Articoli filtrati per data: Novembre 2017

Montesilvano. Alla presenza del Presidente Nazionale del Consiglio Nazionale, Antonio De Poli, il partito si propone come forza politica di centro   Si torna al centro, nel centrodestra, con una proposta nuova rivolta ai cattolici e moderati d’Abruzzo, una scelta di campo chiara e coerente con la propria storia, nella consapevolezza di essere un partito da sempre vicino alla gente, capace d’interpretarne esigenze e aspirazioni. E’ in sintesi il contenuto del documento politico-programmatico approvato all’unanimità dal Comitato Regionale dell’UDC, riunitosi ieri sera a Montesilvano, e con il quale il partito guidato dal Segretario Regionale, Enrico Di Giuseppantonio, indica con chiarezza l’area dalla quale inizierà il suo percorso in vista delle prossime scadenze elettorali. Ai lavori, svoltisi al Gran Hotel Adriatico, hanno preso parte il Presidente del Consiglio Nazionale del partito, Sen. Antonio De Poli, e i segretari provinciali di Chieti, Andrea Buracchio, di Pescara, Valter Cozzi, de L’ Aquila, Lino Cipolloni, di Teramo, Berardo De Simplicio. L’Udc torna a essere un punto di riferimento per gli abruzzesi. Lo fa dopo aver resistito agli effetti di divisioni interne e con un processo di riorganizzazione lungo e difficile, premiato con le incoraggianti percentuali registratisi nelle recenti elezioni comunali di Avezzano (10 per cento), e prim’ancora a Lanciano (8,5%), a Chieti (6,50%). Dati che confermano che le radici della cultura riformista, cattolica, liberale, sono ancora ben saldi in Abruzzo. Una regione fondamentale per il partito. E la presenza a Montesilvano del Presidente del Consiglio Nazionale, Sen. De Poli, ne è stata la prova. “Oggi, alla luce del risultato elettorale in Sicilia, sappiamo dove siamo e chi siamo. Nella nuova giunta presentata dal Presidente Nello Musumeci, l’Udc conta due assessori (Girolamo Turano, con delega alle Attività produttive, e Vincenzo Figuccia,  Energia e Servizi di pubblica utilità), e questo vuol dire che abbiamo ripreso la nostra strada. Per noi l’Abruzzo - ha affermato De Poli nel suo intervento -, non è una regione come le altre: qui abbiamo molto della nostra storia politica e vogliamo che quei valori che sono stati i pilastri dell’Italia e dell’Europa dei popoli, continuino a essere il punto di riferimento del nostro Paese”. L’Udc, dunque, si propone come forza politica propulsiva nello schieramento di centrodestra, con la propria identità, come ha ribadito nel suo intervento il Segretario Regionale, Di Giuseppantonio: “Siamo un partito fortemente legato al territorio. C’è un mondo democratico-cristiano in Abruzzo che è in cerca di una casa e noi stiamo diventando il punto di riferimento. Siamo tornati ad essere una forza politica importante nonostante l’Udc non abbia propri rappresentanti in Assemblea regionale, che ci ha impedito di poter dare risposte concrete alle richieste della nostra gente, presentando proposte di legge. Ora abbiamo completato la riorganizzazione delle segreterie provinciali - ha sottolineato Di Giuseppantonio - e possiamo portare avanti quella cultura politica che ci ha sempre contraddistinto. Siamo e vogliamo essere il partito della famiglia,  attento alle problematiche giovanili e degli anziani, al mondo del lavoro, all’ambiente , propositivo nelle scelte economiche. Siamo il partito che mette al centro la questione morale, che anche in questa regione sta favorendo il dilagare del populismo, una forza che potrà riconquistare quella fetta di elettori indecisi con la forza delle proprie idee. Il tempo di dare risposte non è rinviabile, l’Udc vuole dar vita al ‘risorgimento’ d’Abruzzo, che rischia di naufragare se non si cambia rotta”.

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L’Aquila. “Nei prossimi giorni sarà nostra premura intervenire presso la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica. Vergognoso e paradossale l’atteggiamento assunto da questo Governo regionale nei confronti della ricerca poiché, ad oggi, sono ancora incomprensibili le ragioni per le quali si portano avanti politiche unidirezionali solo nei confronti dell’ex Crab, oggi Crua, abbandonando completamente al loro destino soprattutto i lavoratori del Cotir di Vasto che da due anni sono senza stipendi ed un minimo di futuro. Oggi abbiamo appunto contestato in maniera palese e forte questo atteggiamento ostinato da parte dell’esecutivo regionale e abbiamo abbandonato in maniera critica i lavori della Conferenza dei Capigruppo”. Questo il commento rilasciato in maniera congiunta dai Consiglieri regionali Mauro Febbo (Forza Italia) e Mario Olivieri (Abruzzo Civico) a margine della Conferenza dei Capigruppo riunitasi oggi a L’Aquila dove sono intervenuti sia l’assessore regionale Dino Pepe sia l’Amministratore del Consorzio di Ricerca Unico d’Abruzzo Rocco Micucci. “Orma è fin troppo palese ed evidente come questo Governo regionale pensa solo ed esclusivamente a portare fuori dalla crisi il Centro di ricerca di Avezzano senza dare una minima risposta alla situazione in cui versa ignobilmente il Cotir di Vasto. Una politica regionale spostata solo sulle istanze e richieste che provengono dai consiglieri regionali della Marsica omettendo di ricomprendere il Cotir di Vasto nella strategia politiche di rilancio della ricerca regionale. Infatti – continuano Febbo e Olivieri – le ultime risorse di 450 mila euro, stanziate attraverso una precisa variazione di bilancio nell’estate scorsa,  sono state impiegate furbamente solo per risollevare le casse e i conti dell’attuale Crua. Per questi motivi oggi abbiamo contestato questa linea politica e abbiamo abbandonato i lavori della Conferenza dei Capigruppo poiché non possiamo accettare l’arroganza di questo esecutivo regionale che continua ad affonedere il vastese e i lavoratori del Cotir che da mesi sono stati abbandonati unitamente alla struttura che è anche senza utenze. Mai si era arrivati ad una situazione così paradossale e cosi in basso e per questi motivi – conclude Febbo – nei prossimi giorni mi attiverò presso altre sedi competenti giudiziari per avere quelle risposte che questo governo regionale non intende dare facendo orecchie da mercante”.

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Pescara. Il Consiglio Comunale di Pescara, con 17 voti favorevoli, ha approvato la delibera M5S che istituisce il garante delle persone con disabilità.

<<Oggi Pescara fa un passo avanti verso la tutela delle persone con disabilità>> commenta la capogruppo M5S Enrica Sabatini, prima firmataria della proposta <<con l’istituzione della figura del garante andiamo a creare un ruolo di mediatore che vigili sull’applicazione delle leggi e che solleciti interventi laddove vi siano problematiche ed irregolarità>>.

Il garante della persone con disabilità verrà scelto dal Consiglio Comunale tra persone con provata esperienza del campo della disabilità e delle attività sociali, dimostrabile a seguito della presentazione di idoneo curriculum. Tale ruolo, svolto a titolo gratuito, avrò durata triennale e sarà rinnovabile per una sola volta.

<< Questo risultato è frutto di un lavoro di squadra >> commenta la consigliera comunale M5S di Erika Alessandrini, cofirmataria della proposta di deliberazione << e si inserisce in un progetto più ampio che stiamo portando avanti da anni e con il quale abbiamo già ottenuto importanti risultati come l'istituzione del disability manager nel Comune di Pescara, l'utilizzo dei proventi relativi alle sanzioni delle fototrappole per l'abbattimento delle barriere architettoniche, la definizione di tempi certi per l'elaborazione del PEBA e l’esenzione dal pagamento delle tasse di occupazione di suolo pubblico per chi realizza opere contro le barriere>>.

<<Per il Movimento 5 Stelle è prioritario assicurare la giusta tutela alle persone con disabilità >> concludono le consigliere comunali M5S Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini <<e continueremo a percorrere questa strada affinché il Comune sia vissuto sempre più come luogo di inclusione per tutti i pescaresi>>.

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Pescara. A partire da domani, venerdì 1° dicembre, sarà possibile richiedere il Reddito di Inclusione. Potranno farlo i cittadini, in possesso dei requisiti di accesso previsti, inoltrando il modulo di domanda al Protocollo Generale del Comune che svolge un ruolo chiave per la recezione e valutazione delle domande. Stamane la presentazione da parte del sindaco Marco Alessandrini, dell’assessore alle Politiche Sociali Antonella Allegrino, con il dirigente e la funzionaria del Settore Politiche Sociali Marco Molisani e Roberta Pellegrino.

“Il Reddito d’inclusione non è una misura assistenzialistica – dice il sindaco Marco Alessandrini – ed è coerente con lo spirito dei tempi. All’aiuto che risorse economiche danno, fa seguito un percorso di reinserimento nel fronte lavorativo, che consente a chi la chiede di non restare nuovamente fuori dai circuiti del mercato. E’ dunque una misura governativa in cui il Comune di Pescara fa da facilitatore, è un passo importante verso la città coesa e solidale che vogliamo mettere in moto e consolidare”.

“Il Rei rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’ambito delle azioni di contrasto alla povertà messe in campo dal governo nazionale, che ha stanziato 2 miliardi di euro – dice l’assessore alle Politiche Sociali Antonella Allegrino - E’una misura che consente di erogare un beneficio economico ma anche di attivare un progetto personalizzato e finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo. La cabina di regia, chiamata a garantire un raccordo, è costituita dai servizi sociali del Comune che accoglieranno le domande, forniranno le informazioni necessarie e, allo stesso tempo dovranno coordinarsi e fare rete con l'Inps, il Centro per l’impiego, la Asl, la scuola e tutti quegli enti che sono collegati al progetto personalizzato. Saranno fondamentali per usufruire del beneficio alcune condizioni come, ad esempio, la scolarità dei minori e la ricerca del lavoro, che se non saranno rispettate potranno causare la riduzione o la decadenza del Rei. Non si tratta, infatti, di una misura assistenziale ma di un supporto economico legato alla disponibilità e alla volontà ad avviare un percorso di reinserimento. Per seguire meglio questa fase, saranno assunte, all’inizio dell’anno, due assistenti sociali con esperienza nell’ambito della presa in carico di persone che versano in condizioni di bisogno”.

“Le domande si possono fare da domani e il termine resta sempre aperto – così Roberta Pellegrino, funzionaria del Settore Sociale - bisogna avere la residenza in Italia da almeno due anni e rispondere ai requisiti richiesti. Si differenzia da altre misure come il SIA, il sostegno per l’inclusione attiva per diverse cose. Ci saranno molti più accessi rispetto al SIA, perché per il ReI il limite Isee è uguale o inferiore a 6.000 euro. Il Sia era per nuclei familiari, il ReI è anche per singoli. I beneficiari sono persone singole over 55 in stato di disoccupazione che non percepiscono indennità da tre mesi. Diversi sono gli importi: 187,50 euro al mese per singoli, 284 per due, 380 per nuclei di 3, 461 per 4 e per 5 o più 585 euro. Il beneficio viene erogato con carta elettronica prepagata e il beneficiario può prendere anche liquidi pari al 50 per cento di quanto accreditato, dunque c’è anche prelievo del contante da utilizzare per altre vicissitudini. Il Comune deve valutare l’istanza e inoltra le informazioni al casellario dell’assistenza perché potrà essere calcolata l’entità del contributo”.

SCHEDA TECNICA, COS’E’ IL ReI

Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale introdotta, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017. Tale misura prevede un beneficio economico erogato attraverso l’attribuzione di una carta prepagata emessa da Poste Italiane SpA ed è subordinata alla valutazione della situazione economica e all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

Il beneficio economico sarà erogato per un massimo di 18 mesi, dai quali saranno sottratte le eventuali mensilità di Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) percepite. Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo. L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare e dalla distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. L’assegno verrà erogato per 18 mesi. E’ rinnovabile per non più di 12 mesi, ma tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo dovranno passare almeno 6 mesi. La seconda componente del Rei è il progetto personalizzato per l’integrazione sociale e lavorativa. Il progetto ha lo scopo di portare il/i beneficiario/i a superare la situazione di difficoltà. Il progetto non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto, ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli (ove presenti).

Del progetto si occuperanno i Servizi Sociali del Comune di Pescara, attraverso assistenti sociali dedicati al ReI. Se gli impegni presi non verranno rispettati, sono previste sanzioni che vanno dalla riduzione di un quarto del beneficio mensile fino alla totale decadenza dello stesso. L’ammontare dell’importo è correlato al numero dei componenti del nucleo familiare e tiene conto di eventuali trattamenti assistenziali e redditi in capo al nucleo stesso. In ogni caso, l’importo complessivo annuo non può superare quello dell’assegno sociale. Coloro che, alla data del 1° dicembre 2017, stanno ancora percependo il SIA potranno presentare domanda di ReI o decidere di presentarla al termine della percezione del SIA, senza che dalla scelta derivi alcun pregiudizio di carattere economico.
La domanda di accesso alla prestazione potrà essere presentata dal 1° dicembre 2017, presso il Protocollo Generale del Comune di pescara, utilizzando il modello di domanda. Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente deve essere in possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità.

Chi può ricevere il Rei?
Tutti i cittadini italiani e comunitari ma anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico). In tutti i casi dovranno essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Dovranno essere poi rispettati dei requisiti familiari ed economici.
L’assegnazione del sussidio dipenderà infatti anche dall’ indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (cioè il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni). L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito. In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6000 euro e l’ISRE deve essere pari o inferiore a 3mila euro. Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati, azioni e obbligazioni) non deve superare i 10mila euro.

Come funziona il ReI:
A partire dal 01/12/2017, i cittadini, in possesso dei requisiti di accesso previsti, potranno inoltrare il modulo di domanda al Protocollo Generale del Comune .

La modulistica è reperibile:
On-line sul sito Istituzionale INPS (www.inps.it)
Presso gli Uffici delle Politiche Sociali del Comune di Pescara;
presso l’Ufficio Relazione Pubblico del Comune di Pescara;
presso sito Istituzionale del Comune di Pescara (www.comune.pescara.it - link Servizi al Cittadino – Politiche Sociali)

Per un supporto in termini di chiarimenti sarà possibile rivolgersi al Segretariato Sociale dal Lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e presso la stanza n.8 degli Uffici delle Politiche Sociali il Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Tempistica:
Entro 15 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, il Servizio Sociale, con la collaborazione di assistenti sociali dedicati ad hoc al ReI, dopo aver verificato i requisiti di competenza del Comune (compresa comunicazione delle prestazioni sociali erogate da inserire nel Casellario dell’Assistenza), trasmetterà la richiesta all’INPS, che si impegnerà entro 5 giorni, a verificare ed accertare i requisiti relativi all’ISEE.

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Chieti. L’Assessore alle Politiche Sociali, Emilia De Matteo, rende noto che da domani, venerdì 1 dicembre 2017, è possibile presentare domanda di accesso al Reddito di inclusione 2018, nuova misura di lotta alla povertà introdotta dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017 con decorrenza dal 1 gennaio 2018.
Il Re.I. è erogato dall’INPS mediante l’utilizzo di una carta di pagamento elettronica denominata Carta Re.I, previa presentazione della domanda e della dichiarazione sostitutiva unica dalla quale evincere la situazione economica di bisogno.
Il Reddito di Inclusione viene riconosciuto ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della richiesta e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, siano in possesso congiuntamente di specifici requisiti afferenti la residenza e il soggiorno, la composizione del nucleo familiare nonché di ulteriori requisiti concernenti la condizione economica del nucleo familiare del richiedente.
REQUISITI FAMILIARI
- presenza di un componente di età minore di 18 anni;
- presenza di persona con disabilità e di almeno un suo tutore;
- presenza di una donna in stato di gravidanza
- presenza di almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni in stato di disoccupazione per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’art. 7 della legge 15 luglio 1966 n. 604 e abbia cessato da almeno tre mesi di beneficiare dell’intera prestazione di disoccupazione.
REQUISITI ECONOMICI
Il nucleo familiare deve essere, per l’intera durata del beneficio e congiuntamente in possesso dei seguenti requisiti:
- valore dell’ISE non superiore a 6.000 euro;
- valore dell’ISRE non superiore a 3.000 euro;
- valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro.
Il modulo per la presentazione delle domande, scaricabile dal sito dell’INPS, è disponibile anche presso gli sportelli di Segretariato Sociale del Comune di Chieti in viale Amendola – palazzo ex Inps – da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.00 (martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.00) e presso la delegazione comunale di piazza Carafa il mercoledì dalle 9.30 alle 12.00 e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.00.

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Pescara. Il 28 novembre 2017, per me, per i familiari di Jennifer Sterlecchini, e per tutti i familiari delle vittime di crimini violenti, è stata una giornata importante. Invero, con 360 voti favorevoli e 36 contrari, l’assemblea della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che modifica le modalità di ricorso al giudizio abbreviato e la conseguente sua applicazione, qualora l’imputato abbia commesso crimini punibili con l’ergastolo, sebbene gruppi parlamentari si siano espressi in maniera contraria, come Sinistra italiana e Articolo 1, ovvero inspiegabilmente astenuti, quale FI.
Di seguito si riporta il testo delle principali innovazioni licenziate dalla Camera dei Deputati:
“ L'Assemblea della Camera dei deputati, il 28 novembre 2017, avviata la discussione della proposta di legge C. 4376-A, che in particolare modifica l'art. 438 del codice di procedura penale per escludere l'applicabilità del rito abbreviato per i delitti puniti con la pena dell'ergastolo.
Il giudizio abbreviato (artt. 438-443 c.p.p.) è un procedimento penale speciale nel quale non si procede al dibattimento: su richiesta dell'imputato, infatti, il procedimento può essere definito nella fase dell'udienza preliminare e, in caso di condanna, la pena è diminuita di un terzo, mentre la pena dell'ergastolo è sostituita da quella della reclusione a 30 anni. Attualmente, non vi sono reati per i quali sia precluso l'accesso al rito abbreviato.
Si ricorda che la Camera ha già approvato, il 29 luglio 2015, un provvedimento dal contenuto analogo, volto a restringere le ipotesi di applicabilità del rito abbreviato (A.S. 2032); tale provvedimento è stato abbinato al Senato al più ampio disegno di riforma penale (A.S. 2067), risultando assorbito, senza che le disposizioni sul rito abbreviato abbiano trovato uno sbocco legislativo (cfr. legge n. 103 del 2017).
Ha approvato la proposta di legge modifica l'art. 438 c.p.p. disponendo che:
• è escluso il giudizio abbreviato quando si procede per delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo;
• se si procede per uno di tali delitti, l'imputato può comunque chiedere l'accesso al rito speciale, subordinando la richiesta a una diversa qualificazione del fatto come reato per il quale la legge non prevede l'ergastolo. In sostanza, l'imputato può chiedere al giudice dell'udienza preliminare di valutare l'imputazione formulata dal PM per, eventualmente, derubricare il reato in un delitto per il quale non sia previsto l'ergastolo e così consentire all'imputato l'accesso al rito abbreviato e al conseguente sconto di pena;
• tanto in caso di rigetto della richiesta di integrazione probatoria, quanto di rigetto della richiesta di diversa qualificazione del fatto, l'imputato può riproporre le richieste fino a che in udienza preliminare non siano formulate le conclusioni.
Inoltre, la proposta di legge all'esame dell'Assemblea inserisce nel codice di procedura penale:
• l'articolo 438-bis, per consentire all'imputato di rinnovare o presentare per la prima volta la richiesta di rito abbreviato al giudice del dibattimento (ciò sarà possibile: quando l'imputato abbia chiesto in udienza preliminare il giudizio abbreviato subordinando il rito speciale ad una integrazione probatoria, che il GUP ha negato; quando l'imputato, per il quale il PM ha formulato l'imputazione per un delitto punito con l'ergastolo, abbia chiesto in udienza preliminare il giudizio abbreviato subordinandolo a una diversa qualificazione del fatto, come reato non punito con l'ergastolo, e il GUP ha negato tale diversa qualificazione; quando l'imputato, per il quale il PM aveva formulato una richiesta di rinvio a giudizio per un reato punito con l'ergastolo, sia stato poi, all'esito dell'udienza preliminare, rinviato a giudizio per un reato diverso, non punito con l'ergastolo);
• l'articolo 438-ter, per disciplinare il rito abbreviato in corte d'assise. La riforma prevede che, quando si procede per un delitto di competenza della corte d'assise per il quale la legge non prevede la pena dell'ergastolo, il giudice dell'udienza preliminare, dopo avere disposto il rito abbreviato, trasmette gli atti alla corte d'assise competente; la disposizione comporta che il giudizio abbreviato per i più gravi reati di competenza della corte di assise si svolga davanti a quest'ultima - e dunque alla presenza dei giudici popolari - e non davanti al giudice dell'udienza preliminare.
Infine, la proposta di legge interviene sul codice penale. Inserendo un ultimo comma all'art. 69 del codice penale, la riforma prevede che nei delitti contro la persona, quando siano applicabili le aggravanti dell'aver agito per motivi abbietti o futili o dell'avere adoperato sevizie o dell'avere agito con crudeltà verso le persone, eventuali circostanze attenuanti che dovessero concorrere non possano essere ritenute equivalenti o prevalenti. La pena dovrà dunque essere calcolata dapprima applicando le suddette aggravanti e solo poi potrà essere diminuita, calcolando la diminuzione sulla pena risultante dall'aumento conseguente alle aggravanti.

"In qualità di portavoce dell’associazione “Noi per la famiglia” - si legge in una nota di Carola Profeta, referente provinciale di Fratelli d'Italia Alleanza nazionale - ho potuto constatare personalmente la legittima soddisfazione da parte di Fabiola Bacci e Jonathan Sterlecchini, familiari di Jennifer, vittima del barbaro omicidio commesso a Pescara il 2 dicembre 2016, i quali hanno con me assistito al dibattito in aula dagli spalti della tribuna dell’aula di Monte Citorio. L’approvazione del testo, che transiterà al Senato per la definitiva approvazione in legge di riforma, rappresenta il primo tangibile risultato dell’iniziativa, tutt’ora in corso, per la raccolta popolare delle firme utile ad inoltrare la petizione ai due rami del parlamento proprio per la modifica del giudizio abbreviato, per i familiari della povera Jennifer, sostenuti dall’associazione che rappresento. Io personalmente, in linea con il partito, ho sempre sostenuto che la certezza della pena sia uno dei pilastri fondamentali in uno Stato di diritto. Ci sono due ordini di motivi per cui ho appoggiato convintamente questa petizione: in primis perché ritengo che sia utile all’assassino scontare la propria pena fino alla fine perché è solo in questo modo che può (forse) comprendere il male che ha provocato con il suo gesto ed in secondo luogo perché non si può condannare ad un vero e proprio ergastolo di dolore e sofferenza la famiglia della vittima (o nel caso di stupro la vittima stessa), che si è vista prima privata della perdita del proprio caro (o della propria identità e dignità) e poi vedere che ingiustizia è fatta. Avremmo auspicato la maggioranza assoluta, è dispiaciuto vedere che alcune forze politiche hanno posto dei veti inspiegabili. C’è chi ha parlato del rito abbreviato come di un procedimento per avere più certezza della pena, perché è più facile condannare un reo confesso in cambio di uno sconto di pena, sembrerebbe quasi una trattativa STATO-CRIMINE, o chi ha incomprensibilmente parlato di eccessiva “scia emotiva” della Lega, dopo aver incontrato una delegazione delle vittime, come se le leggi in parlamento non si facessero per la tutela dei cittadini, ma dei “marziani”. Questa vittoria è dedicata a Jennifer, a Monia, a Ester , a Letizia e a Laura, le vittime che quest’anno l’Abruzzo piange! Tranne l’assassinio di Ester (poiché si è suicidato), tutti gli altri hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, dopo che non hanno avuto nessuna pietà per i corpi delle donne che avevano davanti. E se quei corpi non fossero stati “femminili” non avrebbero mai potuto infierire così barbaramente su di loro. Questo non lo dobbiamo mai scordare. Questo non lo deve mai scordare chi dovrà decidere la giusta pena per questi assassini".

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Pescara. Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca continua il ciclo di appuntamenti su territorio incentrati sul progetto Abruzzo Resiliente, ideato e promosso per informare e sensibilizzare i cittadini alle politiche ambientali che si ispirano al principio della “resilienza” prendendo sempre più consapevolezza dei cambiamenti climatici e dei loro effetti, imparando a reagire ad eventi negativi e trasformarli in opportunità attraverso un consumo più responsabile dell’energia e la messa in opera dell’economia circolare fondata sul riciclo e riutilizzo dei rifiuti.
Il sesto incontro si terrà domani, venerdì 1 dicembre, a Mosciano S. Angelo (Te), dalle ore 18, presso la sala consiliare del Comune in Piazza IV Novembre, con la partecipazione, accanto al Sottosegretario, del Sindaco Giuliano Galiffi e del Vice Sindaco Luca Lattanzi.
Tra i temi che verranno affrontati nel pomeriggio, la recente approvazione del progetto di educazione ambientale da realizzarsi attraverso il coinvolgimento dei CEA - Centri di Educazione Ambientale riconosciuti di interesse regionale che disporranno di 200.000€ per attivare campagne di sensibilizzazione sui temi della mitigazione, adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione degli incendi boschivi.

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Pescara. Nella giornata di ieri la Polizia di Stato, in esecuzione alla Revoca del Decreto di Sospensione dell’Ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo, emesso in data 27.11.2017 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Perugia, ha tratto in arresto: F. M., pescarese, classe’87. Il medesimo deve espiare la pena di mesi 6 di reclusione, in quanto riconosciuto colpevole per i reati di furto aggravato continuato in concorso commesso in Giulianova (TE) il 30.10.2010. Il predetto, dopo le formalità di rito, veniva condotto presso la locale Casa Circondariale.

Il provvedimento è stato eseguito da personale della Squadra Mobile.

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Pescara. Presentato questa mattina a Pescara, presso la sede di viale Bovio della Regione, il Codice etico per il turismo sostenibile nelle aree protette. «Un documento – come ha sottolineato il vice presidente Giovanni Lolli - di cui c’era decisamente bisogno in un territorio protetto per circa un terzo e che ha fatto della propria immagine green un volano per lo sviluppo di un turismo che oggi più che mai deve essere consapevole e pienamente rispettoso dell'ambiente, in linea con quanto maggiormente richiesto a livello mondiale».

Il codice etico è una diretta filiazione del progetto Abruzzo Attrattivo, nato nel 2015 all’interno della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri in diretta collaborazione tra l’associazione del Panda, lo IAAP (Istituto Abruzzese Aree Protette), la cooperativa Il Bosso e Majambiente. Una iniziativa creata in puro spirito di volontariato con la sola “missione” di promuovere l’enogastronomia, l’artigianato, le tradizioni e la cultura del territorio favorendo e promuovendo un turismo sostenibile e di qualità nella Regione Verde d’Europa.

Un passo importante è stato rappresentato dalla presentazione pubblica di Abruzzo Attrattivo, nel maggio scorso a Pescara. Durante questo evento (e subito dopo con ulteriori adesioni formali via mail) numerosi operatori, istituzioni, strutture ricettive e associazioni hanno sottoscritto la Carta della Cooperazione Turistica Integrata d’Abruzzo (CTIA), ulteriore passo verso una fruizione sostenibile e rispettosa di un territorio di eccezionale valore naturalistico qual è quello delle aree protette abruzzesi. Il gruppo Abruzzo Attrattivo, coordinato da Maria Cristina Mancinelli e Paolo Setta, ha quindi stilato il codice etico, in collaborazione con l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE), Abruzzo Mountains Wild, Wolftour e altri forti sostenitori.
Il documento ha avuto infine, con specifici incontri, quella che potremmo definire la sinergica cooperazione della Regione nelle persone del vicepresidente Giovanni Lolli e del direttore del Dipartimento Turismo Giancarlo Zappacosta. Per la parte di competenza è stato anche interessato il settore Parchi con l’assessore Donato Di Matteo.

Ne è venuto fuori un documento importante, perfettamente in linea con le posizioni espresse dal Codice Mondiale di Etica del Turismo, aperto a chiunque nel rispetto dei principi e valori enunciati.

Il Codice etico, che si allega per intero al presente comunicato, sarà infatti sottoposto via via all’attenzione di tutti i portatori di interesse per raccoglierne le adesioni. L’obiettivo finale è quello di sostenere lo sviluppo di un turismo di qualità legato alle tematiche ambientali, a uno stile di vita sano e a una fruizione intelligente, autentica ed esperienziale, non impattante, rispettosa dell’integrità del territorio e della biodiversità vegetale e animale, beni da tutelare e da trasmettere indenni alle future generazioni.

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Pescara. Nella mattinata odierna in Montesilvano (PE) si è svolto un servizio straordinario interforze finalizzato al rintraccio di cittadini extracomunitari non in regola con le normative sul soggiorno e di soggetti dediti ad attività illecite.
L’attività, già considerata in sede di un recente Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato dal Prefetto Gerardina BASILICATA, è stata disposta e coordinata con ordinanza emessa dal Questore di Pescara Francesco MISITI, e posta in essere da personale della Polizia di Stato, da militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Montesilvano e da dipendenti della Polizia Municipale di Montesilvano.
Il servizio è stato rivolto anche ai luoghi della pineta e dell’arenile del litorale cittadino, nonché alla zona del caseggiato di via Ariosto. Nella circostanza sono stati rintracciati e controllati n. 6 cittadini stranieri di cui n. 1 non in regola con la normativa del soggiorno; per quest’ultimo, di nazionalità senegalese, è stato formalizzato un ordine di abbandonare il territorio nazionale.

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