Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Marzo 2017

L'Aquila. È una lettura vissuta a pelle sullo sfondo familiare e soprattutto al femminile quella che Vincenzo Di Michele ripercorre da quei giorni fino a oggi. Nel suo nuovo romanzo storico “Cefalonia, Io e la mia storia” (Editore il Cerchio), Di Michele rilegge una delle pagine più buie della storia italiana da una prospettiva diversa: le angosce e le attese delle mamme e delle mogli che attendevano il ritorno dal fronte dei loro cari.

Partendo da fatti realmente accaduti, lo storico e saggista rivive in prima persona gli avvenimenti di quel settembre del 1943 quando l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio, si dissolse nel nulla. «Il dramma della seconda guerra mondiale e quella crudele carneficina di Cefalonia vengono narrate attraverso le voci e le testimonianze di quelle mamme e di quelle mogli che attendevano il ritorno dal fronte dei loro figli o mariti», spiega l’autore. Nel suo racconto vissuto a pelle, Di Michele narra in prima persona le attese della sua famiglia. «Ci sono le voci di mia bisnonna, di mia nonna e di mia mamma che hanno vissuto con angosciosa trepidazione tanti e poi tanti anni. Un’attesa di veder tornare “il loro Caro” che poi al dunque è stata vana», aggiunge Di Michele. Ma anche «c’è il racconto, preso da un diario inedito, di quel soldato che ha fatto di tutto per sopravvivere alla tragedia della guerra pur di far ritorno a casa per riabbracciare la propria moglie e quella figlia di 7 anni che non aveva mai conosciuto».

La ricostruzione della strategia militare passa in secondo piano per lasciare spazio ad un dramma personale che porta ad un racconto autobiografico. In una narrazione personale e con piglio a tratti provocatorio, l’autore chiama in causa il lettore mettendo in evidenza il passato del suo Paese, che è anche il passato sofferto di tante famiglie italiane che hanno avuto un disperso in guerra.

I fatti storici, letti con le lenti della vicenda personale, assumono nuovi contorni e nuove prospettive. E il risultato non è per nulla scontato. A partire proprio da come il generale Antonio Gandin era solito rivolgersi ai propri soldati: “Dodicimila figli di mamma tutti obbedienti agli ordini” per arrivare a come e perché quella strage di Cefalonia stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni, di certo si poteva evitare.

 

VINCENZO DI MICHELE (1962), libri pubblicati: “La famiglia di fatto”, un’analisi della convivenza more uxorio; Io prigioniero in Russia, oltre 50.000 copie e vincitore di premi alla memoria storica; “Guidare oggi”, un manuale per le problematiche stradali; “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”, una revisione storica sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore; “Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi”, la biografia ufficiale dello storico calciatore della Lazio campione d’Italia nel 1974; “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”, un’inchiesta sull’iter di annullamento dei matrimoni innanzi ai Tribunali ecclesiastici; “L’ultimo segreto di Mussolini”, quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi e i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini; “The Last secret of Mussolini”, the undercounter pact between Badoglio and the Germans. “Cefalonia , Io e la mia storia” un racconto autobiografico sullo sfondo degli avvenimenti bellici dell’eccidio di Cefalonia del settembre 1943.

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Martedì, 07 Marzo 2017 00:00

Lolli replica a M5S su Industria 4.0

L'Aquila. "Non mi interessa la polemica. Chi mi conosce sa che preferisco lavorare insieme ai protagonisti sociali (le imprese, le organizzazioni sindacali, le Università e i centri di ricerca, le aziende artigiane). Per questo mi limito a dire che il suggerimento di istituire una “cabina di regia” mi sembra quasi riduttivo".
Così in una nota il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, che aggiunge: "Nell’ultimo anno in Abruzzo abbiamo fatto molto di più e con il percorso della Carta di Pescara per l’Industria sostenibile siamo stati riconosciuti dal Ministero come una delle migliori pratiche nazionali. Questa esperienza segna una specificità abruzzese nell’ambito della strategia della S3 – la Strategia di Specializzazione Intelligente indicata dall’Europa per orientare la programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 – che ciascuna Regione ha coniugato secondo la propria visione. La Regione Abruzzo, ad esempio,haindividuato cinque Domini (Scienze della vita, Automotive, Moda-Design, Agrifood, ICT-Elettronica Spazio) mentre altre Regioni hanno scelto tematiche più orizzontali come l’Industria Creativa o la Fabbrica 4.0. Le Regioni che hanno scelto questa seconda modalità si sono costituite in Cluster nazionali (di cui anche noi facciamo parte, essendo l’Abruzzo capofila del Cluster Trasporti e partecipando al Cluster Agrifood e dello Spazio). Quanto alle azioni concrete ricordo solo che, come è noto, siamo stati la prima Regione a presentare col Mise il Bando PON Imprese e Competitività 2014-2020. Per la programmazione regionale, con il Fesr 2014-2020 il bando di 16 milioni di euro sulla ricerca e i grandi progetti di innovazione oltre i 5milioni ha avuto un grande successo. Entro marzo uscirà un secondo bando Fesr di 4 milioni per contributi in de minimis alle aziende abruzzesi per il trasferimento tecnologico. Con l’Area di Crisi Complessa Vibrata-Tronto coinvolgiamo 13 Comuni teramani in un programma di riqualificazione economica che vale circa 20 milioni e con le Aree di Crisi non Complessa individuiamo tutti i principali Sistemi del Lavoro Locali che attingeranno ai fondi della Legge 181. Molto, e lo so bene, rimane da fare. E sono certo che sapremo farlo se tutti daranno un contributo costruttivo, serio e responsabile".

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Chieti. È quello di Casoli il Centro di Recapito “più rosa” d’Abruzzo. Su un totale di 28 risorse, infatti, l’universo femminile rappresenta l’86% del personale: ben 24 donne. Una percentuale altissima, considerando che in tutta la provincia chietina le “quote rose” impegnate nei servizi di recapito rappresentano il 54% del personale (52% in Abruzzo).

Donna è anche la direttrice del centro casolano Assunta Verna. Quarantatré anni, di Lanciano, coniugata con due figli, lavora in Poste Italiane dal 2008. Prima a Lanciano come portalettere e addetta alle lavorazioni interna. Nel 2011 è arrivata per la prima volta a Casoli con il ruolo di caposquadra dei portalettere, mansione ricoperta per tre mesi. Successivamente si è occupata di monitoraggio e qualità presso i centri di Chieti e Pescara. Dal luglio 2013 è tornata a Casoli, per ricoprire la mansione di responsabile della struttura.

Il Centro di Recapito di Casoli assicura la consegna della corrispondenza a circa 13mila famiglie e oltre mille attività commerciali di 18 comuni del territorio. Oltre a Casoli, anche Bomba, Montenerodomo, Gessopalena, Torricella Peligna, Colle di Macine, Pennadomo, Casoli, Palombaro, Pennapiedimonte, Fara San Martino, Civitella Messer Raimondo, Roccascalegna, Altino, Palena, Taranta Peligna, Letto Palena e Lama dei Peligni.

«Siamo al servizio di un territorio prettamente montano – spiega Assunta Verna – abitato soprattutto da persone anziane. Capita spesso che il cliente aspetti il portalettere anche solo per scambiare un sorriso, un saluto, per fare due chiacchiere o anche per richiedere dei piccoli servizi, come ad esempio il pagamento di una bolletta». Tutti i portalettere sono infatti dotati di stampante, palmare e pos e garantiscono a domicilio una molteplicità di servizi. Tra questi, oltre al pagamento dei bollettini postali, l’accettazione di raccomandate, pacchi e spedizioni con contrassegno e la consegna delle patenti e delle carte d’identità. A disposizione dei portalettere di Casoli ci sono 18 autoveicoli.

Dal centro di Casoli dipende anche il presidio di Quadri. Anche qui è confermata la vocazione femminile: su 5 risorse, 4 sono donne. Oltre a Quadri, la corrispondenza viene recapitata anche in altri 12 comuni: Pizzoferrato, Gamberale, Borrello, Rosello Montelapiano, Montebello sul Sangro, Villa Santa Maria, Colledimezzo, Pietraferrazzana, Monteferrante, Roio del Sangro, Civitaluparella e Fallo.

Poste Italiane si è caratterizzata come un’azienda al femminile fin dalla sua nascita nella seconda metà dell’Ottocento: il ruolo della donna, inizialmente legato soprattutto ad una innovazione tecnologica come quella del telegrafo, è cresciuto nel tempo e oggi, nell’era di Internet, i numeri parlano di un’azienda in cui le donne rappresentano il 53% della forza lavoro complessiva e il 58% dei direttori dei circa 13mila uffici postali. In Abruzzo le donne rappresentano il 60% del personale, con presenza rilevante nelle posizioni direttive.

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Pescara. "A chi oggi ci accusa di voler “legalizzare il mercato della contraffazione” noi rispondiamo che questo è il film già visto e andato in onda negli ultimi 20 anni e che quello che accadrà invece è ancora tutto da vedere e per il momento parlano gli atti che vanno giusto nella direzione opposta".
Così in una nota Daniela Santroni e Ivano Martelli del gruppo di Sinistra Italiana del Comune di Pescara, che aggiungono: "Il centrodestra che oggi presenta oltre 800 emendamenti nei 5 anni di governo non ha mosso un dito né proposto azioni di emersione dall’illegalità e di rispetto della dignità del lavoro. La soluzione proposta dall’Amministrazione comunale è frutto di un percorso condiviso con la comunità senegalese che tende a offrire un’occasione di integrazione reale e inclusione attiva: consentendo agli stranieri, e non solo, che lavorano nel commercio ambulante di avere un punto di riferimento unico, organizzato, funzionale e regolare nel quale accogliere i propri clienti; rappresentando un’opportunità di lavoro per diverse persone; limitando le forme di attività commerciali irregolari; contribuendo a ravvivare la comunità pescarese e incrementando le occasioni di integrazione tra autoctoni e culture altre; rispondendo all’esigenza dei cittadini, tutti, di decoro urbano, sicurezza e promozione della legalità e del lavoro. Pertanto, seppur gli esiti non sono affatto scontati, possiamo affermare che questa è la prima Amministrazione della città che si pone come obiettivo quello dell’integrazione e della dignità del lavoro migrante. Un primo risultato lo abbiamo già raggiunto. Parte degli ambulanti stranieri (di diverse nazionalità) si sono costituiti in cooperativa. E già questa è integrazione. Una volta adottata la delibera sarà possibile emanare adeguato avviso pubblico a norma di legge per individuare il soggetto gestore dell’area commerciale che si andrà ad insediare. A chi invece ci accusa di “spendere” soldi per una minoranza etnica di operatori commerciali e di non considerare i nativi italiani, sono i dati 2016 di Confesercenti a parlare. Nell'ambito del commercio ambulante nazionale gli imprenditori non italiani sono la maggioranza: ad agosto 2016 le attività guidate da stranieri erano 103mila, il 53,1% del totale e il 4,9% in più rispetto allo scorso anno. Comprendiamo che la crisi economica, le politiche di austerity europee e l’impatto con l’emergenza migranti facilitano la diffusione di opinioni xenofobe e populiste. Ma non è cavalcando la “guerra tra poveri” che risolveremo la questione e uniremo la città. Se chi, oggi, tra i banchi dell’opposizione, ci tiene a sottolineare il proprio non voler essere né razzista, né divisivo, fosse mosso da un autentico intento e non da becere strumentalizzazioni, non avrebbe dubbi sul contributo che quotidianamente i non italiani residenti danno al tessuto socio-economico del Paese. Basta guardare in faccia la realtà: grazie alle tasse e ai contributi della popolazione migrante che si regge oggi il nostro sistema pensionistico, grazie all’incremento delle nascite delle famiglie migranti che si tempera il saldo demografico negativo in Italia (- 5.000 in Abruzzo). Forse a questo punto se vogliamo cogliere le sfide della società del futuro senza diventare preda della paura è arrivato il momento anche di una piccola restituzione e di costruire una società civile e inclusiva. Non possiamo cedere al populismo e all'intolleranza, bisogna far rispettare l'articolo 3 della costituzione, ovvero rimuovere ogni ostacolo economico e sociale che limita libertà e uguaglianza. E tempo di superare la logica dei i meri calcoli elettorali, il mercatino etnico è una grande oppurtunità per regolarizzare diritti e doveri e rendere la nostra comunità più integrata".

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Pescara. Sinistra Italiana Pescara aderisce allo sciopero indetto per l’8 marzo da “Non una di meno”. In Italia, in occasione del 26 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la rete italiana “Non una di meno” ha mobilitato migliaia di donne che hanno riempito le strade di Roma come non si vedeva da diversi anni. Per l’otto marzo una rete femminista globale ha indetto e organizza uno sciopero mondiale delle donne contro la violenza sessuale e contro le forme di dominio che il capitalismo neoliberista esercita sui corpi, la vita, l’esistenza di donne e uomini, svalorizzando e precarizzando il lavoro, concentrando la ricchezza verso l’alto, mentre sfrutta e devasta interi territori del pianeta.Tutto quello che riguarda le donne riguarda gli uomini. Contenuti, prospettive, pratiche cambiano se le donne prendono in mano la politica.
Per questo domani alle 16 saremo alla street parade che partirà da Piazza Della Repubblica, senza simboli o striscioni di partito ma vestiti di nero e fucsia cosi come deciso dal comitato. Invitiamo tutti a fare altrettanto e a portare fischietti, strumenti musicali, per riempire le strade di Pescara di musica e colore.

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Chieti. “Dopo aver appreso della iniziativa assunta dalla Consulta clinica formata da primari e dirigenti medici dell’ospedale di Pescara circa la volontà espressa di trasferire Cardiochirurgia da Chieti a Pescara, ho immediatamente convocato il Comitato ristretto dei Sindaci della Asl Lanciano Vasto Chieti, che si riunirà martedì 14 marzo, perché si possa discutere, in quella sede, del Piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese e, quindi, anche della costituzione di DEA di secondo livello nella nostra regione”. E’ quanto evidenza il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, commentando la notizia che vorrebbe l’ospedale di Pescara candidato a DEA di II livello.

«L’ospedale clinicizzato di Chieti è già candidato ad essere DEA di II livello in virtù della presenza dell’Università “G. d’Annunzio” all’interno del nostro nosocomio e, in tal senso, è oggetto di studio da parte della Commissione Tecnica regionale della quale fanno parte non a caso il Rettore, il Direttore generale della Asl, il prof. Salini e il prof. Di Giammarco, quest’ultimo Direttore di Cardiochirurgia il quale non credo voglia vedersi sottrarre, come auspicano alcuni sanitari pescaresi, la creatura che ha costruito con tanta passione e tanta professionalità.
Per questo – aggiunge il Sindaco - oltre al Direttore generale della Asl di Chieti, Pasquale Flacco, ho chiesto all’Assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci di partecipare alla prossima riunione del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl di Chieti per riferire sulla riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese e, in particolare, sulla classificazione dei DEA di II livello.
Non accetteremo scippi di alcun genere – evidenza il Sindaco –. Se si vuole ragionare sulla possibilità di migliorare la sanità saremo i primi ad essere pronti ad un confronto aperto, sereno e costruttivo ma se qualcuno pensa di fare fughe in avanti, troverà non soltanto la ferma opposizione del sindaco di Chieti ma anche quella di tutta la comunità della provincia teatina che non vorrà certo perdere la possibilità di avere un’azienda di eccellenza in procinto di svendere i propri pezzi pregiati in favore di altri».

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Roma. La leva del lavoro per rilanciare l’Abruzzo dopo il terremoto e l’eccezionale ondata di maltempo di fine gennaio.
E’ stato questo il tema al centro dell’incontro tra Carlo Tamburi , Direttore Country Italia di Enel, e Agostino Ballone, Presidente di Confindustria Abruzzo, cha ha anche offerto l’occasione per riflettere su un percorso comune e costruttivo che consenta di far emergere le migliori condizioni per lo sviluppo delle attività imprenditoriali del territorio, a partire dal manifatturiero fino al settore turistico. All’incontro ha preso parte anche il Presidente di Confindustria Teramo, Cesare Zippilli.
Nelle prossime settimane nella regione verrà organizzato un secondo meeting di approfondimento che vedrà il coinvolgimento dei Vertici di tutte le Associazioni territoriali di Confindustria.
L’incontro di Roma ha offerto anche l’opportunità di ripercorrere la drammatica situazione vissuta alla fine di gennaio da cittadini ed imprese abruzzesi e approfondire l’impegno messo in campo per fronteggiare la duplice emergenza provocata da precipitazioni nevose eccezionali combinate con forti eventi sismici. Dopo l’analisi del sistema di indennizzi e di rimborsi danni predisposti da Enel in aggiunta a quelli già previsti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e il Servizio Idrico, il confronto tra Tamburi e Ballone ha riguardato anche la situazione infrastrutturale del territorio abruzzese e la centralità per le esigenze del sistema produttivo di una rete elettrica sempre più “resiliente” ed evoluta.
L’appuntamento rientra nel programma di incontri avviato da Enel da una parte e Confindustria Abruzzo dall’altra, nell’intento di sviluppare un confronto positivo di ascolto delle esigenze di tutti gli stakeholder - cittadini, consumatori, enti ed istituzioni locali, imprenditori di tutti i settori – utile ad individuare azioni condivise da avviare sul territorio.

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Chieti. "Il signor Michele Di Paolo, rappresentante di Giustizia Sociale, criticando l'impegno politico dei consiglieri comunali di maggioranza, ha dimostrato tutta la sua inesperienza e pochezza politica".
Così in una nota il consigliere comunale di Forza Italia a Chieti, Marco D'Ingiullo replica alle affermazioni di Michele Di Paolo sulle attività dei gruppi consigliari.
"Per quanto mi riguarda, infatti, in Consiglio Comunale, il sottoscritto insieme ai colleghi di maggioranza - aggiunge D'Ingiullo - ha dimostrato di essere più che attivo, tant'è che per numero di interventi e impegno all'interno dell'Assise Civica, ha avuto il giusto riconoscimento dallo stesso quotidiano Il Centro. Il Di Paolo basando la sua teoria esclusivamente sul numero delle interrogazioni e ordini del giorno presentati dai consiglieri di minoranza, sminuisce l'impegno politico della maggioranza solo perché la stessa non è stata in grado di presentarne in numero superiore. Vorrei far capire al portavoce di Giustizia Sociale che i consiglieri di maggioranza, in quanto tali, non devono nè interrogare nè fare mozioni d'ordine contro i rappresentanti della propria coalizione, poiché le problematiche della città vengonono discusse e risolte nelle rispettive riunioni di maggioranza, senza ricorrere a inutili sproloqui in Consiglio Comunale".
"Le mozioni d'ordine e le interrogazioni e le interrogazioni strumentali (con l'intento di avere quel poco di visibilità) - conclude D'Ingiullo - rappresentano giustamente l'unica arma della minoranza. Ecco spiegato il motivo per cui la minoranza sembrerebbe più attiva rispetto alla maggioranza. La verità è che in Consiglio Comunale le minoranze vengono sistematicamente annientate da una maggioranza attenta e combattiva".

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Montesilvano. Seconda di tre partite in sette giorni, tutte al PalaRoma, per i ragazzi di mister Marzuoli, che dopo aver battuto il Tenax Castelfidardo in uno scontro diretto decisivo per continuare la corsa ai playoff, ospiteranno domani il Civitella Sicurezza Pro, senza dubbio una delle squadre più forti del campionato. La partita, non disputata lo scorso 21 gennaio per l’indisponibilità dell’impianto di gioco, vede affrontarsi due squadre che attraversano un buon momento, con il Civitella che è reduce dalla vittoria di Fano di sabato scorso. Tutti a disposizione per mister Marzuoli, compreso il portoghese Bibì, che con il suo talento e la sua esperienza costituisce una delle colonne del Montesilvano di quest’anno:
“A Montesilvano mi trovo molto bene, il mio rendimento è cresciuto assieme a quello di tutta la squadra. A inizio stagione, sono arrivato convinto di lottare per la vittoria del campionato, ma nel corso dell’anno gli obiettivi sono naturalmente cambiati. C’erano tantissimi ragazzi alla loro prima esperienza in prima squadra, e all’inizio abbiamo pagato pegno per questo. Poi, dopo che è andato via anche Morgado, ho capito che il nostro principale obiettivo quest’anno doveva essere quello di far crescere i miei compagni più giovani, e devo dire che da questo punto di vista la stagione sta andando alla grande. In questi mesi li ho visti migliorare molto, sia come rendimento tecnico che come personalità, e adesso siamo una squadra tosta, difficile da battere per chiunque. Sono convinto che questi ragazzi abbiano di fronte a sé delle belle carriere, e mi auguro per loro che continuino a crescere e che si mantengano come sono adesso dal punto di vista caratteriale: ragazzi umili, educati e con la voglia di imparare. Per quanto mi riguarda, è il primo anno nella mia carriera che non lotto per vincere un trofeo o una competizione, ma sono comunque contento della mia stagione fin qui. Con il Civitella sarà una gara molto dura, loro sono forti, ma noi possiamo dire la nostra. Nei playoff ci crediamo, siamo lì, e se superiamo bene il doppio confronto con Civitella e PSG, poi il calendario sarà in discesa. Certamente, per continuare a inseguire l’obiettivo, domani sera servirà una vittoria!”.

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Roma. "Il decreto terremoto, emanato le scorse settimane dal governo Gentiloni, è lacunoso e assolutamente privo di efficacia. Bisognerebbe riscriverlo da capo. Per questo non comprendiamo la soddisfazione espressa dal Presidente D’Alfonso dopo l'emanazione" lo ha dichiarato in una nota l’On. Fabrizio Di Stefano.
"Per modificare alla radice questo provvedimento” ha continuato l’On. Di Stefano, “Abbiamo presentato numerosi emendamenti, in larga parte condivisi con gli amministratori locali, che mirano ad ottimizzare e razionalizzare gli interventi. Proponiamo, tra gli altri, la nomina del Presidente della Regione Abruzzo a commissario per la gestione dell'emergenza, in grado di definire misure per gli enti pubblici, i privati e le attività produttive; chiediamo la modificazione del patto di stabilità interno; l'allungamento dei mutui avvalendosi di Cassa depositi e prestiti; l'istituzione di zone franche e zone franche urbane; l'allargamento del cratere ad alcuni comuni della provincia di Teramo e Pescara; la proroga dell'applicazione del piano sanitario regionale abruzzese per le zone colpite dal terremoto del 2009 e del 2017.
Inoltre, attraverso un question time in Commissione, un provvedimento ad hoc per spostare la data del 31 marzo come termine ultimo per l'approvazione dei bilanci preventivi dei comuni. Infine, i nostri emendamenti prevedono anche provvedimenti inerenti il terremoto del 2009 per risolvere le problematiche di realizzazione delle opere.
Un pacchetto consistente di modiche per rendere più efficace un provvedimento che, così com'è, è del tutto vuoto e privo di reale validità” ha concluso l’On. Fabrizio Di Stefano.

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