Articoli filtrati per data: Mercoledì, 22 Marzo 2017

Ortona. “La chiusura del mercato comunale di Ortona, a causa delle precarie condizioni igieniche e sanitarie in cui versava, è l'emblema dell’immobilismo da parte dell'amministrazione uscente ed è il segnale che senza un deciso cambio di rotta la città rischia il decadimento su molteplici aspetti della sua vita economica e sociale". Così Angelo Di Nardo, candidato a sindaco di Ortona alla guida della coalizione di centrodestra formata da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini e lista civica Libertà e Bene comune per Ortona, in merito alla chiusura del mercato comunale, avvenuta nella giornata di ieri su disposizione del commissario prefettizio.

"Non c'è un minuto da perdere e una volta eletto attiverò tutti i canali istituzionali al fine di ottenere l'immediata riapertura della struttura, la cui pulizia è stata impedita da gravi ed irrisolti problemi strutturali - aggiunge Di Nardo -. Non è tollerabile né decoroso mantenere degli spazi pubblici in simili condizioni e occorre consentire al più presto il ripristino delle regolari attività, per non penalizzare un settore fondamentale come quello del commercio, che è già alle prese con le molteplici difficoltà causate dalla crisi economica".

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Milano. UBI Banca è il primo istituto bancario italiano a entrare nel settore del welfare aziendale. Letizia Moratti, Presidente del Consiglio di Gestione e Rossella Leidi, ChiefWealth and Welfare Officer di UBI Banca, hanno presentato oggi UBI Welfare: una soluzione integrata di servizi dedicati a persone, imprese e territorio. Nel corso della conferenza stampa Michele Tiraboschi, Ordinario di Diritto del lavoro e Coordinatore Scientifico di ADAPT ha presentato l’Osservatorio promosso da UBI Banca: “Osservatorio UBI Welfare” di cui è direttore scientifico: uno strumento di analisi sul settore e la sue evoluzioni.

“UBI Banca è all’avanguardia nel promuovere, prima Banca a farlo, una piattaforma innovativa come UBI Welfare in grado di ripensare la sostenibilità in una chiave economica che coniughi profitto e utilità sociale”ha dichiarato Letizia Moratti, Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, che aggiunge “Consapevoli delle sfide demografiche e sociali che non rendono più sostenibile l’attuale sistema economico, siamo tutti chiamati ad identificare nuovi modelli in questa direzione. Con UBI Welfare, la nostra banca ne propone uno particolarmente innovativo, in grado di offrire informazione e servizi in campo sociale, sanitario, di assistenza e cura alla persona e di educazione. Crediamo che questa novità acquisti maggiore senso e valore proprio nella prospettiva di un rilancio del welfare aziendale, un indirizzo peraltro promosso e incentivato dallo stesso Legislatore.”

UBI Bancaè la prima banca a presentare su scala nazionale un’offerta integrata per accompagnare le imprese in un percorso di welfare aziendale per offrire ai propri dipendenti soluzioni che rispondono alla crescente domanda di servizi dedicati a prevenzione, cura, assistenza, educazione e tempo libero.

UBI Welfare, il nuovo servizio per le imprese,è stato sviluppato all’interno della nuova struttura Wealth and Welfare, nata a seguito della riorganizzazione di UBI Banca annunciata a giugno 2016 con la presentazione del Piano Industriale 2019/20. Tra i target primarici sono le circa 300.000 imprese già clienti della banca. La struttura, grazie a professionisti dedicati, collabora con il sistema delle associazioni provinciali di Confindustria, delle altre associazioni di categoria e con il Terzo settore per lavorare in sinergia con gli operatori del territorio nello sviluppo del Welfare.

“UBI Welfare è progettato in risposta a bisogni di individui e aziende per promuovere la costruzione di un ecosistema di welfare territoriale”, ha affermato Rossella Leidi, ChiefWealth and Welfare Officer di UBI Banca.”Aziende e operatori del Terzo Settore dei diversi territori, che rispondono ad elevati standard di qualità, infatti, potranno anche diventare fornitori diretti dei beni e servizi che alimentano la piattaforma”.

L’offerta prevede una soluzione di full outsourcing per l’azienda cliente e il supporto della banca in tutte le fasi del progetto: dalla consulenza sulla realizzazione dei fattori abilitanti, ai servizi di educationedadvisoryper imprese e dipendenti, fino alla messa a disposizione e gestione della piattaforma dei servizi di Welfare.

La piattaforma consentirà, ad esempio,di avere accesso ad una nuova Cassa di Assistenza Sanitaria, a Fondi Pensione Aperti, a un network sanitario convenzionato e a rimborsi per le spese sostenute per l’educazione dei figli e la cura della propria famiglia. UBI Welfare, che si contraddistingue per la completezza dell’offerta, darà accesso anche a beni e servizi per il tempo libero e a card/voucher per effettuare acquisti.

Il Gruppo UBI Banca ha inoltre deciso di investire nella ricerca relativa allo stato dell’arte e delle evoluzioni del Welfarein Italia.In collaborazione conADAPT, la Scuola di Alta formazione in Relazioni industriali e di lavoro, fondata nel 2000 dal Professor Marco Biagi, nascel“Osservatorio UBI Welfare”promosso da UBI Banca,un’iniziativa di analisi e ricerca,che si pone l’obiettivo di elaborare indicatori affidabili e chiavi di lettura con particolare riferimento al welfare aziendale.
“Nel dare vita nel 2000 al centro studi ADAPT il professor Marco Biagi si proponeva di offrire un contributo di riflessione anche progettuale alla costruzione del futuro del lavoro a fronte della grande trasformazione del lavoro innescata da imponenti cambiamenti tecnologici e demografici già allora intuibili e oggi giunti a definitiva maturazione.” Ha dichiarato Michele Tiraboschi, Coordinatore Scientifico di Adapt.“Ho quindi accettato con convinzione di accompagnare il progetto attraverso la direzione scientifica di un Osservatorio sul welfare aziendale, perché legato a un’iniziativa in linea con le buone prassi offerte della analisi internazionale e comparata, capace di fornire un contributo concreto alla coesione sociale e allo sviluppo ordinato dei processi economici, mediante la messa a punto di un ecosistema territoriale in grado di rispondere, con logiche di prossimità, ai nuovi bisogni delle persone e delle comunità locali".
La nuova offerta UBI Welfare è operativa da marzo 2017 ed è accessibile grazie a una rete di specialisti attivabile attraverso tutte le Filiali, i Centri Corporate e i professionisti della divisione Corporate e Investment Banking del Gruppo UBI Banca.

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Pescara. Straordinario appuntamento di chiusura - già "sold out" in prevendita della 51ª Stagione Concertistica 16-17 della Società "L. Barbara" Venerdì 24 marzo - ore 21 - Teatro Massimo sarà eseguita - per la prima volta a Pescara - una delle più celebri pagine del repertorio classico, capolavoro del Novecento CARMINA BURANA di Carl Orff ORCHESTRA SINFONICA, CORO e CORO DI VOCI BIANCHE DEL CONSERVATORIO DI PESCARA CORO V. BASSO DI ASCOLI PICENO CORO DELL’ACCADEMIA DI PESCARA Maestri dei cori: Corradina Del Zozzo, Paola Ciolino, Giovanni Farina Solisti: Olga Shytsko, soprano Federico Buttazzo, tenore - Christian Starinieri, baritono Pasquale Veleno, direttore.


I Carmina Burana, completati dal compositore tedesco Carl Orff nel 1936, prendono il nome dall’omonimo manoscritto medievale che contiene 228 testi poetici datati tra l’XI° e il XII° secolo, rinvenuti nel convento di San Benedetto in Alta Baviera ai primi dell’Ottocento. Scritti da clerici vagantes che, all’epoca, viaggiavano tra le varie nascenti università, questi testi trattano argomenti diversi e contengono inni bacchici, canzoni d’amore, parodie, precetti morali e sferzanti denunce sulla corruzione della curia romana del tempo. Orff estrapolò 24 tra questi poemi, mantenuti nella originale lingua latina, con le eccezioni di alcuni testi in tedesco antico ed uno in provenzale, costruendo un magnifico e grandioso affresco musicale aperto dal celeberrimo coro “O fortuna” che, a mo’ di suggello, ritorna e chiude l’intero ciclo.

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Pescara. Nella tarda mattinata il sindaco Marco Alessandrini, insieme al vice sindaco e assessore alla Manutenzione Enzo Del Vecchio e all’assessore al Turismo Giacomo Cuzzi, si è recato nella struttura a silos situata al centro dell’area di risulta di cui il Comune è tornato in possesso, per stabilire tempi, funzione e interventi da porre in essere per di riaprirla al pubblico. Erano presenti anche il dirigente del Settore Manutenzione Pierpaolo Pescara, il comandante della Polizia Municipale Carlo Maggitti e i tecnici comunali competenti.

“Siamo da poco tornati in possesso della struttura – riferiscono il sindaco e gli assessori Cuzzi e Del Vecchio - L’idea è di insediarvi un centro di informazioni turistiche e un posto fisso di Polizia Municipale. Si tratta di due attività strategiche perché la struttura è praticamente una delle porte di accesso alla città per chi vi arriva in treno o in autobus e dunque è un punto di riferimento turistico perfetto sul piano dell’informazione. La sua visibilità al centro dell’area di risulta, inoltre, la rende anche il riferimento ideale per aumentare la percezione di sicurezza in quella che è una delle zone più sensibili del centro cittadino ed è dunque un vero e proprio avamposto anche per la sicurezza, per rendere la frequentazione della zona tranquilla e più sorvegliata.
L’attivazione di questi spazi rappresenta inoltre l’ennesima risposta a istanze che ci arrivano direttamente dalla cittadinanza e dal mondo produttivo, al fine di garantire al meglio la tutela dell’accoglienza sia turistica che di altra natura di cui l’area di risulta è snodo.
Al fine di concretizzare al più presto tali finalità sarà necessario un intervento di manutenzione per ripristinare l’uso degli spazi che, fatti gli interventi necessari ad esprimere al meglio le due esigenze informative e di sicurezza, potranno essere fruibili per la stagione estiva”.

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San Giovanni Teatino. Il Presidente Marco Cacciagrano ha aperto i lavori del Consiglio comunale alle 14.25. Presenti all'appello 10 componenti della maggioranza di Progetto Comune (il Sindaco Luciano Marinucci, gli assessori: Giorgio Di Clemente, Massimiliano Bronzino Cesario, Ezio Chiacchiaretta e Maria Rosa Elia, e i consiglieri Gabriella Federico, Efrem Martelli, Giorgia Malandra e Roberto Ferraioli. Assenti: Ester De Nicola e Simona Cinosi) e tre della minoranza di San Giovanni Democratica (Pino Costantini, Giulia Parrucci e Cinzia Silvestri). Assenti i consiglieri Enzo Ferrante (Movimento Insieme-PD) e Mario Cutrupi (M5S).
Dopo l'approvazione unanime dei verbali della seduta precedente l'Assessore alle Politiche Sociali Ezio Chiacchiaretta ha illustra dettagliatamente il punto: "Piano Sociale Regionale 2016/2018. Piano Sociale Distrettuale secondo semestre 2017/annualità 2018. Approvazione Piano Sociale Distrettuale e relativi allegati: Schema Accordo di Programma, Convenzione socio-sanitaria, Schema regolamento unitario e atto di indirizzo, Verbale Concertazione Sindacale, Schede finanziarie regionali di ambito". L'Assessore Chiacchiretta ha poi fornito i chiarimenti richiesti: "Nella ripartizione dei fondi regionale San Giovanni Teatino è seconda dolo al Comune capofila Francavilla. Nel bilancio integrerà con fondi propri (circa 450 mila euro) queste risorse per arrivare a circa 600 mila euro e garantire tutti quei servizi offerti in precedenza, seppur riorganizzati. Inoltre, - ha aggiunto Chiacchiaretta - andremo ad investire più risorse aggiuntive, ora disponibili, dove abbiamo individuato criticità: servizio domiciliare ai disabili e del servizio per l'autonomia e la comunicazione degli studenti con disabilità". Il Sindaco Luciano Marinucci, prima della votazione ha ringraziato l'ex assessore Gabriella Federico per l'importante lavoro svolto in fase di avvio e preparazione dei documenti oggi illustrati dall'assessore Chiacchiaretta, e soffermandosi sul "modello San Giovanni Teatino, riconosciuto anche dalla Regione Abruzzo, per la sua capacità di dare risposte immediate alle situazioni di crisi. Un modello che - ha concluso Marinucci - cercheremo di mantenere efficiente ed efficace nonostante tagli e nuova organizzazione degli ambiti". Il voto del Consiglio è stato unanime.
L'Assessore Massimiliano Bronzino Cesario ha quindi illustrato il terzo ed ultimo punto: "Regolamento per la disciplina dell'armamento del Corpo di Polizia Municipale". Bronzino ha fatto riferimento alla Legge quadro sull'ordinamento della Polizia Municipale (legge 65/86) e il DM del Ministero degli Interni 147/87 per spiegare i principali articoli del Regolamento in particolare: custodia, addestramento e requisiti. "Armare gli agenti di Polizia Locale - ha spiegato Bronzino - risponde ad una serie di esigenze condivise con il Comandante Di Pompo, i sindacati e le altre forze dell'ordine, ma sempre nell'ottica di un'adeguata e proporzionata difesa personale degli agenti. Oggi sono chiamati anche in azioni di polizia giudiziaria e collaborare con Polizia di Stato e Carabinieri anche in attività di prevenzione per la sicurezza nelle ore notturne"
Il Vicesindaco Giorgio Di Clemente si è complimentato con il collega Bronzino per il lavoro svolto e il regolamento, e ricordato come "il tempo mi ha dato ragione. Già nel 2000 avevo chiesto all'allora Consiglio comunale, di armare la polizia municipale, ma la proposta fu respinta. Oggi le condizioni, purtroppo spiace dirlo, sono cambiate e tutti siamo nella posizione di condividere l'ottima iniziativa dell'assessore Bronzino Cesario". Dello stesso tenore, dai banchi della minoranza, l'intervento della consigliera Giulia Parrucci "Contraria per principio, ma comprendo questo bisogno di sicurezza anche da parte di chi lavora per la sicurezza mettendosi a rischio quotidianamente". Il Sindaco Luciano Marinucci ha assicurato la minoranza che sicurezza, per la sua amministrazione non è solo armare gli agenti di Polizia Locale. "Con l'assessore Bronzino Cesario sono al lavoro per potenziare l'organico della nostra Polizia Locale, presidiare la città anche nelle ore notturne e aumentare la dotazione di videocamere accese sul territorio, d'appoggio all'attività di polizia, ma senza ledere la privacy delle persone".
Il Regolamento è stato votato all'unanimità. Il Presidente Cacciagrano alle 15.35 ha dichiarato sciolta la seduta.

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Mercoledì, 22 Marzo 2017 00:00

Pescara, tagli stradali: ecco le nuove regole

Pescara. La manutenzione urbana è stata considerata dall’amministrazione Alessandrini come la più importante opera pubblica da avviare allo scopo di dare risposta a disagi diffusi ed emergenze annose, in particolar modo attraverso una puntuale e corretta programmazione degli interventi manutentivi. In questo senso e come annunciato nei giorni scorsi la Giunta comunale con atto n. 165 del 21 marzo u.s. ha approvato, su indirizzo dell’Assessore competente, le specifiche tecniche circa gli scavi e le riparazioni stradali, predisposte dal Settore della Manutenzione – Servizio Strade – con le quali si determina una inversione di rotta nei lavori riguardanti il sottosuolo delle strade e marciapiedi cittadini. Una iniziativa forte rispetto alla gestione passata ma soprattutto organica ed innovativa rispetto alle nuove regole cui attenersi da parte di aziende e soggetti privati interessati a realizzare interventi che riguardano il sottosuolo.
Nel dettaglio le note a cui si dovrà in futuro fare riferimento sono:
a) Requisiti minimi di ogni scavo - il ripristino di uno scavo a prescindere delle dimensioni e dell'urgenza, deve essere eseguito nel seguente modo:
1 - scavo con mezzo meccanico o a mano per la profondità necessaria;
2 - riempimento dello scavo con misto cementato con 1,00q di cemento al mc, gli ultimo 10cm con conglomerato bituminoso (bynder);
3 - completamento con tappetino d'usura di dimensioni 3,00mlx3,00ml previa scarifica di 3,00cm di spessore.
b) Privati – a distanza da mesi 4 (quattro) dalla esecuzione delle attività di cui al precedente punto a2, tempo nel quale deve essere effettuato il completamento con tappetino d’usura di cui al punto a3, è facoltà del privato di richiedere lo svincolo della polizza presentata a garanzia della esecuzione dei lavori, previa verifica di regolarità della corretta esecuzione a opera del Servizio Strade e Cimiteri.
c) Gestori - la procedura di autorizzazione, da parte del Servizio Demanio Marittimo - Occupazione Suolo Pubblico è subordinata all'ottenimento del parere preventivo rilasciato dal Settore Manutenzioni – Servizio Strade e Cimiteri, il parere deve contenere sia prescrizioni di carattere tecnico, sia di carattere temporale per la cantierabilità delle lavorazioni. Generalmente le prescrizioni di carattere tecnico devono attenersi ad indicare un ripristino finale di 1,00ml di fascia per gli scavi "micro trincea" e 3,00ml per scavi di tipo tradizionale, salvo diversa prescrizione motivata da principi di decoro e/o sicurezza stradale (ciclopedonale, veicolare), completato con il rifacimento della segnaletica stradale.
1) Scavo - lo scavo ove possibile deve essere eseguito al di fuori della usuale traiettoria dei veicoli e fuori dai normali percorsi dei pedoni/bici; le aree da privilegiare per la realizzazione di nuovi pozzetti o impianti interrati sono quelle di sosta e quelle "zebrate".
2) Riempimento - lo scavo deve essere riempito con misto cementato con 1,00q di cemento al mc, gli ultimi 10cm con conglomerato bituminoso (bynder);
3) Tappetino di usura - il ripristino viene completato mediante la fresatura con apposito macchinario per uno spessore minimo di 3,00cm, la realizzazione del tappeto di usura, previa preparazione del piano di posa con emulsione bituminosa al 55% in ragione di 0,7kg/mq. Azione fondamentale per il completamento a regola d'arte dei lavori di ripristino è la chiusura del giunto con abbondante applicazione di emulsione bituminosa.
4) Macchinari - oltre quelli necessari per lo scavo, il ripristino deve essere eseguito mediante l'utilizzo di finitrice e il costipamento mediante rullo meccanico, soluzioni diverse possono essere impartite dal Settore Manutenzioni – Servizio Strade e Cimiteri.
5) Pozzetti - qualora le lavorazioni prevedano nuovo/i pozzetti, camerette, armadietti o similari, questi saranno su insindacabile giudizio del Settore Manutenzioni-Servizio Strade e Cimiteri autorizzati secondo principi di sicurezza stradale e/o decoro della città.
L'attività che attiene il solo infilaggio del cavo mediante apertura di pozzetti, deve prevedere il c.d. "rialzo di chiusino" qualora il coperchio del pozzetto si trovi al di sotto del manto stradale/pezza di asfalto. Il risultato finale che si richiede è nella perfetta complanarità tra tappetino di usura e chiusino, qualsiasi altra soluzione è da ritenersi vietata.
6) Interventi d'urgenza - Quelli richiesti dal gestore devono essere segnalati tramite fax oppure mail. Ripristinate le condizioni minime di sicurezza della rete e del manto stradale, il successivo completamento deve essere eseguito secondo le procedure ordinarie o campagne di ripristino da eseguire non oltre 4 mesi dalla fine dell'emergenza.

d) Tempi di esecuzione - i lavori di scavo e ripristino sono soggetti a più tempi di cantierizzazione. Le indicazioni del Settore Manutenzioni-Servizio Strade e Cimiteri prevedono un primo periodo di scavo per la realizzazione della rete/tubazione ed il successivo ripristino.
La chiusura dello scavo deve avere le seguenti prescrizioni minime: misto cementato con 1,00q di cemento, conglomerato bituminoso (bynder) per i restanti 10cm. Il tempo per l'esecuzione della seconda fase del ripristino sarà determinata dal Settore Manutenzione, il Gestore può suggerire una o più date. Mediamente il tempo di tale seconda fase è di 4 mesi a decorrere dal ripristino di cui al predetto punto a2.

Terminata la realizzazione del tappetino di usura, il successivo ripristino della segnaletica orizzontale deve avvenire entro la settimana successiva salvo diversa indicazione.
e) Condizioni minime di Sicurezza - la ditta richiedente è responsabile del mantenimento delle condizioni minime di sicurezza dello scavo tra la prima e la terza fase di ripristino. Qualora la ditta richiedente non ottemperi a quanto precedentemente detto, il Comune di Pescara dopo l'opportuna contestazione, interverrà in sostituzione addebitando le relative spese.
f) Polizza Fidejussoria - per il Gestore la salvaguardia dei tempi e della conformità delle opere realizzate è garantita mediante la stipula a favore dell'ente gestore della strada di una polizza annuale, il cui valore è indicato dal Settore Manutenzioni-Servizio Strade e Cimiteri. Lo svincolo della polizza potrà avvenire, su richiesta del Gestore, previa verifica di regolarità della corretta esecuzione ad opera del Servizio Strade e Cimiteri.
g) Comunicazioni - dopo la comunicazione di inizio lavori (urgenti o programmati), la ditta esecutrice o il responsabile dei lavori contestualmente all'inizio dei lavori deve inviare al Resp. del Servizio Strade a mezzo e-mail: immagini che illustrano lo scavo realizzato, i pozzetti esistenti e/o nuovi interessati, i documenti di trasporto del materiale di ripristino impiegato. La medesima procedura deve essere adottata durante i lavori della segnaletica orizzontale.
h) le comunicazioni di cui al precedente punto g) di competenza dei Privati devono essere inviate al Servizio Demanio Marittimo Occupazione suolo Pubblico.
In ultimo va sottolineato che elemento di innovazione è la suddivisione delle istanze tra i privati e le società/enti gestori di servizi pubblici: per i secondi l'autorizzazione è subordinata all'acquisizione del parere rilasciato dal Settore Manutenzioni-Servizio Strade e Cimiteri del Comune di Pescara, dove all'interno oltre alle prescrizioni tecniche per l'esecuzione dello scavo sono elencati i modi e i tempi per il ripristino dello scavo e del manto stradale.
Finalmente e dopo tanti anni di incertezza misure certe e misurate governeranno le iniziative dei soggetti privati e delle società pubbliche che, per qualsiasi necessita, dovranno intervenire sul patrimonio cittadini garantendone, diversamente dal passato, attenzione anche in termini di decoro dello spazio utilizzato.

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Pescara. Il 23 marzo 1937, la Spagna Repubblicana, con governo socialista, nel pieno della guerra civile spagnola, contro i ribelli nazionalisti guidati da Francisco Franco, vince l'epica Battaglia di Guadalajara, l'Italia è protagonista su entrambi i fronti: quello franchista, con il sostegno delle CTV inviate da Benito Mussolini, quello repubblicano, con le Brigate Internazionali guidate dal comunista Ilio Barontini, che sarà poi in seguito anche deputato nell'assemblea costituente italiana eletta nel 1946. Lo straordinario coinvolgimento di Pescara in tale compagine storica sarà oggetto di un convegno che si svolgerà venerdì 24 marzo dalle 18 al Mediamuseum, a cura della sezione ANPI di Pescara-area metropolitana e dal Comitato provinciale, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Comunale e presentata oggi in conferenza dal presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, dal presidente ANPI di Pescara Luca Prosperi e da Emanuele Mancinelli della sezione locale.

“La giornata comincerà al liceo scientifico D’Ascanio di Montesilvano nella mattinata dove abbiamo voluto portare la storia di questi due fratelli pescaresi – illustra Luca Prosperi - a seguire, presso il Mediamuseum alle ore 18,00, si terrà il convegno per quella che è forse la prima valorizzazione storica di quel momento e della lotta di due pescaresi che furono autori di mirabili gesta affrontando la vita con ardore e passione. Nel ricordare il sacrificio di due antifascisti vogliamo celebrare anche due pescaresi che forse furono i soli del territorio a combattere la battaglia di Guadalajara e la guerra di Spagna, a cui parteciparono circa 3.000 italiani e che segnò l'inizio della rivolta al fascismo. Da lì Carlo Rosselli coniò il motto “Oggi in Spagna, domani in Italia” e questi due pescaresi furono davvero l'anteprima di una riscossa antifascista che coinvolse il nostro Paese. Giuseppe e Renato Gialluca furono arruolati con un alto grado, Giuseppe fu colonnello. Anarchici, il padre, impiegato di banca, garantisce loro un’infanzia e adolescenza tranquilla, iniziano a studiare ma con la prematura morte del genitore, sono costretti ad anticipare l'ingresso nel mondo del lavoro interrompendo gli studi ed entrando nelle ferrovie dello Stato. Da lì, la passione politica si sviluppa fino a dar vita ad una storia di coraggio che trovò sfogo nella politica. E' doveroso ricordare il sacrificio di questi due antifascisti rimasti oltre vent'anni fuori dal paese e dalla storia tanto avventurosa, quanto inedita, al punto che una volta raccolti tutti i documenti e fatte le ricerche, faremo delle pubblicazioni come ANPI per sedimentare la memoria e riconsegnarli alla città”.

“Come segno di attenzione abbiamo deciso di intestare la sezione a questi due fratelli – aggiunge Emanuele Mancinelli – i quali, secondo quanto ritrovato all'Archivio di Stato di Pescara dalle informative della Polizia Fascista, erano descritti come alti ufficiali dell'antifascismo e Giuseppe Gianluca pare fosse uno dei generali facente parte del gabinetto di Ballantini che poi fu uno dei nomi dell'Assemblea Costituente che aveva il comando delle Brigate Internazionali a sostegno del partito repubblicano che vinse la battaglia, ma non la guerra di Spagna, dove il vento cambiò pochi decenni dopo. I tasselli delle loro storie saranno affidati a storici e cultori della memoria quali: Enzo Fimiani, storico e presidente onorario dell’Anpi, Enrico Acciai, Franco Botticchio, Nicola Palombaro, oltre ai familiari di Renato e Giuseppe Gialluca, che porteranno la loro testimonianza”.

“Sarà un convegno che ci restituirà le storie di due avanguardisti che pensavano ad una Europa di tutti tanto da combattere da lasciare Pescara per andare in Spagna a cominciare a costruirla – conclude Antonio Blasioli – Voglio ringraziare l'ANPI per diverse ragioni, perché con la Presidenza del Consiglio c'è sempre stata una grande collaborazione e questa è sicuramente una cosa davvero molto vantaggiosa per il territorio. E' iniziata con “Pescara ha memoria”, tre anni fa, per restituire alla gente il ricordo dei bombardamenti, una scelta fatta con Enzo Fimiani, storico e allora presidente Anpi e poi la bellissima notte del 24 aprile, aspettando la Liberazione. Ora il ricordo dei nostri due concittadini, a 80 anni dalla Guerra di Spagna sarà un modo prezioso di fare memoria e dare ai giovani la storia di altri giovani che persero la vita per costruire il Paese in cui oggi noi viviamo”.

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Chieti. "Sono inaccettabili le parole dell’ing. Merlino all’indomani della nostra presa di posizione sul progetto denominato Megalò2. “Nessun accanimento, solo buon senso. La città di Chieti è più antica di Roma e tentare di far credere che il suo sviluppo economico e il superamento della crisi dipendano dall’apertura dell’ennesimo centro commerciale è assurdo, avvilente e senza alcuna visione. Chi vuole scambiare promesse di nuovi posti di lavoro con la distruzione del commercio locale e la desertificazione del centro storico è fuori tempo. La città va difesa da questo. Regione Abruzzo si è già espressa rispetto ai centri commerciali con una moratoria che vige dal 2010 e che vieta l’apertura di nuove attività di questo tipo sull’intero territorio regionale.” spiega Sara Marcozzi. “E lo ha fatto a ragion veduta, dal momento che l’Abruzzo è già la regione europea con più alta densità di grande distribuzione e la Provincia di Chieti supererebbe paradossalmente quella di Milano per superficie di ipermercati per abitante”.
“Mi permetto inoltre di ricordare ai visionari che in questi decenni anni hanno gestito la partita del PRUSTT di Chieti che l’apertura del Centro Commerciale Megalò ha già bruciato l’economia di centinaia di piccole attività dell’area Chieti-Pescara” continua Sara Marcozzi “e che un rapporto di Legambiente ha inserito l’edificio fra i 10 più pericolosi d’Italia”. La sua realizzazione, infatti, è stata autorizzata solo grazie alla costruzione di una nuova arginatura sul fiume Pescara alta 10 metri che, a distanza di anni, ha prodotto devastanti conseguenze per tutto ciò che è a valle degli argini: esondazioni e allagamenti di abitazioni costruite in prossimità del fiume. A causa di ciò, Regione Abruzzo ha autorizzato il mega-progetto da 54 milioni di euro delle vasche di laminazione del fiume Pescara,che peraltro ha in se altre criticità, al fine di limitare i danni a valle. “L’esperienza del passato non è servita. Ora ci dicono che il nuovo centro commerciale dovrebbe sorgere all’interno della stessa di Megalò, quella che aveva la naturale funzione di cassa di espansione del fiume in caso di piena. Siamo all’assurdo.”
“Dov’è il Sindaco Di Primio?” si domandano Argenio e D’Arcangelo “In campagna elettorale ricordiamo prese di posizione in favore degli esercenti. Candidati consiglieri comunali che vaneggiavano di parcheggi a pagamento all’interno dell’area del Centro Commerciale i cui proventi avrebbero dovuto finanziare investimenti nel centro storico. Dove sono finiti questi intenti?” commentano i consiglieri comunali M5S. “Ma soprattutto, che fine ha fatto il Parco Fluviale? La promessa di riqualificazione ambientale dell’area?”
“Di Primio e l’Ing. Merlino si preoccupassero di dare seguito al Progetto IN.TE., centinaia di lavoratori attendono di essere reimpiegati. Abbiamo bisogno di aziende e non di centri commerciali. E’ evidente che è mancata una programmazione e una visione d’insieme a chi si è alternato alla guida del Comune negli ultimi 20 anni. Molti di loro siedono ancora sugli scranni di Palazzo d’Achille. E’ mancato un PRG in grado di disegnare la città del futuro che mettesse al centro della programmazione la valorizzazione del centro storico, la tutela delle piccole attività e delle botteghe, l’arredo urbano e la capacità di accoglienza con un sistema di parcheggi intelligenti.
Concludono i portavoce del 5 stelle “Una politica dimostratasi senza spessore che ha affidato la programmazione del territorio alla libera iniziativa dei grandi privati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quei tempi sono finiti. Ora si deve cambiare passo.”

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Chieti. "Una riflessione senza fine, dal sapore di un vero e proprio dilemma amletico, per la Giunta Di Primio che ancora non riesce a sciogliere il dubbio se aderire o meno alla definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento, riferibile alla cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali”.

 Così in una nota il capogruppo di Giustizia Sociale al consiglio comunale di Chieti, Bruno Di Paolo, che aggiunge: "Con buona pace dei tanti, tantissimi cittadini, che da ben cinque mesi dall’entrata in vigore del D.L. 193/2016, attendono pazientemente di conoscere la volontà politica di palazzo d’Achille in merito alla possibilità di estinguere il debito nei confronti dell’Amministrazione versando solo l’importo del tributo, al netto di sanzioni e maggiorazioni ulteriori. Il tempo stringe (anche con l’eventuale slittamento del termine di adesione alla rottamazione dal 31 marzo al 21 aprile 2017, a seguito dell’approvazione dell’emendamento di proroga in Commissione Ambiente della Camera) e dal Comune ancora nessuna comunicazione ufficiale in merito, anzi, massimo riserbo. Difficile capire quale sia la reale motivazione alla base dell’incertezza decisionale dell’amministrazione comunale teatina, soprattutto in considerazione dell’indubbio beneficio che ne potrebbe trarre in termini di respiro economico per le casse comunali incassando imposte e tributi per svariati milioni (Ici, Imu, Tasi, Tari, Tares, Tarsu, Tosap e Oneri Concessori) non versati e multe non pagate oltre, chiaramente, a dare l’opportunità per il cittadino di sanare la propria posizione debitoria senza sanzioni e con dilazione di pagamenti, per tutte le ingiunzioni fiscali notificate dal 2000 al 2016".

 "Mentre la Giunta Di Primio è ancora alle prese con il dilemma di memoria shakespeariana, se aderire o meno - conclude Di Paolo - sono molti i comuni che già sono attivi nel ricevere le istanze di semplici cittadini, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori per il riallineamento fiscale, tra i quali, senza guardare troppo lontano, Pescara, Vasto, Roseto, Giulianova e San Giovanni Teatino. Resta il fatto preoccupante che se qualcuno oggi si riponesse la domanda: 'Il Comune di Chieti aderirà alla cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali'? La risposta sarebbe sempre quella di cinque mesi fa: 'Si, no, … anzi forse' ”.

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Chieti. La lista Obiettivo Provincia, ha presentato una risoluzione, che vede come proponente e primo firmatario della stessa, il Consigliere Provinciale Emiliano Vitale, per chiedere ufficialmente al Presidente Pupillo d'intervenire sulla strada ex Strada statale Chieti-Francavilla-Chieti Val Pescara (detta fondo Valle Alento) riguardo non solo le condizioni ormai critiche del fondo viario, ma anche gli ormai livelli di sicurezza minimi inesistenti. Pericolose chicane degli automobilisti per evitare i crateri e danni alle automobili, ma che spesso invadono la corsia opposta e mancata aderenza della strada per eventuali frenate di emergenza.
Infatti dopo le abbondanti precipitazioni nevose ed atmosferiche dello scorso gennaio la strada è ridotta peggio di una mulattiera ed una una delle strade di accesso alla città, che ogni giorno vede transitare mezzi privati e pubblici.

 "Già il sottoscritto - ricorda il cnsigliere Vitale - fece presente verbalmente nell'ultimo Consiglio Provinciale la situazione ormai non più sostenibile, al quale rispose il Presidente Pupillo che si sarebbe intervenuto magari sfruttando eventuali fondi extra provinciali per il passaggio del prossimo Giro d'Italia del 14 maggio 2017. Ma da una comunicazioni proprio dell'organizzazione del giro a più enti, il percorso è stato appunto deviato a salire verso il quartiere di Madonna del Freddo, forse per evitare il tratto della strada provinciale più martoriato. A questo punto, anche per agevolare, burocraticamente, il consiglio provinciale potrà esprimesi, approvando tale risoluzione, dando un indirizzo ufficiale, politico e amministrativo, al fine di poterli eventualmente classificarli come necessari lavori si somma urgenza. Alla stessa stregua di Via Salomone, proprietà comunale, per la quale è stato chiesto, dall'amministrazione agli uffici tecnici comunali, di avviare lavori di ri-asfaltatura per somma urgenza".

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