L'Aquila‬. " Come preannunciato, dopo la segnalazione al Ministero della Salute, al momento della definizione del provvedimento per la proroga nei confronti del Direttore generale Tordera sarebbe diventata ufficiale anche il mio esposto alla Procura della Corte dei Conti e Repubblica che depositerò già ‪lunedì mattina‬ presso il Tribunale de L'Aquila". A dichiararlo è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea come " la giurisprudenza vieta, non prevede e non permette proroghe nei confronti dei Direttori generali delle Asl, così come attestato e scritto dallo stesso Ministero a cui mi ero rivolto nei mesi scorsi. Inoltre, cosa più grave, Tordera, Direttore generale dell'Asl L'Aquila- Avezzano- Sulmona, non risulta essere iscritto neanche nell'apposito albo del Ministero. Quindi siamo di fronte ad una proroga illegittima, immotivata, fuori luogo e politicamente inopportuna in quanto siamo ai titoli di coda di una Giunta regionale. Nelle prossime ore - rimarca Febbo - richiederò ufficialmente copia dei provvedimenti di incarico firmarti dal vice Presidente Lolli nei confronti di Rinaldo Tordera per l'azienda aquilana e per Pasquale Fiacco per quella Chieti-Lanciano-Vasto e valuterò se procedere con un specifico esposto anche per quest'ultimo, ove dovessi riscontrare irregolarità. Una giunta regionale seria avrebbe invece dovuto solo espletare l'avviso pubblico per i nuovi Direttori regolarmente iscritti all'albo come richiesto dalla legge e dal Ministero della Salute. Ciò che sta producendo questo Esucutivo regionale, come anche nelle società controllate, in questi ultimi mesi è qualcosa di veramente grave non solo politicamente ed istituzionalmente bensì anche sotto i vari profili giuridici tanto da rischiare di esporre l'ente Regionr a danni erariali enormi che ricadranno purtroppo sugli abruzzesi. Chiaramente - conclude Febbo- non rimarranno impuniti".

Chieti. “Il centrosinistra, in questa tornata elettorale per le regionali, cerca di utilizzare tutti i mezzi possibili pur di riuscire a recuperare l’enorme divario che lo separa dalla coalizione del centrodestra come le ultime, strane e inopportune selezioni interne alla società Tua”. Questa la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Guarda caso, proprio in questi giorni, nella società di Trasporti in house della Regione Abruzzo vengono pubblicati degli ordini di servizio per una selezione  interna per tre posizioni  (un Specialista tecnico/amministrativo, un Capo di Unità Tecnica, un Addetto all'esercizio Autoferrotranvieri). Una selezione interna alla TUA a cui risponderanno decine e decine di lavoratori e a tutti presumiamo come gli venga "sussurrato"  come comportarsi e a chi votare alle imminenti elezioni regionali con la speranza e la promessa di essere il vincitore della selezione. Una presa in giro che certifica il fallimento sia di questo governo di centrosinistra sia della stessa gestione della società a capitale pubblico più importante della Regione Abruzzo visto che la suddetta selezione interna verrà conclusa con il prossimo Governo regionale e con il nuovo CdA.  Ricordo – sottolinea Febbo – come in TUA ci sia un procedimento in corso sulla incompatibilità dei suoi amministratori, riscontrata sia dalla Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Regione sia da quella interna alla stessa società dei trasporti. Infatti, Tonelli ha rimosso la sua l'incompatibilità, lasciando la carica di amministratore unico della società Pescara Energia, come anche Guido Dezio neo dirigente del Comune di Pescara. Entrambe le dimissioni confermano in pieno le nostre battaglie portate sulla conclamata incompatibilità e di come sono in contrasto con le norme vigenti. E questo vale anche per l'altro membro del CdA Federica Evangelista, dipendente dell'Aric della quale attendiamo ancora le dimissioni. La Tua, tra l’altro,  chiuderà il bilancio con una lieve perdita poiché ci sono costi e trasferiti nel 2019 dove la perdita arriverà a milioni di euro. Pertanto – conclude Febbo – fra qualche settimana tornerà alla guida della Regione Abruzzo un governo di centrodestra che porterà immediatamente all’interno di TUA il ripristino della legalità, della trasparenza e, soprattutto, di un Cda all'altezza delle nuove sfide sul tema dei Trasporti”.

Chieti. “Una Regione è credibile solo se riesce ad avere una sanità efficiente, funzionale e capace di prendersi cura dei propri cittadini. Per questo motivo ho voluto condividere con il candidato Presidente della Regione del centrodestra le necessità e le criticità dell’Ospedale Clinicizzato di Chieti”. Questo il commento del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che afferma come “questa mattina, unitamente al candidato Presidente Marco Marsilio e al Presidente del Consiglio comunale di Chieti Liberato Aceto, accompagnati della Direzione sanitaria, abbiamo visitato tutti i reparti del ‘SS. Annunziata’ per ascoltare le diverse richieste provenienti dai Primari, dai medici e da tutto il personale infermieristico e sanitario. A causa del Decreto Lorenzin, che ha portato al ridimensionamento dei Presidi minori, l’ospedale di Chieti soffre del troppo carico di lavoro con il numero dei pazienti in aumento mentre i posti letto rimangono invariati. Un ospedale intasato non riesce a esaurire in tempi certi le richieste dei pazienti e su questo abbiamo il dovere di intervenire. Infatti - spiega Febbo -  Marsilio ha potuto verificare e constatare come sia indispensabile oggi per il SS.Annunziata risolvere immediatamente la persistente carenza di medici e di personale infermieristico. Occorre, inoltre,  ridurre le Liste di attesa ancora troppo lunghe e il sovraffollamento presente nei vari reparti al fine di evitare l’ingorgo attuale”. “Infine – concludono Febbo e Aceto – il candidato Presidente Marsilio dopo aver ascoltato medici e pazienti,  ha condiviso come il Clinicizzato di Chieti, unitamente alla sua Università, sia il vero volano dell’economia teatina e del comprensorio. Questo binomio Ospedale – Università deve tornare ad essere un tema imprescindibile nell’agenda del prossimo Governo regionale di centrodestra e la presenza di Marsilio oggi è la testimonianza di un concreto e buon lavoro che nei prossimi mesi avvieremo sull’Ospedale di Chieti.  Nei prossimi giorni – chiosa Febbo – con Marsilio andremo anche presso gli Ospedali di Lanciano e Vasto”.

L’Aquila. “L’eventuale mini proroga dell’incarico al Direttore generale della Asl di Avezzano-Sulmona- L’Aquila sarebbe illegittima in quanto Tordera non risulta essere iscritto all'apposito albo del Ministero e, inoltre, sarebbe immotivata, fuori luogo e politicamente inopportuna in quanto siamo ai titoli di coda di una Giunta regionale”. Questo il secco commento del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che ritiene, invece, “indispensabile aprire immediatamente un specifico avviso, cosa che sarebbe dovuta già avvenire da tempo, per nominare il prossimo Direttore generale della Asl aquilana, secondo le disposizioni normative, attingendo da uno specifico elenco nazionale, dove non figura Tordera, istituito presso il Ministero della Salute e comprendente soggetti idonei alla nomina di Direttore generale. A fine novembre, in qualità di Presidente della Commissione vigilanza, ho richiesto al Ministero della Salute un parere su una possibile proroga a Tordera. Nel parere del Ministero, datato 21.12.2018, (vedi allegato) viene specificato come ‘dalle disposizioni la eventuale proroga non solo non trova alcun riferimento normativo vigente ma si porrebbe in palese contrasto con lo spirito della riforma’. Non solo, sempre nella missiva del Ministero, viene spiegato come l’eventuale proroga è prevista alla scadenza dell’incarico in via esclusivamente transitoria e con rigidi limiti temporali ma al contempo le Regioni procedono alla nuova nomina previo espletamento delle procedure vigenti. Quindi, un eventuale rinnovo o proroga sarebbe solo un atto propedeutico ad un avviso che deve invece essere subito pubblicato per poi essere espletato dal prossimo Governo regionale. Quindi non permetteremo sveltine o atti illegittimi che facciano rimanere ancora in carica un Direttore generale scaduto e delegittimato dalle leggi vigenti e su questo vigileremo affinché in quest’ultimo mese di governo non si compiano atti illegittimi o, peggio, ad uso elettorale”. “Quanto sottolineato per Tordera – conclude Febbo – vale anche per il Direttore generale della Asl Lanciano – Vasto - Chieti Pasquale Flacco prorogato a mio avviso in maniera illegittima. Su questo ho presentato una segnalazione al Ministero della Salute e se l’atto non dovesse essere revocato entro breve tempo come richiesto sarò costretto a rivolgermi anche alle altre autorità competenti quali quella penale e contabile”.

Chieti. “Paolucci e questo esecutivo regionale continuano senza sosta e senza faccia, fino all’ultimo secondo, ad approvare atti che hanno tutto il sapore elettorale come l’ultima delibera di giunta, numero 1062 del 31 12, con la quale viene ratificato l’accreditamento definitivo istituzionale della società Santiago riconducibile a Valentina Maio che si è appena dimessa da consigliere comunale di Lanciano, della lista civica ispirata dall'allora Consigliere regionale Camillo D'Alessandro, per essere nominata tra l’altro all’interno del Cda di Abruzzo Sviluppo”. Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea: “Il Partito democratico per mezzo del candidato Presidente Legnini, nonostante stia provando in tutte le maniera di rifarsi un lifting per questa campagna elettorale, continua nelle solite sveltine e nefandezze che solo una specifica classe dirigente, e ben riconoscibile, è capace di portare a termine. Pur di essere eletti alcuni Consiglieri e assessori regionali uscenti portano in Giunta atti che per moralità, legittimità ed etica dovrebbero essere bloccati e neanche essere presi in considerazione. È veramente riprovevole l’approvazione della DGR n.1062 (vedi allegato) poiché è facilmente intuibile come il Pd continua ad adoperarsi, a ridosso delle elezioni regionali, per avvantaggiare qualcuno. In queste ore verificherò, con l’ufficio legale regionale e miei consulenti, la legittimità della delibera poiché credo che non rientri tra i compiti di un Esecutivo uscente legittimato solo ad atti urgenti ed indifferibili e per questo la trasformazione di un accreditamento da "provvisorio" a "definitivo" mi sembra che non rientri in queste tipologie”. “A tutto questo – continua Febbo - bisogna aggiungere le recenti nomine fatte, sempre ad opera dei dirigenti del Partito democratico, all’interno del Cda di Abruzzo Sviluppo. Scelte inammissibili e intollerabili come la nomina della Maio all’interno del Cda di Abruzzo Sviluppo dopo che, come riportato dalla stampa, si è dimessa dal Consiglio comunale di Lanciano a causa delle sue troppe assenze. Ma non si può non sottacere come – rimarca Febbo – insieme a lei è stato nominato Graziano Di Costanzo, direttore di Cna Abruzzo. Una scelta formalmente legale ma eticamente incomprensibile e incompatibile. Ricordo che Abruzzo Sviluppo gestisce fondi e misure indirizzati alle imprese artigiane e i relativi Cofidi mentre la Cna gestisce e prepara i progetti che devono essere presentati e valutati proprio da Abruzzo Sviluppo. Pertanto la ritengo una scelta eticamente scorretta e sicuramente eticamente riprovevole”. “Pertanto – conclude Febbo – rimango sempre più allibito e sconcertato dalle ultime scelte, o meglio da questi saldi di fine stagione, che il Partito democratico, rivisitato in una lista civica come vuole Legnini, compie fino all’ultimo secondo. A questo punto sarei curioso di conoscere il suo pensiero o, perlomeno, se il candidato Presidente sia a conoscenza di tutte queste ‘offerte’ compiute dall’esecutivo regionale nei confronti della Città di Lanciano dove è candidata mezza giunta regionale”.

Pescara. "Pur di non perdere pezzi e personaggi famosi che sono da sempre parte integrante di questo Governo regionale e componenti storici del centrosinistra abruzzese si continua fino all'ultimo giorno utile a dispensare prebende e parcelle ben remunerate, addirittura forzando regolamenti e leggi, come quella conferita al portavoce Giovanni D'Amico". Questa la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che spiega quanto segue: "Dopo e oltre l'incarico di 45 mila euro annuì già conferito al Portavoce del Presidente del Consiglio regionale salta fuori dal cilindro una ulteriore Determina, n.44/AA del 27/12/2108, dove viene assunto il professionista D'Amico per un solo mese (dal 2 gennaio all' 8 febbraio) attraverso un contratto con Agenzia interinale per un costo complessivo di 5.925,00 euro. Praticamente finita l'attività di consulenza, e non potendo essere prorogata, viene trovata la modalità campestre e discutibile pur di far mantenere una posizione ben retribuita ad un Amico. Infatti - continua Febbo - credo, e su questo farò tutte le valutazioni del caso, che si sia fatto un vero e proprio abuso di norme e regolamenti pur di continuare a mantenere in vita una poltrona da 6 mila euro mensili. Un modus operandi che questo Governo regionale ha utilizzato sempre e spesso in spregio ai regolamenti, leggi e norme vigenti. In questi anni abbiamo assistito ad elargizioni di tantissime consulenze ed incarichi senza utilizzare nessun criterio di evidenza pubblica, mentre molti giovani sono stati costretti ad emigrare in altre Regioni pur di lavorare. Adesso - conclude Febbo - sarebbe curioso conoscere la posizione ed il pensiero di Giovanni Legnini, candidato Presidente del centrosinistra, visto che la sua figura dovrebbe essere garanzia di legalità. Non penso che non candiderà l'ex presidente del consiglio e/o non si avvallerà dell'esperienza di un professionista con esperienza come Giovanni D'Amico. È inutile, non c'è Liste Civica che mantenga, il lupo perde il pelo, ma non il vizio, tanto caro al Partito Democratico".

L'Aquila. "Le indennità di rischio percepite dalle Guardie mediche non potevano essere né sospese né tagliate come stabilisce e chiarisce definitivamente la sentenza n.66/2018 della Corte dei Conti della Regione Basilicata che assolve appieno gli amministratori della giunta regionale a cui veniva contestato il danno erariale per non essersi adeguati alla segnalazione e direttive della stessa Corte dei Conti”. A comunicarlo è il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ricordando come “sull’argomento sono intervenuto tempestivamente sin da subito denunciando e condannando il pasticcio creato proprio dalla Giunta della Regione Abruzzo quando, con la DGR numero 398 del 18 luglio 2017, ha deciso di eliminare e richiedere in formula retroattiva i 4 euro l'ora di indennità di rischio alle guardie mediche, venendo meno ad un accordo siglato più di dieci anni fa con tutte le ASL. Infatti con la decisione assunta di sospensione e restituzione delle indennità di rischio da parte dei dottori delle Guardie mediche, si è creato solo un enorme caos causando un danno, preoccupazione e forte disagio a centinaia di medici di guardia medica chiamati in un primo momento addirittura a restituire ingenti somme, senza tener conto che le stesse sono state legittimamente erogate negli anni dalle ASL e regolarmente assoggettate a tassazione. Adesso la stessa sentenza n.66/2018, appena pubblicata, chiarisce e definisce la legittimità del diritto acquisito da parte dei medici, come d'altronde ribadito sia dai stessi dottori sia dai sindacati. Ricordo, inoltre, che avevo fatto osservare in tutti i tavoli di confronto, prima in Commissione Vigilanza e poi durante il Consiglio Regionale attraverso una mia specifica risoluzione, come la Regione avesse intrapreso una strada illegittima, frettolosa e incoerente nel tagliare e richiedere la restituzione delle indennità di rischio percepite. Basta vedere come altre Regioni – spiega Febbo – sullo stesso problema sollevato dalla Corte dei Conti avevano assunto decisioni più caute e azioni meno dannose nei confronti dei medici. Infatti la stessa Basilicata, come anche la Calabria e Lazio, hanno approvato, sempre a seguito della segnalazione della Corte dei Conti, provvedimenti diversi, come la decisione di congelare le indennità, senza richiedere le somme indietro ai medici operanti nei territori. In Abruzzo, al contrario, hanno prevalso la burocrazia, l'inefficienza e l'inadeguatezza di questo esecutivo adottando misure che hanno solo fatto infuriare per due anni centinaia di dottori. Pertanto - conclude Febbo – adesso alla luce di questa sentenza, mi auguro vivamente che venga revocata immediatamente la DGR 398/18, e conseguentemente tutti gli atti ingiuntivi emessi, al fine di ristabilire con i dottori che operano nelle Guardie mediche un clima di serenità e fiducia visto che svolgono anche loro un servizio sempre ben oltre la loro mansione stabilita”.

Chieti. "Apprendo da notizie di stampa dell'apertura di una ipotesi di procedimento penale da parte della Procura della Repubblica di L'Aquila, che viene attribuito ad uno dei miei almeno sei esposti relativamente al "famoso" project financing del nuovo Ospedale di Chieti. Sotto osservazione sarebbero finite le due DGR, la n. 540/2017 e la n. 495/2018, per la mancata sottoscrizione per attestazione di parere favorevole delle stesse da parte del Direttore Muraglia e sulla efficacia della sottoscrizione da parte del Direttore Generale dott. Rivera. Sempre dalla stampa apprendo dell' esistenza, mai resami nota, nonostante avessi fatto richiesta più volte di tutta la documentazione utile sulla questione, di una lettera del 18.07.2018 da parte del Direttore Muraglia che attesta la "condivisione del provvedimento n. 495/2018", documento peraltro che porta "stranamente" correzioni sul n. di procotollo e su cui chiaramente farò accesso agli atti". Queste le dichiarazioni di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e Presidente della Commissione di Vigilanza.

"Orbene ritengo di precisare in primis che le DGR oggetto d'indagine sono ben due e non una sola, ma soprattutto non sfugge a chi, chiaramente, in buona fede conosce l'iter amministrativo-burocratico, nella formazione degli atti deliberativi e delle relative responsabilità civili e penali, le conseguenze derivanti dalla sottoscrizione o mancata sottoscrizione degli stessi. Le DGR in questione sarebbero dovute nascere, o meglio partire, dalla Direzione Regionale Sanità, sarebbero dovute essere "estese" da un responsabile titolato, mentre sono scritte da un soggetto non titolato, l' addetta alla Segreteria del Presidente D'Alfonso (che poi risulta essere la moglie di altro segretario, cioè di E. Del Vecchio), poi sottoscritte dai Dirigenti del Dipartimento, e non lo sono (!!!), e poi dal Direttore del Dipartimento stesso, dott. Muraglia, il tutto prima di essere sottoposte all'approvazione della Giunta. In questi casi la firma del Direttore Generale si rende necessaria solo in assenza delle precedenti sottoscrizioni perché gerarchicamente assorbente. Orbene a nulla vale la "dichiarazione" resa alla stampa di mancata sottoscrizione per assenza, men che meno valore giuridico, civile e/o penale ha la sottoscrizione di una lettera, peraltro successiva, di semplice "condivisione" di una sola (la 495/2018) delle due (e non anche della 540/2017) delibere, che è cosa ben diversa dall'esprimere "parere favorevole" su una delibera di Giunta che assume efficacia nei confronti di terzi e che, per chi la sottoscrive, comporta una responsabilità amministrativa e contabile, con eventuali conseguenze anche di natura penale. Peraltro - prosegue Febbo - nei miei diversi esposti, non solo sulla questione project financing, ho anche contestato la validità e legittimità della firma del dott. Rivera poiché, secondo una recente sentenza del Tribunale Civile - sezione lavoro - di L'Aquila, lo stesso non avrebbe i titoli per ricoprire l'incarico di Dirigente, figuriamoci quello di Direttore Generale, tant'è che anche su questa questione sembrerebbe stia indagando la Procura. Quindi ben due sono gli atti deliberativi da verificare (e non uno) e analizzare con attenzione sin dalla stesura, sia per la ipotesi di falso e sia per la efficacia giuridica e amministrativa degli stessi.

"Chiaramente di tutto ciò - conclude Febbo - renderò dichiarazione alla Procura prima che la stessa decida e, non mi sembra ricorrano gli estremi, per una eventuale archiviazione".

L’Aquila. Dopo due giorni di lavori nelle Commissioni abbiamo una maggioranza ridotta a pezzi che non riesce neppure a trovare il sedicesimo consigliere per andare in Consiglio e votare il documento più importante qual è il Bilancio economico e finanziario della Regione Abruzzo”. Questo il commento dei consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che rimancano:  ormai siamo alle tragiche comiche finali poiché i lavori del Consiglio regionale sono stati aggiornati a lunedì 31 dicembre dove cercheranno in tutte le maniera di trovare, e vedremo a quale ‘prezzo’ per gli abruzzesi, il sedicesimo consigliere utile per approvare un Documento senza anima, senza un vero programma e senza risposte. Tutto questo mentre Comuni, Enti, Società controllate e associazioni non potranno programmare nulla. Quindi – concludono Febbo e Sospiri - si dovrà aspettare ancora 60 ore per assistere ad una maggioranza liquefatta che dovrà mendicare e trovare un ‘SI’ ad un Bilancio che non dice nulla non risolve nulla e nulla prospetta alla comunità abruzzese e ai tanti bisogni ed emergenze aperte. Una legislatura ormai in dirittura di arrivo ma terminata in maniera ingloriosa e indecorosa e segnata da un malessere diffuso ma, soprattutto, lascia tantissime criticità e negatività che il prossimo governo regionale dovrà affrontare e risolvere, purtroppo”.

Chieti. "L'attivismo di Flacco e dei vertici dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti nel pubblicare diversi bandi di concorso a fine mandato è avvilente e oltremodo offensivo. Infatti, somiglia a un vero e proprio 'aiutino' a favore di qualche candidato oltre che a uno specifico partito in vista della imminente competizione regionale".Questo è il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea come "l'ultimo bando pubblicato della Asl della provincia di Chieti, attraverso delibera numero 1524 del 21 dicembre, per l'assunzione a tempo indeterminato di 30 infermieri (categoria D, livello economico D) e di 8 tecnici sanitari di Radiologia medica (anche in questo caso categoria e livello economico D), è la certificazione di quanto, questo governo regionale, unitamente ai suoi vertici, non abbiano saputo gestire, amministrare e programmare la sanità in Abruzzo, tornata ad essere in default ed in pieno caos. Sono anni che non vengono banditi concorsi per il personale infermieristico e 'non solo' ma guarda caso, a un mese dalle elezioni regionali, escono dal cilindro avvisi di reclutamento di nuove figure da assumere presso la nostra ASL. Inoltre - sottolinea Febbo - cosa ancora più grave, è del tutto evidente come questi bandi verranno espletati dal prossimo Governo regionale (la scadenza della presentazione delle domande è fissata a 30 giorni dalla pubblicazione in G.U. quindi sicuramente dopo il 10 febbraio 2019) e di conseguenza è intuibile che verranno utilizzati solo per una becera propaganda elettorale basata su promesse 'clientelari'. Il Dirigente Flacco, durante il suo mandato, avrebbe fatto meglio a intraprendere una programmazione seria attraverso un piano di assunzioni di nuovo personale per far fronte alla grave carenza, registrata in tutti i nosocomi della provincia, di figure importanti come anestesisti, ostetriche e personale adeguato per abbattere i tempi delle liste di attesa ancora troppo lunghi. Dal canto mio - conclude Febbo – registro, ancora una volta, solo tanta preoccupazione nel vedere come una Azienda sanitaria sia completamente appiattita ai voleri della politica pur di rimanere a galleggiare peraltro pochi mesi senza risolvere i veri problemi della sanità".

 

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