ho personalmente promosso e celebrato 3 delle 323 assemblee pubbliche sul territorio a cui ho partecipato negli ultimi quattro anni.
Un lavoro capillare che cresceva costruendo ogni giorno nuove alleanze, risultando il fattore decisivo che ha consentito di ottenere il risultato odierno".

“In questo Paese dove le sconfitte sono orfane ma le vittorie hanno molti padri - conclude Mazzocca - mi sembra doveroso riconoscere i meriti di chi ha trainato il carro, anche quando questo era impantanato, distinguendoli da quelli delle mosche cocchiere, mitici animali da fatica di cui si narra nei proverbi popolari, o da altri soggetti che sul carro provano faticosamente a salirci fuori tempo massimo”.

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