Pescara. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca incontrerà domani, mercoledì 17 gennaio ore 16.30 a Pescara, le associazioni firmatarie della “Carta per la lotta agli incendi boschivi”.

La riunione prevista per domani è stata prontamente organizzata dal Sottosegretario Mazzocca allo scopo di affrontare i punti cardine del documento, incentrato sull'importanza della prevenzione, gestione dell’emergenza, restauro e manutenzione allo scopo di scongiurare, o arginare il più possibile, il rischio di incendi boschivi.

Cofirmatarie, insieme alle associazioni Ambiente e/è Vita, Aipin, Archeoclub, Cai-Tam, Collettivo Studentesco Pescara, Conalpa, Ecoistituto Abruzzo, Fondazione Genti d’Abruzzo, Italia Nostra, Legambiente, Le Majellane, Lipu, Lo Spaz, Marevivo, Mila Donnambiente, Mountain Wildernessl, Pro Natura, Scienza Under 18 Pescara, Soha e WWF, anche cinque organizzazioni scientifiche: Università della Tuscia Viterbo, Sabina Universitas Rieti, Società Italiana per il Restauro Forestale, Società Italiana di Scienze della Montagna e Centro Italiano Studi e Documentazione sugli Abeti Mediterranei.

Pescara. «Come preannunciato al termine della riunione tenutasi il 6 Dicembre 2017 a Roma presso il Comando Carabinieri "Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare" con il Generale Giuseppe Vadalà nella sua qualità di Commissario straordinario per le bonifiche delle discariche, nella mattinata di venerdì 12 gennaio scorso, presso gli uffici di Pescara (Servizio Gestione Rifiuti) della Regione Abruzzo, si è tenuto un ulteriore incontro per fare il punto della situazione in relazione agli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche insistenti sul territorio regionale ancora interessate dalla procedura europea di infrazione».

Ne dà notizia il Sottosegretario della Giunta Regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia Mario Mazzocca, promotore dell’incontro a cui hanno partecipato il menzionato Commissario Governativo Gen. Vadalà unitamente al Magg. Papotto, il Dirigente regionale Domenico Orlando ed il Direttore Generale dell'Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli, che ricorda come «la procedura di infrazione comunitaria n. 2003/2077 per il mancato rispetto della Direttiva in tema di discariche abusive, nell’aprile 2007 portò alla condanna nei confronti dell’Italia (e dunque dell’Abruzzo per 25 discariche) da parte della Corte di Giustizia Europea, successivamente sfociata nella sentenza della Commissione di Giustizia UE del 2 dicembre 2014. Su n. 25 discariche abusive iniziali da bonificare, n. 12 furono escluse dall’infrazione UE prima del Commissariamento da parte del Ministero (avverso cui la Regione si espresse con parere negativo), mentre in ulteriori n.12 discariche i lavori sono di fatto conclusi e si attendono le analisi per effettuare il contraddittorio con Arta ai fini della definitiva esclusione».

«L’incontro - continua il Sottosegretario - ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei sudddetti enti poiché si è ritenuto, di comune accordo ed al fine di contrarre al massimo i tempi, che l’interlocuzione in un unico tavolo dei vertici della struttura commissariale (gestione risorse), della Regione Abruzzo (gestione delle procedure) ed Arta (analisi, controlli post-operam e monitoraggi), potesse accelerare la conclusione delle attività di messa in sicurezza delle discariche, mettendosi a disposizione dei rappresentanti e dei tecnici degli enti locali, in un’ottica di consulenza tecnico-amministrativa nonché di sollecitazione per la conclusione delle attività già programmate».

Scopo dell’incontro, che fa seguito ad altri due, è quello di programmare e organizzare dettagliatamente le attività amministrative e tecniche necessarie per la conclusione dei procedimenti e consentire quindi alla Regione di adottare gli atti per l’esclusione dei Comuni ancora interessati dalla procedura d'infrazione europea. In particolare, sono state esaminate nel dettaglio le situazione di alcuni dei Comuni interessati che in qualche modo hanno procedimenti amministrativi e tecnici non ancora ultimati; per quanto attiene i Comuni di Palena, Ortona dei Marsi e Taranta Peligna si è in attesa delle decisioni dell’Unione Europea sull’esclusione dalla procedura di infrazione, a seguito delle determinazioni della Regione Abruzzo. Per i Comuni di Bellante, Celenza sul Trigno, Penne, S. Valentino e Vasto Località Lota, che hanno già ultimato le attività programmate di messa in sicurezza, la Regione a breve invierà apposita richiesta all’Arta che effettuerà le analisi e i controlli finali, allo scopo di permettere agli uffici regionali di procedere con proprie determinazioni da inviare all’Unione Europea per l’uscita dalla procedura di infrazione di queste discariche. In ultimo si è esaminato la stato dell’arte relativo delle discariche di Casalbordino e Pizzoli e per entrambi si deciso di convocare i rappresentanti dei due enti per un incontro fissato il giorno 16 gennaio presso gli uffici del Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo, al quale parteciperanno ovviamente, oltre ai rappresentanti regionali, anche quelli della struttura commissariale e quelli di Arta Abruzzo; scopo dell’incontro, come tra l’altro si legge nella nota già inviata dal Servizio Gestione Rifiuti, è quello di "esaminare congiuntamente le attività da porre in essere" finalizzate agli interventi di bonifica e/o messa in sicurezza permanente.

«In definitiva - conclude Mazzocca - l’impegno e la fattiva collaborazione tra il Servizio Gestione Rifiuti Regionale e i Distretti di Arta stanno portando benefici ambientali ed economici di non poco conto nella annosa, complessa e delicata vicenda relativa alla bonifica delle discariche in procedura d'infrazione, e sicuramente ne determineranno l’uscita di ulteriori parecchi impianti in tempi brevi».

L'Aquila. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca, sul profilo Facebook, annuncia come la Regione Abruzzo stia continuando a liquidare ai Comuni abruzzesi i rimborsi delle spese sostenute per fronteggiare le avversità atmosferiche che li colpirono nel mese di gennaio 2017 di cui all’Ordinanza di Protezione Civile n. 441/2017, specificando la cadenza quasi giornaliera delle erogazioni per rispondere alle esigenze manifestate, previa ricezione della documentazione trasmessa dai Comuni stessi e verifica della relativa congruità:

"Il 1° atto di liquidazione (per complessivi €. 1.476.364,33) risale all’11 dicembre scorso mentre è del 15 dicembre il 2° atto per un'ulteriore liquidazione pari a €. 1.401.809,49. L’altro ieri, venerdì 12 gennaio, la Regione ha proceduto ad erogare la 3^ ‘tranche’, per complessivi €. 1.054.693,93, a beneficio della Provincia di Chieti e di ulteriori 13 Comuni. Il Consiglio dei Ministri, inoltre, ha deliberato i rimborsi ai privati per circa 5 milioni di euro per i danni subiti alle attività economiche e produttive (nel numero di 109 dislocate in 38 realtà comunali) in occasione dello stato di emergenza del 11-13 novembre e 1-2 dicembre 2013 (per circa 3,7 milioni di euro), oltre che nel febbraio-marzo 2015 (per circa 1,3 milioni di euro). Va precisato che tale contributo, riconosciuto a cura dell’Istituto di Credito convenzionato individuato dal beneficiario e comunicato al rispettivo Comune, consiste in un finanziamento agevolato assistito dalla garanzia dello Stato senza onere alcuno a carico del titolare beneficiario".

"Sembra passato un secolo dal febbraio 2012 - continua Mazzocca sull'onda dei ricordi - quando centinaia di Comuni furono interessati da una delle più importanti emergenze nevose degli ultimi anni. Quando l’allora Presidente Giovanni Chiodi (da "PrimaDaNoi" del 9 febbraio 2012, ben oltre una settimana dopo il verificarsi degli eventi) annunciava che «il Consiglio dei Ministri del 14 febbraio sancirà che le spese per l'emergenza neve sostenute e da sostenere saranno pagate dallo Stato. Il sindaco e i presidenti di Regione, con questa garanzia, possono organizzarsi al meglio senza doversi preoccupare degli aspetti finanziari». «Non ci siamo affatto mossi in ritardo per fronteggiare la violenta ondata di maltempo, sia dal punto di vista materiale che formale», sostiene Chiodi. Quando, qualche mese dopo (Da "CentroAbruzzoNews" dell’11 luglio 2012), l’allora Assessore alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante dichiarava che «oltre 300 enti locali, che durante l’emergenza neve si sono “attivati” su input del Governo e con il coordinamento della Protezione Civile Nazionale e Regionale hanno oggi la ragionevole previsione di non ottenere “alcun” ristoro delle spese sostenute durante la fase dell’emergenza". Nonostante la Regione Abruzzo non si mosse "in ritardo" (9 giorni dopo!), quelle centinaia di Comuni, infatti, non ricevettero ristoro alcuno".

L'Aquila. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca si è espresso sulla vicenda relativa ai rifiuti in Abruzzo da Roma Capitale.
Nel video le sue dichiarazioni.

Roma. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca ieri a Palazzo Chigi con la delegazione formata dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini, dai primi cittadini e amministratori della Valle Peligna e Subequana, insieme al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, per ribadire il proprio no alla centrale di compressione Snam del metanodotto Brindisi-Minerbio a Sulmona.

Nell’incontro, che ha avuto luogo con il consigliere politico del Presidente del Consiglio, Gabriele De Giorgi, è stato esaminato il documento sottoscritto dai sindaci dove si chiede al governo di ritornare sulla decisione assunta lo scorso 22 dicembre evidenziando la contraddizione tra la realizzazione della centrale Snam e l’inserimento di Sulmona, unica città abruzzese, nel programma di Casa Italia sulla prevenzione sismica.

Per il momento il decreto, che rappresenterebbe il definitivo via libera alla realizzazione della centrale di compressione, resta di fatto congelato. Come concordato al termine dell’incontro, la delegazione abruzzese tornerà a Roma nella settimana tra l'8 e il 13 gennaio.

Così il Sottosegretario Mazzocca a termine dell'incontro: “Oggi abbiamo avuto delle rassicurazioni sulla disponibilità da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri ad differire la materiale assunzione del decreto, che poi di fatto sancirà la conclusione del procedimento, subordinandolo ad un incontro che, come Regione Abruzzo insieme ai sindaci, avremo con lo stesso Gentiloni nella settimana che va dall'8 al 13 gennaio. Un risultato importante per l'odierna riunione”.

“Sulla vicenda della centrale di compressione Snam - ricorda Mazzocca - pesa come un macigno il decreto di compatibilità ambientale, risalente al 27.03.2011, con cui fu materialmente autorizzata l'opera sotto il profilo territoriale oltre che in ordine al rispetto di ogni tipo di vincolo sovraordinato: paesaggistico, ambientale, geologico, idrogeologico, archeologico, età., ed in particolare sismico.

Premesso questo, vi sono altri aspetti da sottolineare. In occasione dell'odierna seduta avuta con il consigliere particolare del Presidente Gentiloni, Gabriele De Giorgi, siamo andati in delegazione con il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e gli altri sindaci del territorio per evidenziare intanto il fatto che il Consiglio dei Ministri con la decisione del 22 dicembre ha di fatto avocato a sé la procedura per comporre il dissidio determinato dal diniego dell'intesa all'opera da parte della Regione Abruzzo oltre che degli enti locali coinvolti.
Si parla appunto di “materia concorrente” ovvero, sul tema dell'energia, lo Stato, tramite il Governo, realizza le proprie infrastrutture dopo aver ascoltato i territori mediante il raggiungimento di specifiche intese. Quando esse non vi sono o addirittura sono di segno contrario, avoca a sé il procedimento, che passa dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La decisione adottata Il 22 dicembre, pertanto, per esplicare i suoi effetti necessità di un consequenziale atto (DPCM) che ad oggi non è stato ancora assunto”.

“Il secondo e dirimente aspetto, e credo che la presenza dei sindaci del territorio lo stia a dimostrare - continua il Sottosegretario - sta nel fatto che il quarto tratto del metanodotto, ovvero sul Sulmona-Foligno, non è stato ancora definitivamente autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico in quanto lo stesso ha dovuto concludere il procedimento dando atto del diniego all'intesa da parte della Regione Abruzzo oltre che di diversi enti locali coinvolti. Certamente, come abbiamo fatto verbalizzare in sede di Conferenza conclusiva ormai oltre un anno fa, faremo valere le nostre ragioni del attraverso una puntuale e necessaria verifica della conformità di quest'opera alla vigente normativa in materia di "usi civici”: ci risulta, infatti, che i soggetti titolati alla conduzione di questo diritto, ovvero i Comuni e le amministrazioni separate prevalentemente delle realtà locali della provincia de L'Aquila, non hanno dato il via libera in tal senso. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno avuto risposta di segno contrario attraverso un documento che ho personalmente promosso è coordinato con la maggioranza dei detti Comuni interessati dal tracciato del metanodotto. Credo che questo pesi in maniera importante sulla conclusione del procedimento tecnico-amministrativo e di definitiva approvazione dell'intera opera.
Ricordiamo infatti che l'opera viene, per volere della Snam e del Governo, scissa in sei parti procedimentali distinte: i cinque tratti del metanodotto più la centrale di compressione Snam di Sulmona. I primi tre tratti sono stati realizzati, non è stata realizzata la centrale ma neanche il quarto tratto che va da Sulmona a Foligno e lungo il cui tracciato si trovano appunto le realtà locali preposte alla amministrazione del cosiddetto “uso civico". La vedo difficile da parte di chiunque, anche di un colosso come Snam, pensare di investire decine di milioni di euro per la realizzazione di una centrale di compressione in mezzo all'intera rete infrastrutturale senza avere poi la certezza di realizzare anche la restante parte di metanodotto".

"Abbiamo sfruttato le residue possibilità - conclude Mazzocca - di intervenire anche solo negli ultimi tre anni di un procedimento generato da una richiesta del gennaio 2005 e che nel 2011 vide sancire la propria compatibilità ambientale anche in ordine alla valutazione del rischio sismico che, per quel che ci riguarda, è da riconsiderare in maniera puntuale e totalizzante”.

L'Aquila. "E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona, proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere".
Così in una nota Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta regionale, e Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza con delega all’ambiente, che aggiungono: "Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda.
La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere.
In coerenza con quanto praticato finora, opereremo ad ogni livello per stoppare il progetto della Snam, così come abbiamo vittoriosamente fatto per la piattaforma petrolifera Ombrina Mare – smantellata nell’ottobre scorso – e per il Megalò 2 a Chieti".

L'Aquila. Così il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca sulla sua pagina social in merito alla situazione relativa alla consegna delle casette nelle aree terremotate:

"Con le 64 casette di ieri, sale a 90 il numero delle SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza) completate e materialmente consegnate ad una parte consistente di abruzzesi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni danneggiate dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 e proseguiti nelle repliche successive, incluse quelle del 18 gennaio scorso.

La tipologia SAE utilizzata dalla Regione Abruzzo contempla una struttura adeguata alla tipologia di carico da neve dei singoli Comuni interessati, un'idonea coibentazione e una serie di rinforzi strutturali della copertura in modo da resistere alla azione combinata sisma/carico neve.


Di seguito il dettaglio delle assegnazioni avvenute nella giornata di ieri:

✅ Comune di TORRICELLA SICURA: consegna di n.48 SAE presso Torricella capoluogo su di un totale di n.49 (l'unica in frazione Calcara era stata già consegnata).
L'insediamento di Torricella è per numero di abitazioni il più grande della regione Abruzzo. L'area messa a disposizione dal Comune è di proprietà pubblica e non sono stati sostenuti costi per gli espropri. La realizzazione delle urbanizzazioni propedeutiche al montaggio delle SAE è stata alquanto complessa sia per il numero di SAE sia per l'orografia valliva del sito.
Questi i numeri: progetto esecutivo approvato in data 26/06/2017; importo lordo urbanizzazioni: €. 1.326.134,27; importo lordo fornitura SAE: €. 3.543.275,90.
✅ Comune di TOSSICIA: consegna di n.11 SAE in frazione Azzinano su di un totale di n.36 dislocate su tre aree (già consegnate n.11 presso il capoluogo e n.14 in frazione Castelmaidetto).
Gli insediamenti di capoluogo e Castelmaidetto sono stati i primi in Regione ad essere stati assegnati ai cittadini aventi diritto.
Questi i numeri: progetto esecutivo approvato in data 1/06/2017; importo lordo urbanizzazioni: €. 1.213.419,68; importo lordo fornitura SAE: €. 2.533.049,57.
✅ Comune di ROCCA SANTA MARIA: consegna di n.5 SAE dislocate su tre aree: n.2 in frazione Cona Faiete; n.1 in frazione Sella Ciarelli; n.2 in frazione Licciano.
L’intervento di Rocca Santa Maria, pur essendo di modesta entità, ha comportato una serie di problematiche durante la realizzazione principalmente a causa delle considerevoli distanze tra le tre aree di insediamento e della quota altimetrica dei siti. Si è reso inoltre necessario adottare una tipologia di SAE maggiorata nelle dimensioni strutturali a causa dell’incidenza del carico da neve, particolarmente elevato per il Comune in argomento. Questi i numeri: progetto esecutivo approvato in data 6/07/2017; importo lordo urbanizzazioni: €. 146.925,24; Importo lordo fornitura SAE: €. 403.576,32.

Fra la fine dell'anno e l'inizio del 2018 si procederà alla consegna di ulteriori n.45 SAE.
Nello specifico: n.21 in territorio di Cortino (la cerimonia di consegna è prevista per il prossimo 27 dicembre), n.18 in Comune di Capitignano, n.4 a Basciano e n.2 a Crognaleto.

In base al disposto dell’Accordo Quadro per la fornitura delle SAE, a cui ha aderito la Regione Abruzzo, e del relativo capitolato tecnico, la realizzazione degli insediamenti che sono stati sinora consegnati è stata rispettosa dei tempi contrattuali. Nel caso di Rocca Santa Maria l'attività si è conclusa in anticipo".

L'Aquila. Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza della Regione, Mario Mazzocca, questa mattina sono state consegnate 9 turbine a motore ad altrettanti Sindaci di Comuni montani.

Le turbine, manovrabili da un unico operatore e di facile utilizzo, potranno essere impiegate in caso sia necessario aprire sentieri pedonali dopo una nevicata. I mezzi sono stati consegnati ai sindaci mediante un contratto di comodato d’uso e dovranno essere restituiti alla regione – salvo proroghe – alla data del 31 marzo 2018.

I Comuni che hanno sottoscritto la convenzione sono: per la provincia de L'Aquila Campotosto, Montereale, Capitignano, Cagnano Amiterno e Barete; per la provincia di Teramo Crognaleto, Rocca Santa Maria, Cortino e Pietracamela.

Chieti. "Ormai è diventata un' abitudine scimmiottare il Presidente D'Alfonso nel replicare agli avversari, ma credo che agli Abruzzesi interessino più i fatti che le chiacchiere di questo Esecutivo e di questa maggioranza di Csx di cui fa parte anche l'ex partito Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) che 24 mesi fa aveva dato l'out out per la realizzazione del Parco della Costa Teatina, che invece è rimasto nel cassetto de/l Ministro ( sempre di un Governo di Csx). Basta leggere attentamente il comunicato per la replica di Mazzocca: "nessuno ha parlato di messa in discarica della "munnezza" della Raggi, ma di "accogliere 300 tonnellate ( e scusate se è poco) di indifferenziata" , cosa non anticipata a nessuno nonostante un Consiglio di cui si parlava di quell'argomento, e ci dice si tratti di "conferimento e trattamento negli impianti di trattamento meccanico biologico". Quindi centinaia e centinaia di autotreni che arrivano giornalmente in Abruzzo (non producono inquinamento ???), la lavorazione non produce alcun tipo di polvere o gas ??? e poi caro sottosegretario dopo la lavorazione perché non ci spiega cosa succede e dove finisce il prodotto trattato e soprattutto lo scarto ??? Nessuna smentita e/o chiarificazione di un emendamento che esce in aula all'ultimo secondo, in aula, dopo 10 ore di Consiglio. Anche qui domande semplici semplici:  perché non è stato già previsto nella pl (proposta di legge) così noi consiglieri avevamo 20/25 gironi per capire ??? Perché non è stato presentato durante i lavori di Commissione dove c'era tempo e modo di capire ??? Il testo dell'emendamento è chiaro, anche avendo bevuto "croditini" o essere dedeti "all'alcol" (accusa rivolta da D'Alfonso a consiglieri di maggioranza o giornalisti), la capacità delle discariche esistenti passa dalle 513.427 mc  del 31.12.2015 al 1.646.000 mc per il futuro, scritto firmato e votato da Mazzocca, Di Nicola e Berardinetti. Fatti e documenti !!! Adesso lo spieghi ai suoi compagni rossi e verdi, per gli Abruzzesi è tutto chiaro". Lo afferma in una nota Mauro Febbo.

L’Aquila. «L’Abruzzo ha deliberato il rinnovo anche per il 2018 dell’accordo già in atto con il Lazio per il trattamento di rifiuti urbani nell’impianto (non in 'discarica') ACIAM Spa di Aielli (AQ) per un quantitativo massimo di 180 tonnellate/giorno e cmq non oltre le complessive 40.150 tonnellate/anno». È quanto dichiara, in riferimento ad alcuni articoli di stampa pubblicati nella giornata odierna, il Sottosegretario alla Presidenza Regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia Mario Mazzocca.

«Dalle notizie assunte presso i competenti uffici regionali, a causa della evidente forte crisi organizzativa del settore nella Regione Lazio, è in fase di studio una seconda richiesta della stessa confinante Regione volta alla definizione di un ulteriore accordo Abruzzo-Lazio, per poter trattare rifiuti urbani, a valle di ricerca di manifestazione di interesse svolta dalla regione Lazio verso più regioni, che prevederebbe il conferimento/trattamento di rifiuti urbani per max 100 t/g (per 300 gg lavorativi) rispettivamente agli impianti della DECO Spa (impianto di recupero/CSS di Chieti e COGESA Spa, Impianto di trattamento meccanico biologico – TMB di Sulmona (AQ) che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse. Quindi, l’ulteriore accordo in fase di studio prevede in totale max 200 t/g (per 300 gg lavorativi), che si aggiungerebbero a quelli già prorogati per il 2018 ad ACIAM Spa, come sopra accennato. Pertanto per il 2018, nell’eventualità la Giunta Regionale decida di sottoscrivere l’ulteriore accordo, in Abruzzo verrebbero conferiti per il trattamento un max di 380 t/g (per 300 gg lavorativi), per un totale di max ca. 114.000 tonn, che interesserebbero n. 3 impianti: ACIAM Spa/Aielli (AQ) - COGESA Spa/Sulmona (AQ) e DECO SpA/CH».

«Questa Regione - prosegue Mazzocca - sta facendo la sua parte, secondo un criterio di sussidiarietà tra regioni, concetto che ha ispirato anche il nuovo PRGR, al fine di evitare criticità ambientali ai cittadini delle comunità interessate, coscienti che il proprio sistema impiantistico, pubblico e privato, può garantire le necessarie attività, secondo criteri di compatibilità ambientale e corretta gestione da parte degli operatori interessati».

«Non commentiamo, infine – conclude il Sottosegretario –, il puerile tentativo di taluni rappresentanti dell’opposizione di mistificare dei fatti, ormai incontrovertibili, in ordine al Piano Regionale dei Rifiuti. I fatti parlano di un Piano Regionale univocamente indirizzato verso la Strategia "Rifiuti Zero", volto a riprogettare la vita ciclica delle risorse per riutilizzare tutti i prodotti riducendo i rifiuti da conferire in discarica. Un Piano Regionale contro l’incenerimento o l’uso di discariche, mediante l’attuazione coordinata di misure quali la riduzione della produzione dei rifiuti, l’aumento della raccolta differenziata, il riuso e recupero dei materiali, la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, l’uso ottimale delle discariche esistenti (inclusi gli ampliamenti da tempo autorizzati) ed il contestuale divieto di realizzare nuove discariche (!). Altro che aumento della disponibilità di discariche (qualcuno farebbe meglio a giocarsi al lotto i farneticanti numeri relativi a tanto presunte quanto inesistenti tonnellate in più !). La disponibilità totale, in realtà, si dimezza; bastava, infatti, appena sfogliare il 'Piano Rifiuti' appena approvato per apprendere come "il piano non ha previsto nuovi ampliamenti per le discariche rispetto al Piano approvato con la LR 45/07; nel caso si realizzassero gli ampliamenti già autorizzati, si stima che tale capacità residua ammonterebbe a ca. 1.270.000 mc.", come si evince agevolmente dalla allegata tabella. Il resto sono solo chiacchiere da bar che volentieri lasciamo ad altri».

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