Pescara. “La frittata dei fondi degli abruzzesi, 250 milioni di euro, tolti alle priorità locali per destinarli alla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 l’ha fatta l’ex Governatore D’Alfonso, che si è offerto volontariamente di usare le risorse regionali per un’opera che fa invece capo allo Stato. Su quella frittata c’ha poi messo il cappello il Movimento 5 Stelle che ha confermato la distrazione dei fondi, con il Ministro Toninelli che pensa di poter concordare con il consigliere Marcozzi l’utilizzo dei soldi degli abruzzesi. Oggi l’unica soluzione a quell’enorme pasticcio è la modifica immediata del Decreto Genova con un coefficiente paritario di impegno tra la Regione Abruzzo e la Regione Lazio e con il taglio lineare dell’1% dell’intero fondo per tutte le Regioni che, al pari dell’Abruzzo, aspetteranno tutte il saldo di quell’1% con due anni di ritardo prima di avviare le opere di sviluppo”. Lo hanno detto il Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo ed il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri nel corso della conferenza stampa indetta su ‘I danni del Partito Democratico e i pasticci del Movimento 5 Stelle sulle risorse necessarie per la messa in sicurezza dell’Autostrada A24 e dell’A25 che impediremo paghino gli abruzzesi’.

“La vittima dell’intera vicenda inerente il taglio delle risorse è l’Abruzzo, i colpevoli sono due con ruoli diversi: il colpevole principale è sicuramente il Pd, regionale e nazionale, e poi il secondo è il pasticcione Movimento 5 Stelle – hanno spiegato Febbo e Sospiri - Tutto nasce dalla Legge Finanziaria in cui si decide che, in seguito al sisma de L’Aquila, l’A24 e l’A25 debbano subire dei lavori di messa in sicurezza sismica, per un importo stimato in 250 milioni di euro, a carico dello Stato. A Toto, detentore della concessione come Autostrada dei Parchi, vengono assegnati i fondi nella distribuzione annuale 2020-2022, ma i lavori andavano fatti subito. Autostrada dei Parchi afferma di non avere risorse in cassa dunque di non poter iniziare. E subito spunta fuori un benefattore-risolutore, l’allora Governatore D’Alfonso che si dissocia dal suo omologo laziale Zingaretti il quale giustamente fa notare che le autostrade sono infrastruttura nazionale e dunque, come per il ponte Morandi, la loro manutenzione straordinaria o ricostruzione è a carico dello Stato, e allora se il ponte Morandi lo ricostruisce lo Stato e non la Regione Liguria, perché l’A24 e l’A25 sarebbero a carico della Regione Lazio e dell’Abruzzo? No, D’Alfonso che è il ‘risolutore’, va in giunta il 9 luglio 2018 e, in conclamata incompatibilità, fa approvare dal Presidente facente funzioni Lolli la delibera 499 in cui decide, senza un confronto con gli Enti attuatori, che alcune opere non sono più fondamentali, taglia quindi il prolungamento dell’asse attrezzato sino al porto, taglia le opere di riqualificazione del materiale rotabile ferroviario e, in piena tragedia del ponte Morandi, dirotta le risorse sulle autostrade che hanno bisogno di sistemazione. Ora – hanno proseguito Febbo e Sospiri – è chiaro che il Presidente Lolli che ci convoca per lunedì 15 ottobre alle 10.30, per protestare contro il Governo per aver tolto i fondi agli abruzzesi per darli alle autostrade, che dice a un Ministro che sbaglia a usare i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione per finanziare le opere di Autostrada dei Parchi, ma è lo stesso Lolli che approva la delibera per assegnare spontaneamente quei fondi alle autostrade, è quantomeno un presidente che appare ‘incoerente’. Poi ci si dirà: l’Abruzzo darà 47 milioni di euro e il resto li metterà la Regione Lazio perché sappiamo noi le opere che non partiranno, quindi, aggiungiamo noi, non è vero che la cassa del 2018 e del 2019 è impegnata, ma soprattutto il Ministro Toninelli non discute con il consigliere regionale Marcozzi le opere più o meno importanti. Noi condividiamo Zingaretti quando dice che le Autostrade sono dello Stato e alla loro manutenzione deve pensare lo Stato. Non basta: pensiamo che dei 250 milioni, circa la metà, 110 milioni di euro, siano vincolati sul fondo del contenzioso aperto da Anas per lo storno dei contributi anno 2015-2016. Oggi vi è un ultimo e ulteriore punto della soccombenza della nostra Regione che dimostra, ancora una volta, che a Roma l’Abruzzo non conta nulla, né col Pd né col Movimento 5 Stelle: con l’approvazione della finanziaria, si è stabilito che alle opere di riqualificazione l’Abruzzo contribuirà coprendo l’80 % delle spese e la Regione Lazio solo il 20 %, sulla base dell’algoritmo dei chilometri in cui l’autostrada ricade sull’Abruzzo o sul Lazio, algoritmo sbagliato perché è evidente che il 95 % del traffico veicolare merci e passeggeri è sull’attrattore Roma città. Tutto questo dimostra che la pentola della frittata l’ha forgiata D’Alfonso, ma il coperchio l’hanno messo i 5 Stelle e insieme hanno partorito una pessima pagina per l’Abruzzo: noi oggi chiediamo perché dobbiamo anticipare noi i soldi per l’Autostrada? Se è un’infrastruttura dello Stato, al pari del Ponte Morandi, perché quella ristrutturazione deve pagarla la Regione mentre il Morandi lo ricostruisce lo Stato? Oggi c’è un’unica cosa da fare: modificare il Decreto Genova. Dobbiamo cancellare quella delibera 499 in cui il duo D’Alfonso-Lolli ha detto allo Stato che glieli davano loro i soldi per le opere, e poi la lettera in cui D’Alfonso il 31 luglio scorso riscrive per dire che quei fondi dovevano essere restituiti in un paio d’anni. E giustamente il Ministero ha ringraziato, mentre il Presidente della Regione Lazio, mettendo le mani avanti, ha garantito solo il 20% del fondo, scaricando sull’Abruzzo l’80% della spesa e della competenza. E va cancellato quel Decreto che condanna l’Abruzzo a subire 2 anni di ritardo nell’avvio delle opere di crescita economica, quindi se vogliamo fare un ponte, o strade efficienti o ferrovie funzionali, l’Abruzzo deve aspettare due anni, e questo è lo splendido risultato del consigliere Marcozzi. Noi – conludono Febbo e Sospiri - non lo accettiamo: i fondi, i 250 milioni di euro, vanno rimessi subito nel Decreto Genova”.

Chieti. “Dopo cinque anni di immobilismo, dove nulla è stato fatto per la realizzazione dei nuovi cinque ospedali e tanto meno per l’organizzazione di quelli esistenti, l’assessore Paolucci tira fuori dal suo cilindro magico l’ennesimo atto puramente elettoralistico inerente l’organizzazione della Rete Ospedaliera”.

Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Innanzitutto Paolucci è consapevole di come l’atto tanto annunciato che si appresta ad approvare in Giunta è solo una semplice "delibazione" che arriva come conseguenza dell’ennesima figuraccia rimedita a luglio scorso al Tavolo di Monitoraggio dove sono emerse tutte le problematicità di una gestione sanitaria confusionaria, arruffona, "clintelare" e soprattutto poco rispondente alla domanda ed esigenza di assistenza dei singoli territori. Paolucci infatti vorrebbe rimediare rimodulando i presidi di Atessa e Popoli ma dimenticando che questo può essere fatto solo modificando il DCA 79, peraltro trattandosi di Decreto Commissariamento può essere modificato solo dal Consiglio regionale oggi sciolto (!!!) e adeguando di conseguenza agli atti aziendali ancora "in sospesi," delle Asl di Pescara e di Lanciano-Vasto- Chieti così come richiesto ripetutamente ed inutilmente dai diversi Tavoli di Monitoraggio tenutesi. Nello specifico – sottolinea Febbo – è del evidente come si lavora ancora nella più totale confusione. Infatti tra gli ospedali a cui viene riconosciuto il mantenimento del Pronto Soccorso non c’è Atessa, il cui ospedale viene individuato solo a ‘chiacchere’ come Presidio di Area Disagiata visto che il DM 70 prevede tra i requisiti almeno un Pronto Soccorso e un Reparto di Medicina da almeno 20 posti letto. Ricordo solo come ad Atessa la divisione di Medicina è stata chiusa ad ottobre 2017. Quindi siamo di fronte ad una palese contraddizione poiché le azioni intraprese da questa giunta regionale, ossia quello di chiudere il Pronto soccorso ed il Reparto di Medicina non possono permettere l’istituzione dell’ospedale di Area Disagiata per Atessa. Tra l’altro mentre si promette, solo sulla carta, di potenziare Atessa non si capisce come finirà la programmazione degli altri "Ospedali" di Comunità (Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo) come ad esempio quello di Guardiagrele, per cui è stata approvata all’unanimità una specifica risoluzione dal Consiglio regionale, votata anche dallo stesso Assessore Paolucci e dall'allora Presidente D'Alfonso, che ne prevedeva la conversione in Area Disagiata. Itra l’altro per essere chiari gli ‘ospedali’ di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo sono Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) e non si capisce come faccia l’assessore a trasformarli in Ospedali di Comunità (DM 70/2015). Così come non riusciamo a capire come avverrà la definizione della programmazione sul Dea di II livello tra i due nosocomi di Chieti e Pescara se gli stessi atti aziendali, non ancora approvati(!!!) non ne prevedono la istituzione e quindi non disciplinano le varie ripartizioni di UOC. Senza parlare dello sperpero di denaro pubblico e dei disservizi sulle emergenze di pronto intervento se si dovesse insistere nel mantenere il Centro Operativo Unico presso l'aeroporto d'Abruzzo. Mentre poco chiare, anzi del tutto incomprensibili tecnicamente e praticamente, sono le proposte avanzate per l’ospedale di Sulmona che, con un Pronto Soccorso e solo 4 UOC (Cardiologia, Chirurgia, Medicina generale e Ortopedia) e soprattutto senza un Punto nascita, è destinato a rimane poco più di un poliambulatorio.

“Dopo un'intera legislatura, trovando un bilancio risanato ed un percorso sui Lea finalmente attivato e avviato verso la crescita, Paolucci non è riuscito a mettere un solo mattone per la realizzazione dei nuovi ospedali abruzzesi, anzi al contrario è riuscito a portare nuovamente i bilanci della Aziende Sanitarie in deficit (e quindi non si può più derogare dal DM 70/2015, purtroppo), così come documento dallo stesso Tavolo di monitoraggio per il 2017 una perdita di 59 milioni di euro e per il 2018 perdita di 70 milioni di euro. Pertanto – conclude Febbo - è del tutto evidente che siamo di fronte ai soliti e consueti annunci e spot da parte di un assessore visibilmente in difficoltà e già in campagna elettorale ben consapevole di lasciare in eredità al prossimo Governo regionale una sanità molto peggiore di come l’ha trovata”.

Chieti. "Arriva l'ordine di stop, annullamento e di ritiro immediato dell'avviso pubblico (delibera n.1 del 28.09.2018) anche da parte del revisore unico contabile dell'Ater di Lanciano. La delibera confezionata dal nuovo commissario per l'assunzione del direttore è illegittima, viziata nella forma e quindi non ha i termini giuridici per essere portata a compimento". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: "Dopo i due sub commissari, l'assessore regionale con delega all'edilizia residenziale adesso arriva la diffida a procedere da parte anche del revisore contabile attraverso una specifica missiva datata 8 ottobre in cui invita il Commissario dell'Ater di Lanciano a ritirare immediatamente l'atto con cui si vuole procedere all'assunzione del nuovo direttore dell'ente. In sostanza - continua Febbo - anche il revisore, organo di controllo, sottolinea come la delibera approvata dal commissario Forchetti è illegittima in quanto approvata in assenza dell'organo collegiale, ossia senza i due sub commissari, quindi in palese contrasto della Legge regionale numero 44/99 e di quella più recente numero 34/2016. Inoltre, come sottolinea in maniera tranciante il revisore, viene violato anche lo stesso statuto dell'ente in cui prevede nell'art 11 le funzioni e le prerogative del Direttore dell'Ater tra cui l'approvazione e sottoscrizioni degli atti rilevanti come quella approvata dal Commissario Forchetti per l'assunzione del Direttore dove appunto manca il parere e approvazione proprio dell'attuale Direttore, che ricopre ruolo centrale nella funzione amministrativa". "Ribadisco – sottolinea il consigliere FI - come siamo di fronte oltre che ad un abuso che rischia di esporre l'Ente regionale dell'Edilizia Residenziale, a contenziosi e danni erariali che da tempo ha altre esigenze e priorità come gli interventi di manutenzione sugli immobili con i €120.000 spesi inutilmente per pagare un direttore. Pertanto - conclude Febbo - dopo questo ennesimo e motivato stop e diffida da parte dell'organo di controllo contabile attendiamo di conoscere le intenzioni del Commissario poiché se non dovesse rispettare le regole, le leggi e abusare del suo ruolo valuterò la possibilità di rivolgermi ad Autorità superiori se non dovessero farlo prima gli organi amministrativi interni all'Ater di Lanciano e lo stesso Assessore regionale".

 

Pescara. “La Regione Abruzzo oggi paga lo scotto dell’inesperienza amministrativa del Movimento 5 Stelle, dei pasticci ereditati dal Governo nazionale a guida del Partito democratico nonché della lentezza di quello regionale nello spendere i fondi del Masterplan”. Questo il commento dei Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che spiegano quanto segue: “Sulla messa in sicurezza delle autostrade abruzzesi e sui fondi del Masterplan assistiamo a una totale confusione a tratti imbarazzante e preoccupante. L’ultimo Decreto del Governo, nell'articolo 16, individua risorse per la prosecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle tratte autostradali A24 e A25, nella misura di 200 milioni di euro,  andando a “rimodulare” le risorse disponibili derivanti dai Patti per lo Sviluppo di Abruzzo e Lazio per le annualità 2018 e 2019 al fine di avere liquidità immediata. Innanzitutto ricordiamo come una parte di 250 milioni di euro necessari per la messa in sicurezza di  A24 e A25 erano stati già individuati, sempre con Decreto legge, nel Fondo di Sviluppo e Coesione ma poi bloccati a causa di pasticci e ricorsi per definire se il canone a carico del concessionario Toto spettasse al Ministero dell’infrastrutture o all’Anas. Tale rallentamento è dovuto all’inconcludenza del governo nazionale Renzi-Delrio.  Oggi, alla luce dei fatti di Genova,  il Ministro Toninelli vuole usare l’FSC per completare la 'messa in sicurezza urgente' creando un ulteriore pasticcio a causa del prelievo dei fondi del Masterplan, in notevole ritardo sulla tabella di marcia a causa di una Regione inefficiente, affermando di reinserirli poi nella prossima programmazione. Questo determina un allungamento dei tempi di realizzazione dei progetti e delle convezioni già sottoscritte”.  “Infatti – continuano Febbo e Sospiri -  in questi anni abbiamo denunciato a più riprese quelli di D’Alfonso sui progetti da inserire nel Masterplan fossero solo annunci e spot  elettorali. Le risorse del fondo FSC che possono essere rimodulate sono solo quelle disponibili ovvero non impegnate, né vincolate né spese. La verità – sottolineano Febbo e Sospiri- è ben diversa, prima di tutto oggi emerge chiaramente il ritardo assurdo accumulato nella capacità di spesa dei fondi europei e dell’FSC tanto da dirottarli per altre emergenze a carattere nazionale. Inoltre, fatto ancora più grave che ci lascia interdetti, è leggere come un Ministro recepisca le istanze di un Consigliere regionale del Movimento cinque Stelle candidato Presidente alle prossime regionali,  invece di interloquire con il governo regionale. Siamo di fronte alla più totale confusione istituzionale che mortifica l’Abruzzo e le sue istituzioni. Riteniamo incomprensibili le posizioni degli esponenti del Movimento pentastellato e quelle del  Partito Democratico. Pertanto – concludono Febbo e Sospiri – chiediamo che venga modificato immediatamente, nel merito e nei tempi, il Decreto legge e crediamo che quei pochi progetti avviati non possano essere né bloccati né posticipati poiché l’Abruzzo e gli abruzzesi non meritano questo trattamento”.

Chieti. “Questo governo regionale verrà ricordato in futuro solo per i pastrocchi creati, le forzature commesse e le nomine illegittime. Lo stop della nomina del nuovo direttore dell’Ater di Lanciano arriva addirittura dallo stesso assessore regionale delegato Berardinetti (vedi allegato) che mette per iscritto sia l’immediato ritiro del bando sia evidenziando il pressapochismo e la forzatura portata avanti dal Commissario Forchetti, nonché della pessima figura rimediata”. Questo il commento del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Grazie alla mia pronta denuncia arriva anche l’obbligo di blocco dalla stessa maggioranza dalla quale il Commissario è stato nominato. Nello specifico, dalla nota dell’assessore Berardinetti, si evince come il commissario sia stato convocato, unitamente agli altri due sub commissari, oggi stesso, presso gli uffici regionali dell’Aquila per conoscere le sue intenzioni e credo ormai che grazie alla nostra segnalazione abbia capito che portare avanti l’avviso avrebbe solo esposto l’Azienda per l’Edilizia Residenziale a ricorsi amministrativi e danni erariali. Una decisione incomprensibile ma soprattutto illegittima in quanto la Legge è chiara e inequivocabile, ossia la decisone di bandire un Avviso sono prerogative in capo all’organo straordinario, inteso come il commissario unitamente ai due sub commissari. Quindi adesso è auspicabile che, invece di pensare come occupare l’ennesima poltrona inutile e ben remunerata (superiore a 120 mila euro annui) a soli scopi elettoralistici, quelle somme vengano utilizzate per manutenzione e investimenti seri”.  “Pertanto, come scrive anche l’assessore regionale, - conclude Febbo – ribadisco come sia urgente sospendere senza indugio la procedura avviata con l’Avviso pubblico (delibera n.1 del 28/09/2018) prima che si produca un ulteriore danno erariale”.

Pescara. “Le argomentazioni illustrate da Tonelli sono prive di ogni fondamento giuridico e amministrativo. Le sue tardive dimissioni da Pescara Energia SpA certificano la sua piena incompatibilità e avvalorano invece le nostre ragioni sull’illegittimità dei due ruoli ricoperti contemporaneamente dall’attuale Presidente di Tua”. Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza e Consigliere Regionale Mauro Febbo a seguito della conferenza stampa di Tonelli.
“Ricordo – spiega Febbo - che l’acclarata incompatibilità di Tonelli è stata ravvisata sia dall’avvocatura regionale, avv. Stefania Valeri, sia dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (ANAC interna) di TUA Spa, Dott. Pierluigi Venditti, così come disposto dall’art.13, comma 2 lett. c) del D.Lgs. numero 39/2013. Sinceramente ci saremmo aspettati le dimissioni di Tonelli da TUA Spa e non si capisce come mai sceglie di restare saldamente alla guida di un Consiglio di Amministrazione che ritengo tutt’ora illegittimo. Innanzitutto – continua Febbo – quando Tonelli avrà la correttezza di pubblicare la prima semestralità del bilancio 2018, che commenterò dopo un’attenta analisi avendola ricevuta soltanto ieri pomeriggio, si dimostrerà la gestione senza programmazione e poco attenta alle nuove sfide del Tpl e soprattutto che avevo ragione io sulle perdite anche sul bilancio 2017. Inoltre, cosa ancora più grave, oggi nel CdA ci sono altre due figure incompatibili. La prima è quella di Guido Dezio, già dirigente, e da ieri riveste il ruolo di Direttore Generale del Comune di Pescara ed è illegittimo a ricoprire il ruolo di Vice Presidente di Tua come stabilisce il Decreto legislativo numero 39. Peraltro, il Comune di Pescara è debitore nei confronti di TUA, ma "si ritarda" la riscossione dei crediti: forse c'è anche un bel conflitto di interessi !!! La seconda persona incompatibile è quella di Federica Evangelista che ricopre attualmente l’incarico di collaborazione presso il Soggetto Aggregatore Regionale. La Evangelista ha dichiarato di essere una co.co.co, ma emerge un rapporto di consulenza alquanto anomalo e inconsueto in quanto ha lo stipendio fisso, ogni mese, osserva l’orario regionale e ha un ufficio che risulta essere il suo posto di lavoro. Questi sono i presupposti che configurano un lavoro da dipendente piuttosto che di collaboratore e quindi in piena violazione con l’art.11 comma 8 del D.Lgs 175/2016. Quindi è urgente che vengano rimosse tutte le cause di incompatibilità altrimenti sarò costretto a rivolgermi, oltre all’ANAC come già fatto, anche alla Procura della Repubblica e Procura della Corte dei Conti”.
“Pertanto – conclude Febbo – mi aspetto che la Regione Abruzzo intervenga immediatamente e si azzeri completamente tutto il Consiglio di Amministrazione prima di incorrere in un danno erariale che danneggi ulteriormente anche l’immagine della società TUA, già abbastanza compromessa da questa gestione illegittima tutta dalfonsiana, ma soprattutto che vengano individuate professionalità in grado di gestire modernamente il trasporto pubblico con una visione Europea”.

Chieti. Un affidamento da 24,6 milioni di euro della Asl di Chieti che è stata definita dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo “tutta da verificare”.
Si tratta di investimenti per macchinari che per il forzista denotano, nella gestione di Radioterapia e Diagnostica Integrata “una scelta poco oculata che dimostra la mancanza di programmazione”.
“Che la Asl decida di comprare per l’Ospedale di Chieti due nuovi macchinari di alta tecnologia per la Radioterapia per una serie di esami importantissimi credo che ci faccia solamente piacere – ha affermato Mauro Febbo – dovrebbe però rispondere ad alcune domande, soprattutto nella delibera ci dovrebbe chiarire alcuni passaggi. Perché se è vero, com’è scritto nella delibera, che noi abbiamo gia due macchine (una recente acquistata nel 2014 e l’altra nel 2006) non funzionanti, vorremmo capire dal 2006 ad oggi che cosa hanno fatto e perché non si è operato per attivare questa macchina che chiaramente ha anche dei costi di manutenzione alti. Poi c’è tutta una serie di contraddizioni all’interno della delibera: intanto il gruppo di lavoro formato da 13 persone tra cui 9 primari, 9 direttori di Uoc, nella delibera i pareri sono rilasciati solamente da tre, sono pareri che tra l’altro richiedono prescrizioni e mi sembra che su queste prescrizioni non si dica nulla. Ci sono passaggi dove non si capisce il personale dove oggi opera, di altissima professionalità, come verrà sostituito e come verrà conteggiato. Non si capiscono i numeri relativi alla mobilità passiva, cioè si tiene conto solo della mobilità che paga la Asl e la Regione e non si ha conto della mobilità attiva che invece riscuote. Questo altera, droga il conteggio per arrivare a dire che economicamente l’investimento è vario. Poi c’è un errore clamoroso, qualcuno ce lo dovrà spiegare, perché il Rup esprime un parere il 16 agosto, la dottoressa Vecchi che è stata incaricata dalla Asl di dare il parere definitivo, fa riferimento a questo parere ma la sua relazione è sottoscritta l’8 agosto, cioè 8 giorni prima del Rup. Io credo che ci sia la necessità di questa apparecchiatura, però credo anche che si debba riflettere, vada concertata con i direttori, con lo staff che è stato incaricato che deve dare una sintesi globalmente e non a singoli personaggi. Poi bisogna pensare anche a cosa fare da oggi fino a quando verrà realizzato l’impianto, loro parlano di 22 mesi, a me non risulta a oggi che ci sia stata alcuna richiesta e alcuna autorizzazione al Comune di Chieti, quindi altro che 22 mesi, da qui a 40 mesi che cosa succede?”.

Chieti. “L’ATER di Lanciano approva un atto illegittimo. L'assessore regionale intervenga immediatamente e blocchi il bando di concorso per l'assunzione del nuovo Direttore dell'Ater di Lanciano e si proceda anche nel diffidare il commissario dell'Azienda per l'Edilizia Residenziale poiché l'avviso appena pubblicato contiene gravi irregolarità nella forma, nei contenuti e nella procedura”. A  chiederlo è il Consigliere regionale Mauro Febbo che spiega quanto segue: "Innanzitutto, nel bando non viene garantita la piena e corretta collegialità in quanto la delibera (n.1 del 28/09/2018) è approvata e firmata solo ed esclusivamente dal commissario Gionni Forchetti senza la presenza e l’approvazione dei due Sub - commissari. Un atto grave e irregolare in quanto l’art.4 della L.R. N.27/2011, così come modificato dall’art.6 della L.R. n.34/2016, sostituisce la figura dell’amministratore  unico con quella di un organo straordinario di carattere collegiale composto dal commissario ed i due sub commissari affidandogli le funzioni precedentemente svolte dal consiglio di amministrazione. Nella fattispecie tale normativa viene palesemente violata attraverso una scelta completamente autonoma e monocratica da parte commissario Forchetti il quale approva un provvedimento senza il pieno coinvolgimento dell’intera governance dell’Ater di Lanciano. Le altre anomalie riguardano io tempi concessi, troppo brevi, e la trasparenza: solo sette (7) giorni di tempo per presentare le candidature. Inoltre – continua Febbo – l’avviso scavalca completamente i poteri e le prerogative della Giunta e del Consiglio regionale e soprattutto andrà ad aumentare i costi di un Ente che presenta bilanci con forti criticità. Quindi non è comprensibile la fretta da parte del commissario o meglio è facilmente intuibile come l’accelerazione di dotare l’Ater di Lanciano di un nuovo Direttore, a 120 mila euro l’anno, sia dettata esclusivamente dall’avvicinarsi delle elezioni regionali. Tutti conosciamo le problematiche che interessano le Ater abruzzesi ed è sconcertante vedere come la programmazione dei fondi per l’edilizia residenziale pubblica vengano destinati all’assunzione di un direttore, di cui tra l’altro non si ravvisa la necessità, invece di utilizzarli per risolvere problematiche esistenti ormai da troppi anni. Pertanto – conclude Febbo - nelle prossime ore mi riservo di presentare una diffida all’attenzione del presidente facente funzione, dell’assessore delegato e dell’avvocatura regionale affinché non si proceda con l’ennesimo atto illegittimo solo per assumere, a ben 120 mila euro l’anno, gli amici degli amici”.

Pescara. "Seguendo le orme del predecessore anche il Presidente facente funzione Giovanni Lolli se la canta e se la suona da solo nascondendo sotto il tappeto il disastro e l'enorme ritardo accumulato da questo Governo regionale sulla spesa dei fondi comunitari". A dichiararlo è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo dopo aver appreso il rinvio della visita istituzionale del Ministro Lezzi attesa oggi a L'Aquila. "Ormai è noto - continua Febbo - come, purtroppo, la nostra Regione sia posizionata terzultima nella spesa del Feasr e penultima nella gestione dei fondi Fesr e Fse. Mai l'Abruzzo aveva raggiunto questo pessimo e negativo risultato causando la restituzione all'Europa di consistenti risorse economiche che non sono state impegnate in bandi e avvisi. Infatti l'Abruzzo nel 2019 potrebbe restituire risorse comunitarie non spese per qualcosa come 37 milioni di euro. Infatti Giovanni Lolli sara regolamente smentito, purtroppo, dai dati del report trimestrale al 30 settembre pubblicati e resi noti dai diversi Ministeri che certificavano nuovamente il disastro causato dal duo D'Alfonso- Rivera. Quindi - conclude Febbo - invito il Presidente Lolli a non continuare a sottovalutare il problema con dichiarazioni rassicuranti ma, al contrario, di trovare soluzioni che possono in parte rimediare o almeno arginare la perdita dei fondi comunitari che dovevano essere gestiti diversamente, casomai attraverso un'Autorità di Gestione competente e concreta".

Chieti. “Dopo cinque anni di totale immobilismo arriva la solita pezza a colori da rivendersi durante la prossima campagna elettorale. Il problema della persistente presenza dei cinghiali c’era e continua ad essere ancora irrisolto.  Concordare con le aree protette della Regione Abruzzo un piano di contenimento dei cinghiali in parchi e riserve non risolve affatto il problema dato che i presupposti tecnici e le norme europee e nazionali stridono con una impostazione dove si vuole imporre il controllo delle specie selvatiche esclusivamente attraverso l’utilizzo di gabbie di cattura”. Questo il commento del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo a proposito dell’iniziativa dell’assessore Lorenzo Berardinetti. “Il protocollo d’intesa – spiega Febbo - non solo non risolverà il problema dei danni alle colture agricole e degli incidenti stradali ma lo aggraverà e per di più in completa illegittimità tecnico-giuridica. Prevedere un controllo basato solo sulle catture è una riduzione che può portare solo al fallimento  e prova ne sia che il legislatore, insieme agli organismi tecnici del ministero, come già approfondito anni orsono dall’assessorato che dirigevo, aveva già concepito la legge quadro delle aree protette (L.394/91), inserendo la legittima previsione che all'interno dei parchi e delle riserve regionali è possibile procedere con gli abbattimenti selettivi anche con i selecontrollori residenti all'interno di esse. Nonostante ciò, la Regione e l’assessore Berardinetti si ostinano a prevedere piani di controllo utilizzando solo recinti di cattura.  In questo provvedimento ‘elettorale’ prevedo solo sperpero di denaro ed un danno erariale poiché ritengo che interventi  costosi come le catture (che prevedono costi per costruzione di recinti e personale addetto) non possono sostituire interventi con i cacciatori a costo zero: chi paga queste spese per il montaggio della gabbie, per la loro gestione, per gli spostamenti, trasporto animali anche per pochi capi? (chi viene a caricare anche solo pochi animali?). Non solo – prosegue Febbo - predisporre un piano di controllo così articolato comporterà dei tempi molto lunghi che la Regione non si può permettere. Ormai sono sotto gli occhi di tutti i continui incidenti provocati dalla fauna selvatica. In particolare, nella Provincia di Chieti la maggior parte degli incidenti avvengono a ridosso delle riserve regionali (Punta Aderci e Fosso delle Farfalle). I cittadini sono ormai esausti e vogliono una riposta immediata. Basta con le vecchie e consuete posizioni ideologiche, è ora d'intervenire con tutti i mezzi che la normativa consente. Inoltre – conclude Febbo -  oggi le normative vietano di portare gli animali selvatici ai mattatoi (il regolamento europeo prevede per i mattatoi sono solo per gli animali allevati). Chi li sopprime peraltro quando sono catturati visto lo stress del trasporto che fa scadere la qualità delle carni per la produzione adrenalinica? Diffideremo le Asl a dare parere favorevole alla macellazione presso i mattatoi non contemplata dai regolamenti europei e chi firma simili autorizzazioni se ne assumerà la responsabilità in sede civile e penale”.

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