Articoli filtrati per data: Dicembre 2017

Roma. Sarà una lista unica quella che, alle elezioni politiche del prossimo ‪4 marzo‬, vedrà insieme anche in Abruzzo l’Udc ,Noi con l’Italia ed altre organizzazioni e movimenti nel simbolo dello Scudo Crociato. Il Centro si allarga e si pone di nuovo come punto cardinale sulla bussola politica italiana, pronto ad accogliere altre forze che si riconoscono nei valori e nella tradizione liberale e popolare. “Si rafforza l’area moderata e sarà una componente importante nel centrodestra e nel panorama politico italiano. Anche in Abruzzo, dove le radici della cultura riformista, cattolica, liberale, sono ancora ben saldi” - ha commentato il Segretario Regionale dell’UDC, Enrico Di Giuseppantonio. A margine della presentazione del nuovo progetto politico, si è tenuto, nella sede nazionale del partito a Roma , un incontro della direzione regionale abruzzese dell’UDC con il segretario nazionale on. Lorenzo Cesa. Vi hanno partecipato: il segretario regionale Enrico Di Giuseppantonio, i segretari provinciali di Chieti, Andrea Buracchio, di Pescara, Valter Cozzi, de L’ Aquila, Lino Cipolloni, di Teramo, Berardo De Simplicio ed il segretario Amministrativo Carlo Giolitto.  Nel corso della riunione si ė anche discusso di candidature e di progetti per l’Abruzzo. “Siamo un partito fortemente legato al territorio. C’è un mondo democratico-cristiano in Abruzzo - ha detto Di Giuseppantonio-  che è in cerca di una casa e noi stiamo tornando ad essere il loro punto di riferimento. Terremo incontri con i cittadini per illustrare l’accordo politico tra l’Udc, Noi con l’Italia ed altre organizzazioni e movimenti ma soprattutto per confrontarci con gli abruzzesi e raccogliere le loro esigenze, le aspirazioni, come vorrebbero veder cambiata la nostra regione. Sarà con loro che scriveremo il programma che diventerà il nostro manifesto  per le politiche di marzo ed il futuro dell’Abruzzo”.

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Roseto degli Abruzzi. L’ultimo consiglio comunale dell’anno ha dato il via libera al nuovo regolamento degli impianti sportivi. Argomento importante che permetterà a Roseto di caratterizzare ulteriormente la propria immagine di città dello sport.


Il consiglio comunale ha approvato infatti la definizione della rilevanza economica e la modifica al regolamento di utilizzo degli impianti sportivi comunali. Il regolamento è stato così adeguato alle normative esistenti, migliorandolo in alcuni aspetti tecnici. Entrambe le delibere, ma soprattutto quello della rilevanza economica, sono un passaggio importante, atteso dalle società sportive, per emettere i bandi per la gestione delle strutture.


Sono stati definiti a rilevanza economica:

• il Palasport
• la piscina comunale
• i campi da tennis
• il Pala beach
• campo di Fonte dell'Olmo
• campo di Cologna spiaggia
• campo di Santa Lucia.

Privi di rilevanza economica sono definiti:
• palestra media D’Annunzio
• palestra elementare D’Annunzio
• palestra via Piemonte
• palestra e palestrina scuola Fedele Romani
• campo di Cologna paese
• Campo Patrizi
• Arena 4 palme
• campo polivalente Santa Petronilla
• campo polivalente San Giovanni
• campo polivalente Montepagano
• campo polivalente Voltarrosto
• campo polivalente Campo a mare superiore
• campo polivalente Campo a mare inferiore
• campo polivalente Casal Thaulero
• bocciodromo comunale


“Sono molto felice per l’approvazione delle delibere”, dice Marco Angelini, consigliere comunale con delega allo Sport, “nonostante le travagliate vicissitudini che le hanno accompagnate. Ora siamo pronti per redigere i bandi, così dall’estate 2018 le strutture potranno essere affidate a quelle società che intendono gestirle e programmare investimenti adeguati per il loro utilizzo e per il loro rilancio. Con queste delibere continua il percorso di attenzione e viene confermata la sensibilità della nostra amministrazione verso lo Sport. Spero che ci sia una grande partecipazione ai bandi ai quali daremo, ovviamente, la massima visibilità”.

“E’ un passo importante che intende perseguire una gestione manageriale e più efficiente degli impianti di maggiore importanza, dice il Sindaco Sabatino Di Girolamo, è anche un passo per la risoluzione della spesa corrente, troppo elevata allo stato. Confidiamo che la Città dello Sport ri-sponderà sollecitamente alle delibere e agli atti successivi, in quanto non mancano certo nel no-stro tessuto sociale entità in grado di gestire gli impianti”.

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L'Aquila. E’ arrivata poco prima di Natale la missiva che le guardie mediche abruzzesi non avrebbero mai voluto ricevere. Una beffa che si unisce ad un danno notevole. Infatti, come già denunciato dal M5S a settembre 2017, la Regione ha sospeso l’indennità di rischio stipulata da un accordo con il Governo Regionale del 2006 per i medici di continuità di 4 euro aggiuntive l’ora e, cosa più grave, hanno ricevuto la richiesta di recupero delle somme percepite dalla Regione Abruzzo, estesa anche agli eredi. In sostanza la Regione non solo ha bloccato l’indennità che essa stessa aveva stabilito ma ha richiesto ai medici di guardia circa 70 mila euro cadauno per le somme percepite dal 2006 ad oggi. “Un provvedimento ingiusto” denunciò Domenico Pettinari già a settembre che ha portato il caso anche in Consiglio Regionale attraverso un’interrogazione all’Assessore Paolucci.

Il motivo di questo taglio incondizionato è una semplice richiesta di spiegazione su questa indennità dalla Corte dei Conti. L’indennità, ritenuta utile nel 2006 dall’allora giunta PD, avrebbe dovuto colmare tutte le carenze relative alla sicurezza sul posto di lavoro. Una semplice richiesta di delucidazioni da parte della Corte dei Conti non può giustificare un provvedimento così invasivo.

Si tratta di circa 400 unità in tutta la regione, sono medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle guardie mediche che sono aperte tutta la notte e nei giorni festivi. In Abruzzo rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile, soprattutto in quelle aree interne che sono poco servite dagli ospedali maggiori e che risultano ancor più isolate dalle politiche di depotenziamento e chiusura che ha investito i grandi ospedali d’Abruzzo.

“E’ un provvedimento ingiusto” spiega Domenico Pettinari vice presidente della commissione sanità di Regione Abruzzo“noi dovremmo valorizzare questi medici che ricordiamolo non sono i “ricchi” del settore. Stiamo parlano di personale che lavora in condizioni a volte estreme, in orari impossibili e che percepisce stipendi assolutamente normali. “Il provvedimento che ha assegnato i 4 euro in più l’ora risale allo scorso governo PD” incalza Pettinari “dunque il Presidente prima di chiedere un risarcimento retro attivo ai lavoratori che sono attori passivi in queste scelte, dovrebbe eventualmente richiedere le somme percepite dai medici di guardia a chi le ha autorizzate e quindi alla Dirigenza di quegli anni e all’organo politico dell’epoca, del quale alcuni sono attivi decisori in questo frangente”.

“Il Governo, autore di tagli sulla sanità senza precedenti, dovrebbe piuttosto valorizzare queste professionalità che rappresentano l’ultimo avamposto per il diritto alla salute.

Anche in altre regioni è stato chiesto un accertamento su queste spese e al massimo si è interrotta l’erogazione, ma assolutamente senza una formula retroattiva, addirittura estesa agli eredi, che rischia di mettere in ginocchio intere famiglie. Il Presidente D’Alfonso ha dato seguito a una semplice richiesta di chiarimento della Corte dei Conti con un provvedimento così radicale, ma lo hanno lasciato del tutto indifferente le diffide al suo Governo, molto più pesanti, della stessa Corte relative alla mancata approvazione dei rendiconti di Regione Abruzzo che ha messo in ginocchio i conti della Regione.

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Sabato, 30 Dicembre 2017 00:00

Melilla su rincari autostrada dei Parchi

Roma. "In Italia il rincaro medio nel 2018 dei pedaggi autostradali é del 2,74%, per l’Autostrada dei Parchi che collega l’Abruzzo a Roma il rincaro è invece addirittura del 27,4%!".

Così in una nota Gianni Melilla, Deputato Art.1 Mdp - Liberi e Uguali, che aggiunge: "È un aumento ingiustificabile. Non può essere accettato visto che il gestore ha ottenuto dallo Stato una infrastruttura costruita interamente da risorse pubbliche e negli ultimi mesi ha ottenuto ingenti finanziamenti per la messa in sicurezza dell’Autostrada. Il gestore, peraltro, non ha rispettato impegni importanti come ad esempio la costruzione di una stazione di servizio tra Pescara-Chieti ed Avezzano (oltre 100 km senza nessun servizio per gli utenti, caso UNICO in Italia). Il Governo tratti col Gestore subito la revoca di questo aumento per evitare un danno all'economia abruzzese, alle imprese e ai pendolari. L’autostrada dei Parchi non può essere una gallina dalle uova d’oro solo per il gesto".

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Pescara. Come ogni anno, nel periodo concomitante con le festività natalizie, durante il quale aumenta notevolmente la richiesta di prodotti ittici, la Direzione Marittima dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, nell’ambito dell’operazione nazionale “DIRTY MARKET” disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, ha intensificato i controlli sulla filiera della pesca, con il preciso obiettivo garantire la qualità dei prodotti ittici immessi sul mercato e dunque tutelare la salute dei consumatori.
Ben 243 sono stati i controlli effettuati dai 134 uomini e donne della Guardia Costiera impiegati su tutto il territorio di giurisdizione dei Comandi locali che, coordinati dal 14° Centro di Controllo Area Pesca di Pescara, hanno eseguito accertamenti sia a terra che a bordo delle unità da pesca in attività. In particolare, a terra, le verifiche sono state condotte nei punti di sbarco del prodotto ittico, nei centri di grande distribuzione, nei punti vendita al dettaglio, nei ristoranti, oltre che sui mezzi di trasporto del prodotto ittico stesso; tutto allo scopo di verificare il rispetto delle vigenti disposizioni relative alle taglie minime del prodotto, al divieto di pesca delle specie protette, alla corretta etichettatura dei prodotti e relativa tracciabilità, oltre che al rispetto dei divieti di pesca imposti in particolari zone marittime quali la Fossa di Pomo o l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
Nel corso di detta operazione complessa di polizia marittima sono state elevate 48 sanzioni amministrative per un importo complessivo di € 91.828,00 e tre notizie di reato per frode in commercio, oltre che sequestrati 10 attrezzi da pesca e 1.351 kg di prodotto ittico, in parte devoluto in beneficenza a seguito di verifica di commestibilità da parte delle competenti Autorità sanitarie. Le violazioni maggiormente rilevate hanno riguardato l’inosservanza delle norme sull’ “etichettatura” (mancanza di informazioni o errate informazioni al consumatore sul prodotto) e sulla “tracciabilità/rintracciabilità del prodotto ittico” (documentazione che consente di stabilire la provenienza del prodotto). Di particolare rilievo anche l’attività condotta unitamente ai NAS dei Carabinieri di Pescara, in occasione della quale è stato scoperto un locale adibito a deposito di prodotti ittici, privo delle previste autorizzazioni.
La maxi operazione “DIRTY MARKET”, scattata il 29 novembre, continuerà in maniera intensa, anche negli ultimi giorni del 2017, al fine di continuare ad assicurare l’alta qualità dei prodotti ittici che saranno consumati sulle nostre tavole prima e dopo il “conto alla rovescia” della cena di fine anno; sempre nell’ottica di tutelare i consumatori e garantire il rispetto delle disposizioni normative che disciplinano la commercializzazione dei prodotti della pesca e la tutela dell’ecosistema marino.
La Guardia Costiera invita i consumatori a prestare la massima attenzione nell’acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrità alimentare in materia di etichettatura e tracciabilità, evitando di acquistare quelli venduti illecitamente da parte di ambulanti non autorizzati.

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Pescara. Ancora un anno difficile per l’ambiente abruzzese. Problemi di ogni tipo, ma quasi sempre riconducibili alla mano dell’uomo, continuano a colpire la nostra regione e la sua straordinaria natura. Il 2017 sarà ricordato per la tragedia di Rigopiano e per gli incendi, tragici episodi determinati in tutto o in parte da inefficienze ed errori umani, per il terremoto e le forti nevicate, eventi che hanno finito per segnare la vita di tanti abruzzesi. Purtroppo il conto di scelte sbagliate è stato presentato nel peggiore dei modi, ricordandoci per l’ennesima volta che investire nella corretta gestione del territorio e nella prevenzione è indispensabile.

Fortunatamente non sono mancate le note positive dovute anche all’azione di cittadini e associazioni che in alcuni casi sono riusciti a contrastare efficacemente scelte politiche sbagliate.

L’impegno del WWF è stato costante per tutto l’anno. Attraverso la delegazione regionale, le quattro organizzazioni locali (WWF Abruzzo Montano, WWF Chieti-Pescara, WWF Teramo e WWF Zona Frentana e Costa Teatina), le Oasi, i numerosi Centri di Educazione all’Ambiente e i nuclei di vigilanza ambientale, il WWF è stato presente in tutte le principali battaglie in difesa della natura abruzzese, e ha anche messo in campo attività propositive con progetti nazionali e internazionali di conservazione della natura e di valorizzazione e promozione del territorio.

È veramente difficile ripercorrere in poche righe un intero anno. Ci abbiamo provato attraverso 10 punti che riassumono le principali tematiche ambientali che hanno interessato il 2017.

Abruzzo a fuoco.
Nell’estate 2017 il fuoco ha distrutto oltre 6.000 ettari d’Abruzzo. 216 incendi hanno interessato 136 Comuni su 305 con gravi danni per ambiente e forti rischi per la salute dei cittadini.

Tutta la nostra regione è stata interessata, ma il Monte Morrone nel Parco Nazionale della Majella attraversato dalle fiamme per oltre 2 settimane ha rappresentato l’immagine simbolo dell’estate. Un simbolo del fallimento delle politiche di prevenzione e della gestione dell’emergenza che pochi giorni prima aveva caratterizzato anche il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con l’incendio a Campo Imperatore, sviluppatosi durante la Fiera della pastorizia. I danni agli ecosistemi sono stati incalcolabili, i costi per la collettività per l’azione antincendio di oltre 1 milione di euro. Dietro questi roghi, come sempre, c’è stata la mano dell’uomo che per i motivi più disparati ha distrutto un patrimonio naturale di enorme valore e ha messo in pericolo la vita di tante persone.

Acqua a rischio.
Il simbolo del 2017 è sicuramente la folla che si accalca nei negozi del teramano per acquistare acqua in bottiglia dopo che, tra l’8 e il 9 maggio, è stata interrotta l’erogazione di acqua proveniente dal Gran Sasso d’Italia.

All’improvviso si è tornati a fare in conti con l’interferenza tra i Laboratori di Fisica Nucleare, le gallerie autostradali e un acquifero che rifornisce oltre 700.000 abruzzesi. Il WWF, insieme ad altre associazioni, ha dato vita a un Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso che in pochi mesi ha organizzato iniziative per far conoscere la realtà e ha portato a una grande manifestazione a Teramo il 15 di novembre con migliaia di cittadini in marcia per chiedere sicurezza per l’acqua che arriva nelle nostre case e trasparenza nella gestione di questa risorsa. Una mobilitazione che purtroppo si è dovuta scontrare contro il muro di gomma della Regione che finora si è rifiutata di aprire il confronto con l’Osservatorio e con le comunità locali.

Aree protette: tra parchi fantasma e leggi ferme.
Anche il 2017 è passato senza che fosse completato l’iter istitutivo del Parco della Costa Teatina. Una politica incapace e interessi localistici stanno tenendo fermo il parco da oltre 16 anni! Una vergogna senza alcuna giustificazione, visto che è stato perfino nominato un commissario governativo il cui lavoro sulla perimetrazione è abbandonato nei cassetti del Governo nazionale ormai dall’aprile del 2015. Grande responsabilità di questo stato di cose è della Regione Abruzzo che ha continuato con la sua politica dilazionatoria a dar seguito a pochi sindaci che si oppongono al parco esclusivamente per poter continuare a costruire anche negli ultimi tratti di costa rimasti liberi dal cemento.

Altra vergogna è il fatto che per tutto il 2017 il Parco regionale Sirente-Velino ha continuato ad essere commissariato. Una situazione senza alcuna motivazione che sta facendo morire il parco ormai senza più alcuna spinta propositiva da anni.

E anche la legge regionale sulle aree naturali protette si sta muovendo con fatica. Durante il 2017 il WWF, insieme ad altre associazioni ambientaliste, si è impegnato in un confronto con l’assessorato regionale ai parchi per arrivare a completare la legge di riforma, che continua tuttavia a non approdare in aula per la fase finale del confronto con i portatori di interesse e con il consiglio regionale.

Dopo un decennio di sconfitte al TAR e al Consiglio di Stato, che hanno puntualmente accolto i ricorsi del WWF contro i calendari venatori abruzzesi, la Regione ha adottato un calendario venatorio almeno rispettoso della legge e senza preapertura.

Un primo passo avanti significativo che però viene smentito dalla gestione del cinghiale attuata attraverso un piano che punta esclusivamente sull’azione dei cacciatori che da sempre si è mostrata del tutto inefficace nel limitare i danni ai coltivi. I cacciatori sono la causa del proliferare dei cinghiali che furono immessi a scopo venatorio e non possono essere certo la soluzione del problema rappresentando la categoria che proprio dai cinghiali trae i maggiori vantaggi.

La mancanza di controllo del territorio a causa della diminuita presenza delle polizie provinciali e della trasformazione del Corpo Forestale dello Stato sta portando poi a un proliferare di cacciatori senza regole che mettono a rischio escursionisti, agricoltori e semplici cittadini.

Mobilità sostenibile: passi avanti sul progetto “Bike to coast”.
Anche nel 2017 si è celebrata la tradizionale Biciclettata Adriatica del 2 giugno che ogni anno vede una sempre maggiore partecipazione con centinaia di appassionati e tante famiglie lungo la costa abruzzese. E quest’anno si è potuto festeggiare da un lato l’avvio del completamento del tratto del percorso “Bike to coast” del teramano, e dall’altro la partenza dei lavori per il tratto teatino. L’Abruzzo potrebbe avere nel giro di pochi anni una pista ciclabile lungo tutta la sua costa da unire alle piste ciclabili delle Marche attraverso un progettato ponte sul fiume Tronto.

Nel frattempo si ipotizzano nuove piste lungo i fiumi così da consentire anche i collegamenti verso l’interno. Le ciclabili, infatti, se realizzate nel rispetto dell’ambiente possono rappresentare effettivamente un modo efficace anche per riqualificare luoghi abbandonati e per aumentare i controlli anti-vandalismo.

Dove si continua invece ad essere carenti è sulla mobilità urbana. Nonostante la legge regionale del 2013 e la legge nazionale sulla mobilità ciclistica recentemente approvata, sono pochissimi i comuni dove è possibile andare in bici a lavoro e a scuola in maniera sicura.

Energia: tra fonti fossili e speranze.
Sicuramente il definitivo smantellamento della piattaforma Ombrina Mare nel mese di ottobre ha coronato un impegno senza pari che ha visto una intera regione opporsi alla nascita di nuove trivelle petrolifere davanti alla costa teatina. Ma purtroppo la nostra regione continua ad essere considerata dal Governo nazionale distretto petrolifero e circa metà del nostro territorio e gran parte del mare antistante la costa continua a essere interessato da richieste o concessioni per ricerca, estrazione o stoccaggio di idrocarburi.

Negativo poi è stato il via libera dato proprio a fine anno alla centrale di compressione di Sulmona. Uno schiaffo alle scelte di un territorio, un azzardo per le caratteristiche dell’area dove dovrebbe sorgere e la prova che a livello nazionale si vuole insistere su strategie energetiche errate. Lo stop all’autorizzazione di cui si è parlato ieri sarebbe un atto dovuto per far riprendere un dialogo sul tracciato del gasdotto SNAM. Discorso analogo per il minacciato prelievo di gas nei pressi della diga di Bomba: un progetto bocciato persino dal Consiglio di Stato continua a restare in piedi per la colpevole inerzia del governo nazionale.

E vogliamo considerare una prova della crescita della consapevolezza dei cittadini anche l’adesione che registra in Abruzzo l’Ora della Terra, la campagna internazionale del WWF contro i cambiamenti climatici. Quest’anno ben 50 realtà della nostra regione hanno aderito spegnendo simbolicamente le luci dei più importanti monumenti e edifici per richiamare l’attenzione sulla necessità di adottare scelte energetiche sostenibili che facciano a meno delle fonti fossili.

In ginocchio per il maltempo.
La tragedia di Rigopiano è stata solo l’aspetto più tragico del maltempo che ha colpito l’Abruzzo a inizio anno. Sembra assurdo che nel 2017 si possa morire in un albergo travolto da una valanga ed è doveroso che la magistratura accerti al più presto la verità e individui eventuali responsabilità sia per le autorizzazioni che per i ritardi.

Le nevicate di quei giorni hanno però messo in ginocchio un’intera regione: i ritardi accumulati nel ripristinare l’energia elettrica, nel riattivare il riscaldamento delle abitazioni e nel raggiungere i paesi rimasti isolati per giorni non sono giustificabili. Al di là dell’eccezionale impegno dei singoli, quanto si è verificato, e che potrà verificarsi puntualmente alla prossima “emergenza”, non è soltanto la conseguenza di condizioni straordinarie, ma anche di un sistema di gestione che mostra ormai tutti suoi limiti: continui tagli ai servizi essenziali, riforme che cambiano situazioni consolidate senza prospettarne altre, catene di comando saltate, mancanza di manutenzione producono quanto abbiamo vissuto. E di fronte a simili scenari è obbligatorio cambiare profondamente rotta. Da decenni ripetiamo che l’unica grande opera pubblica di cui questo Paese avrebbe bisogno è la messa in sicurezza del territorio. E invece la logica che è dietro alle politiche di tutti i governi nazionali e regionali succedutisi negli ultimi decenni è quella del consumo di suolo e risorse naturali. Cittadini consapevoli devono chiedere ai propri amministratori politiche nuove. Amministratori responsabili devono attuare queste politiche nuove. Cominciando dal rispettare tutte le aree a rischio, ad esempio cancellando per sempre gli assurdi progetti di chi vorrebbe costruire altri edifici nei pressi del centro commerciale Megalò, realizzato a ridosso del fiume Pescara e che una politica seria provvederebbe a delocalizzare, giammai ad autorizzare ulteriori cementificazioni.

Lupo: l’Abruzzo di nuovo in campo per salvarlo.
La storia della conservazione del Lupo in Italia è legata alla nostra regione. Proprio qui il Parco Nazionale d’Abruzzo e il WWF lanciarono l’Operazione San Francesco che in poco tempo portò il Lupo da specie considerata “nociva”, e quindi cacciata, a specie protetta. Da quel momento questo meraviglioso predatore, allora sull’orlo dell’estinzione, si è potuto naturalmente espandere su tutto il territorio nazionale arrivando fino alle Alpi.

Il 2017 si è aperto con un attacco al Lupo. Il Ministero dell’Ambiente ha infatti predisposto il Piano di gestione della specie che, per la prima volta dagli Anni ’70, ha previsto la possibilità di abbattimenti. Proprio dall’Abruzzo è partita una grande mobilitazione con centinaia di bambini delle scuole abruzzesi che hanno partecipato all’iniziativa del WWF “Un disegno per il Lupo” per chiedere di non aprire la caccia a questo splendido animale. Una mobilitazione andata avanti per tutto il 2017 che ha visto tante altre manifestazione e una petizione firmata da oltre 200.000 italiani e che ha consentito di bloccare per tutto l’anno la proposta di rendere legali le uccisioni.

Oasi WWF in Abruzzo: nuovi arrivi e festeggiamenti per traguardi importanti.
Registriamo come nota fortemente positiva la nascita di nuove Oasi WWF in Abruzzo.

Grazie all’accordo con il Comune di Vasto dal mese di maggio la Riserva regionale di Marina di Vasto è gestita da WWF e Legambiente, mentre nel mese di dicembre è stato firmato un protocollo di intesa tra il Comune di Ortona, il WWF e il CAI per la gestione delle Riserve naturali regionali “Punta dell’Acquabella” e “Ripari di Giobbe”. In entrambi i casi le associazioni si avvarranno dell’Istituto Abruzzese per le Aree Protette (IAAP) che in Abruzzo cura la gestione tecnica di altre riserve regionali affidate al WWF.

E proprio le Oasi WWF nel 2017 hanno festeggiato traguardi importanti: i 20 anni dell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi e i 30 anni dell’Oasi WWF del Lago di Penne. Due realtà ormai forti e consolidate che, grazie all’impegno delle comunità locali, dei volontari e degli operatori del WWF, rappresentano delle eccellenze nella gestione delle aree protette in Italia.

Rifiuti e discariche.
Qualche elemento di novità si intravede nel campo dei rifiuti e delle bonifiche.

La Giunta regionale ha approvato il nuovo piano regionale dei rifiuti. Un passo avanti importante, ma non risolutivo perché ora si dovrà attendere l’approvazione da parte del Consiglio regionale. Al tempo stesso non decolla l’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti regionale (AGIR) che avrebbe dovuto mettere ordine nella babilonia delle molteplici gestioni.

Sul piano delle bonifiche si registra una positiva accelerazione per quanto riguarda il Sito di Interesse Nazionale di “Bussi sul Tirino” per il quale sembra che si voglia finalmente iniziare a recuperare il tempo perduto. Nel 2017 sono state poste le basi, con una serie di incontri al Ministero dell’Ambiente, ora si tratta di cominciare finalmente a rimuovere davvero i rifiuti: sono trascorsi ben 10 anni da quando quell’emergenza tornò clamorosamente in primo piano ed è del tutto inaccettabile che non sia neppure iniziata la “pulizia” di un territorio offeso nel peggiore dei modi.

Non sarebbe stato possibile chiudere questo bilancio del 2017 senza ricordare il generale Guido Conti, tragicamente scomparso nel mese di novembre, che alla nostra regione ha dato tanto nel campo della difesa dell’ambiente e della natura a cominciare proprio dalle indagini sui rifiuti sepolti a Bussi.

Un particolare ringraziamento va infine alla Lega Navale Italiana, Sezione Pescara, che ci ospita e con la quale il WWF ha firmato un protocollo d’intesa e di collaborazione finalizzato in particolare alla tutela del mare e della costa.

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Pescara. Nel corso della nottata, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pescara hanno tratto in arresto, per il reato di rapina, C. C., 28enne, originario del veronese, con diverse segnalazioni di polizia.
Tutto è iniziato nella serata di ieri, quando, intorno alle 19.00, due sconosciuti, a volto coperto ed armati di pistola, sono entrati nella parafarmacia “Carducci” in Via Valignani e, dietro minaccia, si sono fatti consegnare circa 300 euro. Dopo quasi mezz’ora una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, ha fermato un ragazzo che, dalla fisionomia e dai vestiti indossati, sembrava corrispondere esattamente alla descrizione, fornita dalle vittime, di uno dei due autori della rapina perpetrata poco prima.
Vistosi scoperto e messo alle strette, l’uomo ha spontaneamente consegnato ai militari un borsone contenente una pistola scacciacani, completa di cartucce e caricatore ed un cappello di lana tipo passamontagna, ammettendo di essere uno dei due responsabili della rapina. I successivi accertamenti, consistiti, tra l’altro, nell’acquisizione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza della farmacia, hanno permesso di confermare la piena responsabilità del C., il quale, al termine delle formalità di rito, è stato tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Pescara.
Le indagini proseguono al fine di individuare l’altro complice che tuttora risulta ancora in fuga.

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Pescara. L’esecutivo ha approvato stasera le linee di indirizzo in materia ambientale sia per continuare a monitorare lo stato di salute dell’aria cittadina che per la definizione dei provvedimenti, in caso i valori non conformi alla norma.

“Abbiamo stilato un decalogo di buone pratiche per migliorare la qualità dell’aria cittadina, perché da tempo guardiamo con apprensione all’evolversi dei dati rilevati dalle centraline presenti sul territorio – riferisce l’assessore all’Ambiente Simona Di Carlo – la situazione è sotto costante monitoraggio, l’Amministrazione sta approntando eventuali rimedi da attuare nel caso si verifichino degli sforamenti dei valori registrati dalle centraline sul territorio cittadino, ma è necessario promuovere anche nella comunità, una serie di comportamenti da tenere per contribuire tutti a migliorare la situazione. E’ indispensabile agire su vari fronti, sia sulle emissioni prodotte dal riscaldamento che su quelle prodotte dal traffico, che sull’energia.

Il decalogo riassume una serie di comportamenti virtuosi e scelte consapevoli che limitano concretamente l’inquinamento atmosferico e che raccomandiamo.

Mobilità. Il primo invito è quello di usare il più possibile i mezzi pubblici, perché riduce l’uso delle auto e migliora la qualità dell’aria; a questo contribuisce anche una “guida ecologica”, preferendo basse velocità e provvedendo alla manutenzione del mezzo in modo da ridurre consumo di carburante ed emissioni; per i nuovi veicoli si invita a privilegiare classi euro 5 o 6, per ciclomotori e motocicli, quelli a 4 tempi rispetto a quelli a 2.

Riscaldamento domestico e pubblico. Dal 2015 il Comune ha adottato una riduzione di 1 grado della temperatura degli edifici pubblici per ridurre le emissioni, da ciò l’invito a: rispettare i limiti di legge dei 20° nelle abitazioni, magari abbassando di un grado la temperatura; spegnere il riscaldamento in assenza di persone negli ambienti; nel caso di utilizzo di apparecchi a legna, agevolare una completa combustione, facendo grande attenzione a cura e manutenzione dell’impianto evitando di utilizzarlo nei periodi critici, in presenza di altri sistemi di riscaldamento (metano o gasolio), perché la legna inquina di più di altri combustibili; rispettare i divieti vigenti sulle combustioni all’aperto e le tempistiche di controllo degli impianti di riscaldamento.

Consumi energetici. Sono in corso da parte del Comune i lavori di sostituzione degli impianti di illuminazione con punti luce pubblici a led. Si invita la cittadinanza a limitare gli sprechi energetici, utilizzando gli elettrodomestici a pieno carico, in modo da limitare la produzione di energia elettrica da fonte fossile.

Dal canto nostro, l’Amministrazione oltre a continuare il monitoraggio della rete di rilevatori ambientali, sta predisponendo un piano antismog che mette in sinergia diversi settori e da attuare in caso di superamento dei 35 sforamenti previsti dalla legge sulle centraline, che vedrà l’applicazione di misure relative sia al funzionamento degli impianti termici degli edifici pubblici e privati, che di riduzione del traffico veicolare nelle zone più esposte, finché si protrae la criticità. Nel caso dovesse perdurare, le azioni saranno quelle contingibili e urgenti previste dalla legge e adottate in caso di emergenza smog”.

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San Salvo. Una risposta articolata e puntuale sulle condizioni dell’Ambulatorio vaccinale di San Salvo è stata inviata al Sindaco e al Comando Nas dalla responsabile del Servizio Igiene e Sanità pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, Ada Mammarella.

Nella nota vengono richiamate le criticità rilevate dai Carabinieri a seguito del controllo effettuato, e per ciascuna forniti i dovuti chiarimenti:

Riguardo alla carenza dei requisiti strutturali evidenziati nella Sede erogativa di San Salvo, è stato precisato che nei mesi scorsi la Asl ha già trasmesso al Comune un Piano di Adeguamento con relativo Cronoprogramma. Altri interventi saranno eseguiti a breve per la sostituzione della rubinetteria e soluzioni per una maggiore fruibilità della segnaletica.

In riferimento, invece, alle carenze di tipo impiantistico, relativamente alle infiltrazioni di acqua dal soffitto nella stanza/magazzino attigua alla segreteria, nella nota viene ricordato come il terrazzo sia stato già oggetto di recente manutenzione e coibentazione, con sostituzione integrale qualche anno fa della guaina protettiva, che nella scorsa estate è stata comunque revisionata. Ad ogni modo, si interverrà per sanare il problema con interventi straordinari.

Quanto, poi,ai requisiti minimi tecnologici, Mammarella ha fatto rilevare come l’ambulatorio vaccinale sia dotato di un carrello per la gestione dell’emergenza con la dotazione farmacologica e strumentale, così come richiesto dal Manuale di Autorizzazione di cui alla Legge regionale 32/07; i militari del Nas ne hanno contestato la non conformità in quanto non chiuso, pertanto c’è l’impegno ad acquistarne uno che risponda a tali indicazioni. Si precisa, a ogni buon conto, che l’ambulatorio vaccinale può disporre di un carrello già attrezzato e munito di defibrillatore, condiviso con le attività ambulatoriali della Sede Erogativa di San Salvo.

Infine, per il frigorifero con avaria al tachigrafo ubicato all’interno dell’ambulatorio vaccinale, la criticità è stata superata mediante un intervento tecnico risolutivo. La funzione del tachigrafo è quella di registrare e tracciare i dati relativi all’escursione termica, pertanto il mancato funzionamento non compromette la conservazione dei vaccini poiché la temperatura è sempre visibile sul display. E’ stato comunque chiarito che nel frigorifero oggetto di contestazione venivano tenuti in modo temporaneo i vaccini da utilizzare durante la seduta, ricollocati, poi, a fine attività, nell’altro frigorifero, salvaguardando la catena del freddo con lettura digitale e visiva.

“In tutti gli ambulatori vaccinali – conclude Mammarella – nel rispetto di procedure codificate e linee guida, prima dell’inizio di ogni seduta vaccinale vengono verificati la corretta tenuta e conservazione dei vaccini e l’effettivo buon funzionamento dei frigoriferi. Tutto questo grazie a operatori esperti e validi professionisti che vi prestano la loro opera”.

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Montesilvano. «E’ un’attività sempre più costante, volta a sradicare un fenomeno che affonda le sue radici nel tempo e che purtroppo ancora oggi alimenta un mercato fatto di schiavitù, violenze e sfruttamento. In questo 2017 abbiamo incrementato, come d’altronde annunciammo alla fine dello scorso anno, i controlli della Polizia Locale e abbiamo potuto contare ancora una volta sul preziosissimo apporto della Comunità Papa Giovanni XXIII con cui ci lega un percorso di collaborazione dal 2015». Lo dichiara il sindaco Francesco Maragno che traccia il bilancio delle attività di controllo ad opera della Polizia Locale, condotta in tutto il 2017. Nel corso dell’anno sono state elevate 165 sanzioni tra clienti e prostitute, per un ammontare di oltre 63.100 euro, mentre nel 2016 ammontavano a 35 mila euro circa. «Nelle scorse settimane sono stati emessi, inoltre, i primi 6 ordini di allontanamento, i cosiddetti Daspo, previsti nelle “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, ossia il Decreto Minniti, a carico di persone dedite all’attività di meretricio. Il lavoro condotto dagli operatori della Polizia Locale - dice ancora il sindaco - è stato molto prezioso, con l’auspicio che sia un deterrente nei confronti di chi alimenta questo “mercato”. L’attività di sanzionamento anche nel 2017 è stata affiancata dall’azione dei volontari della Comunità che, con uscite settimanali, sono riusciti a contattare 430 ragazze». Ogni settimana, un gruppo composto da 4 o 5 volontari perlustra il territorio avvicinando le ragazze vittime di schiavitù, conquistando la loro fiducia e prospettando loro un futuro diverso, lontano dalle violenze alle quali sono sottoposte. In tutto il 2017 sono state effettuate 45 uscite settimanali, 430 contatti di cui 55 primi contatti, con ragazze per la maggior parte di età compresa tra 18 e 24 anni. “Il contatto con le vittime - secondo quanto riportato nella relazione annuale della comunità di don Oreste Benzi - è finalizzato in primo luogo alla condivisione della loro situazione di sofferenza e alla restituzione di dignità a persone violentate e umiliate e, per questo, emarginate da tutti. Il secondo obiettivo, strettamente connesso al primo, è far conoscere la possibilità di abbandonare la loro situazione di schiavitù, garantendo un sostegno in ogni fase del loro cammino di liberazione. Per questi motivi è fondamentale instaurare un rapporto di fiducia e di amicizia con le donne”. Grazie alla reperibilità telefonica, h 24 sono ben 23 le ragazze che hanno trovato il coraggio di telefonare ai volontari.

«Anche per il prossimo anno - dice ancora il sindaco - abbiamo voluto confermare la convenzione con questa associazione che svolge un preziosissimo lavoro fatto con costanza e tenacia. Abbiamo inoltre firmato una nuova ordinanza di contrasto all’insorgere dei fenomeni criminosi legati allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta di persone, valida per tutto il territorio comunale, applicando anche le disposizioni contenute nel Decreto Minniti». L’ordinanza stabilisce che è vietato, in tutta la città, chiedere o accettare prestazioni sessuali in cambio di denaro, ovvero intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni con soggetti che esercitano attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, per l’abbigliamento, per le modalità comportamentali, manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali. La sanzione amministrativa ammonta a 450 euro, a cui potrebbe affiancarsi anche l’applicazione delle sanzioni penali.

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