Pescara. “Agricoltura: innovazione e strumenti finanziari” è il tema al centro dei lavori di un convegno organizzato dalla Copagri Abruzzo, che si terrà giovedì 15 novembre, dalle 9:30 nella Sala Camplone della Camera di Commercio di Pescara.

“Si tratterà di un importante momento di confronto tra i produttori agricoli e i rappresentanti del mondo del credito e della ricerca, durante il quale verrà fatta una ampia disamina degli strumenti finanziari a disposizione degli agricoltori e dell’importanza della ricerca e dell’innovazione nel comparto primario, con particolare riferimento a un tema molto sentito, ovvero quello del ricambio generazionale. In un momento in cui l’accesso al credito ed ai finanziamenti diventa sempre più complesso, ed al contempo la necessità di avvalersi degli stessi riveste fondamentale importanza per lo sviluppo delle imprese agricole, Copagri Abruzzo vuole porre all’attenzione delle aziende associate l’importanza delle relazioni e della capacità di rappresentare nella maniera più efficace le proprie esigenze e peculiarità nei confronti dei soggetti istituzionali e privati a tal fine abilitati”, spiega il presidente della Copagri Abruzzo Leo Spina, che svolgerà l’intervento introduttivo e la presentazione dell’iniziativa.

Ai lavori, che saranno conclusi dal presidente nazionale della Copagri Franco Verrascina, interverranno, fra gli altri: il presidente della Camera di Commercio di Chieti-Pescara Mauro Angelucci; il ricercatore del Centro di ricerche politiche e bioeconomia del Crea Marco Gaito, che presenterà i numeri dell’agricoltura abruzzese; il professore di bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali dell’Università di Teramo Emilio Chiodo, il quale relazionerà sull’importanza dell’innovazione nel primario; il rappresentante di Banca Intesa Sanpaolo Concezio Di Matteo, che parlerà del ruolo degli istituti di credito; il presidente di Confidicoop Marche Giovanni Bernardini, il quale esaminerà la funzione dei consorzio fidi; il dirigente della Direzione Sviluppo imprenditoria giovanile dell’Ismea Giovanni Razeto, che presenterà le opportunità a disposizione dei giovani agricoltori.

A conclusione dell’incontro, i partecipanti si sposteranno a Spoltore, in provincia di Pescara, dove si terrà l’inaugurazione della nuova sede regionale della Copagri.

Perugia. “La Prima guerra mondiale, gli arditi e Vittorio Veneto tra memoria e storia”. È il titolo del convegno che si è svolto a palazzo dei Priori, a Perugia, alla presenza delle autorità locali, tra cui l’assessore comunale alla cultura Maria Teresa Severini e il generale di Brigata Massimiliano Della Gala, comandante della Legione carabinieri “Umbria”. I numerosi partecipanti hanno riempito, nonostante il forte maltempo, la sala della Vaccara. L’evento è stato organizzato, in occasione del centenario che ricorre nell’anno in corso della fine del conflitto globale avvenuto tra il 1915 e il 1918, dall’associazione culturale ASI e dal quotidiano Agenzia Stampa Italia, il cui direttore, Ettore Bertolini, che ha introdotto e moderato il dibattito, ha evidenziato l’importanza di “ricostruire l’atmosfera di quel periodo, consentendo così la trasmissione di questo patrimonio culturale ai nostri figli”. I relatori hanno offerto un prezioso contributo nel raggiungimento di tale obiettivo, fornendo interessanti spunti di riflessione. “L’intervento americano nella Grande Guerra – ha ricordato il professor Alberto Stramaccioni, docente dell'Università per Stranieri di Perugia – è un tema poco studiato, ma è rilevante dal punto di vista storico”. Ha ricordato così la neutralità statunitense mantenuta, grazie alla politica isolazionista dettata dalla Dottrina Monroe, fino all’affondamento, da parte di un sommergibile tedesco, del transatlantico britannico Lusitania. Il tragico episodio ha dato il via, il 6 aprile 1917, a un appoggio più concreto degli Usa ai propri alleati, sancendo quindi ufficialmente l’entrata della Casa Bianca nelle ostilità a fianco di Roma, Parigi e Londra. Il docente ha posto in luce i risultati, raggiunti dai soldati d’oltreoceano, mediante la decisione di bloccare i rifornimenti alimentari e bellici delle truppe di Berlino, operando una vera e propria “asfissia logistica”. La strategia adottata è risultata tra le concause determinanti ai fini della conclusione delle operazioni, concretizzata il 4 novembre 1918, nei campi di battaglia. Le difficoltà erano molto forti, in quegli anni, anche in Italia nonostante la penisola fosse tra le potenze vincitrici del gruppo della triplice Intesa. Il risultato favorevole, degno di nota, è stato conseguito anche grazie al ruolo importante svolto dai Carabinieri. Il colonnello Alessandro della Nebbia, Capo Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma, ha richiamato la nascita, nel maggio 1915, del primo reggimento e della sezione della polizia militare. I componenti vengono ricordati per la vittoria ottenuta in occasione dell’assalto al monte Podgora e per la medaglia d’oro, al valore militare, assegnata con il Decreto Regio del 1920. Le mansioni ricoperte dai membri riguardavano inoltre lo svolgimento di servizi all’estero, la direzione dei soccorsi dei feriti, il mantenimento dell’ordine pubblico in patria nei territori minacciati dal malcontento popolare, la sorveglianza relativa agli obiettivi sensibili, ai militari in licenza e ai pacchi di aiuti distribuiti alle famiglie più indigenti. Una componente sconosciuta dell’esercito dell’epoca era quella degli arditi. Roberto Roseano, autore del premiato romanzo storico “L'Ardito”, ha fornito dettagli su questi reparti d’assalto, nati durante la Prima guerra mondiale, col compito di “rompere il fronte offensivo”. Il loro addestramento quotidiano, personale e collettivo, durava un paio di settimane. “I bocciati – ha puntualizzato lo studioso – venivano rimandati ai corpi di provenienza”, mentre i promossi ricevevano la divisa da indossare. Usavano mitragliatrici, lanciafiamme, cannoni, pugnali, fumogeni e bombe a mano contenenti “schegge molto piccole che non erano mortali”. Le ultime due tipologie di mezzi servivano solo per confondere il nemico, innescando con lui più facilmente una lotta corpo a corpo. Gli arditi hanno partecipato a diverse battaglie, tra cui quella sul monte San Gabriele e di Caporetto. Il governo aveva deciso di sciogliere i reparti, nei primi anni’ 20, per la possibile entrata in realtà estremiste che minacciavano le istituzioni, perché erano cessate le situazioni di emergenza che richiedevano l’attuazione degli assalti e poichè non esistevano capi carismatici in grado di riformare i gruppi. Secondo il Colonnello Riccardo Caimmi, Cultore di Storia moderna presso il dipartimento di Lettere dell’ateneo del capoluogo umbro, le gerarchie militari non gradivano la politicizzazione di queste parti dell’esercito. L’esperto ha sottolineato, citando Salvatore Farina, che gli arditi erano nati “sulla base di un’onda emotiva causata dalla sconfitta di Caporetto” e l’impostazione delle loro azioni era ispirata ai modelli delle “truppe austro – ungariche e di quelle tedesche”.

 

Campobasso. “RIACE: UN MODELLO D’ACCOGLIENZA PER IL MOLISE” è il tema del convegno promosso da Caritas diocesana, arcidiocesi di Campobasso -Boiano, mensile culturale “il Bene Comune”, associazione “Dalla parte degli ultimi”, CGIL del Molise e Centri di ricerca ArIA e Biocult, per parlare di accoglienza e integrazione.
Lunedì 29 ottobre, alle 17,00, presso l’Auditorium Celestino V, in via Mazzini, 80 a Campobasso. «La scelta dell’auditorium diocesano – ha dichiarato l’arcivescovo di Campobasso ricade sul fatto che nessuna istituzione del capoluogo regionale, si è fatta carico di accogliere tale iniziativa.
Con un collegamento da remoto parteciperà anche Domenico Lucano, sindaco di Riace, comune calabrese, promotore di un progetto di accoglienza e d’integrazione di persone migranti. L’azione del sindaco di Riace, messa in campo a favore dell’integrazione e dell’accoglienza, si colloca nell’ambito di uno sforzo comune che diversi soggetti istituzionali e associativi svolgono da tempo per la rigenerazione delle comunità e delle aree interne anche in Molise.
Il modello Riace – commenta il vescovo Bregantini - è un modello che resta comunque in piedi. La forza di questo modello sta nel fatto che questa esperienza nasce condivisa, aiutare i migranti perché loro aiutano anche noi".
Dopo il saluto del sindaco di Campobasso Antonio Battista e un intervento introduttivo di Monsignor Giancarlo Bregantini, Arcivescovo di Campobasso/Boiano e moderati dal giornalista Paolo Di Lella, interverranno Loredana Costa, Presidente dell’Associazione “Dalla parte degli ultimi”, Paolo De Socio, Segretario della CGIL del Molise, Antonio Ruggieri, Direttore de “il Bene Comune”, Rossano Pazzagli, docente dell’Università del Molise e Direttore di ArIA, Centro di ricerca per le aree interne e gli Appennini, Franco D’Onofrio, Direttore della Caritas Diocesana di Campobasso/Boiano e Daniela Grignoli, docente dell’Università del Molise e membro del Direttivo di Biocult.
Nel corso della serata saranno presentate buone pratiche molisane di accoglienza e d’integrazione.

Francavilla al Mare. Martedì 23 ottobre, presso l’auditorium “Sirena” di Francavilla al Mare, verrà presentato, a partire dalle 18:00, il volume “Come raccogliere fondi per la politica: manuale di fundraising e comunicazione politica per partiti, movimenti e candidati” scritto da Raffaele Picilli e Marina Ripoli ed edito da Rubbettino (2018).
A Palazzo Sirena sarà presente Raffaele Picilli, coautore del libro e fra i principali esperti in fundraising a livello nazionale. Alla presentazione del manuale seguirà una tavola rotonda – moderata dagli autori di “66026ilblog.com”. – a cui parteciperanno Sara Marcozzi (candidata a presidente della Regione Abruzzo del M5s), Renzo Di Sabatino (segretario regionale del Pd e presidente della Provincia di Teramo) e Antonio Tavani (esponente di Fratelli d’Italia Abruzzo) e lo stesso Picilli. Oggetto della tavola rotonda saranno i temi del libro, che spaziano dalla raccolta fondi (fundraising) alla comunicazione politica, con riferimenti anche alla ricerca di volontari (peopleraising).
L’ingresso è libero e sono invitati a partecipare tutti i cittadini, gli amministratori locali e i raggruppamenti civici e partitici del territorio abruzzese che, terminata la tavola rotonda, avranno un ampio spazio dedicato ai loro interventi. Per informazioni è possibile consultare l’evento su Facebook oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

San Valentino. L’Istituto Comprensivo “B. Croce” di San Valentino, di cui è Dirigente la Prof.ssa Daniela D’Alimonte, in occasione di Libriamoci 2018, presenterà l’evento Libri e letture degli alunni dell’Istituto Comprensivo “B. Croce” di San Valentino, progettato dalla Prof.ssa Katja Battaglia.
Quest’anno l’IC “B. Croce” di San Valentino dedicherà molte giornate a Libriamoci e ripercorrerà le tappe dell’evolversi del gusto degli alunni per le opere dei grandi scrittori.
Il tema prevalente è quello della diversità. Si partirà dalla presentazione della fiaba Cenerella, versione abruzzese pubblicata da Roberto Melchiorre (di cui gli alunni della classe prima della Scuola Secondaria hanno realizzato un e-book con codice ISBN), dove la protagonista, nonostante la situazione iniziale di estremo svantaggio sociale, riesce a migliorare radicalmente la propria vita.
Seguiranno la lettura di La cosa più importante di Antonella Abbatiello e Leonardo Binato, in cui il gufo saggio fa capire che l’importanza di ciascuno sta proprio nella sua diversità; le attività legate a Pinocchio di Carlo Collodi, in cui il protagonista è un “diverso”; la presentazione del libro realizzato dagli alunni della classe quinta (in versione cartacea e in e-book con codice ISBN) di Robinson Crusoe di Daniel Defoe, che si sofferma sul tema del razzismo; la lettura di Frankenstein di Mary Shelley, in cui Frankenstein è una creatura mostruosa, ma incline al bene, che vuole essere un doveroso omaggio al secondo centenario della pubblicazione del romanzo Mary Shelley; per concludere con I racconti di nonno Nick di Roberto Melchiorre, in cui è presentata la diversità dell’emigrante.
Le iniziative si articoleranno dal 22 al 27 ottobre e alcune giornate saranno animate da intermezzi musicali, sulla base della lettura proposta. Una tappa decisiva sarà il 23 ottobre, in cui verrà ospitata, presso la Biblioteca di San Valentino, Antonella Ranieri, esperta in lettura animata per l’infanzia.
Il momento più importante dell’evento, invece, sarà il convegno di studi Libri e letture degli alunni dell’Istituto Comprensivo “B. Croce” di San Valentino, in cui interverrà il prof. Roberto Melchiorre, autore per ragazzi, i cui libri sono stati letti proprio in occasione di Libriamoci 2018. Saranno coinvolti i genitori e i famigliari degli alunni. Saranno presenti, inoltre, oltre al Dirigente Scolastico, prof.ssa Daniela D’Alimonte e ai docenti, Don Rocco D’Orazio, parroco di San Valentino; il dott. Antonio D’Angelo, Sindaco di San Valentino; Antonio Di Marco, Sindaco di Abbateggio; il dott. Alessandro D’Ascanio, Sindaco di Roccamorice; il dott. Simone Angelucci - Sindaco di Caramanico; Maurizio Fonzo, Sindaco di Salle; Francesco Crivelli, Sindaco di Sant’Eufemia.
Hanno dato il loro prezioso contributo alla realizzazione dell’evento i docenti di tutti gli ordini di scuola dell’Istituto, in particolare per la Scuola dell’Infanzia Anna Ortense, Assunta Taglieri, Alessandra La Rovere, Matilde Di Santo, Antonietta Ventura e Annamaria Silvaggi; per la Scuola Primaria Maria Rosaria Ortense, Alessandra Pascetta, Rita Silvaggi, Roberta D’Onofrio, Rossana Ilario, Angela Nativo, Filomena Crivelli, Vincenzo Di Martino, Santa Maria Pezzi, Letizia Zaccagnini, Sandra Primavera, Filomena Costanzo, Tiziana Scarinci, Rita Mastrodicasa, Francesca Basileo, Romina Basileo, Patrizia Pezzi; e infine per la Scuola Secondaria Katja Battaglia, Grazia Vitale, Cristiana Ortolano, Tiziana Moresco, Francesca Lupone, Patrizia Zammataro, Sonia Presutto, Dario Ciccotelli, Giulia Coppa Zuccari, Alfiero Di Nisio, Fosca Martino, Carlo Federico, Lucia Cornelio, David Sacchetti, Andrea Pomponio, Lorenzo Valloreia, Lia Pierfelice e Luciano Crivelli.

Pescara. Un interessante convegno dal tema “la tutela del minore nello sport tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva”, si è tenuto nel pomeriggio di ieri presso l’Aula Magna “E. Alessandrini” del Tribunale di Pescara. L’incontro è stato organizzato in stretta collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Pescara, Fondazione Forum Aterni, Scuola Regionale dello Sport Coni Abruzzo e Comitato Territoriale Fipav Abruzzo Sud Est. Sono stati 250 gli avvocati iscritti al seminario, di cui oltre 40 non appartenenti al Foro di Pescara, a testimonianza del grande interesse che ha suscitato l’appuntamento, tanto da richiamare l’attenzione di legali giunti da ogni parte d’Abruzzo.
I lavori sono stati aperti dal dottor Angelo Mariano Bozza, presidente del Tribunale di Pescara, dall’avvocato Donato Di Campli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, dal dottor Emidio Santacroce, delegato provinciale del Coni Pescara, e dal dottor Fabio Di Camillo, presidente della Fipav Abruzzo. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi relatori con interventi di vario genere. L’avvocato Andrea Monti, professore a contratto di Elementi di diritto e legislazione sportiva presso l’Università di Chieti, ha parlato del minore e la giustizia sportiva. Questi ha tenuto ad evidenziare come il meccanismo della tutela giurisdizionale della Federazione Italiana Pallavolo sia in assoluto il più all’avanguardia e garantista dell’intero sistema Coni. Notevole e particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento dell’avvocato Massimo Rosi, presidente del Tribunale Federale Fipav, che si è soffermato sul ruolo del giudice e del procuratore federale nei procedimenti che coinvolgono i minori. L’avvocato Giovanni Manieri, presidente del Consiglio distrettuale di disciplina forense, è intervenuto invece in merito all’argomento “l’avvocato del minore: profili deontologici”. Infine l’avvocato Flavia Tortorella, presidente del comitato regionale Abruzzo Aias – Associazione italiana avvocati dello sport – ha esposto su “sport e minori: diritti e responsabilità. Casi pratici”.
La segreteria scientifica è stata curata dall’avvocato Mattia Di Gregorio, presidente del Comitato Territoriale Fipav Abruzzo Sud Est, e dall’avvocato Valentina Bertè, giudice sportivo del Comitato Territoriale Fipav Abruzzo Sud Est. Proprio da loro due è nata l’idea di organizzare un’attività sul diritto sportivo. Hanno così avanzato la proposta alla Fondazione Forum Aterni, ossia l’organismo che si occupa della formazione degli avvocati, la quale ha subito sposato l’iniziativa. È stata quindi estesa e patrocinata dall’Ordine degli Avvocati di Pescara e dalla Scuola Regionale dello Sport Coni Abruzzo.
«Questo incontro voleva essere un banco di prova per capire se l’argomento potesse risultare interessante al pubblico e agli addetti ai lavori» è il commento del presidente del Comitato Territoriale Fipav Abruzzo Sud Est, Di Gregorio. «Possiamo ritenerci soddisfatti del riscontro, più che positivo, tanto che stiamo già pensando con gli altri enti co-organizzatori ad un progetto futuro che preveda l’organizzazione di altre attività formative sulla giustizia sportiva».
La partecipazione al convegno ha comportato l’attribuzione di tre crediti formativi, di cui due in diritto civile ed uno in deontologia.

Pescara. In mattinata, nella sala Tosti dell’Aurum di Pescara, si è svolto il convegno dal titolo “Rigenerazione Urbana Partecipata: Azione Locale tra Sostenibilità Ambientale, Economia Urbana e Innovazione Sociale”.
L’ evento è stato ideato e promosso dal Sottosegretariato Regione Abruzzo in collaborazione con il Servizio Politica Energetica Regione Abruzzo, Confabitare, Confindustria Chieti-Pescara e l’Università degli Studi dell'Adriatico “Gabriele d'Annunzio” Chieti-Pescara. Lo scopo dell'incontro è stato quello di sviluppare un focus sullo stato dell’arte sul tema della rigenerazione urbana ancora sotto utilizzato e sotto sfruttato, per richiamare l’attenzione su questa tematica che in futuro può rispondere ai criteri di efficienza ed economicità degli interventi ma anche di risparmio del suolo.
“Con questo convegno intanto vogliamo cominciare a sperimentare una buona pratica, perlomeno quella che noi riteniamo buona, che è oramai ineludibile relativamente alle modalità di approccio che l’uomo deve avere nei confronti dell’ambiente naturale e artificiale – ha spiegato Mario Mazzocca, sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Abruzzo – l’attività antropica nel corso degli anni e dei decenni ha consentito uno sviluppo sociale del nostro pianeta, ma ha introdotto anche degli elementi di disturbo che attualmente rappresentano delle criticità. Afficnhè queste possano diventare effettivamente delle opportunità c’è bisogno di approfondire alcune tematiche, una di queste, secondo me la principale, è proprio il tema della rigenerazione in ambito urbano. Non si parla più di ristrutturazione e di riqualificazione, ma proprio di ri-generare un tessuto che non è soltanto urbano ed urbanistico. Questo non può che incidere beneficamente anche sul futuro di quelli che saranno i vari mondi dei nostri giovani e, se questo è un obbligo più sostanziale che morale e costituzionale, può avvenire in forma partecipata. Riteniamo che la strada intrapresa sia quella giusta, per cui noi proseguiremo lungo il percorso che abbiamo individuato fin dall’elaborazione delle strategie relative ai cambiamenti climatici e cioè consentirgli di verificare da vicino gli effetti di un comportamento umano non più consono alla sostenibilità urbana. Uno degli aspetti del convegno è dare un contributo reale sulle modalità e sull’esperienza realizzate a livello nazionale da qualche tempo vedendo gli effetti intervenendo su ambienti fortemente degradati andando ad intervenire su delle criticità non solo ambientali, ma anche sociali e si riesca davvero a trasformare le stesse in vere opportunità, soprattutto capaci di generare economia e reddito”.
“Rigenerare sicuramente è un’opportunità economica – ha sottolinieato il presidente di Confabitare Abruzzo, Alessandro Cassano – l’obiettivo di questo convegno è quello di creare dialogo. Noi come Confabitare abbiamo pensato sin da subito che è necessario creare il giusto dialogo tra le varie istituzioni, quindi Università, Regione e come intermediario c’è Confabitare. Siamo tutti seduti attorno ad un tavolo per cercare di trovare una soluzione che può essere quella migliore e che può dare l’opportunità sia di investimento ai privati che possono investire nella riqualificazione del patrimonio urbano, magari con il contributo della Regione per dare incentivi a opportunità di urbanizzazione oppure sgravi sugli oneri che i costruttori sono costretti a pagare nel momento in cui vanno a edificare. Potrebbero essere delle opportunità che si potrebbero dare al fine di riqualificare tutte quelle zone all’interno della città o della regione che attualmente sono degradate e magari non c’è un flusso di persone che ci va a vivere”.

Pescara. Una passerella di personaggi del calcio di oggi e di ieri nel convegno organizzato dal Pescara Club Donne Biancazzurre in programma sabato 13 ottobre dalle ore 9,30 all’Auditorium Petruzzi di Pescara.

Il titolo dell’evento, “La metamorfosi del calcio nei 40 anni del Club Donne Biancazzurre” sintetizza i cambiamenti di un mondoosservato dalla prospettiva di donne che dal 1977 sostengono il Pescara e frequentano gli stadi di tutta Italia stringendo rapporti di collaborazione con supporters di ogni colore. Ospiti autorevoli offriranno il contributo di intere vite trascorse sul campo, in panchina, nella dirigenza di società calcistiche o a raccontare il pallone. Tra i protagonisti il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, l’ex presidente della Roma Rosella Sensi, l’allenatore della Roma Eusebio Di Francesco, il dirigente sportivo Pierpaolo Marino, il segretario sportivo dell’Inter Pier Francesco Visci, l’ex arbitro internazionale Pasquale Rodomonti, il presidente della Delfino Pescara 1936 Daniele Sebastiani, il procuratore di calciatori FIFA Donato Di Campli, il giornalista Sky Maurizio Compagnoni, il docente universitario Nicla Corvacchiola, il vice presidente USSI Abruzzo Walter Nerone.

Dopo il saluto delle autorità, i lavori saranno aperti dalla presidente del Pescara Club Donne Biancazzurre Nella Grossi, dagli esponenti dell’ANFISSC (Associazione Nazionale Femminile Sostenitrici Squadre Calcio) e della FISSC (Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio) Alberta Prandina e Giuseppe Munafà. Modereranno il convegno i giornalisti Antonio Monaco (Rai) e Mila Cantagallo (Rete 8).

Nel corso della manifestazione saranno premiati l’assistente arbitro internazionale Elenito Di Liberatore, Enio e Nando Barbarossa presidenti dell’Acqua & Sapone Unigross campione d’Italia di calcio a 5.

La presidente Nella Grossi è entusiasta delle adesioni ottenute: <Arriveranno tifosi da tutta Italia a dimostrazione dei rapporti di amicizia costruiti in questi 40 anni e siamo onorate di avere con noi tante personalità del calcio, con ogni ospite esiste un legame particolare, a cominciare dal presidente Gabriele Gravina che è sempre stato al nostro fianco ed ora siamo noi a sostenerlo nell’importante sfida che sta affrontando come candidato alla presidenza della FIGC>.

Pescara. Sabato 13 ottobre dalle ore 9 alle ore 14, presso la sala Tosti dell’Aurum di Pescara, avrà luogo il convegno “Rigenerazione Urbana Partecipata: Azione Locale tra Sostenibilità Ambientale, Economia Urbana e Innovazione Sociale”.

L’ evento è ideato e promosso dal Sottosegretariato Regione Abruzzo in collaborazione con il Servizio Politica Energetica Regione Abruzzo, Confabitare, Confindustria Chieti-Pescara e l’Università degli Studi dell'Adriatico “Gabriele d'Annunzio” Chieti-Pescara.

Obiettivo del convegno è quello di sviluppare un focus sullo stato dell’arte sul tema della rigenerazione urbana ancora sotto utilizzato e sotto sfruttato, per richiamare l’attenzione su questa tematica che in futuro può rispondere ai criteri di efficienza ed economicità degli interventi ma anche di risparmio del suolo.

Attraverso sezioni quali “patrimonio immobiliare pubblico e privato: energia per il riuso”, “sostenibilità ambientale e ruolo delle istituzioni”, “innovazione sociale e azione locale”, sono previsti gli interventi del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, dei Presidenti di Confabitare Nazionale e Abruzzo Alberto Zanni e Alessandro Cassano; del Prof. Alberto Ulisse (Progettazione architettonica e urbana Unich); Iris Flacco, Dirigente del Servizio Politica Energetica Regione Abruzzo; Giovanni Addamo, Responsabile del Laboratorio Regione Area Centrale – Enea; Augusta Consorti, Prorettore Università Ch Pe; Marco Sciarra, Presidente Ance Pescara e Consiglio di Presidenza Confindustria Ch-Pe; Massimiliano Monetti, Presidente Confcooperative Abruzzo; CDCA Abruzzo con Tommaso Pagliani, Direttore scientifico, e Silvia Ferrante, Presidente ; Lorenzo Bellicini, Direttore Cresme Ricerche Spa; Diego Zoppi, Consigliere Cnappc ; Massimo Palladini, Inu – Istituto Nazionale Urbanistica Referente Area Ch-Pe; Annalisa Fumo, Referente dell’Ordine degli Ingegneri Provincia di Pescara e il referente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti PPC Ch-Pe. Modera Pierpaolo Pescara, Direttore del Dipartimento Governo del Territorio e Politiche Ambientali della Giunta Regionale. E’ previsto, inoltre, un caso studio illustrato da Alessandro Cassano e da Antonio Zaffiri, Sindaco del Comune di Collecorvino (Pe).

"L'evento - commenta il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca - rappresenta un’utile occasione per illustrare alcuni esempi di rigenerazione urbana realizzati in Abruzzo (come l'intervento sul Palazzo dell'Emiciclo a L'Aquila) o per discutere di alcune idee progettuali allo stato embrionale (ad esempio, sul complesso delle Case ERP di Via Longo a Teramo). Ma soprattutto, la discussione sarà incentrata su alcuni temi di fondamentale importanza, quali l'indispensabile multidisciplinarità delle politiche con cui conformare i processi dedicati, il ruolo cardine del tema della vulnerabilità sia sociale che ambientale, la necessaria attività di progressivo monitoraggio del processo di rigenerazione, il livello strategico dell'attività informativa e di partecipazione attiva in un nuovo rapporto tra amministratori e cittadini. Un percorso ricco di spunti di riflessione e una preziosa occasione di approfondimento e confronto tra i diversi livelli istituzionali".

“Concordo appieno sul focus del convegno: la multidisciplinarità delle politiche da mettere in atto per un uso intelligente del patrimonio urbano - conclude il Presidente di Confabitare Abruzzo Alessandro Cassano - Non a caso una politica fiscale volta all’utilizzo del “canone concordato” come strumento di rinfoltimento dei centri storici soprattutto nei piccoli paesi consentirebbe di realizzare in maniera strategica l’obiettivo di un economia urbana sostenibile. A fine maggio 2018, dopo l’impegno profuso da Confabitare Abruzzo nel promuovere il rinnovo dei canoni concordati su territorio regionale, è stato firmato lo storico accordo, atteso da dieci anni, fra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori inquilini-proprietari per i contratti di locazione concordata a valere sul territorio di Pescara”.

Sono previsti crediti formativi per ingegneri ed architetti che parteciperanno, previa registrazione al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pescara. “Quando uno chef si mette ai fornelli e assembla gli ingredienti, non cucina semplicemente ma racconta una cultura, un popolo, una storia, una tradizione, un modo di intendere la vita, la sua convivialità, le sue relazioni. E il cibo è tutto questo, è tradizione che viene reinterpretata attraverso la creatività individuale e attraverso il gusto del momento. Mangiare è una necessità, mangiare bene è un'arte che si ispira ad almeno tre valori: passione, creatività, equilibrio. Non basta assemblare con cura gli ingredienti, ma occorre creare accordi ed armonie, far dialogare tradizione e innovazione, e soprattutto aggiungere emozione e cuore”. È stata questa la premessa con la quale la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara Alessandra Di Pietro ha aperto il Convegno ‘L’Arte Gastronomica Abruzzese – Il cibo come espressione culturale e identitaria’, promosso dallo stesso Istituto Alberghiero ‘De Cecco’ nell’ambito della rassegna culturale ‘Abruzzesi di ieri e di oggi tra Arte, Musica e Letteratura – Terza edizione’ organizzata dall’Associazione ‘Teatranti d’Abruzzo’ di Vittorina Castellano e che si chiuderà il prossimo 5 ottobre. L’evento, ospitato in una gremita Sala conferenze del Circolo Aternino, ha visto protagonista il dibattito tra Mimmo Russi, Delegato territoriale dell’Accademia Italiana della Cucina, e Roberto D’Intino, Presidente Regionale dell’Associazione Panificatori AssiPan-Confcommercio, sul tema dell’enogastronomia quale veicolo privilegiato per la promozione turistica del territorio abruzzese, ma anche come espressione di arte e cultura.
“La cucina è identità, ma è anche innovazione – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – ed è su questo binomio che oggi si gioca la formazione dei futuri chef, che devono essere i primi tutori della tradizione, del rispetto delle proprie radici, della ‘verità’ nella proposta culinaria, ma, al tempo stesso, per essere al passo con i tempi, per essere competitivi e concorrenziali rispetto a una cucina sempre più internazionale, globale che non significa massificata, devono anche reinventare, o meglio innovare, introdurre quelle curiosità, quelle tipicità capaci di caratterizzare un piatto e di renderlo unico, riconoscibile, dunque uno chef capace di ‘firmare’ il proprio piatto”. “L’Accademia Italiana della Cucina – ha ricordato Russi - è nata a tavola, come accade spesso per le cose importanti, quando un gruppo di amici, riuniti a cena il 29 luglio del 1953, ascoltarono e condivisero l'idea che Orio Vergani perseguiva da tempo: fondare un'Accademia col compito di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell'intero Paese. I personaggi raccolti attorno a una tavola dell'Hotel Diana di Milano, qualificati esponenti della cultura, dell'industria e del giornalismo, credevano tutti che la cucina non fosse cosa di poco conto, ma degna delle migliori cure da parte di ogni uomo intelligente e colto. La Cucina è patrimonio culturale di un Paese, è il frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da regione a regione, da città a città. La cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi, ci rappresenta al di là dei confini. La cultura della cucina è anche una delle forme espressive dell'ambiente che ci circonda, insieme al paesaggio, all'arte, a tutto ciò che crea partecipazione della persona in un contesto. È cultura attiva, frutto della tradizione e dell'innovazione e, per questo, da salvaguardare e da tramandare. E civiltà della Tavola vuol dire prima di tutto civiltà e cioè ‘Insieme di usi e costumi, di stili di vita, di consuetudini e di tradizioni degli uomini che li condividono’. E' civiltà del gusto, di quel senso preposto al piacere della tavola, quel gusto capace di affinarsi, di perfezionarsi, di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo, vuol dire l'insieme dei valori che anche attraverso la tavola un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l'identità culturale. Salvaguardare il gusto, quindi, diventa un elemento essenziale per la difesa non solo della civiltà della tavola, ma dell'identità stessa di un popolo”. A difendere la necessità di innovazione è stato il Presidente di AssiPan Confcommercio D’Intino: “Anche nella panificazione, arte di cui l’Italia è stata sempre maestra, abbiamo dovuto guardare al nuovo: oggi, anche e necessariamente prestando attenzione alle nuove patologie alimentari, come la celiachia o le intolleranze, è stato doveroso, da parte dei ‘panettieri’, studiare, elaborare, nuove proposte, come il pane senza glutine o il pane di kamut, portando nelle tavole italiane anche sapori nuovi, ma comunque senza dimenticare la tradizione”. “Tutto ciò – ha ripreso la Di Pietro – sottolinea ulteriormente l’importanza della preparazione, della formazione didattica degli studenti di ogni Istituto Alberghiero: oggi la figura del cuoco non è certamente quella di sessant’anni fa, chi lavora tra i fornelli deve necessariamente conoscere la composizione degli alimenti che tratta, dev’essere pronto e preparato a fronteggiare qualunque richiesta del cliente, è una sorta di ‘medico della buona Tavola’”. Russi, al termine del dibattito, ha proposto l’istituzione di un Premio ai migliori studenti che nasca proprio dagli Istituti Alberghieri A chiudere la serata è stato il Coro delle Voci Bianche del Conservatorio ‘D’Annunzio’ di Pescara dirette dal Maestro Paola Ciolino.

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