Pescara. “Salvaguardare e tutelare l’equilibrio e la tenuta non solo giuridica, ma anche democratica degli assetti politici della Regione Abruzzo poiché attori istituzionali, a cui sono demandate determinate decisioni, potrebbero non agire con la dovuta imparzialità ed estraneità sulla data nella quale dovranno essere svolte le elezioni per la scelta del nuovo Presidente della Regione Abruzzo e del Consiglio Regionale”. Questo la sintesi dell’appello che il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo mette nero su bianco in una lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dove spiega come “sia inderogabile e indifferibile fissare immediatamente la data del rinnovo del Consiglio regionale tra il 25 novembre e il 2 dicembre prossimo. Lo statuto della Regione Abruzzo, la legge elettorale ed il regolamento interno per i lavori del Consiglio sono assolutamente chiari ed inequivocabili sul punto, - afferma Febbo - come d’altronde chiarisce anche la Corte costituzionale (sentenza 196/2003) ed il Consiglio di Stato. Si è arrivati alle dimissioni del Presidente D’Alfonso in notevole, ingiustificato e voluto ritardo, il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha firmato il Decreto di scioglimento solo il 16 Agosto, quando poteva farlo già il 13 o 14, per poi giustificare la sua pubblicazione sul BURA per domani 22 Agosto. Questi – spiega Febbo - sono tutti miseri e infimi escamotage per far passare l'interpretazione, esclusivamente della maggioranza, dei 120 giorni per lo scioglimento del Consiglio e arrivare al 22 dicembre e quindi far slittare le elezioni a Marzo. Infatti sarà facile da parte della maggioranza di centrosinistra giustificare lo slittamento: a Natale giustamente non si può votare mentre a Gennaio/Febbraio non è possibile votare in Abruzzo visto che abbiamo più di 100 comuni montani oltre gli 800 metri e oggettivamente impossibilitati per causa neve. Ci troviamo di fronte ad una ignobile e scandalosa sveltina senza precedenti.

Quindi – scrive Febbo nella missiva – qualsiasi "forzatura" interpretativa intrapresa emanerebbe un acre odore che inevitabilmente ognuno di noi potrebbe ricondurre quasi automaticamente, per non dire naturalmente, a considerazioni legittimamente collegate alle vicende descritte negli ultimi due mesi da diversi articoli giornalistici e da noi ampiamente anticipate. Per essere ancora più chiari – commenta Febbo – i giochetti del Partito democratico e dell’attuale maggioranza sono chiari e sotto gli occhi di tutti, hanno lo scopo di prendere tempo per organizzarsi dal punto di vista elettorale e di reperire o sbloccare la disponibilità di singoli individui a candidarsi. Nell’ultimo Consiglio regionale si è approvata la modifica alla legge elettorale con la giustificazione di dare più tempo ai sindaci (da 7 a 45 giorni) mentre serviva solo a superare il 24 settembre, data di scadenza del mandato dell'attuale vicepresidente del CSM Giovanni Legnini. Su questo punto infatti ho presentato un preciso emendamento per smascherare tale agevolazione ad personam, che la maggioranza ovviamente ha bocciato. È tanto il malessere che il Partito Democratico percepisce nei propri confronti e di questo Esecutivo regionale che ha necessità di guadagnare ulteriormente tempo utile e magari mentire su una candidatura che difficilmente ci sarà perché, ad oggi, è in forte difficoltà finanche a formare le liste con il proprio simbolo, tant'è che preannuncia civiche.

Una sceneggiata – conclude Febbo - che non salverà il PD abruzzese ad arrivare terza (con o senza Legnini) alle prossime elezioni regionali ma che produrrà solo ulteriore avvelenamento al clima istituzionale ed elettorale ma soprattutto che condanna l’Abruzzo ad un immobilismo politico- amministrativo provocando ulteriori gravi danni alla nostra economia. Di qui l'appello al Presidente Mattarella”.

Pescara. “Silvio Paolucci sempre più senza vergogna. Ogni qualvolta che un Istituto diffonde dati con piccoli segnali positivi inerenti il sistema produttivo abruzzese arrivano puntuali anche le dichiarazioni farneticanti dell’assessore che rimedia l’ennesima figuraccia dimostrando di non approfondire e non studiare essendo politicamente in "malafede". Così Mauro Febbo sulle dichiarazioni dell'Assessore Paolucci dopo i dati diffusi dallo Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno. “Infatti – spiega Febbo - leggiamo dichiarazioni prive di ogni fondamento logico che raccontano una realtà completamente diversa dalla vita reale. L’assessore Paolucci, l'unico dell'Esecutivo regionale a difendere l’indifendibile e ad essere presente su tutti gli argomenti in odore di una eventuale e prossima candidatura da Presidente, esalta i risultati del 2017 per un incremento del Pil pari a + 1,2% dimenticando, chiaramente e volutamente, di segnalare che la Calabria (Sic !!!) ha registrato +2%, la Sardegna (Sic!!!) + 1,9% , la Campania (Sic!!!) + 1,8%, la Puglia (Sic !!!) +1,6 % . Per cui siamo avanti solo a Basilicata, Sicilia e Molise cioè siamo terzultimi nella graduatoria nazionale ed in quella del mezzogiorno. Ancora peggio se si valuta il triennio 2015/2017 dove ci fermiamo all'ultima posizione con un più + 1.7% mentre il Molise segna un +2.2% e la Basilicata un + 11.1 %, e tutto questo viene taciuto dall'assessore. Stesso silenzio assordante riguarda l'aumento medio del Mezzogiorno +1.4% (Abruzzo +1.2%) e nel triennio addirittura +3,7% (Abruzzo solo +1.7%), performance 2017 in Italia +1.4% e nel triennio +3.7% (vedi allegato). Non resta che congratularsi con l’assessore Paolucci e con la maggioranza di cui fa parte per il pessimo risultato raggiunto. Inoltre, sempre Paolucci omette di dire cosa è stato fatto o quali iniziative sono state intraprese da questa Giunta regionale per agganciare e sostenere questa modesta ripresa economica. Ricordo come l’Abruzzo è fanalino di coda ed in forte ritardo a livello nazionale ed europeo nella spesa e nella rendicontazione dei Fondi Europei, del FEARS, del FSE e del Fears (agricoltura). Un pessimo risultato mai verificatosi prima nella storia della nostra Regione. Pertanto invito l’assessore Paolucci a non lasciarsi andare a inutili e puerili dichiarazioni ma di analizzare seriamente la cruda realtà quotidiana dove abbiamo ogni giorno giovani neolaureati che partono e lasciano il nostro Abruzzo (e l’Italia) per cercare la prima occupazione. Registriamo centinaia di migliaia di famiglie che vivono in povertà assoluta e in difficoltà, con molte di queste che a stento arrivano al 20 del mese privandosi addirittura di cure mediche”. “Pertanto – conclude Febbo – non capisco l’esultanza dell’assessore Paolucci per il pessimo risultato raggiunto rispetto al quale registriamo solo piccoli e minimi segnali positivi grazie ad alcune grandi aziende. Ometto di entrare nel merito della grande crisi che vivono le PMI dell'industria, dell'artigianato, dell'agricoltura e dei servizi che sono la struttura portante della nostra economia. Questo dimostra come Paolucci e la Giunta D’Alfonso siano fuori dal mondo reale. È giunto il momento che tornino all'opposizione”.

Pescara. “Apprendiamo con stupore da fonti romane che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno proposto al Dipartimento degli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’impugnativa della L.R. n. 14 del 2018 con cui il Consiglio Regionale, su iniziativa dei sottoscritti, ha garantito l’indennità oraria di 4 € ai medici della continuità assistenziale”. E’ quanto dichiarano i consiglieri di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

“E’ veramente inaudito il comportamento dei 5 Stelle che, a livello regionale, hanno sempre sbandierato il pieno diritto dei medici di guardia medica al compenso aggiuntivo, anche con plateali manifestazioni, capitanate dal consigliere Pettinari dinanzi agli Uffici della Regione Abruzzo e con sortite pesantemente polemiche sulla stampa locale, e poi a livello di Ministero della Salute – quando si è trattato di risolvere definitivamente la questione – hanno sostenuto l’illegittimità dell’erogazione dei 4 € euro orari, con le ripercussioni che deriveranno a carico di quegli stessi medici da loro sostenuti e organizzati sul territorio regionale quali vittime della “delibera della vergogna”, ovvero la DGR 398 del 2017 che prevedeva il recupero delle indennità percepite. Ricordiamo infatti che il consigliere Pettinari nulla aveva da eccepire alla Legge Regionale avanzata ed approvata, ma pretendeva solo il ritiro della richiamata DGR che in ogni caso nell’ordinamento giuridico è superata dalla legge regionale stessa perché di rango superiore. Poi invece si sono resi autori di questa impugnativa”.

“Faremo luce e chiarezza su questa vicenda, lavorando per garantire un diritto dei medici interessati, smascherando anche chi cerca di apparire loro sostenitore ed invece li accoltella alle spalle. Peccato che questo non sia l’unico argomento sul quale i rappresentanti regionali del Movimento 5 Stelle si esibiscano paladini di alcune battaglie, salvo poi rivelarsi tutt’altro. Ricordiamo – proseguono Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri - come i “penta stellati”, tramite il deputato Vacca e la consigliera regionale Marcozzi, invocassero lo stop al progetto del metanodotto Larino – Chieti appellandosi al Ministro dello Sviluppo Economico definendolo “un’opera contro gli abruzzesi”. Peccato che il Ministero, oggi guidato proprio da Luigi Di Maio, giorni fa ha emanato il Decreto di Autorizzazione per il gasdotto Larino – Chieti, un’opera fortemente contestata in quanto tassello della strategia che vuole trasformare l’Italia in un “Hub del Gas” a totale vantaggio dei petrolieri. Come se non bastasse, a ciò vanno aggiunte le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nel recente viaggio negli USA, ha rassicurato il Presidente Trump sulla realizzazione proprio del gasdotto Tap definendolo “opera strategica”. Forse il Conte e Di Maio non usano la stessa piattaforma consultiva dei “penta stellati nostrani”.

“Sono palesi – concludono Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri - le contraddizioni del Movimento 5 Stelle che su tutti gli argomenti corre e sgomita su blog e mass media per apparire agli occhi dei cittadini come i loro primi sostenitori, ma alla prova dei fatti o sono i primi traditori oppure palesano la loro ignoranza amministrativa e inesperienza. In ogni caso è evidente che puntino al clamore piuttosto che ai contenuti”.

Pescara. “L’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale non erogherà un euro per lo sviluppo dei porti abruzzesi, tutti i fondi sono destinati al porto di Ancona. La conferma ai nostri sospetti è arrivata oggi nel corso del vertice straordinario della Seconda Commissione, alla quale hanno preso parte il Governatore-Senatore, Luciano D’Alfonso, e il Presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri. A questo punto porteremo il duro confronto nell’aula consiliare, in una seduta straordinaria e urgente del Consiglio regionale per determinare la modifica del documento a difesa degli interessi degli abruzzesi che oggi devono pagarsi con le proprie tasse opere che sono invece di competenza statale a differenza di quanto accade nelle altre portualità”. Lo hanno detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e il consigliere regionale Mauro Febbo, Presidente della Commissione Vigilanza, protagonisti oggi di un duro scontro in Commissione con il Presidente D’Alfonso sulla vicenda dei porti abruzzesi.
“Ancora una volta D’Alfonso ha dimostrato di non avere alcuna autorevolezza all’interno dell’Autorità, nel quale ha deciso di affidare al suo Segretario particolare Del Vecchio la carica di esponente-rappresentante per l’Abruzzo – hanno commentato il Capogruppo Sospiri e il consigliere Febbo -. Oggi abbiamo chiesto la seduta per esaminare il documento inerente il Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nel quale non compare un solo investimento per i porti di Pescara e di Ortona. Cinque le opere che verranno finanziate e inerenti tutte il porto di Ancona, un dato che, purtroppo, era scontato e che avevamo ampiamente previsto quando abbiamo contestato con forza l’ingresso delle portualità abruzzesi sotto l’egida di Ancona, era ben prevedibile che Pescara e Ortona sarebbero diventate le due ‘cenerentole’ destinate a raccogliere solo briciole e avanzi e, in questo caso, neanche quelli ed è inaccettabile se pensiamo alle problematiche dei nostri scali portuali, alle loro necessità vitali, e soprattutto alle mille promesse di riqualificazione e sviluppo fatte negli ultimi quattro anni e mezzo dal Governatore-Senatore D’Alfonso, il ‘principe’ delle illusioni. A fronte della nostra denuncia, il segretario particolare dello stesso D’Alfonso, Del Vecchio ha risposto tentando di stemperare, gettare acqua sul fuoco e smentire contrapponendo le sue solite sterili chiacchiere e fantasie alle nostre carte documentate. Salvo poi essere smentito egli stesso non da Forza Italia, ma addirittura dallo stesso D’Alfonso il quale ha annunciato una presunta azione della Regione nei confronti dell’Autorità per far modificare il documento e far riservare almeno il 30 per cento dei finanziamenti sui porti di Pescara. Purtroppo nella seduta odierna sono state confermate le nostre informazioni: l’Autorità non ha disposto un solo euro per i nostri porti e ha piuttosto inoltrato al MIT solo la richiesta di finanziamenti per il porto di Ancona, 5 interventi in tutto. Secondo il Governatore D’Alfonso, ciò è avvenuto perché la Regione Abruzzo ha già inserito finanziamenti sul Masterplan, 71milioni e mezzo teorici, di cui 31milioni di euro per il porto di Pescara e 40milioni e mezzo su Ortona, decidendo, di fatto, di usare i soldi degli abruzzesi per fare opere di competenza statale, ovvero dell’Autorità di Sistema. E noi riteniamo tale disposizione semplicemente vergognosa e inaccettabile: l’Autorità deve iniziare a considerare i porti abruzzesi alla stessa stregua di quelli marchigiani perché è chiaro che nessuno scalo diventerà strategico se non si realizzano adeguati investimenti e si continua a considerare le nostre strutture come scali di infimo livello, di pessima manutenzione, buoni, al massimo, per le flotte pescherecci, dove resistono, o per il diportismo. Non riteniamo accettabile che le opere sui nostri porti debbano essere finanziate dagli abruzzesi, attraverso il Masterplan, mentre sia lo Stato a occuparsi e a elargire fondi per i porti marchigiani. È chiaro – hanno aggiunto il Capogruppo Sospiri e il consigliere Febbo – che quel documento va cambiato e siamo pronti allo scontro frontale in Consiglio regionale: nell’atto di programmazione vanno dirottati fondi per coprire le somme che ancora oggi mancano per il completamento degli interventi, ossia circa 20milioni di euro per opere a mare sul porto di Pescara e altre somme per realizzare le vasche di colmata al Porto di Ortona dove stoccare i materiali del dragaggio la cui dislocazione in discariche marine o terrestri distanti dal luogo di asportazione hanno costi insostenibili e a tal proposito ricordiamo che i lavori per 9milioni e mezzo di euro già appaltati per il dragaggio del porto di Ortona sono fermi perché non si riesce a trovare una discarica o una vasca di colmata dove depositare circa 300mila metri cubi di sabbia”.

Chieti. “Come al solito all'indomani del Tavolo di Monitoraggio l'assessore Paolucci con toni trionfalistici annuncia belle notizie, che poi vengono purtroppo smentite dalla lettura dei verbali. Questa volta la notizia positiva riguarda l'accoglimento della proposta dell' istituzione dell'Ospedale di Area Disagiata del San Camillo di Atessa, e questo non può che farci piacere".E' quanto ha dichiarato il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che ha aggiunto: "Se ciò dovesse essere confermato dal Verbale, e noi ci auguriamo che lo sia, e' la dimostrazione chiara ed inequivocabile che avevamo ragione: ossia che il Decreto Lorenzin detta delle linee guida rispetto alle quali le Regioni si possono disallineare purché le scelte assunte vengano motivate, documentate e sia trovata la copertura finanziaria. Quindi le chiusure dei Punti nascita, il ridimensionamento dei Pronto soccorso, che hanno causato tanti danni ai territori, non solo in termini di offerta sanitaria, si potevano evitare, così come d'altronde abbiamo sempre sostenuto. Il risanamento, quello vero, con crescita dei Lea e dei bilanci Asl in positivo (e quello Regionale) lo avevamo perseguito noi (Governo centrodestra 2009/2014) e bisognava solo continuare su qualla strada e "alleggerire" quelle decisioni forti e mai attuate che erano state prese durante il commissariamento". "Detto ciò - ha proseguito Febbo - adesso auspichiamo che la Giunta regionale porti immediatamente in approvazione le modifiche utili alla attivazione della proposta e quindi alla modifica anche dell'atto aziendale della stessa Asl 02. Risolta, speriamo, la questione Atessa è necessario tener fede all' impegno preso sia dal Governo Regionale sia dall'assessore regionale Paolucci, dopo aver votato all'unanimità la mia risoluzione, affinché venga riconosciuta anche per l'Ospedale di Guardiagrele la stessa Area Disagiata. Impegno tra l'altro assunto non solo in Consiglio regionale ma anche il 20 giugno scorso quando durante l'audizione in Commissione di Vigilanza l'assessore Paolucci, il Direttore Regionale Muraglia e il Direttore dell'Azienda Sanitaria Mascitelli presero impegni concreti dopo l'esito del tavolo di monitoraggio di fine Luglio. Pertanto, oggi stesso, ho provveduto a convocare per il prossimo mercoledì 8 agosto in Commissione di Vigilanza tutti i soggetti coinvolti (Paolucci, Muraglia e Mascitelli) per dare il via al riconoscimento di Ospedale di Area disagiata anche per il Maria SS Immacolata di Guardiagrele". "In quella occasione credo che sia utile e doveroso un confronto anche per parlare di possibili soluzioni e interventi per gli Ospedali di Casoli e Gissi - ha concluso Febbo - al fine di trovare percorsi idonei a rafforzare l'offerta sanitaria territoriale, sopratutto per le aree interne che hanno sicuramente più problematicità e vanno difese e tutelate dallo spopolamento. Tutto sempre nella certezza che il verbale del Tavolo di Monitoraggio confermi le anticipazioni dell'assessore Paolucci, cosa che nelle precedenti occasioni purtroppo non è avvenuto, ci auguriamo di sbagliarci".

 

Chieti. “Questa mattina ho protocollato una interrogazione urgente con risposta scritta all’attenzione dell’assessore regionale Paolucci per conoscere e verificare modalità e procedure adottate dalla Asl di Lanciano – Vasto –Chieti per la designazione del nuovo Direttore sanitario al Presidio ospedaliero ‘San Pio’ di Vasto”. A comunicarlo è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “Nello specifico è opportuno accertare se la persona indicata, dott.sa Tana, ricopra legittimamente il nuovo ruolo affidatogli e, quindi, chiarire se la stessa Azienda sanitaria abbia rispettata in maniera idonea procedure, norme, leggi e selezioni pubbliche per arrivare a nominare il nuovo Dirigente sanitario presso l’ospedale di Vasto. Nella fattispecie – spiega Febbo – ho inteso chiedere all’assessore regionale alla Sanità se la dott.sa Tana abbia rinunciato al posto al SERT, per cui è vincitrice di concorso, per poi assumerne il ruolo di Dirigente medico e se esiste una autorizzazione o procedura interna dell’Asl per far scorrere la graduatoria finale di merito della direzione Sanitaria del 16 marzo 2018 relativa al Concorso pubblico a n.1 posto di dirigente medico di Direzione medica di Presidio Ospedaliero (delibera n.353 del 15.03.2018). Quindi è indispensabile chiarire al più presto se la nuova dirigente, dott.sa Tana ricopre legittimamente ruolo e compiti compatibili con la graduatoria in essere e con le sue attuali mansioni. Non vorrei che ci trovassimo davanti all’ennesimo pasticcio creato dalla Direzione sanitaria e dall’assessore Paolucci che sono stati ‘stranamente’ veloci a sostituire l’ex Direttore sanitario che andrà in pensione a partire dal 31 luglio 2018. Questa nomina lampo – continua Febbo - è la dimostrazione di come D’Alfonso e Paolucci gestiscono la sanità nel vastese e come viene mortificato per l’ennesima volta l’Ospedale di Vasto. Ricordo che al ‘San Pio’ il reparto di Gastroenterologia dopo trent’anni di efficiente servizio è stato declassato da Unità Operativa Complessa a semplice Servizio. Manca la sostituzione di molti primari e medici andati in pensione con personale ridotto all’osso ed in forte affanno soprattutto in reparti fondamentali come Cardiologia, Radiologia, Pronto soccorso e Rianimazione, liste di attesa interminabili per le prestazioni ambulatoriali e sedute operatorie ridotte al lumicino. Per non parlare di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sia sull'immobile che sulle attrezzature ormai obsolete e in molti casi inutilizzabili, basta leggere il bilancio complessivo della Asl 02 per capire e verificare lo stato di abbandono da parte dei vertici aziendali. Tutto questo mentre il nuovo ospedale è diventato ormai un vera e propria chimera, una bella favola raccontata ripetutamente per 50 mesi e mai diventata realtà. Proprio il San Pio è l'espressione visiva del – conclude Febbo – del fallimento delle politiche portate avanti da questo Governo regionale e da Paolucci che peraltro preferiscono nominare una figura in Direzione sanitaria piuttosto che assumere nuovi radiologi e anestesisti e dottori fondamentali per la gestione di un Presidio fondamentale come quello di Vasto che copre un’area ampia e di frontiera”.

​Vasto. "​La sede del Cotir di Vasto è stata presa d'assalto da vandali e ladri. Mezzi agricoli, attrezzature e computer rubati, porte divelte, grondaie e canali di rame spariti, forestiere svuotate, sanitari divelti e razzie di ogni genere. Questo è il triste epilogo del Cotir a causa di una di una Regione, incapace, sorda e inadempiente davanti alla mie denunce, lasciando in totale abbandono un immobile pubblico". E' quanto afferma il Consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge: "Non è stato garantita neppure la minima sorveglianza di un patrimonio pubblico a dimostrazione della incapacità politica ed amministrativa della Regione. Questo – aggiunge Febbo - è il più triste epilogo che poteva capitare al Cotir dopo una gestione fallimentare condotta da D'Alfonso e dell'assessore Pepe. In più di quattro anni, questo governo regionale di centrosinistra, dopo aver illuso i ricercatori e fatto promesse, non ha realizzato nessun atto concreto per salvare il Cotir ed i suoi lavoratori che sono dovuti ricorrere a vie giudiziarie al fine di salvare la propria occupazione. A gennaio scorso la Corte dei Conti, dopo il mio esposto circa la grave situazione economica finanziaria debitoria del Cotir e lo stato di totale inerzia da parte dei commissari liquidatori, aveva fatto formale richiesta alla Regione Abruzzo affinché venissero forniti alla Procura documenti e informazioni. Ma, dopo la decisione di sospendere ogni tipo di attività al Cotir assunta e decisa proprio dai liquidatori e ratificata dall'Assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, le cose sono peggiorate. Infatti, la scelta di mettere in liquidazione il Centro di ricerca vastese ha praticamente compromesso il futuro dei lavoratori e della stessa struttura che negli passati è stata luogo di eccellenza". "In più occasioni - prosegue Febbo - ho denunciato la superficialità della Regione Abruzzo nell'affrontare la crisi dei Centri di Ricerca e oggi abbiamo un patrimonio immobiliare di rilievo con attrezzature scientifiche, impianti irrigui e laboratori chimici che sono stati addirittura distrutti, rubati e lasciati a marcire nell'indifferenza più totale. Sono mesi che le strutture sono senza corrente, telefoni, riscaldamento, non si eseguono le minime manutenzioni, non si è voluto mai prendere decisioni per salvaguardare almeno le costruzioni di proprietà regionale, costati miliardi di vecchie lire. Mentre la Regione di D'alfonso, Pepe e Paolucci ha deciso di salvare e riconvertire solo il Crab di Avezzano trasformandolo in Crua. Tra l'altro, ad oggi, è un salvataggio solo di facciata e a spese degli abruzzesi perche le centinaia di migliaia di euro erogati non sono bastati per far ripartire l'attività di ricerca agricola ma solo a "salvaguardare" la posizione politica del Presidente Di Pagrazio." "Questo - conclude Febbo – è il triste risultato dell'operato del governo regionale che in questi anni ha sottovalutato sia le mie denunce sia la gravità della situazione economica e patrimoniale in cui versava la struttura del Cotir. Oggi stesso provvederò ad integrare il mio esposto alla Procura della Corte dei Conti per l'addebito dei danni patrimoniali causati dalla inettitudine di qualcuno. Tutto questo è davvero inaccettabile".

Pescara. “Il Senatore D’Alfonso non rassegnerà le sue dimissioni da Presidente fino a quando non porterà a termine la sua interminabile opera per le assunzioni all’interno della Regione Abruzzo e degli Enti strumentali, per continuare a sistemare i suoi fedelissimi e rafforzare la sua posizione "traballante" all'interno di un Partito Democratico ormai quasi sciolto”. Questo il commento dei Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che sottolineano: “L’ultimo fortunato è Giovanni Tremante, marito di Chiara Trulli, vice sindaco di Spoltore. La ‘sveltina’ dalfonsiana nasce dalla Delibera numero 501 del 16 luglio con la quale si approva l’assunzione di un Dirigente Amministrativo, per la durata di tre anni, all’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela del Territorio) attraverso una procedura concorsuale iniziata nel lontano 2016. È incredibile come il Presidente, nel pieno della sua incompatibilità, continui ad elargire incarichi, prebende e assunzioni con il silenzio assordante della sua maggioranza diventata ormai ubbidiente e accondiscendente ai suoi capricci pur di mantenere le poltrone per qualche mese in più da Consigliere regionale. Soliti nomi, soliti personaggi per incarichi ben retribuiti. Scandaloso vedere all’interno di Enti importanti come si faccia incetta di consulenze a vario titolo come se fosse tornata improvvisamente l’era della Prima Repubblica. All’ERSI (Ente Regionale Servizio Idrico) abbiamo consulenze, per complessivi 500 mila euro, per ingegneri tra cui risulterebbe incaricato, come si evince dagli elenchi pubblicati sul sito, l’ing. Francesco Lamparelli già in organico presso il Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, assunto a tempo determinato per tre anni in qualità di Responsabile Settore Tecnico come da Delibera n. 153 del 02.05.2018. I consorziati del vastese sono solo chiamati a pagare i canoni raddoppiati mentre i pescaresi vengono chiamati a lavorare all’interno dell’Ente”. “Ricordiamo – rimarcano Febbo e Sospiri -che l’attuale Direttore generale dell’Ersi, Tommaso Di Biase, un architetto pescarese di 68 anni ed ex assessore comunale, riveste questo ruolo in maniera presumibilmente illegittima tant’è che abbiamo presentato un esposto all’Anac. Una Regione dove ai giovani e brillanti professionisti abruzzesi si preferisce un Direttore ultra sessantenne all’ERSI e un Presidente, Tullio Tonelli, ultra settantenne a TUA . Lo stesso film – continuano Febbo e Sospiri – anche all’interno dell’ACA di Pescara (Azienda Comprensoriale Acquedottisitica). In poco più di due anni l’Ente pescarese ha raggiunto, per incarichi esterni a vario titolo, una spesa di un milione di euro circa. Solo negli ultimi 12 mesi sono stati elargiti incarichi per un ammontare di 550.394 mila euro. Mentre all’ARIC (Agenzia di informatica e committenza), soggetto aggregatore voluto fortemente da D’Alfonso, assistiamo come per magia al rinnovo anticipato dei contratti delle collaborazioni esterne. Contratti che sarebbero scaduti a ottobre 2018 ma vengono prorogati di un anno. Stessa premura e preoccupazione D’Alfonso le riserva per i suoi collaboratori: ben 35 figure alle sue dipendenze di cui alcuni vedono aumentare il loro compenso ed altri prorogati i propri contratti nonostante le sue imminenti dimissioni. Tutto questo – concludono Febbo e Sospiri – per sottolineare ancora una volta il metodo tutto dalfonsiano istaurato nell’Ente Regione e all’interno degli Enti strumentali che invece di lavorare per le esigenze ed emergenze abruzzesi sono stati lottizzati per rispondere al volere di un solo uomo al comando”.

Chieti. “Oggi, dopo tanti annunci e più volte rinviato, il Presidente D’Alfonso presenta, in pompa magna, come è suo solito fare, la riqualificazione di Via Piaggio, chiamando a raccolta tutte le attività che insistono su quell’area industriale. Il contributo di 600 mila euro sono briciole rispetto a ciò che ha dovuto pagare il Comune in questi anni e sono per di più una miseria rispetto all’economia e all’aspettative di quella parte importate del comprensorio industriale”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “ dobbiamo ricordare che via Piaggio è di competenza del Consorzio industriale, ente strumentale della Regione stessa e per la quale le attività industriali, artigianali e commerciali versano una quota annuale fissa ogni anno, a seconda dell’estensione dell’attività stessa. Ricordiamo inoltre che il Comune di Chieti, in questi anni ha pagato, sta pagando e pagherà i rimborsi dei contenziosi subiti per i danni ai mezzi che sono transitati su quelle arterie.

Quello di D’Alfonso è un mero annuncio di un semplice contributo, come ricordavo, che viene da lontano e che non rivoluziona, ne migliora l’assetto viario della zona industriale teatina, ma trattasi, invece di una pura manutenzione ordinaria (asfaltatura) che già da tempo sarebbe dovuta avvenire. Infatti gli annunci risalgono già da febbraio 2018, (articoli qui allegati) in perfetto stile pre-elettorale, sbandierando ai 4 venti che i lavori sarebbero iniziati lo stesso aprile , ma così non è accaduto e cosa peggiore non inizieranno prima di ottobre, se tutto va bene!!! A tutto ciò va aggiunto una scortesia istituzionale e un errore procedurale, infatti il Comune di Chieti non è stato invitato a questa “kermesse” di presentazione e soprattutto prima di ufficializzare tale intervento, com’è solito fare il buon D’Alfonso, ha bypassato l’ente comune, evitando di avere un parere dalla conferenza di servizi con i settori di riferimento dello stesso Comune di Chieti , per analizzare eventuali problematiche, su questo intervento. Non risulta oggi ci sia stata definizione del problematiche del traffico veicolare che dovrà essere incanalato su viale Benedetto Croce e dagli svincoli autostradali.

Un “ordinario” intervento che si inserisce nel vasto panorama “dell’annuncite acuta” del Presidente “incompatibile” D’Alfonso e che va di pari passo alle tante mortificazioni subite in questi anni – precisa Febbo – e perpetrate ai danni di Chieti da questo governo regionale a guida centrosinistra: l’ormai quasi quinquennale project financing Maltauro del SS Annunziata di Chieti per il quale tutti ormai sono a conoscenza delle sue carenze strutturali , la Centrale Unica del 118 dell’istituendo DEA di II livello scippata al nosocomio teatino, gli uffici provinciali Caccia e Ambiente trasferiti a Pescara, chiusura della storica sede di Via Asinio Herio dell'ex-Arpa (oggi TUA) traslocati a Pescara, scarsa attenzione e poche risorse per il Teatro Marrucino(fondi ordinari e straordinari 2018 ancora a ZERO), promesse ancora non realizzate per il completamento della Biblioteca Provinciale De Meis, lavori ancora bloccati per la riapertura del Palazzo dello Studente (conosciuto come le mattonelle rosse), senza sapere quando sia possibile riavere a disposizione l'unica Biblioteca presente nel centro storico oltre allo smantellamento del Ciapi. Il progetto di riconversione della ex-Burgo, denominato progetto InTe (zona Celdit). A tutto ciò, ci sarebbe da segnalare anche il ponte di Via Custoza, sempre in zona industriale che se pur di competenza della Provincia, da anni spogliata e depotenziata grazie ai governi targati PD, la quale collega note attività industriali dell’area teatina conosciute a tutta la Regione Abruzzo ed a livello nazionale ed europeo.

Pescara. “Bloccare e rivedere immediatamente la recente Delibera approvata dalla Giunta regionale, numero 480 del 5 luglio 2018, che istituisce le Aree contigue al Parco Nazionale d’Abruzzo poiché danneggia ulteriormente il mondo venatorio, non assicura e garantisce affatto la conservazione dei valori delle aree protette stesse e inoltre penalizza ulteriormente il mondo agricolo”. Ad annunciarlo sono i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiunge quanto segue: “Come sempre quando governa il centrosinistra in Regione Abruzzo, siamo qui a commentare le immani sciagure provocate dalle scellerate scelte di questa Giunta regionale, e, cosi come avvenuto negli anni precedenti, ci troviamo a dover contare ancora una volta i danni provocati, questa volta, non solo al mondo agricolo ed a quello venatorio, ma anche alla tutela della fauna pregiata che, con enormi sacrifici, abbiamo tentato di gestire evitando fughe in avanti del mondo animalista, oltre che gestioni sbagliate di quello ambientalista radicale. Al contrario, in pochi notti di mezza estate, l’assessore regionale Pepe e compagni hanno rovinato tutto, da una parte irridendo tutti i portatori di interesse attraverso il completo disinteresse a tutte le normali quanto opportune indicazioni e segnalazioni consegnate durante la consulta della caccia ai fini della redazione del calendario venatorio, visto che le proposte che vanno in giro e che sono oggetto delle valutazioni di incidenza lo certificano.

Noi del centrodestra – continuano Febbo e Sospiri - ci eravamo ben guardati sempre dal fare una simile scelta sulla istituzione delle Aree contigue al Parco Nazionale d’Abruzzo, e non tanto perché si sia contrari a prescindere ad uno strumento di tutela, che tra l’altro non attiene alla regolamentazione dell’attività’ venatoria in senso stretto, quanto perché si era in attesa della variazione della legge sui parchi, la n. 394 del 94, per la quale ad andare a caccia nelle aree contigue sarebbero solo i pochissimi residenti nelle predette aree. Abbiamo usato il condizionale, perche mentre questi semiprofessionisti della politica facevano il decreto, nessuno ricordava che l’art. 26 della legge 10/2004, cioè la legge regionale sulla caccia, espressamente impone che nelle aree contigue hanno diritto di accesso tutti gli iscritti ed ammessi all’ambito con carico venatorio 1/19, e non più 1/35 come stabilito dall’accordo provincia/parco per la ormai ex Zpe.

Insomma, un ennesimo pastrocchio, anzi l’ennesimo. Una conferma tangibile di ignoranza irresponsabile, peraltro allietata dalle pubblicazioni, sul proprio sito, del Parco d’Abruzzo, che con tono gaudente esulta al pensiero che tutti i fuori regione, siano ora autorizzati ad andare ad affollare i terreni del Preparco, con i pericoli connessi, e fregandosene dei regolamenti, con le nostre montagne ormai abbandonate viste le ridottissime attività di controllo ridotte al lumicino con l’estinzione della Polizia provinciale e del Corpo Forestale dello Stato.

Pertanto – concludono Febbo e Sospiri - l’assessore Pepe e il Governo D’Alfonso, se ve ne fosse bisogno, dimostrano per l’ennesima volta di non conoscere fino in fondo la materia, ma in una notte di mezza estate invece sono capaci di rovinare gestione, Atc, Preparco e area protetta”.

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