Pescara. La Regione Abruzzo ha stanziato, a beneficio delle reti stradali delle Province abruzzesi, risorse per oltre 100 milioni di euro fra fondi Masterplan, Fondo Sviluppo e Coesione, e finanziamenti straordinari, sopperendo così (almeno in parte) ai progressivi tagli dei trasferimenti governativi.

Oltre a ciò, con il Decreto Delrio-Gentiloni del 28 aprile scorso, il Governo ha dato attuazione alla decisione di ritrasferire ad Anas la titolarità di oltre 500 km di strade provinciali.

“Una decisione – spiega il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - a cui abbiamo lavorato intensamente per un biennio, lungamente attesa dalla popolazione abruzzese e dagli enti locali, a partire dagli enti provinciali in difficoltà nell'eseguire opere manutentive nei tratti stradali di competenza”.

Tuttavia, le Province non ancora procedono alla sottoscrizione degli atti di convenzione.

Il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, risponde che “si stia procedendo alla compilazione delle schede e che a breve si darà conto degli accordi fatti con Anas”.

Tuttavia, ormai da tempo, da parte delle Province, non hanno avuto alcun tipo di riscontro i ripetuti solleciti sia di Anas che dello stesso Mazzocca, il quale ha inviato missive alle Province dalla scorsa primavera in poi, relativamente all'ottimizzazione dei tempi per il passaggio di consegne ad Anas.

Fatto ancora più grave se si considera l’entità del problema vissuto in maniera drammatica soprattutto nelle zone interne d'Abruzzo.

Di conseguenza, questi tratti stradali sono ancora in capo alle Province che, da un anno circa, in vista del passaggio ad Anas, hanno di fatto interrotto ogni forma di manutenzione stradale, aggravando ulteriormente lo stato di salute di diversi tratti, per altro già fortemente provati dalle cicliche avversità atmosferiche e sismiche che hanno interessato la nostra regione dal 4 marzo 2015.

A mero titolo esemplificativo, dei 746 Km di cui è titolare la Provincia di Pescara, ben 125 (ovvero il 16,7% del patrimonio viario complessivo) attendono, fin dal mese di aprile, di essere trasferiti ad Anas.

L'Aquila. "Dopo una lunga ed estenuante resistenza di tre giorni, prima in maggioranza e poi in commissione, la proposta di modifica della legge elettorale è stata ritirata. Sia chiaro a tutti che senza la contrarietà di Art. 1 MDP questa modifica sarebbe stata approvata.
I principi della rappresentanza democratica nella nostra regione sono salvi. Chi ben conosce il meccanismo elettorale sa bene che questo “correttivo” non avrebbe avuto effetto alcuno sulla tanto sbandierata governabilità, in quanto i seggi assegnati alla coalizione vincente, in virtù del premio di maggioranza, non subirebbero variazioni.
L’unico vero cambiamento avrebbe riguardato invece la ripartizione dei seggi di minoranza che lascia trasparire un atteggiamento dal sapore (nemmeno tanto) vagamente remissivo da parte di chi (evidentemente) reputa sconfitta in partenza la futura coalizione del centrosinistra. Riteniamo inqualificabile il tentativo di lottizzazione dei seggi di opposizione svilendo così, in nome della tanto agognata poltrona, i principi costituzionalmente garantiti.
Detto per inciso, una simile manovra non avrebbe garantito in alcun caso la facile rielezione per qualcuno, per il semplice fatto che il democratico Abruzzo contempla ancora quale unica via per accedere all’Emiciclo la tanto svilita preferenza". Lo affermano in una nota il Sottosegretario Regionale e Capogruppo Art.1 Mdp Abruzzo Mario Mazzocca e l'Assessore Regionale Marinella Scocco Gruppo Art.1 Mdp Abruzzo.

Fossacesia. Coniugando tradizione, arte e cultura, il pianista di fama mondiale Alexander Romanovsky si esibirà in un tour di concerti in Abruzzo, a Mozzagrogna, Atessa e Casoli, offrendo un repertorio innovativo e capace di soddisfare tutti gli appassionati della musica.
Raccolti successi ovunque ed esibitosi con le migliori orchestre del mondo (RoyalPhilharmonic, English Chamber Orchestra, New York Philharmonic e Chicago Symphony), Alexander Romanovskyè famoso per aver ricevuto, a soli 15 anni, la laurea“Honoris Causa” dalla prestigiosa Regia Accademia Filarmonica di Bologna, e il suo caso fa subito storia. Prima di lui a quell' età solo Mozart e Rossini ci riuscirono («a pensarci è imbarazzante», disse lui, all' epoca).Due anni dopo vince il primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni”, affermandosi come uno dei più grandi giovani talenti del nostro tempo.
Ingresso libero per tutti gli eventi musicali.
Mercoledì 8 agosto, alle 21.30, aPalazzo Marcantonio di Mozzagrogna, il virtuoso musicistasarà il protagonista di un concerto en plein air, Classic Night, insieme alla violoncellista bergamasca, Prof.ssa Miriam Prandi.“Sono felice ed onorato di ospitare il Maestro Romanovskynella rassegna MozzagrognaInSuite”.Il Sindaco di Mozzagrogna, Tommaso Schips, invita a non perdere uno degli appuntamenti estivi più attesi del borgo frentano.
Venerdì 10 agosto, alle 22.00, alConvento di San Pasquale, in località Vallaspra di Atessa, Alexander Romanovskyanimerà, insieme al tenore brasiliano Roberto Di Candido, la settima edizione de Le Officine Culturali. L’antico monastero si trasformerà, a partire dalle 18.30, in una fabbrica di cultura in cui troveranno spazio tutte le forme d'arte: musica e poesia, teatro e fotografia, arte e cibo di qualità.
“Siamo veramente onorati di avere nella nostra città un grande artista, che ha scelto di tenere ad Atessa per una settimana una masterclass internazionale di musica.È una grande occasione di crescita culturale per la nostra città”, spiega Giulia Orsini, Assessore alla Cultura del Comune di Atessa. Tutti i curiosi potranno assistere, come auditori, alle lezioni aperte al pubblico. Gli allievi, provenienti dal Giappone e da tutte le parti d’Italia, frequenteranno i corsi di musica nel Teatro Comunale “A.Di Iorio” e nell’ex Chiesa di San Pietro in Largo Castello di Atessa, tutti i pomeriggi, dalle 15 alle 18, dal 6 al 12 agosto.
Il tour abruzzese del MaestroRomanovskysi concluderà sabato 11 agosto, alle 21.00, nel Castello Ducale di Casoli, con il concerto Note Ducali, insieme al fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi. “La presenza di Gabriele D'Annunzio, ospite abituale del Castello, e la nascita della Brigata Majella, sono esempi e simboli del fulcro di valori e bellezza che il Castello ha rappresentato per la comunità e per la Grande Storia – ricorda l’Assessore alla Cultura del Comune di Casoli, Liberata Colanzi-, dunque le note del grande pianista trovano degna collocazione, e l'evento darà vita ad una reciproca valorizzazione tra artista e luogo”.

L'Aquila. “Il Ministro alle Politiche agricole, alimentari, forestali e della pesca, Gian Marco Centinaio, ha deciso che il fermo biologico in Abruzzo scatterà dal prossimo 13 agosto sino al 23 settembre. Il provvedimento riguarderà il medio Adriatico, da San Benedetto del Tronto a Termoli. Fermare la pesca nel momento di maggior flusso turistico nella nostra regione è cosa senza senso. Mi trovo perfettamente d’accordo con la nostra marineria che, già in forte crisi, si ritroverà bloccata e nell’impossibilità di poter lavorare”. E’ quanto afferma il Segretario regionale dell’UDC e sindaco della città costiera Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, che contesta il blocco che quest’anno, tra l’altro, inizierà con 15 giorni di anticipo in confronto all’ scorso anno. “Sono stati disattesi gli appelli delle marinerie marchigiane, abruzzesi e molisane, che sostengono di sospendere la pesca in primavera e di applicare il provvedimento come avvenuto nel 2017, cioè a fine agosto, per consentire di completare la stagione estiva e turistica garantendo il prodotto ittico locale - aggiunge Di Giuseppantonio, illustrando un documento della direzione regionale Udc -. Sul settore pesca è necessario una volta per tutte fare ordine e allentare la morsa. In Abruzzo continua inesorabile a scendere il numero degli armatori, c’è bisogno di fermare l’emorragia, sostenere chi è impegnato in un lavoro duro come quello del pescatore, con una politica diversa che incentivi i sostegni in modo da favorire il ricambio generazionale e creare, di conseguenza, nuove opportunità di lavoro, soprattutto giovanile. Faccio appello alle istituzioni regionali perché vengano risolti i problemi relativi al pagamento dei fermi pregressi, che la nostra marineria attende da tempo”.

Moscufo. Nel museo della terra di Mlawa in Polonia, un duplice evento organizzato dall'associazione Irdidestinazionearte, nell'ambito del gemellaggio tra il Comune di Moscufo e la città di Mlawa, per promuovere il catalogo degli artisti Kalos 2018, i colori dell'anima, edizioni Sigraf a cura del critico d'arte Massimo Pasqualone, ha caratterizzato la presentazione della personale di Carmine Galiè, artista di Giulianova, con l'intervento critico di Massimo Pasqualone, la direzione artistica di Danuta Anna Kida, referente di Irdidestinazionearte per la Polonia, l'assessore del Comune di Moscufo, Massimo Di Domenico, Barbara Zaboroswka, direttrice del Museo, Slawomir Kovaleski, sindaco della città di Mlawa e Magadalena Grzywacz, portavoce.
"Ringrazio l'Amministrazione Comunale di Moscufo per questa splendida occasione di portare in Polonia l'Abruzzo dell'arte, rappresentato da Carmine Galiè, tra i più importanti artisti della nostra Regione- dice Pasqualone. "Inoltre avranno visibilità anche gli artisti presenti in catalogo, per la maggiorparte abruzzesi: Guliana Fusari, Monia Ghirardini, Paolo Porreca, Mario Buongrazio, Concetta Iaccarino, Pasquale Cordì, Vincenzo Corsi, Francesco Subrani, Maria Grazia Moro, Carla di Benedetto, Arcangelo Allegritti, Amilcare Di Paolo, Federico Losito, Rossella Caldarale, Rosella Cardella, Canziana Virtù, Fabio Martinelli, Maria Facchini, Maria Basile, Assunta Campanella, Licia Croce, Domenico Bellipanni, Carla De Cesaris, Roberta Di Matteo Loredana Di Pietro, Carla Di Tecco, Isabelle Ferrini, Barbara Palestini, Chiara Pompei, Marco Pompei, Sonia Tiberi, Concetta Daidone, Manolita D’Antino, Giuseppe Amoroso De Respinis, Mimmo Emanuele, Carmine Galiè, Rita Ioannacci, Danuta Anna Kida, Korradi, Lillo Magro, Lucia Pelagi, Rosaria Piccione, Annamaria Pirri, Luciano Forlivesi, Maria Strieborna, Maria Stella Polce, Romina Scipione, Nan Yar, Mariapia De Meo, Mario Di Paolo, Carlo Gentili, Patrizio Moscardelli, Emidio Mozzoni, Natalia Cataldi, Italo Pulcini, Luigi Pierantozzi, Giulietta Straccia, Giorgina Violoni, Matilde Menicozzi, Rita Di Marcantonio, Cecilia Dionisi, Paolo Piunti, Ecle Bonifacio, Cinzia De Mauri, Antonio Di Campli, Antonio di Giamberardino, Nicola Granata, Mauro Petricca, Angela Sarnataro, Luciano Nespeca, Angelo Marini, Miriam Pasquali.

14 luglio 2008-14 luglio 2018. Dieci anni esatti. Per l’Abruzzo non sono solo due lustri che stancamente si sono intervallati sul calendario. Quella mattina di 10 anni fa la regione di Fontamara si svegliò sotto shock, era la mattina di Sanitopoli. In meno di vent’anni per la seconda volta venne arrestato il Presidente della Regione, sul banco degli accusati insieme ad altri esponenti della giunta. I processi si sono celebrati, le conclusioni dell’iter giudiziario sono a conoscenza di tutti. Negli anni precedenti – dalla notte di San Michele del 1992 in poi – e in questi ultimi due lustri – ultimi casi proprio nelle ultime ore – inchieste, scandali, indagini hanno interessato ogni ambito della vita regionale abruzzese. Tutti, come costituzione sancisce ed è diritto sacrosanto, sono innocenti fino a prova contraria. E in ogni processo già celebrato ci sono stati condannati, ma anche assolti. E questi dati di fatto vanno sempre tenuti ben presenti.

Ma la politica non si celebra nelle aule giudiziarie, e non possiamo fermarci ai tribunali. Anzi, non dobbiamo. Ci sono valutazioni politiche e sociali che vanno oltre. Per arrivare, parafrasando Pippo Fava, al cuore di quella forza essenziale della società che arriva ad imporre il buon governo della cosa pubblica. Ma l’Abruzzo è una regione apparsa troppo spesso in permanente distrazione, quasi senza memoria, che sopravvive sguazzando nel fatalismo. E’ sempre andato così, che ci vuoi fare, comunque domani sarà un altro giorno e così via. Ed infatti, esclusi rarissimi casi, il decennale di Sanitopoli è passato completamente sotto traccia. Dimenticato, omesso. Ha travolto una classe dirigente, ha sconvolto i destini politici. Ma il 14 luglio è stato per gli abruzzesi quasi soltanto la vigilia della finale mondiale vinta dai cugini d’Oltralpe. All’indomani di Sanitopoli c’è chi scrisse che la notte dell’Abruzzo è ancora lunga. Dieci anni dopo quella notte ci racconta ancora storie di una sanità, di uno stato sociale dove malati gravi e meno gravi, disabili e le persone più fragili della società che non vedono riconosciuti il diritto alle cure, all’assistenza pubblica, ospedali e presidi sanitari vari in difficoltà. Le cronache politiche degli ultimi anni ci raccontano – è cronaca anche di queste ore – di medicinali costosi e preziosi la cui erogazione pubblica è a dir poco difficoltosa. Senza dimenticare centri con sempre meno fondi, bambini e ragazzi che hanno rischiato di non poter andare a scuola, malati e famiglie che vivono odissee continue. L’Abruzzo è la regione del dramma di Rigopiano, di una ricostruzione post terremoto che dieci anni dopo attende ancora un soffio di liberazione, di centinaia (se non di più) di famiglie abbandonate senza speranza da chi per decenni è stato coccolato e foraggiato dalle alte sfere, con casse alimentate soprattutto da famiglie come quelle abbandonate.

Uno dei più longevi gruppi musicali italiani canta da molti anni “apri il giornale c’è l’ispirazione”. Ecco, basta consultare i giornali e le testate web ogni mattina per trovare continuamente raccontate queste vicende. E in tutto questo la sensazione è che la politica, la gestione della cosa pubblica arranchino, che i diritti dei deboli e dei più fragili, di chi non ha santi in paradiso o padrini siano in balia degli eventi. Tutto questo è (o dovrebbe essere) altro dalle cronache giudiziarie, molto più alto delle schermaglie particolari del momento. Dovrebbe essere politica, la forza motrice che dovrebbe far vivere e migliorare la polis e il bene comune. Ma troppo spesso si guarda altrove, non si vola alto e altro. E ci si racconta, si trasmette altro. Non alimentando speranze ma disillusione e, come già scritto, fatalismo. E quella che dovrebbe essere la politica appare normale sia altro. Appare normale la “politica” dei favori, la “politica” senza respiro alcuno sul futuro ma legata solo al presente della ricerca continua di voti e consensi, la “politica” che continuamente sacrifica il bene comune sull’altare degli egoismi di pochi e delle lobby dei piccoli interessi, il clientelismo degli amici e degli amici degli amici e degli amici degli amici degli amici. Non indigna ma anzi si cerca un posto al sole, la stradina per se stessi, si arriva a difendere e a decantarne le lodi,

Come è possibile che non abbia suscitato indignazione, passando sotto silenzio, che tra chi lavora per la società e la cittadinanza c’è chi considera coglioni coloro che denunciano e ogni giorno sono cittadini attivi e responsabili senza mai accettare compromessi e di farsi comprare? O che un imprenditore impegnato nel mondo della cultura venga isolato, emarginato, boicottato perché quella che dovrebbe essere una virtù – aver mantenuto la schiena dritta e non aver chinato il capo, denunciando “certi comportamenti” – è diventata una “colpa”?

Quando la polis perde il respiro, arranca, viene divorata da altro. Vincono gli interessi di pochi, dei più forti e di chi “s’arrangia meglio”, sono a rischio e vengono negati i diritti di tutti, gli interessi della collettività. O meglio, degli ultimi e degli emarginati, dei più deboli, di chi non ha forti consorterie alle spalle. Quello che dovrebbe essere di tutti diventa privilegio o merce costosa. La “politica” realizza i suoi più grandi fallimenti epocali. E anche qui è cronaca di questi anni, denunce di associazioni, movimenti, comitati, cittadini. E di beni pubblici che stanno sempre meno bene. E lì dove il pubblico cede il passo intervengono altre forze, trovano praterie sconfinate altri. Che non vedranno mai la salute e la collettività al primo posto, anzi li mettono a rischio. In maniera più o meno lecita. Le più grandi emergenze ambientali (che sono poi anche, se non soprattutto sanitarie e sociali) dell’Italia di oggi, e dei prossimi decenni, sono nate e proliferano così. Quando il pubblico non ha svolto il suo ruolo, lasciando spazio a consorterie sempre più squallide e al loro compromesso, quando l’abusivismo e l’illiceità sono diventate “lecite” in nome di algebre e favori.

Pescara. “Facciamo tanto. Ma è ancora poco perché in Italia si spreca ancora troppo. Per questo è necessario l’aiuto e il sostegno di tutti per fare ancora meglio e di più”. Con queste parole Giuseppe Parma, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare, ha portato il suo saluto ai duecentosessanta partecipanti della decima edizione dell’Open House del Banco Alimentare dell’Abruzzo, la tradizionale serata rivolta ad imprenditori, professionisti e amici che si è svolta giovedì 19 luglio nella sede di via Celestino V a Pescara. “Facciamo bene in rete” è stato il tema della serata, aperta dal presidente del Banco Alimentare dell’Abruzzo, Luigi Nigliato, che ha voluto ringraziare tutti i presenti per la partecipazione, la vicinanza e la condivisione: “Voglio qui ricordare – ha aggiunto Nigliato – un volontario speciale, Vittorio di Orsogna, che in tanti anni di amicizia ci ha aiutati a capire il senso più profondo della carità e della gratuità”. Presenti anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, e l’assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, che hanno portato il loro saluto. Nel corso della cena è intervenuto anche Martino Giannubilo, direttore del centro commerciale Iper di Città Sant’Angelo, che ha presentato la campagna in svolgimento in questi giorni, per il secondo anno consecutivo, nei punti Iper “Aggiungi 14 posti a tavola”, grazie alla quale è possibile donare 1 euro alla cassa in sostegno del Banco Alimentare dell’Abruzzo: “Abbiamo voluto fare questa campagna per e con voi perché il Banco Alimentare è sinonimo di fiducia e di serietà. Siamo certi che tutto ciò che viene donato finisce davvero a chi ne ha bisogno”. La serata si è conclusa con il concerto di Antonio Dionisio e la sua band, che ha proposto un affascinante percorso tra canzoni d’amore e sue canzoni inedite, che hanno ottenuto un grande consenso del pubblico.

Alla serata hanno partecipato Alleanza Assicurazioni, Alma C.I.S., Apicoltura Luca Finocchio, Aptar, Bcc Sangro Teatina, Bcc Abruzzese Cappelle sul Tavo, Biblos, Centro Servizi Arquati, Colormax, Centro Servizi per il Volontariato di Pescara, Al Discount, Coccione Distributori Automatici, Cdo Abruzzo Molise, Delta System, Fater, Gdm Distributori Automatici, Istituto Mecenate, Immobiliare Colanzi, Iper la grande i, Openjob Metis, Sisofo, Tecnomatic, Ti Teknimpianti, Tua Trasporto Unico Abruzzese, Vega Prefabbricati, Randstad. Si ringrazia il catering Bongè di Genobile.

L'Aquila. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione post sisma 2016/2017 ha rimborsato ai Comuni del cratere oltre 700.000 euro per le maggiori spese dovute al personale. Lo ha annunciato il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca, Sovrintendente all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR).

Con nota del 13 luglio il Direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, Marcello D’Alberto, ha reso noto ai Comuni interessati di aver provveduto al rimborso per le maggiori spese che i Comuni stessi hanno sostenuto nel 2017 per l’assunzione di personale ai sensi del decreto legge 189/2016. Nella stessa nota, l’Ufficio Speciale ha comunicato le procedure per la rendicontazione delle spese relative primo semestre del 2018.

L’ammontare dei rimborsi fino ad oggi erogati è pari a 734.631,79 euro che i Comuni hanno già in cassa dallo scorso 16 luglio.

“Da quando ho ricevuto la delega all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione – commenta Mazzocca – abbiamo tempestivamente affrontato di petto queste ed altre situazioni. Comuni e Province non potranno che beneficiare della rapidità con la quale le somme anticipate vengono rimborsate. Per l’anno in corso, l’USR sarà in grado di procedere in tempi rapidissimi ai rimborsi dovuti: ciò avverrà non appena Comuni e Province, che in questi mesi hanno lavorato alacremente in tal direzione, avranno inviato i rendiconti relativi alle spese sostenute nel primo semestre”.

 

Nella tabella sono riportati gli importi trasferiti a ciascun Comune:

 

Comune

Importo erogato

Comune di Barete

23.811,93

Comune di Cagnano Amiterno

15.749,20

Comune di Campli

59.637,68

Comune di Campotosto

35.694,86

Comune di Capitignano

48.090,82

Comune di Castel Castagna

24.237,80

Comune di Castelli

12.324,30

Comune di Civitella del Tronto

36.120,65

Comune di Colledara

21.133,53

Comune di Cortino

60.461,83

Comune di Crognaleto

58.410,49

Comune di Fano Adriano

15.472,11

Comune di Farindola

21.799,76

Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia

20.625,96

Comune di Montereale

38.501,80

Comune di Montorio al Vomano

35.555,22

Comune di Pietracamela

8.761,95

Comune di Pizzoli

19.799,84

Comune di Rocca Santa Maria

41.939,31

Comune di Teramo

1.351,02

Comune di Torricella Sicura

65.534,28

Comune di Tossicia

36.090,94

Comune di Valle Castellana

23.526,51

Totale

724.631,79

Pescara. Si è finalmente insediata la Giunta per le Elezioni in Senato, ora spetta al Presidente Maurizio Gasparri di Forza Italia calendarizzare il prima possibile la valutazione sull’incompatibilità di Luciano D’Alfonso sulla doppia carica di Presidente della Regione Abruzzo e di Senatore della Repubblica.
“Sta per cadere, così, anche l’ultimo baluardo a cui si è appigliata l’arroganza istituzionale dell'incompatibile Presidente-Senatore Luciano D’Alfonso” commenta il consigliere regionale Sara Marcozzi "in Senato non avrà i suoi fedelissimi a proteggerlo. Il sequestro di Regione Abruzzo ha finalmente i giorni contati. Il M5S” continua la portavoce 5 stelle “è stato in prima linea contro l’atteggiamento irresponsabile del Presidente D’Alfonso che ha bloccato per quasi un anno l’intera Regione, prima in funzione della sua candidatura in Senato, poi nel disperato tentativo di mantenere la doppia poltrona. Ci siamo fatti portavoce della Costituzione, che sancisce l’incompatibilità all’art. 122, e del Regolamento del Consiglio Regionale in cui è esplicitata l’impossibilità di questa doppia carica. Inoltre abbiamo presentato, insieme ai cittadini abruzzesi, un ricorso al Tribunale Ordinario de L’Aquila che dovrebbe esprimersi il 23 luglio. Ora resta quest’ultimo atto in Senato nelle mani di Forza Italia”.
Al consigliere Sara Marcozzi, si unisce il Senatore M5S Primo Di Nicola “Non ci sono più scuse, Luciano D’Alfonso deve mollare una delle due poltrone. E’ oltremodo squalificante che per arrivare ad una decisione che sarebbe dovuta essere dettata dal buon senso e dalla correttezza istituzionale, il Presidente/Senatore incompatibile abbia atteso l’ultimo scoglio appigliandosi ad interpretazioni dei regolamenti, sacrificando anche quanto stabilito dall’articolo 122 della Costituzione Italiana che D’Alfonso continua a calpestare”.
Concludono "Ci auguriamo che il Presidente Maurizio Gasparri non perda tempo e convochi immediatamente la prima riunione della Giunta e ponga come primo punto all’ordine del giorno l’incompatibilità di Luciano D’Alfonso”.

Pescara. “Le persone di 15 anni e più che in Abruzzo hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuito, nei primi tre mesi del 2018, sono 501 mila. “Un’occupazione che, rispetto al I trimestre dell’anno scorso, è incrementata di 37 mila occupati ma, in termini assoluti e non considerando la qualità precaria dei rapporti di lavoro, mancano ancora all’appello 14 mila posti per ritornare ai valori pre-crisi” - commenta così il Segretario della CISL AbruzzoMolise, Leo Malandra i dati pubblicati dall’Istat durante la conferenza stampa di questa mattina alla presenza del Prof. Giuseppe Mauro, Ordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Economia della Università D’Annunzio di Pescara-Chieti -
Il tasso di occupazione ha raggiunto il 58,1% recuperando più di 4 punti percentuali rispetto al I dell’anno scorso,ma sempre distante al valore del 2008, dove era pari al 59,5%. L’incremento occupazionale si concentra nell’agricoltura e nell’attività dei servizi, ma non nel commercio, negli alberghi e nella ristorazione. Anche l’industria in senso stretto e le costruzioni, in questo primo trimestre, mostrano una ripresa. Questa tendenza positiva dei settori produttivi non ha comunque riportato ai valori del 2008. Sono 60 mila i disoccupati, ossia coloro che tra i 15 e 74 anni si sono mossi a cercare lavoro. Un numero ancora elevato. Il tasso di disoccupazione è diminuito nel I trimestre 2018, ma rimane tuttavia ben sopra i livelli pre-crisi (6,8%).
“La ripresa occupazionale è legata essenzialmente all’aumento dei contratti a tempo determinato come ci segnala l’Inps dall’Osservatorio al Precariato. Un’occupazione che, purtroppo, non è di qualità e non è stabile soprattutto per la mancanza di incentivi, nazionali e regionali, che creerebbero posti di lavoro aggiuntivi a tempo indeterminato” - osserva il Segretario Generale della CISL.
“Il tessuto produttivo abruzzese sta risentendo ancora degli effetti della crisi, nonostante il valore dei prodotti esportati sia aumentato del 7,0% ed abbia recuperato il gap rispetto al 2008. Restiamo con un territorio poco competitivo e quindi scarsamente attrattivo per gli investimenti di nuova imprenditoria. Ne è prova il tasso di crescita delle imprese rilevato dalle Camere di commercio abruzzesi che continua ad avere un segno negativo, superiore anche alla media italiana. In Abruzzo abbiamo un sistema economico produttivo a macchia di leopardo con poche grandi e medie imprese e una miriade di piccole e piccolissime imprese (anche artigiane), quelle che esportano e quelle che hanno difficoltà non solo ad entrare nel mercato estero ma anche a rimanere nel mercato interno, le poche grandi e medie aziende che puntano all’innovazione e alle ricerca, e la stragrande maggioranza di quelle piccole e artigiane che non fanno innovazione e ricerca, sono sottocapitalizzate e sottodimensionate e che, ricordiamolo, rappresentano comunque oltre l’85% del nostro sistema produttivo e che non possono essere lasciate senza sostegno pubblico dalla politica”, - esamina Malandra nell’approfondire i vari dati elaborati dall’Ufficio Studi della CISL.
“La lieve crescita economica e produttiva registrata è imputabile solo agli sforzi dell’apparto produttivo delle grandi imprese ed agli investimenti da queste operati. Gli investimenti pubblici sono ancora solo sulla carta degli strumenti di programmazione messi in campo dalla politica, ma in larga parte ancora non operativi e cantierati. L’Abruzzo non può reggersi solo sulla grande impresa manifatturiera, che pure, per rimanere e radicarsi, necessita di interventi infrastrutturali viari, portuali e di estensione della banda larga, come di abbattimento dei costi dell’energia. Ciò che deve essere assolutamente rafforzato è il sistema delle PMI, - dichiara il Professore GIUSEPPE MAURO nel suo intervento. Il problema della dimensione aziendale rende il modello fragile e vulnerabile, per queste ragioni l’attività imprenditoriale ha bisogno di certezze, credibilità e punti di riferimento come infrastrutture adeguate (materiali e immateriali), di un sistema bancario aperto e pronto a sostenerle nel percorso di consolidamento finanziario e di investimenti in innovazione, ricerca, crescita dimensionale, anche mediante aggregazioni consortili, ed internazionalizzazione. Il modello di sistema bancario abruzzese dal 2012 è in crisi sia per le sofferenze lorde derivanti da prestiti al di sopra della media italiana, quasi doppia, e addirittura del Mezzogiorno, oltre che per la crisi economica che genera una relazione sempre più stretta tre economia reale e creditizia. Questa nuova situazione subita dalle banche ha conseguentemente avuto effetti fortemente restrittivi sul credito alle imprese, soprattutto quelle più piccole”.
Il professore ed il Segretario Generale CISL hanno pertanto sostenuto che “per la ripresa e lo sviluppo dell’intero sistema produttivo abruzzese, non solo vanno urgentemente cantierate le azioni programmate da Masterplan, Patto per lo Sviluppo e dalla Carta di Pescara, ma contestualmente va ridato ossigeno, sostegno, alle PMI. E’ necessario implementare tramite la FIRA le garanzie finanziarie regionali rilasciate dai Confidi; in quest’ottica la Regione ha avviato un percorso condivisibile di rientro in-house, ancora in atto, per la FIRA allo scopo di renderla lo strumento principe nella programmazione pubblica di sostegno alle imprese. Bisogna creare un “PATTO con il sistema Bancario” per un plafond finalizzato a sostenere, a credito agevolato, progetti d’investimento delle PMI destinati alla green economy, microcredito, ai programmi di ammodernamento o ampliamento produttivo, alla digitalizzazione, alle start up, e alla promozione dell’export e all’internazionalizzazione, snellendo i tempi di erogazione dei finanziamenti bancari”.
“Solo percorrendo questa strada l’Abruzzo potrà uscire definitivamente dalla crisi e solo così si potrà sperare di creare nuova occupazione stabile, facendo leva oltre che sulla grande e media industria, anche sulle PMI, che rappresentano anch’esse la struttura portante del nostro sistema produttivo, - concludono Malandra e Mauro -”.

Con preghiera di pubblicazione si allega il comunicato stampa e l'analisi dei dati elaborata dall'Ufficio Sudio della Cisl AbruzzoMolise.

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