Pescara. Si è tenuto oggi a Pescara all’auditorium Petruzzi il convegno organizzato da Regione Abruzzo e mirato a presentare le ricadute per il territorio della proposta di accordo di programma inoltrata al Ministero per lo Sviluppo Economico da sette aziende con sede e attività in regione.
L'Abruzzo accoglie da decenni nel suo territorio numerose aziende afferenti al settore dei prodotti assorbenti per la persona: dai produttori di pannolini e assorbenti ai produttori di tecnologia e di software per le linee produttive, alla ricerca e sviluppo di prodotto e processo. Il comparto è il più significativo a livello europeo per concentrazione di aziende. Per l'Abruzzo questa presenza vale circa 3.000 posti di lavoro e circa 2,5 miliardi di fatturato complessivo.
Le maggiori aziende del comparto, riunite nell'accordo di programma denominato Clip (Cluster regionale dei prodotti per l’igiene della persona), con il coinvolgimento della Regione Abruzzo che ne ha valutato la progettualità, hanno proposto un forte impegno per l'innovazione e la sostenibilità che vale un investimento complessivo di circa 103 milioni di euro.

Le aziende che fanno parte dell'accordo di programma sono:
Fater spa (capofila);
Cellulose convertingsolutions spa;
Eurofil srl;
Fameccanica data spa;
Ontex manufacturing Italy srl;
Pantex international spa;
Texol srl.


L'accordo di programma nasce dalla collaborazione fra Regione Abruzzo e le sette aziende proponenti, che hanno previsto investimenti per 103 milioni di euro e hanno inteso coinvolgere l’ente per far analizzare, come previsto dalla norma, i progetti proposti al fine di creare un accordo di programma da sottoporre al Ministero. La Regione ha valutato le progettualità proposte e giudicato che esse mostrano un rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo regionale. In particolare la natura dei progetti proposti dalle aziende incide positivamente su alcune delle variabili valutative previste dalla procedura del Mise quali: innovazione di prodotto e processo (in linea con le direttive Industria 4.0), tutela ambientale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Per tali motivi la Regione ha deciso il cofinanziamento dei progetti per 3 milioni di euro.
Qualora la proposta venisse approvata dal Ministero e da Invitalia, l'agenzia nazionale per lo sviluppo dell'impresa che è soggetto attuatore, il vantaggio per il cluster potrebbe essere di circa 22 milioni di euro a fondo perduto.

Questi i vantaggi dei progetti proposti:
-75% impatto ambientale per produzione rifiuti e scarti di produzione;
-30% di rifiuti industriali prodotti;
10.000 tonnellate all'anno di rifiuti trattati in un innovativo impianto di riciclo con focus su frazione oggi non riciclata.

Le sette aziende che hanno promosso l'accordo di programma hanno focalizzato due aree principali di intervento:
1) l'efficientamento energetico;
2) la realizzazione di un Centro di valorizzazione materiali finalizzato al riciclo di materie prime e scarti di produzione.
Da sottolineare che ognuna delle aziende opera mantenendo la propria autonomia sui progetti, formalizzata attraverso appositi Patti di riservatezza.
Nello specifico le due principali linee di intervento, in maniera complementare, si orientano verso una gestione totalmente sostenibile dei processi produttivi. In particolare l’efficientamento energetico, attraverso una molteplicità di interventi (ognuno modulato in ragione delle diverse realtà) si propone di generare processi produttivi meno energivori e meno importanti per unità standard prodotta con i vantaggi per l'ambiente sopra indicati.
Il Centro di valorizzazione materiali rappresenta un esempio di innovazione sostenibile discontinua: esso si fonda sulle esperienze maturate da Fater Smart (la business unit di Fater spa specializzata per lo sviluppo del progetto riciclo di prodotti post consumo) in Veneto, ove è in funzione una macchina sperimentale, a volumi industriali, in grado di riciclare prodotti assorbenti per la persona da post uso.
Il progetto Clip proposto al ministero intende utilizzare una tecnologia derivata per riciclare scarti di produzione, rifiuti industriali derivanti dai processi delle aziende facenti parte del cluster. Questa prima applicazione dovrebbe portare una riduzione fino a 10.000 tonnellate annue di rifiuti post industriali in Abruzzo. Ciò consentirà di recuperare, separatamente, tre diverse frazioni di materiali da reinserire negli stessi processi produttivi o ulteriori: plastica, cellulosa e polimero superassorbente (poliacrilato di sodio). L'impianto è progettato in maniera modulare, quindi laddove dovessero raggiungersi accordi commerciali fra le aziende aderenti a Clip o altre, i volumi trattati potrebbero essere aumentati. Le materie recuperate potranno essere reimpiegate in molteplici settori, dal florovivaistico al tessile, dall'edilizia all’automotive.

Il presidente vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ha dichiarato: “Si tratta del più significativo accordo di programma per la sostenibilità proposto da una Regione al Ministero. Ci siamo resi disponibili, dopo aver valutato le progettualità proposte dalle aziende, a chiedere al ministero il riconoscimento dell'Accordo di Programma allo scopo di snellire i tempi per la valutazione da parte del soggetto incaricato Invitalia per concedere le agevolazioni e i sostegni previsti dalla norma. La sostenibilità è imprescindibile, soprattutto in un territorio tutelato come quello abruzzese, e ci rassicura constatare che il 93% delle grandi imprese del mondo punta sulla sostenibilità e che in Italia chi ha investito in politiche green per il 79% genera innovazione e competitività, un volano per l'economia e per la competitività dell'intera regione”.
Il coordinatore del cluster Clip, Nello Rapini, che ha seguito lo sviluppo dell'accordo, ha dichiarato: “L'accordo di programma rappresenta la capacità di innovare delle aziende abruzzesi e la responsabilità verso il territorio. Il progetto è in linea con le politiche ambientali internazionali, ad esempio l'agenda 2030 delle Nazioni Unite, e con le recenti normative europee sull'economia circolare e sui rifiuti emanate nel luglio scorso. Un esempio virtuoso di collaborazione tra settore privato e decisore pubblico”.

Chieti. Il presente comunicato stampa illustra la situazione dei servizi autobus Tua Spa, distinta per aree geografiche della regione Abruzzo, aggiornata alle ore 18:00 di oggi, giovedì 3 gennaio 2019.

In alcune aree, le problematiche principali che hanno subito i servizi di Tua Spa sono dovute al ghiaccio e all’accumulo di neve non rimossa; questi fattori hanno determinato, per alcuni servizi, dei ritardi.

Migliorata, a livello generale, la situazione dei servizi rispetto a quella delle prime ore della mattinata.

 

Zona L’Aquila:

I servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Avezzano:

Dalle ore 13.40 circa si sono normalizzati i servizi nella zona di Castel di Sangro-Pescasseroli. Per il resto, i servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Teramo:

I servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Giulianova:

I servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Sulmona:

Non è stata effettuata la corsa ore 14.00 Sulmona-Ateleta. Per il resto, i servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Lanciano:

Nel corso del pomeriggio i servizi si sono normalizzati rispetto alle primo ore della mattina, soprattutto verso le zone montuose. Difficoltà dei collegamenti concentrata soprattutto nella fascia oraria dalle 13:00 alle 15:00, sia lungo la costa che nell’entroterra abruzzese.

 

Zona Chieti

La corsa delle ore 13.50 Lanciano-Guardiagrele non è stata effettuata. Il servizio delle ore 12.50 Lanciano-Miglianico è stato effettuato via autostrada. Per il resto, i servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

 

Zona Pescara (urbano):

I servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.

 

Zona Pescara (Extraurbano):

I turni in partenza da Tocco Casauria hanno assicurato il servizio per Salle. Non sono stati effettuati i servizi da Farindola, mentre nel pomeriggio sono stati svolti i servizi da Villa Celiera. Per il resto, i servizi sono stati effettuati in maniera pressoché regolare.


Servizio ferroviario per domani, venerdì 4 gennaio 2019

Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha attivato anche per la giornata di domani, venerdì 4 gennaio 2019, la fase di emergenza lieve dei piani neve e gelo su alcune linee ferroviarie di Marche, Abruzzo, Puglia, Molise e Campania che prevedono una riduzione dei servizi ferroviari. Pertanto i servizi ferroviari TUA/Sangritana che domani non potranno circolare regolarmente per via del piano neve e gelo disposto da RFI sono gli stessi di oggi.

 

Tutte le novità vengono veicolate sui canali ufficiali di TUA Spa: sito internet www.tuabruzzo.it, canali social come la pagina Facebook Tua Spa Società unica abruzzese di trasporto o Twitter all’account @tua_spa, oltre al numero verde 800 762 622 attivo nei giorni feriali dalle ore 8:00 alle ore 20:00.

Pescara. "Le parole che mi ha indirizzato oggi Giorgia Meloni in visita in Abruzzo, non possono che farmi piacere e lusingarmi dal punto di vista personale e politico, anche perché vengono da chi apprezzo e a cui mi lega una lunga militanza insieme anche se non sempre ho condiviso le sue scelte, non ultima quella fatta in Abruzzo, ma certo non le lasceremo cadere nel vuoto.
Tuttavia non è solo basandosi sulla mozione degli affetti- che indubbiamente mi tocca- o sul richiamo all'appartenenza, che mi si convince a fare un passo indietro: vorrei vedere qualcosa di più; ossia quale progetto di rinascita per l’Abruzzo si intende proporre ai nostri concittadini. Lo ripeto da tempo: dall’11 febbraio occorre governare questa Regione avendo chiare sin d’ora strategie e azioni da attuare. E qui credo che anche oggi, chi affianca nelle strategie politiche Marsilio,avrebbe dovuto segnalargli che, ad esempio, sul tema dell’Ambiente, è giusta l’attenzione sul fiume Saline ma il vero simbolo dei disastri ambientali abruzzesi è Bussi, per la cui bonifica vi è una dotazione di €50milioni stanziati dal Governo Berlusconi quando io e Giovanni Legnini eravamo in Parlamento. Somme che né i successivi Governi nazionali, né quello regionale hanno mai saputo utilizzare; ed ancora, mi si rivolge un appello all'appartenenza ed al mio essere di destra. Ma sul tema di questi giorni relativo al Bilancio regionale trovo assurdo che su di esso vengano scaricati scaramucce politiche e di appartenenza, appunto, quando invece andrebbe evitato il ricorso in dodicesimi perché a pagarne le conseguenze sarebbero cittadini e imprese già sottoposte da quasi un anno al blocco di ogni attività a causa delle scelte di D’Alfonso. Anche qui, a mio avviso, avrebbe dovuto prevalere il senso di responsabilità verso la nostra regione piuttosto che la ricerca di una momentanea vittoria politica. Io avrei invece da subito illustrato il mio progetto di bilancio che avrei presentato come modifica legislativa al primo consiglio regionale dopo il 10 febbraio, all’indomani della vittoria elettorale.

L’Abruzzo per me viene prima del senso di appartenenza alla mia parte politica!". Lo afferma in una nota Fabrizio Di Stefano.

Prosegue il tour del progetto“LA PATATA DEL FUCINO IN VIAGGIO NELLE SCUOLE”; l’iniziativa promossa a partire da diversi anni dall’AMPP (Associazione Marsicana Produttori Patate), con il contributo della Regione Abruzzo con il PSR 2014/2020 - Misura 3.2 mira a promuovere le produzioni di qualità del Fucino, le eccellenze produttive che caratterizzano questo territorio attraverso un percorso di educazione alimentare alla biodiversità, alle specificità territoriali ed alla sostenibilità ambientale.

Le azioni, coinvolgono oltre 2000 alunni ed i rispettivi docenti dell’Abruzzo, Lazio e Campania, prevedono la divulgazione di materiale informativo, didattico, incontri formativi e visite guidate e soprattutto distribuzione di giornalini destinati agli studenti, il tutto con l’obiettivo di portare a compimento una forte azione di sensibilizzazione di conoscenza dei prodotti del Fucino nei confronti degli alunni della scuola Primaria.

I giornalini, consentono ai bambini di cimentarsi con quiz, giochi, curiosità, piccole ricette, in modo da accrescere, giocando e divertendosi, la consapevolezza dell’importanza dei prodotti bio. Dopo gli incontri avuti con l’Istituto Comprensivo “G. Patroni” diPollica(Salerno),l’Istituto Comprensivo "Ignazio Silone" di Luco dei Marsi (L’Aquila),il tour ha fatto “tappa” presso la Direzione Didattica Statale “G. D’Annunzio”di Celano (L’Aquila).

L’incontro con gli alunni, alla presenza della dirigente Scolastica dott.ssa Franca Felli, il direttore dell’AMPP Sante Del Corvo, il responsabile del progetto MarioNucci e l’agronomo dell’AMPP BattistaBianchi,ha confermato la stretta collaborazione tra le strutture scolastiche di Celano e l’Associazione Marsicana Produttori Patate con rapporti più ampi anche con la scuola secondaria e l’Istituto Tecnico commerciale per i progetti “Scuola –Lavoro” e “Simul Impresa” con una convenzione in essere.

Pescara. La Regione Abruzzo continua a tacere in relazione alla problematica sollevata dal WWF Abruzzo circa l’esercizio del diritto di vietare la caccia nel proprio fondo in occasione dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, già adottato dalla Giunta regionale e in attesa di essere approvato dal Consiglio regionale.

Al momento, infatti, non si trova, sul sito web della Regione, alcuna forma di pubblicizzazione in merito all’esercizio di questa possibilità né alcuna informazione sulle modalità di attuazione.

Dichiara Luciano di Tizio Delegato Regionale del WWF Abruzzo: «Si tratta di un diritto sancito dalla legge nazionale sulla caccia (n. 157/92) che si può esercitare soltanto ogni volta che viene rinnovato il Piano Faunistico Venatorio Regionale. In Abruzzo purtroppo, per colpa della negligenza dei governi regionali succedutisi nel tempo, questo accade nei fatti soltanto ogni vent’anni visto che sono trascorsi appunto ben 20 anni dall’ultimo Piano approvato!»

L’Emilia-Romagna, che in queste settimane ha adottato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, ha reso pubbliche sia le modalità di esercizio del diritto di esclusione dei fondi sia la modulistica specifica, al contrario della Regione Abruzzo.

Conclude Luciano Di Tizio: «Il silenzio del nostro governo regionale potrebbe indurre qualcuno a pensare che vi sia una volontà precisa a non pubblicizzare questa possibilità data dalla legge e a non fornire le giuste informazioni alla cittadinanza in modo da impedire l’esercizio del sacrosanto diritto ad avere i propri terreni sottratti all’attività venatoria. Sono tantissime le persone che si rivolgono alla nostra Associazione perché non possono uscire di casa a causa della pericolosa presenza di cacciatori nell’immediata vicinanza delle proprie case. E gli “incidenti” di caccia, anche mortali, sono sempre più frequenti!».

In questi giorni i legali del WWF stanno lavorando sulla possibilità di rivolgersi al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Regione Abruzzo previsto dal Codice della Trasparenza (D.Lgs. 33/2013) e che ha il compito di vigilare sugli gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni allo scopo di vedere presto approvate e pubblicizzate le modalità di accoglimento delle richieste dei proprietari di fondi agricoli che intendano vietare la caccia nei propri fondi.

Il WWF, nelle more che la Regione dia un segnale, suggerisce intanto a tutti gli interessati di scrivere una comunicazione via email o posta elettronica certificata (PEC) alla Regione (vedi scheda in calce al presente comunicato) anticipando la volontà di vietare la caccia nei propri fondi.

 

Abruzzo: fondi da sottrarre alla caccia. Come fare?

Possiedi un fondo o un terreno in Abruzzo?
Vuoi vietare la caccia o l’accesso ai cacciatori?
È possibile farlo senza spendere soldi per realizzare recinzioni o altri manufatti costosi. Il proprietario o il conduttore che intenda vietare la caccia nel proprio fondo può richiederlo alla Regione, entro trenta giorni dalla pubblicazione del nuovo Piano faunistico-venatorio, che viene, di norma, aggiornato ogni cinque anni (art. 15, commi 3° e 6°, della legge n. 157/1992).
Il nuovo Piano faunistico-venatorio sta per essere approvato dall’assemblea legislativa della Regione Abruzzo ma l’Ente non ancora ha disposto la modulistica, pubblicizzato le disposizioni generali e le condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria.
Scrivi alla Regione Abruzzo, Dipartimento dello Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca chiedendo le modalità e la modulistica per sottrarre il tuo fondo alla caccia, anticipando chiaramente nel testo la volontà di vietare la caccia nei tuoi terreni.
Posta Elettronica Certificata (PEC): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
oppure Posta Elettronica ordinaria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pescara. La CISL Funzione Pubblica chiede alla Regione Abruzzo di affrontare con rapidità le problematiche strutturali e organizzative dei Centri per l’impiego, a seguito della Legge di stabilità che ha previsto il passaggio del personale in forza ai Centri per l’Impiego alla relativa Regione.     “I lavoratori dei Cpi, dal primo luglio 2018, sono diventati dipendenti della Regione Abruzzo, ma a distanza di 6 mesi sono collocati in un “limbo” e lasciati allo sbando senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale”, - denuncia Vincenzo Traniello Segretario CISL FP.   “I Centri per l’impiego, - ricorda Traniello nel suo intervento alla conferenza stampa di questa mattina presso la sede della Cisl a Pescara - sono strutture pubbliche strategiche per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%” .  “I Centri per l’impiego non sono operativi e manca una figura dirigenziale di riferimento che si occupi esclusivamente della loro funzionalità , della omogeneizzazione delle procedura, degli orari di apertura al pubblico, nonché della risoluzione delle molteplici criticità operative (rete intranet, rete internet, protocollo, mail pec ), ma soprattutto un percorso di formazione per gli operatori. Ad oggi, i dipendenti dei Centri per l’Impiego sembrano essere figli di un dio minore, - denuncia  la Federazione del pubblico impiego della CISL.      La Regione ancora non si attrezza adeguatamente per creare le condizioni minime di una struttura coordinata a livello regionale presente capillarmente sul territorio per dare risposte qualificate e competenti nell’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro e nell’erogazione del reddito di cittadinanza. “Esiste una forte disomogeneità tra i Centri per l’impiego, - denuncia Vincenzo Traniello -, che deve essere affrontata in maniera strutturale potenziando gli organici dei CPI, che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi, per effetti del mancato turnover, il numero del personale impiegato compromettendo così l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni.      “Siamo ancora lontani da quanto sarebbe ormai indispensabile rispetto al pieno funzionamento della Rete  delle politiche del lavoro non si procede a colmare  il gap rispetto alle risorse strutturali, agli strumenti ed alle azioni formative. Non sono risolti i nodi propedeutici rispetto al sistema informativo per delineare una prima organizzazione del lavoro. Non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale”, - continua il Segretario della CISL FP AbruzzoMolise. “Un rilancio dei Centri per l’Impiego è strategico per l’attuazione delle politiche attive del lavoro e per l’erogazione del reddito di cittadinanza, ma un loro rafforzamento non ha senso, se non si hanno chiare la funzione e il rapporto con gli altri soggetti coinvolti nelle politiche attive. Un potenziamento della rete dei Centri per l’impiego potrebbe contribuire a contrastare più efficacemente una delle maggiori problematiche che caratterizzano il mercato del lavoro: il divario tra competenze reali dei lavoratori e competenze richieste dalla domanda di lavoro; ma, soprattutto, rappresentare anche una risposta all’emergenza dilagante della povertà. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego”, - ha concluso Traniello della CISL FP.

Pescara. Il WWF ha scritto ieri una nota all’Assessore regionale allo Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca Dino Pepe e al Dirigente del Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale per chiedere che, in occasione della fase conclusiva dell’iter di approvazione (con enorme ritardo) del Piano Faunistico Venatorio Regionale sia adeguatamente pubblicizzata la norma che consente ai proprietari o ai conduttori di chiedere l’esclusione dei propri fondi dall’esercizio dell’attività venatoria, ai sensi dell’art. 15 della legge 157/92 e s.m.i..

«La normativa nazionale sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e sul prelievo venatorio – scrive il WWF nella sua nota - prevede la possibilità per il proprietario o il conduttore di un fondo di chiedere l’esclusione dei propri terreni dalla cosiddetta gestione programmata della caccia (art. 15, commi 3° – 6°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.): per ottenere tale esclusione il proprietario o il conduttore deve inoltrare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico-venatorio, al Presidente della Regione richiesta motivata da esaminarsi entro 60 giorni (art. 2 della legge n. 241/1990 e s.m.i.)».

«La richiesta – precisa l’associazione - dev’essere accolta se non ostacola l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria (art. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i.). È accolta, inoltre, in casi specificatamente individuati con norme regionali, quando l’attività venatoria sia in contrasto con l’esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate nonché di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando sia motivo di danno o di disturbo ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale».

Ebbene, benché l’iter approvativo del nuovo Piano Faunistico Venatorio sia nelle fasi finali e benché dunque sia ragionevole ipotizzare la sua pubblicazione a breve, la Regione Abruzzo non ha al momento provveduto, come sarebbe suo dovere nell’interesse dei cittadini tutti, a fare in modo che i proprietari/conduttori siano adeguatamente informati della possibilità di esercitare tale diritto. Non risulta infatti sul sito web istituzionale alcun riferimento alle modalità, alle disposizioni generali e alle condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria, né è chiarito a quale servizio debba essere presentata la richiesta e non è presente idonea modulistica.

«A questo punto la Regione deve dimostrare – commenta il coordinatore regionale delle guardie ambientali WWF Claudio Allegrino – di avere a cuore l’interesse di tutti gli abruzzesi e non soltanto quello della piccola minoranza dei cacciatori mettendo in condizione chiunque voglia e ne abbia diritto a sottrarsi all’incubo degli spari che in molti casi assediano letteralmente le abitazioni rurali e i piccoli borghi».

«Una occasione davvero “storica” da non sciupare», sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio, che spiega: «I piani faunistici andrebbero rinnovati ogni cinque anni, quindi ogni cinque anni i proprietari e i conduttori dei fondi agricoli dovrebbero avere a disposizione una finestra per sottrarre i propri terreni, se hanno i requisiti di legge, all’invadenza dei cacciatori. Il piano faunistico attualmente in vigore e che sta per essere sostituito da quello nuovo risale invece ormai a un ventennio or sono: con la sua inadempienza la Regione ha impedito a una intera generazione di esercitare un proprio diritto. Mi auguro che oggi voglia porre per quanto possibile rimedio pubblicizzando al massimo l’opportunità concessa dalla legge».

Fossacesia. Si terrà il prossimo 20 Novembre, nella sede comunale di Fossacesia, l’incontro tra sindaco Enrico Di Giuseppantonio, la Commissione Urbanistica ed i tecnici che operano in città con all’ordine del giorno il nuovo Regolamento Edilizio adottato dalla Regione Abruzzo, attraverso la delibera di Giunta del 1 agosto scorso n.552. Il termine per l’adeguamento dei regolamenti comunali è fissato al 31 dicembre prossimo ma il Comune di Fossacesia, attraverso il suo Ufficio all’Urbanistica ha già predisposto la documentazione necessaria per procedere all’aggiornamento. L’incontro del prossimo 20 novembre si rende quindi necessario per presentare le linee guida da seguire ma anche per ricevere suggerimenti e modifiche. Una volta definito, il documento passerà all’esame del Consiglio Comunale. “Il nuovo strumento uniforma le scelte in materia ed è da considerarsi un importante passo verso l'armonizzazione delle regole e la semplificazione - ha affermato il Sindaco, Enrico Di Giuseppantonio -. Eviterà lamentele da parte di cittadini e professionisti per le differenze tra regolamenti diversi nei Comuni. In questo modo, pur nella specificità che i regolamenti di ciascun Comune continueranno ad avere, ci sarà maggiore omogeneità. I regolamenti si atterranno tutti ad uno stesso schema e avranno definizioni e parametri chiari, definiti, ma soprattutto validi su tutto il territorio regionale".

L'Aquila. “A fronte della nuova bozza della Legge di Bilancio del Governo Conte, che al fine di abbassare i costi della politica prevede per le Regioni che non procederanno alla riduzione dei vitalizi un taglio dell’80% ai trasferimenti erariali (senza intaccare i fondi per la sanità, le politiche sociali e i trasporti) è ormai urgente ed improrogabile l’approvazione della legge sulla riduzione dei vitalizi. Legge che abbiamo presentato già anni fa a mia firma, ma che ha sempre visto il NO del consiglio regionale Abruzzese. Oggi, non possiamo più rimandare queste scelte. Ci auguriamo che l’Abruzzo non perda l’occasione di attuare un vero cambio di rotta per il costo della politica in Regione. Non permetteremo che si approvino leggi di facciata, al fine di trovare una scappatoia istituzionale. Ci auguriamo, anzi, che in Abruzzo si approvi, oltre alla riduzione dell’assegno, anche l’abolizione del cumulo del doppio e triplo vitalizio, come previsto dalle nostre proposte di legge”. Ad affermarlo è Sara Marcozzi, consigliere regionale e candidato Presidente del M5S per l’Abruzzo.
“Quella del taglio dei vitalizi e dell’abolizione del cumulo degli stessi è una battaglia di equità sociale che ha sempre visto il massimo impegno del M5S in ogni grado istituzionale. Ci sono ex politici abruzzesi - spiega Marcozzi - che con il cumulo percepiscono fino a 90mila euro/anno. La legge oggi vigente, infatti, permette di percepire il doppio e anche triplo vitalizio: ipoteticamente, un politico che abbia svolto un mandato in consiglio regionale, un mandato nel Parlamento Italiano e un mandato nel Parlamento Europeo avrebbe diritto a riscuotere 3 corposi vitalizi a fronte di pochi anni di versamento di contributi. Una disuguaglianza sociale davvero intollerabile quando migliaia di cittadini versano in stato di povertà e precarietà. Ricordo - incalza Sara Marcozzi - che un consigliere di maggioranza argomentò il voto contrario dicendo che “se una persona ha tarato il suo stile di vita sui 90mila euro all’anno, non gli si può chiedere di rinunciare a 30mila all’improvviso”. Lo vadano a raccontare ai pensionati minimi, ai disoccupati o a tutti quei lavoratori che non prenderanno mai una pensione a causa delle loro becere leggi. La Proposta di legge presentata dal M5S farebbe risparmiare agli abruzzesi almeno 500mila Euro all’anno, è già pronta, mancano solo il sì di centro destra e centro sinistra”.

Pescara. "La Regione Abruzzo con due delibere, la DGR.543/2018 e la 657/2018, ha inopinatamente aperto al pascolo vastissime aree coperte da boschi, compresi molti Siti di Interesse Comunitario, dove da decenni questa pratica era in generale vietata per ovvie ragioni ambientali e anche forestali ed agronomiche.
Solo esplicite autorizzazioni preventive, con pianificazione e attente valutazioni di dettaglio, potevano consentire l'accesso agli animali domestici, come previsto dall'Art.42 della Legge forestale regionale 3/2014.
Infatti il contesto ambientale è completamente diverso rispetto alle praterie e cavalli, capre, pecore e vacche possono incidere gravemente sia sull'erosione del suolo, in genere scoperto, del bosco attraverso il calpestio sia sulla flora del sottobosco, spesso composta da specie rarissime (basterà ricordare l'orchidea Scarpetta di Venere simbolo delle faggete del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise).
La SOA il 27 settembre scorso ha fatto richiesta di accesso agli atti all'Assessorato Agricoltura ma ad oggi, scaduti i 30 giorni di legge, non è pervenuta alcuna risposta. Pertanto l'associazione ha diffidato la Regione a procedere immediatamente, altrimenti dovrà presentare un esposto in Procura.
Quali sono le ragioni di questa scelta fatta senza Valutazione di Incidenza e senza considerare in alcun modo il potenziale danno alla biodiversità della regione?
C'entrano per caso i fondi europei, come sono stati spesi e i controlli AGEA sui pascoli assegnati negli anni scorsi?". Si legge così in una nota della Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS.

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