Pescara. “Le operazioni che si sono svolte stamane negli alloggi di via Passo della Portella e via Rigopiano rappresentato un’iniziativa attesa da tempo, per costruire la quale c’è stato un vasto lavoro preparatorio che ha coinvolto tante istituzioni che lo hanno concepito e attivato. Insieme abbiamo lavorato per dare una risposta chiara e netta rispetto a un problema che è molto sentito dalla cittadinanza, che è quello delle occupazioni abusive.

Si tratta di fenomeni che vulnerano la fiducia delle persone nelle istituzioni e che generano conflitti e tensioni, perché uno dei bisogni maggiormente sentiti nella nostra città, come altrove, è la casa.

Per questa ragione l’operazione scattata oggi è un’azione grande, pensata nei dettagli con il combinato disposto delle forze di Polizia, della Polizia Municipale, che ha seguito le attività quotidianamente anche con il nostro prezioso Gruppo di Intervento Operativo Nucleo Antidegrado, poi con la Asl e anche gli psicologi e gli assistenti sociali del Comune, perché tutti gli aspetti generati dal robusto stop dato a questo fenomeno andavano attentamente considerati e affrontati.

Non ci fermeremo a oggi, da sempre svolgiamo questa attività di controllo e repressione contro l’abusivismo: ci sono state altre operazioni che ci hanno impegnato direttamente perché la titolarità dei diritti vale ogni giorno e non può prescindere dal rispetto delle regole.

Andremo avanti perché ci sono normative da far valere, lo faremo anche per dare un segnale forte di presenza e dimostrare che vivere rettamente non è affatto inutile come possono essere indotti a pensare molti: vivere rettamente è utile, le istituzioni e lo Stato ci sono e proteggono le persone oneste che con il proprio contributo rendono migliore la nostra società.

Questa Amministrazione ha preso molto seriamente in carico il diritto alla casa, è un argomento su cui è immorale fare propaganda, se non si è in grado di produrre fatti. L’ultimo fatto da noi prodotto con determinazione e lavoro è di pochi giorni fa, la ripresa di un cantiere che per anni è stato fermo in via Tronto e che in 270 giorni porterà al completamento di 64 alloggi popolari, non solo attesi, ma vitali per chi vive sulla sua pelle questa emergenza”. Lo afferma in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

Pianella. Il sindaco di Pianella Sandro Marinelli annuncia l’invio di una segnalazione alla Corte dei Conti ed all’Autorità Nazionale Anti Corruzione nei confronti della società concessionaria del servizio idrico integrato del pescarese.
A spiegarne le ragioni lo stesso primo cittadino con un comunicato: “ Noi sindaci siamo esasperati dai disservizi e problemi che la cronica incapacità gestionale di questo ente genera alla puntuale e corretta erogazione dei servizi alla cittadinanza, con una quotidianità che ci vede alle prese con carenze manutentive e di investimenti che mettono in pericolo l’incolumità degli utenti della strada, impegnati a schivare le innumerevoli buche generate dalle perdite della rete, non riparate o quasi sempre riparate in maniera incompleta ed inadeguata (almeno una ventina nel nostro comune), senza considerare la gestione del servizio depurazione, spesso oggetto di segnalazioni da parte dell’ARTA in ordine ai superamenti dei valori consentiti, indice evidente di non adeguata manutenzione.”
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso – tuttavia- spiega il primo cittadino – è relativa all’ignoranza da parte della società Aca s.p.a., società integralmente pubblica, delle norme del codice dei contratti, che impongono la sottoscrizione digitale dei medesimi, a pena di nullità, quando, appunto, si tratti di un affidamento di servizio inerente una pubblica fornitura.
Difatti, dovendo allacciare una fontanella pubblica in Piazza Garibaldi, nell’ambito della riqualificazione del centro storico finanziata dal programma Masterplan per il recupero dei borghi, il Responsabile del servizio ha provveduto ad effettuare determina di affidamento ed impegno di spesa nei confronti della società concessionaria, ma si è visto recapitare, invece dell’atto in forma digitale a mezzo posta certificata come previsto dalla legge (art. 32, comma 14, codice contratti), un invito a recarsi presso gli uffici dell’ACA per sottoscrivere il relativo contratto ed effettuare il pagamento.”
“ Pensando ad un mero errore – prosegue il sindaco – si è rimasti in attesa di ricevere una rettifica, ma per tutta risposta si è presentato il tecnico di zona per disattivare l’utenza, costringendo di fatto il dirigente del servizio a recarsi personalmente presso uno degli sportelli ACA in orari di apertura, attendere diverse ore in fila per poi assecondare le inamovibili richieste dell’ufficio di sottoscrivere un contratto palesemente nullo. “
“ Ritengo – conclude il primo cittadino- che la pubblica amministrazione non possa essere più rappresentata in modo così approssimativo ed obsoleto, vanificando di fatto tutti gli sforzi tesi ad innovare le pastoie burocratiche dei carrozzoni pubblici, poiché rischiamo di pagare ancora per troppo tempo le nefaste ingerenze della deleteria politica clientelare che privilegia l’appartenenza al merito e che ha generato il dissesto di una società che è di tutti i cittadini e non di qualche “boss” politico, per fortuna in rapida decadenza, e per tale ragione intendo chiedere alla Corte dei Conti ed all’ANAC di intervenire per verificare il danno che tale gestione provoca alle casse pubbliche, intanto per aver distolto un funzionario di vertice del comune di Pianella (pagato con i soldi dei cittadini) dal proprio servizio per diverse ore, costringendolo a fare la fila per sottoscrivere un atto nullo, auspicando altresì una verifica generale per verificare in quante e quali circostanze l’omissione della forma digitale e la conseguente nullità dei contratti sia di danno per le casse della società e degli enti pubblici che la partecipano.“

Pescara. “Il percorso avviato dal Comune di Pescara per attuare una conversione progressiva dai Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) agli Sprar (Sistema protezione Rifugiati e Richiedenti Asilo), risponde a una visone amministrativa finalizzata a sviluppare una ‘politica di riqualificazione’, di coordinamento della rete territoriale e di garanzia di servizi qualificati che tantissimi Comuni italiani hanno già attuato e stanno attuando.

Scenari ambigui esistono solo nella mente di chi da mesi cerca di strumentalizzare politiche e diritti di accoglienza previsti e sanciti oltre che dalla nostra legislazione anche da quella europea solo per aggiungersi al coro di chi semina paure per acquistare un facile consenso.

Detto questo, con la Delibera di Giunta approvata lo scorso Aprile, il Comune non fa altro che elaborare un piano e chiedere al Ministero l’autorizzazione per attuare una graduale conversione dai Cas agli Sprar. Motivo propulsore di tale conversione è quello di avvicinarsi alla “clausola di salvaguardia” concordata con l’Anci per poter poi chiudere i Cas sul territorio cittadino. Questo accade per due ordini di ragioni, la maggiore sicurezza degli Sprar e il fatto che oggi le persone accolte nei 4 Cas attivi sul territorio comunale sono191, ben al di sotto dei 272 previsti dall’Anci. Pertanto ad oggi l’Amministrazione non fa altro che mantenere i piedi ben saldi alla realtà, considerato che l’iter del decreto annunciato dal Ministro Salvini non è definito ed è suscettibile di cambiamenti e slittamenti.

Infatti il sistema Cas e Sprar è ancora in piedi e un Sindaco ha il dovere di amministrare tenendo presente la situazione e non facendosi condizionare dall’eco di ciò che la nuova maggioranza governativa vorrebbe accadesse, peraltro senza tenere conto dell’effettiva attuabilità delle proposte contenute nel decreto.

Inoltre la conversione risponde a dei criteri di progressione e la sua attuazione graduale dipenderà dall’approvazione del Ministero, di conseguenza è certo che saremo attenti a valutare disposizioni ed eventuali modifiche normative e a lavorare nell’interesse della cittadinanza, che è la cosa che ci preme di più.

Quanto ai futuri gestori, se il piano di conversione sarà autorizzato, l’individuazione dipenderà da un bando pubblico e non da altro, così com’è finora accaduto, i gestori attuali resteranno finché dura la loro convenzione perché per questa Amministrazione non ci sono altri parametri che la legge per governare”. Lo afferma in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

Pescara. “Quella odierna era una giornata di allestimento del cantiere dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area dove sorgerà il mercato etnico e dell’integrazione, una volta esperito il bando del progetto sperimentale che sta alla base di questa iniziativa. Lavori che la sedicente manifestazione di protesta non ha né bloccato, né rallentato.

Ciò che c’era di illegale nell’area di risulta era ciò che noi abbiamo eliminato dopo ben 20 anni di mancanza di interventi. Con il mercato etnico e dell’integrazione noi vogliamo ristabilire il rispetto delle regole, lì e altrove in città. Questo, in relazione ad un’esigenza di inclusione legata ad un mercato che sarà regolato, controllato e aperto a tutte le nazionalità, senza distinzione di razza, sesso e religione, convinti come siamo che di questi tempi e per lavorare davvero per un futuro migliore, sia sempre meglio fare ponti che innalzare muri.

Facciamo tutto questo perché non si ripetano altri 20 anni di abusi visibili e saremo implacabili per il rispetto delle norme perché i diritti di tutti siano rispettati”. Lo afferma in una nota il sindaco Marco Alessandrini.

Pescara. “Dunque Pescara avrà due manifestazioni in occasione dell’anniversario dei bombardamenti del 1943: la prima è quella istituzionale, “Pescara ha memoria”, nata l’estate del 2014 per iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale e da sempre in collaborazione con l’Anpi, a cui negli anni scorsi il centro destra ha peraltro aderito; la seconda, neofita, figlia forse dei nuovi venti politici nazionali e del desiderio di campagna elettorale, per iniziativa di associazioni e partiti di centrodestra che fa eco alla istituzionale nel nome, si chiama infatti, “Pescara non dimentica” e che si incrocerà per orari, percorsi e corone con quella che per questi anni, di sera, richiama la città alla memoria delle vittime civili di quelle bombe che la distrussero nell’estate del 1943.

Restiamo convinti che i morti non siano di destra o di sinistra, ma siano tutti meritevoli di un doveroso rispetto e di una doverosa memoria. Con questa convinzione abbiamo invitato la città e i consiglieri tutti, anche di minoranza, ad un’unica manifestazione, perché la seconda manifestazione è davvero una scortesia istituzionale e, soprattutto, perché la città capisca che contrapporsi su principi universali e su fatti che hanno toccato così profondamente la nostra città, non migliora il mondo, è solo segno dei bruttissimi tempi che corrono”. Lo affermano in una nota il sindaco Marco Alessandrini ed i consiglieri comunali di maggioranza.

Pescara. “All’inizio di agosto sono andato a trovare Franco Summa nel suo studio. Una visita cercata, perché il Maestro sta lavorando per la città, ridisegnando la nuova Piazza Caduti del Mare intorno ad un’opera, La rosa dei venti, che è prevista nel progetto del Comune per il bando di riqualificazione delle periferie che sarebbe dovuto diventare realtà a partire da settembre, com’è noto abbiamo tutti i progetti pronti a diventare cantiere.

Condivido in pieno con lui l’auspicio che il suo laboratorio, la sua casa-museo, così colorata e intensa per i temi che nella sua parabola artistica fin qui ha trattato e le visioni che Summa ha proiettato in disegni, mobili, dipinti, divenga una casa dell’arte, visitabile dalla città e questa è anche stata una delle cose di cui abbiamo parlato durante l’incontro.

Lo scopo della visita era condividere il suo punto di vista su come riqualificare il cuore del centro cittadino, piazza della Rinascita e la passeggiata verso il mare e su come renderlo più attrattivo attraverso l’arte e il discorso si è subito incentrato sul ritorno della Porta del Mare. Nel suo laboratorio c’è il prototipo che, rispetto a quello che realizzò all’epoca dell’installazione in piazza Primo Maggio nel 1993, oggi potrebbe essere perfezionato sia per materiali che per ingegneria, in modo da renderlo ancora più sostenibile e significativo.

Il mio augurio è che questa operazione riesca, per questo firmerò anch’io la petizione e collaborerò fattivamente con il comitato, di cui conoscevo già l’esistenza, perché il fine sia raggiunto. A tale fine martedì, prima del consiglio pomeridiano, riceverò i rappresentanti del comitato per un incontro.

Mi sembra un buon obiettivo riportare l’intervento di Summa in città, per Pescara la porta che fece parlare all’epoca e che ancora oggi fa parlare, rappresenta tutt’altro che un’opera dimenticata e il fatto che accenda punti di vista diversi sulla sua natura e significato è segno che non è un’opera indifferente, ma un lavoro che centra in pieno la finalità stessa dell’arte, portare bellezza e movimento intorno a sé”. Lo ha affermato in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

Vasto. Quattro allievi marescialli della scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’ Aquila sono arrivati in città dove, da oggi, potranno svolgere attività di contrasto alla criminalità, allo spaccio di sostanze stupefacenti, all'abusivismo commerciale e alla contraffazione.

Il sindaco di Vasto, Francesco Menna ha ricevuto in Municipio il Comandante della Guardia di Finanza di Vasto, Marco Foladore e le quattro allieve a cui ha rivolto i migliori auguri per questo periodo di permanenza a Vasto.

“Sono sicuro - ha dichiarato il Sindaco Menna - che saprete offrire il vostro contributo nell’ambito delle attività di potenziamento delle forze dell’ordine. Questo consentirà più controlli e maggiore sicurezza sul nostro territorio”.

 

Chieti. Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a seguito dei gravi, recenti eventi atmosferici che hanno interessato il territorio comunale, ha inviato una lettera al Presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo, chiedendo di avviare le procedure necessarie a finanziare gli interventi di ripristino su strade, edifici, impianti di pubblica illuminazione che, al momento, vengono stimanti in 1 milione e 500.000 euro, nonché di rivolgere attenzione anche in favore del patrimonio ATER di Chieti che ha subito le negative conseguenze della straordinaria emergenza.

Il Sindaco, giovedì 23 agosto, prenderà parte al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato in Prefettura per una disamina della situazione.

San Salvo. “Il 13 agosto ho inoltrato l'ennesimo sollecito alla Provincia di Chieti per la messa in sicurezza della strada provinciale che dalla autostrada conduce verso l'interno. L’ultima di una lunga serie di lettere sempre inascoltate. Solo 24 ore dopo la tragedia di Genova. Noi non intendiamo celebrare tragedie”. Lo afferma il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca dopo il crollo del ponte Morandi a Genova con la sua scia di decine di morti nella lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
Il sindaco afferma nella sua missiva: “E’ la strada provinciale che dall'autostrada A14 porta nel centro cittadino, nella importante area industriale della nostra regione ed infine nell’entroterra vastese e molisano. Ebbene, a seguito degli eventi sismici dello scorso anno i due ponti ivi presenti hanno subito delle modifiche strutturali tanto che tra la sede stradale e gli stessi si è creato un dislivello che, con il passare del tempo, va aumentando sempre più. Ho inoltrato all'ente competente, Provincia di Chieti, numerose sollecitazioni per un intervento immediato di messa in sicurezza, ma sino ad oggi nulla è stato intrapreso”.
Pertanto “chiedo ad Ella di intervenire in una situazione di stallo che sta mettendo in serio pericolo i miei cittadini, i tanti lavoratori che si recano a San slavo nelle nostre fabbriche, i turisti ed i residenti dell'entroterra. La strada in questione è naturalmente percorsa da molti mezzi pesanti. Il che la rende ancor più vulnerabile”.
“Noi chiediamo di poter lavorare. Di poter vivere. Di poter accogliere tutti coloro che a vario titolo frequentano il nostro territorio. Mi meraviglio che della zona che produce ricchezza per tutta la regione non interessi a nessuno. Sicuramente – conclude il sindaco Magnacca – sarà argomento della prossima campagna elettorale, ma nel frattempo noi rischiamo tutti i giorni”.

Pescara. “Ciò che è accaduto a “Rancitelli” l’altra notte riconferma quello che più volte abbiamo manifestato anche in sede di Comitato dell’ordine e sicurezza pubblica: si tratta di un quartiere che ha bisogno di un’attenzione speciale e composita, che noi da anni, per quanto di nostra competenza stiamo dando – così il sindacoMarco Alessandrini- Abbiamo portato avanti riqualificazioni coraggiose di spazi verdi chiusi per troppo tempo e divenuti ricettacolo di tutto, abbiamo affrontato la più grande emergenza mai vissuta in città, con lo sgombero delle palazzine di via Lago di Borgiano, spingendo al massimo perché ci fosse un futuro per le persone interessate da questo provvedimento e riattivando opere incompiute, come gli alloggi del contratto di quartiere di via Trigno o pressando per lo stanziamento di fondi per la demoricostruzione delle palazzine stesse, perché quegli assegnatari possano in un futuro non lontano tornare ad avere una casa e anche per dare una solida risposta all’urgenza abitativa che questa città vive.

Non solo lavori, ma anche interventi sociali, con il consolidamento di una preziosissima rete di intervento costituita dalle associazioni che operano proprio lì dove si è animata la rissa e lo fanno da sempre con costanza e competenza, con il sostegno alle scuole, preziosi mezzi di mediazione e titolari di progetti tesi sia a recuperare alla scolarità decine di bambini che ad integrare le varie etnie che lì si sono concentrate. Ci siamo occupati di sicurezza, mettendo in piedi un piano di videosorveglianza che interesserà anche quella zona e infittendo il controllo attraverso la nostra Polizia Municipale, sia con i servizi tradizionali che con il nucleo speciale antidegrado. Siamo convinti che quello che è accaduto non abbia una matrice etnica, ma che sia un problema di ordine pubblico e che per fare in modo che non riaccada sia necessaria un’azione integrata fra enti e soggetti preposti alle varie competenze sul campo. Siamo disponibili a questo, come lo siamo sempre stati, incaponendoci su quel quartiere, perché vi accadessero cose positive. E’ certo che situazioni come quella che negli anni si è creata e sedimentata in uno dei quartieri popolari più sensibili della città non si risolvono solo con la forza e non possono essere affrontate soltanto facendo prevenzione: dobbiamo unire le energie e avviare una strategia che li contenga entrambe per questo abbiamo puntato così tanto sulla rinascita delle periferie”.

“Sono convinto che i colpevoli pagheranno per quanto è accaduto l’altra sera – così il vicesindaco Antonio Blasioli- dimostrando un radicamento delle forze dell’ordine sul territorio che c’è, come dimostrano i servizi che già prima di questa rissa erano stati programmati. La città conosce gli sforzi fatti dall’Amministrazione in tema di opere pubbliche ma dobbiamo soffermarci anche sull’infrastruttura immateriale e ringrazio Don Marco Pagnello per aver lanciato un invito alla crescita culturale e civica.

Io credo che serva una Costituente civica per il quartiere, che dia maggiore voce alle persone di buona volontà: quelle che sono riferimento per il progetto Ninive, che abbiamo sostenuto fin dal suo inizio; o Francesca di Credico che è la ragazza che con Don Max aggrega tante altre forze positive o, ancora, la sedicenne Francesca che giorni fa mi ha portato una petizione di quel quartiere con centinaia di firme raccolte da lei o ancora gli scout della Madonna del Fuoco. Lì sono tanti gli esempi virtuosi che meritano attenzione e che alla lunga vinceranno questa battaglia, ma Rancitelli, nome superato per individuare il quartiere 3, va alla ribalta della cronaca per una rissa tra ubriachi, una rissa che poteva succedere anche altrove, ma che finisce col gettare ancora più nel baratro un quartiere che non deve più essere ghetto. Queste forze positive, queste persone di buona volontà troveranno la nostra attenzione: sono disposto in prima persona a presenziare ogni due settimane o a scadenze temporali diverse, questa costituente di civiltà con una funzione di ascolto e mi piacerebbe che insieme all’Amministrazione comunale altre forze politiche partecipassero, perché questo non è un episodio da strumentalizzare, ma un fatto che ci richiama, che ci convoca e che ci stimola a fare di più e insieme, per evitare che continui ad essere normale che quello che accaduto sia successo a “Rancitelli”. L’Amministrazione in questo c’è con tutti gli assessori e consiglieri e ora più che mai apriremo le porte alla cittadinanza”.

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