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Venerdì, 27 Ottobre 2017 00:00

Paolucci: "Approvato il DEFR 2018-2020"

L'Aquila. La Giunta regionale oggi ha approvato il Documento di Economia e Finanza Regionale (D.E.F.R.) 2018-2020, ai sensi del D. Lgs. 118/2011. Lo rende noto Silvio Paolucci, assessore al Bilancio della Regione Abruzzo.
Si tratta del principale atto di programmazione regionale che, così come nelle intenzioni del legislatore nazionale, si inserisce all’interno di un sistema di programmazione unitaria che vede nel Documento di Economia e Finanza del governo nazionale il punto di partenza, ma che poi riporta ad unità i vari strumenti di programmazione settoriale che l’ente è tenuto a predisporre.
Il D.E.F.R.2018–2020 persegue l’intento di rendere la Regione una funzione a favore delle persone, delle imprese e dei territori, nell’ambito delle direttrici già definite nel precedente documento 2017–2019.
Esso si inserisce in un contesto diverso rispetto al recente passato, con una ripresa ormai consolidata in Italia e in Abruzzo, con il Pil nazionale che nel 2017 crescerà dell’1,5% come riportato nella Nota di Aggiornamento del DEF nazionale, mentre il livello degli occupati in Abruzzo si attesta a 30 giugno 2017 a quota 485mila, 26mila in più rispetto al giugno 2014, data di inizio dell’attuale legislatura. L’Abruzzo è uscito dal commissariamento della sanità, e sono stati conseguiti risultati molto positivi in termini di adempienza sui Livelli essenziali di assistenza (L.E.A.).
Permane una situazione di difficoltà del bilancio regionale, con un disavanzo rilevante che per la prima volta dopo anni di gestione disattenta viene accertato e portato in luce, attraverso un lavoro poderoso iniziato dall’attuale Giunta, che ha visto impegnate tutte le strutture regionali, base di una nuova cultura della responsabilità finanziaria che va insediata stabilmente nell’amministrazione.
Ammontano a 2,9 miliardi le risorse derivante da strumenti di programmazione europea e nazionale che la Regione metterà a disposizione del territorio nel triennio, mentre ammontaa737.919.595,33 euro il disavanzo accertato dell’ente.La Regione ha inoltre ottenuto un risultato gigantesco: l’inserimento nella Legge di stabilità della “norma Abruzzo”, che consente di certificare il debito e spalmarlo in 20 anni, anziché nei 10 precedentemente previsti, liberando 25 milioni di euro di spesa annua, che potranno andare a vantaggio di imprese e famiglie, soprattutto delle fasce più deboli, con l’impegno ad incrementare del 2% annuogli investimenti a partire dal 2018. E’ evidente che si tratta di un fatto epocale, mai accaduto prima nella storia d’Abruzzo, che ci permette di aumentare considerevolmente gli impegni di spesa.
Si confermano gli strumenti di programmazione e di sviluppo, a partire dai pilastri del Masterplan per l’Abruzzo e del Patto per lo sviluppo, cui si affiancheranno un Piano straordinario di politiche attive del lavoro in Abruzzo in chiave anti-crisi, che potrà contare su risorse per 32 milioni di euro, aggiuntive rispetto a quelle del POR FSE Abruzzo, in quanto derivanti dal comma 6 bis del Decreto legislativo 148/2015, e l’eccezionale opportunità della Zona Economica Speciale introdotta dal Decreto per il Mezzogiorno. Si indicano le priorità per i prossimi tre anni, a partire dalla messa in sicurezza delle scuole su tutto il territorio regionale.

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Pescara. "Ancora una volta i politici locali dimostrano di non aver capito nulla di come è cambiato il territorio, e sono distanti dal sentire della maggioranza dei cittadini che hanno votato SI al Referendum del 2014 per la creazione della grande città, primo nucleo di quell'area metropolitana pescarese che è ora una realtà economica, funzionale, territoriale, che solo i politici e gli apparati amministrativi non riescono a vedere".

Così in una nota G. Di Giampietro, arch phd, Webstrade.it, che aggiunge: "Forse i politici attuali sono preoccupati di perdere il loro piccolo potere locale e non riescono a vedere le sfide che attendono la grande città del Medio Adriatico, che ha bisogno di infrastrutture, servizi, politiche all'altezza del ruolo che la attende. Qual è la vera dimensione del territorio l'hanno capito invece gli industriali (Unione Industriali Chieti-Pescara), i servizi di trasporto (GTM-TUA), alcuni consorzi di gestione (Camere di Commercio...), che già guardano alla prossima Chieti-Pescara da 350 mila abitanti, ed ovviamente l'hanno capito i cittadini che vivono, lavorano, si spostano su questo territorio, percepito come unico e oggi malgovernato, da rifondare con strutture, servizi e governo all'altezza del suo ruolo. È ormai chiaro che la nuova città non potrà essere sancita, dal 01-01-2019, solo dalla legge Regionale di D'Alfonso (progetto di Legge Regionale 206/2016) e dai consigli comunali attuali, e che bisognerà estendere la fase costituente e la formazione dei nuovi statuti alla partecipazione dei cittadini, degli operatori economici e delle forze sociali locali, che devono contribuire a scrivere lo statuto della nuova comunità. È chiaro anche che oltre a costituire la nuova grande città, occorrerà rifondare una nuova classe dirigente, in grado di ascoltare e capire i cambiamenti in atto".


foto estratta da ILCENTRO 2610-2017

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Pescara. Con una lettera inviata al Presidente della Repubblica Mattarella, al Presidente del Consiglio Gentiloni, al Ministro dell’Interno Minniti, al Prefetto di Pescara Provolo, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Governatore della Regione Abruzzo D’Alfonso e al Presidente dell’UPI Variati, il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, riporta all’attenzione delle massime Istituzioni dello Stato il problema di un adeguato finanziamento per il piano neve della Provincia e per il potenziamento del parco mezzi necessario per soccorrere le comunità locali in caso di abbondanti nevicate.
“Dopo le note vicende che hanno caratterizzato la storia delle Province italiane a seguito della L. 56 del 2014 – scrive Di Marco - questa Amministrazione versa in una condizione finanziaria che ad oggi non consente la chiusura in equilibrio e l’approvazione del bilancio del corrente esercizio finanziario. Tutto questo con il rischio che, in assenza di proporzionate risorse e di un parco macchine e di risorse umane, allo stato assolutamente inadeguati, non sarà possibile assicurare la regolare tenuta e manutenzione della viabilità provinciale in presenza di eventi meteorologici nevosi”.
In vista dell’imminente stagione invernale e in presenza di risorse insufficienti, dunque, il Presidente della Provincia allerta “la Protezione Civile per garantire la sicurezza delle comunità locali di questo territorio, in supporto al massimo impegno che sicuramente spenderemo nei limiti delle nostre dotazioni finanziarie strumentali e umane, nessuna esclusa”. Il problema, aggiunge, non è solo della Provincia di Pescara: Di Marco, che rappresenta le quattro Province abruzzesi, parla a nome dell’UPI Abruzzo e anche di tutte le Province Italiane, alle prese con gli stessi problemi di natura finanziaria.
Non è una manifestazione di protesta, specifica Di Marco ma “una richiesta di aiuto rispetto all’attuale contesto legislativo e organizzativo che ha reso le Province dei contenitori vuoti, in cui anche la spesa più basilare diventa un problema insormontabile”.
E’ necessario che, anche con la prossima Finanziaria, si rafforzino le competenze provinciali con adeguati trasferimenti e certezze normative idonee: altrimenti sarebbe come combattere contro i mulini a vento.

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Chieti. “A tutt’oggi la ASP n. 1, nonostante siano trascorsi tre anni dalla delibera del 29 marzo 2014 del Consiglio Regionale, non si è ancora giuridicamente costituita. Pertanto, vanno annullati tutti gli atti fin qui emanati in base alla legge sul riordino sanitario”.

E’ quanto denuncia il Presidente della VI Commissione Comunale “Statuto e Regolamento”, Consigliere Comunale Maurizio Costa, componente dell’assemblea dei portatori di interesse ASP n. 1 Chieti (Istituti Riuniti S. Giovanni Battista), a margine della riunione convocata dalla Commissione Vigilanza della Regione su richiesta della Rsu.
Alla riunione hanno partecipato: l’Assessore alle Politiche Sociali, Emilia De Matteo, il Presidente Costa, il Commissario Straordinario della costituenda ASP, Sandra de Thomasis, la coordinatrice della Rsu, Fausta Ballatore, il componente della Rsu, Pino Palmerini, la segreteria aziendale, Letizia Malandra, e il segretario regionale Diccap-Confsal Smeraldo Ricciuti.

"Nel corso dell’incontro, convocato per analizzare la grave situazione economico finanziaria in cui versano gli Istituti Riuniti di Chieti – prosegue il Presidente Costa – ho evidenziato che, a tutt’oggi, giuridicamente la Asp non si è costituita non essendo stati depositati, presso l’Agenzia delle Entrate, lo statuto, la partita IVA e il codice fiscale della nuova identità. Pertanto, ho denunciato la nullità di tutti gli atti consequenziali fin qui emanati dalla Asp n. 1 ivi compresi gli incarichi a referenti scelti dal Commissario de Thomasis".

"Le preoccupazioni rimarcate dal sindacato Diccap-Confsal – aggiunge Costa - si sono rivelate fondate dal momento che, ad oggi, i lavoratori degli Istituti Riuniti non hanno percepito lo stipendio come si evince dall’avviso a firma della Direttrice della struttura, Luisa Caramanico, con il quale si comunica che gli stipendi verranno erogati con “qualche giorno di ritardo”. Quanto dovranno attendere i lavoratori per percepire le loro giuste spettanze? A tal proposito, va rimarcato che il Comune di Chieti ha già provveduto al pagamento delle fatture per circa 120.000 euro riguardanti la compartecipazione alle rette dei ricoverati residenti nel territorio comunale attualmente ospitati nella struttura che sono solo il 10% circa dei ricoverati. E’ di tutta evidenza, dunque, che altri Comuni non ottemperano a quanto dovuto come previsto dalla legge regionale sulla compartecipazione. Che fine faranno gli Istituti Riuniti, i ricoverati e i lavoratori perdurando questo stato di cosse?".

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Pescara. “Verificare, monitorare e conoscere la reale situazione dei pazienti/detenuti presenti presso la struttura Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Barete (AQ) poiché negli ultimi mesi si sono verificati gravi episodi e diverse criticità poco rassicuranti che destano preoccupazione sia alla popolazione sia alle istituzioni che devono avere il controllo delle persone residenti nella specifica casa”. Questa la denuncia sollevata dal Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che proprio sull’argomento era intervenuto nei mesi precedenti a più riprese. “E’ inconcepibile – spiega Febbo –  come nella struttura di Barete vengono segnalati episodi assurdi come l’allontanamento e addirittura la fuga di alcuni pazienti che riescono a eludere i controlli ed evadere definitivamente o per intere giornate destando forte preoccupazione e allarmismo tra i residenti del piccolo paese aquilano e territorio circostante. Oggi sostanzialmente viene fuori ciò che ho denunciato nei mesi precedenti, ossia la poca attenzione e superficialità da parte della Asl e della Regione Abruzzo. Sin dall’inizio, infatti, ho sollevato diversi dubbi e criticità sia sulla scelta dell’ubicazione della Rems sia sulla scelta della residenza. La REMS che sostituisce gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) dovrebbe essere un posto protetto e sicuro, visto che nel suo interno risiedono pazienti che si trovano  in misura di sicurezza temporanea o in detenzione definitiva, poiché riconosciute socialmente pericolose, affetta da gravi patologie psichiatriche, incapaci di intendere e di volere e colpevoli di gravi reati. Siamo di fronte a un autentico pasticcio – spiega Febbo – ricordo come l’inaugurazione sia avvenuta in forte ritardo e solo per "volontà" del Commissario Franco Corleone, nominato dal sottosegretario alla Giustizia Garante dei detenuti. Un’apertura ‘forzata’ nonostante non fossero attivate le utenze, non ci fossero i malati e soprattutto con c'era, arrivata solo dopo la sua inaugurazione, la sottoscrizione dell’accordo tra la Regione Abruzzo e il Ministero della Giustizia al fine di procedere all'attivazione della Rems Abruzzo-Molise. Inoltre – continua Febbo – in base a quanto stabilito dalla Conferenza Stato - Regioni, nell'ambito delle procedure da realizzare, le amministrazioni che ospitano queste specifiche residenze devono sottoscrivere una serie di Protocolli con Prefetture, Questure e Asl, al fine di realizzare una sinergia operativa per garantire le migliori condizioni di legalità e sicurezza a tutela dell'incolumità' dei pazienti, degli operatori e della collettività. Pertanto è urgente conoscere quali tipologie di protocolli sono stati sottoscritti, attivati e, soprattutto, se sono operativi. la struttura di Barete dovrebbe essere provvista di sistemi di sicurezza, impianti di videosorveglianza e vigilanza h 24 del perimetro. Quindi sarebbe opportuno essere informati sullo stato avanzamento lavori e sicurezza. Pertanto – conclude Febbo – nei prossimi gironi attiverò la Commissione di Vigilanza per apprendere sia dalla stessa Asl sia dalla Regione più informazioni dettagliate circa la situazione attuale e reale della Rems di Barete poiché non è possibile e accettabile che si verifichino episodi sgradevoli e allarmanti in una struttura che grava economicamente sui costi della Asl”.

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Montesilvano. «Una boccata di ossigeno per chi vive una situazione di difficoltà finanziaria». Così il sindaco Francesco Maragno annuncia la pubblicazione dell’avviso pubblico relativo al progetto Abruzzo Include.

«Il nostro Comune - ricorda il primo cittadino - insieme ad un’associazione temporanea di scopo e agli enti d’ambito “Montagna Pescarese” e “Vestino” ha presentato la proposta progettuale “NOI - Nuovi Orientamenti per l’inclusione”, partecipando al bando regionale Abruzzo Include. L’ammissione al finanziamento ci permette di attivare due linee di intervento: la prima consiste nell’apertura di sportelli di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale uno dei quali sarà operativo negli uffici dell’Azienda Speciale. La seconda ci consente di attivare 78 tirocini della durata di sei mesi, con una indennità di partecipazione di 600 euro». Di questi, 40 saranno i tirocinanti selezionati per l’ente d’ambito Montesilvano, 19 per quello Vestino e 19 per Montagna Pescarese.

Oltre a quello di Montesilvano gli altri sportelli saranno operativi anche nei Comuni di Civitella Casanova, Loreto Aprutino, di Manoppello e Popoli. Con l’utente verrà costruito un progetto personalizzato di reinserimento socio-lavorativo basato sull’analisi dei bisogni, orientamento, condivisione dei bisogni, progettazione di un percorso di reinserimento sociale e lavorativo. In merito ai tirocini, per partecipare è necessario presentare la propria candidatura entro il prossimo 24 novembre. L’istanza dovrà contenere il modulo scaricabile sul sito istituzionale, copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, curriculum vitae aggiornato, con autorizzazione al trattamento dei dati personali e debitamente sottoscritto, certificazione ISEE 2017 ordinario o ISEE corrente 2017 in corsi di validità. Verrà quindi stilata una graduatoria assegnando un punteggio che prende in esame l’ISEE, la residenza, le face di età, privilegiando quella tra i 30 e i 45 anni, la posizione lavorativa e la composizione del nucleo familiare. I primi 100 verranno ammessi alla prova scritta finalizzata a verificare il possesso delle competenze di base, e al colloquio motivazionale che valuterà la propensione al raggiungimento del risultato previsto dal progetto.

«L’attivazione di tali tirocini - conclude il sindaco Maragno - è un supporto concreto per i partecipanti non solo per l’erogazione dell’indennità, ma soprattutto per la progettualità di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro, che può porre le basi per relazioni e rapporti professionali che vadano al di là del periodo di tirocinio stesso».

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Pescara. Anpi e la RetroMarcia su Roma a Pescara una piazza antifascista Appello alle forze democratiche (tutte) Sabato a Piazza Muzii ore 18,00:
"La minacciata marcia del 28 ottobre da parte dei neofascisti, non si farà. Non a Roma, non in nessun altro posto d'Italia; perché celebrare la data che ha dato inizio al periodo più vergognoso e umiliante sotto il profilo della civiltà nella storia del nostro Paese, non soltanto avrebbe rappresentato un tentativo goffo di riportare indietro di 95 anni le lancette del tempo, ma avrebbe avuto un dirompente significato anticostituzionale ed antidemocratico inaccettabile ed irriguardoso per le centinaia di migliaia di morti che il fascismo ha causato nel corso di un ventennio culminato con una guerra disastrosa sul suolo patrio e che, bisogna dirlo con chiarezza, rappresenta il punto più basso mai toccato nella nostra millenaria storia".

Il 28 ottobre l'ANPI sarà in piazza
perché occorre ricordare e conoscere, perché la memoria di quel che è stato rappresenta il solo antidoto che esista per non ripetere lutti e sciagure passate, ed è necessario associare al termine “fascismo” gli aggettivi totalitario, liberticida, violento, razzista, criminale: non vi è nulla di cui esser fieri, non vi è nulla da poter replicare, non vi è nulla che possa rappresentare anche lontanamente un'alternativa alla democrazia.

Il 28 ottobre l'ANPI sarà in piazza
ancora a difendere quei principi scolpiti nella nostra Costituzione, “un'eredità di centomila morti” per citare Calamandrei, che si identificano con i concetti di libertà, uguaglianza, dignità; e ci sarà per opporsi con fermezza al prospettato spostamento della “marcia patriottica” che i fascisti vorrebbero tenere il 4 novembre, giornata delle Forze armate e della vittoria nella prima guerra mondiale, di nuovo individuate come pilastro di una ideologia folle basata sul razzismo e sul terrore.

Il 28 ottobre l'ANPI sarà in piazza
ed invita tutti, donne e uomini, cittadine e cittadini, sindacati, partiti e associazioni che credono nei valori costituzionali a partecipare tutti insieme alla difesa della democrazia. L’appello a partecipare è a tutte le forze democratiche che si riconoscono nelle libertà e nei valori costituzionali, repubblicani e antifascisti.


Con Anpi e con il patrocinio del Comune di Pescara
partecipano alla manifestazione:

Cgil Pescara
Pd
FIOM Pescara
Sinistra Italiana
Rifondazione Comunista
MdpArci
Abruzzo Social Forum
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale
Unione Inquilini
Collettivo Studentesco
Espressione Libre
Pescara Punto Zero
Azione Civile
Arcy Gay Chieti Sylvia Rivera
Amici di Peppino Impastato Moscufo

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Mosciano Sant’angelo. “Una grande giornata nel consiglio comunale di Mosciano Sant’angelo per il M5S. Il consigliere comunale Pierluigi Filipponi, infatti, ha ottenuto l’approvazione di due mozioni che rappresentano importanti battaglie per noi: vuoto a rendere e la banca della terra”. La notizia è data dal consigliere regionale Riccardo Mercante che continua “Sono soddisfatto per l’approvazione di queste due mozioni perché rappresentano una sinergia che coinvolge ogni grado istituzionale e che sicuramente rappresenta una peculiarità del M5S, difficile da riscontrare in ogni altra forza politica del Paese”.
La prima mozione sul vuoto a rendere è stata, infatti, una battaglia partita dai portavoce M5S in Parlamento e poi presentata tramite mozione da vari consiglieri comunali abruzzesi. Rappresenta una svolta importante: si stima, infatti, che le bottiglie, opportunatamente sterilizzate, possano essere riutilizzate 10 volte. Questa importante novità riguarderà la riduzione dei costi anche energetici per la produzione: l'esercente del bar, ristorante o negozio potrà restituire le bottiglie utilizzate (per il momento, birra e acqua minerale) al fornitore e riprendere indietro la cauzione.
Anche la Banca della terra è una battaglia partita dalla regione Abruzzo grazie ai portavoce regionali del M5S.
La legge vuole valorizzare le terre incolte, favorire il recupero delle aree abbandonate, contenere il degrado ambientale, salvaguardare il suolo ristabilendo un equilibrio idrogeologico.
“Oggi” conclude Mercante “tutti i comuni dovrebbero fornire l’elenco completo ed aggiornato dei terreni di proprietà pubblica e privata incolti e/o abbandonati, disponibili per operazioni di affitto o concessione. Anche qui un plauso al consigliere per aver ottenuto la condivisione e approvazione della mozione da parte dell’intero consiglio comunale".

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Bomba. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca rompe gli indugi e scrive ai Ministri dell'Ambiente (Gianluca Galletti) e dello Sviluppo Economico (Carlo Calenda) in relazione all'ipotesi di un giacimento di gas naturale di Bomba (CH) - avanzata dalla società CMI Energia S.p.A, denominata «Colle Santo» e ubicata a valle dell’omonimo lago artificiale - chiedendo un energico intervento a tutela di quel pezzo di territorio regionale e della sua comunità.
Lo rende noto lo stesso Mazzocca che, nella 265^ assemblea pubblica da inizio mandato, tenutasi nel Centro Polifunzionale Comunale di Paglieta alcuni giorni fa, si è confrontato con sindaci, amministratori locali, associazioni, comitati e con i tanti cittadini accorsi numerosi all’evento, illustrando in dettaglio le iniziative messe in campo dalla Regione, oltre a quelle in programma, affinché venga definitivamente sancita la non coltivabilità del giacimento di gas del lago di Bomba: “Un iter procedurale che giace in Comitato Via Nazionale da un anno e mezzo (probabilmente) a causa di «qualche problematicità tale da renderla non approvabile», ma sul cui andamento sicuramente la corposa attività messa in campo dalla Regione Abruzzo ha avuto sinora un peso determinante”.
«Nello specifico - spiega il Sottosegretario - in considerazione dell'elevato livello di rischio derivante da una inopinata ipotesi di cedimento della diga in conseguenza del verificarsi del fenomeno della subsidenza, abbiamo intimato al titolare del dicastero ambientale di respingere la richiesta della concessione di coltivazione, considerata la recente sentenza della Corte Costituzionale n°170/2017 (incostituzionalità del co.7, art.38 dello “Sblocca Italia”, fonte normativa da cui scaturiscono i procedimenti autorizzatori nel campo della ricerca e coltivazione degli idrocarburi), e richiesto una moratoria su tali procedimenti almeno fino al ristabilimento della legalità costituzionale».
«Le motivazioni a supporto - incalza Mazzocca - si basano su una serie di dati di fatto e di valutazioni oggettive. Intanto l'irrisolto tema delle criticità ambientali, peraltro note da tempo nella letteratura scientifica nazionale: “gas di pessima qualità", con "una percentuale di idrogeno solforato superiore a quella consentita tanto da richiedere una desolforazione prima di poter essere immesso nella rete"; presenza, entro l’area della concessione, dello sbarramento sul Sangro e del Lago di Bomba, di versanti instabili e dalle numerose frane che evidenziano inequivocabilmente come “la coltivazione del giacimento a gas di Bomba pone in superficie problemi ambientali molto complessi, dall’inquinamento dell’aria a fenomeni di subsidenza che possono interessare sia la diga in terra sia i versanti instabili dei rilievi prospicienti i quali sono già stati, in passato, coinvolti da movimenti franosi (cit. volume “Geologia Ambientale” - UTET 1988)». Tant'è che l'Agip, titolare del giacimento dal 30 gennaio 1969, nonostante avesse tutte le autorizzazioni necessarie per la coltivazione, nel 1992 chiese al Ministero dell’Industria il rinvio dei lavori di sviluppo per motivazioni analoghe a quelle sopra illustrate e a suo tempo condivise dall’Ufficio Nazionale Idrocarburi. Pur tuttavia, la società Forest CMI S.p.A. nel 2004 divenne titolare del permesso di ricerca, nel 2009 presentò l’istanza per la concessione di coltivazione del giacimento e nel 2010 sottopose il progetto al comitato VIA regionale, organismo che lo respinse per ben due volte; il progetto fu definitivamente bocciato dal Consiglio di Stato il 18 maggio 2015 "in considerazione dei rischi di danni insostenibili per la collettività locale connessi al fenomeno della subsidenza”.
A tal riguardo è utile ricordare che il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al Comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” di Bomba (Ch) e all’associazione Wwf Italia – Wwf Abruzzo, erano tra i ricorrenti al Consiglio di Stato che ha portato alla succitata sentenza.
«Conseguentemente - continua il Sottosegretario - per le stesse motivazioni, abbiamo chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda di 'chiudere' definitivamente la questione, procedendo speditamente a ritirare il permesso di ricerca «Monte Pallano» alla CMI Energia S.p.A., ad attestare definitivamente che il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile a causa della situazione ambientale della zona in cui si trova, nonché a non rilasciare in futuro ulteriori permessi di ricerca e coltivazioni relativi ad esso».
«La Regione Abruzzo - prosegue Mazzocca - fin dall’inizio è stata attenta e pronta nel condurre la battaglia per l’affermazione del diritto delle comunità locali di esprimersi nelle scelte di politica territoriale di una certa rilevanza. Lo ha fatto nell'agosto del 2016, quando propose specifiche osservazioni al procedimento di Via nazionale sul progetto della CMI Energia SpA, reiterato in forma pressoché identica a quello già bocciato dal Comitato Via regionale e dal Consiglio di Stato, senza produrre nuovi studi, con modeste e marginali modifiche. Quindi, in qualità di titolare della delega regionale sull'ambiente, inviai al Governo due richieste, una al Ministero dell’Ambiente, (richiesta di un'inchiesta pubblica di livello nazionale ai sensi di legge), l'altra al Ministero dello Sviluppo Economico (verifica della titolarità del permesso di ricerca)».
Nel frattempo sono accaduti alcuni fatti di una certa rilevanza:
1) Con la sentenza n°170 del 12 luglio 2017 la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Regione Abruzzo dichiarando incostituzionale l’art.38 (comma 7) dello 'Sblocca Italia' che prevedeva fosse il Ministero dello Sviluppo economico, con un proprio decreto, a stabilire le modalità di conferimento del titolo concessorio unico nonché i modi di esercizio delle attività di ricerca e coltivazione, senza il coinvolgimento della Regione.
2) Con la sentenza n. 198 del 14 luglio 2017 la suprema Corte ha nuovamente dato ragione alla Regione Abruzzo (unica a presentare ricorso) annullando il decreto del Ministro dello sviluppo economico (meglio noto come "Decreto Trivelle") del 2015 in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni.
3) Pende ancora il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il 'Decreto Trivelle' (Disciplinare Tipo) presentato il 12 luglio scorso sempre dalla Regione Abruzzo, opportunamente integrato alla luce di detti due pronunciamenti.
4) È di pochi giorni fa l’ultimo ricorso della Regione Abruzzo contro il DM 09.08.2017 del Mise (Decreto Calenda-bis) che, con lo scopo dichiarato di adeguare il D.M. del 07/12/2016 alla sentenza n°170 del 2017, di fatto continua a non riconoscere il ruolo delle Regioni.
«Tutt’altro - conclude il Sottosegretario d'Abruzzo - rispetto alla fantasiosa ricostruzione, fatta dai soliti personaggi alla continua ricerca di un qualsiasi autore, che vedrebbe la Regione Abruzzo inerme davanti a taluni poteri 'forti' filo-governativi. Il nostro agire, fra l'altro esplicatosi anche con la promozione di oltre 40 azioni contenziosi giudiziari, è stato sempre e costantemente rivolto verso l’affermazione del diritto delle popolazioni locali ad intervenire, tramite le proprie rappresentanze istituzionali, nel processi di sviluppo di livello nazionale i cui effetti si riversano sui territori”.

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L'Aquila. Sono stati tantissimi gli accrediti per il Forum “Ecoreati nel Codice Penale: numeri e storie a due anni dall’approvazione della legge”, in programma domani, sabato 28 ottobre, dalle 9:30 alle 13:00, presso l’auditorium del Comando Regione Carabinieri Forestali “Abruzzo e Molise”, a L’Aquila in Via delle Fratte (ex polveriera), moderato dal giornalista Roberto Mingardi. Saranno presenti numerosi addetti ai lavori (magistrati, forze dell’ordine, guardie giurate, avvocati, operatori di strutture che hanno a che fare con i reati ambientali, ecc.) ma anche semplici cittadini che vogliono saperne di più su una normativa che ha comunque rappresentato una svolta epocale nel nostro Paese. Il Forum vuole rappresentare infatti una occasione di riflessione e di approfondimento sul primo periodo di applicazione della legge 22 maggio 2015 n° 68, meglio nota come legge sugli ecoreati. Ne parleranno alcuni qualificatissimi esperti, con tre relazioni e quattro interventi programmati e con le conclusioni affidate al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini che commenterà quanto emerso dal dibattito.

L’evento è stato organizzato da WWF e Legambiente, associazioni entrambe legate da un protocollo nazionale d’intesa con i Carabinieri, insieme a Libera e alla stessa Arma. Ha collaborato anche Coldiretti Campagna Amica che al termine dei lavori offrirà a tutti i presenti un assaggio di prodotti tipici abruzzesi.

Prima delle conclusioni di Legnini, il fitto programma prevede i saluti della presidente della Corte d’Appello dell’Aquila Fabrizia Ida Francabandera, del procuratore generale Pietro Mennini, del Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e del sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi.

L’introduzione sarà a cura del Generale di Divisione Davide De Laurentis, Vice Comandante delle Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri.

Tre invece le relazioni, rispettivamente di: Stefano Ciafani, Direttore generale Legambiente: “La maratona ventennale per l’approvazione della legge sugli ecoreati”; Gaetano Benedetto, Direttore generale WWF Italia: “Ecoreati, prima casistica sull’applicazione della legge 68/2015”; Pasquale Fimiani, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione: “La legge n. 68/2015: le nuove fattispecie e la procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali”.

Quindi gli interventi programmati di Luca Marchesi (presidente Assoarpa), Arianna Aradis (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Francesco Chiavaroli (direttore generale ARTA Abruzzo), Federica Marinucci (coordinamento regionale Libera Abruzzo).

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