Pescara. "Questa volta arriva direttamente da Bruxelles l'allarme di perdere milioni di euro per colpa dell'inerzia e della negligenza della RegioneAbruzzo sulla spesa e rendicontazione del fondi strutturali UE. Questo governo regionale di D'Alfonso è stato sistematicamente sorda ai miei ripetuti allarmi e invece di lavorare sono arrivate le false rassicurazioni del Direttore tuttofare Rivera che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Mentre la realtà e i dati smentiscono e bocciano in maniera netta e incontrovertibile l'operato di D'Alfonso e Rivera e confermano, invece, solo la pessima gestione dei fondi UE che il centrosinistra ha prodotto in Regione". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo alla luce dei report pubblicati dalle autorità europee e sottolinea quanto segue: "dai dati pubblicati dalla Commissione europea emerge chiaramente come la nostra regione Abruzzo sia in forte ritardo nello spendere e rendicondare sia i fondi Fondi europei di sviluppo regionale (fesr) sia i fondi sociali europei (fse). Infatti l'Abruzzo è fanalino di coda e per fine anno scatterà il disimpegno automatico, già certifico per i fondi del PSR, con il serio rischio di perdere altri milioni di euro del fesr e fse non spesi che dovevano essere impegnati per lo sviluppo produttivo e sociale della nostra economia. Un pasticcio creato per colpa di una Regione lenta, incapace e inefficiente dove ha pensato più ad occupare le poltrone alle nomine che a far lavorare in maniera serena e spedita la nostra Autorità di Gestione. In questi mesi come un disco rotto abbiamo solo sentito inutili rassicurazioni da parte del Direttore generale Rivera mentre oggi ci troviamo in una pessima situazione con il rischio di restituire a Bruxelles milioni di euro che dovevano essere utilizzati per far ripartire la nostra economia. Ho fatto richiesta per avere i verbali e report ufficiali - conclude Febbo - e tornerò ad occuparmene nei prossimi giorni di questo tema poiché è intollerabile, ingiustificabile e insopportabile il ritardo che la Regione di D'Alfonso ha accumulato in questi anni per manifesta incapacità".

Chieti. “Incremento del 43% dell’indennità del Commissario Amicone, aumento di diversi altri compensi e forti dubbi sui bilanci approvati. Queste sono le amare novità emerse dalle delibere pubblicate dal Consorzio di bonifica Sud soltanto all’indomani del mio intervento in Commissione vigilanza nel corso del quale Amicone ha rimediato una pessima figura”. Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Ripetutamente ho evidenziato l’assenza di trasparenza e di legalità da parte dell’ente vastese per non aver proceduto, come prevede la legge, alla pubblicazione degli atti e delle delibere adottate (dal numero 312 del 17.10.2017 al numero 411 del 29.12.2017). A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, recita una celebre frase, e certamente al Consorzio di Bonifica Sud di Vasto non mancano clamorose sorprese. Infatti, scopriamo che con la delibera n. 345 del 09.11.2017, avente ad oggetto ‘Rideterminazione del compenso spettante al Commissario regionale del Consorzio di Bonifica Sud, nominato con Decreto n.96 del 30.11.2016 del Presidente della Giunta Regionale’, viene aumento il compenso del 43% circa, portandolo da euro 2.100 a euro 3.000”. “Inoltre – continua Febbo - leggendo la delibera n.346 del 09.11.2017, avente ad oggetto ‘Assestamento Bilancio di Previsione 2017’ è interessante notare come vi sono diverse variazioni in aumento come l’indennità di carica, trasferte e rimborsi spesa di trasporto dei Revisori dei Conti per i quali sono destinati più di 29.000 euro; per le trasferte e i rimborsi spesa per i viaggi sostenute dal Commissario Amicone sono destinati ulteriori 6.500 euro; alla voce retribuzione al personale di cui all'attuazione della pianta organica troviamo un aumento di 69.000 euro mentre per le spese legali, contenziosi e consulenze varie troviamo un aumento di altri 30.000 euro. Praticamente il Commissario Amicone, in occasione dell'approvazione del Bilancio di Previsione 2017, aveva annunciato, attraverso la stampa, una riduzione delle spese per il personale e l'aumento dei lavori di ripulitura e manutenzione, mentre in sede di assestamento del Bilancio si comporta esattamente in modo contrario da quanto sbandierato. Oggi, leggendo gli atti approvati troviamo solo regalie, incarichi, prebende e registriamo una gestione personalistica che mette a serio rischio la gestione dei territori rurali vastesi dove gli agricoltori sono ancora obbligati a pagare un canone consortile aumentato. Dopo le recenti assunzioni del Direttore Generale Ing. Valerio Tommaso, già Direttore del Consorzio di Bonifica Centro di Chieti e sospeso dallo stesso Ente in quanto rinviato a giudizio, di una funzionaria amministrativa proveniente da Pescara, di un consulente amministrativo proveniente da Roma, di una selezione per due figure amministrative come si evince dalle delibere n.19 e n. 17 approvate l’11 gennaio 2018, assistiamo a una maggiorazione della spesa, che appare incontrollata a causa di una gestione poco oculata che risponde alle mere logiche politiche spartitorie”. "Un dato è certo – conclude Febbo - dopo quattro anni di gestione del Consorzio di Bonifica Sud da parte del centrosinistra si continua esclusivamente ad assumere ed elargire consulenze mentre gli agricoltori seguitano a non essere rappresentati con una Deputazione legittimamente eletta con il silenzio assenso proprio delle Organizzazioni Professionali”.

Pescara. “Ancora una volta l’assessore regionale Silvio Paolucci se la canta e se la suona da solo esaltando numeri e dati riferiti ai Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) del tutto inesistenti e non riscontrabili in nessun report ufficiale sanitario se non nelle fantasie, illusioni e miraggi che questo esecutivo regionale cerca di far credere agli abruzzesi. Tutti sappiamo invece come la sanità abruzzese vive una situazione ed una realtà ben diversa e molto lontana da quella raccontata da Paolucci ”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Ogni volta che l’assessore regionale torna da Roma dagli incontri dei tavoli di monitoraggio gongola di un risultato e di un lavoro immaginario. Voglio ricordare all’assessore Paolucci che solo quattro mesi fa proprio i tecnici del Ministero rilevavano un’insufficienza di governance da parte della Regione, una mancata definizione del piano di fabbisogno di personale medico, dati di bilanci in negativo certificati, spesa farmaceutica fuori controllo e criticità sull’accreditamento delle cliniche private. Per non parlare dell'ultima sentenza della Corte dei Conti che sarebbe fin troppo facile ricordare, purtroppo per gli Abruzzesi. Inoltre siamo curiosi di conoscere con quale staff Paolucci si è presentato al Ministero visto che tutt’oggi la struttura regionale è priva di un Direttore effettivo e se il dott. Muraglia, presente a Roma al Tavolo interministeriale, era a carico della Regione o della Asl di Chieti. Anche questa volta attenderemo di leggere impazienti la relazione rimessa dai tecnici del Tavolo di Monitoraggio sperando che non passi ulteriori quattro mesi e svariate richieste ufficiali, che spesso devono tramutarsi in minaccie,  prima di avere il documento. La realtà – continua Febbo – è ben diversa e lo stesso assessore regionale è consapevole come nei Lea non comprendono le liste di attesa, i posti letto nei corridoi, i tempi di attesa nei Pronto soccorso, l’aumento della spesa farmaceutica, la richiesta di portare le medicine da casa, il rinvio di interventi per mancanza di protesi, il  disavanzo ingigantito delle quattro ASL e i nuovi cinque ospedali fermi ancora sulla carta dopo quattro anni di promesse da campagna elettorale. Questa è la concreta, effettiva e cruda realtà della Sanità abruzzese. Pertanto – conclude Febbo – Paolucci ha ben poco da esultare se non la fine della sua disastrosa esperienza da assessore regionale poiché ci riconsegna una situazione sanitaria fortemente indebolita e disorganizzata”.

L'Aquila. "Oggi in a​ula si è presentato un vero e proprio governo regionale balneare destinato a durare il tempo necessario per superare l'estate. In Regione Abruzzo non esiste più la maggioranza numerica e solo dopo il 'rimpastino', con l'ingresso del neo assessore Giorgio D'Ignazio e le gravi assenze ingiustificate di ben tre consiglieri (gli ex assessori Gerosolimo e Di Matteo e il Presidente della Commissione Sanità Olivieri) si garantisce ancora il minimo numero legale per resistere in Aula".
E' quanto affermano i Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiungono: "Questa maggioranza non esiste più da troppo tempo. Sono mesi che assistiamo ad uno spettacolo indecoroso come quello di oggi con il centrosinistra che durante i lavori in Aula è capace solo di discutere di interpellanze e interrogazioni bloccando e litigando sulle proposte di legge. Tra l'altro un centrosinistra che non riesce a dare risposte esaustive e convincenti su argomenti importanti come il dragaggio del Porto di Ortona e l'aumento dei pedaggi della Strada dei Parchi. L'Abruzzo arretra, è bloccato, l'economia non riparte, la disoccupazione aumenta e le imprese sono in forte affanno. Per tutti questi motivi chiediamo, con grande senso di responsabilità, di dare voce agli abruzzesi per eleggere un nuovo governo regionale capace di amministrare l'Abruzzo".

"D'Alfonso - concludono Febbo e Sospiri - continua ad occupare due ruoli ostacolando le istituzioni regionali a lavorare in maniera ordinaria. Con dignità presenti le dimissioni da Presidente al fine di permettere a questo governo regionale di chiudere la legislatura senza inciampare in illegittimità e incompatibilità".

Pescara. “Presenterò una specifica interpellanza per capire le motivazioni per le quali le graduatorie del primo bando delle Misure strutturali (4.1 e 4.2), a due anni circa della loro pubblicazione e a quasi un anno della loro chiusura, non sono ancora pubblicate e quali sono i veri ostacoli per cui le aziende agricole non possono ricevere i fondi del PSR. Non vorrei che le aziende vincitrici siano esattamente proprio quelle che mesi fa furono oggetto di individuazioni facilmente desumibili tra le righe dei bandi e dalla conoscenza del settore”. Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Un Programma di Sviluppo Rurale scritto male e gestito in maniera altrettanto pessima attraverso una struttura ridotta ai minimi termini e con poco personale. Infatti adesso attendiamo di vedere l’esito finale della graduatoria soprattutto quella inerente i progetti superiori ai 250 mila euro dove, non mettendo il limite massimo e aggiungendo una premialità di 15 punti ad un investimento superiore ai 5 milioni di euro, si finanzierà al massimo solo 5/6 progetti. Infatti con i requisiti di accesso ai benefici si sono avvantaggiati le grandi aziende, magari quelle agroindustriale a svantaggio delle piccole e medie che sono la stragrande maggioranza del tessuto produttivo. Ricordo come la dotazione finanziaria della Misura 4.1 è di 25 milioni di euro da destinare la metà (circa 12 milioni di euro) ai progetti sotto i 250 mila euro e l’altra metà a quelli con un investimento superiore. Come ho avuto modo già di denunciare – continua Febbo - per le misure investimenti (4.1 e 4.2), dovevano essere impiegate molte più risorse economiche  poiché quelle messe a bando sono insufficienti soprattutto per i progetti di grandi dimensioni che comunque dreneranno tutte le poche risorse a svantaggio delle piccole e medie aziende portatrici di alta qualità e territorialità. Ecco perché questo PSR rischia di finanziare le solite poche grandi aziende agricole sfavorendo un settore primario che soffre da troppo tempo. Per non parlare del pacchetto giovani, anche qui dopo due anni i nuovi imprenditori agricoli ancora non riescono ad essere finanziamenti. Infatti su 750 domande solo 250 hanno visto accoglimento a causa della messa a disposizione delle poche risorse e della richiesta di fidejussioni bancarie inopportune e fuori dalla logiche economiche finanziaria.  Bloccati anche i bandi relativi al funzionamento e avvio dei Gal (Gruppo di Azione Locale). Ancora più assurdo è vedere le poche azioni messe in campo da questo esecutivo regionale per rendersi conto come in capo agricolo la Regione Abruzzo vive un mondo parallelo e lontano anni luci dai gravi e persistenti problemi quotidiani che vivono oggi il mondo rurale. Pertanto – conclude Febbo – è del tutto evidente come abbiamo un comparto agricolo stanco, indebolito e soprattutto molto demoralizzato visto i tempi biblici che la Regione impiega nel spendere i finanziamenti del PSR. Non è un caso che la Rete Rurale Nazionale - Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole) colloca da tre anni l’Abruzzo tra le ultime regioni in termini di capacità di avanzamento della spesa pubblica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Una performance pessima che vede adesso l’Abruzzo sempre più vicina al rischio disimpegno, ossia alla restituzione dei fondi alla Comunità europea. La Regione Abruzzo ha perso una grande occasione e non ha saputo cogliere quel salto di qualità di innovazione e competitività che questo PSR poteva e doveva dare alle aziende agricole abruzzesi”.

Chieti. con la conseguenza di ​allunga​re e paralizza​re ​i​​ lavori ​innescando nuovi contenziosi e attriti inutili tra enti territoriali, si fermi mentre l’ente​ ​Provincia verifichi immediatamente la corretta procedura per appaltare i 13 milioni di fondi destinati alla viabilità provinciale del vastese”. Questo ​l'invito del consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Il teatrino andato in scena nei giorni scorsi tra il Presidente della provincia Pupillo e alcuni sindaci del vastese somiglia più ad una partita tutta interna al Partito Democratico che alla vera ricerca della risoluzione del problema. Mentre la viabilità disastrata del vastese attende, dopo anni di promesse,​ ​interventi certi, oggi assistiamo inesorabilmente ad un siparietto imbarazzante ​dove si litiga ​per decidere ​quale stazione appaltante ​è più veloce ​tra la Provincia ed i Comuni. Tutto questo mentre concretamente, come ben evidenziato​ anche da​  Pupillo, i finanziamenti ancora non ci sono. Ennesimo pastrocchio nato esclusivamente per volere del Presidente D’Alfonso per nascondere e far passare in sordina la vera notizia: ossia i fondi del Masterplan sono ancora inesistenti ma iscritti solo nelle annualità successive. Inoltre, sempre il Presidente D’Alfonso, per recuperare i tempi lunghi di attesa ha fatto credere ai Sindaci che possono, attraverso i loro uffici, appaltare i lavori al fine di comprimere i tempi di realizzazione. Ricordo – spiega Febbo – come questi finanziamenti destinati alla viabilità sono ​F​ondi ​per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 e quindi condizionati e regolamentati da procedure amministrative ben precise e non credo che i Comuni, specialmente quelli di piccole dimensioni del medio e alto vastese, possano affrontare e supportare procedure di appalto per milioni di euro. Mi risulta che solo la Provincia può in questo caso essere la stazione appaltante senza  demandare ad enti più piccoli che hanno, tra l’altro, tutti la CUC (Centrale Unica di Committenza) in convenzione. Inoltre tutti sappiamo come i Comuni sono senza fondi e quindi incapaci di pagare prima il 5% per la progettazione, figuriamoci erogare e quindi anticipare il 20% alle imprese aggiudicatarie per l’avvio dei lavori. Pertanto – conclude Febbo – si eviti fughe in avanti e invito D’alfonso a rispettare le regole del codice degli appalti e soprattutto il ruolo degli enti chiamati a rivestire specifiche competenze territoriali”.

L'Aquila. "Quando due esponenti della stessa maggioranza polemizzano a muso duro e pubblicamente su una legge fondamentale, rilevante e complicata come quella relativa agli Usi Civici significa semplicemente che all’interno della stessa maggioranza, in frantumi da tempo, non esiste più una visione unitaria e,soprattutto, non sussiste una seria e approfondita conoscenza del tema in questione ma solo l’impazienza di approvarla. Questa nuova proposta di legge, infatti, ha solo lo scopo di nascondere il fallimento politico di questa maggioranza anche sugli Usi Civici e, cosa più grave, arriva dopo aver smantellamento gli uffici regionali e tolto il Servizio competente presso la Direzione Politiche agricole". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Spesso la fretta è cattiva consigliera e oggi vediamo proporre, e spacciata per riforma, una legge a fine legislatura dove non capiamo qual'è la sua vera innovazione. Abbiamo una maggioranza che per motivi squisitamente politici cerca in fretta e furia di approvare un testo che in realtà ha solo l'obbiettivo di nascondere quattro anni di inerzia, inefficienza e fallimento totale. La riforma degli usi Civici invece va affrontata con un metodo e una partecipazione completamente diversa condividendone i contenuti con tutti i territori e le Province abruzzesi e soprattutto con tutti i portatori d’interesse sia quelli pubblici sia quelli privati poiché non può essere ridotta ad un mero capriccio politico tutto interno ad una sola parte politica peraltro divisa nel proprio interno. Leggo - continua Febbo - solo spezzoni di tante leggi e norme messe insieme con l'aggravante di cecare di sburocratizzare o eliminare dei passaggi amministrativi. Un testo con zero innovazione ma solo fumo negli occhi per nascondere il disastro di questo esecutivo regionale. La realtà purtroppo è ben diversa e oggi si deve necessariamente ripartire dal ripristinare un numero adeguato di personale all'interno della struttura regionale per poter garantire un servizio e risposte certe ad un contesto complicato e farraginoso ( legittimazioni, affrancazioni, terre collettive scomparse, concessioni ai privati, terre inservibili) come quello degli usi civici. Pertanto - conclude Febbo - invito i componenti della maggioranza, invece di litigare, a migliorare in modo sostanziale il testo perché quello proposto contiene grosse lacune e imprecisioni che devono essere sanate altrimenti si favoriscono solo alcune zone del territorio abruzzese a discapito di altre senza dare quelle risposte concrete che i tecnici, i Comuni e i portatori d'interesse attendono ormai da troppo tempo".

L'Aquila. "Una Regione che, invece di dare risposte su tematiche importanti ed urgenti che riguardano la vita economica degli abruzzesi, continua sistematicamente ad evitare il confronto e, cosa più grave, a nascondere la loro inefficienza". Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo a margine delle audizioni svoltesi oggi a L'Aquila e rimarca quanto segue: "Per la seconda volta consecutiva il Presidente di TUA Tonelli non si è presentato in Commissione Vigilanza e questo denota le gravi criticità che oggi vive TUA e come questo esecutivo regionale continui a coprire e nascondere le reale problematiche presenti all'interno della società. Ricordo che meno di un anno dell'accordo sindacale sottoscritto lo scorso 8 maggio 2017, il 6 febbraio scorso si è sottoscritto un nuovo accordo e bando per nuove assunzioni solo per evitare uno sciopero già proclamato. Si tratta di un nuovo accordo che è solo una presa in giro bella e buona: la Regione si impegna a finanziare il Trasporto pubblico con un finanziamento ridicolo di 500 mila euro da pagarsi entro giugno 2018 ma non si dice ai sindacati dov'è la copertura finanziaria e, soprattutto, che ad oggi le attività legislative ancora non riprendono e non sappiamo cosa accadrà visto che il Presidente D'alfonso è in fuga nei palazzi romani. Inoltre, la Commissione Vigilanza è stata convocata anche per verificare e conoscere tutta una serie di inadempienze, a partire dal mancato riconoscimento dell'accordo del 2004 con il quale si prevedeva un finanziamento di 1.300.000 euro, tra l'altro sospeso per gli anni 2014-2017, mentre adesso solo di 500.000 euro, ossia 5 euro netti a dipendente. Inoltre non può essere che un'azienda che chiude al 31/12/2017 con un bilancio in perdita di diversi milioni di euro si possa permettere di assumere 60 nuove unità lavorative tra cui spiccano tre nuovi dirigenti. Ma la fusione delle tre società in Tua non era nata per la riduzione proprio delle figure apicali? Ricordiamo come Tua sia una società in house, quindi pubblica e della Regione, è non può assolutamente chiudere i propri bilanci in perdita".

"Oggi stesso – sottolinea Febbo - ho riconvocato Tonelli ad essere presente nella seduta dell'11 aprile prossimo e soprattutto ad essere collaborativo e fattivo al fine di discutere del nuovo accordo sindacale altrimenti sarò costretto a denunciare la sua assenza e mancanza come stabilisce l'art. 30 e l'art. 25 dello Statuto Regionale e in ragione del parere n.1/2016 espresso dal Collegio per le Garanzie Statutarie. Prossima seduta dove auspico anche la presenza del Direttore Rivera, anche lui oggi assente, dove attendo delucidazioni chiare in merito alla vicenda della Comunicazione istituzionali voluta dal presidente D'Alfonso nel periodo vitato di par condicio. Anche qui gli abruzzesi vorrebbero conoscere a chi verranno addebitati i 21 mila euro impegnati e spesi per comunicare i veri e propri disastri realizzati dal neo senatore".

Chieti. “Il Presidente della  SASI  deve capire che i tempi sono cambiati e certi metodi di assunzione sono un’offesa al rispetto delle norme, alle regole della trasparenza e, cosa più importante, alla stessa meritocrazia soprattutto in un momento così difficile che vede i nostri ragazzi sempre più spesso costretti a lasciare l’Abruzzo. Per queste ragioni, stamattina, ho presentato un esposto - diffida alla Procura della Repubblica (e via pec anche alla Procura della Corte dei Conti de L’Aquila,  Autorità Anticorruzione e Collegio Sindacale SASI) che non vuole essere in nessun modo un atto ostile o ledere i diritti e i posti di lavoro di coloro che negli anni hanno maturato esperienze e professionalità”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale e Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo che sottolinea: “Voglio chiarire che il mio esposto nasce, non per colpire i lavoratori precari che dovevano e devono essere stabilizzati, ma contro chi agisce arrogantemente senza rispettare norme e leggi continuando a calpestare le regole della meritocrazia e della trasparenza. I lavoratori precari possono stare tranquilli, non sarà la mia azione a danneggiare e ledere i loro diritti pregressi, e oggi ulteriormente acquisiti, perché dovranno essere regolarizzati secondo quello che già prevedono le disposizioni vigenti. Il precariato va stabilizzato attraverso procedure chiare e legittime senza inventare  strade  ‘tortuose’ e irrispettose, peraltro illudendo centinaia e centinaia di disoccupati che hanno regolarmente risposto all’avviso pubblico e aspiravano legittimamente a un posto nella SASI così come quelle persone rimaste senza lavoro per colpe certamente non imputabili a loro. Peraltro, la mia azione è tesa a respingere tentativi di altre assunzioni mediante la logica del precariato (nascosta con il ricorso al lavoro interinale)  e quindi della indicazione partitica su chi deve essere assunto. Spiace vedere come le stesse Organizzazioni Sindacali diano il proprio assenso a tutto ciò solo perché si prospettano nuove assunzioni. Va sottolineato ed evidenziato che queste nuove operazioni contrastano palesemente con la situazione economica finanziaria deficitaria in cui versa la SASI e ricordano quanto accaduto all’ACA di Pescara e di recente al CAM della Marsica. Nel bilancio della  SASI vengono evidenziate situazione debitorie, deficitarie e di impossibilità di certezza di partite creditorie, che fanno temere a una prossima richiesta di procedure concordatarie e concorsuali che danneggerebbero l’intera economia territoriale oltre che a mettere a rischio i posti di lavori. Altro che regolarizzazione e nuovi posti di lavoro!!! Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Baserebbe, magari individuando le opportune e idonee strategie risolutive, piuttosto che dedicarsi a continui viaggi romani (tutte a spese della collettività) per chiedere protezioni ed indicazioni”.

Pescara. "Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche da senatore il facile e veloce D'Alfonso prima di iniziare i lavori di voto al Senato indice l'ennesima conferenza stampa per firmare altre 7 fumose convenzioni relative al Masterplan. Si continua a siglare e sottoscrivere area fritta, fuffa, prendendo in giro amministratori e gli stessi uffici regionali. Infatti le convenzioni non vengono sottoscritte da nessun Dirigente né quello dei Lavori Pubblici né da quello del Servizio Bilancio a riprova della loro futilità e inutilità". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: "Da innumerevoli mesi i sindaci, invece, attendono invano i fondi veri (5%) per iniziare almeno le progettazioni mentre le imprese attendono il pagamento dei lavori già eseguiti su programmazione Fsc 2007/2013 ossia quella della precedente amministrazione regionale di centrodestra. Queste sono le vere risposte che un serio e responsabile neo senatore della Repubblica Italiana dovrebbe dare agli abruzzesi. Pertanto - sottolinea Febbo - invitiamo D'Alfonso a smetterla con queste conferenze che somigliano tanto a delle sceneggiate napoletane (con tutto il rispetto per i napoletani) che hanno stufato e infastidiscono gli abruzzesi che lo hanno già punito elettoralmente e per pochissimi voti fatto eleggere ad uno scranno romano. D'altronde sono gli stessi suoi assessori che lo smentiscono e denigrano proprio in questi giorni, senza avere il coraggio di cacciarli dalla Giunta, dove denunciano il suo fallimento proprio sul Masterplan, che andava e andrebbe utilizzato seriamente con altre finalità ed obiettivi, come sulla programmazione dei fondi europei non spesi che sono le uniche vere e certe risorse. Questi sono fatti oggettivi che in questi anni abbiamo denunciato ripetutamente in questi anni di dalfonsismo che ci restituisce un Abruzzo più povero, in ritardo con la programmazione dei fondi europei e con una macchina amministrativa regionale distrutta. D'altronde basta vedere come è ridotta la nostra sanità regionale, trasformata in una vera e propria macelleria sociale, per capire e comprendere il malessere degli abruzzesi nei confronti di questo centrosinistra al governo della nostra Regione. D'Alfonso - conclude Febbo - l'unica conferenza che dovrebbe convocare già da domani è quella relativa alle sue immediate e irrevocabili dimissioni".

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