Articoli filtrati per data: Ottobre 2017

Pescara. Nel match testa coda tra la capolista Magic e il Pescara ultimo in classifica sono i teatini a sbandare e ad uscire sorprendentemente fuori dalla carreggiata. Non inganni il punteggio, maturato in un concitato finale, la vittoria degli adriatici è legittima e assolutamente coerente con quanto evidenziatosi sul parquet del PalaElettra nei quattro tempi di gioco.
Nel primo quarto partita in equilibrio con leggera prevalenza dei neroverdi, destinati a smarrirsi già nel secondo quarto una volta messi alla strette dalla freschezza e dal talento dei giovanissimi pescaresi. Abulica, disordinata e pasticciona la Magic mette insieme due quarti colmi di buchi difensivi e di un numero imprecisato di canestri divorati sotto le plance. Nel quarto finale Pescara è sempre avanti nel punteggio, arrivando ad assommare un vantaggio massimo di 13 punti a 6’ dal suono della sirena finale. A questo punto, però, la paura di vincere fa novanta e i giovani e inesperti talenti di casa accusano la sindrome tennistica del braccino. Chieti continua ancora a sbagliare tantissimo ma Pescara non vede più il canestro. In 3’30” la Magic opera un break di 14-2 che la riporta in scia ad un solo punto dai biancazzurri (73-72). Bagarre nei secondi finali, si gioca a chi sbaglia di più ma quando a 12” dalla fine Pelliccione realizza i due punti del sorpasso (75-76) sembra a tutti assai probabile che il miracoloso recupero possa premiare se non la lucidità, almeno, la caparbietà degli uomini di Patricelli. Ma così non vuole il dio del basket che guida a soli 4” dalla sirena la mano di Mordini. Contro sorpasso Pescara, Patricelli chiama tempestivamente time out ma al ritorno in campo il tiro di Italiano s’infrange sul ferro.
Pescara esulta, meritatamente, guadagnando i primi due punti della stagione, Chieti, invece, incassa la prima sconfitta, interrompendo la striscia iniziale di quattro vittorie. Niente di compromesso ma alla ripresa degli allenamenti occorrera a coach Patricelli revisionare i meccanismi di gioco di questa squadra, sembrata irriconoscibile rispetto a quanto aveva mostrato sino a questa sera. Se qualcuno ha pensato di poter vivere di rendita ha sbagliato di grosso. Le insidie si nascondono dietro ogni angolo e il traguardo finale è ancora lontanissimo. Bisognerà sin da domenica prossima tornare a giocare con l’umiltà e la concentrazione vista di fronte ad avversarie ben più titolate di questo Pescara dei giovani. Se ben intesa la lezione di questa sera potrebbe risultare utilissima.


PESCARA BASKET vs MAGIC CHIETI 77-76

Parziali: 17-20; 41-36; 61-53.

Pescara Basket: Capuani 15, Mordini 25, Malkic 15, Fasciocco 5, Masciopinto 6, Di Donato 2, Di Giovanni, Toro, Ricci, Di Giorgio 3, Boscherini 4, Veglio. Coach Di Tommaso.

Magic Basket Chieti: Pelliccione 18, Italiano 16, Berardi 4, Di Falco 10, Povilaitis 17, Fusella 3, Masciulli 4, Gallo 3, Mennilli 1. Coach Patricelli.

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Sabato, 28 Ottobre 2017 00:00

Coged, primo stop stagionale

Bari. Dopo due vittorie in altrettante gare, arriva la prima sconfitta per la CO.GE.D. Pallavolo Teatina. La Pharma Volley Giuliani conferma di essere squadra in palla e porta a casa i tre punti, salendo a quota 8 in classifica, seconda dietro alla sola Mesagne. Partita senza storia nei primi due set, vinti con relativa facilità dalle padrone di casa, specie il secondo. Nel terzo set c’è stata invece una bella reazione da parte delle neroverdi, che anzi sul 20-20 possono recriminare per un paio di chiamate arbitrali molto discutibili. A fine gara, 12 punti per Piemontese, tra le fila pugliesi, ma anche per Lorenza Lupidi, unica delle teatine a chiudere in doppia cifra.
“Oggi sinceramente non potevamo fare molto di più – ha commentato a fine gara il tecnico Alceo Esposito –. Abbiamo pagato una settimana di allenamenti tribolata, con tante ragazze che hanno avuto acciacchi e problemi fisici di vario tipo. Non eravamo al meglio e si è visto, specie nei primi due set. Nel terzo invece ce la siamo giocata, e anzi con alcune decisioni arbitrali invertite probabilmente saremmo arrivati almeno al quarto set. Comunque, non è il caso di fare drammi: perdere non fa piacere a nessuno ma oggi non abbiamo molto da rimproverarci, per di più contro un avversario che, in questo momento, sta meglio di noi. Cercheremo di rifarci già alla prossima contro Cave, sperando di avere tutte le nostre giocatrici al meglio”.
Pharma Volley Giuliani Bari - CO.GE.D. Pallavolo Teatina 3-0 (25-20, 25-11, 25-22)
Pharma Volley Giuliani Bari: Binetti n.e., Romanazzi n.e., Cariello n.e., Peretto 7, Piemontese 12, Panza 5, Labianca 8, Lattanzio 6, Alfieri 1, Nuovo n.e., Cillo n.e., Minervini (L), Marasco. All. Marcello Sarcinella.
CO.GE.D. Pallavolo Teatrina: Mazzarini (L), Michetti (L) n.e., Palmieri, Kus 9, Negroni, Di Tonto n.e., Matrullo 7, Cocco n.e., Capone, Ragone 4, Lupidi 12, Perna (C) 4. All.: Alceo Esposito.

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Sabato, 28 Ottobre 2017 00:00

Tombesi, Giovinazzo battuto 5-3

Ortona. Continua nel suo percorso netto la Tombesi, che dopo Cus Molise, Capurso e Canosa raccoglie la vittoria anche contro una delle squadre date per favorite alla vittoria finale. Avanti dopo appena 35 secondi grazie alla rete del solito Piovesan, i gialloverdi hanno trovato il raddoppio con Silveira al settimo minuto, mantenendo poi stabilmente il controllo del match e sfiorando più volte il terzo gol. La ripresa è però partita con il gol del finlandese Miika Hosio, che ha rimesso in corsa e dato nuove energie al Giovinazzo. Nel momento di difficoltà è venuta fuori prepotentemente la classe di Silveira, autore di una esaltante doppietta in meno di un minuto (2.29 e 3.17 della ripresa), cui si è aggiunto, dopo 33 secondi, il sigillo di Hernández Vidal. Sul 5-1, la Tombesi ha poi retto molto bene gli assalti del Giovinazzo, ormai schierato continuativamente con il portiere di movimento, incassando infine il secondo e il terzo gol negli ultimi due minuti, a gara ormai chiusa (Hosio al minuto 17.29, Rafinha a 19.53). Molto nervosismo in campo, specie nel secondo tempo, con tanti falli, parapiglia e ben tre espulsi: Amelii per la Tombesi, Asensio e Morgade per il Giovinazzo.

“Si tratta certamente di una vittoria importante – ha commentato a fine partita mister Massimo Morena –, la quarta consecutiva e per di più contro una diretta concorrente. C’è stato molto nervosismo in campo, per colpa del comportamento delle due squadre ma anche per alcune scelte poco felici, per entrambe le parti, della coppia arbitrale. Abbiamo giocato un primo tempo da prima in classifica, chiuso sul 2-0 ma sempre condotto nel gioco e nell’atteggiamento. Nella ripresa invece, due cose non ho gradito dei miei. Innanzitutto, come siamo tornati in campo dopo l’intervallo, prendendo subito gol e rischiando di incassare pure il pareggio: ci era già successo nella prima in casa contro il Cus Molise, sono disattenzioni che si possono pagare caro e se oggi non ce ne siamo accorti è perché Silveira ha fatto due prodezze che ci hanno tolti dalle difficoltà. In secondo luogo, i due gol presi negli ultimi due minuti non mi sono affatto piaciuti: non abbiamo sofferto per più di dieci minuti contro il portiere di movimento e poi abbiamo preso due reti in un attimo, segno di un calo di concentrazione e di attitudine che non ho gradito. Tutto questo deve farci capire che, anche se siamo primi e abbiamo sempre vinto, la stagione è lunga e c’è ancora tanto da lavorare”.

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Pescara. Si è svolta questa mattina in Comune a Pescara la cerimonia di premiazione del Premio Borsellino. Riportiamo di seguito il nome dei premiati con le relative motivazioni.

Luca Maggitti, giornalista da sempre impegnato in prima fila in battaglie per la legalità, esempio vivo di impegno civile. Nel 2017 è stato produttore del fortunato disco “Brandon Sherrod and the Sharks – Italian Journey’ il cui incasso è stato devoluto interamente in beneficenza . La sua parola e la sua azione sono state sempre, di aiuto fin dai tempi della guerra nella ex Jugoslavia. Da sempre sostiene i principi della non violenza, dell’accoglienza e della legalità. Oggi premiamo il suo disco e il suo impegno teso a costruire una realtà giusta e solidale che è un passo necessario verso la convivialità.
Un simbolico premio come riconoscimento per l’opera da lui svolta negli anni.
A Luca Maggitti ed al gruppo Brandon Sherrod and the Sharks il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Sociale.

Domenico Trozzi, generale e direttore del settore aereo della Polizia di Stato, per vent’anni comandante del reparto volo a Palermo. Fondatore e Presidente dell’Associazione “Prossimità alle Istituzioni”. Impegnato dagli anni ’80 in attività di reinserimento socio-culturale dei minori che vivono uno stato di disagio sociale attraverso la promozione di attività sportive e culturali. Per il profondo e sentito impegno, rivolto al riscatto umano e sociale delle fasce più deboli ed emarginate, seguendo e attuando il segno caritatevole e religioso di don Pino Puglisi, eroico esempio di abnegazione e solidarietà.
Al generale Domenico Trozzi il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Sociale.

Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte amministratrice pubblica di Nardò uccisa dalla mafia salentina nel 1984. Continua senza sosta la battaglia della madre per perseguire i valori di trasparenza ed integrità nella gestione della “cosa pubblica” con incrollabile dedizione alla legalità. Contro l’atteggiamento mafioso del voltarsi dall’altra parte la sua figura rappresenta per tutti noi un invito all’impegno civile. Non si tratta di essere eroi, ma di approfondire, di indignarsi e agire nel nostro piccolo.
Per il suo impegno, il suo coraggio della libertà e il dovere della memoria
A Viviana Matrangola il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Stefania Grasso, figlia di Vincenzo Grasso il commerciante calabrese ucciso dalla ’ndrangheta perché si era rifiutato di pagare il pizzo, continua la battaglia civile di suo padre a Locri e in tutta Italia come Vice presidente di “Libera”. Impegnata soprattutto per diffondere la cultura della legalità, contro la corruzione, nei campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura. In una terra difficile come la Calabria è schierata apertamente contro le mafie che corrompono la sua terra diventando un simbolo per le giovani generazioni. Premiamo il suo coraggio, l’impegno che anima il suo agire, la determinazione che esprime nel suo ruolo, svolto con un'immagine di assoluta normalità e sobrietà.
A Stefania Grasso il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Franco La Torre, storico e cooperante internazionale, figlio di Pio La Torre, autore della legge antimafia che porta il suo nome e che introdusse nel codice penale il reato di associazione mafiosa. É stato Presidente della Consulta Antimafie della Provincia di Roma. Dal 2002 al dicembre 2015 è stato membro della Presidenza di “Libera” e Presidente di “Flare” la rete che raccoglie in Europa circa 40 organizzazioni impegnate nel contrasto al crimine organizzato. Il suo è un esempio positivo nella quotidianità che invita tutti a fare bene il proprio dovere, ognuno la propria parte. La sua è una vita spesa per la giustizia nella convinzione che gli strumenti della denuncia si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, dei valori etici e civili.
A Franco La Torre il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Gianpiero Cioffredi è presidente dell’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio. É stato Presidente Nazionale di “Arci-Solidarietà” e responsabile dei programmi di lotta alle mafie, organizzatore della prima Carovana Nazionale Antimafia arrivata quest’anno alla 19° edizione, e coordinatore delle iniziative internazionali del progetto “Provincia senza Mafie” e “Lezioni Civili in ricordo di Falcone e Borsellino. Adempiendo al suo dovere, denunciando e fronteggiando con crescente efficacia le insidie della mafia che cerca di infiltrarsi nel territorio sano con la sua barbarie che offende la cultura di questa terra e la dignità dei suoi abitanti. Il suo impegno dà concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti che guardano alle istituzioni con fiducia.
A Gianpiero Cioffredi il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Stefano Corradino, giornalista di “Rai New 24", direttore di “Articolo 21” per la libertà di espressione. Ha dedicato grande attenzione, tra servizi, interviste e inchieste, al tema dei misteri italiani irrisolti. Le stragi di Ustica, Bologna, Piazza Fontana e Piazza della Loggia, le stragi di mafia che hanno insanguinato il Paese, e gli omicidi tuttora senza colpevoli, tra cui quelli di Ilaria Alpi e di Giulio Regeni per i quali si attende ancora verità e giustizia. Per il suo impegno con il quale testimonia ancora una volta che per combattere il fenomeno della criminalità organizzata occorre anzitutto rendere conscia la sensibilità collettiva del suo radicamento, della moltitudine delle forme con le quali si manifesta.
A Stefano Corradino il Premio Borsellino 2017 per il Giornalismo.

Giuseppe Baldessarro, giornalista di razza, e Gaetano Saffioti imprenditore sono stati entrambi già vincitori del Premio Borsellino. Nel libro “Questione di rispetto” Baldessarro racconta la storia di imprenditore che per anni ha subito le estorsioni, le umiliazioni e le sopraffazioni dei clan della ’ndrangheta, fino a quando si è ripreso la sua dignità, è diventato testimone di giustizia, ha denunciato, fatto arrestare e condannare alcuni dei boss più pericolosi della piana di Gioia Tauro, perché «la dignità non si compra, si conquista e si difende». Un libro per dimostrare che una imprenditoria sana è possibile. Basta far prevalere il desiderio di essere e restare uomini liberi. Per sostenere che la strada della legalità è l’unica che ci può rendere fieri e orgogliosi.
A Giuseppe Baldessarro il Premio Borsellino 2017 per il libro “Questione di rispetto”.

Carlo Cappello dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Pescara. Con lui ricordiamo il fondatore e primo presidente del Premio Borsellino, Antonino Caponnetto, e la sua frase più famosa: «L’acerrimo nemico della mafia è la scuola.». E con lui premiamo tutti quegli insegnanti che educano alla cultura della legalità e alla cittadinanza attiva che abitua tutti a respirare il profumo di libertà. Una uomo che si colloca con perfetta coerenza nel nostro progetto culturale educativo, perché nel suo intenso agire quotidiano, intreccia alla competenza i temi della giustizia, dell’integrazione, dunque della legalità dando corpo alla funzione sociale e civile dell’educazione, svolgendo così un importante ruolo di prevenzione e sensibilizzazione della società partendo dai giovani.
Al Prof. Carlo Cappello il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Luciano D’Amico professore ordinario di Economia Aziendale, Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, prima in Italia ha istituito il corso di studi universitario “Scuola di legalità” che avrà l’obiettivo di sviluppare percorsi educativi in tema di legalità, impegno sociale e civile, di conoscenza e contrasto alle mafie. La sua direzione dell’Università, senza auto blu e telefonini, si è distinta per la lotta al baronato, ai nullafacenti, alle rendite di posizione, ai protetti dalla politica. E per questo ha subito minacce, ricatti, e intimidazioni da parte dei prezzolati del potere mafioso presente in ogni ambito. Per il suo impegno per far respirare “un fresco profumo di libertà” ha pagato e sta pagando un severo prezzo in termini personali. Testimone di un modo diverso di governare, con la forza delle sue idee porta sempre avanti il suo impegno per i giovani, per costruire un futuro migliore.
Al Prof. Luciano D’Amico il Premio Borsellino 2017 per l’Impegno Civile.

Attilio Bolzoni giornalista de La Repubblica, da più di trent’anni racconta la Sicilia e la mafia. Oltre a numerosi libri di successo, ha scritto la sceneggiatura della miniserie tv “Paolo Borsellino”. É considerato da molti uno dei massimi esperti delle dinamiche delle associazioni mafiose. Come il suo collega e nostro amico Giuseppe D’Avanzo, Premio Borsellino nel 2008, che qui e oggi vogliamo ricordare premiandolo. Crede che solo una informazione non asservita, sia nell’etica del giornalismo sapendo bene che non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola “informazione” l’aggettivo “libera”. Per i suoi libri e i suoi articoli di denuncia da cui traspare uno straordinario impegno civile che si traduce in una coraggiosa e continua sfida al degrado morale sociale.
Ad Attilio Bolzoni il Premio Borsellino 2017 per il Giornalismo.

Federica Angeli, cronista giudiziaria de La Repubblica, vive sotto scorta dal 2013 a causa delle minacce di morte subite per le sue inchieste sulla malavita del litorale romano. È stata la prima nel 2009 a parlare di “Mafia capitale” quando tutti trascuravano il fenomeno. È di questi giorni la pesante condanna agli esponenti del clan Spada che la minacciavano. Una donna che studia le carte, lavora e si batte per il risveglio delle coscienze. Contro l’atteggiamento mafioso del voltarsi dall’altra parte. La sua figura rappresenta per tutti noi un invito all’impegno civile. Non si tratta di essere eroi, ma di approfondire, di indignarsi e agire nel nostro piccolo.
Per il suo impegno e il suo coraggio, per come ha saputo ricercare e denunciare le radici del crimine
a Federica Angeli il Premio Borsellino 2017 per il Giornalismo.

Catello Maresca magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, indaga da dieci anni sul clan dei Casalesi. Ha coordinato l’inchiesta “Spartacus” contro il clan Schiavone e la cattura di alcuni dei latitanti più pericolosi d’Italia come Michele Zagaria e Antonio Iovine. Interpretando il bisogno della collettività che sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori, a partire dalla giustizia, memore degli insegnamenti di Falcone e Borsellino, senza paura porta avanti una instancabile attività di rappresentante vero dello Stato per l’affermazione della legalità.
A Catello Maresca il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2017.

Bernardo Petralia già Procuratore Aggiunto a Palermo, si è occupato di alcune delle inchieste più delicate ed ha assunto, da pochi mesi, la direzione della Procura Generale della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Una lunga esperienza di una vita trascorsa a combattere le cosche e la criminalità organizzata. Il suo è anche il nostro concetto di legalità. Una legalità che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti che condanna i disperati ma è connivente con l’illegalità diffusa, forte con i deboli che chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti. Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino
a Bernardo Petralia il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2017.

Marzia Sabella, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo è il magistrato che ha coordinato l’arresto del boss mafioso Bernardo Provenzano. Ci restituisce un ritratto antieroico dei magistrati anche quando vivono eventi straordinari e imparano a ripararsi dalla seduzione degli “abbagli da telecamera sempre accesa”. Perché, l’onore, quello vero, è dato dalla sacralità del Codice e di chi, di quel Codice, difende le ragioni. Ci piace indicarla come testimone positivo. Per aver resistito alle giuste e umane paure e contribuito con la sua tenacia e il suo impegno alla costruzione di una società più giusta, che non accetta trattative con il malaffare. Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino.
A Marzia Sabella il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2017.

Antonio Maruccia, Procuratore Generale della Repubblica di Lecce. Già membro della direzione distrettuale antimafia come consulente della Commissione Parlamentare Antimafia è stato estensore di numerose relazioni parlamentari, tra cui quelle sull’omicidio di Peppino Impastato e sui beni confiscati alle mafie. Per il suo grande impegno nell’affermazione dei principi della legalità pensando a lui ci piace ricordare una frase del giudice Livatino «Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti ma se siamo stati credibili». Per l’impegno professionale profuso nel campo della legalità
Ad Antonio Maruccia il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2017.

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L'Aquila. All’indomani dell’approvazione – lo scorso 4 luglio – da parte del Consiglio regionale della Puglia di una risoluzione per l’istituzione di una «Giornata della Memoria per ricordare le vittime meridionali dell’Unità d’Italia» presenta dal Movimento 5 Stelle, lo storico Giovanni De Luna scriveva che occorre più “storia e meno memoria per distanziarsi dalla tempesta sentimentale che imperversa nelle nostre istituzioni” e dunque per “recuperare un rapporto con il passato più critico, più consapevole”. La stessa risoluzione, con la quale si intende elevare a dignità di commemorazione pubblica la ricorrenza della resa dell’esercito Borbonico a Gaeta (13 febbraio 1861), quale fine dell’indipendenza meridionale, è stata presentata dai gruppi consiliari pentastellati in tutte le Assemblee delle Regioni meridionali. Da qualche in tempo, l’uso pubblico della storia si è fatto così aggressivo da volersi, come in questo caso, addirittura formalizzare in atti istituzionali, trascurando con spavalda ignoranza un pur necessario rapporto tra assemblee elettive e saperi. Non è accettabile dimenticare il pensiero dei tanti meridionalisti che nel primo sessantennio post-unitario hanno riflettuto, da prospettive ideali e politiche diverse, sul dualismo economico e sociale che caratterizzava il processo unitario. D’altra parte, gli studiosi italiani e stranieri che hanno indagato da angolazioni prospettiche diverse il processo di Unificazione hanno sempre preso le distanze da un altro uso pubblico della storia, speculare nella sua problematicità a quello delle risoluzioni di sapore neoborbonico presentate, ossia dal paradigma ‘risorgimentale’ e ‘sabaudista’ che leggeva quel processo come una sorta di epopea western: giubbe azzurre contro indiani, buoni contro cattivi. Esso è stato invece indagato senza sconti: dai limiti dell’opzione di una unificazione politica e amministrativa su basi rigidamente centralistiche imposta dalla classe dirigente cavouriana, ai limiti delle élites politiche ed economiche meridionali i cui errori si sono ripercossi innanzitutto sui ceti più deboli della società; agli aspetti sociali del brigantaggio, senza con questo trasformare Carmine Donatello Crocco, disertore dell’esercito borbonico e poi bandito, in un epigono di Simon Bolivar. Ma anche la letteratura e la filmografia molto hanno detto su questo passato problematico: da De Roberto a Pirandello, da Alvaro a Tomasi di Lampedusa a Camilleri, da Carlo Levi a Silone a Jovine, da Visconti ai fratelli Taviani a Martone (l’elenco è solo esemplificativo e non pretende certo di essere esaustivo). In questo caso, lo sforzo di lettura e visione, magari su tablet, è più abbordabile e sarebbe bene che chi pone certe questioni lo tentasse. Ecco allora che si può cogliere questa occasione per cercare di riannodare un tipo di rapporto più consapevole con il nostro passato, e dunque come una premessa allo studio e a un dibattito che non può ammettere una conclusione quale viene proposta nelle risoluzioni presentate in serie. Per questo chiedo al Consiglio regionale di rivolgere un invito al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio a incontrare i rappresentanti della società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCo) affinché possano illustrare il documento dalla stessa elaborato su questo delicato tema, che non ha soltanto un aspetto storiografico, e di promuovere con le Facoltà di Scienze Politiche e di Economia del sistema universitario abruzzese una giornata di studio sul tema: L’Abruzzo tra ‘questione meridionale’ e processi di modernizzazione”.

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Teramo. Nel tardo pomeriggio di ieri, presso la Sala Polifunzionale della Provincia a Teramo, si è tenuto il quarto incontro pubblico del percorso partecipativo volto alla definizione del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pacc) della Regione Abruzzo. Nel corso dell'evento sono stati affrontati temi relativi a eventi sismici, incendi, adattamento climatico, esodi e migrazioni da eventi estremi.

In apertura il Prof. Piero Di Carlo dell'Università D'Annunzio di Ch-Pe ha presentato il Profilo Climatico abruzzese; subito dopo, il Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca, con Silvia Ferrante (Cdca) e il Dott. Tommaso Pagliani, coordinatore scientifico del Cdca Abruzzo (Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali), ha illustrato le buone pratiche e i fattori di resilienza giù presenti sul territorio, oltre alle proposte di azioni da intraprendere per procedere verso l'adattamento al cambiamento climatico.

In particolare, Mazzocca e Pagliani hanno annunciato come Bruxelles stia per indirizzare una parte cospicua del redigendo bilancio proprio a beneficio di questi interventi. Ad esempio, le Urban Innovative Action (Uia), che sono state introdotte dalla Commissione Europea nell'ambito della politica di coesione Ue 2014-2020 per aiutare le aree urbane con più di 50.000 abitanti a identificare e testare soluzioni innovative affinchè possano rispondere alle crescenti sfide dei prossimi anni. Le Action, sostenute dal Fondo Europeo di sviluppo regionale (Fesr), costituiscono una valida opportunità: le risorse stanziate per le Uia 2015-2020 ammontano a 371 milioni di euro. Il bando per il 2017 verrà pubblicato a fine anno e sarà orientato a finanziare progetti che affrontano le questioni relative alla qualità dell'aria, all'adattamento ai cambiamenti climatici, housing, lavori e competenze nell'economia locale.

Il processo partecipativo del Pacc si concluderà giovedì 23 novembre a L'Aquila con un incontro sulle criticità emerse dal Profilo Climatico e problematiche locali: riscaldamento, conseguenze biogeografiche ed effetti sul patrimonio naturale.

Tutte le info sul Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo (Pacc) sono disponibili nella sezione Pacc Abruzzo (https://www.regione.abruzzo.it/content/pacc-abruzzo-resilienza-e-politiche-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici) all'interno dell'area tematica Ambiente.

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Pescara. Quinto anno per il tradizionale incontro di rivenditori, rappresentanti e amici dei negozi di biciclette in Abruzzo. Da un'idea di Maurizio Di Francesco di Ultrasport Snc Bike, l'appuntamento è un'occasione conviviale per vedersi, confrontarsi e brindare insieme nel segno dell'amore per la bicicletta. Ma soprattutto un momento dedicato alla consegna del “Tirararaggi d'oro” (un tiraraggi per biciclette color oro). Il riconoscimento viene assegnato ogni anno al responsabile di un negozio di biciclette che si è distinto per impegno e passione. Il bello della serata è anche l'incontro generazionale tra i maestri storici della bicicletta e le nuove leve. La consegna dunque durante la cena nel ristorante Le Nereidi in viale Primo Vere a Pescara, lo scorso venerdì 27 ottobre.

Dopo Roberto Il Biciclettaio di Pescara, Paride Paolini del negozio La maglia rosa di Francavilla al Mare, Rossano Di Crescenzo di Tutto bici Rossano a Sulmona, Vladimiro D'Ascenzo di D'Ascenzo bike a Bellante (Te) quest'anno il premio è andato ad Antonio Carota della Protek a Loreto Aprutino (Pe). La motivazione: «per essere l'unico telaista al momento in Abruzzo, per l'impronta artigiana di grande qualità, per le vittorie internazionali dei team che la Protek supporta da anni e per i mille sacrifici veri nel lavoro». Il “Tirararaggi d'oro” è decorato con una rima di Borracce di poesia: “Piccoli movimenti precisi e saggi/calibrando la saggezza dei passaggi/alla giusta tensione portano il raggio/con spinta di pirata all'arrembaggio”.

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L'Aquila. Continua l’operazione fiato sul collo del M5S regionale sui Comuni che risultano non aver aggiornato i Piani di Emergenza. Sara Marcozzi, capofila di questa battaglia di prevenzione, ha inviato ieri sera una lettera a 300 sindaci per invitarli e sollecitarli a provvedere repentinamente alla messa a norma dei Piani.
Una necessità che si è palesata dopo un attento studio della situazione dei comuni abruzzesi relativamente ai Piani di emergenza. Infatti, con l’entrata in vigore della Legge 100/2012 a partire dal 13 Novembre 2012, le “Linee Guida per la pianificazione comunale e intercomunale di emergenza” prevedono che i “Piani di emergenza”, sia di livello comunale che Intercomunale, rappresentino l’insieme delle procedure d’intervento da attuare al verificarsi di un evento emergenziale, garantendo il coordinamento delle strutture chiamate a gestire l’emergenza. Ma dal dossier, redatto dal M5S dopo un attento studio, è risultato che sui 305 comuni abruzzesi ben 300 (trecento) non sono a norma.

“Ho inviato questa missiva ai Sindaci” spiega Sara Marcozzi “dando seguito a quanto annunciato la scorsa settimana nella conferenza stampa in cui abbiamo reso noti i risultati del nostro studio. Nell'Abruzzo dei terremoti, delle valanghe e degli incendi è inaccettabile che 300 comuni su 305 non abbiano il Piano di Emergenza aggiornato e trasmesso alla Protezione Civile: tutti i Comuni devono essere in grado di fare prevenzione, di prevedere gli eventi dannosi e di gestire in maniera efficace ed efficiente l'emergenza e i soccorsi. I numeri di questa grande lacuna mettono i brividi - incalza Marcozzi - poiché i Piani di emergenza sono fondamentali per prevenire le situazioni di rischio e soprattutto per gestire quelle emergenze che non possiamo più subire impreparati. Dopo la tragedia di Rigopiano, l'Abruzzo non può più commettere errori!"

“Quella che abbiamo scattato è una fotografia disarmante. Dobbiamo colmare il prima possibile le lacune di Amministratori poco attenti alla prevenzione e alla programmazione causa di carenze non più giustificabili. Nel dettaglio abbiamo riscontrato che solo i Comuni di L’Aquila, Montesilvano, Torricella Peligna, Ovindoli e Celano hanno approvato i rispettivi Piani di Emergenza rispettando i criteri dettati dalle normativa nazionale e regionale trasmettendolo, come legge prevede, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile. Due Comuni, Casalbordino e Torano Nuova, hanno aggiornato i propri piano senza recepire le Nuove Linee Guida, mentre 80 Comuni hanno il Piano in fase di aggiornamento. Tutti gli altri, ben 220 Comuni NON hanno aggiornato il Piano rispetto ai nuovi dettami normativi. Fra questi, ci sono i tre Capoluoghi di Provincia: Pescara, Teramo e Chieti. Una situazione che si rispecchia anche nei comuni delle rispettive province”.

“Nella lettera che ho inviato ieri ai Sindaci li invito a provvedere immediatamente all'aggiornamento dei piani, anche in considerazione del fatto che il Servizio Emergenze di Protezione Civile di Regione Abruzzo ha attivato un ufficio dedicato proprio alla assistenza tecnica ai Comuni nella redazione dei Piani di Emergenza, un ufficio a cui tutti i Sindaci possono rivolgersi. I vari livelli istituzionali devono collaborare per perseguire e raggiungere gli obiettivi più importanti! - Conclude Marcozzi - Ritengo che la politica sia rimasta per troppo tempo a guardare confidando nella fortuna. Noi non intendiamo attendere l’ennesima tragedia per poi piangerci addosso. La tutela della sicurezza e della salute degli abruzzesi è per noi una priorità, faremo in modo che lo diventi per tutti”.

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Loreto Aprutino. Domenica 29 ottobre alle ore 17 si terrà, nella splendida cornice di Castello Chiola – Sala Cascella, via Aquino 12 – la presentazione del libro “Giacomo Acerbo e i suoi rapporti con d’Annunzio e Mussolini” dello studioso dannunziano Franco Di Tizio.

Ai saluti di Gabriele Starinieri, Sindaco di Loreto Aprutino, e di Vincenzo de Pompeis, Presidente della Fondazione dei Musei Civici di Loreto Aprutino, faranno seguito gli interventi di Marzio Maria Cimini e Franco Di Tizio, con letture curate dall’attrice Franca Minnucci. In chiusura, le conclusioni di Luciano D’Alfonso, Presidente della Regione Abruzzo.
Franco Di Tizio, nel volume recentemente pubblicato da Ianieri Edizioni, ha ricostruito attentamente, tassello dopo tassello, con la sua consueta metodica di ricerca, tutta la vita di Giacomo Acerbo, cui la cittadina di Loreto Aprutino dette i natali, basandosi soprattutto sui documenti – lettere, articoli di stampa, decreti, volumi di storia e via dicendo – e illustrando il racconto con un ampio corredo fotografico.
La biografia tracciata dallo studioso percorre una vita segnata da un solco profondo che la divise in due fasi nettamente contrastanti: un primo, fausto momento di ascesa al potere e un secondo sovrastato dal rischio tremendo di una morte cruenta, e ciò all’indomani del fatidico 25 luglio 1943, quando Acerbo espresse un voto sfavorevole a Mussolini.
Acerbo conservò, anche quando ascese al governo, la sua propensione ad agevolare la vita dei reduci, degli indigenti, degli umili, e questi, in un certo senso, lo contraccambiarono salvandolo dalla fucilazione dei nazifascisti quando egli si rifugiò latitante nelle campagne d’Abruzzo. Il dato saliente di questa vita agitata, un dato comune ad ogni suo tratto, è lo studio, rivolto specialmente al mondo agricolo, che Acerbo tradusse in molte pubblicazioni: caso più unico che raro tra i gerarchi fascisti.
Nella seconda parte del libro, Di Tizio punta l’obiettivo sui rapporti tra i due protagonisti abruzzesi del primo Novecento, d’Annunzio e Acerbo, offrendo così un interessante sondaggio di un periodo tra i più convulsi della storia d’Italia mediante la biografia di un personaggio dalla mutevole sorte.

Franco Di Tizio, nato il 14 ottobre 1948 a Francavilla al Mare, è medico umanista. Ha esordito in campo letterario, a vent’anni, pubblicando una raccolta di poesie, “Aliquando permutabo” (Solfanelli, 1968). Studioso del Cenacolo michettiano e, principalmente, biografo dannunziano, ha dato alle stampe venti opere sul Vate.

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Pescara. La Provincia di Pescara assisterà i giovani aspiranti imprenditori e coordinerà i Comuni per l’attivazione della misura RESTO AL SUD, (D.lgs 91/2017) volta ad incentivare i giovani under 35 all’avvio di attività imprenditoriali nel regioni del Mezzogiorno, compreso l’Abruzzo. L’agevolazione dovrebbe diventare operativa a breve: si attende, infatti, il Decreto attuativo, che, dopo la Legge 123 del 13 agosto scorso (che ha convertito il D.lgs 91) , è ormai imminente.

Le attività finanziabili sono relative alla produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria della pesca, dell'acquacoltura e dei servizi. Non sono finanziabili le attività libero professionali e commerciali, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa. Col bonus Resto al Sud possono essere riconosciuti sino a 50mila euro per singolo richiedente, di cui una quota a fondo perduto del 35% e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni. Se l’impresa deve essere costituita in forma di società, l’importo di 50mila euro si riferisce al singolo socio e possono essere richiesti sino a 200mila euro. A tale riguardo con delibera CIPE del 20 agosto u.s. sono state destinate importanti risorse a fronte dell’investimento complessivo di euro 1.250.000,00 per il periodo 2018/2025 , di cui, parlando delle prime annualità, 36 milioni per il 2017, 280 milioni per il 2018 e 462 milioni per il 2019.

Dopo il via libera del decreto ministeriale, sarà possibile presentare le domande di accesso ai finanziamenti direttamente al sito INVITALIA - soggetto gestore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri – che valuterà il progetto entro 60 giorni.

Ciò che rende particolarmente interessante la misura Resto al Sud è che essa non riguarda solo i singoli cittadini o eventuali società, bensì anche, e direttamente, i Comuni. Tra le agevolazioni della misura infatti è inclusa la valorizzazione di aree e immobili abbandonati. Il Decreto Legge 91/2017 prevede che la valorizzazione riguardi i terreni incolti da almeno dieci anni e le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo abbandonate da almeno quindici anni. I progetti potranno riguardare anche le singole unità immobiliari abbandonate presenti. Se un bene è privato, infatti, un giovane che volesse recuperarlo, può chiederlo al Comune, che interpella il proprietario. Gli immobili potranno essere destinati ad iniziative agricole, artigianali, commerciali e turistiche, per le quali interviene l’aiuto economico previsto dalla misura RESTO AL SUD.

“Ritengo che non possiamo lasciarci sfuggire le opportunità offerte da questa misura – dichiara il presidente Antonio Di Marco - cominciando a lavorare da subito per fornire assistenza e consulenza ai soggetti che vogliano presentare progetti che riguardano più direttamente gli Enti locali, ovvero quelli riguardanti le “Terre abbandonate” e i “Beni immobili in stato di abbandono. Si tratta di una grande opportunità sia per i nostri giovani, che per i nostri stessi Enti, visto che una linea di finanziamento riguarda appunto i beni di proprietà degli enti. Per questo – continua Di Marco – ho proposto che per rendere il più operativa possibile questa fase di preparazione alla redazione di bandi riguardanti le terre e i beni immobili abbandonati, sia la Provincia di Pescara a svolgere il ruolo di coordinamento e di assistenza, assegnando la responsabilità alla Segreteria Generale, con la mia diretta supervisione”

A tale scopo il presidente ha già inviato una lettera ai Sindaci dei Comuni della Provincia, in cui vengono esposti i passaggi e le tempistiche delle procedure per arrivare alla presentazione e al finanziamento dei progetti che riguardano beni che ricadono nel territorio comunali.

Fondamentale sarà l’attività di comunicazione, per la quale la Provincia aprirà un canale specifico sul proprio sito istituzionale, nel quale elencherà e aggiornerà tempi e scadenze delle procedure, al servizio dei giovani e dei cittadini, e degli Enti locali. La tempistica per gli Enti locali, infatti, è alquanto stringente. Se rimarranno le scadenze previste nella legge 123, entro il 12 febbraio 2018 i Comuni dovranno provvedere ad una ricognizione complessiva dei beni immobili di cui sono titolari. La ricognizione dei beni oggetto della concessione ai privati deve essere pubblicata sul sito istituzionale del Comune stesso entro 30 giorni dalla scadenza del termine della ricognizione. Invece il termine entro il quale il Comune deve aver pubblicato sul proprio sito uno o più bandi per l’assegnazione dei beni è il 15 maggio 2018. La presentazione delle domande non può essere inferiore a 120 giorni dalla pubblicazione del bando, e comunque il termine massimo per la presentazione dei progetti non può superare la data del 15 settembre 2018.
“Per il momento - conclude Antonio Di Marco - la Provincia provvederà a comunicare gli approfondimenti e le prossime scadenze. Appena pubblicato il Decreto attuativo organizzeremo un incontro con i vertici della Regione e di Invitalia, alla presenza di gruppi di cittadini interessati all’argomento, per chiarire ogni dubbio e illustrare le modalità organizzative del coordinamento provinciale che affiancherà il lavoro dei Comuni”.

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