L’Aquila. “Dagli organi di stampa apprendo come D’Alfonso si ostini ancora a ricoprire in maniera del tutto inopportuna sia il ruolo di Presidente sia quello di Senatore rinviando, forse, le sue dimissioni in autunno cercando di portare illegittimamente la legislatura a scadenza naturale così da continuare a mortificare le istituzioni e, soprattutto, senza pudore chiarisce il suo malefico e scellerato progetto: continuare ad occupare poltrone per i suoi amici di partito e agevolare alcune lobby imprenditoriali”.Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “L’Abruzzo ha bisogno urgentemente di un Consiglio e di una Giunta regionale che abbia piena agibilità politica ed ampio mandato per far tornare l’Abruzzo ad essere protagonista mettendo in campo quelle politiche concrete di rilancio e di sviluppo attese ormai da troppo tempo. Purtroppo tutti gli studi, i dati, le rilevazioni e ricerche pubblicate dai più noti giornali e Istituti nazionali di economia dimostrano come la nostra Regione in questi quattro anni non abbia saputo cogliere i segnali positivi di crescita e rilancio ma, al contrario, si è impantanata per colpa di una maggioranza litigiosa, inconcludente e prigioniera di un Presidente ‘padrone’. Inoltre – continua Febbo - abbiamo la macchina regionale amministrativa mortificata e ingolfata, uffici in subbuglio e Direzioni strategiche senza dirigenti liberi di poter agire, lavorare e amministrare serenamente. Un Presidente che giorno dopo giorno continua a pontificare in conferenze stampa dove vediamo annunciare e piovere dal cielo ‘fantamilioni’, ma la realtà ci mostra interi territori abbandonati senza trovare traccia delle sue promesse. Tutto questo mentre i Fondi Europei non vengono spesi, la sanità è mal gestita, i nuovi ospedali non sono mai partiti, i poveri e i disoccupati aumentano a dismisura. Questi sono i risultati e la dimostrazione plastica del fallimento di questa giunta regionale di centrosinistra. D’Alfonso si ostina in maniera del tutto inopportuna a rimanere saldamente in due sedie pubbliche mortificando gli stessi ruoli istituzionali da lui ricoperti. Il suo tempo, invece, è scaduto e gli abruzzesi hanno capito da tempo il suo grande bluff. Pertanto - conclude Febbo – D’Alfonso non continui  a indebolire la nostra economia impedendo all’Abruzzo di intraprendere la strada del risanamento e protocolli immediatamente le sue dimissioni da Presidente senza perdere altro tempo prezioso”.

L'Aquila. "Sono circa 2mila i cittadini in attesa di  un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Famiglie che nel pieno della legalità attendono ciò che lo Stato assegna loro di diritto. Ma oggi il Consiglio regionale ha deciso di tutelare “gli altri”: persone che sono entrate negli alloggi senza averne diritto. Si chiamano occupanti senza titolo e oggi la giunta D’Alfonso, attraverso un emendamento legato ad  una legge intrusa,  ha deciso di sanare la loro posizione dando uno schiaffo a chi nella legalità da anni attende il proprio turno.  Uno stato che tutela i disonesti a discapito degli onesti è uno stato che ha fallito. Ed è questo che ha fatto oggi Regione Abruzzo. E’ un pessimo esempio! E’  la scia di una politica che non vogliamo più per questa Regione e per questo Paese. Cosa diranno domani a 2mila cittadini onesti che sono in attesa di un tetto per le proprie famiglie da anni?" così il consigliere regionale Domenico Pettinari.

Montesilvano. “Con rammarico prendiamo atto che sono rimasti inascoltati i molteplici appelli rivolti dai Sindaci e dai Consigli comunali, in particolare di Montesilvano e Spoltore, tesi a partecipare attivamente alla redazione di una nuova proposta di legge regionale che, nel risolvere le diverse criticità evidenziate nella PDL n. 206 del 2016, andasse a definire un percorso condiviso ed ottimale per l’attuazione della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Infatti, non solo non siamo stati invitati a partecipare alla definizione del nuovo testo, ma non conosciamo neanche gli emendamenti presentati”. Inizia così la lettera a firma del sindaco Francesco Maragno indirizzata al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, al presidente della Prima Commissione consiliare, Maurizio Di Nicola, ai capigruppo del Consiglio Regionale e per conoscenza ai sindaci di Pescara e Spoltore. Mercoledì 27 giugno, infatti, si riunirà la commissione Consiliare “Bilancio, Affari generali e istituzionali” per l’esame degli emendamenti presentati alla proposta di legge per la istituzione della Nuova Pescara.

Nella lettera il sindaco Maragno sottolinea tutte le criticità che potrebbero svilupparsi andando avanti nel progetto di fusione nella tempistica dettata dall’attuale consiglio regionale.

«La fusione in assenza di concertazione - spiega il sindaco Maragno – rischia di compromettere tutti i vantaggi attesi da questo progetto. I cittadini ci chiedono servizi efficienti ed efficaci. Al momento, invece, non è stato prodotto uno studio tecnico ed economico-finanziario articolato ed esaustivo che valuti i costi e i benefici della fusione in tutti i suoi aspetti, come ad esempio il bilancio, i tributi, la pianificazione territoriale ed urbanistica, le infrastrutture, l’integrazione delle reti e dei sistemi informativi, delle banche dati e dei corrispondenti processi di elaborazione e gestione, i lavori pubblici, le manutenzioni, la polizia locale, la gestione dei rifiuti, la tutela ambientale, la logistica e il commercio, la mobilità, i servizi e le politiche sociali, i servizi scolastici, la promozione turistica. Crediamo, invece, che procedere ad ogni costo, con la fretta che la prossima scadenza dell’attuale consiliatura regionale richiede, comprometterebbe inevitabilmente la fusione alla quale si dovrebbe giungere con tempi e modalità ben diversi, partendo, ad esempio dalla condivisione di servizi».

Nella lettera si pone l’accento anche sul paradosso che verrebbe a crearsi nell’ambito dell’ente provinciale. Ai sensi della legge 56 del 2014, la cessazione dalla carica di consigliere comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale e, inoltre, impedisce la candidatura alle elezioni provinciali. Ciò significa che se il processo di fusione andasse avanti così come pensato, non vi sarebbero rappresentative dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltre nella istituzione provinciale di prossima elezione.

«Riteniamo opportuno - conclude il sindaco - rimandare alla nuova amministrazione regionale che si insedierà da qui a pochi mesi, il compito e la responsabilità di confezionare, di concerto con le amministrazioni comunali interessate, un provvedimento legislativo che garantisca il successo del processo di fusione in termini di risultati attesi dai cittadini, ovvero servizi migliori, più efficienti e contenimento dei costi».

Pescara. "Non si può andare avanti con le omissioni sull'acqua bevuta dai cittadini, vogliamo che sia varata la Carta delle Aree di Salvaguardia dell'acqua per l'intero Abruzzo e che siano allontanate le sostanze pericolose dall'acquifero del Gran Sasso stoccate irregolarmente nei Laboratori" queste le principali richieste della Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso che ieri mattina ha inscenato un sit-in davanti alla sede della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara.

"La redazione della Carta delle Aree di Salvaguardia - si legge in una nota del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua - è un obbligo per la Regione Abruzzo dal 2006. Sono passati 12 anni e l'ente è ancora inadempiente, quando stiamo parlando del bene comune per eccellenza necessario per la vita.

In realtà nel 2014 l'Ente d'Ambito, l'Ersi, ha affidato l'incarico ad uno studio che ha riconsegnato il lavoro che ora, almeno da ottobre 2017, giace nei cassetti della regione. Nelle aree perimetrate devono essere imposti dei vincoli di utilizzo del territorio, con limiti ad attività rischiose per la qualità dell'acqua, dalle cave alle industrie insalubri.

L'Abruzzo sta già scontando gravi problemi per la scorretta pianificazione delle attività umane, da Bussi al Gran Sasso. Non si può perseverare con gli errori, come, ad esempio, localizzare una megacava da 2,7 milioni di mc e 20 ettari a poche centinaia di metri dalle Sorgenti del Pescara da cui sgorgano 7.000 litri di acqua purissima al secondo.

Giovedì scorso, grazie anche all'audizione del Forum H2O, il comitato VIA della Regione ha chiesto un approfondimento sul rischio idrogeologico dell'intervento ma in assenza delle Aree di Salvaguardia questo progetto surreale rischia di andare avanti.

Ancora più incredibile l'omissione circa l'allontanamento delle sostanze pericolose dall'acquifero del Gran Sasso. Come abbiamo dimostrato le 1.000 tonnellate di acqua ragia e le 1.292 di trimetilbenzene sono state stoccate irregolarmente nei Laboratori. La legge (Art.94 del D.lgs.152/2006) prevede anche l'allontanamento di queste sostanze ma non viene applicata. In caso di grave incidente perderemmo per decenni l'acqua usata da 700.000 persone, comprendendo L'Aquila e tutto il teramano!

La messa in sicurezza del sistema Gran Sasso deve passare intanto per il rispetto di questa legge.

Non si può pensare di considerare l'acqua come un bene disponibile all'infinito, visto che già oggi il 50% delle falde abruzzesi è classificato in categoria "scadente" per il livello di inquinamento raggiunto.

Per questo continueremo a lottare. Si scrive "acqua" si legge "democrazia" ".

Pescara. “Finalmente, dopo un lungo braccio di ferro col Governo che, su questo punto, aveva operato tagli notevoli, sono stati assegnati i fondi per la non autosufficienza” lo fa sapere l'assessore Sclocco in una nota.

Sono infatti arrivati i fondi che consentiranno di finanziare servizi essenziali ai non autosufficienti ed alle loro famiglie come l'assistenza domiciliare integrata, l'assistenza domiciliare socio-assistenziale, il servizio di aiuto personale, il telesoccorso-teleassistenza-il trasporto, i centri diurni, le assegnazioni economiche per il sostegno della domiciliarità e dell'autonomia personale, l'assegno di cura, l'assegno di vita indipendente, riservando il 50% delle risorse a disposizione alle persone in condizioni di disabilità gravissima, come persone in stato di demenza grave e colpite da Alzheimer.

Un risultato importante se si considera che in Abruzzo ci sono 120.000 disabili di cui il 15% rinuncia a visite mediche per impossibilità economica. Un impegno, continua l’Assessore alle Politiche Sociali, che si inserisce in un contesto ampio di interventi a favore dei soggetti svantaggiati, come i progetti di vita indipendente, la legge sul “Dopo di Noi” e Abruzzo Include.

Nei prossimi giorni - conclude la Sclocco - in seguito all’approvazione della delibera della Giunta Regionale, solleciterò l’immediata operatività per l’impiego delle risorse erogando agli Ambiti Socio Distrettuali un acconto pari al 70% delle risorse, mentre il saldo del restante 30% sarà erogato a rendiconto.

L'Aquila. “Un pacchetto di interventi concreto, corposo e immediato, per rispondere ai tanti cittadini che, con il loro voto del 4 marzo, ci hanno fatto comprendere che dovevamo essere più incisivi sui temi del lavoro, della sanità e delle politiche sociali”. Con queste parole il Segretario Pd Abruzzo Marco Rapino commenta le iniziative promosse dalla Regione in materia, appunto, di lavoro, sanità e sociale, e che saranno portate a compimento già nelle prossime settimane.

“Stamattina il vicepresidente Lolli – continua Rapino - ha illustrato la prima parte di questo programma, quella relativa alle politiche sull’occupazione, annunciando la pubblicazione a breve di molti nuovi bandi destinati alla creazione di posti di lavoro, all’auto imprenditoria, alla formazione e alla tutela dei dipendenti delle aziende in difficoltà. Bandi che permetteranno, secondo le stime calibrate in base ai risultati di bandi pregressi, di creare 4mila posti di lavoro a tempo indeterminato e altrettanti a tempo determinato. Entro pochi giorni, poi, saranno presentate ai cittadini e alla stampa gli interventi che la maggioranza in Regione promuoverà per migliorare la sanità locale e le politiche sociali.

Ringrazio per il lavoro svolto gli assessori, i consiglieri e tutta la maggioranza, che hanno prodotto tre fascicoli nevralgici per migliorare la qualità della vita degli abruzzesi. È esattamente quello che, come partito, avevamo chiesto alla Regione di fare all’indomani delle elezioni politiche, durante uno degli incontri che si sono svolti con i nostri scritti per analizzare gli errori commessi e studiare insieme percorsi per promuovere politiche più vicine ai cittadini. Come Pd ci adopereremo sin da subito per organizzare una serie di iniziative volte ad illustrare alla cittadinanza il dettaglio dei nuovi bandi e per raccogliere eventuali critiche e suggerimenti per migliorarli. A breve vi presenteremo il calendario degli appuntamenti, ai quali invitiamo a partecipare tutti coloro che siano interessati a reperire notizie sui fondi a disposizione”.

Pescara. “La Regione Abruzzo mette in vendita ai privati i ‘gioielli di famiglia’ di Pescara all’insaputa della città. Dall’area dell’ex Cofa sul lungomare sud all’ex Fea sul lungomare nord, così come l’ex GI e le ex sedi dell’Agenzia di Promozione del turismo in via Nicola Fabrizi e via Paolucci, strutture, terreni, immobili di assoluto pregio, tutti dislocati in punti strategici del territorio, per i quali per anni si sono succeduti progetti di riqualificazione e di sviluppo a iniziativa pubblica, ipotesi progettuali che oggi il Presidente D’Alfonso ha deciso di affondare con un unico colpo di spugna. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ esprime la propria contrarietà a una simile operazione, che non trova giustificazioni e, piuttosto, se la Regione Abruzzo non è più in grado di sostenere il costo di tali immobili, chiediamo che gli stessi vengano ceduti, gratuitamente, al Comune che deve mantenere la competenza decisionale su tali superfici e sulla loro futura destinazione. Compito della pubblica amministrazione è infatti non quello di fare cassa, ma piuttosto di tutelare gli interessi pubblici. Nel frattempo ci chiediamo anche se, prima di assumere e rendere effettiva una tale decisione, la Regione Abruzzo abbia avuto un’interlocuzione con la giunta Alessandrini, ovvero se il sindaco Alessandrini fosse a conoscenza di tale iniziativa. In caso affermativo, sarebbe gravissimo il suo silenzio nei confronti della città”. Lo hanno detto l’avvocato Berardino Fiorilli e Armando Foschi, esponenti dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ intervenendo sulla vendita dei beni immobili della Regione Abruzzo su Pescara.
“La notizia stamane ha determinato un sobbalzo da parte dei pescaresi – hanno detto l’avvocato Fiorilli e Foschi -: dopo anni di progettazioni, discussioni, dibattiti, convention, Pescara rischia di perdere la capacità decisionale sullo sviluppo turistico di alcune delle aree di maggior rilievo e importanza del proprio territorio. Parliamo dell’ex Cofa, una superficie sulla riviera sud, destinata, secondo lo stesso Piano regolatore, a divenire sede di un Piano particolareggiato per trasformarsi nel nuovo Polo turistico-ricettivo in una città che non ha posti letto né elementi di attrazione sul territorio. Un’area per la quale si sono susseguiti negli anni progettazioni che, tutte, hanno imposto come capofila l’Ente pubblico, che fosse Regione Abruzzo, Comune di Pescara o Camera di Commercio. Parliamo poi dell’ex Fea, l’ex stazioncina posta proprio sulla riviera nord, lungomare Matteotti, da anni abbandonata al completo degrado e per la quale pure esiste da anni un progetto per destinare la superficie a posti auto, riqualificati rispetto agli attuali, e a terrazza verde sul mare, con realizzazione di un edificio polifunzionale al posto dell’attuale rudere, progetto per il quale anche l’ex Gtm, oggi Tua, aveva previsto la possibilità di investimenti, considerando la chiara appetibilità di quella superficie. La stessa giunta Alessandrini aveva coinvolto l’Università ‘d’Annunzio’ nell’elaborazione di un progetto compiuto per la rifunzionalizzazione della struttura. Parliamo poi del terreno dell’ex Gi, sempre sulla riviera nord, anch’essa area dai molteplici sviluppi vista la sua posizione assolutamente strategica. Francamente riteniamo improponibile che tali immobili, di valore ben superiore a quanto tecnicamente stimato, finiscano sul mercato, con la concreta possibilità che i privati riescano ad accaparrarsi quelle proprietà, esattamente come accadde anni fa quando fu un privato ad acquisire la proprietà dell’ex Galoppatoio, in mezzo alla Riserva dannunziana, aprendo un contenzioso tuttora in corso che blocca qualunque ipotetico sviluppo ambientale dell’intero parco. Ma in questo caso i rischi sono maggiori, perché sull’ex Cofa, valutato in 13 milioni di euro, così come sull’ex Fea, ci sono lotti edificabili, ovvero ci sono delle cubature che evidentemente i futuri proprietari potranno sfruttare con rischi concreti per il territorio. Ci chiediamo – hanno proseguito l’avvocato Fiorilli e Foschi – se la giunta Regionale e il Presidente D’Alfonso abbiano interpellato il Comune di Pescara, ovvero il sindaco Alessandrini, per informarlo della propria volontà di vendere, ad esempio, l’ex Cofa prima di approvare la relativa delibera. Se questo non fosse accaduto sarebbe grave, perché conferisce concretezza all’assoluta assenza di considerazione del Governatore rispetto al sindaco Alessandrini, il cui parere, evidentemente, non viene tenuto in conto dal suo pigmalione. Se, al contrario, il sindaco Alessandrini fosse stato messo a conoscenza della delibera e avesse deliberatamente taciuto sulla vicenda, anzi non degnandosi neanche di aprire una trattativa con la Regione o, anzi, di fermare quella delibera, sarebbe ancora più grave perché ci troveremmo dinanzi, per l’ennesima volta, a un sindaco che continua a tacere alla città problematiche di assoluta rilevanza. Ovviamente riteniamo che tali superfici, come l’ex Fea o l’ex Cofa, non possano assolutamente finire nelle mani di privati e, per tale ragione, l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede ufficialmente che la Regione Abruzzo ceda gratuitamente al Comune la proprietà di tali immobili di valore assolutamente strategico, Comune che sicuramente non avrebbe mai la forza economica per acquistare quegli immobili, ma che deve mantenere il controllo del futuro sviluppo urbanistico di tali aree. In caso contrario chiediamo sin d’ora che il Comune ponga immediatamente un vincolo di inedificabilità su tali superfici, in altre parole eventuali privati saranno chiamati a sborsare 13milioni di euro o anche più per costruire parchi cittadini. Solo in questo modo potremo garantire la tutela del nostro territorio contro eventuali e ipotetici attacchi speculativi”.

L'Aquila. “Il Partito Democratico, tramite i suoi rappresentanti in Regione, si è battuto dal primo momento per tutelare i lavoratori della Honeywell, ma ieri il Ministero dello Sviluppo economico ha ribadito il diniego alla Cassa integrazione straordinaria e questo mette a rischio il futuro di circa 400 dipendenti, 400 nostri concittadini”. Con queste parole il Segretario regionale Pd Abruzzo Marco Rapino interviene sulla vertenza Honeywell. “È necessario formulare un nuovo accordo con la società che ha delocalizzato lo stabilimento abruzzese – prosegue Rapino - e favorire al più presto la reindustrializzazione.

Una strada che la Regione Abruzzo ha imboccato e percorso in questi mesi con determinazione. Alla luce del no del Mise alla cassa integrazione straordinaria, però, mi sembra oggi doveroso unirmi all’appello lanciato dal Pd della Provincia di Chieti rivolto ai rappresentanti del M5S e della Lega in Abruzzo: devono intervenire presso il nuovo governo quanto prima e portare all’attenzione del neoministro Luigi Di Maio l’emergenza Honeywell. I lavoratori non possono vedere aggiungere al danno di perdere il proprio posto di lavoro, la beffa di non ricevere gli ammortizzatori sociali. Come Pd continueremo a lavorare per tutelare quelle famiglie e per garantire loro un futuro, ma adesso chi fino a ieri urlava contro l’immobilismo delle istituzioni ha il dovere e il compito di impegnarsi in prima persona affinché i lavoratori della Honeywell, così come tutti quelli delle aziende abruzzesi in difficoltà, siano tutelati”.

 

Pescara. “Leggendo e studiando i dati e i numeri in nostro possesso, emerge chiaramente come in sanità abbiamo una situazione completamente diversa da quella prospettata e raccontata dal Presidente D’Alfonso e dall’Assessore Paolucci che si ostinano ad enfatizzare risultati e obiettivi che non sono rintracciabili in nessun documento ufficiale, mentre sono riscontrabili disservizi e malasanità che i nostri cittadini subiscono ogni giorno. Tutto questo, certificato sia dal verbale del Tavolo di Monitoraggio sia dai bilanci negativi ufficiali al 31.12.2017 delle quattro Asl​, emerge chiaramente e dimostra che ci troviamo di fronte ad una gestione sanitaria completamente fallimentare dove emergono solo debiti, ritardi, pasticci e promesse elettorali”. Questa la denuncia sollevata dai consiglieri regionali Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che sottolineano quanto segue: “Le Aziende Sanitarie, esclusa quella di Teramo, chiudono i loro bilanci con forti perdite (ASL L’Aquila (meno) - 13.991.606 di euro; ASL Chieti – (meno) - 16.448.037 di euro; ASL Teramo (più) +1.131.414 di euro, ASL Pescara (meno) - 9.420.225 di euro) per un deficit pari a 38.768.454 di euro. Quindi abbiamo quasi 39 milioni di euro di perdite certificati dai bilanci delle ASL​, ma su queste risultanze occorrono approfondimenti​ poiché dalla relazione effettuata dalla KPMG​, inviata alla Corte dei Conti il 5 dicembre 2017 con nota prot. RA/0311217/DPF012, ci sono dati molto diversi e preoccupanti, dove emerge per ​il secondo semestre 2017​ un risultato di gestione​ con una perdita ​pari a 35,7 milioni di euro e​, cosa ancor più grave​, per il terzo trimestre 2017 ​un risultato negativo pari a​ 52,7 milioni di euro​. Quindi è facile prevedere un risultato negativo al quarto trimestre 2017 di oltre 80 milioni, ma "stranamente" il risultato negativo oggi si ferma a circa 39 milioni. Con il tempo capiremo anche questo. Chiaramente di questo risultato contabile catastrofico, una vera e propria macelleria sociale in termini di servizi e prestazioni resi ai cittadini abruzzesi, non vi è traccia nella riunione del 22 aprile visto che gli stessi sono stati approvati dopo il 30.04.2018, anzi a pag. 64 del verbale si certifica un disavanzo del quarto trimestre 2017 di 9,217 milioni.......che dire ??!!”.

“Ai disastrosi risultati di esercizio ​– sottolineano Febbo e Sospiri –​ si aggiunge il contenuto del verbale del Tavolo di Monitoraggio​ ancor ​più preoccupante e allarmante. Infatti a pagina 39 leggiamo ​che lo ​"​stato di attuazione delle tematiche del Piano di Riqualificazione 2016-2018​" dei 217 "obiettivi operativi" nessuno, cioè zero, è stato completato, mentre sono in linea solo​ 114 su 217, ​cioè​ il 53%​, ben 55 su 217 pari al 25% sono in ritardo e, ​addirittura, ben 48 su 217 pari ​al 22% ​NON​ ancora vengono neppure avviate. Ossia dal 2016 ad aprile 2018 su 217 output sono in linea, ma non completati 114 e in ritardo o neanche avviati 103 (complimenti !!!).​ ​Ma non è tutto​. Ci sono dati sanitari ancora più allarmanti di quelli contabili:

l’indice di mobilità passiva: nella media italiana è dell'8,2, ma in Abruzzo siamo a 16, ovvero al doppio;

tagli cesari: media nazionale 15, ma in Abruzzo siamo 25,1;

frattura femore operata entro 2 giorni: nella media nazionale 60%, ma in Abruzzo 42 %,

emergenza, intervallo tra chiamata e arrivo al soccorso: media nazionale 18 min, in Abruzzo 21.

E si continua con pagina 58​/60 ​ ​dove​ i Commissari del Tavolo chiedono spiegazioni in merito ai ritardi maturati da parte delle Aziende nella predisposizione di una rimodulazione del piano di fabbisogno di personale e, nello specifico, fanno presente come, nonostante presso le ASL di Teramo e Avezzano - Sulmona - L’Aquila risultino presenti graduatorie di concorso pubblico per Dirigente Amministrativo non completamente utilizzate, si sono indetti ulteriori concorsi. Infatti tali selezioni, come viene riportato anche dal verbale del Tavolo di Monitoraggio, sono stati oggetto di segnalazione da parte del​ Presidente della​ Commissione Vigilanza​, che ha visto riconosciuta la propria lagnanza. E poi ​la mancata definizione del Piano di fabbisogno di personale.​​ Il Tavolo e il Comitato di Monitoraggio ravvisano gravi carenze anche sul rapporto con gli erogatori privati, con riferimento al superamento dei tetti e alle incongruenze tra fatturato e dati di attività trasmessi all’Agenzia Sanitaria, così come evidenzia la non regolarizzazione delle emissione delle note di credito da parte dei privati. ​Sessantacinque pagine dove emergono chiaramente ​confusione​, caos, inadempienze, ritardi e, quando va bene, richiesta di delucidazioni​”.

“Nel verbale ​del​ Tavolo e del Comitato di monitoraggio – continuano Febbo e Sospiri – ​si ​ conferma come, dopo quattro anni di governo (48 mesi), non sarà messo neanche un mattone per i cinque nuovi presidi ospedalieri (Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova)​. Evidente che la famosa firma del Direttore Generale del Ministero che sarebbe dovuta arrivare prima del 4 marzo, come anticipato dal Ministro Lorenzin in visita in Abruzzo, non c'è mai stata: le solite chiacchiere e spot (bugie) di D'Alfonso & Paolucci. Lo stesso dicasi per DEA II interaziendale Chieti e Pescara, il presidio di Popoli e di Atessa dove si rilevano difformità rispetto alla rete ospedaliera ex DM 70/2015 (Decreto Lorenzin) adottata con DCA 79/2016 (rete ospedaliera) ed approvata dal tavolo di verifica. Cioè gli atti prodotti, ovvero le delibere di giunta regionale, non sono stati calati coerentemente nè nel DCA 79, che dovrebbe essere modificato, nè negli atti aziendali che già di per sé sono in difformità dallo stesso. Sul Punto Nascita di Sulmona il nulla se non la solita litania che la Regione provvederà a richiedere un nuovo parere al CPNR (Comitato Percorso Nascita Regionale), cioè allo stesso che è smentito dal Ministero, ma che chiaramente darà lo stesso parere: il gioco delle tre carte”.

“Tutto questo mentre D’Alfonso continua la telenovela kafkiana del project financing da realizzare a Chieti. L’opera faraonica​ di D'Alfonso si arricchisce di un altro fantasioso capitolo​ attraverso la DGR n° 325 del 18 maggio dove troviamo ​una serie di inutilità e illogicità. Infatti nel deliberato (pag.5) leggiamo che si decide di “imputare le risorse​ della GSA alla voce Contributi per ripiano perdite altro, fino alla concorrenza dell’importo di euro 30 milioni e di destinare tale importo al pagamento del contributo pubblico alla procedura di cui in oggetto’​, ma non leggiamo il parere dei responsabili del bilancio GSA, men che meno di quello regionale. Così come non leggiamo il parere della ASL di Chieti che deve accollarsi per 25,5 anni un canone di € 12.400.000 + iva, cioè € 15.128.000. Un canone che andrà ad aggravare il già pesante stato economico finanziario della stessa ASL che negli ultimi due esercizi ha chiuso con perdite pesanti ( il 2016 con - 25.760.636 € e il 2017 con - 16.488.037 €), ma che saranno sicuramente soggette di valutazioni al rialzo.​ ​Il Presidente in questa operazione si è incartato e con lui ha incartato la ASL di Chieti e la stessa Regione. Non sa come uscirne perché qualcuno gli chiederà il conto, anche se a pagare saranno gli abruzzesi in termini economici e i teatini in termini di servizi e prestazione sanitarie. Per cui continua nella produzione di atti inutili, ma che gli danno la possibilità di guadagnare tempo prima di fuggire a Roma".​

​“Siamo drammaticamente preoccupati​ – concludono Febbo e Sospiri – ​di questa situazione e dalle macerie​ amministrative, economiche, sociali e​ ​assistenziali ​in cui ​versa ​ la sanità in Abruzzo e​, soprattutto, de​i ​bilanci delle aziende sanitarie​ che avevamo risanato.​ Il prossimo governo regionale avrà un gran bel da fare e non sara' facile​”.

L'Aquila. "La convocazione odierna impegna il Consiglio in una discussione che non coinvolge solo l’Istituzione regionale. La mozione di sfiducia, infatti, investe non solo la sorte del suo Presidente, bensì l’impegno che abbiamo nei confronti dei nostri concittadini regionali.
Il 4 marzo è una data che ha segnato una innegabile sconfitta del nostro schieramento, impone una riflessione politica che abbracci il presente ed il futuro di quest’amministrazione regionale e richiede una chiara assunzione di responsabilità politica.
Dalle urne emerge un giudizio impossibile da ignorare e pensare che nulla sia accaduto.
Disattendere il chiaro segnale politico che ci sollecita un deciso cambio di rotta , sarebbe il definitivo suicidio.Per questo ho condiviso il tentativo che nel metodo e nel merito di governo è stato avviato sotto il coordinamento del Vicepresidente Lolli - che ringrazio per la lucidità politica con cui ha operato in questi mesi per recuperare lo slancio programmatico necessario per dare senso e significato ad un’azione regionale, e ad un modello di governo che ne è uscito ammaccato in termini di solidità, credibilità ed efficacia politica.
La consapevolezza di questo pesante giudizio, che pone altresì il ripensamento del centrosinistra nei suoi fondamentali ci ha portato a promuovere un’immediata reazione politico-programmatica che, nella collegialità e discussione, potrebbe/dovrebbe ritrovare “forza e fiato”.
Oggi stiamo discutendo anche come dare fiducia al progetto di governo Regionale: i tavoli di lavoro che ci hanno visto impegnati rappresentano degli indirizzi di governo immediatamente spendibili ed attivabili per l’Abruzzo e gli abruzzesi in materia di sociale , Lavoro , Sanità , Trasporti, ricostruzione delle realtà terremotate .
Parafrasando Michelangelo, “l’attesa è il futuro che si presenta a mani vuote”; e se il tirare a campare non è davvero un modus operandi la coerenza, e la credibilità, impone il conferimento di un mandato pieno al Vicepresidente Lolli affinché governi i processi che rendano fattuali questi impegni per dare risposte alle esigenze e ai bisogni della nostra Regione.
Non si sta andando in questa direzione,abbiamo emarginato una parte della maggioranza che con noi ha dato vita a questa esperienza di governo e la gestione del quotidiano contraddice la volontà di un cambio di passo politico ,programmatico e di metodo.
Per questo il rilancio dell’ iniziativa di fine legislatura è la precondizione per impostare e sviluppare il progetto del nuovo centro-sinistra con un rapporto costruttivo e positivo con le esperienze politiche e civiche in grado di informare una nuova stagione politica abruzzese.
L’ azione dell’opposizione non può trovare sostegno da parte mia in quanto risponde a meri interessi elettoralistici di parte, ma mia fiducia è per me garante dell’impegno e nell’esecutivo regionale e nel movimento a cui appartengo per rinnovare il mandato regionale in termini di responsabilità e coerenza nell’ambito di un patto di legislatura orizzonte di un percorso in grado di portare a compimento il lavoro svolto sino ad oggi e dare corso a quanto ancora questa giunta può dare alla nostra regione, aspetto segnali chiari in questa senso". Lo afferma in una nota l'assessore regionale Marinella Sclocco.

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