Ortona. «La ricostruzione del ponte Arielli era e rimane una nostra priorità- sottolinea Castiglione- e l’abbiamo dimostrato attivandoci immediatamente con tutti gli enti preposti al fine di capire quale potesse essere la soluzione migliore, condividendola immediatamente con i residenti della zona.

I lavori del ponte Arielli, come ben sa il consigliere Angelo Di Nardo, li abbiamo inseriti all’interno di un progetto più ampio, insieme alla riqualificazione delle strade di Fonte Grande e contrada Bavi, per la richiesta di un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, a testimonianza della nostra chiara e inequivocabile volontà di risolvere il disagio degli abitanti della zona.

Questo perché in realtà i fondi e il progetto, tanto sbandierati dalla precedente amministrazione, fattivamente non esistevano. Da qui la necessità di accendere un mutuo e di approfondire la soluzione tecnica per arrivare a un progetto esecutivo. Nella fase di progettazione il Genio Civile ha rilevato delle criticità circa la ricostruzione del ponte in relazione alle nuove normative e alla portata fluviale.

Criticità che abbiamo immediatamente condiviso con i residenti in un incontro, tenutosi il 10 luglio 2018, in cui gli stessi tecnici del Genio Civile hanno portato a conoscenza quanto accertato, per cui è chiaro che sono subentrati fattori tecnici indipendenti dalla nostra volontà e che hanno purtroppo complicato la vicenda. Nell’incontro si sono poi valutate anche soluzioni alternative e con i residenti si è concordato di rivedersi per un confronto su nuove soluzioni.

Devo inoltre rilevare che il consigliere Di Nardo, come gli altri consiglieri di minoranza, su questo problema si sono attivati solo dopo l’incontro organizzato dall’amministrazione con i residenti, strumentalizzando le problematiche tecniche rilevate dall’ente competente e che l’amministrazione ha invece immediatamente portato alla conoscenza degli interessati.

La verità è che noi abbiamo sempre lavorato per arrivare a una soluzione percorribile e fattibile, abbiamo chiesto il supporto dei tecnici per stimare la proposta portata dai residenti e il risultato è che la spesa da sostenere non è di 80 mila euro, ed è il motivo per cui questo stanziamento è stato tolto dal Dup, ma di 650 mila euro. Per cui, come ho chiaramente detto in Consiglio Comunale, adesso i tecnici si confronteranno su eventuali altre soluzioni, anche quelle proposte dai consiglieri di minoranza. Solo dopo si potrà reinserire il finanziamento che sicuramente, se le cifre resteranno queste, dovrà prevedere il coinvolgimento degli enti sovraordinati.

Noi siamo stati seri e responsabili nell’approfondire un problema di non facile soluzione e su cui non si può improvvisare e non si dovrebbe strumentalizzare. Per cui mentre il consigliere Di Nardo utilizza il disagio dei cittadini per fare politica nella prossima campagna elettorale, il sottoscritto come sindaco cerca di portare delle risposte concrete nel rispetto delle norme».

Pescara. “Il percorso avviato dal Comune di Pescara per attuare una conversione progressiva dai Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) agli Sprar (Sistema protezione Rifugiati e Richiedenti Asilo), risponde a una visone amministrativa finalizzata a sviluppare una ‘politica di riqualificazione’, di coordinamento della rete territoriale e di garanzia di servizi qualificati che tantissimi Comuni italiani hanno già attuato e stanno attuando.

Scenari ambigui esistono solo nella mente di chi da mesi cerca di strumentalizzare politiche e diritti di accoglienza previsti e sanciti oltre che dalla nostra legislazione anche da quella europea solo per aggiungersi al coro di chi semina paure per acquistare un facile consenso.

Detto questo, con la Delibera di Giunta approvata lo scorso Aprile, il Comune non fa altro che elaborare un piano e chiedere al Ministero l’autorizzazione per attuare una graduale conversione dai Cas agli Sprar. Motivo propulsore di tale conversione è quello di avvicinarsi alla “clausola di salvaguardia” concordata con l’Anci per poter poi chiudere i Cas sul territorio cittadino. Questo accade per due ordini di ragioni, la maggiore sicurezza degli Sprar e il fatto che oggi le persone accolte nei 4 Cas attivi sul territorio comunale sono191, ben al di sotto dei 272 previsti dall’Anci. Pertanto ad oggi l’Amministrazione non fa altro che mantenere i piedi ben saldi alla realtà, considerato che l’iter del decreto annunciato dal Ministro Salvini non è definito ed è suscettibile di cambiamenti e slittamenti.

Infatti il sistema Cas e Sprar è ancora in piedi e un Sindaco ha il dovere di amministrare tenendo presente la situazione e non facendosi condizionare dall’eco di ciò che la nuova maggioranza governativa vorrebbe accadesse, peraltro senza tenere conto dell’effettiva attuabilità delle proposte contenute nel decreto.

Inoltre la conversione risponde a dei criteri di progressione e la sua attuazione graduale dipenderà dall’approvazione del Ministero, di conseguenza è certo che saremo attenti a valutare disposizioni ed eventuali modifiche normative e a lavorare nell’interesse della cittadinanza, che è la cosa che ci preme di più.

Quanto ai futuri gestori, se il piano di conversione sarà autorizzato, l’individuazione dipenderà da un bando pubblico e non da altro, così com’è finora accaduto, i gestori attuali resteranno finché dura la loro convenzione perché per questa Amministrazione non ci sono altri parametri che la legge per governare”. Lo afferma in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

Pescara. “Il livore e le offese espresse attraverso il comunicato-sermone del sottosegretario Mazzocca mostrano sia lo spessore umano e le qualità politiche di un governo regionale ormai giunto al capolinea sia il nervosismo di chi vede naufragare definitivamente la propria parabola amministrativa, svolta tra l’altro in maniera convulsa, approssimativa, propagandistica e inconcludente”. Questa la replica del Consigliere regionale Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Il Consigliere delegato alle Politiche Ambientali dovrebbe conoscere i regolamenti e sapere che la Delibera della Giunta Mazzocca-Lolli, di proposta di approvazione del Piano Cave da parte del Consiglio Regionale decade con l’insediamento del nuovo Consiglio e Giunta quindi il procedimento avviato con la Dgr n.683 del 6 settembre) è solo una “moina”, letteralmente “una presa in giro degli abruzzesi”. Voglio ricordare che ai dieci anni di ritardi accumulati dai precedenti governi (compreso il governo di centrosinistra Del Turco) come sottolinea il Consigliere, il Governo D’Alfonso-Mazzocca ne ha aggiunti altri 5 peggiorando la situazione autorizzativa tirando fuori dal cilindro un piano del tutto illegittimo e non applicabile. Inoltre, Mazzocca dovrebbe studiare e leggere le delibere del passato riscontrando come non siano state rilasciate concessioni di attività estrattive durante il governo Chiodi sotto falda acquifera, anzi è sempre stato prescritto un franco di 2 metri; mentre la sua proposta di Piano prevede al contrario la possibilità di svolgere attività estrattiva sotto falda - si vada a leggere l’art. 14 e 17 del disciplinare del suo piano cave. Poi – continua Febbo – Mazzocca, come al solito, si lascia andare a sermoni nei quali non si capisce cosa voglia dire e senza mai entrare nel merito della problematica, mentre nulla ha spiegato in relazione all’ allegato II nelle aree ostative all’attività estrattiva per presenza di vincolo (anche di Pericolo come PSDA o PAI oppure aree protette ecc..) potranno essere ampliate le cave esistenti (questo era possibile in precedenza solo se miglioravano le condizioni ambientali o paesaggistiche della concessione precedentemente autorizzata, mente in questo caso si può fare senza motivazione; questo contrasta con le norme nazionali di riferimento delle aree protette del Pai e del PSDA); come nulla è stato detto sulle CHECK list vincoli ostativi. Mazzocca non ha risposto sulle cave abbandonate nelle aree dove non è possibile svolgere le attività estrattive per divieti sovraordinati (PAI; PSDA, aree protette ecc…) e invece adesso potranno riprendere la loro attività. Questo è letteralmente assurdo: ci sono le cave autorizzate in un’altra "epoca geologica” (anni sessanta, settanta, ricostruzione e grande sviluppo dell’edilizia quando le concessioni per attività estrattive venivano rilasciate indicando solo le particelle catastali senza progetto dimensioni ecc.); inoltre c'erano le cave di prestito per la realizzazione della grandi arterie come la A14 oppure quelle rilasciate dentro gli alvei fluviali: tutte queste cave abbandonate con questo piano non vengono censite e quindi non si ha contezza della dimensione del problema territoriale ambientale ma viene autorizzata la riapertura in contrasto con le normative sovraordinate (anche in questo contrasta con le norme nazionali ed europee, ex cave dentro ai sic e fps). Praticamente è una esplicita ammissione delle preoccupazioni che abbiamo sottolineato. Il governo Mazzocca - D’Alfonso continua con il bipolarismo che lo contraddistingue sulle politiche ambientali quando afferma che con questo piano “aumenta la compensazione della CO2” ; come questo sia possibile rimane un grande mistero vista la riapertura delle cave abbandonate da decenni anche in contrasto con il PAI, il PSDA, i piani di gestione delle aree protette ecc., senza nemmeno censirle e avere contezza della presenza sul territorio regionale o l’autorizzazione di cave sotto falda acquifera.

Sulla vicenda Powercrop (che non ha nulla a che fare con le attività estrattive) al Consigliere Mazzocca ricordo che l’Accordo di riconversione produttiva” è stato stipulato in data 19/09/2007 (ai sensi dell’ex artt. 2, comma 2, lettera a della legge n.81/8006) tra Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (governo Prodi Ministro Paolo De Castro) Regione Abruzzo per tramite dell’ARSSA con De Falcis, (Assessore all’agricoltura Verticelli), Provincia di L’Aquila (Presidente Pezzopane) e Amministratore PowerCrop. Infine – conclude Febbo - vorrei ricordare a Mazzocca che il suo governo Renzi non solo ha mantenuto in vita e confermato l’accordo stipulato dalla sua sinistra nel 2007 (Del Turco, Verticelli, Caramanico, Pezzopane, Powercrop, ma la determinazione di Renzi e D’Alfonso di realizzare un termovalorizzatore in Regione Abruzzo, conferma la volontà sottesa, ma mai esplicitata agli abruzzesi, di far diventare il complesso Powercrop il nuovo inceneritore regionale”.

Pescara. "La polemica sollevata dal Presidente della Provincia di Teramo, Domenico Di Sabatino, appare tanto infondata quanto strumentale alla propaganda e alla mistificazione del reale svolgimento dei fatti.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha cassato la proposta dell’Assessore Paolucci di abolizione del super ticket per l’incertezza delle coperture che lo stesso Paolucci aveva prospettato. Parliamo di risorse che sarebbero dovute arrivare da un risparmio ipotetico e incerto derivante dalla distribuzione dei farmaci in DPC. Dunque, non un no nel merito ma un no per manifestà incapacità a reperire coperture certe e credibili da parte dell’assessorato alla salute abruzzese.
A tal proposito, ricordo al Presidente Di Sabatino che “la copertura deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale” come stabilito dalle sentenze di Corte Costituzionale n. 70/2012, nn. 106 e 68 del 2011, n. 141 e n. 100 del 2010, n. 213/2008, n. 384/1991 e n. 1/1966, più volte menzionate nella “Relazione annuale sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri” che la Corte dei Conti ha inviato a Regione Abruzzo e all’assessore Paolucci negli ultimi 4 anni.
Relativamente alla proposta di abolizione dei super ticket avanzata dal Ministro Grillo, proprio quest’ultima ha tenuto a precisare che per l’abolizione dello stesso, procederà preventivamente al taglio degli innumerevoli sprechi che attanagliano la sanità e, solo poi, una volta costituito un fondo strutturale, sarà nelle condizioni di poter abolire il super ticket. Potremmo soffermarci, ad esempio, sugli enormi sperperi della spesa farmaceutica che andrebbero ridotti e, anche in questo caso, Di Sabatino farebbe bene a documentarsi dal momento che Regione Abruzzo è tra le regioni con la più alta spesa farmaceutica d’Italia.
Questo è l’unico modo che conosciamo per lavorare: con dedizione e serietà". Lo afferma in una nota Sara Marcozzi, Consigliere regionale e candidato Presidente M5S.

Pescara. “Tonelli insite nel rispondere al sottoscritto ma forse non gli è ancora chiaro che ha il dovere e l’obbligo di fornire plausibili e credibili spiegazioni alla Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Regione, l'avvocato Stefania Valeri e credo anche, a questo punto, all’Anac (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza)  della stessa società di cui è Presidente”. Questa la replica del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Insistere e resistere nel mantenere la presidenza di Tua in una situazione di palese incompatibilità significa soltanto danneggiare la stessa azienda dei Trasporti, i lavoratori e gli abruzzesi. Peraltro Tonelli con la sua ostinata permanenza alla carica di Presidente di Tua potrebbe trovarsi e rispondere a sanzioni penali oltre a quelle amministrative già acclarate. Infine – conclude Febbo – quando Tonelli avrà la correttezza di pubblicare la prima semestralità del bilancio 2018 si dimostrerà che avevo ragione io sulle perdite anche sul bilancio 2017, purtroppo”.

Chieti. "In merito alle dichiarazioni rese dal consigliere regionale Domenico Pettinari, è opportuno precisare quanto segue per voci di bilancio.

In merito al personale, si rileva quanto segue:

per quanto riguarda il numero dei dirigenti, da 10 del 2015, si sono ridotti a 9 nel 2016 ed a 8 al 1° settembre 2018;
anche i quadri hanno subito una flessione da 55 del 2015 e 2016 a 52 del 2017 ed a 48 al 1° settembre 2018;
il numero complessivo dei dipendenti ammontava a 1587 unità nel 2015, ridottesi a 1573 nel 2016 e a 1554 nel 2017, ma risalita a 1586 al 1° settembre 2018, oltre a n. 61 unità con lavoro somministrato.

Relativamente all’andamento dei costi esterni pre e post fusione, si illustrano i dati riferiti all’ultimo triennio:

Anno 2015: €. 52.286.000
Anno 2016: €. 42.440.000
Anno 2017: €. 41.900.000
Alla luce di quanto sopra, i numeri evidenziano che dalla fusione è risultata una riduzione di costi soprattutto sui fattori della produzione acquistati all’esterno che infatti si riducono di circa 10 milioni di euro.

Per quanto concerne i debiti totali, i dati dell’ultimo triennio appaiono piuttosto chiari e dimostrano come si sono ridotti di ben 22 milioni di euro circa

Anno 2015: €. 78.236.000
Anno 2016: €. 71.900.000
Anno 2017: €. 56.150.000

Altra positività cristallizzata dal Bilancio di Esercizio 2017 è rappresentata dalla situazione finanziaria che, nel 2017, ha fatto registrare una significativa riduzione dei debiti verso fornitori che si riducono da € 37.155.764 del 2015 ad € 20.140.934 del 2017, in pratica una riduzione del 46%.

Per quanto riguarda i rapporti con le banche, la delibera citata dal consigliere Pettinari fa riferimento ad un contratto finalizzato ad anticipare le risorse finanziarie della Regione e non a creare incremento di indebitamento strutturale.

Nonostante l’aumento delle tariffe, il valore medio di corsa semplice e di un abbonamento mensile risulta essere tra i più bassi d’Italia, basti pensare che il prezzo di un biglietto singolo è pari a 1,10 euro mentre nelle principali città italiane è pari ad € 1,50

Senza soffermarsi sulle singole grandezze di bilancio, appare del tutto evidente che la migliore rappresentazione della solidità finanziaria aziendale è rappresentata dal fatto che nel 2017, a fronte di un taglio di risorse di quasi 11 milioni di euro rispetto al 2015, TUA ha chiuso con un leggero utile mentre prima della fusione, nonostante il maggior valore delle risorse stanziate, l’azienda più grande delle tre accorpate chiudeva i propri bilanci con perdite di diversi milioni di euro.

Interessante analizzare anche la voce dei contributi erogati che, negli ultimi tre anni, sono stati i seguenti:

Anno 2015: €. 95.924.385
Anno 2016:€. 93.673.620
Anno 2017: €. 84.994.710
Quindi ben 11 milioni di euro nel triennio che sono stati fronteggiati con analoga riduzione dei costi passati da 141 milioni di euro del 2015 a 136 milioni di euro del 2016 e a 130 milioni di euro del 2017.

Infine, a livello nazionale l’indice che rileva il grado di efficienza di una azienda di trasporto è il rapporto ricavi/costi che è passato dal 24,75% del 2015 a 25,67% del 2016 e al 27,14% del 2017.

Per quanto attiene al minor chilometraggio, TUA ha provveduto ad un piano di razionalizzazione delle sovrapposizioni garantendo, di fatto, risparmio per la collettività abruzzese.

Questi dati dimostrano che, pur con una marginale revisione dei servizi, si è messo in equilibrio il bilancio della società che ha consentito la costituzione in house salvaguardando numerosi posti di lavoro". Si legge così in una nota di TUA SPA.

Pescara. “Comprendiamo la necessità del consigliere Di Pillo di ricordare la sua esistenza politica ai residenti del quartiere in cui vive, così come comprendiamo la sua necessità di affermare con forza il suo ruolo di fotoreporter all'interno del M5S. Ciò che però lascia sconcertati, però, e molto, è il notare che, dopo quasi 5 anni di presenza in Consiglio Comunale, non abbia ancora compreso le effettive competenze dell’Amministrazione comunale su un cantiere di proprietà del Ministero.

È vero che il 17 febbraio 2018 comunicammo che erano stati trovati i fondi per terminare gli alloggi dei Carabinieri ed è vero che entro l’estate, se non ci fossero stati intoppi, ci sarebbe stato l’appalto. È altrettanto vero, però, che manca più di un mese alla fine dell’estate 2018 e che il 3 settembre ho un appuntamento con il referente del progetto per conoscere lo stato dei fatti, ak fube di sapere a che punto siamo con la gara, perché dopo che le elezioni del 4 marzo scorso l’inquilino del Ministero delle Infrastrutture competente per quegli alloggi è cambiato. Ciò che ci preme comprendere al più presto è dunque se il nuovo Ministro Toninelli manterrà gli impegni presi dal precedente Governo sul progetto.

Ministro Toninelli che, guarda caso, è dello stesso partito del consigliere Di Pillo, che magari volendo potrebbe, scollegandosi dai social e dall’obiettivo per qualche giorno, recarsi al Roma a interloquire direttamente con il suo Ministro, facendoci capire a che punto sono le cose e magari anche chiedergli di procedere alla pulizia e bonifica dell’area, che comunque chiederemo alla nostra Polizia Municipale di controllare, per quanto di loro competenza.

In fin dei conti, il ruolo di consigliere comunale comporta oneri e onori che non si esauriscono con le dirette Facebook e i reportage sulle aiuole, ma impongono il dovere di lavorare duramente affinché la città che si rappresenta possa crescere e superare le difficoltà.

Dando per scontato che il consigliere Di Pillo farà tesoro di tale umile suggerimento, lo ringrazio fin d’ora per l’importante opera di mediazione che svolgerà a Roma, sempre se il Ministro, dopo essere venuto a conoscenza del suo attacco, vorrà incontrarlo e sempre se la capogruppo consiliare Enrica Sabatini, dopo aver letto della stoccata lanciata da Di Pillo a Toninelli, lo ritenga il miglior mediatore possibile. Restiamo in fiduciosa attesa”. Lo afferma in una nota il vicesindaco di Pescara e assessore ai Parchi e Lavori Pubblici, Antonio Blasioli.

Sambuceto. L’Asd Sambuceto Calcio, in seguito al comunicato diffuso ieri dal sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, e riportato da diverse testate, desidera esprimere la propria amarezza e sconcerto per le dichiarazioni fatte dal primo cittadino. Tali affermazioni minano in maniera profonda le basi sulle quali questa società (che da qualche settimana ha compiuto 60 anni) si regge, ossia lealtà e abnegazione dei propri dirigenti e atleti attuali e che si sono succeduti in questi anni. Siamo stati accusati di fare politica, ma riteniamo che ciò sia totalmente falso. Nella nostra società ci sono tante anime che la pensano in modo diverso tra loro, e anche per questo non è possibile etichettarci come squadra politica. Gabriele Liberatore, colui che viene additato dal sindaco come militante M5S, all’interno della società viola ha solamente una carica sportiva (quella di direttore sportivo) ma nello stesso tempo è il maggior sponsor e rappresenta colui il quale ci permette, ormai da tanti anni, di mantenere questa categoria. Oltre a ciò, uno dei nostri attuali presidenti (che fa calcio da ormai 40 anni) è parente di un ex assessore proprio della giunta Marinucci e attuale consigliere di maggioranza. La politica con la “P” maiuscola che noi, come sodalizio sambucetese intendiamo perseguire è solamente quella di riportare o di far crescere a partire dal settore giovanile ragazzi di San Giovanni Teatino che potranno mettersi in mostra in una categoria cosi importante come quella dell’Eccellenza (e in tal senso si inserisce, tra le tante, anche l’ultima operazione di mercato appena conclusa, con il ritorno nella “sua” Sambuceto di Piermarco D’Angelo) e di questo il sindaco di una piccola cittadina come la nostra ne dovrebbe essere fiero. Altra affermazione che riteniamo infondata è quella relativa al pagamento, da parte nostra, del campo di Lettomanoppello: a tal proposito vorremmo sottolineare che siamo ospiti della società Lettese, la quale ha in gestione il campo, e che grazie al rapporto di amicizia che c’è tra le due società ci ha messo completamente a disposizione il bellissimo impianto sia per gli allenamenti che per le gare amichevoli ed eventualmente di coppa. L’aspetto più importante che ci preme chiarire in maniera netta e precisa, alla luce delle recenti affermazioni del primo cittadino, è quello secondo il quale le rette dei bambini e dei ragazzi (chi conosce il mondo della scuola calcio è consapevole del fatto che si tratti di “contributi”) vengano utilizzate per sostenere la prima squadra. Questa affermazione è stata fatta da un sindaco che conosce benissimo le nostre realtà composte da uomini e donne di altissima onorabilità e che vivono del proprio lavoro nel territorio e sono conosciuti e stimati da tutti come persone “per bene”. Noi mettiamo a disposizione la nostra passione, i nostri soldi e il nostro tempo libero e non ci occupiamo di ciò per fare business. Nella nota diffusa dal primo cittadino c’è anche qualcosa che ci convince, e si tratta della proposta fatta di un buono per permettere ai ragazzi di fare sport, e riteniamo sia importante che ciò non rimanga un semplice spot. Alla luce dei chiarimenti dovuti, ribadiamo nuovamente la nostra completa disponibilità a un confronto. Come Sambuceto Calcio siamo sempre pronti a sederci a un tavolo con tutte le altre società sportive del territorio per confrontarci in piena serenità.

Pescara. “Sul fronte edilizia scolastica in 4 anni di governo e in 18 mesi di delega all’Istruzione abbiamo recuperato vent’anni di ritardo dal 2001, anno in cui il Dlgs 380 ha introdotto l’adempimento del certificato di agibilità. In questi 4 anni non siamo stati con le mani in mano. Sul fronte vulnerabilità sismica abbiamo messo in atto un programma di verifiche mai approntato dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto. Pescara è zona sismica dal 2003, ma al nostro insediamento, nel 2014, ci siamo ritrovati in una situazione in cui negli ultimi 12 anni poco si era investito sull’edilizia scolastica, così abbiamo innanzitutto avviato gli studi sulle vulnerabilità sismiche, investendo circa 700.000 euro per farle su tutti i 53 plessi scolastici di nostra competenza. Allo stato attuale risultano essere stati redatti dagli uffici del Servizio Edilizia Integrata tre progetti: rispettivamente di 100.000 euro, di 300.000 e di altri 300.000, finalizzati all'affidamento delle verifiche di vulnerabilità sismica a Studi professionali opportunamente qualificati. I primi due progetti sono stati approvati dalla Giunta rispettivamente con delibera n. 588 del 7/9/2017 e n. 812 del 7/12/2017 e per gli stessi rimane solo ultimare le procedure di gara, praticamente già concluse. Il terzo progetto è stato proposto per la relativa approvazione, previa acquisizione di parere contabile da parte della Ragioneria. Su quelli conclusi abbiamo avviato già lavori di manutenzione straordinaria che toccano decine di scuole cittadine: già attuati nella scuola media G. Pascoli di via Roma per 500.000 euro di progetto; nella Palestra annessa alla scuola di via Rubicone per 1.000.000 di euro; nell' asilo nido la Mimosa di via B. Croce per 270.000 euro; nell' asilo nido la Conchiglia di via Vespucci per 270.000 di progetto e in corso di attuazione nella scuola di San Silvestro Colle per 800.000; manutenzioni in 20 scuole per 400.000 euro; altri 200.000 euro per la dotazione di paraspigoli e para termosifoni in varie scuole e altri 350.000 per la realizzazione del Polo dell’Infanzia a Zanni, di cui abbiamo già il progetto esecutivo e contiamo di far partire i lavori all’inizio del 2019.

Abbiamo invece progettato interventi per oltre 6.470.000 euro di cui 1.010.000 sulla Don Milani, 1.300.000 sulla Michetti, 2.310.000euro sulla Antonelli, 1.850.000 euro sulla Rodari e Andersen, rispettivamente per 1.010.000 euro alla Don Milani. A queste risorse si aggiungono le somme per le verifiche della vulnerabilità e per gli interventi in corso, per altri 3.540.000 euro. A tale proposito per ciò che concerne le certificazioni di agibilità, come detto la data sparti acque è il 2001, cioè dopo la realizzazione e avvio all' uso delle scuole di competenza Comunale e anche su tale aspetto l'Amministrazione ha stanziato fondi, la somma 100.000 euro finalizzata all' ottenimento delle nuove certificazioni di agibilità delle scuole e anche qui risultano essere stati già affidati i relativi servizi tecnici a professionisti qualificati.

Questo è stato illustrato in Commissione dal Responsabile del Servizio Edilizia Integrata, ingegner Marco Polce, che in quella sede ha dichiarato che le scuole per le quali è stata presentata domanda di finanziamento sono state scelte perché per quelle l'Amministrazione era in possesso degli studi di vulnerabilità sismica e non che per le stesse si era in possesso di progetti di fattibilità. L' Amministrazione è stata obbligata nella scelta degli edifici su cui presentare le domande di finanziamento, perché il possesso di tali studi di vulnerabilità sismica era espressamente richiesto nell' avviso pubblico della Regione Abruzzo. Sulla base di tali studi sono stati sviluppati i relativi progetti di fattibilità allegati alle domande di finanziamento. Tali studi certificano il livello di sicurezza sismica delle scuole, che essendo state realizzate prima del 2003, cioè prima che il territorio del Comune di Pescara venisse classificato come sismico, ovviamente non possono risultare adeguate sismicamente, ma lo sono dal punto di vista statico.

Naturalmente tutti gli edifici pubblici e privati realizzati a Pescara prima dell'OPCM n. 3274 di marzo 2003 non sono adeguati sismicamente, compresi gli edifici strategici pubblici non soltanto comunali. Non sappiamo cosa stiano facendo gli altri, ma di certo questa Amministrazione, siccome ritiene che la sicurezza e la manutenzione abbiano valore prima di ogni cosa, sta mettendo in atto tutte le iniziative necessarie ad affidare i servizi tecnici finalizzati a determinare i coefficienti di vulnerabilità sismica delle strutture scolastiche; sta richiedendo finanziamenti pubblici per l' adeguamento sismico delle strutture scolastiche rispondendo ai vari Bandi che subordinano le richieste al possesso dei suddetti coefficienti di vulnerabilità sismica e sta realizzando lavori sulle strutture scolastiche, finalizzati all' agibilità sismica delle stesse”. Lo afferma in una nota l'assessore all’Istruzione del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi.

Atessa. “Il polverone sui piccoli ospedali è alle stelle, ma speriamo che prima o poi si diradi”: è quanto afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che spiega: “Il 5 luglio la Regione Abruzzo ha presentato ai ministeri romani la Tabella “C”, che riprogramma la rete ospedaliera nella nostra regione, e prevede, per Atessa, all'interno della legislazione vigente, il riconoscimento di nosocomio di area disagiata. Il 26 luglio, su questa riprogrammazione, si pronuncerà il Tavolo di monitoraggio romano (Stato-Regioni). Questi sono i fatti, per quanto ci riguarda”.
“C'è tuttavia - evidenzia Borrelli - una rincorsa, tra i partiti, a presentarsi, adesso, come paladini dei piccoli ospedali con le più disparate iniziative. I 5Stelle e il centrodestra fanno una grande confusione. Su Atessa, non c’è stata solo una mozione, né dichiarazioni di buona volontà, ma ben due delibere di giunta regionale e adesso l’inserimento nella riprogrammazione della rete ospedaliera. Mistificano, dunque, o non conoscono come funziona la materia neppure ora che sono arrivati al governo. Il decreto ministeriale Lorenzin ha valore di legge, perché è un regolamento attuativo della legge quadro, quindi la legge regionale nulla può da sola. Si chiama gerarchia delle fonti. Lo ha detto e ribadito la Consulta, non io.
La vicenda dell'ospedale di Atessa - spiega Borrelli - è diversa dalle altre perché è inserita in un percorso all'interno del decreto Lorenzin. E' stata riconosciuta dalla Regione Abruzzo una deroga, prevista dallo stesso decreto, per l’area disagiata. Gli altri piccoli ospedali (Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo) sono stati, invece, cancellati come presidi ospedalieri e riconvertiti con un decreto del governo nel 2010.

Quello che ho dichiarato, quindi, prescinde dalla vicenda di Atessa, che sta seguendo un suo iter, secondo la normativa vigente. Sono intervenuto nel dibattito, con la mia proposta, per dire a amministratori e partiti: se volete davvero riaprire gli altri piccoli ospedali, già chiusi, dobbiamo modificare la legislazione nazionale, che prevede la cancellazione dei nosocomi con meno di 20 mila accessi all'anno nel pronto soccorso, con l'unica eccezione delle aree disagiate. Per questo - conclude il sindaco di Atessa - chiedo a tutti i parlamentari abruzzesi, di maggioranza e di minoranza, di seguire la via maestra e presentare insieme una proposta per rivedere il decreto Lorenzin, nella parte che riguarda i piccoli ospedali. Imboccare scorciatoie regionali, come vorrebbero fare i cinquestelle e alcuni esponenti di centrodestra, aumenta il polverone e non porta da nessuna parte. Quando si governa, bisogna assumersi le proprie responsabilità e smetterla con la propaganda”.

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